” A sei giorni di distanza dalla precedente riunione, si è tenuta stamattina presso l’ARAN un nuovo incontro inerente la partita dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego.
Un incontro veloce (poco più di un’ora) che è servito al presidente dell’ARAN per poter affermare che è stato dato il via alla stagione contrattuale del triennio 2016-2018, anche se al momento, fatta eccezione per il comparto delle Funzioni Centrali, non risultano essere stati approvati ancora in via definitiva gli atti di indirizzo per i restanti comparti ed aree di contrattazione. E’ servita inoltre per calendarizzare i lavori dei tavoli di confronto che partiranno già nei giorni finali di agosto.
Riportiamo pertanto il comunicato stampa integrale diramato dall’ARAN al termine dell’incontro:
“Si è svolto oggi presso l’Aran l’incontro con tutte le Confederazioni sindacali del pubblico impiego, che ha dato il via alla nuova stagione contrattuale 2016-2018, a seguito della sostanziale definizione delle linee di indirizzo per i rinnovi contrattuali.
L’incontro è servito ad avviare il confronto sulle diverse questioni che i contratti dovranno affrontare e a coordinare gli impegni sui diversi tavoli di comparto e di area.
Al termine, è stato stilato il calendario dei lavori delle prossime settimane, che prevede una nuova convocazione delle Confederazioni sindacali il 28 agosto su alcune tematiche di carattere trasversale dei rinnovi contrattuali e, a seguire, le convocazioni dei tavoli di comparto.
Il 31 agosto sarà convocato il tavolo delle Funzioni centrali, sul tema degli istituti del rapporto di lavoro (malattie, permessi, coordinamento delle norme in materia disciplinare).
Nella prima settimana di settembre saranno convocati i tavoli di Sanità, Istruzione e Ricerca e Funzioni locali-
Buone vacanze a tutti.
LA SEGRETERIA GENERALE”
Anche da parte nostra, buone vacanze a tutti.
FLP DIFESA – Coordinamento Nazionale
Notiziario n 71 del 19 luglio 2017 –
La Ministra M. Madia e, subito dietro, il Presidente dell’ARAN S.Gasparrini
Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 14 diffuso in data odierna dalla nostra Federazione e relativo ai contenuti e agli esiti della riunione di stamattina in ARAN, che segna di fatto l’avvio della contrattazione collettiva per il nuovo C.C.N.L. del personale non dirigente del nuovo comparto Funzioni Centrali (che ricomprende il vecchio comparto Ministeri, quello delle Agenzie Fiscali e quello degli Enti Pubblici non economici-EPNE ed altri “pezzi” minori).
“Se qualcuno si aspettava decisi passi in avanti già dalla prima riunione svoltasi in Aran nella giornata di oggi relativamente al rinnovo con CCNL del Comparto Funzioni Centrali, rimarrà deluso perché nonostante tutti questi anni senza contratto e la sentenza della Corte Costituzionale del 2015 ottenuta dalla FLP, l’apertura della stagione contrattuale si è svolta in linea con le “peggiori” tradizioni.
Infatti il Presidente Aran, con un lungo e dettagliato excursus ha ripercorso l’articolato dell’atto di indirizzo (che pubblichiamo in allegato su questa stessa pagina) che traccia per la predetta Agenzia i termini e i vincoli di parte datoriale per il rinnovo del contratto del Comparto Funzioni Centrali, primo dei cinque comparti previsti dal nuovo modello, e per certi versi quello più articolato in quanto comprende realtà complesse e disomogenee come Ministeri, Agenzie Fiscali ed Enti Pubblici non Economici.
Una lettura, quella del Presidente Gasparrini, che ha intrinsecamente evidenziato le pecche, le difficoltà e i limiti che come FLP abbiamo previsto da tempo e che purtroppo si collocano in un contesto nel quale:
i margini di manovra di carattere economico sono allo stato fermi agli incrementi previsti per il 2016 e 2017, con una dotazione di circa 40 euro, in attesa degli stanziamenti previsti per il 2018: quanto sopra per arrivare almeno agli 85 euro, mentre di fatto, nessuna novità in ordine alla necessaria defiscalizzazione degli 80 euro concessi dal Governo Renzi e spacciati in allora come un vero e proprio aumento contrattuale;
nonostante le modestissime aperture riscontrabili nei due nuovi decreti legislativi modificativi del 165/2001 e del 150/2009, appare tutto da costruire sul fronte delle relazioni sindacali dove l’atto di indirizzo non innova realmente nel rapporto fra legge e contratto quale condizione necessaria per avviare una seria e condivisa riforma della PA nell’interesse dei cittadini;
in tema di rapporto di lavoro, niente di nuovo, vengono elencati gli istituti vigenti e viene inserita quella parte relativa ai provvedimenti disciplinari che abbisogna del passaggio attraverso il CCNL;
stessa cosa dicasi per il salario accessorio e per l’ordinamento professionale, sul quale viene precisata la necessità di una possibile ed evidente rifasatura in ragione delle diverse tipologie attualmente previste dai sistemi di classificazione dei tre ex comparti ora diventati comparto unico.
In più il Presidente Aran, ripetendo una prassi oramai consolidata, ha proposto la costituzione di quattro tavoli tecnici per approfondire le tematiche di cui sopra delle quali, per altro, ha elencato solo i titoli senza alcuna auspicata indicazione, quanto meno sul fronte della parte giuridico – ordinamentale e si è impegnato a far pervenire un primo canovaccio con i “titoli di testa” del rinnovo contrattuale.
Francamente poco per iniziare una trattativa che, dopo otto anni, doveva a nostro avviso segnare quanto meno qualche passo in avanti dalla parte del datore di lavoro pubblico colpevole di un pesante blocco economico, caratterizzato non solo da una perdita del potere di acquisto delle retribuzioni del settore, ma anche da un blocco delle carriere ed un arretramento sul fronte dei diritti e delle tutele.
Ecco perché la posizione della FLP e della Confederazione CGS, presenti in delegazione all’incontro, è stata caratterizzata da una posizione di franco dissenso rispetto al tentativo di rinchiudere la trattativa negli ambiti angusti dell’atto di indirizzo che può valere per l’Aran ma a cui noi contrapponiamo la nostra piattaforma sindacale con le nostre proposte e le nostre idee.
Ovviamente non ci riteniamo soddisfatti neppure dei limiti di carattere economico che sembrano essere imposti e insuperabili per il nostro Comparto, limiti che, di fatto, non raggiungono neppure i tetti previsti dal fantomatico accordo pre referendum sottoscritto il 3O novembre 2016 da altre confederazioni sindacali, e francamente ci lascia alquanto perplessi il fatto che per altri (comparti) sembra possano essere trovate risorse aggiuntive (…) alla faccia della perequazione e delle piramidi retributive.
In ogni caso, non ci sottrarremo al confronto nei tavoli di carattere tecnico che eventualmente l’ARAN deciderà di costituire, e sui quali ci riserviamo di fornire puntuale e dettagliata informazione ai lavoratori, così come su tutto il percorso che si è avviato.
Auspichiamo un fronte quanto più compatto possibile da parte delle Confederazioni e delle Federazioni rappresentative per traguardare il superamento dei limiti imposti dall’atto di indirizzo, limiti che riteniamo insopportabili dopo tutti questi anni di blocco contrattuale.
Si riporta di seguito il testo della nota diffusa dalla Confederazione CSE che riferisce dei contenuti e delle risultanze della prima riunione all’ARAN con tutte le Confederazioni sindacali del Pubblico Impiego avvenuta in data 27 giugno u.s.. Una riunione che ha di fatto aperto la stagione negoziale nel pubblico impiego dopo ben otto anni di blocco dei contratti e delle retribuzioni, superati solo a seguito del pronunciamento della Corte Costituzionale con sentenza n. 178 del 23.06.2015 conseguente al rinvio alla Suprema Corte da parte del Tribunale di Roma sul ricorso presentato dalla Federazione FLP:
“Finalmente è iniziato all’ARAN il confronto sul rinnovo dei contratti. Diciamo subito che nessun vero negoziato si è aperto in quanto la riunione tenutasi in data odierna è stata una sorta di incontro preliminare e non ha riguardato nessun comparto in particolare. Hanno partecipato, infatti, la delegazione ARAN e tutte le confederazioni maggiormente rappresentative. È stato quindi un primo incontro propedeutico all’apertura della stagione contrattuale vera e propria, che dovrà affrontare tutti i nodi derivanti dal lunghissimo periodo di blocco che ha visto i lavoratori pubblici subire, da parte dei Governi che si sono succeduti, un secco ridimensionamento del potere d’acquisto dei propri salari e una altrettanto secca riduzione dei diritti che sono stati soppiantati da altrettante norme di legge.
C’è voluta, lo ricordiamo ancora una volta, l’iniziativa della CSE, della FLP, di migliaia di lavoratori pubblici e una sentenza della Corte Costituzionale del giugno 2015, che ha consentito di sbloccare una situazione incancrenita, per poter tornare a discutere con Aran di rinnovo contrattuale; all’indomani delle modifiche legislative riguardanti sia il Testo Unico del Pubblico Impiego che la famigerata “Legge Brunetta”, che pur superando alcune criticità e accogliendo alcune richieste della CSE, comunque non vanno ancora nella direzione, auspicabile, di un miglior funzionamento della Pubblica Amministrazione e di una piena valorizzazione del lavoro pubblico.
La nostra Confederazione, come sempre, ha fatto la propria parte: abbiamo da tempo presentato le piattaforme contrattuali e anche oggi ci siamo presentati per dare il nostro contributo, comprendere e valutare le idee e le proposte dell’Aran.
I vertici dell’Aran si sono limitati ad elencare i diversi punti da trattare con riguardo sia agli istituti economici che giuridici con l’ipotesi di renderli comuni ai nuovi quattro comparti di contrattazione piuttosto che a quelli che, invece, devono restare inalterati in quanto tipici di alcuni settori o comparti.
La CSE, nel suo intervento, ha confermato da un lato la propria disponibilità a entrare nel merito delle problematiche poste dall’Aran e per altro già affrontate nella propria piattaforma contrattuale; dall’altro ha ribadito che l’emanando atto d’indirizzo non rappresenterà un vincolo per la propria azione rivendicativa, sia sul fronte giuridico sia su quello economico.
La CSE ha constatato come nella prospettazione dell’Aran manchi inevitabilmente la parte relativa agli impegni concreti del Governo legati alle risorse finanziarie necessarie per rinnovare veramente il contratto di lavoro. In parole povere, l’accordo del 30 novembre firmato da CGIL, CISL e UIL si conferma essere stato firmato “sull’acqua” in quanto non sono stati stanziati i promessi 85 euro medi lordi pro-capite, che è uno dei motivi per i quali non firmammo quell’intesa; allo stesso modo non ci sono garanzie sul fatto che gli aumenti andranno tutti sugli stipendi tabellari, che non ci saranno vincoli alla contrattazione del salario accessorio, che sarà possibile defiscalizzare il salario di produttività e che gli aumenti non vadano a diminuire il “bonus-Renzi” di 80 euro. Insomma, tutto ciò che è stato dato come acquisito il 30 novembre da Governo e triplice confederale è invece ancora tutto da conquistare.
Così come è stigmatizzabile la perdita del secondo semestre 2015, periodo per il quale, secondo la Corte Costituzionale, doveva comunque ripartire la stagione contrattuale. Un combinato disposto (somme esigue, mancato stanziamento 2018 e mancata decorrenza contrattuale) che rende assolutamente inaccettabile, e quindi da modificare, la proposta economica del Governo.
Ad oggi l’unico atto di indirizzo, pronto ad essere inviato entro una settimana, dal Governo all’ARAN è quello per il Comparto Funzioni Centrali, ragion per cui o si continua nelle perdite di tempo in attesa che il Governo si degni di preparare gli altri quattro atti di indirizzo oppure si inizia a ragionare sugli istituti normativi dell’unico comparto per il quale ciò è possibile.
La CSE quindi, nel ribadire con fermezza le critiche per l’inadeguatezza delle risorse si è detta comunque disponibile ad iniziare la discussione. Abbiamo tanto da fare e intendiamo capire al più presto se vi sono gli spazi per un confronto proficuo su alcune odiose misure, che permangono all’interno dei contratti, e per l’applicazione immediata di altri istituti introdotti nelle ultime settimane nella legislazione, fortemente voluti dalla nostra confederazione. Tra gli istituti da sopprimere subito citiamo ad esempio l’odiosa trattenuta sulla malattia, che per i ministeri e le agenzie fiscali non è di dieci giorni ma di quindici, grazie alla mai cancellata previsione contrattuale; tra i secondi invece, la reintroduzione dei passaggi tra le aree, che la CSE ha chiesto con forza alla Madia e al Parlamento e che alla fine è stata inserita nel nuovo testo unico sul pubblico impiego. E, ancora, è fondamentale rivedere profondamente gli ordinamenti professionali, strutturando la carriera dei lavoratori oggi ingessata e senza sbocchi reali.
Sono queste le materie sulle quali noi siamo pronti all’innovazione, tanto da costituire all’interno della confederazione un gruppo di lavoro permanente che segua lo sviluppo della trattativa e aggiorni le nostre richieste in corso di trattativa.
La CSE è quindi disponibile a dare un senso alla trattativa portando al tavolo la voce dei lavoratori e dei cittadini che vorrebbero una pubblica amministrazione sempre più professionalizzata e capace di creare valore aggiunto per il Paese. Ci confronteremo nel merito, senza false promesse che poi si rivelano, alla luce dei fatti, solo dei grandi spot elettorali privi di risultati concreti per i cittadini e i lavoratori.
LA SEGRETERIA GENERALE CSE “ “
Come si evince dal predetto comunicato CSE, la riunione in ARAN non ha registrato fatti significativamente nuovi sul fronte strettamente negoziale; ha però avuto l’indubbio merito di aprile formalmente la stagione contrattuale dopo i blocchi di tutti questi, un merito interamente ascrivibile all’iniziativa ricorsuale della FLP che è poi approdata al giudizio della Corte Costituzionale (tutti i tentativi di attribuirsi il merito da parte di qualche altra sigla è stato a suo tempo sconfessato dalla nostra Federazione con la documentazione allegata al Notiziario FLP DIFESA n. 75 del 10.07.2015 (clicca) a cui si fa ancora rinvio).
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 83 dell’8 luglio 2016 –
Una parte degli scaffali con i pacchi in partenza per Strasburgo
Si riporta di seguito il testo del comunicato diffuso in data 5 luglio u.s. dalla Confederazione CGS che dà notizia dell’avvenuto deposito presso la CEDU del ricorso risarcitorio del mancato rinnovo contrattuale e in aggiunta della presentazione a F.P. e ARAN della nostra piattaforma per i rinnovi contrattuali.
“ La Confederazione Generale Sindacale ha depositato alla Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo (CEDU) le decine di migliaia di ricorsi con cui i lavoratori e le lavoratrici del pubblico impiego chiedono un indennizzo per i mancati arretrati maturati durante i 5 anni di blocco contrattuale.
Nel frattempo è stata inviata alla Funzione Pubblica ed all’Aran la piattaforma rivendicativa di CGS per il rinnovo dei contratti in cui vengono indicati gli obiettivi e le priorità per tutti i nuovi comparti di contrattazione.
La ventilata disponibilità della Ministra Madia di aprire nei prossimi giorni il confronto sul rinnovo dei contratti, quando dall’Aran non è ancora arrivata la convocazione per la firma definitiva dell’accordo sui nuovi comparti a due mesi dalla pre-intesa, e le sue fantasiose dichiarazioni sul rinnovo del contratto soltanto per pochi, appaiono più di facciata che di sostanza e mirano a giustificarsi proprio nei confronti della CEDU.
Il ricorso ai giudici di Strasburgo non è solo un atto dovuto per vedersi riconoscere un congruo indennizzo monetario per gli anni di blocco economico dei contratti, ma è anche un’iniziativa che porta il Governo Italiano sul banco degli accusati per non aver rispettato la sentenza della Consulta, non avendo ancora aperto la stagione dei rinnovi e bypassando tra l’altro lo stesso termine (1 luglio 2015) che la Corte Costituzionale aveva fissato come decorrenza per il rinnovo.
La CGS è pronta a intraprendere tutte le iniziative discriminazione nei confronti del lavoro pubblico”
Pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, la piattaforma CGS per il rinnovo dei contratti del P.I., che segnaliamo all’attenzione di tutti i lavoratori
In allegato 2, invece, il precedente comunicato CGS n. 11 del 30.06.2016 relativo all’avvenuto deposito del ricorso a Strasburgo.
Quaderno FLP DIFESA n. 6/2016 (pubblicato il 30 giugno 2016) –
La presente pubblicazione sarà mantenuta solo per qualche giorno sulla home page del nostro sito; successivamente, potrà essere reperita presso la sezione “I Quaderni di FLP DIFESA” che è collocata nella barra trasversa alta della stessa home page.
Si riporta di seguito il testo del Notiziario n. 18 diffuso in data 5 aprile 2016 con il quale si dà notizia che, dopo una lunga e complessa trattativa, è stato raggiunto l’accordo in sede ARAN per la definizione dei nuovi comparti di contrattazione, che dagli 11 attuali verranno ridotti solo quattro, in applicazione di una norma voluta dall’allora Ministro Brunetta.
” Dopo una lunga non stop, durata 17 ore, nelle prime ore di oggi è stato sottoscritto all’Aran l’accordo che, in applicazione di quanto previsto dal D. Lgs 165/2001, individua i nuovi comparti di contrattazione (Funzioni centrali – Funzioni locali – Istruzione e ricerca –Sanità). Viene confermato altresì, in ossequio alla citata norma, il comparto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Dall’accordo esce rafforzata la presenza della FLP nei nuovi comparti di contrattazione. Manteniamo infatti la nostra storica rappresentatività nel comparto della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed estendiamo la nostra presenza a tutti i settori del nuovo comparto delle Funzioni centrali (non solo Ministeri ed Agenzie fiscali, dove già oggi siamo presenti in modo altamente significativo, ma anche alle altre Agenzie di cui al D. Lgs. 300/99, a tutti gli Enti pubblici del Parastato – tra cui INPS e INAIL – e ad altri Enti di rilevanza strategica come ad esempio l’Enac, o l’Aci). Siamo riusciti inoltre a garantire, all’interno della nuova struttura contrattuale, la specificità e la peculiarità di alcune funzioni non riconducibili necessariamente ad unitarietà, mediante l’istituzione di specifiche sezioni contrattuali.
Valutiamo, quindi, positivamente l’accordo raggiunto dopo una lunga trattativa che premia il nostro impegno, in uno scenario oggettivamente complesso, figlio della stagione di attacco al lavoro pubblico e all’autonomia contrattuale voluta dall’allora Ministro Brunetta.
Dopo la storica sentenza della Consulta, innescata come è noto dal ricorso FLP, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del blocco dei contratti, la definizione dei comparti costringe ora il Governo ad emanare l’Atto di indirizzo per l’avvio della stagione dei rinnovi.
Spetta ora al Governo trovare i finanziamenti per un vero contratto, integrando in modo significativo le somme irrisorie provocatoriamente inserite nella legge di stabilità 2016.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Pubblichiamo su questa stessa pagina il testo dell’ ipotesi di accordo definita in sede ARAN.
Si riporta di seguito il testo integrale del Notiziario n. 16 diffuso in data 29 marzo 2016 dal Dipartimento Studi e Legislazione di FLP con il quale si dà notizia di alcune precisazioni rese dall’ARAN in materia di formazione del personale e che reca anche gli “orientamenti applicativi” dell’Agenzia.
” La FLP, informa che l’ARAN, con specifico parere, ha ribadito un principio di carattere generale che si deve applicare ai contratti collettivi nazionali di lavoro del pubblico impiego, nei quali viene previsto che almeno l’1% dell’orario debba essere destinato alla formazione, cui si aggiunge la possibilità di avere permessi.
Si tratta di una regola di carattere generale conforme alle regole di legge [D.Lgs. n. 66/2003], ferma restando la possibilità che il contratto collettivo nazionale di settore contenga regole specifiche sulla modalità di fruizione del riposo compensativo o di richiesta della differenza retributiva.
Nel particolare, l’Aran ha specificato che le ore dedicate alla partecipazione a corsi di formazione e aggiornamento professionale dei dipendenti pubblici organizzati dall’ente o comunque autorizzati dallo stesso presso altri soggetti pubblici o privati, devono essere considerate come servizio prestato a tutti gli effetti e, quindi, anche come orario di lavoro, ai fini del completamento del debito orario delle 36 ore settimanali.
Questa indicazione, che non può essere derogata dalle scelte delle singole amministrazioni, porta alla conseguenza che l’eventuale superamento del normale orario giornaliero deve essere equiparato alle prestazioni di lavoro straordinario, con la maturazione del diritto per il dipendente a percepire la differenza retributiva per lavoro straordinario o, in alternativa, su richiesta del lavoratore, ad usufruire di riposi compensativi commisurati alle ore extra effettuate; inoltre, venendo in considerazione che l’attività è resa in orario di lavoro, di queste ore si terrà conto a tutti gli effetti stabiliti dal DLvo n. 66/2003, ivi compresi la durata massima della prestazione lavorativa e i riposi.
L’Aran ha preso anche in considerazione l’ipotesi dei corsi di formazione svolti nella giornata di sabato, qualora l’orario ordinario di lavoro (36 ore) sia articolato dal lunedì al venerdì. In questo caso, stante l’equiparazione delle ore di partecipazione ai corsi di formazione e di aggiornamento professionale organizzati dall’ente ad orario di lavoro, i lavoratori interessati verrebbero sostanzialmente a rendere prestazioni lavorative aggiuntive rispetto al debito orario ordinario. Come previsto dal CCNL dipendenti delle Regioni e degli enti locali, l’attività prestata in giorno feriale non lavorativo (in questo caso il sabato), a seguito di articolazione di lavoro su cinque giorni, dà titolo, a richiesta del dipendente, a equivalente riposo compensativo o alla corresponsione del compenso per lavoro straordinario non festivo. Dunque, il dipendente che partecipa a corsi di formazione o di aggiornamento professionale nella giornata del sabato, può chiedere, in via opzionale, o il riposo compensativo di durata equivalente alle ore di lavoro rese o il riconoscimento, per le medesime ore, del compenso per lavoro straordinario.
AGF 076 Orientamenti Applicativi Aran del 3.3.2016
D. Qualora un corso di formazione, organizzato dall’Agenzia, si protragga al di là dell’orario d’obbligo giornaliero del dipendente, è possibile riconoscere a quest’ultimo il pagamento dello straordinario o un riposo compensativo corrispondente al numero effettivo di ore di corso eccedenti?
R. L’art. 63, comma 12, del CCNL del 28 maggio 2004. stabilisce che “Il personale che partecipa alle attività di formazione organizzate dall’Agenzia è considerato in servizio a tutti gli effetti.” e che “I corsi sono tenuti, di norma, durante l’orario di lavoro”. La norma, pertanto, in modo inequivocabile qualifica le ore in cui si attua l’iniziativa formativa come “lavorative”, con la conseguenza che la parte dei corsi che eccede l’orario d’obbligo giornaliero deve essere considerata come lavoro straordinario. Nulla vieta, però, che il lavoratore possa chiedere, in luogo dell’erogazione dei compensi per il lavoro straordinario, un riposo compensativo corrispondente al numero delle ore lavorate, da fruire secondo le modalità previste dai CCNL.
M 232 Orientamenti applicativi Aran del 27.04.2015
D. Qualora un corso di formazione, organizzato dall’amministrazione, si protragga al di là dell’orario d’obbligo giornaliero del dipendente, è possibile riconoscere a quest’ultimo il pagamento dello straordinario o un riposo compensativo corrispondente al numero effettivo di ore di corso eccedenti?R. L’art. 25, comma 7, del CCNL del 14 settembre 2007 stabilisce che “il personale che partecipa alle attività di formazione organizzate dall’amministrazione, è considerato in servizio a tutti gli effetti………” e “che i corsi sono tenuti, di norma, durante l’orario di lavoro”. La norma, pertanto, in modo inequivocabile qualifica le ore in cui si attua l’iniziativa formativa come “lavorative”, con la conseguenza che la parte dei corsi che eccede l’orario d’obbligo giornaliero deve essere considerata come lavoro straordinario. Nulla vieta, però, che il lavoratore possa chiedere, in luogo dell’erogazione dei compensi per il lavoro straordinario, un riposo compensativo corrispondente al numero delle ore lavorate, da fruire secondo le modalità previste dai CCNL.
EPNE 160 Orientamenti Applicativi Aran del 3.8.2012
D. Gli enti possono sostenere delle spese per riconoscere la formazione ai propri dipendenti?
R. Le pubbliche amministrazioni possono sostenere spese per la formazione dei dipendenti a condizione che:
le iniziative formative siano state preventivamente individuate nell’ambito di un piano di formazione del personale basato sui fabbisogni formativi rilevati e sulle esigenze gestionali (si vedano: art. 7-bis del D.Lgs.n.165/2001; circolari del Dipartimento Funzione pubblica emanate sulla materia consultabili sul sito funzionepubblica.it; art. 12 del CCNL enti pubblici non economici sottoscritto il 9/10/2003 consultabile sul nostro sito internet www.aranagenzia.it);
vi sia una correlazione tra le iniziative attivate e le competenze professionali richieste ai dipendenti partecipanti, per il più efficace espletamento dei compiti ed attività propri del ruolo organizzativo assegnato;
il piano della formazione sia finanziato con risorse stanziate nel bilancio dell’ente.
Si precisa che il piano della formazione è deciso unilateralmente dall’ente, sulla base di proprie valutazioni di convenienza economica e gestionale, in relazione ai costi previsti ed ai benefici attesi, tenendo conto delle linee di indirizzo generali eventualmente definite in sede di contrattazione integrativa, ai sensi dell’art. 4, comma 3, lett. A), primo alinea, del CCNL 16.2.1999.
Si ritiene, pertanto, che l’ente debba valutare, nella propria autonomia gestionale, la convenienza economica e gestionale a dare corso alla iniziativa ipotizzata e, in caso di valutazione positiva, assumere le conseguenti decisioni in materia di pianificazione dei fabbisogni formativi.
Una volta che l’iniziativa sia stata decisa, pianificata e finanziata dall’ente, al dipendente sarà richiesto di parteciparvi e, naturalmente, la partecipazione dovrà essere considerata, a tutti gli effetti, tempo di lavoro (e non “assenza” come ipotizzato nel quesito). Nel caso in cui i corsi si tengano fuori dalla sede di servizio, la partecipazione ad essi comporta, sussistendone i presupposti, il rimborso delle spese di viaggio (riguardo al trattamento di missione richiamiamo la vostra attenzione su quanto previsto dall’art. 1, commi 213 e 214 della legge 23/12/2005, n. 266 nonché quelle dell’art.6, comma 12, della legge n.122/2010).
Al di fuori della ipotesi di corsi decisi e finanziati dall’ente con le modalità sopra ricordate, vi precisiamo anche, per completezza di informazioni, che l’art. 9 del CCNL del 14.2.2001 riconosce ai dipendenti la possibilità di fruire di 150 ore individuali di permesso per diritto allo studio, anche per la partecipazione a corsi destinati al conseguimento di titoli di studio universitari e post-universitari. In tale diversa fattispecie, si configurerebbe invece un’assenza dal servizio, con la modalità del “permesso retribuito”.
D RAL 1446 Orientamenti Applicativi Aran dell’8.8.2012
D. Le ore di formazione o aggiornamento professionale devono essere considerate come rientranti nell’orario di lavoro anche ai fini del rispetto dei limiti in materia di orario di lavoro stabiliti dal D.Lgs.n.66/2003 ed in particolare di quello concernente i riposi giornalieri?
R. La scrivente Agenzia, nei propri orientamenti applicativi, ha già evidenziato che, secondo le regole generali, nel caso di corsi di formazione o di aggiornamento professionale organizzati dall’Ente o comunque autorizzati dal medesimo Ente presso altri soggetti pubblici o privati, le ore effettive di partecipazione alle attività formative devono essere considerate come servizio prestato a tutti gli effetti e, quindi, anche come orario di lavoro, ai fini del completamento del debito orario delle 36 ore settimanali.
Ciò comporta anche la conseguenza ulteriore che, per la parte eccedente l’orario d’obbligo giornaliero, devono essere considerate lavoro straordinario, con l’applicazione della specifica disciplina contenuta nell’art. 38 del CCNL del 14.9.2000.
Evidentemente, nei termini sopra descritti, venendo in considerazione attività rese in orario di lavoro, di esse si terrà conto a tutti gli effetti stabiliti dalla legge (D.Lgs.n.66/2003), ivi compresi la durata massima della prestazione lavorativa e i riposi.
SCU 081 Orientamenti Applicativi Aran del 4.11.2013
D. Le ore eccedenti l’orario di servizio prestate dal personale ata per partecipare ad un corso di formazione indetto dal MIUR, devono essere considerate come orario di lavoro da recuperare attraverso riposi compensativi?
R. Questa Agenzia ritiene utile chiarire che ai sensi dell’art. 64, comma 4, del CCNL del 29.11.2007 del comparto scuola, il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, previa autorizzazione del capo d’istituto, in relazione alle esigenze di funzionamento del servizio, può partecipare ad iniziative di aggiornamento organizzate dall’amministrazione o svolte dall’Università o da enti accreditati. La partecipazione avviene nel limite delle ore necessarie alla realizzazione del processo formativo, da utilizzare prioritariamente in relazione all’attuazione dei profili professionali.
Nel caso specifico, se rispettate tutte le condizioni previste, le ore eccedenti l’orario di servizio prestate dal personale ata per partecipare al corso per il conseguimento della patente europea, saranno considerate come orario di lavoro da recuperare attraverso riposi compensativi.
Dipartimento FLP Studi e Legislazione “
Quaderno FLP DIFESA n. 6 / 2015 –
Pubblichiamo di seguito il “Quaderno FLP DIFESA n. 6 / 2015″ che reca gli “orientamenti applicativi” dell’Agenzia con riferimento al personale del comparto Ministeri, aggiornati sino alla data del 29 luglio 2015.
La presente pubblicazione sarà mantenuta solo per qualche giorno sulla home page del nostro sito; successivamente, potrà essere reperita presso la sezione “I Quaderni di FLP DIFESA” che è collocata nella barra trasversa alta della stessa home page.
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 33 del 26.09.2014 che riferisce della seconda riunione in ARAN avvenuta il 25 settembre in ordine all’ipotesi di un CCNQ sulle assenze dal servizio.
” Nella mattinata di ieri, seconda riunione in ARAN, dopo quella di apertura del 18 u.s., con all’o.d.g. la stipula di un nuovo accordo quadro (CCNQ) sul rapporto di lavoro.
Il titolo pomposo delle convocazioni non tragga in inganno… l’ARAN, sulla base dell’atto di indirizzo del Governo, intenderebbe infatti limitare l’ambito della negoziazione solo ad alcuni aspetti del rapporto di lavoro, principalmente quelli relativi alle assenze per malattie ed alle problematiche del diritto allo studio per il personale con contratto a tempo determinato.
Una trattativa quindi già in partenza assolutamente circoscritta a quello che la Funzione Pubblica ha deciso che si deve trattare e che ha inserito nell’atto di indirizzo, mentre (secondo loro) dovrebbero restare fuori dal negoziato numerose altre rilevanti questioni relative al rapporto di lavoro.
Ma l’atto di indirizzo vincola l’ARAN, non certo il sindacato, che deve invece rispondere al mandato che gli viene dai lavoratori!
Detto questo intendiamo chiarire che comunque, anche sulle poche materie sulle quali l’Aran intende negoziare, non intendiamo in alcun modo sottrarci.
Per rendere però proficua la trattativa è necessario innanzitutto conoscere in dettaglio gli spazi d’azione dell’Aran rispetto ai singoli temi.
Cosa al momento non chiara, atteso che i contenuti dell’atto di indirizzo sono stati solo riassunti “a voce” dai rappresentanti dell’Aran.
Per noi è ineludibile ribadire preliminarmente che una nuova regolamentazione pattizia delle materie in esame, dopo le recenti incursioni legislative, non può certamente limitarsi a recepire tali disposizioni, ma deve muoversi nella direzione di superare le criticità e le iniquità esistenti, portando al livello più elevato oggi presente nei diversi CCNL il livello di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.
Cosa assolutamente ardua e complessa se permane nell’atto d’indirizzo, come dichiarato dall’Aran, il vincolo di non creare con l’accordo in questione, una “riduzione degli attuali risparmi”.
Il che significa per loro cercare di fare un’operazione a costo zero che difficilmente può coniugarsi con il riconoscimento di maggiori diritti, con l’aggravante che permangono le norme che prevedono la prevalenza della legge sui contratti e l’impossibilità per gli stessi di derogare ad essa.
Se qualcuno quindi pensa che con la firma del sindacato si possano avallare per via contrattuale le nefandezze dei governi che si sono succeduti in questi anni con il disconoscimento “condiviso” del diritto alla salute dei pubblici dipendenti, ha sbagliato di grosso.
La priorità per noi della FLP resta il rinnovo economico e normativo dei contratti nazionali di lavoro ed il superamento delle norme relative al blocco delle retribuzioni e della carriere.
Non è pensabile che mentre permangono tali odiose misure e continua la campagna di attacco al lavoro pubblico il sindacato possa impelagarsi in interminabili e dilatorie dispute capziose sul “sesso degli angeli”. Se è vero che rispediamo al mittente l’idea di barattare i giusti e dovuti riconoscimenti economici, dopo un decennio di sostanziale blocco dei salari, con il pannicello caldo del solo contratto giuridico proposto dai sindacati consociativi, tanto più è pericoloso un “contrattino” giuridico ridotto solo ad alcune, specifiche, materie.
Non vogliamo più assistere al solito “andamento lento” ed alle ritualità tipiche delle riunioni che da troppo tempo, in maniera sistematica, si susseguono in Funzione Pubblica e in ARAN, che dimostrano come le distanze tra le aspettative ed i bisogni dei lavoratori e quelle delle caste sindacali, sempre più autoreferenziali e sostanzialmente interessate alla propria sopravvivenza, sia sempre più incolmabile.
Questo è un Governo che quello che gli interessa lo decide a suon di decreti legge e fa della velocità e del decisionismo il suo fiore all’occhiello. Nel solco della continuità con Brunetta, ha presentato un disegno di legge sulla PA che oltre a depotenziare e smantellare la presenza dello Stato sul territorio prevede un ulteriore taglio delle materie oggetto di contrattazione ed una forte contrazione delle sedi negoziali decentrate. Non c’è quindi tempo da perdere.
Se si vogliono veramente risolvere le criticità evidenti dalla sovrapposizione delle norme e da interventi improvvisati e punitivi di Governo e Parlamento su malattie, esami diagnostici, permessi studio etc, ebbene noi ci stiamo, ma facciamolo subito. Perché noi abbiamo ancora tanto, ma tanto da fare a difesa della dignità, della professionalità e della tutela del reddito dei lavoratori e delle lavoratrici del pubblico impiego.
LA SEGRETERIA GENERALE “
Notiziario n. 100 del 22 settembre 2014 –
Il Presidente dell’ARAN, dr. Sergio Gasparrini
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 30 del 19.09.2014 che riferisce dell’atto di indirizzo e della riunione in ARAN del 18 settembre in ordine all’ipotesi di un CCNQ sulle assenze dal servizio.
” Mentre in maniera assurda si continua a negare al personale del Pubblico Impiego italiano il diritto al rinnovo dei contratti di lavoro fermi dal 2010 e mentre si discute in Parlamento di una “non riforma” della Pubblica Amministrazione, nella giornata di ieri si è consumata all’ARAN la prima giornata di quello che ha del surreale a fronte delle considerazioni di cui sopra.
Le Confederazioni maggiormente rappresentative, infatti, sono state convocate per verificare la disponibilità alla stipula di un accordo quadro sulle assenze dal servizio, permessi per malattia, visite specialistiche, assenze parentali, diritto allo studio e il tutto a fronte dell’invio all’Aran da parte del Governo di uno specifico atto di indirizzo che, alla faccia della trasparenza e dell’informazione preventiva, non è stato nemmeno consegnato alle parti sociali.
Incredibile! Infatti è proprio incredibile ma vero, e pur tuttavia i problemi legati a questi istituti contrattuali applicati in termini estremamente diversi e a volte penalizzanti, comparto per comparto, amministrazione per amministrazione, hanno portato tutte le Confederazioni presenti al tavolo e la nostra in particolare, al di là del metodo, a dare la disponibilità a proseguire il confronto.
Infatti occorre ricordare che proprio la nostra Confederazione, durante gli unici e sparuti (due) incontri con il Ministro Madia, oltre alle importantissime questioni legate alla riforma della PA e allo sblocco dei contratti, aveva posto con forza la necessità di affrontare in termini di riorganizzazione e miglioramento tutta la materia sulle assenze dal servizio per malattia, “infestata” da circolari, norme, sentenze, interpretazioni, la maggior parte delle quali penalizzanti per il personale.
Ebbene, proprio in ragione di quanto sopra, nel suo intervento in ARAN la CSE/FLP ha dichiarato che l’eventuale accordo non potrà che essere migliorativo rispetto alle diverse situazioni in atto, con il maggior livello di tutela possibile e traguardando anche la parità di trattamento fra contratti a tempo determinato e indeterminato, e ha chiesto che l’ARAN per la prossima riunione – calendarizzata per la settimana seguente – si presenti con l’atto di indirizzo e una prima proposta di carattere operativo.
Ma la riunione con l’ARAN è stata anche l’occasione per un riassunto degli argomenti ancora in sospeso – tanti quelli con la politica – e alcuni di carattere tecnico in divenire con la stessa Agenzia. In particolare è stato posto al centro della discussione il prossimo rinnovo delle RSU che andranno in scadenza a marzo 2015 ed in ragione del quale occorre immediatamente darsi da fare per metter in atto il percorso che consenta di varare il regolamento, le mappature e dare il via alle elezioni.
Tempi strettissimi ma non impossibili se veramente tutti vogliamo rinnovare questo importantissimo organismo di rappresentanza, in un momento “delicato” per tutto il mondo sindacale, soprattutto nel Pubblico Impiego che, a parere della CSE/FLP, ha proprio bisogno di ritrovare un percorso di coesione e di dialogo con i lavoratori.
Ebbene, nel corso del “giro di tavolo” sono emersi alcuni distinguo, alcune evidenti necessità di “prendere tempo”, è riapparso l’annoso e mai definito problema dei comparti di contrattazione. La nostra posizione è stata netta da subito, con un chiaro e forte SI alla elezioni delle RSU.
Con l’impegno a tenervi aggiornati sul proseguo dei confronti, inviamo cordialissimi saluti.
Notiziario n. 75 del 4 agosto 2017 – ” A sei giorni di distanza dalla precedente riunione, si è tenuta stamattina presso l’ARAN un nuovo incontro inerente la partita dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego. Un incontro veloce (poco più di un’ora) che è servito al presidente dell’ARAN per poter affermare che è stato dato […]
Notiziario n 71 del 19 luglio 2017 – Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 14 diffuso in data odierna dalla nostra Federazione e relativo ai contenuti e agli esiti della riunione di stamattina in ARAN, che segna di fatto l’avvio della contrattazione collettiva per il nuovo C.C.N.L. del personale non dirigente […]
Notiziario n. 63 del 29 giugno 2017 – Si riporta di seguito il testo della nota diffusa dalla Confederazione CSE che riferisce dei contenuti e delle risultanze della prima riunione all’ARAN con tutte le Confederazioni sindacali del Pubblico Impiego avvenuta in data 27 giugno u.s.. Una riunione che ha di fatto aperto la stagione negoziale […]
Notiziario n. 83 dell’8 luglio 2016 – Si riporta di seguito il testo del comunicato diffuso in data 5 luglio u.s. dalla Confederazione CGS che dà notizia dell’avvenuto deposito presso la CEDU del ricorso risarcitorio del mancato rinnovo contrattuale e in aggiunta della presentazione a F.P. e ARAN della nostra piattaforma per i rinnovi contrattuali. […]
Quaderno FLP DIFESA n. 6/2016 (pubblicato il 30 giugno 2016) – La presente pubblicazione sarà mantenuta solo per qualche giorno sulla home page del nostro sito; successivamente, potrà essere reperita presso la sezione “I Quaderni di FLP DIFESA” che è collocata nella barra trasversa alta della stessa home page. IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA Allegato: Quaderno […]
Notiziario n. 41 del 7 aprile 2016 – Si riporta di seguito il testo del Notiziario n. 18 diffuso in data 5 aprile 2016 con il quale si dà notizia che, dopo una lunga e complessa trattativa, è stato raggiunto l’accordo in sede ARAN per la definizione dei nuovi comparti di contrattazione, che dagli 11 […]
Notiziario n. 40 del 6 aprile 2016 – Si riporta di seguito il testo integrale del Notiziario n. 16 diffuso in data 29 marzo 2016 dal Dipartimento Studi e Legislazione di FLP con il quale si dà notizia di alcune precisazioni rese dall’ARAN in materia di formazione del personale e che reca anche gli “orientamenti […]
Quaderno FLP DIFESA n. 6 / 2015 – Pubblichiamo di seguito il “Quaderno FLP DIFESA n. 6 / 2015″ che reca gli “orientamenti applicativi” dell’Agenzia con riferimento al personale del comparto Ministeri, aggiornati sino alla data del 29 luglio 2015. La presente pubblicazione sarà mantenuta solo per qualche giorno sulla home page del nostro sito; successivamente, potrà essere reperita presso la […]
Notiziario n. 103 del 9 settembre 2014 – Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 33 del 26.09.2014 che riferisce della seconda riunione in ARAN avvenuta il 25 settembre in ordine all’ipotesi di un CCNQ sulle assenze dal servizio. ” Nella mattinata di ieri, seconda riunione in ARAN, dopo quella di apertura del 18 u.s., […]
Notiziario n. 100 del 22 settembre 2014 – Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 30 del 19.09.2014 che riferisce dell’atto di indirizzo e della riunione in ARAN del 18 settembre in ordine all’ipotesi di un CCNQ sulle assenze dal servizio. ” Mentre in maniera assurda si continua a negare al personale del Pubblico Impiego […]