Si riporta di seguito il comunicato diffuso in data 17 u.s. dalla Confederazione CGS, la nuova confederazione sindacale del pubblico impiego alla quale aderiscono, tra le altre sigle, anche FLP e GILDA, con il quale si dà notizia della già avvenuta adesione, in due soli giorni, di migliaia di lavoratori pubblici al ricorso risarcitorio (almeno 5.000 € l’indennizzo richiesto) promosso da CGS presso la CEDU (Corte Europea per i Diritti dell’Uomo), cui potranno partecipare anche tutti i lavoratori civili della Difesa.
” Più di mille ricorsi al giorno sono stati inseriti nel portale www.ricorsocgs.it, la piattaforma per registrarsi e partecipare al ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo (C.E.D.U.)organizzato dalla Confederazione Generale Sindacale (C.G.S.)contro il blocco dei contratti e delle retribuzioni nel pubblico impiego.
Abbiamo predisposto una piattaforma informatica che ci consentirà di gestire, assieme al personale amministrativo dedicato e alla strumentazione in sede, circa 300.000 ricorsi dal 15 marzo fino a fine maggio 2016 (periodo in cui sarà possibile inviare le pratiche).
Già sono state inserite le prime risposte ai quesiti più frequenti e ad ogni ricorrente entro 24 è stata data risposta via mail a dubbi o errori di compilazione.
Un sistema altamente professionale a supporto di una causa importante. La CGS ha intrapreso questo ricorso consapevole di:
avere a disposizione un’organizzazione che garantisca il raggiungimento degli scopi prefissati;
dimostrazione di riuscire a vincere dinanzi la Corte Costituzionale (sblocco dei contratti) e presso la Corte Europea di Giustizia (precari della Scuola);
essere la confederazione che ha al proprio fianco forse i migliori avvocati, di sicuro tra i più esperti, nella materia per trattarla con competenza presso le corti europee;
aver dimostrato che i ricorsi li fa veramente e li fa fino in fondo a tutela dei diritti dei lavoratori;
voler presentare il ricorso per vincerlo e non per demagogia.
Con piacere vediamo che ora anche altre organizzazioni sindacali si stanno muovendo, chi per imitarci chi per denigrare l’iniziativa. Così è stato anche in occasione del ricorso alla Corte Costituzionale.
Pensiamo sia di buon auspicio per festeggiare un’altra vittoria.
A chi vuole aderire al ricorso ribadiamo la serietà della nostra iniziativa accessibile a tutti i dipendenti pubblici e li invitiamo a prendere visione della piattaforma e della validità e credibilità dell’iniziativa. Tutto nella massima trasparenza e nell’interesse dei lavoratori.
Roma, 17 marzo 2016 “
Pubblichiamo su questa stessa pagina la locandina predisposta da FLP da affiggere nelle bacheche e da distribuire ai lavoratori, e sollecitiamo tutte le nostre strutture sindacali a pubblicizzare al massimo l’iniziativa della Confederazione CGS.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Allegato: la locandina FLP sul ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo
Notiziario n. 32 del 16 marzo 2016 –
Si riporta di seguito il Notiziario diffuso ieri dalla nostra Federazione con il quale la Segreteria Generale FLP dà notizia dell’avvio, da parte delle OO.SS. aderenti alla nuova Confederazione CGS tra le quali appunto FLP, del ricorso risarcitorio (almeno 5.000 € l’indennizzo richiesto) che verrà proposto presso la CEDU (Corte dei Diritti dell’Uomo), e al qualepotranno partecipare tutti i lavoratori civili della Difesa.
” La FLP, aderente alla nuova Confederazione sindacale CGS (Confederazione Generale Sindacale), è, unitamente a FGU, NURSIND e UNAMS, tra le OO.SS. promotrici dell’iniziativa che mira a ottenere la condanna del Governo a risarcire i lavoratori pubblici per il mancato rinnovo dei contratti dal 2010 al 2015 e per la mancata riapertura dei tavoli contrattuali, con adeguate risorse, a partire dal mese di luglio 2015, come previsto dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 178 che si è pronunciata a giugno 2015 sul ricorso promosso dalla FLP.
Ricordiamo che la Legge di stabilità 2016, stanzia la cifra irrisoria di 5 euro lordi mensili e nulla dice per il passato, avallando un’inaccettabile scippo per le tasche dei lavoratori.
Col ricorso sarà chiesto alla CEDU –Corte Europea dei Diritti dell’Uomo un indennizzo monetario, che si stima essere superiore ai 5.000 euro per i dipendenti del comparto e ben più alto per l’area dirigenziale, e la copertura economica del Contratto da luglio 2015.
Il ricorso, che si prevede possa avere il suo esito entro due anni e che è direttamente esecutivo chiamando in causa il governo a risarcire i lavoratori ricorrenti, assume un duplice valore sindacale:
La difesa dei diritti dei lavoratori pubblici contrattualizzati ad avere un rinnovo del contratto e un adeguamento salariale in linea con gli indici stabiliti dalle parti;
La difesa del ruolo del sindacato quale organo di rappresentanza dei lavoratori, valore di rango costituzionale riconosciuto proprio nella sentenza della Corte Costituzionale n. 178/2015 che è alla base del ricorso che presenteremo alla CEDU.
La dignità dei lavoratori pubblici richiede oggi più che mai una tutela sindacale determinata e le federazioni costituenti la CGS, con questa iniziativa, dimostrano di voler rendere concreta questa tutela attraverso tutte le strade che le relazioni sindacali e il diritto le consentono.
Purtroppo la situazione economica dei conti pubblici e il contesto internazionale non lascia ben sperare sulla volontà del Governo di aggiungere adeguate risorse economiche a quelle previste nella legge di stabilità per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego. Procediamo quindi verso una esigibilità dei diritti previsti dai trattati europei, anche oltre quanto già statuito dalla Corte Suprema, costringendo il Governo a pagare direttamente ai lavoratori il danno derivante dal mancato rinnovo dei contratti.
Da ieri sera sul sito internet www.ricorsocgs.it è disponibile tutto il materiale necessario per attivare il ricorso, che sarà aperto a tutti i lavoratori del pubblico impiego. La macchina organizzativa infatti è già in moto in quanto i ricorsi dovranno essere depositati presso la CEDU entro i limite massimo di sei mesi ed è stimabile un’adesione che supererà sicuramente le 100.000 adesioni.
Sull’esito positivo della vertenza siamo particolarmente fiduciosi, in quanto ci avvaliamo di un pool di avvocati particolarmente esperti in questo ambito.
Questa, dopo la sentenza della Consulta, è un’altra iniziativa che farà storia.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
In allegato, il comunicato della CGS sull’iniziativa riscorsuale (Allegato 1), le tabelle per la stima del danno (Allegato 2), la locandina da affiggere in tutte le bacheche e da distribuire a tutti i lavoratori in copia (Allegato 3) e il video della presentazione del ricorso (Allegato 4).
Si ricorda che l’adesione al ricorso è possibile unicamente attraverso la piattaforma informatica pubblicata sul portale web: www.ricorsocgs.it
Si riporta di seguito il Notiziario diffuso in data di ieri dalla FLP con la nota del nostro Dipartimento Politiche Previdenziali e Assistenziali che reca importanti informazioni di carattere previdenziale in merito alle regole che presiedono la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro con le PP. AA. .
” Il Pensionamento d’Ufficio
Dopo l’approvazione del decreto legge sul pubblico impiego (Dl 101/2013) e del decreto legge sulla Pubblica Amministrazione (Dl 90/2014) sono profondamente cambiate le regole per la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro da parte delle Pubbliche Amministrazioni.
I due provvedimenti citati hanno perseguito l’obiettivo di limitare la possibilità di proseguire il rapporto di lavoro dopo il compimento dell’età pensionabile per i lavoratori del pubblico impiego, da un lato abolendo il trattenimento in servizio, quell’istituto che consentiva di restare per un altro biennio sul posto di lavoro dopo l’età per il pensionamento; dall’altro rendendo strutturale la facoltà di risolvere unilateralmente il rapporto di lavoro nei confronti dei lavoratori che hanno raggiunto la massima anzianità contributiva (cioè 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne); ancora precisando che il limite ordinamentale per la permanenza in servizio (65 anni nella stragrande maggioranza delle Pa) possa essere superato solo per consentire al lavoratore il perfezionamento del diritto ad una prestazione pensionistica. A ben vedere queste limitazioni appaiono in contrasto con la stessa legge Fornero che, invece, incentivava la prosecuzione del rapporto lavorativo oltre il compimento dell’età pensionabile (sino a 70 anni) per dare la possibilità al lavoratore di agguantare un assegno più succulento.
Queste regole sono state cristallizzate nella Circolare della Funzione Pubblica 2/2015 con la quale Palazzo Vidoni ha individuato con precisione i limiti e le modalità per l’esercizio del potere di collocare in pensione d’ufficio i dipendenti pubblici.
La risoluzione obbligatoria
Allo stato attuale, per effetto delle innovazioni indicate in premessa, le pubbliche amministrazioni devono collocare in pensione d’ufficio a 65 anni (cioè al raggiungimento del limite ordinamentale per la permanenza in servizio) il personale che ha, a tale età, maturato un qualsiasi diritto a pensione.
In tale condizione si trovano, ad esempio, quei lavoratori che hanno maturato i requisiti di accesso al pensionamento entro il 31 dicembre 2011 (in pratica la vecchia quota 96) e coloro che hanno raggiunto la massima anzianità contributiva con le nuove regole Fornero (es. 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne), ma, per questo ultimo caso, mancano gli atti di indirizzo dei Ministeri, per cui nessun provvedimento d’imperio a tutt’oggi è scattato.
In caso contrario il rapporto di lavoro prosegue sino all’età per la vecchiaia, ovvero sino a 66 anni e 7 mesi di età. Oltre tale data il rapporto non può più protrarsi ad eccezione del caso in cui il lavoratore non abbia maturato i 20 anni di contributi (cioè il requisito contributivo necessario per l’accesso alla pensione di vecchiaia). In tale circostanza è prevista, in via eccezionale, la possibilità di permettere il proseguimento dell’impiego fino ai 70 anni (più l’adeguamento alla stima di vita…) se tale prolungamento consente al lavoratore di perfezionare il requisito contributivo utile per la pensione di vecchiaia (cioè i 20 anni di contributi).
Per i soggetti con primo accredito contributivo a decorrere dal 1 gennaio 1996, si consegue il diritto a pensione:
– a 66 anni e 7 mesi, in presenza del requisito contributivo di 20 anni, se l’importo della pensione risulta non inferiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale (c.d. importo soglia);
– al compimento dei 70 anni di età, con 5 anni di contribuzione ‘effettiva’ (obbligatoria, volontaria, da riscatto), con esclusione quindi della contribuzione accreditata figurativamente a qualsiasi titolo, a prescindere dall’importo della pensione. Per effetto dell’adeguamento alla speranza di vita il requisito anagrafico dal 1.1.2016 al 31.12.2018 è di 70 anni e 7 mesi.
La risoluzione d’ufficio si esercita, invece, al compimento del 70° anno di età nei confronti dei magistrati, degli avvocati e procuratori dello stato, dei professori universitari in quanto, nei loro confronti, il limite di permanenza in servizio è più alto di 5 anni rispetto alla generalità degli altri dipendenti pubblici. Ciò consente a questi soggetti, quindi, di maturare un assegno pensionistico più elevato.
La Risoluzione Facoltativa
L’articolo 1, comma 5 del decreto legge 90/2014 consente, inoltre, alle amministrazioni pubbliche di anticipare ulteriormente la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro rispetto ai limiti ordinamentali qualora ciò risponda a specifiche esigenze interne dell’ente pubblico. In tal caso la risoluzione deve essere motivata al destinatario con riferimento alle esigenze organizzative e ai criteri di scelta adottati; e può essere esercitata solo nei confronti dei lavoratori che abbiano raggiunto la massima anzianità contributiva (cioè a 42 anni e 10 mesi di contributi se uomini, 41 anni e 10 mesi se donne) a condizione che il trattamento non sia interessato dalla cd. penalizzazione e considerato che fino al 31.12.2017 detta penalizzazione non viene applicata, si pensava in una accelerata di questa procedura che invece è rimasta sulla carta! Prima di agire l’amministrazione dovrà dare un preavviso di sei mesi al dipendente.
La facoltà in parola è tuttavia preclusa nei confronti dei dirigenti medici responsabili di struttura complessa (i primari), i magistrati, il personale difesa e soccorso pubblico e i professori universitari. Nei confronti dei dirigenti medici (non primari) la risoluzione non può essere attivata comunque prima dei 65 anni.
Si riporta di seguito il Notiziario n. 16 diffuso in data di ieri dalla nostra Federazione con il quale la Segreteria Generale FLP dà notizia del Congegno, promosso insieme al Comitato Nazionale Vincitori e Idonei XXVII Ottobre, che avrà al centro dei propri lavori il rapporto tra riforma della PA e l’ingresso di nuove e qualificate leve all’interno degli Uffici pubblici, i vincitori di concorsi pubblici e gli idonei appunto, mediante l’inserimento nelle nostre Amministrazioni di migliaia di giovani che porterebbero negli Uffici della P.A. un indubbio valore aggiunto in termini di professionalità e di impegno lavorativo.
” Si terrà il 16 marzo 2016 a partire dalle ore 9 presso la sala del Consiglio nazionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, in Via del Collegio Romano 27 e del complesso monumentale ex Chiesa di S. Marta, l’importante convegno dal titolo “VINCITORI ED IDONEI – LA VERA RIFORMA DELLA PA”, organizzato dal Comitato Nazionale XXVII Ottobre e dalla Segreteria nazionale FLP- CSE.
All’iniziativa, che segna e rafforza la continuità del proficuo rapporto costruito in questi anni dalla nostra Organizzazione sindacale con il Comitato XXVII Ottobre, importante realtà organizzata di chi, dopo aver superato un concorso è ancora incredibilmente in attesa dell’assunzione, parteciperanno importanti esponenti della Politica e delle Istituzioni come si evince dal programma dell’evento allegato al presente notiziario.
Per noi della FLP/CSE una vera riforma della PA non può che passare tramite un rafforzamento, e non certo il depauperamento, degli organici, mediante l’inserimento nelle nostre Amministrazioni di migliaia di giovani che porterebbero negli Uffici della PA un indubbio valore aggiunto in termini di professionalità e di impegno lavorativo.
Uno scandalo tutto italiano (aver indetto concorsi, averli espletati e poi non assumere i vincitori e gli idonei) che dimostra l’assoluta mancanza di programmazione e di progettualità della politica rispetto ad un settore così vitale per lo sviluppo del Paese.
Ecco il perché riteniamo che sia necessario connettere le lotte di chi deve essere assunto con quelle di chi, da anni, lavora nelle nostre Amministrazioni e che è alle prese con l’inaccettabile blocco dei contratti e del diritto alla carriera.
Non sono e non debbono essere in contrasto le due cose.
Chiediamo al Governo ed alle Amministrazioni di riprendere con immediatezza il percorso di riconoscimento professionale per gli sviluppi economici, di inquadrare gli idonei delle procedure interne, di superare i vincoli sui passaggi del personale interno tra le aree.
Ma anche con forza di modificare le norme restrittive sul turn over e sulle assunzioni, permettendo il reclutamento delle tante migliaia di uomini e donne che sono pronti a servire lo Stato e le Istituzioni.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Su questa stessa pagina è pubblicato il programma dei lavori
Rino Di Meglio, Coord. Naz. GILDA e Segretario Generale CGS
Si riporta di seguito, in carattere corsivo colorato, il comunicato stampa diffuso in data odierna dalla CGS – Confederazione Generale Sindacale -, il nuovo soggetto confederale del P.I. che nasce dalla confluenza, all’interno di un progetto comune, di quattro delle Federazioni maggiormente rappresentative nei comparti più importanti del lavoro pubblico: FGU (Federazione Gilda-Unams) nella Scuola; FLP (Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche) nei Ministeri, nelle Agenzie fiscali e nella Presidenza del Consiglio; NURSIND (Sindacato delle Professioni Infermieristiche) nella Sanità e Unione Artisti UNAMS negli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale, che con l’imminente rilevazione della rappresentatività all’Aran sarà una delle più grandi Confederazioni sindacali autonome. Prima iniziativa: la presentazione a Straburgo di un ricorso contro il Governo per ottenere un indennizzo in ordine al il blocco dei contratti.
” La neo costituita Confederazione Generale Sindacale, composta da FLP (Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche), FGU (Federazione Gilda-Unams), NURSIND (Sindacato delle Professioni Infermieristiche) e Unione Artisti UNAMS, si rivolge alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per chiedere il risarcimento per i lavoratori gravemente danneggiati dal mancato rinnovo contrattuale che si protrae da oltre sei anni
Ottenere la condanna del Governo che non ha ottemperato alla sentenza con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il blocco del contratto del pubblico impiego e chiedere il risarcimento per i lavoratori gravemente danneggiati dal mancato rinnovo contrattuale che si protrae da oltre sei anni. Sono questi gli obiettivi del ricorso presentato alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) dalla CGS, Confederazione Generale Sindacale, composta da FLP (Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche), FGU (Federazione Gilda-Unams), NURSIND (Sindacato delle Professioni Infermieristiche) e Unione Artisti UNAMS.
L’iniziativa è stata illustrata oggi in conferenza stampa da Rino Di Meglio, coordinatore nazionale FGU e segretario generale CGS, e Marco Carlomagno, segretario generale FLP e vice segretario generale CGS.
“Il blocco dei contratti di 3 milioni e mezzo di lavoratori e lavoratrici del pubblico impiego – ha spiegato Carlomagno – ha provocato una perdita del potere d’acquisto che stimiamo in almeno 4 mila euro pro capite per il personale delle aree ed in quasi 8 mila euro per i dirigenti, oltre alle ricadute sui contributi pensionistici persi. Con questo ricorso, che sarà gratuito per gli iscritti ai quali chiederemo soltanto un piccolo contributo per le spese organizzative e gestionali, chiediamo alla CEDU il riconoscimento di un congruo indennizzo per i lavoratori e la condanna del Governo che, a distanza di 7 mesi, non solo ha stanziato una cifra irrisoria e provocatoria (5 euro lordi mensili), ma non ha neanche avviato la dovuta negoziazione all’Aran, ignorando la sentenza della Consulta.
Elaborando i dati della Ragioneria generale dello Stato e quelli dell’Istat basati sull’indice IPCA (Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato), la FLP ha calcolato che dal 2010 al 2015 l’incremento delle retribuzioni medie lorde non percepito a causa del blocco è del 10,3% (in allegato 1, in dettaglio i dati relativi ai vari comparti del pubblico impiego, ndr).
L’iniziativa giurisdizionale portata avanti dalla CGS prevede anche la presentazione di un ricorso al Tribunale di Roma per l’accertamento del diritto ai rinnovi contrattuali a far data non solo dal 30 luglio 2015 (giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della sentenza n. 178 della Corte Costituzionale), ma anche per i periodi precedenti durante i quali era stato disposto il blocco contrattuale.
“Il ricorso ai giudici di Strasburgo – ha dichiarato Di Meglio – segna l’esordio nel mondo sindacale della neo costituita Confederazione Generale Sindacale che raggruppa le organizzazioni rappresentative dei comparti più importanti del Pubblico Impiego: Scuola, Sanità, Ministeri, Agenzie fiscali e Afam. Parallelamente all’istanza avanzata alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, la CGS e le quattro sigle sindacali che la compongono continueranno a incalzare il Governo affinché metta a disposizione risorse dignitose per rinnovare finalmente i contratti “.
Seguiranno, a breve, i dettagli organizzativi dell’iniziativa, che era stata già preannunciata dalla nostra Federazione e che trova oggi conferma in via ufficiale. Dunque, un impegno rispettato, a favore dei nostri iscritti, e più in generale di tutte le lavoratrici e i lavoratori del pubblico impiego
In allegato 1, la “scheda” della nuova Confederazione; in allegato 2, le tabelle elaborate dalla GCS con la stima del danno subito a seguito del mancato rinnovo contrattuale; inoltre, il video della conferenza stampa di presentazione del ricorso a Strasburgo.
La molto pensierosa Ministra alla P.A. Marianna Madia
Si riporta di seguito il testo integrale del Notiziario n. 6 diffuso in data 4 febbraio u.s. dalla nostra Federazione, con il quale la Segreteria Generale FLP dà conto ai colleghi degli esiti estremamente deludenti e delle risultanze negative dell’incontro che le OO.SS. del pubblico impiego hanno avuto in pari data con la Ministra alla Funzione Pubblica, Marianna Madia.
” Poteva e doveva essere una riunione importante.
Finalmente, dopo la sentenza della Consulta sull’incostituzionalità del blocco dei contratti e alla vigilia del varo dei decreti delegati di attuazione della riforma della pubblica amministrazione, il Ministro convocava le OO.SS. a Palazzo Vidoni.
E invece, come le altre ultime volte, la riunione si è dipanata su un copione ormai rituale.
Una mera consultazione “successiva” sulla predisposizione dello schema di decreto delegato sul “rito abbreviato” deciso dal Governo per dare soddisfazione all’onda mediatica montata ad arte, per licenziare in “48 ore” coloro che timbrano il cartellino e se ne vanno a spasso.
Nessun accenno agli altri Decreti delegati che pure ci risultano scritti e che dovrebbero riscrivere da capo a fondo il rapporto di lavoro e l’assetto della nostra pubblica amministrazione.
Nessun riferimento, se non nella brevissima replica finale, al rinnovo dei contratti e alla necessità di implementare il ridicolo stanziamento previsto dalla legge di stabilità 2016.
Diciamo subito, e l’abbiamo ribadito nel nostro intervento, che per noi chi viene meno ai doveri di pubblico dipendente e con il proprio comportamento infanga milioni di lavoratrici e lavoratori è il principale nemico di chi come noi vuole mettere il lavoro pubblico, i suoi addetti e le grandi professionalità presenti, al servizio della collettività e del bene del Paese.
In questi anni, in tempi anche diversi da questi, non ci siamo mai tirati indietro e all’interno dei Contratti nazionali di lavoro abbiamo con coraggio disciplinato con severità tali fattispecie.
Oggi non solo i contratti, ma la stessa legge, prevede forti sanzioni nei confronti di chi non rispetta l’orario di lavoro o con mezzi fraudolenti falsifica le presenze.
Predisporre uno specifico decreto delegato su questo, individuando in modo raffazzonato e confuso nuovi termini per il dispiegarsi del procedimento disciplinare, non cambia la sostanza e contribuisce solo a dare l’idea che fino ad ora i lavoratori pubblici fossero dei privilegiati. Cosa assolutamente falsa.
Questo decreto cosi com’è non solo non serve, perché la materia è ampiamente regolamentata, ma, ironia della sorte, fa passare in secondo piano, perché non caratterizzati dal cosiddetto rito abbreviato, reati assolutamente devastanti per il buon funzionamento della Pa quali quelli della corruzione e della concussione che per il Governo evidentemente sono meno importanti di questo.
Una visione vecchia, quella che promana dallo sgangherato Decreto delegato, della macchina amministrativa (altro che amministrazione digitale) che fa della mera presenza in Ufficio il parametro principale per valutare la produttività e la qualità del lavoro, che rischia di creare problemi all’efficienza delle Amministrazioni ed ai lavoratori quando, in modo goffo, rischia di assimilare all’assenza fraudolenta dal lavoro anche attestazioni quali quelle certificate in occasione delle tante attività esterne svolte, in particolare nel calcolo della congruità del tempo di viaggio come tempo di lavoro.
Utilizzare lo strumento del Decreto delegato, sottoposto a un iter di approvazione abbastanza lungo, non risponde neanche all’esigenza di immediatezza che evidentemente il Governo voleva dare in pasto all’opinione pubblica. Ma l’effetto annuncio è ottenuto. Anche se poi la faccenda si complica solamente.
Eppure il rinnovo dei contratti era ed è l’occasione non solo per recuperare il potere d’acquisto falcidiato da un blocco ormai settennale, ma anche per mettere mano all’ordinamento, alla classificazione del personale, al rapporto di lavoro.
Invece la strada perseguita da Renzi e dalla Madia è purtroppo assolutamente in linea con la ricetta Brunetta. Blocco dei contratti, smantellamento delle garanzie e delle tutele preesistenti tramite interventi unilaterali che rilegificano tutti gli istituti del rapporto di lavoro in senso punitivo.
Siamo stanchi di ascoltare generiche e stereotipate affermazioni sulla valorizzazione dei lavoro pubblico smentite immediatamente dopo da comportamenti diametralmente opposti.
Nella replica Marianna Madia ha detto che ora, con la ripresa economica, ci sarebbero le condizioni per riprendere il percorso contrattuale.
Sia coerente allora con tale assunto. Non si nasconda dietro l’alibi del mancato accordo sui comparti contrattazione. Si impegni ad emanare da subito l’atto di indirizzo per il rinnovo dei contratti che, vista l’eterogeneità delle nuove possibili aggregazioni, non può che essere orizzontale e trasversale. Rinunci a legificare su materie proprie della contrattazione e le inserisca negli atti di indirizzo. Chieda da subito l’integrazione delle risorse perché con 5 euro al mese non si fa nessun contratto. E apra un confronto serio, non limitato alle due ore canoniche, sui decreti di attuazione della riforma e sul modello organizzativo.
Altrimenti sono solo chiacchiere… svogliate e distratte tra un tweet e l’altro…
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Notiziario n 11 del 23 gennaio 2016 –
Si riporta di seguito il Notiziario n. 3 diffuso in data 21 gennaio dalla nostra Federazione con il quale la Segreteria Generale FLP fa il punto di situazione sullo spinoso problema legato al rinnovo contrattuale e preannuncia i propri intendimenti al riguardo.
“La sentenza con la quale la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il blocco dei contratti pubblici, perpetrato dai vari governi che si sono succeduti negli ultimi 6 anni, sarebbe di volta in volta merito di CGIL, CISL e UIL, di qualche sindacato autonomo salito all’ultimo momento sul carro o, perché no, di qualche associazione di consumatori.
Ma qual è la verità? Facciamo parlare i fatti.
La Corte Costituzionale, il 23 giugno 2015, ha dichiaratoillegittimo il blocco dei contratti pubblici in seguito alla remissione effettuata, alla stessa Corte, dal giudice Ileana Fedele sul ricorso denominato“un euro per fare giustizia”, presentato dalla FLP contro il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici, ravvisando la possibile violazione degli articoli 2, 3, 35, 36 39 e 53 della nostra Carta Costituzionale.
Nel 2011, infatti, la FLP decise di mettere in campo l’iniziativa denominata “un euro per fare giustizia”che coinvolse migliaia di lavoratori nel proporre un ricorso, tramite il giudice del lavoro, per vedere riconosciuta l’incostituzionalità della norma che bloccava sine die i contratti del pubblico impiego.
A tale percorso CGIL, CISL e UIL non diedero alcun contributo. Anzi fin dall’inizio bollarono quel ricorso come “azione puramente propagandistica e priva di ogni possibilità di riuscita” paventando anche in caso di non accettazione del ricorso pesantissime spese di soccombenza processuale.
Poi però, il 27 novembre 2013, il giudice che doveva esaminare il nostro ricorso, accogliendo le eccezioni di illegittimità costituzionale, decise di rimetterelo stesso alla suprema Corte affinché si pronunciasse sulla questione sollevata.
A quel punto la FLP rivolse un invitoa tutti gli altri sindacati rappresentativi del pubblico impiego chiedendo loro di costituirsi nel giudizio pendente alla Consulta e avviare così un percorso comune per la salvaguardia dei diritti dei lavoratori.
Quell’appello fu però ignorato da CGIL, CISL e UIL, come anche da altri.
Qualcuno di loro si affannò a predisporre piattaforme contrattuali generiche e prive di ogni reale riferimento economico, invitando il governo a rinnovare subito i contratti anche solo per la parte normativa, con l’evidente fine di sottrarre alla Corte la materia su cui doveva pronunciarsi.
Non solo: tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015 (durante la campagna elettorale per il rinnovo delle RSU), qualche dirigente nazionale dei tre sindacati, incominciò a rilasciare pompose interviste con le quali magnificava “la novità e l’importanza” di una iniziativa giurisdizionale (identica a quella precedentemente da noi attuata) assunta da quei sindacati e di una udienza che ci sarebbe stata di li a poco su un loro ricorso contro il blocco dei contratti… il tutto mentre attendevamo che la Corte Costituzionale si pronunciasse sul ricorso FLP… con il rischio che se il Giudice de quo avesse malauguratamente rigettato il loro ricorso, anche le nostre giuste tesi a difesa dei diritti e delle retribuzioni dei lavoratori pubblici si sarebbero indebolite.
Ma così fortunatamente non è stato, anche se è indubbio che la sentenza della Consulta ha subito i condizionamenti del momento e le isterie del Governo che, tramite l’Avvocatura, ha preconizzato sfracelli per la finanza pubblica in caso di pronuncia favorevole della Corte.
La dichiarata illegittimità sopravvenuta, pur essendo uno straordinario risultato visto lo scenario di riferimento, rende ovviamente più difficile la battaglia per vedere riconosciuto il danno subito in termini di perdita del potere d’acquisto per i 6 anni di blocco; e il continuo richiamo ai vincoli di bilancio rischia contestualmente di rendere puramente virtuale lo sblocco, atteso che il Governo ha stanziato una somma assolutamente ridicola, messa lì nella legge di stabilità per attuare un recepimento della sentenza puramente di facciata, offensivo nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici del pubblico impiego.
La strada è quindi ancora in salita ed è necessario mettere in campo azioni le più unitarie possibili:
di MOBILITAZIONE E DI LOTTA per costringere il Governo ad aprire un vero negoziato (vedi manifestazione nazionale a Roma del 28 novembre 2015 che ha visto tra i promotori proprio la FLP);
LEGALI per veder riconosciuto e quantificato mediante la proposizione di uno specifico ricorso, da giudici terzi e da organismi giurisdizionali comunitari, il danno subito da ogni singolo lavoratore.
GIA’ LO ABBIAMO ANNUNCIATO E ORA LO RIAFFERMIAMO
Metteremo in campo una serie di iniziative capaci di contrastare ancora con efficacia e successo la nuova scellerata e violenta azione di delegittimazione dei lavoratori pubblici ripresa con grande enfasi in questi giorni per oscurare i ritardi colpevoli del Governo sul rinnovo dei contratti e per dare una copertura mediatica all’ennesima controriforma della pubblica amministrazione
Essere riusciti a mettere in corto circuito il piano di chi aveva già messo per sempre una pietra tombale sul diritto alla contrattazione per i dipendenti pubblici è un risultato di assoluta rilevanza che non ci lasceremo scippare.
Perché dovranno sempre fare i conti con la FLP il sindacato non degli annunci, ma dei fatti, che non scende a compromessi e che quello che promette poi realizza.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Invitiamo i colleghi e gli amici visitatori di partecipare al sondaggio che abbiamo attivato sulla home page del nostro sito in merito allo schema di decreto legislativo adottato dal Governo che prevede il licenziamento dei dipendenti pubblici che attestato false presenze in servizio.
In allegato, lo schema di decreto legislativo sul licenziamento per falsa attestazione della presenza in servizio, adottato nella scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri e che sarà sottoposto all’ora al parere non vincolante delle Commissioni parlamentari competenti.
Si riporta di seguito il comunicato inviato dalla Segreteria Generale FLP a tutte le proprie articolazioni che reca i punti della piattaforma della manifestazione nazionale di sabato 28 novembre p.v. e alcuni dettagli organizzativi convenuti dalle sigle sindacali che prenderanno parte alla manifestazione.
” Rinnovare il contratto nazionale, scaduto da oltre sei anni.
Stanziare risorse adeguate nella legge di Stabilità per i contratti pubblici, ben oltre la ‘mancia’ proposta dal governo.
Liberare dai vincoli la contrattazione decentrata, la sola via per migliorare l’organizzazione del lavoro e la qualità dei servizi pubblici.
Valorizzare il lavoro pubblico e i servizi pubblici, contro le scelte sbagliate del governo e contro i tagli che riducono i diritti di tutti.
Rivendicare risposte per i precari e per l’occupazione tutta, a partire dal contrasto alle nuove e intollerabili misure che bloccano il turn over.
Per la pace, ovunque nel mondo, contro il terrorismo, la guerra e la paura.
Sono queste in sintesi le ragioni della manifestazione indetta dalle Federazioni sindacali di CGIL, CISL, UIL, CONFSAL e GILDA per sabato 28 novembre a Roma.
Oltre 20 sigle(*) in rappresentanza di scuola, sanità, funzioni centrali, servizi pubblici locali, sicurezza e soccorso, università, ricerca, AFAM e privato sociale, manifesteranno sabato da piazza della Repubblica a piazza Madonna di Loreto a Roma, dietro le parole “Pubblico6Tu, ContrattoSubito”.
Migliaia di lavoratori da tutto il paese sfileranno lungo le vie della Capitale a partire da Piazza della Repubblica, dove alle ore 12 è previsto il concentramento, fino a Piazza Venezia nelle cui vicinanze sarà allestito il palco per i comizi.
Una giornata di mobilitazione per lanciare un messaggio al governo: se davvero vuol cambiare il paese non può lasciare i settori e servizi pubblici a un destino di abbandono. Una tendenza da invertire attraverso il contratto, e non con le imposizioni legislative: la sola via per un cambiamento positivo.
Quindi, risposte sul lavoro attraverso il contratto e, per questa via, la garanzia di migliori servizi ai cittadini.
Sabato 28 novembre a Roma sarà una tappa della mobilitazione per il rinnovo dei contratti pubblici: si andrà avanti, infatti, fino a che non ci saranno le risposte che le lavoratrici e i lavoratori, così come le cittadine e i cittadini, si aspettano e meritano.
Percorso –Il percorso della manifestazione prevede la partenza da Piazza della Repubblica, dove alle ore 12 è previsto il concentramento, per poi proseguire verso Piazza dei Cinquecento, via Cavour, via dei Fori Imperiali, piazza Madonna di Loreto (adiacente piazza Venezia)
Web e social –La manifestazione sarà seguita in diretta da www.radioarticolo1.it a partire dalle ore 12, sui social (da Facebook a Twitter) gli hashtag di riferimento sono
#contrattosubito, #28nov e #pubblico6tu “
Questo il comunicato. Come si evince dalla sua lettura, l’iniziativa è partita dalle cinque OO.SS. della Scuola, e tra queste da GILDA che insieme a FLP e altre sigle ha dato vita alla nostra nuova Confederazione CGS, che entrerà ufficialmente in scena dopo la rideterminazione dei nuovi comparti e la rilevazione delle nuove rappresentatività per comparto. Successivamente, anche a seguito dell’appello lanciato da Marco Carlomagno Segretario Generale della nostra Federazione, l’iniziativa si è estesa alle Federazioni di altri comparti, e tra queste ovviamente anche alla FLP che opera nel comparto delle c.d. “funzioni centrali”: Ministeri; Agenzie Fiscali; Presidenza del Consiglio; Parastato; etc. etc.).
La manifestazione di sabato prossimo si annuncia come la più importante dell’ultimo decennio ed estremamente significativa sotto il profilo politico sindacale, in quanto presenta una forte e straordinaria connotazione unitaria in un momento decisivo, quello in cui il Parlamento sta esaminando il disegno di legge di stabilità 2016 e dovrà operare le proprie scelte di bilancio.
Noi auspichiamo che la manifestazione di sabato veda una straordinaria adesione di popolo, e invitiamo tutti i colleghi a parteciparvi. La nostra sollecitazione è diretta naturalmente, in primo luogo, alle lavoratrici e ai lavoratori del Ministero Difesa, che hanno solide ragioni, come dipendenti pubblici ma anche come lavoratori civili della Difesa, per gridare alta la propria rabbia ed elevare forte la propria protesta contro un Governo e una Ministra che non fanno nulla per noi.
A partire dalle ore 11.00 di sabato 28 p.v., saremo presenti con le nostre bandiere e con lo striscione di FLP DIFESA di fronte alla Chiesa di S. Maria degli Angeli, e da lì poi muoveremo verso Piazza Repubblica (nei pressi del gazebo di GILDA) per entrare in corteo.
Sappiamo già che arriveranno da diverse parti d’Italia anche lavoratori civili della Difesa, nostri iscritti e simpatizzanti, e non solo ovviamente: li invitiamo tutti a trovarsi insieme a noi di fronte alla Chiesa S. Maria degli Angeli in piazza Repubblica, per dare rappresentanza in corteo al popolo civile della Difesa che vive oggi una stagione di grave e colpevole disattenzione di un Vertice politico sempre più lontano dai reali bisogni della nostra gente: Ministra Pinotti, dove sei? Avevamo chiesto un incontro urgente, ma la Ministra notoriamente preferisce i salotti TV…..
E ALLORA TUTTI IN PIAZZA, PER IL CONTRATTO E PER LA NOSTRA DIGNITA’!
Si riporta di seguito il Notiziario n. 50 diffuso in data di ieri con il quale la nostra Federazione dà notizia che l’iniziativa avviata dal Segretario Generale FLP Marco Carlomagno nei confronti delle Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative del pubblico impiego e finalizzata a realizzare la massima unità sindacale in previsione della manifestazione del 28 novembre p.v. a Roma, ha avuto successo. Pertanto, la FLP, insieme ad altre Federazioni di categoria, entra tra i soggetti promotori della predetta manifestazione, inizialmente indetta anche da GILDA (O.S. rappresentativa nel comparto scuola), che insieme a FLP e NURSIND (comparto Sanità) hanno dato vita alla nuova Confederazione CGS, che scenderà in campo subito dopo la definizione di nuovi comparti di contrattazione e l’accertamento delle rappresentatività.
” Nei giorni scorsi con la lettera inviata dal Segretario generale FLP Marco Carlomagno ai Segretari generali delle OO.SS. maggiormente rappresentative nel pubblico impiego avevamo sollecitato la massima unità del fronte sindacale nelle mobilitazioni da mettere in campo prima dell’approvazione della legge di stabilità per contrastare le inaccettabili politiche del Governo in materia di lavoro pubblico e di rinnovo dei contratti,
Un’iniziativa, la nostra, fortemente voluta dalla base dei lavoratori, dai delegati, dalle RSU, che sempre più richiedono l’adozione di risposte adeguate e non frammentate agli attacchi subiti, e a cui abbiamo risposto e aderito con convinzione.
Consapevoli che in questa fase più che alimentare i motivi di divisione, vanno ricercati, con convinzione e coerenza, quelli possibili di unità.
In tale direzione come FLP (in rappresentanza delle Amministrazioni delle Funzioni centrali), insieme alla FGU GILDA (in rappresentanza dei lavoratori della Scuola e degli Istituti di alta formazione) e alla NURSIND (in rappresentanza dei lavoratori della Sanità) siamo tra i promotori, unitamente alle Federazioni di categoria di CGIL, CISL, UIL e CONFSAL, della grande manifestazione nazionale che si terrà a Roma il 28 novembre 2015 con concentramento a Piazza della Repubblica alle ore 12 e corteo fino a Piazza Venezia, dove è previsto il comizio finale.
Vi alleghiamo il manifesto dell’evento e a breve forniremo ulteriori dettagli organizzativi per la massima partecipazione all’iniziativa.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Invitiamo le lavoratrici e i lavoratori della Difesa a partecipare a quella che si annuncia come la più imponente e unitaria manifestazione degli ultimi 10 anni, per testimoniare la nostra rabbia e per gridare il nostro diritto a un dignitoso rinnovo contrattuale.
Alla manifestazione del 28, parteciperemo ovviamente anche come settore Difesa e dunque con lo striscione di FLP DIFESA, di cui forniremo a seguire i dettagli organizzativi.
Si riporta di seguito il Notiziario diffuso in data 12 novembre dalla nostra Federazione con il quale la Segreteria Generale FLP dà notizia dei contenuti e delle risultanze della riunione avvenuta il giorno prima in ARAN, nella quale l’Agenzia ha presentato la propria proposta per il ridefinizione dei comparti di contrattazione (max quattro, ex D.Lgs. 150/2009) considerata irricevibile dalla nostra Federazione.
Di fronte degli impegni disattesi dal Governo, alla stanziamento di risorse irrisorie per il rinnovo dei contratti dopo sei anni di blocco e al tentativo di cancellare la contrattazione nel pubblico impiego, il Segretario generale FLP, Marco Carlomagno, ha scritto alle altre sigle e lanciato un’ appello per una grande mobilitazione immediata e unitaria fino allo sciopero generale, e ha confermato l’intendimento della nostra O.S. di portare il Governo di fronte alla Corte di Giustizia Europea.
Questo il comunicato della nostra Federazione datato 12 novembre:
” Nella giornata di ieri, presso la sede Aran, si è svolta la prevista riunione fra la stessa Agenzia e le Confederazioni maggiormente rappresentative del Pubblico Impiego con all’ordine del giorno la problematica legata alla definizione dei comparti di contrattazione secondo le indicazioni previste dal dlgs 150/2009, la c.d. riforma Brunetta.
L’incontro trae le mosse da una precedente riunione nella quale l’Aran, dopo aver ricevuto dal Ministro Madia una scarna e generica direttiva, di fatto invitava le parti a comunicare i propri intendimenti al riguardo, ricevendo di contro una forte e coesa presa di posizione rispetto alla necessità primaria e ineludibile, dopo la sentenza della Corte Costituzionale, di rinnovare i contratti del Pubblico Impiego partendo dal 2015 (proprio come da sentenza) e traguardando un triennio contrattuale 2016/2018 caratterizzato da un deciso incremento contrattuale.
I giorni che sono seguiti da quella riunione ci parlano di una legge di stabilità che assegna al rinnovo contrattuale di più di tre milioni di pubblici dipendenti appena 230 milioni di euro o giù di li, al netto del possibile stanziamento per il comparto sicurezza e quindi una cifra irrisoria, offensiva, assolutamente inadeguata a riconoscere un dignitoso rinnovo contrattuale.
Il tutto mentre latitano sugli arretrati e sulle decorrenze che comunque derivano dalla pubblicazione della sentenza della Corte.
Infatti il Dipartimento della Funzione Pubblica, rispondendo alla diffida che la FLP ha notificato al Governo a fine settembre 2015 per l’apertura immediata delle trattative (documento che alleghiamo in copia), afferma che non verrà stanziata alcuna somma per il periodo pregresso al 1 gennaio 2016 in quanto le somme per finanziare la stagione contrattuale vengono previste dalla legge di Stabilità.
Come se nel frattempo tra il deposito della sentenza della Consulta e la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (luglio 2015) non fosse stata approvata la legge di assestamento 2015. L’ennesima provocazione che va rispedita al mittente.
E allora la riunione di ieri è scorsa intorno a questo grande nodo irrisolto, ovviamente senza risposte da parte dell’ARAN che, invece, ha iniziato a ragionare di comparti, compartoni etc..
In buona sostanza al di là della definizione di tre o quattro comparti, quella che è emersa è la volontà di parte governativa di ridurre non solo la contrattazione ma anche la specificità dei contratti e la possibilità per gli stessi di regolare in modo intelligente non solo il rapporto di lavoro ma anche la partecipazione e il contributo dei lavoratori ai processi di riforma delle PA.
Un progetto che per i prossimi mesi prevederebbe contratti nazionali di primo livello senza risorse, generici e di fatto appiattiti al ribasso, limitazione della contrattazione integrativa con sempre minori risorse a disposizione e con ripetute incursioni legislative tese unicamente alla limitazione dei diritti dei lavoratori.
L’intervento della delegazione CSE/FLP, nel denunciare la volontà governativa di voler eludere quanto statuito dalla Corte Costituzionale, ha rilanciato annunciando pubblicamente che porterà il governo di fronte alla Corte di giustizia europea a rispondere del mancato rinnovo contrattuale e chiedendo di riconoscere un risarcimento per gli anni di blocco pregresso.
Riteniamo che ci sia bisogno di un’azione unitaria di tutto il mondo sindacale presso la Corte di giustizia europea, così come per quanto riguarda le iniziative tese a sostenere un rinnovo contrattuale degno di questo nome e che non offendano la dignità dei lavoratori.
Nel nostro intervento abbiamo richiamato con forza la necessità che mai come in questo momento si debbano unire le forze concentrando le iniziative di livello nazionale e sui territori, per dare risposte forti e coese a quella che non può non essere definita una delle più ostili controparti che le rappresentanze del mondo del lavoro pubblico hanno fronteggiato in questi anni di confronto politico sindacale.
Valutazioni, le nostre, per la maggior parte condivise dal tavolo sindacale.
Adesso però occorre passare dalle parole ai fatti e quindi occorre perseguire un percorso di forte unità dei lavoratori, e in ragione di questo, come FLP abbiamo inviato una nota a tutti i Segretari Generali delle OO.SS. maggiormente rappresentative nel Pubblico Impiego.
Per questo riteniamo indispensabili e ci batteremo per iniziative unitarie di lotta, una grande manifestazione che veda tutti i lavoratori pubblici pretendere a gran voce il rinnovo del contratto, una unica, grande giornata di lotta e di sciopero generale come elemento di forte pressione e di impegno da parte di tutto il mondo del lavoro pubblico e di quella parte della politica che ancora difende e si impegna per i diritti chi lavora
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
In allegato, la risposta della Funzione Pubblica alla diffida della nostra O.S.
Notiziario n. 33 del 21 marzo 2016 – Si riporta di seguito il comunicato diffuso in data 17 u.s. dalla Confederazione CGS, la nuova confederazione sindacale del pubblico impiego alla quale aderiscono, tra le altre sigle, anche FLP e GILDA, con il quale si dà notizia della già avvenuta adesione, in due soli giorni, di […]
Notiziario n. 32 del 16 marzo 2016 – Si riporta di seguito il Notiziario diffuso ieri dalla nostra Federazione con il quale la Segreteria Generale FLP dà notizia dell’avvio, da parte delle OO.SS. aderenti alla nuova Confederazione CGS tra le quali appunto FLP, del ricorso risarcitorio (almeno 5.000 € l’indennizzo richiesto) che verrà proposto presso […]
Notiziario n. 30 del 15 marzo 2016 – Si riporta di seguito il Notiziario diffuso in data di ieri dalla FLP con la nota del nostro Dipartimento Politiche Previdenziali e Assistenziali che reca importanti informazioni di carattere previdenziale in merito alle regole che presiedono la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro con le PP. AA. . ” […]
Notiziario n. 28 dell’11 marzo 2016 – Si riporta di seguito il Notiziario n. 16 diffuso in data di ieri dalla nostra Federazione con il quale la Segreteria Generale FLP dà notizia del Congegno, promosso insieme al Comitato Nazionale Vincitori e Idonei XXVII Ottobre, che avrà al centro dei propri lavori il rapporto tra riforma […]
Notiziario n. 22 del 23 febbraio 2016 – Si riporta di seguito, in carattere corsivo colorato, il comunicato stampa diffuso in data odierna dalla CGS – Confederazione Generale Sindacale -, il nuovo soggetto confederale del P.I. che nasce dalla confluenza, all’interno di un progetto comune, di quattro delle Federazioni maggiormente rappresentative nei comparti più importanti […]
Notiziario n. 17 dell’8 febbraio 2016 – Si riporta di seguito il testo integrale del Notiziario n. 6 diffuso in data 4 febbraio u.s. dalla nostra Federazione, con il quale la Segreteria Generale FLP dà conto ai colleghi degli esiti estremamente deludenti e delle risultanze negative dell’incontro che le OO.SS. del pubblico impiego hanno avuto […]
Notiziario n 11 del 23 gennaio 2016 – Si riporta di seguito il Notiziario n. 3 diffuso in data 21 gennaio dalla nostra Federazione con il quale la Segreteria Generale FLP fa il punto di situazione sullo spinoso problema legato al rinnovo contrattuale e preannuncia i propri intendimenti al riguardo. “La sentenza con la quale […]
Notiziario n. 127 del 25 novembre 2015 – Si riporta di seguito il comunicato inviato dalla Segreteria Generale FLP a tutte le proprie articolazioni che reca i punti della piattaforma della manifestazione nazionale di sabato 28 novembre p.v. e alcuni dettagli organizzativi convenuti dalle sigle sindacali che prenderanno parte alla manifestazione. ” Rinnovare il contratto nazionale, […]
Notiziario n. 126 del 18 novembre 2015 – Si riporta di seguito il Notiziario n. 50 diffuso in data di ieri con il quale la nostra Federazione dà notizia che l’iniziativa avviata dal Segretario Generale FLP Marco Carlomagno nei confronti delle Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative del pubblico impiego e finalizzata a realizzare la massima unità […]
Notiziario n. 124 del 14 novembre 2015 – Si riporta di seguito il Notiziario diffuso in data 12 novembre dalla nostra Federazione con il quale la Segreteria Generale FLP dà notizia dei contenuti e delle risultanze della riunione avvenuta il giorno prima in ARAN, nella quale l’Agenzia ha presentato la propria proposta per il ridefinizione […]