Notiziario n. 99 del 21 settembre 2015 –

Il Capo di SMD Graziano e la Ministra Pinotti
Il Capo di SMD Graziano e la Ministra Pinotti

Cominciano le manovre per il varo dei provvedimenti attuativi del “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa” (LB, vds. allegato 2 su questa stessa pagina),  e si inizia con provvedimenti molto pesanti. Come noto, all’art. 294, è scritto che il predetto LB “costituisce direttiva ministeriale per tutte le articolazioni dell’A.D.” ,  e anche per questo sono in piena attività, presso Stato Maggiore Difesa (SMD), i gruppi di lavoro che stanno studiando i provvedimenti e i percorsi più rapidi ed efficaci da sottoporre alla “valutazione del Ministro” per realizzare “una nuova struttura organizzativa dello strumento militare” che andrà a variare l’esistente.

L’obiettivo dichiarato del L.B., lo abbiamo ripetuto più volte, è il deciso potenziamento dell’organizzazione interforze (IF) e la crescita davvero notevole, di ruolo e di competenze, del Capo di SMD, il vero, nuovo “padrone” della Difesa”, che dovrebbe concretizzarsi attraverso modifiche  estremamente pesanti dell’attuale assetto: l’istituzione del “Vice Comandante per le Operazioni”,  che avrà responsabilità, delegata  dal Capo di SMD, di pianificazione e di impiego delle forze in operazioni (art. 173);  il transito della pesantissima funzione di Direttore Nazionale Armamenti dal Segretariato (SGD)  a SMD, accompagnata dalla costituzione del Comando Logistico della Difesa (CLD) e dall’istituzione del “DNAL” (Direttore Nazionale degli Armamenti e Responsabile Logistica), come prevede l’art. 174; la nascita della “Direzione di Formazione I.F.”,  altro passaggio notevole, che assorbirà tutte le competenze in materia di formazione;  e ancora, l’istituzione della “Commissione di valutazione Interforze” (art. 181), che andrà a rivoluzionare l’attuale modello di avanzamento delle carriere militari  e attribuirà al Capo di SMD il potere di determinare le promozioni della dirigenza militare di tutte le FF.AA.  (1500 Ufficiali, contro gli attuali 60 esaminati di SMD).  Un tassello fondamentale, ovviamente,  forse il primo e il più importante,  nel ridisegno del ruolo potenziato di SMD e di contestuale depotenziamento delle singole FF.AA., e che produrrà “quell’uomo forte solo al comando” che a noi non piace per niente.

E, proprio in ragione della sua centralità, che è da qui che sembra stiano partendo le prime manovre. Siamo in possesso di una bozza di decreto, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, recante“proroga delle missioni internazionali delle FF.AA.”,  che il Consiglio dei Ministri dovrebbe varare entro il 30 p.v. che dovrebbe prorogare al 31 dicembre p.v. le missioni internazionali, in attesa della legge quadro ancora all’esame del Senato.

Incredibile a dirsi, all’interno di questo provvedimento,  ben conosciuto nei suoi contenuti abituali, qualcuno ci ha infilato, all’art. 8,  il regime transitorio dell’avanzamento degli ufficiali dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare a decorrere dall’anno 2016” che prevede anche un taglio della dirigenza militare, ma anche, ed questo è il punto, all’art. 10, alcune modifiche del D. Lgs. 15.03.2010, n. 66 (il c.d. “Codice dell’Ordinamento militare”)  che prevedono l’istituzione, al posto delle attuali “Commissioni di vertice” oggi in essere nelle FF.AA., di una “Commissione unica interforze” presieduta dal Capo di SMD,  e alla quale faranno capo tutte le scelte in materia di avanzamento della Dirigenza militare di tutte le Forze Armate, Carabinieri compresi. Così si potenzia il ruolo del Capo SMD.

Ci chiediamo: ma l’istituzione di questa “Commissione Unica interforze”  ha i requisiti di necessità e urgenza previsti dalla legge per essere inserita in un decreto legge?  No, non li possiede, non c’è dubbio, e se non li ha, è di tutta evidenza la forzatura che si sta tentando per controllare un pezzo fondamentale delle FF.AA. (le carriere), e gli interrogativi che si pongono in merito al possibile riproporsi di analoghe forzature per quanto attiene altre parti del LB., anche quelli che ci interessano più da vicino come componente civile. E la cosa ci preoccupa!

Nel segnalare ai lavoratori quanto sopra, ci impegniamo a sollecitare forze politiche e Parlamento a vigilare per impedire il varo di norme non urgenti, da convertire poi in legge magari con voto di fiducia….

Vi invitiamo a partecipare al nostro sondaggio sull’uso dei decreti legge per attuare il Libro Bianco, che troverete nella parte a sinistra alta della home page di questo sito.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: La bozza Decreto proroga missioni internazionali

Allegato 2: Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa

Notiziario n. 96 del 16 settembre 2015 –

L'Arsenale M.M. di Taranto
L’Arsenale M.M. di Taranto

Come promesso dalla Ministra Pinotti nel brevissimo incontro con le OO.SS./RSU dell’Arsenale che ha poco felicemente concluso la sua trasferta a Taranto del  27 luglio u.s. (si veda il nostro Notiziario n. 82/2015),  il vertice politico del Ministero è tornato nella città jonica per uno specifico incontro con le Rappresentanze del personale arsenalizio.  Lo ha fatto, in questa circostanza, il Sottosegretario delegato, l’on. Domenico Rossi,  che aveva accompagnato la Ministra nella trasferta precedente, che ha avuto un confronto diretto con le Rappresentanze dei lavoratori, che ne hanno dato un giudizio positivo.

Ma riprendiamo, seppur sinteticamente, il filo della vicenda vertenziale di Taranto. Dopo il deludente incontro del 27 luglio con la Ministra,  le RSU dell’Arsenale  e le OO.SS. territoriali di Taranto avevano redatto un duro documento unitario e convocato un’assemblea dei lavoratori nella zona antistante lo Stabilimento il 30 successivo. A seguito del confronto assembleare, e dopo la riunione con l’Amministrazione Comunale  (A.C.) del 10  agosto,  delle cui risultanze abbiamo dato conto con il Notiziario n. 88 (impegno dell’A.C. a convocare un Consiglio Comunale ad hoc sulle problematiche dell’Arsenale, e più in generale degli Enti Difesa di Taranto), le RSU dell’Arsenale e le OO.SS. territoriali – quelle del Ministero Difesa e quelle afferenti alle aziende private metalmeccaniche e dei servizi – hanno redatto un documento unitario datato 25.08.2015 nel quale, tra le altre cose, chiedevano  che la discussione sulla “vertenza arsenale” fosse inserita nella discussione dell’istituito“tavolo istituzionale permanente”, vedesse la partecipazione delle Parti Sociali interessate, e che allo stesso tavolo venisse presentato il piano industriale dell’Arsenale,  con proiezione nei prossimi 10 anni,  previsione di nuove attività lavorative, e conferma  del suo ruolo pubblico. Il Consiglio Comunale del 28 agosto ha recepito tutte le richieste delle Parti sociali,  impegnando il Sindaco e chiedendo il coinvolgimento di altri soggetti istituzionali, con una mozione approvata all’unanimità (i due documenti sono pubblicati su questa stessa pagina, allegato 1).

Questi gli antefatti della visita a Taranto del 10 settembre dell’on. Rossi e del confronto con le OO.SS./RSU,  che l’A.D. ha voluto in Arsenale e non come richiesto dall’A.C in Municipio, e che – come chiarito in avvio dallo stesso on. Rossi – era teso a individuare le problematiche, con relative priorità, da portare e sostenere in sede di tavolo istituzionale.  E’ poi seguito il consueto giro di interventi del tavolo sindacale. La FLP DIFESA Territoriale di Taranto ha richiamato le parti più significative del documento unitario del 15 agosto ed ha espresso posizioni  molto chiare,  che fanno peraltro storicamente parte della analisi e della piattaforma nazionale di FLP DIFESA: l’esigenza di mettere a punto un piano industriale associato al riordino dell’Ente;  la contestuale esigenza di accompagnarlo con un piano straordinario di assunzioni che assicurino il turnover e con piani di formazione ad hoc, in un contesto di concreta civilizzazione, che rappresenta la prima operazione di spending review del M.D.; la cronica carenza di risorse, elemento comune alla prima riorganizzazione del duo Andreatta-Saragoza,  e la necessità inderogabile di reperirne di certe  ai fini dell’auspicato riefficientamento dell’Ente e per sostenere le spese di esercizio, anche con riferimento all’indotto privato; l’urgenza di dare risposte chiare sul futuro dello Stabilimento, anche in relazione alle sollecitazioni venute dalla Corte dei Conti, risolvendo in primis l’insanabile contraddizione (internalizzazioni o esternalizzazioni di servizi e lavorazioni?) esplosa dopo la pubblicazione del Libro Bianco nel raffronto con le previsioni del D.Lgs. n. 8;  le opportunità per la Difesa da non disperdere, che sono assicurate dalla partecipazione attraverso lo stesso Sottosegretario Rossi al tavolo istituzionale.

A conclusione, l’on Rossi si è impegnato a rappresentare le predette problematiche al tavolo istituzionale  già convocato per il 23 p.v.,  e a riferirne degli esiti in un nuovo incontro con OO.SS./RSU.

A tal riguardo, le OO.SS./RSU hanno diffuso in data odierna il “comunicato stampa”  che pubblichiamo in allegato 2.

Infine, in allegato 3, il filmato del servizio del telegiornale di Telenorba sul’incontro di Taranto, con le interviste al Sottosegretario Rossi e al Coordinatore Territoriale FLP DIFESA di Taranto.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Nota unitaria 25.08.2015 e mozione approvata dal Consiglio Comunale

Allegato 2: 15.09.2015 – Nota unitaria OO.SS.-RSU Arsenale Taranto

Allegato 3 : la video intervista del Sottosegretario  e del nostro dirigente sindacale di Taranto

Allegato 4: 16.09.2015 – articolo della Gazzetta del Mezzogiorno, conferenza stampa OO.SS.-RSU

Notiziario n. 95 del 14 settembre 2015 –

Riunione al Gabinetto del Ministro tra Vertici politici e OO.SS. nazionali
Riunione al Gabinetto del Ministro tra Vertici politici e OO.SS. nazionali

In data 17 agosto u.s., la Corte dei Conti ha registrato il D.P.C.M. 26.06.2015 recante le “tabelle di equiparazione”  che dovranno regolare la mobilità dei lavoratori pubblici tra i diversi comparti, e qualche giorno fa la F.P. ha pubblicato il testo integrale, che rendiamo disponibile anche su questa stessa pagina (allegato 1)

Il provvedimento, come noto, era stato concepito in ragione delle esigenze di ricollocazione del personale dipendente delle Province soppresse. Come si ricorderà, sullo schema di DPCM presentato dalla Ministra Madia,  si era tenuta il 2 aprile u.s. una riunione tecnica tra le Confederazioni Sindacali (per noi, la CSE)  e la Funzione Pubblica (F.P.)  per l’esame dello schema di provvedimento e delle c.d. “tabelle di equiparazione”  o “di corrispondenza”  tra i livelli economici di inquadramento, che serviranno a regolare i transiti tra  i diversi comparti della P.A. partendo dal livello d’inquadramento nell’Amministrazione cedente e individuando il corrispondente livello di inquadramento nell’Amministrazione ricevente.  Dunque, uno strumento fondamentale per regolare i processi di mobilità,  in primis quelli che interessano il personale delle ex Province alleggerite di molte funzioni a seguito della Legge Del Rio. Il punto più critico ed importante stava allora nella ricerca di precise garanzie ai fini del mantenimento da parte del personale in mobilità dei livelli retributivi in godimento nell’Amministrazione cedente  (vds. Notiziario n. 36 del 7.04.2015), che però l’art. 3 del DPCM certo non risolve in quanto dispone sì la conferma dei trattamenti, ma  “limitatamente alle voci con carattere di generalità e natura fissa e continuativa”, che certo non garantiscono in toto.

Venendo ora alle questioni di casa nostra, dobbiamo dire che il DPCM 26.06.2015 non reca alcuna tabella di equiparazione tra gradi militari e inquadramenti civili, cosa che invece interessa molto chi lavora nel M.D. Non se ne era parlato nella riunione in F.P. del 2 aprile, si pensò allora perché le tabelle esaminate erano quelle relative al personale contrattualizzato e i militari non lo sono,  ma ora abbiamo la conferma che il DPCM non reca nulla al riguardo, e la circostanza rafforza i dubbi da noi avanzati in precedenza.

Come si ricorderà, la Legge 244/2012 prevede per il personale militare transiti anche in via ordinaria (e non più solo per inidoneità fisica ex D.I.M. 18.04.2002) nei ruoli civili, e rende  pertanto necessaria, anche alla luce delle intervenute modifiche dell’ordinamento professionale, la ridefinizione della tabella. La prima proposta venuta da A.D. (Notiziario n. 45 del  18.04.2013, la tabella proposta da A.D. è ripubblicata su questa stessa pagina, allegato 3)  prevedeva  per il grado apicale dei SU. la possibilità di inquadramento in area 3^ anche senza laurea o in virtù di incarichi attribuiti dall’ordinamento agli U., peraltro senza limiti temporali minimi.   Rispetto a questa proposta iniziale, si saldò poi una posizione unitaria di tutte le OO.SS. che prevedeva il transito secco dei SU. in area 2^ e  degli U. in area 3^, una posizione successivamente fatta propria dall’allora Sottosegretaria Pinotti nella riunione del 12.11.2013 (Notiziario n. 122 di pari data), e conseguentemente fu inoltrata alla F.P. una proposta di tabella con quelle previsioni secche,  priva dei due asterischi in calce (vds. allegato 3)

Ebbene, da quel lontano novembre 2013 sono già passati invano 22 mesi,  sviluppi non ce ne sono stati sinora e l’A.D. è apparsa sempre evasiva al riguardo. A nostro avviso,  la cosa comincia a puzzare un po’  e, dopo aver letto il Libro Bianco, anche di più.  Come già detto (Notiziario n. 86 del 6.08.2015, ultima riunione con il Sottosegretario), non ci sorprenderebbe molto se, alla luce delle previsioni del D. Lgs. 8/2014 sulla gestione delle eccedenze militari e del Libro Bianco (art. 217, incarichi di responsabilità per i Marescialli),  sia in atto un deciso ripensamento da parte dell’AD e che domani ci si possa magari trovare davanti, già bella e confezionata, una tabella diversa. O magari siamo di fronte a un tentativo di prendere tempo per sfruttare al massimo la vecchia tabella del D.I.M 18.04.2002 con centinaia di ingressi in area 3^.  In ogni caso, a nostro avviso, servono risposte urgenti, e in virtù di questa esigenza abbiamo inviato in data odierna al Sottosegretario Rossi la lettera che pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato 2 

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: DPCM 26.06.2015 – tabelle di corrispondenza tra comparti P.I.

Allegato 2: 14.09.15 – lettera di FLP DIFESA al Sottosegretario per tabella di equiparazione mil-civ

Allegato 3: L’originaria tabella-di-corrispondenza-predisposta-da-SMD (quella poi concordata con l’on. Pinotti è priva delle note in basso con l’ asterisco)

Allegato 4:  31.07.2015-Lettera di FLP DIFESA al Sottosegretario su problematiche accessi internet

Aggiornamento 17.09.2015 – DPCM pubblicato in Gazzetta: G.U. 216-17.09.15-pubblicazione DPCM 26.06.15-tabelle equip. liv.inq. 

Notiziario n. 94 del 10 settembre 2015 –

Una suggestiva immagine notturna dell'Arsenale di La Spezia
Una suggestiva immagine notturna dell’Arsenale di La Spezia

Il 1° Reparto di SMM, come da noi richiesto, ha inviato alle OO.SS. nazionali gli schemi di Decreti Ministeriali recanti la nuova struttura e il nuovo organigramma degli Arsenali di Taranto, La Spezia e Augusta  (che pubblichiamo su questa stessa pagina allegato 2) a seguito riorganizzazione ex art.2259-sexies introdotto dal D. Lgs. n. 8/2014, che, come già avvenuto per il riordino dei Poli dell’Esercito,  risultano nei decreti definiti  solo sino al primo  livello (Reparto), lasciando la definizione delle strutture a valle (Sezioni; Nuclei; etc.) a successivi provvedimenti del Capo di SMM, il che offre naturalmente maggiore flessibilità al sistema.

Ricordiamo brevissimamente le tappe a tutt’ oggi di questo processo. In avvio, la presentazione in data 13.11.2014 alle OO.SS. naz. del primo progetto elaborato da SMM-1° Rep., rispetto al quale esprimemmo subito alcune valutazioni critiche: l’insufficiente civilizzazione,  la “militarizzazione” di alcuni settori strategici (lavorazioni in primis), la mancanza di piani industriali, etc..  Quindi, l’incontro del 30 aprile u.s. con il Cte Logistico MM e l’annunciata rivisitazione dell’originario progetto di riordino degli Arsenali,  che si è poi tradotto nella ridefinizione degli assetti dei tre Arsenali con le nuove articolazioni organizzative e anche le relative posizioni a valle dei Reparti (qui ripubblicati, allegato 3), che hanno costituito la base di avvio dei confronti locali.  Infine, la riunione nazionale del 15 luglio u.s. – l’ultima in ordine di tempo – che è servita a fare il punto di situazione sulla riorganizzazione, anche con riferimento agli sviluppi  dei confronti locali in itinere (si veda il Notiziario n. 78 di pari data).

In ordine agli schemi di DM pervenuti dal 1° Reparto, dobbiamo innanzitutto osservare che, a differenza di quanto avvenuto per il riordino dei Poli dell’Esercito, lo SMM ha inviato alle OO.SS. gli schemi dei provvedimenti. Nel merito, e di nuovo nel raffronto con il recente riordino dei Poli, non possiamo non osservare che, pur nel contesto di una ancora non sufficiente civilizzazione,  l’attribuzione di incarichi apicali a personale civile appare negli Arsenali MM significativamente superiore (si vedano gli allegati C:  8 su 16 ad Augusta; 7 su 15 a La Spezia e 7 su 16 a Taranto).  Significative ci appaiono anche le scelte relative al Vice Direttore (un Dirigente civile) e la previsione di cui al comma 6 dell’art. 3, scelte che SME, nonostante le nostre ripetute sollecitazioni, non ha voluto operare nel riordino dei Poli, e senza motivazioni. Ovviamente si tratterà di gestire bene queste opportunità e queste situazioni, ma è importante che il DM li preveda. Rimangono poi  per intero le nostre forti preoccupazioni sull’assenza attuale di piani industriali, di investimenti e di turnover, e gli interrogativi sul futuro degli Enti anche alla luce delle esternalizzazioni previste dal Libro Bianco (art.280). Per questo, il confronto sul riordino degli Arsenali deve proseguire.

C’è un punto sul quale vorremmo però richiamare all’attenzione dei colleghi. E’ di tutta evidenza che, a fronte di un DM che struttura l’Ente sino a livello di Reparto, la vera partita, anche in termini di civilizzazione, si giocherà nella configurazione a valle (Sezioni, Nuclei, etc.) che verrà stabilita con provvedimento del Capo di SMM.  A tal proposito, ricordiamo che il 1° Reparto ha inviato le proprie proposte alle Direzioni Arsenali a maggio u.s. (vds. allegato 3), e che a seguire si sono aperti i confronti locali di merito, nei quali  le OO.SS. e le RSU hanno espresso osservazioni, rappresentato preoccupazioni e posizioni critiche,  e anche avanzato proposte, rispetto alle quali però, allo stato, non è ancora dato conoscerne  gli sviluppi e/o le risultanze  (per fare un esempio, ad Augusta il Direttore pare si sia rifiutato di redigere un resoconto). Occorre allora che la partita dei confronti locali vada urgentemente ripresa e anche rapidamente conclusa, dando trasparenza agli approdi conseguiti sia in termini di posizioni condivise sia registrando le eventuali posizioni diverse, al fine di fornire al livello nazionale (SMM e OO.SS.) gli elementi necessari per l’ultima tappa di questo fondamentale riordino.

Con queste premesse, abbiamo inviato al Capo del 1° Reparto di SMM la lettera che pubblichiamo di seguito in allegato 1.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 09.09.2015 Lettera FLP DIFESA su sch. DM Arsenali MM

Allegato 2: 03.09.2015 – Lettera SMM con schemi DD.MM. Arsenali MM

Allegato 3: 22.05.2015 – lettera SMM con proposta struttura completa Arsenali MM

 

Notiziario n. 93 dell’8 settembre 2015 –

MobilitaNel corso della riunione del 6 agosto u.s. con il Sottosegretario on. D. Rossi (si veda il Notiziario n. 86 di pari data) ,  l’A.D. ha consegnato alle OO.SS. nazionali  nuovi schemi recanti la procedura e i criteri per la mobilità volontaria e i reimpieghi (allegato 2 su questa stessa pagina),   rimodulati sulla scorta delle proposte avanzate dalle stesse OO.SS. rispetto alla prima bozza pervenuta in data 22 giugno u.s.  (FLP DIFESA ha inviato al Sottosegretario le proprie “osservazioni e proposte”  in data 8 luglio u.s., che ripubblichiamo in allegato 3 su questa stessa pagina).   In ordine ai nuovi schemi,  ci eravamo riservati – prima della prossima riunione originariamente prevista per l’11 p.v. ma che forse slitterà – “una valutazione e anche eventuali ulteriori contributi”, che abbiamo evidenziato in una nota già inviata  nella scorsa settimana al  Sottosegretario Rossi e qui pubblicata in allegato 1.

Nel merito della nuova proposta dell’AD,  dobbiamo innanzitutto segnalare ai colleghi che i nodi sui quali questa trattativa si è sempre avvitata dal 2011 (prime due riunioni a PERSOCIV, 6 e 7 aprile di quell’anno)  ad oggi,  non sembra abbiamo ancora trovato riscontro positivo da parte dell’A.D.  Ci riferiamo in primo luogo, al “nodo pareri”,  rispetto al quale i nuovi schemi mantengono la previsione iniziale (“Gli Organi programmatori esprimono il parere ai sensi degli artt. 95 e 106 del TUOM – parere favorevole, favorevole con sostituzione indicando eventuali requisiti professionali – e trasmettono le istanze a PERSOCIV”),  ancorchè condita nella circostanza dalla precisazione che la questione è ancora “in corso di approfondimento”.   Nella riunione del 6 agosto,  l’on. Rossi ci aveva detto di aver dato disposizioni a SMD per l’eliminazione dei “pareri”  e la loro sostituzione con “criteri oggettivi”  non  meglio precisati,  che l’Ente dovrà comunicare in sede di trasmissione delle istanze.  Dunque, pareva accolta la sostanza della nostra richiesta sull’abolizione dei “pareri”,  anche se, come osservammo allora, ci sarebbe stato comunque da “comprendere bene in cosa consistano di fatto questi <<criteri oggettivi>>”.  Ma evidentemente così non è.   

In secondo luogo,  appare ancora non risolto anche il “nodo consenso”  delle OO.SS. in materia di piani di reimpiego, anche se osserviamo con piacere che l’Amministrazione, a seguito della nostra forte e (pare) solitaria sollecitazione, ha operato un passetto in avanti passando dalla “partecipazione alle OO.SS. nazionali dei piani di reimpiego”  alla “acquisizione dell’avviso” delle stesse OO.SS., che però è cosa palesemente diversa dal “consenso” che tutt’ora il Gabinetto raccoglie dalle OO.SS. nazionali in ordine a tutti i piani di reimpiego discussi a livello locale, prima di “dar corso ai successivi adempimenti finalizzati all’adozione dei provvedimenti di reimpiego da parte della competente Direzione Generale per il personale civile”.   Non è questione di lana caprina,  come si può ben comprendere,  ma di autentica sostanza sindacale,  in quanto tocca decisamente il ruolo delle OO.SS. nella definizione dei piani di reimpiego conseguenti ai riordini.

Di questi due “nodi”  se ne sono accorti in molti tra i lavoratori civili,  atteso che nel sondaggio pubblicato sul nostro sito (parte alta a destra della home) e a cui hanno risposto davvero tanti colleghi,  oltre il 65% esprime un deciso “NO” rispetto agli intendimenti dell’A.D. di “gestire la mobilità volontaria attraverso i pareri degli O.P. e di definire anche da sola i reimpieghi”.  Qualche cosa vorrà pure dire, o no?

In ogni caso, abbiamo provveduto a predisporre una nota di osservazioni alla nuova proposta dell’AD già inviata all’attenzione del Sottosegretario, che alleghiamo ad ogni buon conto al presente Notiziario.

Restiamo per ora in attesa di convocazione da parte del Gabinetto della nuova riunione con il Sottosegretario e – soprattutto – degli esiti conclusivi dell’approfondimento in corso da parte dell’A.D.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1:  04.09.15- lettera FLP DIFESA con ulteriori osseervazioni  su procedure mobilità vol. e reimpiego

Allegato 2: 06.08.2015 – nuovi schemi procedura mobilità e reimpieghi consegnate da A.D. a OO.SS. nella riunione del 6.08.2015

Allegato 3: 08.07.2015 – Osservazioni e proposte FLP DIFESA su mobilità vol. e reimpieghi 

Allegato 4: 22.06.2015 – Prima proposta A.D. su mobilità vontaria e reimpieghi

A

Notiziario n. 91 del 31 agosto 2015 –

La Corte dei Conti
La Corte dei Conti

Nel corso di una delle ultime sue ultime riunioni prima della tradizionale sospensione estiva delle attività, la Commissione Difesa del Senato ha esaminato due provvedimenti legislativi particolarmente importanti,  il primo (A.S. 2008) concernente il “Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2014”  e il secondo (A.S. 2009) recante  “Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle Amministrazioni autonome per l’anno finanziario 2015”.

Per quanto riguarda il conto consuntivo 2014, val la pena di richiamare le valutazioni espresse dalla Corte dei Conti nella sua relazione sul rendiconto dello Stato, pubblicate lo scorso 15 giugno. Con riferimento al consuntivo del M.D.,  la Corte ha segnalato l’inversione del trend di spesa degli ultimi anni, atteso che, a partire dal 2008 e con la sola eccezione del 2011, gli stanziamenti di spesa sono risultati sempre in diminuzione. Per il 2014, si sono registrate nell’A.D. minori spese per 1,1 mld di euro (-5,14%),  mentre le integrazioni di bilancio sono state pari e 740 mln contro i 1,5 mld di euro del 2013. La gestione finanziaria 2014 è stata complessivamente pari a 21,05 miliardi per gli stanziamenti definitivi di competenza,  mentre le entrate extra-tributarie hanno visto 424 mln in riscossioni e 403 mln di versamenti. Nella sua relazione,  la Corte dei Conti propone alcune considerazioni importanti:  sul disegno riformatore del  Libro Bianco, si riserva la valutazione dei risultati nell’esame dei successivi esercizi finanziari; per quanto attiene alle dismissioni del patrimonio immobiliare del MD non più utile ai fini istituzionali, ne sollecita un’azione ancor più incisiva;  infine, con riferimento al riassetto in chiave riduttiva delle FF.AA. (Legge 244/2012,  modello a 150.000 entro il 31.12.2024), segnala l’utilità di anticiparne i tempi di attuazione, o rallentando il turnover o ricorrendo alla mobilità obbligatoria per il personale in esubero. Su quest’ultima considerazione, come O.S.  esprimiamo una diversa opinione,  atteso che la cura dimagrante è così cospicua (43.000 unità tagliate, di cui 10.000 civili) da necessitare di tempi congrui  e non più ridotti. Avremo comunque modo di ritornare a breve sulle considerazioni della Corte dei Conti.

Per quanto invece riguarda il secondo provvedimento in esame (assestamento del bilancio 2015),  va rilevato che rispetto alle previsioni iniziali contenute nella legge 191/2014 e relative alla “missione sicurezza e difesa del territorio”, si è registrato per il Ministero della Difesa  un incremento della spesa da 19.706 a 19.985 milioni di euro in termini di competenza e da 21.021 a 21.301 milioni di euro in termini di cassa e, con riferimento a quest’ultima,  maggiori contributi agli investimenti alle imprese, di cui 100 milioni destinati al programma relativo alle fregate FREMM.  Rilevati  inoltre, 518 mln di € di residui passivi per  consumi intermedi e ben 2,5 mld di € di spese in conto capitate per investimenti lordi.  Per quanto riguarda invece le spese relative ai programmi  di approntamento e di impiego delle FF.AA.,  quelle dell’Arma dei CC registrano variazioni negative per circa 3,6 mln (competenza e cassa) e altrettanto quelle delle Forze Terrestri  (31.669.000 euro per la competenza e 32.386.000 per la cassa); variazioni positive si registrano invece per la Forze navali (15.394.000 per la competenza e 12.871.000 per la cassa), come pure per le Forze aeree (18.889.000 per la competenza e 24.839.000 per la cassa).  Infine, con riferimento al programma di pianificazione generale delle Forze armate e agli approvvigionamenti, si registra invece una rilevante variazione positiva di 182.098.000 € per la competenza e 181.035.000 € per la cassa.

Dunque, dall’esame di questi numeri,  ci pare di potere dire che l’andamento del bilancio 2015 mostra una situazione di complessiva tenuta dei conti del M.D., che fa emergere lo sforzo in positivo che l ‘A.D. sta producendo ai fini della riduzione della spesa pubblica. Facessero così anche gli altri Ministeri…..

Su entrambi i provvedimenti, si esprimerà il Parlamento alla ripresa  dei lavori dopo la pausa estiva.

Pubblichiamo su questa stessa pagina il rendiconto economico 2014 diffuso in questi giorni dalla Ragioneria Generale e l’A.S. 2009 sull’assestamento di bilancio 2015.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Rendiconto economico 2014  (“Missione sicurezza e difesa” a pg. 46 del testo  e “Analisi spesa Ministero Difesa” a pag. 446 del testo)

Allegato 2: Atto Senato n. 2009 – Legge assestamento 2015

Allegato 3: Atto Senato n. 2008 – Rendiconto generale dello Stato anno 2014

 

Notiziario n. 89 del 24 agosto 2015 –

La caserma Garibaldi di piazza S.Ambrogio in Milano
La caserma Garibaldi di piazza S. Ambrogio in Milano vista dall’alto

A distanza di un anni esatto dalla sottoscrizione del precedente che ha interessato Piazza delle Armi  in via delle FF.AA. (328mila mq di superficie),  i Magazzini di Baggio in via Olivieri (58mila mq) e la caserma Mameli in via Suzzani (117mila mq) per un totale complessivo di 48.300 di superficie edificata, un nuovo protocollo per la valorizzazione di immobili della Difesa, non più utili alle esigenze della nostra Amministrazione, è stato sottoscritto in data 6 agosto u.s. a Milano.  Parti firmatarie del predetto protocollo sono state, oltre al M.D.,  l’Agenzia del Demanio, il Comune di Milano, il Ministero per i  Beni e le Attività Culturali e l’Università Cattolica, che ha il dichiarato obiettivo di valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico,  ampliare l’offerta universitaria cittadina e razionalizzare  alcuni spazi in uso alle FF.AA, creando così “una straordinaria occasione per riqualificare e valorizzare parti importanti del territorio, senza consumo di suolo e nel mantenimento di edifici d’alto valore storico”.

La prima di queste operazioni riguarda  la realizzazione della nuova sede della Polizia di Stato nella Caserma Montello di via Caracciolo, previo il trasferimento delle funzioni operative ora svolte dalla Difesa presso la Caserma Santa Barbara di piazzale Perrucchetti,  e l’acquisizione da parte dell’Ateneo milanese della prospiciente Caserma Garibaldi.

A tali fini, il Protocollo prevede:

Il progetto, garantendo un’adeguata risposta alle esigenze delle realtà che attualmente occupano la Caserma Garibaldi,  darà così vita a un grande polo culturale e formativo, di elevato prestigio anche dal punto di vista storico e architettonico,  nel cuore dell’area metropolitana di Milano, consentendo in  tal modo  la razionalizzazione e il concentramento delle attività didattiche e scientifiche dell’Ateneo.

Al riguardo, particolare soddisfazione è stata espressa dalla Ministra Roberta Pinotti che ha dichiarato come il protocollo firmato a Milano confermi da parte del Ministero della Difesa “l’attenzione verso il territorio, in particolare nei confronti della città di Milano.  Attraverso un processo di razionalizzazione delle proprie infrastrutture e di ottimizzazione logistica e operativa, la Difesa rende disponibili caserme non più utili ai fini istituzionali per aprirle a nuovi progetti, partecipandole, nel ricordo della loro storia, alle nuove realtà di sviluppo del territorio, dell’economia, della cultura e della qualità della vita dei cittadini.  Questo nostro percorso è un viaggio che continuiamo a fare con l’Agenzia del Demanio e le diverse municipalità, convinti che solo con il gioco di squadra si possono ottenere risultati come quello odierno, impensabili fino a poco tempo fa”

Il Protocollo impegna inoltre le Parti firmatarie  a definire un “accordo territoriale di sicurezza integrata” – alla cui definizione è stato delegato il prefetto di Milano, F.P. Tronca – per stabilire le tempistiche e le modalità attuative dell’operazione, anche tramite una suddivisione per lotti funzionali.

La FLP DIFESA condivide e apprezza lo sforzo che il MD sta facendo, per la prima volta in modo serio,  in materia di dismissioni.  Ritiene però che questo sforzo dovrebbe essere accompagnato anche da una puntuale informazione alle OO.SS. nazionali e alle Rappresentanze che operano in quelle strutture oggetto di dismissione, che invece continua purtroppo a mancare.  L’hanno corso inviammo una nota specifica al Sottosegretario Rossi, che ripubblichiamo su questa stessa pagina, ma che è rimasta sinora lettera morta…

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: 19.08.2014 – Lettera di FLP DIFESA al Sottosegretario Rossi

 

Notiziario n. 88 del 17 agosto 2015 –

L'incontro in sala consiliare a Taranto tra A.C. e OO.SS.-RSU
L’incontro in sala consiliare a Taranto tra A.C. e OO.SS.-RSU

Nel contesto delle previsioni contenute nel  “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa” che ha visto la luce il 30.04. 2015,  quella relativa alle possibilità di esternalizzazioni di servizi e lavorazioni degli Enti della c.d. “area industriale” del M.D. (Arsenali MM; Poli Esercito; etc.) rappresenta di certo la previsione che ha più messo in allarme le Rappresentanze sindacali, e in primis le OO.SS. nazionali.  La preoccupazione per il futuro degli Stabilimenti industriali è emersa in modo particolare negli Arsenali della Marina Militare (Taranto; La Spezia ed Augusta-SR),  in quanto l’uscita del Libro Bianco è avvenuta quasi contestualmente all’avvio della fase più importante del confronto tra Marina Militare e Parti sociali sul riordino delle strutture arsenalizie,  secondo le linee tracciate dall’art. 2259-sexies  del D. Lgs n. 8/2014, attuativo della legge 244/2012 per il riordino in chiave riduttiva della FF.AA.. E proprio qui è emersa la contraddizione più grande,  quella tra la previsione contenuta nel D.Lgs. n. 8 (internalizzazione di servizi e lavorazioni) e quella di segno opposto presente nel Libro Bianco (art. 280: “assorbimento da parte dell’industria di strutture tecnico-industriali della Difesa e del relativo personale”), una contraddizione enorme che le rassicurazioni del Sottosegretario Rossi nella riunione del 1 luglio con le OO.SS. nazionali non hanno certo cancellato.

La venuta a Taranto della Ministra Pinotti del 27 luglio scorso (peraltro accompagnata nella circostanza proprio dal Sottosegretario on. Rossi) per l’appuntamento istituzionale presso la Prefettura di Taranto che ha avuto al centro le disponibilità e le iniziative del M.D. per la città jonica,  poteva e doveva servire anche per rasserenare i lavoratori e le loro Rappresentanze sul futuro dell’Arsenale, e anche per questo era molto atteso l’incontro in agenda tra la Ministra Pinotti e le OO.SS. territoriali e le RSU arsenalizie.

Sappiamo tutti come poi è andata a finire (si veda il Notiziario n. 82 del 28.07.2015): la Ministra è arrivata molto in ritardo,  ha pronunciato poche parole di circostanza, ha salutato tutti i presenti e se ne è andata di corsa: dunque, si è molto renzianamente sottratta ad un confronto con le Parti sociali, circostanza questa denunciata dalle stesse OO.SS/RSU in una nota unitaria e nella conferenza stampa del 30 luglio davanti ai cancelli dell’Arsenale.

Un atteggiamento completamente diverso è venuto invece dalle Istituzioni locali: nel giro di poche settimane, prima una lettera del Sindaco di Taranto che esprimeva la sua “più convinta adesione”  al documento unitario di OO.SS./RSU del 22 giugno u.s. (entrambi sono pubblicati su questa stessa pagina, in allegato 2 e 3); poi, più recentemente in data 10 u.s., vi è stato un incontro preliminare tra Amministrazione Comunale  e Parti sociali (OO.SS. della Difesa e quelle di altre categorie interessate) finalizzato ad approfondire tutti gli argomenti facenti parte della “vertenza arsenale”,  e questo anche in previsione di una specifica riunione del Consiglio Comunale che l’Amministrazione della città jonica intende fissare a breve in agosto, anche prima del ritorno a Taranto dell’on. Rossi per l’incontro con OO.SS./RSU previsto per il 10 settembre.

Sui contenuti dell’intervento di FLP DIFESA di Taranto, aggiuntivi a quelli unitariamente condivisi con le altre OO.SS.,  e sulle risultanze conclusive della riunione del 10 u.s. tra Amministrazione Comunale e Parti sociali,  il nostro Coordinamento Territoriale ha redatto una nota che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.

A tal proposito, come Sindacato nazionale  proponiamo ai lavoratori un paio di brevissime considerazioni:

  1. in primo luogo, valutiamo in modo molto positivo la gestione unitaria della “vertenza”, con tutte le OO.SS. interessate  e le RSU dell’Arsenale schierate  a sostegno di una precisa piattaforma unitaria;
  2. inoltre, cogliamo la capacità delle stesse Parti sociali di farsi sentire dalle Istituzioni locali,  creando con esse momenti sinergici di iniziativa comune al fine di richiamare l’A.D. alle proprie responsabilità.

L’azione unitaria locale sta proseguendo anche in questi giorni: è in via di definizione un documento sindacale riepilogativo delle problematiche in essere, che verrà allegato alla lettera che tempestivamente il Sindaco invierà ai Ministri competenti ed alle Autorità politiche, a sostegno delle proposte convenute.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Incontro A.C-OO.SS.RSU 10.08.2015 – Nota FLP DIFESA di Taranto

Allegato 2: Nota unitaria Taranto OO.SS. -RSU 22 giugno 2015

Allegato 3: 25.06.2015 – La risposta del Sindaco di Taranto e la lettera alla Ministra

Notiziario n. 87 del 10 agosto 2015 –

Il gen. Graziano in audizione alla Camera il 6 agosto 2015
Il gen. Graziano in audizione alla Camera il 6 agosto 2015

Era molto attesa l’audizione in Commissione Difesa della Camera del Capo di SMD, gen. C. Graziano, e cioè del Comandante in capo delle FF.AA.italiane. Già programmata per il 31 luglio u.s., l’impegno era poi stato annullato per un problema tecnico  e quindi riprogrammata al 6 agosto dal nuovo Presidente, l’on. Francesco Saverio Garofani.

Diciamo subito che la “performance” del gen. Graziano non è piaciuta granchè.  Doveva essere il Libro Bianco, con le problematiche annesse e connesse che si porta dietro, ad essere al centro del confronto, e in particolare lo sviluppo dei lavori del Comitato Guida  e dei diversi “gruppi” che vi stanno lavorando intensamente in SMD.  Invece il gen. Graziano ha parlato più di scenari e criticità nei teatri internazionali, in particolare nell’area euro-mediterranea (ad un certo punto, è sembrato quasi di ascoltare l’audizione del Ministro degli Esteri),  lasciando così al Libro Bianco – forse volutamente – un posto del tutto secondario.

Il gen. Graziano ha parlato molto dei rischi legati alla situazione internazionale, in particolare quella libica, di cui ha elencato le diverse criticità;  ha quindi affermato che, “è evidente la necessità di definire con coerenza e chiarezza quelle che sono le aree di prioritario interesse nazionale in cui essere in grado di intervenire”, anche perché mentre “aumentano i rischi per la sicurezza, diminuiscono le risorse finanziarie”, segnalando che le spese per il personale hanno già superato il 73%, con una grave contrazione dell’ esercizio.  Ha poi delineato il quadro degli impieghi operativi attuali: 12.000 gli uomini impiegati, di cui 5000 nelle missioni all’estero e i restanti 7000 in operazioni in Patria (“strade scure”; “mare sicuro”; etc.).  Infine, ha fatto un excursus storico che, partendo dalla riforma Andreatta e passando attraverso l’introduzione del modello professionale,  è poi approdato alla L. 244/2012 (riassetto delle FF.AA.), di cui il gen. Graziano ha però dato una lettura riduttiva in chiave solo economicistica. Infine ha parlato del LB  (“molto atteso da noi militari”), il cui obiettivo è una  “razionalizzazione e modernizzazione delle FF.AA.” per cui occorre dare “massima priorità al processo di integrazione interforze”  e consolidare “nel vertice delle FF.AA. il ruolo di una “unica regia” (quello del CaSMD, appunto).  Solo un fugace accenno, invece,  ad alcune delle novità epocali in esso contenute (DNAL che accorpa DNA e Logistica, alle dipendenze del CaSMD) e invece proprio nulla su:  crescita  del ruolo  del CaSMD e connesso depotenziamento delle FF.AA.; incremento incarichi di vertice;  LB come “direttiva ministeriale”  e non coinvolgimento del Parlamento sulle scelte riformatrici; etc. etc..

Sul personale civile, il solito richiamo alla necessità di “valorizzarne il ruolo”,  zero richiami alla c.d. “specificità” e l’auspicio di “più integrazione con i militari”   e  per l’“attribuzione di incarichi di maggiore responsabilità”.

Di questo tentativo da parte del gen. Graziano di eludere nella sostanza i temi veri della discussione sul LB,  se ne è accorto subito l’on. G. P. Scanu, di nuovo capogruppo PD in Commissione, che ha innanzitutto chiarito che ci sarà certamente bisogno di ulteriori approfondimenti (prevista a settembre una nuova audizione),  ha contestato decisamente la lettura economicistica data dal CaSMD sulla L. 244 che “ha invece operato scelte strutturali, conferendo al Parlamento un ruolo essenziale nelle scelte in materia di Difesa” e ha concluso dicendo che il LB “non è un atto legislativo, ma un atto del Governo”,  le cui scelte dovranno passare in Parlamento. Parole nette e chiare, nelle quali ci ritroviamo pienamente atteso che sono le cose che FLP DIFESA ha detto sin da subito, e che danno anche il senso del tentativo di fuga in avanti operato dalla Ministra  che rischia però ora di trovare sul LB contrasto e opposizione nelle Camere,  come è dimostrato dal fatto che l’intervento dell’on. Scanu  è stato ripreso e dichiaratamente condiviso da altri parlamentari, a partire dall’ex Presidente Vito di FI.  A settembre ne vedremo delle belle, Ministra avvisata mezza salvata…

Un’ ultima annotazione: l’on. Vito ha  protestato perché la vicenda dei fucilieri MM Latorre e Girone non ha trovato alcuno spazio nell’intervento iniziale del gen. Graziano. E la cosa è apparsa davvero un po’ strana…..

(Giancarlo Pittelli)

*   Il video integrale dell’audizione del CaSMD del 6 agosto 2015 in Commissione Difesa della Camera  (clicca e ascolta)

Notiziario n. 85 del 31 luglio 2015 –

La Ministra della Difesa. sen. Roberta Pinotti
La Ministra della Difesa. sen. Roberta Pinotti

Siamo venuti a conoscenza che, per problemi legati alla sicurezza informatica, SMD-C4 avrebbe fortemente limitato,  e avrebbe intenzione di limitare ancor di più nel prossimo futuro,  l’accesso ai siti web degli Enti da esso amministrati sotto l’aspetto informatico (oltre che l’area di SMD, dipende da qualche tempo dal C4 per questi aspetti anche l’area del Segretariato Generale).  Parrebbe che SMD-C4,  dopo aver accentrato le citate competenze, non essendo verosimilmente in grado di gestire le problematiche legate alla sicurezza in ragione di possibili e temuti attacchi di pirateria informatica,  avrebbe maturato l’idea che l’unica soluzione possibile sarebbe allo stato quella di limitare gli accessi ai siti web compresi quelli istituzionali  e quelli che solitamente si consultano per lo svolgimento della normale attività lavorativa. Ci risulta anche che SMD-C4 starebbe studiando una  metodologia applicativa per il “controllo accessi”  e anche per questo stia chiedendo delle “white list” che saranno vagliate per gli aspetti legati alla sicurezza.

Appaiono di tutta evidenza le negative ricadute che questo comporta sullo svolgimento della normale attività lavorativa (ci sono segnalati diversi problemi legati al malfunzionamento dei servizi di rete, anche per quanto attiene i palazzi romani sedi di SS.MM., SGD, DD.GG., etc), essendo senza dubbio anacronistico e inaccettabile che nel 2015 si possa ritornare al passato in ordine all’accesso ai siti. Il che sarebbe peraltro fortemente in contrasto con la “Carta dei Diritti internet” approvata dalla Camera il 28 luglio u.s. (che pubblichiamo su questa pagina in allegato 2), e che sarà il riferimento dell’attività legislativa in materia,

 Per quanto sopra, preso atto che nessuna comunicazione al riguardo è stata inviata alle OO.SS.,siamo intervenuti presso il Sottosegretario Rossi con la nota che pubblichiamo su questa stessa pagina (allegato 1),  nella quale, dopo aver dopo aver messo in luce che  la restrizione degli accessi appare in forte antitesi con la “Dichiarazione dei Diritti Internet” recentemente approvata dalla Camera dei Deputati,  auspichiamo un Suo intervento finalizzato  a far sì che  SMD-C4 riveda nell’immediato le politiche restrittive messe in atto adeguando le proprie politiche di sicurezza agli standard più avanzati.

Nella seconda parte della stessa nota,  abbiamo quindi segnalato al Sottosegretario che “a tutt’oggi non è pervenuta alcuna convocazione in ordine all’incontro che la S.V. aveva preannunciato entro luglio u.s.” (si veda il Notiziario n. 72 del 1 luglio 2015) e inoltre abbiamo rappresentato  “l’urgenza da parte del Vertice politico di fornire risposte rispetto alla questione da noi posta con la lettera inviata alla Ministra il 1 luglio”.  

A tal riguardo, con riferimento allo stesso Notiziario n. 72, dobbiamo ricordare ai colleghi  che “di ritorno dalla riunione con il sig. Sottosegretario, abbiamo trovato in sede  un documento/verbale di una assemblea RSU, inviato alle OO.SS. nazionali ma che risulta diffuso anche su più ampia scala, nel quale si fa riferimento a precise iniziative avviate dall’A.D. per il transito del personale civile nelle “categorie speciali”, il che configurerebbe di fatto un ritorno alla sfera pubblicistica del rapporto di lavoro e l’uscita dal comparto di contrattazione dei Ministeri,  e anche l’intendimento di reperire 200mil nel bilancio 2015 da destinare in prima opzione in parte preponderante nella quota fissa della retribuzione e la rimanenza al FUA”.

Trattasi di due questioni di notevole importanza, rispetto alle quali appare ben strano che non si sia mai fatto menzione alle OO.SS. nazionali.  A tal proposito, attesa la loro rilevanza politica,  avevamo  inviato in data 1 luglio alla Ministra una nota – qui pubblicata come allegato 3 – con la  richiesta “di incontro urgentissimo per comprendere gli esatti termini di una vicenda i cui contorni e le cui finalità non appaiono ancora ben evidenti e rispetto ai quali è doveroso fare chiarezza”,  di cui ora abbiamo sollecitato con la nostra nota odierna risposte urgenti da parte del Vertice politico.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 31.07.2015 – Lettera di FLP DIFESA al Sottosegretario su problematiche  internet e sollecito risposte transito categorie speciali

Allegato 2: Camera dei Deputati – Dichiarazione dei Diritti in Internet

Allegato 3: 01.07.15- lettera FLP DIFESA a Ministra per ipotesi transito rcategorie speciali

giancarlo pittelli


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