Notiziario n. 117 del 29 ottobre 2015 –

Suggestiva immagine notturna di Palazzo Esercito
Una suggestiva immagine notturna di Palazzo Esercito

Si è tenuta oggi la consueta sessione informativa a palazzo Esercito con l’Ufficio Organizzazione delle Forze di SME-RPGF (Reparto Programmazione Generale Finanziaria), la prima presieduta dal nuovo Capo dell’Ufficio col Fabrizio Argiolas, e che, come di consueto,  ha visto la presenza al tavolo anche del DIPE (Dipartimento Impiego Personale Esercito).  Solo tre i punti all’o.d.g.,  ma  pesanti, rispetto ai quali offriamo ai colleghi una breve sintesi della discussione e delle risultanze.

AREA DI VERTICE

Nella riunione con RPGF del 29.10.2014 (vds. Notiziario n. 113 di pari data), si era parlato della riconfigurazione del CUSE (Centro Unico Stipendiale Esercito) a seguito della soppressione di PERVAMILES  e anche della riconfigurazione delle esistenti SAF (Sezioni Assistenza Fiscale)  in NAF (Nuclei Assistenze Fiscali) nelle sedi di PADOVA,TORINO,FIRENZE, PALERMO, CAGLIARI e NAPOLI.

Nessun preannuncio dunque, in quella sede, di provvedimenti di soppressione in vista. Pur tuttavia, nei mesi scorsi, siamo stati informati da alcune nostre strutture di voci crescenti, in loco, di chiusura al prossimo 31 dic. dei servizi di assistenza fiscale, voci che però non avevano trovato conferma in RPGF.

Anche per questo, è giunto inatteso l’intendimento presente nella scheda tecnica predisposta da RPGF per la riunione odierna (vds allegato 1 su questa pagina) che, in ragione del supposto superamento della “gestione periferizzata”  e  della “necessità di operare una razionalizzazione organizzativa sfruttando le maggiori possibilità offerte dai sistemi di data management”, ipotizza l’eliminazione delle sei strutture attuali (tre SAF e tre NAF).

Nei giorni scorsi abbiamo operato delle verifiche in alcune delle sedi interessate, a seguito delle quali, con nota inviata alla diretta attenzione del Capo di SME gen. Errico che alleghiamo al presente Notiziario come allegato 2, abbiamo espresso le nostre motivate riserve sia sul piano del metodo che su quello del metodo, evidenziando in particolare le importanti criticità che quella scelta avrebbe comportato e gli effetti in negativo che ricadrebbero sul personale militare e civile che ha usufruito sinora di quei servizi.  Nella stessa nota, abbiamo quindi formulato una proposta, che non confligge con le previsioni del D. Lgs. n. 7/2014, e che prevede “il mantenimento degli attuali servizi decentrati di assistenza fiscale, funzionalmente dipendenti dal CUSE, ma ridislocati con il proprio personale all’interno degli AA.CC. TT. Di F.A. (Cdo RMN Torino; CMA Sicilia Palermo; CMA Sardegna Cagliari; COMFODIN Padova; IGM Firenze e COMFODIS Napoli”.  Considerazioni e proposta, le nostre, che abbiamo rappresentato  a RPGF in riunione sollecitandone l’accoglimento, rispetto alle quali il col. Argiolas ha tenuto a precisare che la questione è ancora in fase di  studio e che la nostra proposta verrà attentamente esaminata.

AREA LOGISTICA

Il provvedimento illustrato riguarda la rivisitazione delle tabelle organiche dello SM del Comando Logistico Esercito, dettagliate nell’allegata scheda tecnica predisposta da RPGF, che evidenzia il taglio di due posizioni amministrative di area 2^, che però verranno ricostituite nella redigenda nuova dotazione organica del Comando Commissariato (ex Dipartimento). Posto in questi termini, sembrerebbe un provvedimento di scarso rilievo, ma così non appare nella realtà, tenuto conto del confronto di livello locale tra COMLOG e OO.SS./RSU che lo ha preceduto e di cui c’è ampia traccia nei verbali (riunione locale dell’8 set u.s.; tavoli tecnici con le RSU; riunione del 7 ott. u.s.), che evidenziano una totale chiusura del Cte Logistico a recepire le richieste unitarie venute dal tavolo sindacale per una maggiore civilizzazione degli incarichi apicali, ridotti in dotazione organica -in un Ente di quel livello- a soli due, “di cui una ricoperta da un Ufficiale”.  La dichiarazione unitaria di parte sindacale, recepita nel verbale del 7 ottobre, rende evidente la presa di distanza e il dissenso delle OO.SS. territoriali e delle RSU rispetto alla chiusura del Cte Logistico, che pare muovere in una direzione di marcia diversa  rispetto alle previsioni contenute nel D. Lgs. n. 7/2014  (art.1: “incarichi e funzioni al personale civile”). Una chiusura così malamente avvertita in loco, che il nostro Coordinamento Territoriale di Roma ha ritenuto opportuno scrivere, nostro tramite, una nota a SME, che ci è apparso non a piena conoscenza degli antefatti  e della vertenza in atto peraltro documentata dai verbali, atteso che gli elementi di conoscenza in possesso di RPGF pareva evidenziassero condivisione da parte RSU al progetto di riordino

C’è pero dell’altro nella nota del nostro Coordinamento Territoriale che pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato 3: la denuncia  delle palesi diseconomie organizzative di riunioni, necessariamente fuori orario di lavoro a seguito della disapplicazione del CCNI, ma con una presenza sovradimensionata della parte pubblica, verosimilmente pagata con “straordinario”  e dunque molto costosa. Emergono qui in tutta evidenza le contraddizioni del modus operandi di questa Amministrazione,  che da una parte taglia i permessi di servizio e dall’altra consente situazioni di questo tipo,  che producono diseconomie ben maggiori, anche e soprattutto di carattere economico. Ne riparleremo su altri e superiori tavoli di questo problema.

A seguito della pesante situazione che si è generata dunque nelle relazioni locali, con evidenti riflessi anche di carattere  politico,  e tenuto pure conto dell’opportunità di differire il presente riordino in considerazione delle previsioni contenute nel Libro Bianco sull’istituzione di una logistica interforze alle dirette dipendenze del DNAL (Direttore Nazionale degli Armamenti e della Logistica) , abbiamo chiesto a RPGF di “fermare le bocce” e, nelle more delle determinazioni operative in materia di riorganizzazione della logistica in chiave interforze, abbiamo chiesto di  riavviare il percorso di confronto partendo, come da prassi ampiamente consolidata, dal confronto nazionale a cui far poi seguire quello locale.

Il col. Argiolas ha preso atto delle nostre considerazioni e richieste, e si è riservato una risposta a breve, dopo avere sentito gli altri tavoli e doverosamente approfondito i termini del problema.

AREA OPERATIVA

Siamo stati informati della costituzione, in ambito COMFODIN Padova, di una Sezione di Rappresentanza Militare inquadrata nell’Ufficio Personale,  che configura di fatto l’istituzione di un quinto COIR presso quell’Alto Comando (il sesto sarà verosimilmente costituito presso COMFODIS Napoli),  al fine di dotarlo (si legge testualmente nella scheda tecnica) di “specifiche risorse”.

La nostra O.S. ha preso atto della comunicazione, non mancando però di evidenziare la forte e stridente  contraddizione che esiste proprio sul versante delle risorse attribuite alle diverse rappresentanze, atteso i benefit concessi a quella militare (risorse economiche, umane, strumentali e logistiche) e invece i ripetuti tagli (distacchi, permessi sindacali, permessi di servizio, etc.) subiti dalle OO.SS..

Nella parte conclusiva della riunione, avvenuta su tavoli separati rispetto alle altre sigle, abbiamo posto alcune questioni relativi ad alcuni Enti della sede di Napoli, anche a seguito della sollecitazioni che ci sono arrivate dai lavoratori nel corso delle assemblee indette dalla nostra sigla nella passata settimana.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Scheda tecnica predisposta da SME-RPGF

Allegato 2: 13.10.2015-Nota FLPDIFESA Roma su riordino COMLOG ES

Allegato 3: 13.10.2015-Nota FLPDIFESA Terr. di Roma su riordino COMLOG ES

Notiziario n. 116 del 27 ottobre 2015 –

La riunione del Consiglio Supremo di Difesa
La riunione del Consiglio Supremo di Difesa

Il 21 ottobre u.s. si è tenuta,  al Quirinale,  la riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD)  che è stata come al solito presieduta dal Capo dello Stato e alla quale  hanno partecipato, tra gli altri,  il Presidente Renzi,  le Ministre Pinotti e Guidi, i Ministri Gentiloni, Alfano e Padoan e  il Capo SMD, gen. Claudio Graziano. All’o.d.g., l’esame della situazione internazionale e l’attuazione del Libro Bianco.

In avvio dei lavori, il CSD ha esaminato la situazione internazionale sulla base delle relazioni presentate dai Ministri degli Esteri Gentiloni e della Difesa Pinotti, concentrandosi in particolare sulle crescenti criticità presenti nella sempre più instabile regione mediterranea, che vede il moltiplicarsi dei conflitti e ondate migratorie in aumento,  che la Comunità Internazionale cerca di fronteggiare con sempre maggiori difficoltà.  In questo difficile contesto, a giudizio del CSD, l’Italia deve concentrare i propri sforzi “sulle situazioni e sulle esigenze di più immediato e diretto interesse per la sicurezza nazionale, con realismo e concretezza”,  e operare in primis “per la pacificazione e la stabilizzazione della Libia e, nello stesso tempo, per concorrere alla sconfitta dell’offensiva terroristica..”

La seconda parte della riunione è stata invece dedicata al processo di riforma in corso nel Ministero della Difesa.  A tal riguardo, riportiamo uno stralcio del comunicato diffuso dalla Presidenza della Repubblica a conclusione della riunione: “In merito al processo di riforma delle Forze Armate, illustrato dal Ministro della Difesa, il Consiglio ha evidenziato l’importanza delle attività che stanno svolgendo in questa fase gli Stati Maggiori e il Segretariato Generale della Difesa, attraverso i comitati e i gruppi di lavoro istituiti, per tradurre in proposte tecniche concrete, da sottoporre al vaglio del Ministro, i principi e gli orientamenti generali enunciati nel Libro Bianco.  In un quadro di generale qualificazione e riduzione della spesa pubblica, il processo di razionalizzazione originato dal Libro Bianco dovrà conferire il massimo impulso allo sviluppo delle componenti operative, umane e tecniche, dello strumento militare, finalizzandole attentamente al contrasto dei rischi e delle minacce che gli scenari di crisi e di conflittualità prospettano al nostro Paese e all’Europa. Occorrono scelte chiare sul piano tecnico e organizzativo come anche flessibilità e prontezza di risposte in campo normativo.  Il Consiglio condivide il Libro Bianco e sostiene il perseguimento dei suoi obiettivi. Il progetto di riorganizzazione delle Forze Armate in corso riveste grande importanza e urgenza per il nostro Paese. La sua sollecita attuazione, con il sostegno del Parlamento e del Governo, potrà garantire all’Italia e all’Europa uno strumento essenziale ed efficace, al passo con i tempi”. In allegato 2 che pubblichiamo su questa stessa pagina, il testo del Libro Bianco.

Questi i passaggi del comunicato del Quirinale,  che pubblichiamo su questa pagina come allegato 1, rispetto ai quali proponiamo un paio di riflessioni. La prima: il CSD evidenzia “l’importanza delle attività dei comitati e dei gruppi di lavoro di lavoro costituiti” che hanno il compito di formulare “proposte tecniche concrete da sottoporre al vaglio del Ministro”.  Preso atto del sigillo del CSD, va però ricordato che, negli interventi in Commissione Difesa, quasi tutti i parlamentari hanno rivendicato il diritto-dovere delle Camere di pronunciarsi sulle scelte di riorganizzazione  delle FF.AA. e sulla riforma del MD. Non è davvero una cosa di poco conto. Tutt’altro.

La seconda riflessione che proponiamo riguarda  invece l’affermazione, evidentemente tutta politica,  che  “il Consiglio condivide il Libro Bianco e sostiene il perseguimento dei suoi obiettivi”.  Se il CSD ha ritenuto necessario, a sei mesi dall’uscita del Libro Bianco e mentre ferve il lavoro dei “comitati e gruppi di lavoro”, procedere alla riaffermazione della propria condivisione, potrebbe essere questo il segnale dell’emergere di  posizioni di dissenso dalle indicazioni del Libro Bianco,  in particolare in settori (pensiamo a SGD o ad alcuni SS.MM.) che a quelle scelte pagano un tributo molto grande in termini di autonomia.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Il comunicato del Quirinale

Allegato 2: Libro Bianco – 30.04.2015, versione definitiva pubblicata sul sito MD

Notiziario n. 114 del 22 ottobre 2015 –

Il gen. Umberto Baldi, Capo del 1° Reparto di SMD
Il gen. Umberto Baldi, Capo  1° Reparto SMD, presente in riunione

Si è svolta oggi al Gabinetto Difesa, incredibilmente in sede separata, la riunione del tavolo tecnico per la definizione del Regolamento sull’attribuzione di compiti e funzioni al personale civile, dirigente e non dirigente (art.1 D. Lgs. n. 7/2014, attuativo della Legge 2014/2012)..

La riunione di oggi seguiva la prima,  svoltasi a tavoli uniti in data 16 luglio 2015 (vedasi Notiziario 79 di pari data) nella quale l’A.D. aveva presentato, con l’ausilio di slide, la fotografia della situazione d’impiego in essere, suddividendo le attività attualmente svolte dal personale civile in macro e sotto settori (amministrativo, tecnico e sanitario e relativi sotto settori), e aveva rinviato alla seconda riunione, e dunque proprio a quella di oggi, la discussione di merito anche in ordine alle proposte formulate da alcune OO.SS.,  e tra queste FLP DIFESA (si veda il documento datato 10.12.2014, che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2).

Ebbene, nella riunione di oggi, l’AD ha presentato un proprio documento scritto, che alleghiamo al presente Notiziario come allegato 1,  e che giudichiamo non soddisfacente in quanto sviluppa molto parzialmente  i settori di impiego del personale civile, non entrando nel merito rispetto al livello di responsabilità affidato alle professionalità civili e al relativo elemento di organizzazione (reparto, ufficio, divisione, sezione, nucleo, settore, segreteria),  con riferimento peraltro al solo personale dirigente e a quello di terza area, con rimando ad un prossimo e ulteriore step della parte relativa agli incarichi attribuibili all’area seconda.

Nel suo intervento, la nostra O.S. ha criticato l’intento evidente dell’AD di “allungare il brodo” ulteriormente a dopo l’attuazione del “Libro Bianco”,  a ben 20 mesi di distanza dall’entrata in vigore del D. Lgs. 7/2014 (e anche i tavoli separati appaiono a funzionali a tal proposito), rinviando ancora le scelte su un problema fortemente sentito dal personale civile, e tutto ciò mentre proseguono le operazione legate ai processi di riorganizzazione di Enti importantissimi in precedenza a forte tasso di civilizzazione e adesso, dopo il riordino, a forte tasso di militarizzazione. Abbiamo citato in proposito la recente riorganizzazione dei Poli Esercito, degli Arsenali e dei Centri Tecnici di MM,  uno per tutti quello del CISAM di San Piero a Grado, in cui la quasi totalità di compiti e funzioni è appannaggio della componente militare, pur a fronte di una forte presenza di funzionari.

Abbiamo anche rappresentato che nessuna risposta è arrivata dell’AD rispetto alle proposte avanzate dalla nostra O.S. con il documento sopra richiamato del 10.12.2014  che recava le nostre precise opzioni in ordine ai settori di esclusivo impiego da parte del personale civile,  alle quali, solo per fare un primo esempio, viene oggi contrapposto dall’A.D. l’intendimento di connotare civilmente solo i posti apicali di Vicedirettore e di Direttore Amm. di Poli e Arsenali MM,  Enti ad alta presenza di funzionari civili, e peraltro a riordini oramai completati, come quelli dei Poli dell’Esercito nei quali i Vice Direttori non sono più civili ma militari.   Abbiamo dunque segnalato la nostra contrarietà nel metodo e nel merito rispetto al percorso allungato in maniera sospetta e ancora privo di quei connotati che consentirebbero di comprendere bene gli intendimenti di AD,  ma abbiamo precisato al contempo che non avremmo comunque fatto mancare le nostre osservazioni sui contenuti del documento oggi presentato,  anche ai fini della prossima riunione previsto entro la metà del mese di novembre, nel quale auspicabilmente si dovrebbe entrare finalmente nel merito delle questioni. E, infine, abbiamo denunciato il ritardo notevole relativo alla riorganizzazione dell’area T/A che, a differenza di quanto avvenuto in altre AA.CC. e a distanza di più di tre anni dal DL 95/2012, non ha ancora visto la luce (e l’AD non ha mai spiegato il perché).  “Regolamento” su funzioni e compiti al personale civile e riorganizzazione dell’area T/A sono tra loro connessi e intrecciati, ma AD non procede conseguentemente.

Nel corso della riunione, abbiamo anche riproposto la spinosissima questione legata al blocco di fatto  della trattativa FUA 2015,  di cui abbiamo ampiamente riferito nei  Notiziari n. 105 e 112 rispettivamente del 29 set e del 14 ott.  uu. ss.,  ma a tal riguardo predisporremo a seguire uno specifico Notiziario.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Bozza di lavoro presentata in riunione dall’AD

Allegato 2: 10.12.2014 Idee e proposte di FLP DIFESA sulla civilizzazione

Notiziario n. 113 del 13 ottobre 2015 –

La dr.ssa Corradoal momento sella firma della convenzione con Difesa Servizi SpA (aprile)
La dr.ssa Corrado al momento della firma della convenzione con Difesa Servizi SpA (aprile 2015)

Con DPCM 15.10.2015, la dr.ssa Anita Corrado è stata nominata nuovo Direttore Generale di PERSOCIV e prende il posto della dr.ssa E. Preti,  che la sostituirà nell’incarico di D.G. di COMMISERVIZI.

La dr.ssa Preti ha diretto per cinque anni la Direzione Generale per il Personale Civile, avendo ottenuto l’incarico nel dicembre 2009,  e dunque solo qualche settimana dopo l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 27.10.2009, n. 150 – più tristemente conosciuto come Decreto Brunetta – che ha portato notevoli rivolgimenti (quasi tutti in negativo) nella vita delle Pubbliche Amministrazioni, e in particolare nelle relazioni sindacali, profondamente destrutturate rispetto alle regole fissate nei contratti di lavoro, e ancor più destrutturate nel nostro Ministero in conseguenza dalla miope scelta di separare i tavoli sindacali. Nello stesso periodo, molti cambiamenti sono avvenuti anche sotto il profilo organizzativo a causa della riorganizzazione in chiave riduttiva che l’area T/A (e dunque anche le DD.GG.) ha subito a seguito dei diversi tagli operati negli organici,  l’ultimo dei quali recepito con DM 16.01.2013,  tuttora vigente in attesa di quello discendente dal DL 95/2012 (spending review) non ancora attuato sino ad oggi in ambito M.D..  Ebbene, in questo quadro di situazione non facile,  sono state fatte in questi cinque anni cose importanti  (il CCNI 3.11.2010 sul Nuovo Sistema di Classificazione e la positiva gestione degli sviluppi economici 2010, per es.); altre su cui il nostro giudizio è stato diverso; altre, infine, che abbiamo non solo non compreso, ma anche apertamente osteggiato. Come delegata del Ministro alla contrattazione integrativa, la dr.ssa Preti è stata per noi un interlocutore serio e corretto, aperto al confronto, anche ostico in alcuni momenti, ma sempre attenta alle nostre ragioni e proposte, e sempre  rispettosa del ruolo delle controparti, e di tutte le controparti.  Non è merito di poco. Alla dr.ssa Enrica Preti, gli auguri di buon lavoro nel nuovo e importante incarico al quale è stata chiamata.

Da oggi,  nuovo Direttore Generale di PERSOCIV è la dr.ssa Anita Corrado, che in questi ultimi cinque anni ha diretto COMMISERVIZI.  Dalle note biografiche tratte direttamente dal sito del Ministero,  leggiamo che è torinese di nascita ed è in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito presso l’Università degli Studi di Roma il 19/07/79.  In servizio presso il Ministero della Difesa dal 20/6/82,  ha lavorato dal 1982  al 1987 presso CONTENDIFE, quindi presso la Segreteria del Sottosegretario di Stato della Difesa on. Gaetano Gorgoni svolgendo mansioni dirigenziali, e poi presso GENIODIFE dal 1989 al 1995 acquisendo una notevole esperienza in materia contrattuale.  Nominata Dirigente con D.M. 31 gennaio 1995, ha prestato servizio presso MARIPERS come Direttore della 10^Divisione Bilancio e Affari amministrativi dal 1° luglio 1995 al 15 giugno 1998;  quindi, dal 1998 al 2002, ha prestato servizio presso la VI^ Divisione di COMMISERVIZI.   Dal 2002 al 2007 è stata Capo del 4° Reparto di ARMAEREO,  che si occupava degli aspetti giuridico-amministrativi relativi ai contratti nazionali ed internazionali. In quel periodo, ha frequentato diversi corsi di approfondimento e aggiornamento sulle normative e sulle tecniche contrattuali della P.A., svolti presso la Scuola Superiore della P.A. e presso CIVILSCUOLADIFE, oggi purtroppo soppressa, nonché corsi privati presso il CEIDA.  Dal 20 febbraio 2007 al 13 ottobre 2009 è stata Vice Direttore Generale di GENIODIFE,  ed ha presieduto il Gruppo di lavoro per la redazione del Regolamento per i lavori nell’ambito degli appalti nel settore della Difesa.  Infine, il 14 ottobre 2009 è stata nominata Direttore Generale di COMMISERVIZI, incarico che ha svolto ininterrottamente sino al 12 u.s..

Alla dr.ssa Corrado,  le più vive felicitazioni  di FLP DIFESA per l’importante incarico al quale è stata chiamata,  e gli auguri più sinceri di buon lavoro, anche nel rapporto con le OO.SS. nazionali.  Distribuzione  FUA 2015 e criteri di attribuzione sviluppi economici dal 1.01.2015, i primi e più importanti impegni dopo aver ricevuto la delega alla contrattazione da parte della Ministra Pinotti.

(Giancarlo Pittelli)

 

Notiziario n. 110 del 9 ottobre 2015 –

spese militariOttobre, tempo di finanziaria o, come è più corretto dire da qualche anno a questa parte, tempo di “legge di stabilità”. Ormai siamo vicini al 15 ottobre, data fatidica entro la quale il Consiglio dei Ministri dovrà adottare il disegno di legge di stabilità 2016 che dovrà poi essere trasmesso a Bruxelles, e le cronache dei media sono quotidianamente  piene di notizie e di indiscrezioni sulle misure che dovrebbero trovare posto nella manovra finanziaria:  previdenza (modifiche della Fornero),  pubblico impiego (meno di 500 mln per il rinnovo dei CCNL?)  e spending review  le partite più gettonate.   Per quanto attiene ai tagli della spesa pubblica (si era parlato di 10 mld di euro, ma verosimilmente saranno di meno), dopo il meritorio lavoro di ricognizione e anche di proposte, fatto dal precedente Commissario Carlo Cottarelli,  ci sta lavorando sopra il nuovo Commissario nominato dal Governo, Yoram Gutgeld, naturalmente insieme ai tecnici della Presidenza del Consiglio e del Ministero dell’Economia.  Le ipotesi  più attenzionate  sembrerebbero essere la riduzione significativa delle società partecipate,  il disboscamento degli Enti inutili e una nuova stretta ai bilanci dei Ministeri. E tra  questi,  ovviamente, anche quello del Ministero della Difesa.

Come noto, il bilancio della nostra Amministrazione viaggia da qualche anno intorno ai 22/23 miliardi di €, e tiene conto dei contributi del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) per i programmi relativi agli armamenti  e dello specifico Fondo  del Ministero dell’Economia (MEF) per le missioni militari.   Ebbene, nella  “Nota di aggiornamento” approvata dal Consiglio dei Ministri nello scorso aprile,  che corregge gli obiettivi di finanza pubblica fissati dal “Documento di economia e Finanza” (DEF), è  recepita una precisa richiesta della nostra Amministrazione di incrementare di circa 1,2 mld di euro le risorse destinate alle spese delle Forze Armate nel triennio 2015-2017, e più precisamente: 300 mln nel 2015, 440 mln nel 2016 e 480 mlm nel 2017.  Nelle intenzioni della richiedente Ministra Pinotti,  queste risorse aggiuntive dovrebbero essere destinate, da una parte a fronteggiare gli aumenti dei costi dei programmi di armamento già avviati (per es.: Forza NEC, per la digitalizzazione dell’Esercito), e, dall’altra, verrebbero impegnati in  investimenti in nuovi programmi di armamento, ancora non meglio precisati. Una parte di queste risorse dovrebbe servire anche per l’acquisto di nuovi cacciabombardieri F-35, rispetto ai quali la risoluzione già  votata in Parlamento sul dimezzamento dei velivoli da acquistare, non ha trovato sinora attuazione.

Ebbene, è circolata in questi giorni la notizia che il Ministro dell’Economia Padoan, alle prese con la difficile quadratura della legge di stabilità,  avrebbe in animo di operare un taglio del 3% del bilancio della Difesa (tra i 400/500 mln,  ma qualcuno ha anche fatto una previsione più precisa: 478 mln), gran parte del quale riguarderebbe proprio le spese per armamenti.  E ad essere colpita, sarebbe in primis la F.A. Esercito.

Che ci sia qualcosa di vero, lo dimostra le forte presa di posizione del Sottosegretario Rossi che, in una dichiarazione del 5 u.s. che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, ha espresso “profonda preoccupazione per la prossima legge di Stabilità perché non vi sono più margini di riduzione delle risorse disponibili senza rischiare di incidere direttamente sull’efficienza delle FF.AA.”, poi ribadite anche al quotidiano “La Repubblica”.

Che la Difesa abbia già dato nel corso di questi anni, in particolare dal 2008 a oggi, è cosa ampiamente risaputa; è però altrettanto vero, a nostro avviso, che di fronte alla situazione di crisi profonda che il Paese continua a vivere nonostante gli annunci ottimistici di Renzi su una ripresa ancora molto timida,  non pare utile in questo momento impegnare in spese per armamenti delle risorse che potrebbero invece essere più utilmente destinate verso altri obiettivi, creazione di posti di lavoro e riduzione delle tasse in primis.

Concludiamo, informando i colleghi che la Ministra della Difesa R. Pinotti ha illustrato in data 6 ottobre u.s. alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato lo stato delle missioni internazionali in corso (sintesi dell’intervento su questa stessa pagina, allegato 2).

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1:     5.10.2015 – Comunicato stampa Sottosegretario Rossi

Allegato 2: 6.10.2015 – Audizione Ministra Pinotti Commissioni congiunte Esteri e Difesa

Notiziario n. 108 del 6 ottobre 2015 –

Il dr. Franco Massi, Vice Segretario Generale Civile
Il dr. Franco Massi, Vice Segretario Generale Civile

C’è una parola che in queste settimane circola tanto tra i palazzoni romani del Ministero della Difesa: il suo nome è “specificità”, e il progetto che ne è alla base, è il dichiarato tentativo di far riconoscere la particolare condizione d’impiego del personale civile, che si porterebbe dietro più retribuzione e più diritti. Ci sembra però che, allo stato, il progetto viaggi essenzialmente (per non dire: esclusivamente) negli Enti maggiori di Roma (appunto, i “palazzi”), visti gli scarsi risultati di diffonderlo nei molto più vasti territori periferici, e, in secondo luogo, che venga  sospinto a piene mani da pezzi importanti (e interessati) dall’A.D. .

Cosa sta succedendo? Se lo chiedono in molti a Roma, e allora proviamo a dire la nostra ai colleghi.

Innanzitutto cerchiamo di dare sostanza e significato alla parola “specificità”,  che è entrata nel vocabolario del Ministero della Difesa nel lontano 2010 (erano i tempi di Berlusconi, Tremonti, Brunetta e compagnia cantando) attraverso l’art. 19 della Legge 4.11.2010, n. 183, che ha appunto riconosciuto la “specificità” d’impiego del personale del comparto sicurezza e difesa, e al suo interno, ovviamente,  anche dei militari appartenenti alle FF.AA.  Una caratterizzazione fortemente voluta dai Vertici e dalle Rappresentanze militari, al fine di circoscrivere una sorta di “area protetta” nell’ambito del P.I., poi venuta utile in innumerevoli circostanze (pensiamo, per es., alla deroga introdotta dalla Legge Fornero).

La cosa non poteva passare inosservata, e certo non lo fu agli occhi di FLP DIFESA che rivendicò (da subito, apertamente e ripetutamente) l’urgenza di dare risposta alla non più rinviabile  necessità di ridurre le forbici, normative e retributive, tra lavoratori civili e militari, che apparivano sempre più divaricate anche in ragione di quell’ intervenuto riconoscimento di “specificità”. FLP DIFESA lo rivendicò nelle piazze (manifestazione nazionale indetta dalla nostra O.S. in data 6.07.2012),  su tutti i tavoli (ne fanno fede i resoconti delle riunioni), in tutte le circostanze e in tutte le sedi anche istituzionali: ripubblichiamo su questa stessa pagina il documento che consegnammo il 16.05.2012, in sede di audizione in Senato sul disegno di legge delega per il riassetto in chiave riduttiva delle FF.AA (allegato 1),  e quello consegnato alla  Commissione Difesa della Camera nel corso dell’audizione del 22.10.2013 sugli schemi dei DD. LLgs. attuativi della L. 244, di cui riportiamo quanto scritto al punto n. 2, let H: ”Infine, abbiamo ritenuto grave l’assenza di qualsiasi richiamo alla specificità del ruolo del personale civile della Difesa…… e la mancanza di qualsiasi correttivo sul fronte delle problematiche che più stanno a cuore ai dipendenti civili: le enormi, e proprio per questo inaccettabili,  differenze  di trattamento, retributivo e normativo, tra la componente civile e militare nelle medesime condizioni di impiego” (allegato 2). Sarebbe davvero interessante comprendere dov’erano allora, e dove sono stati in tutti questi anni, i crociati di oggi.

Arriviamo così ai giorni nostri: dopo i tempi della disattenzione, arriva oggi il tempo del rilancio. Ma a rilanciare la questione è stranamente la stessa Amministrazione, che da storica matrigna dei lavoratori civili ne diventa per la prima volta mamma amorevole. Se ne fa carico, in particolare,  il Vice Segretario Generale,  che si dice sia rimasto colpito dalla “miseria” delle retribuzioni del personale civile. E cosa fa? Incontra la RSU di un Ente di Palazzo Esercito in data 18 giugno u.s., e parla di  precise iniziative avviate dall’A.D. per il transito del personale civile nelle “categorie speciali”  (da far recepire nell’allora DDL delega Madia, poi diventato legge ma senza risultato alcuno sotto questo profilo), il che configurerebbe di fatto un ritorno alla sfera pubblicistica del rapporto di lavoro e l’uscita dal comparto Ministeri;  in aggiunta, legata al predetto ritorno, il Vice Segr. Generale avrebbe parlato anche della volontà di A.D. di reperire “200mil nel bilancio 2015 da destinare in prima opzione ed in parte preponderante nella quota fissa della retribuzione, e la rimanenza al FUA”. Di questi intendimenti dell’Amministrazione riferiti dal Vice Segretario Generale, c’è traccia scritta nel “verbale della riunione delle RSU dell’area amministrativa del Ministero della Difesa” (una diecina, le RSU rappresentate), che pubblichiamo su questa pagina (allegato 3).  Certo, appare strano che di dette intenzioni l’A.D. non ne avesse mai fatto menzione negli incontri con le OO.SS. nazionali, come altrettanto strano appare il fatto che, a conclusione di quella riunione delle RSU dell’area T/A, sia stato deciso “un incontro con le OO.SS. per un tavolo tecnico riguardante la specificità del personale civile” mai avvenuto sinora: noi siamo stati invano in questi mesi in attesa di una chiamata per l’utile confronto…

E mentre langue il confronto vero sul fronte sindacale e si fa strada la demagogia, fervono invece le iniziative: l’AD promuove un “gruppo di lavoro” (Presidente il Sottosegretario Rossi; Coordinatore Tecnico il Vice Segretario Generale) per esaminare la tematica del trattamento economico e normativo del personale civile e prospettare soluzioni volte a “un incremento dei trattamenti economici”  e alla messa a punto “di proposte, anche innovative, tenuto conto dello specifico contesto d’ impiego”.  Di questo gruppo di lavoro, costituito con DM 16.06.2015, il Sottosegretario Rossi ne ha riferito alle OO.SS. solo il 6 agosto 2015.  Perché?

C’è allora qualcosa di ancora poco chiaro in questa storia! Iniziamo a parlarne, dunque, in attesa dei futuri sviluppi.

  1. L’ “operazione specificità” nasce da una iniziativa in prima persona della stessa A.D., e cioè del soggetto che sinora ha sempre fatto orecchie da mercante, e ancora di più in questo anno e mezzo di governo Pinotti, avendo la Ministra sinora tradito i suoi stessi proclami (audizione parlamentare del 15.03.2014). L’ultimo segnale: il Libro Bianco che, a detta di tutti, è scandalosamente privo di attenzione verso i civili. Ci chiediamo: ravvedimento operoso da parte dei Vertici politici e dell’Amministrazione, o c’è dell’altro?
  1. L’ “altro” parrebbe emergere proprio dagli intendimenti manifestati dal Vice Segretario Generale e di cui c’è traccia nel verbale già richiamato della riunione del 19 giugno u.s. delle RSU dell’area T/A, laddove si parla di “implementare l’art. 3 del D. Lgs. tra le categorie speciali” .  Attenzione, però:  l’art. 3 del D. Lgs. 165 ha per titolo “personale in regime di diritto pubblico”, e riguarda dunque tutte le categorie  non contrattualizzate (magistrati, avvocati/procuratori dello Stato, diplomatici, prefettizi, e infine  il personale delle FF.AA. e delle Forze di polizia). Allora il disegno vero dell’A.D. potrebbe consistere nel far rientrare il personale civile nella sfera pubblicistica, cosa questa che sarebbe funzionale al quadro di prospettiva che abbiamo di fronte da qui al 2024, con centinaia di Enti da sopprimere/riordinare e migliaia di posti da cancellare, civili e militari (31.000, quanti di loro da transitare nei ruoli civili?). Riportarci nella sfera di diritto pubblico, potrebbe servire allo scopo, in quanto il nuovo status assicura mano libera all’A.D. E per raggiungere lo scopo, l’A.D è disponibile a trovare un po’ di soldi, anche se i 200 mln cui fa riferimento il verbale RSU appaiono di questi tempi una chimera. La cassa è in mano al MEF……. Sul tema, ci siamo trovati di fronte in questi giorni a raccolte di firme (ma perché, c’è qualcuno tra di noi che non vorrebbe più soldi o più diritti?) e improbabili comunicati sindacali in cui si afferma che il transito nelle categorie speciali ex art. 3 D.Lgs. 165 sarebbe compatibile con il permanere nel comparto contrattuale dei Ministeri, e che potremmo fare come i Vigili del Fuoco i quali invece, guarda caso, sono entrati nell’art. 3 proprio abbandonando il comparto di contrattazione! A Roma dicono: “o ce fanno o ce so’”. Scelgano loro la fattispecie più pertinente, ma non offendano la logica e l’intelligenza dei colleghi!
  1. Al di la, comunque, di ogni strumentalizzazione, demagogia e del tentativo di dare sponda alle iniziative ancora così poco chiare (nei contenuti, ma soprattutto nei veri obiettivi) dell’A.D., noi di FLP DIFESA la pensiamo così:

attenderemo serenamente le risultanze del “gruppo di lavoro”, preannunciate per la fine di questo mese, anche se –lo ridiciamo– non comprendiamo perché non anche una presenza sindacale al suo interno;

parteciperemo in modo molto attivo e propositivo al successivo confronto con l’A.D. già preannunciato dal Sottosegretario, che intenderebbe chiudere entro novembre p.v.. per poter poi dar corso agli approfondimenti con MEF e FP.  Solo in quella sede avremo modo di scoprire le carte vere (con le relative pezze giustificative, che esigeremo!) e i reali intendimenti di AD., e solo allora potremo farci un’idea sui pro e i contro dell’operazione proposta, dire la nostra,  e assumere le idonee iniziative.

– nel frattempo, chiariamoci noi le idee e costruiamo una piattaforma unitaria. Facciamolo presto quel confronto chiesto dalle RSU area T/A: una bella assemblea pubblica,  con la presenza di tutte le OO.SS. e le RSU interessate, in una grande sala di Roma,  di fronte ai lavoratori.  Facciamolo!  Noi siamo pronti.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1:16.12.2012 -Documento-FLP-DIFESA-consegnato-alla-Commissione-Difesa-del-Senato

Allegato 2: 22.10.2013 – Il documento presentato da FLP DIFESA in audizione alla Camera

Allegato 3: Verbale riunione RSU Area Tecnico-Amm.va 19.06.2015

Notiziario n. 106 del 1 ottobre 2015 –

MobilitaAbbiamo sottoscritto in data 29 settembre, separatamente rispetto alle altre OO.SS. firmatarie e alla presenza del Sottosegretario Rossi, il “Protocollo d’intesa tra l’amministrazione della difesa e le organizzazioni sindacali rappresentative del personale civile non dirigente”, che reca le nuove procedure per i reimpieghi (allegato A),  per la mobilità volontaria ordinaria (allegato B)  e  straordinaria (allegato C), e il prospetto con criteri e punteggi per la formazione delle graduatorie (allegato D),  tutti già pubblicati sul nostro sito, ma che ripubblichiamo su questa stessa pagina.

Come già anticipato nella “News” con la quale ne abbiamo dato notizia ai lavoratori, l’intesa raggiunta conclude una vicenda difficile, lunga e complessa, partita nel lontano aprile 2011 e che si è chiusa finalmente dopo quattro anni,  anche per l’attenzione riservata a questa importantissima partita dall’on. Rossi , che si è molto impegnato e speso per il raggiungimento di un risultato certamente storico all’interno della Difesa.

Questa vicenda parte infatti da molto lontano, dalle piattaforme che FLP e CGIL-CISL-UIL avevano presentato nel 2008  per la definizione del 2° CCNI Difesa,  mai organicamente riscritto se non per piccoli e separati pezzi.  La nostra idea in piattaforma era che dovesse essere attuata la procedura di mobilità prevista dal 1° CCNI (bando annuale),  che era stata sempre volutamente disattesa dall’A.D. Non se ne fece nulla, inizialmente.  Il momento buono sembrò essere arrivato ad aprile 2011,  con le riunioni tecniche a PERSOCIV del 6 e 7 di quel mese, ma poi ancora una volta non se ne fece nulla, e per oltre  un anno e mezzo.  La ripresa del confronto avvenne solo nell’autunno 2012, con i tavoli tecnici a PERSOCIV dell’ 11 sett. (Notiziario n. 120 di pari data) e del 17 ott. (Notiziario n. 137 di pari data),  ma anche allora la questione si arenò per tutta una serie di punti controversi (pareri O.P.; trasferimenti funzionali, è cioè d’ufficio, in ambito regionale; graduatorie dei dipendenti in esubero). L’ultimo confronto, in ordine di tempo, fu quello avvenuto sul tavolo politico, presieduto dall’allora Sottosegretaria Pinotti  il 20.01.2014, che ancora una volta non approdò ad alcun risultato a causa del nodo irrisolto dei pareri dell’O.P. in materia di mobilità volontaria (la formulazione in quella circostanza proposta da A.D. fu:“parere vincolante d’impiego in relazione alle esigenze funzionali di F.A. nel profilo professionale”, dal contenuto molto chiaro ed evidente).

Questa ricostruzione storica del lungo, ancorchè discontinuo, difficile e complesso percorso, serve a comprendere il grande valore dell’accordo di oggi, che davvero costituisce un fatto storico nella nostra Amministrazione, atteso che per la prima volta i lavoratori civili avranno procedure di mobilità con regole chiare e definite come avviene da sempre nelle altre AA.PP.,  e non saranno più soggetti ai pareri discrezionali degli Organi Programmatori (SS.MM., SGD, etc), come sempre avvenuto sinora.  Dispiace che questo accordo non abbia visto la firma di tutte le OO.SS.,  verrebbe da pensare che chi non ha firmato, non lo ha fatto forse perché in cuor suo preferiva rimanessero in vita i “pareri” degli OO.PP..  “De gustibus non disputandum est”,  sui gusti non si può discutere, dicevano gli antichi romani con grande saggezza…..

La FLP DIFESA esprime invece grande soddisfazione per la nuova procedura di mobilità, che traguarda gli obiettivi che ci eravamo prefissati;  minore soddisfazione  esprimiamo, invece, sul fronte della nuova procedura di reimpiego, modificata rispetto a quella prevista dal CCNI. A questo risultato, la nostra O.S. ha contribuito in modo sostanzioso e su alcuni versanti addirittura decisivo, attraverso le proprie osservazioni e proposte (vds. Notiziari n. 76 e n. 93, e che ripubblichiamo su questa stessa pagina come allegati 1  e 2) e attraverso la trattativa conclusiva avvenuta in data 28 u.s., direttamente con il Sottosegretario on. Rossi.

Per quanto attiene alla mobilità volontaria, sin dal 2011 e poi anche nelle nostre “osservazioni e proposte”  di cui ai Notiziari sopra richiamati,  FLP DIFESA ha indicato con chiarezza gli obiettivi: la necessità di allineamento alle procedure in essere nelle altre AA.CC.  e che prevedono bandi di norma annuali, regolati da criteri ben precisi;   la inderogabile necessità di eliminare i “pareri” -oggi praticamente vincolanti– degli O.P.,  affidando a PERSOCIV  il ruolo di gestore pieno della procedura, in un quadro di regole ben definite come peraltro avviene nelle altre AA.CC., e non più quello, oggi in essere,  di sanzionare trasferimenti decisi sulla base di pareri di fatto vincolanti degli O.P.;  infine, la previsione di deroghe e precise garanzie per situazioni gravi e legge 104”.  Ebbene, dobbiamo dire che tutti e quattro questi obiettivi sono stati centrati: la nostra procedura è allineata a quella delle altre AA.CC. (bando annuale),  è accompagnata da criteri ben definiti e trasparenti,  è prevista una procedura straordinaria per situazioni ex L.104 e altre di particolare valore sociale,  e soprattutto non esistono più i “pareri”. Meglio di così…….

Per quanto attiene invece alla nuova procedura di reimpiego, va preliminarmente considerato il nuovo quadro normativo introdotto dal D. Lgs. 150 (Brunetta), che ne ha condizionato la riscrittura rispetto a quella prevista dal CCNI 06.07.2000.  La nuova procedura prevede inizialmente l’esame di livello locale, a similitudine di quanto sempre avvenuto;  poi, alcuni passaggi intermedi che a nostro avviso appesantiscono un po’ la procedura con supervisione di SMD che assume un ruolo decisivo, nel segno del nuovo ruolo disegnato dal Libro Bianco;  infine, nell’ultimo tratto del percorso, e qui sta il punto critico, il passaggio dal “consenso” sin qui richiesto alle OO.SS. nazionali sui piani di reimpiego definitivi e nominativi, alla semplice “partecipazione”  (unica relazione prevista nella prima proposta dell’AD)   poi divenuto anche ”avviso” (aggiunzione introdotta nella seconda proposta dell’Amministrazione su nostra sollecitazione), che è relazione comunque ben diversa rispetto al “consenso”.  In questa perdita di ruolo e di interlocuzione delle OO.SS., hanno giocato certo le norme liberticide introdotte da Brunetta;  ma ha giocato anche il fatto che, a tenere su questa posizione, è stata solo ed unicamente FLP DIFESA, come dimostrano le proposte formulate in corso di trattativa da altre sigle, in primis CGIL-CISL-UIL. E appare quanto meno paradossale leggere sul loro comunicato relativo alla riunione del 24 u.s. a SMA l’affermazione  che i reimpieghidevono essere programmati secondo l’iter previsto dal C.C.N.I.”, mentre nello stesso momento l’A.D. stracciava di fatto quell’iter dalla nuova procedura  introducendo una gestione non condivisa, e su questo non si è detto nulla. Mah!

Preso atto allora che tutti i nostri sforzi in solitaria erano risultati vani per mantenere l’espressione del “consenso”, nell’ultima trattativa con il Sottosegretario Rossi abbiamo chiesto e ottenuto: la cancellazione in procedura del riferimento all’ambito dei 50 KM nei reimpieghi; la specificazione, nella procedura di mobilità, che il punteggio al personale già reimpiegato non vada attribuito a chi è destinatario di sedi espressamente richieste;  infine, ed è la parte politicamente più significativa, l’introduzione nel protocollo  dell’impegno delle Parti, e dunque anche dell’A.D., a superare eventuali criticità connesse con il reimpiego del personale”, che, nel quadro di situazione che si era venuto a determinare,  non è certo poca cosa. Sempre nel “protocollo”, documento politico e non tecnico,  abbiamo richiesto e ottenuto l’impegno appunto “politico”, e non solo tecnico,  dell’A.D.  a fornire puntuali informazioni alle OO.SS.  Pur tuttavia, rispetto alla procedura di mobilità, esprimiamo minore soddisfazione in ordine alla nuova procedura di reimpiego,  significativamente modificata rispetto a quella prevista dal CCNI Difesa 6.07.2000,  che di fatto non vincola  più l’AD a definire con le  Parti sociali  i piani di reimpiego. Ma, nelle condizioni di solitudine in cui di fatto ci siamo trovati e a fronte del nuovo quadro normativo, crediamo di aver quantomeno limitato i danni.

Per quanto attiene al “protocollo d’intesa”, abbiamo in parte già detto. Ne segnaliamo comunque ai colleghi le altre parti politicamente importanti, e in particolare l’affermazione del ruolo nuovo di PERSOCIV in materia di mobilità volontaria, per la quale ci battiamo da sempre.  Segnaliamo infine che il “protocollo” reca l’impegno a effettuare dopo il primo anno di applicazione della procedura una verifica circa la necessità di revisionare la stessa, attraverso un preventivo confronto sindacale”, come richiesto espressamente da FLP.

Dunque, possiamo dirci complessivamente soddisfatti del lavoro svolto e del risultato ottenuto,  dando atto all’on. Rossi di essersi speso positivamente nella circostanza, soprattutto sulla questione “pareri” (in allegato 3 su questa pagina, la sua dichiarazione sull’accordo).

Mercoledì 7 p.v. è in calendario una nuova riunione con il Sottosegretario: si parlerà della tabella di equiparazione militari civili e delle attuali problematiche di accesso a internet (nostre richieste con lettere del 31.07.2015 e del 14.09.2015, che ripubblichiamo su questa stessa pagina, allegati 4 e 5),  e anche delle problematiche relative al FUA/FUS 2015, di cui abbiamo abbondantemente riferito nel Notiziario 105 dopo la riunione a PERSOCIV.

Si parlerà anche di Libro Bianco (ha fatto rumore il nostro Notiziario n. 99 del 21 settembre sul tentativo di affidare  le carriere militari a SMD, oltre 3300 ad oggi gli accessi sul nostro sito) e della ripresa del confronto sul Regolamento ex D.Lgs. 7/2014.

(Giancarlo Pittelli)

Protocollo e allegati:  29.09.15 –  Protocollo d’intesa A.D – OO.SS. nazionali    Allegato A – procedura di reimpiego  Allegato B- procedura mobilità volontaria ordinaria      Allegato C – procedura mobilità straordinaria    Allegato D – Tabella criteri punteggio per graduatorie

Allegato 1: 08.07.2015 – Osservazioni e proposte FLP DIFESA su mobilità vol. e coll.

Allegato 2: 04.09.2015-ulteriori osservazioni e proposte FLP DIFESA su mov.vol. e reimp.

Allegato 3: Dichiarazione del Sottosegretario Rossi sul protocollo d’intesa

Allegato 4: 31.07.2015 – Lettera a Sottosegretario  internet e sollecito risposte cat.spec.

Allegato 5: 14.09.15- lettera FLP DIFESA a SSS per tabella di equiparazione mil-civ

13.10.2015 – Pervenuto dal Gabinetto il protocollo con firme, che pubblichiamo di seguito:  Protocollo 29.09.2015 mobilità e rempieghi con firme 

Notiziario n. 105 del 29 settembre 2015 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgSeconda riunione, ancora del tutto interlocutoria e per nulla conclusiva, con la delegazione dell’AD presieduta dal Direttore Generale di PERSOCIV per la definizione dell’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2115,  operazione questa, mai come quest’anno difficile e complessa, anche in ragione della compresenza di alcuni nodi, tutt’oggi non risolti.  Come i colleghi ricorderanno, la prima riunione, tenutasi il 29 luglio u.s.,  era servita solo a fare un primo punto di situazione sulle somme disponibili e a fornire una prima ipotesi di distribuzione delle somme.  Nella riunione di oggi  si è entrati più nel vivo, e la più importante novità da noi fortemente sollecitata da tempo e attesa dai colleghi, è la previsione di una seconda fase di passaggi interni alle aree dopo la prima tornata con decorrenza 1.1.2010,  che non aveva avuto sinora repliche a causa del blocco delle retribuzioni introdotte dal 2011 da Berlusconi e poi confermato  sino al 31.12.2014 dai Governi che sono succeduti. Ma andiamo con ordine.

Partiamo innanzitutto dalla dotazione del FUA 2015:  le somme certe e disponibili del FUA 2015 sono pari quest’anno a € 52.860.917,00  al lordo oneri a carico dell’A.D., e dunque con una significativa differenza in negativo di € 3.821.531,00 rispetto al 2014.  Rispetto a questa dotazione del FUA 2015,  la distribuzione delle somme prevista dal prospetto allegato 12 della bozza di ipotesi pervenuta da PERSOCIV, che pubblichiamo come allegati 1 e 2 su questa stessa pagina, ripropone il modello consolidato di ripartizione, con una riconferma degli stanziamenti 2014 per posizioni organizzative (€ 2.525.281,00) e indennità di mobilità (€ 370.000) e una crescita di PPL, turni e reperibilità (soprattutto) in ragione delle esigenze comunicate a PERSOCIV  dagli Organi Programmatori (SGD, SS.MM., etc.).  La dotazione del Fondo per Agenzia Industrie Difesa è quest’anno pari a € 2.114.436, pari al solito 4% delle somme FUA disponibili per l’anno in corso.  Per i passaggi interni con decorrenza 1.1.2015, l’accantonamento previsto è pari a € 2.025.112,64. Dunque,  in ragione degli importi residuati a valle degli accantonamenti, la quota pro capite FUS 2015 si attesterebbe quest’anno a 837,54 € al lordo oneri AD., a fronte di  € 963 (somme certe) + € 26,45 (somme variabili) nel 2014. Dunque quota FUS minore rispetto all’anno scorso.

Questo il quadro complessivo della proposta di distribuzione illustrata dalla dr.ssa Preti, rispetto ai cui contenuti abbiamo espresso come FLP DIFESA le seguenti osservazioni e proposte.

In merito alla dotazione del FUA 2015, al pari di quanto avvenuto negli anni precedenti sin dal 2013 (si veda il Notiziario n. 71 del 20 giugno),  la nostra O.S. ha sollecitato la  D.G. a richiedere al MEF il dettaglio relativo alla provenienza delle voci che compongono il  FUA Difesa 2015,  che il MEF ha sempre negato in questi ultimi anni alla faccia della tanto esibita, ma mai praticata, trasparenza.  La dr.ssa Preti ci ha allora ricordato che, a seguito delle nostre sollecitazioni ripetute negli anni, ha richiesto sistematicamente il prospetto delle somme che alimentano il FUA,  ma che il MEF li ha sempre altrettanto sistematicamente negati.  Riproporremo il problema sul tavolo politico,  atteso che mai quest’anno, a fronte del possibile taglio delle risorse variabili, è necessario avere piena conoscenza delle somme disponibili, e lo faremo nella già programmata riunione con il Vertice politico del 7 ottobre p.v..

Secondo problema sulla dotazione FUA 2015, ci sono quasi 4 mln in meno rispetto al 2014. Innanzitutto corre l’obbligo di segnalare che, su nostra richiesta, l’Amministrazione ha precisato che gli attuali € 52.860.917 al lordo oneri AD rappresentano la dotazione di partenza del FUA 2015, che potrebbe godere di una successiva  implementazione, allo stato stimata in circa 6 milioni di € ulteriori.  Che deriverebbero anche dall’applicazione dalla circolare MEF n. 20 dell’8.05.2015 recante istruzioni applicative circa il ricalcolo, a partire dal 2015, dei fondi della contrattazione integrativa in applicazione dell’art. 9 – comma 2 bis – del DL 78/2010 così come modificata dalla legge di stabilità 2014, al fine, attraverso la stabilizzazione delle decurtazioni intervenute, di conferire in futuro alla dotazione dei FUA una connotazione di maggiore stabilità.  Come già da noi riferito in precedenza, ipotizzando il sopra richiamato incremento di circa 6 mln di €,  la dotazione definitiva del FUA 2015 potrebbe allora stare all’interno di una forbice compresa tra 58 e 59 mln di €,  ma su di essa pesa oggi, in ogni caso,  la tagliola determinata dalla legge di assestamento del bilancio 2015,  già votata dal Senato e oggi all’esame della Camera  (A.C. 3305),  che non prevede le somme c.d. “variabili” del FUA 2015,  che nel 2014 erano state pari nel M.D. a € 1.128.838,00.  Rappresenteremo il problema sul tavolo del 7 ottobre p.v., chiedendo un impegno del Vertice politico affinché  lo scippo (perché tale appare) delle somme variabili  non venga consumato. Resta però il problema antico: è necessario per quanto possibile irrobustire la dotazione del FUA.  La dr.ssa Preti ha fornito nella riunione di oggi le risposte da noi sollecitate nella precedente del 29 luglio: le risorse derivanti dai recuperi relativi allo svolgimento di attività extra lavorative ex art. 1 L. 662/1996, che il D.Lgs 165/2001 destina al FUA, per ISPEDIFE sarebbero pari  solo a 22mila €, mentre per quanto attiene l’accordo del 13.02.2013 A.D./OO.SS.  sulla destinazione al FUA del 25% dei risparmi derivanti dal riordino in chiave interforze della Sanità militare, non sarebbe risultato alcun risparmio.  Però!  Porremo pure questa questione sul tavolo politico del 7 p.v.,  e vedremo le risposte del Vertice. Rimane comunque ferma la nostra convinzione sulla possibilità di implementazione delle risorse FUA attraverso l’anticipazione sin a partire da quest’anno delle risorse derivanti dai riordini delle FF.AA. di cui ai DD.LLgs. n. 7 e 8/2014, attuativi della legge delega 244/2012.

Per quanto riguarda turni, reperibilità e PPL, gli accantonamenti prospettati prevedono incrementi rispetto al 2014 per tutte le fattispecie, essendo state recepite tutte le esigenze segnalate dagli Organi Programmatori,  al netto delle decurtazioni operate negli anni precedente (-16% reperibilità, -8% per PPL e -6% per turni).  Colpisce in particolare l’incremento dell’assegnazione alla “reperibilità” (€ 4.530.497,39 €  rispetto ai 3.582.900,00 €  del 2014, ben oltre il 25%, che pare in gran parte dovuto alle richieste di SMM),  di cui francamente non comprendiamo le ragioni atteso l’utilizzo eccessivo che di questo istituto si fa in ambito MD.  A tal riguardo,  la nostra O.S. ha detto alla dr.ssa Preti di non essere assolutamente d’accordo, atteso che ogni incremento di somme per la reperibilità comporta una corrispondente riduzione del FUS, e pertanto abbiamo chiesto di confermare l’accantonamento 2014.

La novità positiva del FUA 2015, invece,  come già detto, potrebbe essere data dalla seconda tornata dei passaggi interni alle aree con decorrenza 1.1.2015,  per i quali è confermata nella bozza di ipotesi di accordo predisposta dalla D.G. l’ipotesi più favorevole legata all’attuale consistenza nelle diverse fasce retributive di personale:  n. 481 in area 3^ e n. 614 in area 2^, per un numero complessivo di 1095 (in area 1^, come noto, non è possibile prevedere passaggi, atteso che tutto il personale ausiliario occupa la fascia apicale), con una  spesa complessiva pari a € 2.025.112,64 anch’essa al lordo oneri datoriali.  Va a tal riguardo precisato che la quantificazione dei passaggi, di cui al prospetto contenuto nell’art. 10 della bozza di ipotesi, originano dalla attuali disponibilità di fascia derivanti al 1.01.2015 dal rapporto tra organici e presenze effettive, ricomprendendo nel calcolo anche gli ipotizzati transiti dalla fascia inferiore.  L’A.D. ha dunque fatta propria  la nostra richiesta su nuovi passaggi entro l’area non appena fuori dal blocco delle retribuzioni,  e di questo diamo ampiamente  atto alla dr.ssa Preti  per aver onorato l’impegno assunto (vds. nota congiunta AD-FLP di luglio 2013, che pubblichiamo questa pagina come allegato 3).

Con separato accordo integrativo, come già avvenuto nel 2010, saranno individuati criteri e punteggi per la formazione della graduatorie, trattandosi di selezione sulla base di requisiti e titoli posseduti.

La novità invece molto negativa, allo stato dell’arte, e che blocca l’accordo FUA 2015,  è data dal vuoto cosmico che tuttora pervade la questione relativa al sistema di valutazione da adottare per la distribuzione del FUS. Cassata dai rilievi della FP la norma contenuta nell’accordo 2014 (valutazione da 1 a 1,5), ma anche nei precedenti, e non ancora varato a tutt’oggi dall’A.D. il nuovo sistema di valutazione della performance individuale (e non si sa ancora il perché),  non esiste allo stato nella nostra Amministrazione un sistema di valutazione ai fini della distribuzione del FUS.  Per il FUS 2014, la determina  in data 15.02.2015 (vds allegato 4 su questa stessa pagina) a firma del Sottosegretario Rossi aveva salvato la situazione, recuperando i vecchi parametri di valutazione.  Per il FUS 2015, invece, non c’è ancora nulla, atteso che la determina datata 1 agosto 2015 (vds. allegato 5 su questa pagina),  anch’essa firmata dal Sottosegretario Rossi e resa nota alle OO.SS. nella riunione del 6 agosto c.a. (si veda il Notiziario di pari data n. 86),  nulla dice al riguardo del FUS 2015, come avevamo già segnalato ai colleghi in quel Notiziario.  Questo buco, evidente e clamoroso di cui non si comprendono ancora le ragioni,  e che potrebbe produrre effetti negativi anche per quanto attiene i “passaggi interni”, impedisce di fatto la chiusura dell’accordo FUA, mentre il tempo passa e la fine dell’anno è sempre più vicina.   Ma  impedisce indirettamente anche il varo dei progetti locali (in molti Enti, in particolare a Roma, PERSOCIV in primis, non sono stati varati progetti locali di produttività in mancanza dell’accordo nazionale, cosa del tutto naturale in condizioni normali),  e in ogni caso la sottoscrizione degli accordi per la distribuzione del FUS 2015. Una situazione incredibile, mai avvenuta negli anni precedenti, dunque di natura assolutamente straordinaria, rispetto alla quale occorre porre in essere accorgimenti straordinari, tenuto conto che siamo oramai all’ultimo trimestre dell’anno.  Invitiamo  pertanto le nostre strutture territoriali ed RSDU a prendere in esame l’utilità di sollecitare gli Enti a convocare urgentemente le OO.SS/RSU per il varo dei progetti locali 2015, laddove non ancora varati.  Per quanto ci riguarda, nella riunione del 7 p.v., porremo con forza questa questione al Vertice politico, chiedendo innanzitutto spiegazioni e richiamando l’Amministrazione alle proprie responsabilità, che appaiono allo stato ben evidenti, facendo riserva sin da ora di azioni di tutela nelle opportune sedi.

Proseguiamo questo Notiziario con un rapido  aggiornamento sui tempi di  corresponsione delle somme FUA/FUS in arrivo, che peraltro conferma quanto da noi già anticipato in precedenti Notiziari. Già corrisposto il FUS 2014 e i saldi FUS 2012 e 2013 con il cedolino di agosto,  rimangono da corrispondere Posizioni Organizzative e  i 2/12 residui di turni, reperibilità e PPL 2014, che verranno corrisposte con il cedolino di ottobre.  Per quanto invece riguarda turni, reperibilità e PPL 2015,  verranno corrisposte con il cedolino di novembre p.v. ulteriori sei/dodicesimi (e non cinque, come in un primo tempo sembrava),  e dunque comprenderanno le indennità fino a tutto il corrente mese di  settembre. Le relative segnalazioni da parte degli Enti dovranno pervenire a BDUS improrogabilmente entro e non oltre il 14 p.v. (le nostre strutture territoriali sono invitate a vigilare affichè questa scadenza venga rispettata).  Per quanto riguarda invece le ulteriori somme (c.d “variabili” del FUA 2014 pari a € 26,45 lordo lav., vds Notiziario n. 102 del 25.09.2015),  se ne parlerà sicuramente nel 2016.

Concludiamo infine con il segnalare alle lavoratrici e ai lavoratori interessati che abbiamo consegnato alla dr.ssa Preti la circolare n. 161601 datata 17 giugno 2015 della competente Direzione Generale del Ministero dei Beni Culturali,  che pubblichiamo come allegato 6 su questa stessa pagina, segnalando la necessità che anche il personale civile della Difesa “in peculiari situazioni personali sociali e familiari” possa usufruirne della possibilità  riconosciuta ai nostri colleghi dei Beni Culturali ai quali, a domanda,  può essere concessa “una pausa ridotta, con corresponsione del buono pasto, pari a 10 minuti,  termine minimo indicato dall’art. 8 del Decreto Legislativo 8 aprile 2003, n. 66, recante << attuazione delle direttive 93/104/CE concernenti taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro >>”. IL D.G. si  è riservato  un approfondimento al riguardo,  e una risposta a breve.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Bozza accordo FUA 2015 – Versione per la riunione del 29-09

Allegato 2: Allegati Accordo FUA 2015 – Versione per la riunione del 29-09

Allegato 3: Nota congiunta A.D. – FLP 22.07.2013

Allegato 4: Determina 13.02.2015 su FUA 2014

Allegato 5: Determina 1.08.2015 su FUA 2016

Allegato 6: Circolare BAC pausa orario

Notiziario n 104 del 28 settembre 2015 –

Il D.G. AID Anselmino con il Gen. CC Galletta
Il D.G. AID Anselmino con il Gen. dei CC Galletta

n data odierna,  si è tenuto l’incontro a tavoli uniti tra le OO.SS. nazionali e Agenzia Industrie Difesa (AID), rappresentata nella circostanza dal Direttore Generale ing. Gian Carlo Anselmino e dal “Responsabile sviluppo del capitale umano e dell’organizzazione”,  dott. Pierluigi Palmigiani.

Al primo punto dell’ o.d.g., l’informazione relativa ai pensionamenti nelle Unità Produttive (U.P.) dell’Agenzia. A tal riguardo,  ci è stata rappresentata l’intenzione dell’Agenzia di avviare, in applicazione dell’art. 3 della circolare n. 2/2015 della Funzione Pubblica,  il percorso di “pensionamenti unilaterali” per favorire il “ricambio e il ringiovanimento del personale”  per coloro che hanno i requisiti richiesti e senza alcuna penalizzazione economica.  Il personale interessato a tale processo dovrebbe ammontare a circa un centinaio di dipendenti,  variamente distribuiti tra le  unità operative, e per  gli anni 2015, 2016, 2017.  Detti pensionamenti dovrebbero essere avviati nel mese di ottobre p.v., e successivamente saranno sottoposti al visto degli organi di controllo. L’ing. Anselmino ha voluto anche precisare che,  già adesso, si registra l’interesse e una generalizzata disponibilità dei lavoratori. Nel nostro intervento, abbiamo espresso apprezzamento per gli intendimenti di AID, ma rappresentando al contempo  l’esigenza di acquisire i numeri precisi relativi al personale diretto ed indiretto coinvolto. Abbiamo anche fatto presente la necessità di tener conto di eventuali indisponibilità al collocamento a riposo,  prevedendo comunque sin da subito affiancamenti al personale pensionando al fine di non disperdere il know-now.

Al secondo punto dell’o.d.g., la gestione dei contratti interinali e tirocini formativi.  Anche in questo caso ci è stata comunicata l’intenzione di incrementare l’attivazione, a carico dell’Agenzia, di contratti interinali legati alle effettive commesse stipulate. Con riferimento ai tirocini formativi, il D.G. ha espresso anche la volontà di ricercare con altre Istituzioni, oltre quelle già interessate, forme di collaborazione per incrementare il numero dei giovani interessati a questi percorsi formativi. Nel nostro intervento, abbiamo sottolineato il nostro apprezzamento per l’impegno dell’Agenzia nell’affrontare due temi che a noi stanno particolarmente a cuore, l’occupazione e la formazione, tenendo presente che l’obiettivo finale dovrà traguardare un’occupazione stabile attraverso contratti a tempo indeterminato e una formazione che permetta ai giovani di avere prospettive di lavoro certe,  e non sia una nuova forma di sfruttamento.

Va però detto che, in relazione agli impegni assunti in precedenza, attendevamo l’illustrazione del “Piano di rilancio delle attività”, che invece è stato riferito essere ancora in fase di elaborazione. Una volta pronto, come da noi richiesto, verranno avviati in ogni U.P dei confronti con le OO.SS./RSU in merito alle attività specifiche, ed entro fine dell’anno verrà fatto il punto conclusivo sul tavolo nazionale.

In relazione poi ad alcuni articoli di stampa riguardanti la demolizione di due fregate all’interno della Arsenale MM di La Spezia,  ci è stato riferito che  per la fregata “Alpino”  al momento non risulta nulla al riguardo,  mentre per la fregata “Carabiniere”  è stato sottoscritto un contratto in cui AID si farà carico della demolizione della stessa, nel rispetto ovviamente delle normative vigenti.

Infine, il dr. Palmigiani ha comunicato alle OO.SS.  l’avvio del progetto “L’Agenzia siamo noi”, finalizzato alla formazione manageriale, al quale parteciperanno i Direttori di ogni Stabilimento,  i quadri direttivi e anche un rappresentante della RSU di ogni singola U.P.. Tale corso si svilupperà in quattro mezze giornate, individuate nei mesi di ottobre-novembre e gennaio-febbraio.

Concludiamo con alcune informazioni sui FUA. In data odierna, abbiamo sottoscritto l’accordo relativo alla distribuzione delle “ulteriori risorse 2014”  che diffonderemo appena ci perverrà da AID,  mentre per la trattativa FUA 2015, si è in attesa della definizione dell’ipotesi relativa al personale M.D.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 101 del 23 settembre 2015 –

Il Gen. Li Causi in visita al 64° Deposito AM di Porto S. Stefano
Il Gen. Li Causi in visita al 64° Deposito AM di Porto S. Stefano

Presso la sala riunioni del 1° Reparto di SMM di palazzo Aeronautica, si è svolta nel pomeriggio di oggi una riunione tecnica a tavoli separati presieduta dal Capo del 1° Reparto, gen. Maurizio Agrusti, che ha avuto all’o.d.g.  aggiornamenti sui progetti di riordino relativi agli Enti della AM per gli anni 2015-2016.

 Queste le questioni affrontate:

Progetti di riordino già conclusi: allo stato, risulta già attuato il provvedimento relativo alla revisione del settore “benessere” di COMAER: accentramento presso il Comando AM Roma di tali attività per tutti gli Enti del sedime di Centocelle, per il Comando Supporti di Vertice, per quelli dell’area SMA del palazzo AM. Soppresse analoghe articolazioni del CSA e del COMLOG in data 31 agosto 2015

Progetti di riordino in itinere: riportiamo di seguito i provvedimenti di riordino in corso di attuazione, indicando per ciascuno tipologia, procedura e data di reimpiego prevista, e il punto di situazione:

64° Deposito Terr. AM di Porto Santo Stefano

La riunione è stata l’occasione per fare un punto di situazione su questo Deposito AM,  la cui soppressione, originariamente prevista per il 2018,  è stata anticipata da SMA al 31.12.2016 e poi  ulteriormente  anticipata al 31.03.2016, con previsione di un Ufficio stralcio operativo per i tre mesi successivi, dal 1.4.2016 al 30.6.2016. LO SMA ha confermato l’intendimento di reimpiegare tutto il personale presso il 4° Stormo AM di Grosseto (oltre 50 km. di distanza dalla attuale sede), in assenza di altre soluzioni possibili in ambito MD o AA.PP.  A tal proposito, va detto che la  RSU dell’Ente e le OO.SS. territoriali CGIL-CISL-UIL-FLP si oppongono all’anticipo di chiusura anche in ragione della manifestata disponibilità di alcuni Comuni limitrofi a P.S. Stefano di prendere in carico alcune unità di personale (si vedano, a tal proposito, la nota unitaria CGIL-CISL-UIL-FLP ed RSU datata 13.08.2015, il verbale di riunione locale del 26 agosto 2015 e la nota di risposta di SMA del 17.09.2015, tutti pubblicati su questa stessa pagina). Sul punto, la nostra O.S. ha sottolineato la necessità che vengano verificate in sede politica, celermente e fattivamente, possibili soluzioni legate al transito di tutto o di parte del personale presso gli Enti locali che hanno dato segnali di disponibilità in tal senso. Anche in ragione di quanto sopra,  abbiamo richiesto allo SMA un differimento del provvedimento di soppressione, o riportandolo alla data originaria (2018) o rimodulandone la tempistica nel 2016 al fine di poter verificare nel dettaglio le disponibilità manifestata da alcuni Comuni del circondario,  e approfondirne i termini. Stato Maggiore Aeronautica non ha escluso la possibilità di un differimento della data di decorrenza del provvedimento,  in presenza di impegni e percorsi ben definiti che ovviamente vedano l’imprimatur del Gabinetto del Ministro, rispetto al quale non mancheremo come O.S. di avviare  le più utili  iniziative.

Compenso lavoro straordinario per il personale civile di supporto alle attività legate alla esercitazione Trident 2015 . – In relazione alla iniziativa posta in essere dalla RSU del 37° Stormo AM di Trapani- Birgi che ha richiesto al proprio Comando, a fronte del possibile utilizzo di personale civile per le attività di supporto alla già citata Esercitazione, un potenziamento dei fondi per il lavoro straordinario,  FLP DIFESA ha sollecitato SMA ad attivarsi affinchè venga celermente soddisfatta la richiesta della RSU, peraltro successivamente fatta propria dallo stesso Comando dell’Ente. A tal riguardo, il gen. Agrusti si è riservato di fornisci una risposta quanto prima possibile.

Su questa stessa pagina sono pubblicate anche le slide di illustrazione dei provvedimenti predisposte dal 1° Reparto ed il resoconto della riunione con la nostra O.S.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Le slide di illustrazione della riunione predisposte da SMA

Allegato 2: 23.09.2015 – Resoconto riunione SMA-O.S. FLP DIFESA

Allegato 3: 13.08.2015-Soppressione Deposito AM S. Stefano, nota RSU

Allegato 4: 26.08.2015 -Soprressione Deposito AM S. Stefano – verbale riunione locale 26.08.2015

Allegato 5: 26.08.2015 – Nota unitaria CGIL-CISL-UIL- FLP ed RSU

Allegato 6: 17.09.2015 – Nota di risposta di SMA su problematiche 64° DEP. DI PORTO S.STEFANO

giancarlo pittelli


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