Notiziario n. 61 del 15 giugno 2015 –

L'on. Paolo Sisto, Presidente della 1^ Commissione della Camera
L’on. Paolo Sisto, Presidente della 1^ Commissione della Camera

Riportiamo di seguito il documento di sintesi che la nostra Confederazione CSE ha inviato al Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera On.le Francesco Paolo Sisto al termine dell’audizione delle Parti sociali sull’Atto Camera 3098 (DDL delega per la riforma della PA) che si è tenuta nella serata del 3 giugno ultimo scorso.

Il DDL delega di riforma delle Pubbliche Amministrazioni per il quale siamo auditi è in preoccupante continuità con gli interventi normativi effettuati dal Governo Berlusconi e dal recente Decreto Legge 90/2014, che porta il nome dell’attuale Ministro della Pubblica Amministrazione, convertito nella Legge n. 114/2014.

Volendo riassumere i principi sui quali si basano tutti i provvedimenti citati, è possibile affermare che sono:

Al contrario, l’idea di Pubblica Amministrazione della CSE, in accordo con i principi costituzionali, è basata sul principio dell’apparato amministrativo-burocratico che produce valore per il Paese anziché frenarlo, assicurando al contempo l’attività di regolazione dell’attività economica prevista dall’articolo 41, secondo e terzo comma, della Costituzione e i livelli minimi di servizio che assicurino il diritto di cittadinanza anche alle fasce più deboli della popolazione.

Se la missione delle pubbliche amministrazioni deve essere quella di promuovere l’innovazione necessaria alla libera attività economica e creare le condizioni per il dispiegarsi del concetto di cittadinanza, non può essere al contempo oggetto di una “furia riformatrice” né piegata a logiche di parte; deve prevedere forme di partecipazione organizzata, non consociative o assembleari, dei lavoratori che devono essere non solo formati ma motivati e coinvolti nell’attività e nel rapporto con i cittadini; una dirigenza fortemente responsabilizzata ma non precarizzata, che promuova la crescita collettiva della struttura burocratica governata, assicuri livelli di accountability, attui piani e programmi fissati dall’autorità di governo – nazionale o locale – senza essere a questa subordinata.

Pertanto la CSE chiede di sostituire alla “furia riformatrice” alla quale si assiste  senza sosta da oltre vent’anni, un riordino dei principi di azione basilari ai quali le pubbliche amministrazioni devono attenersi che permetta la responsabilizzazione dei lavoratori pubblici ad ogni livello ma in un quadro di continuità e di tregua normativa che torni a valorizzare la partecipazione dei lavoratori attraverso la contrattazione, il pieno dispiegarsi delle professionalità acquisite, la valorizzazione del merito in un quadro quanto più possibile condiviso che promuova la crescita, il rapporto sempre più osmotico con le varie forme di cittadinanza, organizzate e non.

Più concretamente, la CSE condivide l’esigenza del Governo di assicurare sempre maggiore trasparenza dell’attività amministrativo-burocratico, anche attraverso un uso più consapevole e responsabile delle nuove tecnologie; chiede però che il fulcro della norma sia costituito: dalla individuazione dei livelli di Governo e della presenza dello Stato sul territorio che assicurino gli standard minimi di servizi necessari alla piena attuazione della libertà di impresa ma anche dei diritti di cittadinanza; dal riordino del sistema delle società partecipate; dalla razionalizzazione delle risorse e al contempo dei livelli di investimenti necessari al miglioramento dell’azione amministrativa.

La CSE chiede invece che tutto ciò che si riferisce ai rapporti di lavoro sia oggetto di un puntuale atto di indirizzo del Ministro della Pubblica Amministrazione ai soggetti che curano l’attività di contrattazione per conto del Governo e la conseguente apertura di una stagione contrattuale che, ridando fiato al potere d’acquisto di più di 3 milioni di lavoratori pubblici dopo 6 anni di ingiustificato blocco degli stipendi e delle retribuzioni, promuova e accompagni l’azione di modernizzazione delle pubbliche amministrazioni.   

Nel merito dell’articolato del disegno di legge, quindi, la CSE chiede preliminarmente di ridurre gli eccessi e l’indeterminatezza delle numerose deleghe richieste al Parlamento e di seguito propone alcuni emendamenti al testo in discussione alla camera.

Articolo 7 – Organizzazione/Riorganizzazione dell’amministrazione dello Stato

Ribadiamo che ogni processo di riorganizzazione debba comunque salvaguardare i livelli occupazionali e le professionalità del personale interessato da tali processi.

Si propone di inserire la garanzia delle relazioni sindacali previste dai CCNL nei processi di riorganizzazione e di conseguente ricollocazione del personale all’interno del comma 1, lettere a e c, di tale articolo.

Si propone di affidare ai Prefetti solo ed esclusivamente compiti di coordinamento organizzativo quali responsabili di UTS e non quelli legati alla responsabilità della erogazione dei servizi all’utenza che devono rimanere in capo ai dirigenti degli uffici preposti delle singole amministrazioni centrali sul territorio, modificando quanto previsto al  comma 1 lettera d, di tale articolo.

Inoltre la riduzione del numero degli UTS non è in alcun modo condivisibile perché ridurrebbe ancora di più la presenza dello Stato sul territorio, i livelli di erogazione di servizi e di presidio.

Articolo 9 – Personale/Dirigenza Pubblica

La previsione dei ruoli unici della dirigenza comporta la necessità di individuare specifiche modalità di equiparazione tabellare.

L’interscambiabilità e la mobilità tra comparti ed amministrazioni diverse può comportare disconoscimento di professionalità e peggioramento di servizi resi all’utenza.

Non è accettabile l’ipotesi di decadenza dalla funzione a seguito di mancato incarico.

Si propone inoltre di prevedere l’inserimento all’interno dell’articolato, di specifici riferimenti al mantenimento della contrattualizzazione del rapporto di lavoro e della contrattazione quale elemento di garanzia nella regolazione dello stesso.

Articolo 10 – Semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca

Si propone di prevedere un meccanismo che introduca risorse nuove per favorire la ricerca e non che preveda lo sviluppo del settore in ragione della invarianza delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili. Si propone di cassare tale riferimento  previsto al comma 1 dell’articolo.

Articolo 11 – Promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nella amministrazioni pubbliche

Si propone di inserire nell’articolato, ed in particolare al punto 1, uno specifico riferimento alla definizione di tali materie e della loro regolazione,  attraverso i CCNL

Articolo 13 – Riordino della disciplina del lavoro alle dipendenze della amministrazioni pubbliche

Si propone l’inserimento, nell’articolato, di un comma che, nel prevedere una specifica delega al riguardo, modifichi gli aspetti penalizzanti della normativa oggi vigente,  avvii  e consenta il riordino di tali  materie attraverso l’emanazione di atti di indirizzo che successivamente possano essere trasformati in specifici CCNQ o CCNL fra Aran e Parti sociali.

Quanto sopra, riprendendo una prima e datata iniziativa in tal senso ed allo scopo primario di  definire un rinnovato sistema di relazioni sindacali nel pubblico impiego che superi l’attuale fase di stallo e di blocco dei contratti, per costruire una pubblica amministrazione che metta al centro della riforma, progetti di sviluppo del lavoro pubblico e del proprio personale.    

 LA SEGRETERIA GENERALE FLP-CSE “

Su questa stessa pagina pubblichiamo anche il testo del disegno di legge sulla c.d. riforma della P.A. votato dal Senato e oggi all’esame della Camera dei Deputati,  e il relativo dossier a cura del Servizio Studi del Senato.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1:  Riforma P.A. – DDL Madia – testo approvato Senato 30.04.2015

Allegato 2:  Dossier del Servizio Studi del Senato sull’A.S. n. 1577 riorganizzazione AA.PP.

Notiziario n. 57 del 3 giugno 2015 –

Marco Carlomagno, Segretario Generale FLP CSE
Marco Carlomagno, Segretario Generale FLP CSE

Riportiamo di seguito il Comunicato stampa FLP/CSE diffuso in data odierna con il quale vengono anticipate le nostre posizioni estremamente critiche sul DDL Renzi-Madia di riforma della P.A.

” Si terrà stasera  presso la Camera dei Deputati  – 1^ Commissione Affari Costituzionali, l’audizione della nostra Organizzazione sindacale  nell’ambito dell’ indagine conoscitiva relativa al disegno di legge  A.C. 3098, recante deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, in discussione alla Camera dopo l’approvazione dell’altro ramo del Parlamento.

Sarà l’occasione per evidenziare la posizione di forte dissenso della nostra Confederazione, maggiormente rappresentativa nel comparto del pubblico impiego, su molti aspetti di un provvedimento omnibus, adottato senza alcun reale confronto con le parti sociali, che vuole regolamentare, mediante l’istituto della legge delega ( con indicazioni in molti casi generiche  che lasciano di fatto mani libere al Governo sui reali contenuti della stessa) i più rilevanti aspetti della funzionalità della pubblica amministrazione (accessibilità, digitalizzazione, semplificazione, organizzazione, dirigenza, rapporto di lavoro.)

Materie in buona parte già disciplinate con i provvedimenti normativi che si sono succeduti nell’ultimo decennio e che vengono riprodotti, in molti casi , senza grande originalità, nel disegno di legge in esame.  In particolare abbiamo denunciato come l’approccio sia, in piena continuità con i Governi precedenti, ancora una volta quello non di riformare ma di “tagliare” e depotenziare servizi e funzioni essenziali per la collettività, in ossequio ad un logica di contenimento dei costi che non tocca i veri sprechi quali le consulenze , gli appalti e le esternalizzazioni, ma solo il reddito e la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici del pubblico impiego.

A fronte del blocco che dura da ormai sei anni dei contratti nazionali di lavoro e di quelli integrativi, su cui la Corte Costituzionale il 23 giugno p.v. si esprimerà a seguito del ricorso della nostra Federazione FLP che ha visto il Tribunale di Roma condividerne i contenuti e trasmetterne gli atti alla Suprema Corte per la pronuncia di incostituzionalità, nel disegno di legge si  riducono ulteriormente  i livelli di contrattazione decentrata e le materie che si possono discutere a livello territoriale, riconducendo tutto il rapporto di lavoro nell’ambito delle prerogative datoriali, dalla valutazione delle prestazioni, al riconoscimento del merito, dall’orario di lavoro al telelavoro, alle pari opportunità etc.

In buona sostanza si vuole “riformare” il lavoro pubblico rafforzando l’idea tanto cara ai poteri forti che per fare funzionare meglio la PA bisogna dare più poteri ai dirigenti, (oggetto di una riforma che li rende più precari e ricattabili) affinchè questi, godendo della piena agibilità su risorse umane sottopagate e prive di prospettive professionali,  possano rispondere in proprio dei risultati da raggiungere.

La FLP/CSE proporrà  alla Commissione di modificare gli aspetti controversi e penalizzanti del DDL, riconoscendo il ruolo e le proposte dei lavoratori e dei loro rappresentanti, ai fini di una riforma della P.A. che possa essere veramente fattore di crescita e modernizzazione del Paese.

                                                           LA SEGRETERIA GENERALE CSE “

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario n. 52 del 22 giugno 2015 –

magistratiRiportiamo di seguito il comunicato stampa diffuso in data odierna dalla nostra Federazione che ricorda l’imminente pronunciamento della Corte Costituzionale in merito alla illegittimità del blocco dei contratti pubblici varato nel 2010 dal Governo Berlusconi e poi reiterato da tutti i Governi che si sono succeduti (Monti, Letta e,  buon ultimo, Renzi).

” E’’ ormai imminente il pronunciamento della Corte Costituzionale sul ricorso promosso dalla FLP tendente ad accertare l’incostituzionalità del blocco dei contratti del pubblico impiego, scaduti da ben 6 anni.

Dopo la sentenza dei giorni scorsi sulla mancata indicizzazione delle pensioni molti soloni si stanno agitando per cercare di indirizzare la sentenza della Corte, preannunciandone effetti devastanti sui conti pubblici, ed altri invece cercano di prendersi meriti su iniziative che non solo non hanno fatto, ma che hanno anche a suo tempo osteggiato.

In tale direzione si muovono incredibilmente anche CGIL CISL e UIL che dopo i silenzi e le omissioni di questi anni, che tanti danni hanno provocato ai lavoratori di questo paese,

Cosa propongono infatti? Guarda caso che il Governo si impegni a far riprendere la contrattazione in modo che (ma quanto sono furbi…) verrebbero in questo modo meno le premesse alla base dell’imminente pronunciamento.

Niente però dicono sulle risorse da stanziare, sul recupero del potere d’acquisto dei lavoratori, sulla ripresa della contrattazione per sanare gli effetti devastanti delle incursioni legislative di questi anni  sul salario di produttività, sul diritto alla carriera ed alla salute.

E non potrebbero farlo perché a differenza di noi, che abbiamo presentato le piattaforme per il rinnovo dei contratti già 2 anni fa, loro ben si sono guardati dal farlo.

Se qualcuno pensa di svuotare di contenuti la nostra iniziativa con un apertura di trattativa tardiva e  posticcia, su materie residuali, senza risorse  stanziate e senza recupero del potere d’acquisto, ha sbagliato i suoi conti e dovrà darne ragione a più tre milioni di lavoratori pubblici alle prese con stipendi sempre più bassi.

Vogliamo un contratto vero, il recupero di quello che ci è stato sottratto in questi anni, e quello che ci spetta per il periodo di riferimento da rinnovare. Se il Governo è disposto a farlo ci convochi subito e faccia partire un vero negoziato.

Altrimenti è la solita truffa all’italiana!

Roma, 23 maggio 2015                         L’UFFICIO STAMPA FLP “   

In allegato, l’avviso pervenuto dalla Cancelleria della Corte Costituzionale sull’udienza pubblica del 23 p.v. sul ricorso FLP e due articoli sull’argomento comparsi su due quotidiani nazionali.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1: Avviso della Cancelleria della Corte Costituzionale dell’ udienza pubblica del 23 giugno p.v.

Allegato 2: Articolo IL SOLE 24 ORE del 9.05.2015 001.jpg

Allegato 3: Articolo de LA REPUBBLICA del 10.05.2015-pg.-19

News dell’11 maggio 2015, h. 8.00 –

Riportiamo di seguito il Notiziario n. 24 del 4 u.s.  con il quale la Segreteria Generale FLP, preso atto della recente sentenza della Corte Costituzionale che ha riconosciuto incostituzionale il blocco 2012-2013 degli adeguamenti pensionistici introdotto con la legge di riforma del sistema previdenziale varata dal Governo Monti a dicembre 2011,  ricorda che la stessa Corte si dovrà pronunciare a breve sul ricorso promosso dalla nostra Federazione contro il blocco dei contratti di lavoro del pubblico impiego, e che esistono importanti analogie tra le due questioni.
Una seduta della Corte Costituzionale

Facciamo seguito al nostro precedente Notiziario n. 47 del 4 maggio u.s., nel quale riportavamo  la nota della nostra Federazione che, dopo aver commentato la sentenza n. 70/2015 della Corte Costituzionale che aveva riconosciuto incostituzionale il blocco 2012-2013 degli adeguamenti pensionistici introdotto dal Governo Monti a dicembre 2011, ricordava  come la stessa Corte Costituzionale si dovesse pronunciare a breve sul ricorso promosso dalla FLP contro il blocco dei contratti di lavoro del pubblico impiego, e come esistessero importanti analogie tra le due questioni.

Ebbene, ci sembra utile segnalare ora ai colleghi l’articolo pubblicato in data di ieri 10 maggio 2015 a pagina 20 del quotidiano “La Repubblica”, che fa proprio riferimento all’udienza pubblica presso la Corte Costituzionale del 23 giugno p.v. sul ricorso promosso dalla FLP e sulle ricadute conseguenti ad  un eventuale ( e non improbabile) accoglimento del nostro ricorso.

Pubblichiamo di seguito copia dell’articolo de La Repubblica tratto dalla rassegna stampa del Ministero difesa e copia dell’avviso di udienza pubblica pervenuto alla nostra Federazione in merito all’udienza del 23 p.v.

Pubblichiamo anche l’articolo comparso su IL SOLE 24 ORE del 9.05.2015 (allegato 3)

Si fa riserva di ulteriori informazioni al riguardo

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1: L’articolo del giornale  “La Repubblica” del 10.05.2015, pg. 20

Allegato 2: Avviso della Cancelleria della Corte Costituzionale di udienza pubblica

Allegato 3: Articolo IL SOLE 24 ORE del 9.05.2015 001.jpg

Notiziario n. 26 del 10 marzo 2015 –

Logo RSU2015I risultati del voto del 3, 4 e 5 marzo per le elezioni RSU, non ancora completi ma per quanto ci riguarda già consolidati, hanno visto, nel complesso, la crescita delle liste FLP nella Difesa, pur nel contesto di situazioni certamente diverse e differenziate.

Cresciamo significativamente (un paio di punti in %) nel dato di rappresentatività elettorale e nel numero di  membri RSU, consolidando ed in molti casi rafforzando la nostra presenza nella gran parte degli Enti dove abbiamo presentato le nostre liste,  anche con punte di autentica eccellenza in alcune Regioni/Sedi e in alcune aree (area centrale, per es.). Anche là dove ci presentavamo per la prima volta, per es.  in Enti della c.d.  “area industriale”,  registriamo nel complesso una buona affermazione.

Al momento in cui scriviamo, sulla base dei dati già in nostro possesso, sappiamo di viaggiare verso il superamento dei 3.500 voti complessivi e dunque oltre il dato- ragguardevolissimo – del 2012, e  questo pur a fronte di una importante riduzione del corpo elettorale (circa 1.500 aventi diritto in meno) e, soprattutto, di una consistente minore partecipazione al voto (dai nostri dati, l’astensionismo riguarda quasi 2500 lavoratori rispetto al dato 2012).  E’ di tutta evidenza come il combinato disposto di questi due fattori (votanti in meno e crescita dell’astensionismo) produca un quadro di situazione diverso, e induca conseguentemente ad alcune letture del risultato finale. Le nostre attuali previsioni ci attestano su un dato nazionale intorno al 15% di rappresentatività, prima di gran lunga tra le OO.SS. autonome, e con percentuali da sindacato confederale. Inoltre, sulla base dei dati emersi dalle sedi RSU da noi rilevate e di altri più generali che farebbero registrare arretramenti importanti da parte di altre sigle, possiamo dire che FLP esce dal voto come la sigla che ha accresciuto la propria forza, pur già importante, e raccolto proporzionalmente più consenso.

Non è poco, decisamente, per un sindacato autonomo che deve affrontare la competizione elettorale in condizioni ben diverse dalle OO.SS. che vanno per la maggiore. Sappiamo tutti come, ogni giorno, in ogni Ente della Difesa di ogni territorio, ci troviamo a confrontarci e a competere con Organizzazioni Sindacali (il riferimento è in particolare a CGIL, CISL e UIL) molto più robuste della nostra, che mettono in campo risorse, strutture, apparati e mezzi enormemente superiori ai nostri e che occupano stabilmente spazi rilevanti nei media, cosa che in campagna elettorale si traduce in pubblicità e voti.  Di contro, FLP ha dovuto affrontare la sfida elettorale affidandosi solo alla propria capacità di parlare indirettamente (attraverso sito e Notiziari) e direttamente (attraverso i propri iscritti e le centinaia di assemblee organizzate) agli elettori.  In questo quadro, dunque, possiamo dire di essere andati ben al di là delle previsioni.  Il positivo risultato elettorale dimostra in ogni caso come esista uno spazio ampio di consenso e dunque di iniziativa per FLP, e soprattutto che questo spazio potrà ancora accrescersi ancora!  Per questo obiettivo, lavoreremo da oggi!

Ovviamente, non possiamo nasconderci dietro il paravento del positivo risultato complessivo nazionale per negare che in alcune realtà locali si sono evidenziate delle criticità in termini di voti e di consenso, in alcuni casi anche pesanti,  come in alcune Regioni e Città e in alcuni settori (Enti AID, per esempio), che andranno analizzate in profondità e affrontate rapidamente per promuovere e rilanciare la nostra presenza su quei territori.

Nel complesso, però, esprimiamo piena soddisfazione per il risultato ottenuto, che è certamente frutto del lavoro e  dell’impegno di tutti i nostri dirigenti e candidati, ai quali va per questo il nostro ringraziamento.

A chi ci ha votato, il nostro più sentito “grazie” con il rinnovato impegno da parte nostra, già a partire da domani, di continuare a lavorare per fare più informazione e far crescere l’attenzione dei lavoratori sui problemi della categoria, e per traguardare gli obiettivi che ci siamo dati: dare più forza, un ruolo qualitativamente superiore e prospettive più positive per le lavoratrici e i lavoratori civili della Difesa!

Nell’area “RSU 2015” collocato in home del n sito, accessibile solo con PW, pubblicheremo il file excel con i risultati RSU aggiornati.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 23 del 26 febbraio 2015 –

Una seduta della Corte Costituzionale
Una seduta della Corte Costituzionale

Riportiamo di seguito il Notiziario n. 12 di ieri con il quale  la nostra Federazione informa i lavoratori che, con riferimento al ricorso promosso da FLP contro il blocco dei contratti,  è stata fissata l’udienza alla Corte Costituzionale per il 23 giugno p.v.

” L’avevamo detto.  Dopo l’ Ordinanza del tribunale di Roma del novembre 2013 e la  trasmissione da parte dello stesso Tribunale degli atti alla Corte Costituzionale per la verifica di costituzionalità delle norme blocca-contratti che si sono succedute in questi ultimi anni, era ormai imminente la calendarizzazione dell’udienza sul ricorso presentato nel 2012 dalla FLP.

In data odierna infatti abbiamo finalmente  avuto notizia dell’avvenuta fissazione della discussione del ricorso dinanzi alla  Corte per il 23 giugno 2015.

Questo a dimostrazione della pretestuosità e della pericolosità delle iniziative di questi ultimi due mesi di CGIL, CISL e UIL che, dopo anni di silenzio e dopo aver ignorato il nostro appello ad un’iniziativa unitaria a difesa dei lavoratori pubblici e del loro diritto ad aver un contratto di lavoro, solo alla vigilia dell’elezioni per il rinnovo delle RSU  hanno preannunciato analoghe iniziative  con la differenza che  le stesse venivano assunte  ben tre anni dopo, rischiando di intralciare in modo irrimediabile un percorso  ormai già definito e giunto al traguardo.

Ora  proseguirà con ancora maggiore vigore e decisione la nostra iniziativa affinchè possano emergere in tutta la loro verità le buone ragioni alla base del nostro ricorso, con la pronuncia  da parte della Corte dell’ incostituzionalità delle norme che bloccano il diritto al rinnovo del contratto.

Un’iniziativa, la nostra, che va nella direzione anche di contrastare i luoghi comuni,  le denigrazioni e gli attacchi alla dignità dei pubblici dipendenti per vedere riaffermato il valore del lavoro pubblico come fattore ineludibile per modernizzare il nostro Paese e rendere più equa ed efficiente la nostra Pubblica amministrazione.

LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

In allegato al presente Notiziario, e con preghiera di massima diffusione tra i lavoratori tutti e di affissione in bacheca:

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1: Avviso della Cancelleria della Corte Costituzionale di udienza pubblica

Allegato 2: Locandina FLP su fissazione udienza Corte Costituzionale

Notiziario n. 20 del 18 febbraio 2015 –

La Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi sul ricorso FLP
La Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi sul ricorso FLP

Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 9  in data di ieri,  con il quale la nostra Federazione propone una sorta di “operazione verità” su alcune iniziative ricorsuali di altre sigle sindacali – tardive, palesemente propagandistiche e purtroppo anche pericolose – in ordine al blocco dei rinnovi contrattuali del P.I.

” In queste ore su alcuni siti sindacali rimbalzano pompose interviste nelle quali si magnificano la “novità e l’importanza” delle iniziative giurisdizionali da loro assunte e di un’udienza che si sarebbe tenuta nei giorni scorsi presso il Tribunale di Roma su un  ricorso  contro il blocco dei contratti.  

Fanno finta di non sapere  che su questa materia la FLP,  a inizio del 2012, con l’iniziativa “Un 1 euro per fare giustizia” appoggiata da migliaia di lavoratori e lavoratrici, nel silenzio colpevole di tutti gli altri sindacati che, pur coinvolti per un’azione comune e unitaria  fecero spallucce, ha già presentalo ricorso al Tribunale di Roma, che si è  già pronunciato favorevolmente a fine novembre 2013 e, con l’Ordinanza del Giudice di Roma  Dott.ssa  Ileana Fedele, ha trasmesso gli atti alla Corte Costituzionale per la pronuncia di incostituzionalità, come si evince dal documento allegato al presente notiziario.

Attendiamo a breve quindi la pronuncia della Corte e invece che ti fanno questi sindacati ? 

Ti presentano a pochi giorni dalle elezioni RSU ( coincidenza a dir poco sospetta) un ulteriore ricorso che non è solo tardivo ( dovevano farlo tre anni fa …), ma è anche pericoloso !

Perché mai a dirlo, ma se il Giudice de quo dovesse malauguratamente pensarla diversamente da quello che ha già riconosciuto i profili di incostituzionalità, e non rimettere gli atti alla Corte, sicuramente le nostre giuste tesi a difesa dei diritti e delle retribuzioni dei lavoratori e delle lavoratrici pubbliche sarebbero perlomeno indebolite ……….  

E comunque, se pure dovesse esserci una pronuncia favorevole ai “nuovi “ricorrenti, non pensate che la Corte possa, a fronte di più ricorsi, attendere ancora (con ulteriore perdita di tempo)  per riunire i ricorsi ai fini della decisione?     

Come la mettiamo la mettiamo,  queste iniziative hanno  chiaramente carattere propagandistico, sono assunte non per risolvere il problema ma solo per raccattare voti alle imminenti elezioni RSU, giocando sulla memoria corta, sulla confusione, tentando così di darsi una visibilità e una credibilità invece perduta dopo anni di connivenze, silenzi, cogestione .

Noi della FLP invece a questa vertenza ci crediamo veramente, l’abbiamo intrapresa  più di tre anni fa nello scetticismo generale e oggi alla vigilia della pronuncia della Corte non ci fermeremo, ma continueremo la nostra azione con una “ moral suasion”  sempre più necessaria a fronte del clima esterno, della campagna di denigrazione nei confronti del lavoro pubblico, per togliere ogni alibi  alle controparti e non lasciare nulla d’intentato per vedere finalmente riconosciuto il diritto al contratto per i lavoratori e le lavoratrici del pubblico impiego.

La lotta per i diritti non si ferma !

Non tutti i sindacati sono uguali !

LA  SEGRETERIA GENERALE FLP “

In allegato, il “dossier contratto” predisposto dalla nostra Federazione per l’ ”operazione verità” e l’invito a dare al presente Notiziario la massima diffusione.

Allegato: Dossier contratto predisposto dalla FLP

Notiziario n. 9 del 22 gennaio 2015 –

La Ministra alla P.A., Marianna Madia
La Ministra alla P.A., Marianna Madia

Riportiamo di seguito il “Comunicato Stampa” diffuso in data odierna dalla nostra Federazione che riferisce sugli  emendamenti presentati in Senato al disegno di legge “Madia”  recante il secondo pezzo (il primo è stato il DL 90/2014) della c.d. “riforma Madia” della Pubblica Amministrazione, e che reca anche le dichiarazioni al riguardo rese dal Segretario generale FLP. Non assisteremo inerti a questa spirale perversa che in nome delle riforme colpisce invece i diritti, la dignità e la professionalità del nostro mondo del lavoro.

” L’ennesima campagna mediatica denigratoria di fine anno sui pubblici dipendenti ha prodotto, com’era prevedibile, i suoi effetti.

Puntuale infatti è arrivato l’ennesimo inasprimento delle norme sul lavoro pubblico con la scusa di colpire presunti privilegi, assenteismo, scarsa produttività.  Dalla stampa apprendiamo infatti che il relatore di maggioranza al Senato del DDL sulla “riforma” della PA Pagliari ha presentato in queste ore quindici emendamenti, la maggioranza dei quali pare ispirati a colpevolizzare e punire, piuttosto che valorizzare il merito e le professionalità.

Invece di rinnovare i contratti, ridare fiato al potere d’acquisto di milioni di lavoratori che hanno retribuzioni ferme dal 2009, investire in formazione e tecnologia, il Governo Renzi e la maggioranza che lo sostiene – dichiara Marco Carlomagno Segretario Generale FLP – liquida le grandi questioni legate all’efficienza, alla funzionalità, all’equità, alla trasparenza, che dovrebbero essere al centro di un vero processo riformatore, con provvedimenti confusi e contradditori che colpiscono ancora una volta i più deboli e coloro che nella stragrande maggioranza dei casi lavorano quotidianamente con professionalità e dedizione al servizio del paese.

Non assisteremo inerti a questa spirale perversa che in nome delle riforme colpisce invece i diritti, la dignità e la professionalità del nostro mondo del lavoro – prosegue Carlomagno – mantenendo intatti i privilegi delle caste e di chi come gli evasori ha tutto ha tutto l’interesse a depotenziare e delegittimare la pubblica amministrazione.

Siamo dalla parte dei cittadini onesti – conclude Carlomagno – della parte migliore del paese, quella produttiva e operosa, e per questo ci batteremo con sempre maggiore forza per contrastare questa deriva, lavorando per costruire un patto virtuoso tra pubblici dipendenti e società civile a difesa della legalità, della dignità e dell’efficienza della nostra PA.

Roma, 22 gennaio 2015

                                                                                  L’UFFICIO STAMPA FLP “

Notiziario n. 7 del 15 gennaio 2015 –

Logo RSU2015Riportiamo di seguito il Notiziario n. 7 del 14.01.2014 con il quale la nostra Federazione annuncia al costituzione di una nuova grande Confederazione sindacale, la CGS (Confederazione Generale Sindacale) alla quale ha partecipato anche FLP insieme ad altre Federazioni rappresentative di altri comparti, e lancia un appello per la partecipazione al voto di tutti i lavoratori pubblici e li invita a una scelta che premi le battaglie portate avanti in questi anni dalla nostra Federazione e il suo progetto.

” Certo, con tutte le problematiche attualmente esistenti in Italia (blocco dei contratti, varo dei primi decreti delegati del jobs act, ennesima campagna denigratoria del lavoro pubblico) immaginiamo che appena dopo aver letto il titolo di questo notiziario vi sarà scappata qualche considerazione non proprio benevola nei nostri confronti e del sindacato in generale.

Eppure – ripetiamo – nonostante i gravi problemi sul tappeto, questo delle elezioni RSU è un momento cruciale e di fondamentale importanza per gli effetti che potranno derivare a seconda degli esiti che si avranno.

È importante perché un’alta affluenza alle urne dimostrerà a chi ci governa che, nonostante gli innumerevoli tentativi fatti per delegittimare la funzione sindacale nel nostro Paese, i lavoratori credono ancora in un sistema di rappresentanza democratico quale elemento vitale per assicurare politiche governative equilibrate che servano per unire – specialmente in momenti di crisi gravi come quello attuale – e non per dividere la società e mettere gli uni contro gli altri. 

È ancora più importante, inoltre, perché con queste elezioni i lavoratori con il loro voto potranno – se lo vorranno – spingere per un rinnovamento sindacale.

Come FLP lo abbiamo già detto e ribadito più volte “non è il ruolo del sindacalismo ad essere venuto meno né la crisi di rappresentanza investe i bisogni dei lavoratori, che continuano a crescere e a pretendere tutela”. A quanti vorrebbero un sindacato incapace di guidare, insieme alle altre forze sociali, il cambiamento e la rivoluzione che secondo noi è necessaria, rispondiamo che la FLP è presente e vuole dialogare con tutte le forze sane di questo Paese.

Purtroppo attualmente nel Pubblico Impiego continuano ad esserci cartelli sindacali (e ci riferiamo ai sindacati confederali in particolare) che unendo i loro numeri di rappresentatività continuano a determinare quelle maggioranze ai tavoli di trattativa con le quali hanno potuto (e continuano a) gestire relazioni sindacali (e con esse la tutela dei diritti e delle prerogative dei lavoratori) … al  “minimo sindacale”.

Noi come FLP siamo convinti che un nuovo modo di fare sindacato sia possibile e che ci sia bisogno di sindacato a tutti i livelli del mondo del lavoro, ma serve un sindacato nuovo, diverso e capace di raccogliere le istanze e le proposte nei singoli luoghi di lavoro, dove è necessario opporsi al tentativo ormai palese di ridurre al silenzio non solo ogni voce di dissenso ma anche i tentativi di partecipazione democratica alla vita degli uffici.

Vogliamo proporre lotte e percorsi comuni a quelle forze sociali che intendono superare il modello industriale basato sulla assoluta subalternità della forza lavoro, riaffermare il diritto democratico ad un contratto nazionale che disciplini trasversalmente i livelli salariali e normativi.

Per questi motivi a dicembre scorso come FLP abbiamo partecipato alla costituzione di una nuova grande confederazione sindacale, la CGS – Confederazione Generale Sindacale, nella quale sono confluite oltre alla FLP già rappresentativa nei comparti Ministeri, Agenzie Fiscali e Presidenza del Consiglio dei Ministri, altre federazioni rappresentative nei diversi comparti come la Federazione GILDA/UNAMS nel comparto SCUOLA, il NURSIND nel comparto SANITA’ e l’UNAMS nel comparto AFAM.

Questa nuova struttura che diventerà rappresentativa dopo le elezioni RSU ci consentirà di affrontare con rinnovato vigore e forza i prossimi mutamenti che ci saranno con la riduzione degli attuali comparti di contrattazione (gli attuali 10 verranno accorpati in soli 4 comparti, in attuazione della legge Brunetta) e la successiva definizione del CCNQ sulle prerogative sindacali che determinerà quali saranno le organizzazioni sindacali rappresentative per il prossimo triennio nei nuovi comparti di contrattazione.

Una scelta compiuta nella direzione di coniugare le peculiarità e le qualità che fanno della FLP la vera novità nel panorama sindacale italiano con l’esigenza di aumentare sempre più il tasso di presenza del nuovo sindacalismo nel nostro Paese, in tutti i settori del lavoro pubblico.

PER QUESTO CHIEDIAMO A TUTTI I LAVORATORI  DI PARTECIPARE A QUESTE ELEZIONI RSU VOTANDO MASSICCIAMENTE PER LE LISTE E PER I CANDIDATI FLP, E DI CANDIDARSI, ANCHE COME INDIPENDENTI, NELLE NOSTRE LISTE.

Sapete tutti infatti che il voto dato, oltre ad eleggere i nuovi componenti delle RSU sui posti di lavoro, servirà anche per misurare il peso della rappresentatività di ogni sindacato al livello nazionale e nel Paese.

Votando FLP contribuirete a dare una scossa all’attuale sistema sindacale e permettere quel rinnovamento di cui tutti avvertono l’esigenza, partecipando in prima persona per cercare di migliorare le condizioni di lavoro e  le amministrazioni in cui operiamo, per renderle sempre più efficienti alla faccia di chi ci dipinge come “fannulloni” o privilegiati.

LA SEGRETERIA GENERALE FLP”

Notiziario  FLP DIFESA n. 3 del 5 gennaio 2015 –

imagesRiportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 2  del 2 gennaio 2015  con il quale la nostra Federazione prende posizione in merito alla operazione di disinformazione, strumentalizzazione  e di criminalizzazione  legata alla incresciosa vicenda delle assenze fatte registrare dai Vigili Urbani di Roma l’ultimo dell’anno.

 I giornali (e le televisioni) oggi traboccano di indignazione per il fatto che oltre l’ottanta per cento dei vigili urbani della capitale fosse assente per malattia o per donazione di sangue l’ultimo dell’anno.

Negli stessi giorni, otto vigili del fuoco del Comando Provinciale di Brindisi, venivano spediti d’urgenza sul rimorchiatore che doveva prestare soccorso e poi trainare la Norman Atlantic, sulla quale hanno trovato la morte un numero ancora imprecisato di persone. Gli otto vigili sono rimasti sei giorni in balia del mare in burrasca senza che nessuno abbia dato loro il cambio o li avesse preavvertiti che la missione sarebbe stata così lunga, dando loro la possibilità di portarsi anche solo un cambio di biancheria. Hanno vomitato l’anima per sei lunghi giorni a causa delle condizioni proibitive del mare e del luogo dove si svolgevano le operazioni di salvataggio, con i telefoni cellulari scarichi, costretti ad affidarsi ai telefoni satellitari dei rimorchiatori per comunicare il loro stato di salute ai familiari.

Ebbene, per il trattamento che hanno ricevuto, nessuna indignazione, solo silenzio da parte della maggior parte della stampa e televisione.

Uomini e donne, come i vigili del fuoco di Brindisi, gli ispettori del lavoro, quelli del fisco, le forze dell’ordine, ogni giorno rischiano la vita per assicurare il rispetto delle leggi in Italia, ma in questi giorni la classe politica ha parlato di pubblico impiego solo  per rivendicare la licenziabilità più facile utilizzando in modo assolutamente demagogico   le assenze dal servizio dei vigili urbani capitolini l’ultimo dell’anno senza fare distinzioni tra ferie, congedi, assenze per malattie e mancata prestazione di lavoro straordinario.

Ricordiamo che anche coloro che non rischiano la vita assicurano comunque servizi importanti soprattutto per le fasce più deboli della popolazione, nei settori della scuola, della ricerca, della sanità, della giustizia, dei beni culturali, ricambiati da anni con insulti dei politici e contratti, carriere, stipendi da fame e, per di più, bloccati da cinque anni.

Lo avevano capito imprenditori certo non illuminati cent’anni fa che se tratti male o li denigri, prima o poi questi tendono a lavorare senza motivazione; lo aveva ribadito Pietro Micheli, dimessosi meno di un anno dopo essere stato chiamato da Brunetta a riformare la pubblica amministrazione, che sbatté la porta affermando che non si potevano fare riforme solo con i tagli e insultando gli attori principali di una riforma del pubblico impiego cioè i lavoratori.

Sono cambiati i direttori d’orchestra ma la musica non è cambiata!

Se ci sono state irregolarità o comportamenti censurabili o sanzionabili lo si faccia, ma basta con le generalizzazioni e gli attacchi ai lavoratori ed alle lavoratrici del pubblico impiego. La disorganizzazione degli uffici, i ritardi, la forte burocrazia, il lassismo e la corruzione sono dovuti alle gestioni clientelari delle strutture pubbliche sia  a livello centrale che locale, volute e  funzionali ai partiti ed alla cattiva politica, spesso e volentieri in accordo con i sindacati compiacenti, i cosiddetti confederali e i sindacati di comodo, quelli gialli  “corporativi”.

Noi della FLP che non abbiamo gestito assunzioni o chiesto promozioni, in questi anni abbiamo denunciato inascoltati le storture e le inefficienze della PA che contemporaneamente penalizzava i cittadini per la scarsa qualità dei servizi ed i lavoratori abbandonati, demotivati e lasciati senza una vera guida all’iniziativa e alla coscienza personale.

E adesso la politica non può certo cavarsela con la criminalizzazione o la denigrazione dei lavoratori. Con la minaccia quotidiana del licenziamento o il blocco reiterato dei contratti e del riconoscimento delle professionalità.

Gli stipendi restano bloccati, gli insulti identici a quelli dell’era Brunetta.

O ”riforme” fatte con decreti legge raffazzonati o Disegni di legge punitivi da far passare sotto l’emozione di casi costruiti ad arte.

 Serve un vero piano industriale capace di definire gli ambiti delle competenze e delle funzioni tra amministrazione centrale e poteri locali, che ridisegni le attività, motivi il personale, investa sulla tecnologia e sui saperi.

Che metta in campo un piano di assunzioni che stabilizzi chi per tanti anni, da precario, ha permesso il funzionamento di scuole, università, enti di ricerca, ospedali e musei. Che riconosca un ruolo e un futuro a chi si è messo in gioco ed ha superato le tante procedure concorsuali indette e non portate a compimento in questi anni.

Che garantisca il giusto equilibrio tra esperienza e nuove professionalità e che trovi le risorse per fare questo da una vera lotta agli sprechi, agli appalti gonfiati, alle esternalizzazioni, alla corruzione  che sono il vero male di questo Paese.

Infine, non possiamo non rilevare come quanto è avvenuto sia il prodotto inevitabile della cosiddetta disintermediazione renziana, della chiusura verso ogni forma di confronto e negoziazione con le forze sociali.

Abbiamo speso mesi e mesi a spiegare che solo il sindacato può rappresentare coerentemente la sintesi delle varie esigenze delle categorie lavorative e che le rivendicazioni vanno ascoltate e non liquidate con un’alzata di spalle.

Se il Governo continua così andrà sempre peggio e sarà sempre più difficile continuare ad usare dipendenti e pensionati come bancomat senza aspettarsi reazioni forti. La motivazione è ormai ai minimi storici, i dipendenti pubblici attingono al loro senso di responsabilità che però è sempre più in contrasto con le tasche vuote e le umiliazioni continue.

Se Renzi e la Madia vogliono punire i lavoratori pubblici per questo, ancora una volta noi di FLP non possiamo che gridare forte il nostro dissenso:

BASTA CON LA CRIMINALIZZAZIONE DEL LAVORO PUBBLICO!

                                                                          LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

Federazione Lavoratori Pubblici


Audizione in Camera dei Deputati. Le osservazioni e proposte di FLP CSE sul DDL Madia recante la c.d. riforma della Pubblica Amministrazione

15 Giu 2015 - Flp Difesa

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23 giugno 2015, contratto day. La Corte Costituzionale si pronuncerà sul ricorso FLP contro il blocco dei contratti.

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Notiziario n. 52 del 22 giugno 2015 – Riportiamo di seguito il comunicato stampa diffuso in data odierna dalla nostra Federazione che ricorda l’imminente pronunciamento della Corte Costituzionale in merito alla illegittimità del blocco dei contratti pubblici varato nel 2010 dal Governo Berlusconi e poi reiterato da tutti i Governi che si sono succeduti (Monti, […]


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News dell’11 maggio 2015, h. 8.00 – Facciamo seguito al nostro precedente Notiziario n. 47 del 4 maggio u.s., nel quale riportavamo  la nota della nostra Federazione che, dopo aver commentato la sentenza n. 70/2015 della Corte Costituzionale che aveva riconosciuto incostituzionale il blocco 2012-2013 degli adeguamenti pensionistici introdotto dal Governo Monti a dicembre 2011, ricordava  come la stessa Corte Costituzionale […]




Le propagandistiche e pericolose iniziative di altre sigle sul blocco dei rinnovi contrattuali del Pubblico Impiego

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22 Gen 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 9 del 22 gennaio 2015 – Riportiamo di seguito il “Comunicato Stampa” diffuso in data odierna dalla nostra Federazione che riferisce sugli  emendamenti presentati in Senato al disegno di legge “Madia”  recante il secondo pezzo (il primo è stato il DL 90/2014) della c.d. “riforma Madia” della Pubblica Amministrazione, e che reca anche […]




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