Notiziario n. 42 del 20 aprile 2018 –

Si riporta di seguito il testo del comunicato stampa diffuso in data di oggi dalla nostra Federazione con la quale si dà conto dell’iniziativa da parte della stessa Federazione di impugnare il CCNL del comparto Funzioni Centrali sottoscritto in data 12 febbraio 2018 da CGIL, CISL,UIL, CONFSAL e CONFINTESA, ma non da FLP che ha avviato alcune iniziative ricorsuali.

” La FLP, Organizzazione Sindacale già promotrice del ricorso dal quale è scaturita la sentenza della Corte Costituzionale n. 178/2015 che ha dichiarato illegittimo il blocco dei contratti pubblici, ha impugnato il Contratto del Comparto Funzioni Centrali sia dinanzi ai giudici nazionali che a quelli europei per violazione delle libertà sindacali previste dall’articolo 39 della Costituzione e dell’articolo 11 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.

Il prossimo 11 maggio è prevista la prima udienza del ricorso presentato dalla FLP presso il Tribunale di Brindisi, mentre è già stato presentato un reclamo dinanzi al Comitato Europeo dei Diritti Sociali del Consiglio d’Europa unitamente alla Confederazione CGS.

“Portiamo all’attenzione delle istituzioni comunitarie – dichiara Marco Carlomagno, Segretario Generale della FLP – la normativa italiana in base alla quale i sindacati che non sottoscrivono i contratti collettivi nazionali di lavoro sono esclusi da tutti gli altri livelli di contrattazione. “Questa disposizione, prevista dai contratti del pubblico impiego con apposite clausole – spiega il sindacalista – è in palese contrasto con quanto sancito dall’articolo 39 della Costituzione e con l’articolo 11 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo che tutela le libertà di riunione e di associazione in cui rientrano anche le libertà sindacali”.

“Il ricorso presso il Tribunale di Brindisi è il primo di una lunga serie di ricorsi che presenteremo nei prossimi giorni – ha dichiarato Marco Carlomagno – perché riteniamo inaudito che nonostante la pronuncia, favorevole al sindacato, della Corte Costituzionale (sentenza 231/2013) nella controversia tra FIOM e FCA, il Governo e alcune parti sociali continuino imperterrite a non rispettare la libertà di un sindacato rappresentativo di non firmare un contratto negativo per i lavoratori”.

“Negare il diritto alle forme di partecipazione e di contrattazione integrativa ai sindacati riconosciuti rappresentativi in base a norme di legge solo per non aver firmato un contratto che riduce le tutele alla salute e alle cure mediche la dice lunga sul livello di democrazia sindacale nel settore pubblico”.

Prosegue, inoltre, la battaglia intrapresa dalla FLP nei Tribunali per il riconoscimento degli arretrati stipendiali non riconosciuti ai lavoratori pubblici per i sei anni di blocco contrattuale. Nei prossimi giorni su questa importante vertenza si pronunceranno i Tribunali di Foggia, Napoli e Roma.

L’UFFICIO STAMPA FLP “

Si segnala in particolare all’attenzione dei lavoratori l’ultimo passaggio del comunicato stampa, che dà notizia del pronunciamento atteso a breve di tre Tribunali sul ricorso avviato nel 2017.

Pubblichiamo su questa stesa pagina:

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1: 18.04.2018 – Nota stampa CGS impugnazione CCNL FF.CC.

Allegato 2: 19.04.2018 – Agenzie varie

Notiziario n. 19 del 19 febbraio 2018 –

Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 8 del 15 u.s. con il quale la nostra Federazione propone una disamina attenta e rigorosa delle diverse questioni che stanno dentro la vicenda contrattuale.

” La FLP, dopo aver consultato gli iscritti e i lavoratori, ha deciso di non firmare il testo definitivo del Contratto delle Funzioni Centrali sottoscritto il 12 febbraio 2018.

Riteniamo doveroso che una Federazione che si dichiara “libera, autonoma e indipendente”, che rivendica di “non dover rispondere a lusinghe o pressioni di partiti politici” e di non “avere altri padroni se non i propri iscritti”, e che fonda la propria storia sul rispetto della democrazia interna, spieghi a tutti i lavoratori, anche non iscritti, i motivi della sua scelta.

Che il Contratto sottoscritto da CGIL, CISL, UIL, UNSA e CONFINTESA:

è evidente a tutti, tranne ai sindacalisti e al Governo che elogiano “un contratto epocale che cambierà la vita dei lavoratori statali”.

Ebbene, qualcuno potrebbe chiederci il motivo per il quale la FLP, pur avendo svolto diligentemente il compito di predisporre una piattaforma contrattuale, fare proposte in sede ARAN, chiedere modifiche, analizzare, evidenziare e aggiornare costantemente, durante le finte trattative, tutti i lavoratori sui vari punti del contratto che lo rendono pessimo, poi alla fine non abbia sottoscritto il contratto, magari con una bella nota a verbale per salvarsi la coscienza.

Perché impegnarsi a presentare diffide e ricorsi contro possibili ritorsioni ed esclusioni dalle trattative in sede decentrata, con notevoli impegni economici, di tempo e di risorse umane per gestire una fase contenziosa particolarmente capillare e stressante, invece di dedicarsi tranquillamente solo alle elezioni RSU, magari spiegando che noi abbiamo fatto il possibile, ma poi gli altri sindacati, avendo la maggioranza, hanno voluto così e non ci abbiamo potuto fare niente?

Perché non si può dire sempre di si e rassegnarsi alle violazioni dei diritti civili, anche se ciò comporta dei costi e delle ritorsioni.

Sessantadue anni fa Rosa Parks disse “no” all’autista che le chiese di lasciare libero il posto a sedere sull’autobus. Lei non si scompose e rifiutò di alzarsi con dignitosa fermezza. Per quel “no” fu arrestata e portata in carcere per condotta impropria e per non aver rispettato il divieto che obbligava i neri a cedere il proprio posto ai bianchi nei settori cosiddetti comuni. Un atto coraggioso e determinato in seguito al quale si avviò una protesta storica.

Noi non paragoniamo certo i nostri gesti e le nostre decisioni a monumenti della Storia.

Nel nostro piccolo, da soli, abbiamo avuto il coraggio di impugnare davanti alla Corte Costituzionale il blocco dei rinnovi contrattuali che varie leggi, dichiarate incostituzionali dalla Consulta, avevano reiterato per oltre 6 anni.

Non avevano avuto il coraggio di farlo nessuno degli altri 3 sindacati maggioritari CGIL, CISL e UIL, che pure annoverano molti più iscritti e hanno notevoli risorse economiche più di noi.

Ebbene noi riteniamo che in questo contratto, indipendentemente dalle mancate risorse economiche, ci siano almeno tre violazioni fondamentali che vanno portate all’attenzione dei giudici:

E su questi punti, a partire dal primo che incide sulla possibilità di rappresentare i lavoratori sui tavoli negoziali, chiederemo ai giudici di pronunciarsi con urgenza per l’eliminazione di norme che riteniamo liberticide.

Se, come riteniamo coerente al giudicato costituzionale, i giudici dovessero pronunciarsi sulla incostituzionalità di tale norma disponendone la disapplicazione oppure, in attesa del giudizio di merito, l’ammissione con riserva alle trattative, assisteremo ad una vera RIVOLUZIONE nel pubblico impiego, in quanto IL SINDACATO non sarà più soggetto a minacce e ricatti, che comportano per i vari seguaci di Don Abbondio  il dover firmare le preintese (tanto non c’è nulla da fare) o di firmare con triplo salto carpiato il CCNL definitivo dopo non aver firmato la preintesa.

Ma d’altronde, come diceva Manzoni, “il coraggio se uno non ce lo ha, non se lo può dare”.

E sarà una vittoria per la DEMOCRAZIA SINDACALE, per tutti i sindacati non solo per la FLP.

D’altronde quando nel 2009, oltre ad FLP, anche la CGIL e la smemorata FP CGIL non firmarono i CCNL dei Ministeri e delle Agenzie Fiscali, queste ultime gridarono e scrissero fiumi di parole contro l’incostituzionalità della norma di esclusione. E non ci sembra che il segretario generale della CGIL sia diverso da quello che si è costituito nel ricorso FIOM alla Corte Costituzionale.

Solo qualora i giudici dovessero darci torto, prenderemmo atto della decisione e del fatto che per tutelare i lavoratori saremmo costretti ad apporre una firma tecnica al CCNL, che ci consentirebbe IMMEDIATAMENTE di ritornare alle trattative decentrate, ma anche in questo, malaugurato, caso lo faremmo in modo da chiarire inequivocabilmente la costrizione alla quale saremmo sottoposti e la nostra distanza siderale da contratti che comprimono, oltre ai diritti fondamentali della persona, la libertà delle associazioni sindacali di difendere i propri iscritti e quella dei lavoratori a partecipare attivamente alla vita dei propri uffici. Un ritorno ad un passato buio che pensavamo di aver superato grazie alla lotta di generazioni di uomini e donne e che invece ritorna e sceglie come nemico principale i dipendenti dello Stato, in tutte le sue forme, cioè coloro ai quali è demandata l’attuazione pratica dei diritti garantiti dalla nostra Costituzione. 

IN OGNI CASO, A PRESCINDERE DAI RISULTATI CHE OVVIAMENTE CI AUGURIAMO SIANO POSITIVI, CIÒ CHE NESSUNO POTRÀ TOGLIERCI SARÀ L’ORGOGLIO DI AVER COMBATTUTO CON LA SCHIENA DRITTA PER DIFENDERE LE NOSTRE IDEE E LA DIGNITÀ DEI LAVORATORI CHE OGNI GIORNO SI AFFIDANO A NOI.

QUELLA STESSA DIGNITÀ CHE ALTRI PERDONO OGNI GIORNO NEL PIEGARSI AI DIKTAT DEI POTENTI DI TURNO, CHE SIANO POLITICI O SINDACALISTI IMPORTA POCO.

IL NOSTRO AGIRE È PRIVO DI SOTTERFUGI, TESO A RIVENDICARE UNICAMENTE I DIRITTI DEI LAVORATORI E NON PREBENDE E POLTRONE.

I NOSTRI PRINCIPI NON SONO IN VENDITA, GLI UOMINI DELLA FLP NON SONO IN VENDITA, I LAVORATORI PUBBLICI E I LORO DIRITTI NON SONO IN VENDITA!

La Segreteria Generale FLP “

Si prega di dare al presente Notiziario la massima diffusione tra i colleghi interessati e di  procedere all’affissione in tutte le bacheche degli enti.

 

Sul nostro sito, in alto a sinistra della home page, abbiamo avviato un sondaggio in merito all’incremento contrattuale a regime da marzo 2018.

Nel ricordare  che – per la fascia media A2 F4 del personale dei Ministeri –  dopo ben 9 anni di blocco contrattuale e 7 di blocco retributivo, sono previsti i seguenti incrementi medi lordi mensili:

invitiamo tutti i colleghi ad esprimere la loro opinione al riguardo partecipando al predetto sondaggio,  che non ha valore scientifico, evidentemente,  ma serve solo a raccogliere il sentimento prevalente tra i colleghi.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

 

NEWS FLP DIFESA del 14 febbraio 2018 –

In allegato 1,   il nuovo Contratto di Lavoro  per il triennio 2016-2018 firmato lunedì scorso in ARAN da CGIL-CISL-UIL-UNSA e, dopo non aver firmato la preintesa, anche da CONFINTESA (sorpresa: ma non si battevano per uscire dall’ambito contrattuale ?).

Il predetto contratto non è stato però firmato ,invece, da USB e da FLP, atteso che la nostra Federazione giudica questo contratto “pessimo e povero” e anche “antidemocratico”  in quanto, pur a fronte della sentenza della Corte Costituzionale su ricorso di FIOM CGIL contro Fiat (sentenza n. 231/2013, con la quale la Corte ha dichiarato “l’illegittimità costituzionale dell’articolo 19, primo comma, lettera b), della legge 20 maggio 1970, n. 300…nella parte in cui non prevede che la rappresentanza sindontratto di lavoroacale aziendale possa essere costituita anche nell’ambito di associazioni sindacali che, pur non firmatarie dei contratti collettivi applicati nell’unità produttiva, abbiano comunque partecipato alla negoziazione relativa agli stessi contratti quali rappresentanti dei lavoratori dell’azienda”), esclude dai tavoli decentrati nazionali e territoriali le OO.SS. pur rappresentative, che però non hanno accettato il ricatto (“o firmi o sei fuori”) e non hanno firmato il  il CCNL.

FLP difenderà anche in sede giudiziaria il suo diritto a restare sui tavoli, anche denunciando i Dirigenti che la dovessero estromettere, e vedremo come la penseranno i giudici a fronte della sentenza della Corte Costituzionale.

In allegato 2, ripubblichiamo anche  il Notiziario FLP DIFESA n. 17 del 13.02.2018 recante il comunicato stampa datato 12.02.2018 della Federazione  FLP.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1: 12.02.18-CCNL definitivo Funzioni Centrali 2016-18 con firme

Allegato 2: Notiziario n. 17 del 13.02.2018 recante il comunicato stampa FLP

 

Notiziario n. 17 del 13 febbraio 2018 –

Si riporta di seguito il testo del comunicato stampa diffuso dalla nostra Federazione a seguito della sottoscrizione del  CCNL del comparto Funzioni Centrali sottoscritto nel pomeriggio di ieri, oltre che dalle sigle firmatarie dell’Ipotesi, anche da CONFINTESA.

“Nel pomeriggio di oggi CGIL CISL UIL,UNSA e CONFINTESA hanno sottoscritto definitivamente il CCNL delle Funzioni Centrali. 

Pare incredibile, eppure la versione definitiva è anche peggio della preintesa che tanto malumore ha creato tra le centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori delle Amministrazioni centrali.

Infatti nel testo finale, dopo la fase certificativa, viene esplicitato in modo evidente (ma la FLP aveva già denunciato l’inghippo) che il cosiddetto assegno perequativo, su cui tanto si è discusso e che avrebbe dovuto garantire maggiore equità, non solo è assolutamente ridicolo, ma viene erogato una tantum e solo per il 2018, senza nessun riflesso per gli anni successivi.

Così come viene elegantemente definita una “errata corrige” la norma ora inserita, che diviene quindi disposizione contrattuale, che prevede la conferma, prima prevista per disposizioni unilaterali dei Governi, dei limiti di tetto non superabili dei Fondi di produttività. Con l’impossibilità quindi di recuperare e rendere erogabili tutte le risorse derivanti dalle attività aggiuntive, dalle perfomance raggiunte dai lavoratori in termini di efficienza e qualità dei servizi. Questo con la firma dei “sindacati”!   Una ulteriore discriminazione nei confronti del lavoro pubblico!

Come se non bastasse nel testo finale vengono cancellate con un tratto di penna anche le norme di maggior favore che negli anni scorsi erano state recepite nei Contratti per il personale (vedi ex Monopoli di Stato) oggetto di numerose ristrutturazioni e riorganizzazione aziendali.

Un brutto contratto, che non risponde in alcun modo a circa dieci anni di blocco contrattuale, che di fatto azzera anche il 2016 e 2017 e non solo per il 2015 i “benefici economici”, e che interviene in modo peggiorativo su diritti fondamentali e costituzionali come quelli della salute.

Nessun vero investimento, nessuna risposta in termini di riconoscimento professionale; vengono addirittura non istituite le pur previste sezioni speciali che avrebbero dovuto garantire il mantenimento di alcune specificità allo scopo di poter assecondare i processi di riforma e di miglioramento delle attività per una PA sempre più al servizio dei cittadini e del Paese.

Un contratto approvato in sordina nelle Segreterie sindacali, che non è stato sottoposto all’attenzione ed alla valutazione dei lavoratori, ma quando è avvenuto, solo di sparute rappresentanze di delegati sindacali delle OO.SS. firmatarie.

La FLP e la Confederazione CGS non solo non firmano questo contratto, ma continueranno la loro iniziativa nel Paese, tra i lavoratori, negli Uffici a difesa della democrazia e della dignità del lavoro pubblico.

Impugneremo questo contratto per vedere annullata l’incredibile previsione voluta dall’Aran e dei firmatari di escludere dalla contrattazione e dal sistema di partecipazione le Organizzazioni sindacali che non accettano i contenuti nefasti del contratto.

Una norma già censurata nei mesi scorsi dalla Corte Costituzionale nella famosa vertenza che contrappose la FIOM al gruppo Fiat al momento dell’esclusione del sindacato dei metalmeccanici dai tavoli di trattativa perché non avevano voluto firmare il contratto proposto dall’azienda.

Perché a prescindere dai contenuti non è pensabile prevedere una norma sanzionatoria nei confronti di chi il diritto alla rappresentanza e alla contrattazione l’ha conquistato con il consenso certificato da specifiche e previste leggi dello Stato.

Rivendicheremo anche l’istituzione delle sezioni speciali, previste da specifiche norme e dallo stesso Atto di indirizzo del Governo, e invece incredibilmente non attuate; non solo per vedere riconosciuta la specifica professionalità dei diversi mondi che lavorano nella PA, ma anche per continuare a garantire quei servizi che invece oggi vengono messi in discussione.

Oggi si è consumata l’ennesima brutta pagina nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici del pubblico impiego. Che sapranno però riconoscere e valutare quello che è stato fatto, o purtroppo non fatto, dando un preciso segnale a chi pensa ancora di fare giochini sulla loro pelle, in ossequio a logiche che nulla hanno a che vedere con le legittime aspettative dei lavoratori.

A partire dalle imminenti elezioni per il rinnovo delle RSU che dovranno segnare il punto di svolta decisivo nel sistema di rappresentanza del personale.

 Roma, 12 febbraio 2018                                                           

LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

Come si può vedere, chi ipotizzava la firma tecnica da parte di FLP,  non ha compreso bene cosa stesse accadendo e la sostanza vera delle nostre argomentazioni,  e che la nostra O.S. si sente impegnata sino in fondo in una battaglia di civiltà e di democrazia a tutela della nostra maltrattata categoria.

Avremo modo di parlare e di informare i lavoratori, nei prossimi giorni, della iniziative anche di carattere legale che la nostra Federazione assumerà per impugnare questo contratto che sta suscitando, anche nella Difesa, molto dissenso tra le lavoratrici e i lavoratori e anche di tutelare la presenza ai tavoli decentrati della nostra O.S. .

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario n. 16 del 12 febbraio 2018 –

Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 7 dell’ 8 febbraio 2018 che reca la quinta nota della nostra Federazione sui contenuti dell’Ipotesi di CCNL del comparto Funzioni Centrali sottoscritto il 23 dicembre u.s. da CGIL – CISL – UIL e CONFSAL-UNSA, ma non da FLP.

“La revisione dell’ordinamento professionale è una delle grandi occasioni perdute dai firmatari della preintesa di CCNL firmata il 23 dicembre per dare un segnale di attenzione nei confronti dei lavoratori.

A distanza di quasi dieci anni dall’ultimo contratto, sono stati messi assieme tre comparti con storie abbastanza diverse e non si è fatto nulla né per omogeneizzare i diversi sistemi professionali presenti negli ex-comparti del Parastato, dei Ministeri e delle Agenzie Fiscali né per immaginare un nuovo ordinamento che potesse andare bene per un’amministrazione centrale moderna ed efficiente e per lavoratori che vorrebbero finalmente anche minimi sbocchi di carriera.

I problemi sono tanti sia nelle qualifiche medio-basse – bloccate per il combinato disposto della Legge Brunetta e del blocco degli stipendi – sia tra le altre professionalità, prive di riconoscimenti e soprattutto di carriere che diano loro prospettive reali di crescita.

L’articolo 12 della preintesa rinvia qualunque ragionamento in merito ad una Commissione Paritetica che dovrebbe avviarsi 30 giorni dopo la firma definitiva del CCNL (quindi minimo a marzo) e dovrebbe terminare i suoi lavori entro maggio, consegnando alla contrattazione proposte riguardanti le tante questioni demandate. Se va bene, un mese e mezzo di lavoro, nel quale certamente non si farà in tempo a fare granché; se va male e non si rispettano i tempi, invece, il rischio è che si arrivi a fine anno e si rimandi tutto, a quel punto, alla prossima tornata contrattuale.

Quel che è certo è che un contratto che i lavoratori aspettano da dieci anni e non affronta il problema principale degli ordinamenti professionali non è degno nemmeno di essere definito tale.

Attualmente, negli ex-comparti delle funzioni centrali la curva dei salari è quasi piatta per più del 95 per cento dei lavoratori, il che vuol dire che si entra in amministrazione con uno stipendio e si va in pensione con uno stipendio di poco superiore a quello di entrata. Non sono previste aree e/o figure intermedie tra gli impiegati, i funzionari e la dirigenza salvo che nel Parastato, nel quale comunque l’area dei Professionisti non riesce minimamente ad intercettare tutte le figure altamente professionalizzate e a dare i riconoscimenti che queste meriterebbero.

Ciò che non è stato fatto in dieci anni si dovrebbe fare in un mese e mezzo. Permetteteci di dubitare che questo succeda e di pensare invece che i firmatari stiano semplicemente prendendo tempo senza avere il coraggio di confessarlo ai lavoratori.

Un’occasione persa non solo per dare ai lavoratori pubblici, sempre più professionalizzati e specializzati, speranze di carriera, ma anche di ammodernare la macchina amministrativa e renderla più efficiente.

La FLP, a prescindere dai lavori della “Commissione” ribadirà le proprie proposte già del resto formalizzate in questi mesi nei quali, lo ricordiamo, eravamo stata l’unica Organizzazione sindacale a presentare una vera e propria piattaforma contrattuale su un nuovo ordinamento professionale:

Continuiamo a essere del parere che molti problemi potevano trovare agevoli soluzioni se solo fossero stati usati bene i tanti mesi passati dall’apertura delle trattative a una frettolosa e insensata chiusura del CCNL che, allo stato, contiene esclusivamente sottrazioni di diritti e pressoché nessun miglioramento delle condizioni economiche e normative dei lavoratori.

Le carenze di questo contratto, anche riguardo alla mancata riforma degli ordinamenti professionali, si rifletteranno non solo sull’efficienza delle amministrazioni centrali, ma anche sulla motivazione dei lavoratori, fermi in una palude senza possibilità di vedere riconosciute le proprie abilità professionali.

La Segreteria Generale FLP”

La nostra Federazione continuerà nei prossimi giorni ad esprimere le proprie considerazioni critiche in merito alle diverse parti del contratto.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario n. 133 del 23 dicembre 2017 –

Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 33 di data odierna che reca la nota dell’Ufficio Stampa della nostra Federazione in merito all’Ipotesi di CCNL del comparto Funzioni Centrali sottoscritto stanotte da alcune sigle ma non da FLP e CGS.

” La FLP da sola ha impiegato quasi tre anni per ottenere la sentenza della Corte Costituzionale che ribadiva il diritto alla contrattazione per i dipendenti pubblici; a Governo e CGIL, CISL, UIL e CONFSAL-UNSA sono bastate invece poche settimane di (finte) trattative per cancellare – con la firma della notte scorsa – non solo il diritto alla contrattazione, ma anche i diritti fondamentali della persona.

Quelle che stanno spacciando come vittorie sono spaventosi arretramenti sul diritto alla salute, sui diritti salariali e di partecipazione democratica dei lavoratori. Gli articoli peggiorativi, rispetto ai contratti precedenti, sono talmente tanti che per spiegarli tutti siamo costretti a rimandarvi a successivi comunicati tematici.

Vi basti, per ora, sapere che i tanto sbandierati 85 euro di aumento non partono dall’inizio della tornata contrattuale (il 2016) e nemmeno da gennaio 2018 bensì da marzo del prossimo anno. Infatti, a differenza di quanto sbandierato nei mesi scorsi, i soldi per compensare quei lavoratori che per effetto degli “80 euro di Renzi” avrebbero un aumento contrattuale nullo o addirittura negativo, vengono finanziati dagli altri lavoratori. Ma solo fino a fine anno, allorquando il bonus di 80 euro scomparirà anche per loro, come d’incanto.

In compenso, si toglie a tutti i lavoratori, compresi malati cronici, oncologici, dializzati, la possibilità di svolgere controlli e visite diagnostiche in regime di malattia (pur con relativa decurtazione di salario): superate le 18 ore annue dovranno curarsi in ferie o in aspettativa non retribuita. Varate anche misure grazie alle quali i tassi di assenza di pochi si riversano su tutto l’Ufficio sotto forma di minori erogazioni dei premi di produttività, cosa che scatenerà la guerra tra poveri e l’odio nei confronti di puerpere e malati gravi.

Non è un caso il fatto che, per giustificare un contratto così regressivo sul piano dei diritti, i sindacati firmatari siano stati costretti, in totale malafede, a rivendicare come merito quello di non aver cancellato per i dipendenti pubblici l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Viene da dire: ci mancava solo quello!

L’UFFICIO STAMPA FLP “

Si prega di dare al presente Notiziario la massima diffusione tra le lavoratrici e i lavoratori  e di affiggerlo in tutte le bacheche

In allegato, il testo integrale dell’Ipotesi di CCNL 2016-2018

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato: Testo ipotesi CCNL Funzioni centrali_firma

Notiziario n. 127 del 12 dicembre 2017 –

Si riporta il testo del Notiziario FLP n. 32 del 7 dicembre u.s. che reca un commento della nostra Federazione sugli ultimi sviluppi della trattativa in corso all’ARAN per il rinnovo contrattuale.

 ” Come se non bastasse lo scenario assolutamente negativo derivante ai fini economici dall’accordo del 30 novembre 2016 tra Governo e CGIL, CISL, UIL con l’adesione successiva della CONFSAL, che come ormai tutti sanno ha previsto un “incremento economico” del tutto insoddisfacente non solo a recuperare gli anni di blocco contrattuale, ma anche il triennio 2016/2018 (pochi spiccioli che se va bene, decorreranno solo dal 2018), l’ARAN nella riunione del 6 dicembre 2017 ha presentato una bozza di articolato di Contratto che definire irricevibile è poco.

Una mera riscrittura, molto spesso addirittura limitativa e peggiore delle stesse norme che in questi anni i diversi governi che si sono succeduti hanno voluto per penalizzare i lavoratori pubblici e metterli alla gogna come se fossero uno dei peggiori mali di questo Paese. Norme che come sappiamo hanno inasprito le sanzioni disciplinari, limitato il diritto alla salute ed alle cure mediche, alla formazione, allo studio, alla partecipazione, alla carriera ed al riconoscimento delle professionalità.

E così l’ARAN pensa di ottenere tutto questo addirittura con il consenso esplicito del sindacato che dovrebbe recepirne gli inaccettabili contenuti all’interno del Contratto nazionale di lavoro (e temiamo che su questo abbia, purtroppo, già ottenuto un sostanziale avallo). Inoltre nessun accenno viene fatto sulle questioni relative all’ordinamento professionale ed alle carriere che non verrebbero in alcun modo inserite nel CCNL, mentre invece è in arrivo un’ulteriore limitazione sulle materie oggetto di partecipazione sindacale come l’orario e l’organizzazione del lavoro.

In buona sostanza queste materie cosi importanti per le lavoratrici ed i lavoratori per coniugare i tempi di vita e di lavoro verrebbero sottratte alla negoziazione integrativa e territoriale e lasciate nella gestione unilaterale dei Direttori degli Uffici. Che considerati gli ambiti assolutamente indefiniti e generici previsti dalla bozza creeranno notevoli differenziazioni tra le diverse realtà e non offriranno alcuna garanzia sui diritti.

Anche su questo, quindi, un notevole arretramento rispetto ai contratti vigenti, con buona pace di chi all’indomani del 30 novembre 2016 aveva strombazzato non solo di avere ottenuto il rinnovo dei contratti (falso), ma che aveva anche conquistato il superamento delle norme volute da Brunetta. Infine, altra perla, non sono previste le specifiche sezioni contrattuali, pur indicate nell’Atto di indirizzo, con il risultato di omogeneizzare al ribasso tutte le attuali situazioni previste dai diversi contratti confluiti nelle Funzioni centrali (Agenzie fiscali, EPNE, Enti ex art, 70 e Ministeri).

Insomma, dopo nove anni con questo “contratto” non ci riconoscono quanto perso in questi anni in termini di potere di acquisto, non viene affrontato il problema delle professionalità e della necessità di un loro riconoscimento, vengono recepite e “contrattualizzate” le peggiori nefandezze contro i diritti e la dignità dei lavoratori, vengono azzerate le diverse specificità che in questi anni erano comunque emerse nelle diverse Amministrazioni.

Un contratto a perdere che ove firmato così com’è costituirebbe anche un incredibile precedente per gli anni a venire.

L’ARAN e i soliti noti stanno preparando un blitz per i giorni immediatamente antecedenti le feste natalizie, in cui l’attenzione è fatalmente minore e possono passare con più facilità messaggi più generici e rassicuranti in merito all’avvenuto rinnovo contrattuale.

Faremo di tutto per impedire che avvenga questo scempio e ove ciò avvenisse non esiteremo a denunciare puntualmente e con decisione chi ancora una volta a tradito chi dovrebbe rappresentare ” .

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario m. 83 del 4 settembre 2017 –

Ha visto la luce in Gazzetta Ufficiale,  in piena estate, poco prima di Ferragosto, un Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico (MISE), da tempo atteso e anche per questo oggetto di particolare attenzione dai media, volto a disciplinare l’utilizzazione dei buoni pasto e a fornire indicazioni sulle convenzioni che devono essere stipulate tra società che emettono i buoni stessi e gli esercizi commerciali dove possono essere spesi.

Con il predetto decreto vengono individuati in particolare: le tipologie degli esercizi commerciali presso i quali potrà essere erogato il servizio sostitutivo di mensa reso attraverso i buoni pasto; le caratteristiche dei  buoni pasto; il contenuto degli accordi stipulati tra le società di emissione di buoni pasto e i titolari degli esercizi convenzionabili.

Il Dipartimento Studi e Legislazione della nostra Federazione ha predisposto un nota informativa e illustrativa dei contenuti del decreto in argomento,  che riportiamo integralmente qui di seguito.

” La FLP informa che, sulla Gazzetta ufficiale n. 186 del 10 agosto 2017, è stato pubblicato il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico n. 122 del 7.06.2017, di concerto con quello delle Infrastrutture e dei Trasporti, che individua gli esercizi presso i quali può essere erogato il servizio sostitutivo di mensa reso a mezzo dei buoni pasto (intendendosi, ai sensi dell’art. 2 comma 1 lettera b) del decreto in esame, le somministrazioni di alimenti e bevande e le cessioni di prodotti alimentari pronti per il consumo effettuate dagli esercenti le attività elencate all’articolo 3), le caratteristiche dei buoni pasto e il contenuto degli accordi stipulati tra le società di emissione di buoni pasto e i titolari degli esercizi convenzionabili. Tale decreto è stato emanato in applicazione dell’articolo 144 (che disciplina i servizi di ristorazione), comma 5, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.

Le nuove norme, che entreranno in vigore dal 10 settembre 2017, prevedono che i buoni pasto potranno essere spesi oltre che al supermercato e al droghiere, al self service e alla pizzeria, ora anche negli agriturismi nell’ambito dell’attività di somministrazione di pasti e bevande, costituiti prevalentemente da prodotti propri e da prodotti di aziende agricole della zona, presso la propria azienda, negli ittiturismi nell’ambito dell’attività di somministrazione di pasti costituiti prevalentemente da prodotti derivanti dall’attività di pesca, nei mercatini e negli spacci aziendali. Tra i soggetti che possono erogare il servizio sostitutivo di mensa reso a mezzo dei buoni pasto sono elencati, oltre a quelli già evidenziati, anche coloro che sono legittimati ad esercitare la somministrazione di alimenti e bevande, l’attività di mensa aziendale e interaziendale, la vendita al dettaglio di alimenti, sia in sede fissa che su area pubblica (quindi anche chi opera in mercatini), la vendita al dettaglio nei locali di produzione e nei locali attigui dei prodotti alimentari, la vendita al dettaglio e la vendita per il consumo sul posto dei prodotti provenienti dai propri fondi effettuata dagli imprenditori agricoli, dai coltivatori diretti e dalle società semplici esercenti l’attività’ agricola. Per tutti resta ferma la necessità del rispetto dei requisiti igienico sanitari prescritti dalla normativa vigente.

L’art. 4 del decreto del MISE, prevede che i buoni pasto (che possono essere in forma cartacea o in forma elettronica nel rispetto delle prescritte caratteristiche) siano utilizzati esclusivamente dai prestatori di lavoro subordinato, a tempo pieno o parziale, anche qualora l’orario di lavoro non prevede una pausa per il pasto, nonché dai soggetti che hanno instaurato con il cliente (il datore di lavoro che acquista dalla società di emissione i buoni pasto al fine di erogare il servizio sostitutivo di mensa) un rapporto di collaborazione anche non subordinato. E, inoltre, che i buoni pasto non siano cedibili, né cumulabili oltre il limite di otto buoni, né commercializzabili o convertibili in denaro, siano utilizzabili solo dal titolare (questo significa che il dipendente non può regalarli ai colleghi di lavoro, né può cederli, ad esempio, alla propria moglie o convivente affinché li utilizzi per la spesa settimanale) ed esclusivamente per l’intero valore facciale (è vietato quindi frazionare la spesa in più occasioni o pretendere il resto in denaro). Poiché il buono pasto serve come servizio sostitutivo della mensa, esso non può essere speso per acquistare prodotti diversi da quelli alimentari come spazzolini, deodoranti, ecc.

Il valore facciale del buono pasto è comprensivo dell’imposta sul valore aggiunto prevista per le somministrazioni al pubblico di alimenti e bevande e le cessioni di prodotti alimentari pronti per il consumo. Le variazioni dell’imposta sul valore aggiunto lasciano inalterato il contenuto economico dei contratti gia’ stipulati, ferma restando la libertà delle parti di addivenire alle opportune rinegoziazioni per ristabilire l’equilibrio del rapporto.

Le nuove regole forniscono anche indicazioni sulle convenzioni che devono essere stipulate tra società che emettono i buoni stessi e gli esercizi commerciali dove possono essere spesi.

Si ricorda che l’articolo 51, comma 2, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 attualmente vigente, prevede che a far data dal 1° luglio 2015 «Non concorrono a formare reddito (…) le somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro, nonché quelle in mense organizzate direttamente dal datore di lavoro o gestite da terzi, o, fino all’importo complessivo giornaliero di euro 5,29, aumentato a euro 7 nel caso in cui le stesse siano rese in forma elettronica, le prestazioni e le indennità sostitutive corrisposte agli addetti ai cantieri edili, ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo o ad unità produttive ubicate in zone dove manchino strutture o servizi di ristorazione”.

Questi, dunque, in sintesi, gli aspetti di maggiore interesse dei lavoratori percettori dei buoni pasto: si potranno usare non più di otto buoni pasto nell’ambito della stessa spesa, che comunque dovrà avere ad oggetto solo prodotti alimentari; esiste il divieto di cessione o di utilizzo nelle giornate non lavorative; l’esercizio commerciale non potrà dare resto in denaro; infine, il lavoratore non potrà cedere al proprio coniuge il buono pasto affinché lo utilizzi nell’ambito della spesa familiare.

Su questa stessa pagina, in allegato, è pubblicato il testo integrale del Decreto Ministeriale del MISE  n. 122 del 7.06.2017.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato: Decreto MISE n. 122 del 7.06.2017 – Buoni Pasto

 

Notiziario n 71 del 19 luglio 2017 –

La Ministra M. Madia e, subito dietro, il Presidente dell’ARAN  S.Gasparrini

Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 14  diffuso in data odierna dalla nostra Federazione e relativo ai contenuti e agli esiti della riunione di stamattina in ARAN, che segna di fatto l’avvio della contrattazione collettiva  per il nuovo C.C.N.L. del personale non dirigente del nuovo comparto Funzioni Centrali (che ricomprende il vecchio comparto Ministeri, quello delle Agenzie Fiscali e quello degli Enti Pubblici non economici-EPNE ed altri “pezzi” minori).

“Se qualcuno si aspettava decisi passi in avanti già dalla prima riunione svoltasi in Aran nella giornata di oggi relativamente al rinnovo con CCNL del Comparto Funzioni Centrali, rimarrà deluso perché nonostante tutti questi anni senza contratto e la sentenza della Corte Costituzionale del 2015 ottenuta dalla FLP, l’apertura della stagione contrattuale si è svolta in linea con le “peggiori” tradizioni.

Infatti il Presidente Aran, con un lungo e dettagliato excursus ha ripercorso l’articolato dell’atto di indirizzo (che pubblichiamo in allegato su questa stessa pagina) che traccia per la predetta Agenzia i termini e i vincoli di parte datoriale per il rinnovo del contratto del Comparto Funzioni Centrali, primo dei cinque comparti previsti dal nuovo modello, e per certi versi quello più articolato in quanto comprende realtà complesse e disomogenee come Ministeri, Agenzie Fiscali ed Enti Pubblici non Economici.

Una lettura, quella del Presidente Gasparrini, che ha intrinsecamente evidenziato le pecche, le difficoltà e i limiti che come FLP abbiamo previsto da tempo e che purtroppo si collocano in un contesto nel quale:

In più il Presidente Aran, ripetendo una prassi oramai consolidata, ha proposto la costituzione di quattro tavoli tecnici per approfondire le tematiche di cui sopra delle quali, per altro, ha elencato solo i titoli senza alcuna auspicata indicazione, quanto meno sul fronte della parte giuridico – ordinamentale e si è impegnato a far pervenire un primo canovaccio con i “titoli di testa” del rinnovo contrattuale.

Francamente poco per iniziare una trattativa che, dopo otto anni, doveva a nostro avviso segnare quanto meno qualche passo in avanti dalla parte del datore di lavoro pubblico colpevole di un pesante blocco economico, caratterizzato non solo da una perdita del potere di acquisto delle retribuzioni del settore, ma anche da  un blocco delle carriere ed un arretramento sul fronte dei diritti e delle tutele.

Ecco perché la posizione della FLP e della Confederazione CGS, presenti in delegazione all’incontro, è stata caratterizzata da una posizione di franco dissenso rispetto al tentativo di rinchiudere la trattativa negli ambiti angusti dell’atto di indirizzo che può valere per l’Aran ma a cui noi contrapponiamo la nostra piattaforma sindacale con le nostre proposte e le nostre idee.

Ovviamente non ci riteniamo soddisfatti neppure dei limiti di carattere economico che sembrano essere imposti e insuperabili per il nostro Comparto, limiti che, di fatto, non raggiungono neppure i tetti previsti dal fantomatico accordo pre referendum sottoscritto il 3O novembre 2016 da altre confederazioni sindacali, e francamente ci lascia alquanto perplessi il fatto che per altri (comparti) sembra possano essere trovate risorse aggiuntive (…) alla faccia della perequazione e delle piramidi retributive.

In ogni caso, non ci sottrarremo al confronto nei tavoli di carattere tecnico che eventualmente l’ARAN deciderà di costituire, e sui quali ci riserviamo di fornire puntuale e dettagliata informazione ai lavoratori, così come su tutto il percorso che si è avviato.

Auspichiamo un fronte quanto più compatto possibile da parte delle Confederazioni e delle Federazioni rappresentative per traguardare il superamento dei limiti imposti dall’atto di indirizzo, limiti che riteniamo insopportabili dopo tutti questi anni di blocco contrattuale.

                                                                                                        LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

In allegato: Atto di indirizzo Funzione-Pubblica-riavvio Contrattazione-Pubblico-Impiego

 

Notiziario n. 63 del 29 giugno 2017 –

Il Presidente dell’ARAN, Sergio Gasparrini

Si riporta di seguito il testo della nota diffusa dalla Confederazione CSE che riferisce dei contenuti e delle risultanze della prima riunione all’ARAN con tutte le Confederazioni sindacali del Pubblico Impiego avvenuta in data 27 giugno u.s.. Una riunione che ha di fatto aperto la stagione negoziale nel pubblico impiego dopo ben otto anni di blocco dei contratti e delle retribuzioni, superati solo a seguito del pronunciamento della Corte Costituzionale con sentenza n. 178 del 23.06.2015 conseguente al rinvio alla Suprema Corte da parte del Tribunale di Roma sul ricorso presentato dalla Federazione FLP:

“Finalmente è iniziato all’ARAN il confronto sul rinnovo dei contratti. Diciamo subito che nessun vero negoziato si è aperto in quanto la riunione tenutasi in data odierna è stata una sorta di incontro preliminare e non ha riguardato nessun comparto in particolare. Hanno partecipato, infatti, la delegazione ARAN e tutte le confederazioni maggiormente rappresentative. È stato quindi un primo incontro propedeutico all’apertura della stagione contrattuale vera e propria, che dovrà affrontare tutti i nodi derivanti dal lunghissimo periodo di blocco che ha visto i lavoratori pubblici subire, da parte dei Governi che si sono succeduti, un secco ridimensionamento del potere d’acquisto dei propri salari e una altrettanto secca riduzione dei diritti che sono stati soppiantati da altrettante norme di legge.

C’è voluta, lo ricordiamo ancora una volta, l’iniziativa della CSE, della FLP, di migliaia di lavoratori pubblici e una sentenza della Corte Costituzionale del giugno 2015, che ha consentito di sbloccare una situazione incancrenita, per poter tornare a discutere con Aran di rinnovo contrattuale; all’indomani delle modifiche legislative riguardanti sia il Testo Unico del Pubblico Impiego che la famigerata “Legge Brunetta”, che pur superando alcune criticità e accogliendo alcune richieste della CSE, comunque non vanno ancora nella direzione, auspicabile, di un miglior funzionamento della Pubblica Amministrazione e di una piena valorizzazione del lavoro pubblico. 

La nostra Confederazione, come sempre, ha fatto la propria parte: abbiamo da tempo presentato le piattaforme contrattuali e anche oggi ci siamo presentati per dare il nostro contributo, comprendere e valutare le idee e le proposte dell’Aran.

I vertici dell’Aran si sono limitati ad elencare i diversi punti da trattare con riguardo sia agli istituti economici che giuridici con l’ipotesi di renderli comuni ai nuovi quattro comparti di contrattazione piuttosto che a quelli che, invece, devono restare inalterati in quanto tipici di alcuni settori o comparti.

La CSE, nel suo intervento, ha confermato da un lato la propria disponibilità a entrare nel merito delle problematiche poste dall’Aran e per altro già affrontate nella propria piattaforma contrattuale; dall’altro ha ribadito che l’emanando atto d’indirizzo non rappresenterà un vincolo per la propria azione rivendicativa, sia sul fronte giuridico sia su quello economico.

La CSE ha constatato come nella prospettazione dell’Aran manchi inevitabilmente la parte relativa agli impegni concreti del Governo legati alle risorse finanziarie necessarie per rinnovare veramente il contratto di lavoro. In parole povere, l’accordo del 30 novembre firmato da CGIL, CISL e UIL si conferma essere stato firmato “sull’acqua” in quanto non sono stati stanziati i promessi 85 euro medi lordi pro-capite, che è uno dei motivi per i quali non firmammo quell’intesa; allo stesso modo non ci sono garanzie sul fatto che gli aumenti andranno tutti sugli stipendi tabellari, che non ci saranno vincoli alla contrattazione del salario accessorio, che sarà possibile defiscalizzare il salario di produttività e che gli aumenti non vadano a diminuire il “bonus-Renzi” di 80 euro. Insomma, tutto ciò che è stato dato come acquisito il 30 novembre da Governo e triplice confederale è invece ancora tutto da conquistare.

Così come è stigmatizzabile la perdita del secondo semestre 2015, periodo per il quale, secondo la Corte Costituzionale, doveva comunque ripartire la stagione contrattuale. Un combinato disposto (somme esigue, mancato stanziamento 2018 e mancata decorrenza contrattuale) che rende assolutamente inaccettabile, e quindi da modificare, la  proposta economica del Governo.

Ad oggi l’unico atto di indirizzo, pronto ad essere inviato entro una settimana, dal Governo all’ARAN è quello per il Comparto Funzioni Centrali, ragion per cui o si continua nelle perdite di tempo in attesa che il Governo si degni di preparare gli altri quattro atti di indirizzo oppure si inizia a ragionare sugli istituti normativi dell’unico comparto per il quale ciò è possibile.

La CSE quindi, nel ribadire con fermezza le critiche per l’inadeguatezza delle risorse si è detta comunque disponibile ad iniziare la discussione. Abbiamo tanto da fare e intendiamo capire al più presto se vi sono gli spazi per un confronto proficuo su alcune odiose misure, che permangono all’interno dei contratti, e per l’applicazione immediata di altri istituti introdotti nelle ultime settimane nella legislazione, fortemente voluti dalla nostra confederazione. Tra gli istituti da sopprimere subito citiamo ad esempio l’odiosa trattenuta sulla malattia, che per i ministeri e le agenzie fiscali non è di dieci giorni ma di quindici, grazie alla mai cancellata previsione contrattuale; tra i secondi invece, la reintroduzione dei passaggi tra le aree, che la CSE ha chiesto con forza alla Madia e al Parlamento e che alla fine è stata inserita nel nuovo testo unico sul pubblico impiego. E, ancora, è fondamentale rivedere profondamente gli ordinamenti professionali, strutturando la carriera dei lavoratori oggi ingessata e senza sbocchi reali.

Sono queste le materie sulle quali noi siamo pronti all’innovazione, tanto da costituire all’interno della confederazione un gruppo di lavoro permanente che segua lo sviluppo della trattativa e aggiorni le nostre richieste in corso di trattativa.

La CSE è quindi disponibile a dare un senso alla trattativa portando al tavolo la voce dei lavoratori e dei cittadini che vorrebbero una pubblica amministrazione sempre più professionalizzata e capace di creare valore aggiunto per il Paese. Ci confronteremo nel merito, senza false promesse che poi si rivelano, alla luce dei fatti, solo dei grandi spot elettorali privi di risultati concreti per i cittadini e i lavoratori.

LA SEGRETERIA GENERALE CSE “

Come si evince dal predetto comunicato CSE, la riunione in ARAN non ha registrato fatti significativamente nuovi sul fronte strettamente negoziale; ha però avuto l’indubbio merito di aprile formalmente la stagione contrattuale dopo i blocchi di tutti questi, un merito interamente ascrivibile all’iniziativa ricorsuale della FLP che è poi approdata al giudizio della Corte Costituzionale  (tutti i tentativi di attribuirsi il merito da parte di qualche altra sigla è stato a suo tempo sconfessato dalla nostra Federazione con la documentazione allegata al Notiziario FLP DIFESA n. 75 del 10.07.2015  (clicca) a cui si fa ancora rinvio).

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

FLP


La FLP impugna il contratto di lavoro sottoscritto in data 12 febbraio u.s. relativo al personale del comparto Funzioni Centrali dinanzi ai giudici nazionali ed europei. Comunicato stampa di CGS ed FLP. Prosegue intanto la battaglia intrapresa dalla Federazione FLP per il riconoscimento degli arretrati non riconosciuti ai lavoratori per i primi sei anni di blocco contrattuale

20 Apr 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 42 del 20 aprile 2018 – Si riporta di seguito il testo del comunicato stampa diffuso in data di oggi dalla nostra Federazione con la quale si dà conto dell’iniziativa da parte della stessa Federazione di impugnare il CCNL del comparto Funzioni Centrali sottoscritto in data 12 febbraio 2018 da CGIL, CISL,UIL, CONFSAL […]


Rinnovo contrattuale. Il coraggio di dire di no ad un contratto pessimo, povero e antidemocratico. Tre, in particolare, le violazioni: l’indegno ricatto alle OO.SS. “o firmi o sei fuori dai tavoli”; la decorrenza dal 1.1.2016 e non dal giorno dopo la sentenza della Corte Costituzionale; la mancata creazione delle Sezioni speciali. FLP chiederà ai giudici di pronunciarsi con urgenza.

19 Feb 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 19 del 19 febbraio 2018 – Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 8 del 15 u.s. con il quale la nostra Federazione propone una disamina attenta e rigorosa delle diverse questioni che stanno dentro la vicenda contrattuale. ” La FLP, dopo aver consultato gli iscritti e i lavoratori, ha […]


Pubblichiamo il testo del CCNL 2016-2018 del comparto FF.CC. con le firme delle OO.SS. che lo hanno sottoscritto (CGIL, CISL, UIL, CONFSAL e anche CONFINTESA, dopo non aver sottoscritto la preintesa). Il CCNL non è stato invece firmato da USB e da FLP, che giudica questo contratto “pessimo, povero” e anche antidemocratico a fronte della sentenza n, 231/2013 della Corte Costituzionale.

14 Feb 2018 - Flp Difesa

NEWS FLP DIFESA del 14 febbraio 2018 – In allegato 1,   il nuovo Contratto di Lavoro  per il triennio 2016-2018 firmato lunedì scorso in ARAN da CGIL-CISL-UIL-UNSA e, dopo non aver firmato la preintesa, anche da CONFINTESA (sorpresa: ma non si battevano per uscire dall’ambito contrattuale ?). Il predetto contratto non è stato però firmato […]


Firmato il contratto di lavoro 2016-2018 del personale non dirigente del comparto funzioni Centrali da CGIL, CISL, UIL, CONFSAL UNSA e, dopo la non firma dell’Ipotesi, anche da CONFINTESA. La Federazione FLP, in coerenza con le posizioni espresse al tavolo, non firma questo contratto povero, pessimo e antidemocratico. La nostra battaglia continua e non faremo sconti

14 Feb 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 17 del 13 febbraio 2018 – Si riporta di seguito il testo del comunicato stampa diffuso dalla nostra Federazione a seguito della sottoscrizione del  CCNL del comparto Funzioni Centrali sottoscritto nel pomeriggio di ieri, oltre che dalle sigle firmatarie dell’Ipotesi, anche da CONFINTESA. “Nel pomeriggio di oggi CGIL CISL UIL,UNSA e CONFINTESA hanno […]


Contratto comparto Funzioni Centrali, ordinamento professionale. Tutto demandato ad una commissione paritetica, intanto i problemi si accumulano. Un’occasione persa per ammodernare la Pubblica Amministrazione e riformare le carriere dei dipendenti pubblici. Le linee di intervento in materia di ordinamento professione proposte da FLP

14 Feb 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 16 del 12 febbraio 2018 – Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 7 dell’ 8 febbraio 2018 che reca la quinta nota della nostra Federazione sui contenuti dell’Ipotesi di CCNL del comparto Funzioni Centrali sottoscritto il 23 dicembre u.s. da CGIL – CISL – UIL e CONFSAL-UNSA, ma non […]


Siglata l’ipotesi di CCNL 2016-2018 per il personale non dirigente del nuovo comparto delle “Funzioni Centrali”. Un contratto decisamente in perdita, con pochi soldi dopo ben otto anni di blocco di contratti e retribuzioni, che reca anche la cancellazione di diritti fondamentali. FLP e CGS non firmano

23 Dic 2017 - Flp Difesa

Notiziario n. 133 del 23 dicembre 2017 – Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 33 di data odierna che reca la nota dell’Ufficio Stampa della nostra Federazione in merito all’Ipotesi di CCNL del comparto Funzioni Centrali sottoscritto stanotte da alcune sigle ma non da FLP e CGS. ” La FLP da […]


Rinnovo contrattuale . L’ARAN presenta una bozza irricevibile e prepara un amaro regalo di natale. Norme che inaspriscono le sanzioni disciplinari, limitano il diritto alla salute, alla formazione, allo studio, alla partecipazione, alla carriera ed al riconoscimento delle professionalità. La nota di commento di FLP

12 Dic 2017 - Flp Difesa

Notiziario n. 127 del 12 dicembre 2017 – Si riporta il testo del Notiziario FLP n. 32 del 7 dicembre u.s. che reca un commento della nostra Federazione sugli ultimi sviluppi della trattativa in corso all’ARAN per il rinnovo contrattuale.  ” Come se non bastasse lo scenario assolutamente negativo derivante ai fini economici dall’accordo del […]


Dal 10 settembre in vigore le nuove regole in materia di buoni pasto introdotte con decreto del MISE n. 122 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 10 agosto u.s.. Cumulabili non più di otto pasti nell’ambito della stessa spesa di soli prodotti alimentari, fatta però solo in giornate lavorative.

4 Set 2017 - Flp Difesa

Notiziario m. 83 del 4 settembre 2017 – Ha visto la luce in Gazzetta Ufficiale,  in piena estate, poco prima di Ferragosto, un Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico (MISE), da tempo atteso e anche per questo oggetto di particolare attenzione dai media, volto a disciplinare l’utilizzazione dei buoni pasto e a fornire indicazioni sulle convenzioni […]


Prima riunione all’ARAN, avviato il confronto per il CCNL 2016-2018 del nuovo comparto Funzioni Centrali. L’atto di indirizzo della Ministra Madia, che non dice nulla sulla sterilizzazione del bonus fiscale degli 80 € e presenta poche aperture, e il nodo di sempre: non ci sono sufficienti risorse per l’ipotizzato aumento di 85 €. Il giudizio di FLP

19 Lug 2017 - Flp Difesa

Notiziario n 71 del 19 luglio 2017 – Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 14  diffuso in data odierna dalla nostra Federazione e relativo ai contenuti e agli esiti della riunione di stamattina in ARAN, che segna di fatto l’avvio della contrattazione collettiva  per il nuovo C.C.N.L. del personale non dirigente […]


Rinnovi contrattuali del pubblico impiego. I contenuti e le risultanze della riunione in ARAN del 27 u.s. che ha formalmente aperto il confronto negoziale. Mancano però ancora gli atti d’indirizzo, ma soprattutto….. mancano i soldi!

29 Giu 2017 - Flp Difesa

Notiziario n. 63 del 29 giugno 2017 – Si riporta di seguito il testo della nota diffusa dalla Confederazione CSE che riferisce dei contenuti e delle risultanze della prima riunione all’ARAN con tutte le Confederazioni sindacali del Pubblico Impiego avvenuta in data 27 giugno u.s.. Una riunione che ha di fatto aperto la stagione negoziale […]


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