L’ex Ministra R. Pinotti e la nuova Ministra della Difesa E. Trenta
Dopo la riunione del 15 gennaio u.s. (si veda il Notiziario n. 4 di pari data) e la conferma in quella sede della disponibilità della Ministra Trenta a incontri mensili con le OO.SS. sulle tematiche relative al personale civile (rispetto alle quali abbiamo fornito al Gabinetto la lista delle nostre priorità – si veda il Notiziario n. 11 del 31 u.s.), in data odierna si è svolto al Gabinetto il primo incontro a tema, alla presenza della stessa Ministra. All’o.d.g., tre argomenti pesanti (gap retributivo, assunzioni e progressioni verticali) ai quali si sono aggiunti altri due (decurtazioni cedolino e bando mobilità) da noi segnalati all’Amministrazione.
Nel suo breve intervento introduttivo, la Ministra ha parlato innanzitutto del gap retributivo che oggi esiste tra i dipendenti civili della Difesa e quelli di altre AA.CC.; ha fatto riferimento alle risultanze dello studio condotto dal Gruppo di lavoro nominato con DM 16.06.2015 che quel gap ha certificato (ne abbiamo riferito nel Notiziario n. 47 del 20.04.2016), ha affermato che le scelta allora fatta (“fondo”) non ha raggiunto i risultati sperati e si è detta disponibile a “ripartire” dalle quattro soluzioni emerse dallo studio del Gruppo di lavoro (che ripubblichiamo in allegato 3 su questa stessa pagina) e a “rivalutarle” attraverso il confronto con le OO.SS.
Sul secondo tema all’o.d.g. (le assunzioni), ha ricordato le 294 assunzioni autorizzate dalla Legge 145/2018 per il triennio 2019-21 e ha affermato che A.D. sta lavorando per accrescere le assunzioni; infine, sul terzo tema posto all’o.d.g. (le progressioni tra area e area), ha comunicato alle OOSS. che l’Amministrazione è alla ricerca del primo utile veicolo normativo per riproporre l’emendamento messo a punto dal Gabinetto nel 2017 e non recepito nelle leggi di bilancio 2018 e 2019, che prevede di alzare, per la Difesa, la soglia riservata alle progressioni interne dall’attuale 20% al 50%, il che dovrebbe assicurare lo svuotamento di tutta l’area 1^ che da qui al 2024 e il transito in area 2^ di tutti i colleghi con profilo di “ausiliario”.
E poi iniziato il rituale giro di tavolo, ed FLP DIFESA ha espresso le seguenti osservazioni/richieste.
GAP RETRIBUTIVO
Abbiamo dichiarato la nostra disponibilità e interesse a riprendere il tema ripartendo dalle quattro soluzioni prospettate dal Gruppo di lavoro, ricordando però al contempo che la soluzione prescelta (il “fondo speciale” sul tipo di quello in essere nel Ministero della Salute) era frutto di una precisa indicazione operativa dello stesso Gruppo di lavoro. Quella scelta è stata poi il primo risultato dell’accordo con CGIL-UIL FLP DIFESA del 5 aprile 2017, si è concretizzata con la legge di bilancio 2018, e porterà nelle tasche dei lavoratori 63 milioni di € in tre anni. Un risultato di tutto rispetto, l’unico nei fatti nell’ultimo quindicennio, che non può essere dimenticato né sottovalutato.
I soldi sono però arrivati con destinazione FUA (ora FRD), e non come “fondo speciale”. Ma era proprio su questo, che A.D. da una parte e OO.SS. dall’altro, avrebbero dovuto avviare nuove iniziative, per riconfigurare i 21 milioni del 2020 e 2021 e anche per ottenere nuove risorse dal bilancio del M.D.. Purtroppo, lo ha fatto solo la nostra O.S., ponendolo la questione al primo punto del programma elettorale RSU e avviando iniziative al riguardo, la più importante delle quali è stata la messa a punto, dietro nostra precisa sollecitazione, di emendamenti alla legge di bilancio 2019 (vds Notiziario n. 126 del 29.11.2018), poi neanche esaminati in Commissione per le note vicende.
FLP DIFESA continua a ritenere che quella della riconfigurazione del “fondo” e la sua implementazione (il bilancio Difesa viaggia quest’anno interno ai 21 mld €) possa essere una strada da perseguire, e questo anche in considerazione del nuovo quadro politico.
Nulla contro però, da parte nostra, a valutare altre strade se l’obiettivo è quello dell’allineamento retributivo alle altre AA.PP., e tra queste anche quella del transito del personale civile negli ordinamenti speciali ex art. 3 D.lgs. 165, verso la quale, come abbiamo chiarito in diversi Notiziari del 2015, non abbiamo alcuna pregiudiziale di partenza. Il punto è però un altro, anche in considerazione degli effetti che quella scelta produrrebbe nei fatti: l’A.D. ci deve dire prima quanti soldi, in quali tempi e con quali modalità rende disponibili per questa operazione, e un minuto dopo ci siederemo intorno ad un tavolo per ragionare.
Sulla opzione transito ex art. 3, due cose vanno dette: la prima, è che la stragrande maggioranza delle OO.SS. presenti ha espresso le stesse nostre considerazioni: “ci si dica quanti soldi ci sono, e poi si discuterà”; la seconda è che la Ministra, in sede di replica prima di lasciare il tavolo dopo circa un’ora, non ha espresso alcun valutazione e neanche esplicitato intendimenti al riguardo, e neanche la delegazione di parte pubblica è ritornata sull’argomento. Sul punto, vedremo, se ci saranno, le future evoluzioni.
ASSUNZIONI.
La nostra O.S. ha ribadito il proprio giudizio sulle 294 assunzioni tecniche prevista dalla Legge di bilancio: un risultato certamente importante che dà un po’ di ossigeno agli Enti industriali, ma ovviamente insufficiente a risolvere i loro grandi problemi, che peraltro sono presenti anche in altre aree (Area T/A, per esempio). Occorre dunque una forte iniziativa politica su FP E MEF per varare quel “piano straordinario di assunzioni” da anni da noi sollecitato e finalmente proposto da PERSOCIV in risposte alle aperture della Ministra per la P.A. a settembre u.s. (200 funzionari, di cui 120 tecnici; 1227 assistenti, di cui 1027 tecnici). Infine, dietro nostra richiesta, il Vice Capo di Gabinetto ha smentito che sono garantite alla Difesa n. 1147 assunzioni tecniche per il prossimo triennio, come riportato da Il Giornale del 15 u.s. che pubblichiamo in allegato 4 su questa stessa pagina.
PROGRESSIONI TRA LE AREE.
FLP DIFESA ha preso positivamente atto dell’intenzione dell’Amministrazione di ripresentare l’emendamento messo a punto dal Gabinetto a seguito dell’accordo del 5 aprile 2017 sulle progressioni tra le aree (deroga alla Difesa a riservare alle progressioni verticali il 50% dei posizioni da coprire, al posto del 20% fissato dal D. Lgs 75/2017).
Sul punto abbiamo ribadito due concetti con riferimento alle progressioni tra 1^ e 2^ area: la prima, è che lo svuotamento dell’area 1^ avrebbe comunque tempi lunghi, e che l’unica azione risolutiva sarebbe la cancellazione della 1^ area in sede di riordinamento professionale, che il CCNL ha purtroppo rinviato alle calende greche; la seconda, è che, per il 2019, occorrerebbe rimodulare il PTFP (Piano Triennale Fabbisogno Personale) che prevede solo 50 (diconsi cinquanta!) progressioni da area 1^ ad area 2^ che suonerebbero come una presa in giro.
In sede di riunione, abbiamo rappresentato inoltre altre due questioni emerse di recente.
DECURTAZIONI CEDOLINO FEBBRAIO.
Come noto, siamo intervenuti presso il Gabinetto con lettera in data 1 febbraio u.s., che pubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina, segnalando le gravosissime decurtazioni operate da NoiPA nei cedolini di febbraio e chiedendo un intervento di carattere politico su MEF e la stessa NoiPA per la rateizzazione delle somme.
Ebbene, dalle risposte tecniche venute dal Cons. P. Izzo e dal gen. S. Vergari Capo del CUSI (Centro Unico Stipendiale Interforze), abbiamo verificato la giustezza della nostra impostazione, sia per quanto riguarda l’origine del problema (perdita del bonus Renzi per superamento delle soglie) sia in merito alla non diretta responsabilità del M.D. (chi ha operato i tagli è stato NoipA, che ha agito con la consueta rigidità in virtù di una norma che obbliga alla restituzione immediata delle somme, che lo stesso NoiPA nella circostanza avrebbe temperato prevedendo due rate di rimborso – febbraio e marzo – ma solo per conguagli superiori ai 300 €.).
Il Cons. Izzo ha precisato che, su imput della Ministra, è in atto un’azione di A.D. che va nella direzione da noi sollecitata, quella di rateizzare le somme a debito. Che potrebbe anche concretizzarsi, ma solo per la rata in cedolino di marzo, in quanto non ci sono più i tempi per agire sul rimborso previsto con il cedolino di febbraio.
A tal riguardo, come FLP DIFESA abbiamo espresso l’idea che, siccome siamo ancora al 5 del mese, sia ancora possibile la modifica del cedolino e la rateizzazione del rimborso previsto per febbraio, e abbiamo fortemente sollecitato AD ad agire in questo senso.
BANDO DI MOBILITA’
Sono ben noti a tutti i problemi innescati dal bando di mobilità interna, avviato dopo due anni di blocco, in data 26 u.s., e che ci hanno portato a scrivere in data 25 u.s. la nota al Gabinetto con richiesta di incontro urgente, che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1. Abbiamo riproposto il problema in riunione, ma incredibilmente abbiamo dovuto registrare la mancanza di una benchè minima osservazione al riguardo da parte di tutte le altre sigle presenti al tavolo.
Questo silenzio è perlomeno sospetto, e verosimilmente rimanda alle risultanze dei tavoli tecnici sui gradi di scopertura, ai quali noi non abbiamo potuto partecipare per la nota nostra esclusione in ragione della non firma del CCNL.
Il silenzio è ovviamente venuto anche dalla Delegazione pubblica, che, però, dietro nostra sollecitazione, si è impegnata a metter in o.d.g l’argomento per la prossima riunione del 5 marzo, ovviamente troppo in là per produrre effetti sull’attuale bando, insieme al punto di situazione sul transito ex militari nei ruoli civili, da noi risollecitato.
Ovviamente non ci arrendiamo, e proveremo a far anticipare la trattazione dell’argomento prima del 5 marzo.
La Ministra E. Trenta con la nuova Vice Capo di Gabinetto, dr.ssa L. Riccardi
Il 5 p.v., iniziano al Gabinetto, speriamo in presenza della stessa Ministra che ha mantenuto la delega alle relazioni sindacali, le riunioni periodiche con le OO.SS. che verranno calendarizzate, di norma, ogni primo martedì del mese (“i primi martedì della Trenta”, li abbiamo definiti in un precedente Notiziario).
La circostanza è del tutto nuova in ambito Ministero Difesa, atteso che, a nostra memoria, mai in passato i confronti l’Autorità politica sulle questioni che riguardano i lavoratori civili hanno avuto una strutturazione di questo tipo, e ciò, a nostro avviso, rappresenta un’opportunità davvero positiva da cogliere in pieno per poter affrontare le nostre problematiche e per individuare soluzioni e percorsi utili a ottenere risposte concrete.
Come si ricorderà, immediatamente dopo la pausa estiva e in previsione del secondo incontro al Gabinetto che sarebbe dovuto avvenire in settembre e che invece è poi slittato al 26 di ottobre (nostro Notiziario n. 119), abbiamo inviato alla prof. Trenta la nota datata 10.09.2018 che recava l’elencazione dei diversi problemi per noi meritevoli di essere affrontati con l’aggiunta di alcune proposte (si veda il Notiziario n. 98 di pari data), una sorta di breve “piattaforma” in previsione dei successivi confronti.
Ora, quella nostra “piattaforma” ci torna utile. Come i colleghi ricorderanno, a conclusione della riunione del 15 gennaio con la Ministra, una volta confermati “i primi martedì della Trenta” e calendarizzato il primo per il 5 febbraio p.v., è stato chiesto alle OO.SS. di indicare le loro “priorità” in ordine alle diverse tematiche che toccano il personale civile, e questo ai fini della programmazione dell’o.d.g. delle riunioni.
Abbiamo così predisposto e inviato al Gabinetto in data 22 gennaio u.s. una nota recante l’indicazione delle nostre priorità per gli incontri con l’Autorità Politica, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, ovviamente tratte dai temi e problemi elencati nella nostra piattaforma del 10 settembre u.s.
Al primo punto, abbiamo posto quella che, a giudizio nostro ma anche delle altre OO.SS, rappresenta la madre di tutte le questioni: la forbice retributiva accessoria nel confronto con il personale di altre Amministrazioni.
Come si ricorderà, sulla scorta delle pressanti sollecitazioni venute da tutte le sigle, nel giugno del 2015 (D.M. 16 giugno) è stato insediato un Gruppo di lavoro, presieduto dall’allora Sottosegretario Rossi e che, tra gli altri componenti, vedeva in veste di coordinatore tecnico l’allora Vice Segretario Generale, il cons. F. Massi.
Il documento finale elaborato dal Gruppo di lavoro individuava 4 opzioni teoricamente possibili, optando alla fine per la costituzione di un Fondo speciale, che poi fu al centro dell’accordo del 5 aprile 2017 (vds comunicato CGIL-UIL FLP in Notiziario n. 39), scelta quella che ebbe il convinto consenso della gran parte di lavoratrici e lavoratori, come verificammo nelle diverse assemblee fatte in giro per l’Italia con CGIL e UIL. E che, alla fine, portò ad un risultato concreto, l’unico in tutti questi anni, non dimentichiamolo mai: i 63 mln di € in tre anni, ancorchè destinati al FUA.
A nostro avviso, le OO.SS. avrebbero dovuto continuare a battere incessantemente sul chiodo, sia per ottenere la “riclassificazione” dei 63 mln da FUA in Fondo speciale sia per ottenere altre risorse, ma il 2018 è purtroppo trascorso invano, come abbiamo denunciato più volte a partire dalla campagna RSU.
Ora finalmente la questione torna in prima fila. E infatti, il Gabinetto, l’ha inserita al primo posto dell’o.d.g. della riunione del 5 p.v. (si veda l’allegato 2 su questa stessa pagina) precisando che si ripartirà dalle risultanze del Gruppo di lavoro ex DM 16.06.2015. Musica per le nostre orecchie, capiremo quali siano gli intendimenti veri di A.D. e diremo ovviamente la nostra al riguardo.
All’o.d.g. delle riunione sono anche iscritti: la questione “assunzioni”, che, come da noi già detto, conserva un carattere di urgenza non potendosi ritenere esaurita o attenuata dalle 294 assunzioni tecniche destinate all’area industriale ex L.145/2018.
Al terzo punto, la questione delle progressioni verticali, sulla quale siamo ansiosi di capire se per A.D. esistono prospettive diverse da quelle disegnate dal PTFP (Piano Triennale Fabbisogno Personale), per noi non accettabili.
All’od.g. non compare invece il bando di mobilità volontaria, su cui noi abbiamo chiesto un incontro (solo noi?). Pensiamo che se ne parlerà comunque. E che la riunione servirà anche a capire su quali successivi argomenti si procederà nei confronti.
Infine, pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2 la nota unitaria pervenuta da Taranto in merito ad una emergenza di carattere igienico sanitario, problematica questa che potrebbe anche approdare sul tavolo politico del 5 p.v.
Dopo due anni e mezzo di studi, approfondimenti, verifiche, tavoli, discussioni e confronti vari, in molti tra noi erano convinti che, dopo gli esiti poco confortanti del primo bando dell’11 luglio 2016 (Notiziario n. 84 di pari data), l’attesa pubblicazione del secondo bando servisse a normalizzare la situazione, allineandola a quella in essere da sempre in altre Amministrazioni Centrali. Ci sbagliavamo, evidentemente.
Qualche avvisaglia effettivamente però c’era stata. In primis, il tempo enorme che stava trascorrendo dal raggiungimento dell’accordo politico al Gabinetto avvenuto in data 13.12.2017 (si veda il Notiziario n. 128 di pari data e il comunicato unitario CGIL-UIL-FLP-UNSA), che prevedeva la cancellazione del “grado di scopertura zero” che nel 2016 aveva negato al lavoratore l’uscita dal suo Ente e impedito addirittura la presentazione della domanda.
Noi ne avevamo in un qualche modo avvertito il pericolo, e in data 18.09.2018 avevamo pubblicato il Notiziario n. 102 che recava un titolo illuminante: “Mobilita’ interna, l’A.D. sta scivolando nel ridicolo”. Infatti, come già ricordato in precedenza, invece di procedere subitissimo, e prima del nuovo CCNL, alla sottoscrizione del nuovo “protocollo” che in premessa avrebbe dovuto recare i contenuti politici dell’accordo del 13.12.2017 sul grado di scopertura zero, da parte delle sigle firmatarie del CCNL si è voluto invece attendere l’entrata in vigore del CCNL, che ha reso impraticabile un nuovo protocollo e obbligato l’A.D. a dar corso ai “confronti“ ai sensi dell’art. 5 CCNL 2016-2018 con SMD ed SGD (attenzione: “confronti” e non “contrattazione”, la differenza è notevole) in ordine ai c.d. ““gradi di scopertura organica massima sostenibile per ciascun Ente e per singolo profilo professionale”.
Ma molto, molto, molto a rilento: la “sintesi” è stata sottoscritta dalle Parti in data 3.08.2018 per gli Enti di area SEGREDIFESA (20% il grado max di scopertura per profili tecnici e amministrativi), mentre solo il 18 settembre per quelli di area STAMADIFESA (15% per tecnici e il 25% per amministrativi). Per gli Enti della Giustizia Militare (confronto avvenuto l’11.10.2018), il 20% esattamente come per SGD. E nulla invece per gli Enti per l’Arma dei Carabinieri: perchè?
Noi, non avendo partecipato a quelle riunioni perché messi fuori dai tavoli in quanto non firmatari del CCNL, ci chiediamo: ma cosa è stato effettivamente stabilito in quei confronti? L’accordo politico del 13.12.2017 per noi (e non solo per noi, immaginiamo) significava solo questo: che le percentuali convenute con le OO.SS. (20% SGD; 15 e 25% SMD; 20’% GM.) costituissero la soglia minima garantita per l’uscita dall’Ente, assicurando così la messa in disponibilità di parecchi posti, e non dei pochissimi oggi messi a bando.
Abbiamo invece l’impressione che le cose siano andate un po’ diversamente: il grado di scopertura pari a zero è stato verosimilmente concepito dagli OO.PP. in modo diverso, e previsto negli Enti in cui l’uscita di personale avrebbe prodotto una carenza superiore alle soglie fissate nel corso dei confronti con le Parti sindacali. E siccome in tantissimi Enti la differenza tra organici ed effettivi è ben superiore a quelle soglie, da qui i gradi di scopertura pari a zero che tantissimi lavoratori scoprono oggi nel fare le domande di partecipazione alla procedura selettiva. Insistiamo: cosa si è davvero convenuto nei confronti nazionali?
Si capisce allora la “massima riservatezza” richiesta alle OO.SS. nazionali nel trasmettere i dati di scopertura per profilo ed Ente fissati dai diversi OO.PP., pervenuti una prima volta in data 24.12.2018, e una seconda volta, con i dati più aggiornati, nella giornata di ieri. Perché tutta questa riservatezza? Perché la richiesta di non divulgare i dati? E cosa dicono a tal riguardo le sigle che hanno partecipato ai confronti?
Nella mail pervenuta dalla D.G. in data di ieri, viene anchechiarito un altro aspetto: a differenza del 2016, questa volta è consentito “ai dipendenti l’invio della domanda on line anche in caso di scopertura zero”. Ne prendiamo atto, ma ci chiediamo: a che serve fare la domanda se poi non si potrà uscire?
Come si vede, tante le contraddizioni e molti gli aspetti da chiarire rispetto a un bando che, dopo due anni e mezzo persi malamente e invano, riproduce di fatto la situazione 2016.
Per questo, come preannunciato, in data 25 u.s. abbiamo inviato al Gabinetto la lettera qui allegata con la richiesta di incontro urgente.
Pubblichiamo in allegato 2 il file excel, da noi elaborato, con la disponibilità di posti per Regione/Provincia/Sedi/Enti (trattasi di quello poi non pubblicato in allegato al Notiziario n. 7).
Infine, in allegato 3, pubblichiamo la nota pervenuta dalle RSU di PERSOMIL Roma
La riunione di oggi a PERSOCIV è stata la prima presieduta dalla dr.ssa Barbara Torrice, alla quale abbiamo formulato i nostri auguri, in qualità di neo D.G. in s.v., in sostituzione della dr.ssa Corrado.
La riunione ha riguardato il contenuto di tre circolari emanate dalla D.G., le prime due di epoca recente (la n. 77666 del 22.11.2018 esplicativa dell’accordo nazionale sulla distribuzione del FRD 2018 nella sola parte relativa alla contrattazione di sede; la n. 82847 dell’11.12.2018 avente per oggetto la pausa psicofisica) e la terza invece di epoca più lontana (la n. 72986 del 25.11.2016 relativa agli istituti dei turnisti), di cui le prime due sospese nella loro efficacia in base alla News comparsa sul sito istituzionale il 16 u.s..
Questi i contenuti e del confronto odierno e le sue risultanze conclusive.
CONTRATTAZIONE DECENTRATA PER LA DISTRIBUZIONE DEL FUS 2018
Come noi avevamo immaginato, l’ultima volta nel Notiziario n. 123 del 6.11.2018, l’accordo nazionale sulla distribuzione del FRD (ex FUA), da noi non firmato anche per questo, ha creato problemi sui tavoli locali, che sono lievitati sensibilmente dopo l’emanazione della circolare di che trattasi. Ma la circolare, sul punto, non poteva che dare le indicazioni che ha dato, tenuto conto di più fattori: la formulazione general generica contenuta nel CCNI (ricordiamo che, in base al nuovo CCNL, il tavolo locale può solo “adeguare quanto definito a livello nazionale”, e c’è poco da adeguare se nulla si è definito…); il parere degli Organi certificatori, che è parte integrante del CCNI; infine, la direttiva sulla performance 10.11.2015 tuttora vigente che, per la distribuzione del FUS, prevede gli stessi criteri di valutazione della performance individuale. Occorreva pensarci per tempo e trovare una soluzione adeguata per separare FUS e performance, come è stato fatto nel 2017 (si legga l’art. 14, comma 2, del CCNI 9.10.2017 sulla distribuzione FUS). Ma qualcuno se ne è dimenticato, e i problemi sono improvvisamente apparsi perché quella impostazione ha svuotato di fatto la contrattazione locale.
Certo, era meglio accorgersene prima e scrivere qualcosa di diverso nel CCNI, ma va bene lo stesso se il punto è come recuperare la contrattazione locale a fronte del quadro normativo sopra delineato. La soluzione prospettata è quella di rinviare ai tavoli locali solo per i criteri di distribuzione delle somme, permanendo comunque il riferimento al sistema di valutazione della performance, e la modifica della circolare dovrebbe andare in questa direzione. Ne abbiamo preso atto. Per quanto ci riguarda, abbiamo suggerito il recupero attualizzato della formulazione utilizzata per il FUS 2017, e il DG si è riservato un approfondimento.
Attendiamo pertanto conoscere la riscrittura della circolare, che dovrà ridare ruolo alla contrattazione locale.
PAUSA PSICOFISICA.
Quando, in data 5 dicembre 2018 ci fu inviata dalla D.G. in “preventiva visione” il testo della circolare, rispondemmo tramite mail alla stessa D.G. esprimendo l’avviso che “alla vigilia dell’avvio del confronto negoziale sul CCNI Difesa 2018-2020 parte normativa e a piattaforme già presentate (la nostra, è stata inviata via mail in data 22 novembre u.s.), l’Amministrazione dovrebbe astenersi dall’emanare circolari interpretative/applicative unilaterali di istituti contrattuali, sulla base di pareri e orientamenti altrettanto unilaterali venuti dall’ARAN”. Nella stessa mail, però, sollevammo pure l’allarme sulla cancellazione della possibilità di rinuncia alla pausa psicofisica in essere da venti anni nella Difesa “atteso che la materia è stata oggetto di specifico accordo sindacale a livello di Gabinetto mai disapplicato”, e segnalammo al contempo “l’inopportunità di una sua cancellazione unilaterale, che peraltro potrebbe avere pesanti ricadute anche sul versante personale e familiare delle lavoratrici e dei lavoratori.”
Abbiamo poi letto (nota del 10.12.2018) le osservazioni proposte da altre sigle, anche condivisibili (in particolare il rinvio al tavolo di confronto per l’individuazione delle fasce temporali), ma non vi abbiamo trovato quello che per noi era e resta il problema principale innescato da quella circolare: l’abrogazione della possibilità di rinuncia alla pausa psicofisica, che ha già generato parecchi problemi. Ne prendiamo atto, pur con qualche stupore.
Sappiamo bene che alla base di tutto c’è il CCNL, cui hanno fatto seguito gli orientamenti applicativi dell’ARAN, non contestati da chi quel CCNL lo ha confezionato; pur tuttavia, pensiamo che una soluzione vada comunque trovata rispetto ai problemi che ha generato a molte colleghe e colleghi, e noi cercheremo comunque di trovarla all’interno del CCNI parte normativa, avendo sul punto avanzato una proposta dentro la nostra piattaforma già presentata all’Amministrazione.
Abbiamo perciò convenuto con la dr.ssa Torrice sul mantenimento della sospensione della circolare disposta con la News del 16 u.s., che permarrà dunque fino alla definizione della questione in sede di CCNI. Per quanto ci riguarda, questo non può non produrre il ripristino delle situazioni precedenti alla sua emanazione.
ISTITUTI VARI PER IL PERSONALE TURNISTA
La circolare n. 72986 del 25.11.2016 avente per oggetto “Personale turnista. Istituti vari”, che in alcuni punti oggi risulta disallineata rispetto alle norme del nuovo CCNL, verrà anch’essa sospesa in attesa di ridefinirne le regole all’interno del nuovo CCNI, in particolare per quanto attiene la pausa psicofisica (sinora non inferiore a 15 minuti, in virtù di quanto concordato nel 2007) e il calcolo delle assenze a vario titolo che disponeva il diverso conteggio delle assenze, con debito superiore alle sei ore, rispetto al valore del turno, con le storture prodotte, in particolare in materia di assenze per malattia.
Nella seconda parte della riunione, abbiamo rappresentato due altre questioni.
BANDO DI MOBILITA’ 23.01.2019
La prima, e più preoccupante, è quella che si riferisce al bando di mobilità interna volontaria pubblicato su concorsi on line in data 23 u.s., e di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 7 di pari data.
Ebbene, nel verificarne dopo la pubblicazione i contenuti, abbiamo individuato diversi problemi.
Il primo fra tutti è la permanenza in molti casi, a similitudine del primo bando di luglio 2016, del “grado di scopertura zero”, che nega al lavoratore l’uscita e ne impedisce addirittura la presentazione della domanda.
Sul punto, nella riunione del 13.12.2018 (si veda il Notiziario n. 128 di pari data e il comunicato unitario CGIL-UIL-FLP-UNSA), era stato raggiunto un accordo sul tavolo politico, che è stato totalmente disattesoe di questo chiederemo conto.
Altre storture da noi rilevate: le diverse disponibilità, in profili e negli Enti/Sedi, rispetto a quelle a noi comunicate dalla D.G. con mail del 24.12.2018, segno evidente che qualcuno ci ha messo la mano successivamente operando delle modifiche senza informarne le OO.SS. (la circostanza ci ha impedito di pubblicare il file excel che avevamo predisposto e che stiamo rielaborando); la scomparsa, sul bando, del grado di scopertura per profilo, che viene evidenziato solo al lavoratore al momento dell’accesso on line per la domanda di partecipazione, con quale idea di trasparenza è facile intuire.
In buona sostanza, nulla (o quasi) è cambiato rispetto al 2016. Ci chiediamo quali siano stati i contenuti e gli esiti dei confronti sui tavoli tecnici di SMD, SGD e Giustizia Militare, ai quali noi non abbiamo partecipato per la non firma del CCNL da parte di FLP.
Ma forse questo è anche il risultato di una miopia di parte sindacale, quella di chi ha voluto agganciare la procedura e le scelte al nuovo CCNL, così impedendo la ri-sottoscrizione del “protocollo d’intesa” che sarebbe stato possibile prima dell’entrata in vigore del CCNL (è là che, in premessa, avremmo dovuto scrivere che non può esistere un grado di scopertura zero). Ma forse è frutto di altre miopie o leggerezze, avvenute sui tavoli tecnici di confronto, a cui noi non abbiamo partecipato.
Resta pero, in primis, il venir meno all’accordo politico del 13.12.2018, che è stato disatteso in toto dopo due anni di ritardo, segno evidente questo, come abbiamo già detto, che i bandi sono indigesti ad A.D. e che il sogno è quello di ritornare ai pareri degli OO.PP. Chiederemo in data di domani un incontro urgente sul tavolo politico per il necessario chiarimento, quel bando andrà certo modificato.
NOTA RSU 1^ R.A.
Abbiamo consegnato alla delegazione di parte pubblica la nota pervenuta a tutte le OO.SS. dalle RSU della 1^ Regione Aerea, che, alla luce di una non condivisa risposta di PERSOCIV ad un quesito di SMA, pone una questione in merito alla connotazione del “medico competente” di cui al c. 14 dell’art. 35 del CCNL e chiede un approfondimento. Ne restiamo in attesa.
A conclusione, abbiamo concordato con la delegazione pubblica il sollecito avvio dei tavoli negoziali per il CCNI, e ora restiamo di attesa di conoscere giorno di riunione, l’ o.d.g. e la proposta AD al riguardo.
Nella prima mattinata di oggi, sul portale “concorsi on line” del nostro Ministero, è stato finalmente pubblicato il secondo “bando di mobilità interna ordinaria volontaria del personale civile”, dopo il primo che aveva visto la luce nell’oramai lontano luglio 2016 sulla base del “protocollo d’intesa” sottoscritto in data 29.09.2015, un accordo davvero storico in quanto diede a una procedura di mobilità con regole uguali per tutti, come avviene da sempre nelle altre Amministrazioni, senza più essere subordinate ai qualche volta incomprensibili pareri discrezionali degli Organi Programmatori, come era sempre avvenuto sino ad allora.
Dunque, per questo secondo bando, ci sono voluti oltre due anni e mezzo dal primo (da luglio 2016 a gennaio 2019), nei quali ai lavoratori interessati è stato di fatto impedito l’esercizio di un “diritto”, quello di poter chiedere di essere trasferiti in altra sede o in altro Ente della nostra Amministrazione.
Comprendere e spiegare attraverso quali vie sia maturato questo enorme ritardo, non è certo un’operazione facile.
In estrema sintesi, possiamo dire che il primo anno (2017) è stato impegnato nei confronti tra Sindacato e Amministrazione (prima sui tavoli tecnici SMD/SGD, e poi su quello politico) conseguenti alle criticità emerse nel primo bando, la più importante della quale riguardava i cosiddetti “gradi di scopertura organica massima sostenibile per ciascun Ente e per singolo profilo professionale”, che erano apparsi molto bassi e in parecchi casi addirittura pari allo zero, soglie queste che hanno ridotto davvero ai minimi termini le possibilità di trasferimento. Un confronto tra le Parti con passaggi anche duri, ma alla fine concluso al Gabinetto nella riunione del 13.12.2017 (vds Notiziario n. 128 di pari data e il comunicato unitario CGIL-UIL-FLP-UNSA). E tutti allora pensavamo che a gennaio 2018 potesse uscire finalmente il secondo bando.
E invece è passato altro tempo, oltre un anno (2108), ma questa volta il responsabile primo è stato il nuovo CCNL 2016-2018, il quale, alla luce delle nuove regole, non ha consentito la sottoscrizione di un nuovo protocollo, che in effetti non è stato mai sottoscritto, con una evidente “diminutio” rispetto a prima. Forse qualcuno tra i firmatari del CCNL fece finta di nulla, come parve evincersi dalla lettura del comunicato unitario CGIL-CISL-UIL e UNSA del 9.05.2018, nel quale si faceva riferimento all’attesa del protocollo da firmare, che ovviamente non è mai arrivato. C’è stato invece, in diverse tappe, il confronto tra le Parti, prima su criteri e modalità, e poi sui “gradi di scopertura” per le diverse aree (Amministrativa/Operativa/Giustizia Militare).
In virtù del fatto che il nuovo CCNL ha reso impossibile la sottoscrizione di un nuovo protocollo, e cioè di regole condivise e sottoscritte e non modificabili unilateralmente dall’Amministrazione, i criteri e le modalità operative relative alla mobilità volontaria ordinaria che presiederanno a questo secondo bando, come anche quelle relative ai reimpieghi e ai movimenti per compensazioni, sono fissate da un atto dell’Amministrazione (Circolare n. 4867 del 23.01.2019 con allegati da “A” a “E”, che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina, in cui l’allegato “B” fissa la procedura per la mobilità volontaria ordinaria, mentre l’allegato “E” evidenzia i punteggi per la formazione delle graduatorie.
Sulla base di queste regole, è stato pubblicato in data odierna il secondo bando di mobilità ordinaria volontaria per la copertura dei posti vacanti che sono indicati nelle tabelle di cui all’allegato 1.
A seguito di detta pubblicazione, i lavoratori civili interessati potranno, a partire da oggi ed entro il 28 febbraio p.v., partecipare alla procedura (solo on line) seguendo scrupolosamente le modalità indicate nell’art. 3 del bando. Tra queste, l’indicazione dei posti da ricoprire – tutti comunque relativi a profilo professionale analogo a quello posseduto – tra quelli presenti nella tabelle in allegato 1.
Con l’occasione, si invia, in allegato, il file excel predisposto da questo Coordinamento Nazionale che reca la disponibilità dei posti messi a concorso dall’Amministrazione ordinati per Regione e Provincia, che pensiamo possa rendere più agevole la ricerca dei posti messi a concorso da parte dei colleghi interessati.
Fraterni saluti e buona partecipazione ai colleghi interessati al bando
La Ministra Trenta parla fuori dell’Arsenale di Augusta
Nei giorni scorsi, i nostri Vertici politici si sono recati in visita presso due Arsenali della Marina Militare e, nella circostanza, le OO.SS. hanno portato alla loro attenzione le problematiche in essere nell’area industriale.
Ha iniziato per primo il Sottosegretario alla Difesa on. Angelo Toffalo che il 14 e il 15 uu.ss. è stato a Taranto dove, il primo giorno, ha incontrato le OO.SS. territoriali e le RSU di MARINARSEN.
In quella circostanza, come riferito nel comunicato diffuso in pari data dal nostro Coordinamento territoriale, le Rappresentanze sindacali hanno giudicato totalmente insufficienti le n. 294 assunzioni previste nel triennio 2019-2021 dall’ultima legge di bilancio a fronte dello stato di emergenza attuale, evidenziando che solo nell’Arsenale di Taranto per l’anno corrente sono previsti circa 270 pensionamenti e che entro due anni saranno circa 600. E’ stato rappresentato che le professionalità tecniche di 2^ area (motoristi, gruisti, operatori subacquei, ecc..) richieste per gli Arsenali sono difficili da trovare sul mercato o da formare in breve tempo e che, se nulla cambierà, non si avrà il tempo neanche per trasferire il sapere e le competenze tecniche dei prossimi pensionandi ai nuovi assunti. Nella circostanza, la nostra O.S. ha inoltre consegnato la delibera 22/2014/G Corte dei Conti (che pubblichiamo in allegato 3 su questa stessa pagina), che segnala l’urgenza delle assunzioni e della formazione.
Le Rappresentanze hanno anche denunciato l’assenza di percorsi di studio specifici nel campo della navalmeccanica e degli apparati della Difesa applicati al naviglio militare. Dalle stesse Rappresentanze, è arrivato anche il giudizio di inefficacia rispetto alla scelta di A.D. di risolvere le carenze organiche tecniche degli Arsenali con il personale ex militare transitato all’impiego civile, e questo non certo per responsabilità degli stessi transitati. Grido di allarme infine da parte delle Rappresentanze per i ripetuti tagli finanziari all’esercizio, che riduce ancora di più una coperta già cortissima, provocando forti ricadute negative sul funzionamento degli Enti, a partire dai servizi di pulizia, mensa e manovalanza a quelle di manutenzione (sulle UU.NN.; sulle strutture; etc.) e di approvvigionamento di carburante. Al Sottosegretario, infine, le Rappresentanze hanno consegnato il documento datato 10.12.2018 che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, con le motivazioni della vertenza.
In data 17 gennaio u.s., è stata invece la Ministra Trenta a visitare l’Arsenale di Augusta, in occasione del viaggio in Sicilia a seguito della morte in servizio sulla nave Bergamini del nostromo G. Verde.
La Ministra ha incontrato il personale e le Rappresentanze sindacali di MARINARSEN, che hanno consegnato il documento unitario che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, nel quale esprimono forte preoccupazione “per il lento declino degli Arsenali MM che tra qualche anno,col pensionamento delle maestranze storiche senza sostituzione, rischiano inesorabilmente di chiudere i cancelli. Non sarebbe un gran risultato”. Mettendo poi l’accento sul seguente paradosso: “da un lato lo Stato che ha investito risorse per rimettere in piedi gli Arsenali M.M. e dall’altro il Ministero Difesa, che dello Stato è espressione, che non riesce ad adottare un piano straordinario di assunzioni per garantire il funzionamento di officine e reparti degli arsenali il cui personale negli anni si è drasticamente ridotto”. E anche qui la critica sull’impiego degli ex militari transitati nei settori tecnici, operazione questa che “crea delle problematiche gestionali e organizzative interne, con ricadute negative sull’efficienza degli interventi a bordo delle unità navali e del ciclo di lavorazione”.
Dunque ad Augusta come a Taranto, traspare chiaramente la delusione delle Parti sociali per le sole 294 assunzioni straordinarie per l’intera area industriale e per i prossimi tre anni, che appaiono del tutto insufficienti, e la richiesta“di dar corso a un piano straordinario e immediato di assunzioni, a breve termine, per scongiurare la paralisi degli Enti a carattere industriale, attuare un piano per la formazione del personale civile in quanto risulta un’attività indispensabile nell’ottica delle manutenzioni dello strumento militare”. Sarà così?
Ci chiediamo: a quando la visita dei Vertici politici anche all’Arsenale di Spezia e agli altri Stabilimenti industriali, in primis ai Poli dell’Esercito, per toccare con mano la situazione davvero preoccupante anche di quegli Enti?
La Ministra Trenta ieri a Roma con il D.G. AID Anselmino, in occasione della premiazione del CEDECU di Gaeta
La riunione di oggi con la Ministra della Difesa, prof.ssa Elisabetta Trenta, ha segnato, dal nostro punto di vista, la ripartenza del confronto di livello politico sulle tematiche del personale civile.
Una ripartenza a nostro giudizio positiva, che giunge dopo sette mesi di mandato e di esercizio della relativa delega durante i quali il confronto era proceduto alquanto a rilento lasciando di fatto sul tappeto i diversi e complessi problemi della categoria, e generando anche un certo malessere tra i lavoratori, come dimostra il sondaggio attivato sul nostro sito.
Da oggi si riparte, dunque, e noi speriamo vivamente che la navigazione proceda spedita e al meglio, e che approdi in tempi i più rapidi possibili a risultati concreti e tangibili.
In apertura di riunione, la Ministra ha confermato che gli incontri a livello di Gabinetto con le OO.SS. avranno una cadenza mensile, di norma ogni primo martedì del mese, e al loro interno sono previsti anche confronti tecnici sulle diverse questioni. E’ un po’ il modello di relazioni sindacali che avevamo sollecitato alla Ministra con la nostra lettera del 10 settembre u.s. (si veda il Notiziario n. 98 di pari data), che recava l’indicazione delle questioni aperte sul fronte del personale civile e anche alcune nostre proposte. Anche per questo, ci siamo dichiarati d’accordo con gli intendimenti manifestati dalla Ministra, che ha poi dato la parola al consulente prof. Bonaccini che si sta occupando del “progetto formazione”.
Detto progetto era stato già illustrato nelle sue linee generali alle OO.SS. nel corso del secondo incontro a livello di Gabinetto, e ne abbiamo riferito ampiamente nel Notiziario n. 119 del 27.10.2018: è destinato a tutti i 26.000 dipendenti civili e riguarda attività specialistiche, tecniche e amministrative a largo raggio, con costi allora quantificati dallo stesso prof. Bonaccini in 92,1 mln di € nel triennio, prodotti in massima parte dai cospicui costi di missione, che sarebbe stato possibile abbattere se i corsi di formazione fossero stati decentrati.
Ebbene, il consulente ha oggi informato le Parti sociali che il progetto ha già avuto il sostanziale via libera da parte di SNA (Scuola Nazionale di Amministrazione), che ha condiviso l’idea di una “formazione ad hoc” per la Difesa, e interesserà il personale civile di tutte e tre le aree e sarà realizzato, oltre che a Roma, anche in altre sedi decentrate (Napoli, La Spezia, Taranto, Augusta e Milano per il momento). Il prof. Bonaccini ha infine riferito che, per il 2019, verranno coinvolti in questo progetto formativo circa 3.200 lavoratori, e che allo stato si sta definendo il calendario dei corsi.
E’ poi seguito il consueto giro di tavolo, e, in apertura del nostro intervento, abbiamo in primo luogo ribadito il nostro stupore per l’incontro separato del 20 dicembre u.s., che è parso riproporre antichi rituali e vecchi modelli relazionali non certo al passo con i tempi e con gli impegni di forte discontinuità rispetto al passato che si dice dovrebbero connotare questa stagione politica, anche in ambito Difesa. A tal proposito, la Ministra ha risposto assicurando il coinvolgimento di tutte le OO.SS. nei confronti che verranno.
In merito al “progetto formazione”, che è tra i punti più qualificanti delle tematiche segnalate alla Ministra con la nostra nota datata 10 settembre u.s., la nostra O.S. ha espresso un deciso apprezzamento per la scelta che appare assolutamente nuova in una Amministrazione, la nostra, che storicamente non ha mai brillato per l’attenzione al tema della formazione. Abbiamo anche espresso un pieno apprezzamento per le rassicurazioni ricevute dal prof. Bonaccini in merito al coinvolgimento, all’interno del progetto formativo, di tutto il personale, e dunque anche di quello di 2^ area e di quello appartenente alla 1^ Area, che – è quanto mai utile ricordarlo – era escluso da lungo tempo da qualsiasi processo formativo.
In merito alla altre tematiche, abbiamo ricordato l’elenco dettagliato che ne abbiamo fatto all’interno della già richiamata nota invita alla Ministra in data 10 settembre ( Notiziario n. 98 di pari data). Su alcune di queste tematiche, già segnalate come prioritarie nella nota inviata alla Ministra alla vigilia dell’incontro di oggi (si veda il Notiziario n 3 del’11 gennaio u.s.), ci siamo in sede di incontro soffermati ulteriormente e ne riprendiamo qui, di seguito, brevemente i termini.
Piano straordinario di assunzioni: come già detto nel Notiziario n. 1 del 7 gennaio 2019, le 294 assunzioni disposte dalla legge 31.12.2018, n. 145, di cui a breve partirà il relativo bando, offrono certamente un pò di ossigeno agli Enti dell’area industriale a cui sono destinate, ma in nessun modo possono risolverne le criticità in materia di fabbisogno di personale. Occorreranno evidentemente altre assunzioni straordinarie, ma per far questo dovremo convincere il MEF, e la cosa non sarà facile fin quando il processo di riduzione delle risorse umane innescato dalla Legge Di Paola (legge 31.12.2012, n. 244) non subirà ripensamenti e modifiche, come oggi chiedono in tanti sia sul fronte interno alla Difesa (ricordiamo, a tal proposito, il grido di allarme lanciato dal Gen. Farina, Capo di SME, in sede di audizione parlamentare) sia sullo stesso fronte sindacale, dove oggi quasi tutte le OO.SS. chiedono di rivedere la legge 244, anche se a suo tempo ci hanno lasciato da soli nell’opposizione al progetto Di Paola e nello scendere in piazza contro i suoi intendimenti (si legga il Notiziario n. 94 del 9 luglio 2012, che recava un titolo alquanto illuminante (“Il coraggio di esserci, anche da soli”) e in allegato le foto di quella grande manifestazione). E’ tempo che si comprenda l’urgenza di un passo all’indietro – tenuto anche conto che i traguardi immaginati in termini di riequilibrio di bilancio non sono stati raggiunti e che la spesa per il personale è ancora lievitata – e che vengano rivisti i numeri degli organici finali del processo di riordino. Per questo motivo, abbiamo detto di ritrenere necessario un tavolo di confronto sulle criticità innescate dalla Legge 244.
Fondo aggiuntivo personale civile: dopo l’importante novità legata all’accordo del 5 aprile 2017 con l’attribuzione, via legge di bilancio 2018, di 63 mln per il triennio 2018-2021, il problema – fortemente avvertito dalla categoria – delle basse retribuzioni accessorie rispetto a quelle in essere in altre AA.CC., sembra scivolato verso il basso nell’ordine di priorità del tavolo nazionale. Noi pensiamo che questa questione debba essere rilanciata e collocata in posizione prioritaria tra le tematiche che diverranno oggetto di confronto nei prossimi martedì, riprendendo il filo del 2017 sul fondo aggiuntivo e con messa in disponibilità da parte di A.D. di ulteriori risorse rispetto ai 63 mln in tre anni già accantonati.
Progressioni verticali e problema area 1^: continua ad appararci inaccettabile la previsione contenuta nel Piano Triennale di Fabbisogno del personale (PTFP) di n. 100 progressioni interne tra le aree funzionali, di cui 50 da area 2^ a 3^ e n. 50 da 1^ a 2^ area. Quest’ultima previsione ci è sembrata addirittura offensiva con riferimento ai circa 1.700 dipendenti di area 1^, per i motivi che abbiamo ripetutamente evidenziato in passato e che permangono tutti allo stato anche alla luce della conferma dell’assetto professionale venuta dal CCNL, che anche per questo FLP non aveva firmato. Occorre trovare una soluzione che aumenti, e anche significativamente, il numero delle progressioni previste nel 2019.
Nei prossimi giorni, su richiesta dell’Amministrazione, segnaleremo le nostre priorità ai fini degli argomenti da iscrivere all’o.d.g. dei confronti periodici (il prossimo, sarà il primo martedì di febbraio p.v.).
In sede di repliche agli interventi del tavolo sindacale, i componenti della delegazione di parte pubblica hanno fornito le seguenti ulteriori comunicazioni:
Bando di mobilità interna volontaria: a oltre due anni dal primo bando pubblicato nel luglio 2016, è annunciata finalmente, per la prossima settimana, la pubblicazione del secondo bando che, a guardare le percentuali di scopertura previste, offriranno comunque ben poche opportunità come abbiamo già detto.
CCNI parte normativa: riprenderà a breve il confronto tra le Parti sindacali e la delegazione trattante, e ripartirà proprio dalle materie che sono stato oggetto di circolari applicative di PERSOCIV (criteri di distribuzione del FUS 2018, di fatto non normato dal CCNI 6.11.2018 come da noi ripetutamente denunciato; cancellazione della possibilità di rinuncia alla pausa psicofisica, la cui riconferma è invece inserita all’interno della nostra piattaforma per il CCNI già inviata ad A.D.; turni. Nelle more dei confronti, le circolari della D.G. dovrebbero essere temporaneamente sospese, la prima limitatamente alla parte relativa al FUS.
Benefici pensionistici per servizio in polverifici e lavori insalubri: A.D. ha riferito che sono ancora in itinere le iniziative già annunciate alle Parti sociali nel corso della riunione del 1.12.2016, e segnatamente quelle di modifica legislativa, che necessitano però del concerto con altre AA.CC.. E’ del tutto evidente come su questa questione sia necessario, e anche rapidamente, fare un preciso punto di situazione.
Il prossimo incontro, su argomenti però ancora da definire, è come detto previsto per il 5 febraio p.v.
(Giancarlo Pittelli)
ULTIMORA – 16.01.2019
La Direzione Generale ha pubblicato a fine mattinata sul proprio sito la news che pubblichiamo di seguito in allegato 1 su : a seguire, ha inviato alle OO.SS. la convocazione di cui all’allegato 2.
Notiziario FLP DIFESA n. 3 dell’ 11 gennaio 2019 –
Elisabetta Trenta, Ministra della Difesa
Il prossimo 15 gennaio p.v. iniziano i “primi martedì della Trenta” (in allegato 2, la convocazione del Gabinetto) e noi ci avviciniamo a questa scadenza con l’animo gravido di speranze, ma anche con tutto il peso di questi primi mesi inconcludenti in materia di problematiche del personale civile che sono rimaste del tutto irrisolte.
Sono trascorsi esattamente sette lunghi mesi da quando la prof. Elisabetta Trenta è diventata Ministro della Difesa. Sette lunghi mesi, 210 giorni di mandato e di esercizio della delega in materia di personale civile, e dobbiamo dire – anche con il conforto del sondaggio attivato sul nostro sito (oltre il 60% dei partecipanti ha espresso un giudizio tra “molto negativo” e “negativo”; un altro 18%, quello di“insufficiente”) – che l’operato della Ministra in questi mesi non è stato apprezzato positivamente dalla nostra gente.
Dobbiamo dire che, all’esordio, la nuova Ministra si era presentata davvero bene. In particolare, la scelta di tenere per sé, e dunque di gestire direttamente, le questioni relative al personale civile e il confronto politico con le OO.SS., davvero una novità assoluta nel nostro Ministero rispetto alle consuetudini del passato, che cogliemmo allora “come segnale, estremamente positivo, di attenzione verso la componente civile”, come abbiamo rilevato nel nostro intervento nel corso del primo incontro della Ministra con le OO.SS. nazionali (si veda il Notiziario n. 78 del 19.07.2018).
Anche per questo, quando in data 26 luglio la Ministra delineò le proprie linee programmatiche di fronte alle Commissioni Difesa nelle quali non trovarono spazio adeguato le problematiche del personale civile, restammo un po’ sorpresi e lo dicemmo con franchezza (“esibito il nulla sulle questioni d’interesse dei civili”, vds. Notiziario n. 86 del 9.08.2018).
Dopo la pausa estiva, in previsione del secondo programmato incontro di settembre, la nostra O.S. inviò in data 10.09.2018 alla Ministra una nota recante il nostro “inventario delle problematiche da affrontare anche con alcune soluzioni possibili e alcune proposte per l’organizzazione dei tavoli…..”, della quale abbiamo riferito nel Notiziario n. 98 del 10.09.2018. In buona sostanza una sorta di piattaforma per il confronto tra le Parti, che sembrava dovesse decollare da quel momento.
Il secondo incontro c’è poi effettivamente stato a fine ottobre (vds. Notiziario n. 119 del 27.10.2018), la Ministra però non vi partecipò, e la riunione avvenne con il V. Capo di Gabinetto e con i due Consiglieri della Ministra, che informarono le OO.SS. su un “progetto formazione”, di cui ancora oggi sfuggono i dettagli, e sull’iniziativa presso la F.P. per il varo di “piano straordinario” di assunzioni. Oggi, si sa come sia andata a finire: inizialmente, neanche un’assunzione per il M.D. nel Disegno di Legge di bilancio 2019 varato dal Consiglio dei Ministri, presente la Trenta; poi, solo 294 assunzioni nel triennio con la legge n. 145/2018.
In conclusione, il bilancio di questi sei mesi non ci appare per nulla confortante, il tutto in un quadro che ha visto non un solo problema affrontato, non un solo confronto su uno dei temi proposti dalle OO.SS., non una sola iniziativa portata a termine e neanche un segnale di attenzione ai nostri problemi. E la nostra gente sembra proprio essersene accorta, in base ai risultati del sondaggio sul nostro sito….
Se questo è il quadro di situazione, dobbiamo ribadire che appare quanto mai urgente, a nostro avviso, una decisa inversione di marcia. L’idea dei “primi martedì” del mese sulle tematiche civili può servire allo scopo, ma andrà verificata sul campo, e a partire proprio dal primo incontro del 15 gennaio p.v.
Alla vigilia del quale, abbiamo pensato di inviare alla Ministra Trenta la lettera qui allegata nella quale, facendo seguito alla nostra precedente del 10 settembre che indicava le questioni che necessitavano di essere affrontate, abbiamo segnalato alcune priorità: la revisione della Legge 244 anche ai fini delle assunzioni che urgono; il non più rinviabile punto di situazione sui transiti di personale ex militare; le progressioni da area ad area; una proposta, forse anche provocatoria, in materia di performance individuale, proposte che riproporremo ovviamente tutte sul tavolo.
E attenderemo con molto interesse le risposte di Amministrazione Difesa.
La vignetta comparsa qualche mese fa sul giornale “IL FOGLIO” a proposito delle buche di Roma….
Nel Supplemento Ordinario n. 62/L della Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31.12.2018, è stata pubblicata la legge 30.12.2018, n. 145 recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021”, votata da entrambe le Camere con il voto di fiducia chiesto dal Governo, e dunque senza alcun esame e discussione preventiva in Commissione Bilancio (su questa stessa pagina, pubblichiamo in allegato 1 il testo della legge e in allegato 2 la tabella 11 relativa alle spese autorizzate per il Ministero Difesa).
La manovra votata dal Parlamento risulta molto diversa dal disegno di legge varato dal Governo a metà ottobre: alleggerita nei numeri (non più 37 mld, ma 32), corretta nei saldi, significativamente modificata nel testo e nei contenuti, esiti questi della lunga “querelle” con le Istituzioni europee, che avremmo dovuto ammutire e che invece sembrano esserne uscite alla fine vincitrici, visto le modifiche intervenute sia nel rapporto deficit/PIL che nella riduzione del dato di crescita economica 2019 (nell’allegato 3 su questa stessa pagina, le novità della manovra).
Per la Difesa, sono davvero poche le novità, e in alcuni casi, peraltro, anche poco esaltanti.
Abbiamo già riferito nel Notiziario n. 141 del 27.12.2018 , a fronte delle previste 33mila assunzioni nel settore pubblico, dell’“assunzione straordinaria nel triennio 2019-2021 di complessive n. 294 professionalità civili, tutte del settore tecnico (30 di area 3^ e 264 di area 2^), destinate in particolare agli Enti dell’area industriale al ritmo di 98 all’anno (10 di area 3^ e 88 di area 2^)”, che la relazione illustrativa che accompagna la norma (art. 1, comma 305, del testo finale) destina solo ai 3 Arsenali e ai 10 Stabilimenti AID (non sono citati né i 5 Poli dell’esercito. nè i Centri Tecnici, ma fortunatamente l’”elenco non è esaustivo”). Ebbene, 294 assunzioni nel triennio per una ventina circa di Enti industriali fanno una media annua, per ciascuno, di quattro/cinque, meno del numero dei cessati dal servizio di quell’anno. Davvero poco, anzi quasi nulla, rispetto alle precise e gravi esigenze rappresentate dagli OO.PP. e agli impegni della stessa Ministra.
Queste alcune altre novità per il nostro Ministero:
il comma 227 dell’art. 1 prevede l’istituzione di un “fondo” annuo di 1 mln. di € nel triennio 2019-2021 “al fine di potenziare gli interventie le dotazioni strumentali in materiadi difesa cibernetica nonché di rafforzare e le capacità di resilienza energetica nazionale”;
il comma 423, let. b, dell’art. 1 coinvolge gli “immobili in uso alla Difesae non più utili alle finalità istituzionali” nel programma di dismissioni previsto dal comma 422 volto a conseguire introiti nel triennio (950 milioni € nel solo anno 2019), traguardi di certo molto difficili da raggiungere (e l’Europa lo sa bene);
il comma 797 dell’art. 1 dispone che “le spese militari siano ridotte di 60 mln € a decorrere dall’anno 2019 e di ulteriori 531 mln € nel periodo dal 2019 al 2031” relativi alle spese di cui all’art. 1, comma 140, della Legge di bilancio 2017 (finanziamento investimenti e sviluppo infrastrutturale Paese), una riduzione questa, ammesso che cosi avvenga, ampiamente compensata dalle ultime scelte del Governo in materia di F35 con buona pace dei proclami sin qui sentiti (vds. articolo comparso su ILFATTO QUOTIDIANO che pubblichiamo in allegato 4 su questa stessa pagina).
Da segnalare inoltre lo stanziamento di altri 70 mln di € per interventi correttivi in materia di riordino di ruoli e carriere militari. Come si vede, la musica resta sempre la stessa anche con il governo gialloverde.
Ma la norma che ha attirato maggiormente l’attenzione dei media e che ha fatto arrabbiare molti, è quella contenuta nel comma 933 dell’art. 1 che prevede che il Ministero Difesa provveda ad eseguire, in via emergenziale, “interventi di ripristino straordinario della piattaforma stradale della grande viabilità” nella citta di Roma.
Detto in modo più crudo, in caso di emergenze (ma a Roma oramai è quasi tutta emergenza….), il M.D. dovrà intervenire per tappare le buche che popolano oggi le vie di comunicazione di Roma, con costi finanziati dallo Stato.
Appare qui, in tutta evidenza, il tentativo maldestro di dare una mano alla Sindaca Raggi oggi in grande difficoltà, ma averlo fatto tirando dentro il Ministero della Difesa non ha certo reso un servizio alle Forze Armate E, a tal riguardo, invitiamo alla lettura dell’articolo comparso sul Messaggero del 23 dicembre u.s., che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 5.
Buon anno 2019 a tutte le colleghe e a tutti i colleghi!
Il DDL Bilancio 2019 e triennale 2019-2021, arrivato al Senato il 22 u.s. in forma di maxiemendamento (articolo unico, con 654 commi), dopo un fugacissimo passaggio in Commissione Bilancio per correggere alcuni errori, è stata a notte inoltrata votato con la fiducia dal Senato, ed ora passerà in seconda lettura alla Camera, che farà solo finta di discutere ma non potrà in ogni caso modificarne di una virgola il testo, in quanto, ove così fosse, dovrebbe tornare al Senato rendendo certo l’esercizio provvisorio.
Mai avvenuto, in oltre 70 anni di vita repubblicana, che sia mancata la discussione e il confronto sulla legge certo più importante che definisce le politiche del Governo per l’anno a venire, e che il Parlamento sia stato ridotto al mero ruolo di passacarte e di votificio, con un evidente vulnus al dettato costituzionale.
Abbiamo già pubblicato sul nostro sito in data 22 u.s. la “News” con il testo del DDL bollinato giunto in Senato; pubblichiamo ora, su questa stessa pagina in allegato 1, il testo licenziato dallo stesso Senato con le modifiche intervenute, e che verosimilmente sarà quello della legge definitiva, e anche, in allegato 2, l’utilissimo “quadro di sintesi”.
In quella “News”, abbiamo dato notizia che “il comma 163-sexies del maxiemendamento prevede per il M.D. l’assunzione straordinaria nel triennio 2019-2021 di complessive n. 294 professionalità civili, tutte del settore tecnico (30 di area 3^ e 264 di area 2^), destinate in particolare agli Enti dell’area industriale al ritmo di 98 all’anno (10 di area 3^ e 88 di area 2^)”. E’ utile ora, a testo noto, fare alcune considerazioni.
Dopo i blocchi del turnover intervenuti a getto continuo negli anni passati e la progressiva riduzione e invecchiamento della forza lavoro pubblica, che nella Difesa aveva prodotto i danni che tutti ben conosciamo, la nuova Ministra alla P.A. Bongiorno si era lodevolmente impegnata ad aprire una pagina nuova. E così in effetti è stato: il testo del DDL licenziato dal Senato prevede, nel complesso, ben 33mila assunzioni pubbliche nel triennio, accompagnate però dal blocco sino al 15 novembre p.v. del turnover e dalla proroga di un anno delle graduatorie dei vecchi concorsi (ma nella M.D., tutte le vecchie graduatorie sono già state svuotate).
Di queste 33mila nuove assunzioni, il numero di gran lunga maggiore è destinato al comparto Istruzione e Università (11.500 addetti alle pulizie delle scuole; 2.000 maestri; 226 ATA; 1000 ricercatori per le Università; 400 istituti musicali etc.).
Al secondo posto, si classificano le Forze dell’Ordine, con 6.150 nuove assunzioni che riguardano in modo particolare i Vigili del Fuoco (1500 nel 2019) ma anche Polizia, Carabinieri etc. Neanche una assunzione invece per le FF.AA., e il motivo sta negli obiettivi di riduzione al 2024 fissati dalla L. 244/2012, contro cui a suo tempo solo FLP è scesa in piazza (6.07.2012).
Al terzo posto della predetta graduatoria si classificano invece i Ministeri, tra i quali la parte del leone la fanno la Giustizia (3.000 assunzioni in tre anni, vds. commi 164…167), gli Interni (725 assunzioni nel triennio, vds. comma 168) e gli Esteri (300 nuove assunzioni ma tutte nel 2019, vds. comma 168-bis). Dunque, la Difesa, rispetto ai predetti Ministeri, arriva buon’ultima, con solo 294 assunzioni nel triennio, che la relazione illustrativa (pag 222 del testo in allegato 1 che pubblichiamo) destina solo ai tre Arsenali della Marina Militare e ai 10 Stabilimenti di Agenzie Industrie Difesa (non vengono citati né i cinque Poli dell’Esercito nè i Centri Tecnici, ma a onon del vero si legge anche nella medesima relazione che l’”elenco non è esaustivo”…. e menomale!).
Dunque, 294 assunzioni nel triennio per una ventina circa di Enti industriali fanno una media annua, per ciascun Ente, di quattro/cinque assunzioni, e dunque meno del numero dei cessati dal servizio di quell’anno. Davvero poco, quasi nulla!
Il risultato per il M.D. non appare certo esaltante ma solo un contentino, ancorchè le 294 assunzioni nel triennio apporteranno comunque un pò di ossigeno, ma in dosi marcatamente insufficienti rispetto alle precise esigenze rappresentate dagli OO.PP. e agli impegni precisi presi con le OO.SS. dalla prof. Trenta (1500 assunzioni straordinarie nel triennio).
Segno chiaro, questo, di una evidente debolezza della Difesa sui tavoli che contano, che indubbiamente permane anche con la nuova Ministra e all’interno del nuovo quadro politico uscito dal voto del 4 marzo.
La montagna ha davvero partorito il topolino… e i problemi certo continueranno!
Notiziario FLP DIFESA n. 12 del 5 febbraio 2019 – Dopo la riunione del 15 gennaio u.s. (si veda il Notiziario n. 4 di pari data) e la conferma in quella sede della disponibilità della Ministra Trenta a incontri mensili con le OO.SS. sulle tematiche relative al personale civile (rispetto alle quali abbiamo fornito al […]
Notiziario FLP DIFESA n. 11 del 31 gennaio 2019 – Il 5 p.v., iniziano al Gabinetto, speriamo in presenza della stessa Ministra che ha mantenuto la delega alle relazioni sindacali, le riunioni periodiche con le OO.SS. che verranno calendarizzate, di norma, ogni primo martedì del mese (“i primi martedì della Trenta”, li abbiamo definiti in un […]
Notiziario FLP DIFESA n. 10 del 29 gennaio 2019 – Dopo due anni e mezzo di studi, approfondimenti, verifiche, tavoli, discussioni e confronti vari, in molti tra noi erano convinti che, dopo gli esiti poco confortanti del primo bando dell’11 luglio 2016 (Notiziario n. 84 di pari data), l’attesa pubblicazione del secondo bando servisse a […]
Notiziario FLP DIFESA n. 8 del 24 gennaio 2019 – La riunione di oggi a PERSOCIV è stata la prima presieduta dalla dr.ssa Barbara Torrice, alla quale abbiamo formulato i nostri auguri, in qualità di neo D.G. in s.v., in sostituzione della dr.ssa Corrado. La riunione ha riguardato il contenuto di tre circolari emanate dalla […]
Notiziario FLP DIFESA n. 7 del 23 gennaio 2019 – Nella prima mattinata di oggi, sul portale “concorsi on line” del nostro Ministero, è stato finalmente pubblicato il secondo “bando di mobilità interna ordinaria volontaria del personale civile”, dopo il primo che aveva visto la luce nell’oramai lontano luglio 2016 sulla base del “protocollo d’intesa” […]
Notiziario n. 6 del 21 gennaio 2019 – Nei giorni scorsi, i nostri Vertici politici si sono recati in visita presso due Arsenali della Marina Militare e, nella circostanza, le OO.SS. hanno portato alla loro attenzione le problematiche in essere nell’area industriale. Ha iniziato per primo il Sottosegretario alla Difesa on. Angelo Toffalo che il […]
Notiziario FLP DIFESA n. 4 del 15 gennaio 2019 – La riunione di oggi con la Ministra della Difesa, prof.ssa Elisabetta Trenta, ha segnato, dal nostro punto di vista, la ripartenza del confronto di livello politico sulle tematiche del personale civile. Una ripartenza a nostro giudizio positiva, che giunge dopo sette mesi di mandato e […]
Notiziario FLP DIFESA n. 3 dell’ 11 gennaio 2019 – Il prossimo 15 gennaio p.v. iniziano i “primi martedì della Trenta” (in allegato 2, la convocazione del Gabinetto) e noi ci avviciniamo a questa scadenza con l’animo gravido di speranze, ma anche con tutto il peso di questi primi mesi inconcludenti in materia di problematiche […]
Notiziario FLP DIFESA n. 1 del 7 gennaio 2019 – Nel Supplemento Ordinario n. 62/L della Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31.12.2018, è stata pubblicata la legge 30.12.2018, n. 145 recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021”, votata da entrambe le Camere con il voto […]
Notiziario n. 141 del 27 dicembre 2019 – Il DDL Bilancio 2019 e triennale 2019-2021, arrivato al Senato il 22 u.s. in forma di maxiemendamento (articolo unico, con 654 commi), dopo un fugacissimo passaggio in Commissione Bilancio per correggere alcuni errori, è stata a notte inoltrata votato con la fiducia dal Senato, ed ora passerà […]