Passano i giorni, le settimane e i mesi, ma del bando di mobilità volontaria interna per il personale civile della Difesa per l’anno 2017 non si vede neanche l’ombra.
Eppure, il protocollo sottoscritto dal Sottosegretario Rossi e dalle OO.SS nazionali in data 29.09.2015 parla molto chiaro: entro il 3i gennaio dell’anno in corso, PERSOCIV doveva pubblicare le carenze negli Enti e Comandi della Difesa individuate dagli Organi Programmatori, ed entro i successivi 30 giorni le lavoratrici ed i lavoratori civili interessati avrebbero potuto produrre le relative istanze di mobilità. Invece, siamo a fine giugno e nulla è stato ancora fatto, e tutto lascia presumere che quest’anno la data di pubblicazione del bando di mobilità 2017 andrà ben oltre l’11 luglio, che fu la data di pubblicazione del bando 2016. Allora, però, eravamo in via di prima applicazione del protocollo, e dunque per alcuni versi un certo ritardo poteva anche essere messo in conto; ma quest’anno non c’è scusante che tenga, tenuto anche conto che dei ritardi sin qui accumulati, in base agli elementi che abbiamo, non si conoscono nè l’origine nè le ragioni.
Come abbiamo ricordato in precedenti Notiziari, dopo un confronto durato oltre quattro anni e in tutto quel periodo sempre arenatosi sul nodo dei “pareri” degli Organi programmatori, in data 29.09.2015 è stato sottoscritto dal Sottosegretario Rossi e dalle OO.SS. nazionali il “Protocollo d’intesa tra l’A.D. e le organizzazioni sindacali rappresentative del personale civile non dirigente”, che ripubblichiamo ad ogni buon conto su questa stessa pagina in allegato 2, il quale reca le nuove procedure per i reimpieghi (all. A), per la mobilità volontaria ordinaria (all. B) e straordinaria (all. C), e il prospetto con i criteri e i punteggi per la formazione delle graduatorie (all. D), e del quale avevamo a suo tempo riferito nel Notiziario n. 106 del 1.10.2015.
Un “protocollo” per certi versi storico nella vita dell’A.D., e di questo va certamente dato atto al Sottosegretario Rossi che lo ha fortemente voluto e poi sottoscritto, atteso che per la prima volta la mobilità interna del personale civile sarebbe stata gestita finalmente attraverso regole ben chiare e definite, con tutti i lavoratori interessati collocati sulla stessa linea ai nastri di partenza, come peraltro avviene da sempre nelle altre AA.PP., e non più attraverso i ben noti pareri discrezionali degli Organi Programmatori (O.P.), in alcuni casi anche troppo discrezionali e come tali alquanto opinabili, e per questo non sempre di facile comprensione nell’osservazione e nel raffronto con situazioni analoghe. Un “protocollo” che, anche per questo, è stato allora giudicato positivamente da FLP DIFESA che lo ha sottoscritto, accompagnato comunque da alcune perplessità sulla nuova procedura di reimpiego conseguente ai riordini.
La gestione della nuova procedura nel primo anno ha evidenziato, però, delle evidenti criticità. La più macroscopica è da ricondurre agli altissimi e quasi proibitivi “gradi di scopertura organica massima sostenibile per ciascun Ente e per singolo profilo professionale” fissati dagli OO.PP., poi parzialmente ridotti, ma rimasti in ogni caso lo stesso molto alti e che hanno poi “viziato” in un qualche modo la procedura.
Anche sulla scorta delle criticità emerse l’’anno scorso, ci saremmo aspettati che l’Amministrazione, una volta pubblicate le graduatorie 2016, convocasse sollecitamente le OO.SS. nazionali per una comune riflessione sull’esperienza legata al primo bando di mobilità e che, attraverso di essa, si procedesse subito alle eventuali modifiche del protocollo finalizzandole all’uscita del bando 2017. Invece, nulla di tutto questo, nonostante le ripetute sollecitazioni venute da parte sindacale (ricordiamo, per quanto ci riguarda, la lettera inviata al Sottosegretario Rossi in data 9 gennaio, si veda il Notiziario n. 8 del 13.01.2017).
Per quanto sopra, insieme a CGIL FP, UIL PA e FLP DIFESA abbiamo inviato al Sottosegretario Rossi la lettera unitaria qui allegata, nella quale chiediamo con urgenza la“verifica”prevista dal protocollo 29.09.2015, per introdurre i correttivi che potranno rendere più agevole e gestibile il bando 2017, da emanare rapidamente.
Tra i problemi che le lavoratrici e i lavoratori hanno posto con più forza alla nostra attenzione nelle decine e decine di assemblee che insieme a FP CGIL e UIL PA abbiamo organizzato da metà maggio in avanti su tutto il territorio nazionale nelle sedi e negli Enti più importanti della Difesa (e la programmazione andrà avanti ancora, almeno fino a metà luglio), un posto certamente di rilevo occupa il problema innescato dall’emanazione della circolare PERSOCIV n. 16749 del 14.03.2016 avente per oggetto “Benefici pensionistici derivanti da supervalutazione di periodi di servizio in lavori insalubri, polverifici, imbarchi ai sensi degli articoli 19 e 25 del D.P.R. 29.12.1973, n. 1092”, a cui è poi seguita la circolare con errata corrige n. 23994 del 15.04.2016, entrambe ripubblicate su questa stessa pagina rispettivamente in allegato 3 e 4.
A tal riguardo, giova innanzitutto ricordare come l’impatto di questa circolare sia stato allora alquanto devastante in virtù degli effetti che essa veniva a produrre, non solo sul personale in servizio che vedeva allontanarsi di colpo la prospettiva del beneficio pensionistico, ma anche – si temette all’inizio- su lavoratori già pensionati che avevano già goduto del beneficio, circostanza quest’ultima poi fortunatamente esclusa.
Un autentico fulmine a ciel sereno, non preceduto e neanche accompagnato all’inizio dalla benchè minima informazione alle OO.SS. nazionali rispetto ad un quadro di regole unilateralmente modificato dall’Amministrazione e che avrebbe prodotto effetti negativi, anche a carattere retroattivo, sui lavoratori coinvolti loro malgrado, che è poi stato oggetto di condanna da parte delle OO.SS. tutte nel corso dell’incontro con il D.G. di PERSOCIV del 21 aprile 2016 (sui veda il Notiziario n. 48 di pari data). Sostenemmo allora, in riunione, che una maggiore cautela, un confronto preventivo con le OO.SS. e la ricerca comune di percorsi possibili e praticabili con effetti meno cruenti, avrebbero potuto attutirne l’impatto negativo. Unitariamente chiedemmo allora alla dr.ssa Corrado la sospensione pro tempore della circolare, ma la richiesta fu rigorosamente respinta ai mittenti con il seguito che conosciamo, e forse anche per questo ancora oggi ci troviamo ad affrontare un problema enorme che si trascina da allora, e che verosimilmente genererà aspri contenziosi , anche in sede giudiziaria, dagli esiti non necessariamente scontati.
Risultanze non dissimili registrammo successivamente nel tavolo tecnico, unitariamente richiesto dalle OO.SS. e poi convocato su preciso imput del Sottosegretario Rossi, che si tenne il 12 ottobre 2016 (vds. Notiziario n. 118 di pari data) e che non portò a sviluppi in positivo, atteso che il D.G. di PERSOCIV rinnovò allora il proprio no alla sospensione della circolare ritenendo la stessa frutto del portato normativo e della giurisprudenza (Consiglio di Stato Sz. IV n. 70/1998 e Corte dei Conti n. 545/2012).
Seguì, sempre su richiesta unitaria delle OO.SS., il tavolo politico con il Sottosegretario Rossi che si tenne il successivo 1° dicembre (si veda il Notiziario n. 140 di pari data), nel quale ci furono comunicati gli intendimenti dell’Amministrazione per risolvere il “problema insalubri”: predisporre una modifica al Decreto Luogotenenziale n.1100/1919 per attualizzare l’elenco dei lavori insalubri; definire uno schema di provvedimento modificativo del DPR 1092/1973 nella parte (art. 25) in cui prevede l’applicabilità del beneficio ai soli “operai”, prevedendone l’applicabilità a tutto il personale (operaio e non) operante nelle aree c.d. “attive”; infine un DM con la rivisitazione dell’elenco “polverifici”.
L’ultimo atto, in ordine di tempo, è stata la “scheda tecnica” inviata da SMD alle OO.SS. nazionali con fg. n. 27352 in data 23.02.2017, che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, che reca l’ipotesi di ridefinizione attualizzata del concetto di “lavorazione insalubre” con relativa elencazione delle lavorazioni a rischio, e i siti della Difesa configurati come “polverifici”. Null’altro sin qui, almeno per quanto a nostra conoscenza
Per questo, insieme a CGIL FP e UIL PA, abbiamo inviato a PERSOCIV la nota unitaria allegata, con la quale chiediamo “un urgente incontro tra le parti finalizzato a fare un punto di situazione al riguardo”.
Nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 135 del 13 giugno 2017, è stata pubblicata la legge 22 maggio 2017, n. 81 recante “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”, legge che è già entrata in vigore dal giorno successivo alla pubblicazione, e dunque dal 14 giugno u., e che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina.
Il Capo 2° della predetta legge reca disposizioni finalizzate a “promuovere il lavoro agile quale modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa” (art. 18, comma 1) e, a tal proposito, introduce (artt. dal 18 al 24) le regole generali delle prestazioni lavorative in modalità lavoro agile (forme e recesso; trattamento; disciplina, sicurezza sul lavoro e assicurazione infortuni).
Il comma 3 del già richiamato art. 18 dispone inoltre che “le disposizioni del presente capo si applicano, in quanto compatibili, anche nei rapporti di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, secondo le direttive emanate anche ai sensi dell’articolo 14 della legge 7 agosto 2015, n. 124, e fatta salva l’applicazione delle diverse disposizioni specificamente adottate per tali rapporti”. Le disposizioni in materia di lavoro agile valgono dunque anche per i dipendenti civili della Difesa.
“La direttiva emanata ai sensi dell’art. 14 della legge 7.08.2015, n. 124” (trattasi della legge delega di “riforma” della Pubblica Amministrazione proposta a suo tempo dalla Ministra Madia), alla quale fa riferimento il predetto comma 3, è la Direttiva n. 3 del Presidente del Consiglio dei Ministri, che ripubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina, e reca “indirizzi per l’attuazione dei commi 1 e 2 dell’articolo 14 della Legge 7 agosto 2015, n. 124 e linee guida contenenti regole inerenti all’organizzazione del lavoro finalizzate a promuovere la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro dei dipendenti”. Dei suoi contenuti, abbiamo ampiamente riferito nel Notiziario n. 58 del 12 giugno 2017 che ne recava il testo integrale in allegato.
La predetta Direttiva ha avviato nel settore pubblico quanto già pare positivamente sperimentato nel settore privato (oltre 250.000 i “lavoratori smart” che operano in grandi aziende) circa l’attuazione del c.d. “smart-working” (lavoro agile), modalità che rappresenta una evoluzione in positivo del c.d. “telelavoro”. Infatti, con il “lavoro agile” non è più obbligatorio legarsi a un luogo fisico fisso in cui lavorare: la propria abitazione o altro luogo, certamente, ma anche un bar, un giardino, un parco o qualunque altro luogo in cui si possa portare un computer o uno smartphone, dai quali si possa agire tramite connessione Wi-Fi. L’orario è autodeterminato: l’importante è portare a compimento il compito prefissato. I vantaggi per il lavoratore sono evidenti: meno costi di spostamento, più autonomia lavorativa, e maggiore equilibrio tra vita e lavoro.
La Direttiva prevede che, entro tre anni, in ogni A.P. e fino al 10% delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici che lo richieda, ci si potrà avvalere delle nuove modalità di lavoro agile, mantenendo in ogni caso inalterate le opportunità di crescita e di carriera per tutti i dipendenti che ne usufruiranno. Trattasi a ben vedere, di uno strumento molto innovativo nell’organizzazione del lavoro delle PP.AA. e per questo suscita molto interesse in tante lavoratrici in particolare, ma anche in molti lavoratori.
Anche per questo, nel ricordare che in Presidenza del Consiglio è già stato sottoscritto 8si veda l’allegato 3 pubblicato su questa stessa pagina) un “protocollo d’intesa” per l’avvio della sperimentazione del lavoro agile in quella sede che è stato sottoscritto da diverse OO.SS. tra cui anche FLP (che è pubblicato sul nostro sito), ribadiamo l’auspicio che quanto prima sia possibile avviare nel MD una fase di sperimentazione del lavoro agile.
Procedono molto a rilento, in Commissione Difesa del Senato, i lavori sul Disegno di Legge (DDL) attuativo del Libro Bianco, adottato il 10.02.2017 dal Consiglio dei Ministri (CdM) su proposta della Ministra Pinotti e recante “Riorganizzazione dei vertici del Ministro difesa e delle relative strutture. Deleghe al Governo per la revisione del modello operativo delle Forze Armate, per la rimodulazione del modello professionale e in materia di personale del Ministero della difesa, per la riorganizzazione del sistema della formazione , nonché in materia di semplificazione normativa dell‘ordinamento militare” (su questa stessa pagina pubblichiamo: in allegato 1, il testo del DDL in argomento; in allegato, il dossier predisposto dal Senato; infine, in allegato 3, il testo del Libro Bianco 2015).
Trattasi del provvedimento che dovrà dare attuazione al “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa” (LB), messo a punto da un gruppo di professori ed “esperti” scelti dalla Ministra e che ha visto la luce il 30 aprile 2015, il quale, sin dal primo momento, è apparso un ridisegno della Difesa molto pesante, che ne avrebbe stravolto l’attuale assetto.
Ricordiamone brevemente i punti più importanti: il ruolo eccessivo del Capo di SMD, il nuovo vero “padrone” della Difesa, in possesso di leve vecchie e nuove (il costituendo Comando Logistico Difesa, in primis), molto più efficaci e operative rispetto a quelle dello stesso Ministro, che ridurranno fortemente le competenze attuali e l’autonomia delle FF.AA., in primo luogo in materia di carriere della dirigenza militare e di formazione, e che produrranno “quell’uomo forte solo al comando” che a noi non piace per niente; il depotenziamento di SEGREDIFESA, che perderà la funzione più importante, la Direzione Nazionale Armamenti (DNA), che transiterà a SMD, con tutti gli interessi legati all’industria della difesa che si porterà dietro; le corpose novità in materia di bilancio (legge sessennale); c’è il problema delle risorse che servono per questa riforma e del chi ne paga i costi, in un momento di grande sofferenza sociale ed economica del Paese; c’è il progetto di soppressione dell’area industriale della Difesa, con previsione di cessione di strutture e personale all’industria privata; e c’è infine, per noi civili, l’ulteriore marginalizzazione della categoria, per dare più ruolo e più funzioni ai militare, in primis in area SMD.
Per tutto questo, sin dall’inizio, il LB fece registrare forti resistenze, interne ed esterne allo stesso MD (tra questi, anche il premier Renzi) che rallentarono l’uscita del DDL, poi superate dal via libera venuto dal nuovo Premier Gentiloni in Parlamento, che aveva fatto espresso riferimento all’attuazione del LB tra le priorità del proprio Esecutivo. Quindi l’adozione del DDL in Consiglio dei Ministri il 10 febbraio u.s. e, dopo un mese, l’invio al Senato e l’assegnazione alla Commissione Difesa (DDL 2728).
Va detto che, da allora (eravamo nella prima metà di marzo…), il DDL in questione di strada non ne ha poi fatta molta, segno che le resistenze (anche in seno alla stessa maggioranza) persistevano, e anche forti. Ad un certo punto, quando le elezioni politiche a fine settembre apparivano oramai certe, il DDL era stato dato per morto e sepolto; poi, con l’allontanamento del voto dopo il tonfo dell’accordo tra PD, FI, M5S e Lega sulla legge elettorale, l’orizzonte si è un po’ rasserenato. E’ ripreso così l’esame in Commissione Difesa, e il Presidente Latorre ha posto ai Commissari la questione su come procedere e chi audire, oltre alla Ministra e al Capo di SMD.
Al riguardo, questi gli ultimi approdi (riunione del 13 giugno, si veda il “resoconto” che pubblichiamo in allegato 4 su questa stessa pagina): su proposta del Presidente, la Commissione ha detto sì a “una consultazione ristretta a soggetti qualificati, tra cui gli ex Capi di SM, le rappresentanze del personale militare e i sindacati…” (inizialmente, lo stesso Latorre aveva però parlato di una “consultazione pubblica” di 10 gg). Sarà consultato dunque anche l’ex CaSMM, amm. De Giorgi…..
Seguiremo da vicino gli sviluppi parlamentari del DDL, e in primo luogo dell’emendamento che A.D. si è impegnata a presentare su proposta delle OO.SS. CGIL FP, UIL PA e FLP DIFESA per avviare centri di formazione negli Stabilimenti e in altri Enti del MD connessi a procedure corso-concorsuali per l’assunzione a tempo indeterminato di professionalità civili (dovevamo parlarne il 14 u.s., la riunione è stata però spostata).
“Un evidente passo all’indietro!”. E’ questo, in estrema sintesi, il giudizio che FP CGIL, UIL PA, FLP DIFESA e CONFSAL UNSA hanno espresso nel comunicato unitario diffuso a conclusione della riunione a PERSOCIV, la sesta in ordine di tempo, per la definizione dell’Ipotesi di accordo sul FUA 2017.
Un esito davvero imprevisto e imprevedibile, quello impresso a conclusione del confronto odierno da parte dall’Amministrazione che, al termine del giro di tavolo nel quale le OO.SS. avevano espresso diverse perplessità su diversi contenuti della bozza da essa predisposta e avanzato motivate richieste di modifica, ha incomprensibilmente e unilateralmente deciso che la trattativa fosse conclusa e che il testo conclusivo sarebbe stato sostanzialmente quello, solo con qualche lieve aggiustamento, facendo seguire, solo dopo qualche ora, l’invio del testo dell’Ipotesi per la firma delle Parti!
Un esito davvero imprevisto e imprevedibile, quello odierno, dopo le due precedenti riunioni, la prima del 20 aprile 2017, che aveva invece fatto registrare “il buon passo in avanti” secondo il giudizio espresso allora nel comunicato di FP CGIL–UIL PA–FLP DIFESA allegato al nostro Notiziario n. 42 di pari data, e dopo la successiva riunione del 16 maggio che aveva invece avuto un carattere sostanzialmente interlocutorio (si veda il Notiziario n. 49 di pari data con allegato il comunicato unitario CGIL-UIL-FLP).
preso positivamente atto della riduzione delle necessità relative a P.O./Turni/Rep./PPL/Fondo mobilità, con il corrispondente incremento delle risorse destinate ai fondi locali, allo stato davvero esigui;
condiviso le motivazioni che avevano indotto D. a proporre come terza gamba dei criteri selettivi per gli sviluppi 2017 la valutazione della prestazione professionale e chiesto l’allargamento della forchetta relativa alla fascia cui attribuire il punteggio massimo del predetto criterio; inoltre, di ridurre il differenziale in materia di titoli di studio a vantaggio di quelli inferiori, e di incrementare ulteriormente il peso dell’anzianità superando la soglia dei 30 anni max proposta da AD;
per quanto attiene la previsione degli sviluppi economici 2018, rappresentato la necessità che la fissazione di un numero preciso e definito fosse accompagnata dalla certezza sulla disponibilità delle ricorse necessarie a finanziarle, al fine di evitare il rischio che, in assenza di idonea copertura, si dovesse poi attingere dalle risorse destinate ad altre importanti fattispecie (Turni, Reperibilità, etc.);
in ultimo, con riferimento ai fondi locali, preso atto della esiguità delle risorse destinate alla performance individuale, chiesto di verificare la praticabilità di una loro diretta confluenza nel FUS e inoltre, in particolare, che fossero maggiormente definite e dettagliate le attribuzioni dei tavoli locali in materia di contrattazione FUS, che nella proposta di AD erano limitate solo alla ripartizione tra le finalità d’impiego, apparendo così molto riduttive del ruolo e dell’azione sindacale.
Poteva segnare, quella di oggi, un passo decisivo verso la definizione dell’Ipotesi di accordo, e invece è approdata a tutt’altra conclusione (per il momento). Peccato davvero!
In allegato 1 su questa stessa pagina, il comunicato FP CGIL – UIL PA – FLP DIFESA – CONFSAL UNSA che riferisce dei contenuti e degli esiti del tavolo odierno.
Pubblichiamo su questa pagina, in allegato 2, anche la circolare n. 38343 di chiarimento che PERSOCIV ha emanato in data odierna a seguito di quanto rappresentato dalle OO.SS. in merito alla distribuzione FUA 2016 e di cui alla parte iniziale del comunicato unitario.
Con la pubblicazione sul sito della Funzione Pubblica, ha visto finalmente la luce nella scorsa settimana la Direttiva n. 3/2017 del Presidente del Consiglio dei Ministri (PCM) che reca “indirizzi per l’attuazione dei commi 1 e 2 dell’articolo 14 della Legge 7 agosto 2015, n. 124 e linee guida contenenti regole inerenti all’organizzazione del lavoro finalizzate a promuovere la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro dei dipendenti” , che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.
La predetta Direttiva avvia nel settore pubblico quanto già pare positivamente sperimentato nel settore privato (oltre 250.000 i lavoratori smart), in particolare in grandi aziende, circa l’attuazione del c.d. “smart-working” (lavoro agile), che rappresenta una evoluzione del c.d. “telelavoro”, istituto per la verità non molto conosciuto e praticato nel pubblico impiego, in particolare nel Ministero della Difesa.
Per “telelavoro” si intende un lavoro che si svolge a distanza rispetto alla sede di lavoro, per lo più da casa o in un altro luogo decentrato, fisicamente separato dall’attività quotidiana e ben noto al datore di lavoro che su di esso può operare controlli, e con orario di lavoro che prevede il riposo obbligatorio per 11 ore consecutive ogni 24, con astensione lavorativa dalla mezzanotte alle ore 5 (Accordo Quadro 2004).
Con il “lavoro agile”, invece, non è più obbligatorio legarsi a un luogo fisico fisso in cui lavorare: certamente la propria abitazione o altro luogo, ma anche un bar, un giardino, un parco o qualunque altro luogo in cui si possa portare un computer o uno smartphone, dai quali si possa agire tramite connessione Wi-Fi. L’orario è autodeterminato: l’importante è portare a compimento il compito prefissato e l’obiettivo assegnato. Dunque il lavoro agile rappresenta una evoluzione certamente più interessante del telelavoro, in cui la modalità della prestazione lavorativa è decisa in accordo tra datore e dipendente ed è regolata nel privato da un contratto, con diritto di recessione dietro preavviso di 30 giorni. I vantaggi per il lavoratore sono evidenti: meno costi di spostamento, più autonomia lavorativa, e maggiore equilibrio tra vita e lavoro. Ma i vantaggi sono evidenti anche per il datore di lavoro: secondo uno studio condotto dal Politecnico di Milano, oltre alle evidenti economie realizzate dalla mancata presenza del lavoratore nella sede di lavoro, più del 50% delle aziende private che hanno adottato il “lavoro agile” hanno avuto un aumento della produttività del 5-6%..
La Direttiva del PdCM fornisce indirizzi per l’attuazione del lavoro agile nelle PP.AA. attraverso una fase di sperimentazione e reca delle “linee guida” che disegnano il contesto normativo, definiscono l’ambito di applicazione e i destinatari, assegnano un ruolo determinante ai CUG (Comitati Unici di Garanzia) e indicano le “misure organizzative” alle quali le PP.AA. sono chiamate. Nella seconda parte, la Direttiva reca indicazioni operative per l’attivazione del lavoro agile mentre, nella terza parte, si parla di organizzazione del lavoro, della gestione del rapporto di lavoro e delle relazioni sindacali.
La Direttiva avvia dunque la stagione del “lavoro agile” nelle Pubbliche Amministrazioni, e prevede che, entro tre anni, in ogni Amministrazione Pubblica e fino al 10% delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici che lo richieda, ci si potrà avvalere delle nuove modalità di lavoro agile, mantenendo in ogni caso inalterate le opportunità di crescita e di carriera per tutti i dipendenti che ne usufruiranno. Trattasi a ben vedere, di uno strumento molto innovativo nell’organizzazione del lavoro delle PP.AA. e suscita un forte interesse in tanti lavoratori, e tra questi anche tra quelli che operano nel Ministero della Difesa.
Anche per questo, preso atto che in Presidenza del Consiglio è già stato sottoscritto un “protocollo d’intesa” per l’avvio della sperimentazione del lavoro agile in quella sede che è stato sottoscritto da diverse OO.SS. tra cui anche FLP (che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2), FLP DIFESA auspica che quanto prima sia possibile avviare anche in Amministrazione Difesa una fase di sperimentazione del lavoro agile.
Sul sito di PERSOCIV, link “circolari e altra documentazione”, sono state pubblicate due importanti circolari a firma del D.G., relative a somme FUA e FUS, che pubblichiamo su qusta pagina rispettivamente in allegato 1 e 2. In allegato 3, invece, la circolare n.
La prima, circolare n. 33.224 del 25.05.2017, ha per oggetto la distribuzione del FUA 2016 e fornisce utili indicazioni in merito alla distribuzione del relativo Fondo Unico di Sede (FUS), il cui importo pro capite, al netto oneri datoriali e al lordo lavoratore, è pari a 575,52 € , e dovrà essere distribuito al personale civile in servizio alla data del 1 gennaio 2016 con i criteri stabiliti negli accordi locali FUS 2016. Inoltre, la circolare reca anche alcuni chiarimenti in merito alle regole per la distribuzione di detto FUS.
A tal riguardo, informiamo i colleghi che le somme FUA 2017, al netto di quelle relative a PPL/Turni/Reperibilità, sono già nella disponibilità della nostra Amministrazione. Per quanto attiene al pagamento del FUS 2016, di cui la circolare della DG non dice ancora nulla, informiamo i colleghi che, a breve, la BDUS (Banca dati Unica Stipendiale) dovrebbe richiedere agli Enti della Difesa, con propria circolare, verosimilmente entro il 30 giugno p.v., le segnalazioni relative alle spettanze di ciascun lavoratore. Conseguentemente, tenuto anche conto della tempistica degli ultimi anni, la corresponsione delle somme FUS 2016 ai colleghi potrebbe avvenire con il cedolino di agosto p.v..
Per quanto attiene invece alle indennità PPL/Turni/Reperibilità 2017, che viaggiamo con provvedimento a parte, il MEF non ha ancora reso disponibili ad A.D. le relative somme, anche se il via libera dovrebbe essere davvero imminente. Si può pertanto prevedere che il pagamento delle indennità 2017 maturate delle fattispecie in questione, possa slittare oltre agosto, e probabilmente si concretizzerà con il cedolino di settembre, ricomprendendo però, come già avvenuto negli anni precedenti, indennità di più mesi (l’anno scorso la prima tranche è stata pari ai 5/12, quest’anno potrebbe andare anche oltre).
La seconda circolare, la n.33.226 del 25 maggio u.s., ha invece per oggetto ”Fondo Unico di amministrazione 2014 e 2015 – saldo FUS 2014 – 2015” , e dà conto di alcune “maggiorazioni”, derivanti da somme FUA non spese, che vengono ridestinate ai Fondi Unici di Sede (FUS) dei rispettivi anni. Più precisamente:
FUS 2014: la maggiorazione è pari ad un importo pro capite di 62,85 euro lordo lavoratore e deriva dai risparmi conseguiti in ordine agli accantonamenti FUA dello stesso anno, che, per come previsto dall’accordo nazionale, vengono ridestinati al FUS. Le risorse che ne conseguono, pari alla quota pro capite per il numero di personale in servizio al 1.1.2014, dovranno essere distribuiti allo stesso personale con i criteri stabiliti negli accordi locali FUS 2014 (ricordiamo che la quota pro capite del FUS 2014 è stata complessivamente pari -somme fisse + somme ulteriori- a € 989,45 lordo lavoratore) ·
FUS 2015: : la maggiorazione è pari ad un importo pro capite di 39,97 euro lordo lavoratore e deriva dai risparmi conseguiti in ordine agli accantonamenti FUA dello stesso anno che, per come previsto dall’accordo nazionale, vengono ridestinati al FUS. Le risorse che ne conseguono, pari alla quota pro capite per il numero di personale in servizio al 1.1.2015, dovranno essere distribuiti allo stesso personale con i criteri stabiliti negli accordi locali FUS 2015 (ricordiamo che la quota pro capite del FUS 2015 è stata pari a € 1.079,09, lordo lavoratore).
I pagamenti delle maggiorazioni 2014 e 2015 dovrebbero essere operati insieme al pagamento del FUS 2016, e pertanto con il cedolino di agosto.
Contestualmente, e dunque sempre con il cedolino di agosto, dovrebbero essere corrisposti anche i saldi (3/12) di PPL/Turni/Reperibilità 2016 non ancora pagati.
In ultimo, informiamo che prosegue il confronto con AD per quanto riguarda la definizione dell’Ipotesi di accordo FUA 2017: la prossima riunione, la sesta, è in agenda per il 14 giugno p.v..
Informiamo tutti i colleghi interessati che sul sito di PERSOCIV sono state pubblicate, nel pomeriggio di oggi, le graduatorie definitive dei complessivi n. 7.002 sviluppi economici interni alle aree (n. 16 in area 1^; n. 6234 in area 2^ e, infine, n. 752 in area 3^),di cui all’accordo definitivo per la distribuzione del FUA 2016 (CCNI 30.09.2016), che, come si ricorderà, la nostra O.S. non ha a suo tempo sottoscritto per i motivi dettagliati nella nota a verbale presentata nella circostanza e allegata allo stesso CCNI.
Come noto, pochi giorni prima della fine dell’anno 2016 e precisamente in data 28 dicembre, sempre sul sito istituzionale, erano state pubblicate le graduatorie provvisorie relative agli sviluppi economici in questione. Dette graduatorie provvisorie erano state approvate con decreti direttoriali di pari data, assicurando così la decorrenza degli sviluppi economici a far data dal 1 gennaio di quell’anno, atteso che, giusto parere n. 7086 espresso dall’ARAN in data 13.09.2016, ove la pubblicazione delle graduatorie fosse slittata al nuovo anno, parimenti dal 1 gennaio 2017 sarebbe decorso il passaggio dei vincitori alla fascia immediatamente superiore. A tal proposito, abbiamo a suo tempo dato atto a PERSOCIV di aver centrato un obiettivo che in partenza non si presentava tecnicamente né facile né scontato, e di averlo fatto avendo comunque dovuto gestire, in tempi quasi contestuali, anche la formazione delle graduatorie del bando di mobilità interna volontaria dell’anno 2016.
Purtroppo, come si può evincere dalla tabella da noi predisposta dopo un approfondito esame delle graduatorie provvisorie (tabella allegata al nostro Notiziario n. 9 del 16 gennaio 2017), i 7.002 vincitori della procedura 2016 non sono stati tutti i non vincitori del 2010 ancora in servizio. Infatti, se si guarda il “totale generale”, quasi 1000 colleghi, già bloccati nel 2010, sono risultati non vincitori anche nel 2016, mentre in quasi 1.500 colleghi hanno ottenuto il transito di fascia sia nel 2010 che nel 2016, chiaramente al posto dei primi.
Evidentemente, qualcosa non ha funzionato a dovere rispetto agli intendimenti di partenza, motivo questo per impegnarci, tutte le Parti in causa, ad assicurare finalmente nell’anno in corso l’auspicato transito di fascia a chi sinora non ne ha purtroppo goduto non essendo risultato vincitore nè delle procedure selettive 2010 nè di quelle 2016.
Le graduatorie definitive chiudono definitivamente la partita degli sviluppi economici 2016, in attesa di avviare i 12.000 sviluppi previsti per l’anno in corso con decorrenza 1.1 2017.
Provvederemo a fornire tempestive informazioni in merito ai tempi di adeguamento dello stipendio dei vincitori alla conseguita fascia retributiva superiore e al pagamento degli arretrati a far data dal 1.1.2016.
Pubblichiamo di seguito, per ogni area e per ogni passaggio da una fascia retributiva a quella immediatamente superiore:
il decreto direttoriale
la graduatoria definitiva dei lavoratori destinatari del passaggio di fascia
la graduatoria definitiva dei lavoratori non destinatari del passaggio di fascia
la relazione tecnica della Commissione di verifica
FLP DIFESA – Coordinamento Nazionale
Di seguito, vai a tutti i documenti relativi pubblicati sul sito di PERSOCIV(clicca sul documento per aprirlo)
Nella riunione odierna con il Sottosegretario Rossi, siamo stati informati in merito agli intendimenti di A.D. sulle modifiche e integrazioni da introdurre nel sistema di valutazione della performance individuale attuato nel 2016, e di cui alla ben nota Direttiva del 10.11.2016 a firma della Ministra Roberta Pinotti che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2.
A tal riguardo, va utilmente ricordato come lo stesso Sottosegretario ci invitò nell’ottobre dello scorso anno a fornire dei contributi ai fini delle eventuali modifiche da apportare nella già richiamata Direttiva Ministeriale, che la nostra O.S. ha assolto con la nota allegata al Notiziario n. 123 del 22.10.2016 nella quale ribadì le proprie posizioni politiche in materia di performance e formulò due richieste precise.
In primo luogo, scrivemmo all’on. Rossi, noi siamo convinti che, nelle condizioni date in A.D. (compresenza di militari esclusi dal sistema di valutazione della performance; Dirigenti valutatori militari esclusi anch’essi da ogni valutazione della performance; il complesso processo di riordino in atto; la mission particolarissima del MD e la sua particolare organizzazione; etc.), sarebbe stato necessario non adottare il sistema brunettiano attraverso una deroga ad hoc da richiedere alla F.P., cosa assolutamente possibile nei tempi immediatamente successivi alla pubblicazione del D. Lgs 150/2009, come fatto da altre AA.CC. La nostra Amministrazione invece non lo ha fatto e, dopo la sospensione a firma del Sottosegretario Magri del 16.02.2012, ha deciso di riavviare il sistema di valutazione nell’anno 2016.
E lo ha fatto, e qui veniamo al primo problema, anche con forzature macroscopiche passate purtroppo sotto traccia, come l’estensione dei criteri di valutazione della performance individuale alla valutazione dell’apporto partecipativo dei lavoratori ai progetti locali, così mescolando performance e FUS in un cocktail che ha creato non pochi problemi ed ha di fatto depotenziato i tavoli locali, ridotti a meri certificatori delle valutazioni del Dirigente. E’ stata dunque questa la prima delle due richieste avanzate da FLP DIFESA all’on. Rossi: differenziare i criteri di valutazione di performance e FUS.
La seconda richiesta riguardava invece la performance organizzativa, che ha – per definizione – uno stretto legame con la “performance individuale” del valutando, come peraltro affermato dalla stessa Direttiva del 10.11.2015. Ebbene, nella predetta Direttiva, la valutazione della performance individuale del dipendente è stata del tutto sconnessa dal contesto degli obiettivi delle articolazioni organizzative dell’Ente, e a nulla è valsa l’iniziativa messa in campo dalla nostra O.S. (vds Notiziario n. 12 del 25.01.2016) che recava l’invito ai lavoratori di richiedere ai propri Enti la performance organizzativa, poi ripresa da molte RSU e OO.SS. territoriali, rispetto alla quale, per la propria area, SMD ha risposto con la nota 31.854 del 4.03.2016 (vds Notiziario n. 29 del 12.03.2016), affermando in buona sostanza che le performance organizzative degli Enti hanno natura riservata. Sull’argomento è poi intervenuto OIV (Organismo Indipendente di Valutazione) che, in risposta ad un quesito dello stesso SMD, ha osservato come la performance organizzativa si possa evincere anche “per ogni unità organizzativa”. E, a seguire,SMD ha invitato i Dirigenti degli Enti della propria area a “fornire riscontro ai dipendenti, che hanno chiesto di conoscere la performance organizzativa dell’Ente/Unità organizzativa di servizio, comunicando gli elementi necessari….”, invito però totalmente disatteso nella stragrande maggioranza dai Dirigenti in questione che si sono limitati a comunicare ai lavoratori richiedenti solo le competenze dell’Ente e gli obiettivi general-generici degli Enti/Unità organizzativa, che è cosa certo ben diversa dalla performance organizzativa. Da qui la seconda richiesta di FLP DIFESA inviata al Sottosegretario a ottobre 2016, quella di regolamentare in direttiva le modalità e i percorsi relativi alla comunicazioni sulla performance organizzativa, che oggi però non possono prescindere dalle novità introdotte dal decreto modificativo del D.Lgs 150/2009, non ancora note, e che per questo non consentono allo stato alcuna regolamentazione.
Sui contenuti e sulle risultanze della riunione di oggi con il Sottosegretario Rossi, ilcomunicato CGIL FP-UIL PA-FLP DIFESA che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.
Il capo di SME, gen. D. Errico, insieme al Sottosegretario D. Rossi
Dobbiamo dare atto all’Ufficio Organizzazione delle Forze di SME-RGF(Reparto Generale Finanziario) di aver raccolto e fatto propria la richiesta di CGIL FP, UIL PA e FLP DIFESA, avanzata nel corso del precedente incontro con le OO.SS. nazionali (si veda il nostro Notiziario n. 40 del 13 aprile), di fornire utili elementi di informazione in merito ai risultati della sperimentazione relativa al riordino dei servizi amministrativi della F.A., e di far conoscere gli sbocchi operativi conclusivi dell’operazione. Elementi che non ci erano stati forniti nel corso del precedente incontro di aprile u.s., richiesto dalla nostra O.S. nell’ultimo incontro con il Capo di SME (si veda il nostro Notiziario n. 134 del 24.11.2016) e dal Gen. Errico prontamente disposto, che era finalizzato a fare un punto di situazione a conclusione della sperimentazione avviata nel gennaio 2016. La riunione odierna è servita dunque a colmare questa lacuna, anche se le scelte operate dal Capo SME a conclusione della fase sperimentale non ci hanno molto convinto.
Come abbiamo già avuto modo di ricordare in precedenza, il riordino dei servizi amministrativi è stato innescato dal combinato disposto tra le riduzioni di personale e di strutture imposte dalla revisione in chiave riduttiva delle FF.AA. di cui ai tre decreti attuativi della legge n. 244/2012 (DD.LLgs. nn. 7 e 8/2014 e n. 91/2016) e le norme nuove intervenute in materia di contratti pubblici (di cui al D.Lgs. n. 50/2016) e di contabilità dello Stato (di cui al D.Lgs. n. 90/2016). Lo stesso sta avvenendo per la Marina (vds. Notiziario n. 35 del 23.03.2017) e, immaginiamo, per i servizi amministrativi di altri “pezzi” di A.D..
Per quanto attiene al riordino nella F.A. Esercito, dobbiamo ricordare che la sperimentazione del nuovo modello era stato decisa e avviata al netto di ogni informazione alle OO.SS., pur a fronte dell’importanza che questa riorganizzazione riveste per le diverse migliaia di colleghi impiegati presso i Servizi Amministrativi, che da sempre rappresentano il settore di maggiore presenza civile nel MD. Essendone però venuta a conoscenza, la nostra O.S., nell’incontro con il Capo di SME del 14.01.2016, chiese ed ottenne uno specifico tavolo di informazione/confronto (vds. Notiziario n. 6 di pari data), che si è poi concretizzato qualche giorno dopo con la prima riunione a SME del 26.01.2016 (si veda il Notiziario n. 13 di pari data) e ha poi avuto poi una seconda puntata in marzo (si veda Notiziario n. 27 dell’8.03.2016).
Come noto, le linee essenziali del progetto di riordino delle strutture amministrative dell’E.I. sono quelle contenute nella scheda tecnica predisposta da RGF ed allegata al Notiziario n. 13 del 26.01.2016. Il nuovo modello prevedeva in partenza la costituzione a livello di Brigata o equivalenti di “Direzioni di Intendenza (DDI)”, che avrebbero accentrato funzioni amministrative a supporto dei Reparti dipendenti, e di “Nuclei di Coordinamento Amministrativo (NCA)” a livello di Reggimento o equivalenti a supporto della DI sovraordinata, oggi elevati di rango a “Sezioni di Coordinamento Amministrativo (SCA). I Reparti Infrastrutture, in ragione delle loro specifiche incombenze, sono stati tenuti fuori da questo riordino, e anche gli EDCR con componente amministrativa civile, che rimangono Enti. Le DDI diventano titolari di tutte le funzioni amministrative (gestione finanziaria; gestione patrimoniale; contratti e acquisti, matricola, quest’ultima però solo pro tempore e cioè sino al momento in cui le attività matricolari, insieme a quelle relative al trattamento economico e all’assistenza fiscale, saranno accentrate presso il CUSE-Centro Unico Stipendiale dell’Esercito), mentre le SCA esplicano invece funzioni di supporto alle D.D.I. .
Della sperimentazione in atto, nel corso dei mesi precedenti, ci erano state segnalate diverse criticità, che, insieme a CGIL e UIL, abbiamo riferito nel precedente incontro di aprile, e che oggi hanno trovato conferma da parte di SME, che al riguardo ha adottato alcune delle soluzioni organizzative da noi proposte.
Sui contenuti e sulle risultanze della riunione di oggi, che oltre al riordino dei Servizi amm.vi ha trattato di altre questioni (riordini e rilocazioni), diamo conto nell’allegato comunicato CGIL-UIL-FLP.
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Notiziario n. 62 del 27 giugno 2017 – Tra i problemi che le lavoratrici e i lavoratori hanno posto con più forza alla nostra attenzione nelle decine e decine di assemblee che insieme a FP CGIL e UIL PA abbiamo organizzato da metà maggio in avanti su tutto il territorio nazionale nelle sedi e negli […]
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Notiziario n 60 del 20 giugno 2017 – Procedono molto a rilento, in Commissione Difesa del Senato, i lavori sul Disegno di Legge (DDL) attuativo del Libro Bianco, adottato il 10.02.2017 dal Consiglio dei Ministri (CdM) su proposta della Ministra Pinotti e recante “Riorganizzazione dei vertici del Ministro difesa e delle relative strutture. Deleghe al […]
Notiziario n. 59 del 15 giugno 2017 – “Un evidente passo all’indietro!”. E’ questo, in estrema sintesi, il giudizio che FP CGIL, UIL PA, FLP DIFESA e CONFSAL UNSA hanno espresso nel comunicato unitario diffuso a conclusione della riunione a PERSOCIV, la sesta in ordine di tempo, per la definizione dell’Ipotesi di accordo sul FUA […]
Notiziario n. 58 del 12 giugno 2017 – Con la pubblicazione sul sito della Funzione Pubblica, ha visto finalmente la luce nella scorsa settimana la Direttiva n. 3/2017 del Presidente del Consiglio dei Ministri (PCM) che reca “indirizzi per l’attuazione dei commi 1 e 2 dell’articolo 14 della Legge 7 agosto 2015, n. 124 e […]
Notiziario n. 56 del 31 maggio 2017 – Sul sito di PERSOCIV, link “circolari e altra documentazione”, sono state pubblicate due importanti circolari a firma del D.G., relative a somme FUA e FUS, che pubblichiamo su qusta pagina rispettivamente in allegato 1 e 2. In allegato 3, invece, la circolare n. La prima, circolare n. […]
Notiziario n. 55 del 30 maggio 2016 – Informiamo tutti i colleghi interessati che sul sito di PERSOCIV sono state pubblicate, nel pomeriggio di oggi, le graduatorie definitive dei complessivi n. 7.002 sviluppi economici interni alle aree (n. 16 in area 1^; n. 6234 in area 2^ e, infine, n. 752 in area 3^), di […]
Notiziario n. 53 del 24 maggio 2017 – Nella riunione odierna con il Sottosegretario Rossi, siamo stati informati in merito agli intendimenti di A.D. sulle modifiche e integrazioni da introdurre nel sistema di valutazione della performance individuale attuato nel 2016, e di cui alla ben nota Direttiva del 10.11.2016 a firma della Ministra Roberta Pinotti […]
Notiziario n. 52 del 23 maggio 2017 – Dobbiamo dare atto all’Ufficio Organizzazione delle Forze di SME-RGF (Reparto Generale Finanziario) di aver raccolto e fatto propria la richiesta di CGIL FP, UIL PA e FLP DIFESA, avanzata nel corso del precedente incontro con le OO.SS. nazionali (si veda il nostro Notiziario n. 40 del 13 […]