Nella mattinata di oggi, in piazza S. Bernardo in Roma, nei pressi di via XX Settembre, si è tenuta la manifestazione indetta da FLP DIFESA e UNSA DIFESA alla quale hanno partecipato circa duecento lavoratori , in gran parte di PERSOMIL e di PREVIMIL, che, nonostante la giornata freddissima, sono scesi in piazza per protestare contro il tentativo di sottrarre competenze e lavoro alle due Direzioni Generali per trasferirle alle Forze Armate. Una operazione avviata attraverso il lavoro del “Gruppo di progetto”, tenuto sinora sottotraccia, ma che oggi è stata resa evidente a tutti a seguito dalle affermazioni venute direttamente dal Capo di SMD nel corso della sua ultima audizione parlamentare (“Serve una diversa ripartizione di compiti tra SMD e SGD. …… La parte innovativa del presente riassetto, il suo punto chiave, è dunque la <<governance>> del personale, che va gestita dalle FF.AA. e posta alle dirette competenze dei Capi di S.M., eliminando l’accentramento che c’è stato sinora su SGD e l’approccio burocratico che l’ha caratterizzata in questi anni” (si veda il nostro precedente Notiziario n. 126 del 23.11.2013). E’ stata una bella manifestazione, forte e decisa nei contenuti, la cui piattaforma era stata votata all’unanimità dalla assemblea dei lavoratori delle due DD.GG. convocata dalle due RSU il 31 ott. u.s., e in merito alla quale tutte le OO.SS. presenti avevano espresso piena condivisione . Peccato che il quadro si sia poi modificato.
Una delegazione composta da membri delle due RSU e da esponenti nazionali e territoriali di FLP DIFESA e da UNSA DIFESA sono state ricevute dal Vice Capo di Gabinetto, dr.ssa Antonietta Fava, alla quale hanno illustrato le ragioni della protesta e le richieste dei lavoratori. Nel suo intervento, la FLP DIFESA ha ricordato di aver posto sin da luglio scorso il problema relativo al depotenziamento dell’area tecnico-amministrativa, nel cui contesto va comunque inquadrata l’ipotesi di riduzione delle competenze delle due DD.GG., con attribuzione a gestioni separate delle FF.AA. materie quali disciplina, stato giuridico, formazione, dinamiche salariali e previdenza, che dovrebbero invece essere mantenute in un ambito rigorosamente unitario. Ha riproposto pertanto la richiesta di un tavolo di confronto sull’argomento e su quello connesso alla riscrittura post DPCM 23.01.2013 della struttura di Segretariato, DD.GG. e UTT, avanzata sin dalla riunione con il Sottosegretario Pinotti del 23 ott. u.s. (si veda il Notiziario n. 116 di pari data). Infine, tenuto conto dei problemi che si stanno evidenziando in ordine al rinvio al “Regolamento” ex art.15 nov. COM per la individuazione delle attribuzioni di SGD e SMD, e in considerazione delle criticità che ancora permangono nei decreti attuativi (transiti nei ruoli civili; mobilità regionale; reimpieghi; etc.) ha chiesto che venga presa in esame l’ipotesi di un proroga della delega per i necessari, ulteriori confronti.
I rappresentanti della RSU, oltre a concordare con quanto esposto dalle OO.SS. e ribadire la loro totale avversione a ogni ipotesi di attribuzione dei compiti e funzioni delle due DD.GG. all’area tecnico operativa, hanno espresso forte preoccupazione per l’intervento del Capo di SMD nell’audizione del 21 novembre. Entrando nel merito del lavoro svolto, hanno poi rappresentato in maniera dettagliata le attività di PERSOMIL e PREVIMIL che negli anni si sono uniformate ad ogni innovazione del procedimento amministrativo (ultime il protocollo digitale e le procedure concorsuali online), cosa che ha consentito alle stesse di assolvere perfettamente e nel pieno soddisfacimento dell’utenza ai loro compiti istituzionali. E’ stato rappresentato l’elevato numero di pratiche trattate (solo PERSOMIL ca. 600.000 protocolli annui tra entrata/uscita), il carattere interforze delle stesse, la loro complessità e la professionalità di funzionari e assistenti acquisita in anni di lavoro nei settori di competenza. Tutto questo non può essere vanificato con un colpo di mano dei vertici militari. I lavoratori non potrebbero tollerarlo.
La dr.ssa Fava, preso atto di quanto rappresentato, si è impegnato a riferirne al SSS, sen. Pinotti.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 126 del 23 novembre 2013 –
Il Capo di SMD in audizione
L’audizione, presso le Commissioni Difesa di Camera e Senato in seduta congiunta, del Capo di SMD amm. Luigi Binelli Mantelli, avvenuta in data 21 novembre u.s. e di cui pubblichiamo sul nostro sito sia il testo predisposto che il video con gli interventi dei membri della Commissione e le relative risposte, è apparsa davvero molto interessante in quanto ricca di spunti e anche di alcuni elementi di chiarezza.
Rinviando per le altre questioni a un successivo Notiziario, iniziamo oggi a riferire dell’audizione del Capo di SMD partendo dall’argomento del giorno, su cui (pare) si sia concentrata l’attenzione delle Commissioni Difesa, e che anche per questo è stato uno dei punti al centro del confronto con il Ca. SMD.
Ci riferiamo alla ripartizione delle competenze tra SEGREDIFESA e STAMADIFESA, e dunque tra area tecnico-amministrativa e area tecnico-operativa, che l’art. 15 del Codice dell’Ordinamento Militare (COM), novellato dal decreto attuativo c.d. “ordinamentale”, affida ad un redigendo e successivo Regolamento. FLP DIFESA ha denunciato sin da subito il tentativo, portato avanti attraverso i decreti delegati, di depotenziare il ruolo di SGD e dell’area del Segretariato a tutto vantaggio di SMD, e lo ha fatto all’interno del proprio documento datato 15 luglio 2013 (allegato al Notiziario n. 82 di pari data) che abbiamo consegnato all’attenzione del Ministro in previsione degli allora imminenti tavoli di confronto sui due provvedimenti. Ne riportiamo di seguito il passaggio contenuto a fine pagina 6, che così recita testualmente:“le modifiche (dell’art 15) depotenziano, a nostro avviso, il ruolo di SGD, e, in abbinata ad altre modifiche previste (art. 41, comma 1, let c), riducono significativamente il ruolo del Segretario generale nei confronti del Capo di SMD, la cui posizione, viceversa, viene fortemente potenziata” . Sull’argomento siamo intervenuti più volte in sede di confronto con l’Amministrazione, ma ottenendo il più spesso risposte liquidatorie e negatrici della realtà; e identiche risposte sono venute anche da parte del Segretario Generale, gen. E. Stefanini, nel corso della sua recente audizione (si veda il Notiziario n. 124 del 18 u.s.), che ha presentato una situazione del tutto in linea con il passato e senza alcuna novità.
Dobbiamo dare atto all’amm. Binelli Mantelli di aver fatto chiarezza sull’argomento, andando al sodo del problema e alla sostanza vera delle intenzioni. Nel suo intervento, e successivamente in risposta all’on. Callipari che lo ha interrogato al riguardo, il Capo di SMD ha detto quasi testualmente così: “Serve una diversa ripartizione di compiti tra SMD e SGD. Serve una soluzione che attualizzi le competenze delle FF.AA. su aspetti interconnessi, e difficilmente separabili tra di loro, come il reclutamento, l’addestramento, la disciplina, lo stato giuridico, la formazione, le operazioni, le dinamiche salariali e la previdenza, e per questo serve conferire ai Capi di S.M. di Forza Armata le competenze di cui sopra. La parte innovativa del presente riassetto, il suo punto chiave, è dunque la <<governance>> del personale, che va gestita dalle FF.AA. e posta alle dirette competenze dei Capi di S.M., eliminando l’accentramento che c’è stato sinora su SGD e l’approccio burocratico che l’ha caratterizzata in questi anni” (vds. video).
Non servono commenti al riguardo, il progetto è ben chiaro e oramai in fase di ultimazione dopo le proposte del “Gruppo di progetto”. Lo hanno ben compreso i lavoratori di PERSOMIL e PREVIMIL, che ne hanno denunciato le finalità e le ricadute negative nel corso della assemblea del 31 ottobre u.s. (vds. Notiziario n. 118) promossa dalle RSU e che ha visto la presenza delle OO.SS. . Quell’assemblea ha approvato, con il voto unanime dei lavoratori, l’indizione di una manifestazione cittadina di protesta in via XX settembre, che è prevista per il 28 p.v.La nostra O.S., fedele all’impegno assunto, ci sarà, perché va lanciato un segnale forte e va fatto subito. Il Regolamento, infatti, è oramai alle porte!
Si è svolta ieri pomeriggio a palazzo Aeronautica una riunione presieduta dal nuovo Capo 1° Reparto, gen. U. Baldi, nella quale la F.A. ha illustrato i provvedimenti di riordino previsti per il triennio 2012-2015, le linee di indirizzo per l’impiego del personale in previsione dello scenario futuro (nuova riduzione delle dotazioni organiche ex Legge 135/2012 e riassetto in chiave riduttiva della strumento militare ex L.244/2012) e infine il rendiconto sulle attività formative nel biennio 2012-2013. Questi in sintesi gli argomenti trattati (le slides di presentazione sono pubblicate su questa stessa pagina).
Processo di riordino dell’Aeronautica Militare
Area di vertice: è stato costituito il NIF (Nucleo Iniziale di Formazione) per la riorganizzazione e la razionalizzazione delle funzioni SM e territoriale, con l’obiettivo di ridurne gli attuali organici. Tra i principi ispiratori, l’accentramento su SMA delle funzioni strategiche e l’accorpamento della componente territoriale. Interessato dal processo di razionalizzazione è anche l’Ufficio Personale Civile di SMA, che assumerà le competenze anche in materia di consulenza e formazione, oggi decentrate.
Altre aree: le slides evidenziano tutti i provvedimenti relativi al triennio 2013-2015, articolati per tipologia di riordino (soppressioni e riorganizzazioni, si leggano le definizioni nella quarta slide) e per anno di attuazione; le stesse recano per ciascuno la natura del provvedimento, il numero di personale interessato e la procedura di reimpiego prevista (semplificata oppure ordinaria). Tra le soppressioni previste, spiccano per il 2015 quelle: del Distaccamento aeroportuale di Cagliari Elmas (l’ipotesi di reimpiego con desiderata e collocabilità ci è stata consegnata in riunione; è garantito per tutti il reimpiego a Decimomannu; sarà la contrattazione locale a definire i reimpieghi su Cagliari); del 50° Stormo di Piacenza (la componente operativa verrà rilocata in Ghedi (BS); il piano di reimpiego è in elaborazione, essendo in attesa degli esiti del Gruppo di progetto che potrebbe portare anche alla ricollocazione in loco del personale in un E.d.O. riconfigurato); infine, del 2° Deposito Centrale di Gallarate –VA (vieneriallocato su Cameri; per il reimpiego del personale, si stanno acquisendo ulteriori collocabilità, tra le quali alcune su Solbiate Olona e altre in Enti dell’Arma). Tra le riorganizzazioni previste, spiccano quelle che riguardano il 9° Stormo di Grazzanise-CE e il Cdo Aeroporto/QG Squadra aereadi Roma, entrambe previste per il 2014, e quelle che interessano la Scuola Volontari di truppa di Taranto e il Cdo Aeroporto di Pratica di Mare- RM, entrambe previste per il 2015, tutte comunque a procedura semplificata, rispetto alla quale c’è stato l’assenso delle OO.SS. presenti. Con procedura ordinaria verrà invece gestito il reimpiego del personale del 1° Deposito Centrale di Monterotondo-RM, di cui nella riunione odierna ci è stata fornita l’ipotesi di piano dei reimpiego.
FLP DIFESA ha preso atto dei provvedimenti presentati dalla F.A., che non sembrano evidenziare particolari criticità, segnalando al contempo la necessità di un costante coinvolgimento delle Rappresentanze locali in ordine a tutte le fasi del riordino. A tal riguardo, FLP DIFESA ha anche espresso le proprie forti preoccupazioni, che riporterà ovviamente anche sul tavolo politico, circa possibili tentativi di rivedere la procedura di reimpiego limitando il coinvolgimento delle Parti sociali alla sola informazione e di gestire di fatto unilateralmente i piani di reimpiego, anche con proiezione nazionale, che immaginiamo aprirebbero una fase di aspro conflitto con tutto il Sindacato. Nessuno si illuda di poter gestire a mani libere la mobilità collettiva del personale civile, mentre, al contempo, si consentono, per i militari, scivoli d’oro, ARQ e tutto l’armamentario dei decreti attuativi. Ne riparleremo, pensiamo a giorni, nella prossima riunione con il Sottosegretario delegato, sen. Pinotti.
Linee d’indirizzo per l’impiego del personale civile A.M.
L’attuale dotazione organica dell’Aeronautica, discendente dalla legge n. 148/2011, è pari a n. 4.485 posizioni, a fronte di un numero pressocché analogo di personale effettivo (4.359 al 1 novembre 2013). I soprannumeri nelle aree 1^ e 2^, riassorbibili ex L. 135, sarebbero circa 300. E’ comunque ancora in via di definizione da parte di SMD la quota di organico da assegnare all’ A.M. discendente dal DPCM 23.01.2013 (che ha rideterminato le dotazioni organiche a seguito dei tagli operati dalla spending review – L 135/2012), ma l’orientamento sarebbe quello di allineare le nuove dotazioni alle presenze di personale effettivo almeno fino al 31.1.2.2015, privilegiando le professionalità impiegate nei settori tecnico-manutentivi e nella guardiania, rispetto alla quale è in corso un approfondimento della F.A. teso ad allargare e ottimizzare il servizio avviato nel 2005.
Ai fini della ridefinizione delle dotazioni organiche degli Enti A.M., operazione successiva all’attribuzione da parte di SMD della quota assegnata alla F.A., l’intendimento dello SMA sarebbe quello di operare la revisione delle attuali dotazioni tenendo conto delle posizioni sotto l’aspetto della funzionalità rispetto al disegno ordinativo futuro. L’idea sarebbe quella di prevedere alcune posizioni quadro, oggi non necessarie, ma forse utilizzabili in futuro nel ridisegno della F.A.
Sul punto, FLP DIFESA ha preso atto degli intendimenti della F.A., che appaiono sostanzialmente condivisibili e che coniugano esigenze della F.A. e tutele delle professionalità, e ha sollecitato SMA affinchè, nella ridefinizione degli organici degli Enti, si dia piena attuazione alla previsione del decreto attuativo sul personale (“attribuzione di funzioni e compiti al personale civile”) e si coinvolgano le Parti sindacali a monte delle scelte. SMA ha dichiarato disponibilità al riguardo.
Formazione del personale civile A.M.
SMA ha illustrato il rendiconto delle attività formative 2012/2013, indicandone i criteri ispiratori (congruenza tra tipologia del corso e esigenza funzionale/crescita professionale/mansioni del lavoratore), le richieste soddisfatte (n. 763 nel 2012 e n. 755 nel 2013) e infine la ripartizione delle risorse disponibili nel 2013 (€ 95.564) tra alta formazione, corsi cefodife (77%), la parte più rilevante dei quali fatta in sede locale, e corsi extracefodife (16%). L’intendimento della F.A. per il 2014 sarebbe quello di privilegiare i corsi decentrati, anche al fine di coinvolgere quei lavoratori (diversamente abili, con figli piccoli, in assistenza ex L.104, etc.) che sarebbero quasi certamente in gran parte esclusi da iniziative formative centralizzate.
A tal proposito, FLP DIFESA ha dato atto alla F.A. della sensibilità e attenzione da anni poste in essere in materia di formazione, e dell’equilibrio con il quale sono stati sin qui gestiti i processi formativi, come peraltro evidenziato dal documento predisposto da Segredifesa e consegnato alle OO.SS. (vds. documento pubblicato sul nostro sito in allegato al Notiziario n. 111 del 9.10.2013), che evidenzia la virtuosità della F.A. nella ripartizione dei corsi tra militari e civili e in quella tra la materia antinfortunistica e le altre di carattere giuridico/linguistico/informatico. Nel ricordare la strategicità della formazione, riconosciuta “leva fondamentale” nei nostri CC.CC.NN.LL. ma anche resa centrale nello stesso processo di riassetto delle FF.AA., FLP DIFESA ha evidenziato l’urgenza di reperire altre risorse da investire in formazione e la necessità di fare formazione per tutti i lavoratori. Inoltre, ha ricordato le nostre proposte in materia di formazione, contenute nel documento consegnato a Segredifesa in data 9 ottobre, che ad ogni buon conto ripubblichiamo sul nostro sito in allegato al presente Notiziario e che inoltreremo anche a SMA. Infine, abbiamo chiesto di conoscere il piano di formazione 2014 per poter offrire contributi al riguardo.
A conclusione della riunione, abbiamo richiesto un intervento dello SMA in merito ad alcune problematiche insorte presso il 2° Stormo di Rivolto (Udine), che stanno procurando lacerazioni nelle relazioni sindacali e malumore tra il personale, ottenendo al riguardo disponibilità da parte dello SMA.
Nonostante i diversi impegni connessi con le commemorazioni dei caduti di Nassiriya, di cui proprio oggi ricorre il decennale, e quello immediatamente successivo in una trasmissione televisiva, il Sottosegretario delegato sen. Roberta Pinotti ha mantenuto fede nel pomeriggio di oggi all’impegno di incontrare le OO.SS. per un confronto sullo spinoso problema legato alla tabella di equiparazione tra gradi militari e inquadramenti civili, sulla base della quale verranno regolati i transiti del personale dai ruoli militari ai ruoli civili della Difesa e a quelli di altre Amministrazioni Pubbliche.
L’ esigenza di una profonda rivisitazione della vigente tabella di equiparazione, quella allegata al Decreto Interministeriale 18.04.2002 che regola attualmente i transiti nei ruoli civili dei militari inidonei al servizio per motivi sanitari, è cosa che le OO.SS. della Difesa hanno rappresentato da tempo e tra queste, naturalmente, anche FLP DIFESA che, insieme ad altri Sindacati autonomi, contro quella tabella organizzò dieci anni fa una forte protesta culminata con la grande manifestazione del 6 luglio 2002.
Il problema è stato risollecitato nel corso del 2011, dalla nostra O.S. e anche da altre sigle, e questo in considerazione del crescente numero di transiti nei ruoli civili (oltre 1.500 nel periodo tra il 2002 e il 2011), suscitando questa volta disponibilità da parte dell’A.D., tenuto anche conto di quanto introdotto, in materia di mobilità dei militari, dalla Legge 183/2011 (art. 4, comma 96, allegato sul sito). Per questo, con D.M. 22.12.2011, fu costituito un “Gruppo di lavoro” ad hoc, presieduto dal Vice Segretario Generale civile avv. Di Palma, “con il compito di esaminare la disciplina del transito del personale militare all’impiego civile… e di predisporre apposite tabelle di equiparazione…..”. Un paio di mesi più tardi, era esattamente il 17 gennaio 2012, si tenne a Segredifesa l’audizione (fu connotata proprio così!) a tavoli uniti delle OO.SS. nazionali, nella quale la nostra O.S. espresse le proprie considerazioni (si veda, a tal riguardo, il Notiziario n. 9 del 18.01.2012). Poi più nulla. Nel frattempo, però, era entrata in vigore la legge delega per la riduzione dello strumento militare (L. 244/2012), e con essa la previsione di transiti ordinari (e non più solo per inidoneità fisica) nei ruoli civili, che rendeva in un qualche modo necessaria, anche alla luce delle intervenute modifiche dell’ordinamento professionale, la ridefinizione della tabella. Arrivammo così al 17 aprile 2013, data nella quale l’allora Sottosegretario Magri rese nota alle OO.SS. la bozza di nuova tabella messa a punto dall’Amministrazione, qui allegata.
Detta tabella prevede l’inquadramento dei Sottufficiali in area 2^ e quello degli Ufficiali in area 3^, nelle diverse fasce retributive a secondo del grado di provenienza. Fa eccezione, e qui sta il punto, il grado apicale dei Sottufficiali (1° Maresciallo, anche con qualifica di Luogotenente) per i quali è previsto il transito in area 3^- prima fascia retributiva- qualora “in possesso del diploma di laurea specialistica o quadriennale vecchio ordinamento o dall’aver svolto, con valutazione positiva, un incarico che l’ordinamento attribuisce agli Ufficiali” ai sensi degli artt. 839 (personale FF.AA.) e 848 (personale Arma CC) del Codice dell’Ordinamento Militare(D. Lgs. n. 66/2010). Rispetto a questa proposta dell’A.D., si saldò successivamente, partendo da posizioni anche diverse e nel corso i tavoli tecnici e politici di luglio (Notiziario n. 87 del 29.07.2013), una posizione unitaria di tutte le OO.SS., che di fatto chiedevano il transito secco dei Su. in area 2^ e degli U. in area 3. Una posizione più volte ribadita dalle OO.SS., e in ultimo anche nella riunione al Gabinetto del 23 u.s..
Veniamo ora alla riunione odierna. Nel suo breve intervento introduttivo, la sen. Pinotti è partita proprio dalla presa d’atto da parte dell’Amministrazione Difesa della posizione unitaria del tavolo sindacale, che risultava però antitetica rispetto alle richieste provenienti dalle Rappresentanze militari (COCER). A fronte di questa diversità di posizioni, difficilmente conciliabili tra loro, il Ministro Mauro ha così deciso di rinviare la questione direttamente alla Funzione Pubblica, alla quale l’art. 4, comma 96, della legge 12.11.2011, n. 183 – richiamato nell’art. 3, comma 1, let e, della legge delega n. 244/2012 – demanda, di concerto con il MEF, la definizione della tabella di equiparazione che poi dovrà essere adottata attraverso apposito DPCM. La sen. Pinotti ha anche aggiunto che la nostra Amministrazione intenderebbe sollecitare la Funzione Pubblica a sentire direttamente, sull’argomento, le Parti interessate (OO.SS. e COCER), anche allo scopo di acquisire utili elementi di valutazione.
E’ poi iniziato il consueto giro di tavolo, con gli interventi di tutte le OO.SS. presenti. La nostra O.S. ha riproposto le considerazioni già svolte ad aprile scorso al momento della consegna alle OO.SS. della proposta dell’Amministrazione: la nuova tabella rappresenta certo, a nostro giudizio, un punto di avanzamento rispetto alla vigente tabella allegata al Decreto 18.04.2002 (e anche rispetto a quella concordata da CGIL-CISL-UIL con l’Amministrazione, e poi arenatesi nelle secche del MEF). C’è però solo un problema: saremmo d’accordo a discutere di inquadramento in area 3^ di Primi Marescialli e Luogotenenti in possesso dei requisiti indicati in calce alla tabella presentata dall’Amministrazione, ma a condizione che si trovino percorsi e strumenti idonei a garantire analoga progressione al personale civile attualmente inquadrato in area 2^ in possesso di requisiti assimilabili (lauree specialistiche e funzioni/incarichi/titoli), che certo non rappresentano merce sconosciuta in quell’area. Era proprio questa, ha proseguito la nostra O.S., il punto che FLP aveva richiesto fosse inserito nella delega. Atteso però che la legge 244 non contiene alcuna norma al riguardo, e atteso altresì che le disposizioni attualmente vigenti non consentono alcuna progressione tra le aree, è di tutta evidenza che la tabella di equiparazione non può in alcun modo recare quelle varianti proposte dall’Amministrazione, che potrebbero portare all’inquadramento in area 3^ anche di Su. non in possesso di laurea ma solo in virtù di incarichi attribuiti dall’ordinamento agli U., peraltro senza indicare neanche l’ambito temporale minimo.
Ciò premesso, FLP DIFESA ha rappresentato al Sottosegretario come la decisione del Ministro di rinviare la questione alla Funzione Pubblica appaia una posizione francamente un po’ debole, sebbene comprensibile sul piano della ricercata equidistanza dalle posizioni contrapposte delle Rappresentanze delle due componenti di personale. A tal riguardo, la nostra O.S. ha chiesto invece all’Amministrazione un atto di coraggio: siccome, rispetto alla gestione dei tagli di personale, la delega prima e gli schemi di decreti attuativi di conseguenza, danno corpo ad una inaccettabile disparità di trattamento e di opzioni tra civili e militari, che almeno sulla questione tabella il Vertice politico assuma una posizione a sostegno della tesi delle OO.SS., e dunque faccia propria la tabella depurata dalle due note asteriscate in calce, il che, tradotto in soldoni, significherebbe tutti i Su. in area 2^ e tutti gli U. in area 3^.
Infine, in merito alle problematiche ancora aperte legate ai decreti attuativi della delega, la FLP DIFESA ha ricordato le questioni già poste nella precedente riunione del 23 u.s. (vds. Notiziario n. 116 di pari data), e ha chiesto che il Ministro Mauro incontri le OO.SS. prima che i testi definitivi dei due decreti attuativi vengano sottoposti all’esame del Consiglio dei Ministri in seconda e definitiva lettura.
A conclusione del giro di tavolo, ha ripreso la parola il Sottosegretario che ha comunicato che la nostra Amministrazione invierà alla F.P. la tabella senza i due asteriscati in calce. Bene, ne siamo davvero soddisfatti, forse l’atto di coraggio che abbiamo sollecitato potrebbe anche arrivare. Ne vedremo naturalmente gli sviluppi nei prossimi giorni, e ne riferiremo tempestivamente ai lavoratori.
Il prossimo appuntamento sarà il tavolo tecnico-politico su mobilità e reimpieghi: se ne parlerà a fine novembre/primi di dicembre.
Le cronache della passata settimana sono state in molta parte occupate dal clamore che ha suscitato la pubblicazione sul Corriere della Sera del 3 u.s. dell’articolo titolato “lo scivolo d’oro dei militari italiani” nel quale si raccontava con stupore della previsione (c.d. “esenzione dal servizio”) contenuta nel co. 6 dell’art. 2209 dello schema di decreto attuativo della delega per la riduzione dell’assetto delle FF.AA.: per i militari “dai 50 anni in poi (dieci anni prima del congedo) si può entrare in un magico limbo, lo «scivolo d’oro» appunto, grazie al quale si conserva l’’ 85% dello stipendio senza lavorare più nemmeno un solo giorno, con tanto di pensione piena; non è esclusa neppure la facoltà di fare altri lavori (il reddito non si cumula)”. E, finito il periodo di esenzione, arriverà la pensione piena.
A seguire, un effluvio di dichiarazioni, alcune delle quali francamente sconcertanti: come quelle di un parlamentare membro della Commissione Difesa, dimentico del fatto che il 10 dic 2012 era stato tra coloro che avevano approvato la delega che conteneva quell’istituto. Tra le dichiarazioni, anche quella di una O.S. confederale che oggi grida anch’essa allo scandalo denunciando come quella previsione sia la ”punta di un iceberg di privilegi e guarentigie riconosciute alla sola categoria dei militari”. Non possiamo che essere d’accordo con questa affermazione: peccato però che l’anno scorso FLP DIFESA sia stata l’unica a scendere in piazza contro la legge delega (6 luglio 2012, Notiziario n. 94/2012) e l’unica a chiedere di partire dall’abbattimento di sprechi e privilegi, presenti tuttora in dosi industriali nella Difesa, prima di cancellare un solo posto di lavoro (documento per la Commissione Difesa, Notiziario n. 68/2012). Naturalmente, i Vertici militari sono scesi subito in campo per difendere la loro scelta (nota SMD del 5.11.2013, vds. allegato 1) con motivazioni che fanno un po’ acqua, e analogamente ha fatto il Consiglio Supremo di Difesa (comunicato del Quirinale del 6.11.2013, vds. allegato 2), che si è limitato ad auspicare una rapida approvazione dei decreti senza null’altro aggiungere. Altre dichiarazioni ci sono apparse più convincenti, come quelle dell’ amm. Accame che ha detto che “la legge 244/2012 rappresenta, in primo luogo, uno scivolone etico e d’immagine per le FF.AA.” e denunciato “il sovraffollamento dei ruoli alti” (il nostro Vertice è tre volte superiore a quello della Germania) e il “passaggio di alti gradi militari all’industria”, come quello dell’amm. Venturoni Vice Presidente di Finmeccanica.
Per quanto ci riguarda, la nostra posizione non muta: sicuramente l’esenzione dal servizio è opzione che appare in evidente controtendenza rispetto alle scelte più recenti dei Governi, e tra queste anche la cancellazione del’ istituto dell’esonero dal servizio degli stataliche vi si avvicinava un po’, ancorché a molta distanza (50% dello stipendio con requisiti maturati solo nel quinquennio). Pur tuttavia, se la logica ispiratrice è quella della nota di SMD, anche i civili ne dovrebbero essere destinatari: la battaglia doveva essere fatta a suo tempo per introdurla nella delega, così non è stato, ma non si può comunque ingoiare l’esclusione.
Ne riparleremo sicuramente nel corso della prossima riunione con il Sottosegretario Pinotti che è in agenda per martedì 12 p.v. All’o.d.g., un solo punto, ma di importanza considerevole: la tabella di equiparazione tra gradi militari e inquadramenti civili. La nostra opinione al riguardo è ben nota (SU in area 2^ e U. in area 3^, senza varianti), oggi resa ancora più salda alla luce delle assicurazioni, per noi poco rassicuranti, ricevute dall’Amministrazione in merito alla previsione di transito dei militari nei ruoli civili.
Proseguono intanto le assemblee che FLP DIFESA sta organizzando in tanti Enti (vds. agenda nazionale sul sito): l’ultima del 7 u.s., a Taranto, ha avuto una straordinaria accoglienza dai colleghi e dai media (vds articoli allegati ) e così sta avvenendo un po’ dappertutto. Andremo avanti fino a metà dicembre, raccontando ai lavoratori ciò che sta accadendo e raccogliendo riflessioni, osservazioni e proposte.
Foto assemblea di FLP DIFESA a Taranto del 7 novembre 2013:
Notiziario n. 120 del 7 novembre 2013 –
Nella mattinata di oggi, si è svolta presso Palazzo Esercito una nuova sessione informativa presieduta dal col. Vespaziani nella quale lo SME – RPGF (Reparto Programmazione Generale Finanziaria), unitamente ai responsabili di SME DIPE (Dipartimento Impiego del personale), ha illustrato, ancora una volta su tavoli separati, alcuni provvedimenti riconducibili al processo di riduzione dello strumento militare di cui alla legge 244/2012 e con le accelerazioni venute con la Legge 135/2012 (spending review), sulla falsariga di quanto già partecipato nella precedente riunione del 10 luglio (Notiziario n. 80 dell’11.07.2013).
Questi, in sintesi, i temi del confronto e le posizioni espresse dalla delegazione FLP DIFESA:
Area di Vertice: è’ in atto uno studio sulla riorganizzazione interna del Raggruppamento Logistico Centrale (RALOCE) che non comporterà varianti per il personale civile circa il cambio di sede e organici. Nello specifico, è previsto il cambio di dipendenza del Complesso Logistico “Castro Pretorio” con la valorizzazione della figura del Vice Comandante ed è prevista una riorganizzazione del Reparto Comando; è previsto altresì che l’11° Btg. Flaminia venga elevato al rango di Reggimento. La FLP DIFESA ha preso atto delle predette comunicazioni, riservandosi di approfondire ruolo e funzioni del personale civile una volta conosciuta le proposta di dettaglio delle riorganizzazioni in argomento.
Area Operativa: su questo fronte è prevista la riconfigurazione del 6° Rgt Alpino (Gestione Isola Addestrativa “Val Pusteria”) con la cancellazione di n. 34 posizioni organiche (P.O.) di personale civile, in quanto nessuna di questa risulta ripianata nelle tabelle organiche del suddetto RGT. Il Museo Storico di Palmanova (n. 4 P.O. civili e n.4 effettivi) cambia dipendenza dalla Brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli (GORIZIA), ente in soppressione, alla Brigata “Friuli” in Bologna. A tal riguardo abbiamo chiesto notizie circa il reimpiego del personale civile dell’Ente in riordino di Gorizia, sollecitando la F.A a avviare con sollecitudine iniziative di carattere territoriale (“Conferenza di Servizi”) per la verifica delle collocabilità del personale civile.
Area della Formazione: il Raggruppamento Unità Addestrative (RUA) di Capua cambia dipendenza transitando dal Cte per la Formazione e Scuola di Applicazione (TO) al Cte della Scuola di Fanteria di Cesano nel primo trimestre del 2014. Tale cambio di dipendenza non ha impatto sul personale civile, essendo propedeutico alla sua chiusura prevista nel 2014.
Area della Logistica: in relazione a quanto previsto dal D.M. 29 marzo 2013, il COMLOG e i suoi Dipartimenti sono riconfigurati in Comandi, che avranno alle dipendenze gli Organi esecutivi. E’ in atto una fase di studio e, a detta di SME, non dovrebbero esserci criticità per quanto riguarda il personale civile. Su questo argomento, la FLP DIFESA si è riservata di presentare uno specifica proposta, una volta terminata la fase di studio e partecipate alle OO.SS. gli orientamenti definitivi, che renda evidente ruolo e funzioni del personale civile in particolar modo nei settori di carattere amministrativo, del personale e delle attività antinfortunistiche. E’ prevista altresì la costituzione di un NIF (Nucleo Iniziale di Formazione) ITB nell’ambito del CEPOLISPE con la collocazione nello stesso di 6 P.O. civili (profili tecnici) e n. 2 posizioni militari. Il personale sarà tratto dall’Ente interessato, e la costituzione del suddetto NIF potrà essere ampliata in futuro in base alle necessità. Lo Stabilimento Balneo Termale ed Elioterapico di Ischia transita di dipendenza dal Capo Reparto Sanità del Dipartimento Sanità del COMLOG al Vice Comandante del Comando Militare della Capitale e assumerà anche competenze di Organismo di Protezione Sociale. Per quanto attiene alcune problematiche relative al MACRA Piacenza, SME ha reso noto che è stata annullata la variane organica proposta nella riunione di luglio (si veda il Notiziario n. 111 dell’11.07.2013) per come fortemente richiesto dalla nostra O.S., e ha comunicato che è stata preventivamente esperita un’indagine tra il personale civile di area terza per l’incarico di Capo Sz. Contratti, che ha dato esito negativo. Da qui, la variante organica proposta. A tal riguardo, FLP DIFESA ha espresso piena soddisfazione per il metodo adottato che è in linea con quanto rappresentato nella precedente riunione del 10 luglio 2013.
Area Territoriale: è’ in fase di studio la riorganizzazione del Comando Militare della Capitale per renderlo maggiormente aderente alle esigenze di funzionamento di un Comando di Vertice, in attesa del processo definitivo di riorganizzazione previsto per il 2014. Sul punto, FLP DIFESA ha richiamato la necessità, per altro già evidenziata in precedenza per la riorganizzazione di altri Enti di livello intermedio della F.A. (IGM, COMFODIN, etc.), di prendere visione del progetto di dettaglio, comprensivo degli organigrammi funzionali, con relativi impieghi e incarichi attribuiti al personale civile, che dovrà a nostro avviso essere connotato nel segno di quella “attribuzione di funzioni e compiti al personale civile” prevista dallo schema di decreto attuativo sui nuovi assetti. Conoscere nel dettaglio l’organigramma funzionale degli Enti prima della sua adozione significa consentire alle Parti sociali di proporre dei contributi e di avanzare eventuali proposte che rendano ancor più evidente l’apporto del personale civile in linea con le scelte di “civilizzare” parte delle attività, e questo, ovviamente, anche attraverso tavoli tecnici di confronto a livello territoriale.
Successivamente ha preso la parola il Col. Calabro’ di SME DIPE, che ha evidenziando come la F.A. intenda muoversi, per i reimpieghi, ponendo in essere le procedure previste dal CCNI Difesa 6.07.2000 con le integrazioni successivamente convenute tra le Parti in sede politica con l’allora Sottosegretario Cicu (anno 2003), In questo quadro, per l’ex CME VENETO e per il 1° RGT AVES “Antares” di Viterbo (provvedimento temporaneamente sospeso) è prevista l’adozione della procedura semplificata di reimpiego del personale civile.
Per quanto riguarda invece l’offerta formativa 2014, sempre il Col. Calabrò ha sottolineato la necessità di incrementare la professionalità della componente civile della F.A., chiedendo la collaborazione delle OO.SS. al fine di utilizzare nel modo migliore possibile le somme di cui la F.A. dispone per la formazione, allo scopo di non disperdere fondi. A tal riguardo FLP DIFESA ha espresso pieno assenso.
Sul punto relativo alla formazione, notiamo con grande soddisfazione che, dopo l’ apertura del tavolo di confronto con le OO.SS. ripetutamente richiesto dalla nostra O.S. e che si è sostanziato nelle due riunioni di luglio (vds. Notiziario n. 79 dell’8.07.2013) e di settembre (vds. Notiziario n. 111 del 9.09.2013), giungono segnali nuovi e positivi anche da parte di altri Organi Programmatori, nella circostanza l’Esercito, che denotano sensibilità e attenzione rispetto alle tematiche della formazione e l’intendimento di procedere finalmente anche attraverso il confronto con le Parti sociali, dopo oltre 10 anni in cui questo confronto è mancato del tutto. Ne siamo ovviamente contenti, e auspichiamo che questo nuovo modo di procedere in materia di formazione, definita dai CCNL la leva strategica nei processi di riorganizzazione delle AA.PP., diventi prassi costante anche all’interno del Ministero Difesa allineando la nostra Amministrazione alle pratiche da sempre in essere in altri Dicasteri.
Di seguito, pubblichiamo la scheda predisposta da SME-RPGF con i contenuti della riunione odierna e alcune tabelle sempre predisposte da SME e relative ad alcuni Enti in riordino. Pubblichiamo altresì la nota datata 10 u.s. della nostra struttura territoriale di Firenze in merito alle nuove dotazioni organiche dell’ IGM.
Nella prima mattinata di oggi, si è tenuta presso la Camera dei Deputati l’audizione delle OO.SS. della Difesa in merito agli schemi di decreti attuativi della delega di cui alla legge 31.12.2012, n. 244 sul riassetto organizzativo in chiave riduttiva delle Forze Armate. L’audizione, da noi richiesta con nota del 23 set. 2013, è avvenuta di fronte alle Commissioni Difesa dei due rami del Parlamento riunite in seduta congiunta, ed è stata presieduta dal Presidente della Commissione Difesa della Camera, on. Elio Vito.
In previsione di questa importante scadenza, FLP DIFESA ha predisposto un documento molto dettagliato, che alleghiamo al presente Notiziario, consegnato al Presidente Vito ma illustrato solo in parte in considerazione dei tempi estremamente risicati assegnati agli interventi delle OO.SS. (5 minuti!)
Il nostro documento si compone di quattro parti: nella prima, propone alcune considerazioni preliminari che fanno da sfondo alle scelte di riordino; nella seconda, trovano posto le nostre osservazioni sui contenuti della legge delega, osservazioni, come noto, molto critiche che hanno a suo tempo portato la nostra O.S. a scendere in piazza (6 luglio 2012) per chiedere modifiche profonde al disegno di legge delega; la terza parte dà conto delle buone risultanze dei confronti di luglio tra l’Amministrazione e le Parti sindacali che hanno portato a importanti modifiche/integrazioni dei testi dei decreti attuativi originariamente predisposti dall’Ufficio Legislativo; infine, la quarta e ultima parte contiene le nostre proposte in merito alle criticità che, a nostro avviso, continuano a permanere all’interno degli schemi adottati dal Consiglio dei Ministri, parte dei quali derivanti dalla espunzione di parti di testo convenuti con le OO.SS. e che poi sono stati poco comprensibilmente cancellati negli schemi usciti da Palazzo Chigi.
In audizione, la FLP DIFESA ha affermato di essere stata sempre consapevole della necessità di operare una revisione in senso riduttivo dello strumento militare, esigenza necessaria alla luce dei corposi tagli al bilancio intervenuti nel corso degli ultimi anni, e finalizzata al riequilibrio del bilancio della Difesa (70% personale; 18% investimenti e 12% esercizio). A fronte di questa situazione, noi ci saremmo attesi due cose: in primis, una analisi approfondita delle cause che hanno prodotto la lievitazione abnorme delle spese del personale (oltre il 70%, venti punti sopra la media europea, e per il 90 % riferibile ai costi complessivi del personale militare). In secondo luogo, avremmo voluto che l’operazione riduzione diventasse l’occasione per un profondo ripensamento sul ruolo, sui compiti e sulle funzioni del personale civile, muovendo con decisione nella direzione di quella “civilizzazione” che è stata la grande incompiuta della prima riforma Andreatta e che, se recuperata pienamente, avrebbe costituito di per sé la leva per una più efficace spending review, atteso che, a parità d’impiego, i costi di personale civile sono decisamente inferiori a quelli di personale militare. Così purtroppo non è stato, e la logica unica che ha ispirato le scelte di riduzione è stata solo quella dei tagli degli organici che, lo dimostrano i numeri richiamati nel nostro documento, ancora una volta ha penalizzato di più la componente civile, e che ancor più la penalizza per quanto attiene le diverse opzioni previste per la gestione delle eccedenze. Ebbene, pur a fronte dei contenuti allo stato immodificabili di quella delega, rispetto ai quali sarebbe stata a suo tempo necessaria un’azione più decisa del fronte sindacale che purtroppo è mancata, qualche novità positiva c’è stata, frutto dell’azione unitaria del Sindacato nei confronti di luglio. Ma non basta, evidentemente, atteso che permangono nei testi alcune importanti criticità, rispetto alle quali FLP DIFESA ha formulato alcune proposte emendative indicate nell‘ultima parte del documento (punto 4.), in particolare su “depotenziamento” di SGD, transiti nei ruoli civili, reimpieghi/mobilità e assunzioni.
Nella Gazzetta Ufficiale n. 238 del 10 ottobre u.s., è stato pubblicato il DPR 6 agosto 2013, n. 115 che contiene il “Regolamento recante disposizioni per il riordino delle scuole militari e degli istituti militari di formazione, a norma dell’art. 11, comma 2, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95 convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135” (spending review).
Come si ricorderà, lo schema del predetto regolamento è stato oggetto di informazione alle OO.SS. nazionali in data 13.12.2013 nel corso della riunione con l’allora Sottosegretario Magri. Trattasi del provvedimento predisposto dall’Amministrazione in attuazione dell’art. 11, commmi 1 e 2, della Legge n. 135/2012, finalizzato a razionalizzare e a ottimizzare tutto il sistema delle scuole di formazione pubbliche nel contesto della c.d. “spending review”. Proviamo a ricordare i provvedimenti di riordino interessanti scuole e istituti di ciascuna Forza Armata, che trovano posto nell’art. 2 del DPR 115:
– per l’Aeronautica: la soppressione entro il 31 dicembre 2013 del “Centro di formazione didattica e manageriale”, con relative competenze attribuite all’Istituto di Scienze militari AM di Firenze;
– per l’Esercito: la soppressione, entro il 31 dicembre 2014, del Comando Raggruppamento Unità Addestrative (RUA) di CAPUA con transito di competenze al 17° RAV “Acqui” di CAPUA, riorganizzato su 2 battaglioni e che diventerà il polo addestrativo più importante; il transito di dipendenza, sempre entro la stessa data, del 17° RAV “Acqui” di CAPUA, dell’85° RAV “Verona” di MONTORIO V. e del 235° RAV “Piceno” di ASCOLI P. dal RUA alla Scuola di Fanteria di CESANO.
– per la Marina: la soppressione, entro il 31.12.2016, del Centro di addestramento e formazione del personale volontario della M.M. di Taranto con transito di competenze alla Scuola SU M.M. di Taranto;
– per l’Arma dei Carbinieri: la soppressione, entro il 31.12.2013, delle Scuole Allievi Carabinieri di Fossano, che non impiega dipendenti civili, e di Benevento, dove invece operano 18 dipendenti civili.
Il testo del DPR 115 è pubblicato su questa stessa pagina come allegato.
In merito ai provvedimenti di riordino di cui sopra, particolarmente complesse sono apparse, sin da subito, le problematiche innescate dalla soppressione della Scuola Allievi CC di Benevento, e questo in considerazione del fatto che non insistono in Benevento e provincia altri Enti della Difesa. Dell’argomento si è discusso, su nostra richiesta, nel corso dell’apposita riunione tecnica che si è tenuta in data 5 settembre u.s. presso il Comando Generale dei CC, sui cui contenuti e risultanze abbiamo dato notizia ai colleghi con il Notiziario n. 96 di pari data. Le collocabilità individuate dall’Arma prevedevano il reimpiego di n. 8 lavoratori presso il proprio Comando Provinciale di Benevento, mentre per le altre 10 unità le possibilità di reimpiego erano riferite a Enti di altra F.A. in sedi diverse e distanti. Una ipotesi di reimpiego non praticabile, che nel caso venisse attuata creerebbe disagi notevoli e duraturi ai lavoratori.
A fronte di questa situazione, le OO.SS. nazionali hanno unitariamente richiesto al Cdo Generale CC: che venga esperita la ricerca di tutte le possibili collocabilità in ambito altre AA.PP. e, conseguentemente, la convocazione di una apposita Conferenza dei servizi, rispetto alla quale ci risulta che l’Arma si sia già attivata presso SMD; in aggiunta, la disponibilità dell’Arma a reimpiegare il personale non collocabile in altre AA.PP. presso strutture proprie di Benevento e provincia, anche eccezionalmente a livello di “compagnia”. Le verifiche sono tuttora in corso, in attesa delle quali il Cdo Generale ha opportunamente procastinato al 30 nov. 2013 la data per la presentazione dei “desiderata” da parte dei lavoratori civili.
Si fa riserva di ulteriori informazioni al riguardo.
Il sen. Bruno Alicata, relatore in Commissione Difesa
Mercoledì 9 ottobre u.s. è stato formalmente avviato dalle Commissioni Difesa di Camera e Senato l’esame dei due schemi di decreto legislativo attuativo della legge delega 244/2012 sulla riduzione dello strumento militare, che dovrà concludersi con il “parere” di rito entro il prossimo 1° dicembre. Ma mentre la Commissione Difesa della Camera ha rinviato alla prossima riunione l’intervento dei propri relatori, in quella del Senato si sono già svolte le relazioni illustrative, affidate ai senn. Vattuone (PD) e Alicata (PDL) (si vedano i “resoconti” pubblicati in questa stessa pagina).
Il sen. Vattuone si è occupato del primo dei due decreti attuativi, quello sui nuovi assetti ordinamentali. Dopo aver ricordato che l’attuazione della delega avverrà “tramite la tecnica della novella al Codice dell’ordinamento militare di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010” e le finalità in termini di riduzione e di riequilibrio della spesa (50% su personale; 25 % su investimenti e esercizio), il relatore ha ricordato innanzitutto “la novella all’articolo 15 del Codice, che, riproducendo le funzioni e i compiti attualmente previsti per il Ministero della Difesa, ne demanda infatti la ripartizione tra le aree e gli uffici a un regolamento di organizzazione”, che, lo ricordiamo, dovrà anche ripartire le funzioni e i compiti tra le due componenti del personale con “tendenziale attribuzione di quelli tecnici e amministrativi al personale civile”. Ha poi passato in rassegna la riorganizzazione delle diverse aree delle FF.AA. e i diversi provvedimenti di riduzione, pari al 31% dell’attuale assetto, che dovranno essere ultimati entro il 2018.
Ha poi preso la parola il sen. Alicata (PDL) che ha invece relazionato sul secondo dei due provvedimenti (quello sul personale). Ha ricordato innanzitutto i tagli previsti al 2024 (10.000 unità civili e 33.000 militari), ma anche quelli ex DL 95/2012, già effettuati nei ruoli civili (DPCM 23.01.2013) e da effettuare nei ruoli militari al 31.12.2015 con organico fissato a 170.000 unità, e segnalando al contempo anche i tagli importanti sul fronte dirigenziale. Ha quindi affrontato la questione relativa alla gestione del personale in eccedenza, con le diverse opzioni sul fronte del personale militare, molto più rassicuranti e garantiste rispetto a quelle, molto meno rassicuranti, sul fronte civile che prevedono in ultima istanza anche il collocamento in disponibilità. C’è un passaggio nell’intervento del sen. Alicata che ci ha particolarmente colpito: è quello in cui si afferma che per il personale militare non dirigente in eccedenza “sono invece previsti transiti a domanda nei ruoli del personale civile dell’amministrazione della difesa o di altre amministrazioni pubbliche (nell’ambito dei posti resi disponibili dalle amministrazioni interessate entro il limite delle relative facoltà assunzionali)”. Dunque, ad avviso del relatore, le due fattispecie di transito (verso i ruoli civili della Difesa, la prima; verso le altre PP.AA., la seconda) sarebbero regolate in modo analogo (su istanza individuale e entro il limite delle rispettive facoltà assunzionali). Bene, ad essere franchi, confessiamo di aver avuto una diversa impressione, anche in considerazione della modifica del testo operato dal Consiglio dei Ministri che, all’art. 2209 quater (transiti verso i ruoli civili Difesa), aveva espunto la frase concordata con le OO.SS. “nell’ambito del 20% delle relative facoltà assunzionali” e nella quale, va detto, non era comunque stato previsto il transito solo a domanda. Ovviamente, sosterremo a spada tratta l’interpretazione del sen. Alicata che, ove così fosse, ci risolverebbe davvero un gran problema. Il relatore ha infine affrontato le questioni che riguardano il personale civile (rimodulazione triennale degli organici e piani di riassorbimento delle eccedenze), e ha ricordato la riserva del 15% in materia di mobilità verso altre PP.AA. e l’estensione a 60 mesi del periodo utile a fruire del collocamento in disponibilità.
Ultima annotazione: mentre è già partito l’esame delle Commissioni Difesa, non ci sono ancora notizie in merito alla ripresa del confronto con le OO.SS., su cui il vertice politico si era impegnato a luglio. Abbiamo pertanto inviato al Sottosegretario Pinotti la nota che alleghiamo al presente Notiziario.
Mercoledì 9 ottobre p.v. inizierà l’esame parlamentare dei due schemi di decreti attuativi della legge delega 31.12.2012, n. 244 sulla riduzione dello strumento militare. A due mesi esatti dalla loro adozione in prima lettura dal Consiglio dei Ministri (CdM), il 2 ottobre u.s. entrambi i provvedimenti sono stati assegnati ad ambedue le Commissioni Difesa (Atto n. 32, lo schema di D. Lgs. sugli assetti ordinamentali; Atto n. 33, lo schema di D. Lgs. sul personale, tutti e due pubblicati in questa stessa pagina come allegati). Successivamente, i Presidenti La Torre e Vito hanno nominato i relatori nelle persone dei rispettivi Capogruppi di PD e PDL: i senn. Vattuone e Alicata (per il Senato) e gli onn. Scanu e Cicu (per la Camera).
L’esame parlamentare dei due provvedimenti dovrebbe dunque procedere parallelamente, ancorchè separatamente, all’interno delle due Commissioni. Nel corso della prima riunione del 9 p.v., dovrebbero essere fissati i tempi per la relazione dei relatori (potrebbe essere martedì 15 ottobre) e, soprattutto, dovrebbe essere definito il calendario delle audizioni. Auspichiamo che vengano sentite anche le rappresentanze del personale, e dunque le OO.SS. della Difesa e i COCER interforze: per quanto ci riguarda, FLP DIFESA ha già formalizzato la richiesta di audizione con la nota inviata in data 23 settembre u.s. ai due Presidenti delle Commissioni Difesa, che ripubblichiamo in questa stessa pagina. L’esame delle Commissioni dovrà comunque necessariamente concludersi entro 60 giorni dalla data di assegnazione, con l’espressione del relativo “parere” che sarà di carattere esclusivamente consultivo; successivamente, il CdM provvederà alla definitiva adozione dei due provvedimenti attuativi, anche recependo le osservazioni e le proposte eventualmente contenute nei due pareri. Infine, come ultima tappa, ci sarà la pubblicazione dei due decreti in G.U., che dovrà accadere entro i 12 mesi dalla data di pubblicazione in Gazzetta della legge delega n. 244/2012, avvenuta in data 16 gennaio 2013 (G.U. n. 13).
Dopo avere così delineato il percorso, ancora lungo come si vede, che dovrà portare all’entrata in vigore dei due decreti, proviamo ora a mettere a fuoco le principali questioni sul tappeto. I colleghi ricorderanno certamente gli esiti positivi dei confronti di luglio tra l’Amministrazione e le OO.SS. nazionali: rispetto ai testi messi a punto dall’Ufficio Legislativo, molte le integrazioni e le modifiche positivamente operate su proposta unitaria delle OO.SS. (tra queste: previsione di “tendenziale attribuzione” di funzioni e compiti amministrativi al personale civile; rimodulazione delle norme riferite agli Stabilimenti dell’area industriale; riserva del 15% nella mobilità verso le altre AA.PP. per il personale civile della Difesa; risparmi derivanti dai riordini destinati in quota parte a FUA e formazione; e altre). Ma i testi adottati dal CdM evidenziano però anche dei punti di forte arretramento rispetto a quanto concordato nei confronti di luglio: la mancata previsione del limite assunzionale nei transiti del personale militare in esubero verso i ruoli civili della Difesa; la cancellazione dell’espresso riferimento alla “contrattazione decentrata d’amministrazione” per i reimpieghi; la cancellazione per i civili dell’opzione “esenzione” , mantenuta invece, e in che termini, per i militari. A questo, vanno poi aggiunti i punti su cui si era deciso di rinviare a settembre il confronto: la previsione del 50% di riserva dei posti nei concorsi civili per i volontari; la previsione di mobilità su base regionale nei piani triennali; e altre ancora.
Ebbene, a luglio avevamo concordato con il Ministro di riprendere il confronto sui testi usciti dal CdM subito dopo la pausa estiva. E’ già trascorso oltre un mese, il tempo stringe, è tempo di riavviare il tavolo.
Concludiamo con una informazione: in relazione alla denuncia resa in Parlamento dal Coordinatore di “Rete Italia Disarmo” circa l’acquisizione di tre veicoli F35 pur a fronte del temporaneo stop imposto dalla mozione votata il 26 giugno u.s., il Ministro Mauro è stato invitato a riferire in Commissione Difesa.
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