Nel quadro degli incontri informativi che le FF.AA. promuovono periodicamente con le OO.SS., nella mattinata di oggi si è tenuta a palazzo Marina una riunione tecnica con lo Stato Maggiore Marina- 1° Reparto, presieduta dall’ amm. P. Luciano Ricca, nella quale si è fatto il punto di situazione in merito ad alcuni provvedimenti di riordino di Enti della F.A. previsti per l’anno 2013, che di seguito vengono richiamati.
Il neo costituito COMANDO LOGISTICO (COMLOG) per riconfigurazione dell’ex Navispelog, si trasferirà a Nisida entro il 31/10/2013. L’attuale MARIDIST Napoli sarà invece riconfigurato come QGM entro il 31.12.2013, in esso troveranno impiego circa 150/160 unità e farà da supporto al COMLOG, che invece prevede un’ organico di circa 60 unità. In considerazione del numero di lavoratori attualmente presenti nella base di Napoli (circa 200), lo SMM prevede la collocazione di tutto il personale civile tra QGM e COMLOG ma, con riferimento a quest’ultimo Ente, ha evidenziato la necessità di disporre del personale già a partire dal 1 nov. p.v.. A nostro giudizio, la ricollocazione del personale di MARIDIST non potrà che avvenire attraverso la usuale procedura di reimpiego, che però avverrà successivamente alla data di trasferimento di COMLOG a Nisida. Stante così le cose, è evidente, e lo abbiamo detto, che l’esigenza di disporre in via anticipata di personale potrà essere assolta solo attraverso la ricerca di disponibilità individuali di singoli lavoratori e con modalità/percorsi concordati con OO.SS. terr.itoriali ed RSU.
Come è noto, il processo di riordino della Marina prevede la costituzione dei Comandi stazione navale (COMSTANAV) per riconfigurazione dei MARIBASE, che assorbiranno le funzioni di supporto diretto (le DSD) attualmente inserite negli Arsenali, e avranno sede a Taranto, Spezia e Augusta e dipendenza da un Comando Forze. Nelle intenzioni della F.A. (seconda Direttiva a firma dell’amm. Binelli Mantelli, vds Notiziario n. 16 del 7.02.2013), la costituzione dei COMSTANAV verrà resa effettiva in data 31.12.2013, ma dal 1 maggio 2013 è stato già costituito in via sperimentale MARISTANAV La Spezia (DM 29.03.2013, allegato 2 allo schema di decreto attuativo legge 244/2012 c.d. “ordinamentale”). A tal riguardo, è operante presso la base spezzina un “gruppo di lavoro” paritetico A.D.–RSU, che sta approfondendo tutti gli aspetti (struttura organizzativa; dotazioni organiche; incarichi; etc.) legati a questo provvedimento, dei cui esiti daremo informazione successiva. FLP DIFESA ha chiesto che, con congruo anticipo rispetto alla costituzione dei MARISTANAV (entro il 31.12.2013), venga fissata una specifica riunione nazionale nella quale, sulla base degli esiti della sperimentazione di La Spezia, si discuta e si decida sulla struttura organizzativa definitiva, sugli organici, sugli impieghi e sugli incarichi.
Analoga richiesta la nostra O.S. ha avanzato per quanto attiene la costituzione dei COM LOG D’AREA. Come si ricorderà (Direttiva del Capo SMM del 22.01.2013, vds. nostro Notiziario n. 16 del 7.02.2013), il riordino della F.A. prevede la riconfigurazione entro il 31.12.2013 dei MARIDIPART di Taranto e La Spezia, di MARICAPITALE e di MARISICILIA in Comandi logistici di area. Ebbene, essendo noi a conoscenza che gli AA.CC. hanno consegnato alle Rappresentanze locali le ipotesi di struttura organizzativa e di organico dei nascenti COMLOG, atteso che i nuovi Enti avranno quasi uguali competenze e struttura organizzativa, FLP DIFESA ha analogamente chiesto che, con congruo anticipo rispetto alla costituzione dei COMLOG (entro 2013), venga fissata una specifica riunione nazionale nella quale si discuta e si decida sulla struttura organizzativa definitiva, sugli organici, sugli impieghi e sugli incarichi dei nuovi Enti, che occuperanno una posizione strategica nell’organizzazione futura della M.M.
Avvertiamo a questo punto la necessità di spiegare meglio il senso della nostra richiesta di “tavolo nazionale” sia con riferimento ai MARISTANAV sia con riferimento ai COMLOG d’area. Sappiamo, avendone letto il comunicato, che altre OO.SS. hanno chiesto alla F.A. “la sospensione di qualsiasi provvedimento in attuazione dei decreti legislativi in itinere”. Una posizione legittima, sia chiaro, e che rispettiamo pienamente, ma dalla quale dissentiamo per i motivi che proveremo ora a spiegare ai colleghi.
E’ ben vero che i provvedimenti di riordino di cui trattasi sono stati inseriti nei decreti legislativi in itinere e che non sono ancora operativi, ma deve essere precisato che trattasi di provvedimenti adottati “ai sensi dell’art.10, comma 3, del Codice dell’Ordinamento militare” (art. 2188-ter del decreto attuativo c.d.” ordinamentale”), che dispone che il Ministro della Difesa “può sopprimere o riorganizzare, con proprio decreto, emanato su proposta del Capo di SMD, Enti e organismi nel quadro del processo di ristrutturazione delle FF.AA…..” . Dunque, tradotto in soldoni, il loro inserimento all’interno dei decreti attuativi della delega serve solo a raggiungere quel 30% minimo di riduzione dell’assetto delle F.A. previsto dalla legge delega n. 244/2012, ma non risulta subordinato all’approvazione dei decreti attuativi.
Dunque, a fronte di questo quadro di situazione, appare poco utile richiedere “sospensioni” di provvedimenti che comunque vedranno la luce, lasciando così alla F.A. la libertà di procedere in via unilaterale; molto più utile, ci sembra invece, dare concreta attuazione al “sentite le organizzazioni sindacali rappresentative” per discutere e definire con la F.A. struttura, organici, impieghi e incarichi dei nuovi gli Enti. E facciamo, a tal proposito, un esempio concreto. Dicevamo prima che, per quanto attiene MARISTANAV e COMLOG, sono state consegnate alle Rappresentanze Locali l’ipotesi della F.A. su struttura e organici. Ebbene, ad un primo giudizio delle stesse Rappresentanze locali, i nuovi Enti evidenziano un profilo molto “militarizzato”, che FLP DIFESA ha denunciato a SMM nella riunione di oggi, con molti incarichi tecnico-amministrativi assegnati a personale militare e conseguente penalizzazione delle professionalità civili. Ebbene, noi vogliamo modificare questo disegno dei nuovi Enti, e per farlo dobbiamo discutere con la F.A. evitando posizioni aventiniane che fatalmente lascerebbero campo a unilaterali decisioni della F.A. che poi penalizzerebbero negli anni i lavoratori civili. Attenzione a questo aspetto! Così noi la pensiamo, così ci siamo comportati nel recente incontro con lo SME ottenendo qualche buon risultato in merito ad una altro A.C. ( Notiziario n. 106 del 24.09.2013), e così continueremo a fare. Dobbiamo dare sostanza e concretezza alla “tendenziale attribuzione di compiti e funzioni al personale civile” prevista dal decreto attuativo c.d. “ordinamentale”, ed esigerne la più coerente applicazione.
A conclusione dell’incontro, abbiamo formalizzato la richiesta di incontro con il Capo di Stato Maggiore della Marina per discutere dell’attuale situazione di sofferenza e delle prospettive future degli Arsenali della Marina Militare, rispetto ai quali abbiamo apprezzato il grido di dolore venuto in più circostanze dall’amm. De Giorgi. Quegli Stabilimenti vivono oggi una situazione di grande sofferenza, dovute sì alle scelte non certo ottimali del passato, ma anche derivanti da situazioni oggettive attuali, prime fra tutti l’esiguità delle risorse economiche disponibili e il mancato turnover del personale. Va ricordato a tal riguardo come, nel corso delle audizioni parlamentari e in altre interventi pubblici, il Capo di SMM abbia richiamato l’attenzione della pubblica opinione sulla necessità (e anche sull’utilità ai fini stessi del contenimento della spesa pubblica) di ridare efficienza a quelle strutture, e lo stesso ha ribadito nella lettera di risposta inviata a FLP DIFESA in data 12 feb. u.s. che ripubblichiamo in questa stessa pagina.
Oggi però la “questione Arsenali” si arricchisce di un elemento nuovo ed importante, che consiste nelle novità richieste dal Sindacato e poi recepite nello schema di decreto attuativo sul personale (art. 2259-sexies – Enti dipendenti dai Comandi Logistici della F.A.), eche, soprattutto per quanto attiene ai processi di reinternalizzazione delle attività, potrebbero costituire un tassello importante nei percorsi di riefficientamento, naturalmente insieme a quel “piano emergenziale delle assunzioni” la cui necessità è stata richiamata dallo stesso Capo di SMM nella lettera a noi destinata, e che ha come prima, imperdibile tappa, le assunzioni dei vincitori di concorsi pubblici, per le quali Persociv ha già avanzato richiesta alla F.P.
Riteniamo che sia oramai tempo di avviare un confronto con la F.A. sulle prospettive future degli Arsenali che sono ritenuti strategici dalla stessa M.M., e per questo abbiamo chiesto l’incontro con l’amm. De Giorgi.
I generali Borrini (SCapo di SME) Bernardini (Cte del FOT) e Stano (Cte del COFODIN Di padova)
Nel primo pomeriggio di oggi, si è tenuta a palazzo Esercito una sessione informativa, su tavoli separati, presieduta dal Capo Ufficio OO.FF. (Organizzazione delle Forze) di SME-RPGF (Reparto Programmazione Generale Finanziaria) col. Antonello Vespaziani, e relativa ad alcuni provvedimenti di riordino che naturalmente si inquadrano nel contesto più generale della riduzione dello strumento militare in attuazione della legge n. 244/2012, con le accelerazioni impresse dalla L. 135/2012 (spending review).
Di seguito, una sintesi del confronto, con riferimento alle diverse aree e alle posizioni da noi espresse.
* Area di vertice – Due i provvedimenti previsti: la Sezione Prevenzione e Protezione di SME transita alle dipendenze del Sottocapo SME (l’incarico è stato da poco assunto dal gen. G.B. Borrini, già Cte del 1° FOD, a sua volta sostituito dall’ex capo del DIPE e dal 3 p.v. Cte del COFODIN di Padova, gen. B. Stano); ridenominazione di quattro Uffici dell’area C4. Entrambi senza effetti sulle posizioni civili.
* Area della Formazione – Sono previsti: il cambio di dipendenza dal 1 ott. p.v. delle Scuole di Fanteria e di Cavalleria dal CESIVA (Centro Sistemi Validazione) al Cte per la Specializzazione del COMFORDOT; il potenziamento della presenza civile a Capo Teulada con l’inserimento di 30 posizioni presso il costituendo Centro di Addestramento tattico nel quadro del “progetto SIAM” legato al mantenimento dei 3 poligoni della F.A e al maggior utilizzo di simulatori per l’addestramento; la soppressione dell’Infermeria Unificata del Rgt. Cecchignola di Roma, rispetto al quale provvedimento la nostra O.S. ha chiesto e ottenuto assicurazioni da parte di SME in merito al reimpiego dei tre civili.
* Area Territoriale – A parziale variante di quanto a suo tempo illustrato (si veda il Notiziario n. 49 del 19.04.2011), in conseguenza di intervenute esigenze di carattere tecnico e normativo, la F.A. costituirà nel 2014 un Centro Gestioni Archivi (CGA) presso la sede dell’ex CERICO di Candiolo-Torino (il provvedimento in questione è inserito tra i provvedimenti dell’Esercito contenuti nello schema di Decreto attuativo c.d. “ordinamentale” della delega ex L.244/2012). Il CGA dovrà stoccare e gestire, nell’immediato, la documentazione attualmente giacente presso le sedi di Bologna, Bari, S. Maria Capua Vetere (CE) e Genova, e probabilmente provvedere anche alla sua digitalizzazione. A tal riguardo, è già stato costituito presso Candiolo, con soli militari, il “Nucleo Iniziale di Formazione” (NIF), che la F.A. potenzierà con 15 civili del settore amministrativo (1 Funzionario e 14 tra Assistenti/Addetti). A seguito di precisa richiesta della nostra O.S., RPGF E DIPE hanno assicurato che l’alimentazione di personale del costituendo CGA sarà effettuata attraverso la ricognizione di disponibilità di lavoratori interessati della sede di Torino, con priorità per quelli già reimpiegati dell’ex CERICO di Candiolo.
* Area Logistica – Nel contesto della riorganizzazione dell’area, è prevista la costituzione (nel 2013) dei Comandi di settore (Cdi Tramat, Commissariato, Sanvet e Tecnico), che nascono per riorganizzazione degli attuali Dipartimenti (si veda, a tal proposito, il Notiziario n. 10 del 24.01.2013). A seguito della troppo accelerata soppressione dei Comandi Sanità Nord e Sud intervenuta nel contesto del riordino della Sanità militare voluta fortemente dall’ex Ministro Di Paola, si pone oggi la necessità di accelerare la costituzione del Comando Sanità e Veterinaria , che impiegherà 12 civili tutti di 2^ area, 4 provenienti dall’ex Dipartimento Veterinaria e n. 8 dall’ex Dipartimento Sanità.
Questi gli argomenti all’o.d.g. trattati in riunione, segnalando ai colleghi interessati che sul questa stessa pagina sono pubblicate le slides predisposte da SME e utilizzate per l’illustrazione dei provvedimenti.
Come ultimo punto, su nostra formale richiesta, abbiamo ridiscusso con SME-RPGF delle dotazioni organiche civili del costituendo Comando Forze Difesa Interregionale Nord (COFODIN) di Padova, che nasce per riconfigurazione del CME Veneto e acquisizione delle funzioni del sopprimendo CEDOC, e nel quale andrà a confluire nel 2014 il personale del sopprimendo Comando Logistico Nord di Padova. Come si ricorderà (si veda il Notiziario n. 80 dell’11 luglio 2013), SME-RPGF ha illustrato in data 10 luglio alle OO.SS. nazionali la struttura organizzativa e le dotazioni organiche del costituendo (dal 3 ottobre p.v.) COFODIN di Padova. In quella sede, FLP DIFESA fece presente che “sotto il profilo delle quantità, la dotazione del nuovo Ente offre dunque sufficienti garanzie (157 unità previste a fronte delle 167 oggi complessivamente effettive nei tre Enti”, ma anche che “per avere il quadro completo di situazione, occorre anche conoscere, oltre alla struttura organizzativa dell’Ente, anche l’articolazione degli Uffici/Sezioni e le professionalità previste al loro interno con i relativi incarichi”, e chiese pertanto di conoscere questi elementi mancanti, che solo successivamente furono comunicati alle OO.SS. territoriali e alle RSU. Si rese allora evidente che, a fronte delle attuali nove posizioni organiche previste nei tre Enti originari (CME Veneto, CEDOC e COMLOG Padova), la struttura del COFODIN ne prevedeva la cancellazione di ben sette. Una scelta che abbiamo ritenuto fortemente inadeguata, sia per la rilevanza del nuovo Ente sia soprattutto in considerazione degli impegni assunti dal Ministro Mauro nei confronti delle OO.SS. nazionali a seguito del confronto sui decreti attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare, che si erano tradotti nella previsione della “tendenziale attribuzione di funzioni e compiti tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale” che ha trovato posto nel novellato art. 15 C.O.M., inserito dello schema di decreto attuativo “ordinamentale”. Da qui la nostra richiesta di incontro inviata a SME il 9 u.s., che è pubblicata come allegato su questa stessa pagina.
A seguito della nostra iniziativa, nel corso della riunione odierna, SME-RPGF ha espresso la propria disponibilità a integrare i due già previsti incarichi di Capo Sezione attribuiti a funzionari civili (“Sz. Matricola dell’Uf. Amministrazione” e “Sez. Documentazione dell’Uf. Documentale”) con altri tre nuovi incarichi di Capo Sezione da attribuire a funzionari civili presso le Sezioni “Personale civile dell’Ufficio Personale” (il col. Vespaziani ha precisato comunque che la iniziale non previsione di detto incarico era solo frutto di un refuso), e “Provvedimenti medico-legali” e “Matricola, Disciplina e Anagrafica e Gestione Archivi dell’Ufficio Documentale” del costituendo COFODIN di Padova. La riconnotazione di queste tre posizioni organiche sarà sottoposta a breve alla decisione del Capo di SME-RPGF.
Nel prendere positivamente atto di questa disponibilità di SME-RPGF, abbiamo anche segnalato che il nascente COFODIN non prevede al suo interno il “Centro di Sicurezza Antinfortunistico, Medicina e Igiene del lavoro” con competenza interregionale, al cui interno opera peraltro anche il RSPP, attualmente previsto dalla struttura del COMLOG Nord, che nel 2014 confluirà nel COFODIN. Una assenza a nostro avviso preoccupante, che avevamo inizialmente legato alla disposizione emanata dalla F.A. sulla destinazione dell’incarico di RSPP solo a personale militare, poi opportunamente modificata agli inizi del corrente mese. FLP DIFESA ha pertanto chiesto di inserire il predetto “Centro A.I.” nella struttura organizzativa del nuovo Ente, prevedendo posizione e incarico di RSPP a un funzionario civile.
Il col. Vespaziani ha preso atto della nostra richiesta, che ha ritenuto peraltro corretta, e ha rinviato ogni decisione formale al momento della futura soppressione del COMLOG Nord, a seguito del quale sarà preso in esame l’inserimento del “Centro A.I.” nella struttura organizzativa del COFODIN.
I colleghi perdoneranno la lunghezza del presente Notiziario e comprenderanno anche il molto spazio dedicato alle problematiche del CEFODIN; ma, tenuto conto che l’Ente in questione è il primo dei nuovi Alti Comandi di F.A. a partire, dopo le aperture sul fronte della c.d. “civilizzazione” venute dal Ministro Mauro, è di tutta evidenza che la sua configurazione organizzativa, le nuove dotazioni organiche e soprattutto gli incarichi attribuiti ai civili rappresentavano il primo banco di prova per saggiare sul campo le reali intenzioni delle FF.AA. rispetto agli impegni assunti dal Ministro sul terreno della “civilizzazione”. Una verifica che riteniamo allo stato confortante, e che ci fa ben sperare anche in merito alla entrata in attività dei nuovi Alti Comandi di F.A. di prossima costituzione (COFODIS Napoli, 2014); CMA Sicilia (2014), CMI Nord-Ovest Torino (2016) e degli Enti nascenti o riorganizzati a seguito dei riordini.
Il sen. N. La Torre e l on. E. Vito, Presidenti delle Commissioni Difesa
“Question time” con il Ministro della Difesa nella seduta pomeridiana del Senato del 19 u.s., nella quale il sen. Mauro ha risposto ad interrogazioni a risposta immediata su vari argomenti, ed in particolare sui profili di attuazione della revisione dello strumento militare nazionale. Come è noto, il c.d. “question time” costituisce un momento dell’attività delle Camere nella quale vengono illustrate una serie di interrogazioni parlamentari già presentate, di solito riguardanti argomenti di particolare urgenza, e a cui viene data risposta in aula dall’organo esecutivo, nella circostanza direttamente dal Ministro.
Con riferimento ai due schemi di decreti legislativi adottati dal Consiglio dei Ministri l’8 agosto u.s., il primo sul personale e il secondo sull’ordinamento sui cui contenuti abbiamo riferito diffusamente nei nostri recenti Notiziari nn. 89, 91 e 92, alcuni parlamentari interroganti hanno chiesto: “l’apertura di una fattiva dialettica tra Governo e Parlamento con il confronto sui decreti attuativi” (sen. Pegorer, PD); “a che punto è il processo di revisione degli organici” (sen. Piccinelli, PDL). Altri componenti della Commissione hanno invece posto altre questioni riguardanti il piano di dismissioni dei beni della Difesa (sen. Di Biagio, SCpI) mentre altri infine hanno posto questioni relative al solo personale militare: “alloggi di servizio”,“riallineamento delle carriere del personale appartenente al ruolo dei marescialli” e ”previdenza complementare dei volontari in ferma prefissata” (sen. Battista, M5S).
Nella sua risposta, il Ministro Mauro ha innanzitutto comunicato che, nella stessa giornata, il provvedimento relativo al personale era all’esame della “Conferenza Unificata Stato-Regioni” (sul nostro sito pubblichiamo il relativo “parere”); ha poi comunicato che “dalle prossime settimane – è già stata data comunicazione alle Commissioni di merito di Camera e Senato – comincerà l’esame in sede parlamentare”.
E questa è davvero una notizia, atteso che la delega ha tempo un anno per essere esercitata e scade a metà gennaio, e dunque il tempo a disposizione non è davvero molto. Si è poi soffermato sulla riduzione degli organici militari e civili, che avranno due distinte fasi temporali, la prima entro il 31.12.2015 in attuazione dei tagli della spending review (L. 135/2012) e la seconda entro il 31.12.2024 ( L.244/2012).
In termini numerici, al 1 gen. 2016, gli organici militari dovranno ridursi a 174.900 unità (-5370), mentre quelli civili si attesteranno sulle 28.179 posizioni, con un saldo negativo di 2.069 unità. A tal proposito, segnaliamo la tabella riportata nell’allegato B del resoconto di riunione, forse là collocata impropriamente ma indubbiamente interessante, che contiene la dinamica di riduzione nel quadriennio 2012-2015. Ovviamente, l’auspicio di tutti è che questi tagli coincidano con i pensionamenti in soprannumero previsti dalla Legge 135/2012, i cui termini temporali sono stati prorogati al 31.12.2015 dal DL 31.08.2013, n. 101, ai fini della maturazione dei requisiti pre Fornero, atteso che dal 1 gennaio 2016 decorrerà il primo “piano di riassorbimento delle unità in eccedenza” previsto dall’art.12 del decreto attuativo c.d “ordinamentale”.
Interessante anche le risposte fornite dal Ministro in merito al piano di dimissioni degli immobili, operazione dalla quale la Difesa dovrebbe ricavare il 30% delle quote dei fondi d’investimento immobiliare cedute. E’ previsto “un bacino di oltre 1.500 beni prontamente dismissibili”, di cui n. 20 idonei a confluire in un fondo immobiliare, n. 390 che potrebbero essere oggetto di accordi con AA.PP. interessate e n. 1.146 non utilizzabili, che verranno conferiti gradualmente all’Agenzia del Demanio.
Sul nostro sito, pubblichiamo il resoconto parlamentare sul “question time” del Ministro Mauro.
A conclusione di questo Notiziario, in relazione all’imminente avvio da parte delle Commissioni Difesa di Camera e Senato dell’esame sui contenuti dei decreti attuativi della delega ex Legge 244/2012, comunichiamo di aver già inviato l’allegata richiesta di audizione ai due Presidenti e a tutti i componenti.
Come già anticipato nel nostro precedente Notiziario n. 101 del 14 u.s., la riunione di oggi con il Sottosegretario sen. Roberta Pinotti doveva servire, in base a quanto concordato nell’ultimo incontro di luglio, a riprendere e organizzare il confronto tra Sindacato e Amministrazione sulle principali questioni aperte, in ordine alle quali in quel Notiziario avevamo proposto una sintetica ricognizione. Ebbene, la riunione c’è stata, le OO.SS., ciascuna per la propria parte ma in modo sostanzialmente condiviso, hanno messo sul tavolo tutte quelle importanti questioni, ma l’approdo conclusivo della riunione è stato un general generico rinvio da parte del Sottosegretario a successivi e imprecisati (nei tempi e negli argomenti) confronti che, per quanto ci riguarda, non può certo soddisfarci. Ma andiamo con ordine.
Dopo una breve introduzione della sen. Pinotti, che ha confermato in premessa l’impegno del Ministro a riprendere il confronto con le OO.SS. sulle questioni ancora aperte legate ai decreti attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare, è iniziato il giro di tavolo con gli interventi di tutte le OO.SS. presenti. Nel suo intervento, FLP DIFESA ha riproposto le posizioni che avevamo già anticipato:
MOBILITA’: il confronto tecnico sulla mobilità interna, avviato a Persociv nell’autunno 2012, si era arenato su un nodo politico: i pareri, di fatto vincolanti, degli Organi Programmatori in merito alle istanze di mobilità interna. Occorre, abbiamo detto al Sottosegretario, riprendere il confronto tecnico, ma a partire dallo scioglimento di quel nodo tutto politico. E occorre riprendere subito il confronto, anche perché, alla luce di quanto previsto dai decreti attuativi, è necessario definire altre partite (mobilità regionale, attualizzazione della procedura di reimpiego) che oggi appaiono più urgenti.
LINEE GENERALI DI RIORGANIZZAIONE: era, dopo la mobilità, il secondo punto iscritto all’o.d.g. della riunione, ma di esse non abbiamo sentito alcuna specifica proposta da parte dell’Amministrazione. Nel suo intervento, la FLP ha ricordato le importanti ed apprezzate aperture del Vertice politico attuale in merito alla valorizzazione del personale civile (Sch. D.Lgs c.d. “ordinamentale”: “tendenziale attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile”, dirigente e non), che però dovranno essere codificate nel redigendo “Regolamento”. E per questo, FLP ha richiesto l’ avvio di un tavolo di confronto finalizzato a rendere concrete ed esigibili quelle importanti aperture del Ministro.
SCHEMI DECRETI ATTUATIVI DELLA DELEGA EX L.244: la nostra O.S. ha ricordato innanzitutto le positive risultanze dei confronti tra le Parti di luglio scorso; ha quindi segnalato, rispetto a quelle risultanze, le importanti conferme venute dagli schemi di provvedimento adottati dal Consiglio dei Ministri, ma ha anche indicato i punti di arretramento (la scomparsa dei vincoli relativi alle facoltà assunzionali della Difesa nei transiti dei militari in esubero nei ruoli civili; l’esclusione dei civili dall’ “esenzione” prevista invece per i militari; il soppresso riferimento alla contrattazione decentrata sui reimpieghi; etc.); infine, ha ricordato i punti irrisolti (uno su tutti: la previsione di mobilità interna su base regionale) e l’ancora non definita tabella di corrispondenza tra gradi militari e posizioni civili, che guiderà tutte e operazioni di transito dei militari nei ruoli civili della Difesa e in quelli delle altre PP.AA. Per questo, anche in relazione all’impegno assunto dal Vertice politico a luglio scorso di proseguire il confronto con le OO.SS. fino all’adozione definitiva dei provvedimenti da parte del CdM, ha chiesto la riapertura urgente del confronto con le OO.SS. allo scopo di ricercare, come a luglio, soluzioni condivise e migliorative dei testi attuali, da tutte le OO.SS. ritenute ancora non soddisfacenti.
PENSIONAMENTI IN SOPRANNUMERO EX LEGGE 135/2012: con riferimento alla ricognizione avviata da Persociv con la recente circolare n. 52028 (vds. Notiziario n. 97 del 9 set. u.s.), abbiamo rappresentato l’esigenza di disporre di dati aggiornati rispetto alle posizioni soprannumerarie e di poter discutere con l’Amministrazione sugli aspetti comunque connessi all’applicazione della circolare F.P. n. 3., ricordando la nostra formale richiesta di confronto inviata in data 5 agosto (anche altre OO.SS. hanno fatto analoga richiesta). In aggiunta, abbiamo richiamato l’attenzione del Sottosegretario sulla necessità di una urgente iniziativa di ordine politico-parlamentare finalizzata a sciogliere positivamente i nodi controversi del DL 101 legati alla imminente redazione (entro il 30 p.v.!) del piano di “previsione delle cessazioni dal servizio” , finalizzato alla verifica della riassorbibilità delle posizioni soprannumerarie e condizione necessaria anche ai fini della copertura dei posti vacanti nelle aree carenti attraverso l’ assunzione dei vincitori di concorsi pubblici. A tal proposito, abbiamo segnalato come il combinato disposto tra i pensionamenti in soprannumero e le eventuali mancate assunzioni potrebber creare, anche nel breve periodo, una situazione di estrema sofferenza negli Enti, in particolare in quelli dell’area industriale (Arsenali e Poli, in primis), rendendo peraltro inefficace l’estensione al 2019 della riserva del 60% di assunzioni per quelli Enti, prevista dai decreti attuativi.
A conclusione, con riferimento a interventi precedenti di altre OO.SS., abbiamo chiesto che gli Enti evitino di convocare le OO.SS. per la ridefinizione dei propri organici sulla base dei numeri complessivi fissati dalla Legge 148/2011, atteso che nel frattempo lo scenario è cambiato con l’ultimo taglio operato dalla L. 135/2012, rispetto al quale occorre effettuare quanto prima la ripartizione tra i diversi profili e la distribuzione tra gli OO.PP.; infine, abbiamo segnalato la necessità inderogabile di individuare una soluzione che consenta di corrispondere le indennità per prestazioni rese (turni/reperibilità) e per PPL in tempi più ristretti rispetto a quelli attuali determinati dalle nuove regole.
Queste i contenuti dell’intervento fatto in riunione dalla nostra O.S., che ha avuto un filo conduttore preciso: la richiesta, per le diverse questioni poste, molte delle quali hanno tempi di definizione estremamente ravvicinati, di un confronto urgente con l’Amministrazione.
Nulla di tutto questo, però. E’ infatti caduta nel vuoto la nostra richiesta di calendarizzazione immediata di incontri specifici, in particolare su decreti attuativi, pensionamenti, assunzioni e mobilità. Tutto è stato differito, come già detto in apertura, a successivi e imprecisati (nei tempi e negli argomenti) confronti che, per quanto ci riguarda, tradisce le nostre aspettative rispetto a questo incontro. Colpisce in particolare, rispetto al percorso di luglio, la mancata calendarizzazione di incontri sui decreti attuativi della delega. Alla luce della riunione odierna, non possiamo non chiederci se ci sia davvero l’intenzione e/o la possibilità di modificare i testi usciti dal CdM, frutto forse di difficili equilibri raggiunti anche nei confronti di MEF e FP, che proprio per questo potrebbe essere arduo intaccare.
Ora, dovremo attendere la/le convocazione/i da parte dell’Amministrazione, su quali tavoli (tecnici o politici) ancora non è dato sapere, che deciderà in proprio tempi e argomenti dei confronti con le OO.SS., anche sulle questioni che rivestono particolare urgenza e rilevanza. Non è lo stesso copione con cui si sono sviluppati i positivi confronti di luglio, tutt’altro! E allora, perché oggi è andata così?
L’impressione che abbiamo avuto, lo diciamo con estrema franchezza ai colleghi, è che la riunione odierna sia servita solo a smarcare un impegno precedentemente assunto dal Sottosegretario, a fronte però di un quadro di situazione completamente modificato rispetto a luglio, che offre allo stato poche certezze sul fronte della durata del Governo. E questo ha certo riflessi anche sulle cose di casa Difesa.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 91 del 19 agosto 2013 –
Il Ministro Mauro con il Presidente Letta
Con Notiziario n. 89 dell’8 agosto u.s., abbiamo dato notizia che, nel corso della riunione avvenuta in quella stessa giornata, il Consiglio dei Ministri (CdM) aveva dato il via libera ai due decreti legislativi (DD. LLgs.) che recano il riassetto in chiave riduttiva, strutturale e organizzativo, delle FF.AA. Nell’occasione, abbiamo anche fornito delle anticipazioni su alcune novità, di cui eravamo venuti a conoscenza, intervenute a seguito dell’esame del CdM, che sembrerebbero oggi tutte confermate.
Ebbene, nella mattinata di oggi abbiamo avuto occasione di prendere visione dei testi dei due schemi di decreto, che sono stati pubblicati dal sito “forzearmate.org” e dallo stesso presentati come quelli approvati dal CdM. Ovviamente, trattasi di testi ancora ufficiosi, che diventeranno ufficiali solo dopo la loro trasmissione da parte di Palazzo Chigi al ramo del Parlamento da cui prenderà il via l’esame delle Commissioni Difesa, che allo stato ci risulta non ancora avvenuta. Pur tuttavia, nelle more di una verifica più puntuale e approfondita che sarà possibile solo dopo lettura dei testi ufficiali, alcune prime considerazioni possiamo tentarle in merito alle novità emerse nei testi pubblicati da “forzearmate.org” , che pubblichiamo su questa pagina come allegati al presente Notiziario.
Schema D.Lgs. sugli assetti ordinamentali
Come da noi espressamente richiesto al Ministro (si veda il Notiziario n. 87 del 30.07.2013), la “tendenziale attribuzione” di funzioni e compiti amministrativi al personale civile, inizialmente prevista solo per uffici di livello dirigenziale generale e non generale, è stata riformulata estendendone la praticabilità anche a favore del “personale non dirigenziale”, e dunque a favore in primo luogo dei nostri funzionari. Consideriamo, questa, la novità politicamente più rilevante tra quelle emerse dopo l’esame di palazzo Chigi, che certo potrebbe segnare un punto di svolta importante nella battaglia che da anni il Sindacato porta avanti per ottenere il pieno riconoscimento del ruolo e delle funzioni del personale civile. E sarà veramente interessante osservare come gli SS.MM. declineranno questa previsione in sede di determinazione della struttura degli Uffici e dell’attribuzione degli incarichi.
Dobbiamo invece registrare in termini fortemente negativi l’espunzione del riferimento alla “contrattazione decentrata di amministrazione” in ordine alle procedure per il reimpiego del personale civile a seguito di provvedimenti di riordino delle FF.AA., per le quali si dovrà far riferimento solo al “vigente contratto collettivo nazionale del personale del comparto Ministeri” (quali sarebbero le norme da applicare?). Ovviamente, per quanto ci riguarda, riproporremo la questione in occasione del primo incontro con il Sottosegretario Pinotti già in calendario per il 17 settembre, e chiederemo che venga recuperato il testo originario o che si trovi comunque una soluzione alternativa, che faccia però salva l’esperienza pluridecennale della Difesa in materia di reimpieghi, dalla quale non è possibile prescindere sostituendola con un richiamo general-generico alle norme di primo livello.
Trovano invece conferma nel testo uscito dal CdM l’obbligo di informazione preventiva alle OO.SS. sui provvedimenti di riordino, quelli inseriti nel D. Lgs. e quelli riconducibili all’art. 10 c. 3 del COM, e l’ “Osservatorio” con le Rappresentanze del personale sullo stato di attuazione dei processi di riordino.
Schema D.Lgs. sul personale
Per quanto attiene il transito dei militari in esubero nei ruoli civili della Difesa, manca nel nuovo testo l’espresso riferimento all’ ”ambito delle facoltà assunzionali” della nostra Amministrazione e al limite del 20%, peraltro scomparso anche per il transito dei militari nelle altre AA.PP.. Tenuto conto della pregiudizialità con la quale la nostra O.S. ha sempre posto questa questione e delle ripetute assicurazioni che l’Amministrazione ci aveva fornito al riguardo, riteniamo del tutto inaccettabile questo arretramento, rispetto al quale chiederemo al Sottosegretario spiegazioni e motivazioni. Su questa questione, per noi ripetiamo pregiudiziale, non siamo disposti ad indietreggiare neanche di un centimetro, essendo convinti che i ruoli civili non possono diventare lo sfogatoio degli esuberi militari.
Cancellata anche l’estensione al personale civile della Difesa della possibilità di esenzione dal servizio (già “esonero” per noi) con retribuzione stipendiale dell’85%, che invece viene mantenuta in toto per il personale militare. Avevamo espresso nelle riunioni tecniche tutte le nostre perplessità su questa opzione, atteso che la legge delega nulla prevede al riguardo e che le norme sull’esonero erano state recentemente cancellate, ma l’Amministrazione si era dimostrata di diversa opinione, ritenendo la cosa praticabile, il che avrebbe certamente ridotto la forbice nei confronti del personale militare in ordine alla quantità di opzioni previste per due categorie di personale. Pare proprio che non sia andata così, e questo riporta l’orologio al punto di partenza, con tutti gli annessi e connessi. Immaginiamo la difesa d’ufficio dell’Amministrazione: mancava una espressa previsione della delega. Già. E allora il recupero di questa opzione non potrà che passare attraverso una previsione legislativa ad hoc, come chiedevamo
Introdotta invece positivamente una norma in materia di processi di mobilità che prevede che, “a partire dall’anno 2016”, le altre AA.PP. riservino al personale civile della Difesa in eccedenza “in misura non inferiore al 15%” delle loro complessive facoltà assunzionali.
Parrebbero infine confermate nel testo finale uscito dal CdM alcune richieste del Sindacato: la crescita dal 25 % al 100 della parte strutturale del FESI (il fondo dei militari) che andrà ad alimentare il nostro FUA in caso di transito di personale militare nei ruoli civili; la destinazione al FUA, ma dal 2020, in quota parte dal 2 al 5%, dei risparmi certificati che deriveranno dai processi di riordino delle FF.AA.; la destinazione, sempre in quota parte dal 2 al 5%, dei risparmi certificati per finanziare la formazione; la previsione di moduli formativi di base e di specializzazione per il personale civile di tutte le aree; l’elevazione da 48 a 60 mesi del periodo di permanenza in servizio del personale eccedente che maturi entro quel termine i requisiti per la pensione, opzione più favorevole di quella prevista dalla L. 135; l’ avvio di processi di internalizzazione di servizi e lavori per gli Enti della c.d. “area industriale” (Arsenali M.M. e Poli E in primis) i cui risparmi verranno destinati all’efficientamento degli Enti, con ricognizione annuale di servizi e lavori esternalizzati ed esame dei settori di spesa improduttiva; l’eliminazione di ogni riferimento alle “fasce retributive”, ma solo ad “area” e “profili professionali”; l’adozione, e non approvazione come prima previsto, previo esame con le OO.SS., da parte del Ministro del piano di assorbimento delle eccedenze; il rinvio a specifica relazione sindacale per tutta una serie di passaggi (della questione reimpieghi abbiamo già detto).
Rimangono inoltre irrisolte altre questioni da noi poste, e dalle quali dovrà ripartire il confronto con l’Amministrazione, tenuto conto delle assicurazioni fornite dal Vertice politico in merito alla emendabilità dei testi usciti dal CdM: la previsione del 50% di riserva dei posti nei concorsi civili per i volontari e la mobilità interna su base regionale (vogliamo sia prevista solo “a domanda” e con modalità da ridefinire attraverso un apposito tavolo, e dunque ne riparleremo nell’incontro del 17 p.v.).
Infine, resta ancora da definire la struttura della “tabella di equiparazione”, su cui c’è stata una proposta unitaria del tavolo sindacale che prevede il transito secco di tutti i SU in area 2^ e degli U in area 3^, e rimane ancora senza risposta la nostra proposta, avanzata nel corso dell’incontro con il Ministro del 18 u.s. (Notiziario n. 84 di pari data) per l’inserimento nel provvedimento legislativo allo studio per la riforma della legge Fornero, di una norma ad hoc che consenta, almeno da qui al 2018, il recupero delle modalità di maggior favore per l’accesso al trattamento pensionistico ex L. 135/2012.
Luci ed ombre, come si vede, rispetto agli approdi conclusivi dei tavoli di confronto di luglio con le OO.SS., forse più ombre che luci. Attendiamo di conoscere i testi ufficiali approvati dal CdM, che peraltro abbiamo formalmente richiesto all’A.D. a premessa della ripresa del confronto con il Sottosegretario Pinotti in agenda a settembre, che già si annuncia come un mese particolarmente caldo.
Nel corso della riunione odierna, il Consiglio dei Ministri, ha dato il via libera ai due decreti legislativi (DD.LLgs.) che recano il riassetto in chiave riduttiva, strutturale e organizzativo, delle FF.AA. Gli schemi di decreti legislativi varati dal CDM sono, come noto, due: il primo, relativo alle riduzione degli organici civili e militari; il secondo, recante le disposizioni sulle riduzioni delle FF.AA.
I colleghi conoscono bene il percorso di questi due provvedimenti, un percorso fortemente segnato dalle norme contenute nella legge delega n. 244/2012 voluta dall’ex Ministro Di Paola, che FLP DIFESA, allora, da subito e da sola, purtroppo, ha contrastato, sensibilizzando e mobilitando la categoria con una serie di iniziative, prima delle quali la straordinaria manifestazione nazionale del 6 luglio 2012. Il rifiuto di ogni confronto di merito da parte dell’amm. Di Paola e la mancanza, allora, di una efficace azione di contrasto da parte di tutto il Sindacato, ne hanno condizionato in negativo l’intero processo di formazione, e alla fine la legge è stata approvata con un carico molto penalizzante per il personale civile.
A fronte di questo quadro a tinte originariamente fosche, dobbiamo dare atto al Ministro Mauro, e lo facciamo ancora una volta senza i giri di valzer cui abbiamo assistito in queste settimane, di aver aperto un efficace canale di confronto con le Parti sociali, pur potendosi nascondere dietro il (facile) dito di una legge delega già scritta e vincolante. E’ nato da questa apertura l’intenso confronto sui tavoli tecnici (23,24 e 25 luglio), cui hanno poi fatto seguito gli incontri con il Sottosegretario Pinotti (29 luglio) e con il Ministro (30 luglio), sui cui contenuti abbiamo abbondantemente riferito nel nostro Notiziario n. 87. Un confronto approdato, alla fine, a due notevoli risultati: in primo luogo, alcune significative modifiche, nella direzione da noi auspicata, introdotte nei testi dei provvedimenti; in secondo luogo, la presa d’atto da parte del Ministro che esiste da tempo immemore una “questione civile” all’interno del Ministero Difesa, che va affrontata una volta per tutte con strumenti adeguati che riconoscano finalmente il ruolo e le funzioni del personale civile e ne demarchino le competenze nel rapporto con il personale militare.
Questa, per noi, è la madre di tutte le riforme, e dobbiamo dare atto al Ministro Mauro di avere compreso appieno il problema(vds. i Notiziario nn. 84 e 87 sui due incontri con il sen. Mauro) e di averne coerentemente dato subito seguito, come si evince da un passaggio dell’allegato comunicato stampa di Palazzo Chigi che riportiamo integralmente: “per tutto il Governo è comune e stringente l’impegno nel procedere, con altrettanta tempestività, a dare corso ad una completa revisione dei ruoli ed al riordino delle carriere di tutto il comparto difesa e sicurezza, tale da soddisfare le legittime aspettative del personale civile e militare, avviando, sin da subito, le attività di elaborazione di un apposito disegno di legge”. Davvero musica per le nostre orecchie, che su questi contenuti, come è noto a tutti, avevamo impostato la nostra battaglia contro le scelte del disegno di legge delega proposto da Di Paola: se allora il Sindacato fosse stato unito e compatto su queste linee, forza la delega avrebbe avuto tutt’altra storia!
Attendiamo ora di conoscere i testi usciti dal Consiglio dei Ministri per esprimere una nostra compiuta valutazione: da notizie in nostro possesso, il grosso delle modifiche introdotte dopo il confronto con le OO.SS. dovrebbe comunque essere passato, e in particolare quelle relative alle relazioni sindacali nei diversi passaggi e alla destinazione di quota parte dei risparmi a FUA e formazione; cassata invece, pare, la norma sull’ estensione ai civili dell’esenzione dal servizio, sulla quale, lo avevamo detto nelle riunioni tecniche, non ci facevamo molte illusioni; infine, la novità, pare, di una riserva di posti per il personale civile della Difesa (dal 2020?) nei processi di mobilità verso le altre Amministrazioni Pubbliche.
I due schemi oggi approvati, andranno ora al vaglio delle Commissioni Difesa di Camera e Senato.
I sen. Mauro e Pinotti nell’incontro del 18 luglio con le OO.SS.
Secondo incontro, oggi pomeriggio, con il Ministro della Difesa sen. Mario Mauro sui contenuti degli schemi di decreti attuativi della delega per il riordino dello strumento militare, incontro unitariamente richiesto dalle OO.SS. a fine riunione di ieri 29 luglio con il Sottosegretario delegato sen. Roberta Pinotti, a sua volta collocata a conclusione dei tavoli tecnici che si sono tenuti nella scorsa settimana. Dobbiamo quindi informare i colleghi su tutti i diversi passaggi di questa intensa settimana di confronti, e cercheremmo di farlo procedendo con ordine e, come nostra abitudine, in modo dettagliato.
Come si ricorderà, in data 3 u.s. (vds. Notiziario n. 77 di pari data) è stata consegnata alle OO.SS. nazionali la prima bozza degli articolati, con relativi allegati, dei due schemi di decreti legislativi (il primo sulla parte ordinamentale; il secondo sul personale civile e militare) attuativi della legge delega 31.12.2012, n. 244. A seguire, in data 15 luglio, la nostra O.S. presentò un proprio articolato documento recante, da una parte le nostre ben note posizioni critiche sulla legge delega, e dall’altra una serie di osservazioni e proposte modificative dei testi dei due decreti attuativi messi a punto dall’Ufficio Legislativo (il documento da noi elaborato è pubblicato sul nostro sito come allegato al Notiziario n. 82 del 15 u.s.). In data 18 luglio il Ministro ha incontrato le OO.SS. nazionali. In quella sede, illustrammo al sen. Mauro le nostre osservazioni e proposte di modifica, indicando da subito i limiti oggettivi derivanti dai paletti della delega (che aveva visto il Sindacato escluso da ogni confronto di merito sui contenuti della stessa) sui quali sarebbe stata comunque necessaria operare una riflessione, chiedendo al contempo di avviare tavoli tecnici di confronto per verificare la praticabilità di alcune modifiche finalizzate a ridurre la sproporzione esistente, enorme ed inaccettabile, delle opzioni diversamente offerte ai militari e ai civili a fronte dei tagli di posizioni organiche. In quella circostanza, il Ministro dichiarò la propria disponibilità al coinvolgimento delle OO.SS. anche in fase di costruzione dei provvedimenti legislativi (proprio quello che era mancato con Di Paola), una novità di non poco conto che apprezzammo molto. E, da questa apertura, sono nati i confronti tecnici della scorsa settimana (23, 24 e 25 luglio), ancorché all’interno di ambiti temporali molto ristretti dettati dalla tempistica indicata dal Ministro.
La intensa “tre giorni” di tavoli tecnici con l’Amministrazione ha indiscutibilmente portato ad alcuni buoni risultati, ancorchè ancora tutti da consolidare, che non possono essere in alcun modo sottovalutati. Risultati tutti dovuti alla capacità delle OO.SS., ed in modo sostanzialmente condiviso, di interloquire credibilmente con l’Amministrazione, che ne ha riconosciuto la fondatezza delle osservazioni e la sostenibilità delle proposte di integrazione e modifica, pur a fronte di quella delega e dei paletti e criteri da essa fissati. E, in apertura della riunione di ieri 29 luglio con il Sottosegretario Pinotti, sono finalmente arrivate le risposte dall’A.D., che il Capo Ufficio Legislativo ha così sintetizzato:
Schema D.Lgs. sul personale
i transiti dei militari in esubero nei ruoli civili potranno avvenire solo a domanda e nel rispetto degli organici e dei vincoli assunzionali (questione per noi pregiudiziale) e nel limite max del 20% annuo;
estensione al personale civile della Difesa della possibilità di esenzione dal servizio (ex esonero per noi) per come prevista per il personale militare, con retribuzione stipendiale dell’85% (era il 50%);
crescita dal 25 % al 100 della parte strutturale del FESI (il fondo dei militari) che andrà ad alimentare il nostro FUA in caso di transito di personale militare nei ruoli civili;
destinazione al FUA Difesa, in quota parte dal 2 al 5%, dei risparmi certificati che deriveranno dai processi di riordino delle FF.AA.;
destinazione, sempre in quota parte dal 2 al 5%, dei risparmi certificati per finanziare la formazione e ammissione dei civili ai corsi svolti negli Istituti militari in misura non inferiore al 20% ;
moduli formativi di base e di specializzazione per il personale civile di tutte le aree;
elevazione da 48 a 60 mesi del periodo di permanenza in servizio del personale eccedente che maturi entro quel termine i requisiti per la pensione, opzione più favorevole di quella prevista dalla L. 135;
avvio di processi di internalizzazione di servizi e lavori per gli Enti della c.d. “area industriale” (Arsenali M.M. e Poli E in primis) i cui risparmi verranno destinati all’efficientamento degli Enti, con ricognizione annuale di servizi e lavori esternalizzati ed esame dei settori di spesa improduttivi;
eliminazione di ogni riferimento alle “fasce retributive”, ma solo ad area e profili professionali;
adozione, e non approvazione, previo esame con le OO.SS., del piano di assorbimento delle eccedenze
rinvio a specifica relazione sindacale per tutta una serie di partite e di passaggi.
Schema D.Lgs. sugli assetti ordinamentali
obbligo di informazione preventiva alle OO.SS. sui provvedimenti di riordino, quelli inseriti nel D. Lgs. e quelli riconducibili all’art. 10 c. 3 del COM, e applicazione delle procedure contrattuali sui reimpieghi;
“Osservatorio” con le Rappresentanze del personale sullo stato di attuazione dei processi di riordino;
Acquisizione del parere delle OO.SS. ai fini dell’adozione del Regolamento di ripartizione di compiti e funzioni del Ministero Difesa, con “tendenziale attribuzione” di funzioni e compiti amministrativi a Uffici dirigenziali retti da Dirigenti civili
Queste, in estrema sintesi, le proposte sindacali che il Capo Ufficio legislativo ha dichiarato essere state recepite. Trattasi di modifiche/integrazioni importanti, apportate all’interno dei due testi e nei termini da noi richiesti, e di questo diamo atto all’Amministrazione. Tuttavia, restano ancora dei problemi.
Innanzitutto, ci sono delle richieste del Sindacato rimaste tuttora irrisolte, e per noi comunque importanti: l’estensione della “tendenziale attribuzione” di funzioni e compiti amministrativi anche a Uffici non dirigenziali retti da funzionari civili; la questione della “tabella di equiparazione”, rispetto alla quale non è stata fornita alcuna risposta rispetto alla proposta unitaria del tavolo sindacale di prevedere il transito secco di tutti i SU in area 2^ e degli U in area 3^; inevasa anche la proposta, avanzata nel corso dell’incontro con il Ministro del 18 u.s. (Notiziario n. 84 di pari data) per l’inserimento, nel provvedimento legislativo allo studio per la riforma della legge Fornero, di una norma ad hoc che consenta, almeno da qui al 2018, il recupero delle modalità di maggior favore per l’accesso al trattamento pensionistico ex L. 135/2012; la questione del 50% di riserva dei posti nei concorsi civili per il personale militare volontario; la mobilità interna anche su base regionale (avevamo chiesto fosse prevista solo “a domanda” e con modalità da ridefinire attraverso un apposito tavolo); ed altre di minor portata. Non potevamo accettare che queste questioni rimanessero irrisolte, e pertanto era necessario che il confronto tra le Parti proseguisse. Per questo, tutte le OO.SS. hanno rappresentato la necessità del rinvio a settembre della presentazione in Consiglio dei Ministri dei provvedimenti e, per questo motivo, tutte le sigle presenti hanno avanzato una richiesta di incontro urgente con il sen. Mauro, che si è tenuta oggi pomeriggio, e sui cui contenuti e risultanze conclusive proviamo ora a fornire una sintesi.
Dopo la breve introduzione del Sottosegretario Pinotti, che ha sintetizzato le risultanze dei tavoli tecnici e le richieste sindacali, è iniziato il consueto giro di tavolo della Parti sociali che ancora una volta, pur con diverse sottolineature, hanno evidenziato posizioni sostanzialmente unitarie e condivise.
FLP DIFESA ha innanzitutto riconosciuto il buon lavoro fatto dai tavoli tecnici, che ha portato alle modifiche/integrazioni sopra ricordate; ha però anche segnalato le questioni irrisolte sopra indicate, sulle quali occorrerà comunque riprendere la discussione e trovare auspicabilmente punti d’incontro.
Ha quindi segnalato al Ministro che restavano comunque altri nodi sul tappeto, e di spessore questa volta tutto politico. Ne abbiamo già parlato diffusamente nei nostri precedenti Notiziari, e vi abbiamo dedicato tutta la prima parte del “Documento” recante le osservazioni e proposte di FLP DIFESA inviato in data 15 u.s. al Gabinetto (vds. Notiziario n. 82 di pari data). I problemi di fondo, abbiamo detto al sen. Mauro, restano due, l’uno intrecciato all’altro: in primo luogo, l’enorme differenziazione tuttora esistente, in termini normativi e retributivi, tra personale militare e civile, che la delega avrebbe potuto e dovuto ridurre, e che viceversa non ha fatto; in secondo luogo, il mancante riconoscimento di ruolo e funzioni del personale civile, che, ove fossero state affermate, avrebbero potuto avviare quel processo di “civilizzazione” del Dicastero, che rappresenta la grande incompiuta della ristrutturazione Andreatta di metà anni ’90. Su questi nodi, la delega non ha fornito le risposte che attendevamo, e che continuiamo comunque ad attendere. Per questo, abbiamo chiesto al Ministro che, alle aperture in sede tecnica che abbiamo apprezzato, si affianchino impegni politici seri affinché, in tempi rapidi, queste due questioni vengano affrontate e avviate a soluzione allo scopo di aprire orizzonti nuovi all’impiego dei civili. Questo, a nostro avviso, potrebbe avvenire attraverso il riconoscimento di una qualche “specificità” della nostra categoria, o anche per altra strada, per noi non fa molta differenza, l’importante è che la forbice tra militari e civili si riduca e che il processo di civilizzazione cominci a marciare finalmente nella Difesa. Infine abbiamo ricordato al Ministro due ultime questioni. La prima: occorre affrontare, una volta per tutte, il problemi degli sprechi che ancora si annidano nella nostra Amministrazione e dei privilegi che appaiono ancora tanti, e a tal riguardo abbiamo ricordato l’ “ausiliaria” che costerà nel 2013 ben 430,6 milioni di euro, con un incremento rispetto al 2012 di 74,6 milioni pari al 21% (intervento del relatore sul Documento programmatico pluriennale 2013-2015 – Commissione Difesa della Camera del 24 luglio u.s.). In secondo luogo, in relazione alle voci che circolano su una possibile, seconda spending review in arrivo, abbiamo segnalato l’insostenibilità per la Difesa di ulteriori tagli di risorse e di posizioni organiche, che metterebbero certamente in grandissima sofferenza la nostra Amministrazione, e forse anche in modo irreparabile. Con la L.244, la Difesa ha avviato una operazione profonda e pluriennale di riduzione di spesa, e per questo deve restare fuori da ulteriori tagli, che rischierebbero di mandarla in default.
Nel suo intervento, il Ministro ha innanzitutto confermato che l’esame dei provvedimenti da parte del Consiglio dei Ministri è in agenda per il 2 agosto p.v., appuntamento a suo giudizio non rinviabile in considerazione dei tempi fissati dalla delega per il varo dei provvedimenti attuativi. Ha però confermato piena disponibilità e impegno, innanzitutto a difendere tutti gli approdi dei tavoli tecnici nelle verifiche tecniche preliminari all’esame degli “schemi” da parte del Consiglio dei Ministri; in secondo luogo, alla prosecuzione del confronto con le OO.SS. per approfondire tutte le questioni rimaste ancora irrisolte, al fine di trovare punti di convergenza che poi verrebbero recepiti in seno ai decreti che il Consiglio dei M. adotterà in via definitiva dopo l’espressione dei pareri da parte delle due Commissioni Difesa.
In merito alle questioni più squisitamente politiche da noi poste (riconoscimento pieno del ruolo e delle funzioni del personale civile e impegni concreti per ridurre la forbice, retributiva e normativa, tra personale militare e civile), il Ministro si è detto disponibile ad aprire un tavolo politico di confronto per la riforma della Difesa, “che individui le specificità e per chi”, nel cui contesto sarebbe possibile rivedere ruolo e funzioni del personale civile. Un’apertura davvero importante, che segue peraltro a quella del primo incontro, e potrebbe aprire scenari nuovi e prospettive interessanti per la categoria. Il Ministro ha però segnalato la difficoltà nel far “digerire” tutti i contenuti dei decreti alle altre AA.PP., che dovrebbero, a suo giudizio, aiutare questa grande operazione di riassetto in chiave riduttiva delle FF.AA., per esempio accettando nei propri ruoli il personale militare in esubero. Ove così fosse, ha detto il Ministro, sarebbe certo più facile procedere nella direzione di quella “civilizzazione “ tanto invocata.
Queste le risultanze degli incontri tecnici e di quelli politici, il primo con l’on Pinotti di ieri e quello conclusivo di oggi con il Ministro. Un giudizio complessivamente positivo il nostro, ma ovviamente subordinato: innanzitutto alla conferma, in sede di preesame dei provvedimenti prima dell’approdo in Consiglio dei Ministri, di quanto convenuto nei tavoli tecnici e alla successiva adozione da parte del CdM; in secondo luogo, all’effettivo prosieguo del confronto con le OO.SS. per trovare soluzioni rispetto alle questioni irrisolte; infine, all’apertura di un tavolo politico finalizzato a disegnare una nuova Difesa, nella quale il personale civile possa finalmente trovare quello spazio e quei riconoscimenti mai avuti nel passato.
(Giancarlo Pittelli)
In allegato, le ultime stesure dei testi dei decreti attuavi con le modifiche intervenute a seguito dei confronti tecnici con le OO.SS.:
Il tavolo con il Ministro e le delegazioni sindacali
Il Ministro della Difesa sen. M. Mauro ha incontrato nella mattinata di oggi le OO.SS. della Difesa e discusso con loro dei provvedimenti attuativi della legge 31.12.2012, n. 244 recante delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale. Si è trattato, lo diciamo subito, di un incontro per noi molto confortante e positivo, rispetto al quale, proprio in considerazione della sua estrema importanza, desideriamo dare con questo Notiziario, molto più lungo del solito, esaurienti informazioni al riguardo.
Nel suo breve intervento introduttivo, il Ministro ha innanzitutto confermato piena disponibilità al confronto con le OO.SS. sui contenuti dei provvedimenti attuativi, anche attraverso l’apertura di specifici tavoli tecnici, preannunciando comunque la sua intenzione di sottoporre entro questo mese all’esame del Consiglio dei Ministri gli schemi dei decreti legislativi ai fini della loro adozione. Ha quindi dato la parola ai rappresentanti sindacali, dichiarandosi interessato a conoscerne le relative posizioni.
Nel suo intervento, la FLP DIFESA ha innanzitutto ringraziato il Ministro per aver voluto coinvolgere il Sindacato già in fase di costruzione dei decreti, riconoscendone così indirettamente il ruolo di interlocutore importante, un ruolo, questo, di fatto negato dai predecessori La Russa e Di Paola. La nostra O.S. ha ritenuto di cogliere questa opportunità, ribadita e sollecitata nel corso dell’incontro del 3 u.s. dal Sottosegretario Pinotti presente alla riunione odierna, e ha elaborato un proprio documento articolato in due parti, la prima che ripropone la nostra analisi critica e il nostro giudizio sui contenuti della legge delega e la seconda che reca le nostre osservazioni e proposte in merito ai contenuti delle bozze predisposte dall’Ufficio legislativo, che abbiamo, nei suoi punti essenziali, illustrato al Ministro.
Siamo partiti innanzitutto da un paio di importanti considerazioni di carattere generale. La prima ha riguardato i tagli di personale e la sproporzione abissale esistente tra personale civile e personale militare in merito alle diverse opzioni connesse alla riduzione graduale delle dotazioni organiche: al personale militare viene offerto un ventaglio notevole di possibilità, anche molto interessanti; a noi, in raffronto, quasi nulla, e con la triste prospettiva della “disponibilità” (cassa integrazione degli statali). Ebbene, questa macroscopica sproporzione nasce da un sistema di regole diverse, presenti nell’ordinamento e non modificate dalla legge delega come pure noi avevamo richiesto, che producono questo stato di fatto. Un diverso sistema di regole che, per i militari fa riferimento alla “specificità” sanzionata dall’art. 19 della Legge 183/2010 che costituisce una breccia per far passare ogni norma, mentre a noi tutto (o quasi) è vietato in virtù di un ordinamento generale che ci ingabbia. Se questa è la situazione, ha proseguito la nostra O.S., è di tutta evidenza che una riflessione andrà operata a tal riguardo: noi pensiamo che sia stato giusto riconoscere la specificità del ruolo del personale militare; al tempo stesso, però, pensiamo che il ruolo del personale civile abbia anch’esso una propria specificità che vada riconosciuta. Fin tanto che questo nodo non verrà affrontato, i risultati non potranno che essere questi. Seconda considerazione generale: FLP DIFESA ha sempre pensato e detto che la riforma dovesse fornire un’opportunità forse irripetibile per ripensare il ruolo e la funzione della componente civile, traguardando quella “civilizzazione” che è stata l’obiettivo mancato della riforma del compianto Ministro Andreatta, e questa anche in chiave di spending review (a parità d’impiego, il costo del lavoro civile è meno della metà di quello militare). Invece, così purtroppo non è stato, Di Paola aveva ben altri obiettivi, e, nella fase di costruzione della delega, molta parte del Sindacato è stata a guardare. Ebbene, a nostro avviso, pur attraverso le rigide strettoie determinate dalla legge delega 244/2012, noi pensiamo che alcune scelte nella direzione di una maggiore civilizzazione siano comunque possibili, ed è questa la filosofia ispiratrice del documento presentato da FLP DIFESA. E, dopo queste due premesse, siamo passati ad illustrare al Ministro le nostre più importanti osservazioni e proposte.
* SCHEMA DI D. LGS. RELATIVO ALLA RIDUZIONE DEGLI ORGANICI CIVILI
Transiti nei ruoli civili: l’art. 3, comma 2, let. a), della Legge 244 prevede che la riduzione delle dotazioni organiche civili sia ispirata al principio della “elevazione qualitativa delle professionalità”. Ebbene, se così è, appare evidente che per rispettare questo principio occorra primariamente non inflazionare i ruoli civili, come accadrebbe giocoforza nel caso di massicci transiti del personale militare, che costituisce una delle opzioni, la più praticabile, tra quelle messe in campo dalla legge delega. Occorre allora mettere dei vincoli precisi per quel transito: rispetto delle dotazioni organiche e dei vincoli assunzionali vigenti. E’ stata la nostra prima richiesta (inascoltata) a Di Paola, e purtroppo in perfetta solitudine. Oggi abbiamo sentito posizioni analoghe da parte di altre sigle.
Gestione eccedenze civili: come appare in tutta evidenza, questa operazione ha valenza politica più che tecnica, e per questo abbiamo proposto la rimodulazione dell’art. 2259-quater al fine di dare spessore al profilo politico delle scelte e alle relazioni sindacali (esame e accordo tra le Parti): abbiamo anche chiesto che gli elenchi vengano fatti con riferimento solo ad area e profilo (e non anche alla fascia retrib.). Per quanto attiene i pensionamenti, abbiamo proposto che venga inserita nel provvedimento legislativo allo studio di riforme della legge Fornero una norma ad hoc che consenta, almeno da qui al 2018, il recupero delle modalità di maggior favore di cui alla L. 135/2012.
Formazione: se l’obiettivo è elevare la qualità professionale dei civili, la formazione ne diventa lostrumento decisivo. Abbiamo pertanto chiesto innanzitutto più risorse, e per questo, con riferimento all’art. 4, comma 1, let c) della delega, abbiamo proposto che quota parte dei risparmi certificati derivanti dalla riduzione delle FF.AA. sia destinata a fare formazione, e di qualità. In secondo luogo, atteso anche le limitazioni imposte dal DPR 70/2013, abbiamo segnalato la necessità che i piani straordinari annuali d prevedano anche moduli formativi per i lavoratori di area 2^ e 1^.
Fondo di produttività: tenuto conto della crescente riduzione della dotazione del FUA a causadelle norme introdotte da Tremonti, e in considerazione della necessità di procedere già nel 2014 ad una nuova tornata di passaggi interni, abbiamo chiesto, sempre in base all’art. 4, comma 1, let c) della delega, che nel decreto legislativo venga inserita una espressa norma che destini annualmente al FUA quota parte dei risparmi certificati dell’anno precedente derivanti dai riordini delle FF.AA..
Area industriale: nel condividere l’estensione al 2019 della riserva del 60% delle nuove assunzioni, abbiamo segnalato al Ministro la situazione di estrema criticità degli Stabilimenti di lavoro, Arsenali MM e Poli in primis, e abbiamo sollecitato un suo intervento urgente sulla F.P., per ottenere l’autorizzazione richiesta da Persociv per l’assunzione di 208 vincitori di concorsi che fornirebbe un po’ di ossigeno. In aggiunta, per il riefficientamento di quegli Enti, abbiamo segnalato la necessità di un piano straordinario di assunzioni, attingendo in primis agli idonei dei concorsi già espletati.
* SCHEMA DI D. LGS. RELATIVO AGLI ASSETTI ORDINAMENTALI
Segretariato: nel segno delle scelte della L. 25 sui Vertici, abbiamo espresso la nostra contrarietà al suo depotenziamento, reso evidente dalle bozze, a tutto vantaggio di SMD, e abbiamo chiesto un passo indietro rispetto alle novità che si intende introdurre agli artt. art. 15 e 41 Codice Ordinamento Mil.
Organi consultivi: abbiamo proposto la costituzione di un “Osservatorio” a composizione mista paritetica A.D.-OO.SS., con il compito di seguire e monitorare tutte le fasi del processo di riordino.
Reimpieghi: abbiamo richiesto che, ai fini della ricollocazione del personale, il Decreto attuativo faccia espresso riferimento alla procedura di cui al CCNI 2000, anche rivisitata attraverso specifico accordo
A conclusione del nostro intervento, evidenziata la complessità delle questioni, abbiamo chiesto al Ministro tavoli tecnici di approfondimento a carattere tematico, e conseguentemente un differimento dell’invio dei provvedimenti a Palazzo Chigi a dopo agosto, tenuto anche conto che l’assegnazione alla Commissione parlamentare prima dell’interruzione estiva comporterebbe di fatto una contrazione notevole dei tempi a sua disposizione per l’esame dei provvedimenti e il relativo parere (60 giorni).
Dobbiamo dire che, ancora una volta, abbiamo ascoltato posizioni non dissimili da parte delle altre sigle, che lasciano intendere che una piattaforma unitaria potrebbe tranquillamente essere costruita, e gestita unitariamente nel rapporto con l’Amministrazione. Perché continuiamo a farci del male sul fronte sindacale, mantenendo assurde, irreali e controproducenti divisioni, peraltro senza fondamento alcuno? Quanto più forte e sostenibile sarebbe la nostra battaglia se la conducessimo tutti insieme!
E’ seguita la replica del Ministro Mauro, e francamente è stata questa la parte che ci ha più piacevolmente sorpresi. Il sen. Mauro ha esordito sottolineando che il riordino delle FF.AA. è una condizione imposta dalla situazione di forte sofferenza del bilancio della Difesa (ridotto del 19% dal 2003 a oggi), e che pertanto non ha le caratteristiche proprie di una riforma, per come erroneamente e sistematicamente viene connotata dai media, spesso ammantati, a suo giudizio, di una certa cultura preconcetta nei confronti di tutto ciò che comunque ruota intorno alla Difesa e alle sue scelte.
Ha quindi confermato la sua intenzione di portare in Consiglio dei Ministri i due provvedimenti indicativamente per fine luglio, allo scopo di assicurare tempi sufficienti per traguardare l’obbligo imposto dalla delega (i decreti debbono vedere la luce entro 12 mesi dalla data di pubblicazione in G.U della legge, avvenuta – lo ricordiamo – il 16 gennaio 2013). Il sen. Mauro ha però al tempo stesso precisato che l’accelerazione dell’iter relativo ai provvedimenti non comporterà in alcun modo una compressione nel confronto che potrà dispiegarsi attraverso tavoli tecnici per temi, con l’impegno del Ministro che gli approdi dei tavoli vengano poi recepiti nei testi dei decreti delegati adottati in via definitiva dal Consiglio dei Ministri. E, a tal proposito, ha dato il via alla costituzione di cinque tavoli tecnici: strumenti normativi (leggasi parte generale);formazione; tabella di corrispondenza gradi militari-posizioni d’inquadramento civile; mobilità e reimpieghi; destinazione dei risparmi al FUA.
Rispondendo poi a due delle questioni da noi poste, ha innanzitutto convenuto sui limiti attuali di scrittura dei decreti attuativi in considerazione dei vigenti vincoli normativi, che fanno capo da una parte alla specificità del ruolo dei militari e dall’altra all’ordinamento generale, non modificato dalla legge delega (e doveva essere quella l’occasione per avviare un minimo di riequilibrio tra le due categorie). Nel condividere la premessa del nostro ragionamento (se esiste una specificità del ruolo militare, una qualche specificità andrebbe riconosciuta anche a chi, i lavoratori civili, lavorano a fianco dei militari e nelle stesse sedi di lavoro), ha dato la propria disponibilità ad approfondire il “problema specificità” al fine di trovare soluzioni adeguate e praticabili, che naturalmente non potranno che trovare posto in provvedimenti legislativi successivi. Un’apertura davvero notevole, e che apre prospettive interessanti.
Infine, rispondendo all’altra questione da noi posta in merito al palese ridimensionamento del Segretario Generale a tutto vantaggio del Capo di Stato Maggiore Difesa, ha comunicato di aver già dato precise indicazioni all’Ufficio legislativo per la modifica del testo degli artt. 15, 33 e 41 presente nelle prime bozze (quelle a noi consegnate) del D. Lgs. sugli assetti ordinamentali , che ricondurranno ad unità le attribuzioni del Ministero della Difesa rinviando ad un successivo Regolamento da adottare la ripartizione delle competenze. Dovremo ricevere a breve la nuova stesura degli articoli di cui sopra, che, immaginiamo, dovrebbero recuperare in pieno il ruolo del Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti, le cui caratteristiche sono state ben illustrate dal gen. Claudio Debertolis nel corso della sua audizione presso le Commissioni difesa di Camera e Senato del 16 luglio u.s., il cui intervento troverete pubblicato sul nostro sito. Troverete anche pubblicata sulla stessa pagina di questo Notiziario, le deleghe attribuite dal Ministro Mauro ai due Sottosegretari (G.U. n. 158 dell’ 8 u.s.).
Conclusivamente, un incontro davvero positivo quello di oggi con il Ministro Mauro, che ha manifestato grande apertura e volontà di coinvolgimento del Sindacato, restituito finalmente al ruolo che gli è proprio, quello di interlocutore importante dell’A.D. . Quanto lontani appaiono i tempi del fratello La Russa e dell’ammiraglio Di Paola! Speriamo solo che lungo questa strada si proceda senza ripensamenti.
Foto 1: le delegazioni sindacali presenti all’incontro Foto 2: Il Ministro e, a fianco, il Sottosegretario
Notiziario n. 82 del 15 luglio 2013 –
Il Ministro M. Mauro e il Sottosegretario R. Pinotti
Giovedi mattina, 18 luglio p.v., il Ministro della Difesa prof. M. Mauro incontrerà le OO.SS. della Difesa. Sarà, questa, la prima vera occasione di confronto con il nuovo Ministro, atteso che l’incontro precedente del 10 giugno u.s. ebbe un carattere molto particolare, essendosi tenuto solo qualche ora prima dal funerale del cap. Giuseppe Larosa, tragicamente scomparso due giorni prima in Afghanistan.
Al centro dell’incontro con il Ministro, ci saranno gli schemi di decreti attuativi della legge delega sulla riduzione dello strumento militare (L. 244/2012), le cui bozze, predisposte dall’Ufficio Legislativo, ci sono state consegnate nel corso dell’incontro con il Sottosegretario delegato del 3 luglio u.s. (si veda il Notiziario n. 77 di pari data che reca in allegato tutti i documenti ricevuti), riunione nella quale, come si ricorderà, la stessa on. Pinotti sollecitò le OO.SS. a produrre eventuali osservazioni e a fornire contributi in merito ai contenuti delle bozze. Ed è esattamente quello che abbiamo fatto.
Nei giorni successivi alla riunione con il Sottosegretario, abbiamo letto con estrema attenzione tutti i documenti che ci sono stati consegnati, e in particolare i due schemi di decreti legislativi relativi, il primo agli assetti ordinamentali e il secondo al personale, militare e civile. Ebbene, diciamo subito che, nel complesso, sotto il profilo dei contenuti, l’impressione che ne abbiamo tratto non è sicuramente positiva. Siamo certamente soddisfatti del fatto che, finalmente, le OO.SS. vengano chiamate a pronunciarsi sulla bozza di un testo, e dunque a monte della presentazione dei provvedimenti (un’autentica rivoluzione rispetto a La Russa e Di Paola), ma per quanto attiene ai contenuti non possiamo, allo stato, certo essere soddisfatti. E diciamo questo, avendo ben chiari i limiti che la delega comporta.
La nostra posizione critica su quella legge è stata chiara sin dal momento del suo approdo in Parlamento come disegno di legge, e ne abbiamo indicato sin da subito le parti che non ci convincevano e che avremmo voluto cambiassero. Riguardavano, in primo luogo, le norme relative al personale civile, fortemente penalizzato a nostro giudizio dalle scelte di Di Paola, che voleva tagliare 10.000 posti di lavoro, dopo i 12.500 tagliati negli anni precedenti da Tremonti, di fatto non concedendo nulla in cambio. Ci colpì, in particolare, la sproporzione nei confronti del personale militare: anche lì tagli, e notevoli, ma a fronte di una serie di garanzie e di opzioni per rendere l’operazione la meno cruenta possibile. Cercammo in tutti i modi di far cambiare quel provvedimento, ne fanno fede le iniziative da noi portate avanti, dalla straordinaria manifestazione nazionale di protesta del 6 luglio 2012 (si veda il Notiziario n. 94/2012) al documento prodotto all’attenzione della Commissione Difesa della Camera (si veda il Notiziario n.159/2012). L’intervento dei poteri forti, le forti e ripetute pressioni dei Vertici della Difesa, politici e militari, e l’intesa delle forze che sostenevano allora il Governo Monti, in particolare PDL e PD, alla fine portarono all’approvazione della legge da parte del Parlamento. A nostro avviso, il Sindacato registrò allora una amara sconfitta, e la registrò anche per per le sue divisioni, mostrate anche in una circostanza come questa dove si stava per scrivere la storia, della Difesa e nostra, dei prossimi dieci anni. Peccato!
Oggi, però, quel provvedimento è legge dello Stato, e le norme che lo compongono costituiscono la strettoia entro cui organizzare i percorsi di riduzione. Ci è molto chiaro questo aspetto. Pur tuttavia, riteniamo che alcune scelte siano possibili e compatibili anche all’interno dei paletti fissati dalla delega.
E, proprio a partire da questa convinzione, che, raccogliendo l’invito del Sottosegretario Pinotti, FLP DIFESA ha elaborato il documento che pubblichiamo come allegato in questa stessa pagina, che è articolato in due parti, la prima che ripropone la nostra analisi sulla delega e la seconda che reca le nostre osservazioni e proposte in merito ai contenuti delle bozze predisposte dall’Ufficio legislativo. E dopo averlo messo a punto, lo abbiamo inviato questa stessa mattina al Gabinetto. Ora chiediamo ascolto e attendiamo fiduciosi le risposte del Ministro.
Nuova sessione informativa, ieri mattina, a palazzo Esercito, nella quale SME – RPGF (Reparto Programmazione Generale Finanziaria) ha illustrato alle OO.SS., su tavoli separati, alcuni provvedimenti di riordino che naturalmente si inquadrano nel contesto più generale della riduzione dello strumento militare in attuazione della legge n.244/2012, con le accelerazioni impresse dal DL 95/2012 (spending review). Di seguito, offriamo una sintesi del confronto, con riferimento alle diverse aree e alle posizioni da noi espresse.
* Area Operativa e Area Formazione: è prevista la riconfigurazione del Cdo Logistico di proiezione in Scuola TRAMAT con transito di dipendenza dal COMFOTER al nuovo Cdo di vertice COMFORDOT. Sette i dipendenti interessati, che troveranno comunque, tutti, utile impiego nella nuova struttura.
* Area Logistica: SME-RPGF ha ipotizzato una variante organica all’Ufficio Amministrativo del MACRA di Piacenza che, pur mantenendo la posizione di “funzionario amministrativo” nelle tabelle organiche dell’Ente, vorrebbe connotarla “anche per i militari”, rendendone così possibile la temporanea copertura da parte di un militare. A tal riguardo, FLP DIFESA ha espresso netta discordanza, sia per ragioni di carattere generale (la c.d civilizzazione la si fa recuperando posizioni e incarichi attualmente attribuiti a militari, e non aprendo ulteriori varchi ai tanti già esistenti) sia per ragioni di carattere specifico atteso che, all’interno del MACRA, la posizione risulta attualmente già coperta da un funzionario amministrativo e che prestano servizio nello stesso Ente altri colleghi di pari profilo professionale. SME-RPGF ha preso atto delle nostre argomentazioni e si è riservata un approfondimento al riguardo.
Nel corso della riunione, SME-RPGF ha fornito anche alcuni chiarimenti in merito al POLMANTEO di Roma, Ente nel quale un sopralluogo effettuato recentemente da personale di Difesa Servizi SpA aveva suscitato un comprensibile allarme da parte dei lavoratori. A tal riguardo, SME-RPGF ha affermato che non esiste, allo stato, alcun intendimento della F.A. di rilocare l’Ente in altre strutture, per il quale ci sono invece progetti allo studio ai fini di un potenziamento delle attività.
* Area Territoriale: dando seguito a quanto ci era stato anticipato nella precedente riunione del 12 giu. u.s., SME-RPGF ha illustrato la struttura organizzativa del nascente Comando Forze di Difesa Interregionale (COFOD) Nord di Padova, che sarà uno dei sei alti Comandi periferici (gli altri saranno: CMI Nord Torino; COFOD Sud Napoli; IGM e i due CMA Sicilia Palermo e Sardegna Cagliari).
Il COFOD Nord nascerà il 1 ottobre 2013 dalla riorganizzazione del CME VenetoPadova e dalla soppressione del CEDOC Padova e del 1° FOD (Comando Forze Difesa) di Vittorio Veneto, provvedimento già decretato (DM 20.02.2013 a firma Di Paola, pubblicato nella G.U. n. 153 del 2 u.s.).
La struttura organizzativa del nuovo Ente prevede una dotazione organica civile di 157 unità, di cui 15 di Area 1^, 133 di area 2^ e 9 di area 3^, e tiene conto anche della soppressione, prevista per il 2014, del Comando Logistico Nord Padova. Sotto il profilo delle quantità , la dotazione del nuovo Ente offre dunque sufficienti garanzie (sono 167 le unità oggi complessivamente effettive nei tre Enti, dunque dieci in più, ma si deve anche considerare che sono previsti alcuni pensionamenti ex DL 95); a giudizio di FLP DIFESA, però, per avere il quadro completo di situazione, occorre anche conoscere la struttura organizzativa dell’Ente, l’articolazione degli Uffici/Sezioni e le professionalità previste al loro interno, con i relativi incarichi. Dire, per esempio, che sono previsti 9 funz. amm. senza aggiungervi dove saranno impiegati e con quali incarichi, significa per noi non poter comprendere appieno gli effetti del riordino. E’ di tutta evidenza, dunque, che senza quei dati di conoscenza, il confronto con le OO.SS. risulta mancante di elementi essenziali ai fini di una corretta valutazione, anche per quanto attiene i reali intendimenti della F.A. in merito alla c.d. “civilizzazione” che dovrebbe orientare il processo di riforma. Abbiamo pertanto chiesto a SME-RPGF di fornirci i dati di cui sopra (organigramma, professionalità e incarichi) e di aggiornare conseguentemente la riunione a successiva data, sospendendo nell’attesa ogni determinazione. A tal riguardo, SME-RPGF ha preso atto della nostra richiesta e si è riservata una risposta a breve.
Abbiamo anche chiesto che, analogamente a quanto avvenuto per altri Enti riorganizzati (IGM di Firenze, per esempio), si apra quanto prima possibile il tavolo locale per approfondire tutte le questioni comunque legate alle attività del nuovo Ente e all’impiego del personale, allo scopo di determinare le migliori condizioni di partenza. Ovviamente, lo stesso ragionamento è stato proposto da FLP DIFESA anche per la Scuola TRAMAT e verrà riproposto per tutti gli Enti di nuova costituzione.
Sempre con riferimento all’area territoriale, su precisa richiesta di FLP DIFESA scaturita dalla lettura dei provvedimenti inseriti negli “annessi” degli schemi di decreti attuativi della delega consegnati alle OO.SS. il 3 luglio u.s. (si veda il Notiziario n. 77 di pari data), SME-RPGF ha precisato che, a seguito dell’entrata in vigore del DPR 15 novembre 2012, n.236 recante il nuovo Regolamento del Ministero della difesa in materia di lavori, servizi e forniture in vigore dal 6 luglio 2013 (vds Quaderno FLP DIFESA n. 6, pubblicato come “News” sul nostro sito web), la F.A. è stata obbligata ad un ripensamento in merito all’originale intendimento di accorpare le aree territoriale e infrastrutturale (vds. Notiziario n. 10 del 24 gennaio 2013). Le due aree rimarranno dunque separate: al vertice dell’area territoriale sarà posto, entro il 31.12.2014, il Comando per il territorio per riconfigurazione dell’attuale Comando militare della Capitale, mentre al vertice dell’area infrastrutturale sarà posto il costituendo Dipartimento Infrastrutture dello SME da cui dipenderanno direttamente gli Enti periferici (Reparti Infrastrutture etc.), essendo comunque confermata per il 2016 la soppressione dei Comandi Infrastrutture Nord di Padova , Centro di Firenze e Sud di Napoli cui attualmente fanno capo gli Enti periferici.
Infine, e ancora con riferimento all’ area territoriale, a seguito di nostra precisa richiesta, SME-RPGF ha confermato l’invio delle nuove dotazioni organiche a carattere sperimentale dell’Istituto Geografico Militare (IGM) di Firenze, che, come è noto, è stato riorganizzato accorpando alle storiche competenze cartografiche anche quelle nuove di carattere territoriale in capo ai sopprimendi CME Toscana e CEDOC Firenze, operazione questa da noi non condivisa per i motivi più volte spiegati.
A tal riguardo, e con l’intendimento di dare una corretta partenza della sperimentazione, abbiamo chiesto che SME-RPGF solleciti l’Ente a fornire rapidamente alle OO.SS./RSU interessate le nuove dotazioni/organigrammi/incarichi dell’IGM, e con le stesse Rappresentanze locali definisca il percorso, i tempi e le verifiche di questa sperimentazione. E’ di tutta evidenza che, senza questa necessaria premessa, diventa improponibile dare il via alla procedura di reimpiego del personale, atteso che il reimpiego ha come presupposto essenziale la conoscenza delle possibilità effettive d’ impiego.
Pubblichiamo di seguito la “scheda illustrativa” predisposta da SME-RPGF in previsione della riunione di ieri, già in possesso delle nostre strutture, e le slides utilizzate per l’illustrazione in riunione, che ci sono state fornite da SME-RPGF su nostra richiesta.
Notiziario n. 109 del 3 ottobre 2013 – Nel quadro degli incontri informativi che le FF.AA. promuovono periodicamente con le OO.SS., nella mattinata di oggi si è tenuta a palazzo Marina una riunione tecnica con lo Stato Maggiore Marina- 1° Reparto, presieduta dall’ amm. P. Luciano Ricca, nella quale si è fatto il punto di […]
Notiziario n. 106 del 24 settembre 2013 – Nel primo pomeriggio di oggi, si è tenuta a palazzo Esercito una sessione informativa, su tavoli separati, presieduta dal Capo Ufficio OO.FF. (Organizzazione delle Forze) di SME-RPGF (Reparto Programmazione Generale Finanziaria) col. Antonello Vespaziani, e relativa ad alcuni provvedimenti di riordino che naturalmente si inquadrano nel contesto […]
Notiziario n. 105 del 23 settembre 2013 – “Question time” con il Ministro della Difesa nella seduta pomeridiana del Senato del 19 u.s., nella quale il sen. Mauro ha risposto ad interrogazioni a risposta immediata su vari argomenti, ed in particolare sui profili di attuazione della revisione dello strumento militare nazionale. Come è noto, il […]
Notiziario n. 102 del 17 settembre 2013 – Come già anticipato nel nostro precedente Notiziario n. 101 del 14 u.s., la riunione di oggi con il Sottosegretario sen. Roberta Pinotti doveva servire, in base a quanto concordato nell’ultimo incontro di luglio, a riprendere e organizzare il confronto tra Sindacato e Amministrazione sulle principali questioni aperte, […]
Notiziario n. 91 del 19 agosto 2013 – Con Notiziario n. 89 dell’8 agosto u.s., abbiamo dato notizia che, nel corso della riunione avvenuta in quella stessa giornata, il Consiglio dei Ministri (CdM) aveva dato il via libera ai due decreti legislativi (DD. LLgs.) che recano il riassetto in chiave riduttiva, strutturale e organizzativo, delle FF.AA. […]
Notiziario n. 89 dell’8 agosto 2013 – Nel corso della riunione odierna, il Consiglio dei Ministri, ha dato il via libera ai due decreti legislativi (DD.LLgs.) che recano il riassetto in chiave riduttiva, strutturale e organizzativo, delle FF.AA. Gli schemi di decreti legislativi varati dal CDM sono, come noto, due: il primo, relativo alle riduzione […]
Notiziario n. 87 del 30 luglio 2013 – Secondo incontro, oggi pomeriggio, con il Ministro della Difesa sen. Mario Mauro sui contenuti degli schemi di decreti attuativi della delega per il riordino dello strumento militare, incontro unitariamente richiesto dalle OO.SS. a fine riunione di ieri 29 luglio con il Sottosegretario delegato sen. Roberta […]
Notiziario n. 84 del 18 luglio 2013 – Il Ministro della Difesa sen. M. Mauro ha incontrato nella mattinata di oggi le OO.SS. della Difesa e discusso con loro dei provvedimenti attuativi della legge 31.12.2012, n. 244 recante delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale. Si è trattato, lo diciamo subito, di […]
Notiziario n. 82 del 15 luglio 2013 – Giovedi mattina, 18 luglio p.v., il Ministro della Difesa prof. M. Mauro incontrerà le OO.SS. della Difesa. Sarà, questa, la prima vera occasione di confronto con il nuovo Ministro, atteso che l’incontro precedente del 10 giugno u.s. ebbe un carattere molto particolare, essendosi tenuto solo qualche ora […]
Notiziario n. 80 dell’ 11 luglio 2013 – Nuova sessione informativa, ieri mattina, a palazzo Esercito, nella quale SME – RPGF (Reparto Programmazione Generale Finanziaria) ha illustrato alle OO.SS., su tavoli separati, alcuni provvedimenti di riordino che naturalmente si inquadrano nel contesto più generale della riduzione dello strumento militare in attuazione della legge n.244/2012, con […]