Pubblichiamo il testo definitivo del “Libro Bianco per a Sicurezza internazionale e la Difesa”, che ci risulta essere stato formalmente trasmesso nella giornata di ieri 28 aprile alle Camere con nota accompagnatoria della Ministra Pinotti, e anche alle articolazioni di vertice della nostra Amministrazione, e che domani verrà pubblicato sul sito istituzionale.
Rispetto a quello pubblicato su questo nostro sito con la “News” del 22 aprile u.s., e che fatto davvero un botto clamoroso in quanto per la prima volta i contenuti e le scelte del Libro Bianco sono usciti dalle segrete stanze del nostro Ministero e sono diventate di pubblico dominio, quello che pubblichiamo su questa pagina, e che costituisce il testo definitivo, si presenta innanzitutto senza più la “prefazione” del Presidente del Consiglio e l’ “indirizzo” della Ministra Pinotti, e poi decisamente più snello, con un numero di paragrafi ridotti (sono passati da 353 a 300) e alcuni aggiustamenti.
Ci sono alcune novità anche di una qualche importanza, per esempio la previsione di un Dirigente civile nell’incarico di Segretario Generale, incarico sinora riservato rigorosamente a un militare anche perché ad esso afferivano le competenze di Direttore Nazionale degli Armamenti (DNA) che oggi si vogliono scorporare, ma per il resto ci sembra che le scelte più importanti e significative (governance; nuovo riordino FF.AA.; rapporti con l’industria; personale militare; etc.) siano rimaste sostanzialmente le stesse.
In alcuni casi, invece, gli approdi del testo definitivo ci appaiono addirittura peggiorativi rispetto al primo testo, ed è peraltro proprio il caso della parte relativa al personale civile. Ci ritorneremo diffusamente nei prossimi giorni.
Nel pubblicare dunque il testo definitivo e nel raccomandarlo caldamente alla lettura dei colleghi, facciamo comunque riserva nella prossima settimana di uscire con uno specifico Notiziario che recherà una nostra prima riflessione su questo Libro Bianco, con una particolare attenzione rivolta alle questioni che toccano più da vicino i lavoratori civili.
La riunione di ieri del Consiglio Supremo di Difesa
A prima vista, sembra proprio che la montagna abbia partorito il topolino. E’ questa la nostra primissima sensazione dopo aver letto il “comunicato” pubblicato sul sito della Presidenza della Repubblica sulle risultanze della riunione di ieri 21 aprile del Consiglio Supremo di Difesa (CSD), l’o.d.g. della quale prevedeva la “presentazione del Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa e indicazioni programmatiche per l’attuazione delle misure di riforma delle Forze Armate”.
Un evento, quello del Libro Bianco, che ha occupato le cronache della Difesa nel corso degli ultimi due anni, e per questo davvero molto atteso. L’idea originaria era stata dell’ex Ministro Mauro che, dopo l’entrata in vigore della Legge L. .244/2012 e alla luce del nuovo quadro geo politico internazionale, chiedeva una profonda riflessione sul “modello Difesa” ai fini di una sua possibile riforma. Un’idea fatta propria dall’attuale Ministra, che ne ha fatto di sicuro il punto programmatico più esibito del proprio Dicastero. Da qui, l’individuazione del “gruppo di esperti”, la prima informativa al CSD del 15.06.2014, e infine la pubblicazione delle “Linee guida”, 90 tesi per i diversi argomenti, redatte dal “gruppo di esperti”. L’ obiettivo dichiarato delle “Tesi” era quello di fissare la strategia di evoluzione dello strumento militare nei prossimi 15 anni, attraverso “una nuova idea di sicurezza e difesa nazionale”, e di individuare per questo “la corretta futura postura delle nostre FF.AA.” e “”il più idoneo modello organizzativo generale”, eliminando duplicazioni, riducendo “il numero dei livelli gerarchici”, razionalizzando e semplificando i processi e le strutture. A tal riguardo, un ruolo fondamentale era assegnato al personale civile e militare e, “nell’ambito di una struttura futura nella quale le componenti civili e militari risulteranno necessariamente più integrate e sinergiche, va valutato quali ruoli prevedere per il personale civile e come garantirnelepossibilità di crescita meritocratica e di valorizzazione culturale e professionale”. Queste le premesse, forse un po’ troppo trionfalistiche e anche strumentali.
Oggi, a distanza di quasi un anno, il Libro Bianco ha visto finalmente la luce con la presentazione al Presidente del la Repubblica nella riunione di ieri del CSD. FLP DIFESA è venuta in possesso del corposo testo (67 pagine, 8MB), e lo rende immediatamente disponibile attraverso il proprio sito pubblicandolo su questa pagina. Lo leggeremo con grande attenzione, soprattutto per quanto attiene la parte relativa al lavoro civile, per il momento ci limitiamo a esprimere alcune primissime sensazioni, anche attingendo allo stesso “comunicato” del Quirinale (anch’esso qui pubblicato).
All’orizzonte del nostro Ministero, si delinea dunque “una significativa riforma volta a realizzare una maggiore integrazione interna del sistema-Difesa, a rafforzare la direzione politica del Ministro e la capacità di direzione unitaria del Vertice militare e a migliorare l’attuale modelloprofessionale”. Se questo è l’obiettivo della riforma, occorrerà realizzarlo “attraverso una complessa opera di riorganizzazione” (un’altra ancora? e di quella attualmente in fase iniziale di attuazione ex DD. LLgs. 7 e 8/2014 che ne facciamo?), “unitamente alle conseguenti misure di revisione dellavigente normativa, da specifiche commissioni guidate dal Capo di Stato Maggiore dellaDifesa sulla base delle direttive del Ministro”. A nostro giudizio, assegnare questo ruolo a commissioni tecniche guidate dal Capo di SMD, prevedibilmente formate da Generali e Ammiragli, potrebbe significare per la politica abdicare al proprio ruolo e consegnarsi ai Vertici militari. Colpisce anche nel comunicato del Quirinale l’auspicio formulato dal CSD a che “nell’ambito di tali commissioni sia possibile eliminare duplicazioni e sovrapposizioni di funzioni e razionalizzare organici e competenze”. Ma come, non doveva proprio il Libro Bianco a dire qualcosa di preciso al riguardo? E siamo ancora a livello di auspici? Mah!
In conclusione, la primissima impressione è che il “Libro Bianco” sia tale proprio perché vuoto di indicazioni, e che di fatto si sia deciso di non decidere. Ne riparleremo diffusamente e a breve!
In merito al presente Notiziario, nella tarda mattinata di oggi abbiamo ricevuto dal Gabinetto del Ministro una mail recante la seguente testuale precisazione:
“Buongiorno, si precisa che quanto da voi pubblicato risulta essere solo un ipotesi di lavoro del documento in oggetto, il testo definitivo del Libro Bianco sarà solo quello che approverà il Consiglio Supremo di Difesa. Quanto sopra per il seguito di competenza. Cordiali saluti”.
Nel prenderne atto, ne diamo doverosamente conto ai nostri lettori e colleghi. Abbiamo comunque bene a mente il comunicato del Quirinale che recita testualmente “Il Consiglio ha espresso il suo apprezzamento per il Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa presentato dal Ministro Pinotti”. Attenderemo il testo ufficiale definitivo, che il Gabinetto sicuramente ci trasmetterà prontamente, e vedremo quali e quante differenze emergeranno rispetto a quello da noi pubblicato reperito via internet.
Giancarlo Pittelli
Notiziario n. 33 del 26 marzo 2015 –
La Ministra Roberta Pinotti a Porta a Porta di Vespa
La sen. Roberta Pinotti ha festeggiato da poco il Suo primo compleanno da Ministra della Difesa. Un Ministero, il nostro, da sempre complesso e complicato, e che tale oggi ancor di più appare per l’ampliarsi e l’acuirsi dei teatri di crisi internazionale, che proprio per questo ha bisogno di una guida esperta ed autorevole. E la sen. Pinotti sembrava avere proprio il profilo giusto: più volte componente delle Commissioni Difesa di Camera e Senato, durante il Governo Letta è stata Sottosegretario alla Difesa con delega alle relazioni sindacali. Un incarico durato solo 10 mesi (mag 2013/feb 2014), ma in un periodo nodale nella vita dell’AD, durante il quale furono definiti i decreti attuativi della L. 244/2012.
In quella fase, dopo gli anni davvero bui nelle relazioni sindacali al tempo dei Ministri La Russa e Di Paola, il Sottosegretario Pinotti volle recuperare il confronto con le Parti sociali, e fu attraverso questo confronto che furono riscritte intere parti dei decreti attuativi. Particolarmente importante appariva il contenuto dell’art. 1, comma 2-bis, let. e) del D. Lgs. 28.10.2014, n.7, che prevede l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale”, che più oltre rinvia al “Regolamento”, previsto dallo stesso comma 2-bis, per la definizione dei “criteri” che assicurino l’attribuzione di quei compiti. Appare evidente la centralità di questo passaggio, e la successiva nomina a Ministro della sen. Pinotti lo rendeva finalmente quasi a portata di mano.
Una speranza divenuta quasi certezza dopo la prima uscita da Ministro in Parlamento – 15 marzo 2014, Commissioni Difesa di Camera e Senato, illustrazione linee programmatiche del Dicastero – nella quale la sen Pinotti pronunciò parole nuove, mai sentite da altri Ministri, nei confronti del lavoro civile. Ne riportiamo alcuni passaggi all’attenzione dei colleghi: ”La Difesa ha bisogno di personale ancor più qualificato…. E mi riferisco, tra gli altri, al personale degli Stabilimenti, degli Arsenali e dei Centri di manutenzione, il cui lavoro è cruciale per garantire l’efficienza dello Strumento Militare in un settore di “eccellenza” nazionale, garantendo che venga assicurato il “travaso” di competenze tra “anziani” e “giovani”, per non disperderne il prezioso bagaglio professionale. …. In primo luogo, dobbiamo superare definitivamente quegli “steccati” che hanno circoscritto tradizionalmente i civili della Difesa a specifici compiti e funzioni, escludendoli da altre riservate di norma al personale militare. Con la ovvia eccezione dei compiti operativi, propri delle FF.AA., questo genere di differenziazione oggi non ha più alcun senso e, anzi, si tramuta in una penalizzazione per la stessa A.D. che, così facendo, rischia di sprecare l’opportunità di valorizzare le eccellenze sicuramente presenti anche tra il personale civile. In secondo luogo, dobbiamo sostenere adeguatamente questa trasformazione, assicurando ai civili una formazione costante e progressiva nell’arco della carriera…”. Parole sante e benedette, mai sentite in passato.
E’ trascorso poco più di un anno da quel 15 marzo 2014. E, nel mezzo, non è successo nulla: nonostante le richieste quasi ossessive della nostra O.S. sulla necessità di scrivere quel Regolamento, non si è fatto niente. E la gente se ne è accorta: vi invitiamo a leggere i risultati e a partecipare al sondaggio che abbiamo attivato sulla home page – parte alta sinistra – del nostro sito. Forse ha pesato il fatto che FLP DIFESA è stata sinora sempre sola in questa richiesta (e anche in piazza). Anche per questo abbiamo letto con piacere la nota di CISL DIFESA inviata il 12 u.s. all’on. Rossi nel quale chiede di “riprendere il confronto di merito sul Regolamento” (a dire il vero, non ci eravamo accorti che il confronto era già cominciato…. quando?). Va bene lo stesso, comunque.
La questione va affrontata e subito, questo è certo, abbiamo perso già troppo tempo, occorre aprire subito il confronto di merito sul Regolamento e chiarirne preliminarmente il quadro di fondo. Per questo, abbiamo scritto alla Ministra Pinotti la nota qui allegata, che reca la richiesta di incontro.
Pubblichiamo, su questa stessa pagina, una interrogazione del M5S, attendiamo ora di conoscere le risposte della Ministra.
Nella G.U. n. 36 del 13.02.2015 è stato pubblicato il Decreto Ministeriale (DM) 19.11.2014, disponibile su questa stessa pagina, che reca la “ripartizione territoriale delle dotazioni organiche del personale civile del Ministero Difesa” adottato in attuazione del DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) datato 22.01.2013.
Come si ricorderà, il predetto DPCM recepiva i nuovi organici di alcune AA.CC., tra le quali anche il M.D., in applicazione dell’art. 2, c.1, del D.L. 95/2012 (“spending review” di Monti), che aveva disposto il taglio del 20% degli Uffici dirigenziali e “la riduzione non inferiore al 10% della spesa complessiva relativa al numero dei posti in organico di tale personale” del personale non dirigente. Rispetto ai precedenti organici discendenti dal D.L. 138/2011, il DPCM 22.01.2013 ha così fissato i nuovi organici civili del M.D.: n. 1.824 in area 1 (erano n. 63); n. 23.246 in area 2^ (erano n. 26.590); n. 2.681 in area 3^ (erano n. 3.630) e n. 26 professori. Invece, la nuova dotazione organica dei dirigenti è pari a n. 117 (erano n. 133 dopo il D.L. 138).
Così determinata la dotazione organica complessiva del MD, la tappa successiva al DPCM 22.01.2013 consisteva nella distribuzione tra i diversi profili professionali del N.S.C. (Nuovo Sistema di Classificazione) delle dotazioni di area in esso indicate, e nella contestuale ripartizione tra i diversi “pezzi” che compongono il M.D. (SMD; SGD; SS.MM. di F.A., etc.) e dunque per Organo Programmatore (O.P.). Una operazione, quest’ultima, che ha richiesto molto più tempo di quello che in partenza era lecito immaginare, atteso che ci sono voluti più di due anni perché il D.M. vedesse la luce. Quando, dopo quasi un anno e mezzo, lo schema di DM è stato presentato alle OO.SS. nazionali (riunione del 24.06.2014, vds. Notiziario n. 69 di pari data), la nostra O.S. assunse una posizione molto critica nei confronti delle scelte operate dall’Amministrazione, e con la nota del 3.07.2014 (che ripubblichiamo su questa stessa pagina) espresse il proprio convincimento sul fatto che “.. in ragione della situazione in essere, la ripartizione per Regioni e per OO.PP. fissata in un D.M. determinerebbe una condizione di evidente rigidità al sistema, con pericolose ricadute in materia di mobilità interna ed esterna, di reimpiego e anche sotto il profilo delle nuove assunzioni, vitali per Poli, Arsenali e CC.TT”, e propose pertanto “che il DM in questione riporti esclusivamente la ripartizione per profilo professionale, evidenziandone solo la dotazione nazionale, lasciando poi ad atti interni dell’A.D. la ripartizione tra OO.PP. e Regioni, come peraltro da sempre avviene per le dotazioni organiche di Ente”. Una posizione successivamente condivisa da tutto il tavolo sindacale, che però non ha sortito alcun “ravvedimento operoso” da parte di SMD – gestore tecnico dell’operazione organici – che, per come si evince dalla ripartizione operata dal DM, ha mantenuto lo stesso impianto, nonostante l’avviso diverso che ci risulta sia stato espresso anche da alcuni OO.PP. . L’unica concessione – a conclusione dei due incontri tecnici con SMD del 29.09.2014 e dell’8.10.2014 (si vedano rispettivamente i Notiziari n. 104 e 107/2014) – è stata l’incremento delle dotazioni organiche di F.A. e di Regione relativamente ad alcune posizioni destinate agli Enti c.d. “industriali” della Difesa (Poli, Arsenali e Reparti Manutenzione AM), e più precisamente: 25 a Taranto, 5 a La Spezia, 20 a Piacenza, 15 a Terni e 10 a Cameri. Poca cosa, ovviamente!
Siamo orain presenza dei nuovi organici in capo ai diversi OO.PP. e per le diverse Regioni; a seguire, gli OO.PP. stessi dovranno ridefinire gli organici dei propri Enti. A tal proposito, è utile ricordare come nella riunione del 13 ott. u.s. (Notiziario n. 108) la nostra O.S. ha chiesto al Sottosegretario che, non appena adottato il DM con la nuova ripartizione degli organici, gli OO.PP. fissino con sollecitudine apposite riunioni con le OO.SS. nazionali per un confronto sui criteri che presiederanno alla ridefinizione degli organici dei propri Enti e all’attribuzione degli incarichi, passaggio questo decisivo nella prospettiva della civilizzazione. E’ in quella sede che misureremo la reale volontà di dare attuazione all’art.1, c. 2-bis, let. e) D. Lgs.7/2014.
Il generale di C.A. Danilo Errico è il nuovo Capo di Stato Maggiore dell’Esercito. E’ stato nominato, su proposta della sen. Pinotti, dal Consiglio dei Ministri nel corso dell’ultima riunione del 20 u.s., in sostituzione del gen. Claudio Graziano, che dal 28 p.v. assumerà l’incarico di Capo di Stato Maggiore Difesa.
La riunione del Consiglio dei Ministri era particolarmente attesa per il preannunciato varo definitivo dei decreti legislativi del c.d. “Jobs Act”, recanti disposizioni attuative in materia del “contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti” introdotto dalla legge delega per la riforma del mercato del lavoro, Legge 10.12.2014, n. 183. Come è noto ai colleghi, le scelte operate dal Governo con questa legge sono state fortemente contrastate dalla nostra Confederazione CSE, che ha chiamato allo sciopero il 12 dicembre u.s. i lavoratori che sono scesi in piazza per cambiarle, ma evidentemente il Governo è andato in tutt’altra direzione. Alcune novità recate dai decreti attutivi appaiono molto gravi, e, tra queste, la conferma dei licenziamenti collettivi e la non reintegra nei licenziamenti disciplinari, nonostante il diverso parere del Parlamento. Una vicenda, questa, che dovremo seguire da vicino stante l’annunciata intenzione del Governo di estenderne alcune norme anche al P.I., introducendole all’interno del “d.d.l. Madia” attualmente in Senato.
Ma torniamo alla nomina del gen. Errico. Era uno dei papabili, come avevamo anticipato nel nostro Notiziario n. 10 del 22 gennaio 2015, anche se il nome più gettonato allora era quello dell’attuale Segretario Generale/DNA, gen. E. Stefanini. Ma, come si sa, chi entra in conclave da papa ne esce spesso da cardinale…
Queste alcune sue brevi note biografiche, tratte dal web. Sposato con due figli, il gen. Errico è nato a Torino l’11 luglio 1953 ed ha frequentato il 155° corso dell’Accademia Militare di Modena. Tenente dei Bersaglieri, nel 1983 diventa pilota d’elicotteri in seno all’Aviazione dell’Esercito. Promosso Generale di Brigata nel 2003, ha comandato la Brigata italiana in Kossovo e, successivamente, prima la brigata italo-tedesca in Kosovo nell’ambito della missione KFOR, e dopo nel 2006 la regione Ovest di Isaf a Herat in Afghanistan. Promosso Generale di Divisione nel 2008, è stato Capo del III Reparto SME (Impiego delle Forze e Centro Operativo Esercito), quindi Comandante del 1° Comando Forze di Difesa in Vittorio Veneto (TV); infine, da gennaio 2013, ha assunto e sinora disimpegnato l’incarico di Sottocapo di SMD.
Verosimilmente, il gen. Errico assumerà l’incarico di nuovo Capo di SME il 28 p.v., in coincidenza con l’abbandono dell’incarico da parte del gen. Claudio Graziano, nominato nuovo Capo di SMD in sostituzione dell’amm. Binelli Mantelli dal Consiglio dei Ministri tenutosi la vigilia di Natale. E lo assumerà in un momento particolarmente complesso nella vita dell’Esercito, che è chiamato da qui al 2019 ad un profondo riassetto organizzativo in chiave fortemente riduttiva, in attuazione della Legge 244/2012 e del D. Lgs. n. 7/2014.
A giorni si attendono alcuni decreti estremamente importanti, già firmati dalla Ministra Pinotti e in fase di registrazione alla Corte dei Conti, il primo dei quali riguarderà importanti provvedimenti di riorganizzazione/soppressione previsti per il 2015 e, ancora, i quattro importantissimi decreti ministeriali di riordino dei Poli dell’Esercito (POLMANT NORD di Piacenza; POLMENT SUD di Nola; POLMANTEO di Roma e PMAL di Terni), a seguito della cui entrata in vigore verranno avviati i tavoli di confronto con le OO.SS., prima sul livello nazionale e successivamente sui livelli locali con OO.SS./RSU, con l’obiettivo di discutere e definire la configurazione di ciascun Polo a valle degli Uffici. A fronte di queste scadenze, siamo convinti che, anche con il nuovo Capo di SME continueranno i rapporti molto positivi che hanno contraddistinto in questi ultimi anni le relazioni sindacali nazionali con SME, e in primis con RPGF e DIPE.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 8 del 19 gennaio 2015 –
Al momento in cui ci accingiamo a scrivere questo Notiziario, non è ancora arrivata la convocazione, che il Sottosegretario Rossi aveva preannunciato indicativamente per la seconda settimana di gennaio, per risolvere il problema innescato dai rilievi dalla Funzione Pubblica (FP) sull’ipotesi di accordo sul FUA 2014.
Ricordiamo brevemente il problema: dei quattro rilievi operati dalla FP con la nota datata 13.11.2014, resa nota alle OO.SS. solo un mese più tardi, tre non comportano particolari problemi, mentre l’ultimo sì in quanto, in ordine alla affermata “incontrattabilità” del sistema di valutazione, obbligherà alla espunzione nell’accordo definitivo del comma 1 dell’art. 12 dell’Ipotesi. La modifica prospetta dal D.G. di PERSOCIV nel corso della riunione del 16 dic. u.s. (si veda il Notiziario n. 131 di pari data) ci era apparsa da subito ragionevole, in quanto avrebbe garantito “l’ulteriore corso del contratto” e, conseguentemente, lo sblocco dei quattrini oggi bloccati, e inoltre non avrebbe creato alcun problema in ordine all’attuazione degli accordi locali FUS, a condizione che, come avevamo chiesto nella nota del 16 dicembre al Sottosegretario, venisse assicurata una totale garanzia al riguardo, evidentemente tutta e solo politica, con una idonea iniziativa di carattere operativo. E questa garanzia politica è arrivata proprio dallo stesso Sottosegretario il quale, nel corso della riunione da noi richiesta del 22 dicembre u.s. (si veda il Notiziario di pari data n. 133), si era detto disposto a firmare una “determina” con la quale, in via straordinaria per il solo 2014, si disponeva il recupero quasi integrale del testo del comma 1 dell’art. 12 dell’ipotesi di accordo, il cui effetto sarebbe stato quello di confermare in toto l’impianto di distribuzione del FUS 2014 nei termini concordati nell’ipotesi di accordo e, con esso, tutti gli accordi locali e le risultanze delle valutazioni effettuate in loco. Una soluzione ragionevole, lo ripetiamo, rispetto alla quale altre sigle hanno sospeso il giudizio, chiedendo ulteriore tempo per approfondire il problema e per firmare l’accordo FUA. Un supplemento di riflessione che ci è già costata un mese di ritardo, e che si tradurrà in un ritardo pari nell’arrivo delle risorse FUA.
Nell’attesa della convocazione, che comunque risollecitiamo attraverso questo nostro Notiziario, e nelle more della soluzione che le Parti riterranno di adottare, ci sembra però necessaria, anche sulla base di quanto avvenuto negli ultimi anni, una riflessione a tutto tondo sulle questioni che fanno capo al FUA.
E’ indiscutibile che la gestione del FUA viva oggi nel MD, ma non solo, una stagione fortemente critica. Risorse che si riducono anno dopo anno, fissate a insindacabile scelta del MEF e senza alcuna trasparenza sul calcolo; tempi di corresponsione di FUA e FUS che si allungano di anno in anno; ipotesi di accordo sistematicamente messe in discussione dal duo delle meraviglie FP/MEF, spesso con pretesti incomprensibili e molto spesso contraddittori, che comunque obbligano le Parti a riscrivere gli accordi di fatto sotto dettatura; accordi FUS messi in discussione, non solo per i riflessi conseguenti ai rilievi degli Organi certificatori, ma anche per le entrate a gamba tesa di molti Ispettori, che, in sede di controllo, contestano la legittimità degli accordi locali rimettendoli in discussione, con il rischio reale che i lavoratori possano essere costretti a restituire il FUS già percepito, magari con interessi e rivalutazione. Non se ne può davvero più, soprattutto quando si pensa che, alla fin fine, si tratta solo di poche centinaia di euro: se MEF e FP impegnassero più utilmente il loro tempo, forse lo Stato ne trarrebbe maggiori utilità!
Appare allora non più rinviabile, a nostro avviso, una riflessione a 360° sulle criticità attuali in merito alla distribuzione di FUA e FUS, e noi di FLP DIFESA l’abbiamo già fatto, scrivendo alla Ministra Pinotti la nota che pubblichiamo su questa stessa pagina con le nostre proposte per il FUA 2015, che recano in particolare la richiesta di dar subito il via alla trattativa con le OO.SS. per la definizione dell’accordo sui passaggi economici interni con decorrenza 1.1.2015, posto che la Legge di Stabilità 2015 ne ha di fatto decretato lo sblocco.
La riunione del Consiglio dei Ministri fissata per la vigilia di Natale era molto attesa per la preannunciata adozione dei primi decreti legislativi attuativi della legge delega di riforma del mercato del lavoro (legge 10.12.2014, n.183, c.d. “jobs act”), quelli riguardanti i contratti di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti e gli ammortizzatori sociali. Ma, nel corso della stessa riunione, il Governo ha assunto altre decisioni che interessano da vicino le Forze Armate e più in generale il nostro Ministero.
In primo luogo, su proposta della nostra Ministra Pinotti, il Consiglio dei Ministri ha nominato:
– il gen. Claudio Graziano, attuale capo di SME, al vertice delle FF.AA. italiane e dunque nuovo Capodi Stato Maggiore Difesa, in sostituzione dell’amm. Binelli Mantelli, con decorrenza primi mesi del 2015;
– il gen. Tullio Del Sette, attuale Capo di Gabinetto, al vertice dell’Arma, e dunque nuovo Comandante Generale dei Carabinieri, in sostituzione del gen. Leonardo Galitelli, con decorrenza dal 10 gennaio p.v.
Il gen. Claudio Graziano ha frequentato l’Accademia Militare di Modena e la Scuola di Applicazione di Torino, dove ha conseguito la laurea in Scienze Strategiche Militari. Dal 20 luglio 2005 ha assunto il comando della “Brigata Multinazionale Kabul” in Afghanistan e, a gennaio 2007, il Segretario Generale delle Nazioni Unite gli ha conferito l’incarico di Force Commander della missione Unifil in Libano. Dal 10 febbraio 2010 ha assunto l’incarico di Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa; quindi, dal 14 ottobre 2011, è stato nominato Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, assumendo poi l’incarico il 6 dicembre 2011.
Il gen. Tullio Del Sette ha frequentato l’Accademia militare di Modena e poi la Scuola di applicazione dei Carabinieri di Roma. E’ stato Comandante della Regione Carabinieri Toscana a Firenze, e Capo dell’Ufficio Legislativo del Ministero della Difesa per oltre sette anni. Promosso Generale di corpo d’armata nel 2012, è stato Comandante Interregionale Carabinieri “Podgora” a Roma, a partire dall’8 luglio 2013, ricoprendo inoltre la carica di Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri. E’ laureato in Giurisprudenza, in Scienze Politiche e in Scienze della Sicurezza Interna ed Esterna. Si dovrà ora provvedere alla loro sostituzione, che potrebbe essere affrontata già nel prossimo CdM. Ai due alti Ufficiali vanno ovviamente le nostre felicitazioni più vive e gli auguri di buon lavoro.
Novità importanti anche per Taranto e per il suo Arsenale. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto per lo Sviluppo dell’area di Taranto che, come recita il comunicato stampa di Palazzo Chigi, “permette misure speciali per Ilva e che intende imprimere una svolta negli interventi di bonifica, riqualificazione e rilancio della città e dell’area di Taranto, con particolare attenzione alle emergenze industriali, storiche e culturali”. In questo contesto, su proposta dei Ministeri della Difesa e dei Beni e delle attività culturali e del turismo, viene prevista anche la “la riqualificazione dell’Arsenale”, con un “progetto di valorizzazione culturale e turistica, che dovrà comunque essere definito da un tavolo interistituzionale. “L’Arsenale di Taranto” , prosegue ancora il comunicato stampa, “occupa un’area demaniale di oltre 90 ettari in uso all’Amministrazione Difesa, ed è storicamente una realtà di rilevante importanza sociale, culturale ed economica. Il complesso arsenalizio di Taranto non è dunque solo realtà produttiva, ma un importantissimo patrimonio storico e di archeologia industriale per l’intero Paese, da tutelare e valorizzare, rendendolo fruibile ai cittadini. L’intero progetto è di significativa importanza culturale per il Paese e di notevole interesse turistico, ponendosi anche quale centro di diffusione della cultura del mare”.
Bene, ovviamente, sia per Taranto che per l’Arsenale e i suoi lavoratori. Ora, però, dopo le buone intenzioni dichiarate, attendiamo la prova dei fatti. E per fatti intendiamo risorse e investimenti.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 120 del 20 novembre 2014 –
Foto di un concorso pubblico
A seguito delle pubblicazione sul nostro sito del Notiziario n. 117 del 12 u.s. con il quale abbiamo dato notizia dell’autorizzazione della FP al MD ad assumere i vincitori dei concorsi banditi nell’anno 2007, ci sono arrivate molte richieste di informazioni alle quali proviamo di seguito a dare risposta.
Partiamo innanzitutto dalla felicissima notizia: il Ministero della Difesa è stato autorizzato dalla FP ad assumere n. 108 funzionari amministrativi (ex collaboratori amm. C1), di cui 8 unità con successivo DPCM, e n. 58 funzionari tecnici (5 ingegneri, 4 funzionari ex C2 e 49 collaboratori ex C1), tutti relativi ai concorsi banditi del 2007, le cui graduatorie hanno visto la luce nel 2008 e 2009. Aggiungiamo che, nel successivo DPCM, dovrebbero trovare posto anche n. 9 ex collaboratori bibliotecari.
Il punto di avvio sta nel DPCM 3.04.2013 (che pubblichiamo sul nostro sito web), comparso sulla Gazzetta Ufficiale n. 134 del 10.06.2014, che accertava per il M.D. la possibilità di assumere unità di personale per poco più di 7 milioni di €, e sulla base della quale veniva autorizzata, prima l’assunzione di n. 1 funzionario interprete traduttore e successivamente di n. 6 Dirigenti. Come già ricordato nel Notiziario n. 117, la mancata predisposizione da parte dell’ A.D. del piano di riassorbimento delle eccedenze civili – emerse a partire dall’ottobre 2012 e oggi in essere in misura considerevolmente inferiore (allora circa 1.500; oggi circa 6/700) -, ha comportato il mancato inserimento dell’assunzione dei vincitori di concorso nel precedente DPCM autorizzatorio del 29 luglio scorso, prova ne sia che lo “sblocco” è intervenuto successivamente all’invio alla F.P. da parte dell’A.D. del piano in argomento.
All’autorizzazione della FP, dovrà ora necessariamente seguire quella del Ministero dell’Economia e Finanze (MEF) in ordine alla copertura economica relativa alle nuove assunzioni. In quella sede, in ragione delle risorse disponibili che dovranno stabilmente entrare in bilancio atteso che si tratta di assunzioni a tempo indeterminato, il MEF determinerà di fatto la tempistica delle assunzioni. Che, teoricamente, potrebbero anche avvenire nel corso di quest’anno. Ma stante però il poco tempo che ci separa dalla fine dell’anno in corso, appare più probabile che le assunzioni in ruolo possano avvenire nel 2015, e in tal caso sarà necessaria una proroga dell’autorizzazione, come peraltro avvenuto in passato in circostanze analoghe, che potrebbe trovare posto nell’oramai consueto “decreto milleproroghe” di fine anno. Ci risulta che PERSOCIV stia già pre-allertando gli interessati, allo scopo di ridurre al massimo i tempi necessari alla sottoscrizione del contratto di lavoro. Ricordiamo a tal proposito che, dal momento della ricezione della raccomandata della D.G., gli assumendi avranno trenta giorni di tempo per presentare la documentazione richiesta, cui seguirà poi la sottoscrizione del contratto individuale di lavoro.
L’autorizzazione della FP, cui speriamo segua presto quella del MEF, consentirà l’esaurimento di tutte le graduatorie ancora aperte relative a concorsi civili per il Ministero della Difesa. La cosa appare di grandissimo rilievo, sia perché le nuove assunzioni offriranno un po’ di ossigeno alle criticità innescate in molti Enti dal mancato turnover degli anni scorsi, sia perché giunge a compimento la via crucis dei vincitori di concorso che hanno dovuto attendere ben sette anni per essere assunti. Ovviamente, queste assunzioni non risolveranno tutti i problemi del MD, serve – lo ripetiamo da anni – un piano straordinario di assunzioni, per le quali si potrà utilmente attingere dalle graduatorie degli idonei. Noi lo sosterremo.
Nel frattempo, immaginiamo che PERSOCIV stia già lavorando alacremente per mettere a punto le destinazioni d’impiego dei prossimi assunti, che ovviamente dovranno essere in linea con i posti messi a suo tempo a concorso per le diverse Regioni interessate. Naturalmente, nell’ambito del numero dei posti fissato in bando per Regione, la distribuzione e la destinazione nei diversi Enti della Difesa non potrà non tener conto delle necessità di oggi degli Organi Programmatori, un po’ diverse rispetto al 2008/2009.
La riunione del Consiglio Supremo di Difesa del 15 ottobre 2014
Mercoledì 15 u.s. si è tenuta, al Quirinale, la riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD) che è stata come al solito presieduta dal Capo dello Stato e alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il Presidente Renzi, le Ministre Pinotti, Mogherini e Guidi, i Ministri Alfano e Padoan e il Capo SMD, amm. Binelli Mantelli. All’o.d.g., l’esame della situazione internazionale e il legame con il redigendo Libro Bianco.
Al termine della riunione, il Quirinale ha emanato un comunicato che dà conto dei contenuti della riunione. Con riferimento alla situazione internazionale, dopo aver segnalato come “il quadro della situazione internazionale mostra tensioni e instabilità crescenti”, il documento opera una sintetica ricognizione dei conflitti e delle criticità in atto: in Ucraina, dove “il conflitto appare tendenzialmente frenato dagli sforzi politici e diplomatici in atto che vedono il costante impegno del nostro Paese; in Siria ed Iraq, dove “la pressione militare dell’ISIS implica rischi rilevanti per l’Europa e per l’Italia, anche per la forza attrattiva che il movimento sembra poter esercitare su altre formazioni jihadiste e dell’estremismo islamico in aree non contigue ai territori controllati”; in Libia, dove occorre agire per evitare “l’ulteriore destabilizzazione”. Il CSD segnala quindi la grandissima minaccia proveniente dai c.d. “foreign fighters” (gli oltre 15.000 miliziani stranieri provenienti da oltre 80 nazioni, che hanno raggiunto l’Iraq e la Siria per unirsi ai combattimenti in corso) e avverte “chela situazione in atto dimostra l’urgenza e l’importanza, pur nei limiti della ridotta disponibilità di risorse, di una rapida trasformazione delle nostre Forze Armate edell’organizzazione europea della sicurezza”. L’intreccio con il redigendo Libro Bianco appare dunque evidente, ed è su di esso che si concentra la seconda parte del documento.
Come si ricorderà, nella precedente riunione del 15 giugno u.s. (Notiziario n. 67), il CSD aveva discusso e approvato le “Linee Guida per l’elaborazione del Libro Bianco per la Difesa e della strategia evolutiva delle FF.AA. sull’orizzonte dei prossimi 15 anni”, e il percorso operativo ad esso connesso. Anche in questa circostanza, il CSD ne riafferma la centralità ai fini della messa a punto “della strategia di integrazione politico-militareche il Governo intende realizzare in ambito UE e NATO” e del ruolo a cui il nostro Paese è chiamato, che è quello “di fornire, nei consessi internazionali, un apporto qualificante e incisivo sul piano delle iniziative di prevenzionee di risoluzione delle crisi”, con l’aggiunta di una sollecitazione rivolta al “nuovo Alto Rappresentante” (la Ministra Mogherini) di ”sostenere le iniziative italiane e imprimere adeguato impulso alla rivitalizzazione del fondamentale settore della sicurezza”.
L’ultima parte del documento è invece tutta dedicata al processo di riorganizzazione delle FF.AA: “il Libro Bianco dovrà poi conferire massima priorità all’obiettivo dell’integrazioneinterforze e, più in generale, dell’integrazione interna delle nuove FF.AA. e delsistema Difesa nel suo complesso. Provvedimenti in questa direzione, insieme a quellialtrettanto urgenti volti a consentire un rapido deflusso o reimpiego del personale militarein esubero, sono essenziali per risolvere il fondamentale problema di efficienza e dieconomicità dell’apparato militare. La sfida più importante da vincere attraverso l’integrazione resta comunque quella dello sviluppo della massima sinergia tra le diversecomponenti logistiche e amministrative, ma soprattutto operative e di comando delle Forze Armate rispetto agli effettivi compiti da assolvere”. Infine, il richiamo al legame tra il riordino delle FF.AA. e il “ grande processo di riforma della P.A. promosso dal Governo per la realizzazione di una struttura dello Stato meno onerosa ma, allo stesso tempo, in grado diservire più efficacemente il cittadino”.
Cogliamo infine l’occasione per informare i colleghi che il 2 ottobre u.s. si è tenuta in Senato l’audizione della Ministra Pinotti sul Libro Bianco. Ne riferiremo a breve in un prossimo Notiziario.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 109 del 16 ottobre 2014 –
Il D.G. E. Preti in una manifestazione all’IGM tra Ufficiali
Un gruppo di senatori del M5S ha presentato una interrogazione al Ministro (la n. 1219, pubblicata in data 17 settembre u.s.) per avere risposte in merito ad alcune problematiche relative alla gestione della mobilità dei lavoratori civili della Difesa. Ne riportiamo di seguito uno stralcio abbondante:
” Premesso che:
le disposizioni recate dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104, sono il riferimento legislativo “per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”, che prevede che il dipendente pubblico, a domanda, possa essere trasferito presso altra sede o altra amministrazione, anche di diverso comparto, previo assenso del Ministero di appartenenza;
l’art. 42-bis del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, recante “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53”, prevede che il dipendente pubblico, a domanda, possa essere assegnato temporaneamente presso altra amministrazione, anche di diverso comparto, previo assenso del Ministero di appartenenza;
risulta agli interroganti che il Capo di SMD avrebbe inviato una e-mail in data 7.04. 2014 nelle caselle di posta elettronica di tutto il personale del M.D. civile e militare, in cui dichiara di voler agevolare le famiglie e applicare le leggi citate per la tutela degli invalidi e dei figli minori fino a 3 anni;
……….
considerato che, risulta agli interroganti:
……….
presso il Ministero della difesa la mobilità temporanea (comandi) è disciplinata da una circolare interna di SEGREDIFESA datata 28.03.2011, prot. M_D GSGDNA 0518641, recepita e diramata il 26 maggio 2011, protocollo 0036713, dalla Direzione generale per il personale civile che ne favorisce l’adozione;
………….;
considerato inoltre che:
le richieste provenienti dal personale civile, riferito al personale ex militare che mantiene la sede dell’ultimo impiego in servizio, soprattutto quello assegnato agli enti tecnici, vengono spesso respinte dalla Direzione generale per il personale civile, non di meno quelle provenienti dagli arsenali militari marittimi, cagionando gravi ripercussioni familiari, in palese contraddizione con le indicazioni del Ministro della difesa e le indicazioni del capo di Stato maggiore della difesa;
l’aumentare del contezioso giudiziario, derivante dal mancato accoglimento delle richieste, genera una microconflittualità pregiudizievole per la funzionalità delle strutture e produce un aumento dell’intasamento dei tribunali già oberati di procedimenti del giudice del lavoro,
si chiede di sapere quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di evitare in futuro analoghi provvedimenti contradditori da parte delle strutture del Ministero deputate alla gestione del personale civile, onde garantire il buon andamento e l’efficienza della pubblica amministrazione”
Attendiamo ora di conoscere la risposta della Ministra, che renderemo nota ai colleghi aggiungendovi anche alcune nostre considerazioni al riguardo della gestione complessiva della mobilità del personale civile.
News del 29 aprile 2015 – h. 18.00 Pubblichiamo il testo definitivo del “Libro Bianco per a Sicurezza internazionale e la Difesa”, che ci risulta essere stato formalmente trasmesso nella giornata di ieri 28 aprile alle Camere con nota accompagnatoria della Ministra Pinotti, e anche alle articolazioni di vertice della nostra Amministrazione, e che domani verrà pubblicato sul sito istituzionale. […]
Notiziario n. 42 del 22 aprile 2015 – A prima vista, sembra proprio che la montagna abbia partorito il topolino. E’ questa la nostra primissima sensazione dopo aver letto il “comunicato” pubblicato sul sito della Presidenza della Repubblica sulle risultanze della riunione di ieri 21 aprile del Consiglio Supremo di Difesa (CSD), l’o.d.g. della quale […]
Notiziario n. 33 del 26 marzo 2015 – La sen. Roberta Pinotti ha festeggiato da poco il Suo primo compleanno da Ministra della Difesa. Un Ministero, il nostro, da sempre complesso e complicato, e che tale oggi ancor di più appare per l’ampliarsi e l’acuirsi dei teatri di crisi internazionale, che proprio per questo ha […]
Notiziario n. 22 del 25 febbraio 2015 – Nella G.U. n. 36 del 13.02.2015 è stato pubblicato il Decreto Ministeriale (DM) 19.11.2014, disponibile su questa stessa pagina, che reca la “ripartizione territoriale delle dotazioni organiche del personale civile del Ministero Difesa” adottato in attuazione del DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) datato 22.01.2013. Come […]
Notiziario n. 21 del 23 febbraio 2015 – Il generale di C.A. Danilo Errico è il nuovo Capo di Stato Maggiore dell’Esercito. E’ stato nominato, su proposta della sen. Pinotti, dal Consiglio dei Ministri nel corso dell’ultima riunione del 20 u.s., in sostituzione del gen. Claudio Graziano, che dal 28 p.v. assumerà l’incarico di Capo […]
Notiziario n. 8 del 19 gennaio 2015 – Al momento in cui ci accingiamo a scrivere questo Notiziario, non è ancora arrivata la convocazione, che il Sottosegretario Rossi aveva preannunciato indicativamente per la seconda settimana di gennaio, per risolvere il problema innescato dai rilievi dalla Funzione Pubblica (FP) sull’ipotesi di accordo sul FUA 2014. Ricordiamo brevemente […]
Notiziario n. 135 del 29 dicembre 2014 – La riunione del Consiglio dei Ministri fissata per la vigilia di Natale era molto attesa per la preannunciata adozione dei primi decreti legislativi attuativi della legge delega di riforma del mercato del lavoro (legge 10.12.2014, n.183, c.d. “jobs act”), quelli riguardanti i contratti di lavoro a tempo […]
Notiziario n. 120 del 20 novembre 2014 – A seguito delle pubblicazione sul nostro sito del Notiziario n. 117 del 12 u.s. con il quale abbiamo dato notizia dell’autorizzazione della FP al MD ad assumere i vincitori dei concorsi banditi nell’anno 2007, ci sono arrivate molte richieste di informazioni alle quali proviamo di seguito a […]
Notiziario n. 110 del 20 ottobre 2014 – Mercoledì 15 u.s. si è tenuta, al Quirinale, la riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD) che è stata come al solito presieduta dal Capo dello Stato e alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il Presidente Renzi, le Ministre Pinotti, Mogherini e Guidi, i Ministri Alfano […]
Notiziario n. 109 del 16 ottobre 2014 – Un gruppo di senatori del M5S ha presentato una interrogazione al Ministro (la n. 1219, pubblicata in data 17 settembre u.s.) per avere risposte in merito ad alcune problematiche relative alla gestione della mobilità dei lavoratori civili della Difesa. Ne riportiamo di seguito uno stralcio abbondante: ” […]