L’audizione del Capo di SMA, gen. Pasquale Preziosa, presso le Commissioni Difesa di Camera e Senato riunite congiuntamente, si è svolta il 26 u.s. ed ha toccato essenzialmente tre questioni: il riordino della F.A.; l’acquisto degli aerei F-35 e le problematiche del (solo) pers. militare (vedi allegato sul ns. sito).
Per quanto riguarda il primo argomento, dopo aver ricordato le capacità operative fondamentali dell’Aeronautica e operato una ricognizione sugli attuali impegni internazionali della F.A., il gen. Preziosa ha segnalato innanzitutto la situazione di forte sofferenza del bilancio sul fronte del c.d esercizio (le risorse toccano solo il 9%, a fronte del 67% destinato al personale e del 23% destinato all’investimento) che ha reso necessaria la riforma di cui alla L. 244/2012 (nel 2024, l’A.M. avrà solo 33.800 unità, con contrazione in particolare del ruolo marescialli), cui si è poi aggiunta l’accelerazione impressa dal D.L. 95. Ha quindi ricordato la “lista di provvedimenti proposti in esecuzione entro il 2015……che riguardano oltre 30 Enti”.
Per quanto riguarda la controversa vicenda relativa agli F-35, il Capo di SMM ha detto che il loro acquisto “diventa fondamentale per l’AM” in quanto “consentirà con 75 velivoli di compensare con la qualità” la consistente riduzione della flotta esistente (-70%). Ha sostenuto che l’F-35 “è un assetto indispensabile per la difesa dello Spazio Aereo Nazionale” e che per l’AM “non esistono alternative di pari valore sul mercato internazionale”, segnalando “il rischio elevato di marginalizzazione dell’intero comparto aeronautico dell’industria nazionale nel caso di fuoruscita dal programma”. Dunque, come è del tutto ovvio, una convinta difesa della scelta relativa agli F-35, che nella relazione del gen. Preziosa si è però intrecciata ad un certo punto con un’altra convinzione, quella che l’ “investire in aeronautica” costituisce un affare per l’intero sistema paese, sia in termini economici (“uno studio internazionale dimostra che 100 € di incremento di PIL nel settore aeronautico generano, per effetti diretti e indiretti, 328 € di PIL nel sistema economico”) sia in termini occupazionali (“100 unità di lavoro create nel settore aeronautico generano, per effetti diretti e indiretti, 306 unità di lavoro complessive nel sistema economico”). Ove così fosse davvero, e noi ce lo augureremmo, sarebbe il caso di avvertire subito il nostro Governo che è alla disperata ricerca, sinora pare vana, di condizioni che consentano il rilancio dell’occupazione in un Paese, il nostro, nel quale assistiamo alla chiusura di migliaia di aziende, alla disoccupazione che cresce e alla difficoltà estrema di creare lavoro.
L’ultimo argomento toccato dal Capo di SMM ha riguardato “le aspettative del personale” , che naturalmente erano riferite, ancora solo e sempre, al personale militare. Sembra che per i nostri Vertici militari nella Difesa esista solo il personale con le stellette! Eppure dentro le Forze Armate operano quasi 30.000 (dicesi: trentamila) dipendenti civili, che non sono affatto quei lavoratori di serie B che le permanenti e costanti disattenzioni dei Vertici militari lascerebbero intendere. In tutte e quattro le recenti audizioni dei Vertici militari (Capi di SMD, di SME, di SMM e, ultimo, di SMA), infatti, abbiamo dovuto assistere ad una continua lamentazione sui tragici effetti del blocco delle dinamiche stipendiali sul personale militare (il gen Preziosa ne ha fatto addirittura una lista….) e sulle altrettanto tragiche ricadute in caso di (parziale) allineamento della previdenza militare alle regole introdotte dalla Fornero. Neanche una sola parola circa le ricadute sugli altri comuni mortali, e men che mai circa quelle sui lavoratori civili della Difesa, rispetto ai quali il Capo di SMA non ha speso neanche una, dicesi una, parola. E’ troppo, francamente. Proponiamo ai Capi di SM una riflessione: provino a pensare, anche solo per una volta, agli effetti del blocco stipendiale su chi, come molti lavoratori civili, devono vivere con uno stipendio di 1.200 € bloccato da 4 anni!
Se poi volessero anche provarne i tragici effetti, forse eviterebbero di ignorarci nelle prossime audizioni.
Dunque il gran giorno tanto atteso è finalmente arrivato! Nel corso della riunione odierna al Gabinetto, presieduta dal Sottosegretario on. Roberta Pinotti, sono state infatti consegnate alle OO.SS. nazionali le bozze dei provvedimenti attuativi della legge delega 31.12.2012, n. 244 recante “Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale e norme sulla medesima materia”, che abbiamo immediatamente pubblicato sul nostro sito.
Nel suo breve intervento introduttivo, l’on. Pinotti ha espresso piena disponibilità per un confronto a tutto tondo con le OO.SS. sulle problematiche del personale civile, a partire innanzitutto e prioritariamente dalle questioni più direttamente riconducibili alla delega. In merito alle bozze consegnate alle OO.SS., il Sottosegretario ha innanzitutto tenuto a sottolineare che le stesse vengono rese pubbliche solo dopo la riunione odierna del Consiglio Supremo di Difesa, sulla quale torneremo a conclusione di questo Notiziario; in secondo luogo, ha richiamato l’attenzione sulla connotazione di “documenti in progress”,e dunque di documenti aperti al contributo delle OO.SS. A tal riguardo, l’on. Pinotti ha espresso la piena disponibilità dell’Amministrazione sia a incontri tecnici preliminari di approfondimento sia ad una seconda riunione di livello politico, prima dell’incontro, immaginiamo conclusivo, con il Ministro Mauro che dovrebbe essere in agenda per la seconda metà di luglio.
Ha poi preso la parola il Vice Capo di Gabinetto, dr.ssa Antonietta Fava, che ha illustrato per linee generali i provvedimenti: trattasi degli schemi di due decreti legislativi, il primo relativo al personale (militare e civile) mentre il secondo è riferito al riassetto ordinamentale delle FF.AA., con il corredo di quattro “annessi”, riferiti ai provvedimenti di riordino, e di quattro “tabelle” relative alle carriere militari. Per quanto attiene il primo dei provvedimenti, la dr.ssa Fava ha richiamato alcuni aspetti di particolare rilevanza e relative alla valorizzazione delle professionalità civili, alla formazione, alle dotazioni organiche, alla mobilità e all’ area industriale), segnalandoli all’attenzione delle OO.SS..
E’ poi seguito il consueto giro di tavolo, con gli interventi di tutte le sigle presenti che, pur con sottolineature e con sfumature diverse, anche questa volta hanno espresso posizioni comuni e condivise, toccando altre questioni, alcune delle quali non immediatamente riconducibili ai provvedimenti attuativi.
Nel suo intervento, la FLP DIFESA ha innanzitutto dato atto al nuovo Vertice politico di una novità, positiva e sostanziale, nel piano del metodo delle relazioni sindacali: a differenza del passato (Ministri La Russa e Di Paola), dove le OO.SS. erano state informate solo a posteriori del contenuto dei provvedimenti (per esempio del disegno di legge delega di riordino, del cui testo siamo venuti a conoscenza dopo l’adozione in Consiglio dei Ministri e attraverso documenti circolati sul web), questa volta sembra chiaro l’intendimento di un coinvolgimento a monte delle Parti Sociali, con una dichiarata disponibilità al confronto. Un fatto nuovo e positivo, che va registrato e sottolineato in via preliminare.
Trattandosi del primo incontro con il Sottosegretario, ci è poi sembrato corretto e necessario rappresentare il nostro giudizio politico in merito ai contenuti della delega, che rimane complessivamente negativo, come sanno i colleghi, sia sulle scelte di percorso adottate sia sui contenuti. Sul piano delle scelte, Di Paola aveva volutamente escluso ogni confronto con le Parti sociali, anche con le rappresentanze militari che hanno reagito energicamente (COCER: “Di Paola sta affondando la Difesa”).
Sul piano dei contenuti: la nostra O.S. ha ben compreso la scelta di riforma in chiave riduttiva in ragione degli squilibri di bilancio attuali, che però qualcuno ha alimentato, per esempio facendo lievitare la spesa del personale (militare) a livelli insostenibili, con contestuale e progressiva riduzione dell’esercizio. Non ha però condiviso, la nostra O.S., anzi ha contestato e contrastato (manifestazione nazionale del 6 luglio 2012, vds. Notiziario n. 94/2012) le scelte contenute del disegno di legge, e in particolare quelle relative al personale civile. Noi abbiamo sempre pensato che la riforma potesse fornire un’occasione e un’opportunità, forse irripetibili, per ripensare il ruolo e la funzione della componente civile, anche in chiave strettamente economica (a parità d’impiego, e in molti casi così è, il costo del lavoro civile è meno della metà di quello militare). Invece, i ruoli civili subiranno una ulteriore cura dimagrante, dopo le 15.000 posizioni tagliate da Tremonti e Monti, e al 2024 l’organico dovrà attestarsi sulle 20.000 unità, ma di altro non c’è nulla o quasi. Una riforma che, per come è stata congegnata, a FLP DIFESA non piace, anche perché totalmente priva di scelte nuove e significative sul versante dell’impiego civile (formazione, riqualificazione, progressioni, impiego, civilizzazione, etc.) e con la non felice prospettiva di diventare la valvola di sfogo degli esuberi militari, che potrebbero produrre permanenti condizioni di esubero. Lo abbiamo segnalato più volte e ripetuto anche all’on. Pinotti, è per noi indispensabile capire, a premessa di ogni discussione sulla tabella di corrispondenza, con quali regole e con quali limiti il personale militare in esubero potrà accedere ai ruoli civili: è, questo, uno dei punti non chiari della legge delega. E direttamente intrecciato a questo problema, c’è quello della mobilità, che dovrà essere approfondito e ben definito, atteso che potrebbero esserci in giro per la Difesa dei sostenitori della mobilità d’ufficio, di ambito regionale e magari anche nazionale, dopodiché si aprirebbero le porte per il collocamento in disponibilità. Questo sarà uno dei punti nodali nel confronto sui decreti attuativi. Sempre in tema di esuberi, abbiamo ricordato all’on. Pinotti l’operazione positiva condotta in Difesa a ottobre 2012 (ridefinizione delle dotazioni organiche e reintegro di quasi tutte le unità di area 1^) che ha consentito di azzerare gli esuberi, ma che non è stata ancora completata a causa della mancata emanazione della seconda Direttiva della F.P. sui criteri per la formazione delle graduatorie del personale in possesso dei requisiti al 31.12.2014 per andare in pensione con le regole pre riforma Fornero. Abbiamo quindi richiamato l’attenzione del Sottosegretario sulle criticità dell’area industriale della Difesa, risegnalando per l’ennesima volta all’Amministrazione l’urgenza di procedere alle assunzioni dei vincitori/idonei dei concorsi civili, che manca ancora dell’ autorizzazione della F.P.. Infine, abbiamo anticipato la nostra intenzione di chiedere che venga inserito nel decreto attuativo della delega la previsione che quota parte, fissata in percentuale, dei risparmi di gestione conseguenti ai provvedimenti di riordino venga destinata alla produttività, atteso la forte cura dimagrante alla quale il FUA è stato sottoposto negli anni scorsi dall’accoppiata Tremonti-Brunetta. In ultimo, abbiamo espresso il nostro auspicio a che i decreti attuativi possano costituire l’occasione per declinare in positivo, attraverso impegni concreti e definiti, una serie di partite comunque legate alla delega, che hanno avuto nella L. 244 solo un richiamo generale alla “elevazione qualitativa della professionalità civili”.
Sul contenuto delle bozze consegnate, ci esprimeremo ovviamente dopo averne preso visione e dopo i necessari approfondimenti e le verifiche con le nostre strutture e sui territori.
Prima di concludere, abbiamo segnalato all’esponente del Governo le nostre vive preoccupazioni sia per la previsione dell’art. 48 del D.L. 69/2013 che, come ha detto il generale Mini, fa del nostro Ministero un “trafficante e piazzista di armi al servizio di Finmeccanica”, che per la poco comprensibile posizione espressa oggi dal Consiglio Supremo di Difesa (il Parlamento non ha “diritto di veto su decisioni operative e provvedimenti tecnici” che spettano solo al Governo). La questione riguarda, evidentemente, anche i riordini delle FF.AA., una puntualizzazione efficace in apertura di confronto….
A conclusione del giro di tavolo, il Sottosegretario Pinotti ha detto di aver preso nota delle osservazioni formulate dalle OO.SS., che ha invitato a formalizzare eventuali proposte e contributi a premessa dei successivi incontri. Non mancheremo ovviamente di raccogliere la sollecitazione del Sottosegretario e, a tal fine invitiamo i colleghi a inviarci, solo per e-mail, eventuali loro osservazioni e proposte, una volta presa visione dei documenti consegnati che pubblichiamo di seguito insieme con il testo della legge delega
Si è tenuta in data odierna a Palazzo Marina una riunione tecnica con lo Stato Maggiore Marina, presieduta dal Capo del 1° Reparto amm. P. Luciano Ricca, nella quale si è fatto il punto di situazione in merito ad alcuni provvedimenti di riordino di Enti della F.A. previsti per l’anno 2013, di seguito richiamati.
Come si ricorderà, nell’incontro del 22/01/2013 e di cui al nostro Notiziario nr. 8 di pari data, lo SMM aveva informato le Parti sociali in merito al provvedimento di soppressione di MARIDIST MESSINA, che era previsto per il 31 dic. 2013 e avrebbe comportato conseguentemente il reimpiego di tutti i lavoratori. In considerazione della ben nota criticità della sede di Messina proprio ai fini della ricollocazione del personale, la nostra O.S. chiese allora a SMM di verificare “la praticabilità di soluzioni alternative per il mantenimento degli attuali livelli occupazionali”, in merito a cui lo SMM espresse sin da subito piena disponibilità. Una disponibilità poi riconfermata nella successiva riunione del 5 marzo u.s. (si veda il nostro Notiziario n. 28 di pari data) nella quale ci fu comunicato che la Marina stava studiando una soluzione organizzativa per la creazione in loco di una struttura di supporto quale attività dislocata di Marisicilia, che avrebbe potuto assicurare il reimpiego nella stessa base navale di Messina di buona parte del personale di Maridist. Ebbene, nel corso della riunione odierna, l’amm. Ricca ha ufficializzato che lo SMM non darà più corso alla soppressione di Maridist Messina in quanto l’Ente verrà riconfigurato in “Nucleo Supporto Logistico” con dipendenza da Augusta. Attualmente, SMM sta studiando la configurazione e dotazione organica del nuovo Ente, che potrebbe impiegare il 50/60% attuali effettivi.
Il neo costituito COMLOG MARINA per riconfigurazione dell’ex Navispelog, si trasferirà a Nisida entro il 31/10/2013. L’attuale MARIDIST Napoli sarà riconfigurato come QGM dal 1 set. p.v., nel quale troveranno impiego circa 150/160 unità e che farà da supporto al COMLOG, che invece prevede una T.O. di circa 60 unità. In considerazione del numero di lavoratori attualmente presenti nella base di Napoli (circa 200), lo SMM prevede ed auspica il reimpiego di tutto il personale civile tra QGM e COMLOG, e favorirà gli spostamenti verso Nisida, sia dalla stazione ferroviaria che dal “vecchio” Maridist, mettendo a disposizione dei mezzi di trasporto, il tutto al fine di scongiurare l’eventualità di esuberi futuri.
Verrà anticipato al 1 set. 2013 il cambio di dipendenza di MARIBASE BRINDISI (già previsto a far data dal 31 dicembre) sotto il Comando Forze da Sbarco (Battaglione S. Marco).
La prevista chiusura di MARICENTRO TARANTO per il 2016 verrà anticipata al 31/12/2013, con il conseguente passaggio delle competenze in materia di selezione a MARISCUOLA ANCONA, mentre le rimanenti competenze in materia di formazione e reclutamento passeranno a MARISCUOLA TARANTO, nel quale Ente dovrebbero comunque trovare collocazione tutti gli attuali 20 dipendenti di Maricentro.
Nel suo intervento, la FLP DIFESA: ha dato innanzitutto atto alla F.A. del positivo ripensamento su Maridist Messina e proprio nella direzione da noi indicata, e ha richiesto il rapido avvio del confronto (locale e nazionale) sulla configurazione e dotazione del nascente Nucleo; ha preso atto degli intendimenti maturati dalla F.A. in merito agli altri provvedimenti presentati, rispetto ai quali ha comunque segnalato la necessità di un loro inserimento nel contesto dei decreti attuativi della delega, e dunque sotto il “controllo” del Parlamento, come richiesto dall’odg. Cirielli, evitando ogni accelerazione al riguardo peraltro ritenuta non utile dalla stessa F.A.; ha infine richiesto il pieno e costante coinvolgimento del Sindacato su entrambi i livelli interessati (nazionale e locali) in questa delicata fase di riordino, e anche in merito alla imminente ridefinizione degli organici post L. 135/2012 (la M.M. dovrebbe avere ca. 9700 p.o.).
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 67 del 15 giugno 2013 –
Il Capo di SME, gen. Claudio Graziano
Proseguono, presso le Commissioni Difesa di Camera e Senato riunite congiuntamente, le audizioni dei vertici delle Forze Armate. Dopo l’audizione del Capo di SMD, amm. Binelli Mantelli, di cui abbiamo dato conto nel precedente Notiziario n. 61 del 30 maggio u.s., è stata la volta del Capo di Stato Maggiore Esercito, gen. Claudio Graziano, che è stato audito il 5 giugno u.s.. Ne diamo conto solo ora, perché il resoconto con l’intervento del Capo di SME è stato pubblicato sul sito del Senato solo qualche giorno fa.
Il Capo di SMD ha esordito dicendo che la F.A. è alla vigilia di una profonda trasformazione, che “costituisce una vera sfida” e “inciderà su tutti i settori, imponendo scelte dolorose, ma inevitabili”. Detta riorganizzazione comporterà una contrazione del personale militare del 20% rispetto al modello 2001, e dunque da 112.000 a 90.000 unità, “con una riduzione del 30% dei dirigenti e del 30 % delle strutture organizzative, da conseguire entro il 2018”. Per quanto riguarda il personale civile, “che nell’Esercito conta attualmente circa 9.800 unità” , si dovrà arrivare “ad una consistenza pari a 6.800 unità a fine processo… che avverrà”, come dirà più oltre, “in modo graduale in base alle fuoruscite fisiologiche”
Dopo aver fornito alcuni numeri in merito all’impegno della F.A., “chiamata a garantire, senza soluzione di continuità, un impegno medio annuo nelle operazioni all’estero di circa 6000 uomini e donne” , il gen. Graziano è passato ad illustrare l’attuale organizzazione dell’Esercito; ha poi fornito dati molto interessanti sul bilancio finanziario della F.A. (“oggi, ben il 79% delle risorse finanziarie è dedicato al personale, il 15% all’investimento in mezzi e materiali e solo il restante 6%, in prima approssimazione, è dedicato all’Esercizio”), che denotano squilibri ben superiori rispetto alla media finora indicate dal Vertice politico (rispettivamente: 70, 18 e 12%), segnalando che la F.A. riesce a tenere ancora sul fronte finanziario “solo grazie alle risorse aggiuntive rese disponibili dal finanziamento delle missioni internazionali”.
Entrando successivamente nel merito del processo di riorganizzazione della F.A. in attuazione della legge delega n. 244/2012, il Capo di SME ha confermato che “l’area territoriale e quella infrastrutturale saranno accorpate per ottenere una gestione unitaria delle infrastrutture, riducendo i relativi organi da 20 a 7” ; per quanto attiene l’area territoriale ex LRM (leva, reclutamento e mobilitazione), il processo di riduzione sarà più corposo, essendo prevista “la chiusura di 87 Enti e unità e la riorganizzazione di 127 Enti, da completare entro il 2018”. Si tratta di numeri che danno la misura della profondità del processo di riduzione cui andrà incontro l’Esercito nei prossimi anni, che interroga tutti sulla possibilità della F.A., già fortemente debilitata dai tagli dell’era Berlusconi-Tremonti, di uscire bene da un processo di queste dimensioni in così pochi anni. E’ una domanda che avevamo rivolto a Di Paola, senza ottenere alcuna risposta.
Successivamente, il Capo di SME si è soffermato sui due provvedimenti attualmente all’esame del Parlamento, il primo relativo alla c.d. “armonizzazione” delle regole per il collocamento in pensione del personale militare per adeguarlo a quelle più penalizzanti della riforma Fornero; il secondo, relativo alla proroga del blocco al 31.12.2010 del trattamento economico, che tocca anche il personale militare. In merito al primo provvedimento, dopo aver ricordato che il personale militare non dirigente ha la possibilità di lasciare il servizio a 55 anni di età atteso che con tutti gli abbuoni “vengono mediamente raggiunti i previsti contribuiti di 41 anni e 5 mesi”, ha auspicato il mantenimento delle attuale regole, con il plauso convinto di molti parlamentari dell’attuale maggioranza. Chissà cosa ne pensano i lavoratori esodati o le molte “vittime” della riforma Fornero, tra le quali vanno annoverati anche i tanti lavoratori civili per i quali il pensionamento è stato rinviato di alcuni anni! Per quanto riguarda invece la proroga del blocco dei trattamenti economici in essere al 31.12.2010, il gen Graziano ha detto che, in qualità di Capo di SME, sentiva “il dovere di rappresentare a quelle Commissioni l’aspettativa forte del personale affinchè si tenga conto della specificità del comparto”, ricordando a tal riguardo “che le progressioni di carriera e le anzianità di servizio rappresentano altrettanti aspetti importantinella struttura organizzativa e nella sua efficienza”, addirittura affermando esiste c’è “un problema etico connesso a tale situazione”. E’ di tutta evidenza che il Generale Graziano, pronunciando queste frasi che abbiamo tratto testualmente dal testo del resoconto, ha parlato verosimilmente più da militare che da Capo dell’Esercito, e diciamo questo con una certa amarezza. Ove il gen. Graziano avesse infatti parlato da Capo dell’Esercito, si sarebbe ricordato che dentro la sua Forza Armata, oltre ai colleghi militari degni di giuste attenzioni, operano anche migliaia di lavoratori civili che hanno trattamenti economici di gran lunga inferiori a quelli dei militari con i quali debbono comunque mantenere le proprie famiglie, non godono di benefit di alcuna natura (per esempio, pagano l’affitto per la propria abitazione o pagano un mutuo, non godendo di appartamenti di servizio) e hanno le carriere anch’esse bloccate, atteso che neanche i passaggi di fascia (non le promozioni!) possono oggi essere corrisposti. Se allora parliamo, come ha fatto il gen. Graziano, di “problema etico”, beh, quello che tocca i lavoratori civili in conseguenza dei blocchi intervenuti non può che essere considerato almeno altrettanto “etico”, ma di esso il gen. Graziano non ha fatto menzione alcuna. Proprio per questo, questa parte dell’intervento del gen. Graziano ci è apparsa davvero una caduta di tono, che non possiamo evitare di segnalare con amarezza ai colleghi.
Troverete pubblicato, di seguito, l’intervento integrale del gen. Graziano pronunciato nel corso dell’audizione del 5 u.s. ; in aggiunta, troverete pubblicato anche il testo dell’intervento del Capo del 1° Reparto di SMD, gen. Franco Marsiglia, che è stato audito, qualche giorno dopo, in merito al Regolamento di armonizzazione pensionistica attualmente all’esame della Commissione Difesa, su cui si è anche soffermato il gen. Graziano.
Mercoledì 20 p.v., è prevista l’audizione del Capo di SMM, amm. Giuseppe De Giorgi, su cui riferiremo in un successivo Notiziario.
Nella mattinata di oggi, si è tenuto a Palazzo Esercito un nuovo incontro tra SME-RPGF/DIPE e la nostra O.S., che si pone in sostanziale continuità con la riunione del 24 gen. u.s. (si veda il Notiziario n. 10 di pari data) e finalizzato a fornire ulteriori informazioni in merito ai provvedimenti di riordino in chiave riduttiva che la F.A. intende varare per raggiungere gli obiettivi fissati dalla L. 135/2012 (“spending review”, -2385 posizioni organiche) e dalla L. 244/2012 (legge delega riordino strumento militare, -7894 posizioni), con particolare riferimento a “talune ipotesi di soppressione di EDR riferite all’arco temporale 2013-2019”
Di seguito, proviamo a fornire una sintesi dei provvedimenti previsti con riferimento alle aree interessate, e degli altri argomenti da noi sollevati e oggetto di confronto nella riunione odierna.
* Area di Vertice: riarticolazione di alcuni Uffici del Reparto Pianificazione Generale e Finanziaria (RPGF), per renderli più funzionali e nel quadro della preannunciata riorganizzazione dello SME; in aggiunta, dal prossimo 30 giugno, il RALOCE passerà alle dirette dipendenze di SME.
* Area Operativa: soppressione di alcuni Reparti alla Sede di Enti soppressi o trasferiti, con conseguente attivazione della procedura di reimpiego per i lavoratori coinvolti (cas. Cantore, Tolmezzo; cas. Rossi, L’Aquila; cas. Montello, Milano; cas. Gasparro, Messina e cas. Ulivelli, Roma).
* Area Logistica: l’obiettivo strategico del riordino di quest’area, come noto, è quello di ridurre le catene di comando e gli organi esecutivi, passando da una strutturazione per area a quella per funzione. E’ prevista la riorganizzazione del Comando Logistico nazionale, che contempla la trasformazione degli attuali “Dipartimenti” (con compiti di indirizzo) in “Comandi” (Commissariato; Tecnico; Tramat e SanVet) con assunzione di compiti di gestione diretta degli Organi esecutivi (Cerimant/Serimant; Cerico/Serico; Parchi;etc.), anch’essi in gran parte riconfigurandi in chiave riduttiva. Conseguentemente, gli attuali Cdi Logistici d’area (Nord – Padova e Sud – Napoli) verranno soppressi, con provvedimenti forse anticipati al 31.12.2014 (erano previsti per il 2015). Abbiamo altresì segnalato la necessità di un ripensamento su alcuni “declassamenti” da Cerimant a Serimant. Infine, da qui a settembre, previste alcune rilocazioni (Parco TLC e A.Me.L.T.A.I. di Roma, rispetto al quale abbiamo chiesto di evitare la rilocazione, anticipando il provvedimento di riordino già previsto).
* Area Infrastrutturale: come i colleghi ricorderanno, nella precedente riunione del 24 gen. u.s. ci era stato anticipata l’intenzione della F.A.. di accorpare le attuali aree “infrastrutturale” e “territoriale”. Sono in atto alcuni ripensamenti: dopo il già deciso rinvio al 2016 della soppressione della Sz. Staccata di Verona, SME-RPGF ha comunicato oggi la posticipazione allo stesso anno 2016 dei provvedimenti di soppressione dei “Nuclei Tecnici” di Treviso, Perugia, Messina e Pescara. Si aggiunga a questo il ripensamento sui “Reparti Infrastrutture” che dovrebbero rimanere in vita; invece, la soppressione dei ComandiNord e Sud è confermata per il 2016, mentre il Cdo Centro forse si salverà
* Area Territoriale: rispetto a quanto già noto dalla riunione del 24 gen. u.s., sono intervenuti dei “temperamenti” in merito alla soppressione di alcuni Centri Documentali (Genova, anticipato dal 2018 al 2013; Napoli, posticipato al 2014; Bari, Catanzaro, Perugia e Trento, tutti previsti in corso d’anno). L’assorbimento delle relative funzioni (e anche del personale) avverrà all’interno dei costituendi “Uffici Documentali” dei CME, le cui nuove dotazioni organiche saranno, in quasi tutte le sedi, allineate alle presenze effettive (fa eccezione il CME Puglia, che ha più organico).
Per quanto riguarda i costituendi due COFOD di Padova e Napoli (nuova denominazione rispetto a quella inizialmente utilizzata di CIFOD, si veda il Notiziario n. 10 del 24 gennaio 2013 relativo alla riunione di pari data), che verranno posti alle dirette dipendenze di COMTERINFRA (cdo di vertice), si partirà dalla costituzione di COFOD Nord Padova, che assume a tutti gli effetti una valenza pilota.
Nel prossimo mese di luglio, ci sarà una specifica riunione con le OO.SS. nazionali per esaminare la struttura e la dotazione organica del COFOD Nord di Padova, che dovrà ovviamente tener conto che al suo interno confluirà la gran parte di personale del sopprimendo Comando Logistico Nord.
Sempre con riferimento all’area territoriale, e su nostra richiesta, SME-RPGF ci ha informato in merito agli sviluppi del progetto che interessa l’area fiorentina (soppressione di CME e CEDOC Firenze, e inglobamento delle funzioni territoriali all’interno dell’IGM), un progetto su cui FLP DIFESA, come si ricorderà, espresse a suo tempo alcune riserve (vds. riunione del 27 marzo u.s., Notiziario n. 38 di pari data) trattandosi di realtà tra loro disomogenee e storicamente diverse (area ex Leva, il CME e il CEDOC; area industriale, l’IGM), tutte peraltro ribadite dalla nostra O.S. nell’incontro del 10 giugno u.s. di SME RPGF e DIPE con le OO.SS. terr. e le RSU Enti Es. di Firenze. RPGF ha messo a punto la nuova dotazione organica dell’IGM, recependo le nostre proposte di implementazione sul fronte delle professionalità tecniche in particolare di area 2^, e portando così l’organico complessivo a 625 unità (si vedano le slides pubblicate sul nostro sito). Abbiamo chiesto che detta nuova dotazione organica abbia, allo stato, un caratterizzazione solamente sperimentale, e che su di essa si avviino rapidamente i necessari approfondimenti/confronti di livello locale rispetto a tutta una serie di aspetti (organizzazione del lavoro e impiego del personale, in primis). A tal riguardo, proprio per l’importanza che lo stesso SME annette al progetto di riordino dell’Esercito nell’area fiorentina (“progetto pilota”), abbiamo segnalato la necessità che tutti i percorsi legati al riordino vengano gestiti attraverso percorsi condivisi, a partire innanzitutto dall’avvio della procedura di reimpiego per il personale del CME, che dovrebbe avvenire a breve, atteso che SME-DIPE è già in possesso di quasi tutte le disponibilità in ambito interforze acquisite dagli altri Organi Programmatori.
Pubblichiamo di seguito: la “scheda informativa” sui contenuti della riunione odierna predisposta da SME-RPGF; le slides illustrative predisposte dallo stesso SME-RPGF ai fini della riunione odierna, che recano la lista dei provvedimenti di soppressione previsti per il periodo 2013-2019 con a fianco il relativo riferimento temporale di attuazione (più in avanti, la F.A. ci fornirà anche l’elenco dei provvedimenti di riorganizzazione).
In merito a detti provvedimenti abbiamo definito con il DIPE quelli a procedura di reimpiego semplificata (il personale permane in loco) rispetto a quelli a procedura di reimpiego ordinaria (o contrattuale) che comportano il trasferimento del dipendente dall’attuale sede di lavoro(vds slides predisposte da SME-DIPE)
Questi gli altri argomenti affrontati nella riunione odierna:
Riordino dell’Esercito.: la nostra O.S. ha segnalato la necessità che i provvedimenti di riordino, a differenza di quanto avvenuto per quello interforze della Sanità militare che FLP DIFESA ha ripetutamente denunciato, trovino posto tutti all’interno dei decreti attuativi della delega per il riordino (legge 31.12.2012, n. 244), e dunque sotto il controllo del Parlamento (esame in sede di Commissioni Difesa), come peraltro previsto dall’o.d.g. Cirielli approvato all’unanimità dalla Camera.
Rimodulazione dotazioni organiche di F.A.: su precisa richiesta della nostra O.S., SME RPGF ha comunicato che, a seguito della pubblicazione del DM 16.01.2013 che reca le nuove dotazioni organiche del personale civile discendenti dai tagli della spending review (DL 95/2012), i Vertici della Difesa hanno avviato l’operazione di distribuzione tra le diverse aree e, all’interno dell’area di SMD, tra le diverse FF.AA. La nuova dotazione organica complessiva dell’Esercito dovrebbe attestarsi intorno alle 9.500 unità, che dovranno poi essere distribuite tra gli Enti di F.A.
A tal riguardo, FLP DIFESA ha chiesto: in primo luogo, che SME fornisca alle OO.SS. una costante e puntuale informazione in merito agli sviluppi di questa operazione e, in secondo luogo, che la rimodulazione delle dotazioni organiche degli Enti, Distaccamenti e Reparti sia oggetto di confronto locale OO.SS. ed RSU. SME RPGF ha accolto queste nostre due importanti richieste.
Il Ministro Mauro e le AA.AA. al funerale del cap. La Rosa
A distanza di 40 giorni dal giuramento prestato nelle mani del Presidente della Repubblica, e dopo un periodo molto denso di impegni sia sul fronte internazionale (Herat, Kabul e Beirut) sia su quello interno, il nuovo Ministro della Difesa sen. Mario Mauro ha incontrato le OO.SS. rappresentative del personale civile. E’ stato un incontro molto breve, anche perché avvenuto a solo qualche ora di distanza dalla celebrazione del funerale di stato del cap. Giuseppe La Rosa, morto tragicamente in Afghanistan sabato scorso, che dunque non ha reso possibile alcun confronto di merito. Pur tuttavia, le parole di saluto che il Ministro ha rivolto alle OO.SS, di cui ha riconosciuto il ruolo importante, e soprattutto i primi segnali che da Lui sono venuti in merito alle relazioni sindacali, ci consentono di esprimere una valutazione sicuramente positiva di questo primo incontro, che ci lascia ben sperare circa il prosieguo del confronto. Ma andiamo con ordine.
La riunione è stato aperta dal Vice Capo di Gabinetto, dr.ssa Antonietta Fava, che ha presentato al Ministro le delegazioni sindacali presenti. E’ intervenuto successivamente, a nome di tutte le OO.SS. presenti, il collega Bonomo che ha in primo luogo espresso il cordoglio delle Forze Sociali per la tragica scomparsa del cap. La Rosa, e a seguire ha segnalato al Ministro la necessità di avviare con la maggiore rapidità possibile il confronto di merito sulle diverse questioni ancora aperte che toccano i civili, a partire innanzitutto dai contenuti dei decreti attuativi della legge delega di riordino dello strumento militare.
Nel suo intervento, il Ministro Mauro ha innanzitutto presentato alle Parti sindacali i due Sottosegretari di Stato presenti all’incontro, la sen. Roberta Pinotti, alla quale ha attribuito la delega alle relazioni sindacali, e l’on. Gioacchino Alfano, che seguirà invece i rapporti con le rappresentanze militari. Ha poi incentrato quasi tutto il suo intervento sull’attuazione della legge delega, ricordando innanzitutto che le Camere l’hanno approvata a larghissima maggioranza, e senza neanche il ricorso al voto di fiducia. Ha poi evidenziato l’obiettivo di fondo sotteso alla riforma delle FF.AA., che è quello di un riequilibrio di bilancio che ci avvicini alle medie degli altri Paesi (50% personale; 25% investimentiistro le delgazioni siche cxi avvicini alle mediecc; 25% esercizio), allontanandoci progressivamente dagli squilibri attuali (rispettivamente 70, 18 e 12 %); ma ha anche opportunamente ricordato che l’approccio a questo traguardo non può essere di tipo né rigido né ideologico, e che pertanto tutte le soluzioni attuative vadano attentamente vagliate nei loro effetti “affinchè il personale si senta garantito” , aggiungendo che, sotto questo profilo, il confronto di merito con le OO.SS. assume una valenza decisiva.
E questo, ha proseguito il Ministro, anche per comprendere meglio i problemi, i bisogni e le aspettative del personale, civile e militare, che devono rappresentare un punto di riferimento obbligato nella costruzione e nell’attuazione dei provvedimenti attuativi. Per far questo, ha aggiunto il sen. Mauro, è necessario “uno scambio costante di informazioni” tra Parti sociali e A.D., che vedrà nel Sottosegretario Pinotti il primo soggetto di interlocuzione, “diretta e continua”, con le OO.SS. e la pianificazione di “momenti di confronto a scadenze precise”. Il primo incontro potrebbe avvenire a breve, avvierà il confronto sui contenuti dei decreti attuativi della delega e consentirà di “entrare nel merito dei passaggi, normativi e legislativi, sin dal primo divenire delle bozze”. A seguire, e sulla scorta delle risultanze degli incontri con l’on. Pinotti, il Ministro si è reso disponibile sin da ora ad un secondo incontro con le OO.SS., finalizzato ad affrontare le questioni eventualmente ancora aperte.
Questo primo incontro si è poi chiuso con l’invito del Ministro alle OO.SS. di partecipare alle esequie del cap. La Rosa, invito pienamente raccolto dalla nostra delegazione che è stata presente alla celebrazione, alla cui famiglia vogliamo far giungere i sentimenti di cordoglio e di solidarietà di tutta la nostra O.S.
E’ stato pubblicato in questi giorni sul sito del Senato il resoconto dell’audizione del Capo di SMD, amm. Binelli Mantelli, che si è tenuta il 22 u.s. presso le Commissioni congiunte Difesa di Camera e Senato.
Il Capo di SMD ha esordito dicendo che, nel quadro delineato dal “Documento Programmatico pluriennale 2013-2015” presentato ad aprile scorso dall’ex Ministro Di Paola(che pubblichiamo sul nostro sito come allegato al presente Notiziario, insieme al resoconto dell’audizione), tre sono gli indirizzi che considera irrinunciabili per assicurare al Paese una Difesa credibile ed efficace. Innanzitutto l’operatività dello strumento militare; in secondo luogo “la ricerca della massima integrazione interdisciplinare con tutte le realtà e con i Dicasteri che concorrono al sistema di sicurezza e difesa nazionale”; in terzo luogo, una costante attenzione “all’identità e ai ruoli di ogni singola Forza armata, in un quadro di sinergico impiego delle componenti operative, logistiche e di supporto”.
Dopo aver ricordato la mission delle FF.AA. (“difesa dello Stato” e “compiti duali di concorso alla comunità nazionale”), a cui vanno associate le operazioni all’estero, il Capo di SMD ha parlato del personale, civile e militare, che ha detto di considerare ”la risorsa più pregiata e delicata delle Forze armate”. Ha quindi aggiunto chele riduzioni di personale previste dalla legge delega da qui al 2024 (-33mila militari; – 9.500 civili ) devono essere viste non già come mero taglio, ma come “una imperdibile opportunità di rivedere criticamente le realtà organizzative, infrastrutturali e logistiche, assicurando una migliore qualità della vita e dell’ambiente di lavoro al nostro personale e un complessivo efficientamento del sistema”. Condividiamo in pieno l’opinione del Capo di SMD, è proprio quello che abbiamo più volte segnalato all’ex Ministro Di Paola e ribadito più recentemente a tutti i Vertici Militari, in abbinata alla contestuale necessità di eliminare sprechi e privilegi. Purtroppo però, almeno sul fronte delle previsioni per il personale civile, le norme scritte nella legge delega non appaiono ispirate da questa filosofia. L’amm. Binelli Mantelli si è poi soffermato sugli obiettivi di riduzione di ciascuna F.A., quindi sulle infrastrutture della Difesa precisando che quelle “non più utili ai fini istituzionali sono un patrimonio per l’intera comunità nazionale” e pertanto che occorre “un ulteriore impulso al piano di dismissione degli immobili non più necessari attivando meccanismi che favoriscano la riassegnazione in bilancio delle relative risorse”. Sull’argomento risorse, il Capo di SMD ha fornito i dati previsionali di ripartizione tra le tre voci fondamentali del bilancio 2013 (personale 67%, esercizio 9% e investimento 24%), segnalando comunque la virtuosità della Difesa che è riuscita “nel triennio 2008-2011 a impegnare oltre il 99 per cento delle assegnazioni”, a fronte di una media di tutti i Dicasteri di circa il 94 per cento.
In merito al personale civile, il Capo di SMD ha detto che occorre favorire il necessario turnover e che occorre valorizzare la sua potenzionalità “attraverso una sua mirata formazione in una prospettiva di sempre più spinta integrazione in tutte le attività istituzionali del Dicastero”. Poco o nulla, invece, su altre questioni per noi importanti (il riefficientamento di Poli e Arsenali MM, per esempio) e su tutti i temi comunque legati alla c.d. “civilizzazione”. Una riflessione da parte nostra: sentiamo spesso dai Vertici politici e militari questi continui richiami alla necessità di valorizzare il personale civile, ma nessuno dice mai in quale modo questo possa concretizzarsi. Il nostro pensiero al riguardo lo abbiamo già espresso più volte: i decreti attuativi della delega potrebbero essere l’occasione per definire finalmente attraverso quali scelte, percorsi e tempi, questo intendimento possa finalmente concretizzarsi.
L’argomento è peraltro attuale: l’amm. Binelli Mantelli ha segnalato la necessità di addivenire rapidamente ai decreti attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare, rispetto ai quali ha detto che“è previsto già dai prossimi giorni un confronto, sia con i COCER sia con le rappresentanze sindacali”. E’ una buona notizia, attendiamo fiduciosi!
Nella mattinata di oggi, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen. Claudio Graziano, ha incontrato le OO.SS. nazionali. Si è trattato del primo confronto con il Capo di SME, davvero proficuo e cordiale, che è servito a un primo giro d’orizzonte sulle principali questioni sul tappeto che interessano il personale civile.
Il confronto è stato avviato dall’intervento introduttivo del gen. Graziano che ha ricordato il momento difficile che il Paese sta attualmente attraversando, nel cui contesto si iscrive anche la riforma dello strumento militare, finalizzata a migliorarne l’assetto complessivo in termini qualitativi e ad adeguarlo agli intervenuti mutamenti geostrategici. Ha ricordato i tagli di personale da qui al 2024 (-33.000 militari e -10.000 civili) e l’impegnativo riordino strutturale (-30% minimo in sei anni), con le accelerazioni impresse dalla “spending review”. Una profonda riforma del suo assetto operativo, dunque, è quella che attende nei prossimi anni la F.A. , rispetto alla quale il Capo di SME ha segnalato la necessità di una piena valorizzazione delle professionalità civili e di un rapporto di collaborazione con le Parti sociali. E’ poi seguito il consueto giro di interventi di tutte le OO.SS. presenti al tavolo, che sono apparsi abbastanza convergenti tra di loro.
Nel proprio intervento, la FLP DIFESA ha riproposto gli stessi argomenti già posti all’attenzione degli altri Vertici militari. La prima questione, la più importante, riguarda l’imminente riordino delle FF.AA. in attuazione della legge delega voluta dall’ex Ministro Di Paola, con il connesso rosario di provvedimenti che troveranno posto nei Decreti delegati di prossima adozione. L’Esercito sarà, di gran lunga, la F.A. maggiormente interessata, e anche, per questo, abbiamo segnalato anche al gen. Graziano la necessità di un coinvolgimento a monte e non a valle delle scelte connesse ai provvedimenti di riordino. Immaginare di procedere prescindendo da questo aspetto, significa a nostro avviso muovere con il piede sbagliato, convinti come siamo che riforme di tale portata viaggino molto meglio attraverso la ricerca di “soluzioni condivise” e inclusive, piuttosto che attraverso soluzioni imposte, percorsi autoritativi ed esibizioni muscolari, che a volte sembrano orientare l’azione di qualche nostro Dirigente. Recenti accadimenti, su cui abbiamo richiamato l’attenzione del tavolo, ci convincono che esiste oggi un rischio di questa natura, il che preoccupa. Analogamente, abbiamo sollecitato un coinvolgimento delle OO.SS. anche per quanto attiene la imminente rivisitazione delle dotazioni organiche, con la connessa rideterminazione degli assetti organizzativi degli Enti e degli incarichi: trattasi di una partita decisiva, le cui scelte avranno riflessi importanti su più versanti (FUA/FUS; progressioni; mobilità; reimpieghi), sui quali ultimi abbiamo richiamato la necessità di una puntuale osservanza delle procedure del CCNI.
Abbiamo infine sollecitato l’attenzione del Capo di SME sul problema relativo al progressivo invecchiamento delle professionalità civili (l’età media è vicina ai 56 anni!), questione particolarmente importante per i Poli, e per questo abbiamo segnalato la questione relativa all’assunzione dei vincitori di concorso nei termini già posti all’attenzione del Capo SMD (vds. Notiziario 53).
Il Capo di SME ha preso atto degli argomenti sollevati, riservandosi su alcuni di essi un successivo approfondimento, in particolare sulle problematiche dei Poli, il cui potenziamento, ha detto il gen. Graziano, rappresenta comunque per la F.A. una priorità rispetto a tante altre (anche agli stessi F35). Infine, il Capo SME si è detto disponibile ad ulteriori confronti e ha ribadito l’intenzione di coinvolgere le OO.SS. nei processi di riordino, confermando comunque il progetto di accorpamento delle aree territoriale e infrastr.
Il confronto di oggi chiude il ciclo di incontri con i Vertici militari, che ha certamente rappresentato un fatto nuovo e positivo nelle relazioni sindacali nazionali, e che ci auguriamo abbia un seguito in futuro.
Di seguito, pubblichiamo come allegato la “Direttiva tecnica” emanata da SME sulla formazione del personale civile dell’anno 2013.
Il riordino della Sanità militare è oramai giunto alla tappa conclusiva del suo tormentato percorso. La conferma è venuta direttamente dal Sottosegretario Magri il quale, nel corso dell’ultima riunione al Gabinetto del 17 u.s., in risposta a precisa domanda di FLP DIFESA, ha reso noto che il Ministro ha incaricato SMD di dare attuazione ai piani di reimpiego predisposti dagli SS.MM. a seguito dei tavoli locali.
A questa conclusione, che ha saltato completamente l’esame nazionale sulle proposte di reimpiego messe a punto dagli SS.MM., si è giunti a seguito del “disinteresse”(chiamamolo così) manifestato da altre sigle sindacali e in particolare da CGIL-CISL-UIL. Infatti, a differenza di FLP DIFESA che in data 4 u.s. ha chiesto al Gabinetto di “non dar corso agli intendimenti preannunciati” e di fissare “la riunione nazionale” per l’esame, le altre OO.SS. non hanno dato riscontro alcuno agli intendimenti manifestati dal Gabinetto nella nota n. 11907 del 29.03.2013 (”trascorse due settimane dalla presente comunicazione, si darà corso ai successivi adempimenti per dare concreta esecutività ai piani di reimpiego”, dunque ai trasferimenti. Con il seguente, scontato risultato: cancellare il confronto conclusivo nazionale, dando così il sostanziale via libera ai reimpieghi del personale sulla base delle “proposte” unilaterali elaborate dagli SS.MM., sulle quali sarebbe stato invece quanto mai necessario un ulteriore esame. Un esempio per tutti: il MAGASAN di S.Maria Capua a Vetere (Caserta), la cui proposta di reimpiego prevede che una quindicina di lavoratori venga destinata al “Nucleo Stralcio”, senza indicare per gli stessi la destinazione finale a fine Nucleo. Sarebbe stato necessario che l’A.D. ne discutesse con le OO.SS., e con esse definisse le destinazioni definitive. Il non averlo fatto, produrrà l’effetto che sarà unilateralmente SMD a sceglierne la destinazione definitiva, cosa mai avvenuta, come ci è stato espressamente chiarito nella riunione del 17 u.s. dal Capo del 1° Reparto. Col risultato di eludere il caposaldo che ha sempre governato negli ultimi vent’anni i reimpieghi: che le destinazioni, tutte le destinazioni, siano definite d’intesa con le OO.SS. e con i percorsi previsti dal CCNI.
Naturalmente, non possiamo prendercela con l’A.D., che con la richiamata nota del Gabinetto del 29 marzo u.s. era stata molto chiara; se siamo arrivati a questo punto, lo dobbiamo evidentemente a chi ha ritenuto di non alzare il dito per fermare una conclusione già anticipata. E’ di tutta evidenza, infatti, che se a richiedere l’esame nazionale è una sola sigla sindacale, quel confronto e quell’esame non si faranno mai.
Una riflessione, a questo punto, si impone a tutti noi. Sappiamo bene che la legislazione di questi anni (Legge Brunetta in primis) ha spiazzato su molti terreni il Sindacato, e sappiamo tutti quanto sia presente il tentativo di marginalizzarci il più possibile. Ebbene, se invece di contrastare decisamente questi tentativi, le OO.SS. ne aiutano indirettamente la loro concretizzazione, allora gli effetti e le ricadute sono evidenti. Riflettiamo molto su quanto avvenuto nel riordino della Sanità: provvedimenti decisi dal Ministro al netto finanche di qualsiasi informazione preventiva alle OO.SS.; confronti locali avviati in tutta fretta (durante il periodo natalizio!!!) per chiudere gli Enti il prima possibile e senza che fossero chiarite le motivazioni di quelle chiusure; infine, i piani di reimpiego definitivi messi a punto dagli SS.MM., con le OO.OO. nazionali in veste di semplici (e disattenti) osservatori. Ce n’è davvero abbastanza, per auspicare una profonda riflessione, tenuto anche conto di quello che ci attende nei prossimi mesi dopo l‘adozione dei Decreti attuativi della delega (L. 244), che prevede la soppressione da qui al 2018 del 30% minimo degli Enti Difesa.
Dal 19 u.s. gli Enti Sanità in soppressione hanno cessato di vivere e stanno per arrivare i dispacci di trasferimento, e tutto questo mentre si alzano ancora le grida di protesta di OO.SS./RSU. Sul nostro sito: gli ultimi documenti pervenuti da CH e PA, e il msg con la marcia indietro di COM LOG a seguito della nostra iniziativa sulla modifica d’autorità degli orari di alcuni Enti (vds. Notiziario n. 36 del 25 mar 2013).
Quell’interrogativo che campeggiava nel titolo del nostro Notiziario n. 43 del 12 u.s. (“Tabella di equiparazione: dove sta il nostro interesse a discuterne oggi?”), verosimilmente alla fine condiviso da tutto il fronte sindacale, spiega forse meglio di ogni altra cosa l’esito della riunione di ieri al Gabinetto Difesa presieduta dal Sottosegretario Magri che, alla fine, si è risolta nella semplice presentazione della bozza di tabella di equiparazione tra gradi militari e aree funzionali civili, e nell’avvio del confronto tra le Parti.
Come si ricorderà, la riunione era nata da un richiesta di CISL CISL UIL, avanzata nel corso della precedente riunione del 9 u.s., alla quale aveva fatto seguito, a sole 72 ore di distanza (record assoluto nelle relazioni sindacali della Difesa!), l’immediata convocazione del tavolo, segno evidente, a nostro avviso, dell’interesse dei Vertici a cogliere al volo l’occasione offerta da quelle OO.SS. per chiudere rapidamente una partita storicamente complicata, e oggi certamente molto di più alla luce del combinato disposto contenuto nelle leggi 183/2011 (transito personale militare verso altre AA.PP. nel rispetto delle dotazioni organiche vigenti e dei vincoli assunzionali ) e n. 244/2012 (transito personale in esubero nei ruoli civili della Difesa, senza vincoli, e dunque in soprannumero). Nella differenza delle regole di accesso, che limitano enormemente gli ingressi nelle altre AA.PP. e aprono invece un’autostrada senza barriere nella Difesa con le ovvie e naturali ricadute sul personale civile attualmente in servizio (pensiamo solo ai limiti nelle progressioni economiche e di area), sta il nodo centrale, e tutto politico, del problema, che Di Paola non ha voluto affrontare e risolvere come avevamo chiesto, e che pertanto dovrà essere ridiscusso (noi questo chiederemo al Ministro che verrà) a premessa di qualsiasi confronto sulla tabella di corrispondenza. E’ quello che FLP DIFESA ha detto ieri al dr. Magri, ed è la considerazione che probabilmente hanno fatto anche le stesse CGIL-CISL-UIL (la riunione è avvenuta a tavoli rigorosamente separati, come da copione voluto dalle stesse CGIL-CISL-UIL), che si sono limitate solo a prendere atto della tabella elaborata dall’A.D. chiudendo velocissimamente il loro tavolo. C’era proprio bisogno di parlarne ora di questa questione?
E veniamo alla nuova tabella, messa a punto dall’Amministrazione e illustrata alle OO.SS., e che alleghiamo al presente Notiziario. L’impostazione base prevede l’inquadramento dei Sottufficiali in area 2^ e quello degli ufficiali in area 3^, nelle diverse fasce retributive a secondo del grado di provenienza. Fanno eccezione i gradi apicali dei Sottufficiali (Luogotenente e 1° Maresciallo) per i quali è previsto il transito in area 3^, prima fascia retributiva, qualora “in possesso del diploma di laurea specialistica o quadriennale vecchio ordinamento o dall’aver svolto, con valutazione positiva, un incarico che l’ordinamento attribuisce agli Ufficiali” ai sensi degli artt. 839 (personale FF.AA.) e 848 (personale Arma CC) del C.O.M. (L.66/2010).
Questa la tabella elaborata da SMD, che rappresenta certo, a nostro giudizio, un superamento in positivo rispetto alla vigente tabella allegata al D.I.M. 18.04.2002 (e anche rispetto a quella concordata da CGIL-CISL-UIL con l’Amministrazione, e poi arenatesi nelle secche del MEF). Ma che rappresenta anche un deciso passo in avanti nella direzione richiesta da FLP DIFESA (si veda il Notiziario n. 9 del 18.01.2012 relativo all’audizione delle OO.SS. da parte del Presidente del “Gruppo di lavoro” costituito con DM 21.12.2011). C’è solo una piccolissima questione: no problem da parte nostra a discutere di inquadramento in area 3^ di Primi Marescialli e Luogotenenti in possesso dei requisiti indicati a piè della tabella presentata dall’Amministrazione, ma a condizione che si trovino percorsi e strumenti idonei a garantire analoga progressione al personale civile attualmente inquadrato in area 2^ in possesso di requisiti assimilabili (lauree specialistiche e funzioni/incarichi/titoli), che certo non rappresentano merce rara in quell’area.
Va risolto comunque, e per noi in primis, il problema legato agli accessi non vincolati nei ruoli civili.
Notiziario n. 78 del 4 luglio 2013 – L’audizione del Capo di SMA, gen. Pasquale Preziosa, presso le Commissioni Difesa di Camera e Senato riunite congiuntamente, si è svolta il 26 u.s. ed ha toccato essenzialmente tre questioni: il riordino della F.A.; l’acquisto degli aerei F-35 e le problematiche del (solo) pers. militare (vedi allegato […]
Notiziario n. 77 del 3 luglio 2013 – Dunque il gran giorno tanto atteso è finalmente arrivato! Nel corso della riunione odierna al Gabinetto, presieduta dal Sottosegretario on. Roberta Pinotti, sono state infatti consegnate alle OO.SS. nazionali le bozze dei provvedimenti attuativi della legge delega 31.12.2012, n. 244 recante “Delega al Governo per la revisione dello […]
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