Riportiamo di seguito il Notiziario n. 7 del 14.01.2014 con il quale la nostra Federazione annuncia al costituzione di una nuova grande Confederazione sindacale, la CGS (Confederazione Generale Sindacale) alla quale ha partecipato anche FLP insieme ad altre Federazioni rappresentative di altri comparti, e lancia un appello per la partecipazione al voto di tutti i lavoratori pubblici e li invita a una scelta che premi le battaglie portate avanti in questi anni dalla nostra Federazione e il suo progetto.
” Certo, con tutte le problematiche attualmente esistenti in Italia (blocco dei contratti, varo dei primi decreti delegati del jobs act, ennesima campagna denigratoria del lavoro pubblico) immaginiamo che appena dopo aver letto il titolo di questo notiziario vi sarà scappata qualche considerazione non proprio benevola nei nostri confronti e del sindacato in generale.
Eppure – ripetiamo – nonostante i gravi problemi sul tappeto, questo delle elezioni RSU è un momento cruciale e di fondamentale importanza per gli effetti che potranno derivare a seconda degli esiti che si avranno.
È importante perché un’alta affluenza alle urne dimostrerà a chi ci governa che, nonostante gli innumerevoli tentativi fatti per delegittimare la funzione sindacale nel nostro Paese, i lavoratori credono ancora in un sistema di rappresentanza democratico quale elemento vitale per assicurare politiche governative equilibrate che servano per unire – specialmente in momenti di crisi gravi come quello attuale – e non per dividere la società e mettere gli uni contro gli altri.
È ancora più importante, inoltre, perché con queste elezioni i lavoratori con il loro voto potranno – se lo vorranno – spingere per un rinnovamento sindacale.
Come FLP lo abbiamo già detto e ribadito più volte “non è il ruolo del sindacalismo ad essere venuto meno né la crisi di rappresentanza investe i bisogni dei lavoratori, che continuano a crescere e a pretendere tutela”. A quanti vorrebbero un sindacato incapace di guidare, insieme alle altre forze sociali, il cambiamento e la rivoluzione che secondo noi è necessaria, rispondiamo che la FLP è presente e vuole dialogare con tutte le forze sane di questo Paese.
Purtroppo attualmente nel Pubblico Impiego continuano ad esserci cartelli sindacali (e ci riferiamo ai sindacati confederali in particolare) che unendo i loro numeri di rappresentatività continuano a determinare quelle maggioranze ai tavoli di trattativa con le quali hanno potuto (e continuano a) gestire relazioni sindacali (e con esse la tutela dei diritti e delle prerogative dei lavoratori) … al “minimo sindacale”.
Noi come FLP siamo convinti che un nuovo modo di fare sindacato sia possibile e che ci sia bisogno di sindacato a tutti i livelli del mondo del lavoro, ma serve un sindacato nuovo, diverso e capace di raccogliere le istanze e le proposte nei singoli luoghi di lavoro, dove è necessario opporsi al tentativo ormai palese di ridurre al silenzio non solo ogni voce di dissenso ma anche i tentativi di partecipazione democratica alla vita degli uffici.
Vogliamo proporre lotte e percorsi comuni a quelle forze sociali che intendono superare il modello industriale basato sulla assoluta subalternità della forza lavoro, riaffermare il diritto democratico ad un contratto nazionale che disciplini trasversalmente i livelli salariali e normativi.
Per questi motivi a dicembre scorso come FLP abbiamo partecipato alla costituzione di una nuova grande confederazione sindacale, la CGS – Confederazione Generale Sindacale, nella qualesono confluite oltre alla FLP già rappresentativa nei comparti Ministeri, Agenzie Fiscali e Presidenza del Consiglio dei Ministri, altre federazioni rappresentative nei diversi comparti come la Federazione GILDA/UNAMS nel comparto SCUOLA, il NURSIND nel comparto SANITA’ e l’UNAMS nel comparto AFAM.
Questa nuova struttura che diventerà rappresentativa dopo le elezioni RSU ci consentirà di affrontare con rinnovato vigore e forza i prossimi mutamenti che ci saranno con la riduzione degli attuali comparti di contrattazione (gli attuali 10 verranno accorpati in soli 4 comparti, in attuazione della legge Brunetta) e la successiva definizione del CCNQ sulle prerogative sindacali che determinerà quali saranno le organizzazioni sindacali rappresentative per il prossimo triennio nei nuovi comparti di contrattazione.
Una scelta compiuta nella direzione di coniugare le peculiarità e le qualità che fanno della FLP la vera novità nel panorama sindacale italiano con l’esigenza di aumentare sempre più il tasso di presenza del nuovo sindacalismo nel nostro Paese, in tutti i settori del lavoro pubblico.
PER QUESTO CHIEDIAMO A TUTTI I LAVORATORI DI PARTECIPARE A QUESTE ELEZIONI RSU VOTANDO MASSICCIAMENTE PER LE LISTE E PER I CANDIDATI FLP, E DI CANDIDARSI, ANCHE COME INDIPENDENTI, NELLE NOSTRE LISTE.
Sapete tutti infatti che il voto dato, oltre ad eleggere i nuovi componenti delle RSU sui posti di lavoro, servirà anche per misurare il peso della rappresentatività di ogni sindacato al livello nazionale e nel Paese.
Votando FLP contribuirete a dare una scossa all’attuale sistema sindacale e permettere quel rinnovamento di cui tutti avvertono l’esigenza, partecipando in prima persona per cercare di migliorare le condizioni di lavoro e le amministrazioni in cui operiamo, per renderle sempre più efficienti alla faccia di chi ci dipinge come “fannulloni” o privilegiati.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP”
Notiziario FLP DIFESA n. 3 del 5 gennaio 2015 –
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 2 del 2 gennaio 2015 con il quale la nostra Federazione prende posizione in merito alla operazione di disinformazione, strumentalizzazione e di criminalizzazione legata alla incresciosa vicenda delle assenze fatte registrare dai Vigili Urbani di Roma l’ultimo dell’anno.
“I giornali (e le televisioni) oggi traboccano di indignazione per il fatto che oltre l’ottanta per cento dei vigili urbani della capitale fosse assente per malattia o per donazione di sangue l’ultimo dell’anno.
Negli stessi giorni, otto vigili del fuoco del Comando Provinciale di Brindisi, venivano spediti d’urgenza sul rimorchiatore che doveva prestare soccorso e poi trainare la Norman Atlantic, sulla quale hanno trovato la morte un numero ancora imprecisato di persone. Gli otto vigili sono rimasti sei giorni in balia del mare in burrasca senza che nessuno abbia dato loro il cambio o li avesse preavvertiti che la missione sarebbe stata così lunga, dando loro la possibilità di portarsi anche solo un cambio di biancheria. Hanno vomitato l’anima per sei lunghi giorni a causa delle condizioni proibitive del mare e del luogo dove si svolgevano le operazioni di salvataggio, con i telefoni cellulari scarichi, costretti ad affidarsi ai telefoni satellitari dei rimorchiatori per comunicare il loro stato di salute ai familiari.
Ebbene, per il trattamento che hanno ricevuto, nessuna indignazione, solo silenzio da parte della maggior parte della stampa e televisione.
Uomini e donne, come i vigili del fuoco di Brindisi, gli ispettori del lavoro, quelli del fisco, le forze dell’ordine, ogni giorno rischiano la vita per assicurare il rispetto delle leggi in Italia, ma in questi giorni la classe politica ha parlato di pubblico impiego solo per rivendicare la licenziabilità più facile utilizzando in modo assolutamente demagogico le assenze dal servizio dei vigili urbani capitolini l’ultimo dell’anno senza fare distinzioni tra ferie, congedi, assenze per malattie e mancata prestazione di lavoro straordinario.
Ricordiamo che anche coloro che non rischiano la vita assicurano comunque servizi importanti soprattutto per le fasce più deboli della popolazione, nei settori della scuola, della ricerca, della sanità, della giustizia, dei beni culturali, ricambiati da anni con insulti dei politici e contratti, carriere, stipendi da fame e, per di più, bloccati da cinque anni.
Lo avevano capito imprenditori certo non illuminati cent’anni fa che se tratti male o li denigri, prima o poi questi tendono a lavorare senza motivazione; lo aveva ribadito Pietro Micheli, dimessosi meno di un anno dopo essere stato chiamato da Brunetta a riformare la pubblica amministrazione, che sbatté la porta affermando che non si potevano fare riforme solo con i tagli e insultando gli attori principali di una riforma del pubblico impiego cioè i lavoratori.
Sono cambiati i direttori d’orchestra ma la musica non è cambiata!
Se ci sono state irregolarità o comportamenti censurabili o sanzionabili lo si faccia, ma basta con le generalizzazioni e gli attacchi ai lavoratori ed alle lavoratrici del pubblico impiego. La disorganizzazione degli uffici, i ritardi, la forte burocrazia, il lassismo e la corruzione sono dovuti alle gestioni clientelari delle strutture pubbliche sia a livello centrale che locale, volute e funzionali ai partiti ed alla cattiva politica, spesso e volentieri in accordo con i sindacati compiacenti, i cosiddetti confederali e i sindacati di comodo, quelli gialli “corporativi”.
Noi della FLP che non abbiamo gestito assunzioni o chiesto promozioni, in questi anni abbiamo denunciato inascoltati le storture e le inefficienze della PA che contemporaneamente penalizzava i cittadini per la scarsa qualità dei servizi ed i lavoratori abbandonati, demotivati e lasciati senza una vera guida all’iniziativa e alla coscienza personale.
E adesso la politica non può certo cavarsela con la criminalizzazione o la denigrazione dei lavoratori. Con la minaccia quotidiana del licenziamento o il blocco reiterato dei contratti e del riconoscimento delle professionalità.
Gli stipendi restano bloccati, gli insulti identici a quelli dell’era Brunetta.
O ”riforme” fatte con decreti legge raffazzonati o Disegni di legge punitivi da far passare sotto l’emozione di casi costruiti ad arte.
Serve un vero piano industriale capace di definire gli ambiti delle competenze e delle funzioni tra amministrazione centrale e poteri locali, che ridisegni le attività, motivi il personale, investa sulla tecnologia e sui saperi.
Che metta in campo un piano di assunzioni che stabilizzi chi per tanti anni, da precario, ha permesso il funzionamento di scuole, università, enti di ricerca, ospedali e musei. Che riconosca un ruolo e un futuro a chi si è messo in gioco ed ha superato le tante procedure concorsuali indette e non portate a compimento in questi anni.
Che garantisca il giusto equilibrio tra esperienza e nuove professionalità e che trovi le risorse per fare questo da una vera lotta agli sprechi, agli appalti gonfiati, alle esternalizzazioni, alla corruzione che sono il vero male di questo Paese.
Infine, non possiamo non rilevare come quanto è avvenuto sia il prodotto inevitabile della cosiddetta disintermediazione renziana, della chiusura verso ogni forma di confronto e negoziazione con le forze sociali.
Abbiamo speso mesi e mesi a spiegare che solo il sindacato può rappresentare coerentemente la sintesi delle varie esigenze delle categorie lavorative e che le rivendicazioni vanno ascoltate e non liquidate con un’alzata di spalle.
Se il Governo continua così andrà sempre peggio e sarà sempre più difficile continuare ad usare dipendenti e pensionati come bancomat senza aspettarsi reazioni forti. La motivazione è ormai ai minimi storici, i dipendenti pubblici attingono al loro senso di responsabilità che però è sempre più in contrasto con le tasche vuote e le umiliazioni continue.
Se Renzi e la Madia vogliono punire i lavoratori pubblici per questo, ancora una volta noi di FLP non possiamo che gridare forte il nostro dissenso:
BASTA CON LA CRIMINALIZZAZIONE DEL LAVORO PUBBLICO!
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Notiziario n. 136 del 30 dicembre 2014 –
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 45 del 29.12.2014 con il quale la nostra Federazione propone una propria riflessione in merito al dibattito di questi giorni sulla estensione al pubblico impiego delle norme contenute nella legge di riforma del mercato del lavoro (L.10.12.2014, n.183, c.d. “jobs act”).
” Il regalo di fine anno del Governo Renzi è stato il varo dei primi decreti delegati relativi al cosiddetto jobs act. E fedele ad una tradizione, breve ma ormai consolidata, che vuole questo governo fare poco ma riuscire nel gioco di dividere il mondo in due scatenando inutili guerre, il dibattito si è spostato da una norma ingiusta che toglie tutele al lavoro all’applicabilità di questa solo al lavoro privato o anche al lavoro pubblico.
Il tentativo è chiaro: scatenare una guerra interna al mondo del lavoro per evitare che si discuta nel merito dell’ennesima norma che riduce il lavoro a una merce quando invece è la base fondamentale del diritto di cittadinanza, sancito nel primo articolo della nostra Costituzione.
La pantomima, appositamente organizzata dal Governo nelle sue varie anime (ma gradita alla minoranza parlamentare di Forza Italia che non fa mistero di voler togliere ogni tutela ai lavoratori), è una vera e propria “arma di distrazione di massa”. Prima hanno cancellato ogni riferimento al lavoro pubblico e poi scatenano un dibattito che porti i lavoratori pubblici a schierarsi contro quelli privati e viceversa. Sia chiaro che la FLP a questo gioco al massacro non si presterà!
Tutta questa vicenda prova in modo plastico ciò che abbiamo scritto nel documento congressuale “Per i diritti, per il lavoro”: non possiamo lasciare che il mondo del lavoro sia diviso, se si accetta una riduzione delle tutele nel lavoro privato, le nuove norme non potranno che applicarsi, prima o poi, anche al lavoro pubblico. È la deriva neoliberista, che vede nel lavoro una merce come un’altra e non considera in alcun modo le persone, quella che bisogna combattere tutti insieme, mondo del lavoro pubblico e privato.
È qui il grave errore che hanno commesso CISL, CONFSAL e altre confederazioni sindacali nel rifiutare lo sciopero generale per concentrarsi solo e soltanto su uno sciopero del pubblico impiego. Lo stesso errore grave che hanno commesso quei lavoratori pubblici che non hanno partecipato allo sciopero generale del 12 dicembre, convinti che il jobs act e le altre misure di riduzione delle tutele non li riguardassero.
Anche oggi, guai a chi pensasse che il contratto a “precarietà crescente” e licenziabilità facile riguarderà solo i nuovi assunti. Queste misure sono solo un altro passo sul cammino di precarizzazione iniziato con il “pacchetto Treu” e continuato con la Legge Sacconi e la Legge Fornero, tutte norme che sono state spacciate come interventi per aumentare l’occupazione, hanno avuto come conseguenza la riduzione totale dei posti di lavoro e il peggioramento globale delle condizioni di lavoro e dei livelli salarial
Purtroppo, anche i sindacati storici hanno spesso sottovalutato e avallato misure che hanno celato il reale fine ultimo: la creazione di un lavoratore a resistenza zero, prono a tutti i voleri datoriali e senza diritti.
Per questo è inutile discutere se la monetizzazione del diritto a non essere licenziato senza giusta causa si applichi solo al lavoro privato o anche a quello pubblico e rilanciare la mobilitazione di massa contro chi ci vorrebbe, tutti, sfruttati e silenti.
Il lavoro non è una merce!
LA SEGRETERIA GENERALE FLP
Notiziario n. 129 del 10 dicembre 2014 –
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 44 di data odierna che propone una riflessione sulla vicenda di “mafia capitale” e invita tutti i lavoratori a partecipare allo sciopero del 12 dicembre.
” Le vicende di questi giorni a Roma, con indagini a carico di politici, malavitosi, dirigenti pubblici, sono la rappresentazione plastica di quanto la FLP denuncia da anni mentre i governi continuano imperterriti a battere le stesse strade che non portano da nessuna parte. Ma andiamo con ordine.
Corruzione: da tempo diciamo chiaramente che i veri problemi italiani sono la mafia e la corruzione, che ogni anno drenano miliardi di euro di risorse pubbliche. Ora speriamo sia chiaro a tutti che se le aziende non investono in Italia non è perché i lavoratori hanno troppi diritti o perché le imprese non hanno libertà di licenziare ma perché è impossibile competere in un mercato drogato e corrotto. Eppure il Governo ha varato di gran carriera una legge che aumenta la libertà di licenziare ma continua a non varare una seria legge anticorruzione, diversa da quella attuale che costringe solo ad una sequela di adempimenti burocratici senza costrutto.
Appalti gonfiati: i soldi ci sono, basta risparmiare nel modo giusto e nelle voci di spesa che sono fuori controllo. Ormai non contiamo più le volte che abbiamo scritto che non la FLP ma Eurostat e Ocse hanno dimostrato con i dati che le spese fuori controllo sono quelle per i consumi intermedi (leggi appalti e forniture gonfiate) e non quelle per gli stipendi dei dipendenti pubblici. Eppure il Governo ha bloccato ancora una volta i contratti dei dipendenti pubblici, chiude uffici e scuole, taglia sulla sanità ma nulla ha fatto per ridurre sprechi e ruberie reali. Il Ministro Madia ha detto che non ci sono soldi, l’inchiesta romana dimostra che i soldi ci sono ma se li spartiscono mafia e malapolitica.
Legami tra politica e amministrazione: sta venendo a galla un sistema che vede intrecciarsi i politici e i dirigenti pubblici infedeli, con gli uni che coprono gli altri e viceversa. È la prova che la separazione tra politica e amministrazione in questo Paese non esiste. È indispensabile che i dirigenti siano indipendenti dai politici, se invece dipendono direttamente da loro si rischia un corto circuito di potere in cui gli unici a rimetterci sono le persone oneste. Cosa ha fatto, invece, Renzi? Ha fatto approvare una legge che, proprio, negli enti locali aumenta fino al 30 per cento i dirigenti di diretta nomina politica; in tal modo i dirigenti non rispondono alla legge ma al politico che li ha nominati.
Municipalizzate e società in house: il sistema di potere romano si reggeva soprattutto sulle assunzioni e la gestione dei soldi delle municipalizzate. Ci sono migliaia di queste aziende o di società cosiddette “in house” che alimentano sprechi e ruberie e spesso non forniscono nessun servizio alla cittadinanza. Ma il Governo Renzi cosa ha fatto? Ha annunciato un taglio netto e ha scritto un capitolo del decreto “sblocca Italia” che però non è mai arrivato in Parlamento perché non è mai stato approvato dal Consiglio dei ministri, è letteralmente sparito!
Sono questi i motivi per i quali la FLP/CSE sciopererà il prossimo 12 dicembre! Non abbiamo proclamato lo sciopero contro questo o quel provvedimento legislativo ma contro la politica economica, fiscale, sociale di questo Governo.
Scioperiamo per vivere in un’Italia più giusta, con un fisco più equo, lavoratori con più diritti, uno Stato con meno sprechi, una giustizia che funziona.
Scioperiamo per vivere in uno Stato in cui i corruttori, i corrotti e gli evasori fiscali vanno in galera e non dove chi auto ricicla resti impunito se lo fa per il godimento proprio.
Scioperiamo perché vogliamo un Paese che tiene insieme le persone per bene e non che mette i padri contro i figli; vogliamo che la politica prenda i soldi dove ci sono e non dove è più facile prenderli.
Il prossimo 12 dicembre uniamoci e scioperiamo,
perché ci meritiamo un Paese migliore di questo!
LA SEGRETERIA GENERALE FLP ” Si prega di dare la massima diffusione al presente Notiziario
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 124 del 27 novembre 2014 –
Riportiamo di seguito il Comunicato Stampa diffuso dalla CSE in data odierna con il quale viene annunciata la decisione della nostra Confederazione di proclamare lo sciopero generale per il 12 dic. p.v. di tutti i lavoratori dei settori pubblici e privati.
“In questi giorni, come avevamo anticipato con il comunicato stampa del 19 novembre, abbiamo cercato con tutte le nostre forze di far confluire all’interno di un’unica, grande giornata di lotta, le iniziative e gli scioperi preannunciati e/o indetti per i giorni 1 e 12 dicembre, convinti come siamo che, pur permanendo notevoli differenze di approccio e di obiettivi tra le diverse confederazioni sindacali, la spinta che viene dal basso, dai posti di lavoro va tutta nella direzione di una risposta compatta di tutto il mondo del lavoro, pubblico e privato.
Abbiamo con impegno lavorato per una mobilitazione generale che fosse veramente in grado di costringere il Governo e le controparti a modificare quei provvedimenti che invece di intaccare privilegi, rendite parassitarie, evasione, sprechi e corruzione, diminuiscono invece i diritti dei più deboli, rendono più precaria la condizione di vita e di lavoro di milioni di giovani, più poveri e indifesi i pensionati, non investono su scuola, ricerca e sanità e smantellano i presidi di legalità sul territorio, applicando tagli selvaggi alle Pubbliche amministrazioni.
Purtroppo in qualcuno ha prevalso la logica di scioperi settoriali che, ben lungi dal caratterizzare le peculiarità, rischiano di perpetuare steccati e divisioni e oggettivamente dividono la forza e la qualità della risposta del mondo del lavoro.
Una scelta che non potevamo in alcun modo condividere.
Ecco il perché, pur consapevoli delle differenze che ci sono e che permangono rispetto alle altre Confederazioni che hanno indetto lo sciopero generale per il giorno 12 dicembre, non abbiamo esitato per un solo istante a proclamare lo sciopero generale nazionale dei lavoratori pubblici e privati nella stessa giornata, convinti che, pur nelle diversità, debbano prevalere le ragioni della lotta e della mobilitazione unitaria dei lavoratori.
Saremo in piazza in tutta Italia il 12 dicembre a difesa dei diritti e del lavoro, contro i contenuti della legge di stabilità 2015, l’attacco all’art. 18, lo smantellamento dello Stato sociale, per valorizzare veramente scuola e ricerca, per dire basta al blocco dei contratti dei lavoratori pubblici, per dare certezze e stabilizzazione alle centinaia di migliaia di precari e sottoccupati, per offrire prospettive di lavoro ai tanti giovani in attesa di essere assunti nelle pubbliche amministrazioni “
Si prega di dare al presente Notiziario la massima diffusione tra tutti i lavoratori.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 121 del 21 novembre 2014 –
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 38 di data odierna con il quale la nostra Federazione illustra le ragioni dello sciopero generale, che auspica vivamente non costituisca occasione di divisione del fronte sindacale, che deve invece arrivare unito a questo importante appuntamento –per questo FLP sta lavorando – che deve diventare una unica e grande giornata di lotta che coinvolga tutte le OO.SS. del P.I.
“Nella giornata di ieri il Segretario Generale della nostra Confederazione CSE ha lanciato la mobilitazione che dovrà portarci allo sciopero ed ha auspicato che su questo vi sia l’unità sindacale.
La FLP, nel condividere tutte le argomentazioni del Comunicato Stampa CSE, crede che sia opportuno che tutti i lavoratori del pubblico impiego comprendano le ragioni di una scelta che ci vede, pur diversi dai sindacati storici per modalità di lotta e per piattaforme rivendicative, schierati per uno sciopero generale e unitario.
Perché uno sciopero generale
Mai come in questi mesi l’attacco al lavoro non è limitato ai dipendenti pubblici – come è spesso successo negli ultimi anni – ma ai diritti complessivi del lavoro.
È indecoroso il tentativo di contrapporre segmenti del mondo del lavoro e fomentare una guerra tra occupati, disoccupati e sottoccupati, lasciando intendere che la soluzione per gli uni si possa trovare solo a scapito di altri. Per ultima, la politica di impoverimento dei pensionati, che parte da lontano, con il corollario della negazione del diritto ad andare in pensione e di andarci con trattamenti decenti, aggrava ancora di più la situazione economica e la coesione sociale.
In un tale quadro, se pensassimo di lottare solo e soltanto per diritti – pur importanti – di categoria senza connetterli a quelli generali faremmo il gioco delle nostre controparti e alimenteremmo la guerra di tutti contro tutti.
Il Governo vorrebbe farci passare – agli occhi del Paese – per categoria privilegiata e improduttiva. Il messaggio del Ministro Madia ai sindacati (“dobbiamo pensare a chi sta peggio”) sottintende la logica che noi, lavoratori senza contratto da quasi cinque anni e destinatari di norme inutilmente punitive tipo la mobilità coatta, siamo tra coloro che stanno bene. A questo gioco al massacro sociale noi non ci stiamo!
La nostra sfida deve essere invece quella di dimostrare che il P.I. è parte produttiva e indispensabile dell’Italia al pari di tutte le altre, che quello dei diritti non è un gioco a somma zero e che pertanto è sbagliato pensare di poterli estendere a qualcuno solo togliendoli ad altri.
I nostri nemici non sono altri lavoratori o i disoccupati, non lasceremo che mettano i padri occupati contro i figli disoccupati o precari. I nostri nemici sono i mafiosi, i corrotti, gli evasori fiscali, i riciclatori, coloro che portano i soldi all’estero, spesso racchiusi in una sola categoria che riesce a fare tutti questi reati insieme, sottrae risorse fondamentali per investimenti a tutti i cittadini e purtroppo gode ancora di un’impunità pressoché totale.
Coloro che pensano si possa tenere il pubblico impiego rinchiuso negli angusti spazi di vertenze corporative commette un grave errore strategico. Chiunque tentasse di fare da solo verrebbe travolto all’istante da una politica basata sul “divide et impera”; noi vogliamo mettere insieme padri e figli in un’unica lotta per i diritti e per il lavoro!
Perché uno sciopero unitario
È noto che siamo l’unico sindacato ad aver presentato – per tempo – le piattaforme per il rinnovo dei contratti. Ed è altrettanto noto che le nostre richieste non si limitano a richiedere l’avvio delle procedure per il rinnovo, semmai solo normativo, ma abbiamo più volte chiarito che i contratti si fanno con i soldi e che, pertanto, non intendiamo far finta che i cinque anni di blocco siano passati invano e accontentarci di pochi soldi per il futuro, senza alcun recupero di quanto ci è stato negato dal 2010 in poi.
Siamo inoltre l’unico sindacato che – anziché stare con le mani in mano o proporre iniziative senza incidenza alcuna – ha proposto un ricorso collettivo (“un euro per la giustizia”) che ha portato ad un’ordinanza del Tribunale di Roma, il quale ha rilevato la fondatezza della incostituzionalità del blocco contrattuale che la Corte Costituzionale sarà presto chiamata a giudicare.
E infine, siamo quel sindacato che non fa dell’immobilismo e della difesa degli interessi di piccole caste la propria bandiera; la FLP si è invece caratterizzata per aver proposto una riforma del lavoro pubblico che parta prima di tutto dai diritti della cittadinanza a servizi adeguati, che non calpesti i diritti dei lavoratori pubblici al salario e alla dignità lavorativa e che cancelli i privilegi delle grandi e piccole “caste”, presenti anche nel pubblico impiego e che spesso sono fortemente difese da forze sindacali anch’esse trasformatesi in casta.
Ma se questo è il quadro, è altresì vero che non possiamo permetterci che il lavoro pubblico sia diviso da due, tre o anche quattro diversi scioperi.
Noi pensiamo che la scelta di proclamare l’astensione del lavoro sia sempre da rispettare e vogliamo raccogliere la voce che viene dagli uffici e che ci chiede di non dividere le nostre forze. Abbiamo quindi il dovere di cercare il massimo di unità possibile e per questo, prima di proclamare la data dello sciopero, vogliamo percorrere fino in fondo il tentativo di unire i due scioperi già proclamati da diverse sigle sindacali in un’unica giornata di mobilitazione.
La FLP vuole andare in piazza con tutti i lavoratori, con uno sciopero che sia l’inizio di una mobilitazione permanente, che deve vedere la più grande partecipazione dei lavoratori non solo alla manifestazione di piazza ma alle piattaforme rivendicative presenti e future. Per questo non abbiamo paura del confronto e andremo allo sciopero con le altre forze sindacali ma con le nostre piattaforme, certi che saranno i lavoratori, se realmente coinvolti, a riconoscere la bontà delle nostre proposte e delle nostre rivendicazioni.”
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Con riserva di ulteriori informazioni in merito alla giornata di mobilitazione e di lotta, preghiamo di dare al presente Notiziario la massima diffusione tra i colleghi e i lavoratori tutti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 106 del 7 ottobre 2014 –
Si è celebrato a Boario Terme, nei giorni 4 e 5 ottobre uu. ss., il 3° Congresso Nazionale FLP DIFESA, che ha chiuso la tornata congressuale 2014 della Difesa (in precedenza, erano stati celebrati i congressi di tutte le Strutture Aziendali, Provinciali e Interregionali/Regionali), e che anticipa solo di qualche settimana l’ultimo e più importante appuntamento, quello relativo al Congresso della Federazione FLP, in programma a metà novembre p.v.. Uno sforzo organizzativo straordinario, fatto di centinaia di congressi celebrati nelle diverse sedi, che è arrivato dopo anni di forte impegno e di lavoro faticoso, che ha coinvolto tutti i livelli del Sindacato, da quello nazionale a quelli territoriali.
E’ stato, a giudizio unanime di tutti i partecipanti, un Congresso davvero eccezionale nei contenuti. Vi hanno preso parte i delegati eletti nelle assemblee congressuali Interregionali/Regionali, che nella due giorni congressuale di Boario hanno dibattuto sulle problematiche di carattere generale e su quelle più specifiche che toccano i dipendenti pubblici, e, più in particolare, sulle problematiche che interessano da vicino i dipendenti civili della Difesa.
I Congressisti hanno ascoltato in apertura la relazione introduttiva del Coordinatore Generale uscente, GC Pittelli, che ha affrontato tutte le più importanti problematiche sindacali ed organizzative, cui è poi seguito l’intervento di E. Di Grazia della Segreteria Generale FLP, che ha toccato tutte le questioni sui cui è attualmente impegnata la Federazione. Si è dunque aperto il dibattito congressuale, approfondito e articolato, che ha visto intervenire ben venticinque delegati, più della metà dei partecipanti, che hanno offerto preziose testimonianze delle realtà lavorative di provenienza e offerto contributi interessanti e stimolanti, che hanno arricchito il dibattito e dato plasticamente la misura della crescita notevole dei nostri quadri e della qualità che contraddistingue oggi il nostro gruppo dirigente.
Sul piano più generale e politico, il Congresso ha fatto proprio in ogni sua parte il documento di FLP/CSE sui diritti e sul lavoro (Notiziario n. 105 del 1 ottobre) segnalando la necessità che la nostra lotta per una diversa riforma della P.A. si intrecci sempre più con le iniziative di altri pezzi di società civile per estendere i diritti e creare lavoro, e tutto questo a partire dai posti di lavoro e rendendo protagonisti i lavoratori. Sul fronte del pubblico impiego, il Congresso ha espresso un giudizio fortemente negativo sulla c.d. “riforma” Renzi-Madia e ha segnalato che un processo riformatore serio deve passare attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori interessati e deve porre al centro della discussione il lavoro pubblico e il suo stretto legame con l’efficienza della P.A. Sul fronte delle problematiche interne alla Difesa, la “civilizzazione”, il riassetto delle FF.AA., la riorganizzazione dell’area T/A, e una diversa distribuzione del salario accessorio hanno costituito gli argomenti su cui si è sviluppata la discussione.
La parte terminale dell’assise congressuale è stata dedicata all’ elezione degli Organismi dirigenti nazionali (Coordinatore Generale; Segreteria Nazionale; Direzione Nazionale; Comitato Direttivo Nazionale; Collegio dei Revisori dei Conti e Segretario Amministrativo) per il prossimo quadriennio e, infine, all’elezione dei 12 delegati FLP DIFESA al prossimo Congresso Nazionale di Federazione.
In allegato, il nuovo quadro dirigente nazionale uscito dal Congresso, che risulta significativamente rinnovato e ringiovanito e con una altrettanto significativa presenza femminile.
A conclusione del Congresso, è stato approvata all’unanimità l’allegata “mozione finale”, che raccomandiamo all’attenzione di tutti i nostri quadri ed RSU, e più in generale di tutti i colleghi.
La due giorni di Boario ha reso evidente che, come si leggeva nel manifesto del Congresso, “FLP DIFESA C’E’” per davvero, e si candida ad “esserci sempre di più”, con tutti i propri quadri e con tutte le RSU elette nelle proprie liste, per sostenere le ragioni della nostra gente e battersi per affermarle.
I delegati prendono posto prima dei lavoriIl Coordinatore Generale Giancarlo PittelliFoto finale con una parte dei delegati
Notiziario n. 101 del 23 settembre 2014 –
Una seduta della Corte Costituzionale
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 31 del 22.09.2014 che riferisce dell’atto di indirizzo e della riunione in ARAN del 18 settembre in ordine all’ipotesi di un CCNQ sulle assenze dal servizio.
” Comprendiamo che in alcuni momenti vi siano sindacati che devono giustificare la propria esistenza e, non avendo idee, copiano quelle che già sono sul terreno. Ma in un momento come questo, nel quale c’è tanto da fare a tutela dei lavoratori, ha senso copiare ciò che già sta facendo la FLP anziché concentrarsi su un obiettivo ben più importante come lo sblocco dei contratti ? Ci riferiamo a due recenti iniziative, palesemente copiate dalla FLP, che stanno circolando in questi giorni e delle quali non crediamo i lavoratori sentissero il bisogno.
La prima è relativa a ricorsi per fare dichiarare incostituzionale il blocco dei contratti. La FLP ha raccolto le adesioni tra i lavoratori quasi tre anni fa con l’iniziativa “Un euro per fare giustizia”, ha prodotto il ricorso circa due anni fa, l’Ordinanza del Tribunale di Roma (giudice Ileana Fedele) che riconosce la fondatezza del ricorso e rinvia le carte alla Corte Costituzionale è stata depositata il 27 novembre 2013 e attendiamo da un momento all’altro la fissazione dell’udienza innanzi alla suprema Corte. Ormai l’iter è bello che avviato. Ma allora che senso ha continuare a leggere di sindacati che stanno dando mandato ai legali di proporre un ricorso per far dichiarare l’incostituzionalità del blocco dei contratti oggi? Ma davvero si può continuare a pensare che i lavoratori hanno l’anello al naso?
La seconda invece ha dell’incredibile e riguarda la trattenuta del 2,5% a titolo di buonuscita per gli assunti dopo il 2000. Proprio in questi giorni abbiamo letto un comunicato, inviato a tappeto a tutti i dipendenti della pubblica amministrazione, nel quale la UIL annuncia di voler organizzare ricorsi per il recupero delle somme indebitamente riscosse. In questo caso dovremmo chiedere i diritti di copyright in quanto non solo hanno copiato la nostra iniziativa, partita oltre un anno fa e che sta già dando i suoi frutti, ma addirittura propone lo stesso iter che la FLP ha intrapreso ovvero la richiesta di emissione ai tribunali di decreti ingiuntivi nei confronti delle amministrazioni. Le differenze sostanziali sono però due:
1) la prima è che la FLP non ha chiesto ai lavoratori di rischiare soldi né di iscriversi al sindacato ma si è accollata le spese di ricorsi pilota per ottenere una giurisprudenza che sia un minimo consolidata prima di proporre ricorsi per i quali si potrebbe anche essere condannati al pagamento delle spese legali in caso di soccombenza. Abbiamo già ottenuto numerosi decreti ingiuntivi nei confronti dei quali le amministrazioni hanno fatto opposizione e attendiamo di avere un certo numero di sentenze prima di far partire ricorsi seriali; il sindacato confederale che ha avviato l’azione invece chiede iscritti poiché la rilevazione al 31 dicembre 2014 delle iscrizioni al sindacato incombe e chi ha perso consensi a rotta di collo per la propria politica fallimentare tenta di recuperarli surrettiziamente;
2) la seconda differenza è ancora più scandalosa: la UIL ha firmato a suo tempo l’accordo interconfederale all’ARAN che ha dato il via alla trattenuta indebita a carico dei lavoratori assunti dopo il 2000 “al fine di evitare disparità di trattamento”, cioè per non creare traumi a coloro che avrebbero preso circa 50 euro al mese in più. Insomma, hanno creato il problema e ora si presentano come soluzione. Sarebbe come se, cari lavoratori, vi avessero tenuto fermi mentre qualcuno vi prendeva a schiaffi per strada e poi vi proponessero di patrocinare una causa per danni contro chi vi ha schiaffeggiato, facendo finta che loro non c’entrano nulla.
La buona fede di queste iniziative sarete voi stessi a giudicarla. La domanda che ci poniamo noi è invece la seguente: anziché copiare male ciò che ha già fatto la FLP, non sarebbe meglio unire le forze e mobilitare insieme i lavoratori per sbloccare i contratti? Le forze di polizia si sono mosse unitariamente e hanno ottenuto (o stanno per ottenere) ciò che era loro dovuto. Quindi, se proprio si vuole guadagnare un minimo di consenso tra i lavoratori, perso grazie alle politiche scellerate degli ultimi anni, non sarà il caso di organizzare una seria mobilitazione dei lavoratori pubblici anziché proporre una scialba e inutile raccolta di firme o come ufficializzato in queste ore la solita scampagnata general generica del sabato pomeriggio a Roma?
Noi siamo disponibili, idee ne abbiamo tante (e infatti ce le copiano). Questo notiziario vale anche come invito pubblico a muoversi in modo incisivo e unitario a tutela dei lavoratori pubblici
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
A tal riguardo, invitiamo i colleghi a rileggere il Notiziario FLP DIFESA n. 128 del 29.11.2013 che riferisce del pronunciamento della Corte Costituzionale sul ricorso FLP sul blocco dei contratti e il Notiziario FLP DIFESA n. 162 del 27.11.2012 relativo all’iniziativa assunta dalla FLP sulla ritenuta TFR del 2,5 %, che confermano il tentativo di copiare le iniziative FLP denunciato nel presente Notiziario dalla nostra Federazione.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 100 del 22 settembre 2014 –
Il Presidente dell’ARAN, dr. Sergio Gasparrini
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 30 del 19.09.2014 che riferisce dell’atto di indirizzo e della riunione in ARAN del 18 settembre in ordine all’ipotesi di un CCNQ sulle assenze dal servizio.
” Mentre in maniera assurda si continua a negare al personale del Pubblico Impiego italiano il diritto al rinnovo dei contratti di lavoro fermi dal 2010 e mentre si discute in Parlamento di una “non riforma” della Pubblica Amministrazione, nella giornata di ieri si è consumata all’ARAN la prima giornata di quello che ha del surreale a fronte delle considerazioni di cui sopra.
Le Confederazioni maggiormente rappresentative, infatti, sono state convocate per verificare la disponibilità alla stipula di un accordo quadro sulle assenze dal servizio, permessi per malattia, visite specialistiche, assenze parentali, diritto allo studio e il tutto a fronte dell’invio all’Aran da parte del Governo di uno specifico atto di indirizzo che, alla faccia della trasparenza e dell’informazione preventiva, non è stato nemmeno consegnato alle parti sociali.
Incredibile! Infatti è proprio incredibile ma vero, e pur tuttavia i problemi legati a questi istituti contrattuali applicati in termini estremamente diversi e a volte penalizzanti, comparto per comparto, amministrazione per amministrazione, hanno portato tutte le Confederazioni presenti al tavolo e la nostra in particolare, al di là del metodo, a dare la disponibilità a proseguire il confronto.
Infatti occorre ricordare che proprio la nostra Confederazione, durante gli unici e sparuti (due) incontri con il Ministro Madia, oltre alle importantissime questioni legate alla riforma della PA e allo sblocco dei contratti, aveva posto con forza la necessità di affrontare in termini di riorganizzazione e miglioramento tutta la materia sulle assenze dal servizio per malattia, “infestata” da circolari, norme, sentenze, interpretazioni, la maggior parte delle quali penalizzanti per il personale.
Ebbene, proprio in ragione di quanto sopra, nel suo intervento in ARAN la CSE/FLP ha dichiarato che l’eventuale accordo non potrà che essere migliorativo rispetto alle diverse situazioni in atto, con il maggior livello di tutela possibile e traguardando anche la parità di trattamento fra contratti a tempo determinato e indeterminato, e ha chiesto che l’ARAN per la prossima riunione – calendarizzata per la settimana seguente – si presenti con l’atto di indirizzo e una prima proposta di carattere operativo.
Ma la riunione con l’ARAN è stata anche l’occasione per un riassunto degli argomenti ancora in sospeso – tanti quelli con la politica – e alcuni di carattere tecnico in divenire con la stessa Agenzia. In particolare è stato posto al centro della discussione il prossimo rinnovo delle RSU che andranno in scadenza a marzo 2015 ed in ragione del quale occorre immediatamente darsi da fare per metter in atto il percorso che consenta di varare il regolamento, le mappature e dare il via alle elezioni.
Tempi strettissimi ma non impossibili se veramente tutti vogliamo rinnovare questo importantissimo organismo di rappresentanza, in un momento “delicato” per tutto il mondo sindacale, soprattutto nel Pubblico Impiego che, a parere della CSE/FLP, ha proprio bisogno di ritrovare un percorso di coesione e di dialogo con i lavoratori.
Ebbene, nel corso del “giro di tavolo” sono emersi alcuni distinguo, alcune evidenti necessità di “prendere tempo”, è riapparso l’annoso e mai definito problema dei comparti di contrattazione. La nostra posizione è stata netta da subito, con un chiaro e forte SI alla elezioni delle RSU.
Con l’impegno a tenervi aggiornati sul proseguo dei confronti, inviamo cordialissimi saluti.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Notiziario n. 93 del 4 settembre 2014 –
Renzi e Madia, sorridenti e soddisfatti
Riportiamo di seguito il testo del Notiziario FLP n. 29 del 3 settembre 2014 nel quale la FLP dà notizia dell’annuncio del Ministro Madia relativamente alla proroga anche per il 2015 del blocco dei contratti dei lavoratori pubblici e sollecita una mobilitazione unitaria di tutto il Pubblico Impiego.
“Il Governo Pinocchio getta la maschera e annuncia, per bocca del Ministro per la Pubblica amministrazione Madia, l’ulteriore blocco dei contratti dei dipendenti pubblici anche per il 2015.
Nonostante le smentite agostane dopo le prime voci raccolte in ambienti governativi, Renzi ha preferito la via più facile: continuare ad usare i 3,3 milioni di dipendenti pubblici come bancomat e lasciare che evasione fiscale, società partecipate, corruzione continuino imperterrite a drenare risorse pubbliche.
Non sono bastati i quasi 400mila posti di lavoro persi nel settore pubblico negli ultimi 10 anni, il 15 per cento del salario lasciato per strada grazie ad un blocco contrattuale che va avanti dal 2010, un’intera categoria che da ceto medio sta precipitando pericolosamente nella categoria dei nuovi poveri, un calo dei consumi così forte da innescare una deflazione che ci fa tornare indietro di oltre cinquant’anni.
Soprattutto, non sono bastate le proposte costruttive presentate dal sindacato – FLP in primis – per raggiungere risparmi e recuperare fondi anche per rinnovare i contratti. Renzi, così come i governi che si sono succeduti negli ultimi dieci anni ha individuato nel pubblico impiego la categoria da colpire oppure semplicemente non ha il coraggio di fare scelte eque perché deve “comprare” il consenso politico.
Abbiamo 180 miliardi di evasione fiscale ma, si sa, gli evasori votano; abbiamo migliaia di società partecipate che hanno più consiglieri di amministrazione che dipendenti, che non producono alcun servizio per la collettività e drenano miliardi di euro ogni anno. E Renzi aveva anche annunciato (tra le centinaia di annunci di cui è costellata la sua non-azione di governo) un piano per eliminarne la maggior parte ma qualcuno deve averlo richiamato all’ordine: le casse del PD sono vuote e gli stipendi dei consiglieri di amministrazione di nomina politica servono anche a finanziare i partiti e così il piano è letteralmente sparito; la corruzione è arrivata oltre i livelli di guardia ma nemmeno in quel campo, a parte gli annunci, si muove nulla.
“Di fronte a questa situazione non resta più alcuno spazio di mediazione – così ha commentato l’annuncio del Ministro Madia il Segretario generale della FLP (Federazione Lavoratori Pubblici e funzioni pubbliche) Marco Carlomagno.
“L’annuncio del Ministro è la riprova che abbiamo fatto bene ad adire la Corte Costituzionale contro il blocco contrattuale e speriamo che entro l’anno questa si pronunci positivamente.
“Riuniremo nei prossimi giorni i nostri organismi decisionali– ha concluso Carlomagno – ma di fronte a un attacco di questo genere occorre che, unitariamente, il movimento sindacale e i pubblici dipendenti mettano in campo una forte mobilitazione. Verificheremo la fattibilità di uno sciopero generale della categoria per i primi giorni di ottobre!
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “.
Preghiamo di dare la massima diffusione tra i lavoratori al presente Notiziario.
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Notiziario FLP DIFESA n. 3 del 5 gennaio 2015 – Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 2 del 2 gennaio 2015 con il quale la nostra Federazione prende posizione in merito alla operazione di disinformazione, strumentalizzazione e di criminalizzazione legata alla incresciosa vicenda delle assenze fatte registrare dai Vigili Urbani di Roma l’ultimo dell’anno. […]
Notiziario n. 136 del 30 dicembre 2014 – Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 45 del 29.12.2014 con il quale la nostra Federazione propone una propria riflessione in merito al dibattito di questi giorni sulla estensione al pubblico impiego delle norme contenute nella legge di riforma del mercato del lavoro (L.10.12.2014, n.183, c.d. “jobs […]
Notiziario n. 129 del 10 dicembre 2014 – Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 44 di data odierna che propone una riflessione sulla vicenda di “mafia capitale” e invita tutti i lavoratori a partecipare allo sciopero del 12 dicembre. ” Le vicende di questi giorni a Roma, con indagini a carico di politici, […]
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Notiziario n. 121 del 21 novembre 2014 – Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 38 di data odierna con il quale la nostra Federazione illustra le ragioni dello sciopero generale, che auspica vivamente non costituisca occasione di divisione del fronte sindacale, che deve invece arrivare unito a questo importante appuntamento –per questo FLP sta […]
Notiziario n. 106 del 7 ottobre 2014 – Si è celebrato a Boario Terme, nei giorni 4 e 5 ottobre uu. ss., il 3° Congresso Nazionale FLP DIFESA, che ha chiuso la tornata congressuale 2014 della Difesa (in precedenza, erano stati celebrati i congressi di tutte le Strutture Aziendali, Provinciali e Interregionali/Regionali), e che anticipa […]
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Notiziario n. 93 del 4 settembre 2014 – Riportiamo di seguito il testo del Notiziario FLP n. 29 del 3 settembre 2014 nel quale la FLP dà notizia dell’annuncio del Ministro Madia relativamente alla proroga anche per il 2015 del blocco dei contratti dei lavoratori pubblici e sollecita una mobilitazione unitaria di tutto il Pubblico […]