Palazzo Baracchini, sede degli Uffici di Gabinetto della Difesa
Riportiamo di seguito il testo della nota FLP Difesa inviata al Gabinetto del Ministro della Difesa, a seguito della emanazione della circolare di SMM del 5 giugno u.s, (in all.), che ribadisce il principio che per il personale ex militare in transito, la sede di 1^ destinazione è vincolata esclusivamente alle maggiori carenze organiche rilevate negli enti della Marina in tutta Italia.
Dopo la iniziativa di azione positiva proposta dal Comitato Unico di Garanzia di cui all’all. 2), e la nota FLP Difesa dello scorso novembre 2023 di cui all’all. 1), e dopo innumerevoli tentativi avviati da questa O.S presso le Direzioni Generali del Personale Militare e del Personale Civile, e più nello specifico presso lo Stato Maggiore della Marina, al fine di rappresentare a tutti gli organismi di vertice del nostro Dicastero le ricadute sul personale interessato, di sovente drammatiche, determinate dalle modalità di scelta della sede di prima assegnazione del personale inidoneo per motivi di salute, osserviamo l’assordante silenzio di codesto Ministero, e il relativo “nulla di nuovo”.
Le maggiori criticità risultano verificarsi in particolare in Marina, dove si registra il maggior numero di transiti (probabilmente a causa della non praticabilità della fattispecie della idoneità parziale, prevista per le altre FF.AA., e che si chiede di sbloccare), come è stato rappresentato nel corso di diversi incontri intercorsi nei mesi scorsi tra lo Stato Maggiore della Marina e le OO.SS. In tali sedi è stato rappresentato il drammatico quadro complessivo creato dall’adozione dell’attuale stringente e impietosa metodologia di assegnazione di sede per il personale in transito, che viene costretto ad affrontare il trasferimento tout court verso nuove sedi di servizio ben lontane sia dalla residenza anagrafica della famiglia che dalla sede di ultima assegnazione.
Ma nonostante la rappresentazione, lo stesso Stato Maggiore della Marina ha preannunciato (vds Fg. n. 49307 del 05.06.2024 avente ad oggetto “Criteri d’impiego personale transitato”) l’adozione di criteri ancora più drastici di quanto finora verificato, e ben più dolorosi rispetto a quanto accade per le altre Armi. Risulta infatti che per Esercito, Carabinieri ed Aeronautica vengano fatti salvi sia l’esperienza acquisita nei ruoli militari, che gli elementi di valutazione relativi alla situazione personale, sanitaria-e familiare del transitando, ricercando in primis l’utile impiego presso l’Ente di provenienza, in subordine nella regione ove è collocato l’Ente di provenienza, e solo da ultimo, l’impiego in aree limitrofe.
Per contro, la Marina Militare assume una posizione netta e stabilisce che ai fini della individuazione della sede di prima assegnazione …“le esigenze funzionali di Forza Armata debbano considerarsi prioritarie al fine del corretto impiego dello strumento militare”, con ciò creando le premesse per l’assegnazione di sede sulla mera base della carenza organica, senza filtri che consentano un possibile orientamento sulla base degli elementi forniti dal transitando, fatto salvo che “…in presenza di tutele sociali garantite per legge e opportunamente certificate,… …sarà privilegiata, se possibile, la sede di ultima assegnazione in qualità di militare, limitando la tutela prevista dalla L.104/1992, laddove si sancisce il diritto di chiedere l’assegnazione presso la sede di servizio più vicina alla persona da assistere.
Un approccio molto duro da parte di una Forza Armata nei confronti del proprio personale transitato, che si trova davanti a profonde lacerazioni dei rapporti personali e familiari, e che trova limiti nelle sedi di assegnazione e intanto compete per tali sedi anche col personale proveniente dalle Capitanerie di Porto (strutture che appartengono al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti).
Val la pena di sottolineare come, oltre alla questione sopradescritta, emerga dalla lettura della citata circolare l’altro elemento fortemente penalizzante per il transitando: essendo prioritario individuare la sede di prima assegnazione in base alla scopertura organica, a questa viene subordinata, arbitrariamente, la scelta del profilo (oggi famiglia professionale) da assegnare al transitando, determinando talora vistose incoerenze nella storia dell’interessato, perdite di professionalità e di motivazione; situazioni al limite della schizofrenia per chi ha già dato sul piano della salute e dell’equilibrio psicofisico, e non può trovare nel transito la strada di un recupero, percependo piuttosto discriminazione ed emarginazione nel percorso obbligato disseminato di ostacoli creati “gratuitamente” dall’Amministrazione stessa.
Quanta differenza con il trattamento riservato ai militari in servizio, per i quali è prevista la pianificazione d’impiego, e l’eventuale assegnazione di un alloggio di servizio! E quanta differenza con gli spazi di scelta della sede consentiti al personale neo-assunto!!
E si osserva come il DM 18 aprile 2002, che prevede che “Il personale delle Forze armate e dell’Arma dei carabinieri giudicato non idoneo al servizio militare incondizionato per lesioni dipendenti o non da causa di servizio transita, a domanda, nelle corrispondenti aree funzionali del personale civile del Ministero della difesa”, in nessun passo introduca vincoli di appartenenza dell’ex-militare alla Forza Armata di provenienza; e invece oggi è la Forza Armata di provenienza a decidere dove reimpiegare il dipendente. Non sarebbe più corretto che tutto il personale transitato venisse sottoposto allo stesso sistema di regole, agli stessi univoci criteri, da gestire mediante strumenti obbiettivi quali una piattaforma informatica che, nell’indicare in generale i posti disponibili per il personale civile, indipendentemente dall’Arma di provenienza, assicuri ai colleghi la compiuta applicazione del principio costituzionale “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”, il rispetto della dignità umana e ancor più la tutela della persona disabile?
Per quanto sopra, chiediamo un intervento urgente di Codesto Gabinetto affinché si avvii un processo condiviso di razionalizzazione delle procedure di transito, al fine di rendere uniforme il sistema di regole, ricercare la salvaguardia delle professionalità acquisite, prestare attenzione alle problematiche personali e familiari rappresentate, assicurare le tutele previste per il dipendente in condizioni psicofisiche non ottimali.
Si segnala la necessità che codesto Gabinetto dia finalmente un riscontro alle note da noi inviate, dopo tanto assordante silenzio, nel rispetto non solo della relazione sindacale, ma anche dei tanti colleghi che ci rappresentano le loro difficoltà nella dolorosa vicenda umana del transito e attendono risposte.
Restiamo ora in attesa di vedere se il silenzio dei nostri vertici finalmente si interrompe.
E’ tutto, cordialissimi saluti
p. il COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA Maria Pia BISOGNI – Christian PALLADINO
L’Amm. Cavo Dragone nel 2012, a quel tempo Comandante dell’Accademia Navale di Livorno
Se non è un record, poco ci manca. A meno di 50 giorni dall’assunzione dell’incarico (21 giugno u.s.), il nuovo Capo di SMM Amm. G. Cavo Dragone ha incontrato le OO.SS., non avendo ad oggi peraltro ancora incontrato il COCER .
E’ stato, quello di ieri pomeriggio a palazzo Marina, un incontro davvero cordiale, nel quale il Capo di SMM ha ascoltato molto attentamente gli interventi delle OO.SS.. L’impressione che alla fine ne abbiamo ricavato è quella di un uomo molto pragmatico, attento alle questioni da noi poste e desideroso di risolverle anche tramite un positivo rapporto con il Sindacato. Davvero un ottimo inizio.
L’incontro si è aperto con l’intervento dell’Amm. Cavo Dragone, che ha candidamente riconosciuto di non aver maturato sin qui una grande esperienza di rapporti con le OO.SS., a parte il periodo di comando presso l’Accademia di Livorno.
Pur tuttavia, si è detto interessato e impegnato a costruire un “dialogo franco e costruttivo” con il Sindacato anche per farne “un punto di forza” e portare avanti battaglie comuni e condivise.
Come quella per scongiurare il declino degli Enti industriali della Difesa, in primis dei tre Arsenali, che appare inarrestabile ove non si dovesse intervenire, attraverso la modifica dei numeri fissati dalla Legge 244/2012 e attraverso un serio piano straordinario di assunzioni (le 59 quelle previste per M.M. nel 2019 “sono solo un contentino che certo non risolve il problema”) finalizzate a compensare le spaventose carenze che si sono accumulate negli anni a causa del blocco del turnover “e che porterebbero al 31.12.2024 al temuto punto di non ritorno”.
La discussione che ne è seguita attraverso gli interventi delle OO.SS. presenti ha spaziato a tutto tondo sui diversi problemi che vive oggi la categoria.
Si è parlato anche degli Enti industriali, ovviamente, ma altrettanto ovviamente non se ne sono approfondite le problematiche specifiche, compito questo che, a seguito della nostra richiesta, il Capo di SMM aveva assegnato al tavolo di riunione con il Cte Logistico di M.M., Amm. E. Serra, riunione alla quale però hanno partecipato solo FLP DIFESA e un’altra sigla (vds. Notiziario n. 69 del 26.07.2019), mentre a quella con il Cte Log. Esercito, gen. P.F. Figliuolo, sempre da noi richiesta, vi hanno partecipato tutte le sigle (vds. Notiziario n. 61 del 4.07.2019). Perché due pesi e due misure? Ad oggi, non ne sono ancora note le ragioni.
Nel suo intervento, la nostra O.S. ha ringraziato l’Amm. Cavo Dragone di questo primo incontro, ma ha richiesto al contempo che le riunioni tra il Capo della M.M. e le OO.SS. sindacali nazionali assumano una cadenza periodica e siamo finalizzate a operare dei punti di situazione sulle problematiche in essere.
Ha anche chiesto, parallelamente a quanto già fatto per Esercito e Marina, che il 1° Reparto riprenda la buona abitudine degli incontri di informazioni sui processi di riordino della F.A. invece di limitarla solo a note scritte, e segnalato la necessità di operare un monitoraggio sui tavoli locali che, in alcune sedi, evidenziano contenziosi tra le Parti francamente poco comprensibili.
Sul piano delle problematiche effettive del personale civile, la nostra O.S. ha raccolto ben volentieri la richiesta venuta dallo stesso Amm. Cavo Dragone nella sua risposta del 18.07.2019 alla nostra nota dell’8.07.2019 (entrambe ripubblicate su questa stessa pagina in allegato 2 e 3), ed ha presentato il documento che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 che opera un giro d’orizzonte “sulle problematiche generali del personale civile e su quelle piu’ specifiche legate all’impiego nella M.M.”, che raccomandiamo alla lettura dei colleghi.
FLP DIFESA ha quindi osservato che molti di quei problemi, gap retributivo in primis, potrebbero essere risolti se venisse legislativamente riconosciuta, esattamente come già avvenuto per il personale militare (art.19, L.183/2010), quella “peculiarità” dei compiti del personale civile cui lo stesso Capo di SMM ha fatto cenno in sede di audizione e ribadito peraltro anche nell’incontro di ieri, senza dover dismettere la propria storia e l’ambito contrattuale, attesa anche la possibilità offerta dall’art. 40 del D. Lgs.165 di “sezioni contrattuali specifiche”
Taranto, 7.12.2018 – la portaerei Cavour passa attraverso il ponte girevole
In data di ieri, si è svolto l’incontro, da noi richiesto con la lettera del 3 u.s. che ripubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina, sul riordino del settore infrastrutturale che ha generato molte criticità, in primis nella MARIGEMINIL di TARANTO.
La riunione è stata introdotta dal Capo del 1° Reparto di MARISTAT, C.A. Gregori, che ha ripercorso tutte le vicende legate al riordino in argomento ed ha rappresentato la disponibilità della FA a fornire risposte concrete.
Nel suo intervento, la FLP DIFESA ha richiesto, in premessa, che anche lo SMM, al pari di quanto già fatto su nostra richiesta da SME, illustri in apposita riunione alle OO.SS. l’implementazione della Direttiva SMD/SGD 4.07.2017 sull’impiego civile e i criteri di allineamento degli organici al DM 29.06.2016, in particolare per gli Enti dell’area T/O della Marina.
In merito al riordino del settore infrastrutturale, la nostra O.S. ha rappresentato la necessità di riprendere e rilanciare i confronti locali rispetto a quanto già fatto, stante il risultato fallimentare sul fronte delle relazioni sindacali ed ha elencato mancate convocazioni e problematiche insorte – tipici i casi di Roma e La Spezia – con la indisponibilità dei Dirigenti ad entrare nel merito, e che fa il paio quanto avvenuto nella riorganizzazione di Arsenali e CC.TT., confronti che vanno pertanto ripresi e rilanciati.
In particolare, per quanto attiene MARIGEMINIL Taranto, ha lamentato il taglio di organici e personale, che ha messo a repentaglio la funzionalità del Ponte Girevole, situazione sfociata in una forte protesta che ha attirato l’attenzione dei media, ed in parallelo ha rappresentato le motivazioni legate alla vertenza Difesa.
Nella realtà di Taranto, infatti, la vicenda legata al riordino di MARIGEMINIL si è intrecciata con il rilancio in loco della “vertenza Difesa”, resa necessario da una stato di crescente sofferenza dovuta al combinato disposto di più fattori:
la mancanza di un piano industriale per la Difesa di Taranto;
la crescente riduzione del lavoro di manutenzione alle UU.NN. assegnato al personale civile rispetto a quanto previsto per i prossimi due anni, con un incremento delle lavorazioni programmate, destinando all’Arsenale di Taranto il più grosso tonnellaggio di Unità Navali mai visto nella storia dello Stabilimento, compresa la portaerei Cavour;
l’aumento dell’età media (che si avvicina sempre più ai 60 anni) del personale civile che effettua le attività strategiche (addetti per bacini, gruisti, palombari, motoristi elettronici ecc..);
l’elevato numero di pensionamenti che avverrà nei prossimi anni;
la mancanza di trasferimento dei saperi lavorativi del personale che cessa dal servizio a causa del mancato turnover di questi anni, che certo non è compensata, per diverse ragioni, dai transiti del personale ex militare, nonché la mancanza di formazione specifica sulle nuove UU.NN.;
infine, la continua riduzione numerica delle dotazioni organiche del personale civile nei singoli Comandi/Enti (come avvenuto per Marigenimil), che segue logiche di taglio fine a sè stesso in coerenza con la L.244/2012, a suo tempo solo da noi contrastata e che oggi tutti criticano.
La storia della lunga e tormentata vicenda della base di Taranto, che presenta evidenti punti di contatto con le vicende parallele vissute in altre basi (La Spezia e Augusta), è ben descritta e argomentata nella nota unitaria territoriale CGIL-CISL-UIL-FLP-UNSA del 10 u.s., che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2. Da detta nota, risulta evidente che il mantenimento in vita e le stesse prospettive future dell’Arsenale diTaranto, come degli altri Enti dell’area industriale, dipendono dalle nuove assunzioni: o si avvia, nel 2019, il piano straordinario che noi chiediamo da anni, o si va direttamente verso il baratro.
Per questo, la nostra O.S., a fronte del DDL di bilancio 2019 che non prevede neanche una sola assunzione per la Difesa, si è fatta parte attiva sollecitando alcuni emendamenti, già presentati alla Camera e che ieri ora sono stati ripresentati che sono già stati ripresentati al Senato e che ora passeranno al vaglio della Commissione Bilancio.
A nostro avviso, trattasi dello snodo decisivo per il nostro futuro, come ha avuto occasione di osservare la nostra struttura territoriale nell’articolo di giornale che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3.
Il CA Gregori ha preso atto delle richieste della nostra delegazione, si è detto disponibile a far proseguire tutti i confronti locali sulle MARIGEMINIL anche attraverso una specifica comunicazione da parte dello stesso 1° Reparto che ne faciliti il percorso, e questo anche per il riordino di Arsenali e Centri Tecnici.
In data 31 maggio u.s., si è svolto presso lo Stato Maggiore Marina un incontro con la nostra O.S. da noi richiesta con specifica nota del 14 maggio u.s., allo scopo di riprendere il filo del dialogo su una serie di importanti problematiche che mettono in relazione gli Arsenali e i Centri Tecnici, a più di un anno dall’entrata in vigore dei nuovi decreti di struttura, la verifica sulle loro “missioni” e i relativo organici e impieghi, anche alla luce della Direttiva SMD sui criteri di impiego del personale civile.
Materie “pesanti”, su cui, appunto, il dialogo si era interrotto non certo per responsabilità delle Parti sociali e che, occorre dirlo con chiarezza, è oggi ripartito per la fortissima spinta unitaria che è arrivata dal territorio tarantino con un documento sui temi della riorganizzazione e non solo, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato, nel quale è stato dichiarato lo stato di agitazione del personale e conseguentemente sono state già avviate specifiche iniziative di mobilitazione. Un documento (lo pubblichiamo sul nostro sito) molto deciso nei toni, chiaro negli obiettivi e soprattutto unitario, che ha avuto il merito di dare una forte scossa anche negli altri territori interessati, nei quali stanno partendo analoghe riflessioni e iniziative sui temi proposti.
Diamo conto ora ai colleghi dei contenuti e delle risultanze dell’incontro del 31 maggio u.s. tra SMM e FLP DIFESA. Dopo i saluti da parte dell’Amm. Ottaviani, la parola è toccata a FLP DIFESA che ha ringraziato per la disponibilità manifestata, ha segnalato come, in tema di relazioni sindacali, le problematiche in discussione possano essere tranquillamente considerate “code contrattuali” rispetto a un percorso a suo tempo concordato, e ha posto i problemi che erano stati preannunciati con una specifica e dettagliata richiesta di incontro, e di cui abbiamo riferito con il Notiziario n. 45 del 2 maggio 2018.
Il primo argomento riguarda la situazione degli Arsenali e dei Centri Tecnici (CC.TT.), rispetto alla quale la nostra O.S. ha fatto un po’ di cronistoria, partendo dagli impegni vicendevolmente assunti con SMM e che si erano sfilacciati nel tempo. La proposta che abbiamo avanzato è stata quella di riprendere con immediatezza il percorso, nelle due fasi a suo tempo previste, e che dovrebbero ricalcare quanto positivamente sperimentato per la riorganizzazione dei Comandi Logistici di Area e per i MARISTANAV. E cioè: una prima fase di livello territoriale che riapra il dialogo fra Direttori e Parti Sociali, per “mettere in verifica” il processo di riorganizzazione in atto, recepisca le osservazioni sindacali e le formalizzi in apposito verbale teso a diventare elemento di successiva analisi a livello nazionale. In quel contesto, ha proseguito FLP DIFESA, occorrerà comunque tenere in conto due importantissimi elementi, che potrebbero portare ad attualizzare e proporre variazioni all’attuale modello organizzativo, e cioè: l’impatto con le nuove dotazioni organiche e l’applicazione della Direttiva di SMD sui criteri di impiego civile, applicativa (si dice) dello specifico protocollo di intesa sottoscritto a livello nazionale il 2.5.2016.
La seconda e successiva parte del percorso, altrettanto importante, riguarda invece l’ambito nazionale, e dovrà essere propedeutica al confronto con il nuovo vertice politico, su tre argomenti lasciati in sospeso e peraltro di grandissima attualità: il Piano Brin, il suo stato di avanzamento ed i finanziamenti ancora necessari; il turn over del personale di Stabilimenti e CC.TT. ed eventuali piani straordinari di assunzione per i profili tecnici, la possibile rivisitazione delle loro “Missioni”. Argomenti, questi, su cui FLP DIFESA ha ribadito come occorra il massimo livello di interlocuzione don la F.A. che veda coinvolti, oltre al 1° Reparto, attori importanti quali il Capo di SMM, e il Comando Logistico della Marina Militare.
Il secondo argomento, invece, riguarda il punto di situazione del Servizio di vigilanza della sede di Taranto in ragione di alcuni sconcertanti accadimenti connessi alle elezioni RSU 2018, che ha visto impegni presi, tempistiche modificate e, comunque, un percorso assolutamente singolare che, in ogni caso, allo stato, vede ancora non chiusa la vicenda in ragione della particolare situazione legata al reimpiego di quella parte di personale destinato all’Arsenale di Taranto. A tal proposito, FLP DIFESA, ricordando al rappresentante di SMM l’evidenza e la problematicità del percorso di cui sopra, ha richiesto che, in ragione di possibili analoghi processi di riorganizzazione in altri territori, venga posta particolare attenzione sul fronte delle relazioni sindacali e sulla massima linearità degli atti.
Su entrambe le questioni poste, abbiamo registrato un atteggiamento assolutamente positivo da parte dello Stato Maggiore Marina, che ha dato atto della concretezza delle proposte avanzate dalla FLP Difesa ed ha assicurato l’avvio del percorso proposto per Arsenali e CC.TT. attraverso una specifica comunicazione verso le strutture interessate, ivi compresi i Comandi Logistici di Area, assicurando, tra l’altro, anche uno specifico incontro con il Capo di SMM e il Comando Logistico.
A margine della riunione, si è discusso della problematica legata ai transiti del personale ex-militare su cui l’Amm. Ottaviani ha informato la nostra O.S. che sono allo studio del 1° Reparto varie soluzioni e proposte, ma ne ha sollecitate anche da parte della FLP DIFESA, al fine di addivenire a soluzioni che soddisfino le esigenze di tutti gli attori coinvolti: la F.A., il personale transitato, quello comunque coinvolto direttamente o indirettamente da questi transiti, e infine le stesse rappresentanze del personale.
A tal proposito, FLP Difesa ha proposto l’apertura di una fase “operativa” sullo specifico argomento, che ha trovato la disponibilità da parte dello SMM interessato.
Dunque, un incontro che può essere definito positivo e proficuo, su cui però attendiamo gli sviluppi concreti.
Il Capo del 1° Reparto di Stato Maggiore Marina ha risposto alla lettera di FLP DIFESA con la quale lamentavamo di essere stati indebitamente esclusi dall’incontro che l’amm. V. Girardelli ha convocato, su loro richiesta, con solo quattro delle sette sigle del M.D. (si veda il Notiziario n. 45 del 2 maggio u.s.). Fatto, questo, alquanto irrituale nella pratica di A.D. che, sinora, ha sempre incontrato tutte le sigle sindacali pur a fronte di richieste provenienti da una parte del tavolo o anche da una sola sigla. Come peraltro ha di recente fatto lo stesso SMM, quando ha convocato tutte le OO.SS. rappresentative con lettera n. 2223 del 12.01.2018, pur in presenza di una richiesta arrivata da una sola sigla sindacale.
Alle argomentazioni, francamente un po’ debolucce, del Capo del 1° Reparto SMM nella nota di risposta del 4.5.2018 a noi indirizzata, abbiamo replicato con lettera di oggi qui allegata, con la quale in ogni caso confermiamo il nostro interesse ad un incontro per discutere delle questioni importanti in essere in M.M.
Al primo posto, indiscutibilmente, quelle relative al riordino di Arsenali e Centri Tecnici della Marina Militare che, a distanza di quasi tre anni dall’entrata in vigore dei decreti ministeriali che lo hanno generato (si veda il nostro Notiziario n. 94 del 10.09.2015 ), presentano tutta una serie di problemi sui quali sarebbe convenuto a tutti fermare l’attenzione per un momento e approfondirne i termini.
E’ esattamente la questione che, unitariamente a CGIL e UIL, ponemmo all’amm. Girardelli nel corso del primo incontro del 9.03.2017. In quella circostanza, CGIL-UIL-FLP rappresentarono unitariamente al Capo della MM “le corpose problematiche che vivono gli Enti industriali e le grandi basi della Marina con problemi vecchi e mai risolti, quali la storica scarsezza di risorse economiche, la precarietà delle infrastrutture, l’invecchiamento della forza lavoro e il mancato turnover in particolare delle professionalità tecniche… e quelli nuovi e più recenti derivanti da un riordino che ha lasciato sul campo molte criticità e da prospettive davvero poco rassicuranti legate alle previsioni del Libro Bianco”.
Questi passaggi erano presenti nel comunicato unitario CGIL-UIL-FLP del 10.03.2017 e oggi, a distanza di oltre un anno, vengono riproposti, alla lettera e parola per parola, nel comunicato del 26 aprile 2018 di CGIL-CISL-UIL e UNSA, e dunque anche con le firme di CISL e UNSA: ma è serietà, questa?).
I quattro soliti noti dimenticano però di aggiungere nel loro comunicato del 26 aprile che, in risposta allora a CGIL-UIL-FLP, il Capo SMM a conclusione della riunione del 9 marzo 2017 aveva disposto “l’apertura a brevissimo di uno specifico tavolo nazionale sulle problematiche relative all’aria industriale” (comunicato unitario 10.03.2017 che ripubblichiamo su questa stessa pagina).
E dunque lecito chiedersi: che fine ha fatto questo tavolo nazionale che avrebbe dovuto concludere i confronti locali, di fatto mai partiti, su struttura a valle dei Reparti e organigrammi degli Enti? Come è possibile riproporre a distanza di 13 mesi le stesse richieste di un anno fa, senza chiedersi che fine abbiano fatto gli impegni di allora del Capo di SMM e quelli susseguenti del 1° Reparto?.
Sarebbe dovuta essere questa la questione principale all’interno del confronto con il Capo di SMM, ma, a legger il comunicato dei quattro del 26 aprile u.s., non pare proprio: il tempo sembra essersi fermato a marzo u.s.!
Nel frattempo, i problemi degli Stabilimenti stanno esplodendo: mancato turnover a fronte di diverse centinaia di profili tecnici necessari; gravi carenze infrastrutturali anche per il mancato completamento dei piani Brin; mancanza di risorse adeguate; progressiva e incontrollata militarizzazione e marginalizzazione delle professionalità civili; e, anche per queste ragioni, dopo il “lento declino”, c’è oggi il “rischio di chiusura o di “dismissione a beneficio di privati”, come prevede il Libro Bianco (art. 280).
E’ l’analisi che fanno anche le Rappresentanze territoriali, anche di sigle diverse da FLP, con comunicati che condividiamo, e che dimostrano come il confronto con SMM sulla partita Arsenali sia imprescindibile.
Lo abbiamo dunque scritto e richiesto al 1° Reparto, nella nota che pubblichiamo su questa pagina in allegato 1 inviata in data odierna.
Si riporta di seguito il testo del “comunicato unitario” CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA e CONFSAL UNSA che riferisce in merito ai contenuti e agli esiti della riunione di ieri a palazzo Marina con lo Stato Maggiore di questa Forza Armata.
” In data odierna, si e’ svolta presso MARISTAT una riunione tra 1° Reparto e le OO.SS. nazionali, che ha avuto all’o.d.g. alcune problematiche in essere nella F.A., che è stata presieduta dal Capo del 1° Reparto, CA G. Ottaviani, accompagnato dal nuovo Capo del 3° Ufficio D. Civico.
Di seguito, gli argomenti trattati, i contenuti del confronto e le risultanze conclusive.
Organizzazione del servizio di vigilanza nella sede di Taranto.
Il problema era stato innescato a gennaio scorso da una nota indirizzata alle Rappresentanze Territoriali con la quale la maggior parte dei lavoratori di MARINARSEN (n. 31 su 41) impiegati nel servizio denunciavano i numerosi disagi di carattere logistico amministrativo in conseguenza dell’attuale organizzazione centralizzata, e sollecitavano l’ ”accorpamento logistico amministrativo presso Marinarsen”. Una sollecitazione raccolta dalle scriventi OO.SS. che con due successive note chiedevano allo SMM di dare risposta al parere nel frattempo richiesto da MARINA SUD.
Ebbene, dopo un approfondimento di carattere organizzativo che ha richiesto più mesi di lavoro e che ha visto il coinvolgimento anche di MARICOMLOG, è arrivata oggi la risposta dello SMM, che ha espresso l’intendimento di procedere ad una riorganizzazione dei servizi di vigilanza in chiave decentrata, articolandoli per Cdo/Ente anche attraverso l’accorpamento di più siti ad essi afferenti. Una scelta che il CA Ottaviani ha precisato essere frutto di una attenta valutazione da parte di MARISTAT, anche con riferimento all’organizzazione del servizio in ambito più generale di F.A., e ha detto essere chiaramente finalizzata a ridurne i costi complessivi e a ottimizzarne la resa.
Nei nostri interventi, abbiamo espresso una sostanziale concordanza rispetto agli intendimenti espressi dalla F.A., segnalando al contempo la necessità di procedere con speditezza al riassetto dei servizi di vigilanza in chiave decentrata e alle connesse operazioni di reimpiego del personale.
A breve, dunque, dovrebbe essere emanata una specifica direttiva di SMM e avviati i reimpieghi.
Stato delle relazioni sindacali presso i Comandi/Enti della Marina
Abbiamo segnalato che permangono in alcuni Enti e Comandi di MM evidenti criticità nelle relazioni sindacali, in gran parte dovute alla indisponibilità dei Dirigenti a fornire le informazioni richieste e ad avviare confronti di merito con le Rappresentanze locali.
A tal proposito, abbiamo ricordato i contenuti della nota unitaria inviata in data 9 settembre u.s. all’attenzione della Ministra, nella quale evidenziavamo le criticità in materia di relazioni sindacali negli Enti industriali intrecciandole con i problemi legati alle “grida di allarme” provenienti dalle lavoratrici e dai lavoratori di quegli Enti in ragione dei diversi e crescenti problemi (mancanza di risorse; invecchiamento della forza lavoro; blocchi del turnover; etc.). Infine, abbiamo sollecitato una iniziativa diretta di SMM verso gli Enti, volta a valorizzare il confronto con il Sindacato e a indicare le linee attraverso le quali deve essere sviluppato, in un’ottica di prevenzione dei conflitti.
Nel dare piena disponibilità al riguardo, il CA Ottaviani ci ha comunicato che, con riferimento alla nota unitaria sopra richiamata del 9 settembre u.s., è in fase di elaborazione la risposta recante gli “elementi di informazione” che il Gabinetto ha richiesto a MARISTAT in data 18 ottobre u.s.
Riordino Arsenali e Centri Tecnici della Marina.
Abbiamo segnalato a SMM come non sia stato in tutti gli Enti ultimato il percorso convenuto con le scriventi OO.SS. nell’incontro del 25 luglio, e di cui alla nota dello stesso SM del 26 successivo, che prevedeva che le Direzioni di Arsenali e CC.TT. fornissero le necessarie informazioni e avviassero i confronti locali per fare un punto di situazione, ad un anno data dal processo di riordino avviato dal D. Lgs. n. 8/2014 e che si è poi concretizzato nei DD.MM. di struttura degli Enti e nei successivi decreti direttoriali, a premessa del successivo confronto nazionale.
Nel prenderne atto, il CA Ottaviani ha confermato piena disponibilità della F.A. a procedere nei termini con noi convenuti a luglio e si è impegnato ad avviare una iniziativa centrale finalizzata al completamento dei confronti locali. Seguirà poi il tavolo nazionale, che si è convenuto di fissare non oltre il 15 marzo, e che dovrebbe essere preceduto dal secondo incontro con il Capo di SMM.
FP CGIL – F. Quinti UIL PA – S. Colombi FLP DIFESA-GC. Pittelli CONFSAL–UNSA – GF. Braconi “
In allegato 1, il file pdf del comunicato unitario per l’affissione in tutte le bacheche degli Enti interessati
In allegato 2, la nota unitaria delle OO.SS. territoriali CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA e CONFSAL UNSA di Taranto diffusa in data 27 u.s.
L’amm. Giacinto Ottaviani, Capo del 1° Reparto di Stato Maggiore Marina
Aria nuova in Marina Militare, e ne siamo davvero contenti, dato che ne avvertivamo da tempo il bisogno, dopo una fase di relazioni sindacali critiche sia sul livello nazionale che su quello locale. Una fase critica che durava, per quanto ci riguarda, da oltre un anno, e che era la pesante eredità lasciata sul campo dal riordino degli Arsenali e dei Centri Tecnici, che si era sviluppato lungo linee e direttrici che non abbiamo condiviso, prima fra tutte gli assetti di alcuni EDO e previsioni di impiego che hanno penalizzato il personale civile soprattutto nel settore decisivo delle lavorazioni.
Questa aria nuova l’abbiamo respirata anche oggi, nell’incontro a palazzo Marina presieduto dal Capo del 1° Reparto di SMM, amm. Ottaviani, e che ha visto la presenza al tavolo anche del Dirigente a capo del Centro di Responsabilità Amministrativa della F.A., amm. D’Aquino, dei quali abbiamo apprezzato l’attenzione alle questioni poste dalle OO.SS. e la disponibilità al confronto.
Oggetto dell’incontro, il primo dei tavoli tecnici richiesto al Capo di SMM nell’incontro del 9 u.s. dalla nostra sigla unitariamente a CGIL FP e UIL PA e di cui abbiamo puntualmente riferito nel Notiziario n. 30 di pari data, è stato la riclassificazione degli Organismi Amministrativi della Forza Armata, oggetto di un “foglio d’ordine” (il n. 51 del 21.12.2016, che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2), che è stato emanato senza alcuna informazione preventiva alle Parti sociali, né sul livello nazionale né sul livello locale, pur a fronte di un diritto normativamente sancito delle Rappresentanze ad essere quanto meno informate sui processi di riorganizzazione/riassetto in atto. Una vicenda che ha innescato peraltro forti contenziosi locali, in primis a Brindisi ma non solo, e che per il modo come si era sviluppata, ha indotto la nostra O.S. e altre OO.SS. a segnalare la vicenda a MARISTAT.
Il problema maggiore c’è stato a proposito del declassamento da “distaccamento” a “reparto” di MARISTANAV BRINDISI con dipendenza da MARISTANAV TARANTO e conseguente perdita dell’autonomia amministrativa, una scelta del tutto inaspettata in sede locale e anche francamente poco comprensibile alla luce del rilancio che la base brindisina aveva fatto segnare negli ultimi anni, con decisi e sostanziosi investimenti di carattere economico da parte della stessa F.A. che ne avevano fatto un punto di riferimento per le attività manutentive del naviglio minore.
Immediata la reazione delle Parti sociali brindisine e più in generale della Città, che ha indotto la Forza Armata a operare una immediata correzione di tiro sul piano informativo al fine di spiegare e tranquillizzare tutti i lavoratori interessati, e lo ha fatto attraverso la convocazione di una riunione informativa di carattere locale con le OO.SS. territoriali di Brindisi, che è stata presieduta dall’amm. Vitiello, il 12 gennaio u.s. su Nave S. Marco, nella quale l’alto Ufficiale ha smentito che M.M. volesse ridimensionare la propria presenza nella città pugliese.
Il resto è storia più recente: il diretto coinvolgimento del Capo di SMM sulla vicenda operato dalla nostra e da altre OO.SS.; la nota di MARISTAT prot. n. 12332 del 22.02.2017 che ha fornito alle OO.SS. alcune precisazioni; infine, l’incontro del 9 u.s. con il Capo di SMM amm. Girardelli e l’accoglimento della richiesta di CGIL FP, UIL PA ed FLP DIFESA di un incontro tecnico ad hoc. Oggi, infine, l’incontro richiesto.
Sui contenuti e sulla risultanze della riunione di oggi, abbiamo predisposto insieme a CGIL FP e UIL PA il comunicato unitario che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.
Il nuovo Capo del 1° Reparto di SMM CA Giacinto Ottaviani e il nuovo Capo del 3° Ufficio Rosario La Pira hanno incontrato oggi per la prima volta le OO.SS. nazionali.
Il CA Ottaviani ha introdotto la riunione ponendo l’accento sui problemi più importanti, segnalando in particolare l’impegno della FA per lo sblocco delle assunzioni relative agli Arsenali della MM, rispetto ai quali si è comunque detto disponibile a fare un punto della situazione sul riordino. Infine, disponibilità anche in materia di relazioni sindacali.
Ha preso poi la parola la delegazione della FLP DIFESA che ha posto le seguenti questioni:
Incontro con il Capo di SMM: la FLP ha segnalato che, a distanza di oltre sei mesi dal suo insediamento, il Capo di SMM non aveva ancora incontrato le Rappresentanze del personale civile e ha pertanto sollecitato l’incontro, che dovrebbe avvenire a breve per come ci ha assicurato il CA Ottaviani;
Sessioni informative periodiche: in analogia a quanto praticato in altre FFAA, abbiamo segnalato l’utilità di promuovere incontri periodici con le OO.SS. per monitorare riordini e relazioni sindacali;
Rideterminazione dotazioni organichedi Ente: FLP Difesa ha chiesto che vengano aperti confronti, sui livelli nazionale e territoriale, in ordine al necessario adeguamento degli organici di Ente alle dotazioni fissate dal DM 6.2016, anche per i loro riflessi in materia di compiti e funzioni da attribuire ai civili;
Riorganizzazione degli Arsenali e dei Centri Tecnici MM: dopo i confronti di livello nazionale e territoriale che hanno accompagnato il riordino di questi Enti, discendente dal D. Lgs. n. 8/2014, e generato in loco parecchie criticità, in relazione all’attuale fase di applicazione degli organigrammi funzionali definiti dai DD.MM. di struttura e dai provvedimenti a firma del Capo di SMM che hanno innescato un po’ di problemi, FLP DIFESA ha segnalato la necessità di fare una sorta di “tagliando”, Ente per Ente, per individuare le diverse criticità e i possibili adeguamenti e soluzioni, e in questo contesto operare anche una verifica puntuale degli impegni di MM in ordine alle necessità assunzionali finalizzate al turnover del personale e in ordine allo stanziamento dei fondi connessi con il Piano Brin;
Formazione: FLP DIFESA ha segnalato la necessità che la FA metta a punto, d’intesa con le Rappresentanze del personale, piani di formazione per il personale civile che vadano oltre quelli connessi alla antinfortunistica ed alla sicurezza, e che – analogamente a quanto praticato da altre FFAA e utilizzando le nuove tecnologie e i nuovi mezzi informatici – consentano di sviluppare processi formativi in materia amministrativa, contabile, logistica, giuridica e tecnica, da svolgersi a livello territoriale;
Transito degli ex militari nei ruoli del personale civile: analogamente a quanto avvenuto nel corso del recente incontro in sede SME, la nostra OS ha rappresentato la necessità di una maggiore attenzione nell’assegnazione dei profili professionali civili che, a tutela degli stessi interessati, debbono tenere primariamente conto della patologia che ha innescato l’inidoneità al servizio militare, e questo in particolare per quanto attiene l’attribuzione di profili tecnici destinati agli Enti dell’area industriale;
Relazioni Sindacali e trattative FUS: FLP DIFESA ha segnalato le criticità che stanno emergendo in alcuni Enti in ordine alle relazioni sindacali, per quanto concerne le modalità di svolgimento delle riunioni che in alcuni casi risultano disallineate rispetto agli accordi quadro in sede ARAN e alle conseguenti e connesse indicazioni degli Organi centrali del MD; ha poi evidenziato i problemi che stanno emergendo in questi giorni nelle trattative locali sul FUS 2016, frutto di un accordo nazionale mal fatto e ancor di più mal gestito, e anche quelli legati alla applicazione di alcune circolari PERSOCIV, segnatamente quella relativa a lavori insalubri/imbarchi e, più recentemente, quella concernente le turnazioni.
Il CA Ottaviani ha preso atto delle segnalazioni della nostra O.S., riservandosi di approfondirne i diversi aspetti. Ovviamente riprenderemo tutti questi temi in sede di incontro con il Capo di SMM.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 78 del 23 giugno 2016 –
L’amm. De Giorgi insieme ai suoi marinai prima della cerimonia
Addio con il botto, quello di ieri dell’amm. Di Giuseppe De Giorgi, che ha lasciato il timone della Marina Militare nelle mani del Capo di Gabinetto della Ministra Pinotti, amm. Valter Girardelli. La cerimonia di cambio delle consegne, avvenuta sul piazzale di palazzo Marina in una cornice bella e accogliente, ha avuto un “prima” davvero irrituale e sorprendente, che ha colpito tutti e imbarazzerà sicuramente qualcuno.
Ebbene, nei minuti che hanno preceduto la cerimonia ufficiale e dunque prima dell’arrivo delle Autorità (Ministra Pinotti, Ministro Alfano, Sottosegretario Rossi, Capo SMD, Capi SM FF.AA., Cte Gen. CC, SGD), circondato da giovani marinai plaudenti in attesa di schierarsi e mentre gli altoparlanti diffondevano le musiche de “Il Gladiatore”, ha pronunciato parole durissime, le più pesanti delle quali sono apparse queste: “Sono l’ultimo comandante della flotta repubblicana, offeso dai media, vilipeso da fonti anonime, avrò la mia vendetta in un modo o nell’altro”, ancorchè poi ridimensionate a “battute”. Dichiarazioni certo legate all’amarezza e alla sofferenza per questo addio, che interrompe una brillante carriera e ottime prospettive future (si era anche parlato di un incarico al vertice della Protezione Civile), e che appare legato all’inchiesta di Potenza conosciuta come “Tempa Rossa” e anche al coinvolgimento sui c.d. “festini a bordo” innescato da un dossier anonimo, che ha verosimilmente indotto il Governo ad accelerarne la sostituzione al vertice di M.M., al quale era stato chiamato su proposta del Ministro Di Paola in dicembre 2012, entrando poi in carica il 28.01.2013.
Ma parole pesanti l’amm. De Giorgi li ha pronunciate anche nell’intervento di commiato ufficiale di fronte alle Autorità presenti, che ha salutato e ringraziato, ma alle quali ha comunque ricordato che “la nostra navigazione non è stata sempre calma , e sapete a cosa mi riferisco. Gli attacchi contro di me non meritano attenzione oggi. Soprattutto non la meritano i corvi e gli interessi occulti che hanno diffuso dossier anonimi per tentare di condizionare il futuro della Marina”.
“Interessi occulti”, una denuncia forte da parte di De Giorgi, che ha messo in palese difficoltà anche la stessa Ministra la quale, sollecitata dai giornalisti a fine cerimonia, si è solo augurata che “che questi interessi occulti non ci siano”. Un po’ poco, francamente.
Naturalmente, nel suo intervento, l’amm. De Giorgi ha ripercorso i 3 anni e mezzo del suo incarico e i risultati ottenuti. Tra i meriti che si è giustamente attribuito, quello in particolare legato alla “legge navale”, che – ha osservato l’amm. De Giorgi – ha impedito “la morte della flotta” avendo ottenuto “la conferma delle 10 FREMM ma soprattutto di dar vita a una famiglia di navi innovative che segneranno il futuro delle costruzioni navali anche a livello internazionale,navi economiche nella gestione, rispettose dell’ambiente, polivalenti, che daranno un contributo determinante alla sicurezza nazionale e alla difesa degli interessi vitali del Paese”. Lascia “16 navi maggiori 16 navi maggiori e due unità minori”. Non è poco.
Nessun accenno, invece, da parte dell’amm. De Giorgi, al progetto di difesa disegnato dal Libro Bianco che invece è stata al centro dell’intervento del Capo di SMM subentrante oltre che – ma questo era più scontato – di quelli di Ministra e Capo di SMD. Come è noto a tutti, l’amm. De Giorgi non ha condiviso molte delle scelte del Libro Bianco, in particolare quelle legate al potenziamento del ruolo di SMD a discapito delle FF.AA., e non è certo un caso che finora quelle scelte non siano approdate all’attuazione. Da oggi, forse, il percorso sarà molto più spedito. E a chi, come noi, le scelte del Libro Bianco sono apparse sin dall’inizio poco convincenti, le posizioni al riguardo dell’amm. De Giorgi sono apparse certo apprezzabili.
Infine i saluti e i ringraziamenti, indirizzati anche alle Confederazioni Sindacali e pure alla FLP DIFESA, e la cosa ovviamente ci ha fatto particolarmente piacere. Buona fortuna davvero, amm. De Giorgi!
Pubblichiamo di seguito il video della cerimonia e il testo dei discorsi degli ammm. De Giorgi e Girardelli.
Manca oramai poco più di un mese al termine (30 luglio) previsto dal “sistema di misurazione e valutazione della performance individuale del personale civile delle aree funzionali” adottato dal MD e in vigore dal 1.1.2016 (vedi allegato 4 su questa pagina), per l’effettuazione delle “verifiche intermedie mediante colloquio”, che rappresentano una tappa importantissima, addirittura strategica a detta di SMD, e delle quali – lo si ricordi bene- dovrà essere redatto apposito verbale, da custodire agli atti. Dunque un primo, importante banco di prova per verificare la tenuta e l’affidabilità del nuovo sistema di valutazione, tenuto anche conto che, alla luce della sospensione nel 2012 del sistema introdotto con le “direttive” 2010, trattasi di fatto di una “prima volta”.
I colleghi conoscono le nostre antiche opinioni al riguardo. Siamo convinti, ora (2016) come allora (2011), che per un insieme di motivi che attengono alla Difesa e solo ad essa (mission particolarissima; organizzazione molto specifica; Enti in costante ristrutturazione; compresenza di personale militare, sottratto ad ogni valutazione sulla performance; Dirigenti militari valutatori, ma non valutati ai fini della performance; performance organizzativa oggetto misterioso e sottratto sin qui alla conoscenza dei valutandi; etc.), non esistano nel MD le condizioni per un’applicazione tout court del sistema di valutazione voluto e introdotto da Brunetta con il D. Lgs. 150/2009 e, proprio per questo, a nostro avviso, sarebbe stato necessario, come pure hanno fatto altre AA.CC., richiedere ed ottenere una deroga legislativa. Nulla è stato fatto a tal proposito dal nostro Vertice politico, ed allora la nostra scelta è stata, oggi (2016) come allora (2011), quella di impugnare la Direttiva di fronte al TAR Lazio: nel 2012 ne seguì la sospensione, ora vedremo cosa deciderà il giudice.
Le criticità di questo sistema di valutazione stanno nel frattempo emergendo tutte, qualcuno ci ha fatto anche un dossier. Ma, al di là dei dossier, la domanda è: questo sistema è emendabile? Per noi, no, e da qui il nostro ricorso al TAR.
C’è in primis una questione che dovrà essere utilmente osservata: quanto costa alle casse pubbliche gestire questo sistema di valutazione? L’altro giorno, ci è capitato di leggere il “calendario verifiche” predisposto da un Ente AM di Roma: 6 trasferte del Dirigente valutatore, ciascuna di due giorni, nelle sedi distaccate di Parma, Novara, Porto S. Stefano, Forlì, Bari e Taranto. Immaginiamo i costi legati a queste trasferte, e immaginiamo anche quelli analoghi cui andranno incontro altri Dirigenti valutatori (es. Ente Circoli), per più volte in un anno. Paga sempre Pantalone, alias le casse pubbliche, e dunque alla fine i poveri cittadini italiani.
Un capitolo a sé merita però la questione legata alla c.d. “performance organizzativa” degli Enti del MD, che ha – per definizione – uno stretto legame con la “performance individuale” del dipendente valutando, come peraltro affermato dalla stessa Direttiva a firma della Ministra. Ebbene, nella situazione del MD, la valutazione della performance individuale del dipendente appare del tutto avulsa dal contesto delle missions delle articolazioni organizzative dell’A.D., e anche su questo aspetto riporteremo A.D. in giudizio al TAR.
All’iniziativa da noi suggerita ai lavoratori (vds Notiziario n. 12 del 25.01.2016), di richiedere agli Enti la loro performance organizzativa (poi ripresa da tante RSU/OO.SS. territoriali anche di altre sigle), SMD ha risposto con la nota 31854 del 4.03.2016 (vds Notiziario n. 29 del 12.03.2016, che reca anche la nota SMD e la nostra risposta al riguardo), affermando sostanzialmente che le performance organizzative degli Enti sono state definite all’interno del Tomo II del Piano della performance 2016, ma non possono essere rese pubbliche perché di natura riservata. Spiegazione difficile da digerire: ma se è davvero così, allora, perché il Vertice di AD non ha richiesto, anche per questo, la deroga legislativa per la non applicazione del modello brunettiano nel MD?
Con riferimento sempre alla performance organizzativa, abbiamo letto qualche settimana fa alcune interessantissime considerazioni venute dall’ OIV (Organismo Indipendente di Valutazione) del MD che, con nota prot. n. 421 del 18.03.2016 in risposta ad un quesito di SMD e che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina, ha osservato che la performance organizzativa è “riconducibile alla filiera programmatica” ed è “desumile dagli OBS, OBO, PO e relati relativi indicatori… , definiti con il Piano della performance per i previsti livelli gerarchici della Difesa, anche sovraordinati all’unità organizzativa in cui presta servizio il personale” e che essa si possa evincere “per ogni unità organizzati va, dal complesso degli obiettivi …..”.
Dunque, OIV ritiene che la performance organizzativa sia “desumibile dagli obiettivi definiti da AD con il piano della performance” e che la si possa “evincere per ogni unità organizzativa”. Ciò detto, va allora individuato il soggetto cui è ricondotto l’onere di “desumere” e di “evincere” la performance organizzativa.
Questo soggetto non può ovviamente essere il lavoratore civile valutando che non può certamente nè “desumere” nè “evincere” in proprio, innanzitutto perché l’operazione esorbiterebbe dalle sue incombenze e dal suo perimetro di valutando, ma anche e soprattutto perché quei documenti sono oggi per lui off limits, come afferma la stessa SMD nella sua nota del 3 marzo…
Allora è di tutta evidenza che il soggetto che ha il compito di “desumere” e di “evincere” è interno alla stessa Amministrazione Difesa ed è parte di una sua “filiera programmatica”, e che detto soggetto non può certo sottrarsi a questo suo compito, estremamente rilevante in vista della misurazione e valutazione della performance individuale, in particolare quando è lo stesso lavoratore a chiedere al proprio Dirigente valutatore di conoscere la performance organizzativa, come è successo ad opera di tanti lavoratori civili a seguito della sollecitazione venuta dalla nostra O.S..
Queste nostre considerazioni non risultano affatto peregrine. Sono le stesse considerazioni venute da Stato Maggiore Marina che, con nota di risposta ad uno specifico quesito di un Ente della F.A. formulato a seguito della presentazione da parte di un nostro collega di richiesta al Valutatore di conoscere la performance organizzativa, rispostache pubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina, ha espresso il proprio convincimento sul fatto che, alla luce della nota di OIV sopra richiamata, “l’istanza presentata dal dipendente …… debba trovare accoglimento e che, a tal fine, egli debba essere messo a parte del complesso degli obiettivi e dei discendenti obiettivi dell’unità organizzativa presso cui lavora che, qualora non formalmente codificati, potranno essere coerentemente desunti dall’attività istituzionale dell’Ente”. Una considerazione, quella di SMM, di cui prendiamo atto con vero piacere, anche perché fa comprendere come la precisa e puntuale risposta di OIV al quesito di SMD non ammetta interpretazioni di comodo in merito al diritto del lavoratore di conoscere la performance organizzativa del proprio Ente e del connesso dovere dell’Ente, direttamente o indirettamente, di renderla.
La risposta di OIV al quesito di SMD conferma in ogni caso la solidità e la fondatezza dell’iniziativa che avevamo avviato con il Notiziario n. 18 del 9.0.2016, con il quale la nostra O.S. aveva invitato i colleghi a richiedere al Valutatore la consegna, contestualmente alla “scheda di valutazione”, di informazioni relative alla “performance organizzativa” dell’Ente. Sappiamo già come quella nostra sollecitazione sia stata raccolta da tantissimi colleghi, che hanno presentato in migliaia la specifica richiesta al Dirigente Valutatore, e fatta propria anche da molte RSU ed OO.SS. territoriali, anche di altre sigle. A tutte queste richieste, i Dirigenti Valutatori hanno risposto in massima parte “no”, e lo hanno fatto utilizzando l’ombrello protettivo fornito da SMD che, con la nota 31854 del 4 mar. u.s., aveva negato questa possibilità per supposti motivi di sicurezza.
Ebbene, proprio la sopra richiamata risposta di OIV al quesito SMD ripropone la questione “performance organizzativa” in termini diversi, chiudendo definitivamente, a nostro avviso, l’ombrello protettivo fornito da SMD e ci induce, proprio in previsione delle oramai prossime “verifiche intermedie mediante colloquio” da ultimare entro il 30 luglio p.v., a fornire il seguente, preciso suggerimento a tutti i colleghi.
Invitiamo tutti i lavoratori (sia chi ha già richiesto all’Ente la performance organizzativa ottenendo risposta negativa dal Dirigente Valutatore, sia chi sinora non l’ha ancora fatto) a ripresentare/presentare al proprio Ente l’istanza di cui al facsimile che pubblichiamo come allegato 3 su questa stessa pagina, opportunamente rimodulato con l’esplicito richiamo alla risposta di OIV ad SMD.
Suggeriamo inoltre che l’iniziativa sia gestita individualmente dal lavoratore e non collettivamente da RSU/OO.SS. locali, allo scopo di evitare il rigetto da parte dell’Ente sulla base della motivazione di cui al punto 4 della nota SMD del 4 marzo 2016.
Invitiamo inoltre i lavoratori a richiedere, in occasione del colloquio per la verifica intermedia, che della loro richiesta al Dirigente Valutatore di conoscere la performance organizzativa e della eventuale risposta o non risposta ricevuta, sia fatta espressa menzione nel “verbale” che dovrà riscontrare l’esito della “verifica intermedia mediante colloquio”.
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