Notiziario n. 14 del 14 febbraio 2014 –

Sergio Gasparrini, Presidente dell'ARAN
Sergio Gasparrini, Presidente dell’ARAN

Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 2 del 10.02.2014, in cui si da notizia dell’incontro fra le Confederazioni del Pubblico impiego  e l’ARAN convocato allo scopo di definire un nuovo Contratto Collettivo Nazionale Quadro sul Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).

 ” In data 6.2.2014, dopo una prima riunione tenutasi a gennaio di carattere assolutamente interlocutorio e di “ripresa delle attività” in tema di relazioni sindacali sospese oramai da tempo immemore tenutasi,  l’ARAN ha convocato una seconda riunione con le Confederazioni maggiormente rappresentative del Pubblico Impiego allo scopo di definire un nuovo Contratto Collettivo Nazionale Quadro sul Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).

E’ appena il caso di sottolineare come l’argomento, comunque importante nel contesto legato alla materia dell’igiene e della sicurezza sui luoghi di lavoro, è regolato da un primo ed unico CCNQ datato 10 luglio 1996 e che successivamente, con il D. Lgs 81/2008, sono state inserite alcune modificazioni importanti per via legislativa che richiedevano già in allora la rivisitazione del CCNQ.

Dopo mesi e mesi di silenzio assordante del Ministro della Pubblica Amministrazione e dell’ARAN su tutte le importantissime questioni che riguardano i lavoratori del Pubblico Impiego, dalle relazioni sindacali alla spending review per non parlare del mancato rinnovo dei contratti di lavoro bloccati da oltre 5 anni, il confronto con la parte pubblica dovrebbe riprendere sulla tematica degli RLS …

Come è nostro costume abbiamo partecipato e portato il nostro contributo ad una riunione che comunque, e non ci voleva tanto a prevederlo, si è caratterizzata per i suoi contenuti assolutamente interlocutori e per l’ennesima genericità sia della proposta di parte pubblica che di molti interventi “sindacali”…

L’ARAN si è limitata a consegnare una pagina contenente l’indice degli argomenti da trattare (sono gli 11 punti che caratterizzano il precedente CCNQ ), confermando al contempo di non avere ancora ricevuto dal Ministro della Funzione Pubblica D’Alia il necessario atto di indirizzo sulla materia (della serie: intanto ci mettiamo avanti con il lavoro!!).

La CSE è del parere che bisogna andare ad un nuovo accordo che non solo adegui i contenuti del CCNQ alle sopravvenute modifiche normative, ma che soprattutto rafforzi le prerogative e le agibilità dei lavoratori nello svolgimento di tali delicate ed importanti funzioni, in una fase in cui i forti tagli lineari alle pubbliche amministrazioni riducono gli spazi ed il numero degli Uffici, la possibilità di manutenzione sulle infrastrutture, le stesse politiche della formazione e dell’aggiornamento, argomenti questi profondamente connessi con la sicurezza e la salubrità dei luoghi di lavoro, nonché con il ruolo e la funzione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.

A nostro parere, quindi, non basta una lettura tecnica ed asettica dei testi, una  mera riformulazione astratta dei contenuti del previgente CCNQ, ma bisogna capire esattamente il mandato dell’ARAN e cosa intendono “spendere” su questa materia.

Non siamo infatti interessati al balletto di chi, per dimostrarsi comunque impegnato (e parliamo sia dell’ARAN – che deve “giustificare la pagnotta” – che di qualche altra OO.SS.), prende tempo per non essere costretto a chiedere di aprire il confronto sul rinnovo del contratto di lavoro che è l’assoluta priorità di questo momento.

La CSE invece già a maggio 2013 ha presentato alle controparti le piattaforme per il rinnovo dei contratti, ha proposto come e dove reperire le risorse necessarie, ha denunciato le iniquità insite nel blocco di contratti e del salario accessorio, ha portato per il tramite della sua Federazione FLP, che ha ottenuto l’importante ordinanza del Giudice del lavoro di Roma, la questione di incostituzionalità innanzi alla Corte Costituzionale.

Certo che parteciperemo ai momenti di “approfondimento” che l’ARAN ha preannunciato di voler calendarizzare sulla questione RLS, ci mancherebbe altro. Anche su questo faremo bene la nostra parte.  Ma sia chiaro a tutti che non ci lasceremo distrarre per un solo momento!!

Come CSE ed FLP continueremo ad incalzare le controparti e riproporremo ai lavoratori pubblici le nostre proposte ed iniziative. A partire dalla nuova giornata di mobilitazione e di lotta, a difesa del lavoro pubblico, per il rinnovo dei contratti e contro le politiche di smantellamento della PA che ci vedrà manifestare il 28 febbraio 2014 a Roma dinanzi al Dipartimento della Funzione Pubblica.

                                                                                                                       LA SEGRETERIA GENERALE CSE

Notiziario n. 68 del 17 giugno 2013 –

Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 26 del 14 giugno 2013 relativo alla presentazione da parte della FLP all’ARAN e alla Funzione Pubblica le linee guida di Piattaforma contrattuale per il triennio 2013 – 2015.

(da consaptoscana)
(da consaptoscana)

 ” Questa mattina la FLP e la nostra confederazione CSE hanno presentato all’ARAN e alla Funzione Pubblica le linee guida di Piattaforma contrattuale per il triennio 2013-2015.

Con questo atto, la vertenza per il rinnovo contrattuale entra nel vivo. Infatti, la presentazione di queste linee guida ha una duplice funzione:

– aprire formalmente la stagione contrattuale. Infatti, non bastano presidi, manifestazioni e proteste. Affinché parta la stagione contrattuale è indispensabile la presentazione delle piattaforme alla controparte;

– stimolare il dibattito e chiarire alla politica che non intendiamo accettare il blocco ulteriore dei contratti né rinnovarli a costo zero.

Come vedrete, infatti, queste non sono piattaforme al ribasso, nemmeno dal punto di vista economico. E non è poco.

Infatti, vi abbiamo già raccontato delle audizioni a Camera e Senato sul Regolamento governativo che intende bloccare i contratti per un altro biennio e dell’incontro con il Ministro della Pubblica Amministrazione D’Alia e della richiesta della nostra confederazione CSE di rinnovare i contratti del pubblico impiego.

In entrambi i casi abbiamo purtroppo dovuto registrare la posizione di alcune grandi confederazioni sindacali, che hanno iniziato a parlare di contratto rinnovato a costo zero o con i risparmi di gestione (praticamente zero);  qualcuno ha parlato persino di stipulare un ulteriore accordo tra Governo e Confederazioni sul pubblico impiego.

Per fare che cosa, ci chiediamo noi?  Abbiamo già in piedi un accordo con il Governo Monti, che prevede il superamento della Legge Brunetta e dei blocchi stipendiali. Non ci serve un altro accordo e non ci serve perdere tempo.

Paradossalmente, sono venute più aperture da parte del Ministro, che ha dichiarato la disponibilità anche al ritiro del Regolamento che bloccherebbe la contrattazione per un ulteriore biennio e i trattamenti economici individuali per tutto il 2014, confermando però che non ci sono fondi per eventuali aumenti stipendiali.

A questo punto è diventato d’obbligo presentare immediatamente le piattaforme con le richieste economiche al Governo.

Come è ovvio, quindi, queste sono linee guida che sono state inviate allo scopo citato ma sono ben lontano dal costituire un documento esaustivo e immodificabile. Visto che la trattativa sul rinnovo dei contratti non partirà certamente domani, queste linee guida sono un punto di partenza per aprire il dibattito con i nostri coordinamenti nazionali e con i lavoratori, per arrivare – in tempi comunque brevi – con delle vere e proprie piattaforme per i singoli comparti di trattativa. 

Ribadiamo che i soldi per rinnovare i contratti ci sono, dove prenderli lo abbiamo già chiarito nelle audizioni a Senato e Camera. Se qualcuno vuol far seguire alle larghe intese politiche le larghe intese sindacali sulle spalle dei lavoratori pubblici lo dica chiaramente!! Ma lo dica ai lavoratori, senza prenderli in giro con proclami pubblici che poi vengono smentiti per collateralismo con il Governo Letta!!

Come potrete leggere nelle linee guida, che saranno disponibili sul nostro sito internet all’inizio della prossima settimana,  le nostre richieste sono responsabili ma ferme e prevedono l’applicazione per intero degli aumenti previsti dal tasso di inflazione programmata per il rinnovo dei contratti calcolato dall’ISTAT e l’incremento della contrattazione integrativa attingendo ai risparmi di gestione degli Enti.

Crediamo sia ora di accelerare, non si può tornare indietro, anche perché nel frattempo in Parlamento c’è attenzione agli argomenti da noi portati in Audizione. Nelle commissioni parlamentari, infatti, sono tanti i deputati e i senatori – persino nella maggioranza – che hanno preso posizione contro il blocco dei contratti e in Commissione Affari Costituzionali del Senato è stata addirittura presentato dal gruppo del M5S uno schema di parere CONTRARIO sul Regolamento governativo di blocco dei contratti.

Sarebbe imperdonabile se di fronte alle contraddizioni della politica il sindacato non facesse fino in fondo il suo lavoro di tutela dei livelli salariali.

 

                                                                                  LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

Allegato: Schema di Parere Campanella -Crimi – Morra – Mangili

Notiziario n. 44 del 13 aprile 2013 –

Marco Carlomagno, Segretario Generale FLP
Marco Carlomagno, Segretario Generale FLP

Riportiamo di seguito il Notiziario FLP  n. 13 del 12 aprile 2013 relativo alla situazione del pubblico impiego, con retribuzioni bloccate e contrazione del potere d’acquisto, come si evince dal “Rapporto semestrale” sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti, presentato dall’Aran il 9 aprile, e che trovate pubblicato a fine articolo in questa pagina  insieme al “Comunicato” diffuso dall’Agenzia.

”  In questi giorni, sulla stampa nazionale sono apparsi numerosi articoli che riguardano il Pubblico Impiego ed in particolare alcuni aspetti relativi alla ormai evidente e continua diminuzione delle retribuzioni del personale dipendente.

 Un primo elemento di riflessione emerge dalla lettura dei dati che ci consegna il Rapporto Semestrale sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti, presentato dall’ Aran il 9 aprile e nel quale si evidenzia nettamente il fermo, anzi, l’ evidente diminuzione delle retribuzioni pubbliche con una riduzione dello 0,8% nel 2011 che appare confermato anche nel 2012.

 Questo elemento, se solo vogliamo analizzare l’ultimo triennio, discende dal blocco dei contratti nazionali previsti dal D.L. 78/2010 e dalle altre misure previste  dalla predetta norma di legge come il blocco di alcune voci di salario accessorio ed il blocco degli scatti di anzianità; l’Aran inoltre evidenzia che è calata la spesa complessiva per la P.A. in ragione della diminuzione del numero degli occupati e delle ulteriori misure di contenimento varate ultimamente con il DL 95/2012, la cosiddetta “spending review”.

 Quindi lo scenario rappresentato è : meno salario per i pubblici dipendenti, meno spese nella Pubblica Amministrazione mentre, sostiene Aran, si palesano difficoltà nel coniugare le conseguite riduzioni di finanza pubblica con l’avvio dei percorsi di cambiamento organizzativo e di miglioramento dei servizi nella stessa P.A.; in buona sostanza, e questo lo diciamo noi, si bloccano i contratti, le progressioni economiche e si riduce il personale, ma il funzionamento della macchina non migliora.

 Ed allora, non possiamo che ribadire ancora una volta quanto diciamo da tempo e cioè che le manovre punitive sul lavoro pubblico sono ingiuste perché penalizzano milioni di lavoratori che ogni giorno svolgono con dignità e professionalità le proprie funzioni  riducendo il potere d’acquisto delle loro retribuzioni, sono inefficaci perché la loro applicazione, invece di migliorarli, rende meno efficienti i servizi che la pubblica amministrazione svolge per il paese.

 Sappiamo bene che nonostante la “spending review”, continuano ad esserci  sprechi e cattiva gestione, perché i tagli lineari colpiscono principalmente gli stipendi,  il salario accessorio, le condizioni lavorative dei dipendenti. E sono quindi proprio questi sprechi, gli appalti gonfiati, la mala gestione di una burocrazia legata a doppio filo alla cattiva politica che bisogna colpire!  

 Bisogna quindi cambiare registro sul lavoro pubblico e questo continueremo a chiedere con forza al nuovo parlamento ed al nuovo governo (se e quando ci sarà).

 Siamo assolutamente convinti che si debba aprire finalmente una nuova stagione contrattuale nel Pubblico Impiego che metta al centro il valore del lavoro pubblico, rilanci il potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori e  azzeri le inique “regole” scritte da Brunetta rilanciando altresì la contrattazione e la dignità del lavoro.  Altro che reiterare il blocco anche per il triennio successivo come in questi giorni più volte il governo Monti, in carica solo per gli affari ordinari, ha paventato, tentando il colpo di mano.

 Chiediamo infine che nelle more dei rinnovi contrattuali venga comunque subito corrisposta al personale l’indennità di vacanza contrattuale, stante anche l’esiguità della quota prevista (12 euro lordi mensili circa che aumenterebbero a 20 euro da luglio di quest’anno) e l’enormità della ingiustizia che, bloccandone il pagamento, verrebbe ulteriormente perpetrata nei confronti dei lavoratori pubblici.

                                                                                             LA SEGRETERIA GENERALE FLP

Allegato 1: ARAN – Rapporto Semestrale 2-2012

Allegato 2: Il comunicato ARAN

Notiziario n. 33 del 18 marzo 2013 –

Il Palazzo dove ha sede l' ARAN
Il Palazzo dove ha sede l’ ARAN

Riportiamo di seguito il Notiziario CSE  n. 04  del 15 marzo 2013 relativo alla seconda riunione tra  ARAN e Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative sul lavoro precario nelle Pubbliche Amministrazioni.  

La bozza di proposta di accordo quadro predisposta dall’Aran sulla base dell’atto di indirizzo del Dipartimento della Funzione Pubblica, su cui oggi è proseguito il confronto nella riunione appositamente convocata, non risponde in alcun modo alle esigenze prospettate in questi mesi dalla nostra Confederazione nel corso del confronto che si è sviluppato nell’ultimo anno con il Ministro della Funzione Pubblica e che ha portato, anche su questa problematica, alla firma dell’intesa del 3 maggio 2012.

 La nostra azione, è bene ricordarlo, si è mossa lungo due linee di azione:

 La proposta dell’Aran, che trovate allegata al presente notiziario, pur essendo una prima bozza, non si discosta dai vincoli e dalle rigidità dell’atto di indirizzo e quindi non offre, allo stato attuale, alcuna sostanziale soluzione alle problematiche ed alle esigenze dei lavoratori precari.

 Anzi prevede nei fatti l’allargamento delle fattispecie di utilizzo del lavoro precario, con un ventaglio di possibilità che lo renderebbero strumento ordinario e non eccezionale, aprendo la strada ad un’ulteriore precarizzazione del rapporto di lavoro nella pubblica amministrazione.  In buona sostanza il tentativo di inserire nella P.A., per via contrattuale,  tutti gli elementi portanti della cosiddetta riforma Fornero.

Con queste premesse e su questo testo, ovviamente, non ci sono le basi per definire un’intesa, ma neanche per proseguire un confronto che non sia un semplice rituale.    Abbiamo bisogno, per rendere possibile il negoziato, di sostanziali modifiche da parte del Governo del mandato ricevuto dall’Aran.

 Che, è bene dirlo da subito, non servono solo a proseguire il confronto alla ricerca di una possibile intesa, ma sono anche indispensabili per rendere coerenti poi gli eventuali accordi con il quadro normativo di riferimento che resta sempre, anche su queste problematiche, comunque la cornice di riferimento, sia per gli aspetti ed i vincoli di spesa, sia per le autorizzazioni ai rinnovi ed alle stabilizzazioni.

 Questa è stata al tavolo la posizione della CSE, in coerenza con quanto tra l’altro anticipato con il notiziario n. 2 del 1 marzo 2013 .

 Il Presidente dell’Aran, al termine della riunione che ha visto buona parte delle Confederazioni esprimere, anche se con toni e sensibilità diverse, posizioni critiche rispetto al testo presentato, pur consapevole della difficoltà del negoziato, dati gli attuali stretti margini di manovra, ha ritenuto necessario tenere comunque aperto il confronto, considerata la rilevanza della questione e le aspettative che vi sono riposte, impegnandosi a verificare con la Funzione Pubblica tutti gli ulteriori spazi di azione che rendano possibile, come da noi richiesto, il dispiegarsi di una vera trattativa e non invece il mero recepimento degli indirizzi dati dal governo.  Verificheremo nei prossimi giorni se emergeranno sostanziali elementi di discontinuità rispetto ad oggi.

 In ogni caso, ed a prescindere dal confronto in Aran sul CCNQ, è chiaro che sulla questione, visti i tempi comunque ristretti connessi alla necessità di avere garanzie sul rinnovo dei contratti in  scadenza, non  mancherà la nostra azione come CSE di vigilanza e di proposta ad ogni livello per garantire la continuità del rapporto di lavoro a tutti i nostri colleghi, oggi purtroppo, ancora precari.

                                                                                                                                             LA SEGRETERIA GENERALE CSE  

Allegato 1 : La bozza di articolato presentata da ARAN

Allegato 2 : Atto indirizzo lavoro a tempo determinato

Notiziario n. 30 dell’ 8 marzo 2013 –

Il Presidente ARAN Gasparrini (a destra) con il Capo Dip. FP Naddeo
Il Presidente ARAN Gasparrini (a destra) con il Capo Dip. FP Naddeo

Riportiamo di seguito il Notiziario CSE  n. 03  del 7 marzo 2013relativo alla seconda riunione, avvenuta in data 6 marzo u.s., tra  ARAN e Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative sul c.d.  “sistema partecipativo sindacale” nel lavoro pubblico.  

 ” Dopo la riunione della settimana scorsa legata alla definizione di un accordo quadro sulle problematiche del personale precario nel Pubblico Impiego, e di cui vi abbiamo riferito con il Notiziario CSE n. 2 del 01 marzo u.s., nella giornata di mercoledì si è svolta la seconda riunione (in realtà la prima dopo quella di apertura)  del tavolo Aran sul “sistema partecipativo sindacale” nel lavoro pubblico.

 Occorre ricordare che sulla materia delle “relazioni sindacali”  proprio nella riunione di apertura l’ARAN aveva consegnato alle parti sociali uno specifico atto di indirizzocon il quale il Ministro Patroni Griffi dettava una serie di indicazioni, o meglio di prescrizioni, per la definizione di un apposito Accordo Quadro e sulle quali in quella sede avevamo presentato le nostre osservazioni sia di carattere metodologico che politico.

 La riunione odierna si è caratterizzata da una introduzione da parte dell’Aran che ha ripercorso il “tragitto” delle relazioni sindacali dal decreto legislativo 150/2009 ad oggi e, stante i limiti propri del dettato legislativo,  ha sostenuto la legittimità delle indicazioni contenute nell’atto di indirizzo al fine di traguardare una lettura omogenea delle relazioni sindacali in tutta la Pubblica Amministrazione.

 Il “giro di tavolo” che è seguito a detta introduzione, ha visto la maggioranza delle Confederazioni sindacali nettamente contrarie al percorso delineato dal Ministro Patroni Griffi ed esplicitato dall’Aran;  in particolar modo nel nostro intervento abbiamo sostenuto che dopo un attenta lettura del documento appariva chiaro il completo abbandono della impostazione positiva e condivisa dell’accordo del 3 maggio 2012 nel quale Ministro e parti sociali, dopo anni di divisioni e di accordi separati voluti da Brunetta e da chi gli batteva le mani, avevano costruito un percorso che poteva consentire in primo luogo di rimodulare il quadro legislativo funzionale alla riapertura delle trattative per i rinnovi contrattuali e, parimenti,  di valorizzare le professionalità dei lavoratori pubblici.

 Questi a nostro avviso i capisaldi di quell’accordo che, insieme ad una affermata e comune volontà di aprire un serio confronto sulle politiche della formazione e di razionalizzare e semplificare i sistemi di valutazione partendo dal superamento dell’art. 19 del D.Lgs. 150/2009,  dovevano guidare la stesura del nuovo atto di indirizzo. Abbiamo assistito, invece, alla riproposizione delle indicazioni dirigiste che avevano caratterizzato il precedente atto di indirizzo del 7.7.2011 emanato dall’allora Ministro Brunetta, a valle dell’accordo separato da lui sottoscritto il 4.2.2011 con alcune confederazioni sostenitrici della sua riforma ma non dalla CSE.

 Con questi presupposti, condivisi dalla maggioranza delle confederazioni presenti al tavolo ARAN, la risposta è stata quella di rispedire al mittente l’atto di indirizzo sulle relazioni sindacali chiedendo che la stessa Agenzia verifichi la disponibilità del Ministro Patroni Griffi a mantenere gli impegni presi  con l’accordo del 3 maggio 2012.

 Parimenti come CSE, e con la condivisione  di quasi tutti gli altri partecipanti al tavolo, abbiamo posto nuovamente e con forza il nostro NO al blocco dei contratti dei lavoratori pubblici, anzi ne abbiamo richiesto l’avvio sostenendo che è possibile e necessario farlo sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista delle questioni di carattere giuridico.

 Infatti noi di CSE e, soprattutto i lavoratori pubblici e le loro famiglie, riteniamo inaccettabile e non più sostenibile questa pesantissima fase di blocco contrattuale e inaccettabile il suo protrarsi, come paventato in questi giorni sui media nazionali;  siamo convinti che esistano risorse e risparmi nelle varie Amministrazioni che consentano di rinnovare i contratti nazionali  (altro che dividendi sulle performance) e materie quali la formazione, l’orario di lavoro, l’ordinamento professionale, la disciplina, che possano entrare a pieno titolo all’interno di un rinnovo contrattuale.

In quel contesto e solo in quello, allora, sarà possibile ragionare di relazioni sindacali rivedute e corrette rispetto al nulla o quasi dell’oggi.

 In ragione di quanto sopra, come CSE, pensiamo sia giunto il momento di predisporre una piattaforma contrattuale che sia giusto presentare sia ai lavoratori pubblici per le opportune valutazioni, sia alla controparte politica attuale ed alla nuova classe politica uscita dalle urne.

 Su questo obiettivo ci impegneremo nelle prossime settimane con le nostre strutture e daremo conto nei nostri notiziari.

                                                                                                                                                     LA SEGRETERIA GENERALE CSE

Allegato: Atto indirizzo relazioni sindacali  (consegnato dall’ARAN alle OO.SS. nella prima riunione)

Notiziario n. 26 del 1 marzo 2013 –

Il Ministro della F.P. Patroni Griffi con il Presidente Monti
Il Ministro Patroni Griffi con il Presidente Monti

Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 2 del 1 marzo 2013 relativo alla riunione avvenuta in data di ieri tra l’Aran e le Confederazioni maggiormente rappresentative del P.I., che ha avviato il confronto tra le Parti in materia di disciplina di alcuni istituti riguardanti il contratto di lavoro a tempo determinato.

Ma la notizia del giorno, rilanciata da un articolo di Italia oggi di ieri, è l’ipotizzato decreto che il Governo si accingerebbe a varare nella prossima settimana per prorogare il blocco dei contratti e delle nostre retribuzioni, ipotesi sulla quale la CSE ha assunto una posizione di netto e radicale  dissenso.

 “Due visioni diverse e contrapposte dei compiti e degli obiettivi del confronto sul precariato nella PA sono emerse ieri con chiarezza al termine del confronto tra Aran e Confederazioni sindacali.

La proposta di parte pubblica infatti come del resto evidenziato nell’atto di indirizzo del Ministro della Funzione Pubblica Patroni Griffi è per noi assolutamente insoddisfacente rispetto ai due obiettivi primari che il nostro sindacato si pone.

La CSE ritiene infatti che con l’accordo quadro da stipulare all’Aran debbano essere poste le condizioni per rendere concreta e possibile la stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari all’interno delle Pubbliche amministrazioni.

Perché negli anni questi rapporti di lavoro si sono di fatto consolidati, nella stragrande maggioranza dei casi non sono temporanei ma assolutamente essenziali al funzionamento delle attività e dei servizi resi.

L’altro aspetto fondamentale per noi è quello di prevedere, all’interno della nuova regolamentazione delle modalità di utilizzo dei rapporti di lavoro temporanei, la proroga dei contratti in scadenza al 31 luglio 2013.

 Questo, infatti, era ed è uno degli obiettivi principali definiti nei mesi scorsi con il Ministro della Funzione Pubblica a seguito della stipula dell’accordo del 3 maggio 2012 sul lavoro pubblico.

La proposta di parte pubblica invece, a nostro parere, mira sostanzialmente a consacrare, mediante un accordo con il sindacato, limiti e paletti, non tanto all’utilizzo del lavoro precario, che anzi verrebbe incentivato in ossequio alla legge Fornero, quanto alla possibilità di prevedere rinnovi dei contratti e procedure di stabilizzazione dei lavoratori. E su questo ovviamente non ci stiamo !

Tra l’altro la trattativa parte già in salita in quanto l’atto di indirizzo, in applicazione di quanto previsto dalla legge Fornero ed in ossequio ai vincoli ancora vigenti del D.Lgs. 150/2009 prevede una forte limitazione all’autonomia negoziale delle parti, riservando ad atti emanati dal Ministro, “sentite le OO.SS.” gli ambiti, le modalità ed i tempi di armonizzazione della normativa in oggetto alla P.A. E questo lo si è visto sia negli spazi, molto limitati, che l’atto di indirizzo assegna alla negoziazione, sia nella decisione, tutta politica, di escludere dalla trattativa in sede Aran il personale della scuola, destinatario di norme e contratti diversi. Inoltre permane all’attualità l’ambiguità dell’efficacia dell’eventuale accordo sul personale del comparto della sanità.

Dobbiamo quindi essere tutti consapevoli delle strettoie e dei limiti di un confronto che rischia di essere tutto interno alle logiche della controparte, figlio delle politiche di questi anni di scandalosi tagli lineari, di depotenziamento della Pubblica amministrazione e dei servizi sociali, di precarizzazione dei rapporti di lavoro, di attacco al reddito ed al potere d’acquisto dei lavoratori.

Mentre infatti ci chiedono di “confrontarci” su flessibilità, precarietà, effetti della spending review e sistema “annacquato” di relazioni sindacali, dall’altra parte lavorano, come si è visto in questi giorni, per reiterare con un Decreto il blocco dei contratti, delle retribuzioni e della misera vacanza contrattuale dei dipendenti pubblici fino a dicembre 2014!!

Nel riaffermare la nostra assoluta contrarietà all’emanazione da parte di un governo ormai in carica solo per l’ordinaria amministrazione di un Decreto quale quello del blocco delle retribuzioni che ha riflessi notevoli sulle condizioni di vita di milioni di lavoratori, riteniamo come sia assolutamente evidente che bisogna invertire l’agenda delle priorità evitando che per i prossimi mesi si ripeta il balletto delle riunioni “inconcludenti”, senza che si affrontino invece, in modo concreto, le problematiche relative al rinnovo dei contratti nazionali di lavoro, alla difesa del posto di lavoro, alla valorizzazione delle professionalità e dell’impegno dei lavoratori.

Pur con queste valutazioni critiche la CSE comunque non si sottrarrà al prosieguo del confronto in sede Aran ed in tale sede cercherà, con coerenza ed impegno, di lavorare per la definizione di un accordo che però risponda alle esigenze ed alle aspettative dei lavoratori e non certamente  a quelle del datore di lavoro.

La riunione è stata aggiornata al 15 marzo e per quella data l’Aran dovrebbe predisporre una prima ipotesi di lavoro “comune”.  

                                                                                                                                              LA SEGRETERIA GENERALE CSE

Notiziario n. 20 del 15 febbraio 2013 –

Il Presidente dell'ARAN, dr. Sergio Gasparrini
Il Presidente dell’ARAN, dr. Sergio Gasparrini

Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 1 del 15 febbraio 2013 relativo alla riunione avvenuta in data 14 febbraio u.s. in Aran con le Confederazioni maggiormente rappresentative del P.I. per definire accordi quadro sulle relazioni sindacali nel settore pubblico e sulla disciplina di alcuni istituti riguardanti il contratto di lavoro a tempo determinato.

 “A fronte dell’ emanazione da parte della Funzione Pubblica dei due atti di indirizzo, da tempo preannunciati a seguito dell’accordo del maggio 2012 e  legati ad importantissime problematiche di carattere politico sindacale, nella giornata di ieri l’Aran ha convocato una prima riunione finalizzata ad aprire il confronto con le Confederazioni maggiormente rappresentative del Pubblico Impiego per  definire  accordi quadro sul sistema partecipativo sindacale nel lavoro pubblico (le relazioni sindacali) e sulla disciplina di alcuni istituti riguardanti il contratto di lavoro a tempo determinato (armonizzazione di cui alla legge 28.6.2012, n. 92);

 La riunione è stata aperta dal Presidente dell’Aran Gasparrini che ha delineato le problematiche del confronto e gli ambiti dello stesso, con specifico riferimento al sistema delle relazioni sindacali . In particolare il lavoro congiunto secondo il Presidente dell’Aran non può non partire dalla puntuale ricognizione delle attuali regole contrattuali inserite nei diversi istituti, così come stratificatesi negli anni a seguito della stipula dei diversi CCNL del settore pubblico, al fine di verificarne la rispondenza e l’attualità.

 Opera di ricognizione che va attualizzata, senza che però che si traduca in una trasposizione automatica degli attuali vincoli normativi. A tal fine ha proposto il prosieguo del confronto con tavoli di approfondimento delle diverse tematiche.

 Nel “giro di tavolo” che è seguito le Confederazioni Sindacali, con più o meno enfasi, hanno sottolineato l’importanza della riapertura di un confronto in sede Aran dopo mesi e mesi di silenzio, ed in particolare sul fronte delle relazioni sindacali, hanno evidenziato l’esigenza che si riparta dal protocollo di intesa del maggio 2012 e non già dal ristretto degli ambiti previsti dalla attuale legislazione.

 In particolare la nostra Confederazione, nel suo intervento, ha richiamato non solo la propria coerenza in ordine alla ferma opposizione alla controriforma Brunetta, anche a fronte di incredibili giravolte operate da alcune Confederazioni Sindacali, che oggi si scoprono fiere oppositrici di scelte che invece all’epoca condivisero e che tanti danni hanno creato ai lavoratori pubblici, ma nel contempo, pur consapevole dei limiti in cui si potrà svolgere il negoziato senza le necessarie modifiche normative che il Ministro Patroni Griffi si impegnò a fare nel protocollo d’intesa del 3 maggio 2012 e che poi invece svanirono, ha confermato la propria disponibilità al confronto.

 In ogni caso e contestualmente alle iniziative necessarie a ridare al paese un quadro normativo capace di riconoscere la centralità e l’importanza del lavoro pubblico come fattore di equità, giustizia sociale e sviluppo, la CSE nel solco di quanto proposto nei mesi scorsi in Funzione Pubblica  si batterà per ribadire la centralità della contrattazione non solo per determinare l’assetto retributivo ma anche come fattore determinante per la valorizzazione professionale e l’organizzazione del lavoro.

 Bisogna infatti sventare il pericolo sempre più consistente che il persistere  del blocco della contrattazione significhi contestualmente l’abrogazione di tutti i diritti e le prerogative contrattuali condizioni ineludibili per tutelare i lavoratori ed opporsi alle scelte unilaterali delle controparti.

 Inoltre è necessario rafforzare il ruolo sindacale nella delicatissima fase in atto che, con l’applicazione delle norme prevista dal DL 95/2012, vede il personale del Pubblico Impiego ed in particolare di alcuni Comparti, oggetto di processi di riordino caratterizzato da esuberi che nella maggior parte dei casi vengono definiti senza il previsto confronto con le OO.SS. e che invece necessita della massima tutela in ordine alle sedi di lavoro, al mantenimento delle professionalità e dei livelli reddituali.

 

Sul fronte della problematica connessa al fenomeno del precariato nel Pubblico Impiego, ed in relazione alla dimensione, alla gravità del problema e nella consapevolezza che la proroga dei contratti in essere ha imposto alle parti la ricerca di soluzioni entro e non oltre giugno 2013, tutte le Confederazioni si sono dette disponibili ad un percorso prioritario che partirà con una prima riunione già calendarizzata per il 28 p.v., mentre sulle relazioni sindacali,  è stato previsto un primo step nella mattinata del 6 marzo.

 Nel trasmettere a tutto il gruppo dirigente i due atti di indirizzo, si fa presente che già nella settimana prossima, a livello di Federazione, saranno previste una prima serie riunioni di approfondimento sulle materie di che trattasi e si fa riserva di successivi aggiornamenti in merito al prosieguo del confronto con l’Aran.

Fraterni saluti

                                                                                                                                LA SEGRETERIA GENERALE  CSE

Allegato 1: Atto indirizzo relazioni sindacali

Allegato 2: Atto indirizzo lavoro a tempo determinato

RSU 2012

FIRMATO L’ACCORDO PER IL RINNOVO DELLE RSU

Nella serata di ieri, 14.12.2011, presso la sede Aran, è stato siglato il protocollo fra la stessa Agenzia e le Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative nel Pubblico Impiego, per la definizione del calendario delle votazioni per il rinnovo delle rappresentanze unitarie del personale non dirigente dei comparti.

L’accordo di che trattasi, integra il precedente protocollo sottoscritto in data 11.4.2011 e, in buona sostanza, conferma una serie di indicazioni previste nel già citato protocollo, attualizzandole:

– Data di svolgimento delle elezioni: 5 – 7 marzo 2012;

– Comparti di riferimento per le elezioni: Agenzie Fiscali, Enti Pubblici Non Economici, AFAM, Ricerca, Ministeri, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Regioni e Autonomie Locali, Scuola, SSN, Università, personale non dirigente di ASI, CNEL, DigitPA, ENAC;

– Mappature delle sedi di contrattazione: entro il 16 gennaio 2012;

– Termine ultimo da parte delle OO.SS. Nazionali non firmatarie del CCNQ del 7.8.1998 sulla costituzione delle RSU, per aderire allo stesso: 8 febbraio 2012.

In particolare, come appare evidente dalla lettura dei Comparti in cui si svolgeranno le elezioni RSU 2012, non ci sarà alcun accorpamento nei “famigerati” quattro macrosettori come invece l’ex Ministro Brunetta aveva cercato di imporre unilateralmente attraverso il d.lgs. 150/2009.

Nota importante dal punto di vista operativo e non solo, è la scelta dell’utilizzo di procedure telematiche per le diverse tipologie di comunicazioni da e per le strutture interessate alle elezioni.

Si è convenuto altresì di concordare che l’Aran riassuma a mero titolo riepilogativo un testo unitario con i chiarimenti che si sono resi necessari nelle precedenti elezioni, anche allo scopo di definire dettagli di carattere tecnico altrimenti non chiariti all’interno dell’ attuale Regolamento che, allo stato, rimane invariato nelle sue parti.

Quindi, con la firma del protocollo sottoscritto ieri in Aran, si avvia, in maniera formale e sostanziale, il percorso delle elezioni RSU 2012: un impegno fortissimo per la FILP, per le sue componenti e per tutto il suo gruppo dirigente nazionale e territoriale.

Una scelta, quelle delle Elezioni RSU 2012, che abbiamo fortemente voluto e per la quale ci siamo battuti in tutte le sedi di confronto. Sarà l’occasione per dare un senso compiuto all’impegno che si è concretizzato con la nascita di FILP, una nuova Federazione del Pubblico Impiego che ha l’ambizione di “dare voce” ai lavoratori pubblici, fuori dai normali schemi di rappresentanza.

Si allega copia dell’accordo sottoscritto in data 14.12.2011.

Il Collegio di Presidenza Nazionale

Davide Velardi – Marco Carlomagno

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Aran




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