Notiziario n. 109 del 16 ottobre 2014 –

La dr.ssa Preti in prima fila all'IGM tra vari Ufficiali
Il D.G. E. Preti in una manifestazione all’IGM  tra  Ufficiali

Un gruppo di senatori del M5S ha presentato una interrogazione al Ministro (la n. 1219, pubblicata in data 17 settembre u.s.)  per avere risposte in merito ad alcune problematiche relative alla gestione della mobilità dei lavoratori civili della Difesa. Ne riportiamo di seguito uno stralcio abbondante:

 ”  Premesso che:

considerato che, risulta agli interroganti:

considerato inoltre che:

si chiede di sapere quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di evitare in futuro analoghi provvedimenti contradditori da parte delle strutture del Ministero deputate alla gestione del personale civile, onde garantire il buon andamento e l’efficienza della pubblica amministrazione”

 Attendiamo ora di conoscere la risposta della Ministra, che  renderemo nota ai colleghi aggiungendovi anche alcune nostre considerazioni al riguardo della gestione complessiva della mobilità del personale civile.

                                                                                           IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario n. 85 del 6 agosto 2014 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgIn relazione alle molte richieste di informazioni che ci pervengono oramai quasi quotidianamente, informiamo i colleghi che, dopo il via libera da parte del Ministro dell’Economia, la Corte dei Conti, nella scorsa settimana, ha provveduto alla registrazione del decreto di variazione del bilancio relativo alle somme FUA e FUS 2012 e 2013 che, parrebbe oramai certo, dovrebbero essere corrisposte ai lavoratori con la busta paga di ottobre p.v., come peraltro da noi preannunciato in precedenti Notiziari.

Proviamo allora a fare il punto di situazione sulle partite relative al FUA 2012, 2013 e 2014

Dopo il lungo e complesso percorso legato alla necessaria certificazione da parte del Ministero dell’Economia e Finanze (MEF) e della Funzione Pubblica (FP) avviato nel lontano agosto 2013, in data 31 gennaio 2014 è stato finalmente sottoscritto l’accordo definitivo FUA 2013,  avendo le Parti modificato l’ipotesi di accordo 27.07.2013 nei termini richiesti da FP e MEF. L’avvenuta registrazione da parte della Corte dei Conti consente ora di avviare l’ultimo tratto di strada per poter procedere al pagamento delle somme, anche se per la verità dovrebbe ancora mancare il “decreto di riparto” dell’Ufficio Centrale Bilancio e Affari Finanziari (BILANDIFE) che renderà disponibili le somme.

Le somme he dovrebbero essere corrisposte con il cedolino di ottobre riguardano le seguenti fattispecie:

–      Fondo di Sede (FUS),la cui quota pro capite è pari a € 954,40 lordo lavoratore, che dovrà essere distribuito agli aventi diritto sulla base dei criteri fissati dagli accordi locali sul FUS 2013.

–      due/dodicesimi residui di turni, reperibilità e particolari posizioni di lavoro (PPL);

–       indennità di mobilità;

–      Posizioni Organizzative (P.O.), il cui pagamento potrebbe però slittare a novembre.

Si deve aggiungere che, insieme alle somme di cui sopra,  tutte relative al FUA 2013,  verrà anche corrisposto il saldo FUS 2012 derivante dai residui delle somme accantonate e non spese del FUA di quell’anno, il cui importo pro capite avevamo già annunciato (Notiziario n. 56 del 24.05.2014) si potesse attestare “nell’ordine di qualche decina di €” e che oggi, più precisamente, possiamo dire si aggirerà intorno alle 40 € lordo lavoratore e sarà anch’esso inserito nella busta paga di ottobre.

Al fine assicurare i pagamenti con il cedolino di ottobre, nei prossimi giorni PERSOCIV emanerà apposita circolare con la quale inviterà tutti gli Enti a trasmettere, entro una certa data dentro la prima metà di settembre p.v., gli elenchi dei percettori e le relative somme da corrispondere a ciascuno. Sollecitiamo pertanto tutti i nostri Coordinamenti Territoriali e tutte le RSU ad agire sugli Enti affinché gli stessi ottemperino alla richiesta di PERSOCIV, in quanto è del tutto evidente che, in caso diverso, i pagamenti ai lavoratori di quegli Enti che non avessero comunicato i dati richiesti entro la data indicata, verrà effettuato in ritardo con i cedolini dei mesi successivi ad ottobre.

L’ipotesi di accordo sottoscritta il 13.06.2014 ci risulta ancora ferma a BILACENTES, e solo dopo il via libera di detto Ufficio verrà trasmessa a MEF e FP ai fini della necessaria certificazione.

Per quanto attiene le indennità relative a turni/reperibilità/PPL 2014, il relativo decreto, già firmato dal Ministro Padoan, è già stato registrato dalla Corte dei Conti. Il pagamento delle indennità già maturate, relativamente però ai primi cinque/dodicesimi (dunque servizi prestati sino a tutto maggio), avverrà con il prossimo cedolino di agosto, come noi avevamo già anticipato nel Notiziario n. 56 del 24 maggio u.s.. Un successivo pagamento, previsto entro l’anno, sarà relativo ai successivi quattro/cinque dodicesimi, mentre il saldo dei residui tre/due dodicesimi avverrà solo nel 2015.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 69 del 25 giugno 2014 –

L'on. D. Rossi, Sottosegretario di Stato alla Difesa
L’on. D. Rossi, Sottosegretario di Stato alla Difesa

Dopo  la prima riunione del 17 aprile u.s. (si veda il Notiziario n. 41 di pari data),  nel pomeriggio di ieri l’on. Domenico Rossi ha incontrato le OO.SS.,  ancora una volta a tavoli uniti,  anche se la cosa potrebbe avere prossimamente sviluppi diversi, dei  quali comunque provvederemo a informare subito i lavoratori.

Come si ricorderà,  in quella riunione del 17 aprile tutte le OO.SS. avevano rappresentato, ciascuno a partire dalle proprie valutazioni,  le questioni  ancora aperte  e sulle quali sviluppare il successivo confronto con l’A.D.. In quella circostanza, FLP DIFESA aveva richiamato l’attenzione del Vertice politico su  alcuni punti  (DM sugli organici; Regolamento ex art. 1 D. Lgs. n. 8, con particolare riferimento alla c.d. “civilizzazione “ e alla connessa riorganizzazione dell’area centrale; riordini FF.AA., e in particolare quelli di Poli e Arsenali; formazione; mobilità e reimpieghi),  dei quali  abbiamo ampiamente riferito nel Notiziario n. 41 di pari data.  In ordine a tutte queste questioni e anche su altre da noi poste in tempi successivi, sono venute dal Sottosegretario le prime risposte, di cui diamo dettagliatamente qui conto ai colleghi.

1. DM sugli organici: l’avevamo messo al primo punto del nostro intervento nella riunione del 17 aprile, e la risposta è puntualmente arrivata, e di questo diamo atto all’on. Rossi. Ci è stato consegnato in riunione lo schema di D.M. (che pubblichiamo su questa stessa pagina), che ripartisce tra gli Organi Programmatori e distribuisce per profili professionali e per regioni, le dotazioni civili fissate dal DPCM 22.01.2013. E’ questo un passaggio nodale: a seguire, gli OO.PP. dovranno a loro volta distribuire al loro interno i numeri ad essi assegnati, rideterminando organici e organigrammi degli Enti, con relative funzioni e incarichi. Sarà quello il momento di dar corpo e sostanza alle linee della Ministra e alle previsioni normative del D. Lgs n. 7/2014 che prevede ”l’attribuzione di funzioni e compiti tecnico amministrativi al personale civile” .  Entro la prossima settimana, faremo pervenire al Sottosegretario le nostre osservazioni al riguardo, e pertanto invitiamo i colleghi interessati a inviarci entro e non oltre il 2 luglio p.v. eventuali proposte e contributi.

2. Regolamento ex art.1 D. Lgs. 7/2014: l’on. Rossi ha dato la propria disponibilità ad un confronto specifico sul tema, da noi fortemente sollecitato nel primo incontro e riproposto nell’odierna riunione anche a seguito di alcuni fatti di cui siamo a conoscenza e dei quali abbiamo informato il Sottosegretario. Come noto, a mente di quanto previsto dall’art. 1 comma 2-bis  del D. Lgs. n. 7,  si dovrà redigere a breve il Regolamento per la ripartizione di compiti e funzioni  tra le due aree del nostro Ministero, e in quella sede si dovranno definire gli ambiti precisi riservati ai lavoratori civili e i vincoli per l’attribuzione delle funzioni. Quel Regolamento incorporerà verosimilmente anche la riorganizzazione dell’area centrale conseguente al DL 95/2012, e  dunque la nuova struttura di SGD, DD.GG. e UU.CC., ed è di tutta evidenza che se l’orizzonte è quello di una marcata civilizzazione del Ministero – dicemmo al Vertice politico nell’incontro del 17 aprile – occorrerà allora “aggiungere” e non “togliere”,  e dunque andrebbero decisamente accantonati gli intendimenti di chi vorrebbe sottrarre competenze a PERSOMIL e PREVIMIL per trasferirle agli Stati Maggiori. La direttrice di marcia, purtroppo, allo stato,  non sembra però questa: siamo infatti a conoscenza,  e lo abbiamo riferito all’on. Rossi, che  il Comitato dei Capi di SM di marzo 2014 ha “disposto” entro il 2014 la costituzione del Centro Unico Stipendiale Interforze (CUSI), con graduale passaggio di competenze delle Direzioni Generali del personale (Persomil e Previmil), stabilendo in aggiunta  la tempistica che prevede, in particolare, entro il 2015 l’ acquisizione delle competenze PERSOMIL/PREVIMIL in  materia T.E. e finanziarie”.  Un fatto che riteniamo grave,  atteso che appare evidente come organi tecnici non possano decidere su cose che il  D. Lgs. 7 rinvia al Regolamento,  su cui ci sono stati precisi impegni del Vertice politico al confronto con le OO.SS. Stante questa situazione, abbiamo chiesto che si apra rapidamente il tavolo tecnico proposto dall’on. Rossi.

3. Riordini Enti area industriale: il Sottosegretario ha promesso un impegno in prima persona per lo sblocco delle assunzioni da parte della F.P.,  dal  quale  Poli e Stabilimenti  trarrebbero naturalmente un po’ di ossigeno. La nostra O.S. ha segnalato che restano altri nodi, e in primis l’attuazione di quanto previsto dall’art.12 <<art.2259-sexies>> del D.Lgs. n. 8/2014  (reinternalizzazioni)  e la revisione dei piani industriali, di cui ancora non c’è traccia.

4. Mobilità: l’impegno del Sottosegretario è quello di avviare uno specifico confronto sia sul fronte della mobilità interna che di quella esterna, rispetto alla quale dovremo però prima leggere bene il DL Renzi-Madia.  FLP DIFESA ha risegnalato la necessità di rivedere la procedura  di reimpiego, operazione questa resa urgente non solo dai riordini in arrivo, ma anche dalla ravvisata inefficacia da parte del DG di PERSOCIV (vedi sotto “blocco permessi servizio”) delle norme del CCNI Difesa 6.07.2000. Collegata in qualche modo a mobilità e reimpieghi, c’è poi la spinosa questione legata al destino delle attuali posizioni soprannumerarie (aree 1^ e 2^) conseguenti al DL 95/2012, in ordine alle quali FLP DIFESA ha evidenziato la necessità di operare una nuova verifica sui numeri e di decidere il da farsi.

5. Formazione: se, come avevamo detto nella riunione del 17 aprile, una nuova idea e una diversa pratica della formazione potrà diventare la leva attraverso la quale si dà sostanza ad un impiego nuovo e diverso del personale civile, nel segno indicato dalla Ministra”, è di tutta evidenza che la scelta contenuta nell’art. 21 del D.L. 90 (Renzi-Madia) di sopprimere CEFODIFE, attribuendone le competenze alla Scuola Naz. Amm., con conseguenti effetti su personale, corsi in programma, risorse, strumenti e prospettive legate al D. Lgs. 8,  va in tutt’altra direzione e costituisce una perdita notevolissima per il MD, su cui occorrerà ragionare e presto. Abbiamo perciò chiesto all’on. Rossi che con la massima urgenza si promuova un incontro al riguardo, nel contesto del più generale confronto sugli effetti  del DL,  al quale il Sottosegretario ha attribuito assoluta priorità e che sicuramente porterà ad un prima riunione,  già entro 1-2 settimane.

Questi gli argomenti introdotti dal Sottosegretario, con le relative considerazioni successivamente svolte dalla nostra O.S. al tavolo di riunione.  Dobbiamo però dare conto ai colleghi anche delle risposte fornite dall’on. Rossi su alcune questioni emerse recentemente e da noi poste alla Sua attenzione.

6. Blocco “permessi di servizio” per la partecipazione a riunioni sindacali: in merito alla nota del D.G. di PERSOCIV di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 68 del 23.06.2014, il Sottosegretario si è impegnato a promuovere una specifica riunione per l’approfondimento e la ricerca di soluzioni possibili e praticabili. Diamo atto al Sottosegretario per l’attenzione riservata a questo problema che rischia di bloccare i tavoli locali e lo ringraziamo del suo impegno,  segno evidente della consapevolezza maturata al riguardo, e confidiamo che, nell’agenda degli incontri a venire, questa questione occupi uno dei primi posti.  A fronte di questa consapevolezza dell’Amministrazione, resa evidente anche dalla considerazione  presente nella stessa nota del D.G. agli OO.PP. (“…il rilievo che la questione assume in materia di relazioni sindacali”),  è apparso davvero incomprensibile il silenzio assordante al tavolo da parte di alcune sigle, reso evidente anche dall’assenza di ogni riferimento nei comunicati diffusi dopo la riunione.  Bene, ne prendiamo atto,  il problema comunque deflagrerà sui tavoli locali (è un po’ la convinzione di tutti), come peraltro è già avvenuto a Roma a seguito di una convocazione proprio di PERSOCIV sul FUS 2014, che ha portato tutte le OO.SS. territoriali a inviare al Vice D.G.  la nota unitaria, che pubblichiamo su questa stessa pagina.

7. Comparto Sicurezza e Difesa: il Sottosegretario ha smentito in modo netto l’intendimento, che una O.S. gli aveva attribuito,  a impegnarsi per il transito del personale civile  nel comparto sicurezza e difesa (si veda il nostro Notiziario n. 60 del 6.05.2014).  Ha precisato invece che la sua intenzione è quella di lavorare per il riconoscimento di una qualche specificità della categoria, che possa consentire in  futuro di ridurre la forbice enorme che divide oggi il trattamento economico civile da quello  militare. Una posizione che condividiamo in pieno, e che era poi quella rappresentata nella parte conclusiva del Notiziario di cui sopra.

8. Libro bianco: abbiamo segnalatola necessità, da noi già evidenziata nel Notiziario n. 67 del 19.06.2014, che, oltre alla consultazione on line dei cittadini, vengano coinvolte anche le Parti Sociali nella riflessione e successiva progettazione del nuovo modello difesa. L’on. Rossi ha preso atto e ne riferirà alla Ministra.

A conclusione della riunione, vista la densità delle questioni oggetto di prossimi confronti con l’A.D., su nostra richiesta, l’on. Rossi ha convenuto sulla utilità di definire una agenda specifica, che ora aspettiamo.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Schema DM sulle dotazioni organiche

Allegato 2: 23.06.2014 – Nota OO.SS. territoriali Roma a PERSOCIV

Notiziario n. 36 del 9 aprile 2014 –

Foto FUA per sitoNel pomeriggio di ieri, a PERSOCIV,  si è tenuta la prima riunione, presieduta dalla dr.ssa  Preti,  tra la nostra O.S. e l’A.D., che ha avviato il confronto negoziale sulla distribuzione del FUA 2014. Un confronto che parte quest’anno con sensibile anticipo rispetto agli anni passati, come FLP aveva richiesto e di questo diamo atto al D.G. di PERSOCIV,   pur a fronte della recente crisi di Governo che ne ha ritardato in ogni caso l’avvio in ragione del tempo di attesa del rinnovo della delega da parte della neo Ministra.

La bozza predisposta da Persociv, recante l’articolato dell’ipotesi di accordo e tutti gli allegati relativi alle diverse indennità,  che pubblichiamo su questa stessa pagina dopo averla già trasmessa alle nostre strutture sindacali, ripropone in toto l’accordo 2013, con alcune novità che segnaliamo.

Le somme FUA 2014 messe a bilancio dal MEF, ancora una volta in assenza di dati di dettaglio da parte di detto Ministero in merito alla provenienza delle risorse che alimentano il fondo, circostanza questa che costituisce a nostro avviso davvero un assurdo (e poi parliamo di trasparenza..), sono previsionalmente pari quest’anno a € 55.553.610,00  al  lordo oneri dell’A.D.  e dovrebbero essere comprensive dei tagli operati sulla base dei cessati  (art. 9, comma 2-bis, DL 78/2010: “riduzione dei FUA in misura proporzionale alla riduzione del personale in  servizio”).  Dunque, rispetto al 2013, la dotazione attuale del FUA 2014  mostra una significativa  riduzione (-2.495.770 €), ma potrebbe essere suscettibile, in sede di assestamento del bilancio,  a incrementi derivanti da eventuali risorse variabili.  Ove così fosse, però, in relazione al rilievo mosso da FP e MEF all’ipotesi di accordo FUA 2013 (si veda il Notiziario n. 8 del 30.01.2014)  poi recepito nel testo definitivo di accordo 2013 e ovviamente mantenuto nella bozza dell’ipotesi di accordo 2014, occorrerà procedere alla sottoscrizione di un nuovo specifico accordo. Da qui, le due possibili opzioni proposte: o si procede con la sottoscrizione di due distinti e separati accordi, di cui il secondo prevedibilmente verso settembre/ottobre; oppure,  si unificano i due momenti e si procede allora con la sottoscrizione di un unico accordo, ovviamente a settembre/ottobre. Per quanto ci riguarda, atteso che l’accordo nazionale costituisce punto di riferimento ritenuto, dai più,  necessario per la contrattazione decentrata locale,  noi riterremmo utile e opportuno scindere i due momenti e procedere comunque, a conclusione della trattativa oggi avviata, alla sottoscrizione del primo accordo.

Con riferimento alla dotazione FUA,  va a tal proposito tenuto presente che il 2015 potrebbe riservare delle soprese negative, alla luce di quanto previsto dal comma 456, art. 1, della legge di stabilità 2014.

       Tornando al FUA 2014, dalla disponibilità del Fondo dovranno essere detratti gli accantonamenti per le diverse voci finanziate dal FUA, che proviamo qui a sintetizzare per punti,  cercando di coniugarli con le osservazioni/richieste/proposte avanzate dalla nostra O.S. nel corso della riunione.

A conclusione della riunione, abbiamo chiesto un aggiornamento sullo stato di avanzamento delle pratiche FUA/FUS 2012, 2013 e 2014 ancora aperte. A seguito delle risposte dell’Amministrazione, informiamo che, presumibilmente verso  luglio/agosto p.v.,  dovrebbero avvenire i pagamenti relativi a:

–      saldo FUS 2012 derivante dai residui delle somme accantonate e non spese (importo pro capite non ancora quantificato, ma presumibilmente dell’ordine di qualche decina di euro);

–      indennità relative a turni/reperibilità/PPL con riferimento al primo semestre 2014;

–     somme FUS 2013 (ricordiamo che la quota pro capite è pari a € 954,40,  lordo lavoratore), che dovrà ovviamente avvenire sulla base dei  criteri fissati dagli accordi locali sul FUS 2013.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Bozza ipotesi accordo FUA 2014 con allegati

Notiziario n. 12 del 10 febbraio 2014 –

La caserma Bianchi in Roma sede del COMLOG Esercito
La caserma Bianchi in Roma sede del COMLOG Esercito

Lo SME è formalmente intervenuto, come richiesto da FLP DIFESA,  sulla spinosa vicenda legata alle “determinazioni” del Comandante Logistico che  in alcuni Enti  avevano fanno saltare i buoni pasto con ricadute varie. Riepiloghiamo brevemente la vicenda, alla quale avevamo già dedicato il Notiziario n. 5.

Con foglio n. 90271 del 14 ottobre u.s.,  il Dipartimento di Commissariato di COMLOG ha trasmesso  le “Linee guida per la valutazione dell’adozione del buono pasto in sostituzione del servizio di vettovagliamento”. Successivamente, con nota prot. n. 1757 del 14 gen. u.s., lo stesso Dipartimento di Commissariato ha trasmesso ai Comandi Logistici di area  (COM LOG NORD di Padova e COM LOG SUD di Napoli)  una successiva nota con la quale ha  reso noto le “determinazioni” del Comandante  per gli  EDRC dell’area logistica,  che in alcuni di essi  (CERICO Roma; CERICO Napoli; SERICO Cagliari) hanno prodotto l’azzeramento dei buoni pasto in utilizzo e l’aggregazione per il vitto dei lavoratori presso mense di altri Enti, con trasporto a cura dell’A.D. Particolare non trascurabile,  nelle indicazioni di COMLOG  a seguito di risposta di Persociv a un quesito,  i tempi di trasporto erano considerati servizio.

La FLP DIFESA è immediatamente intervenuta presso il Capo di SME (vds. Notiziario n. 5), segnalando alcune possibili forzature e ponendo una domanda:  per ogni unità di personale coinvolto,  costa di più alle casse pubbliche pagare il buono pasto (calcolato alla luce del ribasso d’asta) o la somma dei diversi costi derivanti da pasto erogato, servizi di trasporto e tempo di lavoro sottratto all’Ufficio?  Ancora una volta, da questa vicenda sembrava emergere da parte di COMLOG un modo tutto particolare di intendere la spending review .  Da  qui, il nostro intervento presso il Capo di SME, che ha avuto, ad oggi, il seguente sviluppo.

Con il messaggio n. 811047 del 4 u.s. a firma del Capo del IV Reparto Logistico, qui allegato, SME rende noto che i provvedimenti  discendenti dalle pur condivise “Linee guida”  debbano essere “esaminati anche alla luce delle ricadute che possono determinare sull’intera F.A.”  anche al fine  “di definire delle linee di azione univoche per l’intera F.A.” .  Qui c’è un punto nodale, che avevamo in alcune circostanze richiamato anche sui tavoli nazionali: l’area logistica è una area dell’Esercito, e in quanto tale le policy non possono che rientrare in un perimetro più generale che è quello della F.A., non potendo essere gestite separatamente per area come alcune volte è apparso (per es.: orario sui 6 giorni negli Enti della Sanità).

Più avanti nel messaggio, e con riferimento alla vicenda dei buoni pasto,  SME esprime l’avviso che “le attività già avviate debbano essere considerate a titolo sperimentale nell’attuale forma, con validità limitata al giorno 14 di febbraio”  mentre dal 15 al 28 febbraio “l’accesso al servizio di vettovagliamento dovrà essere consentito sempre a titolo sperimentale, ma su base volontaria e in alternativa al buono pasto”.  Particolare anche qui non trascurabile,  dal 1 marzo il COMLOG dovrebbe avere un nuovo Comandante.

I termini della questione appaiono allora chiari: un netto ridimensionamento delle scelte del Comandante Logistico, sperimentalità a brevissimo termine,  il ripristino, ancorché su base volontaria, del buono pasto e la presa in carico come F.A. del problema.  Dal 1° marzo, l’orizzonte muterà e noi auspichiamo non se ne parli più.   FLP DIFESA continuerà comunque a monitorare la vicenda, e vedremo se e cosa maturerà dal 1 marzo p.v.

Sempre con riferimento all’area logistica,  ricordiamo ai colleghi di aver segnalato a SME, nel corso dell’ultima riunione con RPGF (vds. Notiziario n. 133 del 19.12.2013),  alcune problematiche presenti negli Enti dell’area ex industriale e di aver richiesto “un tavolo di confronto  specificatamente dedicato alle problematiche degli Stabilimenti di lavoro dell’Esercito”  (di tutti, e non solo di alcuni), attese le “importanti novità contenute nel  decreto attuativo L. 244 c.d. ”ordinamentale” (art. 2259-sexies COM)”.  

Cogliamo qui l’occasione per informare i colleghi che questa riunione potrebbe tenersi a breve termine.

 (Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Messaggio SME – IV Reparto del 4.02.2014

Allegato 2: Nota FLP DIFESA al Capo di SME del 20.01.2014

Notiziario n. 119 del 5 novembre 2013 –

CN-Spending-Review-2013-white-borderNel corso dell’ultimo incontro con la sen. Roberta Pinotti (Notiziario n. 116 del 23 u.s.), il D.G. di Persociv, presente alla riunione, ha comunicato alle OO.SS. i numeri  relativi alle “eccedenze” di personale civile e i quelli relativi ai “pensionabili” ex L. 135/2012, entrambi aggiornati alla data del 23 ottobre 2013.

Partiamo dall’inizio: in applicazione dell’art. 2, comma 1, della legge 7 agosto 2012, n. 135 (“spending review”), che aveva disposto “la riduzione non inferiore al 10% della spesa complessiva relativa al numero dei posti in organico”  del  personale non dirigente, l’ A.D. ha provveduto a rimodulare al 31.10.2012  le dotazioni organiche civili, che il DPCM 22.01.2013 fissa oggi in: n. 1.824 in area 1 (erano n. 63  a seguito L.148/2011);  n. 23.246 in area 2^ (erano n. 26.590); n. 2.681 in area 3^ (erano n. 3.630) e n. 26 professori etc.  La nuova dotazione del personale dirigente è invece pari a n. 117  (erano n. 133).  A quella data (31.10.2012), la Difesa registrava un soprannumero complessivo di circa 1.500 posizioni, che, se non riassorbite, si sarebbero trasformate in esuberi  da collocare in disponibilità  (art. 33 D.Lgs. 165/2001, riscritto da Brunetta con l’art. n. 16 della L. 183/2011).  Lo stesso articolo della L.135/2012, al comma 11,  prevedeva però la possibilità di riassorbimento del personale in soprannumero a condizione che fosse in possesso, alla data del 31.12.2014, dei requisiti anagrafici e contributivi per l’accesso alla pensione con le regole antecedenti la  riforma Fornero, e cioè con il sistema delle “quote”  (97, 98, etc.)

Dopo l’emanazione della circolare F.P. n. 3 del 29.07.2013 (vds. Notiziario n. 88 del 5.08.2013) e a fronte di quanto disposto dall’art. 2, comma 1, del D.L 31.08.2013, n. 101 che fissava al 30.09.2013 il termine per predisporre “una previsione delle cessazioni del personale in servizio”,  Persociv  ha emanato la circolare n. 52028 del 6.09. 2013 con la quale ha fornito alcuni chiarimenti e invitato gli Enti a operare entro il 20 seguente  la verifica del personale pensionabile, in particolare in ordine agli “esodi volontari”.

Ebbene, questi sono i dati emersi a seguito delle verifiche operate dagli Enti che ci sono stati comunicati il 23 u.s. dal Direttore Generale di Persociv: nel confronto tra personale effettivo e  dotazioni organiche d’area di cui al DPCM 22.01.2013,  al 30 set. u.s. emergerebbero complessivamente n. 899 posizioni eccedentarie, di cui  n. 169 di area 1^ e n. 730 in area 2^, che risultano pertanto molto ridotte rispetto a ottobre 2012 a causa delle intervenute cessazioni (la 3^ Area, invece, come  noto, risulta carente, oggi verosimilmente di circa 200 unità).  Rispetto a queste eccedenze,  sempre alla data del 23 u.s.,  il “bacino dei pensionabili”, e cioè il numero dei lavoratori in possesso dei requisiti pre-Fornero al 31.12.2015, risultava complessivamente pari a n. 2529, di cui n. 180 in area 1^ e n. 2349 in area 2^. Le Regioni a maggior presenza di pensionabili risulterebbero il Lazio (n. 895), la Puglia (n. 474) e poi dopo la Campania.  Infine, la dr.ssa Preti ha precisato che l’adesione volontaria al collocamento in pensione è risultata complessivamente pari all’80% (in area 2^, n. 1.850). Questi numeri (“pensionabili” e “volontari”) sono destinati a crescere, visto il differimento al 31.12.2016 disposto dal DL 101 convertito

Questi dati scongiurano, per il momento,  infauste ipotesi di esuberi non riassorbibili in ambito Difesa,  e ovviamente ne siamo felici; occorre però ricordare che la norma impone il rientro “nei limiti della necessità di riassorbimento”,  e pertanto, con quei dati, solo 899 lavoratori potrebbero oggi essere collocati in pensione con i requisiti pre Fornero rispetto ai n. 2529 in possesso dei requisiti richiesti. Ci sarà bisogno dunque di una graduatoria,  da formare in base ai criteri dettati dalla circolare della F.P. n. 3/2013 (vds. allegato) e quelli eventualmente fissati in ambito Difesa (FLP si è già mossa, si veda la nota qui allegata).

(Giancarlo Pittelli)

 Allegato 1: Circolare FP n. 3 -29.07.2013 – pensionamenti in soprannumero L.135 del 2012

Allegato 2: Lettera datata 5 agosto 2013 di FLP DIFESA al Sottosegretario Pinotti con richiesta di incontro

Notiziario n. 85 del 22 luglio 2013 –

Zemanta Related Posts ThumbnailNel pomeriggio di oggi, abbiamo sottoscritto l’ipotesi di accordo per la distribuzione del FUA 2013, il cui testo completo alleghiamo di seguito, con riserva di pubblicare quello con le firme delle Parti.

Il confronto negoziale è partito il 20  giugno u.s. (vds. Notiziario n. 71 di pari data) e si è poi snodato attraverso due successive riunioni,  la prima del 2 e la seconda del 16 luglio (si vedano i Notiziari rispettivamente i Notiziari nn. 76 e 83). Vediamone i contenuti più importanti e le novità rispetto al 2012.

      Le somme FUA 2013 messe a bilancio dal MEF, purtroppo per la seconda volta quest’anno senza i dati di dettaglio in merito alle risorse che alimentano il fondo  che comunque il Direttore Generale ha richiesto al MEF  a seguito di una  nostra precisa sollecitazione) sono pari a € 58.000.097,00, al lordo degli oneri dell’Amministrazione. Rispetto al 2012,  la dotazione FUA 2013 mostra un incremento (+2.919.524 €),  ma va subito precisato che la crescita è solo apparente,  in quanto lo stanziamento 2013, a differenza di quello 2012,  ricomprende di fatto anche le somme variabili già calcolate dal MEF (è il motivo per il quale nell’ipotesi quando si parla di somme variabili, si usa sempre il condizionale).  

   Da questa disponibilità iniziale, adranno detratti gli accantonamenti per le diverse voci finanziate dal FUA, che sintetizziamo per punti, segnalando al contempo le novità rispetto al 2012:

L’ipotesi di accordo si avvia da oggi al percorso per la necessaria certificazione prevista dal D.Lgs. 165:  Bilacentes,  Ministero dell’Economia  e  Funzione Pubblica.  Un percorso, come è noto, certamente non rapido,  che risulta ancor  più difficile  tenuto conto che agosto è oramai dietro l’angolo.

Da anni segnaliamo al Direttore Generale la necessità di avviare ad inizio d’anno la trattativa nazionale per la distribuzione del FUA, e su questo la dr.ssa Preti si era anche impegnata con noi. Purtroppo, quest’anno non è stato possibile: il combinato disposto tra il ritardo nella sottoscrizione dell’accordo definitivo FUA 2012  (7 maggio 2013!) a causa dei problemi intervenuti in sede di certificazione, e poi il ritardo nel conferimento alla dr.ssa Preti della delega alla contrattazione integrativa da parte del nuovo Ministro,  hanno impedito l’avvio della contrattazione fino al 20 giugno. Siamo però sicuri, la conferma è venuta peraltro dallo  stesso Direttore Generale, che nel 2014 si intende partire in avvio di anno.

Per finire, alcune indicazioni di carattere operativo per le nostre strutture territoriali, che sollecitiamo ad agire rapidamente per richiedere l’avvio e/o la chiusura dei tavoli locali di contrattazione per la distribuzione del FUS 2013, per la cui utilizzazione suggeriamo di prevedere il massimo possibile di risorse sui progetti locali, che andranno comunque definiti  con le OO.SS/RSU nei contenuti, negli obiettivi, nelle verifiche intermedie e finale,  e nei criteri per la valutazione degli  apporti individuali.   

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Ipotesi accordo FUA 2013 firmata 22.07.2013

Notiziario n. 76 del 2 luglio 2013 –

Foto FUA per sitoSeconda riunione, oggi, a Persociv, della trattativa FUA 2013  avviata il 20 u.s. (vds. Notiziario n. 71 di pari data, al quale  rinviamo). Diciamo subito che la riunione odierna è servita ad approfondire alcune questioni da noi poste nel primo incontro,  ed anche ad attenere alcune risposte dalla dr.ssa Preti.

La trattativa proseguirà il 16 p.v. su richiesta di alcune OO.SS. Ci sembra di rivedere un film già visto nel 2012, continui rinvii e tempi lunghi per la definizione dell’ipotesi di accordo, che non ci pare presenti versanti particolarmente problematici o conflittuali.  Forse è bene che tutti ricordiamo che ogni settimana di ritardo nella sottoscrizione dell’ipotesi  comporta, di fatto, un pari differimento dei tempi di pagamento del FUS, già fortemente ritardati in virtù dei percorsi imposti dalla più recente normativa.

Ultima info: la quota FUS 2012,  comprensiva delle somme variabili, è pari a circa € 1.020 al netto oneri A.D., e come già detto dovrebbe essere percepita tra novembre e dicembre dell’anno in corso.

(Giancarlo PIttelli)

Notiziario n. 21 del 18 febbraio 2013 –

Foto FUA per sito“Ma che fine ha fatto l’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2012”?  E’ la domanda che, in questi ultimi mesi, ci siamo fatta e rifatta ripetutamente  e, soprattutto, che molti colleghi ci hanno altrettanto ripetutamente rivolto.  A questa domanda, noi oggi siamo in grado di fornire qualche risposta, essendo venuti a conoscenza dei rilievi formulati da Funzione Pubblica (FP) e Ministero dell’Economia e Finanze (MEF), le cui note di riscontro alleghiamo al Notiziario per l’opportuna conoscenza dei colleghi.

Ma andiamo con ordine. Dopo una trattativa particolarmente lunga e tortuosa, partita l’8 maggio 2012 (ma c’era stato prima, il 22 febbraio, il tavolo tecnico sulle “particolari posizioni di lavoro” – PPL) e che si è sostanziata in ben otto riunioni complessive tra tavoli tecnici e politici,  in data 27 luglio u.s. è stata sottoscritta l’ ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2012.  L’Ipotesi riproponeva, in buona sostanza, l’impianto dell’accordo FUA 2011,  con alcune modifiche che riguardavano proprio le PPL, e in particolare l’indennità di imbarco, l’indennità per distruzioni armi chimiche e, molto più significativamente, l’indennità di rischio  (incremento del 10%,  richiesta venuta proprio da FLP DIFESA).
Dopo la sottoscrizione delle Parti,  l’Ipotesi ha iniziato il lungo e complesso percorso previsto dagli artt. 40 e 40-bis del D.Lgs. 165/2001. Dopo aver ottenuto in ottobre il via libera da BILACENTES, l’Ipotesi di accordo è stata trasmessa da Persociv  a F.P. e M.E.F. per l’esame congiunto e i controlli di  competenza.   Controlli che si sono alla fine concretizzati in alcuni rilievi contenuti nella risposta fornita alla D.G., rispetto ai quali la stessa F.P., nella sua nota di riscontro, ha conclusivamente precisato che “l’accordo in esame potrà seguire il suo ulteriore corso (e cioè la firma definitiva delle Parti firmatarie)  a condizione  che in sede di sottoscrizione definitiva vengano recepite le osservazioni rappresentate”.
E quali sono le “osservazioni rappresentate”?  Alcune appaiono francamente poco comprensibili, come il richiamo alla “necessità di correlare eventuali riposi compensativi all’effettivo svolgimento della prestazione lavorativa”,  posto che è sempre stato così;  altre, potrebbero dar luogo a modifiche nel testo definitivo di accordo,  in particolare per quanto attiene il calcolo delle assenze che potrebbe non prevedere più alcuna “eccezione” ;  l’ultimo rilievo della F.P., invece, è molto più preoccupante e, ove venisse recepito nel testo finale di accordo,  produrrebbe effetti sicuramente negativi in Difesa.
Detto rilievo riguarda il “trattamento economico di trasferimento”,   a proposito del quale la F.P. ha ricordato la diposizione contenuta nell’art. 4 (non 1, come si legge erratamente nella nota della FP),  comma 44,  nella Legge di stabilità 2012 (L. 183/2011, l’ultima legge fatta dal Governo Berlusconi) che  ha soppresso le “analoghe disposizioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro” .  Tradotto in soldoni, questo vorrebbe dire cancellare, dopo oltre 15 anni, l’ indennità di mobilità  finanziata dal FUA, che ha costituito in questi anni una leva importante che ha accompagnato tutti i processi di riordino e che, se eliminata,  modificherebbe  in peggio il quadro, già di per sé molto preoccupante,  connesso alle riduzioni in arrivo.
C’è una logica politica in tutto questo? A nostro avviso sì,  lo abbiamo già detto a suo tempo in sede di commento della Legge 183, ed è quella di  eliminare ogni possibile condizionamento alle Amministrazioni, lasciando loro mani libere nella gestione dei trasferimenti legati ai processi di riordino. E’ evidente che la soppressione delle disposizioni dei CC.NN.LL. fa  il paio con la “libertà” attribuita alle AA.PP. dalla stessa L. 183 (art. 16)  e dalla Legge 148/2011 (art. 1, comma 29) in materia di trasferimenti.
E’ facile comprendere la gravità del rilievo della F.P., che ha di fatto bloccato la sottoscrizione definitiva dell’accordo.  Per questo, abbiamo inviato alla D.G. la nota qui allegata con richiesta di incontro.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: I rilievi della F.P. sulla ipotesi di accordo FUA 2012

Allegato 2: I rilievi del M.E.F. sulla ipotesi di accordo FUA 2012

Allegato 3: 18.02.13- lettera di FLP DIFESA al D.G. e richiesta di incontro

L’Aula del Senato

Notiziario n. 147 del 5 novembre 2012 –

Mercoledì 31 ottobre,  l’Aula del Senato ha avviato l’esame del Disegno di Legge Delega (DDLD – A.S. 3271) voluto dal Ministro per la riforma in chiave riduttiva dello strumento militare nazionale.

Come abbiamo più volte ricordato, il progetto di riforma trova la sua ragion d’essere nella precaria e disequilibrata situazione finanziaria della Difesa, che penalizza in particolare il c.d. “esercizio”  risultando invece sovradimensionata sul versante della spesa per il personale, che incide per il 70% sul bilancio complessivo, di cui però solo il 10% riguarda  la componente civile: per questo, il DDLD è finalizzato al riequilibrio della spesa.

Dopo il vaglio del Consiglio dei Ministri del 6 aprile u.s., che aveva modificato in più parti la proposta originaria messa a punto dall’amm. Di Paola,  il DDLD è stato presentato al Senato in data 23 aprile.  Prevede la riduzione nei prossimi sei anni del 30% minimo dell’assetto attuale della Difesa,  attraverso provvedimenti di soppressione/riorganizzazione in chiave riduttiva, anche a livello interforze,  e il taglio sino al 2024 di 10mila posti organici civili e di 33mila militari,  la gran parte dei quali “smaltiti” tramite l’estensione dell’ARQ e il transito nei ruoli civili.  Un progetto di riforma che, come i colleghi ben sanno,  a FLP DIFESA è piaciuto molto poco, anche perché privo di scelte nuove e importanti  in materia di personale civile, i cui ruoli peraltro rischiano di diventare luogo di assorbimento degli esuberi militari, e anche per questo siamo scesi in piazza il 6 luglio u.s. per chiedere modifiche significative del provvedimento.  Il vaglio operato dalla Commissione Difesa, durato oltre sei mesi anche a causa del sovrapporsi del D.L. 95 sulla c.d.  “spending review”  che ha anticipato una buona parte dei tagli previsti dal DDLD,  non ha portato certamente alle modifiche da noi  richieste, ad eccezione di un paio di emendamenti su “area industriale” e “sanità militare” che avevamo fortemente sollecitato.

Il testo votato dalla Commissione e ora al vaglio dell’Aula risulta modificato in alcune parti rispetto a quello approdato al Senato ( in allegato, il testo con le parti nuove evidenziate in verde).  L’art. 3, che contiene le disposizioni di maggiore interesse del personale civile e militare, risulta praticamente invariato rispetto al testo presentato al Senato, segno evidente che neanche una sola delle richieste venute dalle OO.SS. e dalle Rappresentanze militari hanno trovato accoglimento dalle forze politiche della c.d. “strana maggioranza”. Le quali, alla fine, hanno approvato quel testo, accompagnandolo da giudizi molto lusinghieri che, almeno per alcune di esse, ci hanno un po’ sorpreso.

Il nostro giudizio rimane invece fortemente negativo, per i motivi più volte evidenziati: solo tagli di personale e di strutture; manca una vera riqualificazione della spesa;  non ci sono le opportune riduzioni di spesa in armamenti; non vengono toccati in alcun modo i privilegi che ancora esistono (pensiamo solo all’”ausiliaria”!) e i tantissimi sprechi che ancora si evidenziano nel Ministero della Difesa. Ultima, in ordine di tempo, la incredibile vicenda del lavoro commissionato alla Price Waterhouse Cooper per la verifica di fattibilità dell’accorpamento di Persociv-Persomil-Previmil alla modica somma di 400mila €, oggetto di interrogazione da parte dello stesso relatore del DDLD on. Scanu (vds. allegati).   Il quale senatore, però, nell’intervento di presentazione in aula del DDLD di cui c’è traccia nel resoconto che alleghiamo, afferma che “poiché il testo rappresenta un’ottima sintesi tra le posizioni in campo, è auspicabile che sia approvato all’unanimità”.

Forse l’auspicio è un po’ eccessivo, ma l’ampia maggioranza che sostiene il provvedimento garantisce il voto favorevole del Senato, previsto già per questa settimana. E poi alla Camera, per il secondo pezzo di strada.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Resoconto della seduta del Senato del 31.10.2012

Allegato 2: Interrogazione sen. Scanu a Ministro della Difesa del 31.10.2012

Allegato 3: La risposta del Sottosegretario Milone alla interrogazione del sen. Scanu

Allegato 4: Il testo del D.D.L.D. all’esame dell’Aula del Senato

Persociv






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