Notiziario n. 175 del 18 dicembre 2012 –

Il Ministro della Difesa Gianpaolo Di Paola

E, così, alla fine, la Camera ha approvato il disegno di legge delega (DDLD) sul riordino dello strumento militare nazionale, senza introdurre alcuna modifica rispetto al testo votato dal Senato il 6 novembre u.s..  Il Ministro Di Paola ce l’avrebbe dunque fatta, e potrebbe essere oggi soddisfatto perché la mission che si era dato appare alla fine compiuta. Ma, forse, a guardar bene le cose, potrebbe non essere   proprio così… La legge è passata, certo, ma la cornice di fondo appare notevolmente diversa da come il Ministro l’aveva forse immaginata. Proviamo a ricordare i diversi passaggi e a rifletterci sopra.

Sin dalla sua prima dichiarazione dopo la nomina a Ministro, l’amm. Di Paola aveva indicato con estrema chiarezza la mission che attribuiva al suo mandato: far votare dal Parlamento una legge delega per il riordino in chiave riduttiva dello strumento militare.  Tutta la prima parte del suo mandato è stata impegnata, in tutte le Sedi e in ogni occasione, a convincere gli interlocutori sulla necessità di una profonda riforma della Difesa, cosa sulla quale tutti erano scontatamente d’accordo. Il problema era un altro: in che modo, e rispetto a quali obiettivi, quella riforma dovesse essere strutturata. Ed è qui che purtroppo sono sorte le difficoltà: il Ministro ha fatto finta di coinvolgere tutti, ma alla fine ha deciso tutto lui, tenendo in nessuna considerazione le osservazioni e i contributi dei diversi interlocutori.

In ogni caso, dopo alcuni mesi di lavoro nel chiuso delle secrete stanze del Ministero, in data 6 aprile il Ministro Di Paola presenta in Consiglio dei Ministri la propria proposta. Non incontra molto entusiasmo tra i suoi colleghi, se è vero come è vero che il testo che approda in Senato appare modificato in molti punti importanti,  e peraltro alla fine reca solo la sua firma.  In Commissione Difesa, l’esame del provvedimento procede a rilento, molte le posizioni discordanti, e ad un certo punto viene accantonato perché la Commissione ha altro di ben più importante e urgente cui pensare (D.L. 95 sulla spending review).  Il lavoro riprende dopo la pausa estiva e il 6 novembre il Senato approva il DDLD: il testo votato reca  significative modifiche,  in primis la soppressione dei poteri straordinari del Ministro della difesa che,  nel testo presentato dal Governo, poteva svolgere, anche per conto di altri Paesi, attività negoziali per la commercializzazione di sistemi d’arma prodotti dall’industria nazionale.  Molte sono comunque le posizioni discordanti, in particolare sul fronte del personale.  Il giudizio che viene dalle Rappresentanze dei lavoratori, civili e militari, risulta decisamente negativo: FLP DIFESA organizza una manifestazione nazionale, tutte le OO.SS. appaiono critiche,  e altrettanto critici il COCER interforze e i COCER di Forza Armata.  Come si può pensare in queste condizioni di portare avanti una riforma che tocca in primo luogo il personale in totale dissenso?

L’interrogativo se lo pongono certamente in Commissione Difesa della Camera, ma fortissime pressioni per far presto vengono da tante parti: dai più alti livelli istituzionali, allo stesso Ministro; dai Vertici militari a settori importantissimi dell’ industria privata della Difesa.  Prende allora corpo e consistenza un’altra ipotesi: dare il via libera alla delega nel testo varato dal Senato (non ci sarebbe stato tempo sufficiente per una seconda lettura del Senato),  ma creare le condizioni affinché il  Ministro non possa esercitare nei fatti detta delega durante il corso del  mandato. Una soluzione tipicamente all’italiana, dunque, e peraltro anche nel bel mezzo di una crisi politica irreversibile, che si è tradotta nel “si” dei tre partiti della “strana maggioranza” (PDL, PD e UDC),  ma che viene accompagnata anche dall’approvazione  di alcuni ordini del giorno (o.d.g.) , il più politicamente pesante dei quali appare quello con il n. 22, che reca la firma di Cirielli e di esponenti di primissimo piano tutte le forze parlamentari presenti in Commissione Difesa, e che peraltro è stato votato all’unanimità.

Proviamo a leggere i passaggi centrali dell’o.d.g. Cirielli, che si leggono a pg. 54 del file nominato “Documenti esaminati nel corso della seduta dell’11 dic. 2012”), che pubblichiamo sul nostro sito web:

– “a garantire, nelle fasi di predisposizione degli schemi dei decreti legislativi, la consultazione, tramite l’acquisizione dei rispettivi pareri, dei sindacati e del COCER su tutte le materie che afferiscono alle loro competenze e a dare attuazione con specifici provvedimenti” ;

“tenendo conto del prossimo scioglimento delle Camere e dei tempi di ricostituzione delle Commissioni parlamentari, ad adottare i decreti legislativi in modo da consentire che il nuovo Parlamento possa pienamente esplicare i propri poteri di indirizzo e di controllo in relazione ai contenuti degli atti attuativi della delega conferita con il provvedimento in esame”.

Tradotto in parole povere, significa che il Ministro Di Paola non potrà chiedere, a Parlamento sciolto come sarà a giorni,  il varo dei Decreti delegati recanti i diversi  pacchetti di riordino delle Forze Armate e dei settori in cui sono articolate, già messi a punto dallo Stato Maggiore Difesa dopo un lavoro di parecchi mesi, e che ora dovranno necessariamente essere riposti nel cassetto.  E se questi pacchetti verranno mai recuperati (la storia d’Italia è comunque piena di deleghe accantonate…),   lo saranno  ad opera del  nuovo Ministro (si spera non tecnico, l’esperienza fatta non è apparsa molto positiva),  che sicuramente vorrà vederci più chiaro (e noi lo chiederemo), e poi esaminati dal nuovo Parlamento, che speriamo lo faccia con più attenzione.

 Va a tal riguardo anche aggiunto che, sulla base di una precisa sollecitazione venuta da alcuni Deputati, il Ministro Di Paola, nel suo intervento  del 5 u.s. in Aula, aveva testualmente dichiarato ”Io non sono un parolaio ! Io posso dare la parola, la mia parola può essere creduta o meno, ma io non sono un parolaio e la mia parola l’ho data in Commissione e la do in quest’Aula, che i provvedimenti, i decreti, non saranno da me proposti in assenza delle Camere e, quindi, approfittando del silenzio assenso. Questo non avverrà mai!”  (vds. Resoconto sommario del  5 dicembre 2012, p. 29, anch’esso pubblicato sul nostro sito).   E’ di tutta evidenza che la rassicurazione del Ministro ha fatto da battistrada all’odg Cirielli.

Ma se detto odg. (votato all’unanimità!) contiene senza alcun dubbio l’impegno politicamente più rilevante,  va detto che anche in altri  ordini del giorno votati dalla Camera si leggono impegni significativi per il Governo. Proviamo a leggerne i passaggi più interessanti: “Il Governo è impegnato a:

– “ad assumere iniziative urgenti, anche di carattere straordinario che accelerino le procedure per l’attuazione del piano Brin, ivi compresi lo sblocco delle risorse ad esso già destinate, risorse che, attraverso la normativa sulla perenzione, rischiano di essere irrimediabilmente perdute”  (o.d.g.  n. 4 a firma on. Vico, pg. 38 dei “Documenti esaminati nel corso della seduta dell’11 dic. 2012”);

 “ a prevedere, nell’attuazione dei decreti legislativi di cui alla delega in premessa, ogni utile iniziativa idonea a sopprimere l’istituto dell’ausiliaria, i richiami in servizio, le promozioni all’ultimo giorno di servizio, l’omogeneizzazione stipendiale e le indennità antiesodo per i piloti e controllori di volo”  (o.d.g.  n. 10  a firma on. Bernardini e altri, pg. 42, “Documenti esaminati…”);

– “a non emanare i decreti in premessa senza aver acquisito il parere che le organizzazioni sindacali e le rappresentanze militari saranno chiamate ad esprimere quale sintesi dei pareri e delle proposte formulate dagli organismi di base e intermedi” (o.d.g. 11 on. Farina  etc., pg.43, “Documenti esaminati..”);

 “per l’insieme delle questioni che riguardano il personale, a riconoscere agli organismi di rappresentanza del personale militare e ai sindacati del personale civile un effettivo ruolo negoziale dando luogo, per gli aspetti di competenza degli organismi citati, a una fase di interazione ai sensi di quanto disposto dall’articolo 19, comma 3 della legge 4 novembre 2010 n. 183, al fine di raggiungere risultati di comune soddisfazione” (odg.11 a firma on. Rugghia e altri, pg.51  “Documenti esaminati…”):    al Ministro Di Paola sarà venuta sicuramente l’orticaria a leggere del “ruolo negoziale” da riconoscere alle OO.SS… .

Il quadro che allora emerge dalla lettura dei documenti parlamentari disegna una situazione decisamente diversa da quella verosimilmente auspicata dal Ministro Di Paola,  rispetto alla quale anche il Sindacato, tenuto da Di Paola rigorosamente fuori da ogni confronto vero, rientra pienamente in partita.  L’approvazione della delega è una vittoria del Ministro? Forse, ma una vittoria di Pirro, che di fatto lo esclude dalle decisioni vere ed effettive, che vengono rinviate al prossimo Ministro.

  (Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Resoconto sommario Aula Camera 5 dic. 2012

Allegato 2: Resoconto sommario Aula Camera 11 dic. 2012

Allegato 3: Documenti esaminati seduta 11 dic. 2012

Notiziario n. 174 del 13 dicembre 2012 –

Il Sottosegretario Magri seguito dal Capo di SMD gen. Abrate

Si è tenuta oggi al Gabinetto un incontro tra le OO.SS. e il Sottosegretario Magri, alla presenza di Rappresentanti di tutti gli SS.MM., SGD, Cdo Gen. CC e Igesan. Questi gli argomenti trattati:

1. Schema di Regolamento per il riordino delle scuole e degli istituti militari di formazione

Trattasi del provvedimento predisposto dall’Amministrazione in attuazione dell’art. 11, come 1 e 2, della Legge 135/2012, finalizzato a razionalizzare e a ottimizzare tutto il sistema delle scuole di formazione pubbliche nel contesto della c.d. “spending review”. Gli interventi previsti sono quelli illustrati nel corso delle recenti riunioni tecniche con SMA (vds. Notiziario n. 146 del 2 nov u.s.) e con SME (vds. Notiziario n.168 del 6 u.s.), mentre per gli interventi di interesse della Marina e dell’Arma CC,  i rispettivi Organi Programmatori hanno omesso ogni informazione preventiva alle OO.SS.   La FLP DIFESA ha denunciato questa inadempienza, in particolare per l’Arma (a Benevento,  è stata data notizia al personale, dalla sera alla mattina, della chiusura della Scuola, con forte impatto sui media…)

2. Schema D.M. attuativo del taglio del 10% di organici/Uffici non dirig. disposto dalla L.148/2011

Sull’argomento, abbiamo riferito in vari nostri Notiziari precedenti (nn. 116 e 119/2011, e in maniera ancor più dettagliata nel Notiziari n. 12 del 23 gen. e n. 157 del 19 nov , ai quali rinviamo). Trattasi di un provvedimento provvisorio in attesa dell’attuazione della “spending review”, e prevede l’ulteriore riorganizzazione in chiave riduttiva  (la terza, dal 2008 ad oggi)  dell’area centrale del Ministero, che si traduce nella costituzione di un nuovo Reparto, il VI°, che tratterà di contenzioso e affari legali, e nella soppressione dell’ ex Geniodife, che viene riconfigurata all’interno di Segredifesa.  Prevede anche la ricollocazione all’interno del 1° Reparto della ex CIVILSCUOLADIFE, rinominata CEFODIFE (Centro di formazione della Difesa), con le attribuzioni di cui all’art. 5, comma 3, dello schema di DM. In  particolare, viene previsto la costituzione dell’ “Albo dei Docenti” (finalmente!!!) e di un “Comitato Scientifico”, al quale è demandata la predisposizione del piano annuale di formazione del personale. A tal riguardo, la nostra O.S. ha richiamato l’attenzione del tavolo sul fatto che, ai fini della messa a punto del predetto piano, non è previsto alcun confronto con le OO.SS. nazionali, che invece costituisce prassi costante in tutte le altre AA.PP. e ne ha richiesto l’introduzione nello schema di DM.

La “dimenticanza” si lega peraltro ad un’altra operazione contenuta nel provvedimento di che trattasi, quella della soppressione  della ex 10^ Divisione (“Formazione, aggiornamento e riqualificazione”) che viene accorpata alla 2^ Divisione che tratta di mobilità e riordini e, da ora, anche di formazione.  A giudizio della FLP DIFESA, il combinato disposto delle due cose offre una ulteriore dimostrazione della scarsa rilevanza che nella nostra Amministrazione assume la formazione, che è gestita in modo separato, poco trasparente  e scoordinato, con modalità non al passo con i tempi, e al netto di ogni confronto con le OO.SS.  A tal proposito, su nostra sollecitazione, il Vice Segretario Generale si è impegnato, di fronte a tutto il tavolo, di convocare entro il prossimo mese di gennaio una riunione con le OO.SS. nazionali sul tema “formazione”, che FLP DIFESA ha chiesto nella riunione a SGD del 3 ott. (si veda il Notiziario n. 131 dell’8.10.2012). Ulteriori rinvii, a questo punto, apparirebbero prese in giro.

L’ultima nostra annotazione riguarda i nuovi organici di SGD, DD.GG. e UU.CC. , che sul fronte del personale civile vengono corposamente ridotte, mentre decisamente molto di meno sul quello militare.

La questione si lega a quella, di strettissima attualità, relativa all’ipotesi di accorpamento “3 in 1” (Persociv-Persomil-Previmil) e legata alla imminente nuova riorganizzazione in chiave riduttiva discendente dalla L. 135/2012. A tal riguardo, a seguito di nostra pressante sollecitazione, il Sottosegretario ha dichiarato che l’ipotesi accorpamento ( e conseguente trasferimento di Persociv) è ancora allo studio, che la decisione sarà conseguente, e che non è escluso che la stessa possa essere assunta dal Ministro Di Paola,  pur a Governo dimesso e a Parlamento sciolto. Affermazioni certamente poco rassicuranti, che inducono a mantenere alto lo stato di mobilitazione unitaria già in atto.

3. Riordino Sanita Militare in chiave interforze

Come noto,  il riordino della Sanità militare in chiave interforze era uno dei punti oggetto della delega richiesta dal Ministro per la riforma dello strumento militare presentato ad aprile scorso al Senato. Mentre il disegno di legge delega (DDLD) era ancora all’esame della Commissione Difesa del Senato, il Ministro firma l’8 agosto una direttiva che prevede la soppressione di importanti strutture, al netto di qualsiasi informazione e confronto con le OO.SS. nazionali.  La nostra O.S. intercetta a fine agosto questa Direttiva, la pubblica sul proprio sito (vds. Notiziario n. 117 del 7 set.), e viene giù il putiferio negli Enti interessati, tutti assolutamente all’oscuro.  L’incontro con il Sottosegretario avviene a oltre due mesi di distanza dalla nostra richiesta (vds Notiziario n. 150 del 7 nov.),  e in quella sede il dr. Magri conferma le scelte di soppressione, rinviando ad un successivo incontro con le OO.SS. la messa a punto delle  “azioni” e della “tempistica” dei provvedimenti.  Si comprende allora bene la nostra incredulità nel leggere la nota agli SS.MM. e Cdo Gen. CC a firma del Capo di SMD, che reca “azioni” e “tempistica” dei provvedimenti, e che risulta datata antecedentemente alla riunione del 7 nov. Ancora una volta la nostra O.S. intercetta questa nota,  la pubblica sul proprio sito (vds. Notiziario n. 156 del 15 nov. u.s.) e viene per la seconda volta giù il diluvio, tenuto conto che alcuni Enti interessati apprendono di dover chiudere a distanza di un mese e mezzo!  Oggi, a quasi un mese di distanza dalla nostra richiesta, la nuova riunione con il Sottosegretario.  Nel suo intervento iniziale, il dr. Magri ha:

confermato tutti i provvedimenti e la relativa tempistica di cui alla nota del Capo di SMD, e in primo luogo quelli che sopprimono al 31 dic. p.v.  le attività medico legali dei DMML di  Torino e Palermo e delle attività di altri Enti (Cdi Sanità di Padova e Napoli; Magasan di Caserta; etc.);

– precisato, per quanto attiene agli Enti in soppressione al 31 dicembre p.v., che il  reimpiego del personale civile non presenta particolari difficoltà, atteso che tra le costituende posizioni (Poliambulatori Regioni Mil. Nord Torino e Sud  Palermo; potenziamento di CESEL Palermo) e quelle disponibili in altri Enti delle Sedi interessate (oltre a Palermo e Torino, anche Padova e Napoli) vi è la necessaria capienza per il reimpiego in ambito Difesa (vds prospetto allegato consegnato in riunione);

chiarito che non emergerebbero allo stato difficoltà particolari al reimpiego in ambito Difesa del personale civile in servizio negli altri Enti in soppressione nel 2013,  ad eccezione di Caserta (a fronte della soppressione combinata di Magasan il 31 dic. p.v. e DMML il 31.03.2013, emergerebbero disponibilità solo in A.M. Grazzanise) e di Chieti (disponibilità Arma per reimpieghi in Enti CC Chieti), sedi nelle quali i Prefetti dovranno, su richiesta dell’A.D.,  convocare presto Conferenze dei Servizi;

affermato che le scelte di soppressione nascono comunque da precise verifiche sui carichi di lavoro, che avrebbero evidenziato una insufficiente produttività di quegli Enti a fronte dei costi accertati.

Nel suo intervento, la FLP DIFESA ha riproposto il proprio netto dissenso rispetto alla scelta del Ministro di procedere al riordino della Sanità Militare prima dell’approvazione della legge delega, che pure lo contiene (art. 2, comma 1, let b, sub 5); ha rappresentato che, in base agli elementi in proprio possesso frutto di recenti assemblee, non risultano i deficit di produttività dichiarati (abbiamo consegnato una nota RSU DMML Palermo); ha chiesto di rinviare ogni decisione al prossimo Ministro, riportando il riordino della Sanita nel solco tracciato dagli impegni del Ministro e dall’o.d.g. Cirielli votato all’unanimità dalla Camera e, in subordine, il differimento di sei mesi dei provvedimenti, anche per avere più tempo per attivare i percorsi previsti dagli emendamenti introdotti al Senato (convenzioni ed intramoenia). La risposta del dr. Magri è stata, come prevedibile,  di totale chiusura, anche se se ne riparlerà in un prossimo incontro, che dovrebbe essere previsto per il 20 p.v.

Infine, su nostra sollecitazione anticipata da nota formale (Notiziario n. 168 del 6 dic u.s.), è arrivata la conferma in riunione che verranno poste in essere le procedure di reimpiego previste dal CCNI.

(Giancarlo Pittelli

Allegato 1: Riordino Sanità Militare – Provvedimenti in data 31.12.2012

Allegato 2: Schema di DPR Regolamento riordino Scuole e Ist. Form. Militari

Notiziario n. 172 del 12 dicembre 2012 –

L’Aula della Camera dei Deputati

Ieri sera, alle ore 19.55,  la Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge delega (A.C. 5569) per la riforma dello strumento militare nazionale nello stesso testo uscito dal Senato il 6 novembre u.s..   E così, il progetto di riforma fortemente voluto dal Ministro Di Paola è diventato legge, ed è dunque accaduto quello che avevamo preannunciato con il nostro precedente Notiziario n. 171 di ieri.

 Pur nel mezzo della crisi politica oramai irreversibile del Governo Monti,  nella riunione di ieri mattina la Conferenza dei Capigruppo aveva deciso di procedere comunque nell’esame del disegno di legge delega e di arrivare al voto finale nella stessa giornata.  Come avevamo denunciato ai colleghi nel nostro Notiziario di ieri,  le fortissime pressioni venute dai Vertici militari e non solo (pensiamo solo all’industria privata del settore Difesa…)  hanno indotto, prima i  “soldatini” della Commissione Difesa (la definizione è dell’on. Paglia) e poi la Camera, ad approvare questa legge a tamburo battente,  mentre altri provvedimenti di ben diversa e superiore rilevanza (pensiamo solo alla delega fiscale, al decreto sviluppo o a quello che riduce le Province….) sono rimasti dietro.

Ritirati o bocciati tutti gli emendamenti presentati,  ridotto ai minimi termini il dibattito, tenute fuori dal confronto in Aula tutte le questioni irrisolte della riforma, la Camera, a nostro avviso, ha scritto ieri una brutta pagina di storia parlamentare. Non era mai accaduto, in tutto il sessantennio repubblicano, che un Parlamento moribondo attribuisse  ad un Governo già morto la delega per la riforma di uno dei settori nevralgici nella vita di un Paese.

Sarebbe stato molto più logico, come noi avevamo pure richiesto nel documento consegnato alla Commissione Difesa in sede di audizione, che,  partendo dal lavoro già fatto,  la scelta sui contenuti della delega venisse rinviata al nuovo Parlamento e che la delega venisse esercitato dal nuovo Ministro.  E’ uscito fuori invece un pateracchio all’italiana,  e  cioè  una delega attribuita ad un Esecutivo che non la potrà però esercitare, tenuto conto che (come avevamo anticipato nel nostro Notiziario n. 171 di ieri)  è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno presentato dall’on. Cirielli, Presidente della Commissione Difesa,  su cui il Governo ha addirittura espresso parere favorevole,  che impegna il Governo attuale a non esercitare la delega, anche se comunque la stessa è stata di fatto già esercitata per il riordino della Sanità militare in chiave interforze.  Una delega attribuita di fatto all’Esecutivo e al Ministro della Difesa che verranno dopo le prossime elezioni politiche,  che però, paradossalmente, potrebbero non essere d’accordo con l’impianto e i contenuti della delega approvata oggi.  Incredibile!

 Pur con gli occhi ancora increduli di fronte a quanto successo ieri alla Camera,  e che peraltro abbiamo seguito in diretta televisiva sul canale digitale della Camera dei Deputati,  invitiamo i colleghi, che sappiamo essere nella stragrande maggioranza molto critici come noi sul provvedimento,  a guardare comunque il lato positivo della medaglia: l’amm. Di Paola non potrà comunque esercitare la delega e sottoporre al Consiglio dei Ministri i decreti attuativi recanti i pacchetti di riordino che sappiamo essere comunque già pronti da tempo e che, per il momento, dovranno invece essere riposti nel cassetto.

 Il nostro giudizio di merito sui contenuti della delega è decisamente negativo, come i lavoratori ben sanno,  soprattutto i tanti che hanno condiviso la nostra ferma opposizione che si è concretizzata nelle diverse iniziative avviate e  nella manifestazione nazionale contro il progetto Di Paola che abbiamo organizzato il 6 luglio u.s. sotto palazzo Baracchini. Solo tagli di personale e di strutture; mancanza di una seria riqualificazione della spesa; nessuna misura concreta per il personale civile;  niente riduzioni di spesa in armamenti; non toccati in alcun modo i tantissimi privilegi e i tanti sprechi che ancora si annidano nella Difesa.

 Non consideriamo comunque ancora persa la nostra battagliaLa riprenderemo con rinnovato vigore di fronte al nuovo Parlamento e al nuovo Ministro,  ai quali chiederemo sin da subito di rivedere alcune parti della delega e di procedere al varo dei decreti attuativi attraverso un  confronto preventivo, vero e serio,  con le Rappresentanze del personale e dunque anche con le OO.SS., e questo anche in  linea con l’impegno che oggi il Ministro Di Paola ha assunto con il Parlamento esprimendo parere favorevole su un altro ordine del giorno approvato dall’Aula nel corso della stessa seduta odierna.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Il testo della legge delega approvato da Senato e Camera dei Deputati

Notiziario n. 171 dell’ 11 dicembre 2012 –

L’amm. Bini Mantelli, nuovo Capo di SMD

Nell’ultima  riunione del 5 u.s., su proposta del Ministro della Difesa amm. Gianpaolo Di Paola, il Consiglio dei Ministri ha provveduto a designare i nuovi vertici militari di Stato Maggiore Difesa, Stato Maggiore Aeronautica e Stato Maggiore Marina.

Nuovo Capo di Stato Maggiore Difesa, e dunque nuovo Capo delle Forze Armate italiane, è stato nominato l’amm. Luigi Bini Mantelli, attuale Capo di Stato Maggiore Marina. Nato a Breno in provincia di Brescia sessantadue anni fa, l’amm. Bini Mantelli ha ricoperto, tra gli altri incarichi, anche quello di Capo dell’Ufficio Generale di SMD al tempo in cui al vertice di SMD sedeva l’amm. Di Paola. Prenderà il posto dell’attuale Capo di SMD, gen, Biagio Abrate, nominato in data 17 gen. 2011.

 A Capo di Stato Maggiore Marina, in sostituzione dell’amm. Bini Mantelli, è stato invece nominato l’amm. Giuseppe De Giorgi, 59 anni. Figlio dell’amm. Gino, gia Capo di SMM nel periodo 1973-1977, dallo scorso febbraio è subentrato proprio all’amm. Bini Mantelli al Comando della Squadra Navale.

Il nuovo Capo di Stato Maggiore Aeronautica è invece il gen. Pasquale Preziosa, attuale Capo di Gabinetto del Ministro Di Paola.  Nato a Bisceglie nel 1953,  tra gli incarichi ricoperti figura anche quello di Comandante delle Scuole dell’Aeronautica Militare e della 3^ Regione Aerea. Il Gen. Preziosa prenderà il posto dell’attuale Capo di SMA, gen. Giuseppe Bernardis, in carica dal 25 febbraio 2010.

Nessuna nuova nomina,  invece,  al vertice dell’ Esercito,  e dunque il gen. Claudio Graziano, già Capo di Gabinetto del Ministro La Russa, mantiene l’incarico di Capo di SME.

Immaginiamo che, nelle intenzioni del Ministro Di Paola che ne ha proposto la nomina, la scelta dei nuovi Vertici militari  era stata fatta anche tenendo conto della loro “affidabilità” in merito alla prima e principale incombenza che ad Essi sarebbe stata ascritta: quella di gestire i riordini contenuti nei decreti legislativi attuativi della legge delega sulla riduzione dello strumento militare nazionale. Provvedimento che, come abbiamo riferito nel precedente Notiziario n. 170 di ieri,  già votato dal Senato e già passato, senza alcuna modifica, al vaglio positivo della Commissione Difesa della Camera, era in attesa dell’imminente pronunciamento del secondo ramo del Parlamento, che era previsto entro la seconda decade del mese in corso.  La crisi politica scoppiata in questi giorni ne ha in un qualche modo compromesso il percorso,  in quanto la presa di distanza da parte della principale forza di maggioranza e l’annuncio di astensione su tutti i provvedimenti in itinere, lasciavano immaginare lo stop anche per il disegno di legge delega recante la riforma dell’assetto dello strumento militare. Tutto apparirebbe a questo punto scontato, ma c’è un fatto nuovo che potrebbe determinare uno sviluppo diverso.

Il Ministro Di Paola e tutti i Vertici militari stanno infatti premendo enormemente sulle tre forze politiche che hanno sostenuto sinora il Governo affinchè la Camera voti comunque il provvedimento prima del suo scioglimento e lo traduca in legge: la motivazione starebbe tutta nella assoluta urgenza di varare le misure in esso contenute e nel fatto che sarebbe difficile per il futuro Parlamento riprenderne le fila. Rispetto a queste pressioni, è in atto una riflessione da parte di PDL, PD e UDC, e oggi a mezzogiorno è convocata una riunione dei Capigruppo per decidere in merito. L’ipotesi sulla quale si sta lavorando sarebbe quella di andare al voto della Camera e all’approvazione della legge delega, ma fissando un percorso che attribuisca al Ministro e alla legislatura che verranno il varo dei decreti attuativi.

Seguiremo da vicino gli sviluppi della vicenda e ne daremo tempestivamente conto ai colleghi.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Comunicato stampa del Governo del 6.12.2012

Notiziario n. 170 del 10 dicembre 2012 –

Il Ministro della Difesa amm. Gianpaolo Di Paola

Il disegno di legge delega (d.d.l.d.) di riforma della Difesa fortemente voluto dal Ministro Di Paola è avviato ingloriosamente al capolinea,  e a questo punto appare praticamente impossibile la sua traduzione in legge dentro l’orizzonte di questa legislatura.

A questo situazione si è arrivati a seguito della recente presa di posizione di una forza politica della maggioranza, che ha deciso di togliere il proprio sostegno al Governo, cui è seguita la risposta del prof. Monti che ha annunciato le irrevocabili dimissioni dell’Esecutivo dopo l’approvazione della legge di stabilità, situazione questa che provocherà verosimilmente lo scioglimento del Parlamento entro dicembre e il voto a febbraio.

Siamo ovviamente preoccupati per le ovvie ricadute negative di questa nuova crisi politica;  lo siamo invece molto di meno,  anzi a dire il vero per nulla,  per lo stop al progetto di Di Paola,  che, mal concepito e poi anche mal gestito, non è mai stato amato dai lavoratori determinando dure prese di posizione delle Rappresentanze, e che avrebbe potuto davvero “affondare la Difesa” secondo il grave giudizio del COCER  I.F. .

Ricordiamo le ultime tappe in Parlamento:  dopo le modifiche, in alcuni casi anche significative (per es., su area industriale e sanità militare), e la successiva approvazione da parte del Senato avvenuta in data 6 novembre u.s.,  il d.d.l.d. è passato alla Camera. La Commissione Difesa, cui il provvedimento era stato assegnato,  ne ha fatto un esame davvero sbrigativo dedicandovi complessivamente solo 8 ore e 44 minuti di lavoro, in pratica meno di una giornata,  accompagnato dal solito rituale di audizioni (anche quelle delle OO.SS. nazionali) che non hanno però spostato di una sola virgola l’orientamento della “strana maggioranza” (PDL-PD-UDC) che in data 29 u.s. ha bocciato frettolosamente tutti (sottolineiamo: tutti)  gli emendamenti presentati (oltre 50) e ha quindi licenziato positivamente il d.d.l.d,   il tutto al solo fine di arrivare alla più rapida approvazione del provvedimento da parte dell’Aula, come chiedeva Di Paola.

La discussione generale era iniziata in Aula il 4 dic. u.s. ed era proseguita il giorno successivo, nel quale si era registrato l’intervento rassicurante del Ministro Di Paola. Il quale, in ordine alla possibilità che l’adozione dei decreti attuativi della delega potesse avvenire a Camere sciolte e dunque senza il fondamentale controllo del Parlamento sui provvedimenti di riordino (l’obiezione era stata sollevata dalla nostra O.S. in sede di audizione,  vds. Notiziario n. 159 del 20.11.2012),  aveva dato la propria parola che “i decreti, non saranno da me proposti in assenza delle Camere e quindi, approfittando del silenzio assenso” (i resoconti di entrambe le sedute d’aula  sono pubblicati sul nostro sito web www.flpdifesa.org).   

La ripresa della discussione generale sul d.d.l.d.  era in calendario per martedì 11 dicembre p.v., e il voto finale sul provvedimento era previsto entro il 20 p.v., anche se l’imminente arrivo in aula del c.d. “decreto sviluppo” avrebbe potuto farlo slittare di qualche giorno.  In ogni caso, l’intendimento fermo era quello di approvare il provvedimento prima di Natale nello stesso testo votato dal Senato,  il che avrebbe comportato la conclusione dell’iter legislativo, cui sarebbe poi seguito la firma del Capo dello Stato, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e infine  l’entrata in vigore della legge delega. Tutto in linea con gli auspici più volte espressi da Di Paola e fatti propri anche dal recente Consiglio Supremo di Difesa tenutosi in data 28 nov. u.s. (vds. comunicato stampa anch’esso pubblicato sul nostro sito web).

La crisi politica in atto, del tutto imprevista, complica forse irrimediabilmente questo percorso, rendendo  oramai impraticabile il varo della legge.  Dunque, con buona pace dell’amm. Di Paola, di riforma della Difesa se ne riparlerà nella futura legislatura, se il nuovo Ministro lo vorrà, ma ripartendo da zero!

Vi invitiamo a partecipare al sondaggio sul nostro sito, esprimendo un giudizio sullo stop al d.d.l.d.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Resoconto Commissione Difesa Camera 29.11.2012

Allegato 2: Resoconto Aula Camera 04.12.2012 (vds. da pg. 115)

Allegato 3: Resoconto Aula Camera 05.12.2012

Allegato 4: Comunicato Consiglio Supremo Difesa del 28.11.2012

Notiziario  n. 168 del 6 dicembre 2012 –

 Si è svolta oggi  una riunione tra FLP DIFESA e SME–RPGF- Ufficio OO.FF. che ha riguardato i riordini che indichiamo di seguito, e di cui alla scheda qui allegata e alle slides pubblicate nel nostro sito:

 Costituzione di un nuovo Comando – il COMFORDOT – collocato alle dirette dipendenze dello SME, che viene posto  al vertice del riconfigurato  e più unitario settore della Formazione, Specializzazione e Dottrina,  scelta questa conseguente  alle  disposizioni contenute nell’art. 11 della Legge 135/2012 (“spending review”)  che impone la riorganizzazione  delle scuole pubbliche di formazione. Dal COMFORDOT dipenderanno gli Istituti deputati alla formazione di base degli Ufficiali, dei Sottufficiali e dei Graduati e Militari di Truppa, e i Comandi/Scuole che svolgono l’addestramento di specializzazione a favore del citato personale. Questi i provvedimenti di riordino più importanti: la soppressione, entro il 31 dicembre 2014, del Comando Raggruppamento Unità Addestrative (RUA) di CAPUA con transito di competenze al 17° RAV “Acqui” di CAPUA, riorganizzato su 2 battaglioni e che diventerà il polo addestrativo più importante; il  transito di dipendenza, sempre entro la stessa data, del 17° RAV “Acqui” di CAPUA, dell’85° RAV “Verona” di MONTORIO VERONESE e del 235° RAV “Piceno” di ASCOLI PICENO dal RUA alla Scuola di Fanteria di CESANO.

 Transito di dipendenza della Direzione di Amministrazione dell’Esercito (DAE) di Firenze dal Comando Logistico all’Ufficio Generale del Centro di Responsabilità Amministrativa dell’EI (CRAEI) che comporterà la revisione delle tabelle organiche di SME, COMLOG e DAE, e la ridefinizione dei compiti di DAE e COMLOG – Dip. Commissariato anche per evitare possibili conflitti di competenza. Entro il 15 dic. p.v., la  Sz. Trattamento Economico Eventuale e accessorio della DAE passa alle dipendenze del Dipartimento di Commissariato, Uff. Logistico Amministrativo di ROMA; per il resto, viene mantenuto l’attuale assetto della DAE, ivi compresi i Nuclei di revisione di Napoli e di Padova.

Nel suo intervento, FLP DIFESA ha preso atto dei provvedimenti di cui sopra, che peraltro hanno scarso impatto sul personale civile.   La nostra O.S. ha comunque ribadito per l’ennesima volta la necessità che, per il futuro,  il coinvolgimento delle Forze Sociali avvenga non solo in termini di mera informazione successiva resa dalla Forza Armata a valle di decisioni già assunte e di scelte già operate, ma venga collocata a monte e  in tempi che consentano un effettivo  coinvolgimento delle OO.SS. e garantiscano alle stesse di fornire un contributo di idee e di proposte a seguito del confronto con il personale interessato. Una sollecitazione, questa, che la nostra O.S. e tutto il Sindacato ripropone ogni volta, ma rispetto alla quale non ci sembra che esista, allo stato, disponibilità della Forza Armata e consapevolezza del ruolo importante della Forze Sociali che rappresentano personale che è parte viva di questa Amministrazione.

Una sottovalutazione che è certamente figlia dei tempi che viviamo, ancora segnati dalle scelte distruttrici di Brunetta sul terreno delle relazioni sindacali, e  in linea con le attuali scelte del Ministro Di Paola che sta disegnando una pesantissima ristrutturazione della Difesa al netto di qualsiasi confronto effettivo con le OO.SS. . E la cosa ovviamente preoccupa,  se solo si pensa al pacchetto di provvedimenti già definiti da SMD e SGD, che attendono solo il varo oramai prossimo e certo della legge delega, salvo crisi di governo.

Anche in previsione di quello che verrà, la nostra O.S. ha sensibilizzato la F.A. in merito alla necessità, emersa a seguito delle risposte di Persociv  a quesiti di Enti, che venga rapidamente chiarito se le procedure di reimpiego previste dal C.C.N. Integrativo Difesa 6.097.2000 mantengano tuttora piena efficacia,  problema formalmente sollevato da FLP DIFESA con la nota allegata già inviata al SSS dr. Magri.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Scheda informativa predisposta da SME-RPGF-OO.FF.

Allegato 2: Lettera al Sottosegretario alla Difesa dr. Gianluigi Magri

Notiziario n. 159 del 20 novembre 2012 –

La Commissione Difesa della Camera; in primo piano, il Presidente Cirielli

Come anticipato con il nostro precedente Notiziario, nel pomeriggio di oggi si è tenuta alla Camera dei Deputati l’audizione delle OO.SS. della  Difesa in merito al disegno di legge delega A.C. n. 5569  già approvato dal Senato  e relativo al riassetto organizzativo e funzionale della Difesa.

Nel corso dell’audizione,  che è stata  presieduta dal Presidente on. Cirielli, FLP DIFESA ha presentato un documento molto dettagliato, allegato al presente Notiziario, che riprende, ovviamente attualizzandole, le considerazioni e le osservazioni critiche che la nostra O.S. aveva già posto all’attenzione del Ministro Di Paola e successivamente della Commissione Difesa del Senato.

In estrema sintesi: da parte della nostra O.S. c’è piena consapevolezza sulla necessità di operare una revisione in senso riduttivo dello strumento militare, che è una esigenza indifferibile alla luce dei  corposi tagli al bilancio intervenuti nel corso degli ultimi anni.  Non ci convincono però le direttrici di marcia che  Di Paola propone:  da una parte, la riduzione nei prossimi sei anni minimo del 30% dell’assetto attuale della Difesa,  una cura di cavallo che potrebbe, nelle condizioni attuali,  peggiorare lo stato del malato; dall’altra,  la cancellazione da qui al 2024 di 43.000 posti di lavoro, di cui 10mila civili,  che si andrebbero così a sommare alle quasi 12mila posizioni già tagliate nel periodo 2008-2011. Una scelta, questa, che peraltro appare in contraddizione con l’apertura all’ingresso consistente nei ruoli civili del personale militare eccedente, previsto addirittura in soprannumero e per il quale noi invece chiediamo che avvenga nel limite delle dotazioni organiche previste.

Abbiamo quindi espresso fortissime riserve in merito alla mancata previsione di interventi sulle questioni che toccano da vicino il personale civile (“civilizzazione”, formazione; riqualificazioni; reinternalizzazione delle lavorazioni in tutte le aree etc.), che, se affrontate in modo corretto, potrebbero finalmente dare ruolo, funzioni e prospettive alla componente civile del Ministero della Difesa, con effetti importanti e positivi anche sotto il profilo finanziario.

Abbiamo inoltre rappresentato la nostra convinta opinione che, prima di cancellare posti di lavoro,  occorra agire preliminarmente in due direzioni: a) riducendo, o meglio eliminando, i tanti privilegi e sprechi che ancora purtroppo esistono nella Difesa (un recente articolo di La Repubblica ne ha offerto un saggio eloquente);  b) riducendo ulteriormente e significativamente la spesa per armamenti.

Abbiamo poi espresso forte preoccupazione per l’avvio di processi di riordino di settori della Difesa, come sta  avvenendo attualmente per la Sanità militare in senso interforze, prima che il Parlamento approvi la legge delega;  e una preoccupazione ancora maggiore per l’eventualità non remota che l’emanazione dei decreti delegati, recanti la lista dei provvedimenti di riduzione/soppressione/riorganizzazione e che avranno ricadute pesanti sulla vita e sul lavoro di migliaia di lavoratori civili e militari e delle loro famiglie, possa avvenire a Camere sciolte, e dunque senza il fondamentale controllo del Parlamento che noi reputiamo  imprescindibile  in un processo riformatore che riguarda uno dei settori nevralgici del Paese.

E proprio in considerazione dell’importanza che la riforma della  Difesa assume per il Paese  e della necessità che la stessa avvenga sotto il controllo del Parlamento, abbiamo invitato le forze politiche presenti in Parlamento a prendere in seria considerazione l’ipotesi di rinviare ogni scelta  alla prossima legislatura.

Vedremo nelle prossime settimane, attraverso il dibattito che si svilupperà in Commissione, le posizioni che emergeranno dai vari Gruppi, e ne daremo conto ai colleghi. Ma non siamo certamente ottimisti……

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Documento FLP DIFESA audizione Camera del 20.11.2012

Notiziario n. 158 del 19 novembre 2012 –

Il Ministro Di Paola; dietro, il Capo di SMD Abrate

Martedì 13 novembre u.s. la Commissione Difesa della Camera ha iniziato l’esame del disegno di legge recante delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale, già approvato dal Senato (Notiziario n. 149 del 7 u.s.)  e che  alla Camera avrà come relatori gli onn. Cirielli e Garofani.

Nel suo intervento iniziale di illustrazione del provvedimento (Atto Camera n. 5569, pubblicato sul nostro sito insieme ai Resoconti parlamentari), il Presidente della Commissione nonché relatore on. Cirielli ha  richiamato quelli che a lui appaiono i principali filoni d’intervento del disegno di legge delega (DDLD):

– la razionalizzazione delle risorse anche attraverso una migliore allocazione delle stesse;   

– la funzionalità dello strumento militare a fronte della prevista contrazione strutturale complessiva non inferiore al 30 per cento, entro sei anni, che “imporrà di intervenire mediante accorpamenti, unificazioni di funzioni in ottica interforze, e ridefinizione di procedure e compiti delle aree tecnico-operativa e tecnico-amministrativariorganizzazione degli organismi di vertice e territoriali, delle strutture preposte al settore infrastrutturale e alla formazione e addestramento,  degli arsenali e dei poli di mantenimento, nonché degli stabilimenti e dei centri manutentivi”.

“l’impatto sul personale della revisione dello strumento” che rappresenta “il punto più delicato del provvedimento”  e prevede “la riduzione delle dotazioni organiche del personale militare a 150.000 unità, nonché del personale civile del Ministero della difesa a 20.000 unità, da conseguire entro l’anno 2024”, e – aggiunge l’on Cirielli – “con riferimento al personale civile, la riduzione delle dotazioni organiche potrà avvenire anche con:  agevolazioni della mobilità interna; trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale; il ricorso a forme di lavoro a distanza; trasferimenti presso altre pubbliche amministrazioni “ . Ammazza quanti vantaggi avremo per perdere 10mila posti di lavoro!

Conclusivamente,  l’on. Cirielli ha detto che “si tratta di un provvedimento di grande rilievo, per il quale auspica che la Commissione possa svolgere in tempi serrati l’istruttoria più ampia e approfondita possibile, compatibilmente con i tempi di esame dettati dalla necessità di concluderne l’esame parlamentare entro la fine della legislatura”, auspicio ribadito subito dopo anche dal Ministro,  presente ai lavori, che ha riproposto, passo passo,  la stessa analisi e le identiche considerazioni che gli abbiamo sentito svolgere in molte altre Sedi.

Sono poi iniziati gli interventi, primi fra tutti quelli  degli onn. Cicu (PDL) e Rugghia (PD), che hanno espresso entrambi valutazioni positive sul provvedimento, con quest’ultimo che, in relazione alla “marcata” riduzione del personale, ha detto che questa riduzione “non può non accompagnarsi a misure di comprensione per i problemi che riguardano tale personale”  (vorremmo capire  in cosa si tradurranno  queste misure di comprensione).  Ci sono stati anche interventi critici:  dell’on. Speciale che ha affermato che  il provvedimento“ è stato costruito sulla pelle del personale”;   dell’on. Di Stanislao che ha detto che “è sospetta tutta questa fretta di approvare il provvedimento” ;  infine, dell’on. Calipari che ha affermato che “le ineludibili esigenze di celerità dell’attività istruttoria debbano coniugarsi con lo sforzo di svolgere un esame consono al ruolo ed al prestigio dell’istituzione parlamentare, che risulterebbero sviliti ove si intenda semplicemente ratificare il testo approvato dal Senato”. Approviamo incondizionatamente!

 L’esame del DDLD proseguirà in Commissione questa settimana, e per domani 20 nov. ore 14.45 è in agenda  l’audizione informale delle OO.SS. nazionali, alla quale parteciperemo e nella quale, sulla base delle considerazioni già svolte,  chiederemo una attenta riflessione sul testo approvato dal Senato. E lo stesso (pensiamo) chiederanno anche le Rappresentanze militari, molto critiche, come noi,  sul DDLD.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Atto Camera 5569 – DDLD per la revisione dello strumento militare nazionale

Allegato 2: Resoconto Commissione Difesa Camera del 13.11.2012

Allegato 2: Resoconto Commissione Difesa Camera del 14.11.2012

Notiziario n. 156 del 15 novembre 2012 –

Il Capo di SMD, gen. Biagio Abrate

Il Ministro ammiraglio Di Paola colpisce ancora, e questa volta non solo il Sindacato ma, incredibile a dirsi,  anche (e soprattutto)  il Sottosegretario Magri che si era impegnato con le Forze sociali  su una cosa mentre il suo Ministro era già andato verso un’altra direzione, che verosimilmente non era a conoscenza dello stesso Sottosegretario delegato alle relazioni sindacali.  Una cosa veramente incredibile,  mai successa, che dà veramente il senso di come  Di Paola usa gestire i problemi, un modo oramai scopertamente pericoloso   per la stessa nostra Amministrazione che sta davvero “affondando”  (il giudizio è del COCER Interforze, che sottoscriviamo in pieno).  Ma veniamo ai fatti!

 Nella recente riunione del 7 u.s. con le OO.SS. nazionali, riunione concessa a “soli” due mesi dalla nostra richiesta del 3 settembre 2012,  il Sottosegretario Magri si era impegnato  a promuovere a breve un nuovo incontro con le forze sociali per la dovuta informazione e il naturale confronto con le OO.SS. sulle scelte concrete di carattere operativo in ordine ai provvedimenti di riordino della Sanità militare, e questo  con particolare riferimento ai DMML – Dipartimenti di Medicina Militare legale (si legga, a tal riguardo, il nostro Notiziario n. 150 del 7 novembre 2012) .  E  a quella riunione eravamo presenti in tanti, e fanno fede, oltre al nostro Notiziario, anche i comunicati delle OO.SS. presenti che hanno tutte sottolineato questo aspetto e dato notizia dell’impegno preciso con noi assunto dal Sottosegretario.

Ebbene, mentre il dr. Magri si era impegnato in quella direzione, e noi non abbiamo motivo di ritenere che non lo avesse fatto in piena coscienza e consapevolezza,  il Ministro aveva già deciso ogni cosa e  assunto tutte le relative scelte operative,  come dimostra senza tema di smentita la nota, che alleghiamo, a firma del Capo SMD, che in data 24 ott. 2012 ( e cioè due settimane prima della riunione con il Sottosegretario Magri)  aveva già dettato ai Capi di SM delle FF.AA. e al Cdo Arma CC  le “azioni” e “la tempistica” decise dal Ministro in merito al riordino della Sanità Militare in senso interforze.

Queste le decisioni e il relativo cronoprogramma contenuto nella nota a firma del gen. Abrate:

 – costituzione dell’Ispettorato di Sanità Militare (IGESAN), già operativa a far data dal 1 novembre u.s.;

 – soppressione dei Comandi Servizi Sanitari Nord (Padova) e Sud (Napoli) e del Direzioni di Sanità (La Spezia e Taranto) entro il 31.12.2012;

 – conferma del Policlinico militare Celio di Roma quale unico “polo ospedaliero polifunzionale” e specialistico in materia  di medicina d’urgenza, e trasformazione della struttura di  Anzio in RS.A.;

– trasformazione dell’Ospedale Baggio di Milano in DMML entro il 31 gen. 2013, mentre per il Centro Ospedaliero di Taranto se ne prevede l’efficientamento entro la fine del corrente anno:

– soppressione dei DMML di Torino e Palermo entro il 31 dicembre p.v. e  dei DMML di Firenze e Caserta entro il 31 marzo 2013, con previsione di successive scelte in ordine alla loro soppressione o riconfigurazione che viene demandata al Capo di SME, mentre per il DMML di Chieti la decisione è rinviata al 30 settembre 2013, il che apre evidentemente alcuni spiragli in ordine al mantrenimento della struttura (avevamo già detto che era questa una delle maggiori criticità del riordino);

– soppressione del Magasan di S. Maria Capua a Vetere (CE) entro il 31 dicembre p.v.

Tutto deciso dunque, e sin dal 24 ottobre 2012, e dunque due settimane prima della riunione con il Sottosegretario Magri e dei suoi impegni con le OO.SS..

Crediamo non ci sia bisogno di alcun ulteriore commento al riguardo.

In ogni caso, abbiamo richiesto a Sottosegretario un incontro urgente.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Nota SMD 24.10.2012 sul riordino sanità militare interforze

Allegato2: Lettera al Sottosegretario Magri con richiesta di incontro urgente

Notiziario n. 151 del 12 novembre 2012 –

Il Ministro Di Paola in visita alla Folgore

Il Ministro Di Paola ha scritto una nuova lettera al personale civile e militare della Difesa, che ad ogni buon conto troverete  pubblicata in questa pagina.  E’ la terza volta in ordine di tempo che lo fa, e il gesto appare ancora una volta per quello che è: un tentativo alquanto scoperto di “captatio benevolentiae” nei confronti dei lavoratori, che avevano a suo tempo riposto molte attese nel nuovo Ministro, profondo conoscitore delle cose di casa Difesa, ma che oggi, a distanza di quasi un anno dall’inizio del suo incarico, appaiono estremamente delusi del suo operato: ne fanno testo non solo i giudizi impietosi che arrivano quotidianamente dalle rappresentanze del personale, ma anche le contestazioni di cui il Ministro è stato oggetto in questi ultimi tempi, come quella plateale di Pisa durante il passaggio in rassegna di un reparto della Folgore. Il Presidente della Provincia di Livorno, presente alla manifestazione, ha detto di “essere rimasto molto sorpreso per la contestazione rivolta a un ministro proveniente dal mondo militare”.  La cosa, invece, non sorprende affatto il popolo della Difesa, che in questi mesi lo ha visto all’opera.

In questa lettera, come nelle precedenti due, il Ministro sembra animato da un’ intenzione positiva di trasparenza e di coinvolgimento del proprio personale in ordine alle diverse e complesse questioni sul tappeto,  prima fra tutte quella relativa alla riduzione dello strumento militare (disegno di legge delega – D.D.L.D. – A.S. 3271) che proprio qualche giorno fa ha avuto il via libera dal Senato.  Anche noi lo pensavamo all’inizio del suo mandato;  oggi però non lo pensiamo più,  avendo nel corso di questi mesi sperimentato che trasparenza e coinvolgimento sono due parole purtroppo poco frequenti nel vocabolario del Ministro Di Paola. Le vicende sindacali di questi mesi lo provano ampiamente:  tanto fumo (leggasi riunioni e fiumi di parole), ma molto poco arrosto,  come è testimoniato dal fatto che il nostro Ministro usa decidere senza tenere in nessun conto le proposte che vengono dalle Forze sociali (per es.: il DDLD di riforma dello strumento militare)  e in molti casi al netto di qualsiasi confronto preventivo (per es.: il recente riordino della sanità militare).

Tra le proposte che FLP DIFESA aveva fatto in merito alla riassetto della Difesa, c’era al primo posto la questione relativa al taglio di sprechi e privilegi, ancora presenti in abbondanza nella Difesa.  Sin da quando il progetto di riforma era ancora in costruzione, avevamo segnalato con forza il problema: nel nostro Notiziario n. 14 del 27.01.2012, che ripubblichiamo in questa pagina, avevamo suggerito al Ministro un ordine diverso di interventi: prima di pensare a tagli del personale, a esuberi e a ipotetiche mobilità verso altre PP.AA.. ….forse è meglio avviare l’operazione cominciando ad azzerare gli sprechi esistenti e a cancellare alcuni privilegi davvero fuori luogo e fuori tempo che, nel mentre mancano negli Enti le risorse per le cose più elementari (pulizie dei locali; acquisti materiali ufficio; sfalcio sterpaglie; etc.), vengono incredibilmente mantenuti suscitando la crescente e critica attenzione della pubblica opinione”,  concludendo  alla fine con questo invito: Sig. Ministro, prima di mandar via personale, cominci da qui l’operazione tagli… sarà più credibile!”.  Come sempre, il Ministro non ha tenuto alcun conto della nostra sollecitazione, ed è andato avanti con il suo progetto di riforma, non toccando sprechi e privilegi (in quel Notiziario ne avevamo segnalato alcuni) ma in compenso tagliando 43.000 posti di lavoro tra civili e militari.  E la cosa appare davvero vergognosa!

Se ne è avuta una ulteriore conferma da un articolo apparso venerdì 9 u.s. su “La Repubblica”, che ha fatto parecchio rumore nei palazzi romani e che alleghiamo al presente Notiziario per l’utile conoscenza da parte dei colleghi. Leggendolo, si comprende bene perché il progetto di riforma del Ministro Di Paola appaia così poco credibile, e per questo dovrebbe essere stoppato: noi lavoreremo in proposito!

Su questa stessa pagina , troverete allegato il testo integrale del disegno di legge delega approvato dal Senato.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Articolo de LA REPUBBLICA del 9 .11.2012

Allegato 2: La lettera del Ministro Di Paola al personale della Difesa

Allegato 3: Il testo del disegno di legge delega approvato dal Senato

Allegato 4: Notiziario FLP DIFESA n.14 del 27.01.12

Riordino strumento Militare








Audizione in Commissione Difesa della Camera. Il documento con le osservazioni critiche di FLP DIFESA sulla riforma Di Paola

20 Nov 2012 - Flp Difesa

Notiziario n. 159 del 20 novembre 2012 – Come anticipato con il nostro precedente Notiziario, nel pomeriggio di oggi si è tenuta alla Camera dei Deputati l’audizione delle OO.SS. della  Difesa in merito al disegno di legge delega A.C. n. 5569  già approvato dal Senato  e relativo al riassetto organizzativo e funzionale della Difesa. Nel […]





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