Il tavolo istituzionale su Taranto con i SS.SS.SS. De Vincenti e Rossi 19.10.2015
E menomale che la Ministra Pinotti, nel fuggevolissimo incontro avuto con le Rappresentanze del personale civile il 27 luglio u.s. (si veda il nostro Notiziario n. 82/2015), aveva detto che non c’erano risorse per il completamento del piano Brin dell’Arsenale di Taranto, promettendo per il corrente anno solo 1 milione di euro…. E, invece, arriveranno a Taranto tutti i 37 milioni ancora mancanti: lo ha deciso il CIPE (Comitato Interministeriale Programmazione Economica) che, nella riunione preparatoria del 10 u.s., ha deliberato di rendere disponibili le predette risorse per le necessità produttive dell’Arsenale ionico.
Quanto sopra all’interno del “contratto istituzionale di sviluppo per Taranto”, del valore complessivo di 800 mln di € in fase attuale di sottoscrizione, che inizialmente non prevedeva risorse per l’Arsenale. E’ stata la straordinaria battaglia unitaria delle OO.SS. locali e delle RSU dello Stabilimento a traguardare questo importantissimo risultato, prima “imponendo” all’attenzione del Tavolo istituzionale le criticità dell’Arsenale, e poi ottenendo, in seno allo stesso, che una parte degli 800 mln. per Taranto fossero destinati all’ulteriore finanziamento del piano Brin e al rilancio produttivo. Una straordinaria battaglia unitaria condotta da OO.SS/RSU, che ha visto la mobilitazione dei lavoratori e il sostegno delle Istituzioni locali, a partire dal Comune e dai parlamentari locali (si legga in allegato 3 la nota unitaria). E i risultati continuano ad arrivare: un emendamento al DDL stabilità (comma 261 ter) dell’on. Duranti, già approvato alla Camera, porterà a Taranto 1,5 mlm di € per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, da destinare ai servizi di pulizie e manovalanza.
Unità sindacale, costruzione di un fronte largo e coinvolgimento delle Istituzioni: sono le pietre sulle quali è stato costruito questo straordinario successo. Un esempio davvero, che speriamo non rimanga isolato.
A la Spezia ed Augusta, le sedi degli altri due Arsenali, non si registrano accadimenti altrettanto positivi. Non c’è notizia di risorse in arrivo per i due Arsenali, uno dei quali (La Spezia) è situato in terra di Liguria, così cara (anche elettoralmente) alla nostra Ministra Pinotti. Si sperava nella legge di stabilità, ma la speranza sembra essere proprio andata vana, e d’altronde i soldi a Taranto sono arrivati via CIPE e non via Ministero Difesa: abbiamo già ricordato le parole della Ministra Pinotti a Taranto a luglio scorso….
A La Spezia, prosegue la discussione sul ruolo e sul futuro dello Stabilimento locale nel contesto della più generale riorganizzazione degli Arsenali e dei Centri Tecnici della MM, che per la città spezzina, in senso allargato, significa anche il CSSN di San Bartolomeo ed il CIMA di Aulla. In aggiunta, cosa altrettanto importante, è in corso il dibattito relativo alla possibile scelta di Spezia e del suo Arsenale come sede per la demolizione delle unita navali della MM una volta dismesse, che intreccia tra di loro le problematiche produttive dello Stabilimento e quelle ambientali, giustamente attenzionate dai cittadini. Una scelta su cui la FLP DIFESA spezzina ha espresso la propria forte contrarietà, esternandola peraltro in una assemblea del personale, anche in ragione dell’idea a suo tempo prospettate proprio dal Capo di SMM di fare di Spezia e della sua base navale un centro di ricerca, sviluppo e formazione. E in città è oggi in corso una raccolta di firme su una petizione diretta al Sindacao Federici che chiede lo stop del “progetto demolizioni”.
Ad Augusta, invece, l’attenzione è stata attratta dalla notizia che “il bacino GO59, l’unico funzionante, verrà trasferito a MARISTANAV Brindisi”, con le immaginabili negative ricadute in loco.
Il tutto, mentre il riordino dei tre Arsenali e dei Centri Tecnici di MM procede al buio, in assenza di informazioni e di confronto vero con le Parti sociali, come abbiamo avuto modo di denunciare nel nostro Notiziario n. 131 del 9 dic. u.s., che recava in allegato la lettera inviata da FLP DIFESA al Capo di SMM che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.
Una denuncia forte, la nostra, che ha già avuto qualche seguito, tra cui la nota unitaria di OO.SS./RSU Arsenale di Taranto che conferma la nostra denuncia (vds. allegato 2 su questa stessa pagina).
Urge un incontro nazionale, lo ripetiamo, per parlare del riordino Arsenali e di quanto annesso e connesso: piani industriali; assunzioni; risorse; etc..
Baldari (FLP), Angrisano (UIL), Caldaralo (CGIL), Ferri (CISL), l’on. Duranti e Bellangino (RSU) all’uscita dall’audizione alla Camera
Nuova puntata negli sviluppi della “vertenza Taranto”, che si iscrive nel contesto più generale della “vertenza Difesa” che, giorno dopo giorno, sta sempre di più marcando l’iniziativa nazionale: in data 24 u.s., si è tenuta l’audizione in Commissione Difesa della Camera delle Rappresentanze sindacali joniche.
Taranto è la città nella quale si intrecciano nodi storici irrisolti e problematiche più recenti (si pensi, per esempio, alla vicenda ILVA), e nella quale si trova la base della MM più importante d’Italia con 15.000 militari e 3.850 civili, con al suo interno lo storico Arsenale che vive da anni altissime criticità, da tempo denunciate dalle Rappresentanze sindacali locali e nazionali. Ma riepiloghiamo gli antefatti.
Dopo il deludente incontro del 27 luglio con la Ministra (vds. nostro Notiziario n. 82/2015), l’assemblea del 30 luglio con i lavoratori e la successiva riunione con l’Amministrazione Comunale (A.C.) del 10 agosto delle cui risultanze abbiamo dato conto con il Notiziario n. 88, le RSU dell’Arsenale e le OO.SS. territoriali – quelle del Ministero Difesa e quelle afferenti alle aziende private metalmeccaniche e dei servizi – hanno redatto un documento unitario datato 25.08.2015 (che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 3) nel quale, tra le altre cose, chiedevano che la discussione sulla “vertenza arsenale” fosse inserita nella discussione dell’istituito “tavolo istituzionale permanente”, vedesse anche la partecipazione delle Parti Sociali interessate, e che allo stesso tavolo venisse presentato il piano industriale dell’Arsenale in proiezione decennale, con la previsione di nuove attività lavorative e la conferma del suo ruolo pubblico. Dopo il Consiglio Comunale del 28 agosto, che ha recepito in toto le richieste delle Parti sociali, c’è stata il 10.09.2015 la visita a Taranto del Sottosegretario Rossi, di cui abbiamo riferito con il Notiziario n. 95, e l’impegno da lui assunto di fronte alle Rappresentanze locali di dare soluzione alle problematiche rappresentate, che però, ad oggi, non si è ancora concretizzato in nulla, come dimostrano ampiamente le scelte operate dal Governo con il DDL stabilità e dall’A.D. con gli schemi dei DD.LLgs. correttivi in attuazione della delega ex L.244.
In questo quadro ancora molto preoccupante di una lunga storia fatta di impegni disattesi e di crescenti criticità, si è celebrata martedì 24 u.s. l’ultima importante puntata: su espressa richiesta dell’on. Duranti, la Commissione Difesa della Camera ha audito le Rappresentanze sindacali locali (per noi, Pasquale Baldari, nella sua veste di Coordinatore Territoriale di Taranto) che hanno innanzitutto illustrato, e poi anche consegnato, il documento unitario appositamente redatto che pubblichiamo su questa pagina in allegato 1, e successivamente hanno risposto a tutte le domande dei parlamentari mettendo uno dietro l’altro le questioni che connotano e danno sostanza alla “vertenza Taranto”: l’esigenza di mettere a punto un piano industriale associato al riordino dell’Arsenale; la contestuale esigenza di accompagnarlo con un piano straordinario di assunzioni che assicurino il turnover e con piani di formazione ad hoc, in un contesto di concreta civilizzazione; la cronica carenza di risorse e la necessità inderogabile di reperirne di certe ai fini dell’auspicato riefficientamento dell’Ente e per sostenere le spese di esercizio, anche con riferimento all’indotto privato; l’urgenza di dare risposte chiare sul futuro dello Stabilimento, anche in relazione alle sollecitazioni venute dalla Corte dei Conti, risolvendo in primis l’insanabile contraddizione (internalizzazioni o esternalizzazioni di servizi e lavorazioni?) esplosa dopo la pubblicazione del Libro Bianco nel raffronto con le previsioni del D.Lgs. n. 8/2014; infine, le notevoli opportunità per l’A.D. assicurate dalla partecipazione attraverso lo stesso Sottosegretario Rossi al tavolo istituzionale. Argomentazioni e proposte tutte condivise dalla Commissione Difesa, che ha assicurato il proprio impegno by-partisan teso a ricercare le più idonee soluzioni, proprio a partire dalla legge di stabilità 2016. Lo speriamo davvero: per questo seguiremo gli sviluppi dell’iter parlamentare e ne riferiremo ai colleghi.
In allegato 2, la dettagliata nota in merito all’’audizione diffusa dal nostro Coordinamento Territoriale; in allegato 4, il resoconto del dibattito avvenuto nella Commissione Difesa del 25.11.2015 dopo l’audizione delle Rappresentanze di Taranto.
Una suggestiva immagine notturna dell’Arsenale di La Spezia
Il 1° Reparto di SMM, come da noi richiesto, ha inviato alle OO.SS. nazionali gli schemi di Decreti Ministeriali recanti la nuova struttura e il nuovo organigramma degli Arsenali di Taranto, La Spezia e Augusta (che pubblichiamo su questa stessa pagina allegato 2) a seguito riorganizzazione ex art.2259-sexies introdotto dal D. Lgs. n. 8/2014, che, come già avvenuto per il riordino dei Poli dell’Esercito, risultano nei decreti definiti solo sino al primo livello (Reparto), lasciando la definizione delle strutture a valle (Sezioni; Nuclei; etc.) a successivi provvedimenti del Capo di SMM, il che offre naturalmente maggiore flessibilità al sistema.
Ricordiamo brevissimamente le tappe a tutt’ oggi di questo processo. In avvio, la presentazione in data 13.11.2014 alle OO.SS. naz. del primo progetto elaborato da SMM-1° Rep., rispetto al quale esprimemmo subito alcune valutazioni critiche: l’insufficiente civilizzazione, la “militarizzazione” di alcuni settori strategici (lavorazioni in primis), la mancanza di piani industriali, etc.. Quindi, l’incontro del 30 aprile u.s. con il Cte Logistico MM e l’annunciata rivisitazione dell’originario progetto di riordino degli Arsenali, che si è poi tradotto nella ridefinizione degli assetti dei tre Arsenali con le nuove articolazioni organizzative e anche le relative posizioni a valle dei Reparti (qui ripubblicati, allegato 3), che hanno costituito la base di avvio dei confronti locali. Infine, la riunione nazionale del 15 luglio u.s. – l’ultima in ordine di tempo – che è servita a fare il punto di situazione sulla riorganizzazione, anche con riferimento agli sviluppi dei confronti locali in itinere (si veda il Notiziario n. 78 di pari data).
In ordine agli schemi di DM pervenuti dal 1° Reparto, dobbiamo innanzitutto osservare che, a differenza di quanto avvenuto per il riordino dei Poli dell’Esercito, lo SMM ha inviato alle OO.SS. gli schemi dei provvedimenti. Nel merito, e di nuovo nel raffronto con il recente riordino dei Poli, non possiamo non osservare che, pur nel contesto di una ancora non sufficiente civilizzazione, l’attribuzione di incarichi apicali a personale civile appare negli Arsenali MM significativamente superiore (si vedano gli allegati C: 8 su 16 ad Augusta; 7 su 15 a La Spezia e 7 su 16 a Taranto). Significative ci appaiono anche le scelte relative al Vice Direttore (un Dirigente civile) e la previsione di cui al comma 6 dell’art. 3, scelte che SME, nonostante le nostre ripetute sollecitazioni, non ha voluto operare nel riordino dei Poli, e senza motivazioni. Ovviamente si tratterà di gestire bene queste opportunità e queste situazioni, ma è importante che il DM li preveda. Rimangono poi per intero le nostre forti preoccupazioni sull’assenza attuale di piani industriali, di investimenti e di turnover, e gli interrogativi sul futuro degli Enti anche alla luce delle esternalizzazioni previste dal Libro Bianco (art.280). Per questo, il confronto sul riordino degli Arsenali deve proseguire.
C’è un punto sul quale vorremmo però richiamare all’attenzione dei colleghi. E’ di tutta evidenza che, a fronte di un DM che struttura l’Ente sino a livello di Reparto, la vera partita, anche in termini di civilizzazione, si giocherà nella configurazione a valle (Sezioni, Nuclei, etc.) che verrà stabilita con provvedimento del Capo di SMM. A tal proposito, ricordiamo che il 1° Reparto ha inviato le proprie proposte alle Direzioni Arsenali a maggio u.s. (vds. allegato 3), e che a seguire si sono aperti i confronti locali di merito, nei quali le OO.SS. e le RSU hanno espresso osservazioni, rappresentato preoccupazioni e posizioni critiche, e anche avanzato proposte, rispetto alle quali però, allo stato, non è ancora dato conoscerne gli sviluppi e/o le risultanze (per fare un esempio, ad Augusta il Direttore pare si sia rifiutato di redigere un resoconto). Occorre allora che la partita dei confronti locali vada urgentemente ripresa e anche rapidamente conclusa, dando trasparenza agli approdi conseguiti sia in termini di posizioni condivise sia registrando le eventuali posizioni diverse, al fine di fornire al livello nazionale (SMM e OO.SS.) gli elementi necessari per l’ultima tappa di questo fondamentale riordino.
Con queste premesse, abbiamo inviato al Capo del 1° Reparto di SMM la lettera che pubblichiamo di seguito in allegato 1.
La riunione di stamattina a Palazzo Marina con SMM-1° Reparto è servita a fare il punto di situazione sull’impegnativa riorganizzazione degli Arsenali M.M., prevista dall’art. 2259-sexies del COM.
Ricordiamo brevissimamente le tappe ad oggi di questo processo: in avvio, la presentazione in data 13 novembre 2014 alle OO.SS. nazionali del primo progetto elaborato da SMM-1° Reparto, rispetto al quale esprimemmo subito alcune valutazioni critiche: l’insufficiente civilizzazione, la “militarizzazione” di alcuni settori strategici (lavorazioni in primis), la mancanza di piani industriali, etc.; quindi, il fallimento del tentativo di trovare una sponda sui tavoli locali, atteso che dal primo tavolo locale, quello di Augusta, emerse una durissima posizione unitaria di RSU e OO.SS. terr., che indusse la F.A. a rivedere il progetto. In ultimo, l’incontro del 30 aprile u.s. con il nuovo Comandante Logistico della MM e l’annunciata rivisitazione da parte di MARICOMLOG dell’originario progetto di riordino degli Arsenali, che ripubblichiamo su questa stessa pagina, e che si è poi tradotto nella ridefinizione del progetto di riorganizzazione dei tre Arsenali con le nuove articolazioni organizzative e le relative posizioni, che, inviate a fine maggio alle tre Direzioni, hanno costituito la base di avvio dei confronti locali.
Delle prime risultanze di detti confronti locali, abbiamo già riferito nel Notiziario n. 73 del 6 u.s.: a fattor comune per tutti e tre gli Arsenali (si veda:Taranto, nota unitaria 22 giu.; La Spezia, nota RSU 7 lug; Augusta, vnota RSU 14 lug, tutte pubblicate su questa stessa pagina), sono emersi dal fronte sindacale giudizi critici sugli assetti prospettati, forti preoccupazioni sull’assenza di piani industriali, di investimenti e di turnover, e molti interrogativi sul futuro degli stessi Enti anche alla luce delle previsioni di esternalizzazioni di lavorazioni e personale del Libro Bianco. Posizioni che ben comprendiamo, atteso che hanno costituito l’asse portante delle rivendicazioni di questi mesi della nostra O.S., come è desumibile dalla lettura dei diversi nostri Notiziari sul tema Arsenali, e che peraltro, nella riunione odierna, abbiamo riproposto pari pari allo SMM.
Noi pensiamo che passi in avanti – anche significativi – rispetto al primo progetto di riordino di SMM siano stati fatti di sicuro, di questo diamo atto alla FA, ma permangono purtroppo ancora punti critici. In primis, vi è la necessità di comprendere bene, oltre alla mission generale, anche le mission specifiche di ciascun Arsenale, che giustificano quella fisionomia e quell’organigramma, in una parola il c.d. “piano industriale” che andrà a sostenere il progetto di riordino, che è bene esplicitare anche perché non potrà non trovare posto nei decreti ministeriali di struttura; in secondo luogo, vi è l’esigenza di implementare il numero e le posizioni apicali civili all’interno di alcuni settori, in primo luogo il Reparto manutenzioni navali e il Reparto commerciale/lavorazioni esterne, troppo militarizzate, che a nostro avviso assumeranno una posizione strategica nei futuri gli Arsenali; in terzo luogo, vi è la necessità di proseguire il confronto sui tavoli locali, magari con una maggiore disponibilità da parte dei Dirigenti, alcuni dei quali hanno dato l’impressione di non dare il giusto rilievo alle richieste di OO.SS./RSU.; infine, vi è necessità di avere risposte, in primis politiche, su una serie di questioni (turnover; risorse disponibili; formazione; internalizzazioni; piani Brin; etc.), che appaiono decisive per il buon esito della riordino.
SMM ha preso atto delle nostre argomentazioni, ed ha confermato il proprio intendimento di procedere in avanti nel percorso di riordino, anche attraverso un maggiore coinvolgimento del Sindacato. Questa la road map: SMM rivedrà il progetto di riordino di COMLOG anche alla luce di quanto emerso sinora sui tavoli locali, e ce lo invierà per un’ ultimo esame; contestualmente, A.D. procederà alla messa a punto degli schemi dei DD.MM. (struttura sino a livello di Reparto), che abbiamo chiesto vengano inviati alle OO.SS.; a chiudere, gli o.d.g. del CSMM, con l’assetto a valle dei Reparti, che auspichiamo condiviso.
Un’ incontro, quello di oggi, certo utile, in attesa delle indifferibili e urgenti risposte politiche.
22.06.2015 -cambio di direzione all’Arsenale di Taranto
Lo Stato Maggiore Marina-1° Reparto, con email del 30 giugno u.s., ha anticipato alle OO.SS. nazionali il proprio intendimento di mettere in agenda per metà luglio la riunione nazionale che dovrebbe chiudere il confronto di doppio livello con le Parti sociali sulla riorganizzazione dei tre Arsenali in attuazione di quanto previsto dall’art. 2259-sexies del COM introdotto dal D.Lgs. n. 8/2014. Molto opportunamente, la email di MARISTAT precisa che la riunione conclusiva nazionale sul progetto Arsenali verrà posta “a valle della condivisione dello stesso a livello locale”, che rappresenta in un qualche modo un impegno estremamente significativo della FA ed evidenzia in modo chiaro la sua volontà di far procedere il riordino in modo condiviso con le Parti sociali, il che non può che essere molto apprezzato dal Sindacato tutto. Se questo è l’intendimento, occorre allora interrogarsi sul merito delle questioni e sulle prime risposte che stanno arrivando dal livello locale, dove si stanno effettuando in questi giorni i confronti.
Come già ricordato in un nostro precedente Notiziario, la base di partenza dei confronti locali sono i nuovi “organigrammi” degli Arsenali di Taranto, La Spezia ed Augusta, per come ridefiniti da MARICOMLOG a seguito di “ulteriori approfondimenti” dopo la unanime bocciatura, venuta da OO.SS. ed RSU di Augusta, della prima bozza di riordino di SMM conseguente alla riunione nazionale del 13.11.2014 (Notiziario n. 118), a seguito della quale bocciatura la MM aveva deciso molto opportunamente di soprassedere all’avvio dei tavoli a Taranto e Spezia. Era stato lo stesso amm. Marzano, Cte Logistico, a darne notizia alle OO.SS. nell’incontro del 30 aprile u.s. (vds. Notiziario n. 45), nel quale la nostra O.S. aveva segnalato l’utilità di un nuovo incontro nazionale prima di partire con i tavoli locali di confronto, anche per comprendere bene la mission specifica dei tre Stabilimenti e per definire alcune scelte di “civilizzazione”, a fattor comune per tutti e tre gli Arsenali, in linea con le previsioni ex art. 1 D. Lgs. 7/2014. E questo anche per poter avere una base condivisa di partenza dal livello nazionale , in previsione del secondo e certamente più importante passaggio, i tavoli locali con le OO.SS. e le RSU, chiamate a definire, negli aspetti più specifici, la configurazione e l’organizzazione dei tre Arsenali. Questa opzione è stata respinta da SMM, che ha scelto di andare direttamente ai tavoli locali. Bene, anzi male dal nostro punto di vista, in ogni caso proviamo a vedere cosa sta avvenendo nei confronti locali.
Partiamo dall’Arsenale certamente più importante, quello di TARANTO. Ebbene, dopo aver preso visione del nuovo organigramma proposto da COMLOG, le OO.SS. (tranne CISL) e le RSU hanno diffuso una nota datata 22 u.s. (che pubblichiamo su questa stessa pagina) che esprime e motiva un “grave disappunto”, che ha pure registrato “la convinta adesione” del Sindaco della città jonica, che ha già scritto una lettera molto preoccupata alla Ministra Pinotti, pubblicata anch’essa su questa pagina. Invitiamo tutti a leggere la interessante nota unitaria delle OO.SS./RSU di Taranto, vi si troveranno posizioni molto vicine – per non dire quasi coincidenti – con quelle da noi espresse nel Notiziario n. 60 del 12 giugno 2015.
Ad Augusta, dopo aver registrato alcuni passi in avanti rispetto alla prima proposta di SMM subito bocciata da OO.SS./RSU (ripubblichiamo sul nostro sito la nota congiunta di fine gennaio 2015), la RSU dell’Arsenale, con propria nota del 1 luglio, ha invocato chiarimenti e chiesto un tavolo tecnico, già fissato il 10 p.v., segno evidente che qualche problemino c’è. A La Spezia, infine, la richiesta che sta crescendo, comune agli altri due Arsenali, è quella di “più civilizzazione” rispetto alle previsioni di SMM/COMLOG, ed è possibile che, come su Taranto, si saldi una posizione sindacale unitaria e che vengano investite anche le Istituzioni Locali. Dunque, come si vede, una situazione in movimento che, allo stato delle cose, non appare però orientata verso una piena condivisione del progetto Arsenali messo a punto dalla MM.
Su questa stessa pagina, pubblichiamo il msg. di MARICAPITALE del 25 u.s. sull’utilizzo in missione delle strutture di ROMA.
L’amm. P.L. Ricca, Capo 1° Rep SMM, con l’ex Capo SMM amm. Binelli Mantelli (a sx)
Con nota n. 34503 del 22 mag. u.s., SMM-1° Reparto ci ha comunicato i nuovi “organigrammi” degli Arsenali di Taranto, La Spezia ed Augusta, per come ridefiniti da MARICOMLOG a seguito di “ulteriori approfondimenti” , dopo la unanime bocciatura, venuta da OO.SS. ed RSU di Augusta, della prima bozza di riordino conseguente alla riunione nazionale del 13.11.2014 (vds. Notiziario n. 118), a seguito della quale bocciatura la MM aveva deciso opportunamente di soprassedere all’avvio dei tavoli a Taranto e Spezia.
Come si ricorderà, era stato lo stesso Ctomandante Logistico della M.M. a darne notizia alle OO.SS. nell’incontro del 30 apr. u.s. (vds. Notiziario n. 45), nel quale la nostra O.S. aveva segnalato l’utilità di un nuovo incontro nazionale prima di partire con i tavoli locali di confronto, anche per comprendere bene la mission specifica dei tre Stabilimenti e per definire alcune scelte di “civilizzazione” a fattor comune per tutti e tre gli Arsenali, in linea con le previsioni ex art. 1 D. Lgs. 7/2014. E questo anche per avere una base di partenza condivisa, in previsione del secondo e certamente più importante passaggio, i tavoli locali di confronto con le OO.SS. Terr. e le RSU, chiamate a definire, negli aspetti più specifici, la configurazione e l’organizzazione dei tre Arsenali. Questa opzione, non osteggiata nella riunione del 30 aprile né dal Cte Logistico né dalle sigle presenti, ha registrato evidentemente il “niet” di SMM, che ha scelto di andare direttamente ai tavoli locali. Vedremo se, alla fine, questa decisione agevolerà o piuttosto rallenterà i percorsi locali di confronto, comunque già avviati il 27 mag. a Taranto e Augusta e il 5 u.s. a La Spezia, e che proseguiranno nei prossimi giorni (SMM vorrebbe chiudere entro giugno……).
Attenderemo, come è giusto che sia, e con grande interesse, le risultanze dei confronti locali, rispetto ai quali vogliamo però proporre alcune questioni che stanno, a nostro avviso, a monte e ne fanno in un qualche modo da sfondo.
L’art. 2259-sexies del COM introdotto dal D.Lgs. n. 8/2014, nel disporre il riordino degli Arsenali, prevede “l’avvio di un processo di internalizzazione di servizi e di lavori”, “piani di ricognizione dei servizi e dei lavori esternalizzati, nonché di analisi, individuazione e classificazione di settori di spesa improduttiva” per determinare quote crescenti di internalizzazioni, i cui “risparmi sono destinati al sostegno delle attività produttive e all’efficientamento degli Enti”. Siccome la norma è nata attraverso i confronti con le OO.SS. Naz. di luglio 2013 sui decreti attuativi L.244 ed è stata concepita come connessa al riordino, pensiamo che vada operata in loco una disamina preliminare.
Il Libro Bianco (para. 280), viceversa, prevede che “sarà esplorata la possibilità che l’industria possa assorbire alcunestrutture tecnico-industriali della Difesa e, grazie a specifiche norme, il relativo personale” : dunque esternalizzazioni. E’ urgente allora capire, prima di ogni discussione, se si internalizza o si esternalizza.
Le proposte di riordino di SMM non sono legate ad alcun piano industriale e a mission specifiche di Ente: come si fa allora, in queste condizioni, a comprendere l’impatto di organigrammi e numeri?
Le proposte di SMM appaiono totalmente inadeguate sotto il profilo della c.d. “civilizzazione”, in particolare nei settori tecnici degli Stabilimenti, oggetto di una palese e pesantissima militarizzazione.
Gli Arsenali MM sono gestiti da COMLOG, che tra sei mesi potrebbe non esistere più in quanto il Libro Bianco prevede la costituzione di COMLOG DIFESA. Ha senso, allora, oggi, portare a compimento una operazione dall’orizzonte molto indefinito? Siccome, a differenza dell’ E.I. che sta completando in questi giorni il riordino dei Poli, la MM è andata davvero molto a rilento, val la pena oggi di accelerare?
Noi pensiamo che, a monte dei nuovi organigrammi, sia necessario affrontare in loco queste questioni.
Pubblichiamo sul nostro sito per l’utile conoscenza dei colleghi interessati: la delibera Corte Conti sull’indagine condotta sugli Arsenali MM, accompagnata da una nostra breve nota di sintesi; il msg di COMLOG su nuove risorse per i servizi di pulizia; il piano dismissioni navi MM e un articolo de IL FATTO QUOTIDIANO.
Doveva essere un semplice “incontro conoscitivo” quello del Comandante Logistico della M.M., almeno così era stato presentato dalla SMM-1° Reparto in sede di convocazione della riunione di stamane. E, invece, dobbiamo dare atto all’amm. Donato Marzano, che da marzo scorso è il nuovo Comandante Logistico della MM in sostituzione dell’amm. S. Tortora, dopo la formale presentazione di avvio, di essere andato subito alla sostanza dei problemi, in particolare quelli afferenti al riordino degli Arsenali e dei CC.TT.
Dopo aver brevemente illustrato i compiti assegnati al settore logistico della F.A e indicato le linee essenziali cui intende riferirsi lungo tutto il corso del suo incarico (maggiore efficienza a tutta l’organizzazione; massima trasparenza delle attività; grande attenzione per il personale di MM), l’amm. Marzano ha affrontato la “questione Arsenali” , e cioè il riordino in attuazione dell’art. 2259-sexies introdotto dal D. Lgs. n.7/2014, informando le OO.SS., nell’occasione a tavolo unito, che il suo Comando è attualmente impegnato nella rivisitazione della configurazione organizzativa e nella definizione delle tabelle organiche degli Arsenali, anche parzializzate per i tre Stabilimenti (Taranto; La Spezia e Augusta), con alcune significative modifiche rispetto a quelle comunicate inizialmente da SMM. Questo lavoro sarà pronto presumibilmente entro il 20 maggio p.v., e a seguire si aprirà la fase di approfondimento anche attraverso i confronti con il Sindacato. Infine, l’amm. Marzano ha fatto un punto di situazione sui c.d. “piani Brin”, che presentano gravi ritardi nella ipotizzata tabella di marcia (più a La Spezia, rispetto a Taranto e Augusta) nel quadro di una situazione infrastrutturale complessiva che desta molta preoccupazione, ed ha evidenziato che occorrerebbero 108 mln. di euro circa per completarli.
E’ poi seguito il consueto giro di tavolo. Nel suo intervento, FLP DIFESA ha innanzitutto ricordato come, nel corso del primo (e sinora unico) incontro nazionale che ha avviato la road map convenuta con il 1° Reparto di SMM sul riordino degli Arsenali, la nostra O.S. espresse un’ opinione critica sul progetto di riordino consegnato in quella sede alle OO.SS., che ripubblichiamo su questa pagina insieme con la nota successiva di MARISTAT. In quella circostanza, in merito al modello organizzativo disegnato nel documento (solo caselline vuote, senza contenuto in merito a pp.pp./incarichi), la nostra O.S. espresse l’avviso circa “la genericità della configurazione tipo e degli organici, che sono riferiti solo ai numeri complessivi e senza alcun dettaglio relativo ai ruoli e agli incarichi del personale civile. E’ dunque chiaro che, sulla base delle comunicazioni dello SMM che appaiono allo stato solo delle buone e condivisibili intenzioni, non sia possibile esprimere alcuna valutazione di merito, né ritenere avviato in modo soddisfacente la prima tappa di questo importantissimo riordino” (si veda il Notiziario n. 118 del 13.11.2014). E’ del tutto evidente come sperassimo in una seconda riunione di livello nazionale, in cui fosse possibile scendere più nel dettaglio del modello organizzativo base dei futuri Arsenali e definirne meglio la “configurazione tipo” e gli “organici”, in modo più rispettoso delle previsioni ex art. 1 D.Lgs. 7/2014 sugli impieghi civili che apparivano totalmente disattese. Ma oltre a sperarlo, pensavamo che una seconda riunione, con le finalità di cui sopra, agevolasse al massimo il percorso di riordino degli Arsenali MM allo scopo, in linea con quanto avvenuto per il riordino dei Poli Esercito, di fissare configurazione base, organico e incarichi apicali il che, proprio perché convenuto sul tavolo nazionale, costituisse punto di partenza condiviso in previsione del secondo e più importante passaggio, quello relativo ai tavoli locali di confronto con le Rappresentanze sindacali locali e le RSU, chiamate a definire, negli aspetti più specifici, gli elementi di organizzazione dei tre Arsenali. E, invece, come noto, questo secondo tavolo alla fine non s’è fatto, e non lo si è fatto perché SMM ha considerato esaurito il confronto nazionale di avvio del percorso di riordino degli Arsenali MM, e questo anche per il sostanziale via libera espresso da altre sigle sindacali, circostanza questa ribadita anche nel corso della riunione odierna da parte di SMM presente all’incontro.
Come era facile immaginare, però, i confronti locali non hanno imboccato la strada immaginata da SMM. Il primo (e per ora unico) confronto locale avviato, quello di Augusta, si è malamente interrotto subito, con una durissima presa di posizione unitaria delle RSU e di tutte le OO.SS. territoriali (che ripubblichiamo su questa pagina), che hanno respinto al mittente il progetto di riordino di quell’Arsenale in quanto appariva evidente, agli occhi di tutte le OO.SS./RSU, quanto da noi più volte denunciato e cioè il tentativo di SMM di costruire le condizioni per l’affidamento a personale militare dei posti e degli incarichi più importanti, soprattutto quelli che fanno riferimento alla parte lavorazioni, con la collocazione in posizione secondaria dei lavoratori civili.E, verosimilmente, il brutto avvio di Augusta ha consigliato la F.A. a non dare il via agli altri due confronti locali (Taranto e La Spezia) e di rivedere il quadro generale, cosa che COM LOG sta ora facendo. A nostro giudizio, appare di tutta evidenza la necessità di riprendere le fila sul livello nazionale sul progetto del modello arsenalizio base, prima di dare il via agli imprescindibili confronti locali e al solo scopo di rendere più agevole il lavoro di quei tavoli con riferimento alle specificità di ciascun Ente. Proprio per questo, FLP DIFESA ha chiesto che, una volta completato il lavoro di COM LOG, sia fissato con sollecitudine un incontro di livello nazionale prima di dare il via ai confronti locali, posizione questa che è stata condivisa anche da altre sigle, e rispetto alla quale la F.A. si è riservata una risposta.
Nel suo intervento, FLP DIFESA ha anche posto alcuni interrogativi di carattere più generale. In primis, quale sarà il veicolo normativo che recepirà il riordino degli arsenali: un Decreto Ministeriale, come prevede il D.Lgs. n. 7/2014, o invece più semplicemente un provvedimento del Capo SMM come previsto dallo schema di regolamento modificativo del TUOM che è stato inviato alle OO.SS il 31 marzo u.s. (che ripubblichiamo su questa pagina), e rispetto al quale FLP DIFESA ha richiesto al Gabinetto un incontro (solo noi?). In secondo luogo, la quantità di provvedimenti di riordino previsti dallo schema di regolamento modificativo sopra richiamato, che interessa tanti Enti della MM (Maricommi; Infermerie; Servizio Fari e segnalamenti; etc. etc.), il cui iter è stato avviato senza un incontro preliminare tecnico con SMM, e rispetto al quale abbiamo richiesto al Gabinetto un incontro (stessa domanda di prima: solo noi?). E, soprattutto, le novità disegnate nel “Libro Bianco”, che prevedono l’affidamento di tutti i poli manutentivi al costituendo Comando Logistico della Difesa, e cioè a livello interforze, e “la possibilità che l’industria possa assorbire alcune strutture tecnico-industriali della Difesa e, grazie a specifiche norme, il relativo personale..” (testuale). Dunque, un quadro di situazione nuovo, che pone molti interrogativi, che non potevano ovviamente trovare risposta su un tavolo tecnico quale quello di oggi con il Cte Log. Attendiamo dunque l’incontro richiesto al Gabinetto, sperando di non essere stata l’unica OS. a farlo.
Nell’incontro odierno si è anche discusso, come da noi richiesto con nota del 14 u.s. a SMM, delle problematiche legate alla pulizia, esplose in molti Enti MM (Roma, Ancona, etc.) ma in primis negli Arsenali di Taranto, Spezia e Augusta, e dovute al taglio nei finanziamenti operato da SMM con conseguenti vertenze da parte delle OO.SS. del personale delle ditte private. A tal proposito, l’amm. Marzano ha assicurato che il problema è seguito con la massima attenzione da COM LOG. Per risolvere definitivamente il problema, occorrerebbero circa 5/600mila €, allo stato non disponibili. Pur tuttavia, con il prossimo assestamento di bilancio, dovrebbero essere rese disponibili somme importanti da destinare al reintegro dei fondi tagliati, ancorchè in misura ancora parziale. Per chiudere sull’argomento, aggiungiamo che in data odierna si è tenuto a Roma un incontro tra Amministrazione Difesa e le OO.SS. di categoria del personale delle imprese di pulizia, i cui esiti non ci sono allo stato ancora noti.
In conclusione, un incontro sicuramente positivo quello di oggi con il Comandante Logistico della MM, che siamo sicuri è servito a chiarire le posizioni e che auspichiamo possa essere stato utile a rilanciare in modo positivo e costruttivo il confronto con la F.A. sul riordino degli Arsenali.
Infine, informiamo i colleghi che siamo a conoscenza di una importante deliberazione della Corte dei Conti sugli esiti dell’indagine condotta da alcuni magistrati istruttori avente per oggetto: “Processi di razionalizzazione e valorizzazione degli arsenali militari gestiti dal M.D.”.Ne riparleremo a breve.
In alcuni Enti importanti della Marina (Roma, Ancona, etc.) e in primis negli Arsenali, è esploso recentemente il problema legato alla mancata pulizia dei locali, che è precipitata al di sotto dei livelli minimi di guardia, come peraltro segnalato da alcune RSU che, per tamponare l’assurda situazione che si è venuta a creare, hanno addirittura invitato i colleghi a provvedervi eccezionalmente in prima persona.
Una situazione incredibile, originata dai tagli operati dalla F.A. nei finanziamenti alle imprese di pulizia. Diamo uno sguardo, seppur veloce, a quanto sta accadendo nelle tre basi più importanti della Marina Militare.
A Taranto, è in atto lo stato di agitazione del personale delle imprese di pulizie che si sono visti ridurre gli stanziamenti da parte della M.M. dai 4,2 mln. di euro del 2012 a sotto 1 mln., il che ha comportato il taglio delle prestazioni che dal 1 maggio p.v. arriverà a meno il 34%. Una situazione gravissima, che è già sfociata in una rumorosa manifestazione dei lavoratori di fronte alla sede del CDO MARINA SUD, ed è stata anche oggetto di interrogazione parlamentare con risposta del Governo, che pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato 2. A La Spezia, lavoratrici in vertenza a causa della contrazione pari al 50% delle ore di lavoro delle cinquanta operatrici della ditta di pulizie che opera in Arsenale, dovuta ai tagli operati dalla Marina dopo l’aggiudicazione. Della vicenda si sta occupando anche l’Amministrazione Comunale spezzina, che il 10 aprile u.s. ha convocato una riunione cui ha partecipato anche un esponente della MM. Ad Augusta, infine, la situazione appare ancor più critica, i tagli si aggirerebbero intorno al 75%, e per questo la ditta P.T.S. srl che gestisce il servizio di pulizia e sanificazione negli Enti MM della Sicilia, ha comunicato alle OO.SS. che a fine aprile abbandonerà l’appalto e licenzierà i 96 lavoratori oggi impiegati. Anche qui i Sindacati del settore hanno dichiarato lo stato di agitazione dei lavoratori e il Comando Marittimo Autonomo della Sicilia è stato messo in mora.
Dunque, come si può ben comprendere, una situazione gravissima, che mette anche in luce le responsabilità che ricadono su datori di lavoro, Organi di controllo nei singoli Enti, Uffici di Prevenzione e Protezione e sui Medici competenti. Una situazione peraltro figlia delle improvvide scelte di esternalizzazione dei servizi operate anni fa dall’A.D. e da MM, che avevano ipotizzato minori costi che invece, nei fatti, sono poi addirittura cresciuti!!!! E oggi, invece di tagliare altre voci (pensiamo solo alle ingenti risorse impegnate negli “straordinari”) che fanno anche capo a sprechi inaccettabili e a privilegi borbonici tuttora vigenti, si operano ulteriori tagli sui servizi mettendo nella disperazione i lavoratori e le loro famiglie. Inaccettabile e, per certi versi, anche immorale. Di fronte a questo stato di cose, la nostra O.S. ha inviato a SMM la lettera che qui pubblichiamo come allegato 1.
L’occasione è utile per una ulteriore puntatina sulla spinosa vicenda legata al riordino degli Arsenali MM. Breve sintesi delle puntate precedenti: dopo l’unico incontro di livello nazionale sulla proposta di riordino di MARISTAT (12.11.2014, vds. Notiziario n. 118) che la nostra O.S. non ha condiviso in molte parti, SMM ha deciso comunque di andare avanti. Ma il primo (e per ora unico) confronto locale, quello di Augusta, si è concluso negativamente, in quanto tutte le OO.SS. e le RSU hanno respinto al mittente la proposta di riordino in quanto ritenuta molto “militarizzante” e con zero aperture sul fronte del lavoro civile. Dopo di che buio pesto, non abbiamo notizia di incontri locali già fissati né a Taranto né a Spezia.
A tal riguardo, siamo sempre convinti della necessità di riprendere il confronto nazionale prima di avviare quelli locali, e pensiamo sia il caso, di fronte alle criticità emerse ad Augusta e alle dure critiche venute anche da altre OO.SS., di riflettere tutti attentamente per poter trovare le più idonee soluzioni.
Nel frattempo, nello schema modificativo del TUOM inviatoci dal Gabinetto (che pubblichiamo come Allegati 3, 4 e 5), è previsto che le determinazioni sull’ordinamento degli Arsenali vengano poste direttamente in capo al Capo di SMM. Anche per questo, abbiamo scritto al Gabinetto la nota allegata con la quale abbiamo chiesto un incontro (vds. allegato 6)
E’ finalmente partito, nella giornata di ieri, il confronto sul riordino degli Arsenali della Marina. Come si ricorderà, il problema legato al riordino e al riefficientamento di questi Enti ritenuti strategici dalla stessa A.D., è una delle questioni che hanno caratterizzato l’iniziativa del Sindacato da qualche anno a questa parte. Dopo la fallimentare riforma Andreatta della seconda metà degli anni novanta, e dopo i tentativi anch’essi falliti connessi al lavoro dei gruppi di studio istituiti nel triennio 2007/2009 (CAID e CRAMM), la questione era di fatto scomparsa dall’agenda delle relazioni sindacali, anche a causa di difficoltà oggettive, prima fra tutto la carenza di risorse e di turnover. La questione è stata in un qualche modo rilanciata dalla previsione di cui all’art. 12 del D. Lgs. n. 8 attuativo della L. 244/2012 (art. 2259-sexies – Enti dipendenti dai Comandi Logistici di F.A.), che reca novità significative in tema di internalizzazioni. Anche per questo, la nostra O.S., all’indomani dell’entrata in vigore del D. Lgs. n. 8, chiese a più riprese allo SMM l’avvio del confronto, la cui road map fu poi definita nella riunione dell’8 mag. u.s. (Notiziario n. 49), rispetto alla quale la riunione di ieri ne costituisce di fatto la tappa di avvio.
In apertura di riunione, il Capo del 1° Reparto, amm. P.L. Ricca, ha indicato le linee portanti di questo riordino, che sono illustrate nel documento consegnato alle OO.SS. che pubblichiamo su questa stessa pagina, che è articolato in più capitoli: obiettivi; situazione attuale; dimensionamento; modello organizzativo e organici.
Nel suo intervento, la nostra O.S. ha dato innanzitutto atto allo SMM del rispetto sostanziale degli impegni assunti con il Sindacato, e ha ricordato la centralità di questi riordini che, al pari di quelli dei Poli dell’esercito, appaiono davvero strategici nel riordino complessivo delle FF.AA. Ha quindi lamentato la “genericità” della proposta esplicitata da SMM, che ci sembra entri poco nei dettagli. Per quanto attiene gli obiettivi, noi li condividiamo in pieno, il problema è in che modo e con quali risorse quegli obiettivi possano essere raggiunti, ma di questo il documento dello SMM dice davvero poco; sulla c.d. “scuola allievi operai” (occorrerà cambiare nome, atteso che la categoria “operai” è stata superata con la L.312/1980), siamo stati d’accordo sin dal primo momento con l’idea del Capo di SMM, occorre però anche qui comprendere bene gli strumenti normativi da utilizzare (L. 78/2014 c.d. “Poletti” sulla riforma dell’apprendistato?), i percorsi operativi e, infine, gli sbocchi occupazionali effettivi. Per quanto attiene le “criticità”, ne condividiamo l’elenco, in particolare per quanto attiene il blocco del turnover e la necessità di superarlo: a tal riguardo, un po’ di ossigeno arriverà dalle assunzioni già autorizzate dalla FP di n. 166 funzionari, di cui 58 tecnici (si veda il Notiziario n.117), ma FLP DIFESA pensa da tempo che sia essenziale, per il riefficientamento dell’area industriale, un piano straordinario di assunzioni. Perfettamente d’accordo sui “fattori di pregio” delle strutture arsenalizie, il problema però è come quei valori vengono messi in campo in un progetto industriale (non noto allo stato) credibile e praticabile: e, anche qui, di dettaglio c’è purtroppo molto poco. Sul tema delle internalizzazioni (“scelte di make or buy”), è condivisibile l’idea di lasciare all’esterno le attività a basso contenuto tecnologico (manovalanza, per es.) mentre delle attività ad alta tecnologia esternalizzare quelle di cui il MD non possiede il know-how o con rapporto costo/efficacia non conveniente, ma anche qui il problema è la mancanza di dettaglio, in particolare con riferimento al comma 2 dell’articolo sopra citato sul riordino Enti Logistici. Sul modello organizzativo, appare di ancor maggiore evidenza la genericità della configurazione tipo e degli organici, che sono riferiti solo ai numeri complessivi e senza alcun dettaglio relativo ai ruoli e agli incarichi del personale civile. E’ dunque chiaro che, sulla base delle comunicazioni dello SMM che appaiono allo stato solo delle buone e condivisibili intenzioni, non sia possibile esprimere alcuna valutazione di merito, né ritenere avviato in modo soddisfacente la prima tappa di questo importantissimo riordino.
Allarme lavorazioni per gli Arsenali della Marina Militare? Con nota prot. n. 14575 del 30.07.2014 a firma del suo Comandante, il Comando Logistico della M.M. ha confermato all’Arsenale Militare di Taranto “l’impossibilità di finanziare”, per carenza di risorse, diverse attività di lavoro per il 2015 in capo allo stesso ed ha contestualmente segnalato all’attenzione di MARISTAT, CINCNAV e altri EE.OO. i “risvolti occupazionali correlati all’attuale programmazione dei lavori”, in merito ai quali MARINARSEN Taranto, nel corso di una precedente riunione, aveva comunque già “espresso motivi di profonda preoccupazione”.
La nota di MARICOMLOG è stata accolta con grandissima preoccupazione da parte delle OO.SS. territoriali ed RSU, che hanno immediatamente diffuso una nota unitaria (che pubblichiamo su questa pagina) nella quale hanno sottolineato “la drammaticità degli eventi che si stanno susseguendo e la loro ricaduta sullo stabilimento e sull’intero territorio ionico”, evidenziato come non possa certo essere considerata una “soluzione ideale” quella che “alcune lavorazioni o attività logistiche e impiegatizie, siano affidate a personale militare (svolte in verità lodevolmente e con diligenza) ma addestrato e formato per fare altro”.Un vero e proprio grido di allarme, dunque, che è stato portato direttamente a conoscenza del Capo di SMM, amm. De Giorgi, che il 4 u.s. è stato proprio a Taranto ed ha incontrato in assemblea tutto il personale e subito dopo le OO.SS./RSU presenti all’assemblea con un simbolico sit-in (sul questa stessa pagina, una foto della manifestazione e un articolo comparso sulla “Gazzetta del Mezzogiorno”).
Alle preoccupazioni espresse dalle Rappresentanze e alle loro domande, l’amm. De Giorgi ha fornito, tra le altre, anche le seguenti risposte: ha espresso l’intendimento alla massima internalizzazione possibile delle lavorazioni arsenalizie e ha comunicato che a breve si darà corso a 5 assunzioni a Taranto, 3 a La Spezia e 2 ad Augusta di vincitori di concorso per profili tecnici di area 2^(si veda al riguardo il nostro Notiziario n. 84 del 5 agosto u.s.); ha riconfermato l’intendimento ad aprire “scuole operai” al fine di formare professionalità d’interesse degli Arsenali, anche attraverso contratti di apprendistato e il coinvolgimento delle Istituzioni locali; in merito allo schema di DM di ripartizione degli organici, ha evidenziato gli effetti in negativo della distribuzione su base regionale delle dotazioni organiche e la necessità d’intervenire per superare gli attuali vincoli e poter così avere a riferimento solo l’organico nazionale. Infine, sul problema legato alla nota MARICOMLOG, ha anticipato che il bilancio 2015 recherà un ulteriore e robusto taglio al c.d. “esercizio” e riconfermato la riduzione dei finanziamenti per Arsenale TA, che consentiranno la programmazione di manutenzioni per una o al massimo due unità navali.
Dalle parola del Capo di SMM è arrivata dunque una sostanziale conferma del problema. Problema gravissimo, dunque, anche per i risvolti occupazionali che produce, e che potrebbe porsi anche per gli altri Arsenali e per i Centri Tecnici (CC.TT.) della M.M.. E’ il motivo per il quale FLP DIFESA ha chiesto a SMM, con la nota qui allegata inviata oggi, di conoscere la “situazione risorse 2015” degli altri Enti.
Serve ricordare, a tal riguardo, che nel recepire una precisa richiesta avanzata da FLP DIFESA nella riunione del 3.10.2013 (vds. Notiziario n. 109 di pari data), poi ribadita nelle successive riunioni e anche in entrambi gli incontri con il Capo di SMM del 5 feb e del 18 mar (rispettivamente, Notiziari nn. 11 e 27/2014), dopo il via libera dell’amm. De Giorgi, il Capo del 1° Reparto di MARISTAT ne ha già fissato la road map, che prevede appunto, per questo mese, l’invio alle OO.SS. di una bozza recante le mission dei diversi Enti, la loro macroorganizzazione e la struttura organica, e poi, per il successivo mese di ottobre, l’avvio dei confronti, prima nazionale e poi locali, con le Parti Sociali. Operazione di fatto già partita, con la nota dello stesso SMM n. 43305 dell’8.07.2014 (si veda il Notiziario n. 80 del 29.07.2014).
Notiziario n. 135 del 21 dicembre 2015 – E menomale che la Ministra Pinotti, nel fuggevolissimo incontro avuto con le Rappresentanze del personale civile il 27 luglio u.s. (si veda il nostro Notiziario n. 82/2015), aveva detto che non c’erano risorse per il completamento del piano Brin dell’Arsenale di Taranto, promettendo per il corrente anno […]
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Notiziario n. 94 del 10 settembre 2015 – Il 1° Reparto di SMM, come da noi richiesto, ha inviato alle OO.SS. nazionali gli schemi di Decreti Ministeriali recanti la nuova struttura e il nuovo organigramma degli Arsenali di Taranto, La Spezia e Augusta (che pubblichiamo su questa stessa pagina allegato 2) a seguito riorganizzazione ex […]
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