Il 18 p.v., a PERSOCIV, partirà la trattativa con A.D. per gli sviluppi economici 2017 (in allegato 2, pubblichiamo la convocazione da parte della D.G.). La nostra O.S., con lettera del 9 u.s. e di cui al Notiziario n. 6 di pari data, aveva chiesto alla Ministra che fosse “aperta rapidamente la trattativa” per introdurre correttivi ai criteri che nel 2016 hanno fatto parecchia acqua e per alzare possibilmente i numeri del 2017, e questo anche per scansare “il limite del numero di sviluppi che il redigendo Testo Unico P.I. potrebbe contenere (20% max rispetto effettivi)”. Diamo atto allora ad A.D. di aver agito nella circostanza molto più che rapidamente, davvero un record!
Però, a 20 giorni oramai dalla pubblicazione delle graduatorie provvisorie (Notiziario n. 149 del 28.12.2016, oltre 6.000 sinora le visualizzazioni sul nostro sito), non abbiamo ancora letto un solo rigo di analisi e di commento delle parti firmatarie degli sviluppi 2016, pur a fronte dei tanti mal di pancia e delle grida di rabbia e di delusione che vengono da molti lavoratori. Allora, lo facciamo noi, anche perché, prima del 18 p.v., appare opportuno e doveroso operare un’analisi e una riflessione sugli sviluppi 2016, anche per individuare elementi utili per la nuova trattativa.
Come è ben noto ai colleghi, all’avvio della trattativa per gli sviluppi 2016, obiettivo condiviso da tutte le Parti (AD e OO.SS.) era quello, dopo sei anni di blocco successivi alla prima tornata del 2010, di dare priorità assoluta alla progressione di fascia dei quasi 7.000 lavoratori non beneficiati in quella prima tornata.
Se questo obiettivo era comune, le ricette proposte per raggiungerlo furono invece diverse. CGIL-CISL-UIL chiesero da subito (loro comunicato del 21.01.2016) solo 7000 progressioni (il 25%), mentre FLP DIFESA chiese un numero più che doppio (16.974, pari al 63%), non solo per allinearci alle scelte di altre AA.CC. e per dare così più opportunità ai colleghi dopo ben sei anni di blocco, ma anche perché, a fronte dei criteri che andavano nel frattempo maturando nel confronto nazionale, eravamo convinti che i 7.002 sviluppi proposti offrissero maglie larghe al non raggiungimento dell’obiettivo comune e condiviso.
Esprimemmo più volte questa posizione: guardate, dicemmo allora, che con quei criteri, il rischio è che non tutti i non vincitori 2010 possano transitare nel 2016 e che, al contempo, colleghi beneficiati nel 2010 possano riottenere il beneficio nel 2016. Occorreva dunque alzare i numeri per abbassare il rischio.
Questo ragionamento ad un certo punto sembrò fare breccia in A.D., al punto che la dr.ssa Corrado formalizzò alle OO.SS. con mail del 4.07.2016 la nostra proposta sui 16.974 sviluppi, che però, di fronte alla levata di scudi di CGIL-CISL-UIL (“proposta scandalosa e irricevibile”, dissero!), la tolse subito dal tavolo, confortata in questo dai propri ”tecnici” che garantirono che con i 7.002 si sarebbe raggiunto certamente l’obiettivo.
Le cose, purtroppo, non sono andate in quella direzione, e a perderci sono stati migliaia di colleghi. Analizzando infatti tutte le graduatorie provvisorie e facendo un po’ di conti su di esse, si comprende bene come gli esiti finali siano andati per buona parte proprio nella direzione da noi temuta e segnalata.
FLP DIFESA ha elaborato il prospetto con tutti i numeri (per area e per fascia) degli sviluppi 2016, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1. Da questi numeri, emerge con evidenza che i 7.002 vincitori della procedura 2016 non sono tutti i non vincitori del 2010 ancora in servizio.Se si guarda il “totale generale”, quasi 1000 colleghi, già bloccati nel 2010, sono risultati non vincitori anche nel 2016 (“doppio blocco”), mentre in quasi 1.500 colleghi hanno ottenuto il transito di fascia sia nel 2010 che nel 2016 (“doppio transito”), chiaramente al posto dei primi.
Certo, i dati riportati nel prospetto da noi elaborato potranno non essere precisi all’unità, pur tuttavia l’andamento generale è senza dubbio quello. Complessivamente (vds. colonna I), i“risultati non attesi” (somma tra “doppio transito” e “doppio blocco”) riguardano quasi 2.500 colleghi rispetto ai 7.002 sviluppi realizzati, il 35% circa, di cui il dato più eclatante sono i quasi 1000 colleghi bloccati nel 2016 dopo esserlo stati nel 2010.
Forse, qualcuno dovrebbe chiedere loro scusa, in primis sul fronte A.D. Lo farà? Temiamo di no.
Speriamo almeno che della vicenda 2016 sia fatto tesoro in previsione della trattativa sugli sviluppi 2017.
Come noto, il 21 dicembre u.s. sono state pubblicate le graduatorie provvisorie del primo bando di mobilità interna volontaria del personale civile della Difesa (si veda il nostro Notiziario n. 146 di pari data). Detta pubblicazione, pur relativa a graduatorie ancora provvisorie, segnava di fatto il compimento della prima esperienza di mobilità interna con le nuove regole stabilite attraverso il protocollo del 29.09.2015.
Come già ricordato nel sopra richiamato Notiziario, dopo un confronto durato oltre quattro anni e in tutto quel periodo sempre arenatosi sul nodo dei “pareri” degli Organi programmatori, in data 29.09.2015 è stato sottoscritto dal Sottosegretario Rossi e dalle OO.SS. nazionali il “Protocollo d’intesa tra l’A.D. e le organizzazioni sindacali rappresentative del personale civile non dirigente”, che ripubblichiamo ad ogni buon conto su questa stessa pagina in allegato 2, il quale reca le nuove procedure per i reimpieghi (all. A), per la mobilità volontaria ordinaria (all. B) e straordinaria (all. C), e il prospetto con i criteri e i punteggi per la formazione delle graduatorie (all. D), e del quale avevamo a suo tempo riferito nel Notiziario n. 106 del 1.10.2015.
Un “protocollo” per certi versi storico nella vita della nostra Amministrazione, e di questo va certamente dato atto al Sottosegretario Rossi che lo ha fortemente voluto e poi sottoscritto, atteso che per la prima volta la mobilità interna del personale civile sarebbe stata gestita finalmente attraverso regole ben chiare e definite, con tutti i lavoratori interessati collocati sulla stessa linea ai nastri di partenza, come peraltro avviene da sempre nelle altre AA.PP., e non più attraverso i ben noti pareri discrezionali degli Organi Programmatori (O.P.), in alcuni casi anche troppo discrezionali e come tali alquanto opinabili, e per questo non sempre di facile comprensione nell’osservazione e nel raffronto con situazioni analoghe.
Quel “protocollo” è stato allora giudicato positivamente da FLP DIFESA, che lo ha sottoscritto, accompagnando comunque da alcune perplessità sulla nuova procedura di reimpiego conseguente ai riordini.
La gestione della nuova procedura ha evidenziato, però, in questi mesi, ritardi cospicui e criticità varie.
Per quanto riguarda i ritardi registrati, si deve ricordare che la pubblicazione del bando di mobilità interna per l’anno 2016 è avvenuta non già entro il 28 febbraio, come era previsto dal “protocollo”, ma – dopo diversi rinvii – solo a luglio 2017 (esattamente giorno 11 di quel mese), e dunque in pieno periodo estivo, il che ha in un qualche modo obbligato la D.G. all’opportuno differimento di 30 giorni del termine di presentazione delle istanze di partecipazione, originariamente fissato dal bando al 9 agosto. La pubblicazione delle graduatorie provvisorie è però poi avvenuta sostanzialmente entro i termini temporali previsti dal bando, e di questo va dato certamente atto alla nostra Direzione Generale.
Sul piano delle criticità, invece, se ne sono osservate parecchie, e non certo di poco conto. Innanzitutto, sono stati fissati dagli Organi Programmatori (O.P.) “gradi di scopertura organica massima sostenibile per ciascun Ente e per singolo profilo professionale” davvero alti, in non pochi casi incomprensibilmente alti, che hanno alzato molti muri rispetto alle legittime aspettative di tanti lavoratori. E’ un problema che abbiamo segnalato sin da subito, insieme a quello relativo ai colleghi ex militari transitati innescato dalla circolare D.G.. 11523 del 23.02.2016 con il risultato di ottenere poi l’allineamento alle regole generali del “protocollo”, ottenendo in questo caso qualche correzione significativa, in particolare con riferimento all’area di SEGREDIFESA. Ma i gradi di scopertura sono rimasti lo stesso complessivamente molto alti, “viziando” in un qualche modo la procedura. E di criticità se ne sono viste altre, e su di esse si dovrà riflettere in modo approfondito, trovando gli aggiustamenti del caso per il bando 2017.
Per quanto sopra, abbiamo inviato all’on. Rossi in data 9 u.s. la nota che pubblichiamo su questa stessa pagina un allegato 1, con la quale chiediamo la “verifica circa la necessità di revisione” della procedura, per come previsto dal protocollo del 29.09.2015.
Libro Bianco, ci siamo. A distanza di oltre venti mesi dalla sua uscita (30 aprile 2015) nel testo che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, ci troviamo verosimilmente alla vigilia dell’adozione “di alcuni provvedimenti prioritari e per la delega a successivi specifici dispositivi legislativi”, dei quali pertanto “inizierà a breve l’iter parlamentare”.
La notizia proviene da una fonte autorevolissima, il Consiglio Supremo di Difesa, che nella sua ultima riunione del 24 novembre u.s. ha “fatto il punto sui lavori per l’attuazione del Libro Bianco della Difesa” (ne abbiamo parlato nel nostro Notiziario n. 140 del 1.12.2016; ripubblichiamo inoltre in allegato 2 il comunicato stampa del Quirinale). E una ulteriore conferma, altrettanto autorevolissima, è venuta recentemente dal Presidente Gentiloni che, in sede di presentazione in Parlamento del programma del suo Governo per il voto di fiducia delle Camere, ha fatto espresso riferimento all’attuazione del “Libro Bianco” tra le priorità del suo Governo. Leggiamo la dichiarazione del Premier riportate da un’agenzia: “Intendiamo ridare slancio a tre riforme in corso: quella della pubblica amministrazione, del processo penale e del libro bianco della difesa” (ITALPRESS, 13.12.2016, h.11.42), notizia poi ripresa dalla stampa e da altri media.
Dunque, il tempo è arrivato, ci sono voluti quasi due anni, ma ora ci siamo. E allora, essendo alla vigilia del varo dei primi provvedimenti attuativi, un ripasso sul tema sarà utile, anche per comprendere bene il quadro che abbiamo di fronte.
Il “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa” (in sigla, LB) costituisce il progetto del nuovo assetto della Difesa per i prossimi quindici anni. Fortemente voluto dalla Ministra Pinotti, ha registrato convinte adesioni tra alcuni Vertici militari, primo fra tutti l’attuale Capo di SMD e già Capo di SME gen. C. Graziano, ma pure forti contrasti all’interno delle FF.AA, come quella del già Capo di SMM, amm. G. De Giorgi, oggi in pensione dopo l’abbandono forzato per l’ affare Tempa Rossa (ma oggi prosciolto, vds. articolo de IL TEMPO di ieri su questa stessa pagina in allegato 3), che pareva per questo non avesse ottenuto quella deroga che a breve altri Vertici ora avranno (gli attuali Capo SMD, Capo SME e il Cte Gen. Arma CC). Ma i motivi forse non erano solo quelli….
Queste alcune scelte “rivoluzionarie” disegnate dal LB: : il ruolo preponderante e assoluto del Capo di SMD, il nuovo vero “padrone” della Difesa, in possesso di leve vecchie e nuove (il costituendo Comando Logistico Difesa, in primis), molto più efficaci e operative rispetto a quelle dello stesso Ministro, che ridurranno fortemente le competenze attuali e l’autonomia delle FF.AA., in primo luogo in materia di carriere della dirigenza militare e di formazione; il depotenziamento di SEGREDIFESA, che perderà la funzione più importante, la Direzione Nazionale degli Armamenti, che transiterà a SMD, con tutti gli interessi legati all’industria che si trascinerà dietro; c’è il rapporto non chiarito con il massiccio riordino in chiave riduttiva (di strutture e di personale) delle FF.AA. avviato dalla Legge 244/2012 e dai tre decreti attuativi (nn. 7 e 8/2014 e n. 91/2016); ci sono le corpose novità sul bilancio, con il superamento della storica tripartizione in personale/esercizio/investimento; c’è il problema delle risorse che servono per questa riforma e del chi ne paga i costi, in un momento di grande difficoltà sociale e di sofferenza economica, nel quale si registra addirittura un aumento delle spese militari (si legga l’articolo de IL FATTOQUOTIDIANO che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 4); c’è anche il cancellino già pronto sull’area industriale della Difesa, per la quale si registra la preoccupante previsione dell’art. 280 del LB che parla di cessione di strutture e personale all’industria privata; e c’è, infine, per noi, al di là delle dichiarazioni di facciata dei Vertici, l’ulteriore marginalizzazione del personale civile per dare più ruolo e più funzioni al personale militare, in primis in area SMD. Lo abbiamo già verificato in questi mesi, o no?
E ci sono, soprattutto, gli impegni non assolti assunti dal Sottosegretario Rossi di aprire il confronto con le OO.SS. in fase di costruzione dei provvedimenti attuativi. Sta diventando un classico, ancora una volta ci troveremo di fronte al fatto compiuto, con schemi di provvedimenti già belli e impacchettati. Così è!
La Ministra R. Pinotti e il Sottosegretario D. Rossi
Quando il 22 febbraio 2014 Roberta Pinotti è diventata Ministra della Difesa del Governo Renzi, primo ministro donna nella storia di un Ministero storicamente e tradizionalmente “maschile”, nel quale l’incarico di vertice era da sempre appannaggio degli uomini, abbiamo salutato la Sua nomina con grande piacere e con la quasi certezza che fosse davvero la volta buona (vds. Notiziario n. 17 del 24.02.2014).
Riportiamo di seguito parte del telegramma da noi allora inviato alla sen. Pinotti, dopo la Sua nomina: “ La componente civile svolge da sempre un ruolo fondamentale ed insostituibile nell’ A.D., e siamo certi che le diverse e tuttora presenti problematiche della categoria troveranno nella S.V. adeguata attenzione e piena disponibilità al confronto con le Forze Sociali, in continuità con la Sua precedente esperienza di Sottosegretario delegato e con riferimento in particolare alle incombenze legate ai DD. LLgs. attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare”. Parole non certo di circostanza, le nostre, ma sentite da parte di chi, come noi, aveva molto apprezzato, dopo gli anni bui delle precedenti esperienze La Russa e Di Paola, la ripresa di relazioni sindacali finalmente corrette e costruttive, che avevano raggiunto il punto più alto nella tre giorni non stop di luglio 2013 con il confronto sugli schemi di decreti attuativi della delega ex L. 244/2012, che si sarebbe poi tradotto nei due Decreti Legislativi nn. 7 e 8/2014, e in particolare in quella norma (art.1 D.Lgs. 7) che prevedeva la scrittura di un Regolamento sulle funzioni del personale civile.
Con Roberta Pinotti Ministra sembrava finalmente arrivato il momento di dare corpo e gambe a quella “civilizzazione” che era stata – volutamente – la grande incompiuta dalla riforma Andreatta in avanti.
E altrettanta speranza avevamo pure riposto nella scelta della Ministra di conferire la delega alle relazioni sindacali al SSS D. Rossi, già generale dell’Esercito e Presidente COCER, che a nostro giudizio, “proprio in ragione della sua storia professionale e di rappresentanza, potrebbe avere la sensibilità giusta per leggere e interpretare al meglio le istanze della nostra categoria” (Notiziario n. 33 del 3.04.2014).
Purtroppo per noi, in questi due anni e mezzo, le cose sono andate avanti in una direzione totalmente diversa, nel senso che non uno dei problemi della nostra categoria sono stati affrontati e risolti. L’elenco sarebbe lungo, ma non serve declinarlo punto per punto, i colleghi ne sono a piena conoscenza. Ma in questi due anni e mezzo si è fatto addirittura di peggio, cancellando di fatto approdi negoziali già acquisiti, come il Regolamento sulle funzioni, inopinatamente sostituito con un “protocollo d’intesa” che è evidentemente ben altra cosa, o la vergognosa vicenda del mancato recepimento in DPCM della tabella di corrispondenza mil/civ.
La riconferma di questa Ministra e di questo Sottosegretario, nel contesto però di un orizzonte temporale molto ridotto (un anno se si arriverà a fine legislatura, qualche mese in caso di fine anticipata), ci interrogano sul che fare e sul come. Conosciamo la comprensibile diffidenza dei colleghi sulla loro rinomina (il sondaggio pubblicato sul nostro sito la misura in oltre l’80%), pur tuttavia noi pensiamo che ci sia ancora la possibilità di dare un senso a questa esperienza di governo del MD., o che almeno si debba tentare.
Lasciamo perdere l’elenco delle cose non fatte e degli appuntamenti mancati, e lasciamo perdere anche la diffidenza. Pensiamo in positivo, anche se il tempo è ridotto qualcosa può e deve essere fatto.
Abbiamo pertanto scritto alla Ministra Pinotti la lettera che pubblichiamo e riportiamo su questa stessa pagina, nella quale con estremo realismo indichiamo quattro obiettivi da qui a fine legislatura: incremento trattamento economico civile; avvio prima fase procedura transito personale area 1^ (in ambedue i casi, norme già scritte dal Gabinetto); varo tabella corrispondenza; e, in primis, l’avvio urgente della trattativa FUA 2017 con, al suo interno, la scelta di rinnovati criteri e di numeri più alti dei 12.000 previsti, per il più rapido avvio degli sviluppi 2017.
Riportiamo di seguito il testo integrale della lettera inviata in data odierna alla Ministra Pinotti:
” La scrivente O.S. intende proporre con la presente lettera alla Sua attenzione alcune riflessioni di carattere politico-sindacale e formulare, a conclusione, alcune richieste.
La recente crisi di governo, innescata dal pronunciamento, per certi versi clamoroso ma inequivocabile, del popolo italiano nel referendum sulla riforma della seconda parte della Costituzione, e la successiva nomina del nuovo Esecutivo, che ha visto la Sua riconferma a Ministra della Difesa e quella degli onn. Alfano e Rossi a Sottosegretari alla Difesa, segnano indubbiamente uno spartiacque anche per quanto riguarda le vicende sindacali di casa nostra.
C’è un “prima” del 4 dicembre, ed è un “prima” costellato, a nostro avviso, purtroppo, di questioni antiche e non risolte, di problemi nuovi e non affrontati, di lancette di orologio continuamente spostate in avanti (“tabella di corrispondenza” docet) e di impegni disattesi.
On. Ministra, noi siamo tra coloro che avevano enormemente apprezzato il Suo lavoro sul fronte delle relazioni sindacali da Sottosegretaria del Governo Letta, e consideriamo ancor oggi il confronto sugli schemi di decreti attuativi della L. 244/2012 del luglio 2013 come la pagina più bella delle relazioni sindacali degli ultimi dieci anni. Noi siamo tra coloro che avevano enormemente apprezzato le Sue parole sul ruolo del personale civile e gli impegni programmatici assunti il 15 marzo 2014 di fronte alle Commissioni Difesa di Camera e Senato. E noi siamo tra coloro che avevano sperato che fosse arrivata davvero, con Lei Ministra, la volta buona per trovare le risposte che invocavano da anni e anni i lavoratori civili, che nel corso dei decenni si sono sempre sentiti all’interno del nostro Ministero come autentici figli di un dio minore.
Ma proprio per aver nutrito convintamente queste speranze, oggi siamo tra coloro che hanno vissuto in modo enormemente negativo il nulla, o quasi, di questi due anni e mezzo. Dispiace dirlo, on. Ministra, ma purtroppo è così. Anche qui c’è una data che segna un “prima”, caratterizzato da zero risultati sul fronte del personale civile secondo il condiviso giudizio di allora di tutte le OO.SS., e un “dopo” di questo arco temporale, ed è il 14.12.2015 quando, prima volta nella storia delle relazioni sindacali del M.D., Ella decise di incontrare formalmente e separatamente alcune OO.SS. estendendo poi alle altre gli “impegni” assunti con le prime, e oggi vediamo tutti bene che fine hanno fatto gli impegni allora così tanto esibiti da quelle sigle……..
Di quegli impegni, on. Ministra, ora cosa resta? Nulla, o quasi, a nostro modesto giudizio.
Ne sono convinte, peraltro, anche le stesse OO.SS. che Ella incontrò separatamente il 14.12.2015, che però salvano solo due risultati, che noi invece accomuniamo nel giudizio negativo: innanzitutto, i 7.002 sviluppi economici realizzati nel 2016 che, comunque, nel giudizio di quasi tutta la nostra gente, sono stati una sorta di clamoroso autogol che, oltre al basso numero di progressioni, ha aggiunto ingiustizia a ingiustizia (centinaia di lavoratori già bloccati nel 2010 e non transitati alla fascia superiore neppure nel 2016, e altre centinaia con sviluppo doppio) dopo ben sei anni di blocco di contratti e retribuzioni; in secondo luogo, il “protocollo d’intesa 2.05.2016”, i cui approdi operativi sono ancora però tutti di là da venire nonostante gli impegni fissassero entro i 90 giorni l’emanazione delle direttive applicative SMD/SGD, ma che presenta comunque una indelebile macchia d’origine, avendo cancellato una previsione legislativa a noi molto cara, frutto delle intese di luglio 2013 sugli schemi di decreti attuativi della L. 244/2012.
Un impegno è stata realizzato, certo, peraltro su nostra iniziale richiesta: l’anticipazione al 2016 della destinazione al FUA dei risparmi da riordini. Ma andrà misurato, per il resto nulla.
Di fronte a questo quadro impietoso sul piano del merito, accompagnato da un metodo nelle relazioni sindacali fatto di spazi ristretti di confronto e di continui rinvii, cosa fare ora?
Una considerazione, innanzitutto. Il tempo che resta è davvero molto poco: un anno circa se si va a scadenza naturale di legislatura, o anche meno nel caso di voto anticipato. Occorre dunque essere estremamente realisti e concentrare tutti gli sforzi su pochi e ben definiti obiettivi da raggiungere da qui alla conclusione della legislatura. Proviamo a indicarli:
in primis, aprire rapidamente la trattativa FUA 2017 per introdurre, all’interno dei criteri per la formazione delle graduatorie degli sviluppi economici 2017, quei correttivi assolutamente necessari a evitare il riprodursi delle distorsioni registrate nel 2016, e anche per alzare possibilmente il numero di sviluppi 2017, allineandoci in tal modo alle scelte di altre AA.CC. e a compensazione delle scelte incomprensibilmente riduttive compiute nel 2016. Una trattativa da chiudere rapidamente, per evitare di imbatterci nel limite del numero di sviluppi che il redigendo Testo Unico P.I. potrebbe contenere (20% max rispetto effettivi);
tradurre in norma, attraverso idoneo veicolo normativo, in tempi brevi ed entro la fine della corrente legislatura, gli impegni assunti da A.D. in materia di crescita del trattamento economico civile, oggi maglia nera nel raffronto con le retribuzioni accessorie di altre AA.CC.;
nelle more della soluzione radicale da noi da tempo sollecitata con riferimento al personale ausiliario e che ora pare sia sostenuta anche da altri pezzi del fronte sindacale (soppressione dell’area 1^ e transito di tutto il personale ausiliario nell’attuale area 2^), avviare subito una prima fase di progressioni verticali dalla 1^ alla 2^ area con i numeri oggi possibili;
ottenere l’urgente emanazione del DPCM recante la nuova tabella di corrispondenza tra gradi militari e posizioni di inquadramento civile nei termini concordati con la S.V. a novembre 2013 (sono passati più di tre anni, troppi, e forse anche non casualmente), che potrebbe offrire una soluzione nell’immediato, ancorchè parziale, ai tanti problemi che nell’impiego civile (e dunque anche nell’attribuzione di incarichi e dei livelli di responsabilità) continuiamo a registrare sistematicamente, in particolare negli Enti dell’area di SMD.
Questi, dunque, i quattro obiettivi che a nostro avviso, sul fronte del personale civile dovrebbero essere prioritamente perseguiti a breve, e comunque da qui a fine legislatura.
In aggiunta, noi pensiamo che si dovrebbe dare urgente soluzione all’irrisolto problema innescato dalla nota prot. n. 35237 del 20.05.2014 a firma del D.G. pro tempore di PERSOCIV sulle agibilità sindacali, che ha creato in questi anni notevoli problemi sul piano delle relazioni sindacali locali, come è ben noto a tutti, e che oggi finalmente, oltre a noi, viene segnalato anche da altre OO.SS. nazionali con il supporto di nuove proposte, frutto di esperienze operanti in altre AA.CC., e che a nostro avviso sono degne di essere attentamente valutate.
Queste le nostre proposte per dare senso a quest’ultimo tratto di legislatura, e saremmo ben lieti di poterne discutere con la S.V. nel corso di un incontro, che noi Le sollecitiamo in tempi possibilmente ravvicinati, compatibilmente con i suoi tanti impegni istituzionali.
Distinti saluti. IL COORDINATORE GENERALE – f.to Giancarlo Pittelli “
Notiziario n. 4 del 4 gennaio 2017 –
Informiamo i colleghi che SEGREDIFESA ha approvato in data 28 novembre u.s. il “catalogo” con i programmi dei corsi di formazione dell’anno 2017 destinati al personale civile di area 2^, predisposto dall’Ufficio Formazione Specialistica e Continua del nostro Ministero, e che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1. Detto “Catalogo” contiene l’insieme dell’offerta formativa fissa per l’anno 2017 per l’area 2^ (che, come noto, non è gestita direttamente dalla SNA (Scuola Nazionale dell’Amministrazione, che si occupa esclusivamente di formazione per dirigenti e funzionari), comprende corsi e seminari di formazione e di aggiornamento ed è articolato in 5 aree didattiche (Area formazione generale e per il personale neo assunto; Area giuridica-amministrativa; Area del bilancio e della contabilità; Area dei contratti e, infine, Area della comunicazione).
Nella nota a firma del Direttore dell’Ufficio Formazione dr. Massimo Mangani, che accompagna il catalogo 2017 e reca “le istruzioni”” (in allegato 2 su questa stessa pagina), viene precisato che, per gli Enti dell’area Tecnico/Amministrativa, di competenza di SGD, le segnalazioni andranno inviate improrogabilmente entro il 16 gennaio p.v. Per gli Enti dell’area Tecnico/Operativa, di competenza di SMD, invece, come di consueto, procedura e tempistica sono definite direttamente dagli SS.MM./Comando Generale Arma dei Carabinieri, i quali, comunque, per le proprie esigenze, potrebbero chiedere all’Ufficio Formazione l’organizzazione di ulteriori edizioni dei predetti corsi, provvedendo contestualmente al loro finanziamento. Sarebbe però auspicabile, a nostro avviso, che, di massima entro la stessa data del 16 gennaio p.v., venissero definite anche le segnalazioni del personale civile degli Enti dell’area SMD, allo scopo di poter procedere il più rapidamente possibile alla formazione delle classi da subito.
Invitiamo pertanto tutte le nostre Rappresentanze ad assicurarsi che le segnalazioni vengano correttamente inoltrate agli OO.PP. e che l’invio sia preceduto dall’informazione a alle OO.SS.. La precisazione è quanto mai opportuna, atteso che anche quest’anno la nota del Direttore dell’Ufficio Formazione Specialistica e Didattica non reca, al pari peraltro degli anni scorsi, alcun richiamo alle relazioni sindacali in materia, pur a fronte di precise disposizioni contrattuali che riconducono al sistema di partecipazione sindacale e al dovere di informazione/confronto “i programmi di formazione del personale” (art.6, let.A, CCNL 1998/2001). Circostanze, queste, che contribuiscono a rendere ancor più evidente, allo stato, l’ assoluta necessità di ridefinire percorsi operativi e modalità di relazione ai diversi livelli con l’Amministrazione, che in questi ultimi anni è apparsa estremamente disattenta in ordine alla necessità della massima trasparenza e del rapporto con le Rappresentanze sindacali in materia di formazione, come peraltro avviene sistematicamente in altre Amministrazioni centrali. Una necessità, questa, che, a nostro avviso, oggi appare ancor più evidente. E’ ben vero che, dopo la soppressione di CEFODIFE, l’Amministrazione ha messo in campo in questi anni tutta una serie di iniziative anche positive per pararne il colpo durissimo (protocolli con SNA; costituzione dell“Ufficio Formazione Specialistica e Didattica” in ambito SEGREDIFESA; iniziative anche in ambito STAMADIFESA; etc.), ma è altrettanto vero che, rispetto ad esse, vi è oggi l’esigenza di mettere a fuoco e comprendere il disegno complessivo dell’A.D. in materia di formazione e questo anche in ragione di quanto previsto dal D.Lgs. n.8/2014, disegno che, però, allo stato, non è per nulla chiaro, come chiari non sono i percorsi di coinvolgimento delle OO.SS. sui diversi livelli, nazionale e locale. Ne riparleremo.
Nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 304 del 30.12.2016, è stato pubblicato il Decreto Legge di pari data, n. 244 – c.d. “decreto milleproroghe” – varato il giorno prima dal Consiglio dei Ministri (CdM) e recante ben 103 proroghe di norme in scadenza. Pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 il testo integrale del provvedimento di che trattasi ed anche, in aggiunta, in allegato 2, l’elenco dettagliato, e differenziato per singola materia, di tutte le 103 proroghe, elenco pubblicato a fine anno dal quotidiano IL SOLE 24 ORE.
Tra le disposizioni di carattere generale contenute nel Decreto Legge 244, ricordiamo la conferma del pagamento delle pensioni il 1° del mese e lo slittamento di sei mesi (al 30 giugno 2017) dell’obbligo di installazione delle termovalvole negli appartamenti situati nei condomini.
In materia di pubblico impiego, la proroga più importante riguarda il salvataggio degli oltre 40mila precari che una norma contenuta nel c.d. “jobs act” ne avrebbe impedito il rinnovo; prorogate anche per un anno ancora le graduatorie dei vincitori e degli idonei dei concorsi pubblici, il tutto nelle more del Testo Unico sul Pubblico Impiego previsto dalla c.d. riforma Madia e che dovrebbe essere varato entro febbraio. Prorogate inoltre di un anno, l’incremento delle percentuali del turnover (50% per 2013 e 2014; 70% per 2015) e il termine per procedere ad assunzioni a tempo indeterminato sulla base delle cessazioni 2013-2015 e le relative autorizzazioni ad assumere, che potranno pertanto essere richieste sino al 31.12.2017.
Per quanto attiene la Difesa, il milleproroghe 2017 reca anche alcune proroghe specifiche, tutte contenute nell’art. 8, e in particolare quelle d’interesse di Agenzia Industrie Difesa, su cui ci soffermiamo di seguito.
Come si ricorderà, l’art. 5 del Decreto Legge n. 215 del 29.12.2011, poi convertito dalla legge 24.02.2012, n. 13, disponeva il rifinanziamento di AID per gli anni 2012, 2013 e 2014 e la previsione che a partire dal 2015 venisse soppresso ogni rifinanziamento con conseguente “liquidazione” delle Unità Produttive (U.P.) che a quella data non avessero ancora raggiunto la condizione di “economica gestione”. Successivamente, con la legge di stabilità 2016, il cui teso ad ogni buon conto pubblichiamo in allegato 3 su questa stessa pagina, è arrivata l’ulteriore proroga (comma 379 dell’art. 1 della L. 190/2014), e con essa quel poco di ossigeno necessario a traguardare, entro i due anni concessi, e dunque il 31.1.2016, la condizione di economica gestione per tutte le U.P. dell’Agenzia. A tal riguardo, il comma 379 disponeva anche: la “riduzione delle spese per il personale con contratto a tempo determinato dell’A.I.D. non inferiore al 60% rispetto alla spesa sostenuta nel 2014”; la proroga fino al 31.1.2015 di “non oltre un terzo dei contratti” di diritto privato stipulati da AID con personale tecnico o altamente qualificato; infine, la “rideterminazione in 12 unità” degli Uffici dirigenziali di livello non generale. Ricordiamo, inoltre, che dal 1.1.2016 Agenzia Industrie Difesa non ha più goduto di alcun finanziamento pubblico (negli anni precedenti, i finanziamenti erano stati pari a 6 mln di € nel 2012, 5 mln nel 2013 e 4 mln nel 2014).
Ebbene, preso atto che, allo stato, non tutte le Unità Produttive AID avrebbero raggiunto la condizione di economica gestione al 31.12.2016, nella riunione con il D.G. Anselmino del 9 novembre u.s. (si veda il Notiziario n. 128) FLP DIFESA aveva segnalato la necessità inderogabile di ottenere un’ulteriore proroga, “almeno fino al 31.12.2016” avevamo detto all’ing. Anselmino, come riferito nello stesso notiziario. Questa proroga, specificamente “al bilancio 2017”, è ora arrivata con il decreto milleproroghe (art. 8, comma 3, let. a), e slittano anche al 31.1.2.2016 i vincoli sul personale a termine di cui al comma 379 della legge 190/2014. Due buone notizie, dunque, frutto del lavoro positivo del D.G. Anselmino e dell’ Ufficio Legislativo del M.D. .
Infine, segnaliamo che nella stessa riunione del 29 u.s., oltre al varo del decreto milleproroghe, il Consoiglio dei Ministri ha provveduto a nominare i Sottosegretari del nuovo Governo Gentiloni. Per la Difesa, riconferma piena dei precedenti, gli onn. Gioacchino Alfano e Domenico Rossi. Ne riparleremo nel prossimo Notiziario.
Dopo la pubblicazione delle graduatorie provvisorie del bando di mobilità interna volontaria ordinaria avvenuto nella mattinata del 21 dicembre u.s., dopo una lunga e sofferta attesa, sono state pubblicate in data odierna le graduatorie provvisorie relative agli sviluppi economici con decorrenza dal 1.1.2016 (clicca sul link predisposto su questa stessa pagina, in basso, per visionare/scaricare le graduatorie ).
Va dunque dato atto a PERSOCIV di aver centrato un obiettivo che in partenza non si presentava né facile né scontato, e di averlo fatto avendo comunque dovuto gestire, in tempi quasi contestuali, la formazione delle graduatorie per la mobilità.
Il doveroso riconoscimento alla Direzione Generale per il positivo lavoro svolto nella circostanza non può, però, ai nostri occhi e temiamo men che meno agli occhi di diverse migliaia di colleghi, cancellare le scelte di segno certamente negativo che in materia di sviluppi economici 2016 sono state operate dalla D.G. e dai firmatari dell’ accordo FUA 2016, che reca all’art. 10 i numeri degli sviluppi economici previsti per il 2016.
E’ una storia ben nota, e noi l’abbiamo raccontata in modo puntuale, puntata dopo puntata. Due, in particolare, le obiezioni da noi mosse. In primo luogo, la scelta del numero di sviluppi con decorrenza 1.1.2016, fissati su richiesta di CGIL-CISL-UIL in complessivi 7.002 ma che rappresentano però solo il 25,53% rispetto ai lavoratori in servizio al 1.1.2016 (n. 27.416, compresi i comandati, dati PERSOCIV), mentre in altre AA.PP. la copertura si è attestata su percentuali decisamente superiori (MiSE 75%; MEF 67%; Agenzia Dogane, accordo del 15 dicembre u.s., 62%; etc.), con il contestuale rinvio al 2017, sempre in sede di accordo FUA Difesa 2016, per altre 12.000 progressioni.
La proposta di FLP DIFESA era stata invece quella di accorpare insieme i numeri 2016 e 2017, dando a tutti decorrenza 1.1.2016, ma le parti firmatarie (e in primis PERSOCIV, che si è piegata) l’hanno pensata diversamente, operando una scelta, quella dei 7.002, che ha di fatto impedito a quasi 10.000 lavoratori l’incremento stipendiale già da quest’anno, con un danno medio per ciascun lavoratore di oltre un migliaio di € circa. A cui si aggiunge, inoltre, la non certezza, allo stato, di poter realizzare nel 2017 tutti i 12.000 passaggi previsti, attesa la previsione contenuta nella bozza di Testo Unico per il Pubblico Impiego su cui sta lavorando la F.P. (vds. Notiziario n. 102 del 5.09.2016).
L’altra scelta di peso che non abbiamo condiviso è stata l’introduzione, tra i criteri per la formazione della graduatorie, della “valutazione della prestazione individuale”, che non è neppure ricompresa tra i criteri ex art. 16 CCNL 2006/2009, addirittura con punteggio massimo uguale a quello fissato per esperienza professionale e titoli di studio/professionali (50 punti), scelta di fatto avvenuta sotto dettatura di F.P. e che ha già prodotto parecchi problemi e altri e più corposi potrebbero emergere ora dalle graduatorie.
Immaginiamo la rabbia delle migliaia di lavoratori che, dopo 6 anni di blocco dei contratti e delle retribuzioni, avrebbero potuto festeggiare oggi, insieme ai 7.002 vincitori, la loro progressione alla fascia retributiva immediatamente superiore, se solo la nostra proposta di accorpare i numeri degli sviluppi 2016 e 2017 fosse stata accolta e non giudicata “scandalosa e irricevibile”. Così purtroppo non è stato, e ce ne dispiace davvero.
Nel felicitarci in ogni caso con coloro che risultano vincitori della procedura selettiva, ricordiamo che, in base a quanto previsto dall’art. 6 del bando che ripubblichiamo su questa stessa pagina, gli interessati avranno 30 giorni di tempo a partire da oggi per presentare domanda di rinuncia al passaggio o richiesta di rettifica di eventuali errori materiali nell’attribuzione dei punteggi.
Le eventuali rinunce, correzioni e variazioni dovranno trovare posto nelle graduatorie definitive, sulla base delle quali successivamente, una volta acquisito il visto di BILACENTES, la D.G. formalizzerà il passaggio di fascia.
Oltre al link per visionare/scaricare le graduatorie (in rosso), pubblichiamo su questa stessa pagina: in allegato 1 la circolare introduttiva di Persociv del 14.10.2016; in allegato 2 il testo del bando del 28.10.2016; infine, in allegato 3, l’accordo FUA 2016 che reca i numeri degli sviluppi economici 2016.
Agenzia Industrie Difesa ha accelerato e traguardato la pubblicazione delle graduatorie provvisorie degli sviluppi economici 2016, addirittura prima di quella relativa alla procedura selettiva del personale Difesa (le graduatorie provvisorie degli sviluppi AID sono accessibili anche dal link che pubblichiamo su questa stessa pagina).
Come già noto ai colleghi, le differenze sono davvero tante e significative tra gli sviluppi economici del personale AID e quelli fatti per il personale Difesa. Ne abbiamo diffusamente parlato nei nostri Notiziari di questi mesi e in particolare nel nostro Notiziario n. 106 del 13.09.2016, nel quale abbiamo messo in evidenza l’approccio diverso, sia da parte di Agenzia Industria Difesa, che a differenza di PERSOCIV ha accolto la nostra proposta di aumentare i numeri degli sviluppi economici 2016, sia da parte delle OO.SS. che in Difesa hanno ritenuto la nostra proposta “scandalosa e irricevibile” e in Agenzia Industrie Difesa invece no. Misteri davvero!
L’accordo sul Fondo Unico Agenzia 2016 ha confermato i 319 passaggi con decorrenza 1.1.2016, come fissati in sede di accordo FUA AID 2015, e dunque in un numero più che triplicato rispetto agli intendimenti iniziali dell stessa Agenzia, che, come nella Difesa, limitavano i passaggi solo al personale non transitato nel 2010, posizione poi superata a seguito della richiesta della nostra O.S. (vds. Notiziario n. 50 e Notiziario n. 57) successivamente fatta propria dalla D.G. e alla fine condivisa dalle altre OO.SS. che hanno sottoscritto l’accordo FUA 2016. Ci chiediamo allora e nuovamente: perché in Difesa si è scelto un percorso diverso, più restrittivo e penalizzante per i lavoratori?
Ricordiamo inoltre che sono previsti n. 230 i passaggi economici con decorrenza 1.1.2017, articolati per le diverse fasce, e che è stato confermato l’impegno per la terza fase dei passaggi nel 2018 attraverso una nota congiunta tesa ad assicurare un secondo passaggio di fascia anche per i non transitati 2010, altra questione posta dalla nostra O.S. nel corso della trattativa e poi recepita dalla D.G. AID.
Felicitazioni ai colleghi che risultano provvisoriamente i vincitori della procedura selettiva.
E ora attendiamo la pubblicazione delle graduatorie degli sviluppi economici del personale civile del Ministero Difesa!
Informiamo i colleghi interessati che, come già anticipato con annuncio sul portale concorsi on line in data 13 u.s., in ottemperanza a quanto previsto dal decreto datato 6.07.2016, sul medesimo portale nonché sul sito di PERSOCIV sono statepubblicate le graduatorie provvisorie del bando di mobilità volontaria. (clicca sul link predisposto su questa stessa pagina, in basso, e poi apri su “documenti” per visionare le graduatorie generali e quelle relative al grado di scopertura per Ente e profilo prof.).
Come si ricorderà, dopo un confronto durato oltre quattro anni, e in tutto quel periodo sempre arenatosi sul nodo dei “pareri” degli Organi programmatori, in data 29.09.2015 è stato sottoscritto dal Sottosegretario Rossi e dalle OO.SS. nazionali il “Protocollo d’intesa tra l’A.D. e le organizzazioni sindacali rappresentative del personale civile non dirigente”, che ripubblichiamo ad ogni buon conto su questa pagina in allegato 1, che reca le nuove procedure per i reimpieghi (all. A), per la mobilità volontaria ordinaria (all. B) e straordinaria (all. C), e il prospetto con i criteri e i punteggi per la formazione delle graduatorie (all. D), e di cui abbiamo comunque riferito nel Notiziario n. 106 del 1.10.2015.
L’ intesa del 29.09.2015 ha costituito per certi versi un evento storico per il M.D., atteso che per la prima volta i lavoratori civili avrebbero avuto procedure di mobilità con regole chiare e definite, come avviene da sempre nelle altre AA.PP., e non sarebbero stati più soggetti ai pareri discrezionali degli Organi Programmatori (O.P.). Un fatto giudicato positivamente da FLP DIFESA, pur accompagnato da qualche perplessità sulla nuova procedura di reimpiego.
La nuova procedura per la mobilità interna volontaria prevedeva, in sede di prima applicazione, la comunicazione da parte degli O.P. a PERSOCIV entro il 31 gennaio 2016 delle “esigenze funzionali suddivise per aree, profili professionali ed Enti/Reparti con eventuali requisiti aggiuntivi, poi “specificati nel bando”, con contestuale comunicazione del grado di scopertura organica massima per ciascun Ente o per singolo profilo professionali”, e quindi la loro pubblicazione sul sito della D.G. “entro il 28 febbraio 2016”.
Ebbene, è noto a tutti come queste scadenze non siano state per nulla rispettate, visto che il bando è stato pubblicato solo in data 11.07.2016. Il ritardo è stato dovuto, innanzitutto ai non lievi problemi intervenuti in merito ai “posti vacanti” e ai c.d. “gradi di scopertura”, che ci hanno obbligato ad intervenire sul Sottosegretario e a chiedere delle verifiche, poi disposte dall’on. Rossi con la nota n. 22.238 del 16.06.2016, e a chiedere anche incontri e riscontri specifici (si vedano i Notiziari n. 39 del 5 e n. 48 del 21 aprile e n. Notiziario n. 73 del 15.06.2016). E pare con discreti risultati, atteso che i gradi di scopertura sono stati corretti, ancorchè parzialmente, in particolare per l’uscita da Enti dell’area SEGREDIFESA. Inoltre, si sono registrati ritardi anche a causa di problemi tecnici intervenuti in sede di approntamento della procedura on line da parte del C4.
Alla fine, il bando ha visto finalmente la luce in data 11.07.2016 (lo ripubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina). Ricordiamo inoltre che il termine di presentazione delle domande, in origine fissato al 9.8.2016, è stato poi opportunamente differito al 10 settembre per evidenti ragioni legate al periodo estivo. Oggi, infine, le graduatorie provvisorie.
Siamo dunque in dirittura d’arrivo. I lavoratori interessati entro il 10 gennaio 2017 potranno presentare istanza di rinuncia o di rettifica per eventuali errori intervenuti nell’attribuzione dei punteggi; successivamente, entro il 10 febbraio 2017, PERSOCIV pubblicherà le graduatorie definitive e provvederà poi a sanzionare i trasferimenti e a comunicare ai colleghi non trasferiti il superamento del grado di scopertura.
Completata la procedura, sarà ora necessaria una attenta analisi di tutte le criticità evidenziate e l’approfondimento di tutti i problemi emersi, in primis le limitazioni operate in base ai “gradi di scopertura”, e questo al solo scopo di rendere più aperto e agevole il bando del prossimo anno. Ricordiamo che entro il 31.01.2017 saranno pubblicate le esigenze di A.D. e le istanze dovranno essere prodotte entro i 30 gg. successivi. Inoltre, il protocollo prevede “la verifica della procedura dopo il primo anno di applicazione”.
Per quanto precede, ad inizio prossimo anno, chiederemo uno specifico incontro all’Amministrazione.
Pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 il decreto direttoriale del 20.12.2016 che accompagna la pubblicazione delle graduatorie; in allegato 2, il protocollo d’intesa del 29.09.2015; infine, in allegato 3, il bando di mobilità interna volontaria.
La Ministra Pinotti e il Capo di SMD gen. Graziano
Mercoledì 14 u.s., si è tenuto a palazzo Esercito il quarto confronto tecnico in merito ai contenuti delle “specifiche e coordinate direttive applicative” che, “per le rispettive aree di pertinenza”, SMD e SGD dovrebbero emanare in attuazione al “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile” firmato in data 2 maggio u.s. (Notiziario n. 55 di pari data), che ad ogni buon conto ripubblichiamo come allegato su questa stessa pagina.
Anche questo quarto incontro, come i tre che lo hanno preceduto (l’ultimo dei quali in data 18 ott. u.s., vds Notiziario n. 120) e analogamente a quelli che si sono tenuti presso il Gabinetto e che hanno preceduto la firma del “protocollo”, è avvenuto con c.d. “modalità bilaterale”, nuova fattispecie creata dal Gabinetto e da allora in essere, che costituisce davvero un “unicum” nel sistema delle relazioni sindacali, ma che, nei fatti, altro non è che un modo nuovo, più coperto e originale, di declinare i “tavoli separati”, che sono molto amati dai soggetti proponenti (CGIL-CISL-UIL) ma apprezzati e utilizzati anche da chi li concede pro domo propria (A.D.), posto che appare evidente a tutti che a trarre giovamento da questa particolare modalità di confronto non è certamente il fronte sindacale (“divide et impera”, lo ricordiamo?).
Come si ricorderà, nell’ultimo incontro del 18 ottobre, SMD ci aveva illustrato alcuni punti della sua seconda bozza, rivisitata anche sulla base delle osservazioni delle OO.SS. sul primo testo, bozza che abbiamo poi potuto leggere in toto. Ebbene, il giudizio conclusivo che ne avevamo tratto è che, allo stato, relativamente alle nostre richieste (la sottolineatura è d’obbligo, atteso che non ci sono note le osservazioni e proposte avanzate delle altre sigle, e dunque non sappiamo se esistano o meno punti condivisi di analisi e di proposta) non ci pareva che questa seconda bozza avesse dato risposte sui punti da noi ritenuti essenziali.
Il problema riguarda in particolare l’area tecnico-operativa (T/O), quella delle Forze Armate e che ha al suo vertice SMD, dove opera allo stato l’87% del personale civile. E’ di tutta evidenza che, anche di fronte ad approdi significativi del confronto relativo alla c.d. “area industriale” (T/I) e a quelli, tutti comunque di là da venire (SGD non ci ha ancora fatto pervenire la bozza di direttiva di propria pertinenza) che dovessero riguardare l’attuale area T/A), che sarà molto depotenziata in base alle previsioni del Libro Bianco, sarà indiscutibilmente la direttiva destinata all’area T/O quella che peserà di più, e anche di molto, stante la densità di civili in quest’area.
A nostro giudizio, alleggerire il peso della componente civile nell’area T/O, soprattutto sul fronte della qualità del ruolo esercitato, dell’impiego concreto sul campo e degli incarichi di responsabilità assegnati, partendo dal presupposto che l’area T/O è un’area a forte (o addirittura esclusiva, magari pensa qualcuno sulla base delle previsioni del Libro Bianco) connotazione militare e operativa e come tale esclusa ab origine da qualsiasi redistribuzione di ruoli di responsabilità e di competenze tra personale militare e civile, significherebbe codificarne definitivamente una posizione secondaria, o peggio ancora subalterna, che continuerebbe ad esporre i civili alla discrezionalità del Dirigente, che si sa bene, per l’esperienza di tutti questi anni, essere quasi sempre “benevolmente” orientata verso le professionalità militari. Prova ne sia che, pure a fronte della tabella di equiparazione a suo tempo concordata con l’attuale Ministra, anche in questi anni gli SS.MM. hanno continuato ad assegnare, nelle rivisitate dotazioni organiche degli Enti, incarichi di responsabilità a personale sottufficiale, in particolare del ruolo marescialli, pur in presenza negli stessi Enti di funzionari che, per questo motivo, sono stati destinati a ruoli di supporto e di minore responsabilità.
Su direttive applicative ispirate da questa impropria idea dell’impiego civile in area T/O e finalizzate, di fatto, a stabilizzare in essa la preminenza del personale militare in tutti (o quasi) gli ambiti lavorativi, anche in quelli di attività e settori ricondotti dal protocollo ai lavoratori civili, noi pensiamo che tutte le OO.SS. nazionali si porranno seriamente il problema se esprimere o no una posizione di assenso, atteso che questa non appare certo la via più sicura e agevole per traguardare l’agognata e mai ottenuta “civilizzazione”
Se il “protocollo” è stato letto da alcuni come un’opportunità, attenzione ora a non metterci sopra un sigillo di segno negativo che ci porteremmo dietro per i prossimi 10 anni.
Notiziario n. 9 del 16 gennaio 2017 – Il 18 p.v., a PERSOCIV, partirà la trattativa con A.D. per gli sviluppi economici 2017 (in allegato 2, pubblichiamo la convocazione da parte della D.G.). La nostra O.S., con lettera del 9 u.s. e di cui al Notiziario n. 6 di pari data, aveva chiesto alla Ministra che fosse […]
Notiziario n. 8 del 13 gennaio 2017 – Come noto, il 21 dicembre u.s. sono state pubblicate le graduatorie provvisorie del primo bando di mobilità interna volontaria del personale civile della Difesa (si veda il nostro Notiziario n. 146 di pari data). Detta pubblicazione, pur relativa a graduatorie ancora provvisorie, segnava di fatto il compimento […]
Notiziario n. 7 dell’11 gennaio 2017 – Libro Bianco, ci siamo. A distanza di oltre venti mesi dalla sua uscita (30 aprile 2015) nel testo che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, ci troviamo verosimilmente alla vigilia dell’adozione “di alcuni provvedimenti prioritari e per la delega a successivi specifici dispositivi legislativi”, dei quali pertanto “inizierà […]
Notiziario n. 6 del 9 gennaio 2017 – Quando il 22 febbraio 2014 Roberta Pinotti è diventata Ministra della Difesa del Governo Renzi, primo ministro donna nella storia di un Ministero storicamente e tradizionalmente “maschile”, nel quale l’incarico di vertice era da sempre appannaggio degli uomini, abbiamo salutato la Sua nomina con grande piacere e […]
Notiziario n. 4 del 4 gennaio 2017 – Informiamo i colleghi che SEGREDIFESA ha approvato in data 28 novembre u.s. il “catalogo” con i programmi dei corsi di formazione dell’anno 2017 destinati al personale civile di area 2^, predisposto dall’Ufficio Formazione Specialistica e Continua del nostro Ministero, e che pubblichiamo su questa stessa pagina in […]
Notiziario n. 1 del 2 gennaio 2017 – Nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 304 del 30.12.2016, è stato pubblicato il Decreto Legge di pari data, n. 244 – c.d. “decreto milleproroghe” – varato il giorno prima dal Consiglio dei Ministri (CdM) e recante ben 103 proroghe di norme in scadenza. Pubblichiamo su questa […]
Notiziario n. 149 del 28 dicembre 2016 – Dopo la pubblicazione delle graduatorie provvisorie del bando di mobilità interna volontaria ordinaria avvenuto nella mattinata del 21 dicembre u.s., dopo una lunga e sofferta attesa, sono state pubblicate in data odierna le graduatorie provvisorie relative agli sviluppi economici con decorrenza dal 1.1.2016 (clicca sul link predisposto […]
Notizario n. 148 del 23 dicembre 2016 – Agenzia Industrie Difesa ha accelerato e traguardato la pubblicazione delle graduatorie provvisorie degli sviluppi economici 2016, addirittura prima di quella relativa alla procedura selettiva del personale Difesa (le graduatorie provvisorie degli sviluppi AID sono accessibili anche dal link che pubblichiamo su questa stessa pagina). Come già noto ai colleghi, […]
Notiziario n. 146 del 21 dicembre 2016 – Informiamo i colleghi interessati che, come già anticipato con annuncio sul portale concorsi on line in data 13 u.s., in ottemperanza a quanto previsto dal decreto datato 6.07.2016, sul medesimo portale nonché sul sito di PERSOCIV sono state pubblicate le graduatorie provvisorie del bando di mobilità volontaria. (clicca […]
Notiziario n. 145 del 19 dicembre 2016 – Mercoledì 14 u.s., si è tenuto a palazzo Esercito il quarto confronto tecnico in merito ai contenuti delle “specifiche e coordinate direttive applicative” che, “per le rispettive aree di pertinenza”, SMD e SGD dovrebbero emanare in attuazione al “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile” firmato in data […]