Notiziario n. 10 del 21 gennaio 2016 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgLa quinta riunione negoziale non è servita, purtroppo, a chiudere la trattativa FUA 2015. C’erano a nostro avviso le condizioni per farlo, tenuto anche conto che siamo già nel 2016 e che ogni settimana in più di ritardo lo sconteremo in un corrispondente ritardo nell’avvio del confronto sulla partita che più conta, gli sviluppi economici 2016, oltre che in altrettanto ritardo nei pagamenti FUA/FUS 2015.  Ma la trattativa non si è chiusa in quanto altre sigle hanno ritenuto di allungare il brodo, non si capisce bene il perché.

Partiamo dalle risultanze  della precedente riunione del 12 gennaio u.s. (vds Notiziario n. 5 di pari data).  Preso atto della non percorribilità e della non utilità di avviare sviluppi economici con decorrenza 1.1.2015, e individuato il problema nelle forche caudine di cui al DM 14.11.2014 (organici di fascia) che l’AD ha voluto inserire nonostante i ripetuti allarmi da noi lanciati,  si era convenuto con la dr.ssa Corrado di concentrarsi sugli “sviluppi 1.1.2016″,  a due sole condizioni però: che l’AD si impegnasse a modificare preliminarmente il DM eliminando ogni riferimento all’organico di fascia;  che le Parti si impegnassero “ad avviare un numero di passaggi con decorrenza 1.1.2016 congruo alle attese dei colleghi”, come da noi richiesto nel Notiziario del 12 gennaio.  Ebbene, dalla relazione introduttiva della dr.ssa Corrado, ci è parso che le due condizioni fossero ambedue soddisfatte. Per quanto attiene alla modifica del DM sugli organici,  la dr.ssa Corrado ci ha detto che SMD sta già lavorando in questa direzione, atteso peraltro che il provvedimento andava comunque rivisto nel 2016 in base al D. Lgs. n. 8.   Per quanto invece riguarda l’impegno sul numero di “sviluppi 1.1.2016” da avviare, la risposta è contenuta nella formulazione del secondo dei due nuovi articoli dell’ipotesi di accordo, che qui pubblichiamo insieme al nuovo dettaglio delle somme (vds. allegati 1 e 2),  che prevede l’avvio nel 2016 di “un congruo numero di passaggi da una fascia retributiva a quella immediatamente superiore all’interno delle aree”.  Va anche aggiunto che la dr.ssa Corrado ci ha informato che, in ordine ad ambedue gli impegni, ne è stata positivamente verificata la praticabilità in sede FP e MEF, che sono gli Organi che dovranno poi certificare i relativi accordi.  

Dunque, un buon lavoro, non c’è dubbio, quello fatto da PERSOCIV, e peraltro in tempi estremamente ristretti, di cui abbiamo dato atto alla dr.ssa Corrado.  Che peraltro si è mossa anche sulla scorta del “mandato” direttamente venuto dalla Ministra per individuare  un  percorso  per  definire  le occorrenti  soluzioni  volte a svolgere,  anche  in modo  graduale,  le predette  progressioni” (vds nota Gabinetto n. 47764 del 14.12.2015), mandato apprezzato proprio da quelle sigle che ora frenano..…Mah!

Sembrava, quello degli “sviluppi 2016”, l’unico vero nodo, sciolto il quale si sarebbe potuto procedere speditamente a chiudere la trattativa 2015.  Anche perché da A.D. sono arrivate le altre risposte attese:

C’erano le condizioni per chiudere l’accordo 2015?  A nostro avviso, si.  Giudichino i lavoratori!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 21.01.2016 – Integrazioni bozza ipotesi di accordo FUA 2015 proposte da AD 

Allegato 2: 21.01.2016 – il nuovo dettaglio delle somme

 

 

Notiziario n. 9 del 20 gennaio 2016 –

L'amm. P.L. Ricca, Capo del 1° Reparto di SMM
L’amm. P.L. Ricca, Capo del 1° Reparto di SMM

A distanza di oltre sei mesi dal precedente incontro del 6 luglio 2015 (vds Notiziario n. 73 di pari data),  si è tenuta in mattinata a palazzo Marina una riunione,  presieduta dal Capo del 1° Reparto amm. P.L. Ricca e con  la presenza al tavolo anche di esponenti di COM LOG MM,  che è servita fare il “punto di situazione” sul riordino di strutture tra le più importanti del MD, gli Arsenali e i Centri Tecnici (CT) MM.

Come si ricorderà, la riunione era stata richiesta dalla nostra O.S. con lettera al Capo di SMM del 9 dicembre u.s. (vds Notiziario n.131 di pari data) nella quale, sulla base delle informazioni e sollecitazioni pervenute dalle Sedi interessate (Spezia, Augusta, Aulla, Pisa e, ultima, Taranto con la nota unitaria che denunciava “il mancato coinvolgimento delle OO.SS./RSU sulla discussione dell’organigramma”), avevamo chiesto un incontro nazionale “finalizzato a fare il punto di situazione sulle scelte, sui percorsi e sulla tempistica dei riordini all’oggetto”. L’incontro c’è stato oggi, e a nostro avviso è stato anche produttivo.

Su nostra richiesta, l’amm. Ricca ci ha innanzitutto informati sullo stato dell’arte: gli schemi di DM con l’organigramma degli Enti sino a livello di Reparto  sono in firma dalla Ministra, dopodichè dovranno essere registrati in Corte dei Conti; per quanto attiene la configurazione degli elementi di organizzazione, anche a valle dei Reparti, ridefinita da COM LOG e comunicata alle OO.SS. nazionali da SMM con i fogli che ad ogni buon conto ripubblichiamo sul questa pagina (allegati 1, 2 e 3), è stata oggetto di informazione agli Enti interessati per la successiva partecipazione e relativo confronto con le OO.SS./RSU.  Ed è su questo fronte che si sono evidenziate le criticità sia nel merito (lamentata una marcata “militarizzazione”, soprattutto nel “settore lavorazioni”, e collocazioni non adeguate, in particolare sul versante della 3^area)  sia soprattutto nel metodo (confronti ridotti al lumicino, in alcuni casi addirittura assenti).   A tal proposito,  l’amm. Ricca ha preso atto delle criticità di cui sopra e, tenuto anche conto che la struttura a valle dei Reparti verrà formalmente definita con provvedimento del Capo di SMM solo dopo l’entrata in vigore dei DM di riordino e dunque di tempo ce n’è,  ha espresso piena disponibilità in merito alla nostra richiesta di  ripresa dei confronti locali su tutti gli Enti interessati, il che ci sembra un approdo molto positivo e significativo del tavolo nazionale di oggi.  Come da noi sollecitato,  COM LOG ne darà formale comunicazione agli Enti interessati, precisando che, fatti salvi la struttura sino a livello Reparto e i numeri già fissati nell’emanando DM, saranno possibili integrazioni e modifiche negli elementi a valle laddove proposti in sede locale.  A conclusione di questi confronti, e comunque dopo l’entrata in vigore del DM di riordino degli Arsennali e CC.TT. , la struttura a valle dei Reparti verrà recepita in apposito provvedimento a firma del Capo di SMM. Ma, come già precisato in occasione dei riordini dei Poli dell’Esercito,  la parte a valle dei Reparti potrà comunque essere in qualsiasi momento modificata, con analogo provvedimento del Capo della F.A. Anche per questo, abbiamo fatto presente la necessità di una rivisitazione degli organigrammi in conseguenza del varo del “Regolamento” su funzioni e compiti dei lavoratori  civili, e di cui al precedente Notiziario di ieri.

Abbiamo inoltre chiesto a SMM che  vengano avviati tavoli locali di confronto per l’individuazione delle priorità legate al riefficientamento infrastrutturale e tecnologico, di cui al Piano Brin.  Questo in considerazione delle risorse già deliberate per Taranto (37 mln) e di quelle promesse dalla Ministra Pinotti per la Spezia (30 mln, vds. agenzia in allegato 4 su questa pagina) e annunciate dal SSS Rossi nella visita alla Spezia del 18 u.s. (vds comunicato stampa e documento FLP Spezia in allegato 5 su questa stessa pagina). Ma mentre per Taranto le risorse sono certe perché deliberate dal CIPE,  per La Spezia qualche interrogativo è d’obbligo, atteso che la stessa Ministra a Taranto a luglio scorso aveva detto che c’erano pochissime risorse. E poi, per Augusta, perchè nulla?

Infine, abbiamo segnalato le problematiche innescate in ambito MM dal “Disciplinare sull’utilizzo dei servizi di p.e. e Internet” che pubblichiamo su questa pagina in allegato 6, e che stiamo attentamente esaminando.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 03.09.2015- Schemi-DD.MM Arsenali e CC.TT. MM. (non CISAM)

Allegato 2: 22.05.2015 Organigrammi completi Arsenali MM

Allegato 3: 30.09.2015 – Schema DM CISAM S.Piero A.

Allegato 4: 19.01.2016- Agenzia su Ministra risorse per Arsenale La Spezia

Allegato 5: 18.01.2016 – Il comunicato stampa e il documento di FLP DIFESA di La Spezia consegnato al Sottosegretario Rossi

Allegato 6: Nuovo disciplinare SMM per accessi internet e posta elettronica in MM

Notiziario n. 8 del 19 gennaio 2016 –

Il gen. U. Baldi, Capo 1° Rep. SMD presente alla riunione
Il gen. U. Baldi, Capo 1° Rep. SMD che ha preso parte alla riunione

Terza riunione, nella “sala quadri” del Gabinetto del Ministro e di nuovo a tavoli uniti, del “Gruppo di lavoro” per la definizione del Regolamento previsto dall’art. 1 del D. Lgs. n. 7/2014 sull’attribuzione di compiti e funzioni al personale civile, dirigente e non.

La predetta riunione seguiva le due precedenti,  la prima in data 16.07.2015 (vds Notiziario 79 di pari data) nella quale l’A.D. aveva presentato la fotografia attuale della situazione d’impiego del personale civile,  e la seconda del 22.10.2015 (vds Notiziario 114 di pari data) che aveva avviato la discussione di merito anche in ordine alle proposte formulate da alcune OO.SS.,  e tra queste FLP DIFESA (si veda il documento datato 10.12.2014, che ripubblichiamo su questa stessa pagina). Una riunione, quest’ultima, i cui esiti avevamo condensato nel titolo del Notiziario (“siamo ancora nel vago”).

Ebbene, gli esiti della riunione di oggi ci sono apparsi invece confortanti, e l’impressione che ne abbiamo ricavato è che questa volta forse si sia innestata la marcia giusta per andare ad un’accelerazione del confronto e pervenire rapidamente alla conclusione dei lavori.  Con un solo grande neo, che riguarda la finalizzazione di questo lavoro, che a nostro avviso non può approdare a un semplice “protocollo d’intesa”.

La prima parte della riunione è stata dedicata all’esame delle “attività” e ai “settori” d’impiego del personale civile con riferimento alle diverse aree in cui è articolato il Dicastero (tecnico amministrativa al cui vertice è posta SGD; tecnico operativa al cui vertice è posto SMD;  quella c.d. “industriale”, posta sotto i Cdi Logistici di FA, che ha caratteristiche e specificità sue proprie). Rispetto all’elenco predisposto dall’A.D e di cui alla “Bozza di lavoro” inviata a dicembre alle OO.SS., sono state operate in riunione alcune aggiunte: gestione patrimoniale; formazione; attività idrografiche e geotopocartografiche; supporto generale e  servizi lavorazioni Arsenali; altre.  L’AD rimodulerà ora questo elenco (abbiamo segnalato, a tal riguardo, l’utilità di ripartire le“attività” e i “settori”  in due categorie, quelle a fattore comune tra le tre aree e quelle specialistico/specifiche in capo a ciascuna area), e lo invierà alle OO.SS. per eventuali ulteriori contributi anche ai fini della prossima riunione che dovrebbe portare (si spera) alla sua definizione.

La seconda parte della riunione è servita invece ad avviare il fondamentale confronto con la Delegazione di A.D., presieduta nell’occasione dalla Vice Capo di Gabinetto e composta anche dai Capi 1° Reparto di SMD e SGD,  su come si debba procedere in merito al nodo legato all’attribuzione di funzioni, compiti e  posizioni di responsabilità all’interno dei diversi elementi di organizzazione degli Enti MD.  A tal riguardo, è emersa nel tavolo una posizione sindacale sostanzialmente unitaria:  in merito alla attribuzione di compiti e funzioni al personale civile,  una volta definito  l’elenco di “attività” e “settori”,  occorrerà individuare quelle da affidare ai civili, anche con riferimento alle posizioni di responsabilità nei diversi elementi di organizzazione  (Servizi/Sezioni/Reparti/Nuclei/ etc.),  e dunque non solo afferenti all’area 3^, ma anche alle altre aree.  Ne vedremo gli sviluppi nei prossimi tavoli, ma è chiaro che sul punto la discussione è ancora tutta da fare.

Come FLP DIFESA, abbiamo posto altre due questioni: la necessità di stringere al massimo i tempi  di  lavoro del Gruppo,  atteso il molto tempo finora trascorso dall’entrata in vigore del D. Lgs. 7  e tenuto conto che da luglio ad oggi ci sono state due sole riunioni dello stesso. A tal riguardo, è stata decisa una cadenza di norma settimanale dei lavori (prossime riunioni, il 28 gennaio e il 3 febbraio).

La seconda questione, più politica che tecnica e per noi essenziale, è che non condividiamo nel modo più assoluto l’idea che lo sbocco finale di questo percorso sia non un “Regolamento”, ma un “protocollo d’intesa”, come “comunicato” alle OO.SS. dal Gabinetto con nota 47764 del 14.12.2015.  C’è una differenza abbissale: il “Regolamento” è un atto normativo sempre esigibile; il “protocollo d’intesa” è invece un atto politico, non poche volte disatteso (es. quello sui risparmi del riordino della Sanità Militare). Il Regolamento è previsto dal D. Lgs. 7: perché rinunciarvi?

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: 10.12.2014 il documento di FLP DIFESA con le proposte sulla c.d. civilizzazione

Notiziario n. 7 del 18 gennaio 2016 –

Alloggi di servizio per il personale del MD
Alloggi di servizio per il personale del Ministero della Difesa

Mentre il Governo è impegnato a introdurre misure drastiche (sospensione entro 48 ore, poi il licenziamento) contro i dipendenti pubblici c.d. assenteisti e fannulloni che verranno adottate dal prossimo Consiglio dei Ministri, una trovata davvero intelligente per allontanare il dibattito dai temi più caldi (Banca Etruria, in primis), il Governo pare non accorgersi di altre irregolarità invece tranquillamente tollerate.

Ne ha dato notizia qualche giorno fa il periodico L’Espresso, che ha raccontato di un recente pronunciamento della Corte dei Conti  che ha intimato all’A.D. di recuperare entro sei mesi i tantissimi alloggi abusivamente occupati da persone che non ne hanno più titolo.  Rispetto al patrimonio alloggiativo disponibile per le necessità di servizio del personale Difesa, che ammonterebbe complessivamente a n. 16.812 appartamenti,  il 25% di essi, pari a n. 4190 unità,  sono attualmente occupate da chi non ne avrebbe alcun diritto (perché collocati in pensione; perché trasferiti; perché in uso ad eredi privi di titoli; etc.),  che dunque vivrebbe abusivamente in quegli immobili sottraendoli ad altro personale che ne avrebbe  invece diritto. Di questi 4190 alloggi, 2.871 sarebbero in gestione all’Esercito, 408 alla Marina e 911 all’Aeronautica

Ne hanno ovvie responsabilità  i diversi Ministri che si sono via via succeduti nel corso di questi anni, e tra questi l’attuale Ministra, che ha firmato in data 14.05.2014 un decreto con il quale è stata addirittura ampliata la categoria degli “intoccabili” allargando le fasce protette e includendovi, oltre alle vedove e alle famiglie a basso reddito, anche figli e nipoti. Una scelta giudicata “paradossale” dalla stessa Corte dei Conti.

Ebbene, dopo aver rilevato questo incredibile stato di cose, la Magistratura contabile ha inviato una relazione dettagliata  ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente del Consiglio e ai Ministri della Difesa e dell’Economia e Finanze, sollecitando  l’A.D. a recuperare gli alloggi occupati abusivamente entro sei mesi.  Recita la relazione dei Magistrati contabili: “Pur tenendo presenti eventuali situazioni particolari contingenti, è necessario riaffermare l’esigenza di recuperare tali alloggi e procedere di conseguenza”.  Come si vede, una censura non lieve, nei confronti dell’operato del Ministero e del suo Vertice politico.

Ci chiediamo come questa situazione denunciata dalla Magistratura contabile si inquadri all’interno di quell’affermazione che la Ministra fece a giugno scorso all’atto della presentazione del progetto di dismissione di alcuni pezzi straordinari di storia della Difesa, i Fari,  realizzato di concerto con l’Agenzia del Demanio. In quella circostanza, la Ministra ebbe ad affermare che “come indicato nelle linee programmatiche del mio dicastero, al momento del mio insediamento, considero un dovere patriottico riutilizzare in modo proficuo il patrimonio immobiliare militare non più in uso”.   Vien da chiedersi se non sia un “dovere patriottico”  anche quello di impedire a soggetti che non ne abbiano più titolo di utilizzare alloggi del MD, con il pessimo risultato di negarli ad altri che ne avrebbero titolo e non ne possono beneficiare.

Di questa censura della Corte dei Conti in merito alla gestione del patrimonio alloggiativo della Difesa non abbiamo letto commenti da parte dei Vertici,  mentre abbiamo letto commenti entusiastici sul successo della prima gara relativa ai Fari, presentata a giugno scorso e messa online dal 12 ott. 2015 al 12 gen. scorso,  che aveva l’obiettivo di dare in concessione 11 fari per un periodo fino a 50 anni.  Erano interessati, tra gli altri,  i Fari di Capo d’Orso a Maiori (Salerno), quello di Murro di Porco a Siracusa e il faro di Punta Imperatore a Forio d’Ischia (Napoli), che sono risultati i più richiesti. Inizia ora la valutazione delle offerte, e a marzo si conosceranno i vincitori. Intanto, Demanio e MD starebbero predisponendo un secondo elenco.…

In ogni caso, l’Amministrazione Difesa dovrà ora rispondere all’imput della Corte dei Conti, e vedremo cosa metterà in campo per risolvere definitivamente il problema relativo all’utilizzo improprio degli alloggi.

(Giancarlo Pittelli)

19.02.2016 – Riceviamo e pubblichiamo:

Spett.le O.S. FLP,
vi inoltriamo il comunicato stampa del Sen. Aldo Di Biagio in merito alla questione degli alloggi da voi prontamente segnalata.  Di seguito il comunicato:

DIFESA – DI BIAGIO (AP), SU UTENTI ALLOGGI BASTA VERGOGNOSE GENERALIZZAZIONI ANIMATE DA SENSAZIONALISMO

Roma, 19 febbraio 2016 – “Ciclicamente ritorna alla ribalta la questione degli utenti considerati sine titulo della difesa, con tanto di ondata mediatica diffamatoria che tende ad accostare questi lavoratori della difesa – a cui è stata riconosciuta la conduzione di alloggi ma che con il tempo il valzer di norme mutate e confusionarie hanno poi rimodulato lo status – ai beneficiari di affittopoli, gettando fango su una problema che coinvolge ben altri scenari e che merita rispetto ed attenzione da parte delle istituzioni e del mondo dell’informazione”. Lo ha dichiarato Aldo Di Biagio senatore di Ap a margine di un incontro avuto in mattinata al Senato con una delegazione di rappresentati di Casadiritto in rappresentanza degli utenti c.d. sine titulo della difesa. “Sicuramente le determinazioni a cui è giunta la relazione della Corte dei Conti concernente “gli alloggi di servizio del Ministero della Difesa” dello scorso ottobre hanno riacceso il dibattito in materia, prestando il fianco a facili e comode generalizzazioni tendenti ad inquadrare la categoria dei suddetti utenti come “abusivi”. “Malgrado l’allarme che qualcuno ha voluto lanciare, – continua – vale la pena segnalare che – invece – risulta che il numero degli utenti c.d. sine titulo, nel corso degli ultimi anni sia addirittura diminuito, e che di contro il numero degli alloggi vuoti/liberi sia incrementato. Emerge in maniera palese che qualsiasi ragionamento ai fini delle revisione delle modalità gestionali del patrimonio abitativo debba riguardare in maniera prioritaria proprio quest’ultimo versante, su cui la stessa Corte sembra aver dato un risalto maggiore”. “Circa poi il modus di gestione dei suddetti utenti, alla luce di quanto previsto dalla Delibera della Corte dei Conti in ragione del coinvolgimento di Difesa Servizi Spa, – sottolinea – sarà mia premura adoperarmi nelle opportune sedi al fine di una salvaguardia delle tutele delle garanzie di cui ai decreti ministeriali finora emanati e al fine di rivedere in termini di sostenibilità e di rispondenza alle dinamiche di mercato, quei canoni al momento, ingiustificatamente, ancora insostenibili”. Di Biagio conclude: “In un momento storico in cui alle difficoltà di una porzione ampia della società civile si contrappongono le coste e gli illeciti, segnatamente sul versante immobiliare, di pochi ritengo sia doveroso e prioritario operare i giusti distinguo affinché una categoria meritoria ed onesta non venga trascinata nel calderone della facile demagogia particolarmente di moda in questi ultimi tempi”.

Ufficio Stampa Sen. Aldo Di Biagio
Senato della Repubblica
Istituto Santa Maria in Aquiro
Piazza Capranica, 72
00186 Roma

Notiziario n. 6 del 14 gennaio 2016 –

Il Capo di SME, gen. D. Errico, tra due soldati
Il Capo di SME, gen. D. Errico, tra due soldati

Il Capo di SME, gen. Danilo Errico, ha incontrato questa mattina le OO.SS. nazionali, mantenendo fede ad un impegno assunto nei nostri confronti nella precedente riunione del 29 luglio 2015.  E’ stato un incontro cordiale e che giudichiamo molto positivamente atteso che, anche in questa circostanza, la terza dall’inizio del mandato,  sono emerse la capacità di ascolto e l’attenzione del Generale nei confronti delle questioni poste dalle OO.SS., e che speriamo segni un ulteriore scatto nelle relazioni sindacali nazionali.

L’incontro è stato aperto da una brevissima introduzione del Vice Capo RPGF, gen. Ignazio Gamba, e subito dopo la parola è passata alle OO.SS., che hanno affrontato le diverse problematiche in campo.

Nel suo intervento, FLP DIFESA è partita dalla precedente riunione del 29 luglio (si veda il Notiziario n. 83 di pari data) nella quale le OO.SS. nazionali rappresentarono al Capo di SME  tutta una serie di criticità presenti nelle relazioni sindacali di livello locale. Per quanto ci riguarda,  segnalammo alla Sua attenzione le problematiche relative a CME Basilicata POTENZA, CERIMANT MILANO e 1° Reggimento Corazzato di TEULADA (CA) e  la necessità di un attento monitoraggio in ordine agli “orari delle riunioni sindacali”, oggetto qualche giorno prima di apposita nota del DIPE (prot. 32462 del 23.07.2015, qui pubblicata in allegato 2).  Abbiamo dato pienamente  atto, e ringraziato,  il gen. Errico per avere dato seguito agli impegni assunti per comporre le vertenze in atto:  innanzitutto la nota prot. n. 6861 del 10.09.2015 inviata ai Vertici di settore (che pubblichiamo su questa pagina in allegato 3) con la quale ha chiesto Loro di sensibilizzare i Comandanti degli Enti perché “instaurino con la compagine sindacale relazioni improntate alla reciproca fiducia e collaborazione, in linea con l’approccio adottato a livello centrale”,  cui ha poi fatto seguito più recentemente una seconda nota, datata 22.12.2015, nella quale, dopo aver precisato che eventuali studi di riorganizzazione degli Enti debbono essere autorizzati da SME ed essere in linea con il riassetto ordinamentale previsto dal D.Lgs. n. 7/2014,  ha ribadito i concetti di cui sopra in merito alle relazioni sindacali locali.  A ciò si aggiungano le iniziative poste in essere dal DIPE,  che ha richiesto agli Enti oggetto delle segnalazioni delle OO.SS. un “sintetico punto di situazione sull’attuale stato delle relazioni sindacali”  (che pubblichiamo in allegato 4 su questa pagina) e ha svolto pure videoconferenze. Va dato atto a SME di aver colto le criticità segnalate e di averne dato seguito con le iniziative richiamate.

Ciò premesso, abbiamo però fatto presente che le positive iniziative avviate dal Centro non hanno purtroppo registrato sinora effetti risolutivi in ordine a quelle criticità, che permangono quasi tutte e in alcuni casi (CapoTeulada, per esempio) si sono intensificate. Addirittura incredibile appare quanto avvenuto a Milano dove, nonostante il lodevolissimo e diretto intervento del gen. Puri che aveva portato al ritiro dell’auto sospensione della RSU, il Cte del CERIMANT ha di fatto riaperto il fronte con una non opportuna nota di precisazione recante passaggi ancora una volta virulenti nei confronti di rappresentanti sindacali.   Sembrerebbe proprio che, in alcuni Dirigenti locali,  le raccomandazioni/indicazioni che vengono dal Capo della F.A. e dai Suoi Uffici non trovino adeguata attenzione e corrispondente riscontro, e la circostanza non può non preoccupare. O come nel caso del Cdo RMN TORINO dove, a fronte delle precise indicazioni del DIPE,  le riunioni sindacali continuano ad essere convocate in orario di lavoro, perché (pare sia questa l’opinione del Cte) la nota DIPE si presterebbe ad altre e diverse letture. L’italiano è ostico si sa, ma in questo caso proprio no!  Il gen. Errico ha comunque prestato molto ascolto alle cose dette e anche alle carte da noi esibite (alcune anche consegnate), e ha promesso che, dopo i necessari approfondimenti, agirà rapidamente e in profondità.

Queste criticità nelle relazioni sindacali locali stanno diventando purtroppo un gran problema, che appesantisce enormemente il quadro di situazione in un momento di profonda trasformazione della F.A. che reca in sè naturali elementi di tensione, che occorrerebbe limitare al massimo e non invece appesantire. Come è avvenuto al CEDOC di Lecce, con iniziative in materia di controlli del personale che ledono la privacy e il diritto all’informazione preventiva,  fatti che, in assenza delle risposte che pur avevamo sollecitato alla F.A., abbiamo già portato all’attenzione  del Garante per i provvedimenti del caso. O come è avvenuto nel caso del Comando Logistico EI, con atteggiamenti fortemente penalizzanti il lavoro civile.  O come ancora nel caso dell’ Istituto Geografico Militare (IGM),  dove il Cte aveva avviato in autonomia uno studio per una nuova riorganizzazione, poi stoppato, dopo l’intervento sindacale, dalla nota del Capo SME del 22.12.2015. O come infine sta avvenendo a CEPOLISPE di Montelibretti, dove RSU e OO.SS. UIL, CGIL ed FLP hanno messo a punto una nota di forte denuncia che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina, e che abbiamo già consegnato a SME.  Dunque, come si vede, le vertenze locali non solo non vengono superate, ma tendono addirittura a crescere.

Venendo al piano più generale e nazionale, la nostra O.S. ha messo in luce alcuni recenti accadimenti in ambito F.A. che sembrerebbero divergere dal modello nazionale sinora positivamente sperimentato. Ci riferiamo alla già avvenuta soppressione di SAF e NAF e, ancor di più, al “riordino dei servizi amministrativi dell’Esercito”,  operazioni ambedue  avviate senza la benchè minima informazione alle OO.SS. nazionali.

In merito alla soppressione di SAF e NAF, il Capo di SME ha risposto alla nostra nota del 28.10.2015, giustificandone la chiusura con la scarsa domanda (solo il 36% del personale del MD ne ha utilizzato i servizi). Si pone ora il problema del “reimpiego” del personale , su cui per il momento tutto tace.

Ancor più clamorosa appare la vicenda che riguarda il riordino dei servizi amministrativi dell’Esercito che, dopo due anni di studio, è approdato a un modello,  del tutto ancora sconosciuto alle OO.SS.,  che è comunque già in via di sperimentazione dal 1 gennaio u.s. in tre Enti (COMFODIN Padova; Brigata Aosta Messina e Brigata Julia Udine).  Da quanto ne sappiamo, e ne abbiamo riferito in riunione,  il modello prevede la costituzione a livello di Brigata, CME IR e nel Lazio (Ente ancora non definito) di “Direzioni di Intendenza (DI)” che accentrerebbe le funzioni amministrative a supporto degli Enti dipendenti,   e di “Nuclei di Coordinamento Amministrativo (NCA)”   a livello di Rgt  (CME; Enti anche importanti come IGM e Accademia M.; etc.) che non saranno più in possesso di fondi e materiali propri e non svolgeranno più la gestione finanziaria e patrimoniale, ma opereranno solo a supporto della DI.   I Reparti Infrastrutture sarebbero fuori da questo riordino. Incredibile a dirsi, parrebbe che le dotazioni organiche dei DI non prevedano personale civile…. Già operativo, invece, dal 1 gennaio u.s., il cambio di supporto amministrativo per le Basi logistiche. Nel quadro del riordino dei servizi Amministrativi, infine, è anche previsto che il CUSE accentrerà a Roma le funzioni del trattamento economico e la matricola di tutti gli Organismi dell’Esercito,  che pertanto non saranno più di competenza dei Servizi amministrativi.  Una rivoluzione, non c’è dubbio, che sconvolgerebbe l’attuale assetto di tanti Enti facendo saltare di fatto gli Uffici Amministrativi, e cioè quelli del settore di maggior impiego del personale civile. Incredibile a dirsi, detto progetto di riordino è già operativo in via sperimentale, senza che alle OO.SS. sia mai stata resa alcuna informazione al riguardo. Motivo per il quale abbiamo chiesto al gen. Errico che RPGF convochi rapidissimamente una specifica riunione sull’argomento.

A conclusione degli interventi delle OO.SS., ha preso la parola il Capo di SME. Che, in merito alle criticità locali, ha posto domande, chiesto chiarimenti, e ha assicurato monitoraggio e anche azioni concrete  e risolutive. Sulla vicenda SAF/NAF abbiamo già detto. In merito invece al pesantissimo riordino dei Servizi amministrativi, il gen. Errico ne ha confermato l’avvio in forma per ora sperimentale, un riordino che muoverebbe dalla contrazione dei numeri della FA in ragione del riassetto in chiave riduttiva ex L. 244/2014 e sarebbe giustificato da necessità di accentramento/razionalizzazione. Il Capo SME ha però accolto la nostra richiesta di fissare a breve una specifica riunione per l’illustrazione alle OO.SS. del riordino in argomento.

Ci sono stati altri passaggi estremamente interessanti nell’intervento conclusivo del gen. Errico. Il primo, è che i numeri di personale civile della FA sono in equilibrio con le previsione del D.Lgs. n. 8/2014. Il secondo, molto più interessante, è che, in ragione della scarsità di risorse e del turnover, le manutenzioni degli Stabilimenti saranno affidate all’industria privata con contratti decennali. In alternativa, o magari anche solo come tappa intermedia, il gen. Errico ha prospettato la possibilità di un transito dei Poli dentro Agenzia Industrie Difesa, ipotesi su cui sarebbero in corso i primi approfondimenti con il D.G. di AID, ing. Anselmino. Al quale FLP DIFESA non a caso ha già chiesto un incontro (vds Notiziario n. 3 del 9 u.s.).

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 12.01.2016 – Nota UIL-CIGL-FLP ed RSU CEPOLISPE

Allegato 2: 23.07.2015 – disposizioni-SME-DIPE-orari-riunioni-sindacali

Allegato 3: 10.09.2015 – Lettera-Capo SME a Vertici su relazioni sindacali

Allegato 4: 05.11.2015 – Lettera DIPE a Enti segnalati dalle OO.SS.

Notiziario n. 5 del 12 gennaio 2016 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgQuarta riunione negoziale, oggi pomeriggio a Persociv,  per la distribuzione del FUA 2015, che ha fatto segnare un deciso passo in  avanti verso la chiusura dell’accordo nazionale, posto che sul nodo dei “passaggi economici” si è verosimilmente trovata la quadra. Ma andiamo con ordine.

In apertura,  il Direttore Generale di Persociv che ha presieduto la riunione ci ha comunicato che l’Ispettorato Generale per gli ordinamenti del personale e l’analisi dei costi del lavoro pubblico (IGOP)   ha fatto presente alla D.G. per le vie brevi l’improponibilità di progressioni economiche con decorrenza 1.1.2015,  atteso che il relativo accordo non è stato sottoscritto entro lo stesso anno 2015,  e che pertanto non avrebbe certificato alcuna ipotesi di accordo sottoscritta nel 2016 recante il finanziamento di passaggi economici con decorrenza 1.1.2015.  Nel merito della posizione IGOP,  è ben vero che c’è un precedente al riguardo (la tornata di passaggi con decorrenza 1.1.2010 è stata avviata con ipotesi di accordo A.D.-OO.SS. sottoscritto in data 4.11.2010), ma è anche vero che non se ne comprende il fondamento normativo (le finalità appaiono invece ben chiare: lasciare le risorse ancora per un anno nel FUA).  A nostro giudizio, però, e lo abbiamo detto al tavolo, questa interpretazione restrittiva di IGOP, che in altre Amministrazioni è stata contestata dal fronte sindacale,  può paradossalmente farci comodo in questa  circostanza, facendoci uscire dalle secche nelle quali siamo scivolati a seguito delle improvvide scelte (da noi allora contestate) che l’AD ha operato nella messa a punto del DM 19.11.2014 sulle ripartizione degli organici attribuiti dal DPCM 22.01.2013.

Si deve infatti ricordare che quel DM fissa anche gli organici ripartiti per fasce retributive, che pertanto verrebbero a costituire un punto di riferimento obbligato per la determinazione del numero dei passaggi, che andrebbero fissati sulla base della differenza tra organici di fascia e presenze effettive ricomprendendosi nel calcolo anche gli ipotizzati transiti dalla fascia inferiore. Questo anche in ragione del fatto che l’Amministrazione non ha inteso recepire la proposta della nostra O.S. (vds. Notiziario n. 112 di pari data) e solo della nostra O.S., di attribuire una connotazione meramente ricognitoria  ai numeri di fascia contenuti nel DM 19.11.2014 .   Con i numeri del 2015,  allora,  l’approdo finale sarebbero i 1.095 passaggi previsti dalla bozza di ipotesi di accordo predisposta dall’A.D. che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 1,  che FLP DIFESA ha sin da subito (si veda il Notiziario n. 105 del 29 set. 2015)  giudicato comunque irricevibili anche in relazione alle attese dei colleghi,  tenuto conto che la prima ed unica tornata di passaggi interni (decorrenza 1.1.2010)  ha visto la realizzazione di un numero infinitamente superiore (ben 21.826) e che la parte di lavoratori che a suo tempo non ne ha beneficiato ha dovuto poi subire ben 4 anni di blocco (2011-2014). Dunque,  gran parte dei lavoratori  oggi verrebbero esclusi dai passaggi economici, dovendosi rispettare  quei limiti numerici. Meglio allora star fermi un giro.

Abbiamo però proposto che, all’interno dell’ipotesi di accordo FUA 2015 o anche con accordo separato, le Parti si impegnino ad avviare un numero di passaggi con decorrenza 1.1.2016 congruo alle attese dei colleghi e che l’AD si impegni, espressamente e preliminarmente, a modificare il DM 19.11.2014, ridefinendo la ripartizione degli organici in termini meno vincolanti e comunque senza alcun riferimento alle fasce retributive, come hanno intelligentemente fatto altre AA.CC.  Per esempio il MIUR (si veda il DM che pubblichiamo su questa pagina in allegato 2),  che ha ripartito i propri organici solo su base regionale, consentendo così che in quella Amministrazione sia già stata sottoscritta una ipotesi di accordo che, rispetto alle 5.978 posizioni in organico, prevede n. 2328 passaggi (il 38%).  Con il DM attualmente vigente, invece, la percentuale nel MD sarebbe stata ben diversa (il 3,9 %, 1095 passaggi rispetto ai 27.894 in organico).

Ecco perché ci vuole subito un nuovo DM sugli organici del MD.   Su questo tipo d’impostazione, la delegazione di parte pubblica si è dichiarata d’accordo.  Proprio per questo,  possiamo considerare sostanzialmente chiusa la trattativa sul FUA 2015, con lo stralcio dell’art. 10 della bozza predisposta dall’AD qui pubblicata (passaggi 2015) e l’inserimento degli impegni di cui sopra sui passaggi 2016, rispetto ai quali  pubblichiamo su questa stessa pagina l’allegato 3 con i dati, da noi richiesti e ottenuti dalla DG, relativi alle presenze nelle diverse fasce al 1.1.2016. La prossima riunione, quella immaginiamo conclusiva, è già stata fissata per il 21 p.v. .

Proseguiamo allora questo Notiziario informando i colleghi sugli altri aspetti affrontati in riunione.

Partiamo innanzitutto dalla conferma definitiva della riassegnazione al FUA 2015 del Ministero della Difesa  di 6.104.074 euro,  che avevamo in un qualche modo anticipato sin dalla prima riunione di luglio (si veda il Notiziario n. 84 del 30.07.2015) e confermato nella successiva (si veda il Notiziario n. 105 del 29.09.2015).  La conferma ufficiale viene dal DPCM 12.11.2015 pubblicato nella G.U n. 303 del 31.12.2015, che ad ogni buon conto pubblichiamo anche su questa stessa pagina in allegato 4.  Va comunque rilevato che, a seguito dello stralcio dei passaggi economici 2015, i 2.025.112,64 euro lordo oneri AD che avrebbero dovuto finanziarli porteranno ad un incremento dei Fondi di sede (FUS), con conseguente crescita della quota media pro capite di circa una ottantina di euro sempre al lordo oneri AD. Un modestissimo incremento (6 € circa) della quota pro capite FUS ci sarà inoltre per i circa 140.000 €  transitati  dal FESI al FUA ex art. 1805/bis del C.O.M. introdotto dal D.Lgs. n. 8/2014 (nel 2015, ai sensi al D.I.M. 18.04.2002, sono transitati nei ruoli civili n. 186 ex militari, di cui  36 dall’Arma dei Carabinieri).

Una novità certamente positiva emersa in riunione riguarda il fatto che finalmente l’ipotesi di accordo FUA 2015 sarà accompagnata dal dettaglio delle somme che alimentano il  FUA 2015.  Trattasi di una richiesta antica della nostra O.S.,  avanzata invano negli ultimi due anni e non accolta con la scusante che il MEF non forniva i dati,  e che quest’anno invece la dr.ssa Corrado ha deciso di soddisfare impegnando i propri Uffici a tal proposito. Gliene diamo ampiamente atto, atteso che appariva illogico, oltre che poco trasparente, il dover distribuire somme sulla base di dati non noti e verificabili.

Novità di un certo interesse anche per quanto riguarda turni, reperibilità e Particolari Posizioni di lavoro (PPL). Come si ricorderà, gli accantonamenti presenti nella bozza della ipotesi predisposta dall’AD per la riunione del 29 set. u.s. prevedono incrementi rispetto al 2014 per tutte le fattispecie, essendo state recepite tutte le esigenze segnalate dagli Organi Programmatori, e al netto delle decurtazioni operate negli anni precedente (-16% reperibilità, -8% per PPL e -6% per turni).  Colpisce in particolare l’incremento dell’assegnazione alla “reperibilità”  di ben oltre il 25% (€ 4.530.497,39 €  rispetto ai 3.582.900,00 €  del 2014),  che pare quasi tutto dovuto alle richieste di SMM (peraltro contestate dallo stesso COM LOG MM, si veda il foglio che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 5),  e di cui francamente non comprendiamo le ragioni atteso l’utilizzo eccessivo che di questo istituto si fa in ambito MD.  A tal riguardo,  la nostra O.S. aveva espresso sin dalla prima riunione le proprie riserve, posto che ogni incremento di somme per la reperibilità comporti una corrispondente riduzione del FUS.

Ora, però, dobbiamo responsabilmente fare i conti con il ritardo (siamo già nel 2016) con cui vengono assegnate i finanziamenti per queste fattispecie lavorative, trattandosi di attività di lavoro già effettuate negli Enti del MD che andranno necessariamente pagate (ove non lo si facesse, bisognerebbe pescare nei FUS entro i  limiti previsti, che potrebbero anche non essere sufficienti, con danno evidente per i lavoratori).  E dunque: per il 2015, le somme assegnate al finanziamento di PPL, turni e reperibilità dovrebbero rimanere le stesse (forse, una riduzione potrebbe riguardare il finanziamento della sola reperibilità). Ma per il 2016 la musica dovrebbe cambiare: abbiamo infatti chiesto e ottenuto dalla dr.ssa Corrado un impegno preciso dell’Amministrazione affinché, prima della solita ricognizione annuale delle esigenze avviata dalla D.G. (nel 2015, con la circolare n. 21105 del 24.03.2015), vengano definite in apposito tavolo nazionale delle linee guida e fissati dei paletti precisi, con particolare riferimento all’istituto della reperibilità, con l’obiettivo di ridurne il finanziamento 2016 rendendo così disponibili le somme risparmiate per altri impieghi, in primis per passaggi economici e FUS (si ricordi che nel 2016 ci sarà pure la performance…….).

In ogni caso, prima della sottoscrizione dell’ipotesi di accordo FUA 2015, avremo i dati da noi richiesti nelle precedenti riunioni sulle somme assegnate agli Enti del MD per PPL, turni e reperibilità relativi all’anno 2015.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Bozza ipotesi di accordo FUA 2015 – Versione per la riunione del 29-09.2015

Allegato 2: DM di ripartizione degli organici del MIUR

Allegato 3: Presenze effettive all’interno delle fasce retributive alla data del 1.1.2016

Allegato 4: DPCM 12 11 15-Incremento disponibilità FUA Ministeri

Allegato 5: Foglio COM LOG MM del 3.07.2015 su teruni e reperibilità 2015

Notiziario n. 4 dell’11 gennaio 2016 –

images bonusL’anno 2015 potrebbe passare alle cronache del Ministero della Difesa come l’anno in cui il Vertice del Dicastero pareva avesse finalmente preso coscienza e consapevolezza della posizione di fanalino di coda  nella quale decenni e decenni di politiche disattente e penalizzanti hanno posto il personale civile, sia nel raffronto con il personale contrattualizzato di altre Amministrazioni Centrali (si veda a tal proposito la tabella allegata al Notiziario n. 133 del 133 del 14.12.2015) sia soprattutto nel raffronto con il personale militare operante in Difesa, che è cosa ben nota e per la quale non c’è bisogno di alcuna tabella esplicativa.

Anche per questo, è stato costituito con DM 16.06.2015 uno specifico Gruppo di lavoro presieduto dal Sottosegretario Rossi  finalizzato a “prospettare le occorrenti iniziative di carattere normativo/finanziario finalizzate, nei limiti del possibile, ad un incremento del detto trattamento economico”,  i cui  lavori procedono però molto a rilento (in sei mesi, due sole riunioni) e i tempi per conoscerne gli approdi finali si allungano di molto, stracciando la stessa road map fissata dal Sottosegretario (vds. fg. Gabinetto 09.11.2015 – Road map Gruppo Lavoro DM 16.06.2015).

Ma mentre gli annunci si sprecano e gli impegni buonisti vengono ribaditi a ogni favorevole occasione, i fatti purtroppo vanno in tutt’altra direzione, e cioè verso l’allargamento ulteriore della forbice retributiva nei confronti dei lavoratori militari.   Ci riferiamo al “bonus” di 80 € mensili netto IRPEF previsto dal comma 972 della Legge 28.12.2015, n. 208 (“legge di stabilità 2016”), che pubblichiamo in allegato su questa stessa pagina, che dispone che “nelle more dell’attuazione della delega sulla revisione dei ruoli delle Forze di polizia, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e delle Forze armate e per il riconoscimento dell’impegno profuso al fine di fronteggiare le eccezionali esigenze di sicurezza nazionale”,  venga attribuito per il 2016 al personale militare “un contributo straordinario pari a 960 euro su base annua da corrispondere in quote di pari importo a partire dalla prima retribuzione utile..”,  autorizzando per questo “la spesa di 510,5 milioni di euro per l’anno 2016” . Il predetto “bonus”,  attribuito ai militari,  fa parte integrante di quel pacchetto sicurezza-cultura”  da 2,6 mld voluto dal Premier Renzi, che ha fatto lievitare la manovra  a oltre 32 miliardi,  e le cui coperture sono state trovate aumentando il deficit dal 2,2 al 2,4%, e dunque attraverso una crescita del debito. Cosa dirà a tal proposito l’Europa?

Tornando al “bonus” in argomento, va preliminarmente osservato che esso viene destinato a tutti (dicesi tutti) i militari in servizio e dunque non solo a chi è impiegato in particolari attività operative: basterà avere le stellette, dunque, per percepirlo, e dunque è di fatto configurabile come una sorta di “bonus ad categoriam”.  Osserviamo poi che il predetto “bonus” viene attribuito “per il riconoscimento dell’impegno profuso al fine di fronteggiare le eccezionali esigenze di sicurezza nazionale”.  Parrebbe anche una buona cosa,  ma allora ci chiediamo: perché la categoria dei civili ne è esclusa?  E ancora:  i lavoratori civili quotidianamente impegnati (poniamo) in un Arsenale militare nelle operazioni manutentive delle Unità Navali che presidiano il Mediterraneo,  contribuiscono anch’essi con il loro quotidiano lavoro a “fronteggiare le eccezionali esigenze di sicurezza nazionale”, o no? Perché i militari impegnati all’interno di quell’Arsenale nelle medesime attività manutentive  percepiranno il “bonus” mentre i civili no?  C’è logica in questo?

No, è evidente che di logica in queste sceltece ne sia poca, per non dire nulla…. Con un risultato finale preciso: che la forbice retributiva tra civili e militari si andrà ancor più ad allargare, con buona pace del nostro Vertice politico che, come si vede, predica bene ma poi razzola davvero molto male. Da una parte insedia gruppi di lavoro che poi non vengono neanche convocati, dall’altra continua ad elargire bonus ad altri.

Il nostro malessere dentro questo Ministero cresce giorno dopo giorno, e dovremo essere capaci di trasformare questo malessere in  iniziative forti e in mobilitazione! Invece di legittimare gli annunci buonisti senza fondamento,  il Sindacato torni a fare il proprio mestiere.

Noi di FLP DIFFESA ci proviamo!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Testo del comma 942, art 1, Legge di stabilità 2016

Notiziario n. 3 del 9 gennaio 2016 –

L'ingresso nel porto di Messina, dove ha sede l'Arsenale Militare
L’ingresso nel porto di Messina, dove ha sede l’Arsenale Militare di Agenzia Industrie Difesa

Come  già riferito nel Notiziario n. 136 del 22 dicembre u.s.,   nel corso dell’incontro con le OO.SS. nazionali,  la Ministra Pinotti ebbe a precisare “che l’art. 280 del Libro Bianco (che, lo ricordiamo,  prevede venga esplorata la possibilità che l’industria possa assorbire alcune strutture tecnico-industriali della Difesa e, grazie a specifiche norme, il relativo personale…) riguarda Agenzia Industrie Difesa”  e non già gli Stabilimenti industriali del Ministero Difesa.  Nello stesso Notiziario, noi aggiungevamo però a commento:  “Ci si chiede: che significa questo?  E come mai lo si dice solo ora?”  

Trattasi di domande del tutto naturali che, stante anche il clima nel quale si è svolto quell’incontro e di cui abbiamo riferito all’interno dello stesso Notiziario,   non abbiamo potuto porre in quelle sede alla Ministra.  Domande che appaiono comunque anche del tutto legittime e alle quali il l’Amministrazione della Difesa non può sfuggire,   anche perché se è vero che le precisazioni della sen. Pinotti sono state mosse da evidenti intenti rassicuranti nei confronti del personale impiegato negli Stabilimenti della Difesa,  è del tutto ovvio e naturale che comincino ora a montare le preoccupazioni dei lavoratori degli Stabilimenti di Agenzia Industri Difesa (AID)  e delle loro rappresentanze sindacali.  E sono domande che necessitano dunque di risposte urgenti ed esaustive, anche se pare che la precisazione della Ministra non incuta particolari preoccupazioni, stante l’assenza di riferimenti e commenti nei comunicati di altre OO.SS.

In ogni caso, se l’art. 280 del Libro Bianco riguarda gli Stabilimenti di Agenzia Industrie Difesa, significa che è per essi che andrà esplorata la possibilità che l’industria possa assorbire alcune strutture tecnico-industriali della Difesa e, grazie a specifiche norme, il relativo personale..” .  E questo cambia in modo alquanto significativo il quadro di situazione che lo stesso Direttore Generale AID ebbe a rappresentarci nell’ultimo incontro con le OO.SS. Nazionali del 28 settembre 2015 (si veda a tal riguardo il Notiziario n. 104 di pari data), nel quale è stata rappresentata alle Parti sociali una situazione degli Stabilimenti industriali AID complessivamente non negativa sotto il profilo gestionale e produttivo, rispetto ai quali,  ci disse l’ing. Anselmino,  era in via di elaborazione un “Piano di rilancio delle attività” che prima di fine 2015 sarebbe stato illustrato alle OO.SS. nazionali, cosa però non ancora avvenuta.

Non si può allora non chiedersi in quale modo  verrebbero a coniugarsi tra loro  il piano di rilancio delle attività AID voluto dal Direttore Generale e la previsione di cui all’art. 280 del Libro Bianco, che la Ministra Pinotti nella riunione del 22 dicembre ha espressamente riferito ad Agenzia Industrie Difesa.

Una domanda, questa, che trova ulteriore fondamento e sostanza anche alla luce di alcuni recenti accadimenti.  Il primo, gravissimo a nostro giudizio, si è consumato presso l’Arsenale Militare di Messina, dove ci risulta siano stati di fatto “licenziati”, dopo dieci anni di onorato servizio, tre lavoratori di una società interinale che fornisce manodopera all’Ente.  Un “licenziamento” di cui gli interessati hanno avuto notizia alle ore 14.00 del 24 dicembre 2015, dunque proprio alla vigilia di Natale, gettando così nello sconforto più totale le famiglie che certo non dimenticheranno questo straordinario regalo natalizio.  Un fatto, questo, che cfarebbe poi il paio con altri “licenziamenti” che pare sarebbero stati decisi nei confronti di altri lavoratori AID con contratti a tempo determinato, evidentemente non rinnovati.  Cosa sta succedendo dunque in Agenzia Industrie Difesa? E’ questa la strada che si intende percorrere per rilanciare le attività degli Enti AID?  I lavoratori cominciano a chiederselo, e noi con loro.

Di fronte a questi accadimenti, abbiamo ritenuto doveroso e necessario inviare all’ing. Anselmino la nota che ad ogni buon conto  pubblichiamo in allegato su questa stessa pagina. E ora attendiamo urgenti risposte su Messina, e con altrettanto urgenza l’incontro che abbiamo richiesto al Direttore Generale.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: 08 01 2016- Lettera di FLP DIFESA al Direttore Generale  AID 

Notiziario n. 2 del 5 gennaio 2015 –

La Ministra della Difesa, Roberta Pinotti
La Ministra della Difesa, Roberta Pinotti

La Ministra della Difesa, sen. Roberta Pinotti, ha inviato in data 1 gennaio agli “uomini e donne della Difesa” (testuale)  il tradizionale messaggio augurale, che riportiamo di seguito in forma integrale.

” UN ANNO IMPORTANTE PER LA DIFESA E LA SICUREZZA                          

Quello che si avvicina alla conclusione è stato un anno difficile, segnato, soprattutto negli ultimi mesi, da una escalation di violenza che ha profondamente scosso le nostre coscienze e minato il nostro primario bisogno di sicurezza.
L’eco degli ultimi attentati terroristici non si è ancora spenta ed è ancora vivo il dolore per le tante vite che sono state spezzate; questo ha rafforzato in tutti noi la consapevolezza che dovremo impegnarci, ancora a lungo e ancora a fondo, per sconfiggere chi sta tentando di mettere in discussione i valori fondamentali sui quali si fonda la nostra società e la nostra identità.
Il 2015 è stato un anno fondamentale sul piano del rafforzamento di quella necessaria collaborazione tra Paesi che, come l’Italia, credono fermamente che la pace e la stabilità regionale e mondiale siano obiettivi concretamente realizzabili.
Il 2015 è stato un anno importantissimo anche per la Difesa, perché sono state prese decisioni importanti, sono state compiute scelte necessarie ed è stata finalmente tracciata, grazie alla redazione del “Libro Bianco per la Difesa e la Sicurezza internazionale”, la strada che riteniamo più giusta per affrontare, con concrete prospettive di successo, l’incerto futuro che ci attende.
Oggi voglio cogliere l’occasione per evidenziare, ancora una volta, l’importanza che in questo ambizioso progetto rivestite Voi, donne e uomini della Difesa, e ringraziarvi, a nome di tutti gli italiani, per lo straordinario impegno che sostenete con abnegazione, in Italia e nei teatri operativi all’estero, per garantire la nostra sicurezza e la stabilità internazionale.
Un impegno che, allo scadere di quest’anno, vede più di 11mila militari italiani operare quotidianamente non solo in Patria ma anche all’estero, nell’ambito di 25 missioni in 18 differenti Paesi, tra cui quella anti ISIS “Prima Parthica”.
Negli anni a venire ci attendono grandi sfide, ma sono certa che la grande famiglia della Difesa, unita dal giuramento di difendere e servire il nostro Paese libero, democratico e sovrano, saprà dare il suo fondamentale contributo per affrontare e superare qualunque difficoltà.
Desidero rivolgere un pensiero commosso a tutti coloro che sono Caduti nell’adempimento del dovere, ai loro familiari, ai loro colleghi e a tutte le donne e agli uomini in uniforme che con il loro operato quotidiano, al servizio della gente, danno testimonianza di forza e virtù, militari ed umane.
A tal proposito, il nostro pensiero va anche ai nostri due Fucilieri Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, che la stessa forza e le stesse virtù stanno dimostrando quotidianamente.
Uomini e donne della Difesa,  rivolgo a tutti Voi, ai vostri familiari, a i vostri cari, il più fervido augurio di un Buon Anno 2016, in particolar modo a coloro che, nell’adempimento del servizio, lo festeggeranno lontano dai propri affetti.          
Auguri a tutti “

A parte lo scontato richiamo alle potenzialità taumaturgiche del  “Libro Bianco”,  colpisce il fatto che, al positivo richiamo in ordine all’operato dei lavoratori “in uniforme”,  non segua alcun minimo accenno all’operato dei civili.  Nel messaggio per il 2015 (che ripubblichiamo sul nostro sito) eravamo almeno presenti nel titolo, quest’anno invece neanche in quello. Come inizio non c’è male!

Cosi vanno le cose nell’era Pinotti.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Il precedente messaggio della Ministra Pinotti per l’anno 2015

 

Notiziario n. 136 del 22 dicembre 2015 –

La Ministra della Difesa, Roberta Pinotti
La Ministra della Difesa, Roberta Pinotti

La politica degli annunci, che ha contraddistinto l’operato del Governo Renzi  negli oltre venti mesi di sua attività e che è stata aspramente contestata e contrastata in altre sedi da gran parte del Sindacato, sbarca anche nel Ministero Difesa. E’ questo, in estrema sintesi, il succo conclusivo della riunione odierna, nella quale la sen. Pinotti ha proposto la propria narrazione sulle problematiche del personale civile a distanza di 20 mesi già trascorsi dalla sua nomina e illustrato gli “indicatori di lavoro” (così li ha definiti) per il 2016.  Il tutto, di fronte ad un uditorio sindacale attento e disposto a crederle, con un’unica e sola voce stonata, la nostra,  che per questo è stata visibilmente contrastata dalla stessa Pinotti.

L’intervento iniziale della Ministra è stato dedicato ad illustrare i diversi punti della “comunicazione” datata 14.12.2015, qui allegata, inviata a tutte le OO.SS. nazionali:  risparmi dai riordini destinati al FUA;  protocollo d’intesa in materia di funzioni civili; conferma della tabella di equiparazione tra militari e civili; impegni su sviluppi economici e progressioni tra le aree; sessione informativa sul Libro Bianco.

E’ poi partito il consueto giro del tavolo sindacale, che ha espresso, nella quasi generalità, un sostanziale  apprezzamento  per le parole della Ministra  ed una sostanziale fiducia negli impegni 2016.  Con un’unica voce dissonante, quella di FLP DIFESA, che ha opposto una diversa narrazione degli accadimenti di questi venti mesi, accadimenti peraltro documentati e documentabili e che a nostro avviso occorrerebbe tenere in debita considerazione per  verificare la coerenza e la fondatezza degli annunci e degli impegni.

E questa voce dissonante, nel mare calmo e placido della riunione odierna, non è piaciuta evidentemente molto alla nostra Ministra che, capita l’antifona,  ha subito richiamato lo scrivente Coordinatore Generale alla brevità: erano passati meno di 30 secondi dall’inizio dell’intervento….   Ma con che cosa di così dirompente avevamo iniziato il nostro intervento, tale da suscitare la così forte ed immediata reazione della Ministra?  Molto semplicemente,  avevamo fatto presente alla sen. Pinotti che la riunione odierna era stata preceduta da una riunione separata solo con CGIL-CISL-UIL avvenuta in data 14 dicembre u.s.,  i cui contenuti e i cui approdi conclusivi erano stati oggetto di ovvia pubblicizzazione da parte di quelle sigle (della serie: il Ministro parla solo con noi) e successivamente oggetto di mera “comunicazione” alle altre OO.SS.  (vds seconda riga nota del Gabinetto di pari data, qui allegata).  Con quale rispetto per il principio di pari dignità ed opportunità di tutte le OO.SS. rappresentative e firmatarie dei contratti sancito dalle leggi vigenti e degli stessi CC.CC.NN.LL., lo lasciamo alla libera valutazione dei lavoratori.  La nostra Ministra sarà anche renziana doc e andrà anche alla Leopolda,  ma in questa circostanza ha rispolverato pratiche da prima Repubblica, che non vedevamo da anni in questo Ministero e che pensavamo appartenessero ad un’epoca ormai superata dalla storia: non è così, evidentemente.  La denuncia da parte nostra, avvenuta nell’incredibile silenzio delle altre OO.SS. che questa vicenda pure l’ hanno subito come noi,  ha sortito la visibilissima reazione negativa della Ministra, che peraltro non ha dedicato una sola parola in sede di replica per spiegare quanto avvenuto. Immaginiamo perché non c’era davvero nulla da spiegare rispetto ad una scelta che oggettivamente appare ingiustificata e ingiustificabile. E che noi, per nostra dignità, non potevamo tacere di fronte alla Ministra, che quella scelta aveva fatto.

Ci chiediamo solo se rimarrà un episodio a sé senza seguito, oppure se in epoca Pinotti si riapriranno nel Ministero Difesa tavoli di confronto riservati con le OO.SS., caminetti e sale più o meno verdi. Vedremo!

L’intervento di FLP DIFESA è poi entrato nel merito degli annunci della Ministra e degli impegni per il 2016.

FONDO UNICO DI AMMINISTRAZIONE

Va bene, ovviamente, l’anticipo al 2016 di destinazione al FUA dei risparmi dai riordini: è stata una nostra precisa proposta, presentata nella riunione con il Sottosegretario del 12 nov. u.s. (vds Notiziario n. 123 di pari data). Il raddoppio delle percentuali (dal 2-5% al 4-10%) ci sta però un po’ stretto, francamente pensavamo a qualcosa di più,  atteso che è la base iniziale della nuova forbice è sotto il 5%.  Rimangono comunque due problemi insoluti: la dotazione esigua del nostro FUA anche rispetto agli altri Ministeri e la forbice che si allarga nei confronti delle retribuzioni del personale militare, che godranno quest’anno non solo degli 80 € previsti in L. di stabilità  “per il riconoscimento dell’impegno profuso al fine di fronteggiare le eccezionali esigenze di sicurezza nazionale”  (esclusi i civili: avranno impegnato il loro tempo al mare?) ma anche di un incremento del loro fondo d (FESI) di 74 mln. (dichiarazioni COCER).

TABELLA DI CORRISPONDENZA MILITARI CIVILI.

La Ministra ha confermato la propria scelta sulla tabella convenuta con le OO.SS. il 22.11.2013, e di questo le siamo grati. Ma non ha sciolto la riserva circa i tempi di emanazione del DPCM di recepimento, per cui è quasi sicuro che i tempi indicati di recente dal Sottosegretario Rossi (entro fine anno) slitteranno. Possibile, abbiamo chiesto alla Ministra, che a oltre due anni questa benedetta tabella non veda la luce? Delle due, l’una: o la F.P. (che ha emanato tutte le altre tabelle) segue poco le sollecitazioni del M.D., o una manina nascosta ne ostacola l’entrata in vigore. Una manina evidentemente interessata, perché nel frattempo i transiti proseguono con la vecchia tabella che porta all’inquadramento in area 3^ di ex marescialli e luogotenenti. Zero risposte al riguardo…

FUNZIONI E COMPITI DEL PERSONALE CIVILE

L’annuncio/impegno della Ministra è per un “protocollo d’intesa” da siglare entro il primo trimestre 2016. A oltre due anni dall’entrata in vigore dell’art. 1 del D.Lgs. n. 7/2014 (“attribuzione di funzioni e compiti al personale civile” da recepire in apposito “Regolamento”), trascorsi invano nonostante le ripetute sollecitazione  di FLP DIFESA e ultimamente di tutte le sigle, è di tutta evidenza che il “protocollo”, peraltro tutto ancora da costruire, non può ovviamente soddisfarci e pone evidenti interrogativi sulla sua reale efficacia. Inoltre, non va sottaciuto che in questi due anni in cui non si è fatto nulla, i riordini sono comunque andati avanti nel segno di una marcata militarizzazione  (si pensi solo a quelli di Poli e Arsenali). Zero risposte da parte della Ministra, che di impegni in materia di civilizzazione ne aveva presi e tanti.

PASSAGGI ECONOMICI DENTRO LE AREE E PROGRESSIONI TRA LE AREE

Il numero di passaggi complessivi previsto dall’AD è pari a 1.095, un numero irricevibile atteso che dalla prima tornata (21.826 passaggi realizzati) è stato escluso un terzo del personale, poi bloccato per anni. Il problema nasce dall’organico di fascia poco opportunamente inserito in un DM firmato dalla stessa Ministra, ne abbiamo ampiamente riferito nel nostro recente Notiziario n. 134 del 15.u.s. : proprio per questo, ci si aspettava un preciso impegno politico, anche in sede  MEF e FP,  volto ad elevare e di molto il numero dei passaggi 2015.  Invece ci troviamo di fronte ad un semplice “mandato a PERSOCIV”  che  non si comprende bene cosa possa fare nel quadro esistente. Zero risposte anche qui.

In merito alla progressioni verticali tra le aree, a noi pare che l’effetto annuncio abbia raggiunto in questo caso la vetta massima. Abbiamo rappresentato i non facili ostacoli connessi alla fattibilità dell’operazione all’interno del vigente quadro normativo, abbiamo chiesto alla Ministra cosa intende fare per superare quegli ostacoli, ma anche qui zero risposte da parte della sen. Pinotti.

LIBRO BIANCO

La Ministra ha preannunciato una sessione informativa sulle questioni civili, e ci ha chiesto dei contributi. Ci siamo permessi di ricordarle che i contributi sono già stati offerti dalle OO.SS. (per quanto ci riguarda, ben 12 pagine A4 di analisi e proposte – vds. Notiziario n. 130 dell’11.12.2014), e che da quel momento è trascorso invano un anno. Zero risposte anche qui.  Va anche detto che la Ministra ha precisato che l’art. 280 del Libro Bianco (passaggio all’industria privata di strutture tecnico-industriali del MD) “riguarda Agenzia Industrie Difesa”.  Ci si chiede: che significa questo? E come mai lo si dice solo ora?

Questi gli esiti della riunione con la Ministra, che ha incontrato le OO.SS. dopo ben 20 mesi dal primo e unico incontro (17.04.2014).  Quando la nostra O.S. le ha ricordato questo, la Ministra ci ha detto in modo deciso che c’è un Sottosegretario delegato, circostanza però poco valutata ai fini dell’incontro del 14 u.s.

La riunione si è chiusa con un appello da libro cuore della Ministra (“rassicurate i lavoratori che ci preoccupiamo di loro”).  Lo facciamo davvero molto volentieri,  ma ricordando al contempo che i lavoratori si sentiranno rassicurati solo dai fatti e dai risultati concreti.  Di parole, ne abbiamo sentite tante, forse troppe!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: 14.12.2015 – Nota Gabinetto su problematiche personale civile 

giancarlo pittelli


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