La sede della Direzione Generale per il Personale Civile
In data odierna è stato diffuso il comunicato stampa della confederazione CSE, nel quale sono riportate le valutazioni e le critiche rispetto ai limiti delle misure finora adottate dal Governo, e sono formulati alcune proposte in merito agli interventi che necessitano.
Questo il testo del comunicato:
“Le misure economiche a sostegno delle imprese e delle famiglie finora adottate dal Governo si sono dimostrate insufficienti nella loro entità e, soprattutto, ancora non erogate, a causa della farraginosità delle procedure burocratiche e dei vincoli europei che ne hanno rallentato l’attivazione”.E’ quanto ha dichiarato Marco Carlomagno, Segretario generale della CSE che oggi ha riunito, in conference call, gli Uffici di staff e i responsabili dei Dipartimenti economici, fiscali e previdenziali della Confederazione, per fare il punto sulla gestione della fase 2 dell’emergenza economica a seguito della pandemia da COVID19.
“Ancora troppe sono le risposte che bisogna dare alle imprese, agli artigiani, alle famiglie duramente colpite dall’emergenza economica. Bisogna velocizzare i pagamenti del bonus, l’erogazione della Cassa Integrazione, adottare urgenti iniziative per sostenere il reddito delle famiglie e di chi ha perso il lavoro a seguito del blocco delle attività produttive, prevedere iniziative economiche adeguate a sostegno degli artigiani e delle piccole e medie imprese, così come dei commercianti, delle imprese legate al settore turistico e a quelle dello spettacolo” ha proseguito Carlomagno.
Per la CSE è necessario che con il Decreto Legge in predisposizione il Governo cambi passo e metta insieme iniziative eccezionali di sostegno al reddito, con altre capaci di rimettere in moto l’economia, agendo su più direttrici:
La prima è quella di sostenere e implementare le misure economiche a sostegno di famiglie e imprese, allargandone la platea e gli importi, rendendo le somme immediatamente esigibili, sia quelle a fondo perduto che quelle di prestito garantito dallo Stato; un sostegno necessario per tutte quelle attività che per loro stessa natura non possono beneficiare di una graduale ripresa essendo legate in particolare ai settori della ristorazione, del turismo, della ricezione alberghiera, della cura delle persone, del cinema e dello spettacolo, e delle altre che versano in analoghe condizioni;
La seconda è quella di prevedere una riapertura delle attività produttive, a partire da quelle collegate alle filiere dell’agroalimentare, della sicurezza sanitaria, delle apparecchiature elettromedicali, della componentistica e della logistica, garantendo la piena sicurezza degli operatori;
La terza è l’immediato sblocco delle opere infrastrutturali e dei cantieri che potrebbero mettere in campo risorse fino a 150 miliardi di euro sbloccando gli investimenti fermi, quelli già finanziati dall’Unione Europea e quelli che potrebbero essere attivati con le risorse della Cassa Depositi e Prestiti;
La quarta è l’immediato pagamento dei crediti delle imprese vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione.
“Queste” – conclude Carlomagno – “sono le proposte che la Confederazione CSE sottoporrà al Governo, a tutte le forze politiche, alle Associazioni imprenditoriali e sindacali, alla società civile per affrontare insieme questa difficile fase di gestione della ripresa, in un momento in cui la pandemia è tutt’altro che sconfitta”.
Roma, 16 aprile 2020 “
FLP Difesa condivide totalmente il richiamo della Confederazione alla necessità di arrivare organizzati alla “Fase 2”, quella della ripresa seppur parziale, che dovrà essere definita e organizzata in modo da azzerare i rischi, posto che l’epidemia non è ancora debellata e che dunque, specialmente nei territori più martoriati del nostro Paese, quali la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Veneto, il Piemonte, dove ancora le strutture sanitarie sono massicciamente impegnate nelle cure dei pazienti da coronavirus, la ripresa delle attività è ancora un rischio temibile.
A tal proposito, invieremo nei prossimi giorni all’ Amministrazione una lettera con alcune nostre riflessioni e proposte in previsione del tavolo di confronto che dovrebbe essere avviato a breve.
Anche per questo, FLP DIFESA ribadisce ancora una volta la necessità che l’Amministrazione Difesa, ai diversi livelli nazionali e territoriali, dia seguito alle indicazioni venute dal Gabinetto del Ministro, laddove “…si chiede alla delegazione trattante di parte pubblica … … di fornire riscontro a tutte le organizzazioni sindacali, nella convinzione che il particolare momento emergenziale in atto richiede un dialogo costante con le parti sociali.”, e contestualmente dia attuazione a modalità di confronto, compatibili con le limitazioni alla mobilità in atto, mediante il ricorso agli strumenti informatici più adatti.
Con l’occasione, pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato la circolare PERSOCIV n 21415 in data odierna avente per oggetto il pagamento residui straordinari 2019
Si riporta, di seguito, il testo del comunicato stampa della Segreteria Generale della FLP del 16 marzo 2020, relativo alle nuove misure adottate dal Governo con il Decreto Legge emanato ieri, ad ogni buon conto allegato a questo Notiziario, nel quale sono state varate misure di emergenza per la sospensione o il rinvio di termini di adempimenti economici, in materia di lavoro pubblico e privato, e in primis sul fronte della Sanità e della Sicurezza:
“Il nostro pressing sulle Amministrazioni, con la diffida notificata nei giorni scorsi, ha ottenuto importanti risultati. Ma in parecchie Amministrazioni vi è ancora incredibilmente un approccio burocratico sull’applicazione generalizzata del lavoro agile e si frappongono paletti ingiustificati, disattendendo le direttive del Governo e mettendo fortemente a rischio la salute dei lavoratori e dei cittadini”- dichiara Marco Carlomagno Segretario generale FLP/CSE.
“E’ necessario ribadire che il lavoro agile in questa fase è l’ordinaria modalità di prestazione lavorativa e uscire dall’equivoco dell’individuazione dei servizi essenziali di presenza lasciata alla decisione dei singoli dirigenti. Gran parte dei servizi sono disponibili per via telematica e con la sospensione di tutti i termini e scadenze non vi è alcun motivo per sottoporre il personale a rischi incalcolabili” – prosegue Carlomagno.
“Manifestiamo soddisfazione quindi per l’accoglimento, all’interno del Decreto legge approvato in queste ore dal Consiglio dei Ministri, di quanto da noi richiesto circa il riconoscimento di congedi straordinari retribuiti per tutto quel personale che, per effetto dei ritardi delle Amministrazioni o per la particolare tipologia di lavoro, non accede al lavoro agile, ma la cui permanenza negli Uffici e i trasferimenti casa lavoro metterebbero a forte rischio la loro salute e quella dei cittadini” – continua Carlomagno.
“A fronte di tutto ciò continueremo come FLP/CSE la nostra continua azione di vigilanza e non esiteremo a segnalare alla Funzione Pubblica le Amministrazioni inadempienti, oltre che a denunciare i dirigenti responsabili di tali inaccettabili comportamenti” – conclude Carlomagno.
Roma, 16 marzo 2020
La nostra Federazione ha dunque ottenuto un importante risultato, che si somma a tutte le iniziative messe in atto sia a livello dei vertici dell’Amministrazione, sia in modo capillare sui territori, al fine di sostenere i colleghi nel percorso per “RESTARE A CASA” senza dover passare ancora una volta per i fannulloni che non siamo. In Allegato 1 la bozza finale del DL e in allegato 2 il comunicato di Palazzo Chigi con i contenuti principali del provvedimento.
In allegato 3 e 4, le due iniziative avviate da FLP Difesa riguardanti: la prima, destinata a SMD, per il rinvio dei termini per l’inoltro, a carico degli Uffici Personale, della documentazione relativa alla performance 2019; la seconda, destinata al Comando Generale dei CC, che segnala la necessità che la normativa sia applicata uniformemente anche per il personale civile in forza all’Arma dei Carabinieri.
Si riporta, di seguito, il testo del Notiziario n. 1 della Segreteria Generale della FLP del 16 gennaio con il quale si da notizia della riunione in ARAN della Commissione sull’Ordinamento Professionale prevista dall’art. 12 del vigente CCNL del Comparto delle Funzioni Centrali:
RIUNIONE DELLA COMMISSIONE PARITETICA SULL’ORDINAMENTO PROFESSIONALE DEL 16 GENNAIO 2020
Si è tenuta oggi in Aran una nuova riunione della Commissione paritetica sull’ordinamento professionale.
Si è trattato di una riunione interlocutoria in quanto l’Aran sta ancora lavorando ad una ricognizione delle proposte presentate, al fine di predisporre un documento di base da portare in condivisione nella prossima riunione.
Come FLP nel nostro intervento abbiamo segnalato la necessità di entrare finalmente nel merito delle questioni, ribadendo le linee guida della nostra proposta, formalizzate il mese scorso all’Aran e pubblicate sul nostro sito.
Abbiamo anche fatto presente che è necessario cercare di arrivare a breve ad una possibile ipotesi di lavoro, preferibilmente comune, o quanto più possibile condivisa, in modo da intervenire in modo qualificato sulla materia come Commissione paritetica, dando così un senso ai lavori di questi mesi.
L’obiettivo è quello di definire un nuovo quadro di riferimento e di proposte sull’ordinamento professionale prima che venga emanato l’atto di indirizzo da parte del Governo per il rinnovo del CCNL.
Proposte che dovranno essere anche recepite nel Memorandum che il Governo intende proporre alle OO.SS. quale accordo quadro a monte del rinnovo dei Contratti.
In tale direzione come FLP chiederemo al Governo ulteriori stanziamenti economici da inserire nel DEF (Documento Economico Finanziario) per rivalutare in modo consistente le somme ora stanziate in legge di bilancio per il 2021 (terzo anno di vigenza del CCNL), il superamento della politica dei tagli al salario accessorio, significative modifiche normative che permettano il superamento dei vincoli sulle progressioni tra le aree, sia in materia di titoli di studio che di percentuali di copertura, l’eliminazione della tassa sulla malattia (ritenuta sull’indennità di amministrazione) e la modifica delle norme punitive sul diritto alla salute inserite nell’ultimo CCNL.
In considerazione di quanto rappresentato resta confermato lo stato di agitazione proclamato dalla FLP nei giorni scorsi.
La Segreteria Generale FLP
La nostra Federazione ha dunque inviato un segnale forte all’ARAN sulla necessità di iniziare immediatamente e senza ulteriori indugi, a confrontarsi su quello che sarà certamente uno dei temi principali del rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Comparto Funzioni Centrali, ormai scaduto da oltre un anno. L’Ordinamento professionale costituisce, infatti, uno degli elementi portanti attorno al quale si sviluppa il riconoscimento e la valorizzazione, anche economica, del Lavoro Pubblico e che deve finalmente consentire di approdare ad una Pubblica Amministrazione moderna, efficiente e ai cui membri venga riconosciuto il giusto ruolo nella modernizzazione del Sistema Paese. L’importanza e la necessità di un nuovo Ordinamento professionale, con nuovi meccanismi di progressione, sia verticale fra le Aree che economica, è certamente un tema molto sentito anche nella nostra Amministrazione; è di tutta evidenza che quello attuale si dimostra del tutto superato e incapace di fornire risposte adeguate sia sul piano delle professionalità e delle funzioni richieste da un’Amministrazione complessa come quella del nostro Dicastero (si pensi, in proposito, alla richiesta di AID di confrontarsi con le OO.SS su questo tema e ai lavori dell’Organismo Paritetico per l’Innovazione), sia per fornire il giusto riconoscimento al lavoro qualificato e alla professionalità dimostrata quotidianamente dal personale civile della Difesa. In questo senso la proposta FLP del superamento dell’attuale meccanismo di finanziamento delle progressioni economiche che non può e non deve gravare sui fondi del salario accessorio del Personale e la richiesta al Governo di ulteriori stanziamenti economici, da inserire nel DEF (Documento Economico Finanziario), per rivalutare in modo consistente le somme ora stanziate in legge di Bilancio per il 2021.
In allegato riproponiamo il documento della Segreteria Generale FLP con il quale erano state fornite all’ARAN, già lo scorso dicembre, le prime proposte della nostra Federazione per un nuovo ordinamento profesionale del Personale del Comarto Funzioni Centrali.
Notiziario FLP DIFESA n. 100 del 20 novembre 2019 –
Si riporta, di seguito il testo del Notiziario FLP n. 26 del 19 u.s. con il quale l’Ufficio Stampa della Federazione dà conto dei contenuti ed egli esiti del IV Congresso nazionale della nostra Federazione che è stato celebrato a Salerno il 14, 15, 16 e 17 novembre uu. ss.
” Si è svolto a Salerno dal 14 al 17 novembre 2019 il IV Congresso Nazionale della FLP, con la partecipazione di più di 300 delegati provenienti da tutta Italia in rappresentanza di tutti i settori della Pubblica Amministrazione: Ministeri, Agenzie Fiscali, Enti Previdenziali, Enti Pubblici, Enti Locali, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Scuola, Sanità, Università e Ricerca.
Dopo la relazione iniziale del Segretario Generale Marco Carlomagno, vi sono stati gli interventi del Ministro per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone – che ha annunciato l’ingresso nei prossimi anni di 500.000 nuovi dipendenti pubblici – e del Vicepresidente del Parlamento Europeo Fabio Massimo Castaldo.
A seguire, 4 tavoli tematici – tutti incentrati sull’innovazione – moderati dal Vicedirettore del Corriere della Sera Antonio Polito e da Pietro Salvatori dell’Huffington Post, ai quali hanno fornito il loro contributo Parlamentari di maggioranza e opposizione, esponenti del mondo accademico, delle imprese, dell’associazionismo.
Una formidabile occasione per creare e consolidare quelle connessioni tra pubbliche amministrazioni e mondo imprenditoriale, della ricerca, dell’innovazione che la FLP ha messo al centro della propria azione sindacale.
Assicurare servizi efficaci ai cittadini e valore per le imprese, ridurre le disuguaglianze sociali, riaffermare la scelta costituzionale di un welfare universalistico, sono i concetti che più volte sono stati ribaditi dagli esponenti della FLP durante il congresso e che hanno trovato il consenso dei partecipanti.
Per anticipare i bisogni del Paese non possiamo affidarci ai modelli organizzativi del secolo scorso, alle amministrazioni che non dialogano tra loro, alle mille banche dati che non riescono ad integrarsi. L’innovazione non può esaurirsi con il ricorso all’informatica, va coniugata con un impegno costante di tutti a mettere al centro le persone.
Abbiamo rivendicato con forza l’esigenza di rinnovare i contratti e abbandonare i tagli lineari, primo fra tutti quello al salario di produttività dei lavoratori pubblici. Ma con ancor più forza rivendichiamo la nostra volontà di fornire servizi eccellenti.
Tutta la FLP è impegnata, anche per i prossimi anni, a stare accanto ai cittadini nel denunciare per prima ciò che non funziona. Chiediamo alla politica più investimenti per fornire un’istruzione, una sanità, un welfare sempre migliori e servizi alle imprese che producano valore aggiunto. Per questo siamo e resteremo connessi con la società civile in tutte le sue forme e declinazioni.
Perché molto è stato fatto. Ma ancora tanto resta da fare.
Al termine di un confronto durato quattro giorni è stato riconfermato alla guida della FLP Marco Carlomagno.
Una scelta che va nella direzione di riaffermare i valori fondanti della FLP, la sua storia, ma allo stesso tempo di riconoscere e confermare l’importante svolta di questi anni che ha permesso di fare della FLP una delle più importanti realtà nel panorama sindacale italiano.
In Segreteria generale sono stati eletti Luigi Aliberti, Roberto Cefalo, Lauro Crispino, Vincenzo Patricelli, Giancarlo Pittelli, Roberto Sperandini.
La nuova segreteria generale avrà il compito di recepire i contributi al miglioramento che verranno da tutti i settori e da tutti i territori.
Vogliamo dare voce al mondo del lavoro pubblico e contestualmente a chi non ne fa ancora parte, ma aspira ad entrarvi. Superare il precariato, eliminare gli sprechi, ridurre le esternalizzazioni di servizi sono i nostri obiettivi per valorizzare i nostri giovani e trovare le risorse che permettano di investire in innovazione.
Riaffermare il valore del lavoratori pubblici, rilanciare la contrattazione ridando ai CCNL il ruolo non solo di tutela del potere di acquisto, ma anche di strumento di regolazione del rapporto di lavoro e di definizione del nuovo ordinamento professionale, superando l’attuale approccio punitivo e unilaterale dei sistemi di valutazione, trasformandoli in momenti di valorizzazione e di crescita professionale.
Lavorare giorno per giorno, passo dopo passo, essere veramente al servizio della nazione e contribuire alla modernizzazione del Paese sono le prime sfide che ci attendono.
Perché la FLP non è uno dei tanti sindacati. È il Sindacato di cui i lavoratori e il Paese hanno bisogno.
L’UFFICIO STAMPA FLP “
Un Congresso davvero importante, quello di Salerno, alla quale FLP DIFESA ha partecipato con una nutrita delegazione.
A Marco Carlomagno e alla nuova Segreteria Generale, gli affettuosi auguri di buon lavoro da parte di tutta la FLP Difesa.
La foto che accompagna la pubblicazione di questo Notiziario reca il nuovo logo della nostra Federazione; pubblichiamo inoltre in allegato la mozione finale votata all’unanimità dal Congresso
Nuova riunione, in ARAN, della “Commissione Paritetica sui sistemi di classificazione professionale” prevista dall’art. 12 del CCNL del Comparto Funzioni Centrali, che ha il compito, tra gli altri, di analizzare gli attuali sistemi, di valutarne l’appropriatezza, di verificare l’attualità dei contenuti dei profili professionali in relazione alla nuova organizzazione del lavoro, e di approfondirne gli aspetti economici anche in ordine alle progressioni.
Per disposizione contrattuale, detta Commissione avrebbe dovuto completare il proprio lavoro entro maggio 2018, ma così non è stato. Dopo le prime riunioni dagli scarsissimi contenuti, nella giornata di ieri 22 ottobre si è entrati nel vivo, con l’Ipotesi di lavoro predisposta dall’ARAN e consegnate ai componenti di parte sindacale.
A conclusione della riunione, la FLP ha diffuso il comunicato che riportiamo di seguito in forma integrale
” Nella riunione di oggi della Commissione istituita presso l’Aran per la definizione del nuovo ordinamento professionale del personale delle Funzioni Centrali, l’ARAN, dopo il lavoro istruttorio dei mesi scorsi, ha consegnato un’ipotesi di lavoro che è stata oggetto di un primo confronto ed esame.
Come FLP, abbiamo apprezzato il metodo e riteniamo il documento un primo contributo per uscire dalle valutazioni generali ed entrare invece nel merito delle questioni, dal momento che riteniamo necessario accelerare i tempi allo scopo di portare sul tavolo dell’imminente rinnovo contrattuale i temi dell’ordinamento professionale e della valorizzazione del lavoro pubblico, senza ulteriori rinvii.
Un lavoro certamente non facile considerato che ci troviamo non solo di fronte a situazioni di partenza in molti casi diverse tra gli ex comparti di contrattazione, confluiti ora nel nuovo, ma anche perché nel frattempo quegli ordinamenti in molti casi segnano il passo a fronte del forte mutamento organizzativo e dei processi lavorativi che sta interessando tutte le nostre Amministrazioni. Il primo nodo da sciogliere è dunque questo.
Un nuovo ordinamento è necessario sia per riconoscere le professionalità presenti, superando anni di mansionismo e sfruttamento, sia per riconoscere il fatto che il lavoro è cambiato, e le competenze organizzative, professionali e tecniche richieste non sono più quelle di quindici, venti anni fa.
L’attuale quadro normativo presenta numerosi vincoli che rischiano di rendere quest’operazione difficile o di scarsa valenza. Permangono infatti i limiti sulla possibilità di passaggio tra le aree, oggi previsti solo in forma sperimentale e con scadenza al 31 dicembre 2020, restano gli inaccettabili tagli alle risorse dei Fondi aziendali che impediscono di valorizzare il personale all’interno dell’attuale sistema delle posizioni economiche, viene definito per legge ancora il numero minimo di aree professionali (tre) in cui inquadrare il personale.
E’ necessario quindi agire per rimuovere a monte tali vincoli. Solo così potremo efficacemente disegnare un modello che possa seppur potenzialmente rispondere alle esigenze di un Paese che chiede una PA sempre più efficiente, capace di erogare servizi di qualità e esigere il rispetto delle regole nell’interesse della collettività.
Queste premesse comunque non ci hanno impedito di ragionare come FLP su un quadro di riferimento, anche graduale, che ponga comunque al centro alcune priorità.
La prima è quella di riconoscere che all’interno delle Amministrazioni non vi è più un lavoro esclusivamente manuale o ausiliario, e quindi il punto di partenza non può che essere un’Area iniziale di inquadramento che parta dalla ricomposizione dei processi e delle competenze attualmente ascrivibili alla Seconda Area, superando l’attuale Prima Area.
La seconda è quella di ricomporre all’interno di un’Area, che possiamo definire dei funzionari, le professionalità che svolgono attività in gran parte coincidenti con i profili iniziali delle terza Area e che invece sono attualmente inquadrate nelle posizioni economiche intermedie e apicali della seconda Area.
Un’ulteriore esigenza è quella di riconoscere in modo organico e non episodico, le figure di alta responsabilità, di particolare professionalizzazione, di coordinamento e direzione, oggi lasciate all’interno della Terza area in balia delle scelte discrezionali della Dirigenza, soggette non solo alla precarizzazione delle funzioni, ma anche a retribuzioni non ancorate al livello di responsabilità richiesta, prevedendo una nuova specifica Area Direttiva e delle Alte professionalità in cui inquadrare coloro che svolgono funzioni ascrivibili alle posizioni intermedie e apicali dell’attuale Terza Area.
Se dobbiamo ragionare giocoforza su tre Aree, è indubbio che le Aree vanno quindi riscritte, garantendo una dinamica professionale del personale attualmente inquadrato, con il riconoscimento delle funzioni già svolte.
E la risposta, quindi, non può essere quella prospettata dall’ARAN di mantenere le attuali Aree e l’attuale regime delle posizioni organizzative, rivisitandolo sulla falsariga di quanto avvenuto nelle Agenzie fiscali, dove permane comunque tutta le precarizzazione e la discrezionalità che vogliamo superare.
Per quanto concerne le progressioni all’interno delle Aree, ribadiamo che questo non può essere l’unico percorso di valorizzazione professionale. Va quindi ripristinata a regime la possibilità di percorsi di passaggio tre le Aree con il riconoscimento del lavoro svolto e delle professionalità acquisite.
In questi anni il modello basato sulle progressioni economiche, finanziate dal Fondo di amministrazione e sottoposto a rigidità, dettate sia dagli interventi normativi sull’entità dei Fondi, che sui criteri da adottare, ha reso tale strumento difficilmente utilizzabile in futuro, anche per la saturazione di molte posizioni apicali.
L’ipotesi prospettata dall’ARAN nel documento consegnato è quella di differenziare le progressioni su due distinti binari: il primo ancorato essenzialmente alla professionalità acquisita; il secondo basato sul “merito”.
Nel ribadire come FLP che tale strumento per noi resta solo “uno” di quelli da prevedere in materia di riconoscimento “dinamico” delle professionalità, restano da sciogliere i nodi sul finanziamento delle procedure e sulla stessa costruzione delle fasce all’interno delle Aree. Così come va approfondito e valutato nel suo complesso il meccanismo proposto, sia per quanto concerne le modalità di riconoscimento del “merito” che sui tempi e le modalità di attivazione del cosiddetto doppio binario, vista la scarsezza di risorse oggi disponibili in contrattazione integrativa per definire gli accordi sulle progressioni economiche.
Tra l’altro le attuali fasce non sono in grado di intercettare tutte le dinamiche (sono limitate nel numero all’interno delle singole Aree), e sono graduate in modo non progressivo dal punto di vista economico, essendosi a suo tempo limitati a “fotografare” in modo automatico il modello preesistente basato su posizioni giuridiche e posizioni super, oggi non più previste all’interno della polifunzionalità delle Aree.
L’ultima questione riguarda l’ordinamento unico per tutto il comparto, oggi ancora in discussione, per la previsione nel CCNL delle FF.CC. della possibilità di istituire sezioni speciali correlate ai vecchi comparti.
E’ evidente che questa scelta, auspicata dall’ARAN e da qualche Organizzazione Sindacale al tavolo, è percorribile solo se si definisce un nuovo ordinamento che non sia al ribasso. E comunque è chiaro che alcuni aspetti, ove si decidesse di percorrere tale ipotesi, vanno affrontati e risolti.
Oggi per medesime professionalità e funzioni coesistono all’interno delle Amministrazioni del comparto diversi inquadramenti, frutto di CCNL precedenti, che ad esempio assimilano alla dirigenza funzioni quale quelle dei professionisti che nei Ministeri e nelle Agenzie fiscali non sono previste nella medesima fattispecie e sono inquadrate nella terza Area. E’ evidente che non intendiamo proporre ipotesi al ribasso, ma neanche ipotizzare diversi inquadramenti, all’interno di un nuovo ordinamento unico di comparto !
In conclusione abbiamo rappresentato al Presidente dell’ARAN la nostra volontà non solo di proporre, ma anche di ascoltare, convinti come siamo che il compito della Commissione sia quello di cercare di realizzare una proposta quanto più condivisa, o comunque in cui siano presenti, ove difformi, le diverse posizioni rappresentate, allo scopo di contribuire sia alla predisposizione dell’atto di indirizzo del Governo all’ARAN per l’apertura del negoziato sul rinnovo del CCNL, sia all’elaborazione di una proposta sindacale quanto più condivisa e realizzabile possibile.
Ovviamente questo tavolo di confronto non esaurisce l’iniziativa sindacale sul tema, ma si intreccia strettamente con le problematiche relative allo stanziamento economico per fare un CCNL degno di questo nome, ed al confronto con il Governo sulle iniziative da assumere anche a livello parlamentare per ridefinire un ambito ed uno scenario in cui il nuovo ordinamento professionale ed il CCNL siano uno strumento in grado di permettere un cambio di marcia sulle politiche in materia di Pubblica Amministrazione, riconoscendone il ruolo di fattore di sviluppo e di innovazione del Paese.
Per quanto concerne i lavori della Commissione, ci si è aggiornati ad un nuovo incontro che dovrebbe tenersi entro la metà del mese di novembre.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Osserviamo con piacere che la nostra Federazione ha posto questioni e proposto soluzioni che interessano molto da vicino anche i lavoratori della Difesa, e tra queste anche quelle relative alla 1^ Area.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP DIFESA n. 8 del 28 gennaio 2019 –
Riportiamo il Notiziario FLP n. 4 del 21 u.s. che reca la lettura della nostra Federazione sui dati pubblicati dall’ARAN e che danno corpo alla rappresentatività sindacale 2019-2121 nei comparti del P.I..
“La FLP è il sindacato che si rafforza di più in tutti i comparti del pubblico impiego, in particolar modo nei comparti ove è già rappresentativo: il comparto delle Funzioni Centrali e quello della Presidenza del Consiglio. Ne avevamo già piena coscienza sia dai dati in nostro possesso sul numero degli iscritti sia per la grande crescita alle elezioni RSU di aprile scorso. Ora però è arrivata l’ufficialità dell’ARAN, che giovedì 17 gennaio 2019 ha certificato i dati di rappresentatività relativi al triennio 2019-2021.
Nel comparto Funzioni Centrali la FLP non solo passa dal 6,60 per cento all’8,29 per cento – con una crescita di oltre il 25 per cento – ma diventa il quinto sindacato, superando sia Confintesa che USB. Siamo, nel comparto, il sindacato che cresce di più, in termini percentuali, sia di iscritti che di voti RSU; l’unico sindacato che accresce il numero dei suoi iscritti in valore assoluto (+1.567) mentre tutti gli altri sindacati ne perdono. Tutto ciò, nonostante il non trascurabile fatto che, alla data di rilevazione delle deleghe, la FLP fosse praticamente assente nell’ex-comparto degli Enti Pubblici Non Economici (EPNE) e alle scorse RSU non fosse ancora ben strutturata in quel settore. Poiché, nel frattempo, la nostra presenza nel settore del “parastato” si va strutturando e consolidando di giorno in giorno, siamo fiduciosi di avere risultati sempre migliori e quindi di poter rappresentare sempre meglio le istanze dei lavoratori.
Anche nel comparto Presidenza del Consiglio, nonostante la FLP fosse già una realtà ben consolidata, riusciamo ad avere una crescita del 20 per cento circa, passando dal 12,58 per cento al 14,69 per cento. Anche in questo comparto la FLP è il sindacato che cresce di più in assoluto.
Ma il nostro successo non si ferma qui perché tutti i sindacati “cugini”, sia quelli che fanno parte della “galassia” CSE che quelli della CGS, crescono in modo preponderante e quindi, complessivamente, i rassemblement dei quali siamo parte si rafforzano in termini sia numerici che politici. Allo stesso modo, anche la federazione CIDA FC, della quale siamo costituenti nell’area della dirigenza, consolida il proprio consenso in termini di iscritti.
Il dato forte della rilevazione fatta dall’ARAN e che, lo ricordiamo, vale per tutto il prossimo triennio contrattuale, è che le organizzazioni sindacali, che hanno fatto della difesa dei diritti dei lavoratori l’unico principio che orienta il loro comportamento, hanno accresciuto fortemente il consenso tra i lavoratori; al contrario, quei sindacati che hanno scelto di firmare contratti che hanno diminuito i diritti dei lavoratori e deciso di fare da cinghia di trasmissione a governi che hanno pesantemente ridotto salario e dignità dei lavoratori, sono stati duramente puniti, sia con la perdita di iscritti che nel consenso alle scorse elezioni RSU. Allo stesso modo iniziano a sgonfiarsi i finti sindacati, quelli che non hanno alcuna visione del futuro, ma “campano” solo di iniziative estemporanee per perpetuare i loro piccoli apparati e privilegi.
Acquisito il lusinghiero risultato sta a noi, ora, strutturarci sempre meglio, dimostrare di meritare il consenso conseguito e fare sforzi sempre maggiori per costruire proposte che migliorino le condizioni di vita dei lavoratori. Siamo già impegnati per questo, a partire dai rinnovi contrattuali e dalle sinergie che bisogna trovare per restituire ai lavoratori i diritti previsti dalla nostra Costituzione e ampliare le materie contrattuali”.
Un risultato dunque che premia il lavoro, a tutti i livelli, della nostra O.S. a difesa dei lavoratori, che ringraziamo per la fiducia e il consenso.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 121 del 2 novembre 2018 –
Sergio Gasparrini, Presidente dell’ARAN, che ha presieduto la riunione della Commissione paritetica
Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 46 del 29.10.2018 che reca la nota della nostra Federazione in merito ai contenuti e alle risultanze della riunione del 25 u.s. in ARAN.
” Finalmente iniziano i lavori della commissione paritetica sull’ordinamento professionale prevista dall’articolo 12 del CCNL delle Funzioni Centrali.
Giovedì 25 si è, infatti, tenuta la prima vera riunione nella quale sono stati affrontate, più che altro, questioni di metodo.
In apertura, uno dei rappresentanti dell’ARAN al tavolo ha illustrato i documenti che sono stati consegnati ai sindacati – sostanzialmente elenchi dettagliati degli inquadramenti negli ex-comparti di contrattazione di Ministeri, Agenzie Fiscali e Enti Pubblici non Economici. L’intervento si è chiuso con il solito richiamo all’impossibilità di superare i vincoli normativi attualmente esistenti.
La FLP, nel suo intervento, ha chiesto che la Commissione lavori a ritmi serrati e senza porsi alcun vincolo. Questa Commissione – è il nostro ragionamento – già ha accumulato un ritardo abissale giacché l’ordinamento professionale attuale non corrisponde più da anni a nessuna della realtà lavorative che sono confluite nel Comparto delle Funzioni Centrali. Purtroppo, in questi anni le amministrazioni e la stessa ARAN si sono nascoste abilmente dietro l’impossibilità di riconoscere ai lavoratori il ruolo svolto a causa del blocco legislativo dei contratti e degli stipendi.
I sindacati firmatari del CCNL hanno dato loro una grossa mano prima accettando di stipulare un contratto privo di ordinamento professionale e poi tollerando che una Commissione che doveva terminare i propri lavori a maggio iniziasse a lavorare oggi, a dieci mesi dalla firma della preintesa del CCNL 2016-2018 e due mesi prima della sua scadenza.
Dopo tutto questo tempo pretendiamo un vero ordinamento professionale e non certo un simulacro che serva, ancor di più, a legittimare la negazione della carriera nel pubblico impiego. Abbiamo quindi detto all’ARAN che, laddove ci sarà la possibilità di modifiche efficaci a legislazione vigente, procederemo in tal senso; laddove ciò non sia possibile, la Commissione – nel suo complesso – deve essere in grado di proporre alla politica modifiche legislative che rimuovano le criticità e deve farlo prima che parta la nuova tornata di contrattazione, cioè entro l’anno.
L’intervento successivo del Presidente dell’ARAN, che ha convenuto con la FLP e con altre organizzazioni sindacali sull’esigenza di procedere a tutto campo e senza limitazioni ci conforta – soprattutto rispetto ai paletti posti nel primo intervento – ma aspettiamo passi concreti in tal senso prima di fidarci.
Ciò che deve essere chiaro è che ci sono misure che per i lavoratori non sono più rimandabili: lo svuotamento della prima area (o area A) se non il suo superamento definitivo; la rimozione del vincolo che impedisce l’accesso dall’interno all’area dei funzionari ai lavoratori privi del titolo di studio previsto per l’accesso dall’esterno; la previsione di un’area dei quadri e professionisti – già presente negli ordinamenti di amministrazioni che fanno parte del comparto; l’aumento delle posizioni economiche nelle aree. Quelle elencate sono le più elementari rivendicazioni e servono solo ad adeguare l’ordinamento alla situazione attuale.
Se poi si vuole intervenire in modo davvero innovativo, bisogna sforzarsi ancora di più e immaginare un’organizzazione del lavoro sempre più moderna, capace di autoregolarsi e trovare all’interno delle organizzazioni le soluzioni migliori, dotata di flessibilità di ruoli, competenze sempre maggiori che permettano un empowerment diffuso a tutti i livelli della catena gerarchica e, ovviamente, riconoscimenti adeguati per i lavoratori.
Noi siamo pronti alla sfida della modernità, sino ad ora chi ha frenato su questa strada sono stati i governi e le amministrazioni pubbliche che hanno preferito vivere di piccola gestione, approfittando della crisi economica durata un decennio per “regolare i conti” con i lavoratori pubblici e riaffermare un potere unilaterale che ha fatto anche risparmiare qualche miliardo di euro, ma che costa al sistema paese molto di più sia in termini di competitività che di mancati servizi resi ai cittadini.
La Commissione per l’ordinamento professionale deve essere il primo passo verso la modernizzazione e gli investimenti in capitale umano, che devono proseguire con la tornata contrattuale 2019-2021, non certo un altro metodo per traccheggiare e gestire potere sottraendo valore aggiunto alle imprese e diritti alla cittadinanza.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Su questa stessa pagina, è disponibile in allegato 1 e scaricabile tutta la documentazione fornita dall’ARAN alle OO.SS. in riunione, che riguarda gli inquadramenti e i trattamenti del personale degli ex comparti (Ministeri; Agenzie Fiscali; Parastato; etc.) poi confluiti nel mega comparto Funzioni Centrali, e alcune interessanti tabelle di raffronto.
In allegato 2, l’elaborato della Funzione Pubblica di novembre 2017 che tratta del “Modelli di rappresentazione delle professioni e relative competenze: ipotesi di lavoro per la P.A.”
Seguiremo da vicino i lavori della Commissione e ne daremo come sempre conto ai colleghi.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Allegato 1 – La documentazione fornita dall’ARAN alle OO.SS.:
Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 41 del 20.09.2018 con il quale la Segreteria Generale della Federazione dà notizia di aver presentato in pari data ad ARAN e Funzione Pubblica la piattaforma elaborata dalla nostra O.S. per il triennio 2019 – 2021.
” La FLP in data odierna ha formalizzato a Ministero della Funzione Pubblica e all’Aran la piattaforma per il rinnovo del CCNL, chiedendo contestualmente che da subito si apra il negoziato per il triennio 2019/2021.
Con questo atto la FLP, nel rispetto dei termini previsti dal CCNL vigente all’art. 2 comma 5, permette l’avvio delle procedure per l’apertura del negoziato, togliendo ogni eventuale alibi alle controparti, derivante dall’inerzia dei firmatari della prima ora che a tutt’oggi non risulta abbiano presentato proprie piattaforme.
La nostra proposta è ovviamente aperta al contributo che perverrà dalle lavoratrici e dei lavoratori nelle assemblee che terremo in questi mesi su tutti i posti di lavoro, per costruire insieme un percorso per nuovo CCNL che possa recuperare tutto il “maltolto” di questi anni e dare finalmente segnali concreti e positivi al personale.
Linee programmatiche aperte alle idee e alle proposte di tutti i lavoratori che potranno farle pervenire anche direttamente tramite l’apposita sezione che a breve sarà disponibile sul nostro sito www.flp.it.
RIPARTE IL PERCORSO PER VOLTARE PAGINA SUI DIRITTI E LA DIGNITA’ DEL LAVORO PUBBLICO
La Segreteria Generale FLP “
Dunque, la FLP ha presentato la propria piattaforma e, per quanto ci riguarda, inizia da oggi il percorso che ci porterà rapidamente al confronto con le lavoratrici e i lavoratori civili.
Per chiudere, dobbiamo dire che siamo rimasti un po’ sorpresi dalla potenza di fuoco posta in essere, all’annuncio di ieri della nostra firma sul CCNL, da parte di CGIL-CISL-UIL e poi UNSA (domanda: quest’ultima si rivolge anche al grande confratello SNALS – Sindacato Nazionale Autonomo Lavoratori Scuola aderente anch’esso a CONFSAL?), che come noi non aveva firmato il CCNL e ora si?), con comunicati i cui contenuti, al di là della false rappresentazioni che ne danno, certificano comunque come FLP tutto sia, fuorché quella O.S. irrilevante e marginale che qualcuno tende a dipingere.
Questa potenza di fuoco dimostra che contiamo, e come se contiamo! E grazie per la pubblicità!
Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 40 del 19 settembre 2018, recante la nota della Segreteria Generale della nostra Federazione in merito agli ultimi sviluppi delle iniziative di contrasto assunte in questi mesi contro il CCNL 2016-2018 del comparto FF.CC., che abbiamo giudicato perdente.
” In sede di negoziato all’Aran nei mesi scorsi ci siamo impegnati con tutte le nostre forze per strappare un Contratto vero, degno di questo nome. E lo abbiamo fatto per dare seguito alle iniziative che la FLP aveva assunto negli anni scorsi contro l’incredibile stallo provocato dal reiterato blocco, per legge, della contrattazione nei settori del pubblico impiego. Per onorare la storica sentenza della Corte Costituzionale che si era pronunciata sul nostro, vincente, ricorso.
Perché vi era bisogno non solo di recuperare il potere d’acquisto falcidiato dagli anni di blocco, ma anche di rimettere mano all’ordinamento professionale, ormai superato, per renderlo coerente con Amministrazioni che sono cambiate e con un’organizzazione del lavoro sempre più caratterizzata dalla digitalizzazione e dalla polifunzionalità. Riconoscendo le professionalità diffuse e le competenze acquisite. Così come era necessario ricondurre nel contratto la tutela dei diritti e della dignità del lavoro, in questi anni sempre più limitati dalle incursioni legislative e dalle iniziative unilaterali.
Il testo però su cui avevano trovato l’accordo a fine 2017 Aran e CGIL, CISL e UIL era su tutto questo inaccettabile. Assolutamente irrisori i “benefici” economici, del tutto assente la questione ordinamentale, peggiorativa e unicamente recettiva delle peggiori norme punitive emanate in questi anni la parte dei diritti e della tutela della persona e della salute, depotenziato il ruolo delle OO.SS. e delle RSU sulle materie dell’organizzazione e dell’orario di lavoro, ignorato ogni riferimento alle migliori esperienze passate ed alle peculiarità dei diversi settori che oggi compongono il Comparto delle Funzioni Centrali (non sono state attivate le previste sezioni che avrebbero dovuto accompagnare questo processo di omogeneizzazione).
Ma questo Contratto era irricevibile anche perché contiene una previsione per noi lesiva dei principi di democrazia e rappresentanza. Esclude dal sistema di relazioni sindacali (informazione, confronto e negoziazione) quei sindacati che, pur rappresentativi e abilitati alla contrattazione secondo i requisiti previsti dalla norma (almeno il 5% di media tra dato associativo e voti conseguiti alle elezioni RSU), ritengono di non firmare il Contratto perché non rispondente alle aspettative ed ai bisogni dei lavoratori e delle lavoratrici. In buona sostanza si sarebbe costretti a firmare “obtorto collo” qualsiasi cosa per evitare di essere messi nelle condizioni di non poter svolgere il proprio mandato e il proprio ruolo. Una evidente questione di mancanza di democrazia che va al di là degli interessi di sigla. Perché oggi siamo stati noi a non firmare, ma in futuro potrebbero essere altri i soggetti interessati.
Su questo quindi abbiamo accompagnato in questi mesi la nostra mancata firma con una serie di iniziative giurisdizionali tendenti a far riconoscere l’illegittimità di tale norma. I primi pronunciamenti dei Giudici del lavoro, ancora limitati alla fase cautelare e quindi non al merito delle eccezioni proposte, non sono stati positivi. In particolare le motivazioni rese si sostanziano sul fatto che l’attuale formulazione del Decreto Legislativo 165/2001 prevede che sia il CCNL a regolare i successivi livelli di contrattazione decentrata. E quindi avrebbe la facoltà di disporre non solo i livelli e le materie di tale sistema, ma anche i soggetti abilitati.
Un orientamento che non ci convince in quanto, come è noto, gran parte del sistema di relazioni, nel periodo di vigenza del CCNL, si svolge proprio a livello di contrattazione decentrata nazionale e territoriale. E quindi limitare il potere negoziale dei soggetti rappresentativi unicamente alla fase di negoziazione dei contratti di primo livello significherebbe limitare in modo drastico il diritto delle Organizzazioni sindacali rappresentative a svolgere il proprio mandato. Ecco il perché continueremo a portare avanti i nostri ricorsi per far valere nei successivi gradi di giudizio quello che riteniamo un diritto fondamentale per l’esercizio della democrazia sindacale sui posti di lavoro.
Ma non ci fermiamo qui.
Se la norma non è chiara, va modificata. Ecco perché abbiamo nei giorni scorsi rappresentato a numerosi esponenti dei diversi Gruppi parlamentari della maggioranza e dell’opposizione la necessità di una modifica della norma, riscontrando particolare attenzione alla tematica posta e un impegno ad approfondirne le modalità per una positiva soluzione.
In data odierna, inoltre, nel corso di un incontro con il Capo di Gabinetto del Ministro della Funzione Pubblica Giulia Bongiorno, abbiamo ulteriormente manifestato le nostre ragioni, e abbiamo presentato una proposta di modifica al D.Lgs. 165/2001, chiedendo al Ministro un conseguente intervento in sede di approvazione dei prossimi provvedimenti sul lavoro pubblico.
Nel frattempo la situazione nelle Amministrazioni e negli Uffici si fa sempre più difficile per i lavoratori e le lavoratrici. La nostra assenza dai tavoli, voluta caparbiamente dai firmatari e pretesa in molti casi alle Amministrazioni, per “punirci” di aver osato dire che quel CCNL era ed è pessimo, sta dimostrando in modo plastico l’incapacità dei sindacati casta di definire accordi dignitosi, di difendere quelli già sottoscritti (quando ai tavoli c’eravamo noi…),di opporsi alle iniziative unilaterali delle Amministrazioni che senza di noi hanno buon gioco a far passare quello che vogliono.
Se ragionassimo in termini opportunistici avremmo tutto l’interesse a stare fuori e a far vedere come e quanto gli altri “sindacati” sono incapaci a svolgere il proprio ruolo. Ma noi dobbiamo difendere i lavoratori, evitare che peggiorino le già difficili condizioni economiche e professionali del personale, dobbiamo lavorare per garantire anche servizi migliori e più efficienti ai cittadini e al sistema Paese.
E il rinnovo di questo brutto CCNL, nonostante sia già in scadenza, non è per nulla vicino.
Ecco il perché, pur mantenendo in atto tutte le iniziative messe in campo in questi mesi, sia giurisdizionali che politiche, apporremo una firma solo tecnica al CCNL delle Funzioni Centrali. E contestualmente alla firma tecnica presenteremo alla F.P. e all’Aran la piattaforma per il rinnovo del CCNL, chiedendo che da subito si apra il negoziato per il rinnovo del CCNL 2019/2021.Cosa che avrebbero dovuto fare i “firmatari” della prima ora, ma che invece per loro pare ancora in alto mare.
E da qui partiremo per costruire un nuovo CCNL che possa recuperare tutto il “maltolto” e dare finalmente segnali concreti e positivi al personale.
Chiaramente non cambia il nostro giudizio negativo sull’attuale Contratto. Posizione che è condivisa anche dalla Ministra Bongiorno che ha testualmente dichiarato che i contratti sottoscritti nei mesi scorsi hanno “ingenerato confusioni e conflitti perché chiusi male sotto pressioni elettorali”
Contando sempre più sul consenso dei lavoratori e delle lavoratrici e su rapporti di forza che stanno sempre più cambiando, a riconoscimento della bontà della nostra azione, e del nostro modo di essere vero sindacato.
La Segreteria Generale FLP “
Questo il testo del comunicato FLP, che preannuncia la firma (solo tecnica, ovviamente) sul CCNL, che potrebbe avvenire già venerdì p.v..
Torneremo dunque sui tavoli di contrattazione, sia nazionale che locali, e riprenderemo così il filo interrotto.
In questi mesi, il nostro cammino è stato difficilissimo, in particolare sul livello nazionale di Amministrazione Difesa, dove oltre all’ostilità dei 3+1 e dietro loro continua sollecitazione, abbiamo subito comportamenti ostili, in alcuni casi davvero ignobili, da parte di alcuni “pezzi” della stessa A.D.
Ma non siamo morti, anzi continuiamo a godere di ottima salute.
Ne riparleremo.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 76 del 13 luglio 2018 –
E così (ne abbiamo informato i colleghi con il Notiziario n. 74 di ieri), anche il M.D. si è allineato agli orientamenti dell’ARAN sull’applicazione dell’art. 35 del CCNL in materia di “assenze per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici”.
La nostra Amministrazione era stata l’unica, nel panorama della altre Pubbliche Amministrazioni, a dare un’interpretazione alquanto sui generis, che non stava proprio nel testo dell’articolo sottoscritto dai firmatari del CCNL, ed anche per questo è stata inondata sin da subito, da parte di moltissimi Enti, di quesiti però rimasti sinora senza risposta.
E lo ha fatto, purtroppo, e questa è la cosa più intollerabile, entrando di fatto a gamba tesa nell’aspro dibattito che si è sviluppato durante la campagna elettorale per le RSU 2018 proprio intorno all’art. 35 tra sigle firmatarie e non firmatarie, e in particolare nella Difesa con la rottura tra FLP e CGIL-UIL-UNSA e il reimbarco di CISL, cosa che invece nessuna altra Amministrazione ha fatto, e men che mai l’ARAN, che non a caso è uscito solo in queste ultimi settimane. Oggi la risposta c’è, e il bluff sembra proprio finito.
Ed oggi, che il quadro appare definitivamente chiarito a 360 gradi, torna a farsi sentire la nostra Federazione, con una nota diffusa in data 11 luglio u.s. e che riportiamo di seguito.
“Potete ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre, ma non potete ingannare tutti per sempre”. Questa semplice frase di Abraham Lincoln disegna plasticamente ciò che sta succedendo in queste settimane sulle novità contenute nei rinnovi contrattuali che comprimono fortemente i diritti alla salute e alle cure.
Come è ormai noto, ciò che i nuovi contratti prevedono sul diritto alla vita e alla salute è il principale motivo che ha spinto la FLP a non firmarli. Ci siamo dovuti confrontare in questi mesi con la disinformatjia più becera, che è partita dandoci dei venditori di fumo ed è proseguita accusando la FLP di strumentalizzare articoli del contratto inventando perdite di diritti che solo noi vedevamo.
Abbiamo sempre continuato per la nostra strada ricordando a tutti che, prima o poi, i nodi sarebbero venuti al pettine, presumibilmente dopo le RSU per evitare un’emorragia di consensi per i sindacati firmatari.
Ed è esattamente ciò che sta avvenendo. All’indomani delle elezioni RSU sono iniziati a fioccare gli orientamenti applicativi (badate bene non interpretazioni, ma orientamenti applicativi) da parte dell’ARAN e vanno tutti in un’unica direzione, quella che noi sapevamo da tempo perché era già stata sviscerata durante le trattative e porta ad una drastica diminuzione dei diritti dei lavoratori.
Così, diventa chiaro che sono state ridotte le tutele per coloro che devono essere sottoposti a terapie salvavita, e che le nuove previsioni per i permessi riguardanti la salute e le cure sono molto più restrittivi rispetto ai precedenti contratti.
L’ultimo di questi orientamenti riguarda la possibilità di usufruire del cosiddetto “trattamento malattia” per visite mediche, specialistiche, diagnostica, disciplinato dall’articolo 35 del nuovo CCNL del Comparto Funzioni Centrali (e da analoghi articoli dei contratti degli altri comparti). Su questo articolo siamo stati attaccati in modo particolare dai sindacati firmatari, i quali spacciavano quelle previste dall’articolo 35 come 18 ore di permesso aggiuntive mentre noi abbiamo sempre sostenuto che era una fregatura perché non erano aggiuntive, ma erano le uniche ore previste a questo fine, usate le quali si era obbligati ad attingere alle ferie per curarsi.
L’ulteriore obiezione fatta da CGILCISLUILUNSAINTESA era che l’articolo del contratto non abrogava l’articolo del Decreto Legislativo 165/2001 che prevedeva il trattamento malattia (comma 5-ter dell’art. 55-septies).
Ora, l’orientamento applicativo ARAN del 20 giugno 2018 e le Circolari di alcune amministrazioni (esempio Agenzia delle Entrate), chiarisce ciò che a noi era noto da tempo e che abbiamo provato a spiegare, prima ai sindacati in corso di trattativa e poi ai lavoratori a frittata fatta, e cioè che l’articolo di legge si limita a disciplinare solo la certificazione che bisogna produrre mentre, invece, l’attuale contratto disciplina i casi in cui si può usufruire del trattamento malattia, riducendoli praticamente a due: se si è già malati (sic!) o se il trattamento al quale ci si sottopone è invasivo e impedisce di tornare al lavoro.
Ragion per cui, se si superano le 18 ore e non si rientra in questi due casi, le prestazioni si possono fare solo in ferie o in permesso personale. Insomma, con il proprio tempo libero, anche se si tratta di lavoratori reduci da malattie gravi quali, ad esempio, quelle oncologiche.
Smascherate le palesi bugie dette in questi mesi da chi ha voluto la riduzione delle tutele per le fasce più deboli dei lavoratori, l’ultima frontiera dei firmatari, per non perdere ulteriore consenso, è stata quella di scrivere all’ARAN per “interpretare” il contratto e così prendere altro tempo. Nel frattempo le Amministrazioni lo stanno applicando, con danni inenarrabili per i lavoratori.
Ora, poiché il contratto è chiarissimo, volendo evitare di tacciare di mala fede questi “sindacati”, si possono fare solo due ipotesi: o quando hanno firmato il contratto erano temporaneamente incapaci di intendere e di volere oppure non hanno letto (o non sono capaci di leggere) ciò che hanno firmato. Entrambi questi casi dovrebbero far riflettere chi ancora si affida a loro per veder tutelati i propri diritti…
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Invitiamo le nostre strutture sindacali a dare la massima diffusione tra le lavoratrici e i lavoratori della Difesa di quest Notiziario.
In allegato 1, la circolare correttiva di PERSOCIV dell’11 luglio; in allegato 2, il “Quadeno FLP DIFESA n. 6/2018 che riporta gli orientamenti applicativi dell’ARAN ; in allegato 3, la circolare di Agenzia delle Entrate.
Notiziario FLP DIFESA n. 35 del 16 aprile 2020 – In data odierna è stato diffuso il comunicato stampa della confederazione CSE, nel quale sono riportate le valutazioni e le critiche rispetto ai limiti delle misure finora adottate dal Governo, e sono formulati alcune proposte in merito agli interventi che necessitano. Questo il testo del […]
Notiziario FLP DIFESA n. 26 del 17 marzo 2020 – Si riporta, di seguito, il testo del comunicato stampa della Segreteria Generale della FLP del 16 marzo 2020, relativo alle nuove misure adottate dal Governo con il Decreto Legge emanato ieri, ad ogni buon conto allegato a questo Notiziario, nel quale sono state varate misure […]
Notiziario FLP DIFESA n. 6 del 21 gennaio 2020 – Si riporta, di seguito, il testo del Notiziario n. 1 della Segreteria Generale della FLP del 16 gennaio con il quale si da notizia della riunione in ARAN della Commissione sull’Ordinamento Professionale prevista dall’art. 12 del vigente CCNL del Comparto delle Funzioni Centrali: RIUNIONE DELLA […]
Notiziario FLP DIFESA n. 100 del 20 novembre 2019 – Si riporta, di seguito il testo del Notiziario FLP n. 26 del 19 u.s. con il quale l’Ufficio Stampa della Federazione dà conto dei contenuti ed egli esiti del IV Congresso nazionale della nostra Federazione che è stato celebrato a Salerno il 14, 15, 16 […]
Notiziario FLP DIFESA n. 94 del 23 ottobre 2019 – Nuova riunione, in ARAN, della “Commissione Paritetica sui sistemi di classificazione professionale” prevista dall’art. 12 del CCNL del Comparto Funzioni Centrali, che ha il compito, tra gli altri, di analizzare gli attuali sistemi, di valutarne l’appropriatezza, di verificare l’attualità dei contenuti dei profili professionali in […]
Notiziario FLP DIFESA n. 8 del 28 gennaio 2019 – Riportiamo il Notiziario FLP n. 4 del 21 u.s. che reca la lettura della nostra Federazione sui dati pubblicati dall’ARAN e che danno corpo alla rappresentatività sindacale 2019-2121 nei comparti del P.I.. “La FLP è il sindacato che si rafforza di più in tutti i […]
Notiziario n. 121 del 2 novembre 2018 – Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 46 del 29.10.2018 che reca la nota della nostra Federazione in merito ai contenuti e alle risultanze della riunione del 25 u.s. in ARAN. ” Finalmente iniziano i lavori della commissione paritetica sull’ordinamento professionale prevista dall’articolo 12 […]
Notiziario n. 104 del 21 settembre 2018 – Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 41 del 20.09.2018 con il quale la Segreteria Generale della Federazione dà notizia di aver presentato in pari data ad ARAN e Funzione Pubblica la piattaforma elaborata dalla nostra O.S. per il triennio 2019 – 2021. ” […]
Notiziario n. 103 del 20 settembre 2018 – Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 40 del 19 settembre 2018, recante la nota della Segreteria Generale della nostra Federazione in merito agli ultimi sviluppi delle iniziative di contrasto assunte in questi mesi contro il CCNL 2016-2018 del comparto FF.CC., che abbiamo giudicato […]
Notiziario n. 76 del 13 luglio 2018 – E così (ne abbiamo informato i colleghi con il Notiziario n. 74 di ieri), anche il M.D. si è allineato agli orientamenti dell’ARAN sull’applicazione dell’art. 35 del CCNL in materia di “assenze per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici”. La nostra Amministrazione era stata […]