Con provvedimento registrato dalla Corte dei Conti in data 15 u.s., la dr.ssa Gabriella Montemagno, già Vice Direttore della stessa DG ai tempi della dr.ssa E. Preti, è stata nominata Direttore Generale di PERSOCIV in sostituzione della dr.ssa A. Corrado, collocata in quiescenza da metà dicembre 2018.
Ci sono dunque voluti otto lunghi mesi per ridare a PERSOCIV un nuovo Direttore Generale, e sono stati otto mesi di sostanziale fermo nelle attività negoziali, perché la Ministra Trenta non solo si è presa parecchio tempo per decidere, ma anche perché non ha provveduto nel frattempo a nominare un sostituto della dr.ssa Corrado all’interno della Delegazione di parte pubblicata per la contrattazione decentrata nazionale.
Con gli effetti ben noti a tutti: nessuna riunione negoziale sino ad oggi per dar vita al CCNI parte normativa, rispetto al quale abbiamo da tempo presentato la nostra piattaforma (il CCNI parte economica è stato definito con l’accordo nazionale del 6.11.2018 sulla distribuzione del FRD 2018-2020, non firmato dalla nostra O.S. per i motivi più volti esplicitati); neppure una sola riunione almeno per avviare la discussione sulla distribuzione del FRD 2019.
Ora, con l’arrivo del nuovo D.G., che ci risulta sia già in possesso della delega della Ministra, i tavoli negoziali nazionali sono di fatto nelle condizioni di operare, peccato solo che siamo a fine luglio.
La dr.ssa Montemagno, laureata in Giurisprudenza e in possesso del titolo di abilitazione all’esercizio della professione di avvocato, negli ultimi due anni ha ricoperto l’incarico di Vice D.G. di PERSOMIL e, in precedenza, è stata Vice D.G. di PREVIMIL. Inoltre, dal maggio 2010 al giugno 2016, ha ricoperto l’importante incarico di Vice D.G. di PERSOCIV, svolgendo funzioni vicarie e curando la realizzazione di programmi connessi alla attuazione dei provvedimenti di riordino della predetta Direzione Generale, coordinando al contempo altri settori di impiego di fondamentale rilevanza per la stessa Direzione.
Nell’arco della sua carriera presso il Dicastero della Difesa, la dr.ssa Montemagno è stata designata ad importanti e delicati incarichi di rappresentanza, quali, ad esempio, la Commissione Interministeriale istituita presso il Ministero degli Esteri su “Diritto internazionale umanitario” e il Gruppo di lavoro ministeriale relativo al transito nei ruoli civili della Difesa del personale militare non idoneo al s.m.i.
Va anche ricordato come, su specifico incarico del Segretariato Generale, le è stato altresì attribuito l’importante l’obiettivo di promuovere e curare lo sviluppo delle pari opportunità nel ciclo di gestione della performance. E’ stata anche Vice Presidente del CUG (Comitato Unco di garanzia) del Ministero della Difesa.
Occorre evidenziare come la dr.ssa Montemagno erediti una agenda densa di problemi in sospeso, tutti di assoluta rilevanza: del CCNI parte normativa abbiamo già parlato, e sarà una lavoro lungo e complesso perché riguarderà l’applicazione in ambito Difesa del CCNL 2016-2018 cercando di limitarne al massimo gli effetti dannosi; come abbiamo anche già parlato dell’accordo da fare sulla distribuzione del FRD 2019, all’interno del quale dovremo discutere e decidere delle progressioni economiche 2019, in un quadro già complicato da risorse quest’anno limitate, e dovendolo fare presto per arrivare ad avere le graduatorie entro fine anno se si vuole non perdere la decorrenza 1.1.2019.
E ci sono poi altre partite in sospeso, il pensiero va innanzitutto ai contenuti di alcune circolari e alle risposte ad alcuni quesiti venute in questi anni dalla D.G., su cui occorrerà avviare una profonda discussione.
Alla dr.ssa Montemagno, le più vive felicitazioni da parte di FLP DIFESA per l’importante e delicato incarico al quale è stata chiamata e gli auguri più sinceri di buon lavoro. Pensiamo che a breve verremo convocati dal nuovo D.G. anche solo per definire le priorità dell’agenda e, ora che il nuovo D.G. si è insediato, lo stesso potrebbe fare a breve la Ministra Trenta.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario FLP DIFESA n. 66 del 18 luglio 2019 –
Avvio, a breve, dell’interpello previsto dalla nuova procedura di mobilità interna ordinaria volontaria e dall’art. 5, comma 6, del bando del 23.01.2019; no secco di A.D. a ogni ipotesi di modifica oggi, a procedura non ancora ultimata, dei gradi di scopertura fissati dagli OO.PP. per Enti e profili; infine, riserva di verifica sulla praticabilità di disporre subito i provvedimenti di trasferimento nelle sedi richieste dal personale vincitore della procedura (i c.d. “vincitori assegnatari”).
Sono questi, in sintesi, gli approdi più importanti della riunione da noi richiesta al Gabinetto con lettera del 10 giugno u.s. “per discutere preliminarmente con l’Amministrazione sui criteri che presiederanno all’interpello”, che ad ogni buon conto ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato, riunione avvenuta oggi e presieduta dal Vice D.G. Militare, col. A. Calabrò.
Il quale, in sede di intervento introduttivo, ha innanzitutto ricordato la tempistica del bando e successivamente fornito i dati numerici disponibili:
n. 622 le istanze di partecipazione alla procedura 2019 di mobilità interna ordinaria volontaria;
n. 133 i c.d. “vincitori assegnatari”, tra i quali sono compresi anche i vincitori per scorrimento delle graduatorie a seguito delle rinunce pervenute (n. 40 circa, sinora);
n. 261 i c.d. “potenziali vincitori”, e cioè coloro che risultano utilmente collocati nella graduatoria in base al punteggio conseguito, ma al tempo stesso impediti, allo stato, nell’uscita dal proprio Ente a causa del famigerato “grado di scopertura zero” fissato dagli OO.PP. per il profilo d’interesse;
non è stato fornito, invece, alcun dato rispetto al numero dei dipendenti classificati come “vincitori salvo esito interpello”, che diventerebbero vincitori della procedura a condizione che i “potenziali vincitori” che li precedono non siano sostituiti nell’Ente d’ impiego tramite l’interpello.
E’ poi seguito il giro di interventi delle OO.SS. presenti.
FLP DIFESA ha segnalato innanzitutto come la procedura 2019 abbia riproposto nella sostanza le criticità emerse nel primo bando di mobilità (2016) a proposito del c.d. “grado di scopertura zero”.
Ha ricordato come, sul punto, fosse stato raggiunto un accordo politico in data 13.12.2017 che ne prevedeva la cancellazione (vds. il comunicato unitario CGIL-UIL-FLP-UNSA allegato al Notiziario n. 128 di pari data), poi di fatto clamorosamente smentito a seguito dei confronti di metà 2018 tra OO.SS. (FLP esclusa per non firma CCNL) e OO.PP., dei quali ancora oggi non sono noti i termini precisi.
Il non rispetto dell’accordo del 13.12.2017 era chiaramente emerso dai tabulati inviati dalla D.G. alle OO.SS. con mail del 24.12.2018 (25 giorni prima dell’emanazione del bando!), ma il fatto non aveva sortito alcuna reazione da parte delle OO.SS. che avevano preso parte ai confronti 2018, e successivamente (riunione a PERSOCIV del 25.02.2019, vds Notiziario n. 21/2019) era stata fatta cadere la nostra richiesta di sospendere pro-tempore il bando per rivedere urgentemente il “grado di scopertura”, con i risultati che oggi abbiamo sotto gli occhi.
In merito all’ ”interpello”, la nostra O.S. ha convenuto sulla impraticabilità di modificare oggi, con effetto sulla presente procedura, le regole fissate dal bando, anche per i rischi evidenti di contenzioso. Ha pertanto chiesto il sollecito avvio dell’interpello per chiudere la presente procedura, per poi tornare rapidamente sul tavolo politico per i necessari chiarimenti in funzione del bando 2020.
Al riguardo, su nostra richiesta, il col. Calabrò ha precisato che all’interpello potranno partecipare tutti i lavoratori ad esclusione di quelli il cui profilo nell’Ente presenta “grado di scopertura zero”.
Infine, l’Amministrazione ha comunicato che il MEF non ha ancora accreditato le risorse relative al FRD 2019, e tra queste ovviamente quelle relative a Turni/Reperibilità/PPL.
Un ritardo davvero incomprensibile, essendo a metà luglio, su cui procederemo subito agli approfondimenti del caso anche in sede MEF, per poi avviare urgenti iniziative in sede politica attraverso il diretto coinvolgimento della Ministra, che ci risulta dovrebbe convocare le OO.SS. dopo la nomina formale del nuovo D.G. di PERSOCIV.
La Ministra E.Trenta alla festa della Marina a Taranto il 10 giugno u.s.
Ancora fumata nera sul fronte della nomina del nuovo Direttore Generale di PERSOCIV: al momento in cui scriviamo, non ci risulta ancora adottato il DPCM di conferimento dell’incarico al Dirigente Generale che verrà posto a capo della Direzione Generale per il Personale Civile.
Come si ricorderà, nell’ultima riunione del 15 maggio scorso con le OO.SS. (vds. Notiziario n. 46 del 16.05.2019), la Ministra Trenta ci aveva informato “di aver finalmente operato la scelta nominativa, che però non ci è stata comunicata, in merito al nuovo D.G. di PERSOCIV”, che, ovviamente in termini solo di proposta, sarebbe stata inviata alla Ministra per la Pubblica Amministrazione.
Ebbene, da quel giorno è passato oltre un mese, ma del DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) non c’è ancora traccia alcuna. Di nomi ne girano parecchi, una in particolare, ma nulla di ancora certo. L’unica cosa certa è la conferma dell’incarico di Vice D.G. civile per la dr.ssa Barbara Torrice, attuale D.G. pro-tempore (su questa stessa pagina, in allegato 1, la nota emanata da PERSOCIV sugli esiti degli interpello).
E’ davvero paradossale che, proprio ora che la Ministra gestisce in proprio gli affari del personale civile e le relazioni sindacali di livello politico, siano già trascorsi invano, senza sostituzione alcuna, ben sette mesi dal collocamento in quiescenza della dr.ssa A. Corrado, ultimo D.G. di PERSOCIV.
Con il risultato di paralizzare di fatto la contrattazione collettiva integrativa, atteso che nel frattempo non si è provveduto a nominare neanche il sostituto all’interno della delegazione di parte pubblica ex art. 8 CCNL, che nel caso della Difesa ricomprende appunto il DG di PERSOCIV e il Capo del 1° Reparto di SMD e di SGD.
Non a caso, nonostante la presentazione delle piattaforme da parte delle OO.SS. e tra queste anche della nostra, non è partito ancora il confronto negoziale per la definizione del CCNI normativo e, prima volta nella storia, non è stata fatta neanche una riunione per le scelte da operare sul FRD (Fondo Risorse Decentrate – ex FUA – 2019, per esempio sulle progressioni economiche per l’anno in corso.
Dobbiamo al tempo stesso registrare come non siamo a conoscenza di riunioni alle porte con la Ministra. L’ultimo incontro è avvenuto il 15 maggio u.s., in ordine al quale abbiamo denunciato le mancate risposte alle diverse questioni che abbiamo posto, avviando la mobilitazione della categoria e convocando numerose assemblee sui posti di lavoro (in settimana, saremo a Padova, Grosseto, Brindisi e Taranto). Che fine hanno fatto i “martedì della Trenta”, secondo l’impegno assunto dalla Ministra?
Ma di fumate nere ce ne sono altre. Si pensava che il Consiglio dei Ministri (CdM) dell’11 u.s. provvedesse a nominare il nuovo Capo di SMM, in sostituzione dell’attuale e non prorogabile Amm. V. Girardelli. La nomina assume una rilevanza notevole, sia per il ruolo decisivo che la Marina svolge nelle acque del Mediterraneo in merito al “problema migranti”, ma anche perchè, in virtù della prassi consolidata della rotazione, il nuovo Capo di SMM sarà verosimilmente il prossimo Capo di SMD.
Cinque le candidature che girano: l’Amm. P. Treu, attuale Sottocapo; l’Amm. D. Marzano, attuale C.te della Squadra Navale, entrambi sostenuti dalla Ministra; l’Amm. C. Massagli, attuale consigliere militare del Premier, e da lui (e Salvini) stimato; l’Amm. G. Cavo Dragone, oggi al vertice del COI, che sembra pure lui piacere a Salvini; infine, l’ Amm. D. Giacomin, già Capo del IV Rep., però giovane. A leggere i giornali (articolo sul ns. sito), sembra che nell’ultimo CdM ci sia stato uno scontro forte tra l’on. Salvini e la prof. Trenta, che però ha smentito. Vedremo se al prossimo CdM il nodo verrà sciolto. In allegato 2 su questa stessa pagina, un articolo comparso su IL GIORNALE l’11 giugno u.s.
Infine, un’ultima notizia: il MISE ha sbloccato oltre 7 mld di € destinati a programmi pluriennali di ammodernamento/adeguamento di armamenti in dotazione alle nostre FF.AA., che assicureranno il mantenimento di centinaia e centinaia di posti di lavoro in diverse aziende industriali del settore Difesa
E così, cari colleghi, in assenza a tutt’oggi di qualsiasi informazione proveniente dai firmatari dell’Ipotesi di accordo sottoscritta l’11 luglio 2018 e relativa alla distribuzione delle ulteriori somme FUA 2017, tocca proprio a noi dare ai lavoratori la notizia del sostanzioso rilievo operato al riguardo dalla F.P., che obbligherà le Parti firmatarie a modificare l’accordo prima di sottoscriverlo in via definitiva.
Ma ricostruiamo nei suoi passaggi la vicenda, che sembra scritta da Samuel Beckett (teatro dell’assurdo).
Il 21.11.2017, PERSOCIV informava le OO.SS. che “IGOP ha comunicato che le risorse ulteriori per il M.D. da contrattare per il FUA 2017 sono pari ad € 10.073.972,19 ..” (vds. Notiziaro n. 119 pari data).
A distanza di quasi due mesi, la dr.ssa Corrado sottoponeva in riunione alle OO.SS. una Ipotesi di distribuzione di quelle somme in quote pro capite del 15% per la performance individuale (€ 42,93) e dell’85% per il FUS (€ 243,27) al netto oneri AD. Era il 6.02.2018 (vds. Notiziario n. 14 di pari data), pochi giorni prima della firma del CCNL.
Se quella firma fosse stata allora apposta, l’Ipotesi sarebbe oggi già certificata; invece, CGIL-CISL-UIL+UNSA (i 3+1 dei nostri racconti) non si presentarono a quella riunione per loro “problemi organizzativi” (ma il motivo vero era che, da grandi strateghi, aspettavano la firma del CCNL per intestarsi l’accordo…), e pertanto la sottoscrizione dell’Ipotesi venne rinviata dal Direttore Generale cuor di leone che, pur potendo chiudere la trattativa – in virtù di quanto previsto da una circolare ARAN del 2002, la stessa che viene invocata per la concessione dei tavoli separati – e chiuderla con la firma di chi ci stava (e noi e altre OO.SS. ci eravamo dichiarati pronti a firmare), preferì invece rinviare il tutto a tempi successivi, come volevano i 3+1.
A distanza di pochi giorni arrivò il nuovo CCNL, che introdusse regole più penalizzanti ai fini della distribuzione delle risorse (una su tutte: la quota da destinare alla performance individuale schizzava a “minimo al 30%”, il doppio esatto del 15% previsto dall’Ipotesi predisposta dalla D.G.). Si sarebbe allora dovuto riprendere subito il confronto negoziale e sottoscrivere l’Ipotesi; ma siccome le nuove regole erano peggiorative, si preferì accantonare la questione, che infatti fu ripresa solo a luglio u.s.. Erano trascorsi nel frattempo ben 5 mesi, e di questo ritardo sono responsabili il D.G. cuor di leone e i grandi strateghi 3+1.
L’Ipotesi fu quindi sottoscritta in data 11.07.2018, e sin da subito è apparsa come un assurdo compromesso. C’erano due strade logicamente percorribili: la prima, firmare l’Ipotesi con la distribuzione prevista nella bozza di PERSOCIV per la riunione del 6 febbraio (15% alla performance individuale e 85% al FUS) e dunque con le vecchie regole e chiamando a sottoscriverla le OO.SS. firmatarie del CCNI 9.10.2017 (accordo FUA 2017), e noi questo avevamo chiesto; la seconda, rimodulare l’Ipotesi in base al nuovo CCNL (performance 30% e FUS 70%), chiamando in tal caso a firmare l’accordo solo le sigle firmatarie del CCNL. E invece cosa vanno ad inventarsi il DG e i 3+1? In ottemperanza al principio dell’ “in medio stat virtus”, optano per una distribuzione vecchio tipo (15% performance individuale e 85% FUS) ma escludendo le sigle non firmatarie del CCNL (FLP e USB).
Immediata la nostra reazione, che porterà il D.G. a rispondere in Tribunale per comportamento antisindacale nei nostri confronti (prima udienza, il 9 ottobre p.v.).
Ma ora c’è stata anche la reazione degli Organi certificatori, che in sede di controllo hanno rilevato che, siccome il nuovo CCNL fissa “minimo al 30%” la quota destinata alla performance individuale, le quote pro capite andranno rimodulate in (minimo) il 30% per la performance individuale (€ 85,86) e il 70% per il FUS (€ 200,34) e, per questo, le Parti dovranno firmare un accordo definitivo modificato negli importi pro capite.
E menomale che gli Organi certificatori sono stati anche bravi: se avessero affermato che l’accordo dovesse essere fatto anche con le altre nuove regole dettate dal CCNL 12.02.2018 (performance organizzativa, per esempio), come si sarebbe fatto?
Nel 2017, insieme a CGIL e UIL, dicevamo nelle assemblee unitarie sull’accordo del 5 aprile che il nuovo CCNL avrebbe dovuto azzerare la performance individuale. Ammazza! L’ha invece raddoppiata, e addirittura con la stessa firma dei 3+1!. Ma si può?
Ora attendiamo la firma dell’accordo, sperando solo di essere informati dai firmatari…….
Sul sito di PERSOCIV sono state pubblicate, in data odierna, alcune nuove graduatorie definitive degli sviluppi economici interni alle aree di cui all’accordo definitivo per la distribuzione del FUA 2017 (Contratto Collettivo Nazionale Integrativo-CCNI 9.10.2017), che risultano modificate rispetto a quelle precedenti pubblicate sullo stesso sito in data 31 maggio 2018 (si veda il Notiziario n. 58 di pari data).
Sono state pubblicate sei nuove graduatorie definitive, tre interessanti le progressioni economiche di area 3^ ( e tre quelle di area 2^, e precisamente:
per l’area 3^, la prima è quella relativa alla procedura di selezione riferita allo sviluppo economico da F2 a F3, la seconda è quella relativa alla procedura di selezione riferita allo sviluppo economico da F3 a F4 e l’ultima quella relativa allo sviluppo da F4 a F5 , e riguardano i soli destinatari;
per l’area 2^, anche qui sono tre le graduatorie ripubblicate, stesse fasce della terza area e precisamente: la prima è relativa allo sviluppo economico da F2 a F3, la seconda è relativa allo sviluppo economico da F3 a F4 e l’ultima quella relativa allo sviluppo da F4 a F5 (destinatari e non destinatari).
Il Direttore Generale ha firmato i nuovi e relativi decreti direttoriali, che recano tutti la data del 23 luglio 2018, e che vanno dunque a riformulare le precedenti graduatorie del 31 maggio u.s., sulla base di quanto osservato dalle rispettive Commissioni di verifica, istituite con Ordine di servizio del 1.12.2017, all’interno di proprie specifiche relazioni, la prima relativa agli sviluppi di area 3^ presieduta dal Vice Direttore Generale civile Dir. Barbara Torrice, e la seconda relativa agli sviluppi economici di area 2^ presieduta invece dal Vice Direttore Generale Militare, col. Antonino Calabrò.
Il lavoro di ambedue le Commissioni, e che è alla fine approdato alle rispettive relazioni, è stato innescato, per una parte da segnalazioni dirette provenienti da alcuni colleghi che lamentavano una collocazione impropria in graduatoria, e, per un’altra parte, da successivi accertamenti di alcuni titoli erroneamente conteggiati all’interno delle graduatorie che hanno visto la luce in data 31 maggio u.s..
Ovviamente, le nuove e riformulate graduatorie recano variazioni di punteggio rispetto alle precedenti e determinano conseguentemente il transito di alcuni colleghi dalle graduatorie definitive dei destinatari a quelle dei non destinatari, i quali non beneficeranno pertanto della progressione alla fascia immediatamente superiore e, quindi, del relativo corrispettivo economico con decorrenza 1.1.2017. Di contro, i colleghi che, a seguito dei nuovi decreti direttoriali, trovano collazione nelle graduatorie dei destinatari, risultano vincitori della procedura selettiva e percepiranno il superiore livello economico.
Su questa stessa pagina, pubblichiamo i link per accedere ai decreti direttoriali datati 23.07.2018 con le rispettive relazioni delle Commissioni e le nuove graduatorie di area 3ì e di area 2^, e, in più, tutte le graduatorie definitive pubblicate il 31.05.2017.
La pubblicazione di queste graduatorie correttive dovrebbe chiudere definitivamente la partita degli sviluppi economici 2017, in attesa di avviare i 6.000 sviluppi previsti per l’anno in corso con decorrenza 1.1 2018, la cui procedura dovrà necessariamente concludersi con la pubblicazione delle graduatorie provvisorie non oltre il 31.12.2018, allo scopo di assicurane la decorrenza economica dal 1 gennaio 2018.
Per quanto attiene i pagamenti degli sviluppi 2017, riportiamo di seguito la risposta fornita da PERSOCIV in data 12 luglio u.s. alla specifica richiesta formulata dalla nostra O.S. con nota datata 5 luglio u.s. : “Per quanto attiene la liquidazione degli arretrati relativi agli sviluppi economici 2017, alla stessa si procederà presumibilmente non prima della fine del mese di ottobre” (vds allegato 1 pubblicato su questa stessa pagina)
In allegato 2, la tabella elaborata da FLP DIFESA con gli importi degli arretrati da percepire con riferimento al mese di pagamento
La sede della Direzione Generale per il personale civile
Sta succedendo un fenomeno nuovo: in coincidenza delle riunioni negoziali in D.G. alle quali vengono convocate solo le OO.SS. firmatarie CCNL 12.02.2018, aumenta di molte centinaia il numero degli accessi quotidiani al nostro sito, che, di base, ha una media giornaliera oggi collocata tra 2000/2500 visualizzazioni. Probabilmente, c’è qualcuno che – a prescindere, direbbe Totò – è interessato a sentire anche la nostra campana, che negli anni ha acquisito una sua autorevolezza, e noi non ci sottraiamo certo a questa domanda.
Mercoledì 11 luglio u.s. c’è stata la settima riunione a PERSOCIV sul CCNI 2016-2018, parliamone allora.
RISORSE ULTERIORI FUA 2017.
E’ stato finalmente sottoscritta l’Ipotesi di accordo che prevede la destinazione in toto a livello locale delle somme aggiuntive FUA 2017 (€ 10.073.972,19) assegnate dal MEF, e la distribuzione attraverso la usuale ripartizione in quote 15% performance e 85% FUS. Nulla di nuovo sotto il sole, si potrebbe dire: era la proposta, sensata e coerente con il CCNI 9.10.2017 sul FUA 2017, avanzata da AD in previsione della riunione del 6 febbraio u.s., in merito alla quale FLP DIFESA e altre sigle si dichiararono d’accordo, ma che poi non approdò alla firma per l’assenza fisica al tavolo dei 3+1 (CGIL-CISL-UIL+ UNSA) e la solita mancanza di coraggio da parte del D.G. di PERSOCIV, notoriamente affetta da strabismo nei confronti dei tre, e soggetta, in loro assenza, a crisi di astinenza. Il danno provocato è oggi sotto gli occhi di tutti: ben cinque mesi di ritardo nel percorso certificativo. Nel frattempo, il nuovo CCNL era entrato in vigore e con esso le nuove regole, sia quelle sui soggetti titolari dei tavoli decentrati (art.7) ma anche quelle per la distribuzione delle risorse del Fondo (art. 76-77-78).
E, allora, due erano le strade percorribili: la prima, riproporre la distribuzione vecchia maniera, ante CCNL 12.02.2018, con il 15% alla performance individuale e l’85% al FUS, ma chiamando alla firma tutte le sigle firmatarie del precedente CCNL, e dunque anche FLP; oppure -seconda opzione- definire un’Ipotesi con le nuove regole, chiamando in tal caso a firmare le sole OO.SS. firmatarie del nuovo CCNL.
Di fronte a questo scenario, assolutamente logico, cosa si va invece ad inventare il D.G. sulla scorta delle forti sollecitazioni provenienti dai 3+1? Mettere insieme la distribuzione vecchia maniera (sarebbe stato davvero impopolare utilizzare le nuove regole: performance organizzativa; 30% minimo alla performance individuale; etc.), con firma dell’Ipotesi limitata però alle sole sigle firmatarie CCNL 12.02.2018. Incredibile!
Messo così, appare di tutta evidenza non solo lo sproloquio sul piano della logica più elementare, ma anche l’evidente atteggiamento antisindacale operato dal D.G. nei confronti della nostra O.S., esclusa da una firma in un contesto, quello delle vecchie regole, che doverosamente avrebbe dovuto ricomprenderla.
Se le regole fosse state tutte quelle nuove (distribuzione e firmatari), non avremmo potuto, allo stato, che prenderne atto in attesa degli ulteriori pronunciamenti dei Tribunali sui ricorsi che FLP ha attivato in giro per l’Italia. Ma così non è stato, ed allora agiremo in giudizio contro AD per “riprenderci” quella firma e non certo per cambiare l’Ipotesi, atteso che sin dal 6.02.2018 avevano espresso piena concordanza. E, come primo atto, abbiamo inviato al DG la lettera che pubblichiamo su questa pagina in allegato 1.
FONDO 21 MLN, SVILUPPI EC. 2018 E ACCORDI STRALCIO
Abbiamo già detto in precedenza come l’idea degli accordi stralcio proposta dai 3+1 appaia a noi difficilmente praticabile, in particolare per quanto riguarda i 21 mln 2018 assegnati dalla legge di bilancio 2018, in quanto facenti parte integrante del FRD (ex FUA), il cui accordo di distribuzione deve essere unico, come è sempre stato negli anni. Ma la dr.ssa Corrado pare ci debba riflettere sopra, e allora lasciamole rispettosamente il tempo che occorre.
La novità della riunione dell’11 luglio è però un’altra: la pubblicazione della proposta di distribuzione dei 3+1 del fondo 21 mln. L’abbiamo letta con attenzione, e pur comprendendone la ratio, siamo pronti a scommettere che non esiste una sola possibilità che essa possa essere accolta e tradursi in accordo certificato, nonostante i proponenti la connotino come “perfettamente aderente” alle norme vigenti (sic).
Noi di certo ne comprendiamo bene la ratio, perché ai tempi in cui l’accordo fu fatto (5 aprile 2017) e poi confermato (5 luglio 2017), CGIL-UIL-FLP DIFESA erano unitariamente di quell’avviso, e non a caso si era parlato (e scritto) di modalità di distribuzione tipo FESI (una distribuzione tabellare, dunque).
Ma il comma 590 della legge 205/2017, che ha stabilito l’assegnazione triennale dei 21 mln, ne ha però cambiato la connotazione e la destinazione: non più “fondo aggiuntivo” ex novo da inserire come fondo a sé nel Capo III, Sezione II, del COM (D. Lgs. 66/2010) per come si era inizialmente immaginato, ma solo “fondo integrativo” destinato “all’incentivazione della produttività del personale contrattualizzato delle aree funzionali del Ministero della Difesa”, e dunque al FUA (ora rinominato FRD).
E allora, viste le regole introdotte dal 2009 (D.lgs 150 Brunetta) in avanti, che parlano di “criteri selettivi” obbligatori per la distribuzione delle risorse, e viste quelle per la distribuzione del FRD introdotte dal CCNL 12.02.2018 (artt. 76, 77 e 78), pensare a una sorta di “distribuzione a pioggia”, come è quella della proposta dei 3+1, appare a noi improponibile. Una volta si parlava della demagogia dei sindacati autonomi, oggi si deve prendere atto che le parti si sono invertite, e che a fare demagogia sembrano molto di più i sindacati c.d. confederali: che tempi viviamo!
Attendiamo ovviamente la prossima riunione per conoscere le risultanze della riflessione operata dal D.G..
Il secondo accordo stralcio riguarderebbe numeri, criteri e punteggi per gli sviluppi economici 2018. Erano previsti, dal CCNI 9.10.2017, “circa 6.000” posti a concorso. Se rimanessero tali, in base ai nostri calcoli, servirebbero circa 13 mln di € lordo oneri AD; se viceversa aumentassero, servirebbero più soldi.
A tal riguardo, c’è una domanda che andrebbe posta in premessa, che però dai comunicati dei 3+1 non ci pare sia stata posta e/o che risultino sinora risposte al riguardo: ma quanto sono, allo stato, le risorse disponibili del FRD 2018 del MD? La domanda appare ovvia, visti gli imput politici di questi giorni al MEF per trovare soldi per finanziare flat tax e reddito di cittadinanza.
Facendo i conti della serva, dovremmo essere tra i 75 e gli 80 mln di € : 44,854 mlm. € risorse fisse 2017 (pari al 2016) + 10,073 risorse ulteriori 2017 + 21 mln ex legge 205/2017 + risparmi derivanti dai riordini (10% ) ex D.lgs. n. 91/2016, quantificati a suo tempo dalla DG in circa 4 mln € ma ancora sub iudice MEF: ci sono tutti?
Perché, ove non ci fossero tutti, si porrebbe evidentemente un problema, e la dimensione del problema sarebbe inversamente proporzionale all’entità della sua riduzione: meno risorse più problemi, insomma.
I lavoratori potrebbero cortesemente conoscere l’entità del Fondo Risorse Decentrate relativo all’anno 2018, che naturalmente dovrà ricomprendere (vds. legge 205/2017) anche i famosi 21 mln? Perché solo la conoscenza della dotazione complessiva del FRD, potrà portare ad ipotesi di distribuzione che compatibilizzino tra loro le necessità di finanziamento delle diverse voci di spesa (tra queste, ci sarebbero anche i maggiori oneri di spesa per i turnisti, resi possibili dal CCNL: che si fa? lo diciamo?).
I lavoratori attendono risposte a tutti questi interrogativi, sin dalla prossima riunione in D.G. del 19 p.v.
L’ultimo argomento della riunione dell’11 u.s. ha riguardato il “piano triennale del fabbisogno di personale per il M.D.”, che è già stato messo a punto dalla D.G. e che è attualmente all’esame del Gabinetto, ma di cui non si conoscono ancora i dettagli e le scelte. Nel prenderne atto, non possiamo far a meno di segnalare come, ancora una volta, le OO.SS. assumano il ruolo di mere destinatarie di informazioni a posteriori (i 3+1 li chiamano “illustrazioni”…) e solo a piatto già bello e cucinato.
A tal riguardo, ribadita l’importanza che rivestono le assunzioni di nuove professionalità tecniche in particolare per gli Enti dell’area industriale che sono da tempo in forte debito d’ossigeno, facciamo presente che è stato recentemente pubblicato in G.U. il DPCM 24 aprile 2018 recante “autorizzazione ad avviare procedure di reclutamento e ad assumere unità di personale, in favore di varie amministrazioni”, che non prevede neanche una sola autorizzazione per la Difesa (lo pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2).
Nel merito del problema, la nostra richiesta, storicamente consolidata negli anni, è quella di un piano straordinario (non ordinario dunque, e pertanto ci vogliono scelte politiche a monte) di assunzioni tecniche per l’area industriale; in più, va anche ricordato il previsto avvio nel 2018 delle progressioni tra le aree, di cui all’emendamento ex accordo 5 aprile, poi entrato con modifiche nell’art. 22 del D.Lgs.75/2017
Attendiamo allora di conoscere numeri e scelte, e poi diremo chiaramente la nostra, come sempre.
Infine, in allegato 3, su questa stessa pagina, pubblichiamo la risposta di PERSOCIV alla nostra richiesta (che ripubblichiamo ad ogni buon conto, sempre su questa pagina, in allegato 4) di conoscere i tempi di pagamento delle somme FUA/FUS in itinere per 2017 e 2018… campa cavallo!!!
Come si ricorderà, nel pomeriggio del 31 maggio u.s., sul sito di PERSOCIV, sono state pubblicate le graduatorie definitive dei 9.940 sviluppi economici interni con decorrenza 1.1.2017 (si veda il Notiziario n. 58 di pari data). Le graduatorie provvisorie erano state invece pubblicate, sempre sul sito di PERSOCIV, pochi giorni prima della fine del 2017, e precisamente in data 21 dicembre (vds Notiziario n. 132 pari data)
I numeri con la distribuzione all’interno delle aree (n. 4 in area 1^; n. 9.044 in area 2^; n. 892 in area 3^) e i criteri per la procedura 2017, sono stati recepiti nell’accordo FUA 9.10.2017, che reca una nota a verbale di CGIL-UIL-FLP + UNSA (i 3+1) che esplicitava il profondo dissenso delle quattro sigle in ordine ai “titoli di studio”, voluti allora dal D.G. con il supporto di CISL, e che poi hanno innescato i ben noti effetti negativi.
Nel segnalare ai colleghi interessati che le graduatorie definitive 2017 hanno superato positivamente il “riscontro preventivo amministrativo contabile” di BILACENTES (pubblichiamo in allegato 2, su questa stessa pagina, una cartella con tutte le attestazioni), si deve far presente che, dopo la loro pubblicazione, alcuni lavoratori hanno presentato istanza di revisione dei punteggi loro attribuiti per motivi diversi: supposti errori nel calcolo dell’anzianità di servizio; decurtazioni di punteggio nei titoli di studio; difetto di requisiti; etc.
Queste istanze obbligano le “Commissioni di verifica”, nominate dal D.G. con O.d.S. del 1.12.2017 (la prima, relativa agli sviluppi di area 3^, e la seconda relativa agli sviluppi di area 2^ e 1^), a un supplemento di lavoro e di verifica che porterà, come già avvenuto lo scorso anno, alla eventuale ri-pubblicazione delle graduatorie definitive modificate rispetto a quelle datate 31 maggio 2018, che pensiamo possano vedere la luce entro orizzonti temporali in linea con quelli dell’anno precedente.
La domanda che però interessa maggiormente i colleghi vincitori delle procedure selettive, e che ci viene ripetutamente posta e riproposta, è la seguente: a quando gli adeguamenti stipendiali alla nuova fascia retributiva e, soprattutto, a quando la corresponsione degli arretrati maturati dal 1 Gennaio 2017?
Se guardiamo a quanto avvenuto per gli sviluppi economici 2016, adeguamenti stipendiali e arretrati dal 1.1 2016 sono stati corrisposti insieme, e inseriti nei cedolini di novembre 2017. Ebbene, noi pensiamo che quest’anno l’orizzonte temporale dovrebbe essere anticipato, in ogni caso abbiamo chiesto lumi al D.G. con nota del 5 u.s., che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3, e daremo subito conto ai colleghi della sua risposta.
In attesa, abbiamo messo a punto una tabella, che pubblichiamo in allegato 1 al presente Notiziario, che riporta, per l’arco temporale ricompreso tra luglio e dicembre, gli importi arretrati che i vincitori di ciascuna fascia verrebbero a percepire in caso di pagamento in ciascuno dei mesi tra luglio e dicembre 2018 (esempio: in caso di pagamento a agosto, il vincitore di area 2^ F3-F4 verrebbe a percepire € 1.391,54).
In attesa che si concluda la procedura 2017, si è intanto iniziato a parlare della nuova procedura con decorrenza 1.1.2018. Nell’accordo FUA 2017, erano previsti (art.19) “circa 6.000 unità’” a concorso. Certo, le ipotizzate maggiori risorse del FRD 2018, comprensive dei 21 mln ex L. 205/2017, autorizzano a immaginare numeri anche superiori , ma occorrerà vedere cosa si inventerà a tal proposito il MEF sia per quanto riguarda la dotazione del Fondo sia per quanto attiene la percentuale di passaggi ammessi. Bisognerà anche vedere le modifiche che opereranno le Parti su criteri e punteggi, in primis sui titoli di studio (va ridotto fortemente il differenziale a favore dei titoli meno elevati), ma servirebbe anche far pesare di più l’anzianità nella fascia di appartenenza dal terzo anno in avanti e differenziare di più i punteggi per la performance, il tutto al solo fine di evitare gli effetti negativi delle precedenti procedure.
Abbiamo letto, in un comunicato dei 3+1, della “necessità di garantire nel triennio 2016-2018 la progressione economica a tutti i dipendenti”. Qualcuno spieghi loro che il “tutti” non include purtroppo i lavoratori di 1^ area, e questo in ragione del fatto che il CCNL 2016-2018 ha confermato l’attuale configurazione di aree e fasce, nelle more del lavoro (ancora neanche avviato) della Commissione ex art. 12.
Il 4 luglio si avvicina e ci si approssima all’ennesima riunione (la sesta) dell’attuale tavolo negoziale per la definizione del CCNI 2016-2018, che potrebbe anche “certificare” la conclusione del percorso che riguarda l’Ipotesi di accordo sulla distribuzione delle risorse aggiuntive 2017, pari a oltre 10 mln di €.
Un parto lungo e difficile che, come si ricorderà (vds Notiziario n. 65 del 14.06.2018), è frutto dei ben noti “problemi organizzativi” di CGIL-CISL-UIL + UNSA (i famosi “3+1”) che a suo tempo, a fronte della disponibilità di FLP DIFESA e di altre sigle, hanno impedito loro di sottoscrivere già a febbraio scorso l’Ipotesi presentata da AD., facendo accumulare così un incredibile ritardo a danno dei lavoratori.
Oggi, finalmente, ci sarebbero le condizioni per firmare: il D.G. ha avuto la delega dalla Ministra, e anche i 3+1 hanno detto sì alla vecchia proposta di A.D., che lascia nel cassetto, almeno per il 2017, la performance organizzativa introdotta dal CCNL. Speriamo sia la volta buona, e vedremo cosa dirà ARAN in merito al quesito posto sull’ammissibilità alla firma di una Ipotesi di accordo 2017 delle sigle non firmatarie del CCNL 2018.
Rimangono sul tavolo, però, altre questioni.
La prima: le modalità di distribuzione del fondo di 21 mln € frutto dell’accordo del 5 aprile 2017. Un fondo in origine pensato e voluto come “aggiuntivo”, che la L. 205/2017 ha connotato invece come “integrativo” destinandolo al FUA (ora Fondo Risorse Decentrate- FRD), una diminutio che non abbiamo digerito e su cui torneremo certo a battagliare. Una questione non da poco, in ogni caso, soprattutto sotto il profilo delle modalità di distribuzione fissate dal nuovo CCNL, e per questo il Direttore Generale di PERSOCIV, allora ancora privo di delega, ha presentato nella stessa riunione del 14 giugno u.s. una bozza “che nelle linee generali recepisce la proposta” dei 3+1, come loro stessi riferiscono nel comunicato relativo alla riunione, basata sulla valutazione della performance organizzativa.
A tal riguardo, è innanzitutto lecito domandarsi se gli Organi Certificatori (MEF e FP), e prima ancora l’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV) che dovrà esprimere un “parere vincolante” ai sensi dell’art. 5 del D. Lgs. 74/2017, non avranno qualcosa da dire.
In primo luogo, sulla stipula di un accordo separato rispetto a quello relativo al FRD 2018, e, in secondo luogo, sull’impianto della distribuzione centrato appunto sulla performance organizzativa, considerato le particolarissime caratteristiche della sua misurazione/valutazione in ambito Difesa, rese evidenti dalla nota SMD del 4.3.2016 alle OO.SS. e dalla risposta OIV del 12.03.2016 a un quesito di SMD (entrambe pubblicate su questa stessa pagina, rispettivamente in allegato 1 e 2).
Gli obiettivi da raggiungere e quelli raggiunti saranno resi noti? Come si rapporterà il singolo ai macro obiettivi del settore di appartenenza? Quali saranno gli strumenti di verifica delle valutazioni? E quali gli altri parametri? L’area di appartenenza, auspicabilmente in doppia declinazione (1^ e 2^ insieme, e la 3^) ? La valutazione dell’apporto individuale anche in funzioni della presenza, al netto dell’ elenco presente nei vecchi accordi FUA (Legge 104; etc.), che però gli Organi Certificatori qualche anno fa hanno cassato?
In ogni caso, FLP DIFESA è pronta a presentare al tavolo di negoziazione la sua proposta per la distribuzione del FRD 2018 e dei 21 mln integrativi, ma di certo non dimentichiamo comunque lo spirito che ci animava quando iniziammo la battaglia per vederci riconoscere – come lavoratori civili della Difesa – i crescenti carichi di lavoro e la complessità delle funzioni assegnateci, volte a garantire un efficace supporto alle FF.AA. con cui condividiamo quotidianamente anche parte dei rischi, in un momento di così forti tensioni sugli scenari interni e internazionali. Un impegno che ci aveva visti protagonisti – allora unitariamente con CGIL e UIL, ma oggi qualcuno se ne dimentica…. – per rivendicare un fondo “aggiuntivo” che riconoscesse questa particolarità del personale civile e ne remunerasse professionalità e disponibilità, al di fuori delle logiche della performance. Altre Amministrazioni, come il Ministero della Salute, hanno fondi così connotati, dimostrando la fattibilità di questo percorso anche dal punto di vista della validazione da parte degli Organi Certificatori.
Continueremo perciò a rivendicare questa condizione particolare, e inizieremo sin da subito a sollecitare tutta l’Amministrazione, a partire dalla nuova Ministra Trenta, affinché rimanga un tema centrale dell’agenda politica e delle stesse relazioni sindacali.
La riunione a PERSOCIV del 22 u.s. era stata richiesta dalla quadruplice sindacale per tutt’altri argomenti (si veda il loro comunicato del 9.05.2018), tra i quali il più urgente si affermava fosse quello relativo alla definizione del contratto nazionale integrativo (CCNI) sull’art. 18 (riduzione orario di lavoro), art. 19 (turnazioni), art. 20 (reperibilità) e art. 22 (orario multiperiodale) del CCNL.
Al riguardo, la FLP DIFESA ha già detto come la pensa (Notiziario n. 52 del 21 u.s.): noi siamo per la definizione dell’intero CCNI con approccio complessivo e non per singoli pezzi, come si fa in ARAN per il CCNL; in secondo luogo, non riteniamo corretto aprire il confronto in presenza di una delega di fatto scaduta dopo le dimissioni del Governo.
La riunione del 22 u.s. a PERSOCIV è andata comunque buca, nonostante ne fosse stata invocata dai richiedenti l’urgenza, e ciò potrebbe apparire incomprensibile.
Ma chiediamoci: perché è andata buca?
La motivazione ufficiale è che il D.G. non ha dato risposte sul tema delle “incompatibilità”, posto sul tavolo dalle quattro sigle addirittura come pregiudiziale! Ma è proprio quello il motivo vero della rottura? O, piuttosto, è stato solo il pretesto per non discutere dell’o.d.g., perché la quadra tra i tre primattori non era stata ancora raggiunta?
Attendevamo di conoscere la loro proposta di regolamentazione in ambito M.D. di quei quattro articoli del CCNL, anche per capire come si sarebbero affrontati alcuni nodi: quello delle maggiori risorse (per le turnazioni, per es., la spesa relativa alle maggiorazioni giornaliere raddoppierebbe rispetto agli importi fissi del 2017); o sull’orario multiperiodale (due mesi o più?); o, per ultimo, il più delicato, la possibile introduzione delle 35 ore per i turnisti, con il carico divisivo che si porterebbe dietro.
Non aver consentito l’avvio del confronto dalle stesse sigle richiesto su questi temi, ha certo deluso le aspettative dei lavoratori interessati, che peraltro non conoscono neanche le richieste sindacali in proposito. E, allora, l’idea che il tema incompatibilità e l’abbandono del tavolo siano serviti solo a uscire dalle secche nelle quali le tre sigle si erano cacciati in mancanza della quadra ovviamente necessaria al loro interno, è ipotesi certo non peregrina
In ogni caso, nel prendere atto che il tema dell’incompatibilità è oggi sul tavolo anche per il via libera del D.G. che ha accettato a capo chino il diktat, non ci sottraiamo sul punto e diciamo la nostra.
Il “problema incompatibilità” esiste da tempo e va certo affrontato e risolto, anche se ai nostri occhi non appare poi così urgente: son ben altre, in questo momento, le priorità in ambito Difesa. Ma proprio perché il problema esiste e anche su larga scala, FLP DIFESA non pensa che la vicenda sia stata innescata con l’occhio rivolto solo a PERSOCIV, secondo la lettura che qualcuno ne fa. Quale è allora la nostra opinione al riguardo?
Sul piano del metodo usato nella circostanza da A.D., non abbiamo compreso il procedere di SMD e SGD che, in funzione della riunione di oggi, hanno richiesto a tutti i propri Enti “i nominativi del personale eletto rappresentante RSU, la relativa sigla sindacale per la quale sono stati eletti e l’incarico ricoperto” (da msg SME, 23 maggio).
Perchè solo i nominativi RSU? E a qual fine chiedere anche la sigla nella quale sono stati elette, essendo le RSU per definizione un soggetto unitario e basta? E perché non vengono richiesti anche i nominativi dei dirigenti sindacali territoriali in carica, scattando pure per loro l’incompatibilità? Dunque, una ricognizione incongruente, palesemente affannosa, e per certi versi anche preoccupante sotto il profilo della tutela della privacy, ma anche monca perchè priva dei dati sugli incarichi in partiti politici (non infrequenti nel MD) e che sono altrettanto incompatibili in base alla norma.
Sul piano invece del merito, noi non siamo d’accordo con l’antica posizione della D.G. (si veda l’allegato 2 su questa stessa pagina) che limitava ai soli Dirigenti l’applicabilità della circolare F.P. n. 11/2010 (che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1) , e pensiamo invece che la D.G. debba assumere presto una propria iniziativa (circolare? altro?) per estendere l’applicazione del regime di incompatibilità anche ai funzionari con posizione organizzativa, ma solo nel caso in cui godano di autonomia decisionale, anche delegata, e siano individuati come responsabili del procedimento (e non è il caso della stragrande parte degli Enti dell’area T/O).
A tal riguardo, pubblichiamo in allegato 3 su questa stessa pagina la delibera n. 1/2014 del “Responsabile della Prevenzione della Corruzione e Responsabile per la Trasparenza” del Ministero della Difesa.
Vediamo ora cosa uscirà dalla riunione di oggi a PERSOCIV…
La vicenda legata alla distribuzione delle “ulteriori risorse” del FUA 2017 assume, giorno dopo giorno, contorni veramente incredibili, ed allo stato sembra finita in un cono d’ombra preoccupante. Ricordiamo innanzitutto le puntate precedenti, che sono molto indicative di un certo modo di procedere.
A fine gennaio u.s., il MEF ha comunicato ufficialmente a PERSOCIV l’importo delle “ulteriori risorse FUA 2017 (€ 10.073.972,19). La dr.ssa Corrado convocò allora prontamente le OO.SS. nazionali in data 6 febbraio (vds. Notiziario n. 14 di pari data), sottoponendo loro una bozza di “ipotesi di accordo”, che ripubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina,la quale prevedeva la destinazione di tutte le risorse a livello localee ne quantificava anche le quote pro-capite:per la performance (la ripubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina), 42,93 €; per il FUS, invece, 243, 27 € , da intendersi entrambe al netto degli oneri A.D.. Dunque, un importo complessivo pro capite pari a € 286,20, che si sarebbe aggiunto a quello complessivo, ma davvero molto modesto, previsto dall’accordo del 2017 (€ 215, 82), così raddoppiandone la consistenza.
In quella sede, ci fu chi, come noi, si dichiarò immediatamente disponibile a firmare l’Ipotesi. Se così fosse avvenuto davvero, come peraltro era anche negli auspici dichiarati dalla stessa dr.ssa Corrado, è probabile che alla data odierna fosse stato già completato l’iter certificativo e le somme ulteriori già pronte per essere assegnate, con successiva distribuzione in base agli stessi criteri fissati dai tavoli locali all’interno degli accordi sulla distribuzione dei fondi locali 2017. Così però non è andata, purtroppo, perché i soliti noti chiesero di rinviare il confronto a dopo le RSU, con ciò ponendo in un cono d’ombra quelle somme che avrebbero certo fatto comodo a tante lavoratrici e a tanti lavoratori civili della Difesa. O no?
Nel frattempo, però, era entrato in vigore il nuovo CCNL, e con esso le norme di cui agli artt. 77 e 78 prima richiamate. Attraverso un comunicato dei soliti noti, abbiamo appreso che la dr.ssa Corrado si sarebbe convinta, sempre con riferimento alle “ulteriori somme 2017”, ad abbandonare la sua proposta originaria (destinazione ai fondi locali di tutte le ulteriori risorse) esprimendo di contro l’intendimento di distribuirle “avendo a riferimento le linee guida sulla performance del Ministero della Difesa, ma con le modalità previste dal nuovo C.C.N.L. in tema di performance organizzativa” , vds. comunicato unitario del 5 aprile 2018). Non abbiamo registrato smentite a questo virgolettato, e allora proviamo a ragionarci sopra.
La distribuzione delle risorse su base performance organizzativa ci risulta molto difficile da realizzare, per non dire addirittura impossibile, in particolare in area operativa, e ciò alla luce di quanto comunicato da SMD alle OO.SS. con nota n. 31854 del 4.3.2016, che negava la possibilità di rendere pubblica la performance organizzativa dell’Ente/Ufficio della Difesa (“la conoscibilità all’esterno dell’A.D. della sezione dedicata alla definizione degli obiettivi operativi relativi alle sedi periferiche è, invece, esclusa, in relazione alle prioritarie esigenze di riservatezza correlate alle funzioni di difesa e di garanzia della sicurezza nazionale proprie delle strutture che rientrano nell’area tecnico-operativa”), ammesso e non concesso che gli obiettivi di performance organizzativa fossero stati effettivamente assegnati agli Enti/Uffici e, successivamente, altrettanto effettivamente misurati e valutati, cosa per nulla scontata. E siccome il 2017 è già trascorso e valutazioni postume non sono ammesse, rimane il problema di come si misurerà, ai fini della distribuzione delle ulteriori risorse FUA 2017, la performance organizzativa 2017.
Va inoltre sommessamente ricordato che, laddove per la distribuzione di che trattasi si dovessero utilizzare le nuove norme del CCNL, occorrerà farlo anche in ragione della performance individuale (lettera b), comma 2, art. 77) e aggiungendovi la differenziazione del premio individuale (art. 78, il c.d. “fondino”). Come la mettiamo, allora? Non era meglio metterci la firma o anche tentare di forzare la mano (questo vale per il D.G., ovvio) su quella benedetta Ipotesi presentata il 6 febbraio u.s. invece di menare il can per l’aia?
Abbiamo pertanto inviato al Gabinetto, l’allegata nota che chiede la rapida convocazione del tavolo, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.
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