Dopo “il buon passo in avanti” registrato nella precedente riunione del 20 aprile u.s., secondo il giudizio espresso nel comunicato unitario di FP CGIL – UIL PA – FLP DIFESA allegato al nostro Notiziario n. 42 di pari data, la riunione negoziale odierna a PERSOCIV con la delegazione di parte pubblica per la definizione dell’ipotesi di accordo sul FUA 2017, che come noto fisserà anche i criteri per la terza fase di sviluppi economici all’interno delle aree che avranno questa volta decorrenza dal 1 gennaio 2017, ha avuto invece questa volta un carattere meramente interlocutorio.
In quest’ultima riunione, FP CGIL – UIL PA ed FLP DIFESA, sentita la relazione introduttiva del Direttore Generale, avevano unitariamente:
preso positivamente atto della riduzione degli accantonamenti relativi a P.O./Turni/Rep./PPL/Fondo mobilità, con il corrispondente incremento delle risorse destinate ai fondi locali, davvero esigui;
condiviso le motivazioni che avevano indotto D. a proporre come terza gamba dei criteri selettivi per gli sviluppi 2017 la valutazione della prestazione professionale, rispetto alla quale avevano però chiesto di far riferimento alla valutazione conseguente all’attività progettuale finanziata dal FUS 2016, con l’allargamento della forchetta relativa alla fascia cui attribuire il punteggio massimo del predetto criterio; inoltre, di ridurre il differenziale in materia di titoli di studio a vantaggio di quelli inferiori, e di incrementare ulteriormente il peso dell’anzianità superando la soglia dei 30 anni max proposta da AD;
per quanto attiene la previsione di 8.000 sviluppi economici 2018, rappresentato la necessità che la fissazione di un numero preciso e definito fosse accompagnata dalla certezza sulla disponibilità delle ricorse necessarie a finanziarle, al fine di evitare il rischio che, in assenza di idonea copertura, si dovesse poi attingere dalle risorse destinate ad altre importanti fattispecie (Turni, Reperibilità, etc.);
in ultimo, con riferimento ai fondi locali, preso atto della esiguità delle risorse destinate alla performance individuale (quota pro capite pari a meno di 13€ lorde lavoratore, che appare lesiva della dignità dei lavoratori e dello stesso buon nome di AD), chiesto di verificare la praticabilità di una loro diretta confluenza nel FUS, e inoltre che fossero maggiormente definite e dettagliate le attribuzioni dei tavoli locali in materia di contrattazione FUS, che nella proposta di AD erano limitate solo alla ripartizione tra le finalità d’impiego, apparendo così molto riduttive del ruolo e dell’azione sindacale.
La discussione, nella riunione odierna, sarebbe dunque dovuta partire proprio da qui, facendo proseguire il confronto tra le Parti, per auspicabilmente approdare a nuovi e significativi passi in avanti.
Ma così non è stato, perché nel frattempo sono intervenute una paio di situazioni nuove, che hanno consigliato le tre sigle di porre al momento in stand-by il confronto in atto con A.D., in attesa che dal Consiglio dei Ministri di venerdì 19 p.v. e, ancor di più, dalla riunione in agenda per il 24 p.v. sul sistema di valutazione della performance in ambito Difesa, emergano auspicabilmente fatti nuovi e importanti che consentano, innanzitutto di superare le enormi criticità osservate nel 2016 e, dall’altra, di agevolare la definizione dell’ipotesi di accordo 2017, in particolare per quanto attiene la distribuzione del FUS.
In allegato 1 su questa pagina, il comunicato unitario FP CGIL – UIL PA – FLP DIFESA che riferisce dei contenuti e degli esiti conclusivi del tavolo odierno, con preghiera di max diffusione tra i lavoratori; in allegato 2, il testo dell’ultima bozza di ipotesi di accordo predisposta dall’Amministrazione e inviata alle OO.SS. in data 11 u.s.
Vi terremo informati sugli sviluppi delle due scadenze cui si fa riferimento nel comunicato unitario.
L’on. Domenico Rossi, Sottosegretario alla Difesa delegato alle relazioni sindacali
Hanno preso il via in data odierna, presso il Gabinetto del Ministro, due tavoli tecnici, richiesti e ottenuti da CGIL FP, UIL PA ed FLP DIFESA nel contesto dell’accordo del 5 aprile u.s. con il Vertice politico del Dicastero, il primo sul disegno di legge attuativo del Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa , illustrato alle OO.SS. nella riunione con la Ministra Pinotti del 1 marzo u.s. (si veda il Notiziario n. 27 di pari data) e il secondo, invece, in merito alla necessità più volte ravvisata di varare un piano assunzionale straordinario per il Ministero Difesa finalizzato a dare risposte, ancorchè non ancora esaustive, alle criticità legate al mancato turnover di questi anni e alle perdita di importanti professionalità, soprattutto di natura tecnica e soprattutto negli Enti/Stabilimenti dell’area industriale.
Come si ricorderà, dopo un percorso lungo e complesso, a fine aprile 2015 il Libro Bianco vide finalmente la luce. Di norma, un “libro bianco” rappresenta e disegna la fotografia dell’esistente, in questo caso dell’assetto della Difesa, come fu il precedente voluto dal Ministro Martino e che venne pubblicato nel lontano 2002. Quello di oggi, così fortemente voluto dalla Ministra Pinotti, rappresenta invece il progetto di nuovo assetto della Difesa per i prossimi quindici anni, pur a pochissimo tempo di distanza – e questo appare per la verità incomprensibile – dalla revisione dell’assetto dello strumento militare voluto dall’allora Ministro Di Paola, che si è poi tradotto nella legge delega 31.12.2012, n. 244 e nei tre decreti attuativi (DD. LLgs. n. 7 e 8/2014 e n. 91/2016). L’orizzonte temporale della riforma Di Paola è, come noto, il 2018 per la parte ordinamentale e il 2024 per la parte relativa alla gestione delle eccedenze di personale, e dunque, pur essendo ancora il processo di riordino in mare aperto, arriva questa nuova operazione di riforma che va a modificare, e di molto, l’assetto e gli equilibri attuali del MD.
Netto e critico, sin dal suo primo apparire, è stata il nostro giudizio in merito ai contenuti e alle scelte del Libro Bianco (si veda il nostro Notiziario n. 48 dell’11.05.2015), una posizione fortemente critica che FLP DIFESA ha poi ribadito in ogni circostanza nel corso di questi due anni, e, da ultimo, anche a proposito dei contenuti del DDL attuativo (si veda il Notiziario n. 33 del 20.03.2017), che ripubblichiamo in allegato 3 su questa stessa pagina, e che è stato messo a punto nella nostra Amministrazione al netto di qualsiasi confronto con le Parti sociali, che pur ci era stato promesso. Anche per questo, il confronto si sposta ora in Parlamento, e più precisamente nella Commissione Difesa del Senato, che a breve avvierà le audizioni e tra queste anche quelle delle OO.SS., e ne vedremo poi gli esiti finali: certo che di dubbi e perplessità ne circolano tanti anche in Parlamento.
Il testo del DDL attuativo del Libro Bianco reca, all’art. 10, una delega al Governo per la riorganizzazione del sistema della formazione in chiave interforze, riorganizzazione che in base alle disposizioni presenti nella prima parte dello stesso DDL, prevede, tra l’altro, l’istituzione del Comando di Formazione interforze – posto ovviamente anch’esso sotto il Capo di SMD – da cui dipenderanno tutte le Scuole di formazione (di base, superiori, scuole SU, etc.) e che di fatto coinciderà con il CASD, e la creazione di un Polo per l’Alta Formazione e la Ricerca, nel quale confluiranno ISSMI, IASD e CeMiSS.
Ebbene, nel progetto di ridisegno del sistema formativo della Difesa operato dal DDL, non esiste però neanche una minima parte dedicata alla formazione del personale civile, che rimane comunque materia viva e primaria, anche a fronte di quanto previsto dal D. Lgs. n. 8/2014. Colmare allora questa lacuna, e colmarla nei termini rappresentati in riunione dalle tre sigle, significa dare risposte non solo sul piano formativo, ma anche sul piano delle criticità legate all’attuale carenza di professionalità tecniche.
Pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina, il comunicato unitario di FP CGIL – UIL PA – FLP DIFESA che riferisce dei contenuti e degli esiti del tavolo di oggi.
Pubblichiamo qui , in allegato 2, anche la nota unitaria che FP CGIL – UIL PA – FLP DIFESA hanno inviato al D.G. di PERSOCIV in merito ad alcuni avvisi comparsi sul sito istituzionale in data 5 u.s.
Luca Frusone, deputato M5S e membro della Commissione Difesa della Camera
Dopo avere votato nei giorni scorsi, sulla “piattaforma Rousseau”, i programmi in materia di energia, Esteri e Lavoro, gli iscritti al Movimento 5 Stelle (M5S) hanno votato ieri il programma sulla Difesa, e la cosa deve interessarci, atteso che il M5S è attualmente al primo posto nelle intensioni di voto degli italiani (29%, mezzo punto in più del PD, nell’ultimo sondaggio di EMG per il TG di LA7 reso noto lunedì 9 u.s.), e che pertanto potrebbe, dopo il voto, andare al governo e magari esprimere pure il Ministro della Difesa.
In funzione di detto voto, sul sito di Beppe Grillo sono stati pubblicati i 5 punti programmatici, rispetto ai quali il M5S ha aperto la consultazione con i propri iscritti e che riguardano i seguenti quesiti:
Tutela militare: bisogna equiparare i diritti dei militari a quelli degli altri lavoratori del settore civile? (e pensare che, da noi, c’è qualcuno che vorrebbe invece “equiparare” i civili ai militari….);
Risorse umane: in che modo valorizzare e ottimizzare le risorse umane interne alla Difesa?;
Patrimonio immobiliare: si deve favorire il recupero delle strutture in via di dismissione del Ministero della Difesa a vantaggio di opere di utilità sociale o lasciare il compito di dismissione al demanio?;
Sistemi d’arma: in ottica revisione modello Difesa, tagliare i sistemi di armamenti prettamente offensivi, vedi F-35, destinando le risorse ad altri strumenti innovativi come la cyber security, o lasciare la programmazione come oggi pianificata?;
Bilancio Trasparente: scegliere gli investimenti economici sulla base di una rigida valutazione costi/benefici o mantenere lo stato attuale senza una valutazione? (quale è la mente che ha partorito questa domanda?).
Questi i 5 quesiti. Ci chiediamo: tutto qui per il programma M5S per la Difesa? Sì, tutto qui, purtroppo. Colpisce molto, e spiace dirlo, che le questioni complesse e complicate del sistema Difesa vengano semplificate in questo modo, con domandine tipo “lascia o raddoppia” mancanti di una preventiva analisi, seria e approfondita, della situazione attuale e delle alternative possibili, concrete e praticabili.
Francamente, c’è da rimanere un po’ sconcertati di fronte a tal genericità, dove, solo per fare tre esempi:
neanche un quesito riguarda il progetto di legge attuativo del Libro Bianco attualmente all’esame del Senato (A.S. 2728) che, se varato, stravolgerebbe l’attuale assetto del MD creando pericolosamente l’”uomo forte” (il Capo di SMD) che porrebbe problemi di ben più larga portata;
neanche un pensiero (e un quesito) viene dedicato al ruolo dei quasi 27.000 lavoratori civili che, se impiegati pienamente, consentirebbero la più efficace delle spending review nel M.D., restituendo in una miriade di casi il personale militare ai ruoli che gli sono propri, quelli appunto di militari, per i quali è anche giusto che percepiscano più soldi, e tanti più soldi di noi, mentre non lo è per nulla, come oggi avviene, in condizioni di pari impiego;
e dove, infine, non si pongono quesiti sulla attuale insostenibilità del bilancio della Difesa, dove oltre il 73% delle risorse si spende per il personale (al 90%, militare) con una conseguente e corposa riduzione delle spese di esercizio, che è fonte di enormi criticità, mentre nella media europea le spese per il personale viaggiano sul 50%.
Il problema della abnorme spesa per il personale era stato posto qualche giorno fa, proprio sul sito di Beppe Grillo, da un giornalista, Toni De Marchi de IL FATTO QUOTIDIANO, che aveva parlato dei militari come di una “delle caste più organizzate” e di una “categoria che mantiene privilegi assurdi, che sfuggono all’opinione pubblica”. Ebbene, successivamente, è stato pubblicato sullo stesso blog un “post scriptum”, ufficiale ma non firmato, che sconfessa pienamente il De Marchi, giudicando “affermazione fuori da ogni logica che i militari siano una casta”, e negando in toto i privilegi dei militari, che sarebbero invece appannaggio “solo degli alti Cti” (sul nostro sito, il link con il sito del M5S con l’articolo e video di De Marchi e il post di precisazione del M5S).
Siamo un po’ delusi: da una forza che si dice nuova e ambisce al governo, ci si aspetterebbe francamente qualcosa di più.
Servirebbe una maggiore conoscenza dei problemi e un maggiore ascolto, anche per evitare questi scivolamenti da vecchia politica.
Parziale della sala mensa durante l’assemblea del personale civile del Polo di M.P.S. di Nola
Prosegue, senza soste, il programma di assemblee unitarie che, insieme a FP CGIL e UIL PA, stiamo portando in giro per l’Italia. Dopo quelle negli Arsenali Militari di Taranto e la Spezia e nei Poli di Mantenimento Pesante di Piacenza e Nola (ultima in ordine di tempo), e cioè dei quattro Enti “più pesanti” della Difesa, che hanno visto dappertutto una grande partecipazione di lavoratrici e lavoratori nelle condizioni date, nella settimana che si apre oggi sono in programma tre nuove assemblee, di cui due a Roma (Palazzo Marina per Enti MM; palazzo Esto per Enti di via 20 settembre e viale dell’Università) e la terza, giovedì p.v., nell’Arsenale della Marina Militare di Augusta. Proseguiremo poi nelle prossime settimane con due altre assemblea a Roma (Enti di Centocelle e Enti della Cecchignola) e nelle più importanti sedi della Difesa (Firenze, Napoli, Torino, Messina, e tante altre), all’interno di una agenda di cui daremo puntualmente conto sul nostro sito.
Al centro di queste assemblee, l’illustrazione da parte delle tre sigle organizzatrici dei contenuti dello “storico accordo” del 5 aprile scorso con il Vertice politico, a cui segue sempre il momento per noi più importante, quello degli interventi diretti di lavoratrici e lavoratori, che esprimono apertamente le loro opinioni, pongono domande e quesiti ed evidenziano problemi e profili a partire dallo specifico lavorativo, rappresentando in qualche caso posizioni anche critiche, come è giusto che sia in un confronto vero e senza filtri. Un grande bagno di democrazia e di confronto, che rappresenta un fatto davvero importante.
Ma mentre va avanti questo nostro programma di assemblee, e nelle more degli incontri con l’Amministrazione delle prossime settimane di cui si sta organizzando l’agenda proprio in queste ore, abbiamo pensato di aprire un sondaggio sul nostro sito per conoscere più da vicino l’opinione dei colleghi.
Premettiamo innanzitutto che questo nostro sondaggio, al pari dei tanti altri sin qui pubblicati, non è gestito da alcuna agenzia demoscopica specializzata e, anche per questo, non ha nulla di scientifico. E’ un prodotto del tutto domestico, che si basa su un campione spontaneo (i lavoratori che partecipano al sondaggio) e i cui risultati (non scientifici) hanno solo la pretesa di individuare gli orientamenti di massima dei colleghi. E sotto questo profilo, la nostra esperienza ci dice che quasi sempre si azzeccano.
Il sondaggio attualmente pubblicato sul nostro sito, e davvero in questa prima settimana molto partecipato da parte dei colleghi, propone il seguente quesito: “Dopo l’accordo del 5 aprile, e nelle more della sua attuazione, quali ritieni debbano essere ora le priorità del tavolo nazionale?”, offrendo per la risposta sette possibili opzioni: DDL Libro Bianco; Formazione; FUA e Passaggi 2017;performance 2017; piani di assunzioni; protocollo mobilità interna e protocollo funzioni civili, che rappresentano tutti materie e argomenti di notevole importanza e anche di stretta attualità sindacale di livello nazionale.
Ebbene, al momento in cui scriviamo, nelle scelta dei colleghi partecipanti, la fa indubitabilmente da padrone, con il 48%, l’opzione “FUA e Passaggi 2017”, e questo sembra alquanto scontato. Meno scontato appare, invece, il secondo posto dell’opzione “protocollo funzioni civili” (23%), il che dimostra in maniera inequivocabile l’attenzione posta dalla nostra gente alle questioni legate all’impiego civile, alle relative funzioni e attribuzioni, dopo anni di sottovalutazione del nostro ruolo e di scarsa considerazione da parte di A.D.. Per questo, l’operazione “protocollo funzioni civili” deve essere un’operazione di sostanza e non di facciata, in particolare in area T/O, e per questo è ineludibile, in via preliminare, l’entrata in vigore della nuova tabella di corrispondenza tra gradi militari e inquadramenti civili, come sostenuto da CGIL-UIL-FLP. Seguono tutte le altre opzioni (piano assunzioni con il 10%; protocollo mobilità con il 9% e, più staccate con solo il 3% delle scelte, le restanti tre opzioni tra le quali, e la cosa ci sorprende non poco, la formazione).
Invitiamo tutti i colleghi a partecipare a questo nostro sondaggio, accessibile dall’apposito spazio collocato nella parte destra alta della home.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 45 del 4 maggio 2017 –
Sembra davvero scomparso dai radar il Disegno di Legge (DDL) di attuazione del “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa”, che reca la “Riorganizzazione dei vertici del Ministro difesa e delle relative strutture” e conferisce inoltre deleghe al Governo in materie diverse (formazione, per es).
Come si ricorderà, il DDL era stato adottato dal Consiglio dei Ministri in data 10 febbraio u.s. e, dopo lunghissima gestazione negli Uffici di Palazzo Chigi, era finalmente approdato al Senato e assegnato alla IV Commissione (DDL n. 2728, che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, insieme, in allegato 2, al testo del Libro Bianco che vide la luce l’oramai lontano 30 aprile 2015 e, giusta previsione degli artt. dal 293 in avanti, avrebbe dovuto essere implementato entro i sei mesi successivi, e siamo già, invece, oltre i due anni).
C’è dunque qualcosa che non sta andando nel verso sperato, in primis dalla Ministra Pinotti, dal Capo di SMD gen. Graziano che ne diventerà il primo beneficiario, e anche dal gen. Mosca Moschini, in pensione dal 2006 dopo essere stato Capo di SMD dal 2001 al 2004 ma tuttora in auge come Segretario del Consiglio Supremo di Difesa, che né è stato l’ispiratore e ne è tuttora di fatto il nume tutelare.
Quello che pare stia creando qualche problema è la crescente percezione, che ci risulta alquanto condivisa e trasversalmente bipartisan all’interno dei gruppi parlamentari, di ciò che sta effettivamente dietro all’operazione Libro Bianco. Sono in molti infatti a pensare che, dietro al paravento delle supposte esigenze operative interne ed internazionali legate alla sicurezza e alla difesa del Paese, ci sia al fondo il tentativo di creare l’uomo forte della Difesa, che rappresenterebbe un fatto del tutto nuovo che confliggerebbe apertamente con la nostra storia e stravolgerebbe gli equilibri fissati dalla L. 25/1997.
Ricordiamo le principali scelte del Libro Bianco: il ruolo preponderante e assoluto del Capo di SMD, il nuovo vero “padrone” della Difesa, in possesso di tutte le vecchie leve, ma anche di nuove e robuste (il costituendo Comando Logistico Difesa, per es.), che fissano competenze di fatto più efficaci rispetto a quelle dello stesso Ministro e che ridurranno fortemente le competenze attuali e l’autonomia delle FF.AA., in primo luogo in materia di carriere della dirigenza militare e di formazione, e che produrranno “quell’uomo forte solo al comando” che non può non preoccupare chi crede fortemente nell’equilibrio dei poteri come del vero sale della democrazia; inoltre, il forte depotenziamento di SEGREDIFESA, che perderà la funzione più importante, la Direzione Nazionale degli Armamenti, che transiterà a SMD, con tutti gli interessi, legati all’industria privata della Difesa, che si trascinerà dietro.
Immaginiamo per un momento il futuro Capo di Stato Maggiore Difesa disegnato dal DDL 2728: Comandante in capo delle Forze Armate Italiane, e dunque di tutta l’area operativa che rappresenta oggi l’87% della Difesa, ma con aggiunti poteri enormi e di fatto esclusivi in materia di armamenti, di logistica, di selezione della classe dirigente militare e di formazione della stessa. Qualcuna ha parlato di ritorno ai tempi di Badoglio, che certo appare una immagine forzata, ma ha comunque il pregio di dare il senso dei rischi sottesi all’operazione. E, di questi rischi, pare proprio che se ne siano accorti in molti in Parlamento, e anche per questo il percorso non risulta facile allo stato.
Anche i tempi non giocano a favore dell’operazione Libro Bianco: in questi giorni, la Commissione Difesa del Senato è impegnata nell’esame dell’Atto Senato n. 396 (Schema decreto legislativo sul riordino di ruoli e carriere del personale delle FF.AA. ), e siamo già a maggio… Si aggiunga che le elezioni politiche anticipate, si dice a settembre in contemporanea a quelle tedesche, appare oggi una eventualità che non si può escludere, e con l’interruzione della legislatura il DDL verrebbe cestinato. Ma anche nel caso di voto alla scadenza naturale (febbraio 2018), i tempi a disposizione non sono poi così rassicuranti.
Intanto, le OO.SS. rimangono in attesa di essere convocati dal Sottosegretario Rossi per discutere appunto del DDL..
Oggi, 1° maggio, è anche la festa delle lavoratrici e dei lavoratori civili della Difesa, che notoriamente, negli anni, non hanno avuto poi così tante ragioni per festeggiare.
La ricorrenza cade però quest’anno in un momento particolarmente importante, e cioè a poche settimane dall’accordo del 5 aprile con il Vertice politico del Ministero Difesa, che può segnare uno snodo fondamentale per aprire una fase nuova e diversa per il lavoro civile nella nostra Amministrazione. Un accordo nato da una vertenza avviata da parecchi mesi dalla nostra O.S., all’indomani degli annunci in salsa renziana della Ministra Pinotti (così li avevamo definiti allora) del dicembre 2015, una vertenza che ad un certo punto è diventata iniziativa unitaria insieme a FP CGIL e UIL PA sulla base di una piattaforma condivisa e di una scelta convergente di un percorso di mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori, che alla fine ha prodotto un risultato non affatto scontato in partenza e che non a caso abbiamo definito storico
Storico, perché per la prima volta l’Amministrazione rende disponibili risorse vere e permanenti (21 mln di € per gli anni 2017, 2018 e 2019) destinate a un “Fondo Integrativo” fisso, ricorrente e pensionabile che dal 2020 diventerà strutturale e che sarà implementabile ogni anno attraverso quota parte dei risparmi derivanti dai riordini delle FF.AA., come già previsto da una legge dello Stato (D. Lgs. 91/2016); storico, perché per la prima volta, dopo anni di annunci e di promesse andate sempre miseramente a vuoto, si avvieranno le progressioni verticali tra le aree, a partire innanzitutto dal i lavoratori di area 1^, e contestualmente, dopo anni di blocco del turnover che ha impoverito i nostri Enti (in primis gli Stabilimenti) e precarizzato le prospettive future, si darà il via a un programma di assunzioni straordinarie con risorse in parte già esistenti; storico, infine, perché vedrà la luce a breve la “tabella di corrispondenza tra gradi militari e inquadramenti civili” che abbiamo concordato con l’allora Sottosegretario Pinotti nel novembre 2013, che prevede il transito secco dei SU in area 2^ e degli U in area 3^, di cui solo i ciechi non vedono (o fingono di non vedere) la stretta attinenza e gli evidenti riflessi sull’impiego civile, una tabella che è bene entri in vigore il più rapidamente possibile e che, nel caso, sapremo difendere con le unghie e con i denti da tutti i possibili futuri tentativi di modificarne la struttura in ragione delle previsioni dell’AS 396; e storico, infine, per l’attivazione di tavoli di confronto su questioni nodali per A.D., come sul Disegno di Legge attuativo del Libro Bianco che, ove diventasse legge, cambierebbe profondamente i connotati della Difesa.
Dire che l’accordo del 5 aprile è un accordo storico, che porta per la prima volta al nostro mulino acqua vera, buona e fresca, e non le suggestioni di chi strumentalmente e demagogicamente propaganda iniziative concepite pro domo propria da ben individuati pezzi interni alla stessa Amministrazione Difesa, non significa assolutamente ritenerne acquisiti i risultati, che verranno solo se riusciremo a mantenere alta l’attenzione dei lavoratori e prontamente attivabile la loro capacità di mobilitazione a difesa dell’accordo.
E’ proprio quello che stiamo dicendo in giro per l’Italia insieme a FP CGIL e UIL PA nelle assemblee in cui siamo impegnati in questi giorni (si vedano gli appuntamenti nello spazio “agenda nazionale”, parte alta a destra della home page), indette da una parte per illustrare i contenuti dell’accordo e per rispondere ai quesiti dei colleghi, e, dall’altra, per raccogliere sollecitazioni, contributi e anche critiche al fine di attualizzare la nostra piattaforma, che è tutta tesa a difendere senza se e senza ma il lavoro civile.
Ecco perché, quest’anno, il significato del 1° Maggio sembra avere un sapore nuovo e un valore particolare.
A nome di FLP DIFESA, Buon 1° Maggio a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori della Difesa!
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 43 del 26 aprile 2017 –
La Commissione Difesa della Camera ha esaminato nei giorni 18, 19 e 20 aprile u.s., ovviamente per la parte d’interesse del Ministero della Difesa, il Documento di Economia e Finanze (DEF) anno 2017 adottato dal Consiglio dei Ministri, esprimendo al termine, a maggioranza, un “parere favorevole con osservazione”.
Il DEF si compone di tre “Sezioni”: la prima, dedicata al “Programma di stabilità dell’Italia” che recagli obiettivi di politica economica, il quadro delle previsioni per il triennio successivo e gli obiettivi; la seconda, “Analisi e tendenze della finanza pubblica”, che reca l’analisi del conto economico e di cassa delle Amministrazioni Pubbliche nell’anno precedente e degli eventuali scostamenti, e inoltre le previsioni tendenziali per il triennio; infine, la terza e ultima, che reca il “Programma nazionale di riforma” e analizza lo stato di avanzamento delle riforme avviate, le priorità del Paese, le principali riforme da attuare, i tempi previsti per la loro attuazione, e la compatibilità con gli obiettivi programmatici indicati dallo stesso documento.
Il DEF 2017, che costituisce dunque il principale strumento di programmazione economica e finanziaria, è stato predisposto dalla Presidenza del Consiglio, poi adottato l’11 aprile u.s. dal Consiglio dei Ministri, e, infine, nella giornata successiva, è stato inviato alle Camere affinchè le stesse si esprimessero sugli obiettivi e sulle strategie di politica economica (il testo integrale del DEF 2017, articolato nelle tre Sezioni e corredato degli allegati, è pubblicato su questa stessa pagina come allegato 1).
Per la parte d’interesse del Ministero Difesa, il DEF 2017:
ricorda in primis le iniziative intraprese nel 2016 per rafforzare la sicurezza e i provvedimenti per le missioni internazionali;
segnala poi il Libro Bianco e il DDL attuativo all’esame del Senato (AS 2278), e la sua prevista approvazione entro l’anno;
infine, tra i provvedimenti che concretizzano il “Programma nazionale di riforma”, il DEF 2017 menziona il riordino dei ruoli e delle carriere delle FF.AA. e delle Forze di Polizia, di cui rispettivamente agli Atti Senato n. 396 e 395 attualmente all’esame della Commissione Difesa del Senato, e ricorda anche le cifre relative alle somme necessarie per il suo finanziamento, contenute all’interno del Fondo del pubblico impiego e che sono pari a 1,48 miliardi di € per il 2017 e a 1,93 miliardi di € a decorrere dal 2018, e la cui ripartizione è già stata oggetto di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM 27.02.2017);
infine, sempre nel quadro del “Programma Nazionale delle Riforme”, si accenna ad “una serie di misure di carattere organizzativo e finanziario, volte a garantire maggiore affidabilità al sistema nazionale di sicurezza cibernetica…” Tra le iniziative in cantiere, “la revisione sostanziale complessiva del « Piano nazionale per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica », adottato dal Governo nel dicembre 2013 unitamente al « Piano nazionale per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica ».
Questi, in estrema sintesi, i contenuti del DEF 2017 per come indicati dal Presidente/relatore.
Il dibattito che ne è seguito ha evidenziato alcuni spunti interessanti proposti dall’opposizione. Vi è stato innanzitutto il condivisibile richiamo al mancato rispetto da parte del Governo dell’indirizzo venuto anni fa dalla Camera circa il dimezzamento delle spese per gli F-35. Quindi, è stato espresso un giudizio negativo sui contenuti del Libro Bianco, considerato un “documento ormai vecchio e comunque piuttosto povero di indicazioni in tema di politica estera e di difesa” e anche, non essendo mai stato discusso in Commissione, “un documento privo di avallo parlamentare”. Un’osservazione, questa, che troverebbe concorde anche molti parlamentari della maggioranza, e che potrebbe allontanare i sogni di una rapida attuazione del DDL, che sembrerebbe incamminato su un binario morto. Infine, sul riordino delle carriere, la denuncia di “un aumento di spesa pubblica, in contrasto con l’orientamento della legge Di Paola, che prevede la progressiva riduzione dell’organico del personale militare e quindi una minore spesa per il personale”. Come potremmo dar torto alle osservazioni critiche venute dall’opposizione?
Su questa stessa pagina pubblichiamo, in allegato 2, il “parere” approvato dalla Commissione e quello presentato dall’opposizione e poi non approvato.
“Un buon passo in avanti”: è questo il giudizio conclusivo del FP CGIL, UIL PA ed FLP DIFESA sui contenuti e sulle risultanze della riunione negoziale di oggi a PERSOCIV, la quarta in ordine di tempo, nella quale si è discusso della nuova proposta di A.D. sulla distribuzione del FUA 2017, che come noto fisserà anche i criteri per la terza fase di sviluppi economici all’interno delle aree, che avranno questa volta decorrenza dal 1 gennaio 2017.
Si deve ricordare in premessa, che le precedenti tre riunioni si sono svolte in successione: la prima in data 18 gennaio 2017 (si veda il Notiziario n. 10 di pari data); la seconda, in data 8 febbraio u.s. (si veda il Notiziario n. 16 di pari data); la terza, infine, in data 22 febbraio u.s. (si veda il Notiziario n. 24 di pari data), nella quale la novità era costituita dalla previsione della “formazione” quale terzo criterio da utilizzare, insieme alla “esperienza professionale maturata” e ai “titoli di studio culturali e professionali” ai fini delle prove selettive per le progressioni economiche 2017, scelta sulla quale la nostra O.S. aveva espresso parecchie perplessità derivanti dalla particolare esperienza della Difesa, dove, ben lontanamente dalle previsioni dell’art. 18 del CCNL comparto Ministeri 2006/2009, i processi formativi non hanno mai coinvolto “tutto” il personale e pertanto, dicemmo allora, “i differenziali di partecipazione ai processi formativi tra i lavoratori civili potrebbero essere più accentuati rispetto a quelli derivanti dai processi di valutazione. Sappiamo bene che la Difesa è il luogo dove si è sempre fatta poca formazione per tutti e tanta formazione per pochi, e questo naturalmente allargherebbe la forbice e non amplierebbe certamente le opportunità. Stiamo dunque ben attenti alle scelte che facciamo…Attenzione, allora, a non cadere dalla padella nella brace”.
Come avevamo richiesto, la Direzione Generale ha operato opportunamente una verifica sull’impatto effettivo del criterio “formazione” ai fini delle progressioni 2017 nel nostro Ministero, anche tenuto conto di quanto sta avvenendo nel Ministero dei Beni Culturali dove, avendo previsto la “formazione” come terzo criterio, le selezioni per le prove selettive si stanno facendo sulla base della formazione, come ha confermato la dr.ssa Corrado nella riunione del 22 febbraio u.s. e ribadito anche oggi di fronte a tutte le OO.SS., tra le quali anche quella che se ne era fatta portatrice al tavolo.
Parallelamente, e altrettanto opportunamente e correttamente, la stessa D.G. ha operato una verifica per quanto concerne gli effetti dell’adozione, come terzo criterio ai fini delle progressioni economiche 2017, della “valutazione della prestazione professionale” e i dati conclusivi della verifica, partecipati anche nel dettaglio a tutte le delegazioni presenti delle OO.SS. nazionali, dimostrano che, nel raffronto tra “formazione” e “valutazione della prestazione professionale”, gli effetti negativi più accentuati, in termini di maggiore penalizzazione dei lavoratori, si otterrebbero molto di più utilizzando come terzo criterio la “formazione” rispetto alla “valutazione della prestazione professionale”. Da qui, la nuova proposta di A.D., che toglie via la “formazione” e ripropone la “valutazione della prestazione professionale”, scelta questa che ha trovato concorde quasi tutto il tavolo sindacale al netto ovviamente di chi già da tempo si era intestata la paternità della scelta innovativa, e che oggi grida al lupo, al lupo…
Sui contenuti e sulle risultanze dell’incontro di oggi a PERSOCIV, FP CGIL – UIL PA – FLP DIFESA hanno predisposto il comunicato unitario che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 per la massima diffusione tra tutti i lavoratori, e che reca anche le osservazioni e proposte avanzate unitariamente dalle tre sigle.
Pubblichiamo anche, sempre su questa pagina e in allegato 2, la nuova proposta di “ipotesi di accordo” predisposta da AD, completa dei relativi allegati e consegnata oggi alle OO.SS., e in allegato 3, il “prospetto delle somme certe che alimentano il FUA”.
Nuovo riordino in vista per gli Enti della Giustizia Militare (G.M.)? Sembra proprio di sì, e la cosa, comprensibilmente, non può non preoccupare i lavoratori che vi operano al loro interno, atteso anche il silenzio e la riservatezza che stanno accompagnando l’operazione che, ancora una volta, sta procedendo al netto di qualsiasi informazione preventiva e di ogni confronto con le OO.SS., come per il Libro Bianco.
Gli Enti della G.M. sono stati già oggetto di riordino qualche anno fa. Come qualcuno certamente ricorderà, la configurazione attuale della G.M. è figlia della precedente riorganizzazione disposta con la L.24.12.2007, n. 244 (art. 2 commi 603-611) che ha prodotto, a far data dal 1.07.2008, la soppressione di diverse Sedi (Torino, La Spezia, Bari, Cagliari, Padova, Palermo) e l’accorpamento delle loro competenze in sole tre Sedi (Verona, Roma e Napoli), ed è stato accompagnato dal transito dal 1.1.2099 nei ruoli del Ministero Giustizia della metà (150 unità circa) dei lavoratori allora in servizio negli Uffici soppressi. Su questa stessa pagina, pubblichiamo in allegato 2 gli organici degli Uffici di Verona, Roma e Napoli, fissati allora a fine riordino.
Oggi, a distanza di meno di nove anni dal 2008, ci troviamo verosimilmente alla vigilia di una nuovo tentativo di riordino, che avrebbe come traguardo ultimo la cancellazione di fatto della Giustizia Militare così come noi oggi la conosciamo, pur con alcuni “accorgimenti” tecnici finalizzati a superare i limiti precisi dettati dalla Carta costituzionale, che da una parte (terzo comma dell’articolo 103, modificabile solo con la procedura prevista dall’art. 138) prevede l’esistenza di Tribunali Militari e ne determina i compiti e, dall’altra (art.25, che non può essere oggetto di modifica essendo inserito tra i principi fondamentali della Carta) vieta di sottrarre una persona al “giudice naturale precostituito per legge”, il che significa che i militari non possono essere sottratti alla giurisdizione militare per i reati militari.
Abbiamo infatti appreso che è stato avviato, già da qualche mese, un tavolo bilaterale tra Ministero Giustizia e Ministero Difesa, che starebbe predisponendo un disegno di legge (DDL) delega per la riorganizzazione dei Tribunali penali militari. Detto DDL dovrebbe prevedere tra l’altro:
la soppressione del ruolo dei Magistrati militari, con unificazione nel ruolo della Magistratura ordinaria, quella del CSM e quella delle Procure mil. con attribuzione delle attuali funzioni alle Procure ordinarie;
l’esercizio delle funzioni giurisdizionali da parte di Giudici ordinari incaricati dal CSM, presso non più di cinque tribunali militari e la Corte di Appello militare, collocati preferibilmente presso gli Uffici ordinari ubicati nelle medesime città dove hanno sede i primi;
il transito dei Magistrati e del personale amministrativo addetto alle cancellerie e alle segreterie degli Uffici Giudiziari militari nei pari ruoli del Ministero Giustizia, anche in soprannumero riassorbibile;
il transito al Ministero Giustizia di locali, dotazioni strumentali e risorse attuali della Giustizia Militare.
Dunque, come già detto, ci troveremmo di fronte ad una cancellazione di fatto della G.M. e al transito ex lege di locali, mezzi e personale alla Giustizia ordinaria, a nostro avviso anche con un qualche forzatura rispetto alle stesse previsioni della Carta Costituzionale che anche per questo potrebbe non avere un percorso né facile né agevole, sin a partire dal vaglio delle Commissioni Affari Costituzionali. Si aggiunga, inoltre, il silenzio che sta circondando l’operazione e il deficit di informazioni alle OO.SS.
Per quanto sopra, insieme a FP CGIL e a UIL PA, siamo già intervenuti presso il Sottosegretario Rossi con nota del 10 aprile u.s., che pubblichiamo su questa pagina in allegato 1, con la quale abbiamo chiesto un incontro urgente.
Con l’occasione, diamo notizia che il 13 u.s. è partito da Taranto il programma di assemblee unitarie FP CGIL-UILPA-FLP DIFESA, che ha visto la straordinaria e attenta partecipazione di oltre 600 persone, una copertura notevole dei media locali e una positiva discussione tra lavoratori ed OO.SS. (su questa stessa pagina, in allegato 3, pubblichiamo documenti e foto dell’assemblea).
Foto 1: Il tavolo dei relatoriFoto 2: la sala pienaFoto 2: vista dalla sala
Notiziario n. 37 del 3 aprile 2017 –
Nel pomeriggio del 31 marzo u.s., sono comparsi sul sito di PERSOCIV n. 7 avvisi con i quali si rendeva noto che “ai sensi dell’art. 7 del d.P.C.M. 5 agosto 1988, n.325, è in via di definizione la procedura di mobilità per compensazione tra due dipendenti del Ministero Difesa – prof. prof. di “…..…“ in servizio rispettivamente presso l’Ente “…………” e l’Ente “…..…….”. A tal riguardo, la nostra Direzione Generale invita “i dipendenti in servizio presso i suddetti Enti eventualmente interessati alla procedura di mobilità in argomento ad inviare apposita istanza corredata del proprio curriculum vitae, entro e non oltre 10 giorni dalla pubblicazione del presente avviso”.
La pubblicazione di questi avvisi rappresenta un fatto indiscutibilmente nuovo nei processi di mobilità volontaria interna del Ministero Difesa, che sinora ha assicurato il “contestuale avvicendamento” solo in ambito extra Difesa, e dunque tra la nostra e altre AA.PP., ma lo aveva sempre negato in ambito Difesa adducendo la scusante che il protocollo d’intesa sottoscritto dal Sottosegretario on. Rossi e dalle OO.SS. il 29.09.2015 (che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina, si veda comunque anche la News di pari data, a suo tempo pubblicata sul nostro sito) – che regola i processi di mobilità interna volontaria e di reimpiego del personale civile del Ministero della Difesa. -, non lo prevedesse e non lo regolasse.
Il che è anche vero, ma bisogna allora ricordare che la mancata regolamentazione in sede di protocollo è il frutto (amaro) di una scelta precisa (e sbagliata) della stessa Amministrazione, che ha detto ripetutamente di no alle diverse richieste di FLP DIFESA di inserire, in seno a quel protocollo, norme che regolassero anche la“mobilità per compensazione”. Si deve a tal proposito infatti ricordare che la nostra O.S., per più volte nel corso della trattativa per la definizione del protocollo e per ultimo nel documento “Le osservazioni e le proposte di FLP DIFESA in merito agli intendimenti dell’A.D. in materia di mobilità volontaria e reimpieghi”, inviato all’attenzione del Gabinetto in data 8 luglio 2015 (si veda il Notiziario n. 76 dell’11.07.2015), avevamo chiesto che fossero regolati anche i trasferimenti per c.d “compensazione” o “contestuale avvicendamento” (“si chiede che venga esplicitata nel documento la possibilità per i dipendenti di presentare, in qualsiasi momento dell’anno, istanza di trasferimento in contestuale avvicendamento con altro lavoratore, se in presenza di pari area e di pari profilo professionale”, si veda pagina 5 del documento in argomento che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2). Così sono andati i fatti, ed è anche giusto oggi ricordarlo.
Alla luce di quanto sopra, risulta allora chiaro che la pubblicazione dei predetti avvisi di “mobilità per compensazione” costituiscono certamente un fatto nuovo che mette in un qualche modo una toppa, ma rappresentano anche, al contempo, l’ammissione di un errore grave da parte della nostra Amministrazione. Un errore che oggi viene finalmente riparato e a tutto beneficio dei colleghi di cui agli avvisi pubblicati, che potranno così essere trasferiti per avvicendamento, e anche di quelli che li seguiranno, ma che non potrà in alcun modo essere più riparato per i lavoratori che in tutti questi 18 mesi hanno perso irrimediabilmente il treno per poter organizzare la propria vita in modo più confortevole, treno che potrebbe ora non passare più dalle loro parti, C’è qualcuno tra coloro che allora hanno bocciato la nostra richiesta che sia ora disposto a chiedere scusa?
Ma c’è un ultimo aspetto su cui intendiamo soffermarci. Comprendiamo la forzatura operata dalla DG a fronte della “leggerezza” fatta a suo tempo, ma pensiamo che i criteri, le regole e la tempistica per la gestione della mobilità volontaria interna per compensazione vadano inseriti nel protocollo del 29.09.2015.
Il bando 2016 ha registrato grossi problemi, il bando 2017 è in forte ritardo (lo abbiamo già scritto al SSS, si veda l’allegato 3 su questa stessa pagina, e anche il Notiziario n. 8 del 13.01.2017), occorre effettuare subito la “verifica” prevista dal “protocollo” e poi procedere con le necessarie integrazioni e modifiche, e tra queste in primis la “mobilità per compensazione”. Lo segnaleremo alla Ministra nell’incontro del 5 aprile p.v.
Notiziario n. 49 del 16 maggio 2017 – Dopo “il buon passo in avanti” registrato nella precedente riunione del 20 aprile u.s., secondo il giudizio espresso nel comunicato unitario di FP CGIL – UIL PA – FLP DIFESA allegato al nostro Notiziario n. 42 di pari data, la riunione negoziale odierna a PERSOCIV con la […]
Notiziario n. 48 del 15 maggio 2017 – Hanno preso il via in data odierna, presso il Gabinetto del Ministro, due tavoli tecnici, richiesti e ottenuti da CGIL FP, UIL PA ed FLP DIFESA nel contesto dell’accordo del 5 aprile u.s. con il Vertice politico del Dicastero, il primo sul disegno di legge attuativo del […]
Notiziario n. 47 dell’11 maggio 2017 – Dopo avere votato nei giorni scorsi, sulla “piattaforma Rousseau”, i programmi in materia di energia, Esteri e Lavoro, gli iscritti al Movimento 5 Stelle (M5S) hanno votato ieri il programma sulla Difesa, e la cosa deve interessarci, atteso che il M5S è attualmente al primo posto nelle intensioni […]
Notiziario n. 46 dell’ 8 maggio 2017 – Prosegue, senza soste, il programma di assemblee unitarie che, insieme a FP CGIL e UIL PA, stiamo portando in giro per l’Italia. Dopo quelle negli Arsenali Militari di Taranto e la Spezia e nei Poli di Mantenimento Pesante di Piacenza e Nola (ultima in ordine di tempo), […]
Notiziario n. 45 del 4 maggio 2017 – Sembra davvero scomparso dai radar il Disegno di Legge (DDL) di attuazione del “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa”, che reca la “Riorganizzazione dei vertici del Ministro difesa e delle relative strutture” e conferisce inoltre deleghe al Governo in materie diverse (formazione, per es). […]
Notiziario n. 44 del 1° Maggio 2017 – Oggi, 1° maggio, è anche la festa delle lavoratrici e dei lavoratori civili della Difesa, che notoriamente, negli anni, non hanno avuto poi così tante ragioni per festeggiare. La ricorrenza cade però quest’anno in un momento particolarmente importante, e cioè a poche settimane dall’accordo del 5 aprile […]
Notiziario n. 43 del 26 aprile 2017 – La Commissione Difesa della Camera ha esaminato nei giorni 18, 19 e 20 aprile u.s., ovviamente per la parte d’interesse del Ministero della Difesa, il Documento di Economia e Finanze (DEF) anno 2017 adottato dal Consiglio dei Ministri, esprimendo al termine, a maggioranza, un “parere favorevole con […]
Notiziario n. 42 del 20 aprile 2017 – “Un buon passo in avanti”: è questo il giudizio conclusivo del FP CGIL, UIL PA ed FLP DIFESA sui contenuti e sulle risultanze della riunione negoziale di oggi a PERSOCIV, la quarta in ordine di tempo, nella quale si è discusso della nuova proposta di A.D. sulla […]
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Notiziario n. 37 del 3 aprile 2017 – Nel pomeriggio del 31 marzo u.s., sono comparsi sul sito di PERSOCIV n. 7 avvisi con i quali si rendeva noto che “ai sensi dell’art. 7 del d.P.C.M. 5 agosto 1988, n.325, è in via di definizione la procedura di mobilità per compensazione tra due dipendenti del […]