Il D.G. E. Preti in una manifestazione all’IGM tra Ufficiali
Un gruppo di senatori del M5S ha presentato una interrogazione al Ministro (la n. 1219, pubblicata in data 17 settembre u.s.) per avere risposte in merito ad alcune problematiche relative alla gestione della mobilità dei lavoratori civili della Difesa. Ne riportiamo di seguito uno stralcio abbondante:
” Premesso che:
le disposizioni recate dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104, sono il riferimento legislativo “per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”, che prevede che il dipendente pubblico, a domanda, possa essere trasferito presso altra sede o altra amministrazione, anche di diverso comparto, previo assenso del Ministero di appartenenza;
l’art. 42-bis del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, recante “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53”, prevede che il dipendente pubblico, a domanda, possa essere assegnato temporaneamente presso altra amministrazione, anche di diverso comparto, previo assenso del Ministero di appartenenza;
risulta agli interroganti che il Capo di SMD avrebbe inviato una e-mail in data 7.04. 2014 nelle caselle di posta elettronica di tutto il personale del M.D. civile e militare, in cui dichiara di voler agevolare le famiglie e applicare le leggi citate per la tutela degli invalidi e dei figli minori fino a 3 anni;
……….
considerato che, risulta agli interroganti:
……….
presso il Ministero della difesa la mobilità temporanea (comandi) è disciplinata da una circolare interna di SEGREDIFESA datata 28.03.2011, prot. M_D GSGDNA 0518641, recepita e diramata il 26 maggio 2011, protocollo 0036713, dalla Direzione generale per il personale civile che ne favorisce l’adozione;
………….;
considerato inoltre che:
le richieste provenienti dal personale civile, riferito al personale ex militare che mantiene la sede dell’ultimo impiego in servizio, soprattutto quello assegnato agli enti tecnici, vengono spesso respinte dalla Direzione generale per il personale civile, non di meno quelle provenienti dagli arsenali militari marittimi, cagionando gravi ripercussioni familiari, in palese contraddizione con le indicazioni del Ministro della difesa e le indicazioni del capo di Stato maggiore della difesa;
l’aumentare del contezioso giudiziario, derivante dal mancato accoglimento delle richieste, genera una microconflittualità pregiudizievole per la funzionalità delle strutture e produce un aumento dell’intasamento dei tribunali già oberati di procedimenti del giudice del lavoro,
si chiede di sapere quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di evitare in futuro analoghi provvedimenti contradditori da parte delle strutture del Ministero deputate alla gestione del personale civile, onde garantire il buon andamento e l’efficienza della pubblica amministrazione”
Attendiamo ora di conoscere la risposta della Ministra, che renderemo nota ai colleghi aggiungendovi anche alcune nostre considerazioni al riguardo della gestione complessiva della mobilità del personale civile.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 85 del 6 agosto 2014 –
In relazione alle molte richieste di informazioni che ci pervengono oramai quasi quotidianamente, informiamo i colleghi che, dopo il via libera da parte del Ministro dell’Economia, la Corte dei Conti, nella scorsa settimana, ha provveduto alla registrazione del decreto di variazione del bilancio relativo alle somme FUA e FUS 2012 e 2013 che, parrebbe oramai certo, dovrebbero essere corrisposte ai lavoratori con la busta paga di ottobre p.v., come peraltro da noi preannunciato in precedenti Notiziari.
Proviamo allora a fare il punto di situazione sulle partite relative al FUA 2012, 2013 e 2014
FONDI UNICI DI AMMINISTRAZIONE 2012 e 2013
Dopo il lungo e complesso percorso legato alla necessaria certificazione da parte del Ministero dell’Economia e Finanze (MEF) e della Funzione Pubblica (FP) avviato nel lontano agosto 2013, in data 31 gennaio 2014 è stato finalmente sottoscritto l’accordo definitivo FUA 2013, avendo le Parti modificato l’ipotesi di accordo 27.07.2013 nei termini richiesti da FP e MEF. L’avvenuta registrazione da parte della Corte dei Conti consente ora di avviare l’ultimo tratto di strada per poter procedere al pagamento delle somme, anche se per la verità dovrebbe ancora mancare il “decreto di riparto” dell’Ufficio Centrale Bilancio e Affari Finanziari (BILANDIFE) che renderà disponibili le somme.
Le somme he dovrebbero essere corrisposte con il cedolino di ottobre riguardano le seguenti fattispecie:
– Fondo di Sede (FUS),la cui quota pro capite è pari a € 954,40 lordo lavoratore, che dovrà essere distribuito agli aventi diritto sulla base dei criteri fissati dagli accordi locali sul FUS 2013.
– due/dodicesimi residui di turni, reperibilità e particolari posizioni di lavoro (PPL);
– indennità di mobilità;
– Posizioni Organizzative (P.O.), il cui pagamento potrebbe però slittare a novembre.
Si deve aggiungere che, insieme alle somme di cui sopra, tutte relative al FUA 2013, verrà anche corrisposto il saldo FUS 2012 derivante dai residui delle somme accantonate e non spese del FUA di quell’anno, il cui importo pro capite avevamo già annunciato (Notiziario n. 56 del 24.05.2014) si potesse attestare “nell’ordine di qualche decina di €” e che oggi, più precisamente, possiamo dire si aggirerà intorno alle 40 € lordo lavoratore e sarà anch’esso inserito nella busta paga di ottobre.
Al fine assicurare i pagamenti con il cedolino di ottobre, nei prossimi giorni PERSOCIV emanerà apposita circolare con la quale inviterà tutti gli Enti a trasmettere, entro una certa data dentro la prima metà di settembre p.v., gli elenchi dei percettori e le relative somme da corrispondere a ciascuno. Sollecitiamo pertanto tutti i nostri Coordinamenti Territoriali e tutte le RSU ad agire sugli Enti affinché gli stessi ottemperino alla richiesta di PERSOCIV, in quanto è del tutto evidente che, in caso diverso, i pagamenti ai lavoratori di quegli Enti che non avessero comunicato i dati richiesti entro la data indicata, verrà effettuato in ritardo con i cedolini dei mesi successivi ad ottobre.
FONDO UNICO DI AMMINISTRAZIONE 2014
L’ipotesi di accordo sottoscritta il 13.06.2014 ci risulta ancora ferma a BILACENTES, e solo dopo il via libera di detto Ufficio verrà trasmessa a MEF e FP ai fini della necessaria certificazione.
Per quanto attiene le indennità relative a turni/reperibilità/PPL 2014, il relativo decreto, già firmato dal Ministro Padoan, è già stato registrato dalla Corte dei Conti. Il pagamento delle indennità già maturate, relativamente però ai primi cinque/dodicesimi (dunque servizi prestati sino a tutto maggio), avverrà con il prossimo cedolino di agosto, come noi avevamo già anticipato nel Notiziario n. 56 del 24 maggio u.s.. Un successivo pagamento, previsto entro l’anno, sarà relativo ai successivi quattro/cinque dodicesimi, mentre il saldo dei residui tre/due dodicesimi avverrà solo nel 2015.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 69 del 25 giugno 2014 –
L’on. D. Rossi, Sottosegretario di Stato alla Difesa
Dopo la prima riunione del 17 aprile u.s. (si veda il Notiziario n. 41 di pari data), nel pomeriggio di ieri l’on. Domenico Rossi ha incontrato le OO.SS., ancora una volta a tavoli uniti, anche se la cosa potrebbe avere prossimamente sviluppi diversi, dei quali comunque provvederemo a informare subito i lavoratori.
Come si ricorderà, in quella riunione del 17 aprile tutte le OO.SS. avevano rappresentato, ciascuno a partire dalle proprie valutazioni, le questioni ancora aperte e sulle quali sviluppare il successivo confronto con l’A.D.. In quella circostanza, FLP DIFESA aveva richiamato l’attenzione del Vertice politico su alcuni punti (DM sugli organici; Regolamento ex art. 1 D. Lgs. n. 8, con particolare riferimento alla c.d. “civilizzazione “ e alla connessa riorganizzazione dell’area centrale; riordini FF.AA., e in particolare quelli di Poli e Arsenali;formazione; mobilità e reimpieghi), dei quali abbiamo ampiamente riferito nel Notiziario n. 41 di pari data. In ordine a tutte queste questioni e anche su altre da noi poste in tempi successivi, sono venute dal Sottosegretario le prime risposte, di cui diamo dettagliatamente qui conto ai colleghi.
1. DM sugli organici: l’avevamo messo al primo punto del nostro intervento nella riunione del 17 aprile, e la risposta è puntualmente arrivata, e di questo diamo atto all’on. Rossi. Ci è stato consegnato in riunione lo schema di D.M. (che pubblichiamo su questa stessa pagina), che ripartisce tra gli Organi Programmatori e distribuisce per profili professionali e per regioni, le dotazioni civili fissate dal DPCM 22.01.2013. E’ questo un passaggio nodale: a seguire, gli OO.PP. dovranno a loro volta distribuire al loro interno i numeri ad essi assegnati, rideterminando organici e organigrammi degli Enti, con relative funzioni e incarichi. Sarà quello il momento di dar corpo e sostanza alle linee della Ministra e alle previsioni normative del D. Lgs n. 7/2014 che prevede ”l’attribuzione di funzioni e compiti tecnico amministrativi al personale civile” . Entro la prossima settimana, faremo pervenire al Sottosegretario le nostre osservazioni al riguardo, e pertanto invitiamo i colleghi interessati a inviarci entro e non oltre il 2 luglio p.v. eventuali proposte e contributi.
2. Regolamento ex art.1 D. Lgs. 7/2014: l’on. Rossi ha dato la propria disponibilità ad un confronto specifico sul tema, da noi fortemente sollecitato nel primo incontro e riproposto nell’odierna riunione anche a seguito di alcuni fatti di cui siamo a conoscenza e dei quali abbiamo informato il Sottosegretario. Come noto, a mente di quanto previsto dall’art. 1 comma 2-bis del D. Lgs. n. 7, si dovrà redigere a breve il Regolamento per la ripartizione di compiti e funzioni tra le due aree del nostro Ministero, e in quella sede si dovranno definire gli ambiti precisi riservati ai lavoratori civili e i vincoli per l’attribuzione delle funzioni. Quel Regolamento incorporerà verosimilmente anche la riorganizzazione dell’area centrale conseguente al DL 95/2012, e dunque la nuova struttura di SGD, DD.GG. e UU.CC., ed è di tutta evidenza che se l’orizzonte è quello di una marcata civilizzazione del Ministero – dicemmo al Vertice politico nell’incontro del 17 aprile – occorrerà allora “aggiungere” e non “togliere”, e dunque andrebbero decisamente accantonati gli intendimenti di chi vorrebbe sottrarre competenze a PERSOMIL e PREVIMIL per trasferirle agli Stati Maggiori. La direttrice di marcia, purtroppo, allo stato, non sembra però questa: siamo infatti a conoscenza, e lo abbiamo riferito all’on. Rossi, che il Comitato dei Capi di SM di marzo 2014 ha “disposto” entro il 2014 la costituzione del Centro Unico Stipendiale Interforze (CUSI), “con graduale passaggio di competenze delle Direzioni Generali del personale (Persomil e Previmil)”, stabilendo in aggiunta la tempistica che prevede, in particolare, entro il 2015 l’ “acquisizione delle competenze PERSOMIL/PREVIMIL in materia T.E. e finanziarie”. Un fatto che riteniamo grave, atteso che appare evidente come organi tecnici non possano decidere su cose che il D. Lgs. 7 rinvia al Regolamento, su cui ci sono stati precisi impegni del Vertice politico al confronto con le OO.SS. Stante questa situazione, abbiamo chiesto che si apra rapidamente il tavolo tecnico proposto dall’on. Rossi.
3. Riordini Enti area industriale: il Sottosegretario ha promesso un impegno in prima persona per lo sblocco delle assunzioni da parte della F.P., dal quale Poli e Stabilimenti trarrebbero naturalmente un po’ di ossigeno. La nostra O.S. ha segnalato che restano altri nodi, e in primis l’attuazione di quanto previsto dall’art.12 <<art.2259-sexies>> del D.Lgs. n. 8/2014 (reinternalizzazioni) e la revisione dei piani industriali, di cui ancora non c’è traccia.
4. Mobilità: l’impegno del Sottosegretario è quello di avviare uno specifico confronto sia sul fronte della mobilità interna che di quella esterna, rispetto alla quale dovremo però prima leggere bene il DL Renzi-Madia. FLP DIFESA ha risegnalato la necessità di rivedere la procedura di reimpiego, operazione questa resa urgente non solo dai riordini in arrivo, ma anche dalla ravvisata inefficacia da parte del DG di PERSOCIV (vedi sotto “blocco permessi servizio”) delle norme del CCNI Difesa 6.07.2000. Collegata in qualche modo a mobilità e reimpieghi, c’è poi la spinosa questione legata al destino delle attuali posizioni soprannumerarie (aree 1^ e 2^) conseguenti al DL 95/2012, in ordine alle quali FLP DIFESA ha evidenziato la necessità di operare una nuova verifica sui numeri e di decidere il da farsi.
5. Formazione: se, come avevamo detto nella riunione del 17 aprile,”una nuova idea e una diversa pratica della formazione potrà diventare la leva attraverso la quale si dà sostanza ad un impiego nuovo e diverso del personale civile, nel segno indicato dalla Ministra”, è di tutta evidenza che la scelta contenuta nell’art. 21 del D.L. 90 (Renzi-Madia) di sopprimere CEFODIFE, attribuendone le competenze alla Scuola Naz. Amm., con conseguenti effetti su personale, corsi in programma, risorse, strumenti e prospettive legate al D. Lgs. 8, va in tutt’altra direzione e costituisce una perdita notevolissima per il MD, su cui occorrerà ragionare e presto. Abbiamo perciò chiesto all’on. Rossi che con la massima urgenza si promuova un incontro al riguardo, nel contesto del più generale confronto sugli effetti del DL, al quale il Sottosegretario ha attribuito assoluta priorità e che sicuramente porterà ad un prima riunione, già entro 1-2 settimane.
Questi gli argomenti introdotti dal Sottosegretario, con le relative considerazioni successivamente svolte dalla nostra O.S. al tavolo di riunione. Dobbiamo però dare conto ai colleghi anche delle risposte fornite dall’on. Rossi su alcune questioni emerse recentemente e da noi poste alla Sua attenzione.
6. Blocco “permessi di servizio” per la partecipazione a riunioni sindacali: in merito alla nota del D.G. di PERSOCIV di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 68 del 23.06.2014, il Sottosegretario si è impegnato a promuovere una specifica riunione per l’approfondimento e la ricerca di soluzioni possibili e praticabili. Diamo atto al Sottosegretario per l’attenzione riservata a questo problema che rischia di bloccare i tavoli locali e lo ringraziamo del suo impegno, segno evidente della consapevolezza maturata al riguardo, e confidiamo che, nell’agenda degli incontri a venire, questa questione occupi uno dei primi posti. A fronte di questa consapevolezza dell’Amministrazione, resa evidente anche dalla considerazione presente nella stessa nota del D.G. agli OO.PP. (“…il rilievo che la questione assume in materia di relazioni sindacali”), è apparso davvero incomprensibile il silenzio assordante al tavolo da parte di alcune sigle, reso evidente anche dall’assenza di ogni riferimento nei comunicati diffusi dopo la riunione. Bene, ne prendiamo atto, il problema comunque deflagrerà sui tavoli locali (è un po’ la convinzione di tutti), come peraltro è già avvenuto a Roma a seguito di una convocazione proprio di PERSOCIV sul FUS 2014, che ha portato tutte le OO.SS. territoriali a inviare al Vice D.G. la nota unitaria, che pubblichiamo su questa stessa pagina.
7. Comparto Sicurezza e Difesa: il Sottosegretario ha smentito in modo netto l’intendimento, che una O.S. gli aveva attribuito, a impegnarsi per il transito del personale civile nel comparto sicurezza e difesa (si veda il nostro Notiziario n. 60 del 6.05.2014). Ha precisato invece che la sua intenzione è quella di lavorare per il riconoscimento di una qualche specificità della categoria, che possa consentire in futuro di ridurre la forbice enorme che divide oggi il trattamento economico civile da quello militare. Una posizione che condividiamo in pieno, e che era poi quella rappresentata nella parte conclusiva del Notiziario di cui sopra.
8. Libro bianco: abbiamo segnalatola necessità, da noi già evidenziata nel Notiziario n. 67 del 19.06.2014, che, oltre alla consultazione on line dei cittadini, vengano coinvolte anche le Parti Sociali nella riflessione e successiva progettazione del nuovo modello difesa. L’on. Rossi ha preso atto e ne riferirà alla Ministra.
A conclusione della riunione, vista la densità delle questioni oggetto di prossimi confronti con l’A.D., su nostra richiesta, l’on. Rossi ha convenuto sulla utilità di definire una agenda specifica, che ora aspettiamo.
Nel pomeriggio di ieri, a PERSOCIV, si è tenuta la prima riunione, presieduta dalla dr.ssa Preti, tra la nostra O.S. e l’A.D., che ha avviato il confronto negoziale sulla distribuzione del FUA 2014. Un confronto che parte quest’anno con sensibile anticipo rispetto agli anni passati, come FLP aveva richiesto e di questo diamo atto al D.G. di PERSOCIV, pur a fronte della recente crisi di Governo che ne ha ritardato in ogni caso l’avvio in ragione del tempo di attesa del rinnovo della delega da parte della neo Ministra.
La bozza predisposta da Persociv, recante l’articolato dell’ipotesi di accordo e tutti gli allegati relativi alle diverse indennità, che pubblichiamo su questa stessa pagina dopo averla già trasmessa alle nostre strutture sindacali, ripropone in toto l’accordo 2013, con alcune novità che segnaliamo.
Le somme FUA 2014 messe a bilancio dal MEF, ancora una volta in assenza di dati di dettaglio da parte di detto Ministero in merito alla provenienza delle risorse che alimentano il fondo, circostanza questa che costituisce a nostro avviso davvero un assurdo (e poi parliamo di trasparenza..), sono previsionalmente pari quest’anno a € 55.553.610,00 al lordo oneri dell’A.D. e dovrebbero essere comprensive dei tagli operati sulla base dei cessati (art. 9, comma 2-bis, DL 78/2010: “riduzione dei FUA in misura proporzionale alla riduzione del personale in servizio”). Dunque, rispetto al 2013, la dotazione attuale del FUA 2014 mostra una significativa riduzione (-2.495.770 €), ma potrebbe essere suscettibile, in sede di assestamento del bilancio, a incrementi derivanti da eventuali risorse variabili. Ove così fosse, però, in relazione al rilievo mosso da FP e MEF all’ipotesi di accordo FUA 2013 (si veda il Notiziario n. 8 del 30.01.2014) poi recepito nel testo definitivo di accordo 2013 e ovviamente mantenuto nella bozza dell’ipotesi di accordo 2014, occorrerà procedere alla sottoscrizione di un nuovo specifico accordo. Da qui, le due possibili opzioni proposte: o si procede con la sottoscrizione di due distinti e separati accordi, di cui il secondo prevedibilmente verso settembre/ottobre; oppure, si unificano i due momenti e si procede allora con la sottoscrizione di un unico accordo, ovviamente a settembre/ottobre. Per quanto ci riguarda, atteso che l’accordo nazionale costituisce punto di riferimento ritenuto, dai più, necessario per la contrattazione decentrata locale, noi riterremmo utile e opportuno scindere i due momenti e procedere comunque, a conclusione della trattativa oggi avviata, alla sottoscrizione del primo accordo.
Con riferimento alla dotazione FUA, va a tal proposito tenuto presente che il 2015 potrebbe riservare delle soprese negative, alla luce di quanto previsto dal comma 456, art. 1, della legge di stabilità 2014.
Tornando al FUA 2014, dalla disponibilità del Fondo dovranno essere detratti gli accantonamenti per le diverse voci finanziate dal FUA, che proviamo qui a sintetizzare per punti, cercando di coniugarli con le osservazioni/richieste/proposte avanzate dalla nostra O.S. nel corso della riunione.
Fondo AID: è pari al 4% della dotazione del fondo (€ 2.222.144,40); inoltre, come per gli anni scorsi, è assicurata al personale AID la stessa quota pro capite FUS destinata al personale della Difesa.
Posizioni Organizzative (P.O.): confermate per il 2014 sia la somma accantonata nel 2013 (2.525.281,00 lordo oneri AD) che il contingente numerico (n. 1.723 unità). A tal riguardo, FLP DIFESA si è riservata, entro il corrente anno e dunque con congruo anticipo rispetto all’emanazione della circolare della D.G. riferita alla ricognizione degli incarichi e ai criteri di pagamento delle P.O. 2014, di presentare al Direttore generale una propria proposta in merito alla tipologia degli incarichi conferibili e alla loro assegnazione alle due categorie previste.
Particolari posizioni di lavoro (PPL), turni e reperibilità: gli accantonamenti 2014 risultano esattamente gli stessi del 2013 (rispettivamente: 4.295.649,23, 8,1 e 3,4 mln, tutti al lordo oneri AD); invariate, rispetto all’anno precedente, per ciascuna fattispecie, sia la disciplina che le misure. Con riferimento all’indennità di imbarco/lavorazione (all. 7), la dr.ssa Preti, su segnalazione dello SMM, ha proposto l‘inserimento di una quota maggiorata per il personale che presta servizio sui pontoni (55 persone) e con incarico di capo pontone (6 persone). Nel dichiararsi d’accordo, FLP DIFESA ha a sua volta segnalato la necessità che la predetta indennità venga estesa anche al personale addetto alla conduzione di gru e autogru lungo le banchine o i bacini di carenaggio per le attività di imbarco e sbarco di materiali, eliminando la differenziazione tra lavoro a bordo e quello a terra. Ne discuteremo alla prossima riunione, la cui data deve essere ancora definita e calendarizzata. Infine, con riferimento alle PPL, abbiamo riproposto la necessità di recuperare l’elenco delle “eccezioni” (L. 104; congedi maternità e di paternità; donazioni; lutto; citazione e giudice popolare)che non darebbero luogo a decurtazioni, elenco che, come si ricorderà, era stato espunto nell’accordo FUA 2012 sulla base dei rilievi formulati dalla F.P. al 3° capoverso della nota F.P. del 13.12.2012 (vds Notiziario n. 52/2013), ma che abbiamo visto comunque mantenuto in ipotesi di accordo di altri Ministeri. Cercheremo di verificare se quell’elenco sia stato mantenuto anche negli accordi definitivi di quelle Amministrazioni Centrali e, ove così fosse, è di tutta evidenza che la nostra richiesta troverebbe adeguato supporto.
Indennità di mobilità: l’accantonamento 2014 proposto dall’Amministrazione risulta esattamente uguale a quello dell’anno 2013, e cioè 900.000 €, e ci appare francamente un po’ sovradimensionato rispetto alle reali esigenze. Abbiamo pertanto proposto alla dr. Preti un riduzione della somma accantonata, che potrebbe concretizzarsi nella misura di un terzo, stante la disponibilità espressa dall’Amministrazione.
Fondo Unico di Sede (FUS): la quota pro capite 2013 risulta pari a €901,87 al netto oneri datoriali, tenuto conto del numero dei dipendenti in servizio al 1.01.2014 (n. 28.502), e fa dunque registrare un decremento rispetto al 2013 (- € 52,53), dato questo che appare in diretta relazione alla riduzione della dotazione del FUA 2014 rispetto a quella dell’anno precedente. Confermate in toto le finalità del FUS, e in particolare la destinazione al finanziamento di progetti e programmi locali di produttività di quota parte comunque non inferiore al 72%. I criteri di riferimento per la distribuzione del FUS ripropongono in toto l’impianto 2013, con il preciso richiamo alla “contrattazione di posto di lavoro” e l’espresso riferimento ai progetti locali di produttività per la misurazione/valutazione dell’apporto individuale. Segnaliamo, infine, l’opportuna modifica introdotta al comma 4 dell’art. 10 che attribuisce alla dotazione nazionale del FUS, e non a quella locale, gli eventuali residui derivanti dagli accantonamenti destinati alle diverse fattispecie, che risolve alcuni equivoci ingeneratosi in alcune sedi.
Passaggi economici 2015: con riferimento alla “dichiarazione congiunta” allegata all’ipotesi di accordo 2013 sottoscritta dalla dr.ssa Preti e dallo scrivente Coordinatore Generale (“Le Parti, su invito della O.S. FLP, si impegnano a rivedere nel 2014, in vista dell’effettuazione degli sviluppi economici, l’ammontare di tutti gli attuali accantonamenti per singolo istituto al cui finanziamento il FUA è preordinato”), atteso che il blocco delle nostre retribuzione dovrebbe concludersi il 31 dicembre del corrente anno, FLP DIFESA ha chiesto che, successivamente alla sottoscrizione dell’ipotesi di accordo, si apra rapidamente un tavolo tecnico di confronto per l’esame di tutte le questioni (destinatari; numeri; risorse; verifica accordo passaggi 2010) connesse con l’avvio di una nuova fase di passaggi interni dopo quella già realizzata con decorrenza 1.1.2010. A tal riguardo, la dr.ssa Preti si è dichiarata disponibile e dunque se ne parlerà verosimilmente nella seconda metà di quest’anno.
A conclusione della riunione, abbiamo chiesto un aggiornamento sullo stato di avanzamento delle pratiche FUA/FUS 2012, 2013 e 2014 ancora aperte. A seguito delle risposte dell’Amministrazione, informiamo che, presumibilmente verso luglio/agosto p.v., dovrebbero avvenire i pagamenti relativi a:
– saldo FUS 2012 derivante dai residui delle somme accantonate e non spese (importo pro capite non ancora quantificato, ma presumibilmente dell’ordine di qualche decina di euro);
– indennità relative a turni/reperibilità/PPL con riferimento al primo semestre 2014;
– somme FUS 2013 (ricordiamo che la quota pro capite è pari a € 954,40, lordo lavoratore), che dovrà ovviamente avvenire sulla base dei criteri fissati dagli accordi locali sul FUS 2013.
La caserma Bianchi in Roma sede del COMLOG Esercito
LoSME è formalmente intervenuto, come richiesto da FLP DIFESA, sulla spinosa vicenda legata alle “determinazioni” del Comandante Logistico che in alcuni Enti avevano fanno saltare i buoni pasto con ricadute varie. Riepiloghiamo brevemente la vicenda, alla quale avevamo già dedicato il Notiziario n. 5.
Con foglio n. 90271 del 14 ottobre u.s., il Dipartimento di Commissariato di COMLOG ha trasmesso le “Linee guida per la valutazione dell’adozione del buono pasto in sostituzione del servizio di vettovagliamento”. Successivamente, con nota prot. n. 1757 del 14 gen. u.s., lo stesso Dipartimento di Commissariato ha trasmesso ai Comandi Logistici di area (COM LOG NORD di Padova e COM LOG SUD di Napoli) una successiva nota con la quale ha reso noto le “determinazioni” del Comandante per gli EDRC dell’area logistica, che in alcuni di essi (CERICO Roma; CERICO Napoli; SERICO Cagliari) hanno prodotto l’azzeramento dei buoni pasto in utilizzo e l’aggregazione per il vitto dei lavoratori presso mense di altri Enti, con trasporto a cura dell’A.D. Particolare non trascurabile, nelle indicazioni di COMLOG a seguito di risposta di Persociv a un quesito, i tempi di trasporto erano considerati servizio.
La FLP DIFESA è immediatamente intervenuta presso il Capo di SME (vds. Notiziario n. 5), segnalando alcune possibili forzature e ponendo una domanda: per ogni unità di personale coinvolto, costa di più alle casse pubbliche pagare il buono pasto (calcolato alla luce del ribasso d’asta) o la somma dei diversi costi derivanti da pasto erogato, servizi di trasporto e tempo di lavoro sottratto all’Ufficio? Ancora una volta, da questa vicenda sembrava emergere da parte di COMLOG un modo tutto particolare di intendere la spending review . Da qui, il nostro intervento presso il Capo di SME, che ha avuto, ad oggi, il seguente sviluppo.
Con il messaggio n. 811047 del 4 u.s. a firma del Capo del IV Reparto Logistico, qui allegato, SME rende noto che i provvedimenti discendenti dalle pur condivise “Linee guida” debbano essere “esaminati anche alla luce delle ricadute che possono determinare sull’intera F.A.” anche al fine “di definire delle linee di azione univoche per l’intera F.A.” . Qui c’è un punto nodale, che avevamo in alcune circostanze richiamato anche sui tavoli nazionali: l’area logistica è una area dell’Esercito, e in quanto tale le policy non possono che rientrare in un perimetro più generale che è quello della F.A., non potendo essere gestite separatamente per area come alcune volte è apparso (per es.: orario sui 6 giorni negli Enti della Sanità).
Più avanti nel messaggio, e con riferimento alla vicenda dei buoni pasto, SME esprime l’avviso che “le attività già avviate debbano essere considerate a titolo sperimentale nell’attuale forma, con validità limitata al giorno 14 di febbraio” mentre dal 15 al 28 febbraio “l’accesso al servizio di vettovagliamentodovrà essere consentito sempre a titolo sperimentale, ma su base volontaria e in alternativa al buono pasto”. Particolare anche qui non trascurabile, dal 1 marzo il COMLOG dovrebbe avere un nuovo Comandante.
I termini della questione appaiono allora chiari: un netto ridimensionamento delle scelte del Comandante Logistico, sperimentalità a brevissimo termine, il ripristino, ancorché su base volontaria, del buono pasto e la presa in carico come F.A. del problema. Dal 1° marzo, l’orizzonte muterà e noi auspichiamo non se ne parli più. FLP DIFESA continuerà comunque a monitorare la vicenda, e vedremo se e cosa maturerà dal 1 marzo p.v.
Sempre con riferimento all’area logistica, ricordiamo ai colleghi di aver segnalato a SME,nel corso dell’ultima riunione con RPGF (vds. Notiziario n. 133 del 19.12.2013), alcune problematiche presenti negli Enti dell’area ex industriale e di aver richiesto “un tavolo di confronto specificatamente dedicato alle problematiche degli Stabilimenti di lavoro dell’Esercito” (di tutti, e non solo di alcuni), attese le “importanti novità contenute nel decreto attuativo L. 244 c.d. ”ordinamentale” (art. 2259-sexies COM)”.
Cogliamo qui l’occasione per informare i colleghi che questa riunione potrebbe tenersi a breve termine.
Nel corso dell’ultimo incontro con la sen. Roberta Pinotti (Notiziario n. 116 del 23 u.s.), il D.G. di Persociv, presente alla riunione, ha comunicato alle OO.SS. i numeri relativi alle “eccedenze” di personale civile e i quelli relativi ai “pensionabili” ex L. 135/2012, entrambi aggiornati alla data del 23 ottobre 2013.
Partiamo dall’inizio: in applicazione dell’art. 2, comma 1, della legge 7 agosto 2012, n. 135 (“spending review”), che aveva disposto “la riduzione non inferiore al 10% della spesa complessiva relativa al numero dei posti in organico” del personale non dirigente, l’ A.D. ha provveduto a rimodulare al 31.10.2012 le dotazioni organiche civili, che il DPCM 22.01.2013 fissa oggi in: n. 1.824 in area 1 (erano n. 63 a seguito L.148/2011); n. 23.246 in area 2^ (erano n. 26.590); n. 2.681 in area 3^ (erano n. 3.630) e n. 26 professori etc. La nuova dotazione del personale dirigente è invece pari a n. 117 (erano n. 133). A quella data (31.10.2012), la Difesa registrava un soprannumero complessivo di circa 1.500 posizioni, che, se non riassorbite, si sarebbero trasformate in esuberi da collocare in disponibilità (art. 33 D.Lgs. 165/2001, riscritto da Brunetta con l’art. n. 16 della L. 183/2011). Lo stesso articolo della L.135/2012, al comma 11, prevedeva però la possibilità di riassorbimento del personale in soprannumero a condizione che fosse in possesso, alla data del 31.12.2014, dei requisiti anagrafici e contributivi per l’accesso alla pensione con le regole antecedenti la riforma Fornero, e cioè con il sistema delle “quote” (97, 98, etc.)
Dopo l’emanazione della circolare F.P. n. 3 del 29.07.2013 (vds. Notiziario n. 88 del 5.08.2013) e a fronte di quanto disposto dall’art. 2, comma 1, del D.L 31.08.2013, n. 101 che fissava al 30.09.2013 il termine per predisporre “una previsione delle cessazioni del personale in servizio”, Persociv ha emanato la circolare n. 52028 del 6.09. 2013 con la quale ha fornito alcuni chiarimenti e invitato gli Enti a operare entro il 20 seguente la verifica del personale pensionabile, in particolare in ordine agli “esodi volontari”.
Ebbene, questi sono i dati emersi a seguito delle verifiche operate dagli Enti che ci sono stati comunicati il 23 u.s. dal Direttore Generale di Persociv: nel confronto tra personale effettivo e dotazioni organiche d’area di cui al DPCM 22.01.2013, al 30 set. u.s. emergerebbero complessivamente n. 899 posizioni eccedentarie, di cui n. 169 di area 1^ e n. 730 in area 2^, che risultano pertanto molto ridotte rispetto a ottobre 2012 a causa delle intervenute cessazioni (la 3^ Area, invece, come noto, risulta carente, oggi verosimilmente di circa 200 unità). Rispetto a queste eccedenze, sempre alla data del 23 u.s., il “bacino dei pensionabili”, e cioè il numero dei lavoratori in possesso dei requisiti pre-Fornero al 31.12.2015, risultava complessivamente pari a n. 2529, di cui n. 180 in area 1^ e n. 2349 in area 2^. Le Regioni a maggior presenza di pensionabili risulterebbero il Lazio (n. 895), la Puglia (n. 474) e poi dopo la Campania. Infine, la dr.ssa Preti ha precisato che l’adesione volontaria al collocamento in pensione è risultata complessivamente pari all’80% (in area 2^, n. 1.850). Questi numeri (“pensionabili” e “volontari”) sono destinati a crescere, visto il differimento al 31.12.2016 disposto dal DL 101 convertito
Questi dati scongiurano, per il momento, infauste ipotesi di esuberi non riassorbibili in ambito Difesa, e ovviamente ne siamo felici; occorre però ricordare che la norma impone il rientro “nei limiti della necessità di riassorbimento”, e pertanto, con quei dati, solo 899 lavoratori potrebbero oggi essere collocati in pensione con i requisiti pre Fornero rispetto ai n. 2529 in possesso dei requisiti richiesti. Ci sarà bisogno dunque di una graduatoria, da formare in base ai criteri dettati dalla circolare della F.P. n. 3/2013 (vds. allegato) e quelli eventualmente fissati in ambito Difesa (FLP si è già mossa, si veda la nota qui allegata).
Nel pomeriggio di oggi, abbiamo sottoscritto l’ipotesi di accordo per la distribuzione del FUA 2013, il cui testo completo alleghiamo di seguito, con riserva di pubblicare quello con le firme delle Parti.
Il confronto negoziale è partito il 20 giugno u.s. (vds. Notiziario n. 71 di pari data) e si è poi snodato attraverso due successive riunioni, la prima del 2 e la seconda del 16 luglio (si vedano i Notiziari rispettivamente i Notiziari nn. 76 e 83). Vediamone i contenuti più importanti e le novità rispetto al 2012.
Le somme FUA 2013 messe a bilancio dal MEF, purtroppo per la seconda volta quest’anno senza i dati di dettaglio in merito alle risorse che alimentano il fondo che comunque il Direttore Generale ha richiesto al MEF a seguito di una nostra precisa sollecitazione) sono pari a € 58.000.097,00, al lordo degli oneri dell’Amministrazione. Rispetto al 2012, la dotazione FUA 2013 mostra un incremento (+2.919.524 €), ma va subito precisato che la crescita è solo apparente, in quanto lo stanziamento 2013, a differenza di quello 2012, ricomprende di fatto anche le somme variabili già calcolate dal MEF (è il motivo per il quale nell’ipotesi quando si parla di somme variabili, si usa sempre il condizionale).
Da questa disponibilità iniziale, adranno detratti gli accantonamenti per le diverse voci finanziate dal FUA, che sintetizziamo per punti, segnalando al contempo le novità rispetto al 2012:
Fondo AID: è pari al 4% della dotazione del fondo (€ 2.320.003,88); inoltre, come per gli anni scorsi, è assicurata al personale AID la stessa quota pro capite FUS destinata al personale della Difesa.
Posizioni Organizzative (P.O.): confermate per il 2013 sia la somma accantonata nel 2012 (2.525.281,00 lordo oneri AD) che il contingente numerico (n. 1.723 unità). Su nostra richiesta, il D.G. ha precisato che dovrebbero essere confermate per il 2013 i criteri di attribuzione del 2012.
Particolari posizioni di lavoro (PPL), turni e reperibilità: gli accantonamenti 2013 risultano esattamente gli stessi del 2012 (rispettivamente: 4.295.649,23, 8,1 e 3,7 mln, tutti lordo oneri AD). Circa la loro disciplina, queste le varianti rispetto al 2012:
turni: come da noi espressamente richiesto, l’allegato 9 verrà integrato al comma 4 con un preciso richiamo alla tipologia di orario riferita alla “turnazione su 12 ore”, che qualche Dirigente aveva messo in dubbio in ragione della mancanza di questa previsione nell’accordo 2012 (presente invece nei vecchi accordi FUA) e il richiamo al CCNL 12.01.1996 che non prevede deroghe alle nove ore.
indennità di rischio: aumento dell’indennità agli operatori subacquei nella misura di € 10,00 per ogni ora di attività (ricordiamo che l’indennità di rischio è stata rivalutata nel 2012 del 10%);
indennità di imbarco: due le novità, la prima relativa alla cancellazione del limite minimo delle “4 ore di permanenza a bordo”; la seconda, relativa alle modalità di accertamento della prestazione, non limitata più ai soli documenti ufficiali del Comando di bordo, ma estesa anche a quelli in possesso“delle officine di appartenenza”, come FLP aveva sollecitato nella riunione del 24 apr. (vds. Notiziario n. 47 di pari data). In aggiunta, l’allegato 7 conterrà delle ulteriori variazioni al comma 1 (sostituzione di “natanti” con “imbarcazioni con o senza motori” e integrazione con la specifica che percettori sono anche i lavoratori che effettuano la prestazione “a bordo di bacini galleggianti”).
Indennità di mobilità: la somma accantonata è pari a 900mila €, e dunque risulta ridotta di 100mila € rispetto all’iniziale previsione, come FLP DIFESA aveva chiesto già nella prima riunione.
Fondo Unico di Sede (FUS): la quota pro capite 2012 risulterà pari a €953,16al netto degli oneri datoriali, tenuto conto del numero dei dipendenti in servizio al 1.01.2013 (n. 28.825), e farebbe dunque registrare un incremento rispetto al 2012 (+ € 94,82), dato questo che va però considerato alla luce del fatto che nelle somme FUA considerate sono già ricomprese tutte o quasi le risorse variabili. Confermate anche le finalità del FUS nelle percentuali previste dall’accordo 2012: fino al 10% per “remunerare situazioni e condizioni di lavoro caratterizzanti l’attività istituzionale dell’Ente”; fino al 15% per “remunerare i turni e le reperibilità, il cui fabbisogno ecceda l’assegnazione” ; fino al 3% per “compensare il lavoro straordinario qualora le risorse siano esaurite”; la restante parte, infine, in quota comunque non inferiore al 72%, andrà a finanziare progetti e programmi locali di produttività. I criteri per la distribuzione del FUS ripropongono l’impianto 2012: è mantenuto il preciso riferimento alla contrattazione locale; la misurazione/valutazione dell’apporto individuale è riferita alla “produttività progettuale resa nel 2013”, e dunque ai progetti locali; la misurazione/valutazione dell’apporto individuale è legata esclusivamente al progetto locale, e verrà espressa con il solito coefficiente tra 1 e 1,5. Unica novità: “per il personale riassegnato a seguito di soppressione dell’ente, l’intera quota andrà parimenti riassegnata all’ente di destinazione” che però, come richiesto da FLP DIFESA, “dovrà tenere conto della attività svolta nell’ente soppresso…”
Passaggi economici: in merito alla nostra richiesta (vds. Notiziario n. 71 del 20.06.2013) di prevedere un “accantonamento di una somma destinata ai passaggi economici, con ridestinazione al FUS nel caso di non svolgimento della procedura come avvenuto a suo tempo per le riqualificazioni al fine di evidenziare l’impegno delle Parti nel prevedibile scenario di proroga dei blocchi retributivi attuali” (vds. Notiziario n. 71 del 20 giu. u.s.), preso atto dei rischi paventati dalla D.G. in merito all’accantonamento di somme in vigenza di blocco, abbiamo concordato conla dr.ssa Preti la sottoscrizione di una “dichiarazione congiunta” che rende evidente già da oggi l’impegno delle Parti sul fronte dei passaggi economici in previsione del FUA 2014. La dichiarazione congiunta recita infatti testualmente così: “Le Parti, su invito della O.S. FLP, si impegnano a rivedere nel 2014, in vista dell’effettuazione degli sviluppi economici, l’ammontare di tutti gli attuali accantonamenti per singolo istituto al cui finanziamenti il FUA è preordinato”. Dunque, un segnale preciso di impegno anche da parte dell’Amministrazione per effettuare quanto più rapidamente possibile la seconda tornata di sviluppi economici dopo quella del 2010, che proietta un piccolo raggio di luce sul buio pesto determinato dal blocco di contratti e delle retribuzioni che sta falcidiando il nostro potere d’acquisto.
L’ipotesi di accordo si avvia da oggi al percorso per la necessaria certificazione prevista dal D.Lgs. 165: Bilacentes, Ministero dell’Economia e Funzione Pubblica. Un percorso, come è noto, certamente non rapido, che risulta ancor più difficile tenuto conto che agosto è oramai dietro l’angolo.
Da anni segnaliamo al Direttore Generale la necessità di avviare ad inizio d’anno la trattativa nazionale per la distribuzione del FUA, e su questo la dr.ssa Preti si era anche impegnata con noi. Purtroppo, quest’anno non è stato possibile: il combinato disposto tra il ritardo nella sottoscrizione dell’accordo definitivo FUA 2012 (7 maggio 2013!) a causa dei problemi intervenuti in sede di certificazione, e poi il ritardo nel conferimento alla dr.ssa Preti della delega alla contrattazione integrativa da parte del nuovo Ministro, hanno impedito l’avvio della contrattazione fino al 20 giugno. Siamo però sicuri, la conferma è venuta peraltro dallo stesso Direttore Generale, che nel 2014 si intende partire in avvio di anno.
Per finire, alcune indicazioni di carattere operativo per le nostre strutture territoriali, che sollecitiamo ad agire rapidamente per richiedere l’avvio e/o la chiusura dei tavoli locali di contrattazione per la distribuzione del FUS 2013, per la cui utilizzazione suggeriamo di prevedere il massimo possibile di risorse sui progetti locali, che andranno comunque definiti con le OO.SS/RSU nei contenuti, negli obiettivi, nelle verifiche intermedie e finale, e nei criteri per la valutazione degli apporti individuali.
Seconda riunione, oggi, a Persociv, della trattativa FUA 2013 avviata il 20 u.s. (vds. Notiziario n. 71 di pari data, al quale rinviamo). Diciamo subito che la riunione odierna è servita ad approfondire alcune questioni da noi poste nel primo incontro, ed anche ad attenere alcune risposte dalla dr.ssa Preti.
Provenienza delle somme che alimentano il FUA: nella prima riunione la nostra O.S. aveva sollecitato Persociv a richiedere al MEF il dettaglio delle voci che compongono il FUA 2013 (dettaglio negato lo scorso anno per il FUA 2012), atteso che lo stesso MEF non potrà continuare a negare a noi quel documento che invece non ha avuto difficoltà a consegnare alle proprie OO.SS. (l’accordo FUA MEF del 10 u.s., da noi esibito in copia, reca in allegato il prospetto relativo alla composizione del Fondo). La dr.ssa Preti ha preso atto della circostanza, e si è detta disponibile a riformulare la richiesta.
Equiparazione delle assenze alle presenze ai fini FUA: abbiamo riproposto la necessità di tutelare alcune tipologie di assenze aventi particolare valenza sociale (maternità, paternità, legge 104, donazioni organi), e per questo abbiamo chiesto che nell’ipotesi di accordo si faccia espresso richiamo alla circolare della F.P. n. 8/2008 (a firma Brunetta!) che equipara a presenza tutte le fattispecie di assenze di cui sopra proprio “ai fini della distribuzione delle somme per la contrattazione integrativa”, che non ci risulta superata dal D. Lgs. 150/2009. Ad avviso della dr.ssa Preti, questo richiamo esporrebbe l’ipotesi di accordo al rischio di nuovi rilievi di MEF e FP, che però noi francamente non immaginiamo. Il problema, a nostro avviso, dovrà comunque essere approfondito e affrontato, anche perché non ci sembra giusto penalizzare ai fini del FUA quelle particolari assenze.
Turni: la dr.ssa Preti si è dichiarata disponibile a integrare l’allegato 9 con un espresso richiamo alla praticabilità in ambito Difesa di “turni di durata superiore alle nove ore fino a un massimo di 12”, possibilità questa che ci risulta qualche Dirigente abbia già messo in dubbio in ragione del combinato tra l’assenza nell’ipotesi 2013 di questa previsione (presente nei vecchi accordi FUA) e il richiamo al CCNL 12.01.1996 (accordo sulle tipologie degli orari di lavoro) che non prevede deroghe alle nove ore.
Indennità di mobilità: sì alla richiesta FLP di ridurre l’accantonamento (-100mila €, + 3 € al FUS).
Accantonamento per passaggi economici: in merito alla nostra proposta di prevedere un “accantonamento di una somma destinata ai passaggi economici, con ridestinazione al FUS nel caso di non svolgimento della procedura come avvenuto a suo tempo per le riqualificazioni al fine di evidenziare l’impegno delle Parti nel prevedibile scenario di proroga dei blocchi retributivi attuali”, l’Amministrazione si è dichiarata disponibile ad approfondire i termini della questione, con particolare riferimento alla effettiva praticabilità della ridestinazione al FUS delle somme non utilizzate.
Ulteriori somme disponibili: con riferimento a quanto disposto dall’art. 43, c.5, L. 449/1997, come ridefinito in applicazione del DL 78/2010, abbiamo riproposto la richiesta di conoscere il consuntivo 2012 dei risparmi di gestione al fine di avere idea delle somme presuntivamente disponibili per il 2013
La trattativa proseguirà il 16 p.v. su richiesta di alcune OO.SS. Ci sembra di rivedere un film già visto nel 2012, continui rinvii e tempi lunghi per la definizione dell’ipotesi di accordo, che non ci pare presenti versanti particolarmente problematici o conflittuali. Forse è bene che tutti ricordiamo che ogni settimana di ritardo nella sottoscrizione dell’ipotesi comporta, di fatto, un pari differimento dei tempi di pagamento del FUS, già fortemente ritardati in virtù dei percorsi imposti dalla più recente normativa.
Ultima info: la quota FUS 2012, comprensiva delle somme variabili, è pari a circa € 1.020 al netto oneri A.D., e come già detto dovrebbe essere percepita tra novembre e dicembre dell’anno in corso.
(Giancarlo PIttelli)
Notiziario n. 21 del 18 febbraio 2013 –
“Ma che fine ha fatto l’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2012”? E’ la domanda che, in questi ultimi mesi, ci siamo fatta e rifatta ripetutamente e, soprattutto, che molti colleghi ci hanno altrettanto ripetutamente rivolto. A questa domanda, noi oggi siamo in grado di fornire qualche risposta, essendo venuti a conoscenza dei rilievi formulati da Funzione Pubblica (FP) e Ministero dell’Economia e Finanze (MEF), le cui note di riscontro alleghiamo al Notiziario per l’opportuna conoscenza dei colleghi.
Ma andiamo con ordine. Dopo una trattativa particolarmente lunga e tortuosa, partita l’8 maggio 2012 (ma c’era stato prima, il 22 febbraio, il tavolo tecnico sulle “particolari posizioni di lavoro” – PPL) e che si è sostanziata in ben otto riunioni complessive tra tavoli tecnici e politici, in data 27 luglio u.s. è stata sottoscritta l’ ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2012. L’Ipotesi riproponeva, in buona sostanza, l’impianto dell’accordo FUA 2011, con alcune modifiche che riguardavano proprio le PPL, e in particolare l’indennità di imbarco, l’indennità per distruzioni armi chimiche e, molto più significativamente, l’indennità di rischio (incremento del 10%, richiesta venuta proprio da FLP DIFESA).
Dopo la sottoscrizione delle Parti, l’Ipotesi ha iniziato il lungo e complesso percorso previsto dagli artt. 40 e 40-bis del D.Lgs. 165/2001. Dopo aver ottenuto in ottobre il via libera da BILACENTES, l’Ipotesi di accordo è stata trasmessa da Persociv a F.P. e M.E.F. per l’esame congiunto e i controlli di competenza. Controlli che si sono alla fine concretizzati in alcuni rilievi contenuti nella risposta fornita alla D.G., rispetto ai quali la stessa F.P., nella sua nota di riscontro, ha conclusivamente precisato che “l’accordo in esame potrà seguire il suo ulteriore corso (e cioè la firma definitiva delle Parti firmatarie) a condizione che in sede di sottoscrizione definitiva vengano recepite le osservazioni rappresentate”.
E quali sono le “osservazioni rappresentate”? Alcune appaiono francamente poco comprensibili, come il richiamo alla “necessità di correlare eventuali riposi compensativi all’effettivo svolgimento della prestazione lavorativa”, posto che è sempre stato così; altre, potrebbero dar luogo a modifiche nel testo definitivo di accordo, in particolare per quanto attiene il calcolo delle assenze che potrebbe non prevedere più alcuna “eccezione” ; l’ultimo rilievo della F.P., invece, è molto più preoccupante e, ove venisse recepito nel testo finale di accordo, produrrebbe effetti sicuramente negativi in Difesa.
Detto rilievo riguarda il “trattamento economico di trasferimento”, a proposito del quale la F.P. ha ricordato la diposizione contenuta nell’art. 4 (non 1, come si legge erratamente nella nota della FP), comma 44, nella Legge di stabilità 2012 (L. 183/2011, l’ultima legge fatta dal Governo Berlusconi) che ha soppresso le “analoghe disposizioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro” . Tradotto in soldoni, questo vorrebbe dire cancellare, dopo oltre 15 anni, l’ indennità di mobilità finanziata dal FUA, che ha costituito in questi anni una leva importante che ha accompagnato tutti i processi di riordino e che, se eliminata, modificherebbe in peggio il quadro, già di per sé molto preoccupante, connesso alle riduzioni in arrivo.
C’è una logica politica in tutto questo? A nostro avviso sì, lo abbiamo già detto a suo tempo in sede di commento della Legge 183, ed è quella di eliminare ogni possibile condizionamento alle Amministrazioni, lasciando loro mani libere nella gestione dei trasferimenti legati ai processi di riordino. E’ evidente che la soppressione delle disposizioni dei CC.NN.LL. fa il paio con la “libertà” attribuita alle AA.PP. dalla stessa L. 183 (art. 16) e dalla Legge 148/2011 (art. 1, comma 29) in materia di trasferimenti.
E’ facile comprendere la gravità del rilievo della F.P., che ha di fatto bloccato la sottoscrizione definitiva dell’accordo. Per questo, abbiamo inviato alla D.G. la nota qui allegata con richiesta di incontro.
Mercoledì 31 ottobre, l’Aula del Senato ha avviato l’esame del Disegno di Legge Delega (DDLD – A.S. 3271) voluto dal Ministroper la riforma in chiave riduttiva dello strumento militare nazionale.
Come abbiamo più volte ricordato, il progetto di riforma trova la sua ragion d’essere nella precaria e disequilibrata situazione finanziaria della Difesa, che penalizza in particolare il c.d. “esercizio” risultando invece sovradimensionata sul versante della spesa per il personale, che incide per il 70% sul bilancio complessivo, di cui però solo il 10% riguarda la componente civile: per questo, il DDLD è finalizzato al riequilibrio della spesa.
Dopo il vaglio del Consiglio dei Ministri del 6 aprile u.s., che aveva modificato in più parti la proposta originaria messa a punto dall’amm. Di Paola, il DDLD è stato presentato al Senato in data 23 aprile. Prevede la riduzione nei prossimi sei anni del 30% minimo dell’assetto attuale della Difesa, attraverso provvedimenti di soppressione/riorganizzazione in chiave riduttiva, anche a livello interforze, e il taglio sino al 2024 di 10mila posti organici civili e di 33mila militari, la gran parte dei quali “smaltiti” tramite l’estensione dell’ARQ e il transito nei ruoli civili. Un progetto di riforma che, come i colleghi ben sanno, a FLP DIFESA è piaciuto molto poco, anche perché privo di scelte nuove e importanti in materia di personale civile, i cui ruoli peraltro rischiano di diventare luogo di assorbimento degli esuberi militari, e anche per questo siamo scesi in piazza il 6 luglio u.s. per chiedere modifiche significative del provvedimento. Il vaglio operato dalla Commissione Difesa, durato oltre sei mesi anche a causa del sovrapporsi del D.L. 95 sulla c.d. “spending review” che ha anticipato una buona parte dei tagli previsti dal DDLD, non ha portato certamente alle modifiche da noi richieste, ad eccezione di un paio di emendamenti su “area industriale” e “sanità militare” che avevamo fortemente sollecitato.
Il testo votato dalla Commissione e ora al vaglio dell’Aula risulta modificato in alcune parti rispetto a quello approdato al Senato ( in allegato, il testo con le parti nuove evidenziate in verde). L’art. 3, che contiene le disposizioni di maggiore interesse del personale civile e militare, risulta praticamente invariato rispetto al testo presentato al Senato, segno evidente che neanche una sola delle richieste venute dalle OO.SS. e dalle Rappresentanze militari hanno trovato accoglimento dalle forze politiche della c.d. “strana maggioranza”. Le quali, alla fine, hanno approvato quel testo, accompagnandolo da giudizi molto lusinghieri che, almeno per alcune di esse, ci hanno un po’ sorpreso.
Il nostro giudizio rimane invece fortemente negativo, per i motivi più volte evidenziati: solo tagli di personale e di strutture; manca una vera riqualificazione della spesa; non ci sono le opportune riduzioni di spesa in armamenti; non vengono toccati in alcun modo i privilegi che ancora esistono (pensiamo solo all’”ausiliaria”!) e i tantissimi sprechi che ancora si evidenziano nel Ministero della Difesa. Ultima, in ordine di tempo, la incredibile vicenda del lavoro commissionato alla Price Waterhouse Cooper per la verifica di fattibilità dell’accorpamento di Persociv-Persomil-Previmil alla modica somma di 400mila €, oggetto di interrogazione da parte dello stesso relatore del DDLD on. Scanu (vds. allegati). Il quale senatore, però, nell’intervento di presentazione in aula del DDLD di cui c’è traccia nel resoconto che alleghiamo, afferma che “poiché il testo rappresenta un’ottima sintesi tra le posizioni in campo, è auspicabile che sia approvato all’unanimità”.
Forse l’auspicio è un po’ eccessivo, ma l’ampia maggioranza che sostiene il provvedimento garantisce il voto favorevole del Senato, previsto già per questa settimana. E poi alla Camera, per il secondo pezzo di strada.
Notiziario n. 109 del 16 ottobre 2014 – Un gruppo di senatori del M5S ha presentato una interrogazione al Ministro (la n. 1219, pubblicata in data 17 settembre u.s.) per avere risposte in merito ad alcune problematiche relative alla gestione della mobilità dei lavoratori civili della Difesa. Ne riportiamo di seguito uno stralcio abbondante: ” […]
Notiziario n. 85 del 6 agosto 2014 – In relazione alle molte richieste di informazioni che ci pervengono oramai quasi quotidianamente, informiamo i colleghi che, dopo il via libera da parte del Ministro dell’Economia, la Corte dei Conti, nella scorsa settimana, ha provveduto alla registrazione del decreto di variazione del bilancio relativo alle somme FUA […]
Notiziario n. 69 del 25 giugno 2014 – Dopo la prima riunione del 17 aprile u.s. (si veda il Notiziario n. 41 di pari data), nel pomeriggio di ieri l’on. Domenico Rossi ha incontrato le OO.SS., ancora una volta a tavoli uniti, anche se la cosa potrebbe avere prossimamente sviluppi diversi, dei quali comunque provvederemo […]
Notiziario n. 36 del 9 aprile 2014 – Nel pomeriggio di ieri, a PERSOCIV, si è tenuta la prima riunione, presieduta dalla dr.ssa Preti, tra la nostra O.S. e l’A.D., che ha avviato il confronto negoziale sulla distribuzione del FUA 2014. Un confronto che parte quest’anno con sensibile anticipo rispetto agli anni passati, come FLP […]
Notiziario n. 12 del 10 febbraio 2014 – Lo SME è formalmente intervenuto, come richiesto da FLP DIFESA, sulla spinosa vicenda legata alle “determinazioni” del Comandante Logistico che in alcuni Enti avevano fanno saltare i buoni pasto con ricadute varie. Riepiloghiamo brevemente la vicenda, alla quale avevamo già dedicato il Notiziario n. 5. Con foglio […]
Notiziario n. 119 del 5 novembre 2013 – Nel corso dell’ultimo incontro con la sen. Roberta Pinotti (Notiziario n. 116 del 23 u.s.), il D.G. di Persociv, presente alla riunione, ha comunicato alle OO.SS. i numeri relativi alle “eccedenze” di personale civile e i quelli relativi ai “pensionabili” ex L. 135/2012, entrambi aggiornati alla data […]
Notiziario n. 85 del 22 luglio 2013 – Nel pomeriggio di oggi, abbiamo sottoscritto l’ipotesi di accordo per la distribuzione del FUA 2013, il cui testo completo alleghiamo di seguito, con riserva di pubblicare quello con le firme delle Parti. Il confronto negoziale è partito il 20 giugno u.s. (vds. Notiziario n. 71 di pari data) […]
Notiziario n. 76 del 2 luglio 2013 – Seconda riunione, oggi, a Persociv, della trattativa FUA 2013 avviata il 20 u.s. (vds. Notiziario n. 71 di pari data, al quale rinviamo). Diciamo subito che la riunione odierna è servita ad approfondire alcune questioni da noi poste nel primo incontro, ed anche ad attenere alcune risposte […]
Notiziario n. 21 del 18 febbraio 2013 – “Ma che fine ha fatto l’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2012”? E’ la domanda che, in questi ultimi mesi, ci siamo fatta e rifatta ripetutamente e, soprattutto, che molti colleghi ci hanno altrettanto ripetutamente rivolto. A questa domanda, noi oggi siamo in grado di fornire […]
Notiziario n. 147 del 5 novembre 2012 – Mercoledì 31 ottobre, l’Aula del Senato ha avviato l’esame del Disegno di Legge Delega (DDLD – A.S. 3271) voluto dal Ministro per la riforma in chiave riduttiva dello strumento militare nazionale. Come abbiamo più volte ricordato, il progetto di riforma trova la sua ragion d’essere nella precaria […]