La Ministra R. Pinotti con il Capo di SMD C. Graziano
Il sogno, inizialmente ispirato dal gen. R. Mosca Moschini – già Comandante generale della Guardia di Finanza, poi Capo di SMD, quindi consigliere militare del Presidente della Repubblica e oggi, a quasi 80 anni, ancora sulla cresta dell’onda in qualità di Segretario del Consiglio Supremo di Difesa – e poi a lungo coltivato dalla Ministra Pinotti, di operare una storica riorganizzazione del modello difesa con più potere e più leve decisive attribuite al Capo SMD, che rappresenta nella sostanza il cuore del progetto “Libro Bianco”, risulta allo stato naufragato e, per il momento, deve essere necessariamente riposto nel cassetto
Con la firma del decreto di scioglimento delle Camere operato il 28 dicembre u.s. dal Presidente Mattarella e con la fine della XVII legislatura, infatti, tutte le proposte legislative in itinere o ancora in corso d’esame da parte del Parlamento, sono automaticamente decadute. Tra queste, anche il DDL 2728 attuativo del Libro Bianco, approdato in prima lettura al Senato, ma mai sottoposto al voto dell’aula.
Come si ricorderà, il “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa” era stato elaborato da un gruppo di c.d. “esperti” e poi reso pubblico sul sito del nostro Ministero il 30 aprile 2015 (lo ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 4). Ne abbiamo evidenziato i contenuti, per alcuni versi preoccupanti e pericolosi, attraverso i numerosi Notiziari che abbiamo dedicato da allora ad oggi (ricordiamo in particolare il Notiziario n. 48 dell’11.05.2015). E abbiamo seguito il percorso parlamentare del Disegno di Legge attuativo (DDL 2728) adottato il 10.02.2017 dal Consiglio dei Ministri e titolato “Riorganizzazione dei vertici del Ministro Difesa e delle relative strutture. Deleghe al Governo per la revisione del modello operativo delle FF.AA.…” , che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3, e abbiamo registrato al contempo alcune reazioni forti e negative indotte sia all’interno del M.D. (pensiamo alle posizioni ostili assunte a suo tempo dall’allora Capo di SMM amm. De Giorgi) sia sul fronte politico-parlamentare, anche in ambito stessa maggioranza, che ne hanno di fatto rallentato il percorso e lo hanno poi condotto su un binario morto. Gli unici passaggi effettuati, nell’oltre anno e mezzo di stazionamento al Senato (alla Camera non è mai approdato, ovviamente), sono stati l’esame e il via libera delle Commissioni Bilancio e Difesa, la quale ultima in data 11 ottobre u.s. ha espresso parere favorevole a maggioranza dei suoi componenti e con voto positivo anche di pezzi della minoranza (Forza Italia, per es.). Su questa stessa pagina, rispettivamente in allegato 1 e 2, i resoconti delle sedute conclusive delle due Commissioni.
Una sola norma contenuta del DDL non approvato è comunque già diventata legge: è quella relativa al mandato non più biennale ma triennale dei nuovi vertici delle Forze Armate, che è entrata in vigore attraverso l’inserimento nel decreto legge fiscale collegato alla legge di bilancio 2018 (D.L. 16.10.2017, n. 148, che è poi stato convertito senza modifiche nella Legge 4.12.2017, n. 172).
Di questo allungamento del mandato hanno già beneficiato: il Cte gen. dell’Arma, T. Del Sette, che lascerà proprio oggi l’incarico al neo nominato nuovo Cte dei CC Gen. G. Nistri; il Capo di SME gen. D. Errico, che a sua volta lascerà l’incarico il 27 febbraio p.v. al neo nominato nuovo Capo di SME gen. S. Farina; infine, il gen. C. Graziano Capo di SMD, che lascerà il suo incarico a novembre p.v. e dunque sarà ancora in carica dopo le elezioni e la nomina del nuovo Ministro della Difesa, che potrebbe ripresentare in CdM il DDL in argomento. E siamo certi che il gen. Graziano solleciterà il nuovo Ministro a farlo il prima possibile.
Il DDL 2728, oggi decaduto, a noi interessava però per un altro motivo. Lo abbiamo ricordato nel nostro ultimo Notiziario n. 3 del 9.01.2017, parlando delle novità assunzionali frutto delle iniziative poste in essere in conseguenza dell’accordo del 5 aprile. Tra queste, la riattivazione delle “scuole allievi operai”, punto forte delle richieste sindacali unitarie, e che si è poi tradotta nella presentazione di due emendamenti governativi allo stesso DDL, che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 5.
Che oggi sono ovviamente decaduti, ma dei quali solleciteremo al nuovo Ministro l’urgente recupero o tramite il nuovo DDL attuativo del LB o con altro veicolo normativo.
Era un da un po’ di anni (troppi) che non venivano indetti concorsi pubblici per l’ingresso di nuove professionalità nei ruoli civili del MD. Finalmente è avvenuto, e il 2 u.s. nella Gazzetta Ufficiale – 4^ serie speciale n. 1/2018, sono stati pubblicati i bandi per i seguenti concorsi su base circoscrizionale e a tempo indeterminato (clicca sopra):
In allegato 1, i bandi pubblicati nella Gazzetta Ufficiale; in allegato 2, la nota pervenuta dal Gabinetto del Ministro.
Le domande per tutti e tre i concorsi dovranno essere prodotte per via telematica entro il 1 febbraio 2018; per parteciparvi, necessita il diploma di istruzione secondaria superiore di durata quinquennale negli indirizzi specificati nel bando relativo al profilo a concorso, saranno tre le prove d’esame (due prove scritte, di cui una teorico-pratica e un colloquio finalizzato agli accertamenti tecnici, tra cui quello per la lingua inglese).
Dunque, 30 nuove assunzioni di profili tecnici che, entro il corrente anno, entreranno nei ruoli civili della Difesa e contribuiranno a ridurre le ben note sofferenze e criticità derivanti dalla situazione che si è progressivamente generata in questi anni tra una forza lavoro civile che invecchiava e lasciava il servizio, e la mancanza di turnover anche a causa dei diversi blocchi intervenuti.
Si deve ricordare, a tal proposito, che le ultime assunzioni nel MD erano avvenute nel lontano 2014 (n. 24 assistenti tecnici del settore motoristico e meccanico e n. 166 funzionari, di cui 108 amministrativi e n. 58 tecnici ), tutti relativi ai concorsi banditi nel 2007, poi seguiti anche dall’assunzione di n. 9 ex collaboratori bibliotecari. Davvero poca cosa di fronte agli oltre 2000 lavoratori civili cessati dal servizio negli ultimi quattro anni.
Il cambio di passo è indiscutibilmente frutto positivo dell’accordo del 5 aprile che, tra i suoi punti qualificanti, aveva anche quello delle “necessità assunzionali” della Difesa, che sono state oggetto di uno specifico tavolo tecnico scaturito da quell’accordo, e che, alla fine, ha prodotto buoni risultati.
Il primo buon risultato è stato il via libera da parte della FP alla richiesta di PERSOCIV, da noi sollecitata, di rimodulazione del decreto autorizzatorio del 2014 nel rispetto delle norme vigenti (spesa pari al 25% dei cessati dell’anno precedente e possibilità di cumulo delle risorse destinate alle assunzioni per un arco temporale non superiore a tre anni), e di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 80 del 28.08.2017.
La rimodulazione ha sbloccato l’assunzione di n. 86 unità, sempre relative a professionalità tecniche, di cui n. 50 con profilo di funzionario tecnico e n. 36 con profilo di assistente tecnico, attingendo a tal proposito agli “idonei” delle graduatorie degli ultimi concorsi indetti da A.D. per quei profili, graduatorie che risultano allo stato pertanto esaurite. Di quelle 86 assunzioni programmate, però, sono stati predisposti dalla D.G. solo n. 70 contratti, in quanto per 16 posizioni si sono registrate indisponibilità da parte degli idonei aventi diritto. E ora, finalmente, i primi nuovi concorsi pubblici per complessivi 30 posti. Bene!
Il secondo buon risultato del tavolo tecnico prodotto dall’accordo del 5 aprile è stata la “riattivazione delle vecchie <<scuole allieve operai>> prevista all’interno dei due emendamenti governativi predisposti dalla nostra Amministrazione e relativi al DDL 2728 attuativo del Libro Bianco attualmente all’esame del Senato, che prevedono la costituzione di <<centri di formazione presso gli Stabilimenti e gli Arsenali militari>> i quali, oltre a fare formazione, aggiornamento e specializzazione avvalendosi prioritariamente anche del personale civile in servizio,provvederanno anche a gestire la parte corsuale dei corsi-concorsi selettivi da indire per il reclutamento di profili professionali di area 2^ dei settori tecnico/scientifico/informatico” (dal comunicato unitario allegato al Notiziario n. 74 del 1.08.2017).
Ma ora, per varare questa norma, occorrerà aspettare la ripresentazione dopo le elezioni del DDL attuativo del Libro Bianco, atteso che quello all’esame del Senato è decaduto con la chiusura delle Camere. Ne riparleremo a breve.
La manovra di bilancio per l’anno 2018 è legge dello Stato, dopo l’approvazione con due successivi voti di fiducia da parte dei due rami del Parlamento.
Nel Supplemento Ordinario n. 62 della Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre u.s., è stata infatti pubblicata la legge 27.12.2017, n. 205 che reca il “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020”,che è già entrata in vigore dal 1 gennaio u.s. (il testo integrale è pubblicato su questa stessa pagina in allegato 1).
La legge consta di un solo articolo ma con ben 1181 commi, che comprendono non solo la legge di bilancio ma anche le norme relative al decreto fiscale e al c.d. “milleproroghe”, in un assieme frutto delle urgenze di fine legislatura.
L’entità della manovra in termini di spesa è pari a circa 27,8 mld di €, la metà delle quali (15,7 mld) è servita a impedire l’aumento dell’IVA per l’anno in corso, ma che continuerà comunque a pesare sui nostri conti essendo solo rinviato al 1 gen. 2019. Tra le (poche) risorse impegnate dalla legge di bilancio, figurano quelle (ancor più misere, dopo ben 8 anni di blocco) destinate al rinnovo contrattuale del P.I. per il triennio 2016-2018, mentre la gran parte di esse è confluita in micromisure (21 i bonus!) utili, i più, solo ai fini elettorali. Non è comunque passato il congelamento dell’età pensionabile (dal 2019 serviranno 67 anni per le pensioni di vecchiaia e 43 e tre mesi (42 e tre mesi per le donne) per i pensionamenti anticipati, ma solo una deroga per una quindicina di lavorazioni usuranti.
Per la parte relativa al Ministero della Difesa, il bilancio pluriennale 2018-2010 risulta articolato in tre missioni (“Difesa e sicurezza del territorio”; “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente”; “Servizi istituzionali e generali”). Con riferimento al corrente anno 2018, il bilancio previsionale complessivo risulta pari a 20,969 miliardi di €. Di questi, 19,451 mld sono complessivamente destinati alla prima missione (“ Difesa e sicurezza del territorio”) e più precisamente: 6,166 mld di € ai Carabinieri, 4,989 mld all’Esercito, 2,017 mld alla Marina e 2,581 mld all’Aeronautica, mentre 3,697 mld. di € sono destinati alla pianificazione generale delle FF.AA.. Alla seconda missione (“Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente”) sono destinati invece, sempre per il 2018, 0,450 mld di €, mentre in capo alla terza e ultima missione (“Servizi istituzionali e generali”) sono postati 1,068 mld di €. Le spese di “personale per i programmi” assommano complessivamente a 16,110 mld di €, e dunque risultano molto cresciute rispetto al 2017. Pubblichiamo su questa stessa pagina, in allegato 2, anche la “tabella 11” con il bilancio previsionale 2018-2020 del MD, dalla quale risultano anche le diverse poste iscritte per gli anni 2019 e 2020.
Nel merito delle disposizioni d’interesse della Difesa, abbiamo già riferito nel Notiziario n. 134 del 23.12.2017 del comma 590, frutto dell’accordo del 5 aprile, che autorizza la spesa di 21 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, da destinare, attraverso la contrattazione nazionale, all’incentivazione della produttività del personale civile non dirigente del M.D. A tal riguardo, abbiamo ricevuto una comunicazione ufficiale dal Gabinetto del Ministro, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3.
Le altre disposizioni d’interesse del MD sono: l’istituzione del Fondo antibracconaggio ittico; lo stanziamento di risorse dal 2019 per la tutela e alla promozione del patrimonio morale, culturale e storico dei luoghi di memoria della lotta al nazifascismo; lo stanziamento di risorse aggiuntive destinate anche ai FESI del personale del comparto sicurezza e difesa. Infine, una norma che prevede: che gli immobili residenziali, in uso al MD e acquisiti dai “fondi comuni di investimento”, concorrano al raggiungimento della quota minima di alloggi da alienare ai sensi dell’art. 306 C.O.M.; che i relativi introiti siano destinati alla realizzazione di alloggi di servizio e di opere destinate alla difesa nazionale; inoltre, che sia riconosciuta al MD una quota pari al 30% del valore immobiliare trasferito o conferito, che sarà destinato alla riorganizzazione e razionalizzazione infrastrutturale degli Enti.
E’ stato pubblicato sulla G.U. n. 302 del 29 dicembre u.s. il Decreto della Funzione Pubblica 17.10.2017, n. 206 recante “Regolamento recante modalita’ per lo svolgimento delle visite fiscali e per l’accertamento delle assenze dal servizio per malattia, nonche’ l’individuazione delle fasce orarie di reperibilita’, ai sensi dell’articolo 55-septies, comma 5-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165”, che pubblichiamo anche su questa stessa pagina in allegato 1.
Trattasi del Regolamento, atteso da molti mesi, connesso alla istituzione del “Polo Unico per le visite fiscali”, e che era stato preannunciato dalla stessa INPS con il messaggio 3265 del 9 agosto u.s.. poi successivamente seguito dal messaggio n. 3685 del 26.09.2017, che pubblichiamo entrambi su questa stessa pagina, rispettivamente in allegato 2 e 3.
Ricordiamo brevemente i fatti. L’art. 18 del D. Lgs. 25.05. 2017, n. 75, pubblicato sulla G.U. n. 130 del 7 giugno 2017 e attuativo della legge delega n. 125/2015, ha disposto la modifica della disciplina vigente in materia di accertamenti medico-legali in caso di assenze dal servizio per malattia, devolvendo tutte le competenze, precedentemente poste anche in capo alle ASL, in via esclusiva all’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (INPS) attraverso l’istituzione del “Polo Unico per le visite fiscali”, da esso dipendente, che avrebbe gestito le visite mediche di controllo (in sigla: VMC) sia dei lavoratori privati che di quelli pubblici.
La decorrenza della norma, a mente di quanto stabilito dall’art. 22 dello stesso D. Lgs. 75, era fissata al 1 settembre u.s. , ed è per questo che INPS aveva provveduto a fornire istruzioni con il sopra richiamato messaggio n. 3265 del 9 agosto u.s., i cui contenuti sono stati oggetto dei nostri Notiziari n. 77 dell’11.08, n. 86 del 12.09 e n. 92 del 28.09.2017.
Quel messaggio diceva anche una cosa importante: che un emanando e apposito Decreto avrebbe dovuto armonizzare finalmente le fasce di reperibilità tra pubblico e privato, oggi differenziate con marcata penalizzazione dei lavoratori pubblici, e che avrebbe definito al contempo le modalità per le VMC. Avevamo avuto indirettamente sentore sul fatto che la FP sembrava non intendesse seguire questa strada attraverso la lettura del parere del Consiglio di Stato (parere n. 1939 del 9.09.2017) sullo schema di decreto predisposto dalla Ministra Madia, che prevedeva il mantenimento dello statu quo, e cioè il mantenimento delle attuali fasce orarie differenziate tra pubblico e privato, con maggiore onere per i lavoratori pubblici (quattro ore complessive di reperibilità per i privati, ben sette invece per i pubblici), che la Madia aveva giustificato con la necessità di non abbassare l’incisività dei controlli nel P.I.
Ebbene, la lettura dell’art. 3, comma 1, del decreto della F.P. di cui trattasi conferma “per i dipendenti delle PP.AA. le fasce di reperibilità secondo i seguenti orari: dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00” , mentre il successivo comma 2 precisa che “sussiste l’obbligo di reperibilità anche nei giorni non lavorativi e festivi”. Ci chiediamo: per quanto riguarda il settore privato, permangono le differenze?
Le esclusioni dall’obbligo di reperibilità, altra questione rimasta senza risposte in questo mesi, riguardano solo i dipendenti assenti per le fattispecie di malattia di cui all’art. 4 del Decreto: patologie gravi che richiedono terapie salvavita; causa di servizio che abbia comportato la menomazione unica o plurima alle prime tre categorie della Tabella A allegata al DPR 30.12.1981, n. 834, ovvero a patologie di cui alla Tabella E del medesimo DPR; patologie connesse a situazioni di invalidità pari o superiore al 67%.
I successivi articoli del Decreto normano la redazione del “verbale di visita fiscale” da parte del medico (art.5), la “variazione dell’indirizzo di reperibilità” (art.6), gli obblighi derivanti dalla “mancata effettuazione della visita fiscale” (art. 7) da parte del dipendente e quelli relativi alla “mancata accettazione dell’esito della visita” (art. 8); l’art.9 infine, regolamenta il “rientro anticipato al lavoro”
Ultima annotazione: il Decreto in questione entrerà in vigore dal 13 gennaio p.v. e produrrà la contestuale abrogazione del precedente decreto, oggi ancora vigente, della F.P. n. 206 del 18.12.2009.
Il gen. G. Nistri (a sx) nuovo Cte Gen. dei Carabinieri e il gen. S. Farina (a dx) nuovo Capo di SME
Il generale di C.A. Salvatore Farina sarà il nuovo Capo di Stato Maggiore dell’Esercito a decorrere dal 27 febbraio p.v., mentre il gen. di C.A. dei Carabinieri Giovanni Nistri sarà il nuovo Comandante Generale dell’Arma a decorrere dal 16 gennaio p.v. Sono stati nominati, su proposta della Ministra Pinotti, dal Consiglio dei Ministri (CdM) nel corso dell’ultima riunione del 22 dicembre u.s. di cui pubblichiamo su questa stessa pagina il comunicato stampa di Palazzo Chigi per la parte d’interesse, in sostituzione rispettivamente del gen. Danilo Errico, entrato in carica il 27 febbraio 2015, e del gen. Tullio Del Sette entrato a sua volta in carica dal 16 gennaio 2015, e che a gennaio di quest’anno avevano goduto di una proroga di un anno rispetto al mandato biennale inizialmente previsto, una proroga che aveva a suo tempo destato molto scalpore in ragione dell’iscrizione nel registro degli indagati del gen. Del Sette per per favoreggiamento e rivelazione del segreto istruttorio nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti CONSIP.
A tal riguardo, è utile ricordare che anche l’attuale Capo di Stato Maggiore della Difesa, il gen. Claudio Graziano, disimpegna anch’esso il proprio incarico in regime di proroga ed eserciterà il proprio mandato di Comandante in capo delle FF.AA. italiane fino al 22 novembre p.v., dopodichè dovrà passare la mano verosimilmente a un generale appartenente all’Aeronautica, nel contesto di un criterio, da tempo consolidato, di rotazione tra le FF.AA., messo da parte proprio al momento della nomina del gen. Graziano.
I nuovi Vertici di Esercito e Carabinieri disimpegneranno il proprio mandato per tre anni e non più per due come avvenuto sinora, e questo in ragione di una precisa previsione del Libro Bianco, il cui disegno di legge attuativo (A.S. 2728) si è in questi mesi arenato in Senato, e che oggi di fatto risulta cancellato a seguito dello scioglimento delle Camere decretato proprio ieri dal Presidente della Repubblica Mattarella. Siccome quella previsione, inserita nel DDL attuativo del Libro Bianco fermo al Senato, non sarebbe mai potuta diventare operativa in questa legislatura, il Governo – su proposta della Ministra Pinotti – ha allora pensato bene di inserirla nel decreto legge fiscale collegato alla legge di bilancio 2018 (D.L. 16.10.2017, n. 148), che è poi stato convertito senza modifiche nella Legge 4.12.2017, n.172 pubblicata nella G.U. n.284 del 5 dic. u.s.. Cosa ci azzecchi il decreto fiscale con il prolungamento dei mandati dei Vertici militari nessuno l’ha capito, ma tant’è, l’importante è l’obiettivo raggiunto che legittima la proroga dello stesso Capo di SMD.
Leccese d’origine, il designato nuovo Capo di SME gen. Salvatore Farina, dopo Accademia e Scuola di applicazione, ha conseguito la laura di ingegneria elettrotecnica presso l’Università di Padova. Tra gli incarichi principali degli ultimi anni, è stato presidente del Comitato per l’Implementazione del Libro Bianco per la Difesa dal maggio 2015 a febbraio 2016, che si poi concretizzato nel DDL attuativo. Dunque, un convinto sostenitore delle scelte del nuovo modello fortemente voluto dal potentissimo gen. R. Mosca Moschini, che ha ricoperto tutti gli incarichi possibili e che a 79 anni è tuttora in piena attività essendo Segretario del Consiglio Supremo Difesa.
Il gen. Giovanni Nistri è invece romano di nascita. Dopo Nunziatella, Accademia e Scuola Ufficiali CC, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Trieste e, dopo diversi e importanti incarichi, è diventato generale di brigata nel 2007. Ha comandato per tre anni il Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturali; poi, nei due anni a seguire, ha rivestito la carica di Comandante della Legione Carabinieri Toscana e successivamente ha diretto al Scuola Ufficiali Carabinieri. Tra il 2013 ed il 2015 ha ricoperto invece l’incarico di direttore del progetto “Grande Pompei” presso gli Scavi archeologici.
Ai due nuovi e prossimi Comandanti di Esercito e Carabinieri, gli auguri di buon lavoro di FLP DIFESA.
Chiudiamo segnalando infine che il Consiglio dei Ministri del 22 u.s ha anche nominato il dr. Mario Nava nuovo Presidente di CONSOB, e al Vertice della Corte dei Conti l’attuale Presidente delle Sezioni Riunite, il dr. Angelo Buscema.
In data odierna sono state pubblicate le graduatorie provvisorie relative agli sviluppi economici della Difesa con decorrenza dal 1.1.2017, che rendiamo visibili e scaricabili anche da questa stessa pagina attraverso il link di cui sotto.
Come si ricorderà, il bando di selezione, che ad ogni buon conto ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, aveva visto la luce sul portale “concorsi on line” del M.D. in data 30 ottobre u.s. ed era finalizzato a realizzare il transito nella fascia economica immediatamente superiore nel numero previsto di lavoratori civili del Ministero della Difesa. Il predetto bando era stato anticipato dalla circolare PERSOCIV n. 63283 del 17 ottobre u.s.., di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 100 di pari data e che ad ogni buon conto ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, con la quale la D.G. aveva fornito informazioni circa le modalità, le tempistiche, i percorsi operativi e la procedura per la gestione della procedura esclusivamente telematica, attraverso la specifica piattaforma on line.
Il numero di passaggi 2017 messi a concorso sono, come noto, n. 9.940, dopo l’inopinato taglio disposto dalla F.P. che ha assunto quest’anno, come criterio base per la determinazione del numero dei posti da mettere a concorso, il coinvolgimento non superiore al 50% della platea dei potenziali beneficiari, con esclusione di tutti coloro che hanno avuto lo sviluppo economico nell’anno 2016.
Dopo la pubblicazione del bando, a partire dal 30 ottobre e fino al 21 novembre uu. ss., i lavoratori in servizio hanno potuto proporre le istanze di partecipazione alla procedura, per via esclusivamente telematica e su apposito modulo differenziato per area. Non erano ammesse modalità di partecipazione diverse da quella on line. Risolto, in itinere, anche il problema dei punteggi relativi alle c.d. “valutazioni multiple”, finalmente prodotti da OIV dopo le forti sollecitazioni venute da parte sindacale.
Le graduatorie pubblicate in data odierna, allo stato non ancora definitive, sono state approvate con decreti direttoriali datati oggi, che recano ciascuno, in allegato, l’elenco degli attuali “destinatari” dello sviluppo economico, quello dei “non destinatari” e la relazione della competente Commissione di verifica, assicurando così la decorrenza degli sviluppi economici a far data dal 1 gennaio di quest’anno, atteso che, giusto parere n. 7086 espresso dall’ARAN in data 13.09.2016, ove la pubblicazione delle graduatorie fosse slittata al nuovo anno 2018, parimenti dal 1 gennaio 2018 sarebbe decorso il passaggio dei vincitori alla fascia immediatamente superiore.
Le predette graduatorie sono state formate, per ciascuna fascia all’interno di ciascuna area, sulla base dei punteggi attribuiti in base a quanto contenuto negli allegati “A”, “B” e “C” e alle eventuali variazioni e/o correzioni comunicate dagli Enti di servizio; in caso di parità di punteggio, si tiene conto, rispettivamente nell’ordine, della maggiore anzianità nella fascia di appartenenza, quindi dell’anzianità di servizio nei ruoli civili di AD, e infine della maggiore età anagrafica.
Da oggi, data di pubblicazione delle graduatorie provvisorie, decorrono i 30 giorni utili per la presentazione da parte dei dipendenti interessati per la presentazione di eventuali rinunce o di variazioni e/o correzioni di eventuali errori. Ad operare i relativi controlli, provvederanno le “Commissioni di verifica”, nominate dal Direttore generale con l’ordine di servizio n. 25 del 1 dicembre u.s. che pubblichiamo in allegato 3 su questa stessa pagina.
Sulla base dei controlli operati, PERSOCIV provvederà a formare le graduatorie definitive, che saranno approvate con decreto direttoriale e poi pubblicate sul sito istituzionale.
Infine, ultima tappa, l’attribuzione con decorrenza 1.1.2017 della fascia immediatamente superiore ai vincitori della procedura selettiva, che sarà operativa solo dopo il via libera di BILACENTES.
A seguire, in tempi che auspichiamo siano sensibilmente più accorciati rispetto al 2016, i pagamenti relativi ad adeguamenti stipendiali per il passaggio di fascia e gli arretrati a far data dal 1.1.2017.
(Giancarlo Pittelli)
Vai al portale di PERSOCIV per visionare/scaricare, per ciascuna area e per ciascun passaggio di fascia, le graduatorie provvisorie dei vincitori, quelle dei non vincitori, le relazioni delle Commissioni e il relativo decreto direttoriale (clicca sopra)
Abbiamo sottoscritto ieri, presso la Direzione Generale di Agenzia Industrie Difesa (AID) l’Accordo definitivo per la distribuzione del Fondo Unico 2017, già certificato dai Revisori interni e successivamente anche dal MEF e dalla FP, quest’ultima con nota in data 7 dicembre u.s..
Si deve ricordare, a tal proposito, che l’Ipotesi di accordo era stata siglata in data 25 ottobre u.s., e dei suoi contenuti avevamo dato puntualmente conto con il comunicato unitario CGIL FP –UIL PA – FLP DIFESA e CONFSAL UNSA, di cui al Notiziario n. 107 del giorno successivo e al quale si rinvia.
Il predetto accordo reca, tra gli altri accantonamenti, anche quello relativo al finanziamento degli sviluppi economici con decorrenza 1.1.2017 nel numero complessivo di 190. Come noto, dopo l’avvenuta pubblicazione della circolare introduttiva n. 7695 del 23.11.2017 e del Decreto Direttoriale del 24.11.2017 recante il bando, dei quali avevamo in ogni caso riferito con il Notiziario n. 121 del 27 novembre, la procedura selettiva è stata formalmente avviata con l’attivazione del portale web per l’inserimento delle istanze di partecipazione al concorso, potale rimasto attivo nel periodo compreso tra le ore 12.00 del 29 novembre e le ore 12.00 del dell’11 dicembre u.s.. Dunque, il tempo per la presentazione da parte delle lavoratrici e dei lavoratori delle istanze di partecipazione alla procedura si è esaurito, ed ora siamo in attesa della formazione delle graduatorie per l’accesso alle diverse fasce retributive nelle diverse aree, che verosimilmente verranno pubblicate a giorni e comunque entro l’anno.
Su questa stessa pagina, rispettivamente in allegati 1 e 2, sono pubblicati la certificazione di FP e il testo dell’accordo inviato alle OO.SS. per la firma, con riserva di pubblicare quello con le firme delle Parti non appena pervenuto da AID.
Con l’occasione, portiamo a conoscenza degli interessati che Agenzia Industrie Difesa ha avviato in data 17 novembre un “Bando di concorso pubblico, per esami, ai sensi dell’art. 35, comma 3 bis, lett. a), del d.lgs. n. 165/2001, per la copertura di n. 13 unita’ di cui:
10 posti con qualifica di “funzionario” area terza, fascia economica f1, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e pieno di cui il 40% riservato ai titolari di rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato che, alla data di pubblicazione del bando, hanno maturato almeno 3 anni di servizio alle dipendenze di Agenzia Industrie Difesa;
3 posti con qualifica di “assistente” area seconda, fascia economica f2, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e pieno di cui il 40% riservato ai titolari di rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato che, alla data di pubblicazione del bando, hanno maturato almeno 3 anni di servizio alle dipendenze di Agenzia Industrie Difesa.
I profili messi a concorso sono quelli indicati nell’art. 1 del Bando; per le posizioni coperte da riserva, la domanda potrà essere presentata dal personale interno che risulti in servizio presso l’Agenzia Industrie Difesa alla data di pubblicazione del bando e che abbia maturato almeno 3 anni di servizio con rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato alle dipendenze della suddetta Agenzia. In tal caso il candidato dovrà allegare obbligatoriamente, pena esclusione, l’autodichiarazione debitamente firmata.
Le domande di partecipazione dovranno essere presentate unicamente, pena esclusione, accedendo al portale http://aid.quanta.com, effettuando la registrazione richiesta al primo accesso. La presentazione delle istanze sarà possibile in ogni caso solo entro e non oltre le ore 12,00 del 18 dic. 2017.
Sempre su questa stessa pagina, sono pubblicati, rispettivamente in allegati 3 e 4, il bando di concorso in argomento con la una successiva rettifica, e l’atto dispositivo con la nomina della Commissione Esaminatrice.
Come noto a tutti, il 21 novembre 2017 si è definitivamente chiuso il tempo a disposizione delle lavoratrici e dei lavoratori per la partecipazione al bando per le progressioni interne alle aree con decorrenza 1.1 2017. Bando che, come si ricorderà, era stato prima anticipato dalla circolare PERSOCIV n. 63283 del 17.10.2017 e poi pubblicato nella mattinata del 30 ottobre u.s. sul sito “concorsi on line” del M.D., essendo finalizzato, con procedura rigorosamente ed esclusivamente telematica per il tramite della specifica piattaforma on line e attraverso i criteri e i punteggi definiti all’interno dell’accordo FUA 2017, a realizzare il transito nella fascia economica immediatamente superiore di n. 9.940 lavoratori civili
Allo stato, sono in via di elaborazione le “graduatorie provvisorie” che, come nel 2016, dovrebbero essere pubblicate sul sito di PERSOCIV intorno al 20 dicembre 2017 e dunque prima della fine dell’anno, il che consentirà l’attribuzione della fascia economica immediatamente superiore ai vincitori a partire dal 1 gennaio del corrente anno.
I lavoratori interessati avranno tempo 30 giorni dalla data di pubblicazione delle predette graduatorie a chiedere, tramite apposite istanze, eventuali rettifiche di errori materiali o correzioni/integrazioni/rinunce, e su queste istanze opereranno e delibereranno le Commissioni di verifica già nominate dal Direttore Generale (come per la precedente tornata del 2016, la prima per le progressioni relative alla Terza Area e la seconda per quelle relative alla Seconda Area, rispettivamente presiedute dalla dr.ssa B. Torrice, Vice Direttore Gen. Civile, e dal col. A. Calabrò, Vice Direttore Gen. Militare).
A seguire, la pubblicazione delle graduatorie finali che avverrà ovviamente nel 2018 e, subito dopo il necessario “visto” da parte di BILACENTES, la D.G. procederà alla formale attribuzione della nuova fascia retributiva e al pagamento delle spettanze ai vincitori della procedura selettiva 2017, che auspichiamo avvengano in tempi più corti rispetto a quelli registrati nel 2016.
Per quanto riguarda la precedente tornata di progressioni con decorrenza 1.1.2016, in linea con quanto da noi anticipato a suo tempo, la corresponsione di arretrati e adeguamenti stipendiali si è concretizzata solo con i cedolini NoipA di novembre u.s.., e dunque con forte ritardo rispetto ai tempi di pagamento realizzati nella prima e precedente tornata di progressioni con decorrenza 1.1.2010, che come ricorderanno gli interessati era avvenuta con i cedolini NoiPA di luglio 2011.
Al di là dei ritardi accumulati, comunque, dopo la pubblicazione dei cedolini con gli adeguamenti stipendiali e gli arretrati relativi agli sviluppi 2016, abbiamo ricevuto parecchie segnalazioni che ipotizzavano la presenza di errori nei calcoli effettuati dall’Amministrazione a danno dei vincitori.
A tal proposito, abbiamo predisposto a beneficio dei colleghi interessati una tabella, che su questa stessa paginapubblichiamo in allegato 1 , che evidenzia l’incremento mensile nello stipendio del lavoratore transitato alla fascia immediatamente superiore dell’area di appartenenza, al netto degli oneri datoriali e dunque al lordo lavoratore.
Abbiamo poi predisposto una seconda tabella, questa volta in file excel e a beneficio dei soli nostri iscritti che la riceveranno via mail, che consente il calcolo degli arretrati dai 1 gennaio 2016 al 31 ottobre 2017 per le diverse fasce retributive all’interno delle diverse aree, e che dunque ricomprendono le tredici mensilità 2016 e le dieci mensilità 2017, con alla fine indicato il totale complessivo che dovrebbe essere stato corrisposto al lavoratore a seguito dell’applicazione di un’aliquota IRPEF 2016 pari la 24,27% e di un’aliquota IRPEF 2017 pari al 27%. Basterà scegliere in basso a sinistra l’area d’interesse (area 2^ o Area 3^) e inserire nella tendina che compare in alto a sinistra la fascia economica d’interesse (esempio da F2 a F3), e il calcolo verrà operato istantaneamente in automatico.
Allegato 2: Tabella FLP per il calcolo degli arretrati progressioni 2016 (no link, essendo destinata solo agli iscritti FLP DIFESA)
Notiziario n. 123 del 4 dicembre 2017 –
Mons. Santo Marcianò, ordinario militare per l’Italia
La vicenda dei Cappellani Militari, di cui abbiamo riferito ai colleghi nel Notiziario n. 66 del 27.05.2016, è tornata recentemente d’attualità a seguito di alcune lodevoli iniziative in sede parlamentare.
In molti, e noi eravamo certo tra questi, pensavano che il riordino in chiave riduttiva delle FF.AA avviato dalla L. 244/2012 e attuata attraverso i Decreti legislativi nn. 7 e 8/2014 e n. 91/2016 dovesse essere accompagnato anche dalla riforma dell’Ordinariato militare in Italia (OMI), con l’analogo obiettivo di ridurre i costi a carico dei cittadini. Si ricorderà come, a tal proposito, era stato avviato nel 2015 un tavolo di lavoro tra Vaticano/CEI (Conferenza Episcopale Italiana) da una parte e Governo dall’altra, finalizzato alla riforma dell’“assistenza spirituale”, che pareva essere stato accompagnato in ambito MD dalla costituzione di una “commissione tecnica” con il compito di elaborare proposte per il tavolo bilaterale.
Come già riferito in altra circostanza, l’OMI è una circoscrizione della Chiesa cattolica, assimilata ad una diocesi, che ha giurisdizione sul personale di tutte le FF.AA. (EI, MM, AM, CC, e anche G.d.F.). E’ suddiviso oggi in sedici zone pastorali geografiche ed è guidato da un Vescovo (“Ordinario Militare”) designato dal Papa, nominato con DPR e che assume il grado di Gen. di C.A.. L’organigramma dell’OMI prevede anche un Vicario Generale (Gen. Divisione)e degli Ispettori (Gen. Brigata). A livello territoriale, le funzioni di assistenza spirituale sono svolte dai Cappellani Militari Capi (gradi a scalare da Colonnello a Capitano) e Cappellani Militari Addetti (grado di Tenente), e non poteva mancare una scuola di formazione (“Scuola Allievi Cappellani Militari”, sede a Roma). Che tutto questo pesi parecchio sulle casse pubbliche, è del tutto ovvio. Secondo alcuni, “la cura spirituale dei militari impegnati in missione è costata quasi 17 mln €; questa cifra comprende gli stipendi, le pensioni e il mantenimento degli uffici; solo questi pesano 2 mln di € l’anno” (i dati sono riferiti all’anno 2013), mentre secondo una stima più recente le attività afferenti all’OMI costerebbero oggi ai cittadini italiani intorno ai 20 mln all’anno (si legga su questa stessa pagina, in allegato 3, l’articolo dell’Espresso del 2.05.2016).
Di cancellare, o quantomeno decisamente ridurre, questa costosa organizzazione si parlava da un po’ di tempo, sia nella scorsa legislatura che in questa, con l’obiettivo dichiarato di ridurre il numero dei Cappellani (oggi 204 in organico) ma soprattutto di togliere i gradi militari che fanno ovviamente lievitare i costi, tra i quali quelli previdenziali (156 i pensionati, e tra questi il Presidente CEI card. Bagnasco, ex Ordinario, che ha la pensione di Generale di C.A.).
Se questo è dunque il quadro, una marcata cura dimagrante appariva una scelta quanto mai doverosa, atteso che mentre in questi anni si bloccavano i contratti, si tagliavano le pensioni e il welfare, e si mandavano a casa centinaia di migliaia di lavoratori, i Governi che si sono succeduti negli anni hanno tollerato questa situazione e questi privilegi ottocenteschi.
Il tavolo bilaterale Governo/Vaticano-CEI pareva ad un certo punto essere arrivato a qualche utile approdo (ne avevamo riferito nel Notiziario n. 66/2016: riduzione dei cappellani da 204 a 158; riduzione dei posti dirigenziali dagli attuali 14 a solo due, l’Ordinario militare e il Vicario), ma solo comunque attraverso i collocamenti a riposo. Dunque, ridotti sì, ma con ancora i gradi militari. Poi comunque non si è andati avanti, e la riforma dell’OMI è cosa di là da venire.
In questo quadro, si iscrivono oggi due lodevoli iniziative del M5S alla Camera dei Deputati, che pubblichiamo entrambe su questa stessa pagina, la prima consistente in una interrogazione sulla “commissione tecnica” che il Governo ha negato essere stata costituita mentre ha invece confermato che i lavori del tavolo bilaterale proseguono senza però indicarne gli approdi finali o attuali, e la seconda consistente in una risoluzione a “provvedere al riordino dei ruoli e delle carriere dei cappellani militari in senso riduttivo al fine di ottenere dei risparmi di spesa nel bilancio del Dicastero Difesa già dall’esercizio finanziario 2018”.
Alla prossima, allora, se mai verrà, ma che certamente traguarderà la prossima legislatura. Amen!
Si riporta di seguito il testo del “comunicato unitario” CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA e CONFSAL UNSA che riferisce in merito ai contenuti e agli esiti della riunione di ieri a palazzo Marina con lo Stato Maggiore di questa Forza Armata.
” In data odierna, si e’ svolta presso MARISTAT una riunione tra 1° Reparto e le OO.SS. nazionali, che ha avuto all’o.d.g. alcune problematiche in essere nella F.A., che è stata presieduta dal Capo del 1° Reparto, CA G. Ottaviani, accompagnato dal nuovo Capo del 3° Ufficio D. Civico.
Di seguito, gli argomenti trattati, i contenuti del confronto e le risultanze conclusive.
Organizzazione del servizio di vigilanza nella sede di Taranto.
Il problema era stato innescato a gennaio scorso da una nota indirizzata alle Rappresentanze Territoriali con la quale la maggior parte dei lavoratori di MARINARSEN (n. 31 su 41) impiegati nel servizio denunciavano i numerosi disagi di carattere logistico amministrativo in conseguenza dell’attuale organizzazione centralizzata, e sollecitavano l’ ”accorpamento logistico amministrativo presso Marinarsen”. Una sollecitazione raccolta dalle scriventi OO.SS. che con due successive note chiedevano allo SMM di dare risposta al parere nel frattempo richiesto da MARINA SUD.
Ebbene, dopo un approfondimento di carattere organizzativo che ha richiesto più mesi di lavoro e che ha visto il coinvolgimento anche di MARICOMLOG, è arrivata oggi la risposta dello SMM, che ha espresso l’intendimento di procedere ad una riorganizzazione dei servizi di vigilanza in chiave decentrata, articolandoli per Cdo/Ente anche attraverso l’accorpamento di più siti ad essi afferenti. Una scelta che il CA Ottaviani ha precisato essere frutto di una attenta valutazione da parte di MARISTAT, anche con riferimento all’organizzazione del servizio in ambito più generale di F.A., e ha detto essere chiaramente finalizzata a ridurne i costi complessivi e a ottimizzarne la resa.
Nei nostri interventi, abbiamo espresso una sostanziale concordanza rispetto agli intendimenti espressi dalla F.A., segnalando al contempo la necessità di procedere con speditezza al riassetto dei servizi di vigilanza in chiave decentrata e alle connesse operazioni di reimpiego del personale.
A breve, dunque, dovrebbe essere emanata una specifica direttiva di SMM e avviati i reimpieghi.
Stato delle relazioni sindacali presso i Comandi/Enti della Marina
Abbiamo segnalato che permangono in alcuni Enti e Comandi di MM evidenti criticità nelle relazioni sindacali, in gran parte dovute alla indisponibilità dei Dirigenti a fornire le informazioni richieste e ad avviare confronti di merito con le Rappresentanze locali.
A tal proposito, abbiamo ricordato i contenuti della nota unitaria inviata in data 9 settembre u.s. all’attenzione della Ministra, nella quale evidenziavamo le criticità in materia di relazioni sindacali negli Enti industriali intrecciandole con i problemi legati alle “grida di allarme” provenienti dalle lavoratrici e dai lavoratori di quegli Enti in ragione dei diversi e crescenti problemi (mancanza di risorse; invecchiamento della forza lavoro; blocchi del turnover; etc.). Infine, abbiamo sollecitato una iniziativa diretta di SMM verso gli Enti, volta a valorizzare il confronto con il Sindacato e a indicare le linee attraverso le quali deve essere sviluppato, in un’ottica di prevenzione dei conflitti.
Nel dare piena disponibilità al riguardo, il CA Ottaviani ci ha comunicato che, con riferimento alla nota unitaria sopra richiamata del 9 settembre u.s., è in fase di elaborazione la risposta recante gli “elementi di informazione” che il Gabinetto ha richiesto a MARISTAT in data 18 ottobre u.s.
Riordino Arsenali e Centri Tecnici della Marina.
Abbiamo segnalato a SMM come non sia stato in tutti gli Enti ultimato il percorso convenuto con le scriventi OO.SS. nell’incontro del 25 luglio, e di cui alla nota dello stesso SM del 26 successivo, che prevedeva che le Direzioni di Arsenali e CC.TT. fornissero le necessarie informazioni e avviassero i confronti locali per fare un punto di situazione, ad un anno data dal processo di riordino avviato dal D. Lgs. n. 8/2014 e che si è poi concretizzato nei DD.MM. di struttura degli Enti e nei successivi decreti direttoriali, a premessa del successivo confronto nazionale.
Nel prenderne atto, il CA Ottaviani ha confermato piena disponibilità della F.A. a procedere nei termini con noi convenuti a luglio e si è impegnato ad avviare una iniziativa centrale finalizzata al completamento dei confronti locali. Seguirà poi il tavolo nazionale, che si è convenuto di fissare non oltre il 15 marzo, e che dovrebbe essere preceduto dal secondo incontro con il Capo di SMM.
FP CGIL – F. Quinti UIL PA – S. Colombi FLP DIFESA-GC. Pittelli CONFSAL–UNSA – GF. Braconi “
In allegato 1, il file pdf del comunicato unitario per l’affissione in tutte le bacheche degli Enti interessati
In allegato 2, la nota unitaria delle OO.SS. territoriali CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA e CONFSAL UNSA di Taranto diffusa in data 27 u.s.
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