Una suggestiva immagine notturna di Palazzo Esercito, sede dello SME
La sessione informativa periodica con SME–RPGF(Reparto Generale Programmazione Finanziaria) e DIPE (Dipartimento Impiego del Personale Esercito) è stata dedicata all’esame di numerosi provvedimenti ordinativi, molti dei quali di limitata portata, e di quelli, afferenti all’area territoriale originati dal decreto correttivo, che si innestano anche nel riordino dei Servizi Amministrativi dell’Esercito, avviato in forma sperimentale da gennaio 2016 e le cui linee essenziali ci sono state illustrate nella precedente riunione con RPGF del 26 gennaio u.s. .
Il dettaglio dei provvedimenti è contenuto nella scheda tecnica predisposta da RPGF, che pubblichiamo su questa stessa pagina e alla quale rinviamo; per alcuni di essi, che ci sembrano degni di maggiore attenzione, forniremo in questo Notiziario ulteriori elementi, corredati anche delle considerazioni/richieste da noi proposte al tavolo.
AREA OPERATIVA
possibile la soppressione della Compagnia Genio Guastatori di Castrovillari , a impatto zero sulle due unità di personale civile, in via di trasferimento a domanda a Cosenza; l’ infrastruttura verrà verosimilmente ceduta all’Arma dei Carabinieri;
la soppressione del Centro Ippico Militare del Rgt. Nizza Cavalleria di Pinerolo dovrebbe accompagnarsi alla riorganizzazione del comparto equestre, finalizzata ad un suo utilizzo non solo sportivo ma anche operativo;
è prevista la riconfigurazione dal tipo A a tipo B del Reparto alla sede della caserma Predieri di Firenze, a volumi organici invariati (14 unità), con contestuale riconfigurazione da RCSL a RCST della Friuli.
AREA LOGISTICA
come già concordato a conclusione del confronto sugli schemi di DM dei Poli di Mantenimento (Piacenza; Nola; Roma e Terni), poi entrati in vigore il 1.07.2015, a conclusione del primo anno di sperimentazione, si procederà alla verifica e ad eventuali modifiche/adeguamenti della struttura a valle dei Reparti;
verrà ridefinito l’organico del Dipartimento Lungodegenza di Anzio, allineandolo alle professionalità presenti; FLP ha inoltre sollecitato il pieno recupero della capacità ricettiva della struttura, oggi ridotta.
AREA DI VERTICE
Trasferimento delle Commissioni avanzamento Sottuficiali (COVAS) e Graduati (COVAG) alla Caserma Boltar di Roma.
AREA TERRITORIALE
Basi logistico-addestrative: verranno tutte riorganizzate in riduzione (soppressa solo quella di Piane di Mocogno), con forte contrazione nella dotazione organica (-142 posizioni) e allineamento alle presenze effettive (anche Ischia, su cui si opererà un taglio di 34 posizioni), dati corretti rispetto alla scheda. Le Basi perderanno il “plotone Servizi”; inoltre, a seguito di nostra richiesta, RPGF ha chiarito che non è stata ancora decisa la competenza amministrativa (transito alle D.I. o conferma su Comando Capitale Roma?);
Regione Militare NordTorino: la pesante riorganizzazione al 31 marzo p.v., da alto comando di area a CME Piemonte, comporterà la perdita di diverse competenze (in primis quelle su altri CME) e una struttura molto alleggerita (da 147 a 133 le posizioni civili, con perdita di tre posizioni/indennità di Capo U.O.); comporterà altresì il transito alle dipendenze del nascente Comando IR Multifunzione di Bolzano. Dunque, una notevole riduzione di rango, prevista dallo schema di decreto correttivo all’esame del Parlamento, rispetto al quale abbiamo ribadito alcune nostre perplessità, anche con riferimento alla nuova dipendenza;
Comando Militare Esercito Trentino di Trento: è prevista, anch’essa a seguito del decreto correttivo, la sua soppressione e l’innesto nel Cdo Multifunzione di Bolzano. Avrà due fasi: la prima, entro il 31.03.2016, non vedrà rilevanti modificazioni; nella seconda, entro il 31.12.2016, saranno transitate a Bolzano tutte le funzioni, ad eccezione dell’Uf. Documentale e della Sz. PRIP, in cui troveranno collocazione i 32 civili;
Comando Militare della Capitale Roma: sempre in base alle scelte operate dal decreto correttivo in itinere, perderà la funzione di vertice d’area e pertanto subirà anch’esso una riduzione di organico (da 81 a 55 le posizioni civili, rispetto agli attuali 41 effettivi) e di competenze (perderà la Sezione Addestramento);
Istituto Geografico Militare (IGM): su imput di CaSME, RPGF sta riconsiderando la dipendenza dell’Ente (da COMFODIN Padova direttamente a SME?) e, in attesa della scelta, permarrà sotto COMCAPITALE; inoltre, ma questo lo aggiungiamo noi, IGM potrebbe perdere le attuali attribuzioni territoriali, eredità dell’ex CME Toscana, e mantenere pertanto solo quelle storiche di natura cartografica. Incredibile a dirsi: durante i diversi confronti avuti nel 2012 sulla riorganizzazione dell’Ente, FLP DIFESA aveva ripetutamente espresso forti riserve sull’ipotizzato accorpamento di attività territoriali e industriali…..
Museo di Palmanova (UD): prossimo il trasferimento dalla FA alla Regione Friuli V.G.; reimpiego ovviamente ordinario, con ricollocazione prevista in Enti della Difesa del territorio provinciale.
RIORDINO DEI SERVIZI AMMINISTRATIVI DELL’ESERCITO
Nella precedente riunione del 26 gennaio u.s. (vds. Notiziario n. 13 di pari data), RPGF aveva illustrato il progetto di riordino, che prevede la costituzione a livello di Brigata, CME IR e nel Lazio (Ente/Enti non definiti) di “Direzioni di Intendenza (DI)” , titolari di tutte le funzioni amministrative a supporto degli Enti dipendenti, e, a livello di reggimento (CME, per es.) di “Nuclei di Coordinamento Amministrativo (NCA)”, che non avranno fondi e materiali propri nè gestione finanziaria e patrimoniale, ma opereranno solo a supporto della DI sovraordinata. Il progetto è già in via di sperimentazione dal 1 gennaio u.s. in tre Enti (COMFODIN Padova e Brigata Julia Udine per gli Enti delle aree di competenza; Brigata Aosta Messina per gli Enti Esercito di tutta la Sicilia), per il primo dei quale, il solo attualmente a impiegare personale civile, ci era stata illustrata la struttura del nuovo Ufficio Amministrazione, articolato in quattro Sezioni, e la dotazione organica, da cui emergeva che tutto il personale presente avrebbe trovato collocazione. L’impegno assunto con noi da RPGF era stato quello di rinviare alla riunione successiva (oggi) l’illustrazione di struttura, competenze e organico dei N.C.A. afferenti alle tre D.I. Impegno assolto per la verità solo parzialmente, e con l’aggiunta di una novità non di poco conto. La novità sta nella previsione di una nuova entità (la Sezione Amministrazione), che rappresenta il secondo elemento di organizzazione che, insieme a NCA anche se più strutturata rispetto ad esso, non avrà fondi e materiali propri nè gestione finanziaria e patrimoniale, e opererà come NCA solo a supporto della DI sovraordinata. Ebbene, in conseguenza dei provvedimenti di riordino già attuati o da attuare e a seguito della riorganizzazione degli attuali Uf. Amministrazione, saranno costituite Sezioni Amministrazione presso i CME Friuli, Abruzzo, Molise e Marche e il costituendo CME Sicilia, mentre NCA opereranno presso la Divisione Friuli, i CME Emilia R. e Umbria e il Presidio Militare di Venezia, Enti tutti posti alle dipendenze di COMFODIN e che conseguentemente, per quanto riguarda i servizi amministrativi, faranno capo a quella D.I. E’ stata anche illustrata da RPGF la comune struttura delle Sezioni Amministrazione, che, rispetto all’attuale Ufficio Amministrazione, prevede la soppressione della Sz. Contratti e acquisti e la riconfigurazione delle Sezioni in Nuclei, con dotazione organica che riproduce quella originaria degli attuali Uffici Amministrazione, senza ridefinirne la composizione in base agli effettivi e senza allineamento alle professionalità presenti, secondo un metodo in uso da tempo da parte della FA. Perché questa diversità, ci chiediamo? La risposta non è chiara, come non è assolutamente chiaro quale sarà la struttura base dei NCA, le loro articolazioni organizzative e dotazioni organiche, atteso che RPGF ha solo fornito i numeri delle posizioni previste, tutte peraltro confermate.
Dunque, come si vede, una illustrazione ancora complessivamente parziale, e comunque non ancora utile a comprendere bene il progetto nei suoi contenuti operativi e negli effetti che produce sul personale. Crediamo che questa parzialità sia frutto di un processo di riordino in costruzione e non ancora chiaro alla stesso SME. Avvertiamo comunque un rischio, di cui abbiamo già fatto cenno in precedenti Notiziari: che questo riordino possa essere portato avanti attraverso una sostanziale “decivilizzazione”, espellendo dagli Uffici professionalità che vi operano da anni e “militarizzando” incarichi e funzioni. Sarebbe una scelta incomprensibile, anche per la natura del settore che rappresenta il core business della presenza civile in FA. Per questo, seguiremo da vicino questa sperimentazione, monitorandone costantemente gli sviluppi anche sul livello locale, e cercando di ostacolare improvvidi tentativi di mortificare la presenza civile e di limitare il confronto con le Parti interessate. E, su questo, abbiamo richiamato l’attenzione dello SME.
PROVVEDIMENTI LEGATI ALLO SCHEMA DI DECRETO CORRETTIVO IN ITINERE
Come già riferito nel Notiziario n. 24 del 29 u.s., il Consiglio dei Ministri, nella riunione di venerdì 26 u.s., ha “approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive ai decreti legislativi del 28 gennaio 2014 nn. 7 e 8, adottate ai sensi dell’articolo 1, c. 5, della legge 31 dicembre 2012, n. 244”, che ora sarà sottoposto, ai fini del previsto parere nel termine massimo dei 60 gg., all’esame delle Commissioni Difesa di Camera e Senato. Che sarà interessante vedere come si esprimeranno anche in ordine ai 24 mesi previsti per l’esercizio della delega, che risulta già superato dal 26 febbraio u.s.
Le disposizioni integrative e correttive appaiono, sotto il profilo ordinamentale, tutto sommato modeste nei numeri (complessivamente, i provvedimenti passano da 368 a 374) e riguardano in grandissima parte l’Esercito. In primis, sulla base della positiva esperienza di COMFODIN durata due anni, è prevista la creazione di tre strutture di comando di livello intermedio a connotazione multifunzionale (operativa, territoriale e di gestione infrastrutturale), la cui denominazione con decorrenza 31.12.2016 non dovrebbe più essere “COINT”, come inizialmente previsto, ma “Comandi di Corpo d’Armata”, e situarsi nelle sedi di Bolzano (4° C.A.), Padova (5° C.A.) e Napoli (10° C.A.). Ognuno di queste macrostrutture interregionali avrebbe tre Vice Comandanti, uno per ogni livello di funzione (Operativo; Territoriale e Infrastrutturale). Per quanto riguarda i compiti attribuiti a questi Enti, si rinvia alla relazione illustrativa (pp.gg. 5, 6 e 7) che accompagna lo schema di provvedimento, e che è pubblicata sul nostro sito come allegato del Notiziario 24 (link sopra).
Fatta questa premessa, e tornando ai contenuti della riunione odierna, dobbiamo innanzitutto informare i colleghi che, stante il ritardo accumulato e la non praticabilità di prevedere ulteriori differimenti di data per i provvedimenti di riordino, nelle more dell’entrata in vigore del Decreto legislativo correttivo, è già all’attenzione di SMD il Decreto Ministeriale attuativo dei provvedimenti in vigore dal 31 marzo p.v., e della cui conferma di data, RPGF darà comunicazione a giorni agli Enti interessati con una propria nota.
I provvedimenti di riordino sono quelli contenuti a pg. 7 e 8 della relazione illustrativa precedentemente richiamata, e che RPGF ha in ogni caso riassunto nella propria scheda tecnica. Sono previsti in sintesi:
soppressione del Cdo 2° FOD di S. Giorgio a Cremano e transito di funzioni a COMFODIS Napoli;
riconfigurazione del Comando Divisione Aqui nella stessa sede e transito di alcune competenze a COMFODIS;
riorganizzazione degli attuali Comandi Autonomi Sicilia e Sardegna rispettivamente in CME Sicilia e Sardegna;
transito di dipendenza a COMFODIN Padova per i CME Marche, Abruzzo e Umbria (da IGM) e al Cdo Truppe Alpine Bolzano per i CME Liguria, Lombardia e Uf.ATP Valle d’Aosta (dal sopprimendo Cdo RMN Torino)
La data di decorrenza di tutti questi provvedimenti è appunto confermata al 31 marzo p.v.. Delle configurazioni, articolazioni organizzative e organici di questi Enti riordinati se ne parlerà più in avanti.
In ordine ai reimpieghi del personale, ad eccezione di Pinerolo, Palmanova e COVAG, abbiamo concordato con DIPE la procedura semplificata di reimpiego, trattandosi di cambi di denominazione e/o dipendenza.
Va detto infine che, molto lodevolmente, da qualche tempo, RPGF conclude le proprie schede tecniche, appositamente predisposte per le riunioni, con l’elencazione delle ipotesi di riordino allo studio. L’ultima scheda fa riferimento a ipotesi di riorganizzazione in corso per: Scuole Militari Nunziatella e Teuliè; COMSUP; COMFOT/COE; COMLOG; Comparti C4 e AVES. Queste indicazioni escluderebbero allo stato la fondatezza delle voci relative ad altre ipotesi di riordino (in particolare, Enti del settore logistico della FA), che anche recentemente ci sono state segnalate con preoccupazione da alcune nostre strutture.
A conclusione della riunione, abbiamo richiamato la necessità, di fronte a questo profondo processo di riordino, di corrette relazioni sindacali soprattutto sul fronte informativo e della necessaria attenzione nei confronti delle professionalità civili. Quanto sopra anche in ragione di alcune criticità, che in alcune sedi permangono, e in altre ci vengono segnalate come situazioni nuove e preoccupanti (Perugia, per es.) anche sotto il profilo delle relazioni sindacali, che porteremo, come sempre, all’attenzione del Capo di SME
Ci scusiamo per la particolare lunghezza del Notiziario, ma gli argomenti erano davvero tanti, e i colleghi che ci seguono sanno che noi vogliamo sempre far comprendere bene i contenuti e gli esiti delle riunioni.
Nella mattinata di oggi, abbiamosottoscrittol’ipotesidiaccordoperla distribuzione del FUA2015, il cui testo integrale è pubblicato su questa stessa pagina in allegato 2. Di seguito, i contenuti dell’accordo.
Le somme FUA 2015 messe a bilancio dal MEF, finalmente con i dati di dettaglio forniti dalla nostra D.G., sono pari a €58.964.991,00, al lordo oneri di AD. Rispetto al 2014, la dotazione FUA 2015 mostra un buon incremento (+ 3.411.381,00 €), come noi avevamo ipotizzato sin dalla prima riunione del 30 luglio 2015 (si veda il Notiziario n. 84 di pari data), ai quali dovranno essere aggiunte le “risorse ulteriori” non ancora quantificate, che saranno comunque oggetto di successivo accordo.
Da questa disponibilità iniziale, debbono essere detratti gli accantonamenti per le voci finanziate dal FUA, che sintetizziamo per punti mettendoli in raffronto con le somme 2014.
Ø Fondo AID: è pari al 4% della dotazione del fondo (€ 2.358.599,64 lordo AID); inoltre, come sempre, è assicurata al personale AID la stessa quota pro capite FUS destinata al personale della Difesa.
Ø Posizioni Organizzative (P.O.): confermate per il 2015 sia la somma accantonata negli anni precedenti (2.525.281,00 lordo oneri AD) sia il contingente numerico (n. 1.723 unità).
Ø Particolari posizioni di lavoro (PPL), turni e reperibilità: confermati, quasi al centesimo, gli accantonamenti 2014, come da noi richiesto sin dal primo confronto di merito (vds. Notiziario n. 105 del 29.09.2015), a fronte del sostanzioso incremento inizialmente previsto dalla D.G. per il finanziamento di queste tipologie di lavoro. Per le PPL, l’accantonamento è pari a € 2.380.000,00 € ; per i turni, € 5.480.000,00 ; per la reperibilità, € 2.763.062,91 e ricomprende anche lo stanziamento successivo di cui all’accordo del 22.09.2015 sulle “ulteriori risorse” (tutti gli importi sono al netto degli oneri datoriali). Circa la loro disciplina, rimane invariata rispetto a quella dell’anno precedente che aveva visto l’introduzione di alcune novità per quanto attiene l’indennità di imbarco/lavorazione (quote maggiorate per il personale interessato con eliminazione della differenziazione tra lavoro a bordo e quello a terra) e l’indennità per distruzione armi chimiche prevista per il CETLI – Centro Tecnico Logistico Interforze NBC– di Civitavecchia (allineamento delle indennità per ogni giornata di effettivo servizio in sede).
Ø Indennità di mobilità: la somma accantonata è pari a 370mila €, e dunque risulta uguale a quella 2014.
Ø Fondo Unico di Sede (FUS): la quota pro capite 2015 risulta pari a € 1.101,20 al netto oneri dell’AD, tenuto conto dei dipendenti in servizio al 1.01.2015 (n. 27.109), e dunque fa registrare un buon incremento (+ € 138,20) rispetto alla quota FUS 2014 che è stata pari a € 963,00.
Confermate anche le finalità del FUS nelle percentuali previstedall’accordo2014: fino al 10% per “remunerare situazioni e condizioni di lavoro caratterizzanti l’attività istituzionale dell’Ente”; fino al 15% per “remunerare i turni e le reperibilità, il cui fabbisogno ecceda l’assegnazione”; fino al 3% per “compensare il lavoro straordinario qualora le risorse siano esaurite”; la restante parte, infine, in quota non inferiore al 72%, andrà a finanziare progetti e programmi locali di produttività.
Sono gli stessi del 2014 anche i criteri perladistribuzionedelFUS, non più recepiti all’interno dell’ipotesi di accordo in virtù del rilievo proveniente dalla F.P. (il sistema di valutazione non può essere contrattato), ma analoghi a quelli dell’anno 2014 (coefficiente tra 1,0 e 1,5) in virtù della determina del Sottosegretario del 4.12.2015, venuta dopo l’azione legale intrapresa da FLP DIFESA.
Dunque, come si vede, l’ ipotesi di accordo reca un impianto sostanzialmente fotocopia rispetto a quella del 2014, ancorchè fortunatamente diverso nelle somme in aumento relative al Fondo di Sede. Con una sola, rilevante novità: l’intesa programmatica di cui all’art. 16, che prevede complessivamente n. 7.002 passaggi interni alle aree con decorrenza 1.01.2016, destinati a chi è rimasto tagliato fuori dai passaggi 2010 e dunque finalizzati a completare la prima tornata, senza alcuna concessione all’avvio, già dal corrente anno 2016, di una prima tranche di progressioni relative alla seconda tornata.
A tal proposito, riportiamo quanto già riferito nel precedente Notiziario n. 23 del 24 feb. 2016: “L’obiettivo di assicurare in prima battuta il passaggio di fascia a chi nella tornata 2010 non ne ha usufruito è un obiettivo giusto e condivisibile, ma a nostro avviso non ci si può limitare a questo. La scelta dei 7.000 passaggi (7002, pardon) per assicurare a tutti i lavoratori civili il primo passaggio di fascia, era l’impegno assunto dalle Parti per il 2011. Ma oggi siamo nel 2016, e in tutto questo periodo abbiamo subito il vergognoso blocco dei contratti e delle retribuzioni, restando al palo per cinque lunghi anni. Per questo, a nostro avviso, oggi non può più essere sufficiente il solo completamento del primo giro di passaggi; oggi sarebbe stato necessario fare un ulteriore passo in avanti, per lanciare il segnale che tutti i lavoratori attendevano: i passaggi economici riprendono, si completa il primo giro, ma si parte già da quest’anno con il secondo giro, con l’impegno di traguardare il secondo passaggio per tutti in 3 anni. E, sulla base di questo ragionamento, abbiamo proposto alla dr.ssa Corrado di aumentare significativamente (intorno a 10mila) l’intesa programmatica per i passaggi con decorrenza 1.1.2016 e di aggiungervi anche un intesa programmatica per gli anni a venire 2017 e 2018. Una proposta, la nostra, che muoveva nella direzione, per la quale ci battiamo da tempo, di progressiva storicizzazione del salario di produttività, finalizzata a stabilizzare in termini di retribuzione fondamentale (certa) crescenti quote di retribuzione accessoria (incerta per definizione), con l’effetto indiretto, ma per noi meritevolissimo, di sottrarre risorse alla performance individuale, che tanto sta preoccupando in questi giorni i colleghi. Ma, come era prevedibile, alla fine la dr.ssa Corrado non ha ritenuto di modificare la propria proposta, che, val a pena di segnalarlo, prevede passaggi per 7.002 lavoratori, escludendone però gli altri 20.000”.
I 7.002 lavoratori civili della Difesa che beneficeranno dei passaggi di fascia previsti per il 2016 rappresentano il 25,53 % del totale (7.002 passaggi rispetto ai 27.416 lavoratori presenti al 1.1.2016, dati PERSOCIV forniti su nostra richiesta, vds allegato 3 su questa stessa pagina). Davvero poca cosa rispetto alla percentuale realizzata nella precedente tornata 2010 quando la percentuale di copertura è stata del 69,82 % (n. 21.826 passaggi rispetto ai 31.260 lavoratori presenti).
E anche poca cosa rispetto alle percentuali di copertura realizzate in altre Amministrazioni Centrali con riferimento alle nuove progressioni: Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca con il 39% (2.328 progressioni rispetto ai 5.978 lavoratori presenti); Ministero dello Sviluppo Economico con il 75% (2.060 progressioni rispetto ai 3.230 lavoratori presenti); Agenzia delle Entrate con il 43 % (17.595 progressioni rispetto alle 41.000 presenze); Ministero dell’Economia e Finanze con il 69 % (6.584 progressioni rispetto alle 9.500 presenze), e la lista potrebbe continuare.
Da questi dati, emerge una verità crediamo non particolarmente entusiasmante, che si fa fatica a mandare giù. Il Ministero della Difesa, sul piano dei numeri e delle possibilità di progressione economica offerti al proprio personale, indossa la maglia nera. Perché questo? E menomale che l’A.D., consapevole della necessità di incrementare il basso trattamento economico del proprio personale civile, ha addirittura costituito un gruppo di lavoro (DM 16.06.2015) di cui peraltro si sono perse le tracce. E ora che concretamente c’era la possibilità di un incremento delle retribuzioni, che cosa fa? Circoscrive al mimino i passaggi, così i differenziali medi con le altre AA.CC cresceranno. Quando si dice la coerenza….
Come i colleghi sanno, non è nostro costume presentare “note a verbale” sugli accordi, ma in questo caso non abbiamo potuto fare a meno di differenziare la nostra posizione in merito all’intesa programmatica di cui all’art. 16, e abbiamo perciò presentato la “nota a verbale” che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.
Ritorneremo a breve sulla vicenda passaggi 2016, anche perché non la consideriamo chiusa. L’intesa programmatica non è ancora un accordo, e dunque c’è ancora tempo per un ripensamento. Ma c’è necessità che le lavoratrici e i lavoratori si facciano sentire questa volta, e gridino tutta la loro insoddisfazione.
La riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD), avvenuta al Quirinale il 25 u.s., è servita soprattutto a fare il punto di situazione sui teatri di crisi che si affacciano sul Mediterraneo, con particolare riferimento ai recenti sviluppi del conflitto in Siria e Iraq. Si è anche parlato di Libro Bianco, ma in termini un po’ diversi dalle previsioni di partenza. La riunione è stata come al solito presieduta dal Capo dello Stato Sergio Mattarella, ed ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Presidente Renzi, delle Ministre Pinotti e Guidi, dei Ministri Gentiloni, Alfano e Padoan e del Capo di SMD, gen. Claudio Graziano. In allegato 1, il comunicato del Quirinale.
Su primo punto, il CSD ha esaminato “i contributi che le nostre Forze Armate garantiscono alle operazioni in corso in Iraq e gli ulteriori rinforzi che potranno essere forniti a supporto dell’addestramento delle forze della coalizione e delle attività di assistenza e di recupero del personale disperso…” e ha analizzato “l’impatto sugli scenari di crisi e sulla sicurezza energetica italiana ed europea dell’andamento dei mercati degli idrocarburi”. Dunque, pare di capire, anche alla luce delle dichiarazioni rese dalla nostra Ministra Pinotti, che le nostre FF.AA. siano in preallerta per un possibile intervento militare in Libia e che, nel caso le autorità libiche dovessero richiederlo, l’Italia è pronta ad affiancare le truppe di Francia, USA e Regno Unito, che sono già in campo, inviando un proprio contingente militare.
La seconda parte della riunione è stata invece dedicata al processo di riforma disegnato nel Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa (LB), reso pubblico dal MD il 30 aprile 2015 e che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 2. Le previsioni della vigilia accreditavano l’idea che il CSD avrebbe esaminato e dato il via libera alle prime implementazioni, ma, a leggere il comunicato del Quirinale, l’impressione è che si sia ancora in mezzo al guado: “llConsiglio ha messo in evidenza l’importanza del progetto e della sua rapida realizzazione per la sicurezza del Paese,…., ha espresso piena condivisione delle proposte presentate dal Ministro della Difesa ed ha manifestato il suo apprezzamento per la qualità dell’attività fin qui svolta….; inoltre, “ha ribadito la necessità di imprimere il massimo impulso al processo legislativo attraverso il quale dovranno trovare attuazione concreta i provvedimenti esecutivi di riorganizzazione e razionalizzazione individuati”.
Tutto qua… Ma quali sono le “proposte” della Ministra? E dove stanno gli schemi di provvedimento, senza i quali diventa difficile dare “impulso al processo legislativo”? Sono già stati predisposti? Non è dato saperne di più… Vedremo nei prossimi giorni, ma l’impressione è che si sia ancora in fase di discussione, in quanto le opinioni diverse tra i Vertici e le spaccature presenti (sul DNAL, per es.) non consentano ancora di chiudere il cerchio, a oltre quattro mesi di ritardo dai tempi fissati dagli artt. 297, 298 e 299 del Libro Bianco.
Con l’occasione, diamo notizia che il Consiglio dei Ministri, nella riunione di venerdì 26 u.s., ha “approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive ai decreti legislativi del 28 gennaio 2014 nn. 7 e 8, adottate ai sensi dell’articolo 1, c. 5, della legge 31 dicembre 2012, n. 244”. Detto schema di decreto, frettolosamente presentato alle OO.SS. nella riunione del 12.11.2015 (vds. Notiziario n. 123 di pari data) e dei cui contenuti non si è discusso con le OO.SS. né in quella sede né dopo, reca alcune modifiche rispetto all’assetto disegnato dal D. Lgs. n. 7 (in particolare: unificazione dei corpi Genio e Armi della MM e, per l’Esercito, creazione dei 3 COINT multifunzione in Padova, Napoli e Bolzano). Ma lo schema di decreto reca anche alcune correzioni al D. Lgs. n.8 (estensione dei pensionamenti a domanda dei militari, in ARQ e ausiliaria, di Ufficiali e Sottuff. che si trovino a non più di 5 anni dai limiti di età): incredibili queste scelte, nel Paese degli esodati e delle pensioni a 67 anni!
Ne riparleremo, quando il testo approvato, che pubblichiamo su questa stessa pagina (allegato 3) insieme alla relazione illustrativa (allegato 4), sarà oggetto di esame e di parere da parte delle Commissioni Difesa.
Oggi si è chiusa davvero la lunga e complessa trattativa per la distribuzione del FUA 2015, di cui pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 il testo finale (articolato + allegati) predisposto da PERSOCIV.
Come si ricorderà FLP DIFESA aveva ritenuto che, a fronte di quanto rappresentato dalla dr.ssa Corrado nella precedente riunione del 21 gennaio u.s. in ordine alla partita dei passaggi interni (vds. Notiziario n. 10 di pari data), ci fossero le condizioni per chiudere rapidamente l’accordo FUA 2015 e aprire, a seguire, la trattativa per definire non solo i numeri ma anche i criteri per le selezioni delle progressioni alle aree, secondo il modello positivamente sperimentato nel 2010. Su questa nostra posizione, aveva inizialmente convenuto anche la dr.ssa Corrado, motivo per il quale l’accordo sembrava concluso. Lo scenario è però rapidamente mutato nel giro di solo qualche ora, quando la stessa dr.ssa Corrado ha convenuto, su un altro tavolo, sull’utilità di prevedere già nell’accordo 2015 i numeri dei passaggi da fascia a fascia retributiva con decorrenza 1.1.2016, disconnettendo la scelta dei numeri da qualsiasi ragionamento sui criteri per le selezioni. E su questa strada si è andato avanti, perdendo oltre un mese nella conclusione della trattativa (dal 21 gennaio ad oggi 24 febbraio), che si tradurrà verosimilmente in un corrispondente ritardo nella corresponsione del FUS. Già un record l’abbiamo battuto quest’anno (per la prima volta l’ipotesi di accordo non viene sottoscritto nell’anno di riferimento), e ora siamo in buonissima posizione per traguardare il secondo dei record negativi, pagare il FUS del 2015 nell’anno 2017. Meglio di così….
L’ipotesi di accordo FUA 2015 predisposta dalla D.G., all’art. 16, prevede n. 7002 (peccato per quel 2…) passaggi da una fascia retributiva a quella immediatamente superiore, con i contingenti di cui al comma 4, e dovrebbe assicurare il passaggio alla posizione economica superiore di coloro che, nella precedente ed unica tornata del 2010, non ne hanno beneficiato. Vedremo se attraverso i criteri che verranno fissati con specifico accordo il traguardo sarà raggiunto pienamente o ci sarà qualche falla.
L’obiettivo di assicurare in prima battuta il passaggio di fascia a chi nella tornata 2010 non ne ha usufruito è un obiettivo giusto e condivisibile, ma a nostro avviso non ci si può limitare a questo. La scelta dei 7.000 passaggi (7002, pardon) per assicurare a tutti i lavoratori civili il primo passaggio di fascia, era l’impegno assunto dalle Parti per il 2011. Ma oggi siamo nel 2016, e in tutto questo periodo abbiamo subito il vergognoso blocco dei contratti e delle retribuzioni, restando al palo per cinque lunghi anni. Per questo, a nostro avviso, oggi non può più essere sufficiente il solo completamento del primo giro di passaggi; oggi sarebbe stato necessario fare un ulteriore passo in avanti, per lanciare il segnale che tutti i lavoratori attendevano: i passaggi economici riprendono, si completa il primo giro, ma si parte già da quest’anno con il secondo giro, con l’impegno di traguardare il secondo passaggio di fascia per tutti in tre anni.
E, sulla base di questo ragionamento, abbiamo proposto alla dr.ssa Corrado di aumentare significativamente (intorno a 10mila) l’intesa programmatica per i passaggi con decorrenza 1.1.2016 e di aggiungervi anche un intesa programmatica per gli anni a venire 2017 e 2018. Una proposta, la nostra, che muoveva nella direzione, per la quale ci battiamo da tempo, di progressiva storicizzazione del salario di produttività, finalizzata a stabilizzare in termini di retribuzione fondamentale (certa) crescenti quote di retribuzione accessoria (incerta per definizione), con l’effetto indiretto, ma per noi meritevolissimo, di sottrarre risorse alla performance individuale, che tanto sta preoccupando in questi giorni i colleghi.
Ma, come era prevedibile, alla fine la dr.ssa Corrado non ha ritenuto di modificare la propria proposta, che, val a pena di segnalarlo, prevede passaggi per 7000 lavoratori, escludendone però gli altri 20.000. Val la pena di ricordare molto sommessamente che, nel 2010, i passaggi di fascia erano stati ben 21.826…..
Ultima annotazione: ci sono volute sei riunioni, ma alla fine la nostra richiesta, formulata sin dalla prima riunione del 29 luglio, di ritornare agli accantonamenti 2014 per turni/reperibilità e PPL, è stata accolta.
In allegato 2 su questa stessa pagina, la tabella riepilogativa fornita da PERSOCIV sulla costituzione del FUA 2015 e, in allegato 3, la nota SMD sui numeri dei transiti dei militari inidonei e le risorse che transitano dal FUA al FESI
La Ministra Pinotti, sinora tanti annunci e pochi fatti
In sede di commento dell’incontro che la Ministra ha avuto con le OO.SS. il 22.12.2015, avvenuto pochi giorni dopo l’invio da parte del Gabinetto alle OO.SS. della “comunicazione” con gli impegni “strappati” da CGIL CISL UIL sulle problematiche in essere avevamo espresso il seguente giudizio: “La politica degli annunci renziani sbarca anche nel Ministero Difesa” (vds. Notiziario n. 136/2015). Proviamo ora a dimostrare l’assunto di cui sopra, partendo proprio dalla spinosissima vicenda degli “ausiliari”.
Iniziamo con il ricordare innanzitutto l’ “annuncio” della Ministra (vds. allegato 1 qui pubblicato) : “con riferimento alle progressioni tra le aree funzionali, verranno effettuati i necessari approfondimenti e sarà adottata ogni praticabile iniziativa per sviluppare una soluzione che ne consenta l’attuazione (includendo anche il personale della 1^ area), eventualmente con modalità progressive…..”, prontamente ripresa da CGIL-CISL-UIL (“verrà presentata una specifica norma di legge…”) che è cosa comunque un po’ diversa da quanto comunicato dal Gabinetto. Ma vediamo come stanno le cose.
I colleghi conoscono bene il problema: riguarda i lavoratori di area 1^ (p.p. “ausiliario”, tutti in fascia retributiva F3 a seguito dei passaggi economici con decorrenza 1.1.2010), bloccati da oltre 15 anni nella posizione d’inquadramento che ne ha reso impossibile la progressione verso l’area superiore impedendone la partecipazione prima ai “corsi-concorsi” e poi alle “riqualificazioni” del 2008, e questo a causa della situazione di incapienza che ha sempre contraddistinto, prima la ex pos. ec. B1 e sino ad oggi la posizione F1 di area 2^. Proprio in ragione di questa condizione ostativa, e della scelta operata in sede di CCNL 2006/2009 (non condivisa da FLP) di mantenere in vita l’area 1^, la nostra O.S. sollecitò e diede il proprio apporto alla presentazione – primo firmatario l’on. L. Vico – di un disegno di legge (DDL, che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 2) che prevedeva il transito di tutto il personale di ex area A nella ex pos. ec. B1 (oggi F1 di 2^ area), su cui la nostra O.S. sviluppò una forte iniziativa sindacale (vds Notiziario n. 13/2010, che ripubblichiamo in allegato 3). Come i lavoratori interessati ricorderanno dai nostri successivi Notiziari, il DDL si arenò a seguito del parere contrario espresso dal MEF. Sono poi intervenuti i tagli imposti dai DD.LL. 138/2011 e 95/2012, il reingresso in organico degli ausiliari e le eccedenza in area 2^durate anni.
Guardiamo ora alla situazione oggi esistente: a fronte di un organico in F1-area 2^pari a n. 204 posizioni previsto dal DM 19.11.2014 (vds allegato 4 su questa pagina), i dati sulle presenze effettive al 1.12.2016, che sono stati a noi forniti da PERSOCIV e che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 5, sono pari a n. 198, dunque allo stato le sedie disponibili sarebbero solo 6 rispetto agli “ausiliari” in servizio alla stessa data che – stessa fonte D.G. per la F3 di Area 1^ – sono n. 1.873.
Sappiamo bene che è in corso la revisione del DM con l’auspicato azzeramento dell’organico di fascia e, anche volendolo dare per acquisito, non è che la situazioni cambi poi molto con il riferimento all’organico di area: a fronte delle n. 23.202 posizioni in organico di area 2^, le effettive presenze al 1.1.2016 (dati sempre della D.G.) sono pari a n. 23.117, dunque solo 85 sarebbero le posizioni disponibili. Bazzecole, dunque, rispetto ai n. 1.873 ausiliari interessati al transito di area. Tutto questo solo per dimostrare che, anche ottenendo le risorse per finanziare le progressioni d’area dal MEF il che non è affatto scontato, le “modalità progressive” di cui alla nota del Gabinetto significherebbero di fatto decenni per risolvere il problema, e molti colleghi arriverebbero alla pensione in area 1.
Ci sarebbe invece una possibilità di soluzione a breve, e anche radicale: la cancellazione dell’area 1^ in sede di revisione dell’ordinamento professionale da recepire nel prossimo CCNL, che verosimilmente vedrà la luce nel 2016, con il conseguente nuovo inquadramento del personale di area 1^ in F1 di area 2^.
Chiediamo: si impegna l’A.D. a premere in questo senso su FP? E le altre sigle si impegnano a inserire questa richiesta nelle proprie piattaforme per il CCNL? FLP lo ha già fatto, vedremo le altre OO.SS.
Che fine ha mai fatto il “Gruppo di lavoro” costituto con D.M. 16.06.2015? Non serve però andare a “Chi l’ha visto?”, la vicenda è chiara ed è un esempio illuminante di come vengono gestite le cose nel M.D.
Siamo a primavera 2015, e sul territorio romano (e solo su quello) prende il via la vicenda legata alla c.d. “specificità”, che arriva in superficie attraverso un documento/verbale di una assemblea delle RSU dell’area romana, inviato a tutte le OO.SS. nazionali ma anche diffuso su più ampia scala, in cui si fa riferimento ad un incontro del Vice Segretario Generale con la RSU di un Ente, nel quale il predetto Dirigente avrebbe parlato di precise iniziative avviate dall’A.D. per il transito del personale civile nelle “categorie speciali”, il che avrebbe configurato di fatto un ritorno alla sfera pubblicistica del rapporto di lavoro e comportato l’uscita dal comparto dei Ministeri; in aggiunta, veniva segnalata l’intenzione di reperire “200mil nel bilancio 2015 da destinare in prima opzione in parte preponderante nella quota fissa della retribuzione e la rimanenza al FUA”. Nel merito, FLP DIFESA ha già espresso le proprie opinioni al riguardo (si vedano, in particolare, i Notiziari n. 108 del 6.10.2015 e n. 121 del 10.11.2015), ponendo solo alcune domande (dove stanno i soldi? “se per il rinnovo del CCNL di 2,5 milioni di lavoratori il MEF ha stanziato solo 230 mln di €, è immaginabile che conceda 200 mln di € ai civili del M.D.?”), ma al tempo stesso manifestando piena disponibilità e interesse a discutere del tema e ad un confronto tra tutte le OO.SS. sul da farsi (“organizziamo una bella assemblea pubblica, con la presenza di tutte le OO.SS. e le RSU interessate, in una grande sala di Roma, di fronte ai lavoratori….”). Attendiamo ancora la risposta, soprattutto da parte di chi grida “al lupo, al lupo” preferendo promuovere campagne demagogiche che non raccolgono molto (l’ultima: l’invito all’invio di mail attraverso una catena di S. Antonio non riuscita: ad oggi, meno di 160 mail in 20 gg. a fronte di 27.000 civili, circa un quinto solo degli iscritti delle due OO.SS…).
In questo contesto storico si colloca la vicenda del “Gruppo di lavoro” costituito con il DM 16.06.2015. (testo in allegato 1 su questa stessa pagina). Di fronte alla dura realtà che ci portiamo dietro e che FLP DIFESA denuncia da anni e anni (retribuzioni vergognose e sottoimpieghi, con “le enormi, e proprio per questo inaccettabili, differenze di trattamento, retributivo e normativo” tra civili e militari), rimaste purtroppo tali anche in questi due anni di ripetuti proclami del Vertice politico, la Ministra ha deciso di costituire un “gruppo di lavoro” presieduto dal Sottosegretario Rossi e con lo stesso Vice Segretario Generale in qualità di “coordinatore tecnico”, finalizzato a studiare il “trattamento economico del personale civile del Dicastero”, a raffrontarlo con quello in essere presso altre AA.CC., e a prospettare, “anche attraverso contatti con MEF, FP e ARAN”, le “occorrenti iniziative di carattere normativo/finanziario” che tengano in debito conto “lo specifico contesto di impiego del personale civile della Difesa”, volto a produrre “un incremento del detto trattamento economico”. Sembrava la volta buona, ma ancora una volta le attese sono andate deluse.
Dalle informazioni in nostro possesso, il “Gruppo di lavoro” ha fatto in sette mesi solo un paio di riunioni, da 4 mesi non si riunisce più, ed è dunque ben lontano dal traguardo nonostante con nota n. 42711 del 9.11.2015 (che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2) il Gabinetto del Ministro avesse preannunciato per la fine di novembre u.s. la messa a punto“delle ipotesi di soluzione possibili che potranno essere portate all’ attenzione di codeste OO.SS. per una proficua interlocuzione. Ciò, al fine di sottoporre al Ministro, le proposte percorribili”. Zero assoluto, invece!
Non possiamo dunque che prendere atto che ancora una volta gli impegni del Vertice sono disattesi!
Questa è purtroppo la realtà, al di là di chi cerca di raccontare una storia diversa. Se invece di dividersi, le OO.SS. si concentrassero tutte insieme sul da farsi, forse la storia potrebbe essere diversa. Oggi ne avvertiamo quanto mai l’urgenza, a fronte dei mesi non facili che ci attendono, con il Sottosegretario Rossi candidato alle primarie del centro-sinistra a Sindaco di Roma…
L’ing. G.C. Anselmino all’evento CESMA a maggio 2015
A distanza di oltre quattro mesi dall’ultima riunione (Notiziario n. 104 del 29.09.2015), il D.G. di Agenzia Industrie Difesa (AID) ha incontrato ieri le OO.SS. nazionali, e questa volta a tavoli separati come richiesto da GCIL-CISL-UIL (senza motivazione, come sempre). Così vanno le cose in Difesa, e AID non sfugge certo alle regole. L’incontro era stato da noi richiesto al D.G. (vds. Notiziario n. 3 del 9.01.2016).
In apertura di riunione, la delegazione AID presieduta dall’ing. Anselmino ha fornito, come da noi richiesto, i dati informativi in merito alla attività 2015 e al piano di attività previsto per il 2016.
Dai dati forniti, parrebbero emergere alcuni elementi in positivo per quanto attiene il bilancio 2015. Nella sede di Roma, sono stati avvicendati tutti i responsabili di funzioni centrali; avvicendati anche 7 degli 8 Direttori di Stabilimento; inoltre, sono state avviate 5 nuove strutture (“Business Unit”), formati 50 tirocinanti destinati a Fontana Liri, Baiano, Noceto e Firenze, e conseguito un risparmio di oltre 1 mld. nei contratti a tempo determinato. Si iscrive in questo ultimo contesto la vicenda dei licenziamenti di Messina, da noi denunciata e per la quale abbiamo sollecitato una soluzione registrando una qualche disponibilità del D.G., e il mancato rinnovo di una diecina di contratti a tempo determinato, pare in ragione del disposto del comma 379, art. 1, L.190/2014, che stanno creando, a detta dello stesso ing. Anselmino, evidenti sofferenze e per le quali la D.G. è impegnata a trovare una soluzione a breve termine. Sotto il profilo commerciale, il 2015 ha registrato un andamento in positivo, con nuovi partner e nuovi accordi, tra i quali vanno annoverati quelli con Marina Militare (demolizioni unita navali, Spezia); General Dynamics (interessa Noceto); STK (interessa Baiano e Noceto); Otomelara (interessa Baiano); MBDA-Italia (interessa Torre A., Noceto e Baiano) e infine Magnaghi (interessa Castellammare). In ambito Difesa, permangono inoltre le convenzioni con Difesa Servizi SpA e SME. Nel complesso, il valore della produzione AID è cresciuto nel 2015, e la tendenza dovrebbe trovare conferma e consolidarsi anche nel triennio 2016-2018, con un andamento, però, in crescita sul mercato esterno e in decrescita su quello interno (Difesa). Dunque, il 2015 ha portato complessivamente a una espansione del mercato, all’allargamento dell’offerta, a nuovi partner industriali e anche ad un utile contenimento dei costi. Su questa strada, a detta del D.G., occorrerà proseguire nel 2016, nel quale, proprio per poter meglio competere sul mercato, occorrerà risolvere in primis alcune problematiche relative all’assetto normativo, e in primo luogo la stabilizzazione dei contratti a tempo determinato e il reclutamento di nuove risorse produttive, ingegneristiche e manageriali “secondo un inquadramento normativo di tipo civilistico, sfruttando anche il vantaggio competitivo che le nuove leggi come il Jobs Act mettono a disposizione”). Sul fronte degli Stabilimenti, per fine 2016 la previsione è la seguente: Baiano, Noceto, Firenze e Gaeta in economica gestione; netto miglioramento per Messina e Fontana Liri con cassa positiva; infine, per Torre A. e Castellammare, rilancio con nuove attività e nuovi partners (MBDA-Italia e Magnaghi).
Nel suo intervento, FLP DIFESA ha preso atto dei risultati 2015 che confermano il positivo rilancio in atto delle attività AID; per il 2016, ha espresso perplessità sull’ipotizzato riassetto normativo, ritenendo possibile la soluzione dei problemi anche a legislazione vigente, se solo la Difesa pesasse un po’ di più nelle scelte del Governo; infine, tenuto conto che a fine anno scade la proroga di cui alla L. 190/2014, ha chiesto un costante monitoraggio degli Enti non ancora in economica gestione e il pieno coinvolgimento delle OO.SS./RSU.. Infine, ha chiesto al D.G. la sua lettura in merito all’affermazione del Ministro che l’art. 280 del Libro bianco interessi solo AID, non ottenendo però alcuna risposta. Sul punto, nessuno dice nulla (SME;SMM; ora AID), ma la cosa andrà chiarita e anche molto rapidamente.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 15 del 29 gennaio 2016 –
Il gen. Carlo Magrassi, da ottobre nuovo Segretario Generale e Direttore Nazionale Armamenti.
Cibernetica (“la quinta dimensione”) e industria della Difesa, nel quadro di una totale adesione al progetto di cui è portatore il Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa, sono state al centro della audizione del nuovo Segretario Generale e Direttore nazionale degli Armamenti (SG/DNA), il gen. Carlo Magrassi, avvenuta di fronte alle Commissioni Difesa di Camera e Senato il 14 gen. u.s., della quale purtroppo non sono ancora disponibili né il testo della relazione né il resoconto stenografico, ma che è possibile ascoltare per intero (relazione iniziale; interventi; replica conclusiva) sul nostro sito web. Il gen. Carlo Magrassi è stato chiamato al vertice del Segretariato dal Consiglio dei Ministri del 25.09.2015 su proposta della Ministra Pinotti. Una “poltrona d’oro”, importantissima, atteso che“chi la occupa ogni anno mette la firma su contratti che valgono più di cinque miliardi di euro, forse l’incarico che controlla più fondi di tutta la pubblica amministrazione” (L’Espresso). Una poltrona conquistata dal gen. Magrassi anche in virtù dei pregressi incarichi (Capo Gabinetto MD e poi Consigliere Militare di Renzi). Nella sua relazione introduttiva, il SG/DNA è partito innanzitutto dalla centralità dell’industria della Difesa (dati 2013: 5 mld d’investimenti; 10,5 mld di valore aggiunto; 156mila lavoratori occupati; dati in crescita nel 2014 e 2015), che è un vero e proprio volano dell’economia nazionale attesi i sempre maggiori impieghi civili dei prodotti sperimentati in ambito Difesa, e, in secondo luogo, dalla valenza strategica che la cibernetica sta sempre più assumendo nel processo di crescita del sistema, pur a fronte di rischi comunque presenti. Per questo, il peso del MD nel settore dovrà crescere, e rendersi utile all’industria nazionale e al Paese. A tal riguardo, il SG ha fatto riferimento alle grandi capacità del MD sul fronte della “sperimentazione” e della “certificazione”, che vanno messe a disposizione del Paese all’interno di un processo virtuoso che coinvolga Università e ricerca scientifico-tecnologica. Ma per il gen. Magrassi crescere, nell’attuale contesto internazionale, significa innanzitutto “specializzarsi”, e per questo ha anticipato che è in elaborazione, di concerto con gli altri Ministeri interessati, un documento sulla scelte strategiche in materia tecnologica e industriale, che saranno poi valutate in sede politica. Un altro elemento emerso in sede d’audizione è la totale adesione del nuovo SG/DNA al progetto di nuova organizzazione del MD e ai connessi obiettivi disegnati dal Libro Bianco. Va dunque bene sottrarre la parte “armamenti” a SEGREDIFESA e affidarla a STAMADIFESA; va dunque bene la nuova logistica interforze in capo al nuovo soggetto DNAL posto alle dipendenze del Capo di SMD; va infine bene il ridimensionamento del Segretariato e il mantenimento in esso di competenze solo amministrative (perderà tutte le DD.TT. e resterà al vertice delle sole DD.GG. e UU.CC., avendo a capo un Dirigente civile). Noi notoriamente la pensiamo in modo diverso. Dunque, per il SG la nuova struttura di SGD dovrà essere più snella e funzionale, anche tramite accorpamenti, con un modello organizzativo “a matrice” e lavorando“ in rete” e valorizzando il personale attraverso processi di formazione/aggiornamento continui. A ben vedere, si tratta di indicazioni di carattere general-generico, che mai sono entrate nello specifico delle scelte che si dovranno operare, sia dal punto di vista della nuova configurazione (siamo ancora in attesa del nuovo DM di riorganizzazione dell’area di SGD, in attuazione dei tagli ex DL 95/2012) sia dal punto di vista logistico: il SG/DNA non ha neanche accennato alle problematiche e criticità legate all’annunciato trasferimento di SGD e DD. Tecniche a CENTOCELLE, e nulla anche sugli altri aspetti comunque legati a detto trasferimento (tempistica; trasferimenti del personale; igiene e sicurezza; etc.). Problematiche e criticità però ben presenti al nostro Coordinamento Territoriale, che in data 25 u.s. ha chiesto un incontro al SG/DNA, che molto opportunamente ha subito accolto la richiesta di FLP DIFESA e fissato (nota SGD 28 gen. u.s.) la riunione per il 5 febbraio p.v. (i due documenti sul ns. sito).
Un dipendente civile “anziano” con il Sottosegretario alla Difesa D. Rossi
E’ proseguito, in data odierna, il confronto con l’Amministrazione in materia di attribuzione di funzioni e compiti al personale civile, dirigente e non, del Ministero della Difesa. Si è trattato di una riunione a tavoli uniti molto breve, che è servita alla delegazione di parte pubblica, guidata dalla Vice Capo di Gabinetto dr. Fava e che ha visto anche in questa circostanza la presenza al tavolo di esponenti di SMD, SGD e PERSOCIV, a consegnare alle OO.SS. un documento di lavoro licenziato solo qualche ora prima, che la dr.ssa Fava ha presentato come punto di sintesi della discussione sin qui fatta e delle posizioni sin qui emerse al tavolo, a partire naturalmente dai contributi iniziali offerti dalle Parti sociali e, per FLP DIFESA, espresse nel documento titolato “Idee e proposte per una effettiva ed efficace civilizzazione” che è stato inviato all’attenzione del Sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi nel lontano dicembre 2014 (si veda il Notiziario n. 130 dell’11.12.2014), al quale naturalmente rinviamo i colleghi interessati.
A puro titolo di cronaca, ricordiamo che la riunione di oggi è la quarta in ordine di tempo, dopo le tre precedenti, la prima in data 16.07.2015 (vds Notiziario 79 di pari data) nella quale l’A.D. aveva presentato la fotografia attuale della situazione d’impiego del personale civile, la seconda del 22.10.2015 (vds Notiziario 114 di pari data) che aveva avviato la discussione di merito e la terza, quella avvenuta in data 19 u.s., dedicata all’esame delle “attività” e ai “settori” d’impiego del personale civile (vds. Notiziario n. 8 di pari data), una riunione che abbiamo giudicato in modo positivo (“forse si è innestata la marcia giusta”).
Nel merito del documento di lavoro presentato dall’Amministrazione, le Parti sociali si sono riservate di approfondirne i contenuti e di presentare, entro il 2 febbraio p.v., eventuali osservazione e proposte modificative o/e integrative, che saranno poi oggetto di approfondimento nel corso degli incontri bilaterali già fissati per il giorno successivo. La prossima riunione a tavolo unito è già stata fissata per il 9 febbraio.
Nel suo intervento, la nostra O.S. ha ribadito la propria condivisione, gia’ espressa nella precedente riunione, in ordine all’impostazione “areale” nell’individuazione dei settori d’impiego del personale civile, attesa la storica e consolidata tripartizione esistente in ambito Difesa (area tecnico-amministrativa al cui vertice è posta SGD; area tecnico-operativa al cui vertice è posto SMD; area c.d. “industriale”, posta sotto i Cdi Logistici di FA, che ha peculiarità tutte proprie), che presentano caratteristiche in alcuni casi anche molto diverse l’una dall’altra, e di conseguenza anche problematiche diverse. Abbiamo detto di condividere anche l’individuazione degli impieghi per macro settori, che avevamo sollecitato nella precedente riunione di fronte di una elencazione troppo parcellizzata di una realtà d’impiego molto complessa e composita, che è a nostro avviso utile ricomporre in una quadro più unificante. Naturalmente, nel merito del documento presentato, anche FLP DIFESA si è riservata di presentare proprie osservazioni e proposte.
La seconda parte della breve riunione di oggi è stata impegnata a discutere sulla finalizzazione di questo lavoro. La posizione dell’Amministrazione è apparsa molto chiara: lo sbocco conclusivo di questo lavoro deve essere un “protocollo d’intesa”, così come “comunicato” alle OO.SS. dal Gabinetto con nota 47764 del 14.12.2015, che seguiva a stretto giro di tempo un comunicato di analogo contenuto di CGIL-CISL-UIL successivo all’incontro del 14.12.2015 con la Ministra. A tal riguardo, FLP DIFESA ha ribadito una posizione molto ferma: siccome c’è una norma legislativa (art. 1 del D.Lgs. n. 7/2014) che prevede che l’attribuzione di compiti e funzioni al personale civile debba essere attuato attraverso un “Regolamento”, non si comprende per quale arcano motivo detto strumento normativo, sempre esigibile dal lavoratore, debba lasciare il posto a un atto sostanzialmente politico, per sua natura difficilmente esigibile, anche alle luce delle esperienze nel tempo maturate in Difesa.
Un ripensamento si impone, e noi pensiamo che ci sarà.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 12 del 25 gennaio 2016 –
La nostra O.S. ha notificato il 18 u.s. all’A.D. l’ atto di motivi aggiunti (che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina) predisposto dai nostri legali in merito al “sistema di misurazione e valutazione della performance individuale del personale civile delle aree funzionali” adottato dal MD e in vigore dal 1.1.2016. Dunque, in continuità con quanto avvenne nel 2011, riporteremo l’Amministrazione Difesa in Tribunale, chiedendo l’annullamento di questo nuovo atto.
Prima di entrare nel merito, vale la pena di fare un po’ il riassunto delle puntate precedenti, pur lontane nel tempo. Come è noto, il D.Lgs. 27.10.2009, n. 150 (“legge Brunetta”) prevede che tutte le attività delle PP.AA. – quelle generali di Amministrazione, quelle specifiche di Ente (“performance organizzativa”) e quelle di ciascun lavoratore (“performance individuale”) – siano soggette a misurazione e valutazione. Lo stesso D. Lgs. 150 prevede inoltre che la parte prevalente del FUA venga distribuita con criteri premiali, nella misura e con le destinazioni per fascia fissate dalla contrattazione (le tre fasce 25 – 50 – 25 %, cui devono corrispondere premi differenziati, con zero € per l’ultima), la cui applicazione, però, l’art. 6 del D. Lgs. 141/2011 ha poi differito a dopo il rinnovo e l’entrata in vigore del prossimo CCNL.
In relazione alle disposizioni contenute nella c.d. legge Brunetta, l’Organismo Indipendente di Valutazione(OIV) del MD emanò in data 23.12.2010 due diverse direttive, la prima delle quali concerneva il sistema di misurazione e di valutazione della performance individuale, poi entrato in vigore dal 1 gennaio 2011. Ebbene, FLP DIFESA cercò allora in tutti i modi di segnalare l’improponibilità di quel sistema di valutazione della performance nelle condizioni date del M.D., senza però alcun risultato pratico, atteso che l’AD adottò quel sistema, rigettando inizialmente le nostre reiterate richieste di una sospensione pro tempore. Questo anche perché, in data 4.02.2011, invece di battersi come fecero CSE/FLP, CGIL ed RDB per cancellare definitivamente l’assurdo sistema premiale voluto da Brunetta, altre sigle – CISL, UIL, CONFSAL e UGL – firmarono con Brunetta un documento (“Intesa del 4 febbraio 2011”) che di fatto allontanava ogni ipotesi di modifica delle legge e con essa di sospensione della Direttiva del Ministero Difesa. Ma mentre tutto questo avveniva, le criticità connesse alla sua applicazione si resero evidenti a tutti, e dai lavoratori venne allora al Sindacato una forte richiesta di fare qualcosa per sospenderne l’applicazione. FLP DIFESA decise allora di impugnare presso il TAR Lazio la direttiva OIV del 23.12.2010 sulla performance individuale e chiese al Giudice Amministrativo il suo annullamento previa sospensiva: il ricorso messo a punto dai nostri legali, venne depositato in data 11 marzo 2011.
La prima udienza si tenne il 4 maggio 2011, e in quella sede il Collegio ritenne opportuno rinviare al merito l’esame delle censure formulate con il ricorso e il Presidente della Sezione I bis del TAR fissò dunque l’udienza di discussione del merito per il giorno 24 aprile 2012. Quell’udienza però non si tenne, in quanto, in virtù delle enormi criticità emerse in sede di applicazione delle direttiva ma primariamente a causa del nostro ricorso, l’A.D. decise di sospendere l’applicazione del sistema di valutazione con la nota n. 500565 del 16.02. 2012 a firma del Sottosegretario on. Magri. Una sospensione durata di fatto cinque anni, e che oggi l’A.D. ha rimosso riproponendo un nuovo sistema di valutazione della performance individuale in vigore da quest’anno, che ripubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina.
A seguire, abbiamo avuto il “comunicato” on line di PERSOCIV con l’invito a tutti gli Enti a notificare il documento a ciascun dipendente (ma non tutti l’hanno fatto…) e le comunicazioni diverse operate dagli Organi Programmatori, tra i quali vogliamo segnalare quella di SEGREDIFESA che reca una utile sintesi dei punti salienti e degli adempimenti previsti nel sistema di valutazione, che pure pubblichiamo sul nostro sito.
In merito al nuovo sistema di valutazione, rimane innanzitutto fermo il nostro storico dissenso sul sistema premiale così come concepito dal Ministro Brunetta e definito dal Titolo II del D. Lgs. 150/2009, un dissenso che trova poi ulteriore linfa e ragioni allorquando lo si cala nell’attuale quadro di situazione del M.D che evidenzia, a nostro avviso, tutta una serie di condizioni ostative. Proviamo a indicarne qualcuna.
L’A.D. ha una organizzazione estremamente complessa e articolata, coesistendo in essa Enti con migliaia di lavoratori ed Enti con solo qualche unità, che poco si presta ad un sistema unico di performance. Inoltre, il processo di riduzione delle FF.AA., discendente dalla L. 244/2012 e che di fatto si estende anche all’area T/A, non offre le condizioni necessarie per una corretta misurazione della performance individuale.
La compresenza di personale militare, spesso impiegato nello stessa articolazione organizzativa dell’A.D. a fianco del personale civile, seppure fisiologica, resta fonte di serie criticità, attesa la sottrazione di tale personale all’ambito di applicazione del sistema di valutazione della performance individuale, palesandosi fonte di potenziali effetti negativi in ordine alla valutazione del personale civile, per il quale la valutazione è invece funzionale alla erogazione del salario accessorio.
Permangono inoltre forti riserve sulla corretta attribuzione della funzione di valutazione del personale civile delle aree funzionali ad un Dirigente militare, escluso da valutazioni della propria performance.
Proprio per questo, con nota datata 31.01.2015 indirizzata al Sottosegretario Rossi, avevamo chiesto all’Amministrazione di astenersi dal dare impulso al sistema di valutazione ex D.Lgs. 150/2011 e di avviare le opportune iniziative atte ad ottenere una “deroga” per la Difesa al pari di quanto avvenuto per altre AA.PP. Una richiesta di deroga che continuiamo a sollecitare al nostro Vertice, sinora indisponibile, che invece, dopo la sospensione del 2012, ha di nuovo rispolverato la performance. Cosa è cambiato rispetto ad allora? Nulla, an nostro avviso; anzi, con l’avvio del riordino ex L.244 e con le previsioni del Libro Bianco, il quadro appare certamente più critico.
Abbiamo letto e riletto attentamente i contenuti del nuovo sistema di valutazione, e abbiamo chiesto di farlo anche ai nostri legali, estensori del ricorso con il quale nel 2011 FLP DIFESA impugnò la direttiva OIV. Ebbene, dobbiamo prendere positivamente atto dell’introduzione di alcune importanti modifiche rispetto al sistema di valutazione varato da OIV con la direttiva prot. n. 1132 del 23.10.2010 e poi sospeso. Ci riferiamo alla corretta non previsione delle fasce ex D. Lgs. 150 del 25/50/25%, alla semplificazione della procedura, alla cancellazione della figura del “validatore” e, in particolare, all’attribuzione ai soli dirigenti del compito di effettuare la valutazione della performance individuale, a differenza di quanto previsto dalla direttiva del 23.10.2010 che attribuiva tale funzione anche a personale non dirigente civile e militare, in difformità da quanto previsto dal D. Lgs. 165/2001 così come modificato dal D. Lgs. 150/2009, aspetto questo che ha rappresentato un punto centrale del ricorso a suo tempo presentato da FLP DIFESA.
Ciò detto, permangono però, allo stato, riserve e perplessità in ordine alla corretta praticabilità di un sistema di valutazione della performance individuale nel Ministero Difesa, in parte per i motivi già richiamati, ma in particolare perché la valutazione della performance individuale del dipendente appare ancora una volta avulsa dal contesto delle missions delle articolazioni organizzative dell’A.D. e appare pertanto scollegata dalla performance organizzativa, che ne dovrebbe rappresentare la premessa indispensabile e ineludibile. Per la verità, l’AD ha in atto un “piano della performance 2014-2016” (che pubblichiamo su questa pagina in allegato 4) che definisce n. 319 obiettivi strategici (OBS) degli Enti, ma senza rendere noti e conoscibili, per ciascuno di essi, obiettivi e programmi operativi che dovrebbero costituire il parametro di riferimento per la misurazione della performance individuale. In buona sostanza, il sistema, per come è congegnato, rinvia ad una valutazione del tutto svincolata dagli obiettivi degli Enti e, nelle misura in cui non consente di misurare l’apporto individuale e di valutarlo in ordine al perseguimento degli obiettivi dell’ organizzazione in cui sono inseriti, finisce per tradire lo stesso spirito sotteso alla procedura di valutazione della performance individuale, traducendosi in una qual sorta di valutazione delle attitudini dei lavoratori.
Per questo, in data 18 gennaio u.s. abbiamo notificato all’A.D. l’atto per motivi aggiunti, che riavvia di fatto il nostro ricorso sulla performance e ridarà la parola al Tribunale. In pari data (ma sarà solo una coincidenza) SME, con msg n. 3353 che pubblichiamo in allegato 5 su questa stessa pagina, ha dato notizia di “linee guida” in arrivo (da SMD) e invitato i propri Enti “ad astenersi dal dare attuazione alle successive attivita’ previste secondo la timeline del predetto documento”. Immaginiamo che lo stesso abbiano fatto o stiano facendo gli altri SS.MM. e le altre Aree Organizzative.
Aspettiamo dunque dette “linee guida” anche per individuare eventuali ulteriori “motivi aggiunti”.
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