Notiziario n. 36 del 29 marzo 2016 –

La dr.ssa Anita Corrado, D.G. di PERSOCIV, firmataria della risposta negativa
La dr.ssa Anita Corrado, D.G. di PERSOCIV, firmataria della risposta negativa sulla riduzione della pausa

E te pareva !!!!!!!!!!!!!!!   Come immaginavamo pur senza possedere particolari doti divinatorie ma solo sulla scorta di una consolidata esperienza al riguardo che trova sempre conferma nonostante le stagioni anche diverse,  PERSOCIV con la nota n. 16747 del 14.03.2016 (vds. allegato 1 pubblicato su questa pagina) ha detto no alla possibilità da noi segnalata con nostra nota del 3 mar. u.s. “di prevedere una ridotta pausa equivalente a 10 minuti per il personale in particolari situazioni personali, sociali e familiari in quanto non prevista dalla normativa contrattuale in materia” (vds. allegato 2 pubblicato su questa stessa pagina).  Ma ricostruiamo la vicenda,  anche per trarne utili riflessioni.

Come noto, la normativa contrattuale (art. 7 CCNL 12.01.1996) prevede che, qualora la prestazione lavorativa giornaliera ecceda le sei ore continuative,  il lavoratore abbia diritto a beneficiare di una pausa di almeno trenta minuti per recuperare le energie psicofisiche,  ma dispone al contempo che una diversa durata della pausa psicofisica possa essere stabilita per particolari situazioni di carattere personale, sociale e familiare (congedi ex L. 151/2001; titolari L. 104; tossicodipendenze;  inserimento di figli in asili nido;  figli in età scolare; impegni in attività di volontariato; etc.). Questa, in sintesi, la normativa vigente.

Ebbene, all’interno di questo preciso quadro normativo, cosa ha fatto al riguardo il Ministero dei Beni Culturali  (MiBACT)?  Ha dato attuazione alle previsione contrattuale circa la possibilità di stabilire una diversa durata della pausa psicofisica,  e la competente Direzione Generale di quel Ministero, con propria circolare n. 146 0016962 del 17 giugno 2015  (vds allegato 3 pubblicato su questa stessa pagina),  ha espresso l’opinione che “al fine di garantire la tutela delle categorie”  di che trattasi, “al personale  come sopra indicato, che ne faccia formale richiesta, possa essere concessa, in deroga alla normativa contrattuale, una pausa ridotta, con corresponsione del buono pasto, pari a 10 termine minimo indicato dall’art.8 del Decreto Legislativo 8.04.2003, n. 66 ” (che recepisce direttive europee, vds. “Quaderno FLP DIFESA n. 1/2012”).

Una iniziativa lodevolissima,  quella del MiBACT,  evidentemente mossa dall’attenzione verso problematiche sociali e familiari, e tesa a costruire condizioni di maggior favore per il personale in peculiari situazioni di necessità. Dopo esserne venuta a conoscenza, FLP DIFESA ha chiesto a PERSOCIV, sin da settembre 2015, di verificarne la praticabilità  in ambito M.D.,  ottenendone risposta solo ora, dopo 6 mesi,  e solo dopo la nota formale da noi inviata il 3 u.s.,  proprio alla vigilia dell’ 8 marzo e fidando in un positivo riscontro per quella data.  E invece è arrivato il “no” secco e senza appello, con ragionamenti tutti in punta di diritto.  Che dire?

Una domanda sorge subito spontanea: se la nostra richiesta “non può trovare accoglimento perché non prevista dalla normativa contrattuale in materia”,  perché allora nel Ministero dei Beni Culturali la cosa è invece possibile e  praticata? PERSOCIV elude completamente questo aspetto nella sua risposta, ma noi omunque cla poniamo. Possibile che i ragionamenti in punta di CCNL si facciano solo in Difesa, e che in altre AA.CC. siano alquanto disinvolti in materia? Mah, a vedere quello che succede nel MD. anche in materia di orari di lavoro, il dubbio viene tutto… E allora?

La nostra opinione al riguardo è diversa.  Noi temiamo che, nella circostanza,  la differenza tra MD e MiBACT stia non tanto sulla diversa lettura del CCNL, ma nella diversa attenzione verso certe problematiche. C’è chi a certe situazioni socialmente rilevanti si mostra più attento e procede di conseguenza, anche assumendosene in proprio le relative responsabilità, e chi invece va per un’altra strada preferendo nascondersi dietro lo scudo del supposto rispetto del CCNL, che poi magari viene disatteso su tanti altri fronti e nessuno alza il ditino.

Dispiace comunque che letture così restrittive, che penalizzano in particolare le lavoratrici della Difesa, trovino posto all’interno di un Ministero che ha al suo vertice politico una donna e che ha visto in questi mesi a PERSOCIV ben due Direttori Generali donne. Così è se vi pare!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 14.03.2016 – La risposta di PERSOCIV

Allegato 2: 03.03.2016- La richiesta di FLP DIFESA

Allegato 3: Circolare MiBACT-17.06.2015-pausa pranzo ridotta e buono pasto

Notiziario n. 115 del 26 ottobre 2015 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgCome già anticipato nel precedente Notiziario n. 114 dedicato ai contenuti  (per la verità molto scarsi) del tavolo tecnico del 22 u.s. sul Regolamento ex art. 1 del D. Lgs. n. 7/2014 per l’attribuzione di funzioni e compiti al personale civile,  la nostra O.S. ha chiesto  in quella sede, e dunque direttamente al Vice Capo di Gabinetto dr.ssa Antonietta Fava che presiedeva la riunione,  se fossero maturati degli sviluppi, ed eventualmente di quale tipo,  in ordine  alle problematiche FUA/FUS  da noi (e pare solo da noi) poste nell’ultima riunione con il Sottosegretario Rossi del 14 u.s. (vedi Notiziario di pari data n. 112).

La risposta, alquanto disarmante, venuta dall’Amministrazione è che è già stata messa in agenda per questa settimana, una riunione (non si sa a quale livello) finalizzata a ricercare soluzioni al problema. Un problema  aperto sin da febbraio scorso e che non ha trovato sinora alcuna soluzione,  e che è alla base del fatto che, per la prima volta nella storia della nostra Amministrazione, a ottobre inoltrato non sia stata ancora sottoscritta l’ipotesi di accordo per la distribuzione del FUA. Una circostanza, questa,  che sta producendo la paralisi dei tavoli locali, in alcuni dei quali (per es., proprio a PERSOCIV) non sono ancora state convocate le OO.OO./RSU per l’esame dei progetti e dei criteri di distribuzione del FUS.

Proviamo allora a guardare da vicino questa incredibile storia, come ci hanno richiesto molti colleghi.

La storia prende il via dal 13 febbraio 2015, data nella quale il  Sottosegretario Rossi ha firmato una determina (pubblicata su questa pagina come allegato 2)  il cui comma 1  recuperava, “in via transitoria per il 2014” , il sistema di misurazione e di valutazione dell’apporto partecipativo del singolo dipendente (“coefficiente compreso tra 1 e 1,5”) già fissato nell’ipotesi di accordo 2014 (e negli accordi precedenti), ma incredibilmente cassato dalla F.P.

E’ di tutta evidenza che, proprio perché fissato “in via transitoria”,  l’AD avrebbe dovuto predisporre per il 2015 un nuovo e definitivo sistema di misurazione e valutazione. Era quello che l’AD aveva detto di voler fare e anche presto, e a tal proposito aveva chiesto alle OO.SS. i propri contributi al riguardo, che sono stati puntualmente forniti ed anche nei tempi richiesti (si veda il nostro Notiziario n. 14 del 2.02.2015).

Da allora, però, non è maturato assolutamente nulla: il nuovo sistema di valutazione della performance individuale, la cui bozza ci era stata consegnata nella riunione con il Sottosegretario  del 13.02.2015  (vds. Notiziario n. 19 di pari data) e rispetto a cui le OO.SS. nazionali avevano fornito i loro contributi, è rimasto in tutti questi mesi fermo sul tavolo della Ministra, e non si è ancora capito bene il perché. Con questo effetto pratico: che la mancanza nella nostra  Amministrazione di un sistema di valutazione della performance individuale a seguito della sospensione intervenuta nel 2012 con la determina del 16 febbraio a firma dell’allora Sottosegretario Magri,  unita al rilievo messo dalla F.P. con la nota n. 50850 del 13.12.2012 che ha dichiarato non contrattabile il sistema di valutazione fissato negli accordi FUA,  hanno determinato nella nostra Amministrazione, allo stato attuale, la non esistenza di un sistema di misurazione e di valutazione dell’apporto partecipativo del dipendente ai progetti locali remunerati con il FUS. Producendo di conseguenza questi due effetti: sul livello nazionale,  l’impossibilità di chiudere l’ipotesi di accordo FUA 2015 in quanto la determina firmata in data 1.08.2015 dal Sottosegretario Rossi (che ripubblichiamo come allegato 3 su questa stessa pagina) nulla reca al riguardo delle modalità di distribuzione del FUS 2015 da recepire nell’accordo nazionale, e pertanto non si sa bene cosa scrivere nell’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA (prova ne siano i  puntini sospensivi e la mancanza della data che chiude l’art. 12, comma 2, della bozza predisposta dalla D.G. per l’ultima riunione del 29 u.s.);  sul piano locale, poi, l’impossibilità di avviare il confronto o di chiudere gli accordi a causa della impossibilità attuale di dare risposta a questa semplice domanda: con quali criteri il Dirigente dovrà valutare l’apporto partecipativo del dipendente al progetto locale?

Una questione enorme, a ben vedere, che sta creando molta preoccupazione nei Dirigenti e anche nelle OO.SS./RSU, e che sta alla base dei ripetuti quesiti posti dagli Enti Difesa alla nostra D.G., ai quali la stessa D.G. ha ritenuto qualche giorno fa di rispondere con la NEWS datata 21 u.s., che pubblichiamo su questa pagina come allegato 1, ma che serve solo ad aggiunge una piccola toppa alla falla,  ma certo non la chiude  (la NEWS di PERSOCIV conferma comunque l’indicazione che FLP DIFESA aveva dato alle proprie strutture con il Notiziario n. 105 del 29 u.s., parte conclusiva del terzultimo capoverso).

Quale debba essere il sistema di misurazione e valutazione dell’apporto partecipativo del dipendente alla progettualità locale, attesa la sua non contrattabilità affermata dalla F.P.,  è cosa di tutta evidenza riconducibile alle decisioni del Vertice politico. Ma la Ministra Pinotti non lo ha ancora fatto fino ad oggi, chissà poi perché,  e questo ha generato l’enorme problema che sta bloccando la definizione degli accordi FUA e FUS.  Sappiamo che la D.G.  e gli Organi Programmatori da tempo avevano posto questo problema all’attenzione del Gabinetto, rimasto però sinora senza risposta. Anche FLP DIFESA, e a più riprese, ha segnalato questo problema (si vedano i nostri Notiziari nn. 84, 105 e 112); non parrebbe invece lo abbiano fatto anche altre OO.SS., come si evince dalla lettura dei loro comunicati.  Anche questo stiamo forse un po’ pagando.  Ma ora, finalmente, il problema sembra essere deflagrato.

Possiamo comprendere la sostanza vera del problema: non è facile trovare una soluzione oggi, a distanza di otto mesi dalla determina a firma Rossi del 13.02.2015, che sono trascorsi invano senza che uno straccio di soluzione fosse stato trovato per sbloccare la trattativa FUA.  Comprendiamo bene come non sia facile, per il FUS 2015, individuare una soluzione straordinaria, dopo quella anch’essa straordinaria adottata per il FUS 2014.   Ma deve essere anche chiaro, però,  che più il tempo passa più il problema si acuisce, e pertanto occorre agire molto rapidamente.

Ci chiediamo dunque: sarà dunque quella che si apre oggi la settimana decisiva, quella nella quale vedrà la luce una nuova determina del Sottosegretario con il recupero del comma 1 della vecchia determina del 13.02.2015, incredibilmente dimenticato nella nuova determina del 1.08.2015? O sarà adottata qualche altra iniziativa, comunque finalizzata a risolvere definitivamente il problema?  Il Vice Capo di Gabinetto ci ha detto in riunione che in questa settimana si troverà la soluzione. Vedremo…..

Deve essere chiaro a tutti gli attori, comunque,  che se non si fa qualcosa,  i tavoli nazionale e locali continueranno ad essere bloccati,  mentre continuano a passare pericolosamente i giorni che ci separano dalla fine di questo anno.  I progetti locali vanno indiscutibilmente avviati e conclusi entro l’anno in corso, non esistono soluzioni che ne differiscano la realizzazione al prossimo anno, e dunque occorre fare presto. Abbiano già perso dieci mesi, e il rischio vero è che più il tempo passa e più qualcuno (qualche Ispettore del Tesoro, per esempio) potrebbe mettere in discussione il corretto dimensionamento temporale e la corretta realizzazione dei progetti locali 2015. Con gli effetti nefasti che si possono immaginare…

Una grandissima responsabilità, dunque, che pesa tutta intera sul Vertice politico, e che il Vertice politico è chiamato a risolvere rapidamente e bene. Tempi supplementari non ce ne sono….

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: NEWS PERSOCIV del 21 ottobre 2015

Allegato 2: Determina firmata dal Sottosegretario il 13.02.2015 su FUA 2014 

Allegato 3: Determina firmata dal Sottosegretario il 1.08.2015 su FUA 2015

Quaderno FLP DIFESA  n. 2 / 2015 –

aPubblichiamo, di seguito come allegato, il “Quaderno FLP DIFESA n. 2 / 2015″ con le FAQ (Frequently Asked Questions, domande poste frequentemente) e le relative  risposte della Direzione Generale per il personale civile apparse sul suo sito e aggiornate sino al 26 febbraio u.s.

La presente pubblicazione sarà mantenuta solo per qualche giorno sulla home page del nostro sito; successivamente, potrà essere reperita presso la sezione “I Quaderni di FLP DIFESA” collocata nella barra trasversa alta della stessa home page.

COORDINAMENTO  NAZIONALE  FLP DIFESA

Allegato: Quaderno n. 02-2015 – FAQ e risposte di PERSOCIV  – aggiornam. al 26.02.2015

 

NEWS del 30 marzo 2015, h. 9.00 –

dFacendo seguito al nostro Notiziario n. 29 del 16 marzo 2015 sulla sostituzione dell’avviso di mobilità per il Ministero della Giustizia, informiamo tutti i colleghi interessati  che sul sito di PERSOCIV  è stato pubblicato il “comunicato” prot. n. 21654 recante la data del 25.03.2015,  che ad ogni buon conto rendiamo disponibile anche su questa stessa pagina.

Ricordiamo, a tal proposito, che nella Gazzetta Ufficiale –IV serie speciale, concorsi ed esami – n. 16 del 27 febbraio u.s. è stato pubblicato un secondo avviso di mobilità del Dipartimento Organizzazione Giudiziaria del Ministero della Giustizia avente per oggetto  “l’integrazione al bando di mobilità del 25 novembre 2014 per al copertura di complessivi 1031 posti a tempo pieno e indeterminato – vari profili professionali – e riapertura termini”,  che differisce ad oggi  i termini per la presentazione delle domande di mobilità.

E ricordiamo infine che era stata proprio la nostra O.S., a fronte delle numerose segnalazioni pervenute dai colleghi in ordine al primo avviso di mobilità, a inviare al Sottosegretario Rossi in data 11 febbraio u.s. la nota che ripubblichiamo ad ogni buon conto su questa stessa pagina, nella quale chiedevamo che l’AD fornisse “precise indicazioni al riguardo ai propri Enti in ordine alla dichiarazione richiesta circa la limitazione delle assunzioni, che non appare di agevole e univoca lettura”

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA.

Allegato 1: 25.03.2015 – Comunicato PERSOCIV Mobilità Giustizia

Allegato 2: 11.02.2015- lettera FLP DIFESA al Sottosegretarrio sull’avviso di mobilità per la Giustizia

Notiziario n. 30 del 17 marzo 2015 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgAvviata e già conclusa in data odierna la trattativa nazionale per la distribuzione delle c.d. “risorse variabili” del Fondo Unico di Amministrazione derivanti dalla legge di assestamento del bilancio, anno 2014.

Si è trattato di una “prima volta” in senso assoluto, atteso che fino all’anno scorso gli accordi FUA prevedevano l’automatica destinazione al FUS delle risorse variabili, e quindi non erano soggette a nuova trattativa.  La “novità”, se così possiamo dire, è venuta dagli Organi certificatori (FP e MEF) che, come oramai abbondantemente sperimentato, non peccano certo di fantasia dal momento che ogni anno ne inventano una.  E infatti,  in sede di rilievi all’ipotesi di accordo FUA 2013 (si veda il Notiziario n. 8 del 30.01.2014) hanno per la prima volta affermato che, nel caso di disponibilità di risorse variabili in più rispetto all’ipotesi di accordo, le Parti avrebbero dovuto sottoscrivere un nuovo specifico accordo, come avvenuto appunto nella riunione odierna,  nella quale si è stabilita la loro destinazione.  Vediamo in che modo.

Le “risorse variabili”  2014 ammontano in toto a € 1.128.838,00  al lordo degli oneri dell’AD, di cui 45.153,52,  il solito 4%, è destinato al Fondo Unico dell’ A.I.D.  mentre la restante parte – € 1.083.684,48 – andrà ad incrementare il FUA dell’A.D., che dunque per il 2014 è pari complessivamente a € 54.315.150,08. Rispetto alle somme in gioco (€ 1.083.684,48),  la proposta del Direttore Generale è stata quella di destinare 1.000.000,00 di euro al FUS e  la restante parte (€ 83.684,48) per coprire le maggiori esigenze segnalate da vari Enti sull’istituto della reperibilità,  che – è utile ricordare – è l’indennità che,  in sede di assegnazione agli Enti dopo la ricognizione operata dalla DG. in marzo 2014, ha subito la riduzione maggiore (-16%,  contro il -8% per le PPL e il -6% per i turni).   Una scelta dunque anche giustificata,  ma che a nostro avviso – e lo abbiamo detto alla dr.ssa Preti – si pone un po’ in contraddizione con quanto affermato dalla stessa D.G. nella circolare  n. 46647 del 10.07.2014 (“l’ulteriore fabbisogno, qualora espressione di un’esigenza incomprimibile,  potrà essere finanziato dagli Enti con onere a carico del FUS, senza possibilità di attingere al FUA”).  E’ di tutta evidenza che quegli Enti che hanno scrupolosamente ottemperato a questa indicazione risultano oggi in un qualche modo penalizzati,  e con essi il loro personale, rispetto a quelli che invece hanno chiesto di coprire le maggiori esigenze con il FUA. Dobbiamo però aggiungere che queste 84mila € sottratte al FUS, verosimilmente ci rientreranno attraverso i risparmi FUA che emergeranno anche per il 2014.

L’incremento di € 1.000.000,00  del Fondo Unico di Sede,  in rapporto alle 28.502 unità di personale presente al 1.01.2014,  porterà ad un aumento di €  26,45 (lordo lavoratore) della quota media pro capite del FUS, che pertanto passa dalle 963,00 € fissate nell’accordo FUA 2014 a € 989,45, sempre lordo lavoratore. Nei prossimi giorni sottoscriveremo l’ipotesi di accordo,  e la diffonderemo non appena pervenuta dalla D.G.

Con l’occasione, informiamo i colleghi che, a seguito della sottoscrizione dell’accordo definitivo FUA 2014 (vds. Notiziario n. 19 del 13 feb u.s.), PERSOCIV ha già avviato la pratica relativa alla richiesta fondi al MEF che dovrebbe ricomprendere, oltre al FUS, le PP.OO., i 2/12 restanti di PPL, turni e reperibilità riferiti all’ anno 2014  e anche i residui FUA 2012 e 2013 (in tutto, qualche diecina di €). C’è comunque un’altra pratica di richiesta fondi in stato di maggiore avanzamento, quella relativa a PPL, turni e reperibilità 2015, che potrebbe dar corso, già prima dell’estate, al pagamento di quelle indennità riferite ai primi 5/12.

Per quanto riguarda il FUA 2015, abbiamo sollecitato l’apertura della trattativa, rispetto alla quale la dr.ssa Preti si è detta pronta, non escludendo che la proposta dell’AD possa ricomprendere anche l’accantonamento di risorse destinate a una nuova tornata di passaggi interni, come da noi richiesto.  Il punto è che per avviare la trattativa bisognerà prima chiudere la partita relativa al nuovo sistema di valutazione, su cui la nostra O.S. ha già espresso le proprie valutazioni  (vds. Notiziario n. 14 del 2.02.2015).

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Bozza ipotesi di accordo risorse variabili FUA 2014 predisposta dalla D.G.

Allegato 2: Parere Organi certificatori su ipotesi accordo FUA 2013

Allegato 3: 26.03.2014 – Ipotesi di accordo FUA 2014 variabali con firme   (pervenuto da PERSOCIV il 26.03.2015)

 Notiziario n. 29 del 16 marzo 2015 –

Il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando
Il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando

Nella Gazzetta Ufficiale –IV serie speciale, concorsi ed esami – n. 16 del 27 febbraio u.s. è stato pubblicato un secondo avviso di mobilità del D.O.G. del Ministero della Giustizia avente per oggetto  “l’integrazione al bando di mobilità del 25 novembre 2014 per al copertura di complessivi 1031 posti a tempo pieno e indeterminato – vari profili professionali – e riapertura termini”,  pubblicato su questa stessa pagina, che differisce al 30 marzo 2015 i termini per la presentazione delle domande di mobilità.

Come si ricorderà, il primo ”avviso”  in merito alla procedura di mobilità esterna volontaria promossa dal Ministero della Giustizia era stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, IV serie speciale, n. 5 del 20.01.2015,  ed  era relativo a complessivi 1031 posti a tempo indeterminato e pieno  riferiti a diversi profili dell’ordinamento professionale di quel Ministero,  di cui ben 835 di area III  e solo 196 di area II, e per le sedi di cui all’ allegato A dell’avviso (che ripubblichiamo su questa stessa pagina, vds allegato 1).  Quell’avviso suscitò l’interesse di molti colleghi, che però si trovarono di fronte a grandi difficoltà nella predisposizione della documentazione da allegare, che –lo ricordiamo- prevedeva: la “espressa dichiarazione che l’Amministrazione è soggetta a regime di limitazione delle assunzioni e non può sostituire il personale ceduto per mobilità con nuove unità di personale”;   la “copia della richiesta all’Amm. di appartenenza di nulla osta non condizionato al trasferimento ovvero, laddove già in possesso, copia dell’assenso in data non anteriore a 6 (sei) mesi dalla data di scadenza del presente avviso di mobilità”.     Preso atto di queste difficoltà, e anche sulla base delle sollecitazioni pervenute dai colleghi, FLP DIFESA inviò in data 11 febbraio u.s. al Sottosegretario on. Rossi  la nota che ripubblichiamo ad ogni buon conto su questa pagina, nella quale chiedevamo che l’AD fornisse “precise indicazioni al riguardo ai propri Enti in ordine alla dichiarazione richiesta circa la limitazione delle assunzioni, che non appare di agevole e univoca lettura” e che venissero resi noti  gli intendimenti dell’A.D. “relativamente ai criteri che presiederanno alla concessione dei <<nulla osta>>,  sia con riferimento alle diverse aree professionali che in ordine alle diverse aree/settori  in cui è articolato il M.D…..”. Queste le nostre richieste all’on. Rossi, che ringraziamo comunque dell’attenzione.

Venendo a oggi, possiamo dire che, a seguito della ripubblicazione dell’avviso di mobilità della  Giustizia,  si è mossa finalmente anche la nostra Amministrazione nella direzione da noi sollecitata.  Infatti, in data 9 u.s. è stata pubblicata sul sito di PERSOCIV una “NEWS”, che alleghiamo al presente Notiziario,  che informa gli interessati che la DG sta provvedendo al rilascio della dichiarazione prevista dal n. 3 del suddetto art. 4 a tutti i dipendenti che ne fanno richiesta”  e li invita “a richiedere la stessa nel più breve tempo possibile e comunque entro il 25 marzo 2015 in modo da consentire a questa Amministrazione l’emissione in tempo utile”.  Dunque,  la  prima delle questioni posta da FLP DIFESA ha trovato risposta.  Per quanto riguarda invece la seconda questione, quella di rendere chiari e trasparenti gli intendimenti dell’Amministrazione sui “nulla osta”,  non ci risultano allo stato, come O.S. nazionale, posizioni formalmente espresse o documenti ufficiali dell’AD.    Pur tuttavia,  parrebbe che l’orientamento maturato dai Vertici sia comunque quello di aprire alla mobilità del personale di area 2^,  trattandosi di professionalità non tecniche, mentre per l’uscita del personale di area 3^ verrebbe espresso di norma una posizione ostativa. Quanto sopra, visto anche  l’“Atto di programmazione triennale 2014-2016 del fabbisogno di personale”   firmato il  4 feb. dalla Ministra,  sui cui contenuti avremo comunque modo di ritornare a breve.

Ultima annotazione: i colleghi interessati tengano comunque conto di quanto fissato nella circolare FP n. 1/2015 (pg. 17,“Mobilita’ prioritaria verso gli Uffici Giudiziari”): il bando della Giustizia è destinato prioritariamente al riassorbimento del personale delle Province e “solo in via residuale” alla mobilità da altre AA.PP.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Avviso di mobilità Giustizia 18.02.2015, ripubblicato, con tutti gli allegati

Allegato 2: 9.03.2015-NEWS PERSOCIV- avviso di mobilità Ministero Giustizia

Allegato 3: Circolare-F.P.-n.-1-2015-Linee-guida-in-materia-di-mobilità-del-personale-a-seguito-riordino-delle-Province-e-Città-metropolitane

Allegato 4: 11.02.2015- let.era FLP DIFESA al Sottosegretarrio sull’avviso di mobilità per la Giustizia

Notiziario FLP DIFESA n. 1 del 2 gennaio 2015 –

L'attuale sede di Persociv: è prossimo l'addio?
L’attuale sede di PERSOCIV

Ha fatto parecchio rumore,  e destato  parecchia preoccupazione tra gli ex militari transitati nei ruoli civili del M.D., un articolo (che pubblichiamo sul nostro sito) datato 15 dicembre e diffuso on line con il corredo di una foto molto esplicativa ,  a firma di Luca Marco Comellini, ex maresciallo in pensione, oggi Segretario del “Partito per la tutela dei diritti dei Militari e Forze di Polizia”.  In detto articolo, l’autore paventava addirittura la cancellazione dell’ assegno ad personam  previsto dal Decreto I.M. 18.04.2002 per il  personale ex militare transitato nei ruoli civili  a seguito di giudizio di non idoneità al servizio militare per patologia, e allo stesso attribuito in misura pari “alla differenza fra il trattamento economico goduto ed il nuovo, fino al riassorbimento con i successivi aumenti di trattamento economico…” (art.2, co. 8). Il predetto Segretario Comellini aveva lanciato l’allarme (“ecco il bel regalo che gli ex militari e poliziotti troveranno sotto l’albero”  titolava l’articolo a sua firma) sulla base di una circolare del Ministero degli Interni, e paventato che “nei prossimi mesi migliaia di dipendenti pubblici, ex militari, poliziotti e carabinieri, dovranno restituire le somme fino ad oggi percepite a titolo di assegno ad personam”, addirittura con il corredo di un esempio riguardante “il maresciallo delle FF.AA. Tizio”  il quale, percettore di una assegno ad personam di € 350 circa, “a dicembre dovrà restituire 3.850 €”. Le cose, sembrerebbero non stare proprio cosi, e vogliamo con il presente Notiziario spiegare il perché.

Tutto origina da una norma della legge di stabilità 2014 (L. 27.12.2013, n. 147), che all’art.1 comma 458, dispone che “ai pubblici dipendenti che abbiano ricoperto ruoli o incarichi, dopo che siano cessati dal ruolo o dall’incarico, é sempre corrisposto un trattamento pari a quello attribuito al collega di pari anzianita’”,  con obbligo di adeguamento sin dalla prima mensilità dell’anno 2014 (comma 459 successivo). Una norma, questa, che sin da subito la nostra Amministrazione ritenne non applicabile al personale ex militare transitato ex Decreto IM 18.04.2002  nei ruoli civili del MD, tenuto anche conto del fatto che il l’art. 2209-quinquies del Codice dell’Ordinamento militare , D.lgs. 66/2010,  così come integrato/modificato dal  D. Lgs.  28.01.2014, n. 8  (peraltro successivo alla L. 147/2013 ), ne dispone addirittura l’estensione ai transiti ordinari nei ruoli civili, sulla base della redigenda tabella di equiparazione. E così in effetti è stato.

Ora, è vero che il Ministero dell’Interno ha emanato una apposita circolare, la n. 333-G del 27.11.2014 che pubblichiamo sul sito,  avente per oggetto l’applicazione dei due commi sopracitati della L. 147/2013;  è però altrettanto vero che la stessa circolare precisa che “le menzionate disposizioni normative sono da riferirsi ai soli casi di dipendenti provenienti da altre Amministrazioni nelle quali godevano di un trattamento stipendiale più elevato e ai quali veniva attribuito un assegno ad personam…..”.  Come , sulla base di questa precisazione del Ministero dell’Interno,  si sia potuto paventare per gli ex militari transitati nei ruoli civili della Difesa il pericolo di una restituzione forzosa dell’assegno ad personam percepito nel 2014, è cosa che francamente non capiamo, e con essa l’allarme e la preoccupazione che si sono lanciati.

Peccato davvero che, sulla base di quell’articolo dell’ex mar. Comellini,  molti colleghi ex militari non abbiano trascorso forse un bel Natale,  pensando di avere sul groppone un debito di migliaia di euro da dover restituire. Anche per questo ci sono arrivate dai colleghi interessati moltissime richieste di informazioni e di precisazioni, alle quali abbiamo già dato risposte rassicuranti, ma che vogliamo ora estendere con questo Notiziario ai tantissimi lavoratori  ex militari transitati nei ruoli civili.  Lo ripetiamo: alla luce di quanto sopra riferito, e fatte anche le dovute verifiche presso i competenti Uffici centrali della nostra Amministrazione, è da escludere, allo stato, ogni ipotesi di restituzione dell’assegno ad personam 2014.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: L’articolo di Comellini

Allegato 2: La circolare del Ministero dell’Interno

Notiziario n. 131 del 16 dicembre 2014 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgE ti pareva!   Nonostante che l’ipotesi di accordo 2014 (qui ripubblicata) sulla distribuzione del FUA 2014 fosse di fatto copia conforme dell’accordo 2013 che era stato a suo tempo certificato dagli Organi di controllo,  la Funzione Pubblica e il MEF- Ragioneria Generale sono riusciti ancora una volta (oramai è un classico) a formulare dei rilievi sull’ipotesi sottoscritta in data 13 giugno 2014 (vds. Notiziario n. 66 del 17.06.2014).

Come noto, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 40-bis, comma 2, del D.Lgs. 165/2001 introdotto dal D.Lgs 150/2009 (c.d. legge Brunetta),  F.P. e MEF debbono accertare e certificare la compatibilità economico finanziaria (il MEF) e la rispondenza ai vincoli e ai limiti imposti dal CCNL e dalle norme di legge (la FP) dell’ipotesi di accordo per la distribuzione del FUA. Ebbene, a fronte di una ipotesi di distribuzione del FUA 2014 che – ribadiamo – riproduce pari pari l’accordo 2013,  con la nota del 13.11.2014 della FP che pubblichiamo su questa stessa pagina  vengono formulati in buona sostanza quattro rilievi:

Appare evidente come  i primi tre rilievi non creino di fatto alcun problema, nel senso che basterà integrare l’accordo definitivo;  per quanto invece riguarda l’ultimo rilievo, quello relativo al sistema di valutazione, il problema è davvero grande come una casa.  E spieghiamo subito il perché.

L’ “invito” della FP,  che ai fini della certificazione tale non è essendo nei fatti un obbligo, ad “applicare il sistema di valutazione”  e l’affermata sua “incontrattabilità”,  significano di fatto che nell’accordo definitivo non dovrà più essere presente il comma 1 dell’art. 12 dell’ipotesi di accordo, che  reca il sistema di valutazione contrattato dalle Parti firmatarie dell’ipotesi di accordo.

Una condizione assolutamente nuova, quella dettata da FP e MEF, e finanche incomprensibile, atteso che il predetto comma 1 ripropone alla lettera, nell’ipotesi FUA 2014,  il testo integrale già presente nell’accordo FUA 2013,  che non aveva dato luogo ad alcun rilievo o condizione da parte degli Organi certificatori.  E allora come mai, ci si chiede, a fronte di un immutato quadro normativo,  FP e MEF pretendono oggi una modifica non richiesta negli anni precedenti? Occorrerà approfondire la cosa…

Di fronte al “diktat” della FP,  la prima risposta dovrebbe essere quella di mostrare la schiena dritta, una risposta che però l’Amministrazione temiamo escluda in partenza, come dimostra ampiamente l’esperienza degli anni precedenti quando gli accordi definitivi sono stati tutti sottoscritti recependo in toto le raccomandazioni/indicazioni degli Organi certificatori.  E anche in questa circostanza, il copione si è ripetuto:  l’Amministrazione ci ha proposto di integrare/modificare l’ipotesi di accordo 13.06.2014.

No problem ovviamente per le integrazioni sui primi tre rilievi; sul quarto, quello indiscutibilmente più pesante, la proposta è stata quella di stralciare il comma 1 dell’art. 12 sostituendolo con la previsione che “la remunerazione della produttività progettuale (dunque dei progetti già fatti)  è operata sulla base delle risultanze del sistema di valutazione dell’Amministrazione”.

La soluzione, sul piano strettamente tecnico, ci è apparsa abbastanza ragionevole, tenuto conto:

Da qui, la nostra disponibilità ad accogliere la proposta dell’Amministrazione, tenuto conto che consentirebbe di sottoscrivere l’accordo definitivo, condizione questa ineludibile perché  PERSOCIV possa procedere alla richiesta al MEF di accreditamento  delle risorse FUA 2014 c.d. “fisse”,  mentre per le c.d. “variabili” occorrerà quest’anno sottoscrivere una nuova  e specifica ipotesi  accordo. Sul piano strettamente tecnico, perché questo è il tavolo di PERSOCIV,  la soluzione appare ragionevole e avrebbe il merito di chiudere la trattativa FUA 2014 per sbloccarne le risorse.

Ovviamente non ci sfuggono i possibili riflessi negativi sugli gestione del FUS 2014: ci potrebbero essere Dirigenti che, sulla base dello stralcio del comma 1 dell’art. 12 dell’ipotesi di accordo, potrebbero essere indotti a rimettere in discussione le modalità di misurazione e di valutazione dell’apporto partecipativo del dipendente sinora ricompreso nel range tra 1 e 1,5. E questo ovviamente creerebbe un enorme problema, tenuto conto del fatto che siamo praticamente ad anno concluso, a progetti già quasi tutti completati, e, in moltissimi casi, a valutazioni e misurazioni già operate.

E’ il motivo per il quale siamo già intervenuti presso il Sottosegretario Rossi con la lettera che alleghiamo al presente Notiziario: prima di chiudere l’accordo definitivo, serve l’assoluta garanzia – tutta e solo politica, con il seguito delle più adeguate iniziative di carattere operativo – che le modifiche ipotizzate in sede di accordo definitivo FUA 2014 non comportino la rimessa in discussione degli accordi locali sul FUS 2014 e la modifica delle modalità di misurazione e valutazione della  produttività  individuale rispetto a quelli adottate negli Enti, e peraltro a fronte di una norma, il comma 1 dell’art. 12 dell’ipotesi FUA 2014, presente negli accordi FUA degli anni precedenti e mai contestata da FP e MEF. Per questo abbiamo chiesto un incontro urgente al Sottosegretario Rossi: se questa assoluta garanzia ci sarà, bene;  altrimenti, occorrerà trovare un’altra soluzione e occorrerà  trovarla in ogni caso, atteso che le risorse FUA andranno ovviamente sbloccate e distribuite ai lavoratori,  che i loro progetti li hanno già fatti.

In attesa degli sviluppi di questa intricata vicenda, proponiamo ai colleghi un paio di riflessioni conclusive. La prima: alla luce dei recenti accadimenti, ultima quella di oggi, tra i quali in primis quelli conseguenti ai rilievi operati su accordi locali da ispettori,  appare evidente la necessità di ripensare l’impianto storico dell’accordo nazionale e le scelte di distribuzione delle risorse. Su questo, abbiamo ampiamente discusso nel nostro recente Congresso nazionale e avvieremo a breve alcune iniziative.

La seconda riflessione è invece la seguente: alla luce dei rilievi MEF/FP, crediamo che siamo oramai prossimi  alla riproposizione per il 2015 di un “sistema di valutazione della performance” nel Ministero Difesa, ancorchè rivisto e corretto rispetto a quello, indirigeribile  e da noi contrastato con il ricorso al Giudice,  adottato con le Direttive del 23.12.2010 e poi sospeso dal Sottosegretario  Magri. Ove così fosse,  è chiaro che nei prossimi giorni, anche prima della fine dell’anno, verremo a conoscenza delle scelte che l’A.D. intende operare sul nuovo sistema di valutazione,  attesa la sua  “incontrattabilità”.

Attendiamo di sapere. La nostra opinione al riguardo è chiara da molto tempo, e l’abbiamo anche riproposta nella riunione di oggi: per le condizioni date del MD e per quelle di prospettiva fino al 2018, appare  improponibile un sistema di valutazione del personale civile. Ne riparleremo, e molto, nel caso.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 16.12.14- lettera a SSS con richiesta di incontro per FUA 2014

Allegato 2: Nota FP n. 63712-13.11.2014 – rilievi su ipotesi FUA 2014

Allegato 3: Nota FP n. 50850-13.12.2012 – rilievi su ipotesi FUA 2012

Alleagto 4: Nota PdC n.25335-07.05.2014- centralinisti non vedenti

Allegato 5: 13.06.2014 – Ipotesi accordo distribuzione FUA 2014 con firme

News dell’11 dicembre 2014, h. 18.00 –

Pubblichiamo in allegato la nota prot. n. 80048 del 10 dicembre 2014 diramata a tutti gli Enti dalla Direzione Generale per il personale civile avente per oggetto “relazioni sindacali. Orario delle riunioni”

La nota ci era stata preannunciata dal Direttore Generale  nel corso dell’ultimo incontro con Il Sottosegretario (si veda il Notiziario n. 127 del 4 u.s.), e pensavamo servisse a disciplinare o quantomeno a chiarire meglio quell’avverbio “normalmente”.

Leggendone ora i contenuti, pensiamo serva solo solo a ricordare  disposizioni in essere peraltro già da molti anni (1998) e che dovrebbero essere ben conosciute (almeno così si spera) da tutti i soggetti che siedono ai tavoli, sia quelli di parte pubblica che quelli riferibili alle OO.SS. rappresentative e firmatarie del CCNL.

Dunque, nulla di nuovo sotto il sole, si potrebbe dire; ora, però, aspettiamo che l’Amministrazione, per dare un pò di concretezza alla propria iniziativa, verifichi prontamente quali Enti, e per quali motivi atteso che di norma le riunioni dovrebbero essere convocate al di fuori dell’orario di lavoro, si discostano dalla previsione del CCNQ.

IL COORDINAMENTO  NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato: Circolare PERSOCIV orario riunioni sindacali

Notiziario n. 114 del 3 novembre 2014 –

La dr.ssa Enrica Preti, Direttore Generale di PERSOCIV
La dr.ssa Enrica Preti, Dir. Gen. di PERSOCIV

Ha suscitato molto interesse tra i colleghi (al momento in cui scriviamo, oltre 1.350 contatti sul sito in pochissimi giorni)  l’interrogazione parlamentare (n. 3-01219) avanzata da  un gruppo di senatori del M5S sulla gestione della mobilità del personale civile, di cui abbiamo riferito nel recente Notiziario n. 108 del 13 ottobre u.s..

I “cittadini” interroganti, presso atto dei ripetuti “no” alla istanze di mobilità di lavoratori civili che vengono dalla nostra Amministrazione  e che stanno generando diversi contenziosi, hanno chiesto di sapere “quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di evitare in futuro analoghi provvedimenti contraddittori da parte delle strutture del Ministero deputate alla gestione del personale civile, onde garantire il buon andamento e l’efficienza della pubblica amministrazione”.

A rispondere alla predetta interrogazione, mercoledì 22 u.s.,  in Commissione Difesa del Senato, è stato sorprendentemente  il Sottosegretario G. Alfano,  il quale notoriamente non si occupa di questioni relative ai civili.  Sorprendono però ancor di più i contenuti della risposta, alquanto generici ed evasivi  (vds. allegato pubblicato in questa stessa pagina).

Nella sua risposta, l’on. Alfano parte innanzitutto dal processo di riduzione dello strumento militare (Legge 244/2012 e Decreti attuativi nn. 7 e 8/2014) che, come noto, prevede un consistente taglio di posizioni civili (-7.500 circa, da qui al 2024) con rideterminazione triennale degli organici e gestione delle eccedenze con le procedure di cui all’art. 12 del D. Lgs. n. 8/2014.  Trattasi però di un “contesto”  ben di là da venire, atteso che all’attuazione di quelle procedure si darà corso solo a partire dal 2016. E allora, cosa c’azzecca questo “contesto”  con i problemi di oggi in materia di gestione della mobilità dei civili?

Ma c’è, all’interno di questa risposta francamente sfuggente, un passaggio invece facilmente comprensibile ed illuminante, ed è quello nel quale l’on. Alfano afferma che “la competente Direzione Generale per il personale civile…deve pertanto necessariamente tenere conto dei pareri espressi dai competenti organi programmatori, istituzionalmente deputati a valutare le esigenze funzionali organizzative della Difesa”.  Già, i famosi pareri degli Organi Programmatori (OO.PP.: SS.MM.; Cdo Gen. CC; SGD; etc), che sono stati il pomo della discordia e il punto irrisolto nel confronto con l’AD  sulla mobilità, poi arenatosi.

Come è ampiamente noto a tutti,  in materia di mobilità, la nostra è una D.G. a “libertà vigilata”  che, a differenza delle altre DD.GG. di Ministero, non gestisce in proprio l’impiego e la mobilità del personale, rivestendo nei fatti un ruolo sostanzialmente notarile.  A decidere in materia di mobilità sono gli Organi Programmatori, che lo fanno appunto fanno attraverso i  predetti “pareri”,  che vincolano la nostra D.G.: se il loro parere è positivo, Persociv dispone il trasferimento, se invece il parere è negativo, la D.G. dispone il rigetto dell’istanza.  E’ ben vero che, alla luce del CCNI Difesa 06.07.2000 (disapplicato anche qui?), esisterebbe uno spazio di autonomia del D.G. in presenza di “casi gravi” o “legge 104”, ma ultimamente, anche su queste fattispecie, Persociv chiede il c.d. “utile impiego”  agli OO.PP., che configura un ulteriore “parere” , di fatto anch’esso vincolante ai fini del trasferimento. Non va poi dimenticato che i “pareri”  sono resi dagli OO.PP. sulla base degli organici vigenti negli Enti interessati, che l’esperienza di questi anni ci racconta in continuo e non sempre conosciuto divenire,  in quanto gestiti in proprio dagli OO.PP.,  al punto che la D.G. chiede pareri e utili impieghi proprio perché non è a conoscenza degli organici degli Enti del MD.

E, allora, il problema sta a nostro avviso proprio nei “pareri”, e nella “sottoposizione” della D.G. agli OO.PP. E’ un problema che poniamo da tempo immemore, rispetto al quale il vicino confronto sul Regolamento ex art.1 D.Lgs n. 7/2014, che recherà anche la riorganizzazione delle DD.GG.,  potrebbe offrire materia di attenta riflessione.  Noi vorremmo una D.G. con funzioni piene, pari a quelle delle DD.GG. di altri Ministeri, e procedure chiare di mobilità con bandi e interpelli. Sarà interessante comprendere, al riguardo,  la posizione del nostro Direttore Generale.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: La risposta del Sottosegretario Alfano

Persociv


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