Il tavolo di Presidenza del Convegno “P.A., bene comune” con parlamentari di M5S, PD e FI
Si riporta di seguito il Notiziario n. 48 del 10 u.s. con il quale la nostra Federazione dà conto dei contenuti e degli esiti della 3^ Conferenza Nazionale Organizzativa che si è tenuta presso l’hotel Aequa di Vico Equense (Napoli) nelle giornate del 6, 7 e 8 novembre u.s.
” La Conferenza Nazionale Organizzativa della FLP tenutasi a Vico Equense (NA) dal 6 all’8 novembre 2015 è stata l’occasione per affrontare in modo analitico e propositivo alcuni fondamentali aspetti che riguardano il mondo del lavoro, le forme di rappresentanza, la crisi del cosiddetto sindacato confederale e di quello corporativo, le azioni da mettere in campo a difesa del lavoro pubblico e delle attività delle pubbliche amministrazioni.
A partire dal confronto a più voci avutosi nella riuscita tavola rotonda sul tema “LA P.A. bene comune”, proseguito con gli interventi e i contributi sul modello organizzativo interno e sul necessario rapporto sinergico tra strutture territoriali e strutture nazionali di amministrazione, fino al dibattito sulle modalità e le azioni da intraprendere per contrastare in modo significativo e non velleitario le azioni elusive e dilatorie del Governo rispetto alla Sentenza della Corte sul rinnovo dei contratti.
Dall’intenso dibattito sono emerse alcune linee guida che dovranno caratterizzare nell’immediato futuro l’azione della FLP che proviamo a sintetizzare:
Necessità di aprire sempre più il sindacato alle esigenze della base, della società civile e delle Associazioni, rimettendo al centro il lavoro pubblico e la pubblica amministrazione come fattore di coesione sociale, di crescita e di garanzia di diritti.
Ribadire come nel nostro paese ci sia sempre più bisogno di sindacato, di vero sindacato, e come il crescente scollamento dei vertici sindacali dalla base e dai lavoratori sia dovuto alla mutazione genetica dell’attuale sistema di rappresentanza delle ex confederazioni dei lavoratori, divenute ormai sempre più società di servizi e gigantesche macchine commerciali e sempre meno strutture partecipate di difesa dei lavoratori.
Tale situazione apre la strada ad un processo di rinnovamento e di ricostruzione che deve partire dal basso. In questo percorso noi della FLP intendiamo esserci e contribuire a mettere in rete e organizzare tutte le forze sane interessate ad opporsi alla rilegificazione del rapporto di lavoro, alla limitazione dei diritti, alla precarizzazione del lavoro, alla riduzione del salario, allo smantellamento dello stato sociale.
La lotta per il diritto al contratto che la FLP ha messo al centro della sua azione arrivando con il suo ricorso fino alla pronuncia della Corte che ha bollato come incostituzionale il comportamento del Governo non è solo un momento ineludibile per ridare fiato al potere d’acquisto di milioni di lavoratori, falcidiato da anni di blocco e di tagli al salario aziendale, ma è anche lo strumento per contrastare scelte autoritarie imposte per legge, per mantenere viva la democrazia e la partecipazione sui posti di lavoro, mettere le professionalità dei lavoratori e delle lavoratrici al servizio dei processi di riforma e dei cittadini.
A tale proposito, il Comitato Direttivo Nazionale di FLP ha approvato le linee generali della mozione che alleghiamo al notiziario nella quale vengono ribadite le principali linee di azione.
Attivazione della procedura di ricorso nei confronti del Governo Italiano presso la Corte di Giustizia Europea per vedere riconosciuto il risarcimento del danno per gli anni di blocco contrattuale pregresso e sanzionata l’incredibile azione elusiva messa in campo dal Governo con la legge di stabilità 2016 (stanziamento di soli 300 mln di euro) per la parte relativa al rinnovo dei contratti a decorrere dalla data di pubblicazione della sentenza (luglio 2015);
Manifestazioni su tutti i luoghi di lavoro, con il massimo coinvolgimento dei lavoratori pubblici, che mettano al centro il rinnovo dei contratti e una diversa e vera riforma della Pubblica Amministrazione che deve veramente diventare un bene comune per la cittadinanza e per il Paese;
La proposizione di ordini del giorno, documenti, comunicati delle forze sociali, da presentare in tutte le sedi e le istanze istituzionali e politiche anche attraverso l’utilizzo dei media e dei social;
La proposta fatta con una lettera inviata in data odierna dal nostro Segretario generale Marco Carlomagno a tutte le OO.SS. rappresentative nei comparti del pubblico impiego per definire insieme un percorso di mobilitazione e di lotta che partendo dalle iniziative già assunte arrivi però, prima dell’approvazione della Legge di stabilità, alla proclamazione di una giornata di sciopero generale nazionale unitario.
Siamo consapevoli delle differenze che permangono tra le varie OO.SS., ma il momento è così grave per il lavoro pubblico che non possiamo permetterci di continuare ad agire in modo separato con iniziative che sia accavallano e che portano sempre più disorientamento tra i lavoratori. Questa è una richiesta che proviene dal basso, dai posti di lavoro, da tanti delegati, dalle RSU.
Che segnalano una giusta esigenza che non può essere disattesa.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Pubblichiamo, di seguito, la mozione approvata dalla 3^ Conferenza Nazionale di Organizzazione.
Si riporta di seguito il Notiziario n. 46 diffuso in data 30 ottobre dalla nostra Federazione con il quale la Segreteria Generale FLP, a fronte degli impegni disattesi dal Governo, alla stanziamento di risorse irrisorie per il rinnovo dei contratti dopo sei anni di blocco e al taglio delle risorse variabili dei Fondi Unici di Amministrazione, avvia la mobilitazione immediata fino allo sciopero generale e preannuncia il proprio intendimento di portare il Governo di fronte alla Corte di Giustizia Europea.
” L’avevamo ampiamente previsto. Il DDL di stabilità, presentato nei giorni scorsi in Senato, stanzia somme irrisorie per il rinnovo dei contratti (pochi euro al mese…) e contemporaneamente taglia le risorse destinate ai Fondi di amministrazione mediante la solita operazione ragionieristica di fissare un tetto massimo, questo volta calcolato sul 2015, anno nel quale, guarda caso, il Governo con la legge di assestamento non ha riassegnato alle singole Amministrazioni le risorse variabili, operando una riduzione sul 2015 in molti casi vicina al 30% della consistenza totale dei fondi.
Continua la logica dei tagli non sugli sprechi e le esternalizzazioni, ma sul salario dei lavoratori e delle lavoratrici, che si vedono ancora una volta negare il diritto al contratto e ridurre il potere d’acquisto con una forte riduzione della retribuzione complessiva percepita.
Non ci sono più parole per commentare quanto sta avvenendo.
Ad un Governo che elude una sentenza della Corte Costituzionale, che come FLP siamo riusciti a strappare con un’iniziativa senza precedenti nel panorama sindacale, e bara sui conti, non rispettando neanche le insufficienti regole vigenti sul calcolo dei benefici economici, risponderemo portandoli sul banco degli accusati di fronte alla Corte di Giustizia Europea per vedere riconosciuta la ripetuta violazione dei diritti contrattuali, il mancato adeguamento alla sentenza della Consulta e la quantificazione immediata del danno economico subito in questi sette anni.
Rilanceremo le iniziative nelle diverse Amministrazioni, negli Uffici, nelle grandi aree metropolitane mettendo insieme le buone ragioni dei lavoratori pubblici per il diritto al contratto, alla giusta retribuzione, alla valorizzazione delle professionalità con i bisogni e le attese dei cittadini e della società civile di avere una pubblica amministrazione che funzioni.
Cose che abbiamo detto ormai più di 1 anno e mezzo fa, quando abbiamo messo in mora Governo e Aran presentando, anche su questo da soli e per primi, la Piattaforma per il rinnovo dei contratti. Senza fermarci.
Decisi a batterci per una giornata di sciopero generale nazionale che metta finalmente insieme tutti i lavoratori, senza divisioni di sorta o manifestazioni di facciata, che sarebbero non solo incomprensibili ma anche dannose.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 107 del 2 ottobre 2015 –
L’on. Tiziana Ciprini di M5S nell’intervento alla Camera
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 41 del 28 settembre 2015 con il quale la nostra Federazione ci informa di aver diffidato il Governo chiedendo l’immediata apertura delle trattative.
“Come anticipato con il Notiziario FLP n. 39 continua il pressing della FLP sul Governo per impedire le inaccettabili manovre dilatorie e ottenere l’immediata apertura del negoziato dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha accolto le ragioni alla base del ricorso presentato dalla nostra Organizzazione sindacale nel 2012.
Dopo la prima lettera indirizzata al Premier Renzi all’indomani della sentenza nella quale chiedevamo l’apertura del negoziato, ora facciamo un passo successivo e tramite i nostri legali abbiamo predisposto una diffida, in corso di notifica, al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Economia, al Ministro della Funzione Pubblica e all’Aran “per dare impulso al procedimento di contrattazione e, per l’effetto, a formulare i necessari atti di indirizzo, trasmettendoli al Governo, per il successivo invio all’A.RA.N. e la conseguente apertura da parte di quest’ultima del tavolo negoziale relativo ai comparti sopra indicati”.
Vi comunichiamo inoltre che nella serata di ieri è stata discussa finalmente alla Camera la mozione presentata dal Movimento 5 Stelle, predisposta d’intesa con la nostra struttura ben prima della decisione della Corte Costituzionale.
Anche questa iniziativa ha prodotto, eccome, i suoi effetti.
Non a caso in vista della discussione sono state presentate numerose mozioni da parte di altri gruppi parlamentari (predisposte però guarda caso dopo la sentenza della Corte e a dire il vero alcune non condivisibili perché presentate solo per coprire l’inattività del Governo).
E la Ministra Madia è stata costretta a rispondere in aula e ad uscire allo scoperto sui tempi e sulle intenzioni del Governo (Impegno a reperire le risorse nella legge di stabilità e ad aprire il negoziato).
Restano però tutte le criticità e le mancate risposte sull’entità degli stanziamenti anche alla luce delle affermazioni sulla “progressiva azione di rinnovo dei contratti” che lascerebbe presupporre la volontà, neanche troppo implicita, di stanziamenti irrisori e assolutamente non in linea con il recupero del potere di acquisto falcidiato da sei anni di blocco.
Non lasceremo quindi tregua alle controparti e non molleremo certamente la presa, continuando l’opera di sensibilizzazione e di affiancamento di tutte quelle forze, politiche e sociali, che dimostreranno di volersi impegnare al nostro fianco per porre fine a quest’ingiustizia e a ridare dignità e valore al lavoro pubblico.
LA SEGRETERIA GENERALE”
Su questa stessa pagina, sono inoltre pubblicati anche i resoconti stenografici delle sedute del 21 e 24 settembre della Camera dei Deputati (allegati 1 e 2) e il link al video dell’intervento dell’on. Tiziana Ciprini (allegato 3).
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 39 del 17.09.2015 con il quale la nostra Federazione fa un punto di situazione, mentre il Governo sta mettendo a punto la manovra finanziaria 2016, sulle problematiche vecchie e nuove che affliggono il pubblico impiego e sulle necessarie iniziative di contrasto da porre in essere urgentemente.
” Nonostante la sentenza della Corte che si è pronunciata positivamente sul ricorso della FLP mirato a ottenere lo sblocco dei contratti nazionali di lavoro nel pubblico impiego, il Governo continua a fare orecchie da mercanti e lancia segnali sempre più preoccupanti che lasciano intravvedere una volontà, neanche troppo mascherata, di arrampicarsi sugli specchi e non ottemperare, o a farlo solo apparentemente, a quanto disposto dalla Corte.
Come se non bastasse, nella legge di assestamento di bilancio, approvata nei giorni scorsi al Senato e ora all’esame della Camera, il Governo per cercare di fare quadrare i conti in rosso a causa delle stime sbagliate derivanti da un calo delle entrate fiscali, dovuto in buona parte all’indebolimento delle politiche di contrasto all’evasione fiscale, ha pensato bene di non attribuire circa 80 milioni di euro ai Fondi di amministrazione, con il risultato di tagliare in modo ancora più drastico le già esigue risorse destinate alla produttività.
Una manovra inaccettabile che va respinta con forza.
E diciamo anche con chiarezza che nessuno pensi di barattare il reintegro di queste risorse, che ci spettano e sono già nostre, con un ulteriore rinvio dell’apertura della fase negoziale per il rinnovo dei contratti nazionali.
O che questo possa giustificare l’ignobile silenzio del governo sul rinnovo contrattuale!
L’iniziativa sul salario e sui diritti si intreccia con la difesa dei livelli di presenza e di democrazia sui territori.
Sta entrando infatti prepotentemente nella fase operativa l’operazione voluta da Monti con la spending review di smantellamento degli Uffici sul territorio e di sostanziale depotenziamento delle Amministrazioni centrali.
L’inaccettabile operazione di chiusura di 23 Prefetture che segue di qualche mese quella delle Ragionerie territoriali dello Stato ( che già avevano visto scomparire qualche anno fa le Direzioni Provinciali del Tesoro) da il segno di quanto sta già avvenendo e dovrà avvenire nei prossimi mesi con controriforme dipinte come azioni di rinnovamento che non razionalizzano un bel nulla, non rendono più operative e fruibili le strutture, ma tagliano servizi, presidii di legalità e colpiscono nella carne viva i diritti di decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici, alle prese con spostamenti di centinaia di chilometri per mantenere ( per quanto ?) il posto di lavoro, dopo essersi visto ridurre drasticamente lo stipendio.
La nostra opposizione a queste politiche miopi viene da lontano e le nostre iniziative in questi mesi si sono dispiegate su vari fronti:
Mobilitazione negli Uffici e sui territori;
Iniziative, anche giurisdizionali, contro le ingiustizie e le sopraffazioni perpetrate ai danni dei lavoratori per vedere riconosciuto il diritto alla contrattazione, alla professionalità ed alla dignità del nostro lavoro;
Sensibilizzazione della società civile , delle associazioni, dei gruppi parlamentari per cercare di uscire dall’isolamento in cui hanno cercato di rinchiudere il lavoro pubblico, testimoniando in tutte le sedi possibili le nostre buoni ragioni;
Partecipazione ad iniziative di democrazia diretta e di difesa della partecipazione e dei diritti come ad esempio l’adesione alla campagna referendaria di Possibile contro il JobsAct e la “buona” scuola, che lo ricordiamo è ancora in corso (la raccolta di firme termina a fine settembre) e per la quale chiediamo a tutti i lavoratori di continuare a firmare;
Contrasto alla politica di divisione tra pubblico e privato, garantiti e non garantiti, cercando di trovare un terreno comune di iniziativa e di proposta.
Su questa strada intendiamo andare avanti con convinzione e decisione, perché la situazione è certamente difficile, ma è anche più in movimento di quanto non lo fosse fino a qualche mese fa, prima della pronuncia della Corte.
Nelle prossime ore comunicheremo in dettaglio a tutte le nostre strutture le iniziative che come FLP metteremo in campo da subito per ridare fiato, forza e gambe alle nostre proposte e rivendicazioni.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP”
Notiziario n. 75 del 10 luglio 2015 –
La Corte Costituzionale ha dato ragione a FLP
Riportiamo di seguito il Notiziario n. 33 dell’8 luglio u.s. con il quale la nostra Federazione evidenzia come, a distanza oramai di due settimane dalla storica sentenza della Corte Costituzionale sul ricorso presentato nel 2011 da FLP che ha dichiarato illegittimo l’attuale blocco dei contratti di lavoro del settore pubblico, continuino i maldestri ma oramai infruttuosi tentativi da parte di alcune sigle, in primis CGIL-CISL-UIL, di volersi appropriare di un risultano che certo non appartiene a loro e alle loro iniziative. Ma la verità storica è un’altra, e i lavoratori pubblici questo lo hanno già ben compreso.
” A distanza di circa due settimane dalla pronuncia della Corte Costituzionale sul ricorso della FLP continuano i tentativi da più parti di appropriarsi dei meriti di questa storica decisione.
E’ vero: le vittorie hanno sempre tanti padri. Ma la verità è una sola!
Nel 2011 la FLP decise di mettere in campo una straordinaria iniziativa denominata “un euro per fare giustizia” che coinvolse migliaia di lavoratori e lavoratrici nel proporre un ricorso, tramite il giudice del lavoro, per vedere riconosciuta l’incostituzionalità della norma che bloccava “sine die” i contratti del pubblico impiego.
Ma non ci siamo limitati a proporre ricorso.
In questi anni abbiamo accompagnato l’iniziativa giurisdizionale con una serie di azioni, di mobilitazione e di sensibilizzazione della politica e della società civile, portando la voce dei lavoratori pubblici all’interno del Forum PA e dei Palazzi di Camera e Senato nel corso di numerose audizioni.
Più di un anno fa abbiamo messo in mora le controparti inviando la piattaforma per il rinnovo dei contratti alla Funzione Pubblica e all’ARAN.
Se la Corte si è pronunciata per l’incostituzionalità, nonostante le fortissime pressioni del Governo e dei mass media, è perché in questi mesi abbiamo tenuto alta la vigilanza e la mobilitazione. Non dimentichiamoci da ultime le iniziative con il Movimento 5 Stelle e il Gruppo dei Verdi che in modo esplicito hanno appoggiato le nostre posizioni.
Se adesso si riparla di contratti, se CGILCISLUIL si affannano fuori tempo massimo a predisporre piattaforme contrattuali, tra l’altro generiche e prive di ogni reale riferimento economico, il merito è solo della FLP.
Fino a pochi giorni fa “lor signori” balbettavano di compatibilità economiche, di privilegi dei lavoratori pubblici e chiedevano timidamente solo una contrattazione normativa, senza alcun beneficio economico, per non disturbare i governi amici.
Questa è la verità !
La FLP ha dimostrato che in questo paese se non si hanno scheletri nell’armadio, non si difendono apparati e caste di impresentabili, che hanno perso ogni rapporto con i lavoratori e i loro bisogni per gestire holding economiche, si può non solo fare sindacato, ma ottenere anche risultati concreti per i lavoratori.
Ma in questa vicenda si sono visti anche altri sindacati.
Quelli che si sono schierati dalla parte di “Tafazzi”, cercando di mascherare il proprio immobilismo parolaio e demagogico con comunicati nichilisti il cui assunto è “con la sentenza della Corte non cambia nulla e anzi vi tolgono pure gli 80 euro”.
A loro rispondiamo che per noi i contratti vanno rinnovati da subito e con incrementi economici che riconoscano la perdita del potere d’acquisto degli ultimi sei anni.
Il riconoscere l’incostituzionalità sopravvenuta, come avrebbe statuito la Consulta secondo il comunicato stampa diramato il 24 giugno, non significa in alcun modo che i contratti che andremo a rinnovare non possano prevedere il riconoscimento economico di quanto non corrisposto negli anni di blocco.
Non te lo impedisce la contrattazione che invece dovrà prevedere forme di recupero di quanto ingiustamente sottratto.
E comunque, ove dovessero permanere resistenze e impedimenti a riconoscere quanto spettante in sede contrattuale, verificheremo tutte le iniziative affinchè comunque il personale venga indennizzato per il grave danno economico subito nel periodo di blocco contrattuale.
Come vedete quest’importante sentenza , che tra l’altro andrà attentamente letta quando depositata per coglierne appieno tutti gli aspetti e le potenzialità, interrompe l’inaccettabile situazione discriminatoria di questi anni e apre nuovi scenari di partecipazione per i lavoratori.
Nei giorni immediatamente successivi all’annuncio della sentenza la FLP ha scritto a Renzi e alla Madia chiedendo l’immediata apertura della contrattazione perché non un solo minuto ancora si può perdere.
E nelle prossime ore notificheremo alla Funzione Pubblica e all’Aran l’integrazione alla piattaforma presentata con l’indicazione delle nuove richieste economiche e professionali.
Perché noi facciamo sul serio.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Ripubblichiamo su questa stessa pagina, a beneficio dei pochi che ancora non li avessero letti, i documenti della Corte, l’intervista al Segretario Generale FLP Marco Carlomagno sul quotidiano La Repubblica del 25 giugno 2015 e la lettera inviata al Presidente Renzi e alla Ministra alla PA Madia all’indomani della sentenza con la richiesta di avvio immediato del tavolo negoziale all’ARAN.
La sentenza di ieri della Corte Costituzionale sul ricorso FLP ha avuto larghissima eco tra i media (pubblichiamo su questa stessa pagina una piccola rassegna stampa di articoli tratti dai siti on line, che oggi saranno ovviamente replicati nei quotidiani in edicola) e rappresenta un fatto di enorme portata politica in un settore, quello pubblico, dove i lavoratori hanno subito il blocco per sei anni dei loro contratti e delle loro retribuzioni, pagando così un peso enorme alla crisi che il Paese vive dal 2008 e che ha messo a dura prova anche la sua tenuta economica e sociale.
Il fatto di straordinaria portata politica è rappresentato dal fatto che la Corte Costituzionale ha affermato il principio che i contratti di lavoro non possono essere bloccati e che vanno dunque rinnovati, anche se poi la straordinaria e vergognosa campagna mediatica cui abbiamo assistito in questi giorni sul presunto impatto drammatico sui conti pubblici (l’Avvocatura aveva parlato di un buco di 35 mld, semplicemente pazzesco, atteso che il costo reale sarebbe stato all’incirca sui 10 mld) ne ha impedito i logici e coerenti effetti retroattivi sui sei anni ultimi (2010-2015) vissuti senza contratto. Ma il punto politico sul fatto che i contratti vanno rinnovati e non ancora bloccati, come sicuramente sarebbe avvenuto anche quest’anno e fino al 2017 , questo almeno è stato raggiunto, ed è un grandissimo risultato.
Anche per questo la nostra Federazione, dopo aver incassato questo straordinario risultato della propria iniziativa sindacale e averlo fatto incassare all’intera categoria, si è immediatamente attivata con la nota a firma dl nostro Segretario generale Marco Carlomagno – che pubblichiamo su questa stessa pagina – giàinviata al Presidente Renzi e alla Ministra Madia con la quale chiede “che vengano attivate con assoluta urgenza tutte le azioni di competenza del Governo per l’immediata apertura del negoziato”.
In tutta questa vicenda, due cose hanno però colpito colpito la nostra attenzione e le vogliamo denunciare ai lavoratori:
– il maldestro tentativo di CGIL, CISL, UIL e altre OO.SS. di appropriarsi di un risultato rispetto al quale il loro contributo è stato assolutamente pari a zero, atteso che il ricorso che ha portato alla sentenza della Consulta lo ha fatto, pagato e vinto la FLP, come dimostrano senza tema di smentita i due documenti di provenienza dalla stessa Corte Costituzionale (lettera di convocazione udienza e calendario dell’udienza di ieri), che indicano in FLP (e non in CGIL, CISL, UIL) il sindacato ricorrente;
– lo strombazzamento di molti media, televisioni e giornali, che nel parlare di questo straordinario risultato ottenuto dal nostro sindacato, tentano di attribuirlo di fatto ad altre sigle, con tanto di interviste e di dichiarazioni riportate dei vari Camusso, Furlan e Barbagallo che parlano di “grande vittoria” (loro????), evitando però di aggiungere con grande onestà intellettuale che, fosse stato per la loro iniziativa, i contratti sarebbe stati ancora bloccati fino al 2017 e anche oltre.
Quanta disinformazione in questo nostro Paese, non se ne può davvero più !!!
Ma i lavoratori pubblici questa volta non si faranno certamente ingannare, e sapranno a chi attribuire il merito di questa straordinaria vittoria di civiltà del lavoro e di democrazia.
p. IL COORDINAMENTO FLP DIFESA – Giancarlo Pittelli
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 32 del 22 giugno 2015 con il quale la nostra Federazione fa il punto sulle iniziative già avviate e quelle in corso per sbloccare i nostri contratti fermi al 2009.
“E se la Corte Costituzionale vi dà torto?” – questa è la domanda che, avvicinandosi il 23 giugno, ci stanno facendo molti lavoratori. E anche qualche sindacalista malevolo ci fa la stessa domanda, con il sorrisetto beffardo di chi pregusta uno scenario dannoso per i lavoratori ma buono per i suoi “interessi di bottega”.
Per noi della FLP, lo abbiamo detto più volte, l’udienza di domani alla Corte Costituzionale è già una vittoria, quella di chi le battaglie per i lavoratori le combatte anziché star lì a guardare. Aspettiamo con la tranquillità di chi sa di essere nel giusto e non ha bisogno di gonfiare i numeri come fa l’Avvocatura dello Stato per cercare di mettere pressione sulla Corte Costituzionale. Crediamo nella giustizia e per questo non ci chiediamo cosa succederà se la suprema Corte dovesse decidere in modo sfavorevole perché siamo certi che non avverrà.
Ma più di ogni altra cosa, non ce lo chiediamo perché la vertenza per il contratto l’abbiamo combattuta e continuiamo a combatterla su ogni fronte. E siamo gli unici a farlo!
In questi anni di blocco del contratto abbiamo fatto gli scioperi e le manifestazioni ma siamo stati anche l’unico sindacato a depositare le piattaforme contrattuali all’ARAN e alla Funzione Pubblica quasi tre anni fa mentre altri le presenteranno ai lavoratori solo nei prossimi giorni (e c’è da chiedersi se aprono solo ora la discussione con i lavoratori, dopo quasi sei anni di blocco contrattuale, quando le depositeranno?);
Abbiamo costruito un percorso nel Paese e in Parlamento come nessuno ha fatto: il convegno della scorsa settimana con i Verdi e soprattutto la convergenza di idee e azione tra FLP e Movimento 5 Stelle sull’esigenza di rilanciare la contrattazione, hanno prodotto un documento congiunto, una importante interrogazione parlamentare e infine una mozione – che alleghiamo al presente notiziario – presentata alla Camera nei giorni scorsi.
Abbiamo incentrato la nostra audizione alla Commissione Affari Costituzionali della Camera sul disegno di legge Madia di riforma della pubblica amministrazione sull’importanza della contrattazione. E nessuno lo ha fatto con la nostra forza.
Come vedete quindi, non abbiamo giocato tutte le nostre fiches su un’unica opzione, quella della Corte Costituzionale, ma aperto un confronto a tutto campo con le forze politiche e sociali di questo Paese sulla dignità dei salari, l’esigenza economica di far ripartire la domanda interna e l’importanza dei contratti, più che delle norme, per riformare davvero la Pubblica amministrazione e dare ai cittadini servizi migliori a costi più contenuti.
Quella del 23 giugno per noi è quindi solo una tappa, seppure forse la più importante, di una vertenza che stiamo, da soli, conducendo a 360 gradi.
Per questo siamo tranquilli e aspettiamo il giudizio della Consulta, convinti come siamo che le uniche battaglie che si perdono sempre e comunque sono quelle che si sceglie di non combattere. Per opportunismo, per pigrizia, per incapacità o semplicemente per non disturbare il manovratore politico di turno.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Su questa stessa pagina, è pubblicata la mozione presentata da alcuni parlamentari del M5S.
Riportiamo di seguito il Notiziario n. 31 del 19 giugno u.s. con il quale la nostra Federazione evidenzia come, a distanza oramai di poche ore dall’udienza pubblica in Corte Costituzionale sul ricorso a suo tempo presentato da FLP contro il blocco dei nostri contratti, evidenzia come questa circostanza costituisca una grande occasione per mettere il lavoro pubblico al centro del dibattito politico e reca in allegato il calendario di udienza, dal quale si evince con chiarezza che FLP è l’ O.S. ricorrente, il che fa giustizia rispetto ai tanti che oggi vorrebbero assurgere al ruolo di primattori che certo non hanno.
” Mancano ormai solo 4 giorni all’udienza fissata presso la Corte Costituzionale per la discussione del riscorso FLP contro il blocco dei contratti e delle retribuzioni dei lavoratori pubblici.
Nonostante i colpi bassi del Governo, che con la memoria presentata dall’Avvocatura ha truccato i conti preconizzando sciagure per l’economia del Paese ove la Corte riconoscesse la manifesta incostituzionalità di una norma che limita il diritto alla contrattazione, impoverisce milioni di lavoratori e nega diritti e dignità lavorativa, con la nostra iniziativa, con la nostra coerenza e credibilità, siamo riusciti in un’impresa difficilissima: portare dalla parte dei lavoratori pubblici importanti settori della politica e della società civile, superando, ostilità, diffidenza e luoghi comuni.
Il ricorso che la FLP ha fortemente voluto nel 2011, e che ha visto pronunciarsi favorevolmente il Tribunale di Roma a novembre 2013, è una straordinaria occasione per ridare centralità e dignità al lavoro pubblico, contrastando le scellerate politiche degli ultimi anni di smantellamento delle funzioni e delle amministrazioni pubbliche.
L’occasione per uscire dall’accerchiamento mediatico e dai luoghi comuni sui fannulloni, accendendo i riflettori sulla buona pubblica amministrazione, sul valore del lavoro pubblico, portando sul banco degli accusati le lobbies, i poteri forti, la cattiva politica che in questi decenni hanno utilizzato i soldi pubblici per sprechi, ruberie e malaffare.
L’abbiamo potuto fare perché abbiamo le carte in regola, non abbiamo gli scheletri nell’armadio e rispondiamo unicamente ai lavoratori.
Ora in tanti cercano di prendersi il merito di un’iniziativa coraggiosa e allo stesso tempo difficile. Ma le carte parlano chiaro.
La FLP è il sindacato ricorrente come risulta dal calendario di udienza della Corte Costituzionale allegato. Al nostro appello, fortemente unitario, risposero solo la nostra Confederazione CSE, Gilda e Confedir, costituendosi in giudizio ad adiuvandum.
Gli altri non c’erano, o dormivano. E la storia non la si può cancellare.
Riportiamo di seguito il Notiziario n. 30 del 17 giugno u.s. che dà notizia del convegno organizzato al Senato dalla nostra Federazione e dal Gruppo Verdi che ha avuto al centro, alla vigilia del pronunciamento della Corte Costituzionale sul ricorso promosso da FLP contro il blocco dei contratti pubblici, le tematiche connesse alla riforma P.A. e alla ripresa della contrattazione.
” Ha riscosso molti consensi ed è stata l’occasione per un approfondito e proficuo confronto con i rappresentanti della politica e della società civile il Convegno organizzato il 15 giugno al Senato dalla FLP e dal Gruppo Verdi del Senato.
L’imminente sentenza della Corte costituzionale, che si pronuncerà il 23 giugno sul ricorso della FLP contro il blocco dei contratti e la discussione alla camera del Disegno di legge sulla riforma della PA, sono stati l’occasione per mettere a fuoco le proposte della nostra federazione sull’improcrastinabilità dello sblocco dei contratti per ridare fiato al potere d’acquisto, sull’importanza della contrattazione per una vera riforma della PA che metta al centro la partecipazione ed il lavoro come fattore di cambiamento, sulla necessità che si metta fine agli sprechi, alle esternalizzazioni, agli appalti ed alle ruberie, sventando l’operazione di smantellamento dello stato sul territorio che invece è e deve essere sempre più garanzia di legalità e di corretta erogazione di servizi alla cittadinanza.
Al Convegno, moderato dal Prof. Avv, Antonio Paparo, consigliere giuridico del Senato, e presieduto dalla Senatrice Paola De Pin Copresidente della Federazione Verdi del Senato, ha portato il suo saluto il Presidente dell’Aran Sergio Gasparrini che ha ribadito nel suo intervento l’importanza e la necessità della ripresa della contrattazione.
Dopo le relazioni della Segreteria generale FLP sono intervenuti Stefano Pedica del Partito Democratico e l’economista Antonino Galloni.
Presenti anche il Senatore Bartolomeo Pepe Copresidente del Gruppo Verdi e l’On.le Ferraresi del Movimento 5 stelle.
Di particolare rilevanza per gli approfondimenti tematici e le denunce sulla situazione in cu versano i più importanti settori della nostra PA sono state le comunicazioni dei coordinatori generali di settore della FLP che hanno evidenziato le criticità e proposto interventi e soluzioni.
Sul nostro sito www.flp.it trovate pubblicato il programma completo dei lavori ed una galleria fotografica dell’evento. LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Pubblichiamo su questa stessa pagina: :
l’intervento del Coordinatore Generale FLP DIFESA Giancarlo Pittelli sulle problematiche legate alla riorganizzazione del Ministero Difesa e al Libro Bianco uscito di recente (allegato 1);
La data del 23 giugno si avvicina, e con essa l’udienza pubblica in Corte Costituzionale sul ricorso presentato a suo tempo da FLP, in assoluto prima O.S. a proporlo, rispetto al quale la Corte dovrà decidere in merito alla legittimità del blocco dei contratti di lavoro dei lavoratori pubblici. Cresce l’attesa dei lavoratori, mai come ora attenti a questa scadenza, ma crescono anche i tentativi di condizionare il Collegio: valga per tutti la favola sparsa in giro dall’Avvocatura di un costo per le casse pubbliche di circa 35 mld nel caso di pieno pronunciamento favorevole al ricorso. Balle, solo enormi balle!!
A tal riguardo, riportiamo il documento sottoscritto in data di ieri da FLP e GILDA (Sindacato del Comparto Scuola) con il Movimento 5 Stelle (M5S) che fa chiarezza a tal riguardo:
“L’Avvocatura dello Stato si sbaglia di grosso se pensa di poter influenzare la decisione della Corte costituzionale, peraltro propalando numeri a nostro avviso gonfiati”.
Lo fanno sapere i deputati M5S che oggi hanno incontrato FLP e CGU-GILDA, i sindacati del pubblico impiego promotori del ricorso contro il blocco della contrattazione sindacale su cui, il prossimo 23 giugno, dovrebbe esprimersi la Consulta.
“Dopo cinque anni di congelamento, è ormai improrogabile far ripartire la dinamica contrattuale – dice in sintesi il documento siglato oggi dal M5S e dai rappresentanti dei lavoratori della Pa.
Si tratta di ristabilire un diritto conforme ai principi della retribuzione proporzionata e dignitosa, su cui si concentra l’articolo 36 della Costituzione”.
“Inoltre, non è vero, come sostiene l’Avvocatura, che una piena bocciatura del blocco contrattuale da parte della Corte costituzionale costerebbe 35 miliardi per il passato e 13 a regime.
In base ai numeri della Corte dei conti e dell’Aran, considerando anche la bassa inflazione dell’ultimo biennio, il costo non supera i 10-12 miliardi, peraltro al lordo delle tasse”, spiegano M5S, Flp e Cgu Gilda.
“Dopo, in pratica, sei anni di stop agli adeguamenti salariali, coincisi peraltro con la grande crisi, non si può più parlare di provvedimento temporaneo. Inoltre, siamo di fronte a una tassazione indiretta che discrimina in modo esclusivo il segmento del pubblico impiego. E, in più, il blocco ha di fatto paralizzato anche l’applicazione degli istituti contrattuali legati alla produttività”, osservano M5S e sigle sindacali.
“Il governo la smetta di fare pressioni indebite sulla Consulta, come accaduto con il parere dell’Avvocatura. A Palazzo Chigi hanno idea del valore del sacrosanto principio della separazione dei poteri? Stigmatizziamo ogni genere di intimidazione nei confronti dei giudici costituzionali e chiudono Cinquestelle, Flp e Cgu-Gilda – ci affidiamo senza riserve alla loro serena equanimità di giudizio. ROMA, 16 giugno 2015″
Pubblichiamo di seguito lìOrdinanza del Tribunale di Roma sul ricorso FLP e l’avviso di convocazione in Corte Costituzionale dell’udienza pubblica. Pubblichiamo inoltre il video con la risposta del Governo sul blocco dei contratti pubblici nel “question time” alla Camera del 17 u.s. a seguito interrogazione
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