Notiziario n. 102 del 5 settembre 2016 –

pass economici jpgLe scelte operate da A.D. e CGIL-CISL-UIL Difesa in sede di sottoscrizione dell’Ipotesi di accordo per la distribuzione del FUA 2016,  e in particolare la scelta del numero dei passaggi economici con decorrenza 1.1.2016 (fissati alla fine in complessivi 7.002, solo il 26,06% rispetto al numero di dipendenti in servizio, mentre in altre AA.CC. la copertura è arrivata sino al 75%!)  con il rinvio al 2017 della realizzazione di altre 12.000 progressioni (scelta, questa, che  ha di fatto impedito  a quasi 10.000 lavoratori l’incremento stipendiale già da quest’anno, con un danno medio di oltre un migliaio di € circa), potrebbero rivelarsi alla fine non solo incomprensibili e assurde, ma addirittura molto dannose e suicide.

Il motivo è presto detto: le 12.000 progressioni con decorrenza 1.1.2017, previste dall’Ipotesi di accordo FUA 2016,  potrebbero non essere realizzabili alla luce di una norma che potrebbe entrare in  vigore entro febbraio p.v..  Ove così fosse davvero, il maldestro e demagogico tentativo di difesa operato da alcune sigle firmatarie dell’Ipotesi (“abbiamo fatto un accordo che porterà in due anni 19.000 lavoratori civili del Ministero Difesa alla fascia retributiva superiore”), non potrà più avvenire senza che ad esso segua un robusto e nutrito coro di pernacchie da parte dei lavoratori. Ma vediamo il perché.

Come noto, il Governo è impegnato da oltre due anni in una corposa riforma della Pubblica Amministrazione, sulla quale peraltro la nostra Federazione ha già espresso un giudizio pesantemente negativo,  riforma che, secondo il collaudato modello renziano,  ha viaggiato su due binari paralleli:  un provvedimento d’urgenza (DL 90/2014, poi convertito nella Legge 114/2014) e una legge delega (la n. 124/2015) che ha già prodotto alcuni Decreti Legislativi (ultimi quelli relativi al licenziamento disciplinare – D.Lgs. 166/2016 – e quello sulla c.d. riforma della Dirigenza pubblica (vds Notiziario n. 101),  e che, entro il 28 febbraio 2017, termine ultimo per l’esercizio della delega, dovrà portare all’adozione dei restanti decreti attuativi.

Ebbene, tra i decreti attuativi da varare entro febbraio, c’è quello ritenuto, da molti addetti e  osservatori, il più impegnativo di tutti: la messa a punto di un Testo Unico sul Pubblico Impiego (in acronimo: TUPI),  con l’ambizione di mettere a punto un testo con tutte le norme che regolano il rapporto di lavoro pubblico.  Come è noto a molti,  la Funzione Pubblica ci sta lavorando da tempo, e circolano già bozze di testi, ovviamente ancora incompleti e suscettibili di ulteriori modifiche e integrazioni, che sono già stati oggetto di notizie giornalistiche (pubblichiamo su questa pagina in allegato 2  l’articolo apparso il 26 luglio u.s. su Il Corriere della Sera – Economia),  come al solito però dense di semplificazioni e di letture improprie.

Noi siamo venuti in possesso di una recente bozza del TUPI e, a parte altri aspetti non meno preoccupanti,  ci ha molto colpito la previsione contenuta  a pg. 65 (vds. stralcio pubblicato su questa stessa pagina in allegato 1), che dovrebbe regolare in futuro i passaggi economici (detti anche progressioni economiche).  Al riguardo, è previsto:

  1. che le progressioni siano destinate “ad una quota limitata di dipendenti, comunque non superiore al 20 per cento del personale in ragione d’anno” (nel MD, si potrebbero fare circa 5.500 passaggi, non 12.000);
  2. che l’attribuzione della fascia superiore venga operata “in relazione al merito e al miglioramento delle competenze professionali, come rilevato in sede di valutazione della performance individuale”, e dunque intrecciata in modo diretto ed esclusivo alla valutazione della performance individuale.

Cosa dire?  Che, a fronte della possibile entrata in vigore di questa norma,  il danno operato dall’A.D. e da chi ha voluto solo 7.002 passaggi nel 2016, quando invece era possibile farne 17.000 e anche oltre,  appare ben evidente.

Pur tuttavia, dovremo batterci tutti per evitare che al danno del 2016 segua la beffa nel 2017.

Perciò FLP DIFESA farà l’impossibile perché venga evitata ai lavoratori questa beffa.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Stralcio pagina 65 Bozza TUPI con la norma sulle progressioni interne

Allegato 2: Corriere della Sera – Economia 26.07.2016

Notiziario n. 101 del 1 settembre 2016 –

Il Premier Renzi e la Ministra Madia: soddisfatti per la riforma della Dirigenza?
Il Premier Renzi e la Ministra Madia: soddisfatti per la riforma della Dirigenza?

Pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato, il testo dello  schema di decreto legislativo sulla riforma della Dirigenza pubblica adottato nella scorsa settimana  in prima lettura dal Consiglio dei Ministri, e trasmesso alle Camere per il parere di competenza.

Come noto, il Governo è impegnato da oltre due anni in una corposa riforma della Pubblica Amministrazione, sulla quale peraltro la nostra Federazione ha già espresso un giudizio pesantemente negativo,  riforma che, secondo il collaudato modello renziano, ha viaggiato su due binari paralleli:  un primo provvedimento d’urgenza (DL 90/2014, poi convertito nella Legge 114/2014)  e una legge delega (la n.124 del 7.8.2015) che ha già prodotto alcuni Decreti Legislativi, ultimi quelli relativi al licenziamento disciplinare (D.Lgs 166/2016) e, ma ancora solo in prima lettura  in attuazione dell’articolo 11 della L.124/2015, quello inerente la c.d. riforma della Dirigenza pubblica, il cui testo appunto è appunto qui pubblicato.

Lo schema di riforma della Dirigenza ha avuto una gestazione laboriosa e travagliata, che ha costretto il Governo a ripetuti rinvii, in ultimo per le resistenze opposte in merito al futuro dei Dirigenti di 1^ fascia, di cui hanno peraltro ampiamente riferito tutti i media, che hanno di fatto costretto l’Esecutivo ad arrivare proprio al  fotofinish rispetto alla scadenza della delega (28.08.2016).

Parecchie le novità previste dallo schema di decreto: ruolo unico della dirigenza; incarichi di 4 anni rinnovabili solo una volta; concorso annuale per il conferimento degli incarichi; valutazione della performance individuale del Dirigente in ordine agli obiettivi concreti e misurabili fissati in sede di incarico, con effetti sul 30% della busta paga (40% per i Dirigenti Generali); “parcheggio” con perdita della retribuzione accessoria per i Dirigenti che non abbiano ottenuto degli incarichi, e per ogni anno di “parcheggio” taglio del 10% della retribuzione fissa, con obbligo per i dirigenti “parcheggiati” di partecipare ad un numero minimo di selezioni per nuovi incarichi; infine, ultima mediazione sugli attuali Dirigenti di 1^ fascia, in primis Direttori generali dei Ministeri, che avranno riservato il 30% dei posti a concorso.

Ovviamente, la riforma di che trattasi non tocca minimamente i Dirigenti Militari delle FF.AA. (gradi da Colonnello in su), come anche Magistrati, Avvocati/Procuratori dello Stato, Diplomatici, Prefettizi e altri, che continueranno pertanto ad operare in base alle norme vigenti. Per esempio, i Dirigenti Militari, a differenza dei Dirigenti civili, valutano la performance individuale dei lavoratori civili, oltre che quella per la carriera dei sottoposti con le stellette, ma la propria performance individuale, legata ai risultati dell’E.D.R./Ufficio in cui rivestono il ruolo di  Dirigente, non sarà in nessun modo valutata.

Dove sta la logica in tutto questo, Dio solo lo sa, e forse neanche Lui ne comprenderà appieno le ragioni.

Tra i decreti attuativi mancanti, c’è anche quello relativo al Testo Unico sul Pubblico Impiego (in acronimo TUPI), ancora in fase di studio da parte della F.P.  Sono annunciate parecchie novità, e una in particolare ci toccherà da vicino legandosi alla stretta attualità delle vicende del nostro Ministero.

Ne riparleremo con il prossimo Notiziario di lunedì 5 p.v..

  (Giancarlo Pittelli)

Allegato: Schema Decreto Legislativo di riforma della dirigenza 

Notiziario n. 100 del 29 agosto 2016 –

La Corte dei Conti
Magistrati della Corte dei Conti

La Corte dei Conti ha debitamente registrato in data 29 lug. u.s. al n. 1429, il Decreto Ministeriale (DM) datato 29.06.2016 che reca la nuova ripartizione, per Organo Programmatore (OP) e per Regione, degli organici civili, nonché dei professori e dei ricercatori, del M.D., già fissate dal DPCM 22.01.2013, con contestuale abrogazione del precedente DM 19.11.2014. (su questa stessa pagina pubblichiamo: in allegato 1  il DM 29.06.2016 con relative tabelle;  in allegato 2, il DM 19.11.2014; infine, in allegato 3,  il DPCM 22.01.2013 articolato per tabelle).

Come si ricorderà,  il predetto DPCM ha recepito i nuovi organici del Ministero Difesa, in applicazione dell’art. 2, comma 1, del DL 95/2012 (spending review Monti), ed ha così fissato le nuove dotazioni civili rispetto alla precedenti fissate dal D.L. n. 138/2011:  n. 1.824 in area 1 (erano n. 63); n. 23.246 in area 2^ (erano n. 26.590);  n. 2.681 in area 3^ (erano n. 3.630) e n. 26 professori.  Invece, la nuova dotazione organica dei  dirigenti è pari a n. 117  (erano n. 133).

Così determinati i nuovi organici per area professionale della Difesa, la tappa successiva al DPCM 22.01.2013 è consistita nella distribuzione tra i diversi profili professionali del N.S.C. (Nuovo Sistema di Classificazione)  delle dotazioni in esso indicate,  e nella contestuale ripartizione tra i diversi “pezzi” che compongono il M.D. (SMD; SGD; SS.MM. di F.A., etc.), e dunque per O.P.  Una operazione,  questa, che ebbe una gestazione di oltre due anni da parte di AD e che si concretizzò poi nel DM 19.11.2014,  con non poche critiche da parte di FLP DIFESA che riteneva che le scelte di ripartizione avrebbero determinato ““una condizione  di evidente rigidità nel sistema, con pericolose ricadute”  sotto diversi aspetti,  e propose “che il DM in questione riporti esclusivamente la ripartizione per profilo professionale”  (riunione del 24.06.2014,  vds. Notiziario n. 69 di pari data), che però non sortì allora alcun effetto positivo e dunque il DM vide la luce con quella ripartizione.

Tra le rigidità introdotte con il DM 14.11.2014, la più pesante risultava certamente la presenza dell’organico di fascia retributiva, che avrebbe limitato fortemente il numero dei passaggi economici interni alle aree, i cui numeri non avrebbero potuto eccedere i limiti di capienza di ciascuna fascia. E infatti, la previsione iniziale di A.D. era di appena 1.095 passaggi ( n. 481 in area 3^ e n. 614 in area 2^), e traeva origine dalle disponibilità di fascia risultanti dal differenziale tra organici di fascia e presenze effettive. Un problema notevole, che andava risolto urgentemente per poter incrementare  i passaggi. Alla soluzione da noi proposta di attribuire all’organico di fascia un valore solo ricognitorio  (vds. Notiziario n. 134 del 15.12.2015),  A.D. preferì quella di predisporre un nuovo DM in sostituzione di quello vigente, soluzione questa facilitata dal fatto che i ritardi nell’emanazione della determina sul FUS 2015, che vide la luce solo il 4.12.2015 dopo la diffida legale della nostra O.S. (vds. News FLP DIFESA del 7.12.2015), hanno impedito la chiusura della trattativa FUA 2015 entro il corso dell’anno e conseguente rinviato i passaggi economici all’anno 2016.

Il DM 29.06.2016 con i nuovi organici civili della Difesa, che dovrà essere ora pubblicato sulla Gazzetta Ufficale, ripropone quasi in toto l’impianto e le scelte del DM 14.11.2014, e dunque riconferma le attribuzioni ai singoli O.P., con solo qualche piccolo aggiustamento interno. Modifiche modeste anche nella distribuzione regionale: -10 posizioni in Lombardia; -8 in Puglia; -5 in Sardegna; -2 Veneto; -1 Umbria; +5 in Campania; + 8 nel Lazio; + 8 in Toscana. Dunque, la distribuzione per Regione e O.P. è rimasta sostanzialmente invariata, l’unica vera novità risultando la cancellazione dell’organico di fascia utile a far crescere il numero dei passaggi interni.

Sappiamo però bene che, pur avendo operato la rimozione di questo ostacolo, i passaggi economici previsti per l’anno in corso sono solo 7.002, avendo Amministrazione Difesa e CGIL-CISL-UIL Difesa deliberatamente lasciato a terra altri 10.000 lavoratori che avrebbero potuto beneficiare dell’avanzamento di fascia già da quest’anno.

Una scelta incomprensibile  e dannosa, il cui peso, attuale e futuro, ricade e ricadrà tutto sulle spalle di chi l’ha promossa e perseguita. Al riguardo, siamo curiosi di ascoltare l’opinione del Sottosegretario Rossi nella riunione già programmata per il 9 settembre p.v..

Ultima notizia al volo: il gen. dei Carabinieri Salvatore Luongo sarà il nuovo capo Capo Ufficio Legislativo del MD. Auguri!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Decreto Ministeriale 29.6.2016, Nuove dotazioni Organiche Civili Ministero della Difesa    –    Tabelle allegate DM 29.06.2016

Allegato 2: Decreto Ministeriale 19.11.14 – vecchie dotazioni organich civili Ministero della Difesa

Allegato 3:  D.P.C.M. 22.01.2013 – testo e tabelle fino al n. 20    –   D.P.C.M. 22.01.2013 – tabelle dal n. 21 al n. 66 

Notiziario n. 99 del 22 agosto 2016 –

gradi esercitoFacciamo seguito al precedente Notiziario n. 98 del 16 agosto u.s., per fornire ulteriori informazioni in merito ai prevedibili effetti economici e normativi che avrà la risoluzione votata dalla Commissione Difesa del Senato il 3 agosto u.s., che ha impegnato il Governo a dar corso alla c.d. “equiordinazione” delle carriere del personale militare delle FF.AA. con quelle del personale della Polizia di Stato, “garantendo lo stanziamento di adeguate risorse finanziarie già attraverso il prossimo disegno di legge di bilancio”.

Va detto in premessa che il Notiziario sopra richiamato  ha registrato un vero e proprio record di contatti,  essendo stato  letto su questo nostro sito- al momento in cui scriviamo – da oltre 4.700 visitatori, in pochissimi giorni e per giunta nei giorni di ferragosto. A dimostrazione, questo, dell’enorme interesse che il fatto ha suscitato tra i colleghi, evidentemente ancora molto arrabbiati per il no di A.D. ad ulteriori 10.000 passaggi economici con decorrenza 1.1.2016 (il nostro sondaggio, al quale invitiamo a partecipare i colleghi che non lo avessero ancora fatto, posiziona  allo stato  il “NO” all’ipotesi di accordo FUA 2016 oltre l’80%!). Ebbene, nonostante il periodo di ferie,  abbiamo ricevute decine di mail di colleghi desiderosi  di saperne di più, e per questo forniamo qualche ulteriore informazione in ordine al progetto di A.D., che sarà  attuato nel 2016

Va precisato che dette informazioni provengono da un documento in nostro possesso, che riassume i contenuti essenziali dell’incontro avvenuto il 7 giugno u.s. tra il 1° Reparto di Stato Maggiore Difesa (SMD) e il COCER Interforze, nel quale SMD ha “voluto illustrare il progetto che la Difesa ha studiato in attuazione della legge delega sul riordino dei ruoli avuta a similitudine delle forze di Polizia con la c.d. legge Madia” , presentato allora come una semplice “bozza di lavoro”.  Proviamo comunque a fornire  ai colleghi una breve sintesi di “che cosa propone SMD per il riordino delle FF.AA.”,  differenziandolo per i diversi ruoli:

Questi, in pillole, gli intendimenti manifestati da SMD nell’incontro con COCER Interforze del 6 giugno u.s.: chi ne fosse interessato, potrà leggere il documento e vedere le slides che pubblichiamo su questa stessa pagina, rispettivamente come allegati 1 e 2.

Da parte sua, il COCER  IF ha chiesto a SMD più risorse economiche ritendo insufficienti quelle disponibili, e inoltre di garantire un transitorio dignitoso a tutto il personale di tutti i ruoli già in servizio (la sottolineatura è nostra), tenendo conto in primis delle anzianità acquisite” . Richieste legittime, per carità.

Che dire? L’Amministrazione Difesa è oggi impegnata in un nuovo riordino che prevede più carriere e più soldi per i militari, mentre a noi la stessa Amministrazione non ha concesso 10.000 passaggi in più nel 2016, peraltro con risorse del nostro FUA!  Evviva!

Ne riparleremo, ovviamente, e a breve!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1Documento COCER Interforze sul riordino delle carriere

Allegato 2: Le slide sul progetto di AD di riordino delle carriere militari

 

 

Notiziario n. 98 del 16 agosto 2016 –

L'on. Domenico Rossi, Sottosegretario di Stato alla Difesa
L’on. Domenico Rossi, Sottosegretario di Stato alla Difesa

Il Sottosegretario delegato on. D. Rossi incontrerà il 9 set. p.v.  le OO.SS. per fare il “punto di situazione sul trattamento economico del personale civile”.  Trattasi, in buona sostanza, del seguito della riunione del 20.04.2016, nella quale l’on. Rossi aveva illustrato alle OO.SS. le risultanze del lavoro svolto dal  “gruppo di lavoro” costituito con DM 16.06.2015, e di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 47 di pari data.

Come noto, le risultanze dell’analisi compiuta dal “gruppo di lavoro” evidenziavano il notevole gap  esistente tra i trattamenti economici (civili) dell’ A.D. e quelli di altre AA.PP. Con riferimento al P.I. contrattualizzato, il trattamento economico nel MD presentava mediamente un differenziale di -9% sui dirigenti e di -15% sui non dirigenti; inoltre, le differenze riguardavano in misura minore il trattamento stipendiale (intorno al -3/4%) e invece molto di più l’accessorio. Per quanto attiene al personale non dirigente, il differenziale si attestava mediamente sul –34% (nel dettaglio: -25% per l’area 3^, -30% per l’area 2^ e -28% per l’area 1^).  Sul fronte dei dirigenti, invece, differenze in positivo (+11%) per il MD.

Di fronte a queste tristi evidenze, l’on. Rossi aveva prospettato quattro ipotesi per incrementare il trattamento economico civile: la costituzione di un fondo integrativo aggiuntivo; una sezione contrattuale ad hoc per il Ministero Difesa nell’ambito del nuovo comparto delle funzioni centrali; l’incremento della nostra Indennità di Amministrazione da ottenersi con il prossimo rinnovo contrattuale; infine, l’uscita dal comparto contrattuale e il transito nelle categorie speciali ex art. 3  D. Lgs. 165/2001, che lo stesso Sottosegretario ha giudicato comunque la meno percorribile. Queste quattro ipotesi sarebbero state successivamente  illustrate dallo stesso Sottosegretario alla Ministra, alla quale sarebbe poi spettata, dopo aver sentito FP e MEF,  la scelta sulla strada da imboccare,  scelta che sarebbe poi stata comunicata alle OO.SS.. Questa, in buona sostanza, la road map illustrata alle OO.SS. il 20 aprile u.s.,  che però a tutt’oggi non ha avuto alcun seguito. Infatti, nella riunione del 15 giugno 2016 (vds. Notiziario n. 73 di pari data) l’on. Rossi ci disse che la Ministra Pinotti non aveva ancora operato la scelta, e altre riunioni non ci sono state successivamente.

Se questa è allo stato la situazione sul fronte del trattamento economico civile,  altrettanto non si può dire però su quello del personale militare. Nonostante che il bilancio consuntivo 2015 abbia certificato un ulteriore scatto in avanti delle spese per il personale (siamo al 77,11%, record assoluto, quasi tutto derivante dalle retribuzioni dei militari)  e che questo 2016 abbia visto l’attribuzione del bonus sicurezza di 80 € a tutti i militari stessi,  nuovi incrementi appaiono all’orizzonte per i colleghi in divisa, e spieghiamo il perché.

La Commissione Difesa del Senato, nelle ultime riunioni prima della pausa estiva, ha esaminato l’A.S. n. 804  relativo alla c.d. “equiordinazione”  delle carriere tra Forze di Polizia (FPS) e Forze Armate (FA),  il cui presupposto normativo si trova nell’art. 1 L. 244/2012 come modificato dal DL 185/2015, che prevede che una quota parte non superiore al 50% dei risparmi di spesa di natura permanente,derivanti dall’implementazione della legge,  sia utilizzata per adottare entro il 1.07.2017 provvedimenti al fine di assicurare la sostanziale “equiordinazione” tra  FPS e FA. Tradotto in soldoni, significa bei soldini all’orizzonte per i colleghi militari.

A tal riguardo, vi invitiamo a leggere la “risoluzione” votata dalla Commissione Difesa Senato il  3 u.s. che pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato, che impegna il Governo “a pervenire ad una disciplina armonica delle carriere che valorizzi gli importanti ruoli svolti dalle Forze armate e di Polizia”  e a “a far sì che il processo di riordino veda garantito lo stanziamento di adeguate risorse finanziarie già attraverso il prossimo disegno di legge di bilancio”.  

E mentre questo è avvenuto con l’OK del nostro Vertice politico,  noi attendiamo ancora che la Ministra Pinotti sfogli la margherita dopo aver negato ad altri 10.000 lavoratori il passaggio di fascia dal 1.1.2016!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: 03.08.2016 – Resoconto e risoluzione approvata dalla Commissione Difesa del Senato

Notiziario n. 97 del 10 agosto 2016 –

TotòLa Commissione Difesa della Camera ha concluso i propri lavori, prima della tradizionale sospensione estiva, con l’esame di due provvedimenti legislativi particolarmente importanti, il primo (A.C. n. 3973) concernente il “Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2015”  e, il secondo (A.C. n. 3974), recante invece “Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle Amm.ni autonome per l’anno finanziario 2016”,  entrambi quest’anno presentati in ritardo dal Governo.

Per quanto riguarda il conto consuntivo 2015, le risorse assegnate al Ministero della Difesa sono state complessivamente pari a 20.951,4 mln €,  con un incremento rispetto alle previsioni iniziali di circa 1.580,2 mln di €,  mentre gli stanziamenti definitivi di cassa ammontano a complessivi 22.401 mln di €, con un incremento di circa 1.680,6 mln di €.  Le variazioni di competenza più importanti riguardano la missione “Sicurezza e difesa del territorio”, che ha registrato un incremento di 1.663,5 mln di €, mentre incrementi più contenuti presentano i bilanci di competenza di tutte le FF. AA. (Arma +115,1; Esercito +366,1mln;; Marina +255,5; Aeronautica +272,7).

Ai 20,95 miliardi (mld) di € assegnate al Ministero Difesa, di cui 18.17 mld per la parte corrente e 2,78 mld in conto capitale, vanno aggiunti i 2,38 mld iscritti nello stato di previsione del MISE (Ministero dello Sviluppo Economico), per un totale dunque di 23,73 mld di €.

Per quanto riguarda il rapporto percentuale tra spese difesa e PIL nazionale, siamo intorno all’1% se si considerano solo le risorse assegnate alla Difesa; se invece vengono conteggiate anche le risorse provenienti dal MISE, il rapporto percentuale sale all’1,5%.

Entrando un po’ più nel dettaglio,  la maggior parte delle risorse 2015 viene assorbita dalla spese per il personale (siamo al 77,11 %, contro una media europea del 50% circa, la stragrande parte delle quali riguardano il personale  militare), e dunque risultano in costante crescita (nel 2014, erano il 76,29%; nel 2013, il 74,39%).

Minimo storico del 13,29%, invece, nel consuntivo 2015, per le spese in conto capitale (erano il 13,81 nel 2014 e il 15,51 nel 2013); calati nel 2015 anche i “consumi intermedi” (7,63%), che erano il 7,63 nel 2014 e il 7,89 nel 2013.

Nel suo intervento in Commissione, dal quale sono stati tratti tutti i numeri precedentemente riferiti, il relatore on. D’Arienzo ha  anche ricordato alcuni  aspetti evidenziati dalla Corte dei Conti nella sua relazione al Parlamento sul rendiconto generale pubblicata il 15 giugno 2015, e di cui abbiamo già riferito nel Notiziario n. 91 del 31.08.2015. Inoltre, ha ricordato il taglio di 150 mln di € per l’acquisto degli F35, senza menzionare però l’aumento dei costi per la trasformazione dello Stabilimento di Cameri (già spesi 778,14 mln di €)  e gli scarsi ritorni industriali (poco più di 1.100 i posti di lavoro realizzati ad oggi, a fronte degli annunciati 6.000),  e infine ha espresso un giudizio positivo sullo stato di attuazione della “legge navale”.

Per quanto invece riguarda il secondo provvedimento in esame (assestamento del bilancio 2016), va detto che esso contiene le proposte di variazione di spesa rispetto al bilancio previsionale,  che stimava le previsioni di competenza in 19.981,61 mln di € e quelle di cassa in 20.135,71 mln. di €.

Per effetto di queste variazioni,  con l’assestamento il bilancio nella parte competenza risulta ora pari a 20.297,39 mln di € e  a 20.449,11 mln di € nella parte relativa alla cassa.  Per quanto riguarda i residui al 31.1.2.2015, a fronte di una previsione iniziale pari a € 1.781,69 mln di €, l’assestamento 2016 li fa crescere a 2.215,36 mln. di €.

Rispetto alle previsioni iniziali, dunque, il bilancio assestato 2016 del Ministero della Difesa evidenzia un incremento delle previsioni della competenza pari a € 315,78 mln e,  sul fronte della  cassa,  un aumento pari a 313,39 mln di €;  nella parte residui, invece, l’incremento risulta  pari a 443,66 mln di €.

Sul questa stessa pagina, sono pubblicati: l’A.C. 3973 (rendiconto economico 2015) in allegato 1;   l’A.C. 3974 (assestamento di bilancio 2016) in allegato 2; la tabella 11 di competenza del M.D. in allegato 3 Infine, in allegato 4,  sono pubblicate anche la relazione approvata a maggioranza dei componenti della Commissione e quella non approvata presentata dal M5S.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Atto Camera n. 3973 recante il Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2015

Allegato 2: Atto Camera n. 3974 recante Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle Amministrazioni autonome per l’anno finanziario 2016

Allegato 3: Tabella 11 recante l’assestamento del bilancio di previsione del Ministero della Difesa  per l’anno finanziario 2016

Allegato 4: Resoconto Commissione Difesa Camera 2.08.2016 con la relazioni approvata sul consuntivo 2015 e la proposta alternativa 

Notiziario n. 96 del 5 agosto 2016

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgPERSOCIV ci ha inviato ieri il testo integrale – con i relativi allegati – dell’Ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2016 con le firme delle Parti accettanti  (A.D. e, sul fronte sindacale, CGIL, CISL, UIL e UNSA), che abbiamo tempestivamente pubblicato sul nostro sito e che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1. Come noto, FLP DIFESA non ha sottoscritto detta Ipotesi  e ha presentato una nota a verbale (qui ripubblicata in allegato 2) per le ragioni illustrate nel Notiziario n. 95 del 2 u.s.,  e lo stesso hanno fatto USB e INTESA, quest’ultima pare proprio al fotofinish.

Si è chiusa  così una trattativa lunga e impegnativa,  che ha avuto un percorso davvero tortuoso e in alcuni tratti anche ondivago, con cambi di rotta repentini e una mole di polemiche e di comunicati  (nella circostanza anche poco unitari), che danno il senso dello scontro di idee che si è consumato nei confronti di A.D. e anche dentro le stesse OO.SS., le cui divisioni finali ne sono la prova evidente. L’Ipotesi  reca note a verbale di ben sei sigle su sette (cosa mai vista), che danno la misura delle criticità delle scelte operate e segnano anche una sconfitta per chi ha gestito la trattativa, alla fine scontentando tutti o quasi.

Ciò premesso, come abbiamo sempre fatto in passato, proponiamo ai colleghi alcune sottolineature sui contenuti  che riteniamo importanti dell’accordo,  condite da alcune nostre ulteriori considerazioni.

Partiamo innanzitutto dalla dotazione del FUA:  le somme certe del FUA 2016 sono pari quest’anno a € 57.142.318,00 al lordo oneri a carico dell’A.D., e dunque con una differenza in negativo di € 994.133 €, dovuta in parte alla diminuzione del personale in servizio pari a 238 unità in meno sul 2015 (ripubblichiamo su questa pagina in allegato 3 la tabella di dettaglio delle somme che formano il FUA fornita dalla D.G. nella riunione del 6 luglio u.s.).  Rispetto a questa dotazione del FUA 2016, la distribuzione delle somme prevista dal prospetto allegato 13 dell’Ipotesi ripropone il modello consolidato di ripartizione, con una riconferma degli stanziamenti 2015 per Posizioni Organizzative (€ 2.525.281,00), Turni (€ 7.271.960,00) e PPL (3.158.260,00)  e una riduzione degli accantonamenti per  l’indennità di mobilità (€ 170.000, rispetto ai 370.000 del 2015 ) e reperibilità (€ 3.299.926,03 rispetto ai 3.666.584,48 del 2015), per come richiesto da FLP. Infine, il Fondo per Agenzia Industrie Difesa è pari a € 2.285.3692,72 (il solito 4%)

Ciò premesso, ci soffermeremo ora sugli aspetti più “pesanti” dell’Ipotesi 2016, che riguardano: passaggi economici e criteri selettivi; la contrattazione per il FUS.; la remunerazione della performance.

PASSAGGI ECONOMICI

Come si ricorderà, inizialmente il numero di passaggi previsti per il 2015 e poi 2016 era complessivamente pari a 1.095 (vds Notiziario n. 105 del 29.09.2015), conseguenza obbligata  in rapporto all’organico di fascia che AD volle a suo tempo inserire nel DM 19.11.2014.  Preso atto del limite che ciò comportava, AD si rese disponibile su nostra richiesta a predisporre e modificare il predetto DM mantenendo invariati i complessivi volumi organici ma cancellando l’organico di fascia (il provvedimento, firmato dalla Ministra, è ora al vaglio della Corte dei Conti, e solo dopo la sua entrata in vigore sarà possibile realizzare i 7.002 passaggi 2016). Ricordiamo questa storia, peraltro ben nota,  a chi  in queste settimane si è addirittura vantato di aver convinto l’AD ad aumentare  i passaggi 2016 dagli iniziali 1.095 ai 7.002 oggi previsti…..

Rimossa la condizione ostativa che impediva la realizzazione di un numero di passaggi superiori ai 1095, si è posta allora  la domanda: quanti passaggi realizzare con decorrenza 1.1.2016? E qui iniziano purtroppo i nostri guai: CGIL-CISL-UIL, nella riunione del 21.01.2016, ne chiedono 7.000 alla dr.ssa Corrado e la dr.ssa Corrado – seduta stante – accoglie la proposta (si veda il comunicato unitario CGIL-CISL-UIL di pari data), rimodulando i numeri in addirittura…. 7.002  (invitiamo i colleghi a non sorridere troppo).

La formalizzazione dei numeri avverrà poi attraverso l’art. 16 dell’Ipotesi FUA 2015, e anche qui su espressa richiesta di CGIL-CISL-UIL che la dr.ssa Corrado,  inizialmente orientata a non scrivere numeri precisi ma solo ad un impegno per un “congruo numero” , alla fine accetta. Sulla predetta “intesa” , di cui all’art. 16 dell’Ipotesi e poi anche dell’Accordo FUA 2015,  la nostra O.S. espresse allora totale discordanza attraverso le “note a verbale” allegate, la prima all’Ipotesi e la seconda all’Accordo 2015. Altre sigle, oggi ricredutesi, hanno siglato quell’Intesa  senza dire nulla, ma non certamente FLP DIFESA. Anche questo vogliamo ricordare a qualcuno che in questi giorni, in modo platealmente strumentale, ci ha associato alle sigle che hanno condiviso l’Intesa ex art 16: non trucchiamo le carte per favore, e anche per decenza!

Del tutto ovvio e naturale dunque, per noi, sin dall’avvio della trattativa FUA 2016, riprendere la nostra battaglia per aumentare il numero di passaggi 2016, e questa volta anche con il conforto delle migliaia di lavoratori sentiti attraverso le centinaia di assemblee fatte in primavera e pubblicizzate sul nostro sito.

Il resto è storia recente, si rileggano i Notiziari con i contenuti e gli esiti delle riunioni (Notiziario n 77  del 21 giugno;  Notiziario n. 86 del 6 luglio, Notiziario n. 89 del 20 luglio, Notiziario n. 91 del 27 luglio e, ultimo, il Notiziario n. 95 del 2 u.s.).

Sulla nostra proposta di sommare i numeri previsti per i passaggi 2016 (7.002) con quelli quantificati per il 2017 (9.972),  portando così il totale passaggi con decorrenza 1.1.2016 al numero di 16.974, c’è stata una iniziale apertura e disponibilità da parte della dr.ssa Corrado, confermata dall’invio, a tutte le sigle con mail a firma dello stesso D.G. del 4 luglio u.s. ,per la visione e la successiva discussione nel prossimo incontro, le bozze di un, eventuale, nuovo art.10, punto 2 dell’Ipotesi di Accordo e di un nuovo Allegato 13 contenenti la previsione di sviluppi economici per 16.974 dipendenti (63% circa)”,  e dunque con una copertura molto superiore a quella con i 7.002 passaggi 2016 che risulta pari ad uno striminzito e ridicolo 26,06 %.

Ma la fiera opposizione di CGIL CISL UIL Difesa, che hanno giudicato questa proposta addirittura “scandalosa”  e “irricevibile”,  l’ha bloccata subito. Qui ci sarebbe voluto più coraggio da parte dello stesso D.G., che invece ha riposto subito nel cassetto la proposta a 16.974 quasi chiedendo scusa e mettendo in campo giustificazioni che non reggono neanche sul piano della logica più elementare: se il ritorno ai 7.002 è giustificato con la necessità di mantenere risorse adeguate per finanziare performance  e FUS, quando nel 2017 i passaggi totali da finanziare raggiungeranno il numero di 19.002 e le quote pro capite saranno dunque inferiori a quelle che sarebbero state quest’anno con 16.974 passaggi, allora il problema non si porrà? Allora basteranno le risorse rimanenti per performance individuale e progetti? E perché ora no?

Risibile poi il troppo rabberciato tentativo di difesa da parte di alcune sigle firmatarie che, per giustificare la scelta folle dei 7.002, hanno fatto appello al senso di responsabilità di chi sta con i piedi per terra e si batte per accordi sostenibili e praticabili:  se 12.000 sono i passaggi previsti per il 2017, allora se  ne sarebbero potuti fare 12.000 anche quest’anno, o no?  E perché non lo si è voluto fare? Va detto che la proposta dei 16.974 passaggi 2016 era stata ovviamente valutata e verificata dalla D.G. anche sotto il profilo della praticabilità economica e normativa, e sappiamo tutti che se la dr.ssa Corrado l’ha poi ritirata è solo perchè CGIL-CISL-UIL Difesa hanno alzato il muro o opposto fierissima resistenza.

Il risultato pratico di questa follia è presto detto: se si fossero fatti 16.974 passaggi 2016, altrettanti lavoratori avrebbero avuto l’incremento stipendiale dal 1 gennaio 2016, con tutte le ricadute in prospettiva (liquidazione e previdenza). Averne voluto fare solo 7.002, significa aver di fatto negato a quasi 10.000 lavoratori l’incremento stipendiale già da quest’anno. E un danno, si o no?  I lavoratori non hanno dubbi: è un danno, e anche grave. Da qui l’ incazzatura,  i segnali negativi alle OO.SS. responsabili, i connessi tentativi di distrazione di massa (“19.000 passaggi in due anni”) e i diversi conflitti interni.

Quello che appare incomprensibile è invece l’atteggiamento di A.D.  che, dopo i gruppi di lavoro e gli annunciati  impegni per far crescere il trattamento economico dei civili, alla prima favorevole occasione si tira indietro, mostrando la sua vera faccia da autentica matrigna. Un’occasione persa, dunque, e una grave sconfitta per la categoria, rispetto alla quale siamo fieri  di esserci opposti con tutte le nostre forze.

In merito ai criteri per le selezioni (allegato 12), nei precedenti Notiziari abbiamo puntualmente riferito delle novità intervenute a seguito dei confronti con l’Amministrazione,  nei quali crediamo di aver comunque dato come FLP DIFESA un contributo serio. Dobbiamo solo informare i colleghi sulle novità maturate nell’ultimo tavolo: la rimodulazione dei numeri di cui all’art. 19 (intesa sui 12.000 passaggi 2017); la cancellazione di P.O. e corsi ISSMI dai punteggi per le selezioni in 3^ area; il riferimento al miglior punteggio del 2014-2015 conseguito nella valutazione dell’apporto partecipativo ai progetti locali; infine, l’impegno (dichiarazione congiunta n. 1) ad attivare il tavolo su P.O. e Turni/Reperibilità /PPL in ottobre.

CONTRATTAZIONE SUL FONDO DI SEDE

La vicenda passaggi, ovviamente la più sentita dai colleghi, rischia di metter in secondo piano altre scelte perdenti dell’Ipotesi di accordo, quelle riferibili agli artt. 14  (FUS) e 12 (performance individuale). Iniziamo dalla prima, la distribuzione del FUS, alla quale viene destinato l’85% delle risorse che perverranno all’Ente (la quota pro capite FUS sarà quest’anno pari a € 763,71 lordo AD) mentre il restante 15% sarà destinato invece alla performance.  Desideriamo chiedere alle RSU e a tutti i Rappresentanti sindacali locali: quando verrete convocati per il FUS, cosa ci andrete a fare?  Di fatto, solo a ratificare le decisioni del Dirigente!  Il Dirigente proporrà i progetti; il Dirigente costruirà autonomamente i percorsi per valutare la loro realizzazione; il Dirigente peserà gli apporti partecipativi  di ciascun e darà i voti, senza neanche un confronto generale, anche minimo, con le Rappresentanze locali (OO.SS. territoriali e le stesse RSU elette direttamente dai lavoratori per rappresentarli). Inoltre  (udite, udite),  sarà addirittura possibile che le Rappresentanze affidino fiduciariamente al Dirigente anche le risorse del FUS per farlo decidere direttamente anche sul FUS. Uno sconcio!

In cosa si traduca questo nuovo modello di relazione sindacale locale, è presto detto: nella cancellazione di fatto della contrattazione locale sul FUS,  che neanche quel sant’uomo di Brunetta aveva osato sopprimere e che invece ora nel MD è avvenuto, attraverso la breccia aperta dalla Direttiva performance del 10.11.2015 (criteri di valutazione per il FUS uguali a quelli della performance) che a suo tempo, a parte FLP DIFESA, nessuna sigla ha osato contestare e che oggi vede invece tanti contestatori (vds note a verbale). Ora, che l’AD proponga questo nuovo modello ultrabrunettiano sul livello locale può essere anche comprensibile; un po’ meno, francamente, che lo facciano proprio i Sindacati nazionali, in particolare quelli che contro Brunetta hanno lottato e protestato, o quelli che oggi (ma solo oggi, però) dicono di non condividere il modello di relazioni sindacali imposto da Brunetta.

Il diritto alla contrattazione è stato affermato dalla Corte Costituzionale nella sentenza di luglio scorso in merito al ricorso FLP e la stessa determina del Sottosegretario Rossi del 4.12.2015 recava il “riconoscimento del valore della contrattazione decentrata di posto di lavoro”.  Se questo è il valore della contrattazione locale, campa cavallo che l’erba cresce!  Un autentico suicidio!

REMUNERAZIONE PERFORMANCE INDIVIDUALE

Passando alla remunerazione della performance,  art. 12 dell’Ipotesi di accordo,  già ora si cominciano a vedere i primi effetti.  Il primo dei quali è che andrà remunerata con risorse del FUA, come prevede il D. Lgs  brunettiano n. 150/2009, e  a tal proposito, l’Ipotesi di accordo prevede che, rispetto al totale delle risorse inviate agli Enti, il 15% sia destinato alla performance (quota pro-capite € 134,77 lordo AD)  con l’accorpamento in tre fasce di punteggi (O-40; 41-70; 71-100) delle cinque fasce previste dalla Direttiva 10.11.2015, il che a noi fa venire qualche dubbio sulla sua praticabilità tecnica.

A FLP DIFESA,  il 15% di risorse appare un po’ sovradimensionato, tenuto conto della sperimentalità del sistema e delle ben note criticità, però non è certo per questo che non abbiamo sottoscritto l’Ipotesi (avevamo proposto il 10%, altri l’1%…).  La cosa per noi incomprensibile e inaccettabile è invece un’altra: è il peso che la valutazione della prestazione individuale (alias performance) avrà all’interno dei criteri selettivi (allegato 12): per la “valutazione della prestazione individuale”, che peraltro non è neanche ricompresa tra i criteri di cui all’art. 16 CCNL 2006/2009, è previsto un punteggio massimo uguale a quello stabilito per esperienza professionale e titoli di studio/professionali (50 punti). A noi sembra troppo sovradimensionato, e inaccettabile inoltre ci sembra che questa scelta di sia stato operata dietro precisa indicazione della FP.

Concludiamo qui questa disamina dell’Ipotesi di accordo,  chiedendo scusa  ai colleghi per la lunghezza di questo Notiziario, comunque necessaria per far comprender al meglio i problemi innescati.

Buone ferie ai colleghi e…… non pensate troppo all’Ipotesi FUA 2016.  Ci sarà tempo a settembre!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Ipotesi di accordo FUA 2016

Allegato 2: 02.08.2016 – Nota a verbale FLP DIFESA su ipotesi FUA 2016

Allegato 3: Prospetto fornito da PERSOCIV nella riunione del 6.7.2016 delle somme che alimentano il FUA 2016

INVITIAMO TUTTI I COLLEGHI A PARTECIPARE AL NOSTRO SONDAGGIO

SULLE SCELTE DELL’IPOTESI DI ACCORDO FUA 2016

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Notiziario n. 95 del 2 agosto 2016 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgSi è chiusa oggi la trattativa negoziale con l’Amministrazione per la definizione dell’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2016, e si è chiusa a nostro avviso nel peggiore dei modi, con un accordo decisamente al ribasso che prevede per l’anno in corso un  numero di passaggi economici decisamente insufficienti, la cancellazione di fatto della contrattazione locale per la distribuzione del FUS, addirittura con la previsione vergognosa di possibile affidamento fiduciario al Dirigente delle relative risorse,  e con la prepotente entrata in scena della valutazione della performance individuale,  sia per quanto riguarda la gestione del 15% delle risorse locali che, ancor di più,  per quanto attiene il suo peso all’interno dei criteri che presiederanno ai passaggi economici, che appare decisamente sovradimensionato (50 punti, gli stessi di titoli e esperienza professionale!).  Un mezzo disastro, sia per gli effetti che prevedibilmente produrrà nella categoria che per i lasciti sul fronte delle relazioni sindacali.

A fronte di questi pesantissimi approdi negoziali, che da quanto ci risulta potrebbero essere sottoscritti, oltre che da CGIL-CISL-UIL, anche da sigle che solo qualche giorno diffondevano via FB dubbi sulle nostre scelte  e da altre che  giudicavano “irresponsabili” i fautori di modifiche dell’accordo (anche sui 12.000 passaggi 2017) ora bellamente fatte proprie,  non potrà che apparire logica e coerente la scelta unanime della delegazione FLP DIFESA, peraltro condivisa e sostenuta da tutto il nostro gruppo dirigente,  di non sottoscrivere la predetta ipotesi di accordo. Una scelta di differenziazione alla quale la nostra O.S. non è usa, avendo sottoscritto responsabilmente tutte le ipotesi di accordo FUA degli ultimi quindici anni, ma che quest’anno altrettanto responsabilmente ha scelto di non sottoscrivere per non diventare complice di un’operazione che segna, a nostro avviso, il punto più basso degli accordi nazionali di questi anni.

Come si ricorderà,  la trattativa era partita il 21 giugno u.s. (vds  Notiziario n. 77 di pari data) ed era apparsa già segnata in partenza dalla “intesa programmatica”  di cui all’art. 16 dell’accordo FUA 2015, che confermava i 7.002  passaggi economici 2016 espressamente richiesti da CGIL-CISL-UIL Difesa nella riunione del  21.01.2016 e seduta stante graziosamente accolti dalla dr.ssa Corrado (la richiesta era di 7.000 passaggi 2016; la risposta è stata di….7.002: no comment per carità di patria).

In tutte le successive riunioni  (8 luglio-vds. Notiziario n. 86;  20 luglio, vds Notiziario n. 89;  27 luglio, vds Notiziario n. 91)  abbiamo sempre cercato di evidenziare il danno enorme che sarebbe stato arrecato ai lavoratori, dopo sei anni di blocco delle retribuzioni e in un momento in cui l’orizzonte dei conti pubblici tornava a preoccupare,  da una scelta così al ribasso che, nel confronto con le altre AA.CC. e anche con Agenzia Industrie Difesa, faceva del nostro Ministero il fanalino di coda.  Abbiamo davvero confidato nel ravvedimento operoso di AD, che ad un certo punto ha fatto propria la nostra proposta sui 16.974 passaggi per il 2016, rimangiandosela però solo un minuto dopo sotto i colpi poderosi inferti dalle scandalizzate CGIL-CISL-UIL Difesa: quando si dice la tenacia nelle proprie scelte!  Ma quella proposta ha lasciato anche in CGIL, CISL e UIL Difesa segni evidentissimi, sviluppandone le forti contraddizioni al loro interno, tuttora presenti, e obbligandole ad azioni separate, che oggi forse si ricompongono nella rivendicazione del grande risultato raggiunto (sic) e nella celebrazione dell’agognato traguardo (boh).

La vicenda rovinosa dei passaggi non può comunque, in nessun caso, far passare in second’ordine le due cadute verticali altrettanto rovinose richiamate in apertura,  la prima legata alla cancellazione di fatto della contrattazione locale per la distribuzione dl FUS e la seconda all’avvento poderoso su FUS e passaggi  economici della performance individuale. Avanti tutta!  Ne vedremo i grandi risultati a breve!

Con riserva di ulteriori riflessioni al riguardo, pubblichiamo in allegato su questa stessa pagina  la nota a verbale presentata oggi.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: 02.08.2016 – Nota a verbale FLP DIFESA su ipotesi accordo FUA 2016

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Notiziario n. 94 del 1 agosto 2016 –

Le Ministre Pinotti e Madia parleranno anche del problema dei lavorotori di area 1
Le Ministre Pinotti e Madia: parleranno anche del problema dei lavoratori di area 1^?

L’area 1^, dopo anni e anni di disinteresse colpevole e grave anche sul fronte sindacale, torna improvvisamente al centro della discussione, e questo rappresenta una nota indiscutibilmente positiva. Colpisce però il modo, alquanto demagogico, con il quale si tende a rappresentare e approcciare il problema, anche perché dimentico di quanto avvenuto in tutti questi anni. Ci eravamo già espressi al riguardo mesi fa con il Notiziario n. 20 del 18.02.2016,  ma proviamo a rivedere il quadro ad oggi.

Il problema tocca tutti i lavoratori di area 1^ (p.p. “ausiliario”, quasi tutti in fascia retributiva F3 a seguito dei passaggi economici 2010, e pertanto esclusi oggi da qualsiasi ulteriore progressione economica, atteso che non esiste in area 1^ una posizione economica F4), rimasti bloccati da decenni in una posizione d’inquadramento che ne ha reso impossibile la progressione verso l’area superiore, impedendone la partecipazione prima ai “corsi-concorsi” e poi alle “riqualificazioni” del 2008, e questo a causa della situazione di incapienza che ha sempre contraddistinto prima la ex posizione economica B1 e sino a poco tempo fa anche la posizione F1 di area 2^.  Proprio in ragione di questa condizione ostativa,  e della scelta operata in sede di CCNL 2006/2009 (non condivisa allora dalla FLP) di mantenere in vita l’area 1^,  la nostra O.S. sollecitò e contribuì alla messa a punto di un Disegno di Legge (DDL)  – primo firmatario l’on. Ludovico Vico –  che prevedeva il transito di tutto il personale di ex area A nella ex  posizione economica B1  (oggi F1 di 2^ area), su cui la nostra O.S. sviluppò allora una forte iniziativa (vds Notiziario n. 13/2010, che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, insieme al testo del Disegno di Legge Vico in allegato 3).

Come i lavoratori interessati ricorderanno dai nostri successivi Notiziari,  il DDL si arenò a seguito del parere contrario espresso dal MEF, e dunque chi oggi parla di soluzione politica e di norma ad hoc, dovrebbe ricordare questo precedente che fa storia e spiegare come lo si possa superare.

A seguire, poi, i tagli dei DD. LL. 138/2011 e 95/2012 e i pericoli questa volta reali legati alla pericolosa condizione di esubero, quindi il reingresso in organico (vds. Notiziari n. 129/2010 e n. 136/2010) che almeno ha garantito in questi anni il posto di lavoro ma non anche il transito in area 2^ a causa delle eccedenze registrate in quell’area sino a poco tempo fa.

Guardiamo ora alla situazione di oggi: come abbiamo riferito nel Notiziario n. 20 del 18.02.2016,  in vigenza del DM 19.11.2014, stante la  bassa capienza dell’organico di A2 F1, erano possibili transiti dall’area 1^ alla 2^ solo per poche decine di unità. Sappiamo però che è oggi al vaglio della Corte dei Conti lo schema di decreto modificativo del DM sopra richiamato, che dovrebbe portare al nuovo organico civile del M.D. distribuito solo per aree professionali e non più per fasce.

Ebbene, lo schema di cui sopra prevede, per l’area 2^, un organico di 23.202 posizioni a fronte di un numero di posizioni effettive pari, alla data del 10 luglio u.s., a 22.725.  La differenza è dunque di sole n. 470 posizioni e pertanto, in base all’art. 52, comma 1-bis, del D. Lgs. 165/2001,  solamente la metà di esse potrebbe essere coperta con  transiti dall’area 1^.  Dunque, davvero molto poco, atteso che sono 1.862 gli ausiliari presenti alla data 10 luglio u.s.. Pertanto, “l’impegno formale nell’ambito dell’accordo”  sollecitato da alcuni appare poco conciliabile con il quadro di situazione di oggi,  e anche le “modalità progressive”  di cui alla nota Gabinetto n. 47.764 del 14.12.2015 comporterebbero decenni per risolvere il problema, e molti lavoratori con prof. prof. ausiliario arriverebbero ben prima alla pensione.

Ci sarebbe invece una possibilità di soluzione a breve, e anche radicale: la cancellazione dell’area 1^ in sede di revisione dell’ordinamento professionale che verrà certo operata con il prossimo (e vicino) CCNL, con il conseguente nuovo inquadramento di tutto il personale di area 1^ in area 2^.

La nostra O.S. ha già inserito nella propria piattaforma per il rinnovo contrattuale la soppressione dell’area 1^.  Chiediamo:  le altre sigle sono d’accordo a inserire questa richiesta nelle loro piattaforme per il CCNL? E la Ministra Pinotti, s’impegna a sostenere presso FP e ARAN  la predetta soluzione?

Sulla questione, abbiamo voluto interessare direttamente il Vertice politico con la lettera che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 01.08.16- lettera a Ministra e SSS per cancellazione area 1

Allegato 2: Notiziario n.13 del 29.01.2010 DDL transito ex A1S

Allegato 3: Testo proposta di legge Vico, Bellanova e altri – A.C. 102

Notiziario n. 93 del 28 luglio 2016 –

Ministra e OO.SS. nell'incontro del 2 maggio per la firma del protocollo
Ministra e OO.SS. nell’incontro del 2 maggio per la firma del protocollo d’intesa

Si è tenuta nella mattinata di oggi, la prima sessione informativa di STAMADIFESA (SMD) e SEGREDIFESA (SGD)  in merito alla redigende  linee applicative del “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile”,  sottoscritto in data 2 maggio u.s. da Ministra e OO.SS. (vds Notiziario n. 55 di pari data) e che ad ogni buon conto pubblichiamo come allegato su questa stessa pagina

Come si ricorderà, l’art. 1, comma 2-bis,  del D. Lgs n. 7/2014 prevedeva l’individuazione dei “criteri”  per  l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale”, da recepire in apposito “Regolamento,  l’approdo certamente più significativo dei tavoli del luglio 2013.  Regolamento mai messo a punto, nonostante le ripetute richieste e sollecitazioni venute per quasi un anno solo da FLP DIFESA, e che ora purtroppo non sarà più scritto atteso che, nell’incontro separato del 14.12.2015, la Ministra chiese e ottenne da CGIL-CISL-UIL la cancellazione del Regolamento e la sua sostituzione con un “protocollo d’intesa”, che è uno strumento ben diverso e certo meno idoneo ed esigibile. Pur in totale disaccordo con quella scelta, la nostra O.S. scelse responsabilmente di partecipare ai tavoli di confronto e di fornire il proprio contributo per la definizione del “protocollo”. Del quale abbiamo però sin da subito riconosciuto che “non presentava certo contenuti sconvolgenti e rivoluzionari, di quelli che fanno la storia”,  ma osservando al contempo che “andava colto come una opportunità” e che, proprio per questo,“andava raccolta la sfida che esso proponeva”.  La firma, politicamente pesante della Ministra, insieme al rinvio, da noi fortemente richiesto ed ottenuto, a “specifiche e coordinate direttive applicative” precedute da “sessioni informative con le OO.SS.”, confortavano questa nostra valutazione, accompagnata anche dalla condizione, espressa direttamente alla Ministra in riunione il 2 maggio, che “laddove le direttive applicative non si ponessero in forte discontinuità con il passato e non offrissero garanzie e certezze, ne trarremmo subito le conseguenze e non aspetteremmo a ritirare la nostra firma dal protocollo”.

Con queste premesse, che ci è sembrato utile ricordare ai colleghi e che disegnano il quadro di partenza, si è avviato oggi il confronto tecnico con SMD e SGD in merito alle redigende “specifiche e coordinate direttive applicative”  del protocollo.  I due Organi di vertice ci hanno illustrato il metodo di lavoro utilizzato,  molto impegnativo anche in termini di tempo e che giustifica il ritardo maturato (si ricordi che le predette  direttive avrebbero dovuto vedere la luce entro il 2 agosto p.v.),  finalizzato a operare una ricognizione ragionata, il più possibile attenta e realistica, delle attività e dei settori d’impiego dei civili (allegato B del “protocollo”) negli Enti facenti capo alle due aree. Con l’intento di tracciare una mappatura organizzativa declinata attraverso due criteri,  il primo inerente alla dipendenza gerarchica articolata sui tre livelli (centrale, intermedio e periferico, quest’ultimo solo per l’area SMD) e il secondo con riferimento alle funzioni disimpegnate nei settori tradizionali (per FF.AA.: operativo/logistico/formativo/territoriale). Mappate a parte, in ragione della loro particolare natura,  gli Enti industriali (Arsenali, Poli e CC.TT.) e quelli dell’Arma e della Sanità militare, e lo stesso verrà fatto anche per il settore antinfortunistico e della sicurezza.

La mappatura consentirà così di individuare, per ognuno dei tre livelli e per le diverse funzioni disimpegnate, gli incarichi di responsabilità, con riferimento non  solo all’area 3^ ma anche all’area  2^, con il relativo profilo professionale di riferimento. Entro la prima settimana di settembre,  SMD e SGD si sono impegnate a inviarci la prima bozza delle “direttive applicative” e su quelle si svilupperà il confronto con noi e che, nelle intenzioni, dovrebbe traguardare la loro emanazione presumibilmente non oltre il prossimo mese di ottobre.

A SMD e SGD abbiamo espresso apprezzamento per il metodo scelto e per il lavoro sin qui fatto, che ci è stato illustrato oggi. Ne attendiamo ora la conclusione, e attendiamo soprattutto di conoscere i contenuti concreti e operativi delle “direttive applicative”,  che ne rappresenteranno la sostanza  e la polpa vera.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Protocollo d’intesa 02.05.2016 con firme delle Parti

giancarlo pittelli


In forse i 12.000 passaggi economici previsti per il 2017. Appare dunque ancor più evidente il danno prodotto da chi ha impedito un numero maggiore di passaggi nel 2016 (16.974 al posto dei 7.002)

5 Set 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 102 del 5 settembre 2016 – Le scelte operate da A.D. e CGIL-CISL-UIL Difesa in sede di sottoscrizione dell’Ipotesi di accordo per la distribuzione del FUA 2016,  e in particolare la scelta del numero dei passaggi economici con decorrenza 1.1.2016 (fissati alla fine in complessivi 7.002, solo il 26,06% rispetto al numero di […]


Il testo dello schema di decreto legislativo sulla riforma della Dirigenza pubblica adottato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri. Ovviamente, non tocca in alcun modo la Dirigenza Militare

1 Set 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 101 del 1 settembre 2016 – Pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato, il testo dello  schema di decreto legislativo sulla riforma della Dirigenza pubblica adottato nella scorsa settimana  in prima lettura dal Consiglio dei Ministri, e trasmesso alle Camere per il parere di competenza. Come noto, il Governo è impegnato da oltre due […]


Registrato in Corte dei Conti il 29 luglio u.s. il DM con i nuovi organici civili della Difesa. Operazione riuscita la cancellazione dell’organico di fascia, ma è servita a poco se poi i passaggi economici 2016 sono rimasti solo 7.002, lasciando a terra quasi diecimila lavoratori

30 Ago 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 100 del 29 agosto 2016 – La Corte dei Conti ha debitamente registrato in data 29 lug. u.s. al n. 1429, il Decreto Ministeriale (DM) datato 29.06.2016 che reca la nuova ripartizione, per Organo Programmatore (OP) e per Regione, degli organici civili, nonché dei professori e dei ricercatori, del M.D., già fissate dal […]


Il progetto di A.D. di riordino delle carriere del personale militare. Più gradi e più soldi già a partire dal 2016, mentre ai civili sono stati negati altri 10.000 passaggi economici in più e peraltro pagati con risorse FUA… Ma si può?

22 Ago 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 99 del 22 agosto 2016 – Facciamo seguito al precedente Notiziario n. 98 del 16 agosto u.s., per fornire ulteriori informazioni in merito ai prevedibili effetti economici e normativi che avrà la risoluzione votata dalla Commissione Difesa del Senato il 3 agosto u.s., che ha impegnato il Governo a dar corso alla c.d. […]


Mentre ai lavoratori civili vengono negati 10.000 passaggi economici in più nel 2016, via libera alla equiordinazione delle carriere del personale delle FF.AA. con le Forze di polizia

17 Ago 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 98 del 16 agosto 2016 – Il Sottosegretario delegato on. D. Rossi incontrerà il 9 set. p.v.  le OO.SS. per fare il “punto di situazione sul trattamento economico del personale civile”.  Trattasi, in buona sostanza, del seguito della riunione del 20.04.2016, nella quale l’on. Rossi aveva illustrato alle OO.SS. le risultanze del lavoro […]


Il consuntivo di bilancio del Ministero della Difesa per l’anno 2015: la spesa per il personale supera il 77%. Le cifre del bilancio assestato 2016

10 Ago 2016 - Flp, Flp Difesa

Notiziario n. 97 del 10 agosto 2016 – La Commissione Difesa della Camera ha concluso i propri lavori, prima della tradizionale sospensione estiva, con l’esame di due provvedimenti legislativi particolarmente importanti, il primo (A.C. n. 3973) concernente il “Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2015”  e, il secondo (A.C. n. 3974), recante invece […]


Passaggi 2016, contrattazione locale sul FUS e valutazione performance i veri buchi neri dell’Ipotesi di accordo FUA 2016. Quattro solo le sigle firmatarie e note a verbale di ben sei sigle su sette: danno la misura esatta delle criticità e dei problemi innescati

5 Ago 2016 - Flp Difesa

Passaggi 2016, contrattazione locale sul FUS e valutazione  performance i veri buchi neri dell’Ipotesi di accordo FUA 2016. Quattro solo le sigle firmatarie e note a verbale di ben sei sigle su sette: danno la misura esatta delle criticità e dei problemi innescati

Notiziario n. 96 del 5 agosto 2016 – PERSOCIV ci ha inviato ieri il testo integrale – con i relativi allegati – dell’Ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2016 con le firme delle Parti accettanti  (A.D. e, sul fronte sindacale, CGIL, CISL, UIL e UNSA), che abbiamo tempestivamente pubblicato sul nostro sito e che […]


Chiusa la trattativa FUA 2016. Accordo al ribasso sui passaggi economici, contrattazione locale azzerata e peso abnorme della valutazione individuale. FLP DIFESA non firma e presenta una nota a verbale

2 Ago 2016 - Flp Difesa

Chiusa la trattativa FUA 2016. Accordo al ribasso sui passaggi economici, contrattazione locale azzerata e peso abnorme della valutazione  individuale. FLP DIFESA non firma e presenta una nota a verbale

Notiziario n. 95 del 2 agosto 2016 – Si è chiusa oggi la trattativa negoziale con l’Amministrazione per la definizione dell’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2016, e si è chiusa a nostro avviso nel peggiore dei modi, con un accordo decisamente al ribasso che prevede per l’anno in corso un  numero di passaggi […]


Problematiche relative ai lavoratori di area Prima: quanta demagogia! A nostro avviso, solo una la soluzione possibile a breve. Nostra lettera a Ministra e Sottosegretario

1 Ago 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 94 del 1 agosto 2016 – L’area 1^, dopo anni e anni di disinteresse colpevole e grave anche sul fronte sindacale, torna improvvisamente al centro della discussione, e questo rappresenta una nota indiscutibilmente positiva. Colpisce però il modo, alquanto demagogico, con il quale si tende a rappresentare e approcciare il problema, anche perché […]


Primo confronto con SMD e SGD sulle “specifiche e coordinate direttive applicative” del protocollo 2.05.2016 sulle funzioni del personale civile. Prevista entro ottobre la loro emanazione

28 Lug 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 93 del 28 luglio 2016 – Si è tenuta nella mattinata di oggi, la prima sessione informativa di STAMADIFESA (SMD) e SEGREDIFESA (SGD)  in merito alla redigende  linee applicative del “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile”,  sottoscritto in data 2 maggio u.s. da Ministra e OO.SS. (vds Notiziario n. 55 di pari data) […]


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