Notiziario n. 116 del 27 ottobre 2015 –

La riunione del Consiglio Supremo di Difesa
La riunione del Consiglio Supremo di Difesa

Il 21 ottobre u.s. si è tenuta,  al Quirinale,  la riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD)  che è stata come al solito presieduta dal Capo dello Stato e alla quale  hanno partecipato, tra gli altri,  il Presidente Renzi,  le Ministre Pinotti e Guidi, i Ministri Gentiloni, Alfano e Padoan e  il Capo SMD, gen. Claudio Graziano. All’o.d.g., l’esame della situazione internazionale e l’attuazione del Libro Bianco.

In avvio dei lavori, il CSD ha esaminato la situazione internazionale sulla base delle relazioni presentate dai Ministri degli Esteri Gentiloni e della Difesa Pinotti, concentrandosi in particolare sulle crescenti criticità presenti nella sempre più instabile regione mediterranea, che vede il moltiplicarsi dei conflitti e ondate migratorie in aumento,  che la Comunità Internazionale cerca di fronteggiare con sempre maggiori difficoltà.  In questo difficile contesto, a giudizio del CSD, l’Italia deve concentrare i propri sforzi “sulle situazioni e sulle esigenze di più immediato e diretto interesse per la sicurezza nazionale, con realismo e concretezza”,  e operare in primis “per la pacificazione e la stabilizzazione della Libia e, nello stesso tempo, per concorrere alla sconfitta dell’offensiva terroristica..”

La seconda parte della riunione è stata invece dedicata al processo di riforma in corso nel Ministero della Difesa.  A tal riguardo, riportiamo uno stralcio del comunicato diffuso dalla Presidenza della Repubblica a conclusione della riunione: “In merito al processo di riforma delle Forze Armate, illustrato dal Ministro della Difesa, il Consiglio ha evidenziato l’importanza delle attività che stanno svolgendo in questa fase gli Stati Maggiori e il Segretariato Generale della Difesa, attraverso i comitati e i gruppi di lavoro istituiti, per tradurre in proposte tecniche concrete, da sottoporre al vaglio del Ministro, i principi e gli orientamenti generali enunciati nel Libro Bianco.  In un quadro di generale qualificazione e riduzione della spesa pubblica, il processo di razionalizzazione originato dal Libro Bianco dovrà conferire il massimo impulso allo sviluppo delle componenti operative, umane e tecniche, dello strumento militare, finalizzandole attentamente al contrasto dei rischi e delle minacce che gli scenari di crisi e di conflittualità prospettano al nostro Paese e all’Europa. Occorrono scelte chiare sul piano tecnico e organizzativo come anche flessibilità e prontezza di risposte in campo normativo.  Il Consiglio condivide il Libro Bianco e sostiene il perseguimento dei suoi obiettivi. Il progetto di riorganizzazione delle Forze Armate in corso riveste grande importanza e urgenza per il nostro Paese. La sua sollecita attuazione, con il sostegno del Parlamento e del Governo, potrà garantire all’Italia e all’Europa uno strumento essenziale ed efficace, al passo con i tempi”. In allegato 2 che pubblichiamo su questa stessa pagina, il testo del Libro Bianco.

Questi i passaggi del comunicato del Quirinale,  che pubblichiamo su questa pagina come allegato 1, rispetto ai quali proponiamo un paio di riflessioni. La prima: il CSD evidenzia “l’importanza delle attività dei comitati e dei gruppi di lavoro di lavoro costituiti” che hanno il compito di formulare “proposte tecniche concrete da sottoporre al vaglio del Ministro”.  Preso atto del sigillo del CSD, va però ricordato che, negli interventi in Commissione Difesa, quasi tutti i parlamentari hanno rivendicato il diritto-dovere delle Camere di pronunciarsi sulle scelte di riorganizzazione  delle FF.AA. e sulla riforma del MD. Non è davvero una cosa di poco conto. Tutt’altro.

La seconda riflessione che proponiamo riguarda  invece l’affermazione, evidentemente tutta politica,  che  “il Consiglio condivide il Libro Bianco e sostiene il perseguimento dei suoi obiettivi”.  Se il CSD ha ritenuto necessario, a sei mesi dall’uscita del Libro Bianco e mentre ferve il lavoro dei “comitati e gruppi di lavoro”, procedere alla riaffermazione della propria condivisione, potrebbe essere questo il segnale dell’emergere di  posizioni di dissenso dalle indicazioni del Libro Bianco,  in particolare in settori (pensiamo a SGD o ad alcuni SS.MM.) che a quelle scelte pagano un tributo molto grande in termini di autonomia.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Il comunicato del Quirinale

Allegato 2: Libro Bianco – 30.04.2015, versione definitiva pubblicata sul sito MD

Notiziario n. 108 del 6 ottobre 2015 –

Il dr. Franco Massi, Vice Segretario Generale Civile
Il dr. Franco Massi, Vice Segretario Generale Civile

C’è una parola che in queste settimane circola tanto tra i palazzoni romani del Ministero della Difesa: il suo nome è “specificità”, e il progetto che ne è alla base, è il dichiarato tentativo di far riconoscere la particolare condizione d’impiego del personale civile, che si porterebbe dietro più retribuzione e più diritti. Ci sembra però che, allo stato, il progetto viaggi essenzialmente (per non dire: esclusivamente) negli Enti maggiori di Roma (appunto, i “palazzi”), visti gli scarsi risultati di diffonderlo nei molto più vasti territori periferici, e, in secondo luogo, che venga  sospinto a piene mani da pezzi importanti (e interessati) dall’A.D. .

Cosa sta succedendo? Se lo chiedono in molti a Roma, e allora proviamo a dire la nostra ai colleghi.

Innanzitutto cerchiamo di dare sostanza e significato alla parola “specificità”,  che è entrata nel vocabolario del Ministero della Difesa nel lontano 2010 (erano i tempi di Berlusconi, Tremonti, Brunetta e compagnia cantando) attraverso l’art. 19 della Legge 4.11.2010, n. 183, che ha appunto riconosciuto la “specificità” d’impiego del personale del comparto sicurezza e difesa, e al suo interno, ovviamente,  anche dei militari appartenenti alle FF.AA.  Una caratterizzazione fortemente voluta dai Vertici e dalle Rappresentanze militari, al fine di circoscrivere una sorta di “area protetta” nell’ambito del P.I., poi venuta utile in innumerevoli circostanze (pensiamo, per es., alla deroga introdotta dalla Legge Fornero).

La cosa non poteva passare inosservata, e certo non lo fu agli occhi di FLP DIFESA che rivendicò (da subito, apertamente e ripetutamente) l’urgenza di dare risposta alla non più rinviabile  necessità di ridurre le forbici, normative e retributive, tra lavoratori civili e militari, che apparivano sempre più divaricate anche in ragione di quell’ intervenuto riconoscimento di “specificità”. FLP DIFESA lo rivendicò nelle piazze (manifestazione nazionale indetta dalla nostra O.S. in data 6.07.2012),  su tutti i tavoli (ne fanno fede i resoconti delle riunioni), in tutte le circostanze e in tutte le sedi anche istituzionali: ripubblichiamo su questa stessa pagina il documento che consegnammo il 16.05.2012, in sede di audizione in Senato sul disegno di legge delega per il riassetto in chiave riduttiva delle FF.AA (allegato 1),  e quello consegnato alla  Commissione Difesa della Camera nel corso dell’audizione del 22.10.2013 sugli schemi dei DD. LLgs. attuativi della L. 244, di cui riportiamo quanto scritto al punto n. 2, let H: ”Infine, abbiamo ritenuto grave l’assenza di qualsiasi richiamo alla specificità del ruolo del personale civile della Difesa…… e la mancanza di qualsiasi correttivo sul fronte delle problematiche che più stanno a cuore ai dipendenti civili: le enormi, e proprio per questo inaccettabili,  differenze  di trattamento, retributivo e normativo, tra la componente civile e militare nelle medesime condizioni di impiego” (allegato 2). Sarebbe davvero interessante comprendere dov’erano allora, e dove sono stati in tutti questi anni, i crociati di oggi.

Arriviamo così ai giorni nostri: dopo i tempi della disattenzione, arriva oggi il tempo del rilancio. Ma a rilanciare la questione è stranamente la stessa Amministrazione, che da storica matrigna dei lavoratori civili ne diventa per la prima volta mamma amorevole. Se ne fa carico, in particolare,  il Vice Segretario Generale,  che si dice sia rimasto colpito dalla “miseria” delle retribuzioni del personale civile. E cosa fa? Incontra la RSU di un Ente di Palazzo Esercito in data 18 giugno u.s., e parla di  precise iniziative avviate dall’A.D. per il transito del personale civile nelle “categorie speciali”  (da far recepire nell’allora DDL delega Madia, poi diventato legge ma senza risultato alcuno sotto questo profilo), il che configurerebbe di fatto un ritorno alla sfera pubblicistica del rapporto di lavoro e l’uscita dal comparto Ministeri;  in aggiunta, legata al predetto ritorno, il Vice Segr. Generale avrebbe parlato anche della volontà di A.D. di reperire “200mil nel bilancio 2015 da destinare in prima opzione ed in parte preponderante nella quota fissa della retribuzione, e la rimanenza al FUA”. Di questi intendimenti dell’Amministrazione riferiti dal Vice Segretario Generale, c’è traccia scritta nel “verbale della riunione delle RSU dell’area amministrativa del Ministero della Difesa” (una diecina, le RSU rappresentate), che pubblichiamo su questa pagina (allegato 3).  Certo, appare strano che di dette intenzioni l’A.D. non ne avesse mai fatto menzione negli incontri con le OO.SS. nazionali, come altrettanto strano appare il fatto che, a conclusione di quella riunione delle RSU dell’area T/A, sia stato deciso “un incontro con le OO.SS. per un tavolo tecnico riguardante la specificità del personale civile” mai avvenuto sinora: noi siamo stati invano in questi mesi in attesa di una chiamata per l’utile confronto…

E mentre langue il confronto vero sul fronte sindacale e si fa strada la demagogia, fervono invece le iniziative: l’AD promuove un “gruppo di lavoro” (Presidente il Sottosegretario Rossi; Coordinatore Tecnico il Vice Segretario Generale) per esaminare la tematica del trattamento economico e normativo del personale civile e prospettare soluzioni volte a “un incremento dei trattamenti economici”  e alla messa a punto “di proposte, anche innovative, tenuto conto dello specifico contesto d’ impiego”.  Di questo gruppo di lavoro, costituito con DM 16.06.2015, il Sottosegretario Rossi ne ha riferito alle OO.SS. solo il 6 agosto 2015.  Perché?

C’è allora qualcosa di ancora poco chiaro in questa storia! Iniziamo a parlarne, dunque, in attesa dei futuri sviluppi.

  1. L’ “operazione specificità” nasce da una iniziativa in prima persona della stessa A.D., e cioè del soggetto che sinora ha sempre fatto orecchie da mercante, e ancora di più in questo anno e mezzo di governo Pinotti, avendo la Ministra sinora tradito i suoi stessi proclami (audizione parlamentare del 15.03.2014). L’ultimo segnale: il Libro Bianco che, a detta di tutti, è scandalosamente privo di attenzione verso i civili. Ci chiediamo: ravvedimento operoso da parte dei Vertici politici e dell’Amministrazione, o c’è dell’altro?
  1. L’ “altro” parrebbe emergere proprio dagli intendimenti manifestati dal Vice Segretario Generale e di cui c’è traccia nel verbale già richiamato della riunione del 19 giugno u.s. delle RSU dell’area T/A, laddove si parla di “implementare l’art. 3 del D. Lgs. tra le categorie speciali” .  Attenzione, però:  l’art. 3 del D. Lgs. 165 ha per titolo “personale in regime di diritto pubblico”, e riguarda dunque tutte le categorie  non contrattualizzate (magistrati, avvocati/procuratori dello Stato, diplomatici, prefettizi, e infine  il personale delle FF.AA. e delle Forze di polizia). Allora il disegno vero dell’A.D. potrebbe consistere nel far rientrare il personale civile nella sfera pubblicistica, cosa questa che sarebbe funzionale al quadro di prospettiva che abbiamo di fronte da qui al 2024, con centinaia di Enti da sopprimere/riordinare e migliaia di posti da cancellare, civili e militari (31.000, quanti di loro da transitare nei ruoli civili?). Riportarci nella sfera di diritto pubblico, potrebbe servire allo scopo, in quanto il nuovo status assicura mano libera all’A.D. E per raggiungere lo scopo, l’A.D è disponibile a trovare un po’ di soldi, anche se i 200 mln cui fa riferimento il verbale RSU appaiono di questi tempi una chimera. La cassa è in mano al MEF……. Sul tema, ci siamo trovati di fronte in questi giorni a raccolte di firme (ma perché, c’è qualcuno tra di noi che non vorrebbe più soldi o più diritti?) e improbabili comunicati sindacali in cui si afferma che il transito nelle categorie speciali ex art. 3 D.Lgs. 165 sarebbe compatibile con il permanere nel comparto contrattuale dei Ministeri, e che potremmo fare come i Vigili del Fuoco i quali invece, guarda caso, sono entrati nell’art. 3 proprio abbandonando il comparto di contrattazione! A Roma dicono: “o ce fanno o ce so’”. Scelgano loro la fattispecie più pertinente, ma non offendano la logica e l’intelligenza dei colleghi!
  1. Al di la, comunque, di ogni strumentalizzazione, demagogia e del tentativo di dare sponda alle iniziative ancora così poco chiare (nei contenuti, ma soprattutto nei veri obiettivi) dell’A.D., noi di FLP DIFESA la pensiamo così:

attenderemo serenamente le risultanze del “gruppo di lavoro”, preannunciate per la fine di questo mese, anche se –lo ridiciamo– non comprendiamo perché non anche una presenza sindacale al suo interno;

parteciperemo in modo molto attivo e propositivo al successivo confronto con l’A.D. già preannunciato dal Sottosegretario, che intenderebbe chiudere entro novembre p.v.. per poter poi dar corso agli approfondimenti con MEF e FP.  Solo in quella sede avremo modo di scoprire le carte vere (con le relative pezze giustificative, che esigeremo!) e i reali intendimenti di AD., e solo allora potremo farci un’idea sui pro e i contro dell’operazione proposta, dire la nostra,  e assumere le idonee iniziative.

– nel frattempo, chiariamoci noi le idee e costruiamo una piattaforma unitaria. Facciamolo presto quel confronto chiesto dalle RSU area T/A: una bella assemblea pubblica,  con la presenza di tutte le OO.SS. e le RSU interessate, in una grande sala di Roma,  di fronte ai lavoratori.  Facciamolo!  Noi siamo pronti.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1:16.12.2012 -Documento-FLP-DIFESA-consegnato-alla-Commissione-Difesa-del-Senato

Allegato 2: 22.10.2013 – Il documento presentato da FLP DIFESA in audizione alla Camera

Allegato 3: Verbale riunione RSU Area Tecnico-Amm.va 19.06.2015

Notiziario n. 99 del 21 settembre 2015 –

Il Capo di SMD Graziano e la Ministra Pinotti
Il Capo di SMD Graziano e la Ministra Pinotti

Cominciano le manovre per il varo dei provvedimenti attuativi del “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa” (LB, vds. allegato 2 su questa stessa pagina),  e si inizia con provvedimenti molto pesanti. Come noto, all’art. 294, è scritto che il predetto LB “costituisce direttiva ministeriale per tutte le articolazioni dell’A.D.” ,  e anche per questo sono in piena attività, presso Stato Maggiore Difesa (SMD), i gruppi di lavoro che stanno studiando i provvedimenti e i percorsi più rapidi ed efficaci da sottoporre alla “valutazione del Ministro” per realizzare “una nuova struttura organizzativa dello strumento militare” che andrà a variare l’esistente.

L’obiettivo dichiarato del L.B., lo abbiamo ripetuto più volte, è il deciso potenziamento dell’organizzazione interforze (IF) e la crescita davvero notevole, di ruolo e di competenze, del Capo di SMD, il vero, nuovo “padrone” della Difesa”, che dovrebbe concretizzarsi attraverso modifiche  estremamente pesanti dell’attuale assetto: l’istituzione del “Vice Comandante per le Operazioni”,  che avrà responsabilità, delegata  dal Capo di SMD, di pianificazione e di impiego delle forze in operazioni (art. 173);  il transito della pesantissima funzione di Direttore Nazionale Armamenti dal Segretariato (SGD)  a SMD, accompagnata dalla costituzione del Comando Logistico della Difesa (CLD) e dall’istituzione del “DNAL” (Direttore Nazionale degli Armamenti e Responsabile Logistica), come prevede l’art. 174; la nascita della “Direzione di Formazione I.F.”,  altro passaggio notevole, che assorbirà tutte le competenze in materia di formazione;  e ancora, l’istituzione della “Commissione di valutazione Interforze” (art. 181), che andrà a rivoluzionare l’attuale modello di avanzamento delle carriere militari  e attribuirà al Capo di SMD il potere di determinare le promozioni della dirigenza militare di tutte le FF.AA.  (1500 Ufficiali, contro gli attuali 60 esaminati di SMD).  Un tassello fondamentale, ovviamente,  forse il primo e il più importante,  nel ridisegno del ruolo potenziato di SMD e di contestuale depotenziamento delle singole FF.AA., e che produrrà “quell’uomo forte solo al comando” che a noi non piace per niente.

E, proprio in ragione della sua centralità, che è da qui che sembra stiano partendo le prime manovre. Siamo in possesso di una bozza di decreto, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, recante“proroga delle missioni internazionali delle FF.AA.”,  che il Consiglio dei Ministri dovrebbe varare entro il 30 p.v. che dovrebbe prorogare al 31 dicembre p.v. le missioni internazionali, in attesa della legge quadro ancora all’esame del Senato.

Incredibile a dirsi, all’interno di questo provvedimento,  ben conosciuto nei suoi contenuti abituali, qualcuno ci ha infilato, all’art. 8,  il regime transitorio dell’avanzamento degli ufficiali dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare a decorrere dall’anno 2016” che prevede anche un taglio della dirigenza militare, ma anche, ed questo è il punto, all’art. 10, alcune modifiche del D. Lgs. 15.03.2010, n. 66 (il c.d. “Codice dell’Ordinamento militare”)  che prevedono l’istituzione, al posto delle attuali “Commissioni di vertice” oggi in essere nelle FF.AA., di una “Commissione unica interforze” presieduta dal Capo di SMD,  e alla quale faranno capo tutte le scelte in materia di avanzamento della Dirigenza militare di tutte le Forze Armate, Carabinieri compresi. Così si potenzia il ruolo del Capo SMD.

Ci chiediamo: ma l’istituzione di questa “Commissione Unica interforze”  ha i requisiti di necessità e urgenza previsti dalla legge per essere inserita in un decreto legge?  No, non li possiede, non c’è dubbio, e se non li ha, è di tutta evidenza la forzatura che si sta tentando per controllare un pezzo fondamentale delle FF.AA. (le carriere), e gli interrogativi che si pongono in merito al possibile riproporsi di analoghe forzature per quanto attiene altre parti del LB., anche quelli che ci interessano più da vicino come componente civile. E la cosa ci preoccupa!

Nel segnalare ai lavoratori quanto sopra, ci impegniamo a sollecitare forze politiche e Parlamento a vigilare per impedire il varo di norme non urgenti, da convertire poi in legge magari con voto di fiducia….

Vi invitiamo a partecipare al nostro sondaggio sull’uso dei decreti legge per attuare il Libro Bianco, che troverete nella parte a sinistra alta della home page di questo sito.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: La bozza Decreto proroga missioni internazionali

Allegato 2: Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa

Notiziario n. 88 del 17 agosto 2015 –

L'incontro in sala consiliare a Taranto tra A.C. e OO.SS.-RSU
L’incontro in sala consiliare a Taranto tra A.C. e OO.SS.-RSU

Nel contesto delle previsioni contenute nel  “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa” che ha visto la luce il 30.04. 2015,  quella relativa alle possibilità di esternalizzazioni di servizi e lavorazioni degli Enti della c.d. “area industriale” del M.D. (Arsenali MM; Poli Esercito; etc.) rappresenta di certo la previsione che ha più messo in allarme le Rappresentanze sindacali, e in primis le OO.SS. nazionali.  La preoccupazione per il futuro degli Stabilimenti industriali è emersa in modo particolare negli Arsenali della Marina Militare (Taranto; La Spezia ed Augusta-SR),  in quanto l’uscita del Libro Bianco è avvenuta quasi contestualmente all’avvio della fase più importante del confronto tra Marina Militare e Parti sociali sul riordino delle strutture arsenalizie,  secondo le linee tracciate dall’art. 2259-sexies  del D. Lgs n. 8/2014, attuativo della legge 244/2012 per il riordino in chiave riduttiva della FF.AA.. E proprio qui è emersa la contraddizione più grande,  quella tra la previsione contenuta nel D.Lgs. n. 8 (internalizzazione di servizi e lavorazioni) e quella di segno opposto presente nel Libro Bianco (art. 280: “assorbimento da parte dell’industria di strutture tecnico-industriali della Difesa e del relativo personale”), una contraddizione enorme che le rassicurazioni del Sottosegretario Rossi nella riunione del 1 luglio con le OO.SS. nazionali non hanno certo cancellato.

La venuta a Taranto della Ministra Pinotti del 27 luglio scorso (peraltro accompagnata nella circostanza proprio dal Sottosegretario on. Rossi) per l’appuntamento istituzionale presso la Prefettura di Taranto che ha avuto al centro le disponibilità e le iniziative del M.D. per la città jonica,  poteva e doveva servire anche per rasserenare i lavoratori e le loro Rappresentanze sul futuro dell’Arsenale, e anche per questo era molto atteso l’incontro in agenda tra la Ministra Pinotti e le OO.SS. territoriali e le RSU arsenalizie.

Sappiamo tutti come poi è andata a finire (si veda il Notiziario n. 82 del 28.07.2015): la Ministra è arrivata molto in ritardo,  ha pronunciato poche parole di circostanza, ha salutato tutti i presenti e se ne è andata di corsa: dunque, si è molto renzianamente sottratta ad un confronto con le Parti sociali, circostanza questa denunciata dalle stesse OO.SS/RSU in una nota unitaria e nella conferenza stampa del 30 luglio davanti ai cancelli dell’Arsenale.

Un atteggiamento completamente diverso è venuto invece dalle Istituzioni locali: nel giro di poche settimane, prima una lettera del Sindaco di Taranto che esprimeva la sua “più convinta adesione”  al documento unitario di OO.SS./RSU del 22 giugno u.s. (entrambi sono pubblicati su questa stessa pagina, in allegato 2 e 3); poi, più recentemente in data 10 u.s., vi è stato un incontro preliminare tra Amministrazione Comunale  e Parti sociali (OO.SS. della Difesa e quelle di altre categorie interessate) finalizzato ad approfondire tutti gli argomenti facenti parte della “vertenza arsenale”,  e questo anche in previsione di una specifica riunione del Consiglio Comunale che l’Amministrazione della città jonica intende fissare a breve in agosto, anche prima del ritorno a Taranto dell’on. Rossi per l’incontro con OO.SS./RSU previsto per il 10 settembre.

Sui contenuti dell’intervento di FLP DIFESA di Taranto, aggiuntivi a quelli unitariamente condivisi con le altre OO.SS.,  e sulle risultanze conclusive della riunione del 10 u.s. tra Amministrazione Comunale e Parti sociali,  il nostro Coordinamento Territoriale ha redatto una nota che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.

A tal proposito, come Sindacato nazionale  proponiamo ai lavoratori un paio di brevissime considerazioni:

  1. in primo luogo, valutiamo in modo molto positivo la gestione unitaria della “vertenza”, con tutte le OO.SS. interessate  e le RSU dell’Arsenale schierate  a sostegno di una precisa piattaforma unitaria;
  2. inoltre, cogliamo la capacità delle stesse Parti sociali di farsi sentire dalle Istituzioni locali,  creando con esse momenti sinergici di iniziativa comune al fine di richiamare l’A.D. alle proprie responsabilità.

L’azione unitaria locale sta proseguendo anche in questi giorni: è in via di definizione un documento sindacale riepilogativo delle problematiche in essere, che verrà allegato alla lettera che tempestivamente il Sindaco invierà ai Ministri competenti ed alle Autorità politiche, a sostegno delle proposte convenute.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Incontro A.C-OO.SS.RSU 10.08.2015 – Nota FLP DIFESA di Taranto

Allegato 2: Nota unitaria Taranto OO.SS. -RSU 22 giugno 2015

Allegato 3: 25.06.2015 – La risposta del Sindaco di Taranto e la lettera alla Ministra

Notiziario n. 82 del 28 luglio 2015 –

L'incontro a Taranto della Ministra con le OO.SS.-RSU di appena cinque minuti.
L’incontro a Taranto della Ministra con le OO.SS.-RSU di appena cinque minuti.

La Ministra Roberta Pinotti e il Sottosegretario Delegato on. Domenico Rossi sono stati nella giornata di ieri a Taranto. L’appuntamento aveva una connotazione istituzionale di partenza, ma nel programma della Ministra ci sarebbe dovuto anche essere un incontro con le OO.SS/RSU dell’Arsenale di Taranto, che alla fine non c’è stato o, meglio, non c’è stato nei termini preannunciati ed attesi.

La Ministra (noi continuiamo a chiamarla al femminile secondo antica consuetudine, Lei invece preferisce il maschile) ha incontrato nella sede della Prefettura di Taranto il Prefetto, il Presidente della Provincia, della Regione, il Sindaco di Taranto, il Commissario Straordinario dell’Autorità portuale e i Vertici di Camera di Commercio e di Confindustria.  Al centro dell’incontro, la disponibilità e le iniziative del MD per il rilancio della Città (è stata annunciata la cessione da MM  al Demanio e all’Autorità portuale della banchina della stazione torpediniere su Mar Piccolo per riconvertirla a fini turistici), città che – come noto – vive da anni enormi criticità (pensiamo solo alla vicenda ILVA) e nella quale la presenza della Difesa è storicamente centrale.  In questa sede, la Ministra la ribadito la strategicità degli Arsenali in generale, e di quello di Taranto in particolare, ha negato qualsiasi ipotesi di privatizzazione e/o di riduzione degli attuali assetti (gira voce che il Capo di SMD ne abbia ipotizzato la riduzione da tre a uno) e ha anche escluso il blocco delle risorse per il completamento dei “piani Brin” (anche qui gira voce che il Capo di SMD avrebbe questa intenzione). Dopo aver affermato che 70 mln. sono già stati spesi, e a fronte dei 36 ancora da spendere per completare i lavori,  la sen. Pinotti ha promesso l’arrivo a Taranto per quest’anno di un altro milione e di ulteriori 6 nel 2016: poca cosa, comunque, possiamo dirlo? In materia di personale, la Ministra ha poi ricordato le recenti assunzioni in deroga, che erano a suo avviso il massimo oggi ottenibile (mah..). Infine, sulle esternalizzazioni previste dal Libro Bianco, ne ha di fatto confermato la possibilità, aggiungendo però che non è il caso di “agitare paure che non esistono”. Gli agitatori sarebbero ovviamente le OO.SS. …..

Dunque,  affermazioni e precisazioni magari anche importanti, che sarebbe stato proprio il caso di ribadire de visu alle Rappresentanze sindacali convocate dalla Prefettura per un incontro con la Ministra (si veda la lettera di convocazione  pubblicata su questa stessa pagina, allegato 2), accettando magari anche un confronto con le stesse per chiarire ogni dubbio. Ma la Ministra ha scelto diversamente: all’incontro con le OO.SS./RSU ha inviato il Sottosegretario Rossi, notoriamente esperto di Arsenali della Marina essendo un Generale dell’Esercito in pensione, che ovviamente è apparso in difficolta e ad un certo punto ha dovuto sorbirsi le ovvie rimostranze delle Rappresentanze sindacali, che giustamente erano state convocate per un incontro con la Ministra e con Lei volevano discutere. Cosa che la Ministra molto renzianamente ha accuratamente evitato, preferendo discutere con Confindustria, e poi arrivando finalmente in Arsenale con grandissimo ritardo e solo per un brevissimo intervento di saluto di cinque minuti. Ogni commento appare superfluo.

Ovviamente, quanto accaduto a Taranto costituisce l’ultima dimostrazione dell’attenzione della Ministra nei confronti dei civili e delle questioni di loro primo interesse (e gli Arsenali lo sono). Le RSU/OO.SS. Taranto hanno predisposto una dura nota unitaria che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, ed è anche annunciata una conferenza stampa per giovedì di fronte la Porta Principale dell’Arsenale.

Avremo modo di ritornare sul fatto: ma è nostra convinzione che questi comportamenti della Ministra non siano affatto casuali ma voluti, avendo Ella ben chiari i segnali che si vogliono lanciare e i loro destinatari.

In allegato 3, pubblichiamo infine la nota della parlamentare tarantina, on. Donatella Duranti in merito alla visita a Taranto della Ministra e delle dichiarazione da Lei rese.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Comunicato unitario OO.SS. Taranto-RSU Arsenale del 27.07.2015

Allegato 2: La lettera di convocazione della Prefettura per l’incontro con le OO.SS.-RSU

Allegato 3: Comunicato stampa on. Donatella Duranti

Allegato 4: Articolo GAZZETTA DEL MEZZOGIORN0 31.07.2015

Notiziario n. 79 del 16 luglio 2015 –

La dr.ssa A. Fava con la sen. Pinotti nel saluto dopo la nomina della Ministra
La dr.ssa Fava con la sen. Pinotti nel saluto al Gabinetto dopo la nomina a Ministra

Prima riunione, oggi, del tavolo tecnico finalizzato ad esaminare e approfondire temi e problemi legati all’individuazione dei “criteri”  per  l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale”, da inserire nel “Regolamento” ex art. 1 del D. Lgs n. 7/2014.

Come si ricorderà, questa previsione normativa aveva costituito l’approdo certamente più significativo del confronto tra A.D. e OO.SS. nazionali sugli schemi di decreti attuativi della delega (luglio 2013), accompagnato dall’impegno dell’allora Sottosegretario Pinotti ad avviare il confronto con il Sindacato subito dopo la loro entrata in vigore.  Impegno poi disatteso sino ad oggi, nonostante quella Sottosegretaria fosse nel frattempo diventata Ministra e nonostante, in sede di presentazione del proprio programma, avesse avuto parole nuove e significative sulla necessità di valorizzazione della componente civile (audizione del 15 marzo 2014).  Quindici  mesi e oltre trascorsi invano, nonostante le ripetute richieste e sollecitazioni venute per quasi un anno dalla sola FLP (ne fanno fede i diversi comunicati pubblicati nei diversi siti),  ora però fortunatamente in ottima compagnia di tutte le sigle sindacali che, all’unisono, rivendicano oggi la messa a punto di questo Regolamento come la prima e più importante delle questioni da affrontare. Un ritardo che abbiamo scontato anche in questi ultimi tempi: quando molto giustamente OO.SS., nazionali e locali,  denunciano la scarsissima civilizzazione nell’operazione di riordino degli Stabilimenti industriali (Poli ed Arsenali), è di tutta evidenza che se il Regolamento ci fosse stato, gli esiti sarebbero stati certo diversi. Ma tant’è, oramai quello che è fatto è fatto,  e allora cogliamo il positivo nell’avvio di questo tavolo. Che però dovrà camminare speditamente, evitando così di aggiungere ulteriori ritardi a quelli già registrati.

La riunione tecnica di oggi è stata presieduta dalla Vice Capo di Gabinetto, dr.ssa Antonietta Fava, che ha portato il saluto del Sottosegretario Rossi, ed è stata quindi introdotta dalle relazioni tecniche del 1° Reparto di SMD attraverso gli interventi prima del gen. U. Baldi e poi del col. A. Genovese, che hanno fatto una fotografia dell’esistente e messo a fuoco aspetti e analisi sottese al lavoro del tavolo tecnico.

Fotografia attuale: il personale civile della Difesa risulta oggi impiegato in tre macrosettori: il primo, quello amministrativo (gestione patrimoniale e finanziaria; gestione personale e matricola; contenzioso; contrattualistica e procurement); il secondo, quello tecnico (ricerca e sperimentazione; informatica; logistica; manutenzioni; meteorologia e antinfortunistica);  in ultimo , quello sanitario.   In base ai dati forniti da SMD, il personale civile con incarichi di responsabilità sarebbe oggi pari al 70% nel settore amministrativo,  al 72 % in quello tecnico e solo al 25% in quello sanitario. SMD non ha riferito in che modo e attraverso quali criteri sia stata operata detta rilevazione sulle posizioni di responsabilità,  che a lume di naso,  a noi sembrano francamente  ottimistiche.  Ci sarà però modo e tempo per comprenderlo.  Per quanto attiene alle questioni sottese al lavoro del tavolo tecnico, SMD ha indicato la necessità di approfondire alcuni aspetti (rimodulazione dei settori d’impiego; l’impiego in altri settori anche nuovi, come la cooperazione internazionale; l’incremento di responsabilità per il personale di area 3^; la connessione tra profili professionali e incarichi di responsabilità)  e di operare le scelte all’interno di un quadro di situazione  che tenga dentro più cose: la funzionalità degli Enti; le diverse tipologie di incarichi di responsabilità, alcune tipizzabili come civili in senso stretto e altre ascrivibili ad una linea di confine; la connotazione militare per alcuni incarichi in alcuni settori; l’armonizzazione con il modello a 20.000 previsto dalla legge 244/2012; infine, la previsione di procedure alternative in caso di mancata copertura di incarichi di responsabilità. Gli obiettivi finali da traguardare, ha concluso SMD, sono la valorizzazione del personale civile, l’attribuzione di maggiori responsabilità e infine, una maggiore integrazione tra componente militare e componente civile.

E’ poi seguito il giro di tavole con gli interventi di tutte le OO.SS. che hanno sostanzialmente parlato all’unisono e, pur con differenti sottolineature, rappresentato posizioni tra loro unitarie  e convergenti.

Nel suo intervento, la nostra O.S. ha innanzitutto dato atto della portata in un qualche modo storica del tavolo odierno, che finalmente, a oltre vent’anni dalla riforma Andreatta,  affronta per la prima volta l’argomento civilizzazione.  Non va però dimenticato  il corposo ritardo con il quale questo tavolo comunque parte,  quindici mesi dopo l’entrata in vigore del D. Lgs. 7,  che obbliga tutti gli attori a intensificare al massimo i tempi del confronto tecnico per poter rapidamente poi andare al tavolo politico, che è poi quello delle scelte finali. Occorre dunque fare presto, e pertanto serve sin da subito decidere una programmazione dei lavori molto stretta, sul tipo di quella positivamente sperimentata ai tempi del confronto tecnico sugli schemi dei DD. LLgs. attuativi della delega (anche allora era luglio, anno 2013). Come allora, anche ora c’è la necessità di fare presto, e dunque occorre procedere con estrema speditezza.

Ma per farlo, occorre confrontarsi su una base concreta. FLP DIFESA ha apprezzato lo sforzo di SMD di definire il quadro di situazione di partenza: la fotografia dell’esistente, le problematiche in campo, gli aspetti da approfondire, gli obiettivi da fissare. Uno sforzo serio, apprezzabile e da noi apprezzato,  che rappresenta certo una buona base di partenza, ma che presenta un unico vero limite: la mancanza di un ben definito orizzonte temporale (“quanto tempo ci diamo”?).  Un limite, questo, da colmare subito. E, subito dopo, l’AD deve iniziare a mettere sul tavolo le proprie proposte concrete: le OO.SS. hanno da tempo avanzato le proprie, per quanto ci riguarda FLP DIFESA ha predisposto un documento molto dettagliato nei contenuti (vds Notiziario n. 130 del 12.12.2014), inviato al Sottosegretario in pari data data  e che ad ogni buon conto ripubblichiamo su questa stessa pagina,  e anche altre sigle (poche, per la verità) lo hanno fatto. Dunque, noi la nostra parte l’abbiamo fatta, ora è davvero tempo che l’AD faccia la propria. E la faccia, guardando certamente all’area 3^ per l’individuazione delle posizioni di responsabilità, ma anche all’area 2^ all’interno della quale, ordinamento professionale e declaratorie alla mano, ne dovranno essere individuate.

Quello che a nostro avviso non deve più accadere è subordinare il confronto sul Regolamento al Libro Bianco: l’AD lo ha già fatto una volta, era il 22 novembre 2014, quando il Sottosegretario  Rossi espresse l’avviso che l’avvio del tavolo sul Regolamento dovesse essere posticipato all’uscita del Libro Bianco.  In quella circostanza (si veda il Notiziario n. 122 di pari data), esprimemmo l’idea (e fummo allora purtroppo i soli a farlo) a che il “confronto sul “Regolamento” accompagni,  e non segua,  il “Libro Bianco” , atteso che “il Regolamento ex art. 1  D. Lgs. n. 7, rappresenta davvero la “madre di tutte le questioni”, e che  i due percorsi possono avere  “percorsi paralleli”, che quindi possono (e per noi devono) rimanere separati, anche se poi non potranno non incrociarsi tra loro”.  Continuiamo a pensarla così, anzi le nostre convinzioni, alla luce di quanto avvenuto,  si sono addirittura rafforzate.  Se qualcuno pensa di utilizzare strumentalmente il Libro Bianco per un ulteriore rinvio sine die della partita sul Regolamento, troverà in noi un contrasto forte:  d’altronde, è ben nota la nostra fermissima opposizione alle scelte del Libro Bianco (avremo già scritto una diecina di Notiziari al riguardo), figuriamoci se possiamo immaginare di attendere l’attuazione delle infelici scelte del Libro Bianco per discutere di civilizzazione……..

Avviare una discussione che abbia l’obiettivo di traguardare una efficace civilizzazione, significa però porsi anche il problema legato alla tabella di corrispondenza tra gradi militari e posizioni civili. La proposta convenuta e condivisa con l’AD (allora Sottosegretario Pinotti) prevede il transito dei Sottufficiali in area 2^ e degli Ufficiali in area 3^: era il 22 novembre 2013, si veda il Notiziario n. 122 di pari data. Dopo di allora nulla, e le risposte fornite dall’AD alle ripetute sollecitazioni delle OO.SS. sono state del tipo “la tabella è ferma in FP”. Sono passati 20 mesi 20, la cosa comincia francamente a puzzare un po’,  e dopo aver letto il Libro Bianco (art. 217, dove si parla di incarichi di responsabilità per i Marescialli) ) ancor di più.  Non è che ci troveremo di fronte a qualche spiacevole sorpresa, magari scaricata sulla FP? In ogni caso, parlare di civilizzazione significa anche parlare di tabella di coorrispondenza, atteso che la stessa rappresenta un punto di riferimento in materia di  configurazione e assegnazione delle responsabilità.

Infine abbiamo ricordato all’AD. che, giusta risposta dell’on. Rossi alla nostra domanda, il tavolo tecnico dovrà occuparsi pure delle riorganizzazione e delle competenze dell’area TA, con la rivisitazione del DM 22.01.2013.

Infine, preso atto che tutte le OO.SS. hanno posto come prioritaria la “questione tempi”, la dr.ssa Fava si è riservata, entro i primi giorni della prossima settimana, di comunicarci la calendarizzazione dei lavori del tavolo.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Il documento di FLP DIFESA con le proposte sulla c.d. civilizzazione (inviato al Sottosegretario il 12 dicembre 2014)

Notiziario n. 63 del 18 giugno 2015 –

La podista Ministra della Difesa, sen.  R. Pinotti
La podista Ministra della Difesa, sen. R. Pinotti

A memoria nostra, una riunione così insignificante e inconcludente come quella ultima del 26 maggio u.s. con il Sottosegretario on. D. Rossi, non si era mai vista. Eppure di questioni da discutere e di risposte da dare ce n’erano moltissime.

Dalla questione “Regolamento” (Art. 1 D. Lgs. n. 7/2014: criteri per l’attribuzione di funzioni e compiti al personale civile dirigente e non, la madre di tutte le questioni, che sinora sembrava interessasse solo FLP DIFESA) alla questione “tabella di equiparazione” tra gradi militari e posizioni civili d’inquadramento, che da novembre 2013 giace nei cassetti della FP con una AD incapace da un anno e mezzo a farsi dare l’attesa risposta positiva;    dalla questione legata alla valutazione della performance individuale alla paralisi attuale sul FUA 2015 (non è mai successo che a metà giugno non sia ancora avviata la trattativa nazionale, a fronte di una esigenza quest’anno di fare prestissimo per riavviare i passaggi economici), che pone in grandissima difficolta i tavoli locali per l’avvio dei progetti senza più il sistema di valutazione per la distribuzione del FUS azzerato dalla FP;     dalla questione legata ai permessi di servizio, incredibilmente azzerati dalla nota a firma dr.ssa Preti, che continua a creare enormi problemi ai tavoli locali con evidenti costi in più per l’AD, alla mancata riorganizzazione post DL 95/2012 delle strutture centrali dell’AD (SGD; DD.GG. e UU.TT.).  E l’elenco potrebbe ancora continuare… pensiamo solo all’ultima puntata, l’uscita del Libro Bianco con il solito frasario trito e ritrito e nessuna scelta concreta su specificità e valorizzazione dei civili.

Dunque, un oceano di mancati impegni e un deserto di risposte: questo il bigliettino da visita di Ministra e Sottosegretario a 14 mesi dal loro insediamento. Colpisce soprattutto la “mutazione” della Ministra Pinotti: da militante/dirigente politica di sinistra, sensibile e attenta alle ragioni dei lavoratori, che poi da Sottosegretario ha ben colloquiato con il Sindacato (si pensi solo alle positive risultanze del luglio 2013 sui decreti attuativi della delega) alla recente, decisa virata al credo renziano, che ha marginalizzato il Sindacato (da mesi le OO.SS. Le chiedono invano un incontro), fatto riforme via mail e infine operato un incredibile giro di valzer sulla stessa civilizzazione, dopo gli impegni assunti anche in Parlamento.

E’ questa, in estrema sintesi, la storia di questi quattordici mesi: il buio assoluto e il continuo rinvio dei problemi. Dobbiamo però anche riconoscere gli errori del Sindacato: se, di fronte a questo quadro desolante, le OO.SS. avessero avviato una vertenza unitaria sulla base di una piattaforma condivisa invece che dar oggettivamente una mano alla controparte con la scelta suicida dei tavoli separati, oggi forse non saremmo a questo punto.

Ma oggi le cose stanno cambiando: il quadro fortemente rassicurante emerso dopo la tornata elettorale europea 2014 è entrato da qualche mese in grande crisi, e il recente voto amministrativo lo dimostra: il modello renziano è entrato in sofferenza, forse definitivamente, ed ora cominciano davvero i dolori, come le ultime vicende, in particolare quella legata alla c.d riforma della scuola, sembrano dimostrare. E, allora, occorre finalmente cogliere l’occasione, anche all’interno della nostra Amministrazione.

Il quadro è in evoluzione: c’è – ci sembra – una consapevolezza nuova tra le OO.SS. (lo dimostrano la quasi totale convergenza dei giudizi sull’ultima deludente riunione con il Sottosegretario), anche se manca sinora lo spunto decisivo finale, quello della costruzione di una piattaforma unitaria di pochi ma qualificati punti, che poi fanno riferimento alla mancate risposte di questi mesi del Vertice politico, e l’avvio di una vertenza vera; e ci sono anche iniziative movimentiste, dai posti di lavoro, come quella, interessante e positiva, che domani è organizzata a Roma con l’assemblea delle RSU di area SGD.

L’obiettivo ineludibile dei prossimi giorni dovrà essere dunque quello della costruzione di una piattaforma unitaria e di una forte vertenza, che chiami l’AD a dare le risposte concrete che attendiamo e che non possono esaurirsi nei soliti impegni fumosi, e su di esse costruire poi un vasto fronte unitario di lotta. Il tempo sta scadendo.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 50 del 18 maggio 2015 –

La Ministra Pinotti legge il suo intervento nell'audizione
La Ministra Pinotti legge il suo intervento nell’audizione

Dopo avere ascoltato l’intervento della Ministra Pinotti e solo una parte degli interventi dei Parlamentari (la trasmissione è stata interrotta dalle 16.00), siamo abbastanza convinti che nell’audizione sul Libro Bianco (LB), avvenuta il 14 u.s. di fronte alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato riunite insieme, le cose non siano proprio andate come la sen. Pinotti forse aveva sperato.  Ovviamente è solo un’ impressione a caldo, in attesa del resoconto che sarà  disponibile in settimana.

Partiamo innanzitutto dalla relazione della Ministra,  che ci è parsa un po’ sbrigativa, con una sorta di assemblaggio di affermazioni senza una logica narrativa convincente,  e che ha eluso a nostro avviso le principali questioni. Su sito del Ministero (e ora anche su questa pagina) è comparsa  una sintesi dell’intervento della sen. Pinotti e il video dell’audizione, rigorosamente limitato però al solo intervento della Ministra:  perché impedire ai cittadini interessati di sentire gli altri interventi, tra i quali quello straordinario dell’ex Presidente Napolitano?  Molto probabilmente, perché sono state dette cose un po’ indigeste: la vicenda legata ai diversi testi usciti; la voglia di escludere di fatto del Parlamento dalla stragrande maggioranza delle decisioni sui provvedimenti attuativi della riforma (il Libro Bianco sarebbe già “direttiva ministeriale”); il ruolo preponderante del Capo di SMD,  nuovo “padrone” della Difesa, con il ridimensionamento forte dell’autonomia delle FF.AA.,  A.M. e MM in primis;  il depotenziamento delle competenze del Segr. Gen., a cui viene sottratta la parte più nobile (DNA);  le scelte di politica estera; etc. Che sono un po’ le questioni sollevate da FLP DIFESA.  L’impressione finale, comunque, è che, a fattor comune e dunque anche dai banchi della maggioranza,  il LB  sia stato derubricato a “contributo” proveniente dall’interno del MD sulla riforma della Difesa, rispetto alla quale le Camere rivendicano, comunque e con forza, il ruolo di primattori.  Ci riserviamo di riparlarne dopo l’uscita del resoconto con il dettaglio degli interventi,  che comunque non si sono esauriti il 14 u.s.,  in quanto la seduta sull’argomento LB è stata aggiornata a data successiva.

Cogliamo però l’occasione di questo Notiziario per informare i lavoratori su un recente accadimento.  Ci riferiamo all’ incontro, anche in video conferenza, che il Segretario Gen. ha avuto con le RSU neoelette dell’area di SGD il 29 apr. u.s.,  alle quali ha fatto una sorta di sermoncino sul come render più efficace l’azione di rappresentanza delle RSU e sulle differenze di ruolo con le OO.SS.,  un fatto questo sicuramente irrituale e anche un’operazione poco comprensibile nelle sue reali finalità,  atteso che lo stesso S.G. pare non abbia fatto cenno dei contenuti del LB  e delle connesse, pesanti ricadute nell’area di SGD.  In quella circostanza, il gen. Stefanini ha anche rappresentato il forte impegno dell’A.D. per incrementare i magrissimi trattamenti economici che oggi i civili percepiscono, tra i più bassi del settore. Va detto a tal proposito che gira oramai da qualche settimana nei palazzi romani una voce insistente che attribuirebbe al Vice SG l’apertura di un “procedura ricognitiva” finalizzata a portare più soldi nelle tasche dei civili,  e naturalmente qualche O.S., anche in modo strumentale e demagogico, si è subito inserita per goderne più avanti i frutti della pretesa primogenitura del problema, che però è vecchio come il cucco.  Premesso che i civili rivendicano in primis, ruolo, funzioni e pari dignità rispetto ai militari,  siamo ansiosi di sapere dove approderà questo lavoro, tenuto anche conto che il trattamento fondamentale è modificabile solo attraverso i CCNL e che quello accessorio è di fatto governato dal MEF, sinora mai incline ad azioni e interpretazioni benevoli nei confronti del MD. Va anche registrato che il LB, sul punto in questione,  non dice assolutamente nulla: solo un caso?  FLP DIFESA lo dice da tempo: c’è un modo di dare subito più soldi ai civili, ed è quello di far crescere il FUA attraverso i risparmi dell’A.D. Le norme lo consentono (anche il D. Lgs. n. 8/2014), occorrerebbe solo darne piena e rapida attuazione,  come abbiamo chiesto alla Ministra con la nostra lettera del 14.01.2015 (vds. Notiziario n. 8/2015).  Vogliamo riparlarne?

(Giancarlo Pittelli)

*   Il Video dell’audizione della Ministra

*   Sintesi intervento Ministra  sul sito MD

Notiziario n. 49 del 14 maggio 2015 –

L'aula della Commissione Difesa del Senato, sede dell'audizione
L’aula della Commissione Difsa del Senato, sede dell’audizione

Come già anticipato nei nostri precedenti Notiziari, oggi pomeriggio, alle 14.30, la Ministra della Difesa Roberta Pinotti riferirà alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato,  riunite congiuntamente,  in merito ai contenuti del “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa”. Trattasi di un appuntamento di rilevante interesse politico e fortemente atteso,  anche in considerazione dei problemi che la redazione prima,  e la pubblicazione del testo dopo, hanno generato a diversi livelli.

C’è in primo luogo la questione legata all’ “ufficialità” del testo. La telenovela purtroppo continua. Dopo i diversi testi che si sono rincorsi uno dopo l’altro nei giorni scorsi (ne abbiamo ampiamente riferito nel Notiziario n. 46 del 4 maggio u.s.), sin a partire  dal  primo pubblicato in assoluta anteprima da FLP DIFESA e che ha fatto davvero un gran rumore,  c’è ora la prova provata del diverso testo inviato in Parlamento. Pubblichiamo su questa stessa pagina il testo uscito dalla stamperia del Senato, che risulta  diverso (si veda il paragrafo iniziale) da quello pubblicato sul sito istituzionale. Vedremo se e cosa dirà la Ministra a tal riguardo,  certo è che quanto avvenuto ha esposto l’A.D. a critiche e sorrisini.

Entrando poi nei contenuti  del  Libro Bianco, c’è subito un primo rilevantissimo problema di ordine politico, che immaginiamo troverà posto negli interventi dei componenti le Commissioni. Il Libro Bianco (ultimo capitolo, paragrafo 294) costituisce “direttiva ministeriale”  a normativa vigente, dunque già operativa prima di qualsiasi confronto politico di merito con il Parlamento. Se è vero come è vero che le politiche di sicurezza e difesa sono centrali nella vita di un Paese e del nostro in particolare nella fase storica che stiamo vivendo, il preventivo coinvolgimento del Parlamento appariva  non solo utile, ma doveroso.  Cosa diranno a tal proposito i membri della Commissioni Difesa ed Esteri?  Anche sulla politica estera, il Libro Bianco affronta questioni di tale natura (e la riunione congiunta di oggi con le due Commissioni Esteri lo dimostra ampiamente), traccia linee e strategie, non nuove per la verità, ma che forse avrebbero dovuto coinvolgere in via diretta il Ministero degli Esteri. Così non è stato, problemi al riguardo?

Ci sono poi altri nodi di carattere politico, di cui abbiamo riferito nel nostro precedente Notiziario n. 48 dell’11 u.s.:   il ruolo preponderante e assoluto del Capo di SMD, il nuovo vero “padrone” della Difesa, con leve vecchie e soprattutto nuove (il costituendo Comando Logistico Difesa, in primis)  molto più efficaci e operative rispetto a quelle dello stesso Ministro,  che ridurranno fortemente le competenze attuali e l’autonomia delle FF.AA. e che proprio per questo hanno già determinato parecchi mal di pancia; il depotenziamento del Segretariato, che perderà la funzione più importante, la Direzione Nazionale degli Armamenti, che transiterà a SMD,  con tutti gli interessi legati all’industria che si trascina dietro; c’è  il rapporto non chiarito con il massiccio riordino in chiave riduttiva (di strutture e di personale) delle FF.AA. innescato dalla Legge 244/2012 e dai due decreti attuativi del 2014 “firmati” dalla stessa sen. Pinotti allora Sottosegretario ,  rispetto ai quali gli stessi  pareri a suo tempo espressi dalle Commissioni Difesa sembrano stati riposti dal Libro Bianco in un angolo dimenticato; ci sono le novità annunciate sul  bilancio, con il superamento della storica tripartizione in personale/esercizio/investimento (ma non è materia di esclusivo dominio della Camere?); c’è il problema delle risorse che servono per questa riforma e del chi ne paga i costi,  in un momento di grande difficoltà sociale e di sofferenza economica, e ci sono  infine le  problematiche del personale, in primis quello civile,  per il quale si registra la corposa marcia indietro rispetto alle previsioni dell’art.1 D.Lgs. n. 7 e alle stesse linee programmatiche della Ministra.

Insomma, ce n’è abbastanza per attendere con curiosità ed interesse la riunione di oggi, in primo luogo  le cose che dirà la Ministra e in secondo luogo gli interventi dei parlamentari, con l’auspicio che non si celebri un rituale stantio e che il dibattito sia vero e non venga compresso, come già avvenuto.

 (Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Libro Bianco – testo pubblicato dal Senato

Allegato 2: Libro Bianco – testo pubblicato sul sito del M.D.

Notiziario n. 48 dell’ 11 maggio 2015 –

La Ministra della Difesa, sen. Roberta Pinotti
La Ministra della Difesa, sen. Roberta Pinotti

Ha fatto davvero rumore, all’interno dell’A.D. e non solo, la pubblicazione sul nostro sito in data 22 aprile u.s. del testo del “Libro Bianco”, che ha avuto il merito di rendere per la prima volta note le scelte che si andavano delineando nelle segrete stanze del Ministero. Certo, era solo un’ “ipotesi di lavoro”,  come è stata connotata nella mail a noi inviata dal Gabinetto,  ma,  al di là di un utile snellimento del testo (paragrafi da 353 a 300) e della diversa forma grafica, l’impianto complessivo e le scelte sono rimaste in massima parte le stesse nel testo definitivo,  pur a fronte di qualche pur importante novità. Ci dispiace molto che l’anticipazione fatta dalla nostra O.S. abbia determinato il “grave disappunto” della nostra Ministra  (si veda il comunicato del 30 u.s., che pubblichiamo su questa pagina in allegato 1),  ma il problema non è chi ha pubblicato notizie su scelte di cui i lavoratori e le Parti sociali sono state tenute totalmente fuori,  semmai è chi quel testo lo ha fatto uscire dalle segrete stanze del M.D. Una prova di nuova governance?

Ciò premesso, e come già anticipato, proviamo a proporre ai lavoratori alcune prime considerazioni in undici punti sulla “riforma” disegnata dal “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa”, che ripubblichiamsu questa stessa pagina in allegato 6.

  1. Dopo l’illustrazione delle ragioni che ne sono alla base (capitolo 1), i due successivi capitoli sono dedicati al “quadro strategico”  e alle “politiche in materia di sicurezza e difesa”. Partendo dall’attuale diffusa instabilità internazionale, generatrice di possibili conflitti in aree geografiche vicine al nostro Paese, si teorizza, ai fini della sicurezza, la centralità della regione euro-mediterranea non disgiunta però da quella dell’area euro-atlantica, sottolineando il “ruolo internazionale” del nostro Paese. Una parte, questa, forse un po’ troppo scolastica e ridondante, che peraltro ripropone  analisi e scelte in materia di politica estera, di sicurezza e di difesa  già note e consolidate.  Nulla di nuovo, insomma.
  2. Con il Libro Bianco, il Governo intende avviare una nuova profonda trasformazione della Difesa (capitolo 6). Ancora un’altra riforma, dunque.   Con quali risorse, in tempi di magra come quelli che viviamo ed ora appesantiti dalla sentenza n. 70/2015 della Corte Costituzionale?  Il Libro Bianco non fornisce alcuna risposta a questa domanda,  atteso che le riforme a costo zero nei fatti non esistono.  Dove si prenderanno allora le risorse necessarie per avviare e portare a compimento questa nuova riforma, già definita epocale?  In tema di bilancio,  l’operazione che con il Libro Bianco si propone è il “superamento dell’attuale tripartizione delle spese” (personale/esercizio/investimenti) e la rimodulazione in tre bacini (“personale/operatività FF.AA./missioni militari”),  così il progressivo crollo  dell’esercizio che si è verificato in questi anni si noterà un po’ meno. Ma non è che le risorse si trovano con il gioco delle tre carte.  Per fare la riforma, ci vogliono soldi, tanti soldi. Da dove si prenderanno? Nel primo testo da noi pubblicato, era anche scritto “l’auspicio per un progressivo aumento di risorse per la Difesa con l’obiettivo di puntare a 2% del PIL nel medio termine” (parte finale paragrafo 39), che  nel testo definitivo è opportunamente scomparso. Averlo scritto nel primo testo,  fa comunque pensare.
  3. La riforma di cui sopra si porta dietro un nuovo riassetto delle FF.AA. (capitolo 7). L’ennesimo!!!! La legge delega n. 244/2012 e i due decreti attuativi (DD. LLgs. nn. 7 e 8/2014) hanno rivisto in chiave fortemente riduttiva l’assetto delle FF.AA. (-30% delle strutture entro il 2019; da 190.000 a 150.000 i militari e da 28.700 a 20.000 i civili nel 2024). Il Libro Bianco non chiarisce però il legame tra Legge 244 e questa nuova riforma,  semplicemente perché non ne parla proprio: in tutto il testo, si cita solo un paio di volte la Legge 244 e neanche una sola volta i due DD. LLgs. attuativi, che peraltro sono già in fase di costosa attuazione: pensiamo solo ai riordini in itinere dei Poli Esercito e Arsenali MM.  Questa “dimenticanza” appare perlomeno assai sospetta. Quante energie e quanti soldi è già costata sinora la L. 244?  Facciamo finta di avere scherzato?  La cosa appare incomprensibile anche sotto un altro punto di vista: quel  riassetto, la Ministra Pinotti ha contribuito a definirlo in veste allora di Sottosegretario, l’ha condiviso, sostenuto, e valorizzato anche negli incontri con le OO.SS.. Già invecchiato precocemente?  E se così fosse, quanti soldini è costato ai cittadini questo scherzetto?
  4. Il Libro Bianco esalta a più riprese la necessità di riforma della governance, con in primis l’annunciata implementazione delle attribuzioni del Ministro, cui verosimilmente si accompagnerà l’incremento di spesa per consulenti e collaboratori esterni.  Insomma, il Ministro vuole avere maggiori leve di comando a sua disposizione.  Il modello è quello tipicamente renziano, con il disegno dell’uomo politico solo al comando, che ora prende corpo anche nell’ A.D.  Ci si deve chiedere, però,  quale sarà il ruolo del Parlamento – espressione dei cittadini elettori – in rapporto alle scelte in materia di difesa ricondotte alla governance politica del Ministro.  E’ illuminante, ma anche preoccupante a nostro avviso, l’ultimo capitolo, paragrafo 294: il Libro Bianco costituisce “direttiva ministeriale”  a normativa vigente, dunque già operativa prima di qualsiasi confronto politico di merito con il Parlamento, chiamato a esprimersi solo su leggi nuove e non sulle scelte operate all’interno del MD in vigenza di leggi esistenti.  Sotto questo profilo,  si va molto oltre la stessa riforma Andreatta del 1997, che il Libro Bianco peraltro incensa (ma i guasti di quella riforma sono tuttora visibili ed evidenti, specie in area industriale). Perché la Ministra illustrerà il 14 maggio p.v. alle Commissioni Difesa riunite (la convocazione è pubblicata su questa pagina, allegato 5) il Libro Bianco/Direttiva solo dopo la sua pubblicazione? Non sarebbe stato utile ed  opportuno un confronto con il Parlamento prima dell’emanazione del Libro Bianco/Direttiva? Una sottovalutazione preoccupante, a noi pare, del ruolo del Parlamento, che fa il paio con il mega ruolo attribuito al Capo di SMD  che – in sintonia con la giustamente molto contestata riforma della c.d. “buona scuola” –  appare come il “Preside”  della Difesa,  con poteri enormi e a cui tutto fa capo. E’ il Capo di SMD che definirà la nuova riforma delle FF.AA., proponendo entro sei mesi un nuovo riassetto in chiave più interforze e una nuova struttura organizzativa dello strumento militare. Così messa la questione, e con un ruolo al minimo del Parlamento, la riforma della governance crea una sorta di diarchia (Ministro e Capo di SMD),  nella quale però il ruolo del Ministro appare meno forte e con meno leve rispetto a quello del Capo di SMD.  Era un po’ quello che le alte gerarchie militari volevano, o no?
  5. La crescita prepotente del ruolo e delle competenze del Capo di SMD si associa al depotenziamento del Segretario Generale. La funzione di Direttore Nazionale degli Armamenti (D.N.A.)  viene sottratta al Segretario Generale e abbinata alla funzione di “Responsabile per la logistica” (L).  Dal nuovo DNAL (Direttore Nazionale degli Armamenti e Responsabile per la Logistica),  posto alle dipendenze del Capo di SMD, dipenderanno Reparti e  GG. tecniche e anche il costituendo  Comando Logistico della Difesa,  che diventerà l’asse centrale nel supporto a tutte le FF.AA..  Rispetto all’area Operativa,  quella  Amministrativa risulta pertanto alquanto ridimensionata,  perdendo peso e consistenza: in sede di esame dei DD. LLgs. attuativi L.244,  il Parlamento si era espresso in modo diverso. Sorge allora il dubbio che il disegno portato avanti dai Vertici militari ai tempi del Ministro Mauro, e dallo stesso a suo tempo bloccato con il rinvio al Regolamento per la ripartizione delle competenze tra le due aree, potrebbe aver trovato un diverso compimento, anche perché l’idea di depotenziare PERSOMIL e PREVIMIL sembra per ora accantonata:  evidentemente, ha pagato la lotta dei lavoratori delle due DD.GG. che sono scesi in piazza per difendere il loro posto di lavoro, con la sola FLP DIFESA al loro fianco. In ogni caso occorrerà attendere la riorganizzazione ex DL 95/2012 (spending review Governo Monti) dell’area di SGD, ancora non attuata: qualche problema si porrà, tenuto conto del taglio di 24 figure dirigenziali.  Il potenziamento del ruolo del Capo di SMD,  responsabile in primis dell’impiego delle Forze funzione per il quale si avvarrà di un “Vice Cte per le operazioni” e  del “Comando Operativo di Vertice Interforze” posto al di sopra dei c.d. “comandi di componente”, segna in ogni caso una fortissima accelerazione in avanti del processo di “interforzizzazione” delle FF.AA., che perderanno così molta autonomia. Anche per questo,  si sono già registrate le prime grida di allarme come quelle di cui si è reso portavoce l’ex Capo di SMD, Amm. Binelli Mantelli, che in una intervista al IL SECOLO XIX – si legga l’allegato e pubblicato su questa stessa pagina – denuncia che la sen. Pinotti sarebbe stata “influenzata”  dal gen. Mosca Moschini,  grida all’isolamento dell’A.M.  e si mostra allarmato da scelte che privilegiano l’Esercito a discapito delle altre FF.AA.  La logistica interforze sembra andare proprio in questa direzione, e comunque oggi a capo di  SMD, SGD e COI ci sono tutti Generali provenienti dall’Esercito….  Il testo definitivo del “Libro Bianco”  reca però anche una buona novella, e cioè la  previsione di un civile nell’incarico di Segretario Generale, incarico sinora riservato rigorosamente a un militare. E si capisce anche il perché: tolta la polpa (DNA) e dunque con competenze  molto ridotte, un civile viene meglio, si sà!
  6. Particolare attenzione ed enfasi il “Libro Bianco” lo pone sul rapporto tra Difesa e industria, con la quale si creerà una “stretta collaborazione”.  E’ prevista la revisione del “modello acquisizioni”,  ma nel testo definitivo è scomparsa la previsione di “esternalizzazione di alcuni funzioni della Difesa a imprese o società private”  presente nel primo testo da noi anticipato il 22 aprile (paragrafo 328). Menomale!   Confermata invece l’idea che sarà esplorata la possibilità che l’industria possa assorbire alcune strutture tecnico-industriali della Difesa e, grazie a specifiche norme, il relativo personale”.   Mai si era adombrata così esplicitamente l’intenzione di privatizzare Poli e Arsenali o, meglio, di liquidare in futuro l’intera  aria industriale del M.D., atteso che neanche un solo rigo viene dedicato nel Libro Bianco al futuro degli Enti di Agenzia Industrie Difesa. E’ futuro della Difesa anche quella, o no?
  7. Anche come conseguenza diretta di questo nuovo e straordinario rapporto con l’industria, e allo scopo dichiarato di assicurare stabilità nel tempo agli investimenti, il Libro Bianco prevede che il Parlamento approvi una legge pluriennale sugli investimenti con copertura di almeno 6 anni. Una scelta forse suggerita dalla vicenda F-35, rispetto al quale  non sono arrivate dal Libro Bianco le risposte che qualcuno attendeva sul c.d. “lodo Scanu”  (riduzione acquisti e scelta del Parlamento ex art.4   244). Pare invece che il MD abbia recentemente confermato l’acquisto di tutti i  90 aerei per 13 mld di €!. Alla base della legge pluriennale,  che ovviamente dovrà essere votata dal Parlamento, ci saranno comunque i contenuti  della “Revisione Strategica della Difesa”, approvata entro sei mesi dal Ministro su proposta del Capo SMD, e dunque fatta in proprio in ambito Difesa, cui seguirà un nuovo ciclo di pianificazione.
  8. La nuova riforma avrà al centro il personale militare: troppo al centro, a ben vedere! Confermato il modello a 150.000 nel 2024, l’obiettivo è quello di FF.AA. più giovani e operative e di un riequilibrio nella ripartizione tra gradi e categorie. Previste nuove modalità di arruolamento (in particolare per i sottufficiali), di trattenimento in servizio, di avanzamento, di progressione di carriera, di formazione e addestramento (su base interforze), con un nuovo sistema di valutazione e misure di accompagnamento ed esodo agevolato (torna l’idea degli “scivoli d’oro”?).  I militari verranno articolati in due categorie in quota parte al 50%,  di cui la prima in servizio permanente (oggi pari all’88%)  e la seconda con contratti a tempo determinato  (oggi pari al  12%), e verrà anche creata una “riserva”, con una capacità operativa a più basso contenuto di professionalità, ma integrabile.  Prevista anche una nuova struttura del trattamento economico, più carriera e più soldi (ancora?), e pure  un’indennità di congedo.   Ci chiediamo: chi paga tutto questo?  La spesa per il personale (oggi al 73% del bilancio!) non schizzerà ancora più in alto? E ancora:  perché nulla o quasi di dice sui circa 30.000 militari che dovrebbero lasciare le FF.AA. da qui al 2024 per l’attuazione del modello a 150.000?  E “come” e in “che misura” avverranno i transiti nei ruoli civili del MD?  E’ un gran problema, ma non c’è neanche un solo accenno.  Infine, nulla o quasi sul “Servizio Civile Nazionale”, che darebbe una dimensione anche civile alla difesa.
  9. In materia di formazione, il Libro Bianco indica la strategia futura, lasciando intravvedere in un qualche modo – questa almeno è la nostra impressione – il tentativo di recupero all’interno del MD di attività formative andate con la soppressione di CEFODIFE. Non possiamo che apprezzare evidentemente, tenuto conto della strategicità della formazione e delle previsioni del D. Lgs. n.8/2014.
  10. In questo Libro Bianco, al personale civile tocca il ruolo della cenerentola, secondo un antico copione. Una mezza paginetta in un testo di oltre 60 pagine, appena 6 paragrafi sui 300 complessivi!  Per noi, solo le solite affermazioni general generiche sulla “valorizzazione” del  lavoro civile, che lasciano ovviamente  il tempo che trovano.  “Parole, parole, parole” recitava una famosa canzone di Mina. Nessun accenno all’ “attribuzione  di compiti e funzioni specifiche  al personale civile”, voluto dall’ allora Sottosegretario Pinotti  e che aveva costituito il positivo approdo del D. Lgs n. 7/2014 (art. 1, comma 2-bis, let e),  e, cosa ancor più grave, nessun indicazione operativa nel segno degli impegni programmatici solennemente assunti dalla Ministra di fronte alle Commissioni Difesa il 15.03.2014.  Sembra tutto cancellato, d’ un solo colpo.  E menomale che il Sottosegretario Rossi aveva chiesto alle OO.SS. di fornire dei contributi per la stesura del Libro Bianco,  e noi l’avevamo anche preso in parola, producendo un documento di ben 12 pagine, che ripubblichiamo ad ogni buon conto su questa pagina come allegato 3.   Non c’è assolutamente nulla di quanto da noi e da altre sigle richiesto.  C’era un punto forte nelle nostre argomentazioni,  quell’“attribuzione di compiti e funzioni al personale civile dirigente e non dirigente”  fissato dalla norma di legge sopra richiamata e poi seguito dall’impegno solenne in Parlamento della Ministra Pinotti.  La cui attuazione avrebbe innescato la “separazione di competenze” tra le due categorie,  anche con evidenti e rilevanti benefici economici e operativi per il MD atteso che, a parità di impiego, il lavoro civile costa la metà della metà di quello militare  (questa, abbiamo detto più volte, è la prima spending review  del MD, quella più semplice e a portata di mano). Niente di tutto questo, ma con una chicca conclusiva che segnaliamo all’attenzione dei colleghi. Nel  primo testo da noi pubblicato il 22 u.s., c’erano un paio di cosette interessanti, che recepivano peraltro alcune richieste contenute nel documento FLP DIFESA inviato al Sottosegretario: la prima (paragrafo 258)  prevedeva “norme per sancire una più estesa differenziazione e peculiarità del personale civile della Difesa rispetto al resto del personale della P.A.”   e la seconda (paragrafo 260) che “saranno introdotte norme per una più ampia valorizzazione stipendiale…. e saranno nel tempo superate tutte le differenziazioni di natura amministrativa con il personale militare in caso d’impieghi equivalenti”Ebbene, nel testo definitivo,  la prima frase è scomparsa del tutto e la seconda è stata così riscritta: “ove indispensabile per evidenti motivi di equità, saranno inserite previsioni per corrispondere ai civili, in caso di medesimo impiego operativo all’estero, un’indennità equivalente a quella corrisposta ai militari”.  Segnaliamo ai colleghi l’aggettivo”indispensabile”: che penna straordinaria e fantasiosa!  C’è bisogno di commenti?  Nel contributo richiesto dal Sottosegretario Rossi e  prodotto da FLP DIFESA, il riconoscimento della specificità/peculiarità del personale civile  e la riduzione della forbice tra militari e civili in situazione d’impiego equivalenti, erano due richieste centrali. Ebbene, non c’è la benchè minima traccia nel testo definitivo del Libro Bianco.   Questo, sig.ra Ministra,  è dunque il modo con il  quale  si progetta e si costruiscono i percorsi  per  “superare definitivamente quegli “steccati” che hanno circoscritto tradizionalmente i civili della Difesa a specifici compiti e funzioni, escludendoli da altre riservate di norma al personale militare”,  come Ella affermava il 15.03.2014? Delle due, l’una:  o  chi ha scritto il testo definitivo se n’è fregato bellamente degli intendimenti della nostra Ministra, fornendo così un primo straordinario esempio della nuova governance, o la stessa sen. Pinotti ha fatto marcia indietro rispetto ai suoi stessi impegni. E’ lecito chiedere qualche risposta?    In merito poi alle assunzioni  del personale civile, dopo anni di blocco del turnover  e il conseguente depauperamento degli organici e delle professionalità, l’unica cosa che viene proposta nel Libro Bianco è un incremento, in prospettiva futura, delle assunzioni a tempo determinato (precariato). Altro che un“piano straordinario di assunzioni”  per l’area industriale della Difesa!  Marcia indietro anche qua?
  11. Infine, il testo definitivo manca della prefazione di Renzi, presente invece nel testo (“ipotesi di lavoro”) da noi pubblicato il 22 aprile : trattasi di un segnale di presa di distanza?

Dunque, questo Libro Bianco avrebbe dovuto rappresentare un passaggio decisivo verso la c.d. “civilizzazione” e invece segna, a nostro avviso,  un deciso passo indietro, che rende oramai poco credibile alla categoria chi, al dunque, si è tirato indietro rispetto agli impegni assunti.  Ci si dimostri il contrario!

Si apre quindi per noi lavoratori civili uno scenario davvero preoccupante, rispetto al quale dovremo scendere in campo e difenderci. Con le OO.SS. unite e non separate, così almeno si spera: la straordinaria manifestazione dell’altro giorno dei lavoratori della scuola, qualcosa dovrebbe pur aver insegnato…. Motivare dai tavoli separati la nostra gente a scendere in piazza, appare francamente un po’ arduo: o no?

Queste le nostre prime considerazioni sul “Libro Bianco”. Nell’invitare tutti a partecipare al  sondaggio sul Libro Bianco in home page del nostro sito, attendiamo ora di sentire l’audizione della Ministra e poi decideremo il da farsi.

  (Giancarlo Pittelli)

Allegato 1:  Comunicato Ministero della Difesa del 30 04 2015

Allegato 2: L’opinione dell’ex Capo di SMD, amm. Binelli Mantelli

Allegato 3: il documento di FLP DIFESA inviato al Sottosegretario il 10.12.2014 con le proposte per il Libro Bianco

Allegato 4: 11.05.2015 – Lettera a Comm. Difesa con richiesta audizione su Libro Bianco

Allegato 5: Audizione Ministra Pinotti su Libro Bianco 14.05.2015

Allegato 6: Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa

ministra Pinotti


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Notiziario n. 49 del 14 maggio 2015 – Come già anticipato nei nostri precedenti Notiziari, oggi pomeriggio, alle 14.30, la Ministra della Difesa Roberta Pinotti riferirà alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato,  riunite congiuntamente,  in merito ai contenuti del “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa”. Trattasi di un appuntamento […]



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