Si è tenuta oggi la terza riunione a Persociv a tavolo unico sul Regolamento degli incentivi per funzioni tecniche legate agli appalti, sulla base della nuova bozza di Accordo (in all.) trasmessa dall’AD, che di fatto ha recepito quasi nulla delle principali proposte formulate dalla parte sindacale di cui talune all’unisono. Nella sua introduzione, l’AD si è dichiarata disponibile solo a piccoli aggiustamenti di parole/errori; per quanto riguarda invece in particolare la tabella che divide per scaglioni gli importi degli appalti, associandovi la percentuale (a partire dal 2%, a scendere all’aumentare dell’importo dell’appalto) degli importi da accantonare per gli incentivi, nessuna apertura a modifiche; poche modifiche poi sono state recepite relativamente alla seconda tabella, quella relativa alla ripartizione dell’incentivo fra i lavoratori che hanno contribuito alla realizzazione del singolo appalto.
Nel non condividere l’approccio rigido dell’amministrazione, ritenendo che sia assolutamente possibile e lecito portare integrazioni e modifiche significative alla documentazione prodotta dall’AD, FLP Difesa ha formulato le seguenti considerazioni e proposte:
Posto che Accordo e Regolamento dovrebbero viaggiare in modo sinergico, è auspicabile che la disciplina nel suo complesso venga integrata con l’inserimento delle indicazioni circa le procedure operative di gestione, impegno e liquidazione degli incentivi già all’interno del Regolamento, anticipando la Direttiva SMD/SGD, e che comprenda le risultanze dell’accordo, ivi comprese le tabelle come concordate, come già avviene in altre Amministrazioni;
E’ altresì importante avere certezza:
degli accantonamenti delle risorse economiche riferite all’attuale codice degli appalti;
dell’avvenuto versamento delle entrate del MEF (rileva il fatto che allo stato NON risultino inserite nella determina del MEF per il FRD).
E’ esperienza negativa infatti quanto verificatosi con la firma del precedente Regolamento: dopo la verifica dell’AD, il riscontro del mancato accantonamento da parte delle Stazioni appaltanti e del mancato versamento al MEF delle risorse economiche, la procedura è di fatto arenata.
Nella considerazione che gli incentivi costituiscono motivo di attenzione ed interesse per tutti, è di particolare evidenza l’importanza di richiamare l’attenzione dei dirigenti responsabili al rispetto dei principi di trasparenza e di rotazione al fine di assicurare il rispetto di modalità operative che non si prestino a possibilità di corruzione;
La previsione di indicazioni prioritarie per l’utilizzo della quota del 20% del 2%, che privilegino le destinazioni alle polizze assicurative e alla formazione del personale;
Abbiamo rappresentato i nostri dubbi sulla procedura prevista nel DM per il pagamento con cadenza semestrale degli incentivi;
Abbiamo chiesto di chiarire sin da subito come le stazioni appaltanti potrebbero prevedere una modalità alternativa di retribuzione delle funzioni tecniche, come previsto dall’art. 45 c. 2 del D.Lgsvo 36/23.
TABELLA SCAGLIONAMENTO IMPORTI DEGLI APPALTI: Pur ovviamente condividendo l’obbiettivo comune di perseguire l’accordo, e tempestivamente, non si ritengono tuttavia accettabili tout-court le preclusioni alle modifiche sulla tabella che articola gli appalti per scaglioni, e rilancia la propria proposta di:
unificare in unico scaglione tutti gli appalti di importo fino a un milione di euro sia per i lavori che per servizi e forniture, cui si propone di associare l’accantonamento massimo per gli incentivi al personale nella misura percentuale del 2%;
Uniformare gli scaglioni previsti per i lavori a quelli previsti per servizi e forniture, allo stato a nostro parere sono ingiustificatamente meno favorevoli per i primi;
Semplificare gli scaglionamenti sulla scorta di quanto operante al MEF e all’Interno.
TABELLA DI RIPARTIZIONE DELL’INCENTIVO FRA I LAVORATORI CHE HANNO CONTRIBUITO ALL’APPALTO: rispetto alle modifiche portate dall’AD, abbiamo proposto:
modifiche in aumento delle percentuali destinate a:
collaboratori del RUP (fino al 40%);
ufficio direzione lavori (dal 10 al 20%);
coordinamento sicurezza in fase di progettazione (fino al 5%);
redazione progetto esecutivo (dal 6 al 12%);
predisposizione documenti di gara (criterio prezzo + basso 5%, criterio offerta + vantaggiosa 6%)
modifiche delle quote destinate ai dirigenti, a beneficio del personale civile con questi collaborante;
Nella colonna contratti per servizi e forniture è stato rilevato un refuso: al posto della figura del Direttore dei Lavori deve intendersi quella del Direttore dell’esecuzione.
La delegazione trattante di parte pubblica si è riservata di inviarci nuova proposta di Regolamento al fine di valutarne i contenuti e decidere in merito alla firma o meno.
Appuntamento intanto per mercoledì prossimo per il previsto confronto con Persociv sulle progressioni verticali in deroga dalla 1^ alla 2^ area.
Per ora è tutto, cordialissimi saluti
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE FLP DIFESA Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Si è tenuta oggi la seconda riunione a Persociv con la delegazione trattante di parte pubblica con oggetto regolamento degli incentivi per funzioni tecniche legate agli appalti.
Nonostante la pressione a concludere velocemente la trattativa, che ovviamente è di interesse di tutte le parti, in realtà poche significative risposte dell’AD alle richieste di modifica presentate dalla parte sindacale, per cui la riunione è di fatto aggiornata a giovedì 2 maggio. Questi i contenuti:
E’ stata ribadita la richiesta unanime delle OO.SS. di ricevere informazioni certe sull’effettivo accantonamento delle risorse, e il relativo invio al MEF per la successiva riassegnazione nella determina del FRD 2024, al fine di dare certezza ai pagamenti alle lavoratrici e ai lavoratori aventi titolo. Una preoccupazione che viene soprattutto dai dipendenti in forza nelle sedi periferiche, in quanto risulterebbe non essere stato rispettato in modo uniforme l’obbligo di accantonamento delle risorse economiche da parte delle stazioni appaltanti periferiche previsto dalle norme; un comportamento che troverebbe motivazione ma non giustificazione nell’assenza di un Regolamento (mai definito quello sottoscritto il 27.07.2023 che avrebbe avuto vigenza sino al 18.04.2016; mai partito il confronto sul Regolamento che avrebbe dovuto disciplinare il periodo successivo e fino al 30 giugno 2023), ma anche nella assenza di direttive specifiche e di solleciti ad agire da parte degli Organi di Vertice centrali. E’ stato richiesto l’impegno dell’AD di intervenire tempestivamente, ma anche di verificare in modo capillare i comportamenti degli Enti.
Peraltro FLP DIFESA ha ancora una volta rappresentato il malcontento e l’allarme dei dipendenti aventi titolo che non sono stati pagati, i cui crediti vanno progressivamente incontro a prescrizione (unica soluzione finora efficace, adire le vie legali)
FLP DIFESA ha anche rappresentato che come a fronte della necessità di pervenire più velocemente possibile al Regolamento, che dovrebbe avere efficacia dallo scorso 1° luglio 2023, ad oggi non si hanno certezze neanche sulle risorse che per legge dovevano essere state accantonate da quella data e versate al MEF per la successiva riassegnazione, di cui dovremmo avere contezza nella determina del MEF prodotta dall’AD per la contrattazione del FRD 2024, in linea con il chiaro contenuto della norma in materia (art. 20, comma 29) riportata nella legge di bilancio 2024. L’amministrazione ha asserito che tali voci andranno ad integrare la determina con atti successivi, con presumibile cadenza semestrale.
Per quanto attiene il testo dell’Accordo, la cui bozza vi abbiamo fornito in allegato al notiziario n.24 del 18 aprile u.s., nel corso della precedente riunione era stato richiesto di riepilogare per iscritto le proprie osservazioni e proposte, che FLP Difesa ha fornito nella nota in all. 1) e ulteriormente dettagliato in corso di riunione.
In particolare, riportiamo in sintesi le nostre considerazioni e proposte:
Allegato A (scaglioni di ripartizione delle percentuali da accantonare in base agli importi degli appalti): come si evince dal nostro prospetto comparativo in 2), l’AD intenderebbe adottare per i lavori una metodologia per la riduzione progressiva delle percentuali da destinare agli incentivi diversa e penalizzante rispetto a quella adottata per servizi e forniture. In merito chiediamo invece di attagliare il nostro accordo a quello del MEF (Decreto 18 maggio 2023, n. 116, in all. 3) e in particolare:
Di adeguare la progressione nella riduzione degli scaglioni al citato modello adottato dal MEF, nel quale si prevede l’applicazione della percentuale del 2% per tutti gli appalti sia per lavori che per forniture e servizi di importo fino a €. 1.000.000,00, con ciòrimuovendo il frazionamento in 3 scaglioni elaborato dall’AD cui è associata la progressiva riduzione della percentuale da destinare agli incentivi. Non si condivide infatti l’argomentazione a sostegno della tesi dell’AD, di voler dare continuità alla disciplina finora esistente, argomentazione che non è stata minimamente sollevata in altre Amministrazioni e in particolare al MEF.
di adeguare all’Accordo MEF anche le percentuali da applicarsi agli appalti di importo superiore a 1.000.000,00, posto che anche in questo caso le percentuali da accantonare sono ben più elevate rispetto alla proposta dell’AD, con conseguente beneficio dei lavoratori interessati.
Una richiesta per ora inascoltata, benché non solitaria.
Allegato B (ripartizione degli incentivi): Da tutte le parti sono pervenute osservazioni rispetto alla ripartizione dell’accantonamento fra le diverse anime dell’appalto; l’AD ha presentato in diretta sugli schermi in vdc alcuni elaborati recanti alcune modifiche alla bozza iniziale; tuttavia, non avendole inviate alle parti in via preventiva, ed è risultato difficile confrontarsi ed intervenire; perciò l’AD si è riservata di produrla successivamente, in vista della prossima riunione già calendarizzata, come sopra detto, per il 2 maggio.
In merito alle altre osservazioni di carattere più generale, poche o nulle sono state le risposte ricevute, l’AD si è trincerata dietro la necessità di produrre un documento che non aggiunga nulla di quanto non espressamente previsto.
Circa l’atro argomento all’ordine del giorno, le progressioni verticali, la D.G. ha ritenuto di rinviare ad altra riunione, e si è riservata di inviare a tal fine la documentazione utile.
Per ora è tutto, cordialissimi saluti
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE FLP DIFESA – Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Superfluo dire come la disciplina compiuta in materia di incentivi per le funzioni tecniche, da anni teoricamente previsti dalla norma, siano particolarmente attesi dagli addetti ai lavori, che aspettano da molti anni il riconoscimento delle cifre maturate (che l’Amministrazione dovrebbe avere accantonato in bilancio ma che non sono state attribuite per finora irrisolti ostacoli procedurali). Ovvio che abbiamo innanzitutto rappresentato lo stato di preoccupazione e allarme dei colleghi interessati che corrono il rischio di veder mano mano andare in prescrizione l’incentivo maturato. E abbiamo anche rilevato l’assenza di AID, che, come la stessa AD ci ha riscontrato, se la dovrà ancora una volta vedere autonomamente con proprio Accordo.
Ma entriamo nel merito della novellata disciplina degli incentivi, alla luce dei contenuti del D.lgs.vo 36/2023, che innova significativamente il sistema di regole, ed in modo stavolta efficace, mettendo le Amministrazioni in condizioni di formulare Accordi Nazionali che consentano immediata operatività. Evidentemente la nuova formulazione della norma aveva il suo supporto non solo nell’obbiettivo di superare lacci e lacciuoli della precedente normativa, ma anche in quello di dare ali ai progetti nati sotto l’egida del PNRR, incentivando le professionalità interne all’amministrazione e il risparmio di spesa conseguente al mancato ricorso a professionisti esterni. I punti di interesse sono contenuti negli artt. 1, 2 e 45 del decreto.
Il Principio del risultato: il risultato deve essere perseguito con la massima tempestività e col miglior rapporto qualità/prezzo, nel rispetto dei principi di legalità, trasparenza e concorrenza;
l Principio della fiducia: si attribuisce enorme potestà di iniziativa e di decisione e discrezionalità a funzionari ed operatori economici, con particolare riguardo a:
Scelte e valutazioni in merito al personale cui attribuire ruoli e responsabilità nelle attività incentivate;
Quantificazione delle quote di incentivo da riconoscere a ciascuno
con l’unico vincolo della priorità del principio di risultato.
Incentivi alle funzioni tecniche”: le stazioni appaltanti destinano le risorse finanziarie per gli incentivi a valere sugli stanziamenti previsti per le singole procedure di affidamento di lavori, servizi e forniturein misura non superiore al 2% dell’importo; le attività tecniche incentivabili sono indicate nell’all. l.10 del Codice.
L’80% del citato 2%, è ripartito tra il Responsabile Unico del Procedimento, i soggetti che svolgono funzioni tecniche e i loro collaboratori, e gli importi sono al lordo degli oneri previdenziali e assistenziali a carico dell’amministrazione.
La quota del 20% del 2% è destinata a:
Modellazione elettronica informativa per l’edilizia e le infrastrutture;
L’implementazione delle banche dati per il controllo e il miglioramento della capacità di spesa;
L’efficientamento informatico
Attività di formazione dei dipendenti e specializzazione del personale che svolge funzioni tecniche;
Copertura degli oneri di assicurazione obbligatoria del personale.
Le amministrazioni che si avvalgono di unacentrale di committenza possono incrementare questo 2% fino al 25% in più.
I criteri del riparto e le riduzioni delle risorse a fronte di ingiustificati incrementi dei tempi contrattuali e/o dei costi rispetto a quanto originariamente previsto sono stabiliti da stazioni appaltanti ed enti concedenti;
L’incentivo è corrisposto dal dirigente indicato dall’Amministrazione, sentito il Responsabile Unico del Procedimento, che accerta e attesta le specifiche funzioni svolte dal dipendente. Se l’incentivo maturato dal singolo nel corso di un anno supera il suo trattamento economico annuo lordo (prima era il 50%), l’eccedenza va ad alimentare l’altra quota (il 20% del 2%). Ma tale limite può eccedere per il 15% per le amministrazioni che adottano strumenti digitali per la gestione informativa dell’appalto (Vedasi BIM). Anche in caso di ricorso a personale esterno, o in presenza di prestazioni tecniche non attestate dal dirigente, l’incentivo viene dirottato su quest’altra quota (20% del 2%).
L’incentivo non è attribuito al personale con qualifica dirigenziale, quali gli Ufficiali a partire dal grado di maggiore. La loro quota di incentivo va riversata sulla quota del 20%;
La materia è stata oggetto di pareri di vari organismi, quali l’Autorità Nazionale dell’Anticorruzione, il MEF e le Corti dei Conti, da cui è emerso in particolare che in base al combinato disposto del d.lgs 165/2001 con l’art. 79 c.2 let a) del CCNL 16.11.2022 :
“l’attribuzione di trattamenti economici può avvenire solo mediante contratti collettivi”, necessari per dare una definizione dei criteri di distribuzione delle risorse mediante un atto a valenza generale. D’altra parte nella enunciazione del “principio di risultato” è affermata la necessità di “attribuire gli incentivi secondo le modalità previste dalla contrattazione collettiva”.
i citati incentivi debbono essere ricompresi nel FRD.
Ora l’A.D. ha trasmesso alle OO.SS. la bozza di Accordo in allegato, strettamente legata allo Schema di Decreto Ministeriale, per avviare una trattativa che in tempi auspicabilmente rapidi possa dare finalmente l’avvio alla fase operativa e ai riscontri economici tanto agognati dai colleghi interessati.
Nel corso della riunione la bozza è stata illustrata con diversi interventi di esponenti dell’AD che hanno contribuito alla stesura del testo, che ha avuto fra le fonti di riferimento Accordi nazionali già approvati ed operanti, quale quello del Consiglio di Stato. Tuttavia da tutte le parti sindacali si è evidenziata la necessità di una fase di approfondimento per formulare proposte che consentano di attagliare la disciplina alla realtà e alle peculiarità della Difesa. L’impegno richiesto dall’Amministrazione è stato quello di mandare le proprie proposte entro venerdì 19 al fine di consentirne l’analisi in vista della prossima riunione già calendarizzata per mercoledì prossimo.
Val la pena di anticipare che la dott.ssa De Paolis intende anche avviare il confronto sull’attuazione delle progressioni verticali 2024, per le quali invierà nella prossima settimana le prime informazioni.
Le osservazioni e le proposte di FLP Difesa, in sintesi hanno riguardato:
La richiesta di integrare lo schema di Regolamento del Ministero della Difesa con la disciplina delle procedure operative di gestione, impegno e di liquidazione delle risorse destinate al personale, a similitudine di quanto già fatto dal MEF e dal Ministero dell’Interno;
La necessità di vincolare l’azione dei dirigenti investiti da autonomia e potere gestionale non solo al principio del risultato in senso stretto ma anche alla necessità di assicurare la trasparenza degli atti posti in essere, stante l’elevatissimo rischio che gli interessi materiali in ballo possano alterarne le determinazioni;
Per quanto attiene all’allegato “A” alla bozza di accordo, relativo alla quantificazione delle percentuali degli importi da accantonare in relazione al costo degli appalti, si osserva che al crescere dell’importo dell’appalto si è adottato un criterio di progressiva riduzione dell’accantonamento per gli incentivi (dal 2% degli appalti per lavori fino a 150.000€. al 1,2% per gli appalti fino a 5.350.000). Si condivide il principio, ma non sfugge la differenza di progressione adottata fra il settore dei lavori e quello di servizi e forniture, che è meno favorevole per i lavori. Non si comprende perché anche ai lavori non possano essere applicate le percentuali almeno negli stessi termini economici adottati per servizi e forniture, posto che nel caso dei lavori noi assistiamo ad un processo complesso di costruzione/ricostruzione per arrivare al collaudo finale, a fronte di una attività pur rispettabilissima ma meno articolata, dalla scelta di forniture e servizi prodotti da terzi alla verifica;
Per quanto attiene all’allegato “B”, che contiene le indicazioni in merito ai criteri di ripartizione della quota “incentivi” vera e propria, pari all’80% del fondo, si osserva che
il modello di accordo cui l’Amministrazione si è ispirata (il Consiglio di Stato), non pare attagliarsi molto alle peculiarità della Difesa. E facciamo il caso del Servizio lavori, intanto perché in questo Settore è strutturalmente e numericamente rilevante la presenza di Ufficiali nei ruoli apicali, che sono esclusi dagli incentivi. ciò condiziona intanto la portata degli accantonamenti utili alla quota dell’80%, perché gli incentivi a questi destinati vengono dirottati automaticamente sulla quota del 20%, con l’effetto che in particolare, attribuire in modo secco la quota del 25% al RUP (che, ca va sans dire, è quasi sicuramente un ufficiale) significa ridurre l’ammontare degli incentivi già da subito dal 1,6% al 1,2% dell’ammontare dell’appalto.
Stessa cosa dicasi per il Direttore dei Lavori, o per il Collaudatore, ruolo cui finora difficilmente sono arrivati i nostri colleghi anche più blasonati.
Sembrerebbe molto più opportuno lasciare spazio ad una maggior flessibilità di tali quote%.
Si ritiene inoltre che nelle definizioni cui ricondurre le percentuali di partecipazione all’incentivo sarebbe auspicabile valorizzare non tanto o non solo la specifica attività (redazione del progetto esecutivo, collaudo tecnico-amministrativo) quanto il gruppo di lavoro che quel lavoro sostiene (responsabili e addetti). Quanto sopra al fine di attenzionare il RUP a che non si concentri solo sulle figure di vertice di ciascuna fase (un esempio: per il collaudo tecnico-amministrativo non c’è da remunerare solo il collaudatore, ma anche l’ufficio di revisione).
Posto inoltre che la ripartizione degli incentivi è esclusivamente in capo al RUP, che attesta le funzioni svolte da ciascuno, e la completezza e regolarità della prestazione, tenendo conto delle indicazioni contenute nell’allegato all’Accordo, ma con ampio margine di autonomia, è opportuno richiamarne l’attenzione non solo al rispetto del principio di risultato, ma anche a quello della rotazione;
Infine, segnaliamo la necessità di intervenire affinché siano maggiormente dettagliate e rese vincolanti le modalità di utilizzo delle risorse relative alla quota del 20%, posto che all’interno di questa sono previsti obbiettivi di notevole interesse quali la stipula di una polizza assicurativa e la formazione tecnica e specialistica del personale.
E’ tutto, Il prossimo appuntamento è per mercoledì 24. Cordialissimi saluti
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE FLP DIFESA Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Dopo le allarmate segnalazioni di tanti ex colleghi oggi in pensione, in merito al mancato adeguamento del trattamento pensionistico e del TFS, FLP Difesa ha rappresentato la questione al Gabinetto del Ministro, mettendo per conoscenza il CUSI e Persociv, con la nota di seguito riportata.
La scrivente O.S. ha ricevuto segnalazioni allarmate in merito alla criticità emersa, riguardante il personale della difesa collocato in pensione negli anni 2020-2021-2022-2023 che a tutt’oggi non ha ricevuto l’adeguamento pensionistico e del Trattamento di Fine Servizio.
Non si può non tener conto del fatto che tale ritardo rappresenti un danno economico rilevante per i pensionati, spesso costretti ad accendere mutui presso gli istituti di credito per far fronte a imprevisti o spese per i propri bisogni; certo le cifre di interesse non sono elevate in assoluto, ma significative per chi come gli ex dipendenti della difesa percepisce mediamente 1500 euro mensili per oltre 40 anni di servizio.
I dati in nostro possesso evidenziano che:
manca l’aggiornamento per tutti i cessati dal servizio nel 2020 e nel 2021 (circa 1700) sia per quanto riguarda l’applicazione degli aumenti contrattuali relativi al CCNL 2019-2021 che per quanto riguarda le eventuali progressioni economiche del 2021;
per tutti coloro che sono cessati negli anni 2022 e 2023, non essendo ancora sottoscritto il nuovo CCNL FC (pur già scaduto), non è possibile procedere ad alcun aggiornamento, anche se per questi colleghi in alcuni casi manca comunque l’applicazione del contratto 2019-2021 e degli eventuali sviluppi economici maturati negli anni 2022 e 2023.
Risulta che le cause di tale disservizio siano da attribuire:
alla critica carenza di personale negli uffici preposti ad aggiornare le spettanze economiche per i cessati dal servizio, ci riferiamo in particolare al CNAE (Centro Nazionale Amministrativo Esercito) e alla Direzione Generale del Personale Civile.
Alla scarsa collaborazione con l’INPS, che non metterebbe a disposizione degli organismi amministrativi della Difesa la piattaforma informatica già utilizzata dall’Istituto: una collaborazione che permetterebbe di abbreviare i tempi di definizione delle pratiche fino a poche ore per ciascuna pratica.
In conclusione, si chiede un urgente intervento di codesto Gabinetto, teso da un lato a mettere a disposizione risorse umane (anche militari) idonee a dare un contributo lavorativo non limitato nel tempo agli organismi citati, e dall’altro a promuovere presso la direzione Generale dell’INPS forme di più efficace collaborazione con il Ministero della Difesa e la eventualità di una almeno parziale condivisione delle piattaforme informatiche utilizzate dall’ INPS.
LA COORDINATRICE GENERALE – Maria Pia BISOGNI
Restiamo in attesa di conoscere gli sviluppi della questione, vi terremo aggiornati.
Cordialissimi saluti a tutti
p. il COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA Maria Pia BISOGNI-Giampietro CROCETTI
Notiziario FLP Difesa n. 17 del 08 marzo 2024–
Torna puntuale la Festa della donna, una festa che col cambiare delle stagioni mantiene la sua valenza sulle tematichedi genere, come ha dimostrato quest’anno l’enorme successo di critica e di pubblico ottenuto dal film “C’è ancora domani”, che racconta una donna degli anni ’40, che ha vissuto il primo dopoguerra, il primo voto alle donne (80 anni fa), un odioso rapporto col marito violento che ha fatto piangere le sale di tutta Italia per la verosimiglianza di quella storia con un passato non troppo lontano e riscoperto nella memoria collettiva. Per quel film Paola Cortellesi si è aggiudicata il premio Afrodite, che celebra il talento femminile nella cultura e nello spettacolo, insieme a Carolina Crescentini, premiata a sua volta per il film “Unfitting”, che denuncia con ironia il fenomeno del “body shaming” (la violenza psicologica esercitata sulle donne che in sede di selezione vengono valutate per l’aspetto fisico e/o l’età, anziché per il loro talento).
Un tema attualissimo quello della violenza di genere al giorno d’oggi: è stato notevole il clamore mediatico destato dal femminicidio di Giulia Cecchettin, una giovane studentessa veneta che stava per laurearsi in ingegneria, uccisa dall’ex fidanzato che non voleva saperne di lasciarla andare e che l’ha ritenuta una sua proprietà, senza accettare il fatto che la gelosia non è un segno d’amore. Il problema è che il 30% degli adolescenti recentemente intervistati da Save the Children pensa che la gelosia sia un segno d’amore, non rendendosi conto di togliere significato e valore a sé stesso, che il possesso è un tentativo di compensare la mancanza di autostima, e che le relazioni dovrebbero essere il frutto di una scelta e non di un bisogno. E drammatico è che nello stesso rapporto di Save the Children sia emerso anche che un adolescente su 5 ritiene normale che in una relazione ogni tanto scappi uno schiaffo, una spinta, alimentando così quel maledetto circolo vizioso.
Da dieci anni si rinnova la mostra “Com’eri vestita” con la campagna sulla violenza di genere “Io lo chiedo,-il sesso senza consenso è stupro” . “Com’eri vestita” è la domanda che viene regolarmente posta alle presunte vittime, senza evidentemente chiedersi se potrebbe mai bastare cambiare i vestiti per porre fine agli stupri… La mostra è arrivata in Italia grazie ad Amnesty International, e dimostra come non sia l’abito che si indossa la causa di una violenza sessuale, ma è una persona la causa del danno. E il non riuscire a sottrarsi all’abuso si presta, agli occhi di ascolta, a non escludere che la vittima possa in realtà essere complice. La domanda “Com’eri vestita” è sbagliata e violenta anch’essa; invece di chiedere alla vittima perché si sia lasciata violentare, bisognerebbe semplicemente chiedere perché le sia stata usata violenza, e chi ne sia responsabile.
Camminando fra quei vestiti è capitato che le visitatrici si siano sentite fortunate per aver indossato indumenti simili a quelli esposti, ed essersela cavata con molestie di rango inferiore, come una carezza (foriera di altre intimità), una pacca sul sedere, l’invito a cena con sottinteso dopo cena (nella convinzione che quell’abito presupponesse una facilità all’arrendevolezza). Invece quegli abiti parlano delle donne che li portavano al momento dello stupro: vicino ad un abito corto, rosso, le parole della ragazza: ”volevo solo passare una bella serata e divertirmi insieme a mia sorella. Invece mi ha stuprata non so quante volte”.
Cogliamo dunque ancora una volta l’occasione per una riflessione sugli spunti offerti da questa giornata, che non sono evidentemente superati.
Auguroni a tutte le colleghe!!!
LA COORDINATRICE GENERALE – Maria Pia BISOGNI
Notiziario FLP Difesa n. 16 del 4 marzo 2024–
Gen. C.A. Carmine Masiello
Nella mattinata del 27 febbraio u.s., nella caserma “Abba” all’interno del comprensorio militare “Cecchignola” in Roma, si è svolta la cerimonia di passaggio di consegne al vertice dell’Esercito tra il Gen. C.A. Pietro Serino, già Capo di Gabinetto dei Ministri Trenta e Guerini e poi dal 21.02.2021 Capo di SME, e il gen. C.A. Carmine Masiello, nuovo Comandante in capo della F.A. a seguito della nomina venuta dal Consiglio dei Ministri del 15 u.s. su proposta del Ministro Crosetto.
Il Gen. Masiello, nuovo Capo di SME, è nato a Casagiove in provincia di Caserta sessantatrè anni fa, ha frequentato l’Accademia di Modena e poi la Scuola di Appl. di Torino. Sposato con due figli, è in possesso di tre lauree (Scienze politiche; Scienze strategiche e Scienze internazionali). Tra i numerosi incarichi rivestiti, ricordiamo il comando della Brigata “Folgore”, quello successivo del Cdo Regional West in Afghanistan, quello di consigliere militare dei premier Gentiloni e Renzi, e, ultimo, da maggio 2021, quello di Sottocapo di SMD.
Al gen. Masiello, nuovo Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, abbiamo inviato un messaggio augurale, che riportiamo di seguito nel suo testo integrale:
“A nome di tutti i dirigenti e gli iscritti della FLP Difesa e a nome nostro personale, Le giungano le felicitazioni più vive per l’alto e prestigioso incarico di Capo di SME al quale e stato chiamato dal Consiglio dei Ministri e gli auguri più sentiti e cordiali di buon lavoro.
Quella civile è una componente che riveste un ruolo decisivo in ambito forza armata, ancorché ancora tanti e complessi siano i problemi che Essa vive da tempo, ma siamo sicuri che, nel solco della felice tradizione di questi ultimi anni, proseguiranno i rapporti di feconda interlocuzione tra Vertice di F.A. e Rappresentanti Sindacali anche nel superiore interesse dell’Istituzione.
A tal proposito, le chiediamo cortesemente e con ogni possibile sollecitudine un incontro per conoscerLa di persona, rappresentarLe le diverse criticità che vivono oggi le lavoratrici e i lavoratori civili della Difesa e dell’Esercito, e per avviare un confronto positivo e costruttivo che – siamo sicuri – proseguirà per tutto il corso del Suo mandato. Ancora auguri e buon lavoro.
p. FLP Difesa: Maria PiaBisogni, Maria Teresa D’Urzo e Gianpietro Crocetti “.
Al gen. Serino, che ci ha inviato una “lettera di commiato” che abbiamo apprezzato, va il più cordiale saluto della nostra O.S., il sentito ringraziamento per questi tre anni di rapporto le OO.SS. Nazionali che, a giudizio di tutti, sono stati complessivamente costruttivi, pur nel quadro di una serie di criticità che vengono da lontano e che permangono ancora intatte all’interno della F.A., e che abbiamo puntualmente denunciato nel corso degli anni, in particolare sul fronte delle relazioni sindacali a livello di Ente, dove gli atteggiamenti posti in essere da alcuni Comandanti continuano a mostrarsi “presuntuosi e altezzosi da c.d. satrapi tipici di chi si fa forte con i deboli e debole con i forti”, come affermò nel 2018 l’allora Capo di SME, gen. F. Farina.
Ma proprio perché durante il triennio al vertice della F.A., il gen. Serino si è sempre dimostrato rispettoso del ruolo delle Rappresentanze sindacali mantenendo con Esse un rapporto cordiale e positivo fatto anche di incontri periodici con i Dirigenti nazionali delle OO.SS., proprio per questo non abbiamo capito l’esclusione delle Rappresentanza Sindacali nazionali dalla cerimonia di avvicendamento del 27 u.s.
Lo abbiamo appreso da un comunicato diffuso da un Sindacato del personale militare dell’Esercito, che, in una nota di commento alla cerimonia, ha riferito dell’invito ricevuto da SME a partecipare “ad un evento così rilevante”, che segna a suo dire “un momento significativo per il mondo sindacale e militare” ed “evidenzia un approccio sempre più inclusivo nei processi che riguardano il personale militare”.
Ovviamente, non comprendiamo la ratio che ha portato il Vertice di F.A. a invitare le Rappresentanze sindacali del pers. militare e non anche quelle del pers. civile, una esclusione per noi del tutto incomprensibile, immotivata e ingiustificata, verosimilmente organizzata dal Suo staff ma della quale però non possiamo più chiedere conto al gen. Serino che ha lasciato la F.A..
p. IL COORDINAMENTO NAZIONALE – Maria Pia Bisogni, Maria Teresa D’Urzo e Giampiero Crocetti
Notiziario FLP Difesa n. 15 del 21 febbraio 2024 –
La FLP DIFESA, con il Notdif n.06 del 27.01.2024, fra l’altro, ha informato le lavoratrici e i lavoratori che dal 1° gennaio 2024 è entrato in vigoreil DM DIFESA 02.08.2023 afferente al “Sistema di misurazione e valutazione della performance del Ministero della difesa” – Edizione 2023, diffuso dal Gabinetto del Ministro con nota n.44866 del 05.09.2023 evalido anche per l’AID.
A riguardo, ri-sottolineiamo il ns. storico dissenso sul Sistema di misurazione e valutazione della performance (SMVP), soprattutto quando tale sistema NON viene applicato a tutti i dipendenti pubblici, ma solo al personale civile dirigenziale e non dirigenziale di un Ministero atipico, complesso e articolato in Enti con migliaia di lavoratori ed Enti con solo qualche unità, come lo è il Ministero della Difesa, escludendo totalmente il personale militare di ogni ordine e grado dallo stesso SMVP (nonostante la preponderanza numerica rispetto al personale civile, soprattutto nei Comandi/Enti dell’area tecnico-operativa, e nel particolare di dirigenti valutatori militari e di militari con incarichi di responsabilità nei differenti livelli organizzativi), valutandolo invece solo ai fini della carriera (artt. 688 e seg. del DPR 90/2010), producendo effetti sul salario accessorio e sulle progressioni di carriera dei civili e nessuno su quello dei militari.
Le nuove schede performance individuale non prevedono più la descrizione dei compiti assegnati al personale dell’aria degli assistenti e dell’aria degli operatori, mentre prevedono per il personale dell’area dei funzionari e dell’area degli assistenti (quindi, ad esclusione dell’area operatori), l’inserimento nella Sezione III di una voce denominata “ELEMENTO DI COLLEGAMENTO con gli obiettivi della struttura di appartenenza” che secondo il nuovo SMVP rappresenta la correlazione tra performance organizzativa e performance individuale, con un peso predeterminato pari a 10 per l’area dei funzionari e pari a 5 per l’area degli assistenti, e che dovrà riportare l’obiettivo di gruppo assegnato ogni anno dal dirigente valutatore per tutto il personale della medesima struttura. Inoltre, contrariamente a quanto previsto dalle norme contrattuali vigenti sulla formazione e dalle direttive del Min. P.A., non sono state più previsteper il personale DELL’AREA DEGLI OPERATORI le voci della SEZ. II “Competenze professionali e qualità della prestazione/esecuzione” riferite a “partecipa ad iniziative formative e di aggiornamento” e “partecipa ai colleghi le nuove conoscenze/informazioni acquisite”.
A complicare la situazione è intervenuta:
La assenza di previsione nel DM 02.08.2023 e la tardiva diramazione a tutti gli Organi programmatori della direttiva del Ministro della Difesa (emanata solo successivamente, il 05.10.2023) (prot. n° M_D A3DFB29 REG2023 0050926) con oggetto “Valutazione della performance individuale del personale civile dirigenziale e non dirigenziale della Difesa. Sviluppo delle competenze digitali.” che, in applicazione della direttiva del Ministro della P.A. del 23 marzo 2023, dispone ai Dirigenti valutatori, per l’anno 2024, di inserire in una prestabilita voce delle schede performance individuali “uno specifico obiettivo relativo allo sviluppo delle competenze digitali” e di attribuire un peso all’obiettivo che potrà variare in funzione della qualifica oltre che delle funzioni/attività in concreto espletate da ciascun dipendente, però, senza fornire precise indicazioni procedurali e organizzative anche per le professionalità civili tecniche;
La mancata predisposizione e diffusione di preventive linee guida dello SMD, come invece fatto con il precedente Decreto sul SMVP;
La tardiva diramazione della direttiva del Ministro della Difesa del 05.10.2023 a tutte le articolazioni della Difesa da parte di tutti gli Organi programmatori (per quanto di ns. conoscenza, è stato eclatante quanto avvenuto in ambito MM, infatti, solo in data 19.02.2024, ha informato i Comandi/Enti con un msg. e pubblicato sul sito istituzionale le direttive del Ministro Difesa, dell’OIV Difesa e del Ministro della P.A., oltre alle schede performance individuale adeguatamente modificate);
La direttiva del Ministro della P.A. datata 28.11.2023 con oggetto “Nuove indicazioni in materia di misurazione e valutazione della performance individuale”;
La direttiva (nota n. 430) del Ministro della P.A. datata 24.01.2024 con oggetto “Prime indicazioni operative misurazione e valutazione performance individuale”;
Il PIAO DIFESA 2024-2026 del 29.01.2024 (in corso di registrazione);
La direttiva del Ministro della P.A. datata 29.01.2024 con oggetto “Pianificazione della formazione e sviluppo delle competenze funzionali alla transizione digitale, ecologica e amministrativa promosse dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”;
La diramazione da parte dell’OIV Difesa a tutti i Vertici di Area della direttiva n.134 del 30.01.2024 con oggetto “Circolare del Ministro per la pubblica amministrazione del 24 gennaio 2024 “Prime indicazioni operative in materia di misurazione e di valutazione della performance individuale” – Obiettivi formativi del personale dirigenziale e non dirigenziale.”;
L’utilizzo di schede performance diversificate fra gli Enti a secondo dell’interpretazione data dal singolo dirigente o delle linee d’indirizzo ricevute dalla F.A. di appartenenza, a volte discordanti con quelle di altre FF.AA.;
La mancata informazione a tutto il personale civile delle nuove regole sulla performance individuale e del vincolo nella valutazione performance 2024 della partecipazione obbligatoria durante l’orario di lavoro ai corsi sulla piattaforma Syllabus per lo sviluppo delle competenze digitali, in aggiunta agli eventuali corsi specialistici organizzati dallo SNA, DIFEFORM, STILMILIT, ecc..;
Le difficoltà organizzative nelle singole sedi periferiche e le difficoltà di partecipazione ai corsi Syllabus ancora più evidenti per il personale civile rivestente profili professionali tecnici.
Per tutte le elencate problematiche, la FLP DIFESA ha inviato una specifica nota a Gabinetto Difesa (all. al presente notiziario), segnalando la necessità che siano emanate univoche direttive procedurali e organizzative per tutte le articolazioni della Difesa, e uniformi modelli di schede performance, ed ha chiesto di disporre l’urgente proroga della tempistica oggi prevista per la consegna delle schede performance o l’applicazione in via transitoria per l’anno 2024 del precedente SMVP (DM 10.11.2015).
È tutto, cordialissimi saluti.
p. IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA – Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Notiziario FLP Difesa n. 14 del 19 febbraio 2024 –
aid
La trattativa per il FRD 2023 è arrivata a rasentare veramente l’assurdo: riepiloghiamo cosa è successo dopo la riunione del 12 dicembre u.s., di cui abbiamo dato conto nel notdif 77/2023, nel quale avevamo spiegato le ragioni del nostro dissenso e della mancata sottoscrizione dell’ipotesi di accordo da parte di FLP Difesa, e nel notdif 11/2024, nel quale abbiamo riferito dei contenuti dei rilievi formulati dagli organi certificatori, e in particolare:
Il Dipartimento IGOP del MEF ha rappresentato che gli sviluppi economici non avrebbero più potuto avere decorrenza dal 1° gennaio 2023, e perciò ha dato indicazioni a che si rettificasse l’accordo “indicando il differente utilizzo delle risorse inizialmente destinate alle progressioni 2023,
Il Dipartimento della FP è intervenuto sulla disciplina della Performance Individuale, specificando la necessità di “…differenziare maggiormente le fasce dei compensi
Per quanto sopra, AID ha sottoposto alle OO.SS. l’ipotesi di Accordo conformata al dettato degli organi certificatori, prevedendo la destinazione al FUS delle risorse (€.254.204,06) inizialmente destinate alle progressioni 2023, e per quanto attiene la performance individuale, ha introdotto una ulteriore fascia di differenziazione.
Dato che gli interventi hanno reso ancor meno accettabile il quadro complessivo, FLP Difesa aveva confermato che non avrebbe comunque sottoscritto l’accordo, ritenendo peraltro paradossale che Funzione Pubblica e Mef non abbiamo tenuto conto della critica situazione in cui ha versato l’AID, senza Direzione certa e con un Capo Ufficio Risorse Umane dimissionario a fine novembre.
In ogni caso, AID ha comunque convocato una nuova riunione per concludere la trattativa, a tavoli separati, come ancora una volta ritenuto indispensabile dalla triplice, per lo scorso giovedì 15 febbraio, nel corso della quale sarebbe in ogni caso emerso che quelle stesse OO.SS. non avrebbero firmato.
Diamo conto comunque che al nostro tavolo AID ci ha fornito alcune informazioni utili quali:
L’approvazione della norma che proroga il contratto degli apprendisti dal 1.03.2024 al 28.02.2025
L’avvenuta nomina della commissione per la valutazione delle offerte per l’affidamento del servizio di somministrazione di lavoro temporaneo;
La calendarizzazione delle prove del concorso per l’assunzione di funzionari e assistenti a partire dal 4.03.2024 a Foligno;
La rielaborazione in corso d’opera della graduatoria per la mobilità;
La previsione dei pagamenti degli emolumenti delle ppl per il prossimo mese di marzo.
E’ tutto, cordialissimi saluti. p. il COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Maria Pia BISOGNI – Maria Teresa D’URZO – Giampietro CROCETTI
Notiziario FLP Difesa n. 13 del 16 febbraio 2024 –
IRPEF
Riportiamo di seguito il testo della nota FLP Difesa inviata in data odierna alla Dott.ssa De Paolis, D.G. di Persociv, e per conoscenza al Gabinetto del Ministro, con la quale si rappresenta a gran voce la necessità di un intervento urgente per sollevare i colleghi destinatari dei più massicci colpi di scure in busta paga a seguito dell’applicazione “tout court”, in unica somministrazione, del conguaglio IRPEF 2023:
Pervengono alla scrivente Segreteria Nazionale molte allarmate segnalazioni da parte di colleghi che hanno scoperto dalla consultazione dei cedolini stipendiali sulla piattaforma NoiPA che sono state portate pesantissime decurtazioni (in taluni casi addirittura attorno ai 1000 euro) alla busta paga, presumibilmente determinate dall’applicazione tout-cort, e in unica rata, del conguaglio delle ritenute IRPEF relative all’anno 2023.
Tali interventi, non preannunciati, calano come scuri su bilanci familiari di personale che notoriamente non naviga nell’oro, e che si ritroverà inevitabilmente in difficoltà con gli affitti/mutui delle rispettive abitazioni e con la gestione del menage familiare.
Già più volte la scrivente O.S. è intervenuta presso codesta D.G. e presso il Gabinetto del Ministro per rappresentare La necessità che i cedolini stipendiali siano chiari ed esaustivi al fine di consentire all’interessato l’esercizio del diritto di verifica e di rivalsa, a fronte di interventi anche massivi da parte degli organi amministrativo-contabili competenti, senza purtroppo ricevere riscontri di sorta.
Ribadiamo oggi quanto riportato al punto precedente, e tenuto conto della grave situazione in cui versano i colleghi che scoprono all’ultimo minuto decurtazioni salariali in taluni casi drammatiche, senza possibilità di intervenire in tempo per trovare una soluzione mediata, chiediamo un intervento urgente da parte di codesta D.G. al fine di arginare le enormi criticità determinate dal modus operandi adottato, mediante una mediazione che consenta:
Il ripristino in toto della busta paga in pagamento;
La pianificazione della restituzione del dovuto per il conguaglio fiscale relativo all’anno 2023 in modalità dilazionata, concordata caso per caso con gli interessati.
Si resta in attesa di cortese urgente riscontro.
LA COORDINATRICE GENERALE – Maria Pia BISOGNI
E ora restiamo in attesa di conoscere gli sviluppi della questione.
Cordialissimi saluti al tutti
p. il COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA – Maria Pia BISOGNI-Sandro DI FRANCO
Notiziario FLP Difesa n. 11 del 08 febbraio 2024 –
aid
Dopo la sottoscrizione, avvenuta lo scorso 12 dicembre, dell’ipotesi di accordo per il CCNI di AID per il triennio 2023-2025, e del FRD 2023 (che FLP Difesa, ad ogni buon conto, non aveva firmato), arrivano oggi i rilievi degli organi certificatori. In particolare:
Il Dipartimento IGOP del MEF con nota n. 292980 del 26.01.2024 ha rappresentato che in base a quanto previsto dall’art. 14 c. 3 del CCNL 2019-2021, gli sviluppi economici possono avere decorrenza dal 1° gennaio dell’anno di sottoscrizione definitiva dell’accordo integrativo. Essendo ormai arrivati a febbraio 2024, non è possibile dare corso a progressioni con decorrenza 01.01.2023. Pertanto l’art. 25 dell’ipotesi di accordo, relativo a ”Risorse e contingenti per differenziali stipendiali “, va stralciato con riferimento alla citata decorrenza 01.01.2023, e nella tabella di dettaglio di cui al c. 2 dell’art. 24 va stralciata la voce “differenziali stipendiali”.
Conseguentemente occorre indicare il differente utilizzo delle predette risorse (€.254.204,06 lordo stato, a valere sul FRD 2023. , in sede di sottoscrizione definitiva,
Il Dipartimento della Funzione Pubblica con nota n. 6975 in data 29.01.2024 ha inoltre rappresentato un rilievo relativo per contro alla disciplina della Performance Individuale, specificando la necessità di “…differenziare i compensi in modo correlato alla valutazione riportata dai dipendenti, e in ogni caso in maniera conforme al dettato dell’art. 78 CCNL-2016-2018”. Un rilievo di cui non troviamo giustificazione, posto che invece non è stato fatto al testo dell’analogo Accordo della Difesa, formulato in attuazione della Direttiva sulla Performance.
Per quanto sopra, AID ha riformulato l’ipotesi di Accordo al fine di conformarla al dettato degli organi certificatori, prevedendo:
la destinazione al FUS delle risorse (€.254.204,06) inizialmente destinate alle progressioni 2023;
per quanto attiene la performance individuale, l’introduzione di una ulteriore fascia di differenziazione, come segue:
95% per i punteggi da 71 a 90;
100% per i punteggi compresi tra 91 e 100.
L’ipotesi così riformulata è stata sottoposta in questi giorni alle OO:SS. per la firma definitiva, e FLP Difesa non può che confermare le posizioni già assunte lo scorso 12 dicembre, posto che la situazione di allora non è certamente migliorata a seguito dei rilievi, e restano valide tutte le considerazioni e le critiche già formulate sia con la nota a verbale del 12 dicembre che con le precedenti note aventi ad oggetto l’inadeguatezza della Dirigenza dell’epoca. Val la pena di segnalare che dovranno essere successivamente assegnati al FUS i 50.460 euro attribuiti da Persociv ad AID con la circolare 84323 del 18.12.2023. Speriamo meglio per il futuro. Cordialissimi saluti a tutti
P. il COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA Maria Pia BISOGNI – Maria Teresa D’URZO – Giampietro CROCETTI
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