Notiziario FLP DIFESA n. 35 dell’11 aprile 2019 –

Ultimamente, il nostro Ministero compare sempre più spesso nelle cronache dei media, alcune volte per motivi meritori (per es., il preannuncio di costituzione di parte civile da parte dell’Arma e dello stesso Ministero nel processo per la morte di Stefano Cucchi, che si sta celebrando presso la Corte d’Assise di Roma e che sta turbando molte coscienze), altre volte, invece, per fatti anche meno apprezzabili.  Ne raccontiamo un paio.

Il primo fatto riguarda il presunto “scippo” (così è stato definito dai media) di due caccia F-35 a decollo verticale che sarebbe stato operato, a danno della Marina e a favore della sua F.A. (l’Aeronautica), da parte del nuovo Capo di SMD, gen, Enzo Veciarelli, il che avrebbe mandato su tutte le furie l’attuale Capo di SMM, l’amm. Valter Girardelli, e avrebbe reso necessario il diretto intervento della nostra Ministra .

L’ha rivelato l’Agenzia ADN Kronos, che così ha raccontato la incredibile vicenda tra i due Capi di SM: “Nei corridoi si racconta di liti senza precedenti e telefonate roventi. C’è chi addirittura sostiene che nella disputa sia entrata la ministra Elisabetta Trenta, protagonista di una scenata a Vecciarelli che avrebbe lasciato il segno. Ma dal Ministero frenano, assicurano che Trenta è intervenuta sì, ma solo per mediare. Con una lettera, dai toni cordiali, in cui invita il Capo di Stato maggiore della Difesa ad attenersi alle linee programmatiche definite dal ministero. Nella commessa di F35 – ad opera del precedente governo e che tanto ha fatto discutere in passato – ci sarebbero infatti aerei tradizionali ed altri, appunto, a decollo verticale. Questi ultimi, proprio per la loro particolare caratteristica, si prestano a spiccare il volo e ad atterrare anche in spazi limitati, come i ponti delle portaerei: per questo, la Marina militare era stata scelta per le prime consegne di F35 a decollo verticale. Prima che Vecciarelli decidesse diversamente».

E la decisione del Capo SMD avrebbe destinato i due F-35B a decollo verticale alla base di Amendola, per costituire un secondo gruppo di volo, là dove ne esiste comunque già uno con gli stessi F35.

Il secondo fatto, certo meno eclatante ma al tempo stesso non meno importante, riguarda la messa in disponibilità, ai fini della loro collocazione sul mercato, di immobili della Difesa ritenuti non più utili alla nostra Amministrazione. Il problema non è certamente nuovo, da anni si guarda a quelle infrastrutture come a gioielli di famiglia potenzialmente buoni a produrre risorse per lo Stato in un momento di crisi economica, ma tutti i tentativi fatti nel passato non pare abbiano prodotto risultati significativi in termini di cassa.

Ora la questione è stata rilanciata con forza, anche alla luce, evidentemente, dei dati di finanza pubblica che, ben lungi dalle previsioni ottimistiche di inizio anno di alcuni esponenti di governo (il premier Conte aveva parlato del 2019 come di “un anno bellissimo”..), disegnano invece un quadro a tinte alquanto fosche, e il DEF varato nell’ultimo Consiglio dei Ministri, pur non noto ancora nei dettagli, ne certifica comunque l’esistenza.

I particolari sul fronte degli immobili sono stati resi noti da un articolo de IL SOLE 24 ORE del 9 u.s., nel quale di afferma che, nelle prossime ore, “la Ministra manderà al Demanio la proposta di una prima lista di 41 caserme e altre strutture militari”, dai quali il Governo si attenderebbe ricavi “per 950 mln complessivi”. Pubblichiamo su questa stessa pagina l’articolo de IL SOLE 24 ORE, dal quale traiamo comunque un’altra importante notizia: che è in arrivo, dopo l’estate, da parte di una “task force” appositamente costituita e coordinata dal generale dell’Aeronautica Giancarlo Gambardella, la bozza di “un master plan di rivisitazione generale dei beni delle tre FF.AA.”, che individuerà verosimilmente altri immobili da collocare sul mercato.

Dunque, sembra propria che la prof. Trenta voglia fare stavolta davvero sul serio, anche per diventare protagonista in positivo, proprio lei che in questi mesi ha avuto non grande visibilità ed è stata messa in discussione anche all’interno dello stesso M5S.

Ne vedremo verosimilmente gli effetti a breve, forse già dopo la consultazione europea del 26 maggio, posto che i commentatori politici prevedono, per il dopo elezioni, un rimpasto della compagine di  governo, dove la casella di Ministro della Difesa pare essere quella a maggior rischio di ricambio.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: 07-04.2019 – articolo de IL SOLE 24 ORE sulla dismissione di immobili della Difesa

 

Notiziario FLP DIFESA n. 34 del 5 aprile 2019 –

Il problema relativo ad un impiego del personale civile in generale non soddisfacente sotto il profilo professionale e quasi sempre sottovalutato e sottodimensionato nel raffronto con il personale militare da sempre favorito nell’attribuzione degli incarichi anche in settori più propriamente civili (settore amministrativo, per es.), è un problema che si trascinava da tempo e che nasceva dalla mancanza di regole chiare al riguardo.

Fu anche per questo che, dopo averlo fatto in parecchie altre circostanza, il problema fu posto dalle OO.SS. nazionali con particolare forza nel corso degli incontri no stop, avvenuti a luglio 2013 tra le OO.SS. e l’allora Sottosegretario Pinotti, sugli schemi di decreti attuativi della L. delega 31.12.2012 n. 244.

Con un risultato, alla fine, significativo ed importante: l’art. 1, c. 2-bis, del D. Lgs n. 7/2014 ha disposto la fissazione di “criteri”  per  l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale” per il tramite di apposito “Regolamento.

Che però, nonostante le ripetute richieste di FLP DIFESA, non ha mai visto la luce in quanto, nell’incontro separato del 14.12.2015 con CGIL-CISL-UIL, l’on Pinotti – nel frattempo divenuta Ministra – ne ottenne incredibilmente la sua cancellazione e la “sostituzione” con un “protocollo d’intesa”, che è uno strumento certo meno idoneo ed esigibile di una norma legislativa.

Pur in disaccordo con quella scelta, la nostra O.S. scelse allora di partecipare ai tavoli per la definizione del “protocollo”, all’interno del quale, su nostra richiesta, fu previsto il rinvio a “specifiche e coordinate direttive applicative” precedute da “sessioni informative con le OO.SS.”.

E così effettivamente è avvenuto. A conclusione del percorso informativo e di confronto, in data 28.06.2017 venne emanata la “Direttiva per i criteri d’impiego del personale civile” a firma congiunta SMD/SGD, sui contenuti della quale il giudizio di FLP DIFESA fu netto sin da subito: una sostanziale condivisione per quanto riguarda le direttive per l’impiego in area tecnico/amministrativa (T/A) e in quella degli Enti dell’area industriale, ma un giudizio negativo per quanto riguarda le direttive d’impiego per l’area tecnico-operativa (T/O), quella delle FF.AA. dove peraltro sono impiegati ben oltre il 70% dei civili. Infatti, a nostro avviso, l’idea espressa in Direttiva che quella T/O sia un’area a forte connotazione militare e come tale esclusa ab origine da qualsiasi distribuzione di ruoli di responsabilità e di competenze tra personale militare e civile, avrebbe comportato il rischio di codificare definitivamente  una posizione secondaria per i civili, o peggio ancora subalterna, affermando in quell’area la preminenza del personale militare in tutti (o quasi) gli ambiti lavorativi, anche in quelli di attività e settori ricondotti dal protocollo ai lavoratori civili, atteso che la discrezionalità del Dirigente, come insegna l’esperienza, è quasi sempre orientata verso le professionalità militari. Prova ne sia che, in linea di continuità, gli SS.MM. hanno sempre continuato ad assegnare incarichi di responsabilità a personale SU, in primis marescialli, pur in presenza negli stessi Enti di funzionari destinati invece a ruoli di supporto e di minore responsabilità.

Una linea di tendenza tuttora viva e vegeta, e oggi accentuata dal fatto che, in virtù dell’art. 5, co. 5, del D. Lgs. n. 94/2017 (riordino ruoli e carriere personale FF.AA.), la carriera del ruolo marescialli dovrà avere “uno sviluppo direttivo” e che, al contempo, la tabella di corrispondenza (il cui legame con la Direttiva è evidente, vds. comunicato CGIL-UIL-FLP DIFESA 6.04.2017) convenuta nel novembre 2013 (Sottufficiali in area 2^ e Ufficiali in area 3^), non ha mai visto la luce. Senza dimenticare inoltre come dagli Enti ci viene segnalato che nulla appare cambiato, dopo la Direttiva, nell’impiego dei civili.

Con queste premesse, abbiamo inviato in data 3 u.s. alla Ministra la nota qui allegata con cui si chiede un momento di verifica sugli effetti prodotti in termini di maggiore valorizzazione del personale civile nelle diverse aree del nostro Ministero, in primis in quella Tecnico/Operativa, e sulle eventuali criticità emerse” in ordine all’applicazione negli Enti della Difesa della Direttiva SMD/SGD 28.06.2017 sull’impiego civile.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 03.04.2019 – Lettera FLP DIFESA a Ministra con richesta verifica Direttiva SMD-SGD impiego civile

Allegato 2: 28.06.2017-Direttiva congiunta_SMD-SGD criteri di impiego del personale civile

Notiziario FLP DIFESA n 33 del 28 marzo 2019 –

La riunione di ieri mattina con il SMA-1° Rep. ha avuto all’o.d.g. tutte e tre questioni da noi poste nel corso dell’incontro del 25 febbraio u.s. con il Capo SMA, gen. A. Rosso (si veda il Notiziario n. 20 di pari data) e sulle quali avevamo espressamente richiesto degli approfondimenti.

Di seguito, la sintesi dell’incontro per ciascun argomento trattato.

PROVVEDIMENTI DI RIORDINO ENTI AM DI PADOVA

La F.A. ha confermato l’attuazione, al 31.12.2019, dei seguenti provvedimenti inizialmente previsti per il 2018: rilocazione nelle sede di Treviso di due dei tre Enti oggi esistenti (2° RMN-Reparto Manutenzione Missili  e Squadriglia TLC, 2 dipendenti) e soppressione del terzo (1° Laboratorio Tecnico di Controllo), per un totale di lavoratori da reimpiegare con procedura ordinaria pari a n. 76 (dato SMA).

A tal proposito, la F.A. si era già attivata per tempo con altri OO.PP. per la ricerca di tutte le ricollocabilità in Padova, che hanno trovato oggi conferma in quanto lo SME ha assicurato la possibilità di reimpiego di tutti i lavoratori in Enti dell’Esercito.

Atteso però che non pochi dipendenti, provenendo dal precedente e complesso reimpiego conseguente alla soppressione degli Enti AM già insistenti nell’Aeroporto Dal Molin, gradirebbero la ricollocazione sul territorio vicentino, lo SMA si è mosso anche per la ricerca di eventuali collocabilità in ambito Arma CC (non facile, considerati i precedenti) e SGD (Sacrari), ma allo stato non sono ancora pervenute risposte da parte dei predetti OO.PP., collocabilità che dovranno essere comunque quantificate prima dell’avvio della procedura, il cui avvio sarà preceduta da un incontro in loco con tutto il personale che SMA, direttamente o tramite l’Autorità delegata, intende programmare entro il mese di giugno e che dovrà servire anche per la raccolta delle “desiderata”.

A seguito di nostra precisa richiesta, abbiamo avuto però conferma che la F.A. (“al 99%”, la risposta) costituirà un EdO all’interno del sedime aeroportuale di Padova, posto alle dipendenze del costituendo RMMA di Treviso, con organico finalizzato ad assicurare le funzioni residuali del 2° RMN, e dunque proiettato a dopo il 2019. Inoltre, va ricordato che Padova dovrà garantire il supporto alloggiativo per i corsi di formazione sino al 2021.   Stando così le cose, nelle intenzioni della F.A., il piano di rempiego – che SMA predisporrà sulla base delle “desiderata”  e che sarà ovviamente oggetto di confronto in loco con le RSU e le OO.SS. – dovrebbe stabilire ovviamente le sedi di ricollocazione dei lavoratore al 31/12/2019, ma la data di decorrenza dei movimenti verrebbe temporalmente modulata in funzione dell’impiego nelle attività residuali da completare.

A tal proposito, la nostra O.S. ha proposto di istituire, dopo la definizione del piano di reimpiego e a similitudine di quanto già avvenuto in altri reimpieghi e in primis del personale ex Dal Molin, un tavolo permanente di confronto con RSU/OO.SS. terr. che monitorizzi periodicamente e accompagni il percorso residuale del dopo 31.12.2019, fino al momento in cui l’ultimo dipendente civile lascerà l’attuale sede.

Lo SMA – 1° Reparto ha accolto questa nostra richiesta, che sarà definita nei dettagli in sede di confronto locale.

FORMAZIONE

La richiesta di informazioni che avevamo avanzato nel corso dell’incontro con il Capo di SMA del 25 febbraio u.s. ha trovato positiva risposta.

Nell’ultimo triennio, la F.A. ha puntato molto, con evidenti utilità economiche e sinergie, sulla c.d. “formazione decentrata”  – anche attraverso l’estensione dell’utilizzo dei dispositivi multimediali (streaming e modalità in e-learning, VTC) e in particolare sui corsi per il personale impiegato nell’area tecnico manutentiva e in quelli di c.d. alfabetizzazione informatica e di lingua inglese per il personale con un iniziale livello di conoscenze –  e con anche un positivo incremento della partecipazione del personale civile presso gli Istituti Militari.

Nel 2017 sono state impegnate risorse per poco meno di 99 mln € e i dipendenti formati sono stati n. 882  a fronte di n. 3.977 effettivi,  mentre nel 2018, a fronte di minori risorse impegnate (ca. 94 mln €), è stato formato un numero maggiore di dipendenti (n. 1558) a fronte di 3.774 effettivi.

Per il 2019, il numero previsto di dipendenti da formare è di 1.412 a fronte di n. 3.755 dipendenti effettivi, La maggior parte dei corsi è stata realizzata con DIFEFORM, sia con riferimento al trascorso biennio sia per quanto attiene al 2019.

Per l’anno in corso, la programmazione prevede: il 43% di corsi informatici; il 20% di corsi destinati al personale dell’area manutentiva; il 31 % di corsi di lingua inglese e, infine, il 6% di corsi di carattere giuridico-amministrativo.

La distribuzione geografica prevista è invece la seguente: il 37% sarà gestito nell’area di competenza della 3^ Regione Aerea di Bari; il 21% nell’area di competenza della 1^ Regione Aerea di Milano e, infine, per il 42% nell’area di competenza di COMAER Roma.

Nel prendere atto delle informazioni venute in riunione da parte della F.A., e nel dare atto alla stessa F.A. del positivo lavoro svolto, abbiamo rappresentato l’utilità di un coinvolgimento delle Parti sociali, in termini almeno informativi, sui temi della formazione, che consideriamo davvero la “leva strategica fondamentale” per la crescita professionale dei lavoratori e per l’ammodernamento delle PP.AA..

Una richiesta, la nostra, rispetto alla quale SMA ha dato la massima disponibilità, a conferma di una sensibilità e di un’attenzione al tema che permane e che storicamente ha visto primeggiare sempre Aeronautica rispetto agli altri OO.PP.

IMPIEGO DEL PERSONALE CIVILE E DIRETTIVA SGD/SMD SULL’IMPIEGO CIVILE

La richiesta che avevamo avanzato al Capo di SMA nel corso della riunione del 25.02.2019 era che “analogamente a quanto già fatto per le altre due FF.AA.”, venisse fatto da parte di SMA “un punto di situazione sull’ implementazione della Direttiva in ambito A.M. e, al contempo, di poter conoscere i criteri che presiedono all’operazione, oggi in atto nella F.A., di allineamento degli organici di Ente a quelli fissati per A.M. dal DM 29.06.2016”).

Ebbene, le informazioni che abbiamo avuto al riguardo non ci consentono allo stato, di poter considerare esaurito il confronto su entrambe le questioni da noi poste.

La delegazione A.M. la illustrato in primis e a grandi linee, il progetto denominato ”personale civile in azzurro”figlio in un qualche modo del protocollo d’intesa tra Ministro e OO.SS. 2.5.2016 e della connessa Direttiva SMD/SGD sull’impiego civile 28.06.2017 – e di cui non eravamo sinora a conoscenza.

Il progetto, a carattere pluriennale, “si propone di ridurre eventuali disallineamenti d’impiego al di sotto di soglie prestabilite” e di “incentivare l’impiego del personale civile nell’ambito dei Moduli Organizzativi Standard (M.O.S.) e di individuare possibili correttivi ai MOS attualmente in vigore in base alle esigenze funzionali”.

Per il 2018 sono stati individuati 11 Enti, divisi per A.C./Organo di vertice:

I criteri per la scelta nel 2018 degli Enti di cui sopra e per la scelta dei nuovi Enti con riferimento all’anno in corso, prevedono E.d.O. con tabelle organiche e aggiornate, M.O.S. implementati e c.d. “posizioni “T” correttamente indicate; a ciascun Ente è assegnato un target di disallineamenti correggibili, da perseguire entro l’anno di riferimento.

Il “progetto” ed i suoi risultati saranno oggetto di periodici aggiornamenti al Comitato Guida per la Politica del Personale, presieduto dal Sottocapo di SMA.

Per quanto attiene l’attuazione l’implementazione della Direttiva SMD/SGD, SMA distingue l’impiego in:

Queste le informazioni fornite sul punto dalla F.A..

Nel prenderne atto, FLP DIFESA ha evidenziato come dette informazioni non ci consentano, al momento, di comprendere quali novità e effetti in positivo la Direttiva SMD/SGD abbia di fatto prodotto nell’impiego del personale civile A.M., pur consapevoli che con il “progetto MOS” la F.A. aveva già  avviato un suo percorso (ricordiamo che detto ci era stato illustrato nella riunione del 15 aprile 2015 (Notiziario n. 39/2015) con il seguito dato il  25.01.2017 (vds Notiziario n. 12/2017) quando il progetto era ancora in fase sperimentale, ma dei esiti finali non siamo  a conoscenza

Inoltre abbiamo rappresentato che non ci sono note le rimodulazioni degli organici di ciascun Ente di AM operate nel quadro dell’operazione di allineamento alle dotazioni di FA stabilite dal DM 29.06.2016.

Per questi motivi, abbiamo chiesto di riprogrammare a breve una riunione ad hoc sui due argomenti (allineamento organici Enti e attuazione Direttiva SGD), richiesta che SMA ha accolto e dovrebbe essere fissata a breve.

A conclusione dell’incontro, con riferimento a quanto detto dal Capo di SMA in audizione parlamentare (si veda il Notiziario n. 32 del 27.03.2019) circa il fatto che sia allo studio la “rivisitazione dell’attuale organizzazione territoriale di A.M”, abbiamo chiesto di essere rapidamente informati in ordine alle eventuali scelte, una volta decise.

In allegato, le slide predisposte dal 1° Reparto con i contenuti degli argomenti all’o.d.g. per come illustrati dalla F.A.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: 27.03.2019 – Slide illustrative degli argomenti predisposte da SMA-1° Reparto

 

Notiziario FLP DIFESA n. 32 del 27 marzo 2019 –

Il Capo di SMA, gen. Alberto Rosso, nel corso dell’audizione in Parlamento del 12 marzo u.s.

In data 12 marzo u.s., presso le Commissioni Difesa di Camera e Senato in seduta congiunta, si è tenuta la prima audizione del nuovo Capo di SMA, gen. Alberto Rosso, la cui registrazione video rendiamo disponibile su questa stessa pagina (vedi in basso).

Alla relazione del Generale, che ha spaziato a tutto tondo e fornito un quadro articolato dei temi e dei problemi attuali della F.A, ha fatto seguito un dibattito davvero molto povero, che ha messo ancora una volta a nudo la scarsa conoscenza dei problemi da parte dei nostri politici, in questo caso i membri delle due Commissioni,  incapaci di entrare nel merito.
Il Capo dell’A.M. è partito dal sottolineare come lo spazio aereo sia “una via di comunicazione strategica irrinunciabile e in forte espansione” e che il compito di AM è quello di “garantirne la difesa e la sicurezza 365 giorni all’anno e 24 ore al giorno”.

Per far questo, però, è necessario disporre di “uno strumento multiruolo, bilanciato, integrato, e interoperabile con altre FF.AA. e con i Paesi alleati e amici”, anche in versione c.d.“dual use” (esempi: servizio controllo aereo; servizio meteorologico; soccorso sanitario, etc.), e operante inoltre su altri fronti interni e internazionali: operazione strade sicure, controllo flussi migratori, operazione Sophia, addestramento di personale di altri Paesi, etc.

Ha poi posto l’accento sulle straordinarie sinergie sviluppate con l’industria aereonautica italiana, e ha ricordato come l’Italia, insieme al Giappone, sia l’unico Paese al mondo che ha potuto “impiantare un sito di produzione ed assemblaggio” del caccia F-35 (a Cameri), “massimizzando il ritorno industriale e ottenendo indubbi travasi di know how”.
Il Capo di SMA ha quindi “dato i numeri” di Aeronautica Militare: 44mila persone circa, di cui 40mila militari (5.800 Ufficiali; 20.000 marescialli; 5.000 sergenti e 8.700 militari di truppa), con un’età media pari a 42,5 anni e componente femminile pari al 4%, precisando che ci vogliono mediamente 7 anni per formare un pilota pronto all’impiego operativo e dai 3 ai 5 anni per formare un operatore di bordo sui sistemi d’arma.
Il personale civile A.M. conta invece 3.700 persone (di genere indistinto), e questa è stato l’unico passaggio della relazione che ci ha riguardato. Come sempre, una grande attenzione per la nostra categoria…

La flotta AM è composta da n. 566 macchine, “un numero abbastanza basso e in ulteriore riduzione” in quanto nel 2024 ne resteranno non più di n. 470, che sono dislocate su n. 20 aeroporti principali e con le infrastrutture di supporto su tre poli (Roma, Milano e Bari), 200 centri operativi e 5 istituti di formazione.

Il Generale ha poi magnificato le doti straordinarie dell’ F-35, “che non è solo un veivolo da combattimento ma una vera e propria rivoluzione culturale per tutta l’aeronautica”, essendo di fatto “un enorme server volante capace di raccogliere informazioni e di trasferirle a tutti gli asset navali e terrestri, inclusi i siti di comando e di controllo” e “con capacità che superano la nostra immaginazione”.

In sede di replica, il gen. Rosso ha anche fatto il punto sull’acquisto degli F-35: “undici macchine già consegnate, un’altra in arrivo”, di cui “dieci a versione a decollo convenzionale (sette presso la base di Amendola, una in manutenzione a Cameri e due negli USA) e due a versione a decollo verticale, destinate ad AM ed MM”. Ha quindi accennato al problema emerso nei giorni scorsi sui mancati pagamenti da parte di A.D. delle fatture 2018 per gli F-35 (per 389 mln €), oggi pare saldati dalla stessa A.D., e ricordato che il programma prevede l’acquisto di n. 28 macchine, auspicandone la conferma da parte del Governo perché rallentamenti o riduzioni produrrebbero “effetti preoccupanti sulle capacità operative dell’A.M”.

Ovviamente, nessuno contesta le qualità operative del caccia F-35, di cui il Capo di SMA è convinto estimatore. Il problema, che pero il gen. Rosso da tecnico elude, è un altro, ed è quello se oggi, di fronte alla grave situazione che il Paese vive e alla povertà che avanza, il nostro Paese si può concedere questi lussi….

Infine, le criticità della F.A. e le richieste del Capo di SMA: rivisitare l’attuale organizzazione territoriale, già allo studio; disporre di più risorse finanziare per mantenere l’operatività della F.A.; rivedere e attualizzare la L. 244/2012, un tema oggi caro a tutte le FF.AA.

Su quest’ultimo punto, che noi abbiamo sollevato da anni, da tempo chiediamo alla Ministra di dirci cosa vuol fare, ma sinora di risposte chiare e precise neanche l’ombra.

Intanto, nella mattina di oggi 27 marzo, ci sarà l’incontro con il 1° Reparto di SMA da noi richiesto (vds. Notiziario n. 20 del 25.02.2019) su riordini, formazione e impiego del personale civile dell’Aeronautica, di cui riferiremo in apposito Notiziario.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario FLP DIFESA n. 30 del 21 marzo 2019 –

13.04.2017 – Lavoratori civili nell’assemblea a Taranto indetta da CGIL FP, UIL PA ed FLP DIFESA

Facendo seguito a quanto anticipato nei due precedenti Notiziari, il primo (Notiziario n. 27 del 12.03.20199) relativo all’incontro di pari data con la Ministra e il secondo (Notiziario n, 29 del 18.03.2019) che recava alcune considerazioni sulla proposta fatta da alcune sigle per l’attribuzione  di una indennità di funzione al personale civile della Difesa, riportiamo di seguito il testo della lettera inviata in data di ieri all’attenzione della Ministra con la proposta di FLP DIFESA per la riduzione del gap tra il nostro trattamento economico e quello in godimento presso altre PP.AA.

” Dando seguito a quanto anticipato nel corso della riunione del 12 u.s. con la S.V., la scrivente O.S. formalizza con la presente lettera la propria proposta tesa a recuperare il gap retributivo che colloca il trattamento economico del personale civile del M.D. nelle ultime posizioni nel raffronto con altre Amministrazioni Pubbliche.

Il punto di partenza non può che riferirsi alle risultanze conclusive dello studio (relativo all’anno 2013) condotto dal “Gruppo di lavoro” di cui al DM 16.06.2015, che ha evidenziato il notevole gap esistente tra i trattamenti economici in essere nella Difesa e quelli di altre AA.PP.  Nel settore pubblico contrattualizzato, il  trattamento  nel M.D. presentava un differenziale medio di  -9%  sui  dirigenti  e  di  -15% sul personale non dirigente, e le differenze riguardavano in misura minore il trattamento stipendiale (differenze intorno a -3/4%) e in modo molto più sostanzioso il trattamento accessorio (per il personale delle aree funzionali, il differenziale negativo si attestava  sul –34%).  Sul fronte dei dirigenti, invece, il differenziale risultava addirittura positivo (+ 11%). 

Delle quattro soluzioni ipotizzate dallo stesso “Gruppo di lavoro” (creazione di un fondo speciale; istituzione di una sezione contrattuale specifica presso ARAN; incremento indennità di Amministrazione; transito nei ruoli speciali ex art. 3 D.Lgs. 165), l’opzione prioritaria si era alla fine indirizzata sulla prima soluzione, e dunque sulla costituzione di un fondo integrativo speciale, aggiuntivo rispetto al FUA, sul tipo di quello in essere nel Ministero Salute, alimentato da risorse provenienti in parte dal MD e in parte dal MEF,.

Quanto sopra tenuto anche conto del fatto che la seconda e la terza delle soluzioni prospettate “presentavano la difficoltà di dover essere messe in campo in sede ARAN all’interno del nuovo compartone”, e che la quarta soluzione ipotizzata (transito nei ruoli speciali di cui all’art. 3 del D. Lgs. 165) “non potrebbe essere portata avanti senza coinvolgere giocoforza anche altre PP.AA. ovvero quelle del Comparto Sicurezza e Difesa per analogia con i militari” e che, alla fine, “potrebbe anche non necessariamente dare i benefici economici auspicati” e comunque non avrebbe prodotto “effetti finanziari immediati”.

FLP DIFESA condivise a suo tempo l’analisi e gli approdi conclusivi del Gruppo di lavoro, e sostenne convintamente l’iniziativa posta in essere da Amministrazione Difesa presso F.P. e MEF per la costituzione di quel fondo speciale, che prese il via a seguito dall’accordo politico del 5 aprile 2017 e degli impegni che l’allora Vertice politico assunse con CGIL FP, UIL PA ed FLP DIFESA, e anche con altre OO.SS..

Quell’iniziativa portò poi, alla fine, ad un risultato che, insieme ad altre sigle, considerammo “storico”, in quanto,  a  conclusione di una lunga, complessa e complicata trattativa  con il MEF,  la legge di bilancio 2018 (Legge 27.12.2017, n. 205, comma 590) autorizzò la spesa di 21 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020,  da  destinare, tramite  la contrattazione nazionale,  all’incentivazione della produttività.  Cosa peraltro già  avvenuta e attuata per l’anno 2018, il primo del triennio.

Un risultato “storico” perché, a fronte del lamentato gap già noto da tempo, era la prima volta che veniva assegnata al M.D. una somma di quella entità, pari a oltre il 40% della dotazione 2018 del Fondo Risorse Decentrate, anche se, ovviamente, non ci sfuggono i limiti intrinseci di questa assegnazione, che riguardano la destinazione autorizzata dalla legge di bilancio 2018: il fondo di produttività, appunto, e non già quel “fondo integrativo speciale” che era negli auspici e nelle attese delle lavoratrici e dei lavoratori.

Ma, al contempo, siamo consapevoli che, in quella ma non solo in quella circostanza, la resistenza è venuta in particolare dal MEF, per le motivazioni dichiarate e così riassumibili:

Le motivazioni di cui sopra, poste a fondamento del “parere contrario” espresso dal MEF all’istituzione del “fondo integrativo speciale”, renderebbero di fatto impraticabile anche la stessa proposta di una ““indennità funzionale…. pari a € 600,00 lordi mensili pro capite e pensionabili” avanzata, nella riunione del 12 u.s., da alcune OO.SS. Non osiamo immaginare quale potrebbe essere il parere del Ministero dell’Economia e Finanze, e gli ostacoli che porrebbe, in ordine all’ipotizzata “indennità di funzione”.

Se questo è il quadro complessivo di riferimento, appare allora evidente come, a premessa di qualsiasi iniziativa credibile e praticabile di riduzione del gap, sia necessario modificare la classificazione indistinta, a noi riservata, di “personale civile appartenente al comparto”, riconoscendo alla nostra categoria quelle connotazioni  che ne fanno davvero un “unicum” nel panorama delle Pubbliche Amministrazioni.

Sappiamo che le Sue opinioni al riguardo, manifestate apertamente anche in riunione e di cui Le diamo ampiamente atto, sono molto vicine a questa idea, e peraltro l’Atto di indirizzo emanato con direttiva a Sua firma in data 19.09.2018, riconosce che “la componente civile della Difesa…  opera in settori specialistici con professionalità peculiari non facilmente rinvenibili nelle altre Pubbliche Amministrazioni”. 

Occorrerebbe però un riconoscimento pieno e indiscutibile di questa “peculiarità”, attraverso un percorso analogo a quello a suo tempo posto in essere per il personale militare, che si è visto riconoscere la “specificità” del proprio ruolo per via legislativa (art. 19 legge 4.11.2010, n. 183), e dunque indipendentemente dalla sua collocazione nella sfera pubblicistica sancita ex art. 3 D.Lgs. 165/2001.

Ecco allora che, una volta affermata per via legislativa la “peculiarità” del ruolo, delle funzioni e dell’impiego del personale civile, tutte le prime tre soluzioni prospettate dal “Gruppo di lavoro” ex DM 16.06.2015 sarebbero teoricamente perseguibili in costanza di CCNL: sia il “fondo integrativo speciale”, in quanto destinato ad una “categoria speciale”; sia entrambe le soluzioni da affrontare in sede ARAN, e questo alla luce di quanto previsto dall’ultimo periodo dell’art. 40, comma 2, del D. Lgs. 30.03.2001, n. 165 con successive integrazioni e modifiche (“nell’ambito dei comparti di contrattazione, possono essere costituite apposite sezioni contrattuali per specifiche professionalità”).

Dunque, in ragione di quanto sopra esposto Le chiediamo, sig.ra Ministra, l’avvio, il più rapido possibile, di una Sua decisa e autorevole iniziativa nelle giuste Sedi, politiche e istituzionali,  per il varo di una norma di legge che riconosca la peculiarità del ruolo e dei compiti del personale civile della Difesa.

Si ringrazia della cortese attenzione.

F.to: Giancarlo Pittelli – Coordinatore Generale FLP DIFESA “

Questo il testo della lettera inviata ieri alla Ministra, che pubblichiamo su questa stessa pagina anche in formato originale, e dalla quale naturalmente attendiamo a breve una prima risposta, che immaginiamo possa già avvenire nel corso del prossimo incontro.

Su questa nostra proposta, e sugli altri temi che giacciono tuttora irrisolti sul tavolo politico, avvieremo nelle prossime settimane una grande campagna informativa e di ascolto attraverso le numerose assemblee che organizzeremo in giro per l’Italia.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato: 20.03.19 – lettera alla Ministra con proposta FLP DIFESA su gap retributivo

Notiziario FLP DIFESA n. 29 del 18 marzo 2019 –

Il dr. Franco Massi, coordinatore tecnico del Gruppo di lavoro sul gap retributivo

Quando, nella primavera del 2017, insieme a CGIL FP e UIL PA, promuovemmo decine e decine di assemblee unitarie nei principali Enti del M.D. per illustrare ai lavoratori l’accordo del 5 aprile 2017, in alcune riunioni (poche, per la verità) ci fu richiesto il nostro parere in merito all’ipotesi del transito nei ruoli speciali ex art. 3 D. Lgs. 165/2011, e in particolare se fosse a nostro avviso credibile e praticabile l’idea che quel transito si potesse accompagnare a un incremento retributivo di circa 300 € mensili.

La risposta che fornimmo unitariamente fu in sequenza: la convinzione sulla scarsa praticabilità del transito, già affermata dal Gruppo di lavoro ex DM 16.06.2015; la nostra scelta di restare all’interno del comparto; infine, la “demagogia” (sì, la connotammo proprio così) della ipotizzata contropartita economica (300 €) che, stante le norme vigenti, appariva di fatto impraticabile e per questo demagogica, concludendo che saremmo comunque rimasti in attesa di vedere quanti soldi sarebbero stati resi disponibili per l’operazione (ad oggi, zero euro).

I lavoratori comprenderanno allora la nostra sorpresa nel sentire, nel corso della riunione con la Ministra del 12 u.s., la proposta presentata da CGIL-CISL-UIL+UNSA con la quale chiedono una “indennità funzionale…. pari a € 600,00 lordi mensili pro capite e pensionabili”.

Una sorpresa davvero grande, anche perché, così formulata, appare a noi ancora più impraticabile di quella legata al transito. E ne spieghiamo brevemente le ragioni.

Innanzitutto il quantum economico necessario (600 € x 12 mesi x 26.000 dipendenti +oneri datoriali), pari a circa 200 mln di €, rispetto al quale risulta arduo immaginare che il MEF li renda disponibili solo per il M.D.(Interni, Esteri, Giustizia, etc. assisterebbero benedicenti?), tenuto anche conto dei tempi in cui viviamo e dell’attuale, preoccupante quadro economico.

In secondo luogo, la richiesta parla di “indennità”, la quale, dunque, al pari di tutte le altre indennità (si veda il Titolo II del CCNI 6.11.2018), dovrebbe essere corrisposta, a mente delle norme legislative e contrattuali vigenti, attraverso il Fondo Risorse Decentrate (FRD, ex FUA), la cui dotazione è stabilita annualmente dal MEF in linea con le previsioni dello stesso CCNL, il che significa che MEF dovrebbe assegnare quei circa 200 mln direttamente al FRD, che ricordiamo nel 2018 è stato pari a meno di un quarto (51,9 mln), così di fatto quadruplicandolo. C’è qualcuno che pensa che MEF possa mai fare un’operazione del genere per il M.D.?

Infine, l’ultima ragione: l’indennità ad categoriam, come si configurerebbe di fatto quella richiesta, non è ammessa dal CCNL (è il motivo per il quale è risultata impraticabile una indennità per tutti gli “ausiliari”, pur ampiamente giustificata), e pertanto verosimilmente non otterrebbe mai la certificazione di MEF e FP.

Poste così le cose, l’indennità proposta appare dunque ancor più problematica di quella che dovrebbe accompagnare il transito ex art. 3, che almeno sarebbe legata ad un nuovo status e non intervenire ad assetto invariato e in vigenza di questo CCNL. Della cosa, paiono convinti gli stessi proponenti che, nel comunicato del 12 u.s., mettono le mai avanti con il richiamo al sindacato “serio e non corporativo”. Alla faccia!

Ci starebbe infine un’altra lettura: che sia solo una provocazione. Ma allora bisognerebbe farlo capire, anche per evitare di ingenerare attese e alimentare sogni destinati inevitabilmente a naufragare.

Ovviamente, abbiamo qui espresso, con molta onestà, le nostre perplessità sulla proposta di indennità di funzione, che poi sono quelle di tanti lavoratori, ma certo non ci metteremo mai contro: se il MEF o altri soggetti dicessero si all’indennità, ne saremmo  molto felici, ci mancherebbe altro. Solo che, allo stato, ci crediamo poco…

Noi, invece, abbiamo un’altra idea rispetto al gap, posto che la soluzione del transito ex art. 3 non ci entusiasma, preferendo, come altre sigle, la permanenza dentro il comparto di contrattazione.

L’esperienza di questi anni dimostra che il nodo è sempre e solo uno: il MEF. Ci chiediamo allora: come si può superare l’ostacolo? A nostro avviso, per non perdere altro tempo invano, la via giusta, peraltro già positivamente sperimentata per il personale militare (art. 19 L.183/2010), sarebbe una norma legislativa che riconosca la “peculiarità” di compiti, funzioni e impiego dei civili, dopo che tutte le strade potrebbero essere praticabili.

Formalizzeremo a breve questa nostra proposta presso il Gabinetto, e ne daremo conto ai lavoratori.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario FLP DIFESA del 15 marzo 2019 –

Una foto della riunione del Consiglio Supremo Difesa del 7 marzo

La riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD) del 7 marzo u.s. è stata presieduta dal Capo dello Stato ed ha visto la partecipazione del Premier, della nostra e di altri Ministri, e del Capo di SMD.

La riunione è servita in primo luogo a fare il punto di situazione sui teatri di crisi che affollano le aree a noi vicine e, a tal proposito, il comunicato finale afferma che NATO e Unione Europea restano il costante riferimento dell’Italia che deve continuare a contribuire ad esse in maniera convinta ed efficace”.

La seconda parte della riunione, invece, ha avuto all’o.d.g. un punto di estremo interesse, soprattutto per chi vive e lavora all’interno della Difesa: “l’aggiornamento sul processo di riforma e modernizzazione dello Strumento Militare nazionale, anche riguardo ai programmi di investimento”. A tal proposito, il comunicato finale recita così: Le criticità e le incertezze dello scenario internazionale impongono di disporre di uno strumento militare moderno, efficace e pienamente integrato nella dimensione europea e transatlantica. Il Consiglio ha approfondito lo stato del processo di riforma e modernizzazione dello Strumento Militare nazionale ed ha sottolineato il carattere di continuità, anche finanziaria, che deve necessariamente caratterizzare i programmi di ammodernamento che si sviluppano su orizzonti temporali particolarmente lunghi. Le limitate disponibilità finanziarie impongono di procedere, con celerità e determinazione, nel processo di razionalizzazione delle Forze Armate, concentrando le risorse sulle capacità realmente necessarie per l’assolvimento dei compiti primari per garantire la sicurezza del Paese”.

Colpisce, in particolare, l’ultima frase, che da una parte sembra confermare la sostanza del processo in itinere di razionalizzazione delle FF.AA. con il modello a 150.000 militari e 20.000 civili fissati dalla Legge 244/2012 al 31.12.2024, che va “accelerato”, e dall’altro sembra preannunciare nuovi provvedimenti.

Dunque, a noi pare che, se questa è la prospettiva di breve/medio termine, siamo abbastanza lontani da una rivisitazione significativa e profonda della legge 244/2012, fortemente voluta dall’allora Ministro Di Paola, la quale però, pensata allora per ridurre la spesa dello strumento militare e per riequilibrare il bilancio della Difesa  riportando la spesa entro livelli percentuali in linea con gli standard europei (50% per il personale; 25 % per l’esercizio e 25% per gli investimenti), non solo non ha centrato gli obiettivi che si era data, ma ha ulteriormente disequilibrato la spesa (dalla relazione del Capo di SMD in sede di audizione parlamentare del 14 febbraio u.s.: il personale assorbe circa l’80%, il 10% l’esercizio e il 9% gli investimenti) Quando l’allora Ministro Di Paola presentò il disegno di legge delega che avrebbe poi portato alla legge 31.12.2012 n. 244, FLP DIFESA fu l’unica O.S. a esprimere un forte dissenso, fino a scendere in piazza con la manifestazione del 6.07.2012 (si veda il Notiziario n. 94/2012). Oggi, però, anche alla luce dei risultati, il giudizio è certamente cambiato, e la richiesta di modificare profondamente quella legge, per quanto ancora possibile, sale fortemente sia dal fronte sindacale che dalle stesse FF.AA., in particolare da alcuni SS.MM..

La domanda fondamentale che allora si pone, a tal proposito, è la seguente: come la pensa al riguardo la Ministra Trenta? Ha intenzione di rivedere nel profondo quella legge e gli obiettivi fissati? Ebbene, nel corso dell’ultima riunione del 12 u.s., abbiamo posto la domanda alla prof. Trenta, che ci ha risposto che la rivisitazione è allo studio ma senza fornire ulteriori elementi, e che è “tutto scritto nell’ Atto di indirizzo”.

Ebbene, siamo andati allora a rileggere il predetto documento che ri-pubblichiamo sul nostro sito, e francamente, in merito alla L. 244, per la parte relativa agli organici civili, abbiamo trovato nulla o quasi.

Da qui il domandone finale: la riforma della L. 244, in particolare sui numeri degli organici previsti al 31.12.2024, si farà o no? E se sì, con quali contenuti e in quali tempi? Servirebbe saperlo, e anche presto

.In ogni caso, del Libro Bianco, argomento primo delle riunioni del CSD fino al 2017, neanche l’ombra. Buon segno, menomale!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 07.03.2019 – Comunicato finale del Quirinale sulla riunione del CSD

Allegato 2: 19.09.2018 – Atto di indirizzo del Ministro della Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 27 del 12 marzo 2019 –

Foto del tavolo nel corso di un precedente incontro tra Ministra e OO.SS. della Difesa

Si è tenuto oggi, al Gabinetto, il terzo incontro periodico mensile tra Ministra e  OO.SS. (“i martedì della Trenta”), dopo il primo del 15 gennaio (vds. Notiziario n. 4 di pari data) e il secondo del 5 febbraio (vds. Notiziario n. 12 di pari data). Un incontro, quello di oggi, al quale ha partecipato direttamente, pur limitatamente alla prima parte, la stessa Ministra, e la circostanza ci sembra apprezzabile e degna di nota.

Un incontro certamente cordiale, quello odierno, ma ancora una volta solamente interlocutorio, all’interno del quale, come al solito, si è discusso di più cose con grande disponibilità all’ascolto da parte della Ministra e della delegazione pubblica, ma, come avvenuto anche per i precedenti incontri, senza “quagliarne” una che sia una, in quanto la riunione è decisamente mancata sul piano degli approdi operativi. La frase che abbiamo ascoltato più volte da parte dell’Amministrazione, con riferimento alle diverse questioni poste dalle Parti sociali, è stata “stiamo approfondendo il problema, ne riparleremo appena possibile”, il che, a distanza di ben nove mesi dalla nomina della Ministra, dopo ben cinque incontri con la stessa (un record!)  e a fronte di problemi storici ed irrisolti della categoria, non suona proprio così rassicurante e pone comunque degli interrogativi.

Ad aprire l’incontro di oggi, è stata la stessa Ministra che ha semplicemente ricordato i due punti iscritti all’o.d.g. (gap retributivo ed assunzioni) passando però subito la parola alle OO.SS., che su entrambi i punti si erano pronunciati nelle precedenti riunioni. Ad essere franchi, ci aspettavamo che fosse la Ministra a dirci qualcosa sui due argomenti già trattati (approfondimenti effettuati; ipotesi di soluzioni; iniziative avviate; etc.), e invece la Ministra ha passato subito il pallino, invitando le OO.SS. al giro di tavolo.

Nel suo intervento, FLP DIFESA ha proposto allora le seguenti considerazioni/proposte e altri argomenti.

GAP RETRIBUTIVO.

L’argomento è ben conosciuto dai colleghi. Esiste, essendosi consolidato nel corso degli anni, una notevole differenza (gap) tra i trattamenti economici (in particolare sull’accessorio) in essere nella Difesa e quelli di altre AA.PP.,, reso evidente anche dal documento elaborato dal Gruppo di lavoro ex DM 16.06.2015, che ripubblichiamo sul nostro sito web. Un gap che, è bene ricordare, va accrescendosi anche nei confronti del personale militare, dopo il recente riordino di ruoli e carriere. Si ricorderà anche come fossero quattro le soluzioni prospettate dal Gruppo di lavoro al fine di ridurre quel gap (creazione di un fondo speciale; istituzione di una sezione contrattuale specifica presso ARAN; incremento indennità di Amministrazione; transito nei ruoli speciali ex art. 3 D.Lgs 165), e come alla fine la scelta fu quella di puntare sul “fondo speciale” che divenne il piatto forte dell’accordo del 5.4.2017.

Come FLP DIFESA, convenimmo sin da subito sulla scelta del fondo speciale, in quanto ritenemmo non proponibili le ipotesi legate alla sezione contrattuale e all’incremento dell’Indennità di amministrazione e al contempo “non perseguibile” (il giudizio era stato dello stesso “Gruppo di lavoro”) l’ipotesi del transito nei ruoli speciali in quanto “non potrebbe non essere portata avanti senza coinvolgere giocoforza anche altre PP.AA. del comparto sicurezza e difesa per analogia con i militari”, con tutti gli annessi e connessi.

Una posizione che, pur senza aver mai posto alcuna pregiudiziale di partenza, sul punto relativo all’ex art. 3, manteniamo tuttora,: c’è qualcuno che può oggi ragionevolmente immaginare che i Ministri Salvini o Bonafede assisterebbero inerti ad una operazione che porterebbe più soldi al personale della Difesa e non anche al proprio personale? E se poi l’operazione si allargasse ad altri Ministewrei, diventerebbe a nostro avviso ancor più “non perseguibile” per evidenti ragioni di cassa, soprattutto nel momento di grave crisi che il Paese vive.

Va comunque segnalato che la Ministra ha comunque precisato in riunione che non ritiene il transito nei ruoli speciali ai sensi dell’art. 3 del 165 “l’unica soluzione percorribile” (come pur affermato da qualcuno)  e che la stessa, a suo dire, si pone invece sullo stesso piano delle altre tre, precisazione questa che abbiamo apprezzato.

Ebbene, alle quattro soluzioni prospettate dal Gruppo di lavoro, se n’è aggiunta oggi una nuova, avanzata da CGIL-CISL-UIL+UNSA: l’attribuzione di una non meglio precisata “indennità funzionale” differenziata per area professionale. Una ipotesi, in assenza di maggior dettagli al riguardo, che ci sembra faccia il paio con i 300 € pro capite annunciati da qualcuno per il transito ex art. 3, ora addirittura raddoppiate…. E che pone comunque lo stesso interrogativo: i soldi per pagare l’indennità da dove arrivano e dove stanno? Dal MEF, dovrebbero arrivare. E allora campa cavallo, soprattutto di questi tempi. Senza contare che saremmo di fronte ad una sorta di indennità  “ad categoriam”, che tutti sanno essere impraticabile alle luce delle norme vigenti.

In ogni caso, tutte le soluzioni prospettate propongono lo stesso problema di partenza: difficile che venga riconosciuto ai dipendenti civili del MD un quantum economico aggiuntivo se non preceduto dal riconoscimento, per norma di legge, di una condizione d’impiego peculiare e particolare in quanto realizzata all’interno di un Ministero peculiare e particolare come quello della Difesa e in situazioni anch’esse peculiari e particolari (pensiamo all’area industriale, unica nel suo genere nel panorama delle PP.AA.).

Da qui la proposta da noi avanzata in riunione: una norma ad hoc che riconosca ai lavoratori civili della difesa la “peculiarità” dei loro compiti, funzioni e impiego in Difesa. Un percorso già sperimentato per il personale militare e che ha portato a quella norma (art. 19 L. 183/2010) che ora costituisce il riferimento primo per ogni iniziativa a favore del personale militare.

Se ottenessimo una norma analoga, ecco allora che tutte le soluzioni prospettate potrebbero essere perseguibili, partire dal fondo speciale a quella relativa al transito ex art. 3 – che continuiamo  a ritenere comunque scarsamente praticabile per le ragioni anzidette – e (perché no?) anche quella relativa all’indennità funzionale proposta dai 3+1.Una proposta, la nostra, che formalizzeremo nei prossimi giorni, e che affidiamo, sin da subito, all’attenzione e all’iniziativa politica della Ministra nelle sedi opportune (Governo e Parlamento).

Sull’argomento, avremo modo di ritornare a breve

ASSUNZIONI.

Sono ben note ai colleghi la criticità presenti nel nostro Ministero, in particolare nell’area industriale ma non solo, legate alla gravi carenze di professionalità civili, in particolare tecniche.

Esiste un piano assunzionale per il 2019 (vedasi il Piano Triennale del Fabbisogno del Personale (PTFP) di cui al Notiziario n. 83 del 30.08.2018, con i relativi problemi, per esempio le insufficienti n. 50 progressioni dall’area 1^ alla 2^), che è in attesa del via libera della FP con relativo DPCM; ci sono poi le 98 assunzioni tecniche 2019 (n. 88 assistenti e n. 10 funzionari), destinate all’area industriale e disposte dalla legge n. 145/2018, rispetto al quale ci è stata consegnato il prospetto  con i profili e la loro distribuzione, ma solo per Regione e non per Ente, che pubblichiamo in allegato su questa stessa pagina.

Da parte nostra, abbiamo solo ribadito che l’unica soluzione per risolvere le criticità è l’accoglimento del “piano straordinario” proposto da PERSOCIV a F.P. a fine settembre per n. 1227 assunzioni straordinarie.

BANDO DI MOBILITA’.

La nostra è stata, ancora una volta, l’unica sigla che ha rappresentato la necessità di stringere i tempi per i necessari correttivi sui “gradi di scopertura” fissati per il bando del 23 gennaio u.s., e che la delegazione di parte pubblica ha chiarito essere stato comunque convenuti con le le OO.SS. presenti agli incontri di luglio. Per A.D., si dovrà prima attendere la conclusione dell’attuale bando e poi avviare i tavoli di confronto, e tutti zitti. Se va bene, si andrà al 2020…… Campa cavallo!

TRANSITO EX MILITARI.

Abbiamo riproposto l’urgenza di avviare un tavolo tecnico di confronto che consenta un dettagliato punto di situazione in ordine alla precisa quantificazione, pre e post 2012, del  personale transitato e  alle prospettive di ordine generale legate alle attuali esistenze soprannumerarie anche alla luce delle riduzioni ex D.lgs. 8/2014 e alle novità introdotte dal riformulato art. 930 del COM relativamente ai VFP4, e che consenta inoltre di esaminare le non poche criticità legate ai transiti (attribuzione profili; mancata formazione; assegnazione sede; incarichi e impiego; etc. ) più volte segnalate ad A.D.”, come già rappresentato al Gabinetto con nostra nota del 26 febbraio u.s..

La risposta venuta dalla delegazione pubblica è che si sta studiando il problema e che, non appena acquisiti gli elementi necessari, si procederà a informare le Parti sindacali, ed eventualmente ad aprire ai confronti. Una risposta che non convince: sono anni che il problema è noto agli OO.PP. e a tutta l’Amministrazione. Cosa ci sarà da approfondire ancora? Si continua dunque nella melina, e sembra che il problema sia solo nostro…. Mah!

FORMAZIONE.

Abbiamo chiesto e ottenuto che l’Amministrazione informi le OO.SS., e anche rapidamente, sugli sviluppi operativi del “progetto formativo” messo a punto dal prof. Bonaccini e illustrato per grandi linee alle OO.SS. nella riunione del 26 ottobre u.s. (vds Notiziario n. 119/2018).

OPS.

Sull’affidamento della gestione ad associazioni di civili, posto da altre sigle, l’Amministrazione si è riservata l’ennesimo “approfondimento”. Attendiamo dunque, a noi interessa in primis la qualità dei servizi erogati.

La prossima riunione dovrebbe esserci il 2 aprile p.v., e speriamo con più polpa e finalmente sostanza.

  (Giancarlo Pittelli)

Allegato: 12.03.2019 – Prospetto distribuzione per Regione 98 assunzioni straordinarie ex L. 145 per il 2019

Notiziario FLP DIFESA n. 26 dell’11 marzo 2019 –

La MInistra della Difesa, prof. Elisabetta Trenta

Martedì 15 p.v., la Ministra della Difesa incontrerà nuovamente le OO.SS.

Siamo dunque al terzo “martedì della Trenta”, che giunge dopo quelli del 15 gennaio (vds. Notiziario n. 4 di pari data) e del 5 febbraio (vds. Notiziario n. 12 di pari data) e, in primis, vogliamo dare atto alla Ministra, che ha tenuto per sé la delega alle relazioni sindacali, di aver sinora mantenuto la promessa di incontri periodici mensili con le OO.SS. nazionali.

All’o.d.g., il Gabinetto ha iscritto due soli punti: il primo, riguarda il recupero del gap con altre PP.AA. in materia di trattamento economico; il secondo, le assunzioni. Atteso che dei due argomenti si era discusso nelle due precedenti riunioni, dobbiamo immaginare che l’o.d.g. sia nato o da novità emerse di recente (più probabile) o da precise sollecitazioni di parte sindacale (il Gabinetto aveva chiesto alle OO.SS. di indicare le loro priorità).

Per quanto ci riguarda, avevamo risposto al Gabinetto con la nota che pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato.

In cima alle nostre priorità, avevamo messo la discussione sul “che fare” in ordine al vergognoso bando di mobilità volontaria ordinaria.  Come si ricorderà, anche a seguito di nostra precisa richiesta, si era tenuta il 25 febbraio una riunione tecnica a PERSOCIV (vds Notiziario n. 21/2019). In quella circostanza, a partire da un giudizio estremamente negativo su quel bando che aveva accomunato tutte le OO.SS. presenti al tavolo, si era discusso di due possibili ipotesi: la prima, da noi sostenuta, di bloccare il bando pubblicato e di procedere poi ad una nuova pubblicazione entro tempi rapidi e certi dopo i necessari aggiustamenti in ordine al “grado di scopertura zero”; la seconda, sostenuta invece dai 3+1 (CGIL-CISL-UIL e UNSA), di concludere in ogni caso il bando pubblicato il 23.01.2019, ancorché gli esiti apparissero a tutti sicuramente scontati in termini di scarsissime possibilità di trasferimento, per poi andare presto alla pubblicazione di un secondo e nuovo bando.

La decisione a tal riguardo, da assumere ovviamente in modo rapido stante le attese dei lavoratori interessati dopo due anni e mezzo di blocco, non poteva che essere ricondotta al livello politico, come la stessa delegazione di parte pubblica ritenne di chiarire in quella riunione. E, dunque, ci aspettavamo che l’incontro del 12 p.v. fosse l’occasione giusta per decidere come procedere al riguardo, anche per rispondere alle attese di migliaia di lavoratori e per il rispetto dovuto in ordine alle loro esigenze, posto che il problema dei “ricongiungimenti familiari”, che sta tanto a cuore alla Ministra, riguarda anche i civili oltre che i militari. Non sarà così, par di capire dall’o.d.g.

Come seconda priorità avevamo inserito il famoso “punto di situazione” sui transiti del personale ex militare nei ruoli civili con annesse e connesse criticità, un argomento che appare ai nostri occhi strategico nelle politiche sul personale civile, ma che A.D. insiste da anni a gestire al buio senza fornire né dati né intendimenti, e che oggi appare quanto mai urgente affrontare anche in previsione di quanto maturerà a breve (transiti anche ordinari ai sensi del D.Lgs 8/2014) e alla luce di alcune iniziative in atto, come il DDL presentato dalla on. Ermellino del M5S che prevede il transito nei ruoli civili anche di personale dirigente.

La melina da parte di A.D. continua, par di capire, ancorchè nella precedente riunione si era detto di riparlarne nella prossima. Siamo proprio curiosi di vedere come si esprimeranno sul punto le altre OO.SS

I due punti di discussione saranno dunque gap economico ed assunzioni. Sul primo punto, che guarda anche all’ipotesi del transito nei ruoli speciali ex art. 3 D. Lgs 165,  attesa la richiesta quasi unanime venuta dalle OO.SS. nella precedente riunione e che noi avevamo riassunto in “A.D. ci deve dire prima quanti soldi, in quali tempi  e con quali modalità rende disponibili per questa operazione, e un minuto dopo ci siederemo intorno ad un tavolo per ragionare”, immaginiamo ci siano precise novità in ordine al quantum allo stato disponibile, altrimenti dovremo pensare che la demagogia stia oggi prendendo corpo  anche a palazzo Baracchini.

Analogo il ragionamento per le assunzioni: a due mesi dalla delusione della legge di bilancio, partirà a breve il “piano straordinario” che tutti auspichiamo? O ci diranno solo i tempi e le destinazioni delle 294 assunzioni triennali?

Infine, la chicca: la sessione politica precederà quella tecnica. Un controsenso logico, a nostro avviso…… si vedrà!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: 26.02.2019 – lettera FLP DIFESA al Gabinetto con indicazione priorità

Notiziario FLP DIFESA n. 24 del 6 marzo 2019 –

Il Capo di SMD, gen. Enzo Veciarelli, in audizione nell’aula della Commissione Difesa della Camera

Il nuovo Capo di Stato maggiore della Difesa, gen. Enzo Veciarelli, ha tracciato le proprie “linee programmatiche” nel corso dell’audizione del 14 u.s. di fronte alle Commissioni Parlamentari riunite congiuntamente. Ne diamo qui conto.

Il Capo di SMD ha innanzitutto parlato del quadro internazionale: delle “minacce che provengono dalla regione balcanica”, dei “perduranti processi di radicalizzazione islamista”; delle “crisi regionali”; della “crescita d’influenza della Repubblica popolare cinese” sul fronte finanziario/commerciale e anche militare; del terrorismo internazionale e dei flussi migratori. Un quadro a suo dire acuito da fenomeni destabilizzanti di lungo periodo quali il cambiamento climatico, l’esplosione demografica e la scarsità di risorse, e da altri fattori esterni trasversali, come la minaccia cyber o le calamità naturali che vive il spesso il nostro paese.

Tutto ciò richiede all’Italia di mantenere alte e credibili le sue capacità di difesa nel sistema integrato delle alleanze (la NATO, in primis, ma anche l’Unione Europea e l’ONU per le questioni di sicurezza internazionale), con un approccio strategico collettivo come “sistema paese”. A seguire, il Capo di SMD ha toccato il tasto per lui dolente, quello della spese che lo Stato sostiene per la nostra Difesa che, a suo dire, posizionano il nostro paese lontano dalle “medie di riferimento della spesa militare indicate dalla NATO ed auspicate dall’unione europea”, pur a fronte dei 14.000 militari impegnati, di cui 7.550  in patria e circa 6.500 all’estero in 38 operazioni in 27 Paesi diversi e che costituiscono “il maggior fattore di prestigio e di credibilità del Paese”.

Servirebbero dunque molte più risorse: “mentre gli alleati aumentano gli stanziamenti verso il 2%,  noi abbiamo mantenuto il budget per la difesa nel 2019 pressoché invariato rispetto al 2018 attestandosi a circa l’1,15%”.

Il Capo di SMD ha poi ricordato la distribuzione della spesa: il settore del personale assorbe circa l’80% delle risorse e quelle per l’esercizio e l’investimento si attestano rispettivamente a circa il 10% e il 9%.  Per questo, appare a suo dire evidente “l’insostenibilità funzionale del sistema in essere a fronte di un riferimento internazionale ideale basata su una ripartizione del 50% (personale) 25% (esercizio) e 25% “investimento)”. Ma l’analisi del gen. Veciarelli si è purtroppo fermata qui, e non ha affrontato il nodo vero: come mai in Italia, a differenza degli altri paesi, è esplosa la spesa per il personale (militare), che è cresciuta anche dopo la L. 244? Quanto leggi e leggine sono state fatte negli anni per alzare le retribuzioni militari, a differenza di quelle dei civili ( solo il 10% della spesa totale personale) che rotolavano in basso alla classifica delle retribuzioni pubbliche?

Il gen. Veciarelli ha parlato quindi delle priorità necessarie per l’operatività dello strumento militare, da orientare sempre più in funzione dual use, che necessita “di piattaforme evolute ed economicamente sostenibili” gestite dentro “un’organizzazione snella e dinamica e con procedure orientate alla prontezza e all’efficacia dell’impiego”. Tre le direttrici di fondo del suo mandato:”la valorizzazione del personale, la tutela della capacità di risposta alle sfide, la razionalizzazione dello strumento”.

In ordine al personale, il Capo di SMD ha detto di puntare a “valorizzare la condizione e le professionalità di tutte le categorie, beneficiando anche dei contributi collaborativi delle associazioni sindacali, quando saranno pienamente implementate e operative”. Ovviamente, si riferiva a quelle militari oggi ancora in costruzione, mentre nulla ha detto dei contributi delle associazioni sindacali civili, oggi già esistenti e operanti, che peraltro non ha ancora incontrato a 120 giorni dall’inizio del suo mandato.

Il Capo di SMD ha anche affermato di voler adoperarsi per garantire i ricongiungimenti familiari dei militari (e non anche dei civili, evidentemente, visto l’incredibile bando di mobilità 2019 emanato dopo quasi tre anni di blocco!) e per la messa a norma del parco infrastrutturale delle FF.AA., prevedendo anche aree di aggregazione per i militari e i loro familiari “e accessibilità anche al personale civile.” (testuale).  Però! Dobbiamo dire grazie?

Queste, le parti che ci hanno più incuriosito dell’audizione del Capo SMD, il cui video/audio integrale è pubblicato come allegato su questa stessa pagina. Come si potrà direttamente verificare, nell’intervento del Capo di SMD  neanche un accenno che sia uno alle questioni dei civili.

Possiamo dire, con franchezza, che siamo rimasti delusi da questa prima uscita del Capo di SMD?

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: il video dell’audizione parlamentare del Capo di SMD  (clicca)

giancarlo pittelli


Le vicende di casa Difesa alla ribalta degli organi di informazione nazionale. Lo “scippo” di due F-35 a decollo verticale sottratti alla Marina e destinati invece all’Aeronautica, sembra per scelta dell’ex Capo di SMA e nuovo Capo di SMD, gen. E. Veciarelli. E poi la vicenda degli immobili non più utili alla Difesa: task force al lavoro, pronta per l’Agenzia del Demanio la prima lista di 41 caserme e altre strutture militari, dai quali si potranno ricavare quasi un miliardo di €. Che di questi tempi, alla luce degli ultimi dati di finanza pubblica, servirebbero davvero come il pane.

11 Apr 2019 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 35 dell’11 aprile 2019 – Ultimamente, il nostro Ministero compare sempre più spesso nelle cronache dei media, alcune volte per motivi meritori (per es., il preannuncio di costituzione di parte civile da parte dell’Arma e dello stesso Ministero nel processo per la morte di Stefano Cucchi, che si sta celebrando presso […]


Direttiva SMD-SGD del 28.06.2017 con i criteri per l’impiego dei dipendenti civili. I problemi tutti negli Enti dell’area operativa: la “concorrenza con il personale militare” e la discrezionalità di impiego da parte del Dirigente, non hanno modificato nulla rispetto al passato, anche perchè la tabella di corrispondenza concordata nel 2013 non è entrata in vigore e in aggiunta i marescialli sono diventati “direttivi”. FLP DIFESA scrive alla Ministra e chiede una verifica in merito agli effetti prodotti dalla Direttiva

6 Apr 2019 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 34 del 5 aprile 2019 – Il problema relativo ad un impiego del personale civile in generale non soddisfacente sotto il profilo professionale e quasi sempre sottovalutato e sottodimensionato nel raffronto con il personale militare da sempre favorito nell’attribuzione degli incarichi anche in settori più propriamente civili (settore amministrativo, per es.), […]


Riunione con il 1° Reparto SMA sugli argomenti da noi sollecitati nell’incontro con il Capo di SMA: impiego ed effetti direttiva SMD 28.06.2017, sulla quale su nostra richiesta verrà riprogrammata una nuova riunione; le attività formative, con i dati del biennio passato e il programma 2019; infine, il punto di situazione sul riordino slittato al 31.12.2019 degli Enti AM di Padova, su cui abbiamo chiesto un tavolo permanente locale per l’attuazione del piano di reimpiego, su cui SMA ha dato la disponibilità

28 Mar 2019 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n 33 del 28 marzo 2019 – La riunione di ieri mattina con il SMA-1° Rep. ha avuto all’o.d.g. tutte e tre questioni da noi poste nel corso dell’incontro del 25 febbraio u.s. con il Capo SMA, gen. A. Rosso (si veda il Notiziario n. 20 di pari data) e sulle quali […]


L’audizione parlamentare del 12 marzo scorso del nuovo Capo di SMA. Interessante la relazione del gen. Rosso sullo stato, i temi e i problemi della F.A., ma dibattito davvero molto povero. Magnificate le qualità tecniche dell’F-35 (“una rivoluzione culturale”) e richiesta al Governo di confermare l’acquisto di tutti e 28 i velivoli, ma non sarà facile con i problemi che il Paese oggi vive. Anche il Capo di SMA chiede la revisione della Legge 244/2012, ma la Ministra ancora non ha chiarito cosa vuol fare

27 Mar 2019 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 32 del 27 marzo 2019 – In data 12 marzo u.s., presso le Commissioni Difesa di Camera e Senato in seduta congiunta, si è tenuta la prima audizione del nuovo Capo di SMA, gen. Alberto Rosso, la cui registrazione video rendiamo disponibile su questa stessa pagina (vedi in basso). Alla relazione […]


Gap retributivo. Lettera alla Ministra con la proposta di avviare una iniziativa nelle giuste sedi istituzionali e politiche per il riconoscimento legislativo della ” peculiarita’ ” di compiti e funzioni dei civili, secondo il percorso già sperimentato per i militari, e a premessa e fondamento delle rivendicazioni di carattere economico. Il percorso da noi indicato rimane comunque interno al comparto di contrattazione senza pericolosi salti nel buio, e si pone in linea con il quadro normativo vigente. FLP DIFESA avvierà a breve una grande campagna informativa e di ascolto sui posti di lavoro.

21 Mar 2019 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 30 del 21 marzo 2019 – Facendo seguito a quanto anticipato nei due precedenti Notiziari, il primo (Notiziario n. 27 del 12.03.20199) relativo all’incontro di pari data con la Ministra e il secondo (Notiziario n, 29 del 18.03.2019) che recava alcune considerazioni sulla proposta fatta da alcune sigle per l’attribuzione  di […]


Gap retributivo. Proponiamo ai lavoratori alcune nostre considerazioni in merito alla proposta, avanzata da alcune sigle, di una indennità di funzione per il personale civile della Difesa. Una proposta che, in base alle norme legislative e contrattuali vigenti, appare di fatto improbabile e impraticabile. E allora perchè viene proposta dal “sindacato serio e non corporativo”? Forse solo per provocazione, ma allora sarebbe meglio dirlo subito…. A nostro avviso, la strada è una e una sola: il riconoscimento per legge della “peculiarità” di compiti, funzioni e impiego dei lavoratori civili

18 Mar 2019 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 29 del 18 marzo 2019 – Quando, nella primavera del 2017, insieme a CGIL FP e UIL PA, promuovemmo decine e decine di assemblee unitarie nei principali Enti del M.D. per illustrare ai lavoratori l’accordo del 5 aprile 2017, in alcune riunioni (poche, per la verità) ci fu richiesto il nostro […]


La riunione del Consiglio Supremo di Difesa del 7 marzo u.s. . Punto di situazione sui teatri di crisi e riaffermazione del ruolo fondamentale di NATO ed EU. Sul processo in itinere di riforma dello strumento militare, a giudizio del CSD si deve andare avanti “concentrando le risorse sulle capacità realmente necessarie”. Sullo sfondo, la legge 244. Ci chiediamo: si cambia o resta così com’è, con le dotazioni organiche civili fissate a 20.000 unità al 31.12.2024? Lo abbiamo chiesto alla Ministra, che ha detto che è tutto scritto nell’Atto di indirizzo, che pubblichiamo. Ma c’è poco, effettivamente

15 Mar 2019 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA del 15 marzo 2019 – La riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD) del 7 marzo u.s. è stata presieduta dal Capo dello Stato ed ha visto la partecipazione del Premier, della nostra e di altri Ministri, e del Capo di SMD. La riunione è servita in primo luogo a fare il […]


Terzo martedì con la Ministra Trenta, gap retributivo ed assunzioni all’o.d.g. Nessuna novità di rilievo da parte dell’Amministrazione, sui due argomenti hanno parlato solo le OO.SS. La FLP DIFESA ha chiesto una norma legislativa ad hoc che riconosca ai lavoratori civili la “peculiarità” dei loro compiti, funzioni e impiego in Difesa per rendere praticabili le rivendicazioni economiche, e ne spieghiamo le ragioni. Altre sigle pensano che sia in arrivo la manna dal cielo… Nessun tavolo a breve per il bando di mobilità, si va di fatto al 2020. I tanti approfondimenti in corso di A.D.

13 Mar 2019 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 27 del 12 marzo 2019 – Si è tenuto oggi, al Gabinetto, il terzo incontro periodico mensile tra Ministra e  OO.SS. (“i martedì della Trenta”), dopo il primo del 15 gennaio (vds. Notiziario n. 4 di pari data) e il secondo del 5 febbraio (vds. Notiziario n. 12 di pari data). […]


Domani 12 marzo, il terzo “martedì della Trenta” e l’incontro tra la Ministra e le OO.SS. All’ordine del giorno, il gap del nostro trattamento economico nei confronti del personale di altre PP.AA. e la questione assunzioni. Atteso che i due argomenti erano state già oggetto di confronto nei precedenti martedì, è pensabile che il loro inserimento in o.d.g. sia la conseguenza di fatti nuovi . Totalmente scomparsi all’orizzonte il che fare sul bando di mobilità volontaria e il punto di situazione sui transiti degli ex militari nei ruoli civili, che FLP DIFESA aveva segnalato.

11 Mar 2019 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 26 dell’11 marzo 2019 – Martedì 15 p.v., la Ministra della Difesa incontrerà nuovamente le OO.SS. Siamo dunque al terzo “martedì della Trenta”, che giunge dopo quelli del 15 gennaio (vds. Notiziario n. 4 di pari data) e del 5 febbraio (vds. Notiziario n. 12 di pari data) e, in primis, […]


L’audizione del nuovo Capo di SMD, gen. E. Veciarelli, di fronte alle Commissioni Difesa di Camera e Senato. La situazione internazionale, le criticità del bilancio, l’esigenza di avere maggiori risorse, e uno strumento militare da orientare sempre più in senso dual use: questi i principali argomenti trattati. Le tre direttrici di fondo del suo mandato, in primis la valorizzazione e il benessere del personale, declinati però solo nella direzione della componente militare. Le questioni del personale civile, invece, totalmente assenti nell’esposizione del Capo delle nostre FF.AA.

6 Mar 2019 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 24 del 6 marzo 2019 – Il nuovo Capo di Stato maggiore della Difesa, gen. Enzo Veciarelli, ha tracciato le proprie “linee programmatiche” nel corso dell’audizione del 14 u.s. di fronte alle Commissioni Parlamentari riunite congiuntamente. Ne diamo qui conto. Il Capo di SMD ha innanzitutto parlato del quadro internazionale: delle […]


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