Notiziario n. 43 del 12 aprile 2013 –

immagineNella tarda serata di oggi,  è pervenuta alle OO.SS. dal Gabinetto l’allegata e inattesa convocazione per il 17 p.v. per discutere della tabella di equiparazione tra gradi militari e aree funzionali civili.

La convocazione  pare sia nata da una richiesta della O.S. CISL a margine della riunione al Gabinetto del 9 u.s., come si legge nel comunicato di pari data della stessa sigla (CGIL e UIL la condividono?  nel comunicato unitario diffuso a conclusione della riunione del 9 u.s. non se ne fa menzione…..).      Una richiesta, va opportunamente sottolineato, alla quale l’Amministrazione ha dato riscontro con inusuale e (sospetta) tempestività, tenuto conto che fra la richiesta e l’invio della convocazione sono passate meno di 72 ore! Un record assoluto, considerando i tempi medi di risposta della A.D.: vogliamo ricordare, solo per limitarci alle ultime vicende, che ci sono voluti due mesi per avere la riunione sul riordino della Sanità già disposto dal Ministro, o che è passato quasi un mese prima di poter discutere delle problematiche del cedolino NoiPA?

Viene innanzitutto da chiedersi da dove nasca la necessità o l’utilità  di discutere della tabella di equiparazione militari-civili, in questo momento e con un Vertice Politico a fine mandato; e viene anche da chiedersi come mai lo stesso Vertice Politico abbia raccolto rapidissimamente la richiesta, quando su altre questioni (per es, la rivisitazione di alcune parti del CCNI) lo stesso Sottosegretario, proprio in considerazione della parzialità attuale del mandato,  abbia solo un mese fa espressamente dichiarato a FLP DIFESA la propria indisponibilità a discuterne, e abbia rinviato tutto al nuovo Ministro. Vorremmo capire!

L’ esigenza di una profonda rivisitazione della vigente tabella di equiparazione tra gradi militari e aree funzionali, quella allegata al Decreto Interministeriale 18.04.2002 che regola i transiti nei ruoli civili del personale militare  inidoneo per motivi sanitari,  è cosa sulla quale le OO.SS. della Difesa  si sono sempre dichiarate interessate,  e tra queste FLP DIFESA che, insieme ad altri Sindacati autonomi,  contro quella tabella organizzò a suo tempo una forte protesta culminata con la grande manifestazione del 6 luglio 2002.

Il problema è stato risollecitato nel corso del 2011, dalla nostra O.S. e anche da altre sigle, e questo in considerazione del crescente numero di transiti nei ruoli civili (oltre 1.500 nel periodo tra il 2002 e il 2011), suscitando questa volta piena disponibilità  da parte dell’A.D., tenuto anche conto di quanto introdotto, in materia di mobilità verso le  AA.PP.,  dalla L. 183/2011.  E,  per questo,  con D.M. 22.12.2011,  fu costituito un “Gruppo di lavoro”  ad hoc,  presieduto dal Vice Segretario Generale civile avv. Di Palma, “con il compito di esaminare la disciplina  del transito del personale militare all’impiego civile… e di predisporre apposite tabelle di equiparazione tra personale militare e personale civile”.  Gruppo di lavoro nel quale, va ricordato, non ha trovato posto nessun esponente sindacale, come pure FLP DIFESA aveva chiesto ripetutamente.    

Un paio di mesi più tardi, era esattamente il 17 gennaio 2012,  si tenne a Segredifesa l’audizione (fu connotata proprio così!) a tavoli uniti delle OO.SS. nazionali, nella quale la nostra O.S. espresse le proprie considerazioni (si veda, a tal riguardo, il Notiziario n. 9 del 18.01.2012). Poi più nulla, sino ad oggi. Nel frattempo, però, è entrata in vigore la legge delega per la riduzione dello strumento militare (L. 244/2012), e con essa la previsione di (tanti) transiti ordinari (e non più solo per inidoneità fisica) nei ruoli civili, in soprannumero e senza vincoli rispetto alle dotazioni organiche e alle possibilità assunzionali.

Ci chiediamo allora:  ma non avevamo tutti chiesto modifiche della legge delega su questo punto?  E dove sta, a fronte delle attuali  previsioni della L. 244,  il nostro interesse a definire in questo momento la tabella?   Noi non ne comprendiamo davvero le ragioni e l’utilità,  e abbiamo il dubbio che l’Amm. abbia colto al volo l’ assist  fornito da chi ne ha fatto richiesta,  per chiudere subito la partita e aggiungere un altro tassello al progetto di gestire il grosso degli esuberi militari attraverso un corposo transito nei ruoli civili.

Ne seguiremo comunque attentamente gli sviluppi.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Lettera di convocazione

Notiziario n. 42 del 9 aprile 2013 –

Il Sottosegretario alla Difesa Gianluigi Magri
Il Sottosegretario alla Difesa Gianluigi Magri

Nuova riunione oggi pomeriggio con il Sottosegretario Magri, che era già stata fissata, su nostra richiesta, a conclusione della precedente del 28 u.s. allo scopo di fare il punto di situazione sulle “problematiche cedolino” all’indomani dell’emissione da parte di NoiPA del/i cedolino/i straordinario/i con le somme a conguaglio non corrisposte con le buste paga di febbraio e marzo.

            Diciamo subito che ha trovato piena conferma in riunione il quadro  che avevamo delineato, sulla base delle segnalazioni dei colleghi, nel nostro precedente Notiziario n. 41 del 5 u.s.  NoiPA ha effettivamente provveduto alla emissione dei cedolini straordinari, ancorchè in alcuni casi ancora non visibili on line nel dettaglio,  e le relative somme sono già nella disponibilità dei colleghi. Dovremmo essere dunque, e finalmente, sulla buona strada, pur non potendosi certo negare  che “anche con i cedolini di marzo si sono verificati errori non trascurabili”  (lo afferma SME, msg. n. 1492 del 28.03.2013). A questi errori non risolti, lo abbiamo già detto nel nostro Notiziario precedente, occorre però ora dare risposte ad hoc, e in questa direzione vanno i “numeri verdi” attivati dal 2 u.s.. Nel corso della riunione, ci sono stati forniti dei dati contenuti nel prospetto che pubblichiamo sul nostro sito: nei giorni dal 2 al 5 aprile, le telefonate ai numeri verdi sono state in tutto 1026;  le problematiche rappresentate hanno riguardato in gran parte detrazioni e assegni familiari;  di esse, oltre il 60% può dirsi risolto (con relativa comunicazione  agli interessati di chiusura del ticket),  mentre per il restante 40% sono ancora in corso le relative verifiche, e si pensa che nel giro di qualche giorno anche questi ticket potranno essere chiusi. Per quanto ci riguarda, possiamo dire che ha anche ben funzionato  l’indirizzo dedicato di p.e. (cedolino@flpdifesa.it) reso disponibile dalla nostra O.S.: abbiamo girato a SMD le segnalazioni pervenute, e le relative risposte, già giunte dallo stesso SMD, provvederemo a inoltrare rapidamente agli interessati. Naturalmente, può sempre succedere che alcuni errori rimangano irrisolti, o che magari si riproducano anche nei cedolini dei prossimi mesi: a tal riguardo, l’Ufficio legale della nostra O.S. ha predisposto un modello di “atto di diffida”  che è pubblicato sul nostro sito web (vds allegato al Notiziario n.41) per tutti coloro che ritenessero di farlo proprio. Una tutela in più che non guasta certo!

            Bisognerà ora attendere gli stipendi di aprile, che vedranno nell’ occasione non solo la consueta emissione ordinaria del cedolino NoiPA, ma anche un prospetto paga aggiuntivo di BDUS, allo scopo di mettere a raffronto gli importi (lordi!) e di individuare eventuali errori da correggere. Anche a maggio ci dovrebbe essere questa doppia emissione BDUS-NoiPA, dopodiché si dovrebbe andare a pieno e esclusivo regime NoiPA.  A maggio, il cedolino dovrebbe anche assumere una nuova struttura grafica,  al fine di renderlo più  leggibile da parte dei lavoratori. SMD ci ha anche comunicato in riunione che l’accesso da parte degli Enti al sistema NoiPA  è stato negato dal MEF sulla base di quanto previsto dal DPCM 8.04.2008 (G.U. n. 90 del 16.04.2008).  Detto con franchezza,  a noi la cosa appare una forzatura davvero incredibile nella situazione data,  atteso che l’accesso a  NoiPA da parte degli Enti appariva come la via più breve per individuare e correggere gli errori. In ogni caso, provvederemo alle verifiche del caso.   Infine, siamo stati informati che i 24.448 soggetti già accreditati al sistema NoiPA (ne mancano ancora 1.351,  che verranno contattati dai Servizi Amm.) riceveranno dall’11 apr. p.v., sulla mail istituzionale, il PIN di accesso all’area riservata del sistema NoiPA per poter effettuare modifiche e richieste prestiti.

            La nostra O.S. ha quindi posto all’attenzione del Sottosegretario due problemi che ci appaiono alquanto rilevanti. Il primo, riguarda la questione relativa al mancato addebito per gennaio/febbraio 2013 di alcune ritenute stipendiali (cessioni, pignoramenti, riscatti, prestiti, trattenute sindacali, etc.), che secondo alcune fonti (CAEI di Roma) dovrebbe essere sanato non da NoiPA, ma dagli stessi  lavoratori, o direttamente o per il tramite dei propri Enti, sui cui conti correnti gli interessati dovrebbero bonificare le relative somme: lo SMD si è impegnato a far correggere il tiro, allo scopo di non gravare sui lavoratori per la regolarizzazione delle mancate trattenute anche per i primi due mesi 2013.

            Il secondo problema da noi segnalato riguarda le problematiche connesse con la prossima dichiarazione dei redditi. SMD ha confermato che i CUD 2012  verranno rilasciati dai sostituti d’imposta della Difesa, e non da NoiPA come da qualche parte si sente dire; per quanto riguarda i modd. 730 2013 (redditi 2012),  ancora per quest’anno rimarranno in operatività i Servizi Fiscali della Difesa, che daranno assistenza ai lavoratori per la prossima dichiarazione dei redditi (smentite  dunque   alcune comunicazioni di F.A. – ultima, Mariugcra  msg. dell’ 8.04.2013 – che negherebbe tale possibilità avendo  invitato il personale a rivolgersi “al sistema NoipA o a CAF esterni”).  SMD si è impegnata a garantire ai lavoratori, anche per quest’anno, i servizi fiscali e, nel prendere atto con soddisfazione di questa precisazione, abbiamo segnalato a SMD la inderogabile necessità che i rimborsi relativi ai modd. 730 2013 (redditi 2012) non subiscano ritardi nella corresponsione in busta paga.

            Ovviamente, continueremo a seguire da vicino la vicenda cedolini, e ne daremo come sempre conto ai colleghi che ci seguono e che ringraziamo per la costante attenzione che ci riservano.

 

            Nella seconda parte della riunione, si è parlato del riordino della Sanità militare. I colleghi conoscono la lunga e complessa vicenda legata a questo riordino, deciso dal Ministro al netto di qualsiasi informazione preventiva alle OO.SS. e “stralciato” per volere dello stesso amm. Di Paola dai percorsi previsti dalla legge delega (L. n. 244/2012) e dalle indicazioni del Parlamento (odg Cirielli), scelte queste in merito alla quali la nostra O.S. ha espresso in più sedi e ripetutamente il proprio giudizio negativo. 

            Allo stato dell’arte,  gli OO.PP. hanno predisposto le proposte relative ai piani nominativi di reimpiego, che sono già state consegnate ai Sindacati nazionali nella riunione del 20 marzo u.s. (vds. nostro Notiziario n. 34 di pari data),  sui quali non si è potuto ancora discutere sul tavolo nazionale a causa delle problematiche cedolino che tutte le OO.SS. hanno ritenute assolutamente prioritarie.

            La vicenda riordino Sanità ha fatto però registrare recentemente un fatto nuovo e (per noi) imprevisto: il Gabinetto, con nota prot. n. 11907 datata 29 marzo 2013 qui allegata, ha reinviato formalmente alle OO.SS. nazionali i piani di reimpiego predisposti dagli Stati Maggiori,  rappresentando al contempo che ”trascorse due settimane dalla presente comunicazione, si darà corso ai successivi adempimenti per dare concreta esecutività ai ripetuti piani di reimpiego” .     A detta comunicazione,  FLP DIFESA ha già risposto in data 4 aprile u.s. con la nota qui allegata, con la quale ha motivatamente chiesto al Gabinetto di “non dar corso agli intendimenti preannunciati” e di fissare “la riunione nazionale per il relativo confronto sulle proposte messe a punto dagli OO.PP.”.

            Nel corso della riunione odierna, la nostra O.S. ha ribadito, ulteriormente motivandola, la richiesta di cui sopra, tenuto anche conto che in alcuni dei piani consegnati alle OO.SS., si evidenziano scelte di reimpiego che necessitano di alcuni necessari aggiustamenti (MAGASAN S. Maria Capua a V., in primis). Ci è parso che l’idea manifestata a tal proposito dal Sottosegretario Magri  fosse invece di segno diverso,  non ritenendo Egli necessaria alcuna riunione nazionale atteso che i piani di reimpiego fossero già ampiamente definiti e oramai giunti alla tappa conclusiva. Questi i termini del problema, nudi e crudi.

            Cosa dire? Quali previsioni fare? Le “due settimane” concesse alle OO.SS.  scadono venerdì 12 p.v..  E’ di tutta evidenza che se a chiedere l’esame sui piani di reimpiego della Sanità fossimo solo noi di FLP DIFESA, l’Amministrazione avrebbe  buon gioco a dar corso ai “successivi adempimenti” che, tradotti in soldoni, significa la trasmissione  dei predetti piani a Persociv per la conseguente sanzione dei trasferimenti del personale.  Andrà proprio così? Noi ci auguriamo di no, anche perché pensiamo che sia utile davvero, anche alla alla stessa A.D. l’esame di quei piani che mostrano, in alcuni casi, crepe evidenti.

            Nel caso in cui invece l’Amministrazione decidesse di andare avanti negandoci l’esame richiesto, valuteremo le più idonee iniziative da intraprendere per dare piena attuazione alle previsioni del CCNI.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: I dati forniti da SGD sui numeri verdi

Allegato 2. Riordino Sanità – lettera del Gabinetto a OO.SS. naz.

Allegato 3: Riordino Sanità – lettera di FLP DIFESA al Gabinetto

Notiziario n. 38 del 27 marzo 2013 –

Esercito ItalianoNel quadro delle periodiche sessioni informative della F.A., si è svolto in data odierna a Palazzo Esercito un incontro tra la nostra O.S. e SME-RPGF (Reparto Pianificazione delle Forze) dedicato all’esame di alcuni provvedimenti di riordino interessanti le diverse aree dell’Esercito, con particolare riferimento a quelle riferite all’ area fiorentina che, come è noto, in aggiunta alla imminente soppressione del DMML, prevederebbero anche  la cancellazione  di CME Toscana e del CEDOC Firenze e l’inserimento delle funzioni e delle attività di questi ultimi all’interno dell’Istituto Geografico Militare (IGM), nel quadro della complessiva riorganizzazione dell’area territoriale della F.A. nella città di Firenze.

 A tal proposito, vale la pena di ricordare che, nelle precedenti riunioni con SME-RPGF, questa O.S.  aveva espresso il proprio netto dissenso in ordine alla scelta di sopprimere il CME Toscana e di concentrare le attività territoriali presso l’IGM, la cui vocazione a carattere industriale è stata da sempre uno dei fiori all’occhiello della Forza Armata e della stessa città, con reparti ed officine di alta specializzazione ed una specifica Scuola di Alta Formazione riconosciuta a livello europeo. A nostro avviso, anche su questa problematica, le divisioni del mondo sindacale nella Difesa (i famigerati tavoli separati)  hanno  giocato ancora una volta la loro parte in negativo, come per certi versi è analogamente avvenuto nel riordino della Sanità militare, e questo chiama tutti noi ad una seria e profonda riflessione.

La riunione è stata avviata dalla presentazione da parte di SME-RPGF di un quadro di sintesi con l’illustrazione dei provvedimenti relativi alle diverse aree della F.A. e di cui alla scheda allegata,  tra i quali va segnalata in particolare la posticipazione al 2016 della soppressione di due Nuclei Infrastrutture e della Sz. Staccata di Verona, scelta sulla quale  FLP DIFESA aveva sollecitato un ripensamento.

Per quanto riguarda l’Area Territoriale, vengono confermate le scelte di riordino interessanti l’area fiorentina (IGM, CME e CEDOC) così come sopra evidenziato,  ma è saltata, come FLP aveva chiesto, la data del 31 marzo 2013 come data di effettuazione dei provvedimenti.  Parallelamente,  è stata confermata in riunione la disponibilità all’apertura di un tavolo locale presso l’IGM con la diretta partecipazione di SME,  che FLP DIFESA ha fortemente sollecitato,  al fine di analizzare e approfondire tutti gli aspetti legati alle nuove dotazioni organiche, ai compiti, alle funzioni del “nuovo” Istituto Geografico Militare che, in prospettiva, al proprio personale dovrà accorpare il personale civile e militare proveniente dal CME, dal Plotone Infrastrutture, e dal CEDOC e, parzialmente, anche dal DMML.

La delegazione FLP DIFESA, integrata nell’occasione dalla presenza del Coordinatore della nostra struttura territoriale di Firenze, pur confermando a monte il giudizio negativo sulle scelte di carattere nazionale connesse ai provvedimenti di riordino e di spending review,  ha preso atto delle comunicazioni ricevute, della apprezzabilissima scelta di non definire allo stato la data di soppressione degli Enti interessati, e, in particolare, della disponibilità ad avviare a livello territoriale, con la diretta partecipazione di SME, un confronto a tutto tondo sulle criticità dell’area fiorentina, così come peraltro unitariamente richiesto da tutte le OO.SS. territoriali con la nota unitaria che pubblichiamo sul nostro sito. Infine, la nostra O.S. ha rappresentato a SME-RPGF alcune osservazioni specifiche, in particolare in merito ai nuovi organici dell’IGM, che costituiranno certamente il piatto forte del nascente tavolo locale.

Segnaliamo infine, che la nostra richiesta di incontro con il Capo di SME, gen. Graziano, avanzata con la nota del 4 marzo u.s. (vds. Notiziario n. 27 di pari data), potrebbe concretizzarsi anche a breve.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: scheda informativa SME sugli argomenti trattati

Allegato 2: Nota unitaria OO.SS. Firenze

Notiziario n 36 del 25 marzo 2013 –

Il Comando Logistico EsercitoParrebbe esserci  uno strano modo di intendere la “spending review” nella Difesa da parte di alcuni nostri Dirigenti:  ed è bene che queste cose vengano portate in superficie e denunciate alla pubblica opinione.

Nel quadro  del processo di riordino in atto della Sanità militare, il Comandante Logistico dell’Esercito, gen. Mario  Roggio,  è salito alla ribalta per una iniziativa che fa davvero discutere molto.  Per quanto ci è dato sapere, il gen. Roggio non è per la verità nuovo ad iniziative diciamo discutibili.  In questa circostanza,  ha “disposto” d’autorità che, a partire dal prossimo 31 marzo,  i DMML, e tra questi sicuramente quelli di Roma, Cagliari, Messina, Caserta, Chieti e Palermo “adottino il seguente orario di servizio: dal lunedì al sabato inizio attività ore 08.00, termine attività ore 14.00”,  che comporta di fatto l’azzeramento dei servizi mensa,  orario che “dovrà essere osservato da tutto il personale militare e civile”  (in allegato, di seguito, la lettera del Com Log Sud).   Non vogliamo qui discutere delle implicazioni di tale iniziativa sul fronte delle regole contrattuali e delle relazioni sindacali,  che appaiono fatte a pezzi nella circostanza:  val solo la pena di ricordare che la materia dell’ orario di lavoro è ricondotta all’autonomia dei  livelli locali,  e dunque in primo luogo  dei  Dirigenti degli Enti.  FLP DIFESA ha già posto la questione all’attenzione dei Vertici politici e militari (vds. Notiziario n. 27 del 4 marzo u.s.), da cui attendiamo ancora risposte.  In questo momento, ci interessa però di più la motivazione  che ne è alla base:  negli intendimenti del gen. Roggio,  l’iniziativa è finalizzata al “contenimento della spesa”,  e dunque è inquadrabile nel contesto più generale della “spending review”  che produce soppressioni di Enti, taglio di posti di lavoro, grossi disagi  – personali, familiari e professionali – per il personale, ricadute enormi. 

Vista sotto questo profilo, l’iniziativa del gen. Roggio, certamente indigeribile sotto il profilo delle relazioni sindacali e della prassi,  assumerebbe una luce meno negativa, anzi per certi versi addirittura meritoria:  l’imperativo categorico di oggi è “tagliare la spesa pubblica”,  e chi opera in questa direzione assume, nei confronti del Paese,  meriti evidenti.  Poi però ci fermiamo un attimo a domandarci: il gen. Roggio opera sempre coerentemente in quella direzione? E qui, a pensarci bene,  qualche dubbio ci sovviene!   Ci è stato infatti segnalato che, mercoledì 20 u.s., a  Palermo, nella caserma Bighelli sede del SERICO, sarebbero arrivati da tutta Italia circa un duecento persone (Ufficiali, Sottufficiali e Civili in rappresentanza dei propri Enti) per partecipare al c.d. “precetto pasquale”, con costi di viaggio, alloggio, pasti, rinfresco etc. etc. interamente a carico delle finanze pubbliche.  E, in questa circostanza, siamo venuti a conoscenza che anche a Notale, esattamente in data 12 dic. 2012 in Roma Cecchignola, il gen. Roggio avrebbe chiamato un numero di personale addirittura superiore (qualcuno ha parlato di oltre 400  persone), sempre da tutta Italia, per lo scambio di auguri natalizi,  con costi in tal caso addirittura superiori al primo evento… 

Ora, se le iniziative del Cte Logistico vengono accostate l’una all’altra, la contraddizione appare davvero macroscopica.  Da una parte, si vorrebbe fare cassa addirittura modificando d’autorità   gli orari di lavoro e cancellando le mense;  dall’altra, però, si sarebbe consumata  una parte considerevole di quella stessa cassa per eventi (auguri, precetti, etc..) che appaiono oggi  davvero fuori dal tempo e dalla storia.  Sono stati spesi davvero tanti soldi per questi eventi?  E quanti ne sono stati spesi? Il Vertice di F.A. ne era informato?  E i Vertici politici?   E, se quanto da noi riferito dovesse trovare conferma, cosa si intende fare a fronte di contraddizioni così macroscopiche?  Sono domande legittime, ci pare, che rivolgiamo al sig. Ministro,  dal quale attendiamo risposte precise, in particolare rispetto ai costi delle iniziative,  anche se sappiamo bene che l’amm. Di Paola ha oggi ben altre questioni da affrontare, prima fra tutte quella dei “marò” , oggetto di un sondaggio pubblicato sulla home pagina del nostro sito.   Delle risposte, però, le attendiamo!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Lettera Com Log Sud

Notiziario n. 28 del 5 marzo 2013 –

Marina militarePrima riunione tecnica tematica, oggi, a Palazzo Marina, tra la nostra O.S. e  lo Stato Maggiore, che è stata presieduta dal Capo del 1° Reparto, amm. P. Luciano Ricca.  Come si ricorderà, nel corso della riunione del 22 gennaio u.s. nella quale lo SMM ha illustrato le linee generali di riordino della Forza Armata,  la nostra O.S.  chiese che venissero calendarizzate specifiche riunioni tecniche a tema, con riferimento ai provvedimenti specifici relativi a ciascuna area. La riunione di oggi ha aperto gli incontri tematici,  e ha avuto al centro il progetto di costituzione in via sperimentale di MARISTANAV La Spezia.

Come è noto,  il progetto di riordino della Marina prevede  la riarticolazione della F.A. in quattro aree  (centrale; operativa; logistica e formativa).   Per quanto attiene l’area operativa,  la Direttiva n. 2 del 31.12.2012 a firma dell’allora Capo SMM amm. Binelli Mantelli (vds.Notiziario n. 4 dell’11.01.2013), prevede:

– la concentrazione dei Reparti e delle Unità nei tre poli di Taranto/Brindisi, La Spezia e Augusta/Catania;

– la revisione della struttura di comando attraverso:  l’elevazione a unico referente operativo di F.A. del Comando in capo della Squadra navale (CINCNAV); la riorganizzazione dei diversi Comandi Forze (COMFORAL; COMFORSUB; etc.).   

In questo quadro,  è prevista la costituzione dei Comandi stazione navale (COMSTANAV)  per riconfigurazione dei MARIBASE, che assorbiranno le funzioni di supporto diretto (le DSD) attualmente inserite negli Arsenali,   avranno sede  a Taranto, Spezia e Augusta, e dipenderanno da un Comando Forze.

Nelle intenzioni della F.A. (seconda Direttiva a firma dell’amm. Binelli Mantelli, vds Notiziario n. 16 del 7.02.2013),  la costituzione dei COMSTANAV  verrà resa effettiva in data 31.12.2013.  Ma il nuovo Capo di SMM,  amm. De Giorgi, ha deciso di accelerare  i tempi di costituzione  della nuova struttura di La Spezia, che dovrebbe essere anticipata al 1 maggio p.v. e avviata in forma inizialmente sperimentale.

Nei prossimi giorni, lo SMM si muoverà pertanto in due direzioni: da una parte verrà interessato il Gabinetto per la predisposizione del D.M. di costituzione di MARISTANAV Spezia, che dovrebbe essere articolata in 5 Uffici (amministrativo; assistenza navi; operazioni portuali; supporto generale e difesa);  dall’altra, verranno immediatamente attivati i competenti Enti territoriali,  anche per l’attivazione del confronto con le Rappresentanze sindacali locali  in previsione  dell’avvio delle operazioni di reimpiego del personale.

Nel suo intervento la nostra O.S. ha preso atto della scelta operata dallo SMM, ritenendo molto positiva la strada della sperimentazione e più semplice, in relazione allo stato delle cose,  l’individuazione della sede spezzina per la realizzazione del modello organizzativo. Pur tuttavia,  FLP DIFESA ha richiamato la necessità che dopo questa prima fase di informazione a carattere generale e nazionale, si vada  rapidamente, e prima dell’avvio della procedura di reimpiego, all’informazione e al confronto con le OO.SS./RSU,  che consentirà loro di meglio comprendere le funzioni del nuovo Ente, di discutere del suo organico e dell’impiego del personale,  e anche dei servizi interni al nuovo Ente e di quelli che transiteranno al costituendo Com Log Nord (mensa; vigilanza; etc.). Su questo, lo SMM  ha fornito ampie assicurazioni.

Nel corso della riunione,  l’amm. Ricca ci ha informato anche sugli sviluppi della vicenda legata alla soppressione di Maridist Messina:  la Marina sta mettendo a punto uno propria proposta  per la creazione in loco di una struttura di supporto quale attività dislocata di Marisicilia, che potrebbe assicurare il reimpiego nella stessa base navale di gran parte del personale.  Detta proposta sarà inizialmente portata all’attenzione delle Rappresentanze sindacali locali,  e successivamente diventerà oggetto di confronto con le OO.SS. nazionali nello specifico tavolo tecnico da noi richiesto e previsto entro il corrente mese.

Con l’occasione, pubblichiamo di seguito la rispsota del nuovo Capo di SMM amm.  De Giorgi alla  nostra lettera allegata al Notiziario n. 4 dell’11 gennaio u.s.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: La risposta a FLP DIFESA del Capo di SMM

Allegato 2: Resoconto riunione precedente con SMM del 22.01.2013

Notiziario n. 27 del 4 marzo 2013 –

Il gen. Claudio Graziano, Capo di SME
Il gen. Claudio Graziano, Capo di SME

La lunga e complessa vicenda legata al riordino della Sanità Militare si arricchisce di una nuova importante puntata. Lo SM dell’Esercito, la forza armata di gran lunga più toccata dai provvedimenti di riordino,  ha inviato ai Comandi territoriali interessati la circolare prot. n. 425 datata 28.02.2013, che alleghiamo, con la quale, “rendendosi necessario provvedere al completamento delle procedure per la ricollocazione dei dipendenti interessati”,   ha disposto: l’elaborazione di “piani dettagliati di reimpiego” che, nel caso di mancata espressione di desiderata da parte dei lavoratori, dovranno avere a riferimento il piano messo a punto da SME per ciascun Ente in riordino e inviato al Comando territoriale competente in allegato alla stessa circolare;  “l’indizione di apposita riunione con le OO.SS. per l’esame congiunto/contrattazione”  dei predetti piani;  e, infine, “la formulazione a SME delle proposte definitive di trasferimento”,  operazioni, queste, tutte “da completare entro e non oltre il 12 marzo p.v.”.
I contenuti della circolare di SME confermano una volta per tutte quanto da noi scritto nel Notiziario n. 15 del 4 febbraio u.s.,  e cioè che l’ultima riunione nazionale al Gabinetto era approdata ad un “rinvio diretto alla contrattazione locale, che dunque avverrà senza il preventivo avallo del livello nazionale sull’ipotesi generale di reimpiego”, circostanza questa che abbiamo ritenuto “non di poco conto”.  Le contrattazioni locali per la definizione dei piani di reimpiego dovranno dunque concludersi “entro e non oltre il 12 marzo 2013”, e immaginiamo che, a distanza di qualche giorno, il Gabinetto del Ministro riconvocherà i tavoli nazionali per acquisire il “consenso politico”  delle OO.SS. nazionali, momento questo che, da tappa intermedia nella normale procedura di reimpiego, dovrebbe dunque diventare la tappa conclusiva di questi reimpieghi, dopo la quale ci saranno i trasferimenti del personale disposti da Persociv.
Ovviamente, fermo restando sul piano politico  i giudizi critici e le riserve da noi ripetutamente espresse in ordine al metodo e al merito di questo riordino,  anticipiamo che, ai fini dell’espressione del nostro “consenso politico”,   valuteremo con attenzione le singole situazioni,  tenuto conto in primo luogo delle risultanze conclusive delle contrattazioni locali.  In ogni caso, ribadiamo in questa sede le indicazioni contenute nel Notiziario sopra richiamato e che riportiamo:
• negli Enti nei quali i lavoratori hanno espresso i propri desiderata sulla base delle disponibilità interforze rese note dall’Amministrazione,  si potrà procedere alla contrattazione locale;
• negli Enti invece dove invece la prima fase della procedura è saltata, occorrerà a nostro avviso partire necessariamente dalla raccolta dei desiderata dei lavoratori espresse sulla base delle disponibilità interforze fornite dall’Amministrazione, per poter procedere  alla contrattazione;
• tenuto conto che il piano di reimpiego definitivo, per poter diventare esecutivo e dar luogo ai movimenti sanzionati da Persociv,  deve essere sottoscritto dall’ Amministrazione e dalle Parti sindacali,  è di tutta evidenza che questo potrà avvenire solo quando tutte le problematicità evidenziate in loco abbiano trovato soluzioni condivise.  Questo dovrà valere per tutti gli Enti,  ma in particolare per il DMML di Chieti, dove le maggiori diponibilità offerte dall’Arma e lo slittamento al 2018 della soppressione del locale CEDOC, hanno aperto scenari meno problematici, in attesa di conoscere  la praticabilità effettiva in materia di mobilità verso Uffici di altre Amministrazioni Pubbliche nella sede di Chieti e provincia.
Con l’occasione, informiamo anche i colleghi che, in ordine ad alcuni problemi intervenuti in Enti del settore Logistico e in primis della Sanità,  abbiamo inviato al Capo di SME la nota qui allegata, che reca anche l’ implicito invito ad un incontro del Capo dell’Esercito con  le OO.SS. nazionali.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Circolare SME 425 del 28.02.2013 – reimpieghi riordino Sanità Militare

Allegato 2: Lettera di FLP DIFESA al Capo di SME

Notiziario n. 19 del 13 febbraio 2013 –

Il Ministro della Difesa, amm. G. Di Paola
Il Ministro della Difesa, amm. G. Di Paola

E’ stato sottoscritto nella tarda serata di oggi a Palazzo Baracchini, il “Protocollo d’intesa tra l’Amministrazione della Difesa e le Organizzazioni sindacali operanti nel Dicastero”  che destina alla contrattazione integrativa il 25 % delle risorse recuperate dal riordino della Sanità militare.   In allegato, copia del protocollo che reca le firme del Ministro Di Paola e di tutte le OO.SS. del Dicastero.
Come i colleghi ricorderanno, nella precedente riunione al Gabinetto del 4 febbraio u.s. la FLP DIFESA rappresentò la propria posizione in merito all’ipotesi di sottoscrizione di un protocollo che stabilisse la destinazione al FUA di quota parte delle risorse derivanti dai tagli della Sanità militare. In quella circostanza (si veda il Notiziario n. 15 del 4.02.2013),  la nostra O.S. espresse “piena disponibilità” al riguardo, ponendo però alcuni paletti e facendo alcune richieste che hanno trovato oggi pieno riscontro nel testo del “Protocollo d’Intesa” . Da qui, la nostra convinta adesione e la sottoscrizione del documento.
Avevamo chiesto che il protocollo disciplinasse “in che modo, con che criteri, da parte di quali soggetti  e in che tempi”  verranno individuate le risorse da destinare al FUA, e ci pare che i contenuti del protocollo rispondano a nostra questa richiesta. Avevamo poi chiesto (e questo era per noi il vero punto irrinunciabile) che “le risorse disponibili derivanti dalle riduzioni di spesa vengano destinate alla contrattazione integrativa”,  senza alcun “esplicito riferimento, in seno al protocollo, a rigide destinazioni alla premialità ex D.Lgs. 150/2009 (legge Brunetta) nei termini fissati dall’art. 16, comma 5, del  DL 6.07.2011, n. 98, (che, lo ricordiamo, ha recepito l’Intesa del 4 febbraio precedente sottoscritta da Brunetta e da  CISL, UIL e altre OO.SS., ma non da altre sigle tra le quali CGIL e CSE ) che avrebbe costituito un evidente problema ai fini della sottoscrizione del protocollo”,  e così è stato, atteso che il protocollo non contiene alcun passaggio che preveda la destinazione di una parte delle risorse alla premialità.  Inoltre, con l’intendimento dichiarato di dare al Protocollo una valenza che andasse oltre il riordino della Sanità, avevamo chiesto che la destinazione al FUA venisse estesa anche alle risorse derivanti dai riordini precedenti e “successivi a luglio 2008  atteso che la norma originaria del finanziamento della contrattazione integrativa con le riduzioni di spesa  è contenuta nell’art. 61, comma 17, del  D.L. 112/2008”,  e, sul punto, il protocollo va addirittura oltre, offrendo una prospettiva di più lungo termine  che travalica il riordino della Sanità militare e si protende anche ai riordini successivi,  che certo non saranno pochi, in particolare per l’Esercito. Infine,  va anche segnalata ai colleghi l’entità della percentuale destinata al FUA, il 25%, che appare significativamente più alta di quanto originariamente immaginato dalla stessa Amministrazione, atteso che si parlava di non oltre il 10%.
Nel complesso, un protocollo importante, dalla forte valenza politica, e che ha raccolto l’adesione di tutte le sigle sindacali.  Un fatto, questo, davvero molto significativo, il cui merito va ascritto a chi ha saputo costruire un testo condiviso, in cui tutte le Parti hanno potuto riconoscersi.  Nell’affermare l’importanza e il valore politico dell’intesa odierna,  non possiamo però dimenticare che il Protocollo reca  per l’A.D. la firma di un Ministro a conclusione di mandato… Ci sono, a tal riguardo,  precedenti importanti che non vanno dimenticati, come il Protocollo del 29.11.1996 (giudicato allora “epocale” dalle OO.SS., era Ministro l’on. Parisi) e poi letteralmente stracciato dal successore, l’ on. la Russa. La cautela non guasta!
E non possiamo neanche dimenticare che il risultato odierno (più soldi al FUA) è il frutto di chiusure di Enti e di cancellazione di posti di lavoro, che recheranno un gravissimo disagio a molti nostri colleghi.  Non dobbiamo dimenticarlo, e per questo evitiamo di cantar vittoria e trionfalismi fuori posto.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Protocollo A.D-OO.SS. 13.02.2013

Notiziario n. 18 del 12 febbraio 2013 –

Il nuovo Capo di SMM , amm. Giuseppe De Giorgi
Il nuovo Capo di SMM , amm. Giuseppe De Giorgi

Il nuovo Capo di Stato Maggiore Marina,  amm. Giuseppe De Giorgi, ha incontrato nella mattinata di oggi, a tavoli uniti, le OO.SS. nazionali.  E’ stato un incontro davvero molto proficuo e positivo,  che è servito a operare una prima ricognizione dei principali problemi sul tappeto e un primo scambio di opinioni.
Val la pena di sottolineare in premessa come, nella pratica consolidata delle relazioni sindacali nazionali,  non è capitato spesso (anzi, quasi mai)  alle OO.SS. di incontrare i massimi Vertici delle FF.AA. e di discutere con loro dei vari problemi e di quelli più generali della Difesa.  Che il nuovo Capo di SMM, a solo qualche giorno  di distanza dall’assunzione dell’incarico, abbia voluto incontrare le OO.SS. nazionali,  e che lo stesso abbia anche fatto con le Rappresentanze locali nel suo primo giro presso le basi navali (La Spezia),  è  cosa che denota sensibilità ed attenzione nei confronti dei civili, che non può non essere rimarcata da chi, come noi, ha spesso denunciato le gravi disattenzioni di altri settori dell’Amministrazione.
Nel suo intervento introduttivo, l’amm. De Giorgi ha ricordato innanzitutto le scelte e le finalità connesse al processo di riordino della F.A. (Direttive n. 2 del 31.12.2012 e n. 3 del 22 gennaio 2013 – vds. nostri Notiziari n. 4 e n. 16/2013)  che si collocano nel contesto disegnato dalle Leggi 135 e 244/2012,  e ha sottolineato come la riorganizzazione in atto non comporti criticità importanti sul versante dell’impiego.
Ha quindi dedicato molto spazio alle questioni attinenti al riefficientamento degli Arsenali, tema a noi molto caro;  ha segnalato alcune criticità (invecchiamento della forza lavoro e mancanza di turnover); ha proposto alcuni temi di confronto con le Parti sociali (è possibile definire regole ad hoc per il personale dell’area industriale?);  ha  indicato alcune esigenze nuove della F.A. (disporre di personale civile imbarcato per più tempo e in numero maggiore);  ha infine manifestato alcuni intendimenti precisi (una scelta decisa verso le reinternalizzazioni  e un maggiore utilizzo delle “permute”).  Ha inoltre accennato brevemente al ridisegno delle attività degli Arsenali che, con lo scorporamento delle DSD, verranno orientate verso le manutenzioni ordinarie delle Unità Navali,  atteso che la gestione degli interventi urgenti sarà affidata agli Organi logistico-operativi.   La Spezia diventerà la sede di sperimentazione della nuova organizzazione della Forza Armata che sarà poi estesa alle altre due basi navali (Taranto/Brindisi ed Augusta)
E’ poi seguito il giro di tavolo delle Parti sindacali presenti, che hanno espresso un generale apprezzamento per l’incontro odierno e per l’attenzione riservata dal nuovo Capo di SMM alle problematiche civili,  mettendo a fuoco nei diversi interventi  le questioni di maggiore rilevanza.
La nostra O.S. ha innanzitutto osservato come il tema del riefficientamento degli Arsenali sia tornato oggi finalmente  in superficie,  dopo che per tre anni è stato sistematicamente escluso da ogni confronto con le OO.SS.  Riparlare degli Arsenali significa, a nostro avviso,  affrontare finalmente i problemi irrisolti (il mancato turnover, le assunzioni bloccate dalla L.135,  le scarsissime risorse disponibili, etc. etc. ) e avviare un percorso virtuoso fatto di scelte politiche precise e di azioni concrete:  reinternalizzare tutto quello che è possibile (il mito dei risparmi di spesa è morto e sepolto);  una deroga urgente rispetto al blocco delle assunzioni intervenuto con la spending;  un piano di assunzioni straordinarie nell’arco dell’anno; l’avvio di percorsi seri di formazione e di aggiornamento, anche attraverso strumenti nuovi; il reperimento delle risorse necessarie a completare il piano Brin e a procedere nell’ammodernamento delle strutture e alla loro messa in sicurezza.  Ha infine segnalato la necessità che  venga finalmente valorizzato il lavoro dei civili (la ridefinizione degli organici sarà, sotto questo profilo,  un test decisivo)  e si attribuisca qualità e continuità al confronto con il Sindacato.  Ne vedremo gli sviluppi.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 16 del 7 febbraio 2013 –

Roma, 28.01.2013 - Cambio di consegne al vertice della M.M.
Roma, 28.01.2013 – Cambio di consegne al vertice della M.M.

Nel Notiziario n. 4 dell’11 gennaio u.s., abbiamo dato notizia ai colleghi della Direttiva n. 2 datata 31.12.2012 con la quale l’allora Capo di Stato Maggiore della Marina, Amm. Luigi Binelli Mantelli, ha dettato disposizioni attuative nel settore ordinativo ed organico nel quadro dei processi di riordino della F.A. connessi alle riduzioni di spesa imposte dalla Legge 7.08.2012, n. 135 (“spending review”) e nel contesto più complessivo del ridimensionamento dello strumento militare di cui alla legge delega 31.12.2012, n. 244.

Il progetto di riordino della M.M. prevede “la riorganizzazione della F.A. in quattro aree” (area di Vertice; area operativa; area logistica e area formativa), con l’accorpamento delle funzioni territoriale e logistica  e la costituzione del Comando Logistico e dei Comandi logistici d’area tramite riconfigurazione di Maridipart Taranto,  Maridipart La Spezia, Marisicilia e Maricapitale.   Previste, inoltre, la soppressione di Maridipart Ancona con l’istituzione in quella sede del “Comando Scuole” a cui farà capo l’area della formazionee quella, molto più preoccupante, di Maridist Messina con oltre 200 lavoratori civili da reimpiegare in una area e in una sede a forte criticità sotto il profilo della reimpiegabilità, e su questo abbiamo già lanciato l’allarme nel corso della riunione a SMM del 22 u.s. (vds. Notiziario n. 8 di pari data).

Ebbene, l’amm. Binelli Mantelli, prima di lasciare la F.A. per assumere il nuovo e prestigioso incarico di Capo di Stato Maggiore Difesa e dunque di Comandante in capo delle FF.AA. italiane, ha firmato una seconda Direttiva, la n. 3 datata 22 gennaio 2013, che tratta dell’ “attuazione della razionalizzazione organizzativa della Marina”  eche i colleghi interessati troveranno pubblicata sul nostro sito web.

Questi i passaggi, a nostro avviso i più interessanti, stralciati dalla nuova Direttiva:  “l’istituzione del COMLOG  e del COMSCUOLE saranno inseriti in un  decreto ministeriale con decorrenza 30 aprile 2013”;  come da noi già anticipato, “il COMLOG , a regime, si stabilisce a Napoli”, nella struttura ex NATO di Nisida, e le relative tabelle organiche dovranno essere approvate “entro il prossimo 1° marzo 2013, con decorrenza delle stesse a partire dal 30 aprile 2013”;  il COMSCUOLE si trasferirà ad Ancona “entro il 1° luglio 2013”  ed entro il 1° aprile p.v. dovranno essere fissate le dotazioni del Comando nella sede di Ancona; infine, il 1° Reparto di SMM, riorganizzato attraverso l’acquisizione della policy della formazione, dell’impiego e del supporto del personale, dovrà assumere l’assetto definitivo entro il 1° settembre 2013, data entro la quale “deve acquisire le piene funzioni relative alla politica della formazione/impiego”.

Per quanto attiene all’”area territoriale”,  il nuovo assetto dovrà essere raggiunto entro il corrente anno, con i connessi provvedimenti di soppressione (Maridist Messina, in primis) e di riorganizzazione (riconfigurazione dei Maridipart),  mentre  (così è scritto testualmente) “i rimanenti provvedimenti sono stati inseriti nella bozza di decreto legislativo attuativo della legge delega con decorrenza 31 dic. 2013”.  Affermazione importante, questa, soprattutto per l’uso del verbo al passato, che dovrebbe far comprendere una buona volta  ai dubbiosi di casa nostra, tuttora in cerca di conferme ufficiali addirittura dal parte del Ministro Di Paola,  che la bozza di decreto esiste, eccome se esiste, pur non essendo certamente, quella da noi pubblicata, la stesura definitiva,  e pur non potendo il decreto essere ancora adottato per lo stop imposto al Ministro dalla Camera (o.d.g. Cirielli).  Ma c’è  qualcuno che pensa davvero che quel documento sia stato confezionato da mani esterne alla Difesa? Suvvia, cerchiamo di essere seri!

Tornando alla Direttiva, ci sembra che l’ Amm. Binelli Mantelli, prima di lasciare l’incarico di Capo di SMM,  abbia tracciato la strada della F.A. per i  prossimi anni, e che ora, da nuovo Capo di SMD,  si accinga a intrecciare questo processo con quello più generale che interesserà tutte le FF. AA. nei prossimi anni.

Intanto, il nuovo Capo di SMM amm. G. De Giorgi incontrerà le OO.SS. nazionali martedì 12 p.v. .

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Direttiva n. 3 del 22.01.2013 del CSMM – attuazione della razionalizzazione organizzativa della MM

 

Notiziario n. 15 del 4 febbraio 2013 –

Facciata del DMML di Caserta
Facciata del DMML di Caserta

Sesta riunione di livello nazionale, oggi pomeriggio a Palazzo Baracchini, sul riordino della Sanità militare, che è stata presieduta dal Vice Capo di Gabinetto dr.ssa Antonietta Fava in assenza del Sottosegretario delegato alle relazioni sindacali, dr. Gianluigi Magri.

La riunione odierna, per come confermato dietro nostra precisa richiesta dal dr. Magri nel corso dell’ultimo incontro,  doveva servire ad acquisire “il consenso in sede politica”  delle OO.SS. nazionali sulle “ipotesi di piano di reimpiego a carattere generale”,  e “in caso di raggiungimento dell’accordo politico, detto piano di reimpiego” sarebbe stato “trasmesso in sede locale per l’avvio della specifica contrattazione volta a dare concreta esecutività allo stesso” (i corsivi virgolettati si riferiscono alla procedura prevista dal capo IV, art. 3, del CCNI Difesa 6.07.2000).  Ebbene,  il “consenso in sede politica” oggi non è certamente venuto dalla nostra O.S. che, dopo aver ricordato i giudizi critici ripetutamente espressi da FLP DIFESA sul riordino in argomento, ha fatto presente come, a parte qualche eccezione (Cdo Sanità Nord, per es.),  nella stragrande maggioranza dei casi,  negli Enti soggetti a riordino,  i lavoratori non avevano ancora espresso i desiderata  e, conseguentemente, non si erano ancora svolte le concertazioni locali.  Detto “consenso”  è evidentemente mancato anche su altri tavoli (la riunione è stata effettuata come al solito a tavoli separati per volontà di CGIL-CISL-UIL) e pertanto  l’approdo conclusivo è stato quello di un rinvio diretto alla contrattazione locale, che dunque avverrà senza il preventivo avallo del livello nazionale sull’ipotesi generale di reimpiego. Cosa non di poco conto.

Ed allora,  visto che in alcuni Enti è saltata la prima fase della procedura, è di tutta evidenza che:

E’ appena il caso di ricordare che il piano di reimpiego definitivo, per poter diventare esecutivo e dar luogo ai movimenti sanzionati da Persociv,  deve essere sottoscritto dall’ Amministrazione e dalle Parti sindacali (OO.SS. ed  RSU), e immaginiamo che questo possa avvenire solo quando tutte le problematicità evidenziate in loco abbiano trovato soluzioni condivise.  Questo dovrà valere per tutti gli Enti, ma in particolare per il DMML di Chieti, le cui criticità di reimpiego sono ben note a tutti, anche all’Amministrazione, e a tutti suggeriscono di lavorare per verificare fino in fondo eventuali soluzioni alternative (ricordiamo che la Direttiva SMD del 24.10.2012 fissa al 30.09.2013 la decisione del Capo di SME sulla soppressione o riconfigurazione dell’Ente, e noi ci batteremo per la sua riconfigurazione).    Abbiamo infine convenuto con la dr.ssa Fava che,  a conclusione della fase di contrattazione locale,  il Gabinetto indirà una riunione nazionale conclusiva per fare il punto di situazione prima dell’ invio a Persociv dei piani di reimpiego definitivi per il seguito di competenza della D.G. (trasferimenti). E’ di tutta evidenza che,  con queste varianti intervenute in corso d’opera,  la procedura di reimpiego avrà tempi prevedibilmente più lunghi,  e quasi certamente slitterà oltre i tempi del mandato di Di Paola.

Nella seconda parte della riunione, la FLP DIFESA ha fatto presente la propria posizione in merito al “protocollo riguardante la destinazione alla contrattazione integrativa di quota parte degli eventuali risparmi aggiuntivi”  preannunciato dal Gabinetto nella lettera di convocazione e che dovrebbe essere  sottoposto alla sottoscrizione delle OO.SS.  “di massima per la metà del mese di febbraio 2013”. 

Come noto, una  richiesta in tal senso è stata avanzata da CGIL-CISL-UIL (comunicato del 20 dic. u.s.), ed è apparsa a tutti come una sorta di  “merce di scambio” richiesta all’Amministrazione per dare il sostanziale via libera sul riordino della sanità militare, rispetto al quale solo qualche giorno prima (comunicato del 13 dic. u.s.) quelle stesse OO.SS. avevano espresso un “netto dissenso di metodo e di merito” .  E, proprio per questo, nella riunione del 7 gennaio (vds. nostro Notiziario n. 3 dell’8.01.2013), in risposta al Sottosegretario  Magri che aveva espresso il proprio stupore perché la nostra O.S. non aveva colto in positivo la disponibilità venuta dall’Amministrazione di destinare al FUAe alla premialità  parte dei risparmi di spesa venuti dalle soppressioni e dai riordini,  esprimemmo le nostri forti riserve sul  momento che si era scelto per affrontare questo problema,  ricordando che “quando FIAT annuncia la chiusura di Termini Imerese, il Sindacato si schiera tutto a difesa dei posti di lavoro, e non chiede subito di spartire tra i lavoratori di Melfi, di Mirafiori etc. i ricavi derivanti dalla morte di Termini Imerese”.

Manteniamo per intero le nostre riserve sul punto; pur tuttavia, di fronte al preannuncio di un protocollo in arrivo, abbiamo ritenuto opportuno precisare la nostra posizione nei termini che seguono.

  1. Abbiamo dichiarato la piena disponibilità da parte di FLP DIFESA a sottoscrivere un protocollo che fissi condizioni e percorsi e detti le regole per la “destinazione alla contrattazione integrativa di quota parte degli eventuali  risparmi aggiuntivi”
  2. Abbiamo chiesto che detto protocollo disciplini in che modo, con che criteri, da parte di quali soggetti  e in che tempi saranno accertati i risparmi,  e che venga precisato in cosa consistano i risparmi “aggiuntivi”  nella Difesa da destinare in quota parte al FUA.  Abbiamo chiesto anche che,  con cadenza annuale e prima dell’avvio della contrattazione per la distribuzione del fondo di produttività,  le Parti si incontrino per quantificare la quota di risorse disponibili destinate al FUA.  Noi pensiamo che la precisa definizione di tutti questi aspetti non sia solo un’operazione necessaria sotto il profilo della trasparenza,  ma costituisca  condizione essenziale sia per evitare contenziosi successivi sia anche per dare a questo accordo una prospettiva nel tempo,  visto la messe di soppressioni/riorganizzazioni in arrivo e  visto anche che la Parte politica che lo firmerà è in scadenza di mandato.
  3. Abbiamo anche  espresso in modo netto la nostra richiesta a che le risorse disponibili derivanti dalle riduzioni di spesa vengano destinate “alla contrattazione integrativa” e poi distribuite con  criteri fissati annualmente dall’accordo nazionale sulla distribuzione del FUA.  Qualsiasi esplicito riferimento, in seno al protocollo, a rigide destinazioni alla premialità ex D.Lgs. 150/2009 (legge Brunetta) nei termini fissati dall’art. 16, comma 5, del  DL 6.07.2011, n. 98, (che, lo ricordiamo, ha recepito l’Intesa del 4 febbraio precedente sottoscritta da Brunetta e da  CISL, UIL e altre OO.SS., ma non da altre sigle tra le quali CGIL e CSE) costituirebbe un evidente problema ai fini della sottoscrizione del protocollo, per noi e (pensiamo) anche per quelle OO.SS. che non sottoscrissero con Brunetta il 4 febbraio 2011 i contenuti dell’Intesa.  Sta evidentemente all’Amministrazione di predisporre un testo che traguardi un obiettivo che è condiviso, ma  nel quale tutte le Parti sociali possano riconoscersi.
  4. Abbiamo chiesto infine che la “destinazione alla contrattazione integrativa di quota parte degli eventuali  risparmi aggiuntivi”  venga estesa retroattivamente anche ai provvedimenti di riordino successivi a luglio 2008,  atteso che la norma originaria del finanziamento della contrattazione integrativa con le riduzioni di spesa  è contenuta nell’art. 61, comma 17, del  D.L. 112/2008.

Abbiamo infine chiesto, data l’enorme valenza politica del protocollo, che il testo predisposto dall’Amministrazione sia, come sempre deve essere in questi casi, inviato con congruo anticipo alle Parti sociali,  anche per consentire loro un’ attenta valutazione e una verifica al proprio interno.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Nota RSU DMML di Palermo del 4.02.2013

Allegato2: Nota unitaria CGIL-CISL-UIL-FLP di Chieti del 5.02.2013

Riordino strumento Militare



Problematiche cedolino significativamente ridotte. La verifica con gli stipendi di aprile. E, per quest’anno, operativi i servizi fiscali

9 Apr 2013 - Flp Difesa

Notiziario n. 42 del 9 aprile 2013 – Nuova riunione oggi pomeriggio con il Sottosegretario Magri, che era già stata fissata, su nostra richiesta, a conclusione della precedente del 28 u.s. allo scopo di fare il punto di situazione sulle “problematiche cedolino” all’indomani dell’emissione da parte di NoiPA del/i cedolino/i straordinario/i con le somme a […]


Riordino Enti Esercito 2013. Differiti alcuni provvedimenti; a Firenze, si apre il tavolo territoriale sulle scelte relative a IGM, CME E CEDOC

27 Mar 2013 - Flp Difesa

Notiziario n. 38 del 27 marzo 2013 – Nel quadro delle periodiche sessioni informative della F.A., si è svolto in data odierna a Palazzo Esercito un incontro tra la nostra O.S. e SME-RPGF (Reparto Pianificazione delle Forze) dedicato all’esame di alcuni provvedimenti di riordino interessanti le diverse aree dell’Esercito, con particolare riferimento a quelle riferite […]





Protocollo d’Intesa: destinato alla contrattazione integrativa il 25% delle risorse recuperate dal riordino della Sanità Militare

13 Feb 2013 - Flp Difesa

Notiziario n. 19 del 13 febbraio 2013 – E’ stato sottoscritto nella tarda serata di oggi a Palazzo Baracchini, il “Protocollo d’intesa tra l’Amministrazione della Difesa e le Organizzazioni sindacali operanti nel Dicastero”  che destina alla contrattazione integrativa il 25 % delle risorse recuperate dal riordino della Sanità militare.   In allegato, copia del protocollo che […]



Nuova direttiva del Capo di Stato Maggiore della Marina. Definito il nuovo assetto della F.A. e la tempistica dei provvedimenti

7 Feb 2013 - Flp Difesa

Notiziario n. 16 del 7 febbraio 2013 – Nel Notiziario n. 4 dell’11 gennaio u.s., abbiamo dato notizia ai colleghi della Direttiva n. 2 datata 31.12.2012 con la quale l’allora Capo di Stato Maggiore della Marina, Amm. Luigi Binelli Mantelli, ha dettato disposizioni attuative nel settore ordinativo ed organico nel quadro dei processi di riordino […]


Riordino sanità militare: per i piani di reimpiego del personale civile, si va direttamente alle contrattazioni locali

4 Feb 2013 - Flp Difesa

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