Nella riunione a tavoli uniti di questa mattina a PERSOCIV, l’Amministrazione ha fornito le risposte sulla procedura di mobilità che avevamo sollecitato con la lettera al Sottosegretario che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 1.
Come ben noto ai colleghi, dopo un confronto durato oltre quattro anni, in data 29.09.2015 è stato sottoscritto dal Sottosegretario Rossi e dalle OO.SS. nazionali il “Protocollo d’intesa” che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, che reca le nuove procedure per i reimpieghi, per la mobilità volontaria ordinaria e straordinaria e il prospetto con criteri e punteggi per la formazione delle graduatorie (vds. Notiziario n. 106 del 1.10.2015). Un accordo per certi versi storico, atteso che per la prima volta i lavoratori civili avranno procedure di mobilità con regole chiare e definite, per come avviene da sempre nelle altre AA.PP., e non saranno più soggetti ai pareri discrezionali degli Organi Programmatori (O.P.) come avvenuto sinora.
La nuova procedura per la mobilità interna volontaria prevedeva, in sede di prima applicazione per l’anno 2016, la comunicazione da parte degli O.P. a PERSOCIV entro il 31 gennaio delle “esigenze funzionali suddivise per aree, profili professionali ed Enti/Reparti……” e “contestualmente il grado di scopertura organica massima per ciascun Ente o per singolo profilo professionali”, con successiva pubblicazione delle predette esigenze funzionali sul sito di PERSOCIV “entro il 28 febbraio 2016”.Scadenza come noto non rispettata, visto che il bando non è ancora partito, e questo a causa di problemi tecnici interventi in sede di approntamento della procedura on line da parte del C4, che però, come riferito in apertura di riunione dal Vice D.G. militare, sembrerebbero ora avviati a soluzione, atteso che dal 2 maggio la stessa sarà operativa.
Il bando di mobilità dovrebbe vedere la luce il 1 giugno p.v, ed evidentemente da quella data dovrà essere rimodulata l’intera tempistica (le istanze dovranno essere presentate entro il 30 giugno e per metà ottobre circa verrà formata la graduatoria provvisoria, seguita dopo 30 giorni da quella definitiva, che costituirà notifica a tutti gli effetti al personale interessato).
Preso atto con piacere dell’annunciato sblocco, FLP DIFESA ha fatto presente alla dr.ssa Corrado che certo, trattandosi della prima uscita del bando, un ritardo ci poteva anche stare; quello che invece non ci può stare assolutamente, è che il mancato rispetto dei tempi non sia stato preceduto o quantomeno accompagnato dalla benchè minima informazione alle OO.SS. e ai lavoratori interessati, i quali lavoratori, peraltro, dal 1 gennaio u.s. subiscono il blocco totale della mobilità interna volontaria in quanto la vecchia procedura è stata azzerata al 31.12.2015 e la nuova non è stata ancora avviata. Dunque, una situazione di grave disagio per i lavoratori interessati, e peraltro in assenza di qualsiasi informazioni al riguardo.
Abbiamo poi appreso dalla stessa dr.ssa Corrado che a PERSOCIV non sono state ancora comunicate dagli O.P. le “esigenze funzionali”, che la procedura fissata nel protocollo prevedeva dovesse avvenire entro il 31 gennaio, e dunque un mese prima della loro pubblicazione sul sito. Un ritardo esso sì incomprensibile, atteso che il “protocollo” pone finalmente in capo alla nostra D.G. la gestione diretta della procedura, lasciando dietro le spalle quel ruolo di semplice esecutore dei provvedimenti di mobilità decisi discrezionalmente dagli O.P. A tal proposito, tutte le OO.SS. hanno chiesto di essere messe a conoscenza delle “esigenze funzionali” nel caso la pubblicazione delle stesse dovesse malauguratamente slittare oltre la prossima settimana.
FLP DIFESA ha poi evidenziato come il deficit informativo sulla mobilità faccia il paio con analoghi deficit registrati su altre scelte rese operative da circolari della D.G.. In primis, quella relativa ai “lavori insalubri”, su cui la nostra O.S. ha richiesto con propria lettera del 10 u.s. (che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3) una specifica riunione che oggi è stata fissata per il 27 p.v., (in allegato 4 la mail di convocazione già pervenuta da PERSOCIV) e quella che ha prorogato d’autorità da 1 a 3 anni il tempo di permanenza negli Enti di prima assegnazione degli ex militari transitati, e sulla quale torneremo.
Questi ripetuti deficit evidenziano, per noi, un problema nelle relazioni sindacali certo da non sottovalutare.
A seguito della richiesta di FLP DIFESA (vds. nota allegata al Notiziario n. 42 dell’11 u.s..), il SSS on. Rossi ha illustrato oggi alle OO.SS. “i risultati” del Gruppo di lavoro costituto con D.M. 16.06.2015 (vedi l’allegato pubblicato sul questa pagina).
Detti risultati, tutti riferibili all’anno 2013, evidenziano il notevole gap esistente tra i trattamenti economici in essere in A.D. e quelli operanti in altre AA.PP. All’interno del comparto Ministeri, il differenziale massimo negativo si rileva con il Ministero della Salute (- 21% per i dirigenti e -27% per il personale non dirigente); con riferimento invece all’intero P.I. contrattualizzato, mediamente il trattamento economico nel MD presenta un differenziale negativo di -9% sui dirigenti e di -15% sui non dirigenti.
Con riferimento all’intero P.I., le differenze retributive riguardano in misura minore il trattamento stipendiale (differenze oscillanti intorno al -3/4%) e invece in modo molto più corposo l’accessorio: per quanto attiene il personale delle aree funzionali, il differenziale negativo si attesta mediamente sul –34% (più precisamente: -25% per l’area 3^, -30% per l’area 2^ e -28% per l’area 1^). Sul fronte dei dirigenti, il differenziale risulta invece positivo per chi lavora all’interno dell’A.D. (+ 11%).
Di fronte a queste evidenti criticità, il Sottosegretario ha prospettato quattro possibili soluzioni:
– la prima, prevede la costituzione di un fondo integrativo aggiuntivo, sul tipo di quello in essere presso il Ministero della Salute, con risorse provenienti in parte dal MD e in parte dal MEF, allo stato comunque non quantificate;
– la seconda, prevede la costituzione di una sezione contrattuale ad hoc per il Ministero della Difesa nell’ambito del nascente comparto delle funzioni centrali di cui all’ipotesi di CCNQ da poco siglato;
– la terza prevede un significativo incremento della nostra Indennità di Amministrazione da ottenersi in sede di prossimo rinnovo contrattuale, e dunque attraverso il confronto negoziale all’ARAN;
– l’ultima soluzione prospettata riguarda l’uscita dall’area contrattuale e il transito nelle categorie speciali ex art. 3 D. Lgs. 165/2001, che il Sottosegretario ha giudicato comunque la meno percorribile.
Rispetto a queste possibili soluzioni, l’on. Rossi ha chiesto il parere al riguardo delle OO.SS., prima di riferirne alla Ministra Pinotti a cui spetta la decisiva iniziativa politica e il coinvolgimento del Governo.
La nostra O.S. ha rappresentato innanzitutto come le criticità evidenziate, peraltro ben note a tutti da tempo, portino dritto alle responsabilità storiche della classe politica che ha governato negli anni il MD, da sempre più attenta alle retribuzioni del personale militare che infatti sono lievitate considerevolmente (da ultimo, gli 80€ attribuiti con la legge di stabilità 2016) e che presumibilmente lieviteranno ulteriormente a seguito della equiordinazione con le Forze di Polizia, di cui alla Legge 9/2016.
In merito alle quattro ipotesi prospettate, abbiamo evidenziato l’impossibilità allo stato di esprimere una nostra valutazione precisa in considerazione del fatto che non ci è stato fornito alcun documento con i dati di raffronto rilevati, le analisi operate e gli studi di fattibilità in merito a tutte e quattro le ipotesi.
Di primo acchitto, ci sembra che la prima delle ipotesi sia comunque la più percorribile, un po’ meno le due intermedie che obbligherebbero ad un non facile via libera in sede ARAN anche alla luce delle problematiche connesse alla riduzione dei comparti e alla limitatezza delle risorse, mentre l’ultima soluzione (il transito nelle categorie speciali) dovrebbe essere accompagnata da precise garanzie sul fronte economico e su quello del nuovo assetto giuridico normativo, ad oggi del tutto inesistenti.
Attesa l’importanza primaria che questa questione riveste per i lavoratori civili, abbiamo rappresentato all’on. Rossi la necessità della massima trasparenza sulle scelte e di un monitoraggio costante e realistico sugli sviluppi delle iniziative che verranno intraprese, allo scopo di non ingenerare facili attese e ottimismi.
Tabella equiparazione, performance e compiti/funzioni civili: se ne parlerà entro il 15 maggio p.v.
FLP DIFESA è impegnata, già da un paio di settimane, in un programma di assemblee su tutto il territorio nazionale, che da qui a metà giugno ci porterà in tantissime sedi e negli Enti più importanti del nostro Ministero con una triplice finalità:
– informare i lavoratori interessati in merito agli ultimi sviluppi sulle partite attualmente in gioco che assumono per noi una valenza importantissima, per certi versi addirittura strategica;
– raccogliere valutazioni e contributi dai colleghi, e ovviamente anche critiche, all’interno di una grande campagna di ascolto dei lavoratori che serva anche a costruire con loro una vertenza sostenibile;
– avviare una forte mobilitazione della categoria che, anche attraverso precedenti momenti di iniziativa sul territorio, traguardi una grande iniziativa nazionale a sostegno delle nostre richieste.I riscontri avuti dalle prime assemblee già effettuate (Milano, Firenze, Pisa, Caserta, Padova etc.) appaiono estremamente confortanti.
Molta davvero la partecipazione dei colleghi, di quella che ultimamente non era frequente osservare; interesse rispetto ai temi in discussione; voglia di confrontarsi e di costruire insieme percorsi di iniziativa e di lotta nei confronti della controparte, spesso dimentica dei nostri problemi. Pur a fronte di un’ ordine del giorno dei lavori molto nutrito, e che ricomprende ovviamente anche il ricorso a CEDU che sta registrando davvero molte adesioni, tre i temi che ci pare stiano suscitando il maggiore interesse dei lavoratori: passaggi economici; performance individuale; c.d. “civilizzazione”.
Su primo dei tre temi, quello relativo ai passaggi economici 2016, stiamo rilevando il malessere dei colleghi, di cui peraltro c’è ampia traccia nel sondaggio presente sul nostro sito, sul numero del tutto insufficiente dei passaggi richiesti da CGIL-CISL-UIL (7.000) e poi concessi in pari numero (7.002, pardon) dalla dr.ssa Corrado, che, dopo 6 anni di blocco, fanno della Difesa il fanalino di coda tra le AA.CC.; proprio da qui, la necessità di alzare i numeri dei passaggi per storicizzare quote maggiori di salario accessorio.
Per quanto attiene al sistema di misurazione e valutazione della performance, ci sembra che dai lavoratori emerga in tutta evidenza, da una parte l’improponibilità del sistema di valutazione brunettiano nelle condizioni date del M.D., e dall’altra un forte apprezzamento per l’iniziativa ricorsuale di FLP DIFESA, a fronte delle critiche crescenti, ma purtroppo ancora con troppo poca sostanza nell’azione di altre OO.SS.
Per quanto riguarda infine la c.d. “civilizzazione”, appare evidente lo stupore evidente dei lavoratori per l’incomprensibile abbandono, voluto dalla Ministra Pinotti e imposto a CGIL-CISL-UIL nell’incontro separato del 14.12.2015, della strada maestra legata al Regolamento di cui all’art. 1, comma 2-bis, del D.Lgs n. 7, che era stato a suo tempo il fondamentale approdo del confronto unitario con A.D. sui decreti attuativi della delega e avrebbe dovuto finalmente fissare i criteri per l’“attribuzione di funzioni e compiti tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale appartenente ai ruoli del Ministero della Difesa”, che ora invece, per gentile concessione di CGIL-CISL-UIL, verrà sostituito da un “protocollo d’intesa”, che è evidentemente uno strumento ben diverso e comunque meno idoneo ed esigibile. Alla messa a punto di questo “protocollo”, FLP DIFESA sta comunque fornendo responsabilmente il proprio contributo all’interno dei già avviati tavoli tecnici, ma avendone comunque ben chiari ed evidenti i limiti (un “protocollo” è cosa ben diversa rispetto a un “regolamento”, non ci vuole poi molto a capirlo) e continuando comunque a chiedere l’adozione di atti che “impongano” ai Dirigenti l’attribuzione di funzioni e compiti specifici ai lavoratori civili.
Su questi tre temi, abbiamo realizzato una locandina, qui allegata con preghiera di affissione e di diffusione tra i colleghi, che accompagnerà le nostre iniziative locali e le assemblee che faremo da qui a metà giugno, che saranno pubblicizzate nel nostro sito (“agenda nazionale”).
Innanzitutto una notizia: ci risulta che BILACENTES, assurto a notorietà mediatica in questi giorni per il coinvolgimento dell’ex D.G. Valter Pastena nell’inchiesta della Procura di Potenza sullo scandalo petroli che ha portato alle dimissioni della Ministra Guidi, avrebbe dato in questi giorni il via libera all’ipotesi di accordo sul FUA 2015, che a seguire PERSOCIV dovrà trasmettere agli Organi certificatori (FP e MEF).
Come si ricorderà, l’ipotesi di accordo (che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 2) è stata firmata il 1.03.2016, e dei suoi contenuti abbiamo diffusamente parlato nel Notiziario n. 25 di pari data. Trattasi, nella sostanza, di copia dell’accordo 2014, rimasto bloccato per tutto il 2015 (è la prima volta che l’ipotesi di accordo si sigla nell’anno successivo…) e poi sbloccato dalla diffida legale di FLP DIFESA (Notiziario n. 130 del 4.12.2015), cui è seguita la determina del Sottosegretario in pari data (Notiziario n. 134 del 15.12.2015). Un accordo fotocopia del 2014, dicevamo, ma con la novità dell’Intesa ex art.16 per i 7.002 passaggi economici previsti nel 2016. Un ‘Intesa a cui FLP DIFESA non ha aderito, per i motivi illustrati nella “nota a verbale” allegata all’Ipotesidi accordo, e che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3.
I motivi della nostra non adesione all’ Intesa programmatica sui passaggi 2016 sono ben noti. Innanzitutto, consideriamo i 7.000 passaggi richiesti da CGIL-CISL-UIL e i 7.002 concessi dalla dr.ssa Corrado un numero del tutto insufficiente dopo 5 anni di blocco delle retribuzioni dei lavoratori statali, che ha impedito qualsiasi progressione economica. Questo numero servirà solo a completare il primo giro di passaggi, quello che nel 2011 ha portato alla fascia retributiva superiore con decorrenza 1.1.2010 ben 21.826 lavoratori, lasciando al palo tutti gli altri. E’ del tutto ovvio e naturale che il giro riprenda proprio da loro, assicurando in primis a questi colleghi il passaggio di fascia. Ma perché fermarsi a completare il primo giro e, proprio per recuperare un po’ di tempo perso, non ripartire da subito con il secondo giro?
Per far questo, ci sarebbe bisogno di un numero di passaggi significativamente superiore, che alzasse la bassissima percentuale di copertura che registriamo nel Ministero Difesa (7.002 passaggi rispetto ai 27.416 lavoratori presenti al 1.1.2016, pari al 25,53%; si veda altresì la tabella qui pubblicata in allegato 1, che indica le percentuali di copertura per le diverse fasce), che è davvero poca cosa non solo rispetto alla percentuale realizzata nella precedente tornata 2010 quando la copertura è stata del 69,82% (n. 21.826 passaggi rispetto ai 31.260 lavoratori allora presenti), ma poca cosa anche rispetto alle percentuali di copertura realizzate in altre Amministrazioni Centrali con riferimento ai passaggi 2016: MIUR con il 39%; Ministero dello Sviluppo Economico con il 75%; Agenzia delle Entrate con il 43 %; MEF con il 67 % (si veda l’ipotesi di accordo del 30.03.2016 che pubblichiamo su questa pagina in allegato 4). C’è poi un secondo motivo di dissenso di FLP DIFESA sull’Intesa sui passaggi 2016: avremmo preferito che la quantificazione dei numeri fosse accompagnata dalla fissazione dei criteri e punteggi per le selezioni.
Ebbene, dobbiamo dire che la posizione critica di FLP DIFESA sta raccogliendo molti consensi tra i lavoratori: i due Notiziari dedicati all’argomento (n. 23 del 24 febbraio e n. 25 del 1 marzo) hanno registrato a tutt’oggi oltre 6.200 visualizzazioni (si vedano i numeri sulla home) . E il sondaggio aperto sulla stessa home, di certo indicativo, mostra un maggioranza schiacciante (oltre il 63%, a oggi ) di coloro che quell’intesa non riescono proprio a digerirla. Servirà questo a far cambiare idea al D.G. e a CGIL-CISL-UIL?
Viene in mente, a tal proposito, la famosa frase di J. Russell Lowel su chi cambia opinione. Noi lo speriamo davvero, e stiamo lavorando per far crescere una forte pressione positiva dal basso, anche con le numerose assemblee in programma, e nelle quali tocchiamo con mano il forte mal di pancia dei colleghi.
La Ministra Pinotti con l’attuale Capo di SMM amm. De Giorgi
Nel commento all’incontro che la Ministra Pinotti ha avuto con le OO.SS. il 22.12.2015, pochi giorni dopo l’invio da parte del Gabinetto alle OO.SS. della “comunicazione” con gli impegni “strappati” da CGIL CISL UIL sulle problematiche in essere, avevamo espresso il seguente giudizio: “La politica degli annunci renziani sbarca anche nel Ministero Difesa” (vds. Notiziario n. 136/2015).
Ebbene, dopo la prima puntata sul problema ausiliari (vds. Notiziario 20 del 18.02.2016), proponiamo oggi la seconda sulla “tabella di equiparazione”
Iniziamo con il ricordare innanzitutto l’ “annuncio” della Ministra: “Si conferma altresì il contenuto della tabella di equiparazione tra gradi militari e qualifiche funzionali civili, inviata nel dicembre 2013 al Dipartimento della F.P. (in tal senso interlocuzione in corso con il medesimo Dipartimento per la finalizzazione del provvedimento, si veda l’allegato 4 pubblicato su questa pagina)Va benissimo ovviamente la conferma autorevole da parte della Ministra, ma perché allora da F.P. non esce ancora il DPCM con la nuova tabella di equiparazione?
Proviamo ad abbozzare qualche risposta. Come si ricorderà, la Legge 244/2012 prevede che il personale militare transiti anche in via ordinaria (e non più solo per inidoneità fisica ex D.I.M. 18.04.2002) nei ruoli civili, e rende pertanto necessaria, anche alla luce delle intervenute modifiche dell’ordinamento professionale (NSC 2010), la ridefinizione della tabella. La prima proposta di A.D. (Notiziario n. 45 del 18.04.2013) prevedeva per il grado apicale dei Sottufficiali (Luogotenenti e Primi marescialli) la possibilità di inquadramento in area 3^anche senza laurea o in virtù di incarichi attribuiti dall’ordinamento agli U., peraltro senza limiti temporali minimi. Rispetto a quella proposta, si saldò allora una posizione sindacale unitaria che prevedeva, come FLP DIFESA chiedeva da sempre, il transito secco dei SU. in area 2^ e degli U. in area 3^, una posizione successivamente fatta propria dall’allora Sottosegretario Pinotti nella riunione del 12.11.2013 (Notiziario n. 122 di pari data), e conseguentemente A.D. inoltrò alla F.P. una proposta di tabella con quelle previsioni secche, con lo stralcio delle due note asteriscate in calce (si veda l’allegato 2 pubblicato su questa pagina).
Ebbene, da quel lontano novembre 2013 sono già passati invano ben 2 anni e mezzo, e in merito alla tabella di equiparazione tra gradi militari e inquadramenti civili non è giunto alcun segnale dalla F.P. . Nel frattempo, ha visto la luce il D.P.C.M. 26.06.2015 recante le “tabelle di equiparazione” che dovranno regolare la mobilità dei lavoratori pubblici tra i diversi comparti, che sono state pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n. 216 del 17.09.2015 e che ripubblichiamo su questa pagina come allegato 3. E, più recentemente, il Presidente Renzi ha firmato, su proposta del Ministro della Salute di concerto con MEF, Ministero Difesa e Funzione Pubblica., il DPCM in cui vengono stabiliti “i criteri e le modalita’ di equiparazione fra i livelli di inquadramento previsti dal contratto collettivo relativo al personale civile con contratto a tempo indeterminato della Croce Rossa Italiana (CRI) e quelli del personale appartenente al Corpo militare, nonche’ tra i livelli delle due predette categorie di personale e quelli previsti dai contratti collettivi dei diversi comparti della P.A.”, di cui al D. Lgs. 28.09.2012, n. 178 relativo alla riorganizzazione della Croce Rossa Italiana.
Dunque, mentre gli altri DPCM vengono adottati, quello relativo alla tabella di equiparazione tra militari e civili non vede mai la luce, a distanza di oltre 2 anni e mezzo dall’invio della proposta a F.P. La cosa, a nostro avviso, comincia a puzzare un po’.
Perché questo ritardo? E’ la Difesa che ha scarsa udienza presso FP e MEF oppure c’è dell’altro? Per esempio, un ripensamento in ambito Amministrazione Difesa alla luce delle previsioni del Libro Bianco (art. 217, incarichi di responsabilità per i Marescialli). O magari che il ritardo sia voluto dalla stessa A.D. per sfruttare ancora la vecchia tabella (D.I.M 18.04.2002) con i tantissimi ingressi di SU in area 3^.
Quale che sia il motivo vero, servono però risposte urgenti e per questo abbiamo inviato al Sottosegretario Rossi la lettera qui pubblicata come allegato 1, che chiede notizie anche in merito al lavoro del Gruppo costituito con DM 16.06.2015 (si veda a tal riguardo la nota del Gabinetto inviata alle OO.SS. in data 9.11.2015, che qui ripubblichaimo in allegato 5).
In questi giorni, abbiamo ricevuto tantissime richieste di informazioni in merito al bando di mobilità che doveva essere pubblicato entro il 28 febbraio u.s. e che invece, a tutt’oggi, non ha ancora visto la luce.
Proviamo, come al solito, a delineare il quadro all’interno del quale si colloca questa vicenda.
Dopo un confronto durato oltre quattro anni, e in tutto quel periodo sempre arenatosi sul nodo dei “pareri” degli Organi programmatori, in data 29.09.2015 è stato sottoscritto dal Sottosegretario Rossi e dalle OO.SS. nazionali il “Protocollo d’intesa tra l’amministrazione della difesa e le organizzazioni sindacali rappresentative del personale civile non dirigente”, che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, che reca le nuove procedure per i reimpieghi (all. A), per la mobilità volontaria ordinaria (all. B) e straordinaria (all. C), e il prospetto con criteri e punteggi per la formazione delle graduatorie (all. D), e di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 106 del 1.10.2015.
L’ intesa del 29.09.2015 ha costituito un evento storico per il M.D., atteso che per la prima volta i lavoratori civili avrebbero avuto procedure di mobilità con regole chiare e definite, per come avviene da sempre nelle altre AA.PP., e non sarebbero stati più soggetti ai pareri discrezionali degli Organi Programmatori (O.P.), come avvenuto da sempre. Un evento salutato allora in modo molto positivo da FLP DIFESA, che ha invece espresso qualche perplessità sulla nuova procedura di reimpiego.
La nuova procedura per la mobilità interna volontaria prevedeva, in sede di prima applicazione e dunque con riferimento all’anno in corso, la comunicazione da parte degli O.P. a PERSOCIV entro il 31 gennaio u.s. delle “esigenze funzionali suddivise per aree, profili professionali ed Enti/Reparti con eventuali requisiti aggiuntivi – che saranno specificati nel bando – comunicando contestualmente il grado di scopertura organica massima per ciascun Ente o per singolo profilo professionali”, e, successivamente, la pubblicazione delle predette esigenze funzionali sul sito di PERSOCIV “entro il 28 febbraio 2016”.
Ebbene, è noto a tutti che le scadenze fissate per il 2016 dal “protocollo” del 29.09.2015 non siano state per nulla rispettate. Siamo ad aprile, e a tutt’oggi le “esigenze” di che trattasi, che ci risulta essere state comunque comunicate in tempo utile dagli O.P. a PERSOCIV, non sono state ancora pubblicate sul sito.
Il ritardo, trattandosi della prima uscita del bando, ci può anche stare; quello che invece non ci può stare assolutamente, è che il mancato rispetto dei tempi non sia stato preceduto o quantomeno accompagnato dalla benchè minima informazione alle OO.SS. e ai lavoratori interessati.
I quali lavoratori, peraltro, e la circostanza non è per nulla peregrina, dal 1 gennaio u.s. non hanno più potuto presentare istanze di mobilità, in quanto la vecchia procedura è stata azzerata al 31.12.2015 e la nuova non è ancora avviata. Dunque, una situazione di blocco totale della mobilità interna volontaria che ha oramai superato i tre mesi, che crea parecchi problemi a molti nostri colleghi interessati al trasferimento, e che vede al danno aggiungersi anche la beffa di una mancanza totale di informazioni sullo stato della vicenda.
Intorno alla metà del mese di marzo u.s., avevamo avuto notizia che il ritardo fosse imputabile a problemi tecnici legati all’approntamento della piattaforma informatica per la gestione della nuova procedura, problemi la cui risoluzione non appariva comunque imminente. Avevamo allora sollecitato, seppur informalmente, la pubblicazione di una “news” sul sito della D.G., che spiegasse ai lavoratori interessati le ragioni del ritardo e indicasse i tempi di pubblicazione del bando o rinviasse ad altra info.
Ovviamente, nulla di questo è successo, e la cosa non sorprende poi molto in questi ultimi tempi: a ben oltre trenta giorni dai tempi fissati dal protocollo, manca qualsiasi informazione al riguardo e i lavoratori interessati brancolano nel buio, e con essi anche le OO.SS. che risposte a tal proposito non hanno da darne.
Con queste premesse, abbiamo inviato in data di ieri al Sottosegretario Rossi la nota qui pubblicata in allegato 1.
L’aula della Commissione Difesa del Senato, sede dell’audizione delle OO.SS.
LE OO.SS. CGIL, CISL, UIL ed FLP DIFESA sono state audite oggi pomeriggio in Senato dalle Commissioni Difesa di Camera e Senato in merito allo schema di decreto correttivo dei due DD. LLgs. nn. 7 e 8/2014 attuativi della L. 244/2012 per il riassetto delle FF.AA. Audizione, quella delle OO.SS., preceduta da quella del COCER interforze (in allegato 2 su questa stessa pagina, le convocazioni del Senato) e a cui seguiranno le audizioni dei Vertici delle FF.AA. (non prevista al momento, pur richiesta, l’audizione della Ministra).
Dopo un brevissimo intervento introduttivo del Presidente sen. La Torre, è seguito prima l’intervento di CGIL-CISL-UIL e poi quello di FLP DIFESA, che è servito a illustrare il documento che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, poi consegnato alla Presidenza, che reca le nostre considerazioni, osservazioni e proposte.
Le nostre considerazioni partono innanzitutto dal giudizio critico a suo tempo dato sul disegno di legge delega presentato nel 2012 dal Ministro Di Paola che, a nostro avviso, ha sprecato un’occasione per ripensare il ruolo del personale civile, riconoscerne la peculiarità d’impiego come già fatto per i militari, ma anche per operare una efficace spending review (il lavoro civile costa metà di quello militare).
Pur a fronte dei limiti oggettivi della delega, abbiamo ricordato le positive aperture venute dall’Amministrazione Difesa in occasione del confronto con le OO.SS. sugli schemi dei provvedimenti, profondamente modificati rispetto a quelli iniziali, e le novità positive registrate su più fronti (il previsto “Regolamento” per l’attribuzione di funzioni e compiti ai civili; le norme sulle reinternalizzazioni degli Enti industriali; il finanziamento di FUA e formazione con i risparmi derivanti dai riordini; la gestione morbida e garantita delle eccedenze civili al 2024; il deciso stop al tentativo di depotenziare l’area T/A (SGD) a favore dell’area T/O (SMD).
Abbiamo poi espresso le nostre osservazioni sullo schema di decreto correttivo (punto 3 del nostro documento) che, per la parte inerente al D.Lgs. n. 7(Capo I) propone interventi marginali (a parte la costituzione dei Cdi IR multifunzione Esercito), e per quella inerente al D.Lgs. n. 8 (Capo II), riguarda quasi in toto i militari. In particolare: abbiamo proposto l’estensione al personale civile dell’utilizzazione degli alloggi APP oggi negata; abbiamo espresso condivisione rispetto all’anticipo al 2017 di destinazione al FUA dei risparmi derivanti dai riordini, che peraltro nasce da una nostra precisa proposta presentata nella riunione con il Sottosegretario on. Rossi del 12.11.2015, ma anche non condivisione sul dimensionamento percentuale del tutto identico a quello destinato al FESI dei militari (dal 2-5% al 4-10%), già beneficiati quest’anno dagli 80 € previsti in Legge di stabilità e dalla prevista equiordinazione con le Forze di Polizia di cui alla delega inserita dalla L. 22.01.2016, n. 9, che accentueranno la forbice retributiva tra civili e militari, e per questo la destinazione al FUA dei risparmi dovrebbe essere percentualmente superiore a quella al FESI; infine ci siamo espressi negativamente rispetto al potenziamento/estensione degli istituti dell’ausiliaria e dell’ARQ, che rappresentano misure ulteriori recanti benefici previdenziali a chi già ne ha tanti (unica categoria ad avere ancora il sistema retributivo!), e che vanno contro il sentire dei cittadini.
L’ultima parte del nostro intervento è stato invece dedicata alla rappresentazione delle problematiche non risolte o emerse ultimamente ex novo, e comunque legate ai decreti attuativi della delega ex L.244: dal Libro Bianco, alcune scelte del quale appaiono in forte contraddizione con gli attuali assetti delle FF.AA., non modificate dal correttivo; dagli squilibri di bilancio che si aggravano; dalla totale inadempienza delle FF.AA. su reinternalizzazioni e civilizzazione; dalla nuova tabella di equiparazione che non vede la luce; dal “Regolamento” su funzioni e compiti dei civili, oramai morto e sepolto anche grazie a CGIL-CISL-UIL.
In ultimo, abbiamo chiesto una sessione dei lavori delle Commissioni Difesa specificamente dedicata alle problematiche generali del personale civile, che ha trovato condivisione anche in alcuni suoi membri. Ne vedremo gli sviluppi!
Pubblichiamo altresì in allegato 4 il dossier predisposto dalla Camera sullo schema di decreto correttivo, e in allegato 5 la registrazione audio dell’audizione da parte di Radio Radicale
La dr.ssa Anita Corrado, D.G. di PERSOCIV, firmataria della risposta negativa sulla riduzione della pausa
E te pareva !!!!!!!!!!!!!!! Come immaginavamo pur senza possedere particolari doti divinatorie ma solo sulla scorta di una consolidata esperienza al riguardo che trova sempre conferma nonostante le stagioni anche diverse, PERSOCIV con la nota n. 16747 del 14.03.2016 (vds. allegato 1 pubblicato su questa pagina) ha detto no alla possibilità da noi segnalata con nostra nota del 3 mar. u.s. “di prevedere una ridotta pausa equivalente a 10 minuti per il personale in particolari situazioni personali, sociali e familiari in quanto non prevista dalla normativa contrattuale in materia” (vds. allegato 2 pubblicato su questa stessa pagina). Ma ricostruiamo la vicenda, anche per trarne utili riflessioni.
Come noto, la normativa contrattuale (art. 7 CCNL 12.01.1996) prevede che, qualora la prestazione lavorativa giornaliera ecceda le sei ore continuative, il lavoratore abbia diritto a beneficiare di una pausa di almeno trenta minuti per recuperare le energie psicofisiche, ma dispone al contempo che una diversa durata della pausa psicofisica possa essere stabilita per particolari situazioni di carattere personale, sociale e familiare (congedi ex L. 151/2001; titolari L. 104; tossicodipendenze; inserimento di figli in asili nido; figli in età scolare; impegni in attività di volontariato; etc.). Questa, in sintesi, la normativa vigente.
Ebbene, all’interno di questo preciso quadro normativo, cosa ha fatto al riguardo il Ministero dei Beni Culturali (MiBACT)? Ha dato attuazione alle previsione contrattuale circa la possibilità di stabilire una diversa durata della pausa psicofisica, e la competente Direzione Generale di quel Ministero, con propria circolare n. 146 0016962 del 17 giugno 2015 (vds allegato 3 pubblicato su questa stessa pagina), ha espresso l’opinione che “al fine di garantire la tutela delle categorie” di che trattasi, “al personale come sopra indicato, che ne faccia formale richiesta, possa essere concessa, in deroga alla normativa contrattuale, una pausa ridotta, con corresponsione del buono pasto, pari a 10 termine minimo indicato dall’art.8 del Decreto Legislativo 8.04.2003, n. 66 ” (che recepisce direttive europee, vds. “Quaderno FLP DIFESA n. 1/2012”).
Una iniziativa lodevolissima, quella del MiBACT, evidentemente mossa dall’attenzione verso problematiche sociali e familiari, e tesa a costruire condizioni di maggior favore per il personale in peculiari situazioni di necessità. Dopo esserne venuta a conoscenza, FLP DIFESA ha chiesto a PERSOCIV, sin da settembre 2015, di verificarne la praticabilità in ambito M.D., ottenendone risposta solo ora, dopo 6 mesi, e solo dopo la nota formale da noi inviata il 3 u.s., proprio alla vigilia dell’ 8 marzo e fidando in un positivo riscontro per quella data. E invece è arrivato il “no” secco e senza appello, con ragionamenti tutti in punta di diritto. Che dire?
Una domanda sorge subito spontanea: se la nostra richiesta “non può trovare accoglimento perché non prevista dalla normativa contrattuale in materia”, perché allora nel Ministero dei Beni Culturali la cosa è invece possibile e praticata? PERSOCIV elude completamente questo aspetto nella sua risposta, ma noi omunque cla poniamo. Possibile che i ragionamenti in punta di CCNL si facciano solo in Difesa, e che in altre AA.CC. siano alquanto disinvolti in materia? Mah, a vedere quello che succede nel MD. anche in materia di orari di lavoro, il dubbio viene tutto… E allora?
La nostra opinione al riguardo è diversa. Noi temiamo che, nella circostanza, la differenza tra MD e MiBACT stia non tanto sulla diversa lettura del CCNL, ma nella diversa attenzione verso certe problematiche. C’è chi a certe situazioni socialmente rilevanti si mostra più attento e procede di conseguenza, anche assumendosene in proprio le relative responsabilità, e chi invece va per un’altra strada preferendo nascondersi dietro lo scudo del supposto rispetto del CCNL, che poi magari viene disatteso su tanti altri fronti e nessuno alza il ditino.
Dispiace comunque che letture così restrittive, che penalizzano in particolare le lavoratrici della Difesa, trovino posto all’interno di un Ministero che ha al suo vertice politico una donna e che ha visto in questi mesi a PERSOCIV ben due Direttori Generali donne. Così è se vi pare!
Il gen. Enzo Vecciarelli, nuovo Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica
Il generale di squadra aerea Enzo Vecciarelli è il nuovo Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, in sostituzione del gen. Pasquale Preziosa cessato dall’incarico per limiti d’età. Lo ha nominato, su proposta della Ministra Roberta Pinotti, il Consiglio dei Ministri nell’ultima riunione del 21 marzo u.s., che ha anche provveduto a individuare nella persona del gen. C.A. Antonio Ricciardi il nuovo Vice Comandante dell’Arma dei Carabinieri.
Una nomina, quella del nuovo Capo di SMA, giunta davvero sul filo di lana, e dunque con un ritardo mai osservato in precedenza. Peraltro, non è questa l’unica nomina di cui si è occupato in queste ore il Governo. Va detto, infatti, che l’Esecutivo dovrà provvedere a breve a nominare il nuovo Capo della Polizia, il nuovo Comandante della Guardia di Finanza, il nuovo Capo di SMM in sostituzione dell’amm. De Giorgi (gira a tal proposito il nome dell’attuale Capo di Gabinetto, amm. Valter Girardelli) e, infine, i vertici degli apparati di sicurezza (AISI , servizi interni, ex SISDE) e DIS (sicurezza informatica), rispetto ai quali, da quello che si dice in giro, sembra che si siano registrate posizioni molto divergenti tra il premier e Capo dello Stato.
Tornando alla nomina del gen. Vecciarelli, qualche breve nota biografica tratta dal web. Il nuovo Capo di SMA è nato a Colleferro (Roma) il 13 maggio 1957, ha frequentato l’Accademia Aeronautica dal 1975 al 1979 e nel 1980 ha conseguito il brevetto di pilota. È laureato in Scienze Aeronautiche presso l’Università di Napoli Federico II e in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l’Università degli Studi di Trieste, è sposato e ha due figli. E’ stato Comandante del IX Gruppo Caccia Intercettori del 4° Stormo di Grosseto nel 1991, quindi dal 1993 al 1999 è stato in servizio presso il I Reparto di SMA come Capo Ufficio Ordinamento. Nel 2003, nell’ambito dell’operazione “Antica Babilonia”, ha comandato il primo contingente aeronautico in Iraq presso la Base Aerea di Tallil (Nassirya). Dal 2004 al 2007 è stato in servizio presso SEGREDIFESA quale Vice Capo del Reparto Politica degli Armamenti, mentre dal 2007 al 2010 ha operato presso l’Ambasciata d’Italia a Berlino, per poi essere chiamato al Comando delle Forze da Combattimento a Milano. Dal 22 luglio 2011 è stato Capo di Stato Maggiore del Comando Squadra Aerea. Più recentemente, ha diretto il 4° Reparto di SEGREDIFESA, e dal 25.02.2015 è stato chiamato all’incarico di Sottocapo di SMD, che lo ha visto esordire con una irrituale lettera aperta datata 2 marzo 2015 che descriveva “con franchezza inusuale una situazione all’interno dei vertici militari fatta di tensioni, sospetti, frizioni, competizioni corporative e personali, piccole e grandi congiure (di palazzo Caprara)”, come recitava il pezzo a suo tempo pubblicato su Il Fatto Quotidiano on line, che ripubblichiamo su questa stessa pagina.
Al gen. Vecciarelli, le più vive felicitazione di FLP DIFESA e gli auguri di un proficuo lavoro.
Come già detto, il gen. Vecciarelli prende il posto del Gen. Pasquale Preziosa che lascia l’incarico di vertice dell’Aeronautica dopo aver sfiorato un anno fa l’incarico di Capo di SMD, al quale sarebbe stato naturalmente destinato nel quadro di quel principio di alternanza tra le tre armi che ha sempre orientato le scelte del Governo per l’incarico di vertice delle FF.AA. sino al momento della sostituzione dell’amm. Binelli Mandelli, al cui posto è stato scelto invece, e un po’ a sorpresa, il gen. C.A. dell’Esercito Claudio Graziano.
Prima di lasciare il suo incarico, il gen. Preziosa, che sarà ricordato soprattutto per la difesa del programma F35 e per il sostegno all’industria aerospaziale italiana, ha partecipato alla sottoscrizione del contratto tra FINMECCANICA e ARMAEREO del valore di 300 milioni di euro per l’acquisto di ulteriori nove velivoli da addestramento avanzato Aermacchi M-346 destinati all’Aeronautica Militare Italiana, che portano la dotazione complessiva di questo veicolo da parte della nostra F.A. a n. 18 aeromobili. Come riferisce un’agenzia di ieri, “il contratto comprende anche il supporto logistico e una ulteriore fase di sviluppo dell’avanzato sistema integrato di addestramento”, che verrà realizzato presso la base di Galatina.
Sono passate quasi tre settimane dal 20 febbraio 2016, data “entro e non oltre la quale l’autorità valutatrice predispone e notifica all’interessato la scheda di valutazione” (ma ci risulta che la scadenza perentoria sia stata disattesa in non pochi Enti….), e già cominciano ad emergere i primi problemi. La maggior parte dei quali era scontata, essendo riferibile in primis a situazioni d’impiego non molto in linea con il N.S.C. (Nuovo Sistema di Classificazione, CCNI 3.11.2010), e che si traducono nella gran parte dei casi in “schede” recanti compiti diversi, in alcuni casi generici, e per la qualcosa non concretamente misurabili. A dimostrazione di come sia praticamente impossibile nel M.D. attuare un corretto sistema di valutazione.
Come noto, pende presso il TAR Lazio il ricorso riavviato da FLP DIFESA (Notiziario n. 12 del 25.01.2016), il cui punto centrale riguarda la c.d. “performance organizzativa”, che dovrebbe rappresentare premessa indispensabile e ineludibile della “performance individuale”. E, invece, nella Difesa, “il sistema, per come è organizzato, rinvia ad una valutazione del tutto svincolata dagli obiettivi degli Enti e, nelle misura in cui non consente di misurare l’apporto individuale e di valutarlo in ordine al perseguimento degli obiettivi dell’ organizzazione in cui sono inseriti, finisce per tradire lo stesso spirito sotteso alla procedura di valutazione della performance individuale, traducendosi in una qual sorta di valutazione delle attitudini dei lavoratori” : è, questo, uno dei passaggi più significativi del ricorso al TAR predisposto dai nostri legali.
A tal proposito, stanno già emergendo un po’ di problemi all’interno della nostra Amministrazione, innescati dalle richieste (da noi suggerite attraverso il Notiziario n. 18 del 9 febbraio u.s.) avanzate da molti lavoratori ma proposte anche da strutture sindacali, nostre e di altre sigle (alcune unitariamente, per esempio Taranto e Firenze, vedasi allegati 6, 7 e 8 su questa stessa pagina), e comunque tutte finalizzate a consentire ai lavoratori valutandi di conoscere la performance organizzativa dei propri Enti. Molte risposte sono già arrivate dagli Enti, anche diverse e in alcuni casi addirittura contraddittorie, ma è pure arrivata la risposta ufficiale da parte di STATO MAGGIORE DIFESA (SMD), che come noto è posto al vertice dell’area Tecnico/Operativa, inviata anche alle OO.SS. nazionali, che pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato 1, insieme alla risposta di FLP DIFESA già inviata a SMD in data 11 marzo u.s. (allegato 2).
Prima di entrare nel merito della nota di STAMADIFESA, va detto che alcune OO.SS. hanno, con sospetta celerità, diffuso subito la nota di SMD, alcune pubblicandola sul proprio sito senza accompagnarla da neanche un rigo di commento, altre diffondendola in periferia, in tal modo accreditando indirettamente e amplificando la posizione di chiusura di SMD in ordine alle istanze dei lavoratori e delle proprie stesse strutture. Chiaro il loro messaggio: ha ragione SMD, non è possibile chiedere la performance organizzativa.
Ci domandiamo molto sommessamente: le OO.SS. nazionali della Difesa fanno parte delle stesse tre OO.SS. di categoria che, in sede di piattaforma unitaria pubblicata sui loro siti a giugno 2015, al punto 9., hanno testualmente scritto: “I criteri in base a cui valutare i livelli di servizio vanno fissati insieme, impostando il sistema sui principi della funzionalità e della performance organizzativa”, che è l’esatto opposto di quello che sta facendo il Ministero della Difesa? Davvero incredibile, da parte di sigle che sull’argomento performance non hanno ancora reso noto ai lavoratori la propria opinione e i propri intendimenti, neanche chi, a suo tempo, contro la legge Brunetta e il sistema di valutazione, aveva alzato, come noi, le barricate.
Assistiamo oggi a questa situazione paradossale:che RSU e sigle territoriali chiedano agli Enti la performance organizzativa, mentre a Roma non si dice e non si fa nulla, e anzi si pubblicizzano le posizioni contrarie di A.D.. Mah….
Di contro, sulla “questione performance”, FLP DIFESA ha sempre espresso opinioni e intendimenti di chiaro segno negativo, portando A.D. in Tribunale nel 2012, e anche con qualche risultato atteso che il sistema è stato allora sospeso, e rifacendolo oggi che il sistema è stato riavviato. A tal proposito, dobbiamo necessariamente correggere SMA-1° Reparto che, in una propria nota (n.12194 del 5.2.2016, pag. 2, primo capoverso) afferma che la decisione politica di riavviare il sistema di valutazione della performance è stata “presa con l’avallo delle OO.SS. nazionali”. Per quanto ci riguarda, non è certo così, e le carte e la storia lo dimostrano… Una maggiore precisione non guasterebbe…. Per quanto riguarda le altre sigle, diranno loro.
Ma tornando alla nota di SMD, ed entrando nel merito delle argomentazioni in essa contenute a supporto del “no” alle richieste di OO.SS./RSU di conoscere la performance organizzativa degli Enti, SMD dice in buona sostanza due cose.
La prima: che “gli obiettivi operativi relativi alle sedi periferiche” sono stati fissati all’interno del Tomo II del “Piano della performance”, ma che gli stessi non si possono rendere noti “in relazione alle prioritarie esigenze di riservatezza correlate alle funzioni di difesa e di garanzia della sicurezza nazionale proprie delle strutture che rientrano nell’area tecnico-operativa”. Ebbene, cominciamo innanzitutto col dire che il tomo II, per quanto a noi risulta e con riferimento al documento relativo al triennio 2015-2017, non conterrebbe esattamente gli obiettivi di performance organizzativa di ciascun Ente della Difesa, ma recherebbe solo una sorta di programmazione tecnico-finanziaria con un elenco infinito di somme al suo interno, di fatto riferito agli Organi Centrali. Certo, qualcosa potrebbe essere cambiato per il triennio 2016-2018, come per il Tomo I che pubblichiamo su questa pagina come allegato 5, ma il punto in ogni caso non è questo. Il punto è un altro: perché il dipendente civile deve essere valutato come gli altri dipendenti pubblici ma, a differenza loro, non può conoscere gli obiettivi concreti assegnati alla unita organizzativa cui è addetto, in funzione delle ricadute che l’apporto al loro raggiungimento determina sul suo trattamento accessorio? Le due cose non stanno insieme, anche sotto il profilo logico: se i lavoratori civili del MD non possono accedere a quei dati, allora è anche giusto non applicare il sistema di valutazione ex Lgs. 150/2009 ottenendo una deroga ad hoc, come noi chiediamo da anni e come altre AC. CC. hanno già fatto, o trovare un sistema alternativo per la corresponsione del salario legato alla performance. Quello che non è ammissibile è allineare i lavoratori del MD ai lavoratori pubblici solo sul piano dei doveri e non anche su quello dei diritti.
La seconda argomentazione contenuta nella nota SMD è invece tutta dedicata alle richieste venute dalle Parti sociali locali, giudicate “in contrasto con il principio affermato dall’art. 24, comma 3, della legge n. 241/1990, in base al quale <<non sono ammissibili istanze di accesso preordinate ad un controllo generalizzato dell’operato delle pubbliche amministrazioni>> “, ma omettendo invece qualsiasi considerazione e giudizio di ammissibilità sulle istanze direttamente presentate dai lavoratori. Un po’ strano, no? Pur tuttavia, a noi pare che “in ogni caso, le richieste sindacali, lungi dal costituire espressione di una istanza di <<generalizzato controllo>>, siano piuttosto espressione della funzione di tutela del predicato interesse della categoria dei lavoratori ad essere valutati secondo parametri conoscibili” (vds. nostra lettera a SMD).
Ma anche qui c’è un punto di domanda: per SMD, le istanze dei lavoratori (soggetti interni ad A.D., e non esterni) sono da considerarsi anch’esse “preordinate ad un controllo generalizzato” e in quanto tali non ammissibili, o come invece noi sosteniamo, sono di sicuro ammissibili in quanto i lavoratori “hanno un intuitivo interesse a conoscere gli obiettivi concreti assegnati alla unita organizzativa cui sono addetti, in funzione delle ricadute che l’apporto al loro raggiungimento determina sul loro trattamento accessorio” (vds. nostra lettera a SMD).
E c’è infine un’ultima domanda, indirettamente connessa alla nota di SMD: le argomentazioni in esse contenute, e che fanno riferimento alle “esigenze di riservatezza correlate alle funzioni di difesa e di garanzia della sicurezza nazionale proprie delle strutture che rientrano nell’area tecnico-operativa”, valgono appunto solo per l’area tecnico-operativa? Se è cosi, risulta allora di tutta evidenza che gli Enti appartenenti alle altre aree organizzative (Segretariato Generale; Uffici Centrali e di Vertice; Giustizia Militare) dovrebbero puntualmente informare i propri dipendenti in ordine alla performance organizzativa.
Per quanto precede, nel proseguire la nostra iniziativa, forniamo alcune precise indicazioni operative:
risollecitiamo tutti i lavoratori civili a presentare al proprio Dirigente valutatore l’istanza di cui al fac simile allegato 3 pubblicato su questa stessa pagina, , se non già fatto in precedenza, che abbiamo attualizzato alla luce della nota SMD;
invitiamo le RSU e le strutture sindacali locali interessate a inviare o reinviare (se già fatto) agli Enti della Difesa una nota, di cui al facsimile allegato 4 pubblicato su questa stessa pagina, auspicabilmente proposta in forma unitaria, che reca la semplice richiesta ai Dirigenti valutatori di informare i lavoratori valutandi sulla performance organizzativa dell’Ente, che abbiamo predisposto anche alla luce delle considerazione venute da SMD.
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