La Ministra Pinotti a colloquio con il nuovo premier Gentiloni
Alla fine, la montagna ha partorito il topolino. Dopo la botta dolorosissima del referendum, dopo le dimissioni di Renzi e dopo una crisi lampo, il risultato è presto detto: un nuovo governo Renzi, ma senza Renzi.
Tra i ministri confermati, c’è ovviamente anche la sen. Pinotti che ha ottenuto il reincarico di Ministra della Difesa all’interno del nuovo Governo presieduto dal nuovo premier, Paolo Gentiloni. Una rinomina che, pare, nessuno ha mai messo in discussione in queste ore, stante la forte sponsorizzazione venuta dai Vertici militari, interessati a garantire continuità alla vigilia del varo dei provvedimenti attuativi del Libro Bianco, e dall’industria della Difesa che sappiamo bene quanto conti nelle vicende di casa nostra.
Dunque, Roberta Pinotti continuerà a fare la Ministra della Difesa ancora per qualche mese, in attesa che la parola torni finalmente al popolo come chiede la quasi totalità delle forze politiche, PD compreso, pare. Ma attenzione: la sen. Pinotti sarà ministra in una situazione però molto diversa dal passato.
Innanzitutto, sotto il profilo politico generale, l’esecutivo di cui farà parte la sen. Pinotti avrà di fatto un mandato a tempo, “governo balneare” si usava dire nella prima repubblica, e dunque per definizione autonomia limitata e corte prospettive, come peraltro risulta essere evidente nelle stesse intenzioni di Matteo Renzi, di cui la Ministra è sostenitrice sin dalla prima ora. Ebbene, questi elementi di partenza non potranno non essere tenuti in debita considerazione anche per quanto la gestione del nostro Ministero e i provvedimenti che verranno varati, in primis il riassetto della Difesa secondo le linee del Libro Bianco.
Ma la situazione appare oggi diversa anche sotto il profilo di nostro maggior interesse, quello sindacale, atteso che la sen. Pinotti viene da due anni e mezzo di impegni disattesi nei confronti del personale civile e delle sue Rappresentanze, e tenuto conto che questo peserà enormemente nei mesi a venire.
La sua prima volta da Ministra della Difesa era stata davvero tutt’altra cosa. Arrivava al vertice del Dicastero dopo anni di impegnativo lavoro, anche come Presidente, nelle Commissioni parlamentari Difesa; e, per quanto di nostro più stretto interesse, vi arrivava anche dopo l’ottima performance da Sottosegretaria alla Difesa del Governo Letta (Ministro era il sen. Mario Mauro), che noi riteniamo essere stato il punto più alto nelle relazioni sindacali degli ultimi anni (pensiamo alle “intese” sui decreti attuativi della legge di riduzione dello strumento militare n. 244/2012 e sulla tabella di equiparazione militari/civili). Anche gli esordi e i primi passi da Ministra erano stati positivi: il ricordo va, in particolare, alle importanti e significative parole dedicate ai lavoratori civili, mai sentite prima, in occasione della esposizione del suo programma di governo del Dicastero, di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 25 del 17.03.2014. Poi, di fatto, più nulla o quasi, in un crescendo rossiniano in cui i vecchi problemi non sono stati risolti e altri di nuovi se ne sono aggiunti.
Sul piano del metodo, le relazioni sindacali sono arrivate al punto più basso: la concessione a CGIL-CISL-UIL dei tavoli separati anche sul livello politico, che costringeva il povero Sottosegretario Rossi a ripetere su cinque tavoli diversi le stesse cose a distanza di soli pochi minuti, sono cose che fanno davvero sorridere fuori dal M.D.; poi, la cancellazione dei permessi di servizio, che ha segnato negativamente le relazioni sindacali locali.
Sul piano del merito, le cose sono andate addirittura peggio. Se ne stanno accorgendo, alla fine, anche CGIL-CISL-UIL che, quasi un anno fa ottenevano lo strombazzato incontro separato del dicembre 2014 (solo annunci in salsa renziana, avevamo allora commentato nel Notiziario n. 136 del 22.12.2015). Di quella famosa lista, comunicata alle OO.SS. con il fg. UDG n. 47764 del 14.12.2015 che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, non abbiamo portato a casa nulla ma proprio nulla, almeno di non considerare una vittoria i 7.002 passaggi economici 2016 (sic) e il protocollo d’intesa del 2.05.2016 che ha derubricato a “protocollo” una previsione di legge a noi molto favorevole, che avevamo strappato nei tavoli tecnici di luglio 2013.
Come si comprende bene, le prospettive di questo “Pinotti 2” non sono di certo le migliori. In ogni caso, servirà discontinuità, nel metodo e nel merito. Il “metodo Renzi” non ha pagato, forse sarà bene rendersene conto!
La Ministra Pinotti e il Sottosegretario Rossi oggi dimissionari
Oggi pomeriggio, Matteo Renzi salirà al Quirinale per rassegnare nelle mani del Presidente della Repubblica le dimissioni del suo Governo dopo la scoppola ricevuta dal popolo italiano in occasione del referendum popolare di ieri, nel quale quasi il 60% degli elettori si è pronunciato contro la riforma costituzionale messa a punto dalla Ministra Boschi in modo alquanto frettoloso e rabberciato e che avrebbe portato alla modifica di buona parte della nostra Costituzione nata dalla Resistenza.
La straordinaria partecipazione alle urne (quasi il 70%, percentuali da consultazione politica) e la dimensione altrettanto straordinaria del pronunciamento degli elettori (quasi il 60% per il “no”) che non ammettono discussioni di sorta, dicono certamente che ha perso Renzi e il suo Governo e che la sconfitta è verosimilmente maturata non solo sul piano dei contenuti della riforma costituzionale proposta, certo non condivisi dal popolo italiano, ma anche ( e forse soprattutto) per il metodo posto essere in campagna elettorale per portare voti e consensi alla causa del si, che gli italiani hanno bocciato sonoramente.
E’ in questo contesto che si iscrive certamente la poco edificante vicenda legata all’accordo tra la Ministra Madia e CGIL-CISL-UIL del 30.11.2016, che la nostra O.S. ha definito una vera e propria “marchetta pre elettorale” e un “accordo truffa” nei confronti dei lavoratori pubblici. Un accordo truffa perché fatto di cifre buttate lì senza alcuna copertura economica (85 € di aumento medio a regime, ma al 2018, e allo stato senza risorse) e fatto anche di impegni scritti tutti sulla sabbia (e oggi sappiamo che di sabbia si trattava). Un accordo truffa perché ha cercato di ridisegnare solo per mero interesse elettorale il volto di un Governo che è sempre stato poco attento alle istanze del lavoro pubblico e ancor più disattento nei confronti del ruolo delle Parti sociali, che ha sempre tenuto ai margini ed escluso da ogni confronto di merito sulle scelte di governo, un Governo che nelle ultime settimane ha improvvisamente riscoperto il valore del coinvolgimento del Sindacato e della contrattazione. E, infine, un accordo truffa firmato da un Governo e da una Ministra che tutti sapevano essere oramai moribondi. L’avevamo detto nei nostri Notiziari: attenzione, i lavoratori fessi non sono. E fessi hanno dimostrato di non esserlo, perché non si sono fatti abbindolare dall’accordo truffa e da chi ha solo voluto truccare le carte.
Con le dimissioni del Governo, escono di scena ovviamente anche la Ministra Roberta Pinotti (pardon, il Ministro Pinotti, per una volta chiamiamola come lei si è sempre firmata….) e il Sottosegretario Domenico Rossi.
FLP DIFESA aveva salutato in modo molto positivo il loro avvento alla guida della Difesa e i loro intendimenti programmatici (vds. rispettivamente, i Notiziari n. 25 del 17.03.2014 e n. 33 del 3.04.2014). Conoscevamo la sen. Pinotti per il suo lavoro precedente nelle Commissioni Difesa, e poi l’avevamo conosciuta più direttamente durante il Governo Letta, all’interno del quale è stata Sottosegretaria alla Difesa delegata alle relazioni sindacali. Con lei, abbiamo scritto la pagina forse più bella delle relazioni sindacali di questi ultimi dieci anni (il confronto unitario di luglio 2013 sugli schemi di decreti attuativi della L. 244/2012), che era poi approdato alla previsione di un “regolamento” sulle funzioni civili; con lei avevamo concordato la nuova tabella di equiparazione militari/civili, oggi dopo tre anni dispersa al fronte; e da Lei avevamo sentito ad inizio mandato le parole più alte in termini di considerazione/attenzione verso i civili. Comprensibili, dunque, le grandi speranze generate al momento del suo arrivo al Vertice del MD. Dopo due anni e mezzo, però, dobbiamo purtroppo dire che quelle speranze sono andate miseramente deluse, anche per l’opera del Sottosegretario on. Rossi, ottima persona certo, ma che forse non ha mai smesso la giacchetta da militare.
Ora si impone per tutti un momento di profonda riflessione, e in primo luogo per quelle OO.SS. che con la pratica dei tavoli separati e degli accordi separati (14.12.2015, ce lo ricordiamo bene!) hanno portato a risultati zero per le lavoratrici e i lavoratori civili.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 140 del 1 dicembre 2016 –
Il Sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi, già generale di CA dell’Esercito ed ex Presidente COCER IF
Il Sottosegretario Rossi ha incontrato oggi le OO.SS., a tavoli separati (cinque in totale, uno per la triplice e quattro per ciascuna delle altre OO.SS.), nei quali ha fatto la stessa relazione per cinque volte consecutive in due ore (così si usa in Difesa…) illustrando la proposta di A.D. per risolvere la spinosa questione relativa ai “lavori insalubri”, innescata dalla circolare PERSOCIV n. 16749 del 14.03.2016 (vds. allegato 1 pubblicato su questa stessa pagina) in virtù degli effetti prodotti sul personale in servizio che vede azzerarsi o allontanarsi di molto il beneficio pensionistico (dai numeri forniti dal Sottosegretario, sono 8 i lavoratori bloccati e 711 quelli pensionandi nei prossimi 10 anni).
Come si ricorderà, nei mesi scorsi non avevano prodotto alcun risultato pratico né il primo confronto tecnico richiesto dalla nostra O.S. (Notiziario n. 52 del 28.04.2016) né il secondo incontro a PERSOCIV (Notiziario n. 118 del 12.10.2016), in quanto la D.G. ritiene la circolare frutto del portato normativo e in linea con la nota sentenza del 2012 della Corte dei Conti. Da qui, il rinvio al tavolo politico.
Sul punto, questi gli intendimenti di A.D.: predisporre una modifica al Decreto Luogotenenziale n.1100/1919 per attualizzare l’elenco dei lavori insalubri; predisporre uno schema di provvedimento di modifica del DPR 1092/1973 nella parte (art. 25) in cui prevede l’applicabilità del beneficio ai soli “operai” e da cui poi le sentenze di Consiglio di Stato (Sz. IV, n. 70/1998) e Corte dei Conti (n. 545/2012), prevedendone l’applicabilità a tutto il personale (operaio e non) operante nelle aree c.d. “attive”; infine un DM con la rivisitazione dell’elenco dei “polverifici”. Questi gli intendimenti di A.D., accompagnati dalla disponibilità della Direzione Generale di riesaminare, se richiesto, la situazione di servizio dei lavoratori interessati.
Preso atto di questi intendimenti, la nostra O.S. ha segnalato in primo luogo che la circolare continuerà comunque a produrre i suoi effetti negativi sul personale in servizio, che ledono a nostro avviso precisi diritti acquisiti e peraltro sulla base di precedenti disposizioni della stessa D.G.; in secondo luogo, le soluzioni legislative prospettate, ancorchè utili ed opportune ai fini della cancellazione del riferimento alla oramai inattuale categoria degli “operai”, presentano però tempi e percorsi lunghi e peraltro da concertare con altri soggetti, che comunque, se e quando arriveranno, produrranno i loro effetti solo ex post, e dunque non risolveranno il danno già prodotto o che si produrrà sui lavoratori oggi in servizio. Il rischio evidente è che si producano una montagna di contenziosi contro A.D. e i Dirigenti responsabili.
Nella seconda parte della riunione, abbiamo rifatto al Sottosegretario Rossi l’elenco delle nostre ben note doglianze, ottenendo, come al solito, “non risposte” anche difficili da comprendere e rinvii sine die:
su “fondo aggiuntivo” e “progressioni verticali”, di cui non c’è nulla nel maxiemendamento relativo alla legge di bilancio 2017 votato lunedì scorso dalla Camera, l’on Rossi ha detto che A.D. sta continuando a lavorare, come e con quali strumenti e tempi non è dato sapere;
sulla “tabella di corrispondenza militari/civili” ci sono ulteriori ritardi e dunque non sia sa quando uscirà il DPCM (abbiamo detto all’on. Rossi che sono già passati 3 anni, e dunque ai ritardi non ci crediamo più);
sul “Libro Bianco”, abbiamo appreso dal comunicato sulla riunione ultima del Consiglio Supremo di Difesa che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, che “a breve inizierà l’iter parlamentare” dei provvedimenti attuativi, evidentemente già impacchettati: e il confronto preventivo con le OO.SS. su cui A.D. si era impegnata?;
nessuna risposta, allo stato, nonostante gli impegni precisi assunti, su “problema transito forestali”, su transito competenze di PREVIMIL all’Arma CC e sulle “agibilità sindacali”, questione quest’ultima in campo da due anni e mezzo;
infine, le forti criticità che stanno emergendo dai tavoli locali in materia di distribuzione del FUS 2016, frutto di un accordo FUA mal fatto e poi dopo anche mal gestito, di cui il Sottosegretario ha detto di non sapere nulla (mah!), e quelle più recenti conseguenti alla nota PERSOCIV sui turnisti, diffusa senza alcun confronto con le OO.SS.
Un mare di questioni irrisolte, come si vede, che producono malessere sul personale civile, come da noi accertato nel corso delle numerose assemblee fatte in questi due mesi, e che da qui a fine anno dovranno trovare risposte e impegni precisi da parte del Vertice politico, altrimenti apriremo una fase vertenziale che risulta non più rinviabile.
Il nuovo Capo del 1° Reparto di SMM CA Giacinto Ottaviani e il nuovo Capo del 3° Ufficio Rosario La Pira hanno incontrato oggi per la prima volta le OO.SS. nazionali.
Il CA Ottaviani ha introdotto la riunione ponendo l’accento sui problemi più importanti, segnalando in particolare l’impegno della FA per lo sblocco delle assunzioni relative agli Arsenali della MM, rispetto ai quali si è comunque detto disponibile a fare un punto della situazione sul riordino. Infine, disponibilità anche in materia di relazioni sindacali.
Ha preso poi la parola la delegazione della FLP DIFESA che ha posto le seguenti questioni:
Incontro con il Capo di SMM: la FLP ha segnalato che, a distanza di oltre sei mesi dal suo insediamento, il Capo di SMM non aveva ancora incontrato le Rappresentanze del personale civile e ha pertanto sollecitato l’incontro, che dovrebbe avvenire a breve per come ci ha assicurato il CA Ottaviani;
Sessioni informative periodiche: in analogia a quanto praticato in altre FFAA, abbiamo segnalato l’utilità di promuovere incontri periodici con le OO.SS. per monitorare riordini e relazioni sindacali;
Rideterminazione dotazioni organichedi Ente: FLP Difesa ha chiesto che vengano aperti confronti, sui livelli nazionale e territoriale, in ordine al necessario adeguamento degli organici di Ente alle dotazioni fissate dal DM 6.2016, anche per i loro riflessi in materia di compiti e funzioni da attribuire ai civili;
Riorganizzazione degli Arsenali e dei Centri Tecnici MM: dopo i confronti di livello nazionale e territoriale che hanno accompagnato il riordino di questi Enti, discendente dal D. Lgs. n. 8/2014, e generato in loco parecchie criticità, in relazione all’attuale fase di applicazione degli organigrammi funzionali definiti dai DD.MM. di struttura e dai provvedimenti a firma del Capo di SMM che hanno innescato un po’ di problemi, FLP DIFESA ha segnalato la necessità di fare una sorta di “tagliando”, Ente per Ente, per individuare le diverse criticità e i possibili adeguamenti e soluzioni, e in questo contesto operare anche una verifica puntuale degli impegni di MM in ordine alle necessità assunzionali finalizzate al turnover del personale e in ordine allo stanziamento dei fondi connessi con il Piano Brin;
Formazione: FLP DIFESA ha segnalato la necessità che la FA metta a punto, d’intesa con le Rappresentanze del personale, piani di formazione per il personale civile che vadano oltre quelli connessi alla antinfortunistica ed alla sicurezza, e che – analogamente a quanto praticato da altre FFAA e utilizzando le nuove tecnologie e i nuovi mezzi informatici – consentano di sviluppare processi formativi in materia amministrativa, contabile, logistica, giuridica e tecnica, da svolgersi a livello territoriale;
Transito degli ex militari nei ruoli del personale civile: analogamente a quanto avvenuto nel corso del recente incontro in sede SME, la nostra OS ha rappresentato la necessità di una maggiore attenzione nell’assegnazione dei profili professionali civili che, a tutela degli stessi interessati, debbono tenere primariamente conto della patologia che ha innescato l’inidoneità al servizio militare, e questo in particolare per quanto attiene l’attribuzione di profili tecnici destinati agli Enti dell’area industriale;
Relazioni Sindacali e trattative FUS: FLP DIFESA ha segnalato le criticità che stanno emergendo in alcuni Enti in ordine alle relazioni sindacali, per quanto concerne le modalità di svolgimento delle riunioni che in alcuni casi risultano disallineate rispetto agli accordi quadro in sede ARAN e alle conseguenti e connesse indicazioni degli Organi centrali del MD; ha poi evidenziato i problemi che stanno emergendo in questi giorni nelle trattative locali sul FUS 2016, frutto di un accordo nazionale mal fatto e ancor di più mal gestito, e anche quelli legati alla applicazione di alcune circolari PERSOCIV, segnatamente quella relativa a lavori insalubri/imbarchi e, più recentemente, quella concernente le turnazioni.
Il CA Ottaviani ha preso atto delle segnalazioni della nostra O.S., riservandosi di approfondirne i diversi aspetti. Ovviamente riprenderemo tutti questi temi in sede di incontro con il Capo di SMM.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 138 del 29 novembre 2016 –
Fiducia sul maxiemendamento DDL Bilancio 23017: la Camera approva
La Camera ha votato ieri sera la ficucia sul maxi emendamento che contiene il testo emendato del disegno di legge di bilancio 2017 (DDL n. 4127-bis), sul quale si dovrà ora pronunciare il Senato. Tra gli emendamenti approvati, non figurano purtroppo quelli proposti da alcuni membri della Commissione Difesa su precisa sollecitazione di FLP DIFESA (si veda il Notiziario n. 131 del 16.11.2016) che riguardavano: l’istituzione dal 1.1.2017 di un Fondo aggiuntivo per i civili del MD; l’avvio delle progressioni verticali che interessava in primis il personale di area 1^; infine, l’estensione ai civili del c.d. bonus sicurezza (80 € mensili) attribuito l’anno scorso a tutti i militari. Pubblichiamo su questa pagina: in allegato 1, tutti gli emendamenti approvati dalla Camera e in allegato 2 gli emendamenti sollecitati da FLP DIFESA.
La “bocciatura” dei tre nostri emendamenti è dovuta molto semplicemente al combinato disposto tra il parere negativo venuto dal Governo e il mancato sostegno da parte del nostro Vertice politico, che pure su quelle proposte si era impegnato direttamente con le OO.SS., in particolare su Fondo aggiuntivo e progressioni verticali (si vedano rispettivamente il Notiziario n. 117 del 10.10.2016 e il Notiziario n. 122 del 19.10.2016). Un impegno che poi è miseramente naufragato nei fatti, innanzitutto perché quelle norme predisposte dal Gabinetto non hanno trovato posto del DDL adottato dal Consiglio dei Ministri (il che avrebbe assicurato un passaggio morbido in Parlamento, in quanto supportato alla base dal parere positivo di MEF e FP) a dimostrazione questo del basso “potere contrattuale” del nostro Vertice politico in quelle sedi, ma anche perché quando quelle proposte hanno poi trovato posto negli emendamenti da noi sollecitati, l’Amministrazione non li ha per nulla sostenuti. Così ci risulta, e così diciamo ai colleghi.
Di fronte a questi fatti, assolutamente certi e inoppugnabili, una domanda sorge spontanea: perché tutto questo? Perché ci sono state annunciate iniziativa legislative e poi, al dunque, A.D. se ne è lavata le mani? Abbiamo il sospetto di essere stati un po’ presi in giro, e il sospetto ci sta davvero tutto.
Come per gli 85 € improvvisamente comparsi dal cilindro di Renzi e Padoan (ma a babbo morto), non appare del tutto peregrina l’idea che quegli annunci della nostra Amministrazione su fondo aggiuntivo e progressioni verticali tendessero semplicemente ad ammorbidire i lavoratori alla vigilia del referendum, i quali però ora sono più arrabbiati di prima. E ne hanno ben donde, atteso che, dopo l’ annuncio delle scorse settimane, il 1° gennaio è oramai alle porte e del fondo aggiuntivo e di progressioni verticali a partireda quella data non c’è neanche il fumo.
Tra gli emendamenti non passati, c’era quello che interessava direttamente i lavoratori civili di area prima e prevedeva l’indizione, a partire dal 2017, “di una o più procedure interne per il passaggio del personale inquadrato nella prima area funzionale all’area seconda, con profilo professionale di addetto e attribuzione della prima fascia retributiva d’inquadramento”.
Si trattava di una proposta tesa a risolvere lo storico problema dell’area 1^, ma con un limite di cui eravamo ben consapevoli (tempi lunghi per il transito di tutti gli “ausiliari” in area 2^, lo avevamo detto ai colleghi nel Notiziario n. 131 del 16.u.s.), ma che avevamo sposato nella circostanza anche per aprire una strada che avrebbe dovuto trovare concorde la stessa A.D che però poi, al dunque, si è sottratta al dovere di sostenerla in sede parlamentare.
Ai colleghi avevamo però già detto, e in epoca non sospetta (vds Notiziario n. 20 del 18.02.2016), che continuavamo a preferire la soluzione contenuta nella piattaforma FLP per il rinnovo del CCNL (soppressione area 1^), presente anche nella piattaforma FLP per il CCNL 2006-2009, ma che non trovò allora consenso in sede ARAN.
A tal riguardo, c’è oggi una novità importante, che segnaliamo agli interessati: ci risulta che nella bozza di piattaforma per il comparto funzioni centrali, CGIL-CISL-UIL chiedano la cancellazione della 1^ area e il suo accorpamento alla 2^.
Una gran bella notizia, questa volta la battaglia la si può fare davvero, e insieme! Ora speriamo che A.D. si spenda al riguardo, come da noi già richiesto con lettera del 1.08.2016 alla Ministra che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3.
Nel pomeriggio di ieri 23 novembre, il Capo di SME, gen. Danilo Errico, ha incontrato le OO.SS. nazionali a tavoli uniti, dando positivamente seguito ad una richiesta da noi avanzata nel corso della prima riunione, quella di incontri periodici tra il Capo della Forza Armata Esercito e le Rappresentanze del personale civile, in una fase complessa e difficile quale quella che attende l’Esercito da qui al 2018. E ieri pomeriggio si è svolto il quarto incontro dal momento della sua nomina al vertice della F.A. (20.02.2015), i precedenti essendo avvenuti, il primo il 9 giugno 2015 (Notiziario n. 59 di pari data), il secondo il 29.07.2015 (Notiziario n.83 di pari data) e l’ultimo, in ordine di tempo, il 14.01.2016 (Notiziario n. 6 di pari data).
Un autentico record, atteso che gli incontri con i Vertici delle FF.AA. avvengono di norma ad inizio mandato e poi basta, e qualche volta neanche quelli (l’attuale Capo di SMM, a sei mesi dalla nomina, non ha ancora trovato il tempo di incontrare le OO.SS., cosa che non mancheremo certo a breve di ricordare). Dunque, un esempio importante di positive e feconde relazioni tra il Vertice di F.A. e le Rappresentanze del personale civile, che peraltro si associa alle buone relazioni che intratteniamo da tempo con RPGF e DIPE. Dopo una breve introduzione del gen. F. Federici, Capo del 3° Reparto Pianificazione, la parola è passata alle OO.SS. che, ciascuna per la propria parte, hanno rappresentato le diverse problematiche.
Per quanto ci riguarda, come FLP DIFESA, abbiamo innanzitutto ringraziato il gen. Errico per l’attenzione che riserva al rapporto con le OO.SS. e alle problematiche del personale civile, e che in molti casi sono stati seguiti da interventi decisi e risolutivi, e di questo abbiamo ampiamente dato atto al Capo di SME. Abbiamo poi affrontato diverse questioni, che cerchiamo molto brevemente di riassumere per punti.
SESSIONI INFORMATIVE PERIODICHE CON RPGF E DIPE
Dato atto della puntualità con quale la Forza Armata assolve al dovere di informazione preventiva nei confronti delle OO.SS. in merito ai diversi provvedimenti di riordino, manca però un coinvolgimento vero e sostanziale delle OO.SS., in quanto non vengono lasciati spazi per contributi e proposte delle OO.SS., posto che le informazioni riguardano scelte e configurazioni già decise. A tal riguardo, abbiamo rappresentato al gen. Errico il nostro punto di vista sull’utilità, per il futuro, di organizzare le sessioni informative secondo modalità che prevedano spazi per eventuali contributi e proposte delle OO.SS., che sono spesso frutto delle sollecitazioni che vengono direttamente dalle sedi locali, da valutare poi da parte della F.A. fermo restando comunque la sua autonomia decisionale prevista dalla norme vigenti.
Questo significherebbe, a nostro avviso, uscire da una logica puramente partecipativa di decisioni già assunte, e assicurare un coinvolgimento più diretto e sostanziale delle Parti sociali.
RIDETERMINAZIONE DELLE DOTAZIONI ORGANICHE DEGLI ENTI DELL’ESERCITO
Nell’ultima sessione informativa con RPGF e DIPE (vds. Notiziario n. 127 dell’8.11.2016), ci è stato comunicato che la F.A. sta avviando l’operazione di adeguamento delle dotazioni organiche degli Enti Esercito alle previsioni (per Regione e per profilo) contenute nel D.M. 29.06.2016, attuativo del DPCM 22.01.2013, di cui abbiamo già riferito nel Notiziario n. 100 del 29.08.2016. Trattasi di una operazione straordinariamente importante, in quanto riguarda direttamente l’impiego del personale civile, atteso che dietro i numeri e i profili previsti stanno anche altre cose, in primis ruoli e posizioni di responsabilità. Attesa dunque la portata in un qualche modo strategica dell’operazione in atto, abbiamo chiesto al gen. Errico che vengano coinvolte le parti sociali, e ovviamente in termini non meramente partecipativi.
RIORDINO SERVIZI AMMINISTRATIVI DELLA FORZA ARMATA
Come si ricorderà, nel l’incontro del 14 gennaio con il gen. Errico, la nostra O.S. sollevò il problema dell’avvio del progetto sperimentale di riordino dei servizi amministrativi avvenuto al netto di qualsiasi informazione alle OO.SS., e in quella sede il Capo di SME dispose una urgente riunione sul tema che poi avvenne a stretto giro di tempo (vds. Notiziario n. 13 del 26.01.2016). Da allora, non se ne è saputo più nulla. E allora, attesa l’importanza di questo riordino che interessa una grande platea di personale civile e considerate le criticità che ci vengono segnalate, abbiamo chiesto un urgente punto di situazione.
FORMAZIONE
FLP DIFESA ha segnalato la necessità di ridare centralità al tema della formazione, che è praticamente scomparso dall’orizzonte di A.D. a seguito della soppressione di CEFODIFE e dell’attribuzione a SNA (Scuola Nazionale dell’Amministrazione) delle incombenze formative, che si limitano però solo all’area 3^ escludendo il personale delle altre aree, in particolare quello tecnico. A nostro avviso, tenuto anche conto di quanto previsto dal D.Lgs n. 8/2014 (percorsi formativi finalizzati alla gestione delle eventuali eccedenze connesse alla riduzione degli organici), il tema dovrà trovare una soluzione rapida ed efficace.
ENTI DELL’AREA INDUSTRIALE
Come noto, il combinato disposto tra progressivo invecchiamento del personale e blocchi del turnover stanno creando una situazione che sta per traguardare il punto di non ritorno, e che potrebbe avere come sbocco conclusivo l’attuazione della previsione dell’art. 280 del Libro Bianco, con cessione di strutture a personale all’industria privata. Per contrastare questa conclusione, è necessario che la F.P. autorizzi quel piano straordinario di assunzioni per l’area industriale del MD che la nostra O.S. chiede invano da anni. Nel frattempo, è necessario recuperare da possibili esternalizzazioni quote progressive di lavorazioni, costruendo condizioni che ne assicurino la fattibilità. C’è poi il problema della trasmissione dei saperi.
TRANSITO EX MILITARI NEI RUOLI CIVILI
A fattor comune con le altre sigle sindacali, abbiamo segnalato al Capo di SME la necessità di una maggiore attenzione nell’assegnazione dei profili professionali civili che, a tutela degli stessi interessati, debbono tenere primariamente conto della patologia che ha innescato l’inidoneità al servizio militare.
TAVOLI LOCALI PER IL FUS
Alcune delle OO.SS. firmatarie dell’accordo FUA 2016 hanno segnalato le criticità legate agli accordi FUS, che a loro giudizio discenderebbero dalla circolare del 13.09.2016 della D.G. A tal riguardo, coerentemente con le posizioni assunte in sede di trattativa, abbiamo rilevato che le criticità provengono dalla “direttiva performance”, ai più passata inosservata, e dal non riequilibrio in sede di accordo FUA. Sull’argomento, dedicheremo presto uno specifico Notiziario anche alla luce delle criticità emerse in loco.
SEZIONE STACCATA DEL V° REPARTO INFRASTRUTTURE DI VERONA.
Nell’ultima sessione informativa con RPGF e DIPE siamo stati informati sulla imminente soppressione al
31 dicembre p.v. dell’Ente, e già in quella sede la nostra O.S. espresse perplessità al riguardo e invitò la F.A. ad un “ripensamento”, atteso che la stessa “gestisce un notevole patrimonio infrastrutturale con l’ausilio di nuclei di manodopera e che peraltro è portatrice di una esperienza unica sul territorio nazionale, quella di un accordo di programma con il Comune di Verona che prevede l’esecuzione di lavori sovraintesi proprio dalla stessa Sezione Staccata” (vds. Notiziario n. 127 dell’8.11.2016). Nella riunione di oggi, abbiamo riproposto la questione alla diretta attenzione del gen. Errico, confortati in questo dall’assembla indetta dalla nostra O.S. il 22 u.s. con tutto il personale, nella quale erano emerse anche le diseconomie per la F.A. innescate dalla soppressione, e nella quale ci era stato consegnata una “relazione sullo stato di efficienza dellaSezione”, molto dettagliata, che abbiamo consegnato al Capo di SME. Queste le questioni da noi rappresentate. A conclusione, il gen. Errico ha fornito le seguenti risposte:
in merito alle sessioni informative, si è riservato un approfondimento con il Reparto interessato;
in merito alla ridefinizione degli organici e al riordino dei Servizi Amm. ha accolto le nostre richieste;
sulle problematiche afferenti a “formazione”, “area industriale” “transito ex militari” e “FUS 2016” , ha preso atto di quanto rappresentato condividendone molti aspetti e riservandosi un approfondimento;
sulla vicenda della Sezione Staccata di Verona, ha ricordato che il provvedimento è previsto dalla relazione illustrativa del D.Lgs. 7/2014, ma si è riservato una decisione al riguardo che ci farà sapere.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 133 del 22 novembre 2016 –
Abbiamo sottoscritto ieri, presso la Direzione Generale di Agenzia Industrie Difesa, l’accordo definitivo per la distribuzione del Fondo Unico 2016 (testo in allegato 1), già certificato con rilievi da FP e MEF gli stessi del Ministero Difesa, che hanno pertanto obbligato ad alcune correzioni rispetto all’Ipotesi di accordo siglata in data 7 settembre u.s. e di cui abbiamo riferito nel nostro Notiziario n. 103 di pari data.
Il predetto accordo reca, tra gli altri accantonamenti, anche quello relativo al finanziamento degli sviluppi economici con decorrenza 1.1.2016, che saranno formalmente avviati da oggi, come da noi già preannunciato, dopo l’avvenuta pubblicazione del bando e della circolare introduttiva (che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2 e 3, insieme alle FAQ già disponibili in allegato 4) e l’imminente attivazione della procedura on line (gestita da PRAXI SpA, e raggiungibile attraverso il link https://aid-progressioni2016.cloud.praxi/ per la presentazione delle istanze di partecipazione da parte dei lavoratori, il cui termine scadrà improrogabilmente il 7 dic. p.v..
A differenza della Difesa, il cui numero di sviluppi economici 2016 risulta decisamente basso (solo 7.002) e assicura la copertura di solo il 25 % circa del personale effettivo (a differenza di quanto avvenuto in altri Ministeri, dove le percentuali di copertura sono state molto più alte: MiSE 75%; MEF 67%; etc., motivo questo per il quale FLP DIFESA non ha sottoscritto il relativo accordo), in AID le cose sono andate decisamente meglio. Infatti, accogliendo il nostro invito ad aumentare significativamente il numero degli sviluppi economici 2016 andando oltre il numero dei lavoratori bloccati nella unica e precedente tornata con decorrenza 1.1.2010, la D.G. ha modificato la sua iniziale proposta che prevedeva solo 94 progressioni (copertura del 10%) fatta alle OO.SS. nella riunione del 26.04.2016 (vds. Notiziario n. 50 di pari data), pervenendo successivamente ad numero decisamente superiore, che poi è quello previsto dall’ accordo e sottoscritto da FLP DIFESA e dalle altre sigle firmatarie. Vengono dunque messi a concorso n. 319 passaggi complessivi, di cui n. 304 per le progressioni in area 2^ e n. 15 per quelle in area 3^, e con questi numeri è cresciuto il rapporto tra numero di passaggi e personale presente: rispetto ai circa 830 lavoratori interessati, la copertura è ora vicina al 40% circa. Un risultato dunque ben diverso da quello registrato nel M.D., e che, a differenza del M.D., ci ha portato a firmare l’accordo. Ci chiediamo: ma perché nel M.D. non si è voluto alzare i numeri degli sviluppi 2016?
L’accordo reca anche un impegno per i passaggi economici con decorrenza 1.1.2017 nel numero di 230, articolati per le diverse fasce nei termini di cui all’art. 10. La terza fase dei passaggi vedrà la luce nel 2018, come da impegno che le Parti hanno assunto con nota congiunta allegata all’Accordo, e dovrà a nostro avviso assicurare a tutti i lavoratori il secondo passaggio di fascia ricomprendendo anche i bloccati 2010 che avranno il primo transito quest’anno. In AID, il secondo passaggio di fascia per tutti entro il 2018 è dunque un obiettivo pienamente raggiungibile, a differenza del M.D. dove con la partenza al rallentatore del 2016 sarà un pò difficile traguardarlo.
I criteri per l’attribuzione degli sviluppi economici 2016 sono quelli riportati, per le diverse aree, nell’allegato 12 dell’accordo, e riconfermano praticamente in toto quelli della Difesa, ad eccezione del maggior punteggio (punti 4) attribuito all’anzianità di fascia retributiva. Naturalmente, ribadiamo in pieno le nostre riserve sulla scelta relativa all’inserimento del criterio “performance individuale”, di fatto imposto dalla F.P., e con un punteggio massimo che continuiamo a ritenere abnorme. Ribadiamo altresì le nostre riserve anche sulla scelta di destinare il 15% delle risorse destinate ai tavoli locali e ampie riserve anche sul contenuto del comma 2 dell’art. 8, che sostanzialmente azzera la contrattazione locale, motivi per i quali abbiamo riproposto la nota a verbale già allegata all’Ipotesi di accordo.
L’aula della V^ Commissione Bilancio e Programmazione della Camera dei Deputati
Dopo il via libera del Consiglio dei Ministri del 15 ottobre u.s., il “Disegno Di Legge (DDL) di bilancio 2017” (che ripubblichiamo in allegato 1) è approdato alla Camera in data 29 ott. u.s., ed assegnato alla V^ Commissione Bilancio, attualmente impegnata nel vaglio degli emendamenti presentati. Tra i quali, quelli sollecitati da FLP DIFESA (istituzione Fondo Integrativo; estensione ai civili del c.d. “bonus sicurezza” e transito personale ausiliario in area 2^, vds allegato 2 qui pubblicato) e di essi abbiamo già riferito nel precedente Notiziario n. 131. Vediamo dunque le scelte del DDL per il M.D.
Diciamo subito che, in virtù della riforma contabile introdotta dalla Legge n. 163/2016, il DDL accorpa quest’anno disposizioni (1^ Sezione) e previsioni (2^ Sezione) di entrata e di spesa
Con riferimento alla 1^ Sezione, quattro gli articoli d’interesse del MD: il primo, l’art. 52, dispone lo stanziamento complessivo di 1, 92 mld € per il 2017 e di 2,63 mld € per il 2018. Con queste risorse, occorrerà procedere nel 2017: al rinnovo dei contratti di lavoro per il 2016-2018; ad assunzioni a tempo indeterminato (Forze di Polizia, Vigili del Fuoco, Agenzie Fiscali, AA.CC., etc.); al riordino dei ruoli delle Forze di PS e delle FF.AA. (c.d.“equiordinazione”, vds. Notiziario n. 126) “ovvero alla proroga per il 2017” del c.d. “bonus sicurezza” di 960 € annue attribuito con la L. 208/2015 a tutto il personale del comparto sicurezza e difesa. Dunque, per il rinnovo CCNL, resteranno meno di 700 MLN € (vds. articolo sul ns. sito).
Il secondo articolod’interesse del MD è il n. 54, che proroga la fino al 31 dicembre 2017, e limitatamente a 7.050 unità, l’operatività del piano di impiego di un contingente di militari delle FF.AA., posto alle dirette dipendenze dei Prefetti, per il controllo del territorio e nelle attività di vigilanza a siti e obiettivi sensibili.
Il terzo articolod’interesse del MD è il n.60 che, reca i tagli di spesa a carico dei Ministeri, e la tabella indica i diversi contributi: quelli della Difesa ammontano a 74,9 mln € per il 2017, a 74,8 mln € per il 2018 e a 71,4 mln € per il 2019. Non poco, dunque: assisteremo allora nei prossimi anni a ulteriori riduzioni della spesa dell’esercizio?
L’ultimo articolod’interesse del MD è il n.80 che istituisce nello stato di previsione del M.D. un fondo con una dotazione di 70 mln € per il 2017 e di 180 milioni annui per gli anni 2018-2030 per l’acquisto e ammodernamento dei mezzi strumentali in uso alle Forze di Polizia (anche Arma dei Carabinieri) e al Corpo dei Vigili del Fuoco.
La sezione seconda del DDL reca lo stato di previsione della spesa del M.D. per il triennio 2017-2019, e presenta molte novità rispetto alla precedente legge di bilancio, per effetto della soppressione del Corpo Forestale dello Stato assorbito nell’Arma CC, di una diversa evidenziazione delle missioni militari internazionali e di altri minori affinamenti. La missione di maggiore d’interesse del M.D. è la n. 5, e ricomprende, differenziandole, le spese per l’”approntamento e l’impiego” delle tre armi e dei Carabinieri. Stanziamenti d’interesse del MD sono però presenti anche negli stati di previsione di altri Ministeri: Ministero dell’Economia e Finanze, per quanto attiene il Fondo per le missioni internazionali; Ministero per lo Sviluppo Economico per quanto riguarda acquisti, es. le FREMM).
Nel complesso, il bilancio 2017 risulta pari a 20.628 MLN € e corrisponde all’1,90 del PIL (nel 2016 ha inciso per l’1.95%). Le disponibilità 2017 sono pari a MLN € 20.281,1, con -29,2 MLN € sul 2016. Annotazione importante: il DDL non reca nulla in merito all’auspicata proroga per il raggiungimento della c.d. ”economica gestione” degli Enti di Agenzia Industrie Difesa.
Come si vede, non c’è nulla per il personale civile, nonostante gli impegni del Vertice. Questo “vuoto” ha innescato la nostra iniziativa in sede parlamentare, che ha poi portato alla presentazione dei tre emendamenti sollecitati da FLP DIFESA. A tal riguardo, precisiamo che, a differenza di quanto si era dedotto leggendo l’elenco degli emendamenti non ammissibili (che pubblichiamo su questa pagina in allegato 3) che non lo ricomprendeva, nel corso della seduta del 15 u.s. la V^ Commissione non ha ammesso l’emendamento sugli ausiliari (vds resoconto che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 4).
La notizia non è certo delle migliori, nel frattempo però sta emergendo una novità che apre prospettive per una rapida e totale soluzione del problema. Ne riparleremo a breve!
L’on. GP Scanu tra i firmatari degli emendamenti d’interesse dei civili sollecitati da FLP DIFESA
Ce l’abbiamo fatta! Tre emendamenti al Disegno di Legge (DDL) di bilancio 2017, messi a punto e sollecitati dalla nostra O.S., sono stati presentati in V^ Commissione della Camera, che li ha già dichiarati ammissibili e pertanto dovranno essere ora discussi e votati (su questa stessa pagina sono pubblicati: in allegato 2 , il testo completo dei tre emendamenti; in allegato 3 il tomo 2° degli emendamenti presentati in Commissione, con indicate le pagine dove si trovano gli emendamenti di nostro interesse). Trattasi di tre emendamenti di straordinario interesse per i lavoratori civili che, se approvati, risolverebbero alcuni problemi storici della categoria.
Il primo (emendamento n. 117 all’art. 74 del DDL) prevede l’istituzione dal 1.1.2017 di un “Fondo integrativo del trattamento economico accessorio del personale civile delle aree funzionali del Ministero della difesa destinato a remunerare tale peculiare situazione di impiego e la complessità e variabilità dei nuovi compiti da assolvere. Detto Fondo è ripartito attraverso la contrattazione collettiva nazionale integrativa”. Trattasi in buona sostanza della norma predisposta dal Gabinetto e illustrata alle OO.SS. dal Sottosegretario Rossi nella riunione del 10 ottobre u.s., che avevamo giudicato in modo positivo e che, per renderla operativa dal 2017, avevamo richiesto fosse inserita nel DDL di Bilancio (si veda il Notiziario n. 117 di pari data). Cosa poi non avvenuta, e da qui la nostra iniziativa per introdurla.
Il secondo (emendamento n. 121 all’art. 74 del DDL) prevede l’indizione, a partire dal 2017, “di una o più procedure interne per il passaggio del personale inquadrato nella prima area funzionale all’area seconda, con profilo professionale di addetto e attribuzione della prima fascia retributiva d’inquadramento”. Trattasi anche qui di una proposta illustrata alle OO.SS. nel corso della riunione al Gabinetto del 19 ottobre u.s. (si veda il Notiziario n. 122 di pari data), finalizzata a risolvere lo storico problema del personale di area 1^. Una proposta che certo ha il limite da noi indicato (tempi non brevi per il transito di tutti gli “ausiliari” in area 2^) e per questo continuiamo a preferire la soluzione contenuta nella nostra piattaforma per il rinnovo contrattuale (azzeramento area 1^), ma che abbiamo comunque sposato nella circostanza, anche allo scopo di aprire una strada e avviare un processo che troverebbe peraltro concorde la stessa A.D. Che quella bozza di norma ha costruito, ma che, al pari della precedente sul Fondo Integrativo, non ha trovato posto nel DDL di bilancio 2017, e per questo noi l’abbiamo ripresa.
Il terzo e ultimo (emendamento n. 34 all’art. 52 del DDL bilancio 2017) prevede che il c.d. “bonus sicurezza” di 80 € mensile, attribuito con la legge di stabilità 2016 a tutto il personale del comparto Sicurezza e Difesa (e dunque anche a tutti i militari), venga “esteso per l’anno 2017 al personale civile del Ministero della Difesa in servizio presso enti e reparti dove è corrisposta al personale militare l’indennità di supercampagna”. Questo emendamento nasce da una precisa proposta della nostra O.S. formulata al Sottosegretario nella riunione del 10 ott- (si veda il Notiziario n. 117 di pari data), che l’on. Rossi si era impegnato a valutare, ma che, al pari delle altre due questioni, non ha trovato spazio nel DDL. A dire il vero, la nostra proposta ne prevedeva l’estensione a tutti i civili, ma la mediazione politica ha dato questo risultato, che riteniamo comunque non disprezzabile: sarebbe un primo passo importante.
Tutti e tre gli emendamenti messi punto da FLP DIFESA sono stati condivisi, sottoscritti e presentati dai deputati PD della Commissione Difesa onn. P. Bolognesi, Paola Boldrini, G.L. Fusilli, G.P. Scanu e G. Zanin, che vogliamo qui ringraziare per la loro grande disponibilità. Ora la palla passa alla Camera, ma passa anche al nostro Vertice politico che vedremo come si spenderà al riguardo.
Anche per questo, abbiamo scritto alla Ministra e p.c. ai Vertici la lettera che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, nella quale sollecitiamo un forte impegno ai fini dell’ approvazione.
Dopo tante parole, ora è venuto davvero il momento dei fatti.
Allegato 3: ddl-4127bis-emendamenti-tomo 2°-(quelli di cui si parla nel presente Notiziario si trovano:il n. 52.34 a pag. 33,il n. 74.117 a pag. 587 e il n. 74.121 a pag. 588)
Notiziario n. 130 del 14 novembre 2014 –
“Radio Difesa” dava la notizia per scontata già da metà della scorsa settimana, e oggi è arrivata la conferma ufficiale attraverso una “news” pubblicata stamattina sul sito istituzionale, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, e che abbiamo già provveduto a inviare tempestivamente in mattinata a tutti i nostri iscritti.
La notizia è questa: la Direzione Generale per il personale civile, in ragione delle criticità che si sono registrate in queste due settimane, ha deciso di prorogare di sette giorni il termine per la presentazione delle domande di partecipazione alla procedura selettiva per n. 7.002 sviluppi economici interni alle aree con decorrenza 1.1.2016.Il nuovo termine di scadenza è pertanto fissato alle ore 23.59 del 22 novembre p.v..
Dunque, sono ancora disponibili altri sette giorni per presentare le istanze di partecipazione al bando, e questo rasserenerà (speriamo) i tanti colleghi che in questi giorni non sono riusciti a presentare le proprie istanze perché il sistema ad un certo punto non consentiva il completamento della procedura, e i diversi e ripetuti tentativi per cercare di sbloccare l’impasse non andavano purtroppo a buon fine. Va anche detto che in tantissimi casi le pur utili e meritorie FAQ (Frequently Asked Questions, ovvero le domande ricorrenti degli interessati), pubblicate nello spazio “info” del portale on line e che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, non risolvevano il problema che pertanto rimaneva tale, e i tentativi di capirne meglio la natura e di trovare le giuste soluzioni per rimuoverlo non davano operativamente alcun risultato.
Nella maggior parte dei casi, i problemi erano legati ai data base non puntualmente aggiornati che sono in possesso di A.D.. Facciamo un esempio: se il codice fiscale che risultava nel data base era sbagliato, allorquando il collega digitava il proprio codice fiscale corretto, il sistema non lo riconosceva e pertanto non gli consentiva di andare avanti e di completare la procedura. Ovviamente, sarebbe stato necessario che prima dell’avvio della procedura fossero stati aggiornati questi benedetti data base…….
A questi problemi diciamo “tecnici”, si sono poi sovrapposti altri problemi, che avrebbero dovuto essere evitati. Un esempio per tutti: l’art. 7 del bando prevede che l’URP di PERSOCIV fornisca “ogni informazione relativa alla presente procedura concorsuale per gli sviluppi economici”, e a tal riguardo lo stesso art. 7 indica con precisione giorni, orari e numeri telefonici per l’accesso alle informazioni. Ebbene, ci risulta che moltissimi colleghi interessati abbiano sì telefonato, e anche ripetutamente, all’URP, ma purtroppo senza ottenere risposta, in quanto a quei numeri pare non rispondesse alcun operatore. Un altro esempio: ci risulta che siano rimasti inevasi quesiti inviati, anche da Enti della nostra Amministrazione, alla D.G. relativi alla procedura o ad altri aspetti comunque legati al bando. E questo genere di situazioni, certo inaspettate e che FLP DIFESA ha comunque segnalato alla D.G. con propria mail del 4 novembre u.s., ha acuito i problemi.
Allo stato, ci risulta che ci siano ancora diversi colleghi che non hanno potuto presentare la domanda di partecipazione per i problemi di cui sopra o per altri ancora: ovvio che, in queste condizioni, sarebbero fioccati diffide e ricorsi, in aggiunta alle non poche diffide e ai ricorsi già pervenuti o in arrivo al D.G. firmatario del bando in ordine ai controversi criteri/punteggi per la formazione delle graduatorie.
Con questi chiari di luna, era dunque del tutto scontata una proroga, che PERSOCIV ha ora fissato in 7 giorni, e che speriamo servano a risolvere tutti i problemi: non uno solo dei lavoratori dovrà restare fuori dalla procedura per problemi generati da fattori indipendenti dalla propria volontà, sia chiaro!
I giorni utili però non sono poi tanti: “le progressioni orizzontali non possono avere una decorrenza retroattiva rispetto all’anno in cui le graduatorie sono approvate” (parere ARAN n. 7086 del 13 settemebre u.s.).
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