Notiziario n. 62 del 17 giugno 2015 –

flp_m5sLa data del 23 giugno si avvicina, e con essa l’udienza pubblica in Corte Costituzionale sul ricorso presentato a suo tempo da FLP,  in assoluto prima O.S. a proporlo, rispetto al quale la Corte dovrà decidere in merito alla legittimità del blocco dei contratti di lavoro dei lavoratori pubblici. Cresce l’attesa dei lavoratori, mai come ora attenti a questa scadenza, ma crescono anche i tentativi di condizionare il Collegio: valga per tutti la favola sparsa in giro dall’Avvocatura di un costo per le casse pubbliche di circa 35 mld nel caso di pieno pronunciamento favorevole al ricorso. Balle, solo enormi balle!!

A tal riguardo, riportiamo il documento sottoscritto in data di ieri da FLP e GILDA (Sindacato del Comparto Scuola) con il Movimento 5 Stelle (M5S) che fa chiarezza a tal riguardo:

 “L’Avvocatura dello Stato si sbaglia di grosso se pensa di poter influenzare la decisione della Corte costituzionale, peraltro propalando numeri a nostro avviso gonfiati”.

 Lo fanno sapere i deputati M5S che oggi hanno incontrato FLP e CGU-GILDA, i sindacati del pubblico impiego promotori del ricorso contro il blocco della contrattazione sindacale su cui, il prossimo 23 giugno, dovrebbe esprimersi la Consulta.

“Dopo cinque anni di congelamento, è ormai improrogabile far ripartire la dinamica contrattuale – dice in sintesi il documento siglato oggi dal M5S e dai rappresentanti dei lavoratori della Pa.

Si tratta di ristabilire un diritto conforme ai principi della retribuzione proporzionata e dignitosa, su cui si concentra l’articolo 36 della Costituzione”.

“Inoltre, non è vero, come sostiene l’Avvocatura, che una piena bocciatura del blocco contrattuale da parte della Corte costituzionale costerebbe 35 miliardi per il passato e 13 a regime.

In base ai numeri della Corte dei conti e dell’Aran, considerando anche la bassa inflazione dell’ultimo biennio, il costo non supera i 10-12 miliardi, peraltro al lordo delle tasse”, spiegano M5S, Flp e Cgu Gilda.

“Dopo, in pratica, sei anni di stop agli adeguamenti salariali, coincisi peraltro con la grande crisi, non si può più parlare di provvedimento temporaneo. Inoltre, siamo di fronte a una tassazione indiretta che discrimina in modo esclusivo il segmento del pubblico impiego. E, in più, il blocco ha di fatto paralizzato anche l’applicazione degli istituti contrattuali legati alla produttività”, osservano M5S e sigle sindacali.

“Il governo la smetta di fare pressioni indebite sulla Consulta, come accaduto con il parere dell’Avvocatura.  A Palazzo Chigi hanno idea del valore del sacrosanto principio della separazione dei poteri?  Stigmatizziamo ogni genere di intimidazione nei confronti dei giudici costituzionali e  chiudono Cinquestelle, Flp e Cgu-Gilda – ci affidiamo senza riserve alla loro serena equanimità di giudizio.                           ROMA, 16 giugno 2015″

Pubblichiamo di seguito lìOrdinanza del Tribunale di Roma sul ricorso FLP e l’avviso di convocazione in Corte Costituzionale dell’udienza pubblica. Pubblichiamo inoltre il video con la risposta del Governo sul blocco dei contratti pubblici nel “question time” alla Camera del 17 u.s. a seguito interrogazione

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

L’ordinanza del Tribunale di Roma sul ricorso FLP sul blocco dei contratti pubblici

* Avviso della Cancelleria della Corte Costituzionale di udienza pubblica sul ricorso presentato da FLP

* Il video con la risposta del Governo all’interrogazione del M5S sul blocco dei contratti pubblici nel “question time” alla Camera di oggi 17.06.2015 (al minuto 31,52)

Notiziario n. 61 del 15 giugno 2015 –

L'on. Paolo Sisto, Presidente della 1^ Commissione della Camera
L’on. Paolo Sisto, Presidente della 1^ Commissione della Camera

Riportiamo di seguito il documento di sintesi che la nostra Confederazione CSE ha inviato al Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera On.le Francesco Paolo Sisto al termine dell’audizione delle Parti sociali sull’Atto Camera 3098 (DDL delega per la riforma della PA) che si è tenuta nella serata del 3 giugno ultimo scorso.

Il DDL delega di riforma delle Pubbliche Amministrazioni per il quale siamo auditi è in preoccupante continuità con gli interventi normativi effettuati dal Governo Berlusconi e dal recente Decreto Legge 90/2014, che porta il nome dell’attuale Ministro della Pubblica Amministrazione, convertito nella Legge n. 114/2014.

Volendo riassumere i principi sui quali si basano tutti i provvedimenti citati, è possibile affermare che sono:

Al contrario, l’idea di Pubblica Amministrazione della CSE, in accordo con i principi costituzionali, è basata sul principio dell’apparato amministrativo-burocratico che produce valore per il Paese anziché frenarlo, assicurando al contempo l’attività di regolazione dell’attività economica prevista dall’articolo 41, secondo e terzo comma, della Costituzione e i livelli minimi di servizio che assicurino il diritto di cittadinanza anche alle fasce più deboli della popolazione.

Se la missione delle pubbliche amministrazioni deve essere quella di promuovere l’innovazione necessaria alla libera attività economica e creare le condizioni per il dispiegarsi del concetto di cittadinanza, non può essere al contempo oggetto di una “furia riformatrice” né piegata a logiche di parte; deve prevedere forme di partecipazione organizzata, non consociative o assembleari, dei lavoratori che devono essere non solo formati ma motivati e coinvolti nell’attività e nel rapporto con i cittadini; una dirigenza fortemente responsabilizzata ma non precarizzata, che promuova la crescita collettiva della struttura burocratica governata, assicuri livelli di accountability, attui piani e programmi fissati dall’autorità di governo – nazionale o locale – senza essere a questa subordinata.

Pertanto la CSE chiede di sostituire alla “furia riformatrice” alla quale si assiste  senza sosta da oltre vent’anni, un riordino dei principi di azione basilari ai quali le pubbliche amministrazioni devono attenersi che permetta la responsabilizzazione dei lavoratori pubblici ad ogni livello ma in un quadro di continuità e di tregua normativa che torni a valorizzare la partecipazione dei lavoratori attraverso la contrattazione, il pieno dispiegarsi delle professionalità acquisite, la valorizzazione del merito in un quadro quanto più possibile condiviso che promuova la crescita, il rapporto sempre più osmotico con le varie forme di cittadinanza, organizzate e non.

Più concretamente, la CSE condivide l’esigenza del Governo di assicurare sempre maggiore trasparenza dell’attività amministrativo-burocratico, anche attraverso un uso più consapevole e responsabile delle nuove tecnologie; chiede però che il fulcro della norma sia costituito: dalla individuazione dei livelli di Governo e della presenza dello Stato sul territorio che assicurino gli standard minimi di servizi necessari alla piena attuazione della libertà di impresa ma anche dei diritti di cittadinanza; dal riordino del sistema delle società partecipate; dalla razionalizzazione delle risorse e al contempo dei livelli di investimenti necessari al miglioramento dell’azione amministrativa.

La CSE chiede invece che tutto ciò che si riferisce ai rapporti di lavoro sia oggetto di un puntuale atto di indirizzo del Ministro della Pubblica Amministrazione ai soggetti che curano l’attività di contrattazione per conto del Governo e la conseguente apertura di una stagione contrattuale che, ridando fiato al potere d’acquisto di più di 3 milioni di lavoratori pubblici dopo 6 anni di ingiustificato blocco degli stipendi e delle retribuzioni, promuova e accompagni l’azione di modernizzazione delle pubbliche amministrazioni.   

Nel merito dell’articolato del disegno di legge, quindi, la CSE chiede preliminarmente di ridurre gli eccessi e l’indeterminatezza delle numerose deleghe richieste al Parlamento e di seguito propone alcuni emendamenti al testo in discussione alla camera.

Articolo 7 – Organizzazione/Riorganizzazione dell’amministrazione dello Stato

Ribadiamo che ogni processo di riorganizzazione debba comunque salvaguardare i livelli occupazionali e le professionalità del personale interessato da tali processi.

Si propone di inserire la garanzia delle relazioni sindacali previste dai CCNL nei processi di riorganizzazione e di conseguente ricollocazione del personale all’interno del comma 1, lettere a e c, di tale articolo.

Si propone di affidare ai Prefetti solo ed esclusivamente compiti di coordinamento organizzativo quali responsabili di UTS e non quelli legati alla responsabilità della erogazione dei servizi all’utenza che devono rimanere in capo ai dirigenti degli uffici preposti delle singole amministrazioni centrali sul territorio, modificando quanto previsto al  comma 1 lettera d, di tale articolo.

Inoltre la riduzione del numero degli UTS non è in alcun modo condivisibile perché ridurrebbe ancora di più la presenza dello Stato sul territorio, i livelli di erogazione di servizi e di presidio.

Articolo 9 – Personale/Dirigenza Pubblica

La previsione dei ruoli unici della dirigenza comporta la necessità di individuare specifiche modalità di equiparazione tabellare.

L’interscambiabilità e la mobilità tra comparti ed amministrazioni diverse può comportare disconoscimento di professionalità e peggioramento di servizi resi all’utenza.

Non è accettabile l’ipotesi di decadenza dalla funzione a seguito di mancato incarico.

Si propone inoltre di prevedere l’inserimento all’interno dell’articolato, di specifici riferimenti al mantenimento della contrattualizzazione del rapporto di lavoro e della contrattazione quale elemento di garanzia nella regolazione dello stesso.

Articolo 10 – Semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca

Si propone di prevedere un meccanismo che introduca risorse nuove per favorire la ricerca e non che preveda lo sviluppo del settore in ragione della invarianza delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili. Si propone di cassare tale riferimento  previsto al comma 1 dell’articolo.

Articolo 11 – Promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nella amministrazioni pubbliche

Si propone di inserire nell’articolato, ed in particolare al punto 1, uno specifico riferimento alla definizione di tali materie e della loro regolazione,  attraverso i CCNL

Articolo 13 – Riordino della disciplina del lavoro alle dipendenze della amministrazioni pubbliche

Si propone l’inserimento, nell’articolato, di un comma che, nel prevedere una specifica delega al riguardo, modifichi gli aspetti penalizzanti della normativa oggi vigente,  avvii  e consenta il riordino di tali  materie attraverso l’emanazione di atti di indirizzo che successivamente possano essere trasformati in specifici CCNQ o CCNL fra Aran e Parti sociali.

Quanto sopra, riprendendo una prima e datata iniziativa in tal senso ed allo scopo primario di  definire un rinnovato sistema di relazioni sindacali nel pubblico impiego che superi l’attuale fase di stallo e di blocco dei contratti, per costruire una pubblica amministrazione che metta al centro della riforma, progetti di sviluppo del lavoro pubblico e del proprio personale.    

 LA SEGRETERIA GENERALE FLP-CSE “

Su questa stessa pagina pubblichiamo anche il testo del disegno di legge sulla c.d. riforma della P.A. votato dal Senato e oggi all’esame della Camera dei Deputati,  e il relativo dossier a cura del Servizio Studi del Senato.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1:  Riforma P.A. – DDL Madia – testo approvato Senato 30.04.2015

Allegato 2:  Dossier del Servizio Studi del Senato sull’A.S. n. 1577 riorganizzazione AA.PP.

Notiziario n. 57 del 3 giugno 2015 –

Marco Carlomagno, Segretario Generale FLP CSE
Marco Carlomagno, Segretario Generale FLP CSE

Riportiamo di seguito il Comunicato stampa FLP/CSE diffuso in data odierna con il quale vengono anticipate le nostre posizioni estremamente critiche sul DDL Renzi-Madia di riforma della P.A.

” Si terrà stasera  presso la Camera dei Deputati  – 1^ Commissione Affari Costituzionali, l’audizione della nostra Organizzazione sindacale  nell’ambito dell’ indagine conoscitiva relativa al disegno di legge  A.C. 3098, recante deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, in discussione alla Camera dopo l’approvazione dell’altro ramo del Parlamento.

Sarà l’occasione per evidenziare la posizione di forte dissenso della nostra Confederazione, maggiormente rappresentativa nel comparto del pubblico impiego, su molti aspetti di un provvedimento omnibus, adottato senza alcun reale confronto con le parti sociali, che vuole regolamentare, mediante l’istituto della legge delega ( con indicazioni in molti casi generiche  che lasciano di fatto mani libere al Governo sui reali contenuti della stessa) i più rilevanti aspetti della funzionalità della pubblica amministrazione (accessibilità, digitalizzazione, semplificazione, organizzazione, dirigenza, rapporto di lavoro.)

Materie in buona parte già disciplinate con i provvedimenti normativi che si sono succeduti nell’ultimo decennio e che vengono riprodotti, in molti casi , senza grande originalità, nel disegno di legge in esame.  In particolare abbiamo denunciato come l’approccio sia, in piena continuità con i Governi precedenti, ancora una volta quello non di riformare ma di “tagliare” e depotenziare servizi e funzioni essenziali per la collettività, in ossequio ad un logica di contenimento dei costi che non tocca i veri sprechi quali le consulenze , gli appalti e le esternalizzazioni, ma solo il reddito e la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici del pubblico impiego.

A fronte del blocco che dura da ormai sei anni dei contratti nazionali di lavoro e di quelli integrativi, su cui la Corte Costituzionale il 23 giugno p.v. si esprimerà a seguito del ricorso della nostra Federazione FLP che ha visto il Tribunale di Roma condividerne i contenuti e trasmetterne gli atti alla Suprema Corte per la pronuncia di incostituzionalità, nel disegno di legge si  riducono ulteriormente  i livelli di contrattazione decentrata e le materie che si possono discutere a livello territoriale, riconducendo tutto il rapporto di lavoro nell’ambito delle prerogative datoriali, dalla valutazione delle prestazioni, al riconoscimento del merito, dall’orario di lavoro al telelavoro, alle pari opportunità etc.

In buona sostanza si vuole “riformare” il lavoro pubblico rafforzando l’idea tanto cara ai poteri forti che per fare funzionare meglio la PA bisogna dare più poteri ai dirigenti, (oggetto di una riforma che li rende più precari e ricattabili) affinchè questi, godendo della piena agibilità su risorse umane sottopagate e prive di prospettive professionali,  possano rispondere in proprio dei risultati da raggiungere.

La FLP/CSE proporrà  alla Commissione di modificare gli aspetti controversi e penalizzanti del DDL, riconoscendo il ruolo e le proposte dei lavoratori e dei loro rappresentanti, ai fini di una riforma della P.A. che possa essere veramente fattore di crescita e modernizzazione del Paese.

                                                           LA SEGRETERIA GENERALE CSE “

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario n. 52 del 22 giugno 2015 –

magistratiRiportiamo di seguito il comunicato stampa diffuso in data odierna dalla nostra Federazione che ricorda l’imminente pronunciamento della Corte Costituzionale in merito alla illegittimità del blocco dei contratti pubblici varato nel 2010 dal Governo Berlusconi e poi reiterato da tutti i Governi che si sono succeduti (Monti, Letta e,  buon ultimo, Renzi).

” E’’ ormai imminente il pronunciamento della Corte Costituzionale sul ricorso promosso dalla FLP tendente ad accertare l’incostituzionalità del blocco dei contratti del pubblico impiego, scaduti da ben 6 anni.

Dopo la sentenza dei giorni scorsi sulla mancata indicizzazione delle pensioni molti soloni si stanno agitando per cercare di indirizzare la sentenza della Corte, preannunciandone effetti devastanti sui conti pubblici, ed altri invece cercano di prendersi meriti su iniziative che non solo non hanno fatto, ma che hanno anche a suo tempo osteggiato.

In tale direzione si muovono incredibilmente anche CGIL CISL e UIL che dopo i silenzi e le omissioni di questi anni, che tanti danni hanno provocato ai lavoratori di questo paese,

Cosa propongono infatti? Guarda caso che il Governo si impegni a far riprendere la contrattazione in modo che (ma quanto sono furbi…) verrebbero in questo modo meno le premesse alla base dell’imminente pronunciamento.

Niente però dicono sulle risorse da stanziare, sul recupero del potere d’acquisto dei lavoratori, sulla ripresa della contrattazione per sanare gli effetti devastanti delle incursioni legislative di questi anni  sul salario di produttività, sul diritto alla carriera ed alla salute.

E non potrebbero farlo perché a differenza di noi, che abbiamo presentato le piattaforme per il rinnovo dei contratti già 2 anni fa, loro ben si sono guardati dal farlo.

Se qualcuno pensa di svuotare di contenuti la nostra iniziativa con un apertura di trattativa tardiva e  posticcia, su materie residuali, senza risorse  stanziate e senza recupero del potere d’acquisto, ha sbagliato i suoi conti e dovrà darne ragione a più tre milioni di lavoratori pubblici alle prese con stipendi sempre più bassi.

Vogliamo un contratto vero, il recupero di quello che ci è stato sottratto in questi anni, e quello che ci spetta per il periodo di riferimento da rinnovare. Se il Governo è disposto a farlo ci convochi subito e faccia partire un vero negoziato.

Altrimenti è la solita truffa all’italiana!

Roma, 23 maggio 2015                         L’UFFICIO STAMPA FLP “   

In allegato, l’avviso pervenuto dalla Cancelleria della Corte Costituzionale sull’udienza pubblica del 23 p.v. sul ricorso FLP e due articoli sull’argomento comparsi su due quotidiani nazionali.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1: Avviso della Cancelleria della Corte Costituzionale dell’ udienza pubblica del 23 giugno p.v.

Allegato 2: Articolo IL SOLE 24 ORE del 9.05.2015 001.jpg

Allegato 3: Articolo de LA REPUBBLICA del 10.05.2015-pg.-19

News dell’11 maggio 2015, h. 8.00 –

Riportiamo di seguito il Notiziario n. 24 del 4 u.s.  con il quale la Segreteria Generale FLP, preso atto della recente sentenza della Corte Costituzionale che ha riconosciuto incostituzionale il blocco 2012-2013 degli adeguamenti pensionistici introdotto con la legge di riforma del sistema previdenziale varata dal Governo Monti a dicembre 2011,  ricorda che la stessa Corte si dovrà pronunciare a breve sul ricorso promosso dalla nostra Federazione contro il blocco dei contratti di lavoro del pubblico impiego, e che esistono importanti analogie tra le due questioni.
Una seduta della Corte Costituzionale

Facciamo seguito al nostro precedente Notiziario n. 47 del 4 maggio u.s., nel quale riportavamo  la nota della nostra Federazione che, dopo aver commentato la sentenza n. 70/2015 della Corte Costituzionale che aveva riconosciuto incostituzionale il blocco 2012-2013 degli adeguamenti pensionistici introdotto dal Governo Monti a dicembre 2011, ricordava  come la stessa Corte Costituzionale si dovesse pronunciare a breve sul ricorso promosso dalla FLP contro il blocco dei contratti di lavoro del pubblico impiego, e come esistessero importanti analogie tra le due questioni.

Ebbene, ci sembra utile segnalare ora ai colleghi l’articolo pubblicato in data di ieri 10 maggio 2015 a pagina 20 del quotidiano “La Repubblica”, che fa proprio riferimento all’udienza pubblica presso la Corte Costituzionale del 23 giugno p.v. sul ricorso promosso dalla FLP e sulle ricadute conseguenti ad  un eventuale ( e non improbabile) accoglimento del nostro ricorso.

Pubblichiamo di seguito copia dell’articolo de La Repubblica tratto dalla rassegna stampa del Ministero difesa e copia dell’avviso di udienza pubblica pervenuto alla nostra Federazione in merito all’udienza del 23 p.v.

Pubblichiamo anche l’articolo comparso su IL SOLE 24 ORE del 9.05.2015 (allegato 3)

Si fa riserva di ulteriori informazioni al riguardo

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1: L’articolo del giornale  “La Repubblica” del 10.05.2015, pg. 20

Allegato 2: Avviso della Cancelleria della Corte Costituzionale di udienza pubblica

Allegato 3: Articolo IL SOLE 24 ORE del 9.05.2015 001.jpg

News del 9 aprile 2015, h. 20.00 –

ePubblichiamo su questa pagina (allegato 1) il testo del disegno di legge delega recante la riorganizzazione delle PP. AA. trasmesso alla Presidenza del Senato in data 2 aprile u.s., che reca le modifiche/integrazioni introdotte sul testo del Governo dalla 1^ Commissione Affari Costituzionali del Senato e che ora sarà sottoposto al vaglio dell’assemblea. Pubblichiamo anche (allegato 2) il “dossier” appositamente predisposto dal Servizio Studi del Senato

Come si ricorderà, la c.d. “riforma” della P.A. pensata dal Governo Renzi è stata articolata in due momenti: il primo si è già concluso con l’entrata in vigore del Decreto Legge 24 giugno 2014, n. 90 recante “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari”, pubblicato sulla GU  n.144 del 24.06.2014, e già convertito nella legge 11 agosto 2014, n. 114 pubblicata nella G.U.n.190 del 18.08.2014 – Suppl. Ordinario n. 70. Trattasi della legge che ha introdotto la mobilità d’ufficio sui 50 KM, che ha soppresso CEFODIFE, che ha dimezzato permessi e distacchi sindacali, etc., e di cui ripubblichiamo il testo recepito nel “Quaderno FLP DIFESA” a suo tempo predisposto dalla nostra O.S.. A tal proposito, ripubblichiamo anche il Documento critico messo a punto dalla nostra Confederazione CSE e consegnato in sede di audizione parlamentare avvenuta il 9.07.2014.  

Il secondo momento è consistito nella presentazione, da parte del Presidente del Consiglio di concerto con i Ministri alla P.A. e dell’Economia e Finanze, di un disegno di legge delega recante “riorganizzazione delle Amministrazioni Pubbliche”, che è stato trasmesso da Palazzo Chigi alla Presidenza del Senato il 23.07.2014, e dalla Stessa assegnato alla 1^ Commissione permanente Affari Costituzionali (Atto Senato n. 1577, relatore il sen. Giorgio Pagliari con nomina  del 3.09.2014, più recentemente (1.04.2015) divenuto relatore di maggioranza). Parte essenziale del provvedimento, come noto, la c.d. riforma della dirigenza.

Il disegno di legge d’iniziativa del Governo è stato sottoposto all’esame e al parere di diverse Commissioni del Senato, tra le quali anche la IV Commissione Difesa (pg. 4 del testo che pubblichiamo in allegato 1). A conclusione del quale percorso consultivo, su proposta del relatore, la Commissione ha predisposto un nuovo testo ( pg. 34 del testo che pubblichiamo in allegato 1) che reca modifiche e integrazioni rispetto al testo originario adottato dal CdM.

Il disegno di legge delega così licenziato dalla 1^ Commissione  Affari Costituzionali del Senato dovrà ora essere sottoposto all’esame e al voto dell’aula del Senato, per poi passare al vaglio della Camera dei Deputati.

Seguiremo attentamente, con successivi Notiziari,  gli sviluppi del disegno di legge delega, che interessa da vicino tutti i lavoratori delle Pubbliche Amministrazioni, e dunque anche chi lavora nel  Ministero della Difesa, e daremo puntualmente conto anche delle osservazioni al riguardo delle nostre Confederazione e Federazione.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1: Testo Atto Senato n. 1577 – d.d.l. delega riorganizzazione AA.PP. licenziato dalla 1 Commissione del senato

Allegato 2: Dossier del Servizio Studi del Senato sull’A.S. n. 1577 riorganizzazione AA.PP.

Allegato 3: Quaderno FLP DIFESA n.07-2014 – Testo-coordinato-L.11.08.14-n.114 di conversione DL.90-2014

Allegato 4: Documento CSE sul DL 90 consegnato alla Commissione Lavoro della Camera

Notiziario n. 26 del 10 marzo 2015 –

Logo RSU2015I risultati del voto del 3, 4 e 5 marzo per le elezioni RSU, non ancora completi ma per quanto ci riguarda già consolidati, hanno visto, nel complesso, la crescita delle liste FLP nella Difesa, pur nel contesto di situazioni certamente diverse e differenziate.

Cresciamo significativamente (un paio di punti in %) nel dato di rappresentatività elettorale e nel numero di  membri RSU, consolidando ed in molti casi rafforzando la nostra presenza nella gran parte degli Enti dove abbiamo presentato le nostre liste,  anche con punte di autentica eccellenza in alcune Regioni/Sedi e in alcune aree (area centrale, per es.). Anche là dove ci presentavamo per la prima volta, per es.  in Enti della c.d.  “area industriale”,  registriamo nel complesso una buona affermazione.

Al momento in cui scriviamo, sulla base dei dati già in nostro possesso, sappiamo di viaggiare verso il superamento dei 3.500 voti complessivi e dunque oltre il dato- ragguardevolissimo – del 2012, e  questo pur a fronte di una importante riduzione del corpo elettorale (circa 1.500 aventi diritto in meno) e, soprattutto, di una consistente minore partecipazione al voto (dai nostri dati, l’astensionismo riguarda quasi 2500 lavoratori rispetto al dato 2012).  E’ di tutta evidenza come il combinato disposto di questi due fattori (votanti in meno e crescita dell’astensionismo) produca un quadro di situazione diverso, e induca conseguentemente ad alcune letture del risultato finale. Le nostre attuali previsioni ci attestano su un dato nazionale intorno al 15% di rappresentatività, prima di gran lunga tra le OO.SS. autonome, e con percentuali da sindacato confederale. Inoltre, sulla base dei dati emersi dalle sedi RSU da noi rilevate e di altri più generali che farebbero registrare arretramenti importanti da parte di altre sigle, possiamo dire che FLP esce dal voto come la sigla che ha accresciuto la propria forza, pur già importante, e raccolto proporzionalmente più consenso.

Non è poco, decisamente, per un sindacato autonomo che deve affrontare la competizione elettorale in condizioni ben diverse dalle OO.SS. che vanno per la maggiore. Sappiamo tutti come, ogni giorno, in ogni Ente della Difesa di ogni territorio, ci troviamo a confrontarci e a competere con Organizzazioni Sindacali (il riferimento è in particolare a CGIL, CISL e UIL) molto più robuste della nostra, che mettono in campo risorse, strutture, apparati e mezzi enormemente superiori ai nostri e che occupano stabilmente spazi rilevanti nei media, cosa che in campagna elettorale si traduce in pubblicità e voti.  Di contro, FLP ha dovuto affrontare la sfida elettorale affidandosi solo alla propria capacità di parlare indirettamente (attraverso sito e Notiziari) e direttamente (attraverso i propri iscritti e le centinaia di assemblee organizzate) agli elettori.  In questo quadro, dunque, possiamo dire di essere andati ben al di là delle previsioni.  Il positivo risultato elettorale dimostra in ogni caso come esista uno spazio ampio di consenso e dunque di iniziativa per FLP, e soprattutto che questo spazio potrà ancora accrescersi ancora!  Per questo obiettivo, lavoreremo da oggi!

Ovviamente, non possiamo nasconderci dietro il paravento del positivo risultato complessivo nazionale per negare che in alcune realtà locali si sono evidenziate delle criticità in termini di voti e di consenso, in alcuni casi anche pesanti,  come in alcune Regioni e Città e in alcuni settori (Enti AID, per esempio), che andranno analizzate in profondità e affrontate rapidamente per promuovere e rilanciare la nostra presenza su quei territori.

Nel complesso, però, esprimiamo piena soddisfazione per il risultato ottenuto, che è certamente frutto del lavoro e  dell’impegno di tutti i nostri dirigenti e candidati, ai quali va per questo il nostro ringraziamento.

A chi ci ha votato, il nostro più sentito “grazie” con il rinnovato impegno da parte nostra, già a partire da domani, di continuare a lavorare per fare più informazione e far crescere l’attenzione dei lavoratori sui problemi della categoria, e per traguardare gli obiettivi che ci siamo dati: dare più forza, un ruolo qualitativamente superiore e prospettive più positive per le lavoratrici e i lavoratori civili della Difesa!

Nell’area “RSU 2015” collocato in home del n sito, accessibile solo con PW, pubblicheremo il file excel con i risultati RSU aggiornati.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 23 del 26 febbraio 2015 –

Una seduta della Corte Costituzionale
Una seduta della Corte Costituzionale

Riportiamo di seguito il Notiziario n. 12 di ieri con il quale  la nostra Federazione informa i lavoratori che, con riferimento al ricorso promosso da FLP contro il blocco dei contratti,  è stata fissata l’udienza alla Corte Costituzionale per il 23 giugno p.v.

” L’avevamo detto.  Dopo l’ Ordinanza del tribunale di Roma del novembre 2013 e la  trasmissione da parte dello stesso Tribunale degli atti alla Corte Costituzionale per la verifica di costituzionalità delle norme blocca-contratti che si sono succedute in questi ultimi anni, era ormai imminente la calendarizzazione dell’udienza sul ricorso presentato nel 2012 dalla FLP.

In data odierna infatti abbiamo finalmente  avuto notizia dell’avvenuta fissazione della discussione del ricorso dinanzi alla  Corte per il 23 giugno 2015.

Questo a dimostrazione della pretestuosità e della pericolosità delle iniziative di questi ultimi due mesi di CGIL, CISL e UIL che, dopo anni di silenzio e dopo aver ignorato il nostro appello ad un’iniziativa unitaria a difesa dei lavoratori pubblici e del loro diritto ad aver un contratto di lavoro, solo alla vigilia dell’elezioni per il rinnovo delle RSU  hanno preannunciato analoghe iniziative  con la differenza che  le stesse venivano assunte  ben tre anni dopo, rischiando di intralciare in modo irrimediabile un percorso  ormai già definito e giunto al traguardo.

Ora  proseguirà con ancora maggiore vigore e decisione la nostra iniziativa affinchè possano emergere in tutta la loro verità le buone ragioni alla base del nostro ricorso, con la pronuncia  da parte della Corte dell’ incostituzionalità delle norme che bloccano il diritto al rinnovo del contratto.

Un’iniziativa, la nostra, che va nella direzione anche di contrastare i luoghi comuni,  le denigrazioni e gli attacchi alla dignità dei pubblici dipendenti per vedere riaffermato il valore del lavoro pubblico come fattore ineludibile per modernizzare il nostro Paese e rendere più equa ed efficiente la nostra Pubblica amministrazione.

LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

In allegato al presente Notiziario, e con preghiera di massima diffusione tra i lavoratori tutti e di affissione in bacheca:

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1: Avviso della Cancelleria della Corte Costituzionale di udienza pubblica

Allegato 2: Locandina FLP su fissazione udienza Corte Costituzionale

Notiziario n. 20 del 18 febbraio 2015 –

La Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi sul ricorso FLP
La Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi sul ricorso FLP

Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 9  in data di ieri,  con il quale la nostra Federazione propone una sorta di “operazione verità” su alcune iniziative ricorsuali di altre sigle sindacali – tardive, palesemente propagandistiche e purtroppo anche pericolose – in ordine al blocco dei rinnovi contrattuali del P.I.

” In queste ore su alcuni siti sindacali rimbalzano pompose interviste nelle quali si magnificano la “novità e l’importanza” delle iniziative giurisdizionali da loro assunte e di un’udienza che si sarebbe tenuta nei giorni scorsi presso il Tribunale di Roma su un  ricorso  contro il blocco dei contratti.  

Fanno finta di non sapere  che su questa materia la FLP,  a inizio del 2012, con l’iniziativa “Un 1 euro per fare giustizia” appoggiata da migliaia di lavoratori e lavoratrici, nel silenzio colpevole di tutti gli altri sindacati che, pur coinvolti per un’azione comune e unitaria  fecero spallucce, ha già presentalo ricorso al Tribunale di Roma, che si è  già pronunciato favorevolmente a fine novembre 2013 e, con l’Ordinanza del Giudice di Roma  Dott.ssa  Ileana Fedele, ha trasmesso gli atti alla Corte Costituzionale per la pronuncia di incostituzionalità, come si evince dal documento allegato al presente notiziario.

Attendiamo a breve quindi la pronuncia della Corte e invece che ti fanno questi sindacati ? 

Ti presentano a pochi giorni dalle elezioni RSU ( coincidenza a dir poco sospetta) un ulteriore ricorso che non è solo tardivo ( dovevano farlo tre anni fa …), ma è anche pericoloso !

Perché mai a dirlo, ma se il Giudice de quo dovesse malauguratamente pensarla diversamente da quello che ha già riconosciuto i profili di incostituzionalità, e non rimettere gli atti alla Corte, sicuramente le nostre giuste tesi a difesa dei diritti e delle retribuzioni dei lavoratori e delle lavoratrici pubbliche sarebbero perlomeno indebolite ……….  

E comunque, se pure dovesse esserci una pronuncia favorevole ai “nuovi “ricorrenti, non pensate che la Corte possa, a fronte di più ricorsi, attendere ancora (con ulteriore perdita di tempo)  per riunire i ricorsi ai fini della decisione?     

Come la mettiamo la mettiamo,  queste iniziative hanno  chiaramente carattere propagandistico, sono assunte non per risolvere il problema ma solo per raccattare voti alle imminenti elezioni RSU, giocando sulla memoria corta, sulla confusione, tentando così di darsi una visibilità e una credibilità invece perduta dopo anni di connivenze, silenzi, cogestione .

Noi della FLP invece a questa vertenza ci crediamo veramente, l’abbiamo intrapresa  più di tre anni fa nello scetticismo generale e oggi alla vigilia della pronuncia della Corte non ci fermeremo, ma continueremo la nostra azione con una “ moral suasion”  sempre più necessaria a fronte del clima esterno, della campagna di denigrazione nei confronti del lavoro pubblico, per togliere ogni alibi  alle controparti e non lasciare nulla d’intentato per vedere finalmente riconosciuto il diritto al contratto per i lavoratori e le lavoratrici del pubblico impiego.

La lotta per i diritti non si ferma !

Non tutti i sindacati sono uguali !

LA  SEGRETERIA GENERALE FLP “

In allegato, il “dossier contratto” predisposto dalla nostra Federazione per l’ ”operazione verità” e l’invito a dare al presente Notiziario la massima diffusione.

Allegato: Dossier contratto predisposto dalla FLP

Notiziario n. 9 del 22 gennaio 2015 –

La Ministra alla P.A., Marianna Madia
La Ministra alla P.A., Marianna Madia

Riportiamo di seguito il “Comunicato Stampa” diffuso in data odierna dalla nostra Federazione che riferisce sugli  emendamenti presentati in Senato al disegno di legge “Madia”  recante il secondo pezzo (il primo è stato il DL 90/2014) della c.d. “riforma Madia” della Pubblica Amministrazione, e che reca anche le dichiarazioni al riguardo rese dal Segretario generale FLP. Non assisteremo inerti a questa spirale perversa che in nome delle riforme colpisce invece i diritti, la dignità e la professionalità del nostro mondo del lavoro.

” L’ennesima campagna mediatica denigratoria di fine anno sui pubblici dipendenti ha prodotto, com’era prevedibile, i suoi effetti.

Puntuale infatti è arrivato l’ennesimo inasprimento delle norme sul lavoro pubblico con la scusa di colpire presunti privilegi, assenteismo, scarsa produttività.  Dalla stampa apprendiamo infatti che il relatore di maggioranza al Senato del DDL sulla “riforma” della PA Pagliari ha presentato in queste ore quindici emendamenti, la maggioranza dei quali pare ispirati a colpevolizzare e punire, piuttosto che valorizzare il merito e le professionalità.

Invece di rinnovare i contratti, ridare fiato al potere d’acquisto di milioni di lavoratori che hanno retribuzioni ferme dal 2009, investire in formazione e tecnologia, il Governo Renzi e la maggioranza che lo sostiene – dichiara Marco Carlomagno Segretario Generale FLP – liquida le grandi questioni legate all’efficienza, alla funzionalità, all’equità, alla trasparenza, che dovrebbero essere al centro di un vero processo riformatore, con provvedimenti confusi e contradditori che colpiscono ancora una volta i più deboli e coloro che nella stragrande maggioranza dei casi lavorano quotidianamente con professionalità e dedizione al servizio del paese.

Non assisteremo inerti a questa spirale perversa che in nome delle riforme colpisce invece i diritti, la dignità e la professionalità del nostro mondo del lavoro – prosegue Carlomagno – mantenendo intatti i privilegi delle caste e di chi come gli evasori ha tutto ha tutto l’interesse a depotenziare e delegittimare la pubblica amministrazione.

Siamo dalla parte dei cittadini onesti – conclude Carlomagno – della parte migliore del paese, quella produttiva e operosa, e per questo ci batteremo con sempre maggiore forza per contrastare questa deriva, lavorando per costruire un patto virtuoso tra pubblici dipendenti e società civile a difesa della legalità, della dignità e dell’efficienza della nostra PA.

Roma, 22 gennaio 2015

                                                                                  L’UFFICIO STAMPA FLP “

FLP



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23 giugno 2015, contratto day. La Corte Costituzionale si pronuncerà sul ricorso FLP contro il blocco dei contratti.

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Notiziario n. 52 del 22 giugno 2015 – Riportiamo di seguito il comunicato stampa diffuso in data odierna dalla nostra Federazione che ricorda l’imminente pronunciamento della Corte Costituzionale in merito alla illegittimità del blocco dei contratti pubblici varato nel 2010 dal Governo Berlusconi e poi reiterato da tutti i Governi che si sono succeduti (Monti, […]


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News dell’11 maggio 2015, h. 8.00 – Facciamo seguito al nostro precedente Notiziario n. 47 del 4 maggio u.s., nel quale riportavamo  la nota della nostra Federazione che, dopo aver commentato la sentenza n. 70/2015 della Corte Costituzionale che aveva riconosciuto incostituzionale il blocco 2012-2013 degli adeguamenti pensionistici introdotto dal Governo Monti a dicembre 2011, ricordava  come la stessa Corte Costituzionale […]


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News del 9 aprile 2015, h. 20.00 – Pubblichiamo su questa pagina (allegato 1) il testo del disegno di legge delega recante la riorganizzazione delle PP. AA. trasmesso alla Presidenza del Senato in data 2 aprile u.s., che reca le modifiche/integrazioni introdotte sul testo del Governo dalla 1^ Commissione Affari Costituzionali del Senato e che ora sarà […]




Le propagandistiche e pericolose iniziative di altre sigle sul blocco dei rinnovi contrattuali del Pubblico Impiego

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Notiziario n. 20 del 18 febbraio 2015 – Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 9  in data di ieri,  con il quale la nostra Federazione propone una sorta di “operazione verità” su alcune iniziative ricorsuali di altre sigle sindacali – tardive, palesemente propagandistiche e purtroppo anche pericolose – in ordine al blocco dei rinnovi […]


Ancora fango sui lavoratori pubblici, altro che riforma seria per dare efficienza all’azione della P. A.

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