Si riporta, di seguito, il testo del comunicato n. 30 di data odierna della Segreteria Generale della FLP che dà conto ai lavoratori dei contenuti e delle risultanze della quarta, e purtroppo ancora una volta inconcludente, riunione con l’Agenzia negoziale sul rinnovo del CCNL del comparto Funzioni Centrali
“Ci aspettavamo, dopo l’esito della riunione precedente, di iniziare a misurarci su uno dei macroargomenti che avevamo individuato congiuntamente (regolamentazione lavoro agile – ordinamento professionale – relazioni sindacali) per iniziare ad entrare nel merito della scrittura di parte dell’articolato contrattuale, invece l’odg fissato dall’Aran (verifica degli istituti contrattuali vigenti) e gli interventi di CGIL, CISL, UIL e UNSA che, come appreso in riunione, avevano inviato preventivamente dei documenti analitici di “manutenzione” su gran parte degli Istituti del CCNL vigente (tranne – ci pare di capire – sul nuovo ordinamento professionale e la regolamentazione del lavoro agile…) hanno portato la discussione su una elencazione e riproposizione di tutte le proposte inserite nelle diverse piattaforme sindacali, con l’Aran che, al termine della riunione, ha dichiarato di aver registrato le diverse posizioni espresse, senza entrare nel merito delle stesse.
A fronte della situazione prospettatasi, come FLP ovviamente abbiamo evidenziato nuovamente, e questa volta entrando maggiormente nel merito, tutte le criticità del CCNL vigente, che per noi non necessita di una mera manutenzione, bensì di una completa riscrittura su gran parte degli istituti.
Sulle relazioni sindacali e il sistema di partecipazioneper noivanno rafforzate le materie oggetto di contrattazione e confronto, sia di livello nazionale che decentrato, a partire dall’articolazione degli orari di lavoro, alla flessibilità, agli istituti di conciliazione vita-lavoro, all’organizzazione del lavoro, alle ricadute derivanti dai processi di riorganizzazione e riarticolazione delle amministrazioni, alla definizione dei profili professionali, ai criteri di conferimento e alla graduazione delle posizioni organizzative. Su quest’ultimo punto non è ipotizzabile che da un parte detti istituti siano (come lo sono attualmente) a carico dei Fondi del personale e dall’poi sia le modalità di conferimento che la graduazione e la remunerazione delle posizioni vengano di fatto decise unilateralmente dalle Amministrazioni. Se la controparte ritiene che questa debba essere una prerogativa datoriale, le posizioni organizzative devono essere finanziate esclusivamente con fondi a carico delle Amministrazioni.
Gli Organismi Paritetici per l’Innovazione, che in questi anni hanno funzionato poco e male, e sono caratterizzati da un ruolo meramente consultivo, non possono essere di certo la risposta al cambio di svolta necessario per ridare voce ai bisogni e alle proposte delle lavoratrici e dei lavoratori su aspetti tanto rilevanti nel dispiegarsi della propria attività lavorativa.
Così come vanno e riscritti gli istituti dei permessi, delle modalità di fruizione delle ferie, dei turni e ripristinato l’istituto della malattia per le visite mediche specialiste e gli accertamenti diagnostici che non possono essere contingentati con limitati permessi orari, come se il diritto alle cure e alla prevenzione potesse essere predeterminato, previsto o differito.
In tale ambito va cancellata la doppia penalizzazione, sia sul salario aziendale che sull’indennità di amministrazione della tassa sulla malattia.
Per quanto concerne la costituzione dei Fondi Risorse Decentrate abbiamo richiesto di dare applicazione a quanto previsto dall’art. 3 del Decreto legge 80 in merito al superamento dei tetti, prevedendo nell’articolato contrattuale le modalità e le singole voci con le quali detti Fondi possono essere implementati, così come intendiamo modificare anche le modalità attualmente vigenti di utilizzo dei Fondi. Questo vale in particolare per la parte destinata alla produttività individuale e alla cosiddetta maggiorazione del premio.
Abbiamo denunciato la discrasia del sistema vigente che prevede di fatto l’adozione unilaterale di sistemi di valutazione del personale, spesso improvvisati, farraginosi, permeati da una logica punitiva invece che partecipativa e collaborativa, fonte in questi anni di divisioni e di peggioramento del clima all’interno delle singole Amministrazioni, e d’altra parte l’obbligo negoziale in sede di contrattazione decentrata di applicare ai fini dell’erogazione di quota parte del salario aziendale detti sistemi unilaterali. Se vogliamo destinare una parte del salario di produttività alle performance individuali tutto il sistema va ricondotto alla negoziazione, e non solo, come è oggi, l’individuazione a valle del numero dei destinatari.
Anche se l’argomento non è stato trattato negli altri interventi sindacali, abbiamo ribadito che per noi la definizione del nuovo ordinamento professionaleè condizione imprescindibile del rinnovo contrattuale (anche questa è verifica degli istituti contrattuali vigenti…) in quanto sarebbe inaccettabile un nuovo rinvio, o un mero aggiustamento delle posizioni all’interno delle Aree.
Il Decreto legge 80 apporta, come abbiamo evidenziato nel nostro Notiziario n. 31 dei giorni scorsi, alcune modifiche normative necessarie all’istituzione dell’area delle elevate professionalità, la previsione a regime dei passaggi tra le aree, e la possibilità dell’accesso alla dirigenza dall’interno come sviluppo professionale e di carriera.
Siamo consapevoli delle criticità di molti punti del DL in questione, e come abbiamo detto, siamo impegnati come FLP a chiedere in sede di conversione in legge le opportune modifiche e i necessari miglioramenti che possano permettere in sede contrattuale di definire un nuovo Ordinamento professionale al passo con i tempi e che sia in grado di dare risposte concrete alle lavoratrici e ai lavoratori del comparto che da anni attendono i riconoscimento della loro professionalità. Nei giorni scorsi già abbiamo chiesto un’audizione alla Commissione Affari Costituzionali del Senato nella quale è stato incardinato in sede referente il provvedimento in questione.
Ma le criticità evidenziate non possono essere l’alibi per non fare nulla, o girarsi dall’altra parte.
Pur non essendo appassionati a una trattativa epistolare, ci siamo impegnati comunque a far pervenire nel dettaglio le nostre proposte, anche se auspichiamo già a partire dalla prossima riunione che, lavorando in modo analitico sui singoli argomenti con il necessario contraddittorio, si possa iniziare a trarre le prime risultanze sull’esito del confronto, con l’evidenziazione dei punti di convergenza o di contrasto, al fine di offrire al personale un quadro compiuto dello stato della trattativa.
La prossima riunione è prevista per il 23 giugno alle 11,30.
LA SEGRETERIA GENERALE”
Dunque, ancora una volta nessun punto di approdo significativo della trattativa in corso con l’Agenzia sul rinnovo contrattuale del CCNL del comparto Funzioni Centrali. La riunione ha visto solo la riproposizione delle posizioni delle parti sindacali già contenute nelle proprie piattaforme, dunque nessun fatto nuovo. Eppure, secondo gli impegni assunti a conclusione della precedente riunione, si sarebbe dovuto parlare di ordinamento professionale o di regolamentazione del lavoro agile. Perché questo cambio di programma?
Sono già passati oltre due mesi dall’avvio della trattativa e, di fatto, si è ancora ai nastri di partenza: a quanto l’avvio de un confronto vero tra le Parti?
Speriamo di avere qualche risposta in più sin a partire dalla prossima settimana.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP DIFESA n. 94 del 23 ottobre 2019 –
Nuova riunione, in ARAN, della “Commissione Paritetica sui sistemi di classificazione professionale” prevista dall’art. 12 del CCNL del Comparto Funzioni Centrali, che ha il compito, tra gli altri, di analizzare gli attuali sistemi, di valutarne l’appropriatezza, di verificare l’attualità dei contenuti dei profili professionali in relazione alla nuova organizzazione del lavoro, e di approfondirne gli aspetti economici anche in ordine alle progressioni.
Per disposizione contrattuale, detta Commissione avrebbe dovuto completare il proprio lavoro entro maggio 2018, ma così non è stato. Dopo le prime riunioni dagli scarsissimi contenuti, nella giornata di ieri 22 ottobre si è entrati nel vivo, con l’Ipotesi di lavoro predisposta dall’ARAN e consegnate ai componenti di parte sindacale.
A conclusione della riunione, la FLP ha diffuso il comunicato che riportiamo di seguito in forma integrale
” Nella riunione di oggi della Commissione istituita presso l’Aran per la definizione del nuovo ordinamento professionale del personale delle Funzioni Centrali, l’ARAN, dopo il lavoro istruttorio dei mesi scorsi, ha consegnato un’ipotesi di lavoro che è stata oggetto di un primo confronto ed esame.
Come FLP, abbiamo apprezzato il metodo e riteniamo il documento un primo contributo per uscire dalle valutazioni generali ed entrare invece nel merito delle questioni, dal momento che riteniamo necessario accelerare i tempi allo scopo di portare sul tavolo dell’imminente rinnovo contrattuale i temi dell’ordinamento professionale e della valorizzazione del lavoro pubblico, senza ulteriori rinvii.
Un lavoro certamente non facile considerato che ci troviamo non solo di fronte a situazioni di partenza in molti casi diverse tra gli ex comparti di contrattazione, confluiti ora nel nuovo, ma anche perché nel frattempo quegli ordinamenti in molti casi segnano il passo a fronte del forte mutamento organizzativo e dei processi lavorativi che sta interessando tutte le nostre Amministrazioni. Il primo nodo da sciogliere è dunque questo.
Un nuovo ordinamento è necessario sia per riconoscere le professionalità presenti, superando anni di mansionismo e sfruttamento, sia per riconoscere il fatto che il lavoro è cambiato, e le competenze organizzative, professionali e tecniche richieste non sono più quelle di quindici, venti anni fa.
L’attuale quadro normativo presenta numerosi vincoli che rischiano di rendere quest’operazione difficile o di scarsa valenza. Permangono infatti i limiti sulla possibilità di passaggio tra le aree, oggi previsti solo in forma sperimentale e con scadenza al 31 dicembre 2020, restano gli inaccettabili tagli alle risorse dei Fondi aziendali che impediscono di valorizzare il personale all’interno dell’attuale sistema delle posizioni economiche, viene definito per legge ancora il numero minimo di aree professionali (tre) in cui inquadrare il personale.
E’ necessario quindi agire per rimuovere a monte tali vincoli. Solo così potremo efficacemente disegnare un modello che possa seppur potenzialmente rispondere alle esigenze di un Paese che chiede una PA sempre più efficiente, capace di erogare servizi di qualità e esigere il rispetto delle regole nell’interesse della collettività.
Queste premesse comunque non ci hanno impedito di ragionare come FLP su un quadro di riferimento, anche graduale, che ponga comunque al centro alcune priorità.
La prima è quella di riconoscere che all’interno delle Amministrazioni non vi è più un lavoro esclusivamente manuale o ausiliario, e quindi il punto di partenza non può che essere un’Area iniziale di inquadramento che parta dalla ricomposizione dei processi e delle competenze attualmente ascrivibili alla Seconda Area, superando l’attuale Prima Area.
La seconda è quella di ricomporre all’interno di un’Area, che possiamo definire dei funzionari, le professionalità che svolgono attività in gran parte coincidenti con i profili iniziali delle terza Area e che invece sono attualmente inquadrate nelle posizioni economiche intermedie e apicali della seconda Area.
Un’ulteriore esigenza è quella di riconoscere in modo organico e non episodico, le figure di alta responsabilità, di particolare professionalizzazione, di coordinamento e direzione, oggi lasciate all’interno della Terza area in balia delle scelte discrezionali della Dirigenza, soggette non solo alla precarizzazione delle funzioni, ma anche a retribuzioni non ancorate al livello di responsabilità richiesta, prevedendo una nuova specifica Area Direttiva e delle Alte professionalità in cui inquadrare coloro che svolgono funzioni ascrivibili alle posizioni intermedie e apicali dell’attuale Terza Area.
Se dobbiamo ragionare giocoforza su tre Aree, è indubbio che le Aree vanno quindi riscritte, garantendo una dinamica professionale del personale attualmente inquadrato, con il riconoscimento delle funzioni già svolte.
E la risposta, quindi, non può essere quella prospettata dall’ARAN di mantenere le attuali Aree e l’attuale regime delle posizioni organizzative, rivisitandolo sulla falsariga di quanto avvenuto nelle Agenzie fiscali, dove permane comunque tutta le precarizzazione e la discrezionalità che vogliamo superare.
Per quanto concerne le progressioni all’interno delle Aree, ribadiamo che questo non può essere l’unico percorso di valorizzazione professionale. Va quindi ripristinata a regime la possibilità di percorsi di passaggio tre le Aree con il riconoscimento del lavoro svolto e delle professionalità acquisite.
In questi anni il modello basato sulle progressioni economiche, finanziate dal Fondo di amministrazione e sottoposto a rigidità, dettate sia dagli interventi normativi sull’entità dei Fondi, che sui criteri da adottare, ha reso tale strumento difficilmente utilizzabile in futuro, anche per la saturazione di molte posizioni apicali.
L’ipotesi prospettata dall’ARAN nel documento consegnato è quella di differenziare le progressioni su due distinti binari: il primo ancorato essenzialmente alla professionalità acquisita; il secondo basato sul “merito”.
Nel ribadire come FLP che tale strumento per noi resta solo “uno” di quelli da prevedere in materia di riconoscimento “dinamico” delle professionalità, restano da sciogliere i nodi sul finanziamento delle procedure e sulla stessa costruzione delle fasce all’interno delle Aree. Così come va approfondito e valutato nel suo complesso il meccanismo proposto, sia per quanto concerne le modalità di riconoscimento del “merito” che sui tempi e le modalità di attivazione del cosiddetto doppio binario, vista la scarsezza di risorse oggi disponibili in contrattazione integrativa per definire gli accordi sulle progressioni economiche.
Tra l’altro le attuali fasce non sono in grado di intercettare tutte le dinamiche (sono limitate nel numero all’interno delle singole Aree), e sono graduate in modo non progressivo dal punto di vista economico, essendosi a suo tempo limitati a “fotografare” in modo automatico il modello preesistente basato su posizioni giuridiche e posizioni super, oggi non più previste all’interno della polifunzionalità delle Aree.
L’ultima questione riguarda l’ordinamento unico per tutto il comparto, oggi ancora in discussione, per la previsione nel CCNL delle FF.CC. della possibilità di istituire sezioni speciali correlate ai vecchi comparti.
E’ evidente che questa scelta, auspicata dall’ARAN e da qualche Organizzazione Sindacale al tavolo, è percorribile solo se si definisce un nuovo ordinamento che non sia al ribasso. E comunque è chiaro che alcuni aspetti, ove si decidesse di percorrere tale ipotesi, vanno affrontati e risolti.
Oggi per medesime professionalità e funzioni coesistono all’interno delle Amministrazioni del comparto diversi inquadramenti, frutto di CCNL precedenti, che ad esempio assimilano alla dirigenza funzioni quale quelle dei professionisti che nei Ministeri e nelle Agenzie fiscali non sono previste nella medesima fattispecie e sono inquadrate nella terza Area. E’ evidente che non intendiamo proporre ipotesi al ribasso, ma neanche ipotizzare diversi inquadramenti, all’interno di un nuovo ordinamento unico di comparto !
In conclusione abbiamo rappresentato al Presidente dell’ARAN la nostra volontà non solo di proporre, ma anche di ascoltare, convinti come siamo che il compito della Commissione sia quello di cercare di realizzare una proposta quanto più condivisa, o comunque in cui siano presenti, ove difformi, le diverse posizioni rappresentate, allo scopo di contribuire sia alla predisposizione dell’atto di indirizzo del Governo all’ARAN per l’apertura del negoziato sul rinnovo del CCNL, sia all’elaborazione di una proposta sindacale quanto più condivisa e realizzabile possibile.
Ovviamente questo tavolo di confronto non esaurisce l’iniziativa sindacale sul tema, ma si intreccia strettamente con le problematiche relative allo stanziamento economico per fare un CCNL degno di questo nome, ed al confronto con il Governo sulle iniziative da assumere anche a livello parlamentare per ridefinire un ambito ed uno scenario in cui il nuovo ordinamento professionale ed il CCNL siano uno strumento in grado di permettere un cambio di marcia sulle politiche in materia di Pubblica Amministrazione, riconoscendone il ruolo di fattore di sviluppo e di innovazione del Paese.
Per quanto concerne i lavori della Commissione, ci si è aggiornati ad un nuovo incontro che dovrebbe tenersi entro la metà del mese di novembre.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Osserviamo con piacere che la nostra Federazione ha posto questioni e proposto soluzioni che interessano molto da vicino anche i lavoratori della Difesa, e tra queste anche quelle relative alla 1^ Area.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP DIFESA n. 8 del 28 gennaio 2019 –
Riportiamo il Notiziario FLP n. 4 del 21 u.s. che reca la lettura della nostra Federazione sui dati pubblicati dall’ARAN e che danno corpo alla rappresentatività sindacale 2019-2121 nei comparti del P.I..
“La FLP è il sindacato che si rafforza di più in tutti i comparti del pubblico impiego, in particolar modo nei comparti ove è già rappresentativo: il comparto delle Funzioni Centrali e quello della Presidenza del Consiglio. Ne avevamo già piena coscienza sia dai dati in nostro possesso sul numero degli iscritti sia per la grande crescita alle elezioni RSU di aprile scorso. Ora però è arrivata l’ufficialità dell’ARAN, che giovedì 17 gennaio 2019 ha certificato i dati di rappresentatività relativi al triennio 2019-2021.
Nel comparto Funzioni Centrali la FLP non solo passa dal 6,60 per cento all’8,29 per cento – con una crescita di oltre il 25 per cento – ma diventa il quinto sindacato, superando sia Confintesa che USB. Siamo, nel comparto, il sindacato che cresce di più, in termini percentuali, sia di iscritti che di voti RSU; l’unico sindacato che accresce il numero dei suoi iscritti in valore assoluto (+1.567) mentre tutti gli altri sindacati ne perdono. Tutto ciò, nonostante il non trascurabile fatto che, alla data di rilevazione delle deleghe, la FLP fosse praticamente assente nell’ex-comparto degli Enti Pubblici Non Economici (EPNE) e alle scorse RSU non fosse ancora ben strutturata in quel settore. Poiché, nel frattempo, la nostra presenza nel settore del “parastato” si va strutturando e consolidando di giorno in giorno, siamo fiduciosi di avere risultati sempre migliori e quindi di poter rappresentare sempre meglio le istanze dei lavoratori.
Anche nel comparto Presidenza del Consiglio, nonostante la FLP fosse già una realtà ben consolidata, riusciamo ad avere una crescita del 20 per cento circa, passando dal 12,58 per cento al 14,69 per cento. Anche in questo comparto la FLP è il sindacato che cresce di più in assoluto.
Ma il nostro successo non si ferma qui perché tutti i sindacati “cugini”, sia quelli che fanno parte della “galassia” CSE che quelli della CGS, crescono in modo preponderante e quindi, complessivamente, i rassemblement dei quali siamo parte si rafforzano in termini sia numerici che politici. Allo stesso modo, anche la federazione CIDA FC, della quale siamo costituenti nell’area della dirigenza, consolida il proprio consenso in termini di iscritti.
Il dato forte della rilevazione fatta dall’ARAN e che, lo ricordiamo, vale per tutto il prossimo triennio contrattuale, è che le organizzazioni sindacali, che hanno fatto della difesa dei diritti dei lavoratori l’unico principio che orienta il loro comportamento, hanno accresciuto fortemente il consenso tra i lavoratori; al contrario, quei sindacati che hanno scelto di firmare contratti che hanno diminuito i diritti dei lavoratori e deciso di fare da cinghia di trasmissione a governi che hanno pesantemente ridotto salario e dignità dei lavoratori, sono stati duramente puniti, sia con la perdita di iscritti che nel consenso alle scorse elezioni RSU. Allo stesso modo iniziano a sgonfiarsi i finti sindacati, quelli che non hanno alcuna visione del futuro, ma “campano” solo di iniziative estemporanee per perpetuare i loro piccoli apparati e privilegi.
Acquisito il lusinghiero risultato sta a noi, ora, strutturarci sempre meglio, dimostrare di meritare il consenso conseguito e fare sforzi sempre maggiori per costruire proposte che migliorino le condizioni di vita dei lavoratori. Siamo già impegnati per questo, a partire dai rinnovi contrattuali e dalle sinergie che bisogna trovare per restituire ai lavoratori i diritti previsti dalla nostra Costituzione e ampliare le materie contrattuali”.
Un risultato dunque che premia il lavoro, a tutti i livelli, della nostra O.S. a difesa dei lavoratori, che ringraziamo per la fiducia e il consenso.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 121 del 2 novembre 2018 –
Sergio Gasparrini, Presidente dell’ARAN, che ha presieduto la riunione della Commissione paritetica
Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 46 del 29.10.2018 che reca la nota della nostra Federazione in merito ai contenuti e alle risultanze della riunione del 25 u.s. in ARAN.
” Finalmente iniziano i lavori della commissione paritetica sull’ordinamento professionale prevista dall’articolo 12 del CCNL delle Funzioni Centrali.
Giovedì 25 si è, infatti, tenuta la prima vera riunione nella quale sono stati affrontate, più che altro, questioni di metodo.
In apertura, uno dei rappresentanti dell’ARAN al tavolo ha illustrato i documenti che sono stati consegnati ai sindacati – sostanzialmente elenchi dettagliati degli inquadramenti negli ex-comparti di contrattazione di Ministeri, Agenzie Fiscali e Enti Pubblici non Economici. L’intervento si è chiuso con il solito richiamo all’impossibilità di superare i vincoli normativi attualmente esistenti.
La FLP, nel suo intervento, ha chiesto che la Commissione lavori a ritmi serrati e senza porsi alcun vincolo. Questa Commissione – è il nostro ragionamento – già ha accumulato un ritardo abissale giacché l’ordinamento professionale attuale non corrisponde più da anni a nessuna della realtà lavorative che sono confluite nel Comparto delle Funzioni Centrali. Purtroppo, in questi anni le amministrazioni e la stessa ARAN si sono nascoste abilmente dietro l’impossibilità di riconoscere ai lavoratori il ruolo svolto a causa del blocco legislativo dei contratti e degli stipendi.
I sindacati firmatari del CCNL hanno dato loro una grossa mano prima accettando di stipulare un contratto privo di ordinamento professionale e poi tollerando che una Commissione che doveva terminare i propri lavori a maggio iniziasse a lavorare oggi, a dieci mesi dalla firma della preintesa del CCNL 2016-2018 e due mesi prima della sua scadenza.
Dopo tutto questo tempo pretendiamo un vero ordinamento professionale e non certo un simulacro che serva, ancor di più, a legittimare la negazione della carriera nel pubblico impiego. Abbiamo quindi detto all’ARAN che, laddove ci sarà la possibilità di modifiche efficaci a legislazione vigente, procederemo in tal senso; laddove ciò non sia possibile, la Commissione – nel suo complesso – deve essere in grado di proporre alla politica modifiche legislative che rimuovano le criticità e deve farlo prima che parta la nuova tornata di contrattazione, cioè entro l’anno.
L’intervento successivo del Presidente dell’ARAN, che ha convenuto con la FLP e con altre organizzazioni sindacali sull’esigenza di procedere a tutto campo e senza limitazioni ci conforta – soprattutto rispetto ai paletti posti nel primo intervento – ma aspettiamo passi concreti in tal senso prima di fidarci.
Ciò che deve essere chiaro è che ci sono misure che per i lavoratori non sono più rimandabili: lo svuotamento della prima area (o area A) se non il suo superamento definitivo; la rimozione del vincolo che impedisce l’accesso dall’interno all’area dei funzionari ai lavoratori privi del titolo di studio previsto per l’accesso dall’esterno; la previsione di un’area dei quadri e professionisti – già presente negli ordinamenti di amministrazioni che fanno parte del comparto; l’aumento delle posizioni economiche nelle aree. Quelle elencate sono le più elementari rivendicazioni e servono solo ad adeguare l’ordinamento alla situazione attuale.
Se poi si vuole intervenire in modo davvero innovativo, bisogna sforzarsi ancora di più e immaginare un’organizzazione del lavoro sempre più moderna, capace di autoregolarsi e trovare all’interno delle organizzazioni le soluzioni migliori, dotata di flessibilità di ruoli, competenze sempre maggiori che permettano un empowerment diffuso a tutti i livelli della catena gerarchica e, ovviamente, riconoscimenti adeguati per i lavoratori.
Noi siamo pronti alla sfida della modernità, sino ad ora chi ha frenato su questa strada sono stati i governi e le amministrazioni pubbliche che hanno preferito vivere di piccola gestione, approfittando della crisi economica durata un decennio per “regolare i conti” con i lavoratori pubblici e riaffermare un potere unilaterale che ha fatto anche risparmiare qualche miliardo di euro, ma che costa al sistema paese molto di più sia in termini di competitività che di mancati servizi resi ai cittadini.
La Commissione per l’ordinamento professionale deve essere il primo passo verso la modernizzazione e gli investimenti in capitale umano, che devono proseguire con la tornata contrattuale 2019-2021, non certo un altro metodo per traccheggiare e gestire potere sottraendo valore aggiunto alle imprese e diritti alla cittadinanza.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Su questa stessa pagina, è disponibile in allegato 1 e scaricabile tutta la documentazione fornita dall’ARAN alle OO.SS. in riunione, che riguarda gli inquadramenti e i trattamenti del personale degli ex comparti (Ministeri; Agenzie Fiscali; Parastato; etc.) poi confluiti nel mega comparto Funzioni Centrali, e alcune interessanti tabelle di raffronto.
In allegato 2, l’elaborato della Funzione Pubblica di novembre 2017 che tratta del “Modelli di rappresentazione delle professioni e relative competenze: ipotesi di lavoro per la P.A.”
Seguiremo da vicino i lavori della Commissione e ne daremo come sempre conto ai colleghi.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Allegato 1 – La documentazione fornita dall’ARAN alle OO.SS.:
Si riporta di seguito, in corsivo colorato, il testo del Notiziario FLP n. 42 del 28 u.s. che reca la nota di pari data della Segreteria Generale della Federazione che segnala e commenta le scomposte reazioni in merito alla firma di FLP del CCNL Funzioni Centrali, venute dalle sigle firmatarie ab origine.
“La firma, ovviamente tecnica, apposta in data 21 settembre u.s. dalla FLP sul CCNL 2016-2018 del comparto Funzioni Centrali, che riporta la nostra sigla sui tavoli di contrattazione decentrata di amministrazione, ha generato, da parte di altre sigle di comparto, reazioni francamente incomprensibili e scomposte che danno però il segno della sofferenza con le quali hanno accolto la nostra firma e, conseguentemente, il nostro ritorno sui tavoli di contrattazione.
Due, in buona sostanza, le obiezioni che, a fattor comune, ci vengono mosse: la prima, di aver firmato il CCNL dopo aver “giurato e spergiurato che mai avrebbero firmato un contratto capestro e antidemocratico”; la seconda, di averlo firmato solo oggi e a urne chiuse, dopo aver posto in essere “una manfrina durata giusto il tempo della campagna elettorale RSU”, e dunque strumentalmente orientata solo a raccogliere consensi elettorali tra i lavoratori.
A queste obiezioni è facile rispondere, dati di fatto alla mano.
Sin da subito abbiamo esplicitato pubblicamente (vedasi Notiziario FLP n. 8 del 15 febbraio 2018, diffuso e pubblicato attraverso il Notiziario FLP DIFESA n. 19 del 19.02.2018) il nostro giudizio negativo sul CCNL e, nell’annunciare i ricorsi in giudizio contro la norma liberticida (art. 7, commi 3 e 4) che esclude dai tavoli di contrattazione decentrata le OO.SS. non firmatarie del CCNL, abbiamo dichiarato che avremmo chiesto “ai giudici di pronunciarsi con urgenza per l’eliminazione di norme che riteniamo liberticide”, aggiungendo più oltre che “qualora i giudici dovessero darci torto, prenderemmo atto della decisione e del fatto che per tutelare i lavoratori saremmo costretti ad apporre una firma tecnica al CCNL, che ci consentirebbe immediatamente di ritornare alle trattative decentrate”. È esattamente quello che è avvenuto, anche se, sino ad oggi, le sentenze dei giudici sono ancora limitate alla fase cautelare, quindi non al merito delle eccezioni proposte, che saranno oggetto di successivi pronunciamenti dei Giudici.Perché la FLP proseguirà nella sua battaglia per cancellare quelle norme liberticide e illiberali, oltre che in sede giudiziaria anche in sede politica, come potete vedere dagli emendamenti al D. Lgs. 165/2001, con relativa relazione illustrativa, che sono stati messi a punto dalla nostra O.S. e che sono stati già consegnati al Capo di Gabinetto della Ministra alla P.A. e ai Gruppi Parlamentari (vedi allegato 1 su questa stessa pagina).
Alla seconda obiezione è ancor più facile rispondere: se la nostra scelta di non firmare il CCNL fosse stata fatta in funzione RSU, è di tutta evidenza che l’apposizione della firma tecnica sarebbe avvenuta subito dopo il 20 aprile u.s., giorno dello scrutinio. Invece, è avvenuta a distanza di oltre sette mesi, sette lunghi mesi nei quali abbiamo subito, sui livelli nazionali e anche su quelli territoriali, le conseguenze, certo non facili da gestire, legate alla esclusione dai tavoli, e lo abbiamo fatto in ogni caso mai pentendoci della scelta fatta e con la convinzione mai venuta meno di essere nel giusto e di condurre una battaglia di democrazia.
Soprassediamo, per carità di patria, dal dare risposta agli ammonimenti di chi scopre oggi che “non esistono firme tecniche” negando una pratica, da essi stessi perseguite in passato e che fa parte peraltro della lunga storia delle relazioni sindacali nel pubblico impiego (si veda l’elenco che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2) o alle accuse di chi si erge a censore del nostro operato e ci ricorda le proprie illuminate scelte, dimentico che in casa propria ci sono Federazioni di ben superiore caratura che hanno fatto la nostra stessa scelta di non firmare a suo tempo il proprio CCNL e hanno scelto oggi di apporre una firma tecnica a seguito dei pronunciamenti dei Giudici: manfrina anche la loro?
Appare di tutta evidenza che quelle OO.SS. avrebbero preferito di gran lunga continuare a non vederci nei tavoli decentrati, ben consci che la nostra presenza costituisce un elemento di rottura rispetto a equilibri consolidati. Dispiace molto aver dato loro una grande delusione, ma riprenderemo il nostro lavoro consapevoli di aver combattuto “una giusta battaglia” e, anche per questo, di essere oggi più motivati e attrezzati per difendere al meglio le ragioni della categoria.
Contestualmente alla firma tecnica, la nostra Federazione ha presentato il 20 settembre alla Funzione Pubblica e all’Aran la piattaforma per il rinnovo del contratto, che ripubblichiamo in allegato 3 su questa stessa pagina) chiedendo che da subito si apra il negoziato per il rinnovo del CCNL 2019/2021. Atto che avrebbero dovuto già fare da tempo i sindacati firmatari della prima ora, che invece sono ancora “in attesa di Godot” (dunque, in alto mare).
Da qui la FLP partirà per costruire un nuovo CCNL, che possa recuperare tutto il “maltolto” e dare finalmente segnali concreti e positivi ai colleghi, coinvolgendo i propri iscritti e tutti i dirigenti sindacali.
È questo il motivo per il quale nonostante gli attacchi delle Amministrazioni e dei sindacati-casta e le esclusioni dai tavoli contrattuali in questi ultimi 7 mesi, la FLP e tutti i suoi dirigenti hanno continuato a fare attività sindacale in tutti i luoghi di lavoro e a difendere i lavoratori senza paura e con la schiena dritta. Altri sindacati che esistono solo per gestire il potere non avrebbero mai potuto restare fuori dai tavoli nemmeno un giorno, pena la immediata disgregazione. Ed è per questo che ringraziamo pubblicamente tutti i nostri iscritti e tutti i lavoratori che ci hanno sostenuto e manifestato pubblicamente il loro appoggio per la difesa dei diritti e della democrazia.
E per finire, comprendendo come sia difficile per i sindacati-casta capire quanto sia importante combattere per la democrazia, anche a costo di essere attaccati con tutti i mezzi, permetteteci di usare un po’ di ironia consigliando loro di ascoltare, anche a fini terapeutici (la musica ha ottimi effetti sulle crisi di nervi), una canzone pubblicata esattamente due anni fa: “Combattente” (autori Federica Abbate e Cheope, cantata da Fiorella Mannoia), della quale, riportiamo di seguito tre frasi chiave: “anche se la paura fa tremare …”, “… chi non lotta per qualcosa ha già comunque perso …” e “… chi lotta per qualcosa non sarà mai perso …”
E se proprio i sindacati seguaci dei principi di Don Abbondio non riescono proprio a concepire i nostri valori e si innervosiscono solo a sentirli enunciare, ascoltino qualcos’altro, tenendosi aggiornati sui sentimenti popolari. Magari le prime due canzoni classificate all’ultimo Festival di Sanremo …………..
IL NOSTRO AGIRE È PRIVO DI SOTTERFUGI, TESO A RIVENDICARE UNICAMENTE I DIRITTI DEI LAVORATORI E NON PREBENDE E POLTRONE.
I NOSTRI PRINCIPI NON SONO IN VENDITA, GLI UOMINI DELLA FLP NON SONO IN VENDITA, I LAVORATORI PUBBLICI E I LORO DIRITTI NON SONO IN VENDITA!
QUESTA E’ LA FLP!
La Segreteria Generale FLP “
Questa la nota, anche finemente ironica, della Segreteria Generale della nostra Federazione.
Al punto 2 della predetta nota si fa riferimento alle conseguenze patite in questi sette lunghi mesi di non firma. E’ vero, anche per noi è stato maledettamente complicato reggere all’interno della Difesa, dove, alla sostanziale correttezza di alcuni suoi “pezzi” (SS.MM, per esempio) hanno fatto da contraltare i comportamenti di altri “pezzi” (PERSOCIV in primis) che hanno preferito abdicare al ruolo “super partes” che un’Amministrazione non dovrebbe mai smarrire. Si pensi solo all’emanazione della circolare sull’art. 35 CCNL, dunque in piena campagna elettorale, poi rimangiata quasi a umma a umma dopo gli “orientamenti” venuti da ARAN. E’ serietà, questa?
Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 41 del 20.09.2018 con il quale la Segreteria Generale della Federazione dà notizia di aver presentato in pari data ad ARAN e Funzione Pubblica la piattaforma elaborata dalla nostra O.S. per il triennio 2019 – 2021.
” La FLP in data odierna ha formalizzato a Ministero della Funzione Pubblica e all’Aran la piattaforma per il rinnovo del CCNL, chiedendo contestualmente che da subito si apra il negoziato per il triennio 2019/2021.
Con questo atto la FLP, nel rispetto dei termini previsti dal CCNL vigente all’art. 2 comma 5, permette l’avvio delle procedure per l’apertura del negoziato, togliendo ogni eventuale alibi alle controparti, derivante dall’inerzia dei firmatari della prima ora che a tutt’oggi non risulta abbiano presentato proprie piattaforme.
La nostra proposta è ovviamente aperta al contributo che perverrà dalle lavoratrici e dei lavoratori nelle assemblee che terremo in questi mesi su tutti i posti di lavoro, per costruire insieme un percorso per nuovo CCNL che possa recuperare tutto il “maltolto” di questi anni e dare finalmente segnali concreti e positivi al personale.
Linee programmatiche aperte alle idee e alle proposte di tutti i lavoratori che potranno farle pervenire anche direttamente tramite l’apposita sezione che a breve sarà disponibile sul nostro sito www.flp.it.
RIPARTE IL PERCORSO PER VOLTARE PAGINA SUI DIRITTI E LA DIGNITA’ DEL LAVORO PUBBLICO
La Segreteria Generale FLP “
Dunque, la FLP ha presentato la propria piattaforma e, per quanto ci riguarda, inizia da oggi il percorso che ci porterà rapidamente al confronto con le lavoratrici e i lavoratori civili.
Per chiudere, dobbiamo dire che siamo rimasti un po’ sorpresi dalla potenza di fuoco posta in essere, all’annuncio di ieri della nostra firma sul CCNL, da parte di CGIL-CISL-UIL e poi UNSA (domanda: quest’ultima si rivolge anche al grande confratello SNALS – Sindacato Nazionale Autonomo Lavoratori Scuola aderente anch’esso a CONFSAL?), che come noi non aveva firmato il CCNL e ora si?), con comunicati i cui contenuti, al di là della false rappresentazioni che ne danno, certificano comunque come FLP tutto sia, fuorché quella O.S. irrilevante e marginale che qualcuno tende a dipingere.
Questa potenza di fuoco dimostra che contiamo, e come se contiamo! E grazie per la pubblicità!
Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 40 del 19 settembre 2018, recante la nota della Segreteria Generale della nostra Federazione in merito agli ultimi sviluppi delle iniziative di contrasto assunte in questi mesi contro il CCNL 2016-2018 del comparto FF.CC., che abbiamo giudicato perdente.
” In sede di negoziato all’Aran nei mesi scorsi ci siamo impegnati con tutte le nostre forze per strappare un Contratto vero, degno di questo nome. E lo abbiamo fatto per dare seguito alle iniziative che la FLP aveva assunto negli anni scorsi contro l’incredibile stallo provocato dal reiterato blocco, per legge, della contrattazione nei settori del pubblico impiego. Per onorare la storica sentenza della Corte Costituzionale che si era pronunciata sul nostro, vincente, ricorso.
Perché vi era bisogno non solo di recuperare il potere d’acquisto falcidiato dagli anni di blocco, ma anche di rimettere mano all’ordinamento professionale, ormai superato, per renderlo coerente con Amministrazioni che sono cambiate e con un’organizzazione del lavoro sempre più caratterizzata dalla digitalizzazione e dalla polifunzionalità. Riconoscendo le professionalità diffuse e le competenze acquisite. Così come era necessario ricondurre nel contratto la tutela dei diritti e della dignità del lavoro, in questi anni sempre più limitati dalle incursioni legislative e dalle iniziative unilaterali.
Il testo però su cui avevano trovato l’accordo a fine 2017 Aran e CGIL, CISL e UIL era su tutto questo inaccettabile. Assolutamente irrisori i “benefici” economici, del tutto assente la questione ordinamentale, peggiorativa e unicamente recettiva delle peggiori norme punitive emanate in questi anni la parte dei diritti e della tutela della persona e della salute, depotenziato il ruolo delle OO.SS. e delle RSU sulle materie dell’organizzazione e dell’orario di lavoro, ignorato ogni riferimento alle migliori esperienze passate ed alle peculiarità dei diversi settori che oggi compongono il Comparto delle Funzioni Centrali (non sono state attivate le previste sezioni che avrebbero dovuto accompagnare questo processo di omogeneizzazione).
Ma questo Contratto era irricevibile anche perché contiene una previsione per noi lesiva dei principi di democrazia e rappresentanza. Esclude dal sistema di relazioni sindacali (informazione, confronto e negoziazione) quei sindacati che, pur rappresentativi e abilitati alla contrattazione secondo i requisiti previsti dalla norma (almeno il 5% di media tra dato associativo e voti conseguiti alle elezioni RSU), ritengono di non firmare il Contratto perché non rispondente alle aspettative ed ai bisogni dei lavoratori e delle lavoratrici. In buona sostanza si sarebbe costretti a firmare “obtorto collo” qualsiasi cosa per evitare di essere messi nelle condizioni di non poter svolgere il proprio mandato e il proprio ruolo. Una evidente questione di mancanza di democrazia che va al di là degli interessi di sigla. Perché oggi siamo stati noi a non firmare, ma in futuro potrebbero essere altri i soggetti interessati.
Su questo quindi abbiamo accompagnato in questi mesi la nostra mancata firma con una serie di iniziative giurisdizionali tendenti a far riconoscere l’illegittimità di tale norma. I primi pronunciamenti dei Giudici del lavoro, ancora limitati alla fase cautelare e quindi non al merito delle eccezioni proposte, non sono stati positivi. In particolare le motivazioni rese si sostanziano sul fatto che l’attuale formulazione del Decreto Legislativo 165/2001 prevede che sia il CCNL a regolare i successivi livelli di contrattazione decentrata. E quindi avrebbe la facoltà di disporre non solo i livelli e le materie di tale sistema, ma anche i soggetti abilitati.
Un orientamento che non ci convince in quanto, come è noto, gran parte del sistema di relazioni, nel periodo di vigenza del CCNL, si svolge proprio a livello di contrattazione decentrata nazionale e territoriale. E quindi limitare il potere negoziale dei soggetti rappresentativi unicamente alla fase di negoziazione dei contratti di primo livello significherebbe limitare in modo drastico il diritto delle Organizzazioni sindacali rappresentative a svolgere il proprio mandato. Ecco il perché continueremo a portare avanti i nostri ricorsi per far valere nei successivi gradi di giudizio quello che riteniamo un diritto fondamentale per l’esercizio della democrazia sindacale sui posti di lavoro.
Ma non ci fermiamo qui.
Se la norma non è chiara, va modificata. Ecco perché abbiamo nei giorni scorsi rappresentato a numerosi esponenti dei diversi Gruppi parlamentari della maggioranza e dell’opposizione la necessità di una modifica della norma, riscontrando particolare attenzione alla tematica posta e un impegno ad approfondirne le modalità per una positiva soluzione.
In data odierna, inoltre, nel corso di un incontro con il Capo di Gabinetto del Ministro della Funzione Pubblica Giulia Bongiorno, abbiamo ulteriormente manifestato le nostre ragioni, e abbiamo presentato una proposta di modifica al D.Lgs. 165/2001, chiedendo al Ministro un conseguente intervento in sede di approvazione dei prossimi provvedimenti sul lavoro pubblico.
Nel frattempo la situazione nelle Amministrazioni e negli Uffici si fa sempre più difficile per i lavoratori e le lavoratrici. La nostra assenza dai tavoli, voluta caparbiamente dai firmatari e pretesa in molti casi alle Amministrazioni, per “punirci” di aver osato dire che quel CCNL era ed è pessimo, sta dimostrando in modo plastico l’incapacità dei sindacati casta di definire accordi dignitosi, di difendere quelli già sottoscritti (quando ai tavoli c’eravamo noi…),di opporsi alle iniziative unilaterali delle Amministrazioni che senza di noi hanno buon gioco a far passare quello che vogliono.
Se ragionassimo in termini opportunistici avremmo tutto l’interesse a stare fuori e a far vedere come e quanto gli altri “sindacati” sono incapaci a svolgere il proprio ruolo. Ma noi dobbiamo difendere i lavoratori, evitare che peggiorino le già difficili condizioni economiche e professionali del personale, dobbiamo lavorare per garantire anche servizi migliori e più efficienti ai cittadini e al sistema Paese.
E il rinnovo di questo brutto CCNL, nonostante sia già in scadenza, non è per nulla vicino.
Ecco il perché, pur mantenendo in atto tutte le iniziative messe in campo in questi mesi, sia giurisdizionali che politiche, apporremo una firma solo tecnica al CCNL delle Funzioni Centrali. E contestualmente alla firma tecnica presenteremo alla F.P. e all’Aran la piattaforma per il rinnovo del CCNL, chiedendo che da subito si apra il negoziato per il rinnovo del CCNL 2019/2021.Cosa che avrebbero dovuto fare i “firmatari” della prima ora, ma che invece per loro pare ancora in alto mare.
E da qui partiremo per costruire un nuovo CCNL che possa recuperare tutto il “maltolto” e dare finalmente segnali concreti e positivi al personale.
Chiaramente non cambia il nostro giudizio negativo sull’attuale Contratto. Posizione che è condivisa anche dalla Ministra Bongiorno che ha testualmente dichiarato che i contratti sottoscritti nei mesi scorsi hanno “ingenerato confusioni e conflitti perché chiusi male sotto pressioni elettorali”
Contando sempre più sul consenso dei lavoratori e delle lavoratrici e su rapporti di forza che stanno sempre più cambiando, a riconoscimento della bontà della nostra azione, e del nostro modo di essere vero sindacato.
La Segreteria Generale FLP “
Questo il testo del comunicato FLP, che preannuncia la firma (solo tecnica, ovviamente) sul CCNL, che potrebbe avvenire già venerdì p.v..
Torneremo dunque sui tavoli di contrattazione, sia nazionale che locali, e riprenderemo così il filo interrotto.
In questi mesi, il nostro cammino è stato difficilissimo, in particolare sul livello nazionale di Amministrazione Difesa, dove oltre all’ostilità dei 3+1 e dietro loro continua sollecitazione, abbiamo subito comportamenti ostili, in alcuni casi davvero ignobili, da parte di alcuni “pezzi” della stessa A.D.
Ma non siamo morti, anzi continuiamo a godere di ottima salute.
Ne riparleremo.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 76 del 13 luglio 2018 –
E così (ne abbiamo informato i colleghi con il Notiziario n. 74 di ieri), anche il M.D. si è allineato agli orientamenti dell’ARAN sull’applicazione dell’art. 35 del CCNL in materia di “assenze per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici”.
La nostra Amministrazione era stata l’unica, nel panorama della altre Pubbliche Amministrazioni, a dare un’interpretazione alquanto sui generis, che non stava proprio nel testo dell’articolo sottoscritto dai firmatari del CCNL, ed anche per questo è stata inondata sin da subito, da parte di moltissimi Enti, di quesiti però rimasti sinora senza risposta.
E lo ha fatto, purtroppo, e questa è la cosa più intollerabile, entrando di fatto a gamba tesa nell’aspro dibattito che si è sviluppato durante la campagna elettorale per le RSU 2018 proprio intorno all’art. 35 tra sigle firmatarie e non firmatarie, e in particolare nella Difesa con la rottura tra FLP e CGIL-UIL-UNSA e il reimbarco di CISL, cosa che invece nessuna altra Amministrazione ha fatto, e men che mai l’ARAN, che non a caso è uscito solo in queste ultimi settimane. Oggi la risposta c’è, e il bluff sembra proprio finito.
Ed oggi, che il quadro appare definitivamente chiarito a 360 gradi, torna a farsi sentire la nostra Federazione, con una nota diffusa in data 11 luglio u.s. e che riportiamo di seguito.
“Potete ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre, ma non potete ingannare tutti per sempre”. Questa semplice frase di Abraham Lincoln disegna plasticamente ciò che sta succedendo in queste settimane sulle novità contenute nei rinnovi contrattuali che comprimono fortemente i diritti alla salute e alle cure.
Come è ormai noto, ciò che i nuovi contratti prevedono sul diritto alla vita e alla salute è il principale motivo che ha spinto la FLP a non firmarli. Ci siamo dovuti confrontare in questi mesi con la disinformatjia più becera, che è partita dandoci dei venditori di fumo ed è proseguita accusando la FLP di strumentalizzare articoli del contratto inventando perdite di diritti che solo noi vedevamo.
Abbiamo sempre continuato per la nostra strada ricordando a tutti che, prima o poi, i nodi sarebbero venuti al pettine, presumibilmente dopo le RSU per evitare un’emorragia di consensi per i sindacati firmatari.
Ed è esattamente ciò che sta avvenendo. All’indomani delle elezioni RSU sono iniziati a fioccare gli orientamenti applicativi (badate bene non interpretazioni, ma orientamenti applicativi) da parte dell’ARAN e vanno tutti in un’unica direzione, quella che noi sapevamo da tempo perché era già stata sviscerata durante le trattative e porta ad una drastica diminuzione dei diritti dei lavoratori.
Così, diventa chiaro che sono state ridotte le tutele per coloro che devono essere sottoposti a terapie salvavita, e che le nuove previsioni per i permessi riguardanti la salute e le cure sono molto più restrittivi rispetto ai precedenti contratti.
L’ultimo di questi orientamenti riguarda la possibilità di usufruire del cosiddetto “trattamento malattia” per visite mediche, specialistiche, diagnostica, disciplinato dall’articolo 35 del nuovo CCNL del Comparto Funzioni Centrali (e da analoghi articoli dei contratti degli altri comparti). Su questo articolo siamo stati attaccati in modo particolare dai sindacati firmatari, i quali spacciavano quelle previste dall’articolo 35 come 18 ore di permesso aggiuntive mentre noi abbiamo sempre sostenuto che era una fregatura perché non erano aggiuntive, ma erano le uniche ore previste a questo fine, usate le quali si era obbligati ad attingere alle ferie per curarsi.
L’ulteriore obiezione fatta da CGILCISLUILUNSAINTESA era che l’articolo del contratto non abrogava l’articolo del Decreto Legislativo 165/2001 che prevedeva il trattamento malattia (comma 5-ter dell’art. 55-septies).
Ora, l’orientamento applicativo ARAN del 20 giugno 2018 e le Circolari di alcune amministrazioni (esempio Agenzia delle Entrate), chiarisce ciò che a noi era noto da tempo e che abbiamo provato a spiegare, prima ai sindacati in corso di trattativa e poi ai lavoratori a frittata fatta, e cioè che l’articolo di legge si limita a disciplinare solo la certificazione che bisogna produrre mentre, invece, l’attuale contratto disciplina i casi in cui si può usufruire del trattamento malattia, riducendoli praticamente a due: se si è già malati (sic!) o se il trattamento al quale ci si sottopone è invasivo e impedisce di tornare al lavoro.
Ragion per cui, se si superano le 18 ore e non si rientra in questi due casi, le prestazioni si possono fare solo in ferie o in permesso personale. Insomma, con il proprio tempo libero, anche se si tratta di lavoratori reduci da malattie gravi quali, ad esempio, quelle oncologiche.
Smascherate le palesi bugie dette in questi mesi da chi ha voluto la riduzione delle tutele per le fasce più deboli dei lavoratori, l’ultima frontiera dei firmatari, per non perdere ulteriore consenso, è stata quella di scrivere all’ARAN per “interpretare” il contratto e così prendere altro tempo. Nel frattempo le Amministrazioni lo stanno applicando, con danni inenarrabili per i lavoratori.
Ora, poiché il contratto è chiarissimo, volendo evitare di tacciare di mala fede questi “sindacati”, si possono fare solo due ipotesi: o quando hanno firmato il contratto erano temporaneamente incapaci di intendere e di volere oppure non hanno letto (o non sono capaci di leggere) ciò che hanno firmato. Entrambi questi casi dovrebbero far riflettere chi ancora si affida a loro per veder tutelati i propri diritti…
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Invitiamo le nostre strutture sindacali a dare la massima diffusione tra le lavoratrici e i lavoratori della Difesa di quest Notiziario.
In allegato 1, la circolare correttiva di PERSOCIV dell’11 luglio; in allegato 2, il “Quadeno FLP DIFESA n. 6/2018 che riporta gli orientamenti applicativi dell’ARAN ; in allegato 3, la circolare di Agenzia delle Entrate.
Si riporta di seguito il testo del comunicato stampa diffuso in data di oggi dalla nostra Federazione con la quale si dà conto dell’iniziativa da parte della stessa Federazione di impugnare il CCNL del comparto Funzioni Centrali sottoscritto in data 12 febbraio 2018 da CGIL, CISL,UIL, CONFSAL e CONFINTESA, ma non da FLP che ha avviato alcune iniziative ricorsuali.
” La FLP, Organizzazione Sindacale già promotrice del ricorso dal quale è scaturita la sentenza della Corte Costituzionale n. 178/2015 che ha dichiarato illegittimo il blocco dei contratti pubblici, ha impugnato il Contratto del Comparto Funzioni Centrali sia dinanzi ai giudici nazionali che a quelli europei per violazione delle libertà sindacali previste dall’articolo 39 della Costituzione e dell’articolo 11 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.
Il prossimo 11 maggio è prevista la prima udienza del ricorso presentato dalla FLP presso il Tribunale di Brindisi, mentre è già stato presentato un reclamo dinanzi al Comitato Europeo dei Diritti Sociali del Consiglio d’Europa unitamente alla Confederazione CGS.
“Portiamo all’attenzione delle istituzioni comunitarie – dichiara Marco Carlomagno, Segretario Generale della FLP – la normativa italiana in base alla quale i sindacati che non sottoscrivono i contratti collettivi nazionali di lavoro sono esclusi da tutti gli altri livelli di contrattazione. “Questa disposizione, prevista dai contratti del pubblico impiego con apposite clausole – spiega il sindacalista – è in palese contrasto con quanto sancito dall’articolo 39 della Costituzione e con l’articolo 11 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo che tutela le libertà di riunione e di associazione in cui rientrano anche le libertà sindacali”.
“Il ricorso presso il Tribunale di Brindisi è il primo di una lunga serie di ricorsi che presenteremo nei prossimi giorni – ha dichiarato Marco Carlomagno – perché riteniamo inaudito che nonostante la pronuncia, favorevole al sindacato, della Corte Costituzionale (sentenza 231/2013) nella controversia tra FIOM e FCA, il Governo e alcune parti sociali continuino imperterrite a non rispettare la libertà di un sindacato rappresentativo di non firmare un contratto negativo per i lavoratori”.
“Negare il diritto alle forme di partecipazione e di contrattazione integrativa aisindacati riconosciuti rappresentativi in base a norme di legge solo per non aver firmato uncontratto che riduce le tutele alla salute e alle cure mediche la dice lunga sul livello didemocrazia sindacale nel settore pubblico”.
Prosegue, inoltre, la battaglia intrapresa dalla FLP nei Tribunali per il riconoscimento degli arretrati stipendiali non riconosciuti ai lavoratori pubblici per i sei anni di blocco contrattuale. Nei prossimi giorni su questa importante vertenza si pronunceranno i Tribunali di Foggia, Napoli e Roma.
L’UFFICIO STAMPA FLP “
Si segnala in particolare all’attenzione dei lavoratori l’ultimo passaggio del comunicato stampa, che dà notizia del pronunciamento atteso a breve di tre Tribunali sul ricorso avviato nel 2017.
Pubblichiamo su questa stesa pagina:
la nota stampa diffusa in data di ieri dalla Confederazione CGS (allegato 1);
le agenzie che sono uscite al riguardo (allegato 2).
L’anno scorso di questi tempi, insieme a CGIL FP e UIL PA, stavamo preparando il calendario di assemblee che ci avrebbe poi portato nelle Sedi e negli Enti più importanti della Difesa (oltre quaranta) ad illustrare i contenuti dell’accordo che in data 5 aprile avevamo raggiunto con il Vertice politico (Fondo integrativo 21 milioni per il triennio; tabella corrispondenza mil/civ; progressioni tra le aree; nuove assunzioni, etc etc. – vds. comunicato unitario in Notiziario n. 39 del 5.4.2017).
La circostanza appariva davvero nuova, quasi rivoluzionaria, per il nostro Ministero, non solo per i contenuti di quell’accordo che apparivano davvero notevoli nel raffronto con l’immobilismo degli anni precedenti che si erano caratterizzati per le mancate risposte di A.D. su diversi fronti, ma anche per la scelta coraggiosa che CGIL e UIL avevano allora fatto, con l’avallo dei loro quadri territoriali riuniti a Roma, di mettere da parte CISL, da loro considerata attore primo dell’immobilismo, e di rivolgersi a FLP DIFESA per avviare una fase di mobilitazione e di lotta, che poi gestimmo insieme nei mesi di febbraio e di marzo e che alla fine traguardò accordo del 5 aprile.
Un accordo che, nei successivi nove mesi, portò a risultati importanti: fondo 21 mln nel triennio 2018-20 destinati alla produttività; n. 130 assunzioni di professionalità tecniche; tre bandi concorsuali per la Difesa, a distanza di 10 anni dall’ultimo; emendamento sulle progressioni tra le aree; emendamento sui centri di formazione (ex Scuola Allievi Operai); modifiche direttiva performance; recupero contrattazione locale e separazione dei sistemi valutazione di FUS e performance; intesa su modifiche protocollo sulla mobilità, risultati che pensiamo qualche beneficio abbiano portato alla nostra gente. Ma registrando al contempo (non possiamo negarlo) anche qualche sconfitta (mancata adozione della nuova tabella di equiparazione mil/civ, per esempio). Il tutto, non è superfluo ricordarlo, in soli nove mesi di confronti/scontri con A.D. .
Logica avrebbe voluto che, proprio nel ricordo dell’immobilismo degli anni precedenti, su quella strada si fosse proseguito, magari accelerando il passo e ponendosi obiettivi nuovi e nuovi traguardi. Per far questo, occorreva salvaguardare e irrobustire il fronte unitario tra CGIL-UIL-FLP, come peraltro avevamo promesso ai colleghi nelle decine di assemblee fatte, e non certo azzerarlo come poi è avvenuto ad inizio anno.
E invece, con il pretesto della non firma al CCNL da parte della nostra Federazione e dei suoi comunicati, in Difesa (ma solo nella Difesa…) CGIL e UIL hanno rotto il fronte unitario con FLP e sono tornati ai vecchi equilibri, addirittura chiedendo e ottenendo i tavoli separati (notoriamente considerati dai lavoratori un disvalore e un’arma in più per A.D.). Minestra riscaldata, non c’è che dire, di cui vediamo già i frutti.
E la rottura ha ovviamente inciso sulla campagna elettorale RSU, che avrebbe potuto e dovuto essere il terreno di discussione e di confronto tra le OO.SS. e che invece si è trasformata in una battaglia senza esclusione di colpi, nella quale anche A.D. ha fatto la sua parte venendo meno, in alcuni frangenti, al ruolo super partes ad essa ascritto. Ci sarà però tempo e modo per riflettere su questi aspetti e sugli accadimenti.
Una campagna elettorale che avrebbe dovuto avere al suo centro, anche in ragione della nuova fase politica e del Ministro che verrà, il programma e le proposte per le prossime RSU, sulle quali intrecciare il rapporto con le lavoratrici e i lavoratori eletti.
Non è stato così, programmi e proposte non ne sono circolati. La nostra O.S. però lo ha fatto, e con diversi Notiziari (tutti sul sito) abbiamo ragionato – e non solo per slogan – sulle questioni aperte e sulle soluzioni da dare.
Li abbiamo ora riassunte nel volantino/locandina che pubblichiamo in allegato, che offre la sintesi delle nostre proposte, e che preghiamo di affiggere in bacheca e di diffondere capillarmente tra tutti i lavoratori.
Cari colleghi, un voto alla lista FLP serve a garantire una nuova e diversa direzione di marcia, nella prospettiva di una cambiamento vero delle politiche nei confronti della componente civile della Difesa.
Buon voto a tutte le colleghe e a tutti i colleghi.
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Notiziario n. 121 del 2 novembre 2018 – Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 46 del 29.10.2018 che reca la nota della nostra Federazione in merito ai contenuti e alle risultanze della riunione del 25 u.s. in ARAN. ” Finalmente iniziano i lavori della commissione paritetica sull’ordinamento professionale prevista dall’articolo 12 […]
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Notiziario n. 103 del 20 settembre 2018 – Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 40 del 19 settembre 2018, recante la nota della Segreteria Generale della nostra Federazione in merito agli ultimi sviluppi delle iniziative di contrasto assunte in questi mesi contro il CCNL 2016-2018 del comparto FF.CC., che abbiamo giudicato […]
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