Come avevamo largamente anticipato nel nostro recente Notiziario n. 147 del 5 u.s., il Senato della Repubblica ha approvato ieri pomeriggio il disegno di legge delega per la riforma dello strumento militare nazionale con 252 voti a favore e solo 12 voti contrari, e dunque con il sostegno di una amplissima maggioranza che si era già resa evidente al momento del voto finale della Commissione Difesa.
Nei nostri diversi Notiziari dedicati negli ultimi dieci mesi all’argomento, abbiamo più volte evidenziato le motivazioni e gli obiettivi ripetutamente dichiarati dallo stesso Ministro Di Paola che è il primo ispiratore di questa riforma; al tempo stesso, riteniamo che sia altrettanto noto ai colleghi che ci seguono, il giudizio negativo della nostra O.S. per i motivi anch’essi più volte illustrati e che ci hanno portato a scendere in piazza con la manifestazione nazionale del 6 luglio u.s. (Notiziario n.94 del 9 lug.).
Nel corso della tre giorni di discussione nell’Aula del Senato, ci sono stati molti interventi (45 circa), e tra questi anche quelli dell’amm. Di Paola che ha inteso replicare in prima persona ai Senatori intervenuti, ma senza aggiungere grandi elementi di novità rispetto alle considerazioni precedentemente espresse. Riteniamo comunque utile riportare un paio di passaggi del discorso del Ministro Di Paola:
– la spending review determinerà una riduzione iniziale di 20.000 unità nei primi quattro anni;
– la riorganizzazione territoriale e organizzativa terrà conto di molteplici fattori, quali l’esistenza di adeguate infrastrutture e di aree addestrative, ma anche di una certa distribuzione territoriale, quindi del Centro-Sud Italia”; e ancora: “nel Centro-Sud e nelle isole vi sono e continueranno ad esservi importanti realtà e presenze militari (nel Lazio, in Abruzzo, in Campania, nelle Puglie, in Calabria, in Sicilia ed in Sardegna);
– la riorganizzazione dell’area tecnico-industriale della Difesa verrà valorizzata proprio grazie alla revisione proposta, che consentirà di disporre di più adeguate risorse di esercizio e di investimento da dedicare alla manutenzione tecnico-industriale di mezzi, equipaggiamenti e dotazioni. Anche nella riconfigurazione dei ruoli del personale civile, le professionalità necessarie per gli stabilimenti dell’area tecnico-industriale della Difesa riceveranno attenzione e priorità. “.
Le dichiarazioni di voto finali a favore del provvedimento sono state pronunciate dai sen. Carrara (Misto), Sbarbati (UDC), Torri (LNP), Pinotti (PD) e Ramponi (PdL). Il sen. Caforio (IdV) ha espresso una dichiarazione di voto contraria, mentre la Lega Nord ha sollecitato modifiche presso l’altro ramo del Parlamento. In dissenso dal Gruppo, i sen. Perduca e Poretti (PD) si sono invece astenuti su un provvedimento che ritengono non condivisibile.
Il disegno di legge delega passa ora all’esame della Camera dei Deputati, dove arriverà verosimilmente nella prossima settimana e verrà sicuramente assegnato alla Commissione Difesa. Ricomincia dunque un nuovo giro, che la nostra O.S. continuerà a seguire da vicino informando puntualmente i colleghi, come peraltro già fatto per l’esame del Senato. E lavoreremo con tutte le nostre forze per verificare la possibilità di introdurre modifiche in quell’art. 3 (criteri per i tagli di personale), che le forze politiche hanno di fatto accettato a scatola chiusa, in particolare per quanto riguarda i civili. E’ di tutta evidenza che nel caso in cui il provvedimento dovesse subire modifiche, dovrà ritornare al Senato, e i tempi di approvazione si allungherebbero conseguentemente mettendo a forte rischio la sua approvazione nei tempi oramai ristretti che ci separano dalla conclusione della legislatura.
(Giancarlo Pittelli)
L’Aula del Senato
Notiziario n. 147 del 5 novembre 2012 –
Mercoledì 31 ottobre, l’Aula del Senato ha avviato l’esame del Disegno di Legge Delega (DDLD – A.S. 3271) voluto dal Ministroper la riforma in chiave riduttiva dello strumento militare nazionale.
Come abbiamo più volte ricordato, il progetto di riforma trova la sua ragion d’essere nella precaria e disequilibrata situazione finanziaria della Difesa, che penalizza in particolare il c.d. “esercizio” risultando invece sovradimensionata sul versante della spesa per il personale, che incide per il 70% sul bilancio complessivo, di cui però solo il 10% riguarda la componente civile: per questo, il DDLD è finalizzato al riequilibrio della spesa.
Dopo il vaglio del Consiglio dei Ministri del 6 aprile u.s., che aveva modificato in più parti la proposta originaria messa a punto dall’amm. Di Paola, il DDLD è stato presentato al Senato in data 23 aprile. Prevede la riduzione nei prossimi sei anni del 30% minimo dell’assetto attuale della Difesa, attraverso provvedimenti di soppressione/riorganizzazione in chiave riduttiva, anche a livello interforze, e il taglio sino al 2024 di 10mila posti organici civili e di 33mila militari, la gran parte dei quali “smaltiti” tramite l’estensione dell’ARQ e il transito nei ruoli civili. Un progetto di riforma che, come i colleghi ben sanno, a FLP DIFESA è piaciuto molto poco, anche perché privo di scelte nuove e importanti in materia di personale civile, i cui ruoli peraltro rischiano di diventare luogo di assorbimento degli esuberi militari, e anche per questo siamo scesi in piazza il 6 luglio u.s. per chiedere modifiche significative del provvedimento. Il vaglio operato dalla Commissione Difesa, durato oltre sei mesi anche a causa del sovrapporsi del D.L. 95 sulla c.d. “spending review” che ha anticipato una buona parte dei tagli previsti dal DDLD, non ha portato certamente alle modifiche da noi richieste, ad eccezione di un paio di emendamenti su “area industriale” e “sanità militare” che avevamo fortemente sollecitato.
Il testo votato dalla Commissione e ora al vaglio dell’Aula risulta modificato in alcune parti rispetto a quello approdato al Senato ( in allegato, il testo con le parti nuove evidenziate in verde). L’art. 3, che contiene le disposizioni di maggiore interesse del personale civile e militare, risulta praticamente invariato rispetto al testo presentato al Senato, segno evidente che neanche una sola delle richieste venute dalle OO.SS. e dalle Rappresentanze militari hanno trovato accoglimento dalle forze politiche della c.d. “strana maggioranza”. Le quali, alla fine, hanno approvato quel testo, accompagnandolo da giudizi molto lusinghieri che, almeno per alcune di esse, ci hanno un po’ sorpreso.
Il nostro giudizio rimane invece fortemente negativo, per i motivi più volte evidenziati: solo tagli di personale e di strutture; manca una vera riqualificazione della spesa; non ci sono le opportune riduzioni di spesa in armamenti; non vengono toccati in alcun modo i privilegi che ancora esistono (pensiamo solo all’”ausiliaria”!) e i tantissimi sprechi che ancora si evidenziano nel Ministero della Difesa. Ultima, in ordine di tempo, la incredibile vicenda del lavoro commissionato alla Price Waterhouse Cooper per la verifica di fattibilità dell’accorpamento di Persociv-Persomil-Previmil alla modica somma di 400mila €, oggetto di interrogazione da parte dello stesso relatore del DDLD on. Scanu (vds. allegati). Il quale senatore, però, nell’intervento di presentazione in aula del DDLD di cui c’è traccia nel resoconto che alleghiamo, afferma che “poiché il testo rappresenta un’ottima sintesi tra le posizioni in campo, è auspicabile che sia approvato all’unanimità”.
Forse l’auspicio è un po’ eccessivo, ma l’ampia maggioranza che sostiene il provvedimento garantisce il voto favorevole del Senato, previsto già per questa settimana. E poi alla Camera, per il secondo pezzo di strada.
Si è svolta il 30 ottobre u.s. a palazzo Aeronautica una riunione presieduta dal Capo del 1° Reparto nella quale la F.A. ha illustrato i provvedimenti di riordino previsti per il quadriiennio 2012-2015 e le linee di indirizzo per l’impiego del personale in previsione dello scenario futuro (nuova riduzione delle dotazioni organiche ex Legge 135/2012 e riassetto in chiave riduttiva della strumento militare ex DDLD Di Paola).
Questi in sintesi gli argomenti trattati (le slides di presentazione sono pubblicate sul nostro sito).
* Aggiornamento provvedimenti di riordino avviati in vigenza del D.Lgs. 253/2005:
i piani di reimpiego del 32° GRAM Otranto e 34° GRAM Siracusasaranno resi operativi dal 1 lug. p.v.:
procedura ordinaria di reimpiegoper il Distaccamento aeroportuale di Cagliari Elmas (avvio concertazione locale in novembre p.v. sulla base della disponibilità rilevate da SMA in ambito A.M. -R.S.S.T.A. Decimomannu – e in ambito altre FF.AA. – n. 2 Esercito e n. 5 Marina-)e per il 14° D.C. Modena (il piano di reimpiego è all’attenzione del Gabinetto dopo la già avvenuta concertazione locale);
procedura semplificata di reimpiegoper il Distaccamento aeroportuale di Brindisi, atteso che la F.A., in ragione delle proprie esigenze, intende ridimensionare la struttura, ma mantenerne alcune attività;
procedura di reimpiego sospesa invece per l’ 11° RMV di Sigonella che dovrebbe essere riconfigurato per diventare sede di attività manutentive di altro sistema d’arma (esigenza di riconversione professionale per le 35 unità effettive) e per il 2° GRUMAUTO di Forlì che continuerà a vivere e operare almeno fino al 2020, anno della possibile rilocazione nella sede di Cervia, ancora allo studio.
* Provvedimenti di riordino 2012-2015
Conferma dei provvedimenti previsti per il 2012 illustrati nella riunione del 30 mag. u.s. e precisamente:
– riorganizzazione dell’Infermeria presidiaria di Bari e Milano, della Infermeria Polifunzionale di Pozzuoli eComm. Sanitaria d’ Appello, tutti a procedura semplificata e in attuazione dal 1 nov. p.v.;
– soppressione del 5° STD di Venezia Tessera e del 3° STD di Finale Ligure, entrambi a procedura ordinaria (per Finale Ligure, il provvedimento potrebbe anche slittare al 2013).
Preannuncio dei nuovi provvedimenti di cui alle slides allegate, dei quali: alcuni traguarderanno il 2015, saranno a procedura ordinaria di reimpiego e interesseranno il 1° Rep. Genio Milano, il 2° D.C. Gallarate (rilocazione funzioni a Cameri), il 50° Stormo Piacenza (riorganizzazione) e il Gruppo Rifornimenti Torricola (riorganizzazione su Borgo Piave); altri, il CNSR Monte Cavo (soppressione) e la Sq.TLC Ciampino (rilocazione su Borgo Piave) saranno a procedura ordinaria, in anno non ancora definito.
Detti provvedimenti potrebbero essere inseriti nei decreti attuativi della legge delega di riforma, o, una volta ottenuto l’avallo dal Vertice politico, essere ricondotte alle competenze dei Capi SMD o SMA.
* Ridefinizione delle dotazioni organiche a seguito dei tagli ex art. 2 Legge 135/2012
In conseguenza del nuovo taglio degli organici disposto dalla L. 135/2012, nel quadro delle nuove dotazioni civili della Difesa (n. 27.747 ?), la quota parte per A.M. dovrebbe aggirarsi intorno alle 4.100 unità circa rispetto ad una consistenza effettiva attualmente pari a n. 4.429, considerata al lordo dei soprannumeri. La nuova dotazione dovrà poi essere “esplosa” su tutti gli Enti di F.A., che pertanto andranno incontro ad una revisione riduttiva cui si provvederà entro giugno 2013, che sarà oggetto di specifica circolare ordinativa e, su espressa richiesta FLP, sarà accompagnata dalla consultazione di RSU e OO.SS. territ. La revisione degli organici locali avverrà attraverso la graduale anemizzazione delle posizioni vacanti e di quelle non più funzionali alle esigenze della F.A., privilegiando comunque le posizioni tecnico-manutentive.
La Commissione Difesa del Senato ha dato il via libera il 17 u.s. al disegno di legge delega per la riduzione dello strumento militare presentato dal Ministro il 23 aprile u.s. (Atto Senato n. 3271).
Il progetto di riforma nasce dalle difficoltà finanziarie attuali della Difesa ed è finalizzato a riequilibrare la spesa riducendo le spese per il personale (circa il 70% sul complessivo, di cui per il personale civile solo il 10%) a beneficio del c.d. “esercizio”. Da qui, la prevista riduzione nei prossimi sei anni del 30% dell’assetto attuale della Difesa, attraverso provvedimenti di soppressione/riorganizzazione in chiave soprattutto interforze e il taglio sino al 2024 di 10mila posti organici civili e di 33mila militari, la gran parte dei quali “smaltiti” tramite l’estensione dell’ARQ e il transito nei ruoli civili. Un progetto di riforma che a FLP è piaciuto poco, anche perché completamente privo di scelte nuove e significative sul versante dell’impiego civile (no formazione, no riqualificazione, no civilizzazione, etc.) e con la preoccupante prospettiva di diventare lo sfogatoio di tantissima parte degli esuberi militari. Per questo la nostra O.S. si è mobilitata con le centinaia di assemblee fatte nella primavera scorsa, siamo scesi in piazza con la grande manifestazione nazionale del 6 luglio (vds. Notiziario n.94 del 9.07.2012) e abbiamo lavorato sul fronte parlamentare sollecitando emendamenti, un paio dei quali andati parzialmente a segno.
Il nuovo testo votato dalla Commissione Difesa del Senatorisulta modificato in alcune parti rispetto a quello adottato dal Consiglio dei Ministri e di cui all’A.S.n.3271, che comunque risultava già cambiato in alcune parti significative rispetto a quello iniziale proposto dal Ministro. In allegato, il nuovo testo votato dalla Commissione, coordinato con le integrazioni/modifiche evidenziate in verde.
Le novità più rilevanti riguardano la parte finanziaria (art.4): viene assicurata (e menomale!) centralità al ruolo del Parlamento, che è chiamato ad esprimere pareri vincolanti, e viene eliminata la previsione che assegnava al Ministero Difesa la possibilità di attività negoziali sugli armamenti all’estero.
L’ art.2 (principi e criteri della riforma) contiene due novità che FLP DIFESA aveva sollecitato (riordino sanità militare –co. 5– e Stabilimenti industriali –let. d-bis-), anche se con contenuti un pò diversi di quelli da noi immaginati (per es: non c’è nessun accenno al riefficientamento di Arsenali e Poli!).
L’art. 3 (“Princìpi e criteri direttivi per la revisione delle dotazioni organiche del personale militare e civile…”), checontiene la parte di più stretto interesse del personale civile e militare, risulta praticamente invariato rispetto al testo entrato al Senato, segno evidente che neanche una sola delle richieste venute dal Sindacato (si vedano i documenti consegnati nell’audizione parlamentare) hanno trovato accoglimento dalle forze politiche. Speravamo che almeno in questa circostanza ci fosse un po’ più di attenzione sulle questioni che toccano da vicino i civili, ma evidentemente sbagliavamo.
In allegato, il resoconto parlamentare della seduta della Commissione del 17 u.s., nel quale sono registrate le dichiarazioni di voto finale delle forze politiche, che esprimono quasi tutte pieno apprezzamento per il progetto del Ministro, anche quelle che si dichiaravano inizialmente critiche. Il nostro giudizio è invece fortemente negativo: ancora una volta, solo tagli di personale e di strutture; non c’è dentro una vera riqualificazione della spesa; non ci sono misure di abbattimento di sprechi e privilegi borbonici che sono ancora tanti; non c’è riduzione di spesa in armamenti. Una riforma che nasce già vecchia, e di cui pagheremo le pesanti conseguenze nei prossimi anni. Un giudizio negativo, il nostro, che fa però il paio con quello delle Rappresentanze militari: il COCER Esercito parla di “totale non condivisione” del progetto e di “provvedimenti devastanti”! E noi non possiamo che essere d’accordo!
La notizia ci è giunta martedì pomeriggio 18 u.s., ed è stata davvero un fulmine a ciel sereno: sarebbe imminente il trasferimento di Persociv dalla sede attuale di viale dell’Università 4 a una nuova sede alla Cecchignola. Come è nostro costume, abbiamo cercato di verificare la fondatezza della notizia, e il riscontro che abbiamo avuto ci porta a ritenere che la notizia non sia destituita da fondamento.
Preso atto del dato di cronaca, ci siamo chiesti: si tratta di una semplice trasferimento di sede o c’è invece dell’altro, e di ben più preoccupante portata? Noi pensiamo che ci potrebbe essere dell’altro, e che questo “altro” sia direttamente connesso e intrecciato proprio con i tagli della spending review di cui all’art. 2 Legge 14.08.2012, n. 135, di cui abbiamo ampiamente riferito nel Notiziario n. 118 dell’8 u.s. Riflettiamoci insieme.
L’articolo in questione, al comma 1 let. a), dispone la riduzione degli “uffici dirigenziali, di livello generale e di livello non generale e le relative dotazioni organiche, in misura non inferiore, per entrambe le tipologie di uffici e per ciascuna dotazione, al 20 % di quelli esistenti” . Come già avvenuto a seguito delle tre riduzioni precedenti (Leggi 133/2008, 25/2009 e 148/2011) che hanno prodotto la soppressione di ben sei direzioni generali (Teledife; Terrarm; Navarm; Armaereo, Difesan e, da ultima, Geniodife), questo quarto taglio degli Uffici Dirigenziali generali porterà quasi certamente alla perdita di un’altra direzione generale. Rispetto alle quattro ancora esistenti (Persociv; Persomil; Commiservizi e Previmil), tutti pensavamo toccasse a quest’ultima D.G. che si occupa dei trattamenti di quiescenza dei militari, di cause di servizio ed equo indennizzi: peraltro, era già stata in odore di soppressione a seguito L. 148, vincendo alla fine il “ballottaggio” con Geniodife. Ma forse non sarà così.
L’ipotizzato trasferimento di Persociv può essere il segnale di una scelta che nelle secrete stanze del nostro Ministero si starebbe operando: l’accorpamento in una unica Direzione Generale delle attuali Persociv e Persomil, naturalmente a guida di un Ufficiale Generale, e nella quale possiamo ben immaginare lo spazio che sarà riservato, in termini di gestione e di attenzione, alle questioni dei civili.
Se confermato, sarebbe davvero un bruttissimo segnale, che peraltro farebbe il paio con tutti i segnali che abbiamo avuto nel corso di questi ultimi mesi: molte riunioni, tante parole e impegni, ma poi la sostanza è apparsa sempre la stessa. Proviamo a fare la lista: un disegno di legge delega di riforma che ci penalizza e che non contiene nulla di quello che avevamo chiesto; una spending review che colpisce al cuore i lavoratori civili e militari (non però i Carabinieri, i Poliziotti, i Vigili del Fuoco, etc..: si leggano i comunicati di denuncia dei Cocer…); decisioni dei Vertici al netto di qualsiasi informazione alle OO.SS. come nel caso del riordino della Sanità militare (già in operativo: abbiamo letto messaggi che preannunciano la chiusura al 30 novembre p.v. di DMML e al 7 dicembre p.v. di Comandi di Sanità), e chissà a cosa dovremo ancora assistere nei prossimi mesi, soprattutto se il percorso parlamentare del disegno di legge delega dovesse andare a rilento, come ora sta avvenendo.
Verificata la notizia del trasferimento di Persociv, abbiamo pensato di richiedere il solito incontro al Ministro, come abbiamo fatto subito dopo aver saputo delle disposizioni di Di Paola sul riordino della sanità, e come hanno fatto dopo di noi anche altre sigle. Siamo ancora in attesa della convocazione……
Forse, però, è bene cambiare registro. E’ arrivato il momento di interrogarci: viviamo una fase drammatica, nella quale si stanno operando scelte che come componente civile potremmo pagare amaramente in prospettiva. Dovremmo reagire, difenderci, far sentire alta la nostra voce e la nostra protesta. Ma per far questo c’è bisogno di un Sindacato unito, compatto, che parla ad una voce e che si muove tutto insieme. Riflettiamoci tutti, i tavoli separati stanno producendo più danni della grandine!
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 117 del 3 settembre 2012 –
L’Ospedale Baggio di Milano, che sarà fortemente ridimensionato
FLP DIFESA è venuta a conoscenza che, con lettera a sua firma prot. n. 004 del 9 agosto u.s. indirizzata al Capo di Stato Maggiore Difesa, il Ministro amm. Gianpaolo Di Paola ha espresso le proprie “valutazioni e direttive” per il nuovo riordino della Sanità Militare in senso interforze.
Trattasi del secondo riordino in chiave interforze dopo quello posto in essere negli anni 2000, avvenuto nel 2005/2006 e discendente dal D. Lgs. 253/2005 (riordino area operativa), e che vide la nascita dei DMML (Dipartimenti Militari di Medicina Legale) e la riorganizzazione/soppressione dei vecchi Ospedali Militari, primo fra tutti quello di Bari che fu oggetto di un forte contenzioso tra le Parti.
Giova ricordare a tal proposito come quel primo riordino avvenne in un contesto di relazioni sindacali profondamente diverso da quello attuale, essendo stato gestito attraverso un sistema di regole fissato da specifico protocollo d’intesa sottoscritto dalle Parti in data 6.12.2006 (si veda il Notiziario FLP DIFESA n. 141 del 7.12.2006), a sua volta ispirato dall’accordo madre in materia di “regole della relazioni sindacali nei processi di riorganizzazione” che era stato sottoscritto in data 29.11.2006 dalle OO.SS. nazionali e dal Sottosegretario delegato pro tempore (vds. Notiziario FLP DIFESA n. 137 di pari data).
La lettura di questi documenti qui allegati dà la misura della differenza con i tempi attuali: allora le OO.SS. erano a tavoli uniti, e i risultati si vedevano; oggi, per volontà di CGIL-CISL-UIL, ci sono i tavoli separati, e anche per questo le decisioni si assumono senza neanche informare il Sindacato, come è avvenuto per questo secondo riordino della Sanità Militare. Crediamo ci sia materia di utile riflessione per qualcuno!
Queste le scelte di riordino più importanti che emergono dalla lettura della lettera del Ministro:
– costituzione dell’Ispettorato di Sanità Militare, che coordinerà tutta l’area della Sanità interforze, che vedrà comunque il mantenimento all’interno di ogni singola F.A. di un proprio Vertice Sanitario;
– soppressione dei Comandi Servizi Sanitari Nord (Padova) e Sud (Napoli);
– conferma del Policlinico militare Celio di Roma quale unico “polo ospedaliero polifunzionale” e specialistico in materia di medicina d’urgenza, e mantenimento del Dipartimento lungodegenza di Anzio ; al contempo, depotenziamento dell’Ospedale Baggio di Milano e sua trasformazione in “day hospital”;
– drastico ridimensionamento dei DMML (ne rimarranno 7, con chiusura di Palermo, Firenze, Chieti etc.).
La tempistica di attuazione indicata dallo stesso Ministro appare davvero stringente, e prevede entro fine mese la “road-map” di dettaglio con le date di attuazione dei provvedimenti” . Una velocizzazione davvero notevole, fatta di scelte che hanno lasciano finora completamente fuori le OO.SS. nazionali.
Noi non entriamo per il momento nel merito di queste scelte; solleviamo però sin da subito fortissime riserve sul metodo che è stato sinora seguito, e poniamo essenzialmente due questioni:
– la prima: perché si procede al riordino della sanità militare “prima” e “al di fuori” del processo di riforma complessivo dello strumento militare che sta dentro il disegno di legge delega attualmente all’attenzione de Senato? Perché questa fuga in avanti che esclude il coinvolgimento del Parlamento?
– la seconda: perché nelle tante riunioni che sono state fatte in questi mesi con Ministro e Sottosegretario mai si è accennato ad una eventualità di questo genere e ancora una volta le scelte sono state operate al netto delle OO.SS.? Ancora una volta, ci troviamo di fronte a un metodo inaccettabile:varie riunioni con le OO.SS. naz., ma sistematica esclusione dal coinvolgimento effettivo sulle scelte.
In relazione a quanto sopra, abbiamo inviato al Sottosegretario richiesta di incontro urgente.
Sen. Valerio Carrara, nuovo Presidente Commissione Difesa Senato
Settimana particolarmente impegnativa, quella che sta per concludersi, per la Commissione Difesa del Senato, i cui lavori sono stati quasi per intero occupati dall’esame del Decreto Legge (DL) 06.07.2012, n. 95 sulla spending review e dal prosieguo della discussione generale sul disegno di legge delega (DDLD) per la riforma dello strumento militare nazionale, provvedimenti sui quali si è peraltro concentrato l’ intervento del Ministro Di Paola nel corso della sua audizione del 18 u.s. in Commissione.
Per quanto riguarda il DL 95 sulla spending review (Atto Senato n. 3996) che, ricordiamolo, tra le altre cose prevede il taglio del 20 % degli uffici dirigenziali e del 10% degli organici civili (spesa) che produrranno migliaia di posizioni effettive soprannumerarie rispetto alle nuove dotazioni rimodulate in riduzione, la Commissione Difesa, dopo un dibattito per la verità molto affrettato anche a seguito dei tempi ristrettissimi richiesti dal Governo (il DL andrà in settimana al voto dell’Aula), ha dato “per quanto di competenza, parere favorevole” con le motivazioni contenute nel resoconto qui allegato, segnalando comunque la “la necessità di una armonizzazione” del DL 95 con il DDLD e “la necessità, nell’ambito delle previste riduzioni (stimate in circa 18.000 unità per il personale militare, e circa 3.000 unità per il personale civile), di garantire il più possibile le aspettative del personale del comparto”. Vedremo come…
Per quanto riguarda invece la discussione sul DDLD di riforma dello strumento militare (Atto Senato n. 3271), dobbiamo innanzitutto segnalare ai colleghi la singolare richiesta venuta dal sen. Del Vecchio che ha segnalato “l’opportunità di procedere alla soppressione dell’Agenzia industrie difesa (con trasferimento delle relative funzioni al Segretario generale)…”, al quale altrettanto singolarmente ha risposto il Sottosegretario Magri che ha affermato che “verrà fatto quanto possibile per arrivare alla liquidazione dell’Agenzia industrie difesa al termine del biennio previsto ed in maniera il più possibile vantaggiosa da un punto di vista economico”. Una risposta che ci ripromettiamo di approfondire direttamente con il Direttore Generale nella riunione del 27 p.v. che verterà sulle prospettive degli Enti.
Nel pomeriggio del 18 u.s., c’è poi stata l’audizione del Ministro Di Paola, dei cui contenuti si trova ampia traccia nel resoconto parlamentare che alleghiamo. In quella sede, il Ministro ha riproposto la posizione già espressa nell’incontro con le OO.SS. del 17 u.s. (vds. Notiziario n. 100) circa la supposta continuità tra i tagli previsti dal suo progetto di riforma e quelli presenti nel DL 95, che a suo dire rappresenta solo un’accelerazione e“un tassello iniziale della riforma generale contenuta nel disegno di legge delega”. Un giudizio che FLP DIFESA non condivide, per i motivi che abbiamo già espresso al Ministro in sede di riunione e che qui riprendiamo, riproponendo il passaggio del precedente Notiziario: “se è ben vero che i tagli del DL 95 rappresentano un’accelerazione rispetto a quelli previsti dal DDLD, è altrettanto vero che esiste una sostanziale differenza: i tagli del DL 95 produrranno esuberi veri e collocamenti in disponibilità entro 12 mesi, mentre quelli del DDLD sarebbero stati assorbiti con gli esodi naturali e le cessazioni dal servizio”. Sotto il profilo delle ricadute reali, la discontinuità è evidente. Altro che semplice accelerazione! Il Ministro ha comunque assicurato che “la Difesa cercherà di gestire al meglio il processo di riforma anche avendo riguardo alla tutela delle famiglie..”. A vedere cosa sta facendo il Governo, il dubbio rimane tutto!
Per il resto, nulla di nuovo nell’intervento del Ministro Di Paola, che ha riproposto analisi che già conosciamo e la solita convinta difesa degli acquisti di armamenti, i caccia F35 in primis: anche su questo, la pensiamo diversamente, perché migliaia di posti di lavoro valgono molto più di 90 aerei, pur strategici.
Ultima notizia: alla Presidenza della Commissione Difesa del Senato è stato eletto il sen. Valerio Carrara.
Nella mattinata di oggi, a palazzo Baracchini, il Ministro della Difesa ha incontrato le OO.SS. nazionali della Difesa; all’o.dg., i contenuti e le ricadute in ambito Difesa del secondo provvedimento adottato dal Governo sulla c.d. “spending review” e che si è tradotto nel Decreto Legge 6.07.2012, n. 95.
Nel suo brevissimo intervento introduttivo, il Ministro Di Paola ha sottolineato innanzitutto l’importanza strategica che il Governo annette al DL 95, che rappresenterebbe a suo avviso solo un’accelerazione al percorso disegnato dal disegno di legge delega (DDLD) per la riforma dello strumento militare, e che avrà purtroppo ricadute pesanti sul personale, sia civile che militare: a tal riguardo, rinviamo al Notiziario n. 95 del 12 u.s. già diffuso e pubblicato sul nostro sito www.flpdifesa.org
Nel suo intervento, la nostra O.S è partita innanzitutto dal giudizio fortemente critico già espresso più volte sulla incomprensibile scelta del Governo di riproporre gli odiosi e tanto vituperati tagli lineari, che sparano indiscriminatamente nel mucchio con logiche puramente di cassa: pensavamo appartenessero ad un’ epoca superata, ma evidentemente non è così. FLP DIFESA ha poi ritenuto di segnalare che se è ben vero che i tagli del DL 95 rappresentano un’accelerazione rispetto a quelli previsti dal DDLD, è altrettanto vero che esiste una sostanziale differenza: i tagli del DL 95 produrranno esuberi veri e collocamenti in disponibilità entro 12 mesi, mentre quelli del DDLD sarebbero stati assorbiti con gli esodi naturali e le cessazioni dal servizio.
Abbiamo quindi rappresentato al Ministro la nostra grande sorpresa e la profonda preoccupazione in ordine ai contenuti del DL 95. Sorpresa, perché con una “spending review” di profondità quale è quella sottesa al DDLD (43.000 tagli tra militari e civili da qui al 2024 e riduzione del 30% dell’attuale assetto della Difesa nei prossimi 6 anni), non avremmo mai immaginato di cadere sotto la tagliola del Commissario Bondi e del provvedimento legislativo ispirato al suo lavoro, un convincimento, questo, che peraltro avevamo maturato anche sulla scorta delle rassicurazioni venute dal Sottosegretario Magri a seguito di nostra precisa richiesta nel corso dell’incontro del 19 giugno u.s. (si veda il Notiziario n. 86 di pari data). Preoccupazione, perché gli effetti dei tagli previsti (-20% Uffici dirigenziali e – 10% dotazioni organiche) produrranno enormi criticità nella nostra A.D. e si tradurranno verosimilmente nell’ennesima soppressione di altra (altre?) Direzione Generale e nel taglio di circa 3000 posizioni civili, che si andranno così a sommare agli 11.800 tagli intervenuti dal 2008 al 2011, ma che questa volta potrebbero produrre (usiamo eufemisticamente il condizionale) esuberi reali in carne e ossa.
Da qui la nostra prima, naturale richiesta al Ministro: far ricomprendere la Difesa, destinataria di un provvedimento ad hoc di spending, tra quelle escluse dai tagli del DL 95 (comma 7 dell’art. 2) evitando la perdita immediata di 3000 posizioni civili e di 18.000 posizioni militari, mettendo in campo i risparmi di spesa già effettuati e di cui il Ministro ha parlato in Consiglio Supremo di Difesa e avviando una efficace e profonda operazione di taglio agli sprechi e ai privilegi, che costituiscono un terreno tuttora inesplorato (un collega della Dirigenza ha parlato di 2 mln. di spese annue per le medaglie mauriziane..). Naturalmente, ha proseguito la nostra O.S., ci è ben chiaro che non sarà facile traguardare questo obiettivo; ed allora, più realisticamente, conviene affrontare sin da subito le problematiche derivanti dall’applicazione nella Difesa delle disposizioni contenute nel DL 95, in particolare dell’art.2.
Prima nostra considerazione al riguardo: entro il 31 ottobre 2012, a pena del blocco nelle assunzioni “a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto”, dovrà essere adottato il DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) con le nuove dotazioni organiche civili conseguenti ai tagli del DL 95, da cui emergeranno le posizioni soprannumerarie. Possiamo già da ora fare un piccolo calcolo: con il nuovo taglio del 10% della spesa, le dotazioni organiche civili passeranno dalle attuali 30.283 conseguenti all’applicazione del D.L. 138/2011 a circa 26.800; tenuto conto delle presenze effettive ad aprile scorso (circa 29.300), è ragionevole ipotizzare in n. 2800/3000 circa le posizioni soprannumerarie. Ma in quale area, e in quali profili professionali, emergeranno i soprannumeri?
Sta qui, a nostro avviso, il cuore del problema, e dunque diventa assolutamente centrale la scelta dei criteri che presiederanno al nuovo taglio degli organici, perché è evidente che le scelte di rimodulazione degli organici faranno da battistrada alla individuazione delle eccedenze. Se la scelta fosse ancora quella adottata dal 2005 ad oggi, di mantenere praticamente a zero l’area 1^ (solo 63 posizioni previste), è di tutta evidenza che le eccedenze investirebbero in primis i c.d. “terzi livelli” pur colpendo comunque anche l’area 2^: e questa, ha aggiunto la nostra O.S., sarebbe la degna conclusione di un approccio di straordinaria sottovalutazione che l’A.D. ha messo purtroppo in campo dal 2005 a oggi, con i risultati che ben conosciamo. Dunque, il momento della rimodulazione delle dotazioni organiche, con le scelte a monte ad essa connesse, diventa il passaggio cruciale, e per questo FLP DIFESA ha chiesto un tavolo di confronto preliminare, in cui le OO.SS. possano discutere e offrire contributi di analisi e di proposta ai fini delle scelte da operare: dunque, un cambio di passo notevole rispetto a quanto avvenuto nella messa a punto dello schema di DPR attuativo DL. 138/2011, che ha visto escluse le OO.SS. dalle scelte dell’A.D.
Una volta rivisti gli organici ed emerse le posizioni soprannumerarie, occorrerà avviare i percorsi previsti dallo stesso D.L.95: oltre all’adozione del nuovo regolamento di riorganizzazione degli Uffici (entro aprile 2013), si dovranno avviare le procedure e misure previste dal comma 11 dell’art.2 per la gestione delle posizioni soprannumerarie, di cui abbiamo già riferito nel Notiziario n. 95 del 12 u.s. Da qui la seconda nostra richiesta al Ministro: che l’A.D. attivi con urgenza una ricognizione di quanti lavoratori potrebbero essere interessati alle misure previste dal comma 11: pensionamenti con le vecchie regole ante riforma Fornero; mobilità guidata verso altre Amministrazioni; eventuali compensazioni; part time. Disporre di questi dati, e rapidamente, diventa essenziale ai fini delle scelte da operare per la stessa rimodulazione degli organici. L’obiettivo è evidente: far rientrare il maggior numero di posizioni soprannumerarie nelle opzioni di cui sopra, ben sapendo che le posizioni che rimarranno soprannumerarie al 30.06.2013 verranno configurate come “eccedenze” e collocate “in disponibilità” ex art. 33 D.Lgs. 165/2001, così come riscritto dall’art. 16 della L.183/2011.
Nella sua replica, il Ministro ha dichiarato che appare molto difficile, allo stato, la possibilità che la Difesa venga esclusa dalle riduzioni previste dal DL 95, e ha confermato il taglio di circa 3000 posizioni civili da noi ipotizzato (vds anche l’intervista del Ministro sul Corriere della Sera); ha comunque dichiarato di essere perfettamente consapevole delle criticità che si innescheranno a causa del provvedimento e, in particolare, le posizioni soprannumerarie che toccherebbero oltre alla 1^ anche la 2^ area, anche se siamo ancora nel campo delle semplici previsioni; ha poi espresso la disponibilità dell’Amministrazione a porre in essere tutte le iniziative possibili per temperare le criticità e ridurre al minimo i danni (a tal riguardo, ha confermato il via libera alle mobilità a domanda verso altre AA.PP., impegnando gli Organi Programmatori, mobilità che però non potrà avere sulle posizioni soprannumerarie che effetti molto parziali); infine, ha risposto positivamente alla nostra richiesta di un tavolo di confronto preliminare alle scelte da recepire nel DPCM con le nuove dotazioni organiche, dando mandato al Sottosegretario Magri di avviare e presiedere questo tavolo. E qui la riunione è finita.
L’impressione conclusiva è che, preso atto delle posizioni un pò arrendevoli espresse dal Ministro, le riduzioni ci saranno e con esse i soprannumeri e le eccedenze: si apre dunque da oggi una fase completamente nuova nel nostro Ministero, complessa difficile e tortuosa, che per la prima volta ci metterà di fronte alla possibilità concreta di perdita di molti posti di lavoro. Per affrontare questa fase e ridurre il danno, occorrerà piena consapevolezza da parte di tutti della posta in gioco, a partire dalle OO.SS.: se pensiamo di difendere i posti di lavoro con i tavoli separati, campa cavallo!!
Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 17 diffuso in data odierna che contiene le proposte della nostra Confederazione per modificare i provvedimenti già in vigore sulla c.d. “spending review” (D.L. 27.06.2012, n. 87 e D.L. 6.07.2012, n. 95), e comunica che la Federazione FLP ha indetto per mercoledì 25 luglio p.v. una giornata di mobilitazione nazionale dei lavoratori pubblici in concomitanza con la riunione convocata in pari data dal Ministro Patroni Griffi.
Dopo aver accantonato l’accordo del 3 maggio scorso e aver avallato le inique norme sul lavoro pubblico all’interno del decreto legge n. 95 del 6 luglio 2012 sulla spending-review, il ministro Patroni Griffi ha convocato le confederazioni sindacali per il 25 luglio, probabilmente per dare immediata attuazione alle parti più vincolanti e punitive per i lavoratori pubblici del predetto decreto.
Altro che legge delega e confronto sui decreti attuativi, che avevano portato la CSE a suo tempo a firmare l’accordo del 3 maggio con il quale si era concordata la fine dei tagli lineari, la valorizzazione del personale, la riorganizzazione della macchina pubblica anche attraverso specifici programmi di formazione e riqualificazione del personale, la revisione e l’introduzione di nuovi e diversi criteri di managerialità e di valutazione reale delle performance.
Con questi presupposti ci presenteremo alla riunione del 25i luglio e chiederemo conto al Ministro delle scelte operate, chiedendo al Governo e al Parlamento chiamato a convertire in legge il decreto, le modifiche necessarie per rispettare gli impegni assunti e invertire l’inaccettabile politica di smantellamento della pubblica amministrazione e dei diritti dei lavoratori.
LA SEGRETERIA GENERALE CSE
Si prega di dare la massima diffusione tra i lavoratori della Difesa al presente Notiziario.
Si è tenuta in data 4 luglio u.s., al Palazzo del Quirinale, la riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD) che è stata presieduta dal Capo dello Stato e alla quale hanno partecipato il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro degli Esteri, il Ministro degli Interni, il Vice Ministro per l’Economia e le Finanze, il Ministro della Difesa, il Ministro per lo sviluppo economico e il Capo di Stato Maggiore della Difesa. Hanno altresì presenziato alla riunione il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dott. Antonio Catricalà, il Segretario generale della Presidenza della Repubblica, Cons. Donato Marra e il Segretario del Consiglio Supremo di Difesa, gen. Rolando Mosca Moschini.
Diversi i temi trattati nel corso della riunione. In primo luogo, gli impegni militari dei nostri contingenti, in ordine ai quali, “ è emerso il convincimento di promuovere iniziative di cooperazione tra gruppi anche ristretti di partner europei, così da avere “piu’ Europa” nello sviluppo e nell’impiego delle capacita’ militari”. Sono state quindi valutate le situazioni di instabilita’ e di potenziale rischio che destano maggiori preoccupazioni, con particolare riferimento all’area del Mediterraneo e quella del Medio Oriente. Il Consiglio ha poi “pienamente condiviso la necessita’ di rafforzare ed estendere i partenariati per la sicurezza e la stabilita’ internazionali”, punto questo di particolare rilevanza per l’Italia “in relazione all’impatto che piu’ efficaci forme di partenariato possono avere sull’area del Mediterraneo e del Medio Oriente, soprattutto nell’attuale situazione di profonda trasformazione politica, sociale ed economica della Regione”.
Ma, dal nostro punto di vista, il piatto forte della riunione dell’Organo costituzionale era rappresentato dal giudizio dell’Organo costituzionale sul testo definitivo del disegno di legge delega per la riforma dello strumento militare nazionale presentato al Senato dal Ministro Di Paola in data 23 aprile u.s., che risulta modificato in alcune parti essenziali rispetto al testo entrato in Consiglio dei Ministri che era stato costruito sulle linee annunciate al Parlamento e allo stesso Consiglio Supremo nella precedente riunione dell’8 febbraio u.s.. Ebbene, leggiamo dal comunicato emanato a fine riunione dalla Presidenza del Consiglio, che “il Consiglio superiore della Difesa nella sua collegialità ha espresso pieno sostegno al progetto (di riforma delle Forze Armate), che è fondamentale per assicurare l’efficienza dello strumento militare in un periodo di forte compressione delle risorse disponibili, e ha auspicato la conversione del disegno di legge da parte dei due rami del Parlamento entro il corrente anno”.
Lo stesso comunicato segnala che il Ministro della Difesa Giampaolo Di Paola “ha messo in luce i risparmi di spesa già effettuati e indicato gli ulteriori provvedimenti previsti nel quadro della Spending Review e ha quindi illustrato lo stato di attuazione del progetto di razionalizzazione e riorganizzazione delle Forze Armate ed ha riferito sull’iter parlamentare di approvazione del relativo disegno di legge delega”. Infine, conclude il comunicato, ” il Ministro ha indicato i provvedimenti di riduzione delle spese correnti della Difesa nel quadro della spending review del Governo”.
Da queste ultime righe, non emerge il giudizio del nostro Ministro in merito all’accelerazione che ha subito il suo progetto di riforma con il Decreto Legge 95 sulla spending review, in particolare per quanto riguarda i tagli lineari sugli Uffici (20%) e sul personale (10%), tagli contestati anche dagli Uffici del Senato oltre che precedentemente dalla Corte dei Conti nella relazione annuale sul pubblico impiego.
Vedremo di saperne di più nella riunione che avremo martedì 17 luglio con il Ministro Di Paola proprio sui contenuti e sugli effetti del secondo provvedimento sulla spending (DL 6.07.2012, n. 95).
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