Nella mattinata di oggi, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen. Claudio Graziano, ha incontrato le OO.SS. nazionali. Si è trattato del primo confronto con il Capo di SME, davvero proficuo e cordiale, che è servito a un primo giro d’orizzonte sulle principali questioni sul tappeto che interessano il personale civile.
Il confronto è stato avviato dall’intervento introduttivo del gen. Graziano che ha ricordato il momento difficile che il Paese sta attualmente attraversando, nel cui contesto si iscrive anche la riforma dello strumento militare, finalizzata a migliorarne l’assetto complessivo in termini qualitativi e ad adeguarlo agli intervenuti mutamenti geostrategici. Ha ricordato i tagli di personale da qui al 2024 (-33.000 militari e -10.000 civili) e l’impegnativo riordino strutturale (-30% minimo in sei anni), con le accelerazioni impresse dalla “spending review”. Una profonda riforma del suo assetto operativo, dunque, è quella che attende nei prossimi anni la F.A. , rispetto alla quale il Capo di SME ha segnalato la necessità di una piena valorizzazione delle professionalità civili e di un rapporto di collaborazione con le Parti sociali. E’ poi seguito il consueto giro di interventi di tutte le OO.SS. presenti al tavolo, che sono apparsi abbastanza convergenti tra di loro.
Nel proprio intervento, la FLP DIFESA ha riproposto gli stessi argomenti già posti all’attenzione degli altri Vertici militari. La prima questione, la più importante, riguarda l’imminente riordino delle FF.AA. in attuazione della legge delega voluta dall’ex Ministro Di Paola, con il connesso rosario di provvedimenti che troveranno posto nei Decreti delegati di prossima adozione. L’Esercito sarà, di gran lunga, la F.A. maggiormente interessata, e anche, per questo, abbiamo segnalato anche al gen. Graziano la necessità di un coinvolgimento a monte e non a valle delle scelte connesse ai provvedimenti di riordino. Immaginare di procedere prescindendo da questo aspetto, significa a nostro avviso muovere con il piede sbagliato, convinti come siamo che riforme di tale portata viaggino molto meglio attraverso la ricerca di “soluzioni condivise” e inclusive, piuttosto che attraverso soluzioni imposte, percorsi autoritativi ed esibizioni muscolari, che a volte sembrano orientare l’azione di qualche nostro Dirigente. Recenti accadimenti, su cui abbiamo richiamato l’attenzione del tavolo, ci convincono che esiste oggi un rischio di questa natura, il che preoccupa. Analogamente, abbiamo sollecitato un coinvolgimento delle OO.SS. anche per quanto attiene la imminente rivisitazione delle dotazioni organiche, con la connessa rideterminazione degli assetti organizzativi degli Enti e degli incarichi: trattasi di una partita decisiva, le cui scelte avranno riflessi importanti su più versanti (FUA/FUS; progressioni; mobilità; reimpieghi), sui quali ultimi abbiamo richiamato la necessità di una puntuale osservanza delle procedure del CCNI.
Abbiamo infine sollecitato l’attenzione del Capo di SME sul problema relativo al progressivo invecchiamento delle professionalità civili (l’età media è vicina ai 56 anni!), questione particolarmente importante per i Poli, e per questo abbiamo segnalato la questione relativa all’assunzione dei vincitori di concorso nei termini già posti all’attenzione del Capo SMD (vds. Notiziario 53).
Il Capo di SME ha preso atto degli argomenti sollevati, riservandosi su alcuni di essi un successivo approfondimento, in particolare sulle problematiche dei Poli, il cui potenziamento, ha detto il gen. Graziano, rappresenta comunque per la F.A. una priorità rispetto a tante altre (anche agli stessi F35). Infine, il Capo SME si è detto disponibile ad ulteriori confronti e ha ribadito l’intenzione di coinvolgere le OO.SS. nei processi di riordino, confermando comunque il progetto di accorpamento delle aree territoriale e infrastr.
Il confronto di oggi chiude il ciclo di incontri con i Vertici militari, che ha certamente rappresentato un fatto nuovo e positivo nelle relazioni sindacali nazionali, e che ci auguriamo abbia un seguito in futuro.
Di seguito, pubblichiamo come allegato la “Direttiva tecnica” emanata da SME sulla formazione del personale civile dell’anno 2013.
Nel quadro delle periodiche sessioni informative della F.A., si è svolto in data odierna a Palazzo Esercito un incontro tra la nostra O.S. e SME-RPGF (Reparto Pianificazione delle Forze) dedicato all’esame di alcuni provvedimenti di riordino interessanti le diverse aree dell’Esercito, con particolare riferimento a quelle riferite all’ area fiorentina che, come è noto, in aggiunta alla imminente soppressione del DMML, prevederebbero anche la cancellazione di CME Toscana e del CEDOC Firenze e l’inserimento delle funzioni e delle attività di questi ultimi all’interno dell’Istituto Geografico Militare (IGM), nel quadro della complessiva riorganizzazione dell’area territoriale della F.A. nella città di Firenze.
A tal proposito, vale la pena di ricordare che, nelle precedenti riunioni con SME-RPGF, questa O.S. aveva espresso il proprio netto dissenso in ordine alla scelta di sopprimere il CME Toscana e di concentrare le attività territoriali presso l’IGM, la cui vocazione a carattere industriale è stata da sempre uno dei fiori all’occhiello della Forza Armata e della stessa città, con reparti ed officine di alta specializzazione ed una specifica Scuola di Alta Formazione riconosciuta a livello europeo. A nostro avviso, anche su questa problematica, le divisioni del mondo sindacale nella Difesa (i famigerati tavoli separati) hanno giocato ancora una volta la loro parte in negativo, come per certi versi è analogamente avvenuto nel riordino della Sanità militare, e questo chiama tutti noi ad una seria e profonda riflessione.
La riunione è stata avviata dalla presentazione da parte di SME-RPGF di un quadro di sintesi con l’illustrazione dei provvedimenti relativi alle diverse aree della F.A. e di cui alla scheda allegata, tra i quali va segnalata in particolare la posticipazione al 2016 della soppressione di due Nuclei Infrastrutture e della Sz. Staccata di Verona, scelta sulla quale FLP DIFESA aveva sollecitato un ripensamento.
Per quanto riguarda l’Area Territoriale, vengono confermate le scelte di riordino interessanti l’area fiorentina (IGM, CME e CEDOC) così come sopra evidenziato, ma è saltata, come FLP aveva chiesto, la data del 31 marzo 2013 come data di effettuazione dei provvedimenti. Parallelamente, è stata confermata in riunione la disponibilità all’apertura di un tavolo locale presso l’IGM con la diretta partecipazione di SME, che FLP DIFESA ha fortemente sollecitato, al fine di analizzare e approfondire tutti gli aspetti legati alle nuove dotazioni organiche, ai compiti, alle funzioni del “nuovo” Istituto Geografico Militare che, in prospettiva, al proprio personale dovrà accorpare il personale civile e militare proveniente dal CME, dal Plotone Infrastrutture, e dal CEDOC e, parzialmente, anche dal DMML.
La delegazione FLP DIFESA, integrata nell’occasione dalla presenza del Coordinatore della nostra struttura territoriale di Firenze, pur confermando a monte il giudizio negativo sulle scelte di carattere nazionale connesse ai provvedimenti di riordino e di spending review, ha preso atto delle comunicazioni ricevute, della apprezzabilissima scelta di non definire allo stato la data di soppressione degli Enti interessati, e, in particolare, della disponibilità ad avviare a livello territoriale, con la diretta partecipazione di SME, un confronto a tutto tondo sulle criticità dell’area fiorentina, così come peraltro unitariamente richiesto da tutte le OO.SS. territoriali con la nota unitaria che pubblichiamo sul nostro sito. Infine, la nostra O.S. ha rappresentato a SME-RPGF alcune osservazioni specifiche, in particolare in merito ai nuovi organici dell’IGM, che costituiranno certamente il piatto forte del nascente tavolo locale.
Segnaliamo infine, che la nostra richiesta di incontro con il Capo di SME, gen. Graziano, avanzata con la nota del 4 marzo u.s. (vds. Notiziario n. 27 di pari data), potrebbe concretizzarsi anche a breve.
Parrebbe esserci uno strano modo di intendere la “spending review” nella Difesa da parte di alcuni nostri Dirigenti: ed è bene che queste cose vengano portate in superficie e denunciate alla pubblica opinione.
Nel quadro del processo di riordino in atto della Sanità militare, il Comandante Logistico dell’Esercito, gen. Mario Roggio, è salito alla ribalta per una iniziativa che fa davvero discutere molto. Per quanto ci è dato sapere, il gen. Roggio non è per la verità nuovo ad iniziative diciamo discutibili. In questa circostanza, ha “disposto” d’autorità che, a partire dal prossimo 31 marzo, i DMML, e tra questi sicuramente quelli di Roma, Cagliari, Messina, Caserta, Chieti e Palermo “adottino il seguente orario di servizio: dal lunedì al sabato inizio attività ore 08.00, termine attività ore 14.00”, che comporta di fatto l’azzeramento dei servizi mensa, orario che “dovrà essere osservato da tutto il personale militare e civile” (in allegato, di seguito, la lettera del Com Log Sud). Non vogliamo qui discutere delle implicazioni di tale iniziativa sul fronte delle regole contrattuali e delle relazioni sindacali, che appaiono fatte a pezzi nella circostanza: val solo la pena di ricordare che la materia dell’ orario di lavoro è ricondotta all’autonomia dei livelli locali, e dunque in primo luogo dei Dirigenti degli Enti. FLP DIFESA ha già posto la questione all’attenzione dei Vertici politici e militari (vds. Notiziario n. 27 del 4 marzo u.s.), da cui attendiamo ancora risposte. In questo momento, ci interessa però di più la motivazione che ne è alla base: negli intendimenti del gen. Roggio, l’iniziativa è finalizzata al “contenimento della spesa”, e dunque è inquadrabile nel contesto più generale della “spending review” che produce soppressioni di Enti, taglio di posti di lavoro, grossi disagi – personali, familiari e professionali – per il personale, ricadute enormi.
Vista sotto questo profilo, l’iniziativa del gen. Roggio, certamente indigeribile sotto il profilo delle relazioni sindacali e della prassi, assumerebbe una luce meno negativa, anzi per certi versi addirittura meritoria: l’imperativo categorico di oggi è “tagliare la spesa pubblica”, e chi opera in questa direzione assume, nei confronti del Paese, meriti evidenti. Poi però ci fermiamo un attimo a domandarci: il gen. Roggio opera sempre coerentemente in quella direzione? E qui, a pensarci bene, qualche dubbio ci sovviene! Ci è stato infatti segnalato che, mercoledì 20 u.s., a Palermo, nella caserma Bighelli sede del SERICO, sarebbero arrivati da tutta Italia circa un duecento persone (Ufficiali, Sottufficiali e Civili in rappresentanza dei propri Enti) per partecipare al c.d. “precetto pasquale”, con costi di viaggio, alloggio, pasti, rinfresco etc. etc. interamente a carico delle finanze pubbliche. E, in questa circostanza, siamo venuti a conoscenza che anche a Notale, esattamente in data 12 dic. 2012 in Roma Cecchignola, il gen. Roggio avrebbe chiamato un numero di personale addirittura superiore (qualcuno ha parlato di oltre 400 persone), sempre da tutta Italia, per lo scambio di auguri natalizi, con costi in tal caso addirittura superiori al primo evento…
Ora, se le iniziative del Cte Logistico vengono accostate l’una all’altra, la contraddizione appare davvero macroscopica. Da una parte, si vorrebbe fare cassa addirittura modificando d’autorità gli orari di lavoro e cancellando le mense; dall’altra, però, si sarebbe consumata una parte considerevole di quella stessa cassa per eventi (auguri, precetti, etc..) che appaiono oggi davvero fuori dal tempo e dalla storia. Sono stati spesi davvero tanti soldi per questi eventi? E quanti ne sono stati spesi? Il Vertice di F.A. ne era informato? E i Vertici politici? E, se quanto da noi riferito dovesse trovare conferma, cosa si intende fare a fronte di contraddizioni così macroscopiche? Sono domande legittime, ci pare, che rivolgiamo al sig. Ministro, dal quale attendiamo risposte precise, in particolare rispetto ai costi delle iniziative, anche se sappiamo bene che l’amm. Di Paola ha oggi ben altre questioni da affrontare, prima fra tutte quella dei “marò” , oggetto di un sondaggio pubblicato sulla home pagina del nostro sito. Delle risposte, però, le attendiamo!
Lo SME-RPGF-Uf. OO.FF. ha incontrato in data odierna, a tavoli separati, le OO.SS. nazionali per fornire loro informazioni in merito ai provvedimenti di riordino in chiave riduttiva che la F.A. intende varare per raggiungere gli obiettivi fissati dalla L.135/2012 (“spending review”, -2385 posizioni organiche) e dalla L. 244/2012 (legge delega riordino strumento militare, -7894 posizioni).
In apertura di riunione, il Col. Vespaziani, Capo Ufficio RPGF-OO.FF., ha illustrato i provvedimenti previsti, che ci erano stati anticipati nella scheda già pubblicata sul nostro sito nello spazio “Agenda Nazionale” e ora di seguito allegate , e con l’ausilio di slides che alleghiamo al Notiziario. Il piano di riordino interessa tutte le aree della F.A. e, per ciascuna di esse, si svilupperà con la tempistica e le modalità di seguito indicate:
* Area di Vertice: è prevista nell’arco temporale di 3 anni la riorganizzazione dello SME per adeguarne la configurazione a quella di SMD, il che comporterà quasi certamente la creazione di un nuovo Reparto. Prevista anche la riorganizzazione del settore “selezione e reclutamento”, con soppressione dei Centri VFP1 di Bologna, Bari e Cagliari che comporterà il reimpiego complessivo di 19 lavoratori.
* Area Operativa: il riordino è articolato in tre fasi temporali, ed ha l’obiettivo di ridurne la configurazione, garantendo in ogni caso la mission della F.A.. Le “Brigate di manovra” assumono un ruolo centrale e peraltro potenziato dal conferimento delle capacità logistica ed esplorante, e verranno tutte concentrate nelle vicinanze delle aree addestrative. Nel quadro del più ampio progetto NATO, dette Brigate, ridotte a n. 9, dipenderanno dai Comandi divisionali, che sostituiranno i FOD; è pure prevista la costituzione a Pisa del COMFOSE. I provvedimenti per il 2013 sono indicati nella slide n. 14, mentre nella n. 15 sono elencati tutti i cambi di dipendenza, che abbiamo concordato con SME avverranno tutti, per questa come per le altre aree, con procedura semplificata di reimpiego. Il personale civile toccato dai provvedimenti di soppressione ammonta complessivamente a 31 unità.
* Area Formazione: il piano di riordino di quest’area è stato oggetto di informazione nella precedente sessione informativa del 6 dicembre u.s., e pertanto per il dettaglio si rinvia al Notiziario n. 168 di pari data. Aggiungiamo solo che i provvedimenti previsti per il 2013 sono indicati nella slide n. 23 e che l’unica soppressione riguarda il 57° BTG. “Abbruzzi” e coinvolge n. 6 unità di personale civile.
* Area Logistica: l’obiettivo è quello di ridurre le catene di comando, passando da una strutturazione per area a quella per funzione. Da qui la soppressione, prevista entro il 2015, dei Cdi Logistici Nord (Padova) e Sud (Napoli), e la riconfigurazione di alcuni organi esecutivi (Cerimant; Parchi; Cerico; etc.). Conseguentemente, gli Enti faranno capo ai costituendi (nel 2013) Comandi di settore (Tramat, Commissariato, Sanvet e Tecnico), che nasceranno per riorganizzazione degli attuali Dipartimenti. I provvedimenti previsti per il 2013 sono quelli indicati nella slide n. 30, mentre il personale complessivamente toccato dai provvedimenti di soppressione ammonta a n. 261 unità, comprensive di quelli legati al riordino della Sanità militare (DMML, etc.) che è, come noto a tutti, materia di strettissima attualità e sulla quale pertanto rinviamo ai diversi e precedenti Notiziari.
* Area Territoriale / Infrastrutture: il cuore del riordino di questa costituenda area è dato dall’accorpamento dell’attuale “area territoriale”, che ha competenza sulle infrastrutture, con l’attuale “area infrastrutturale”, che ne gestisce il mantenimento, con le nuove competenze indicate nella slide n. 42. E’ prevista la costituzione nel 2016 in Roma del Comando unificato di vertice (COMTERINFRA), che avrà alle sue dipendenze n. 6 alti comandi territoriali (TO, NA, PD, FI, CA e PA). In merito ai provvedimenti di riordino 2013, è prevista la soppressione di n. 8 Centri Documentali (BA; CZ; FI; NA; PD; PE; TN e PZ-Uf.Doc) che verranno riconfigurati quali Uffici Documentali dei CME sovraordinati. Contemporaneamente, verranno riconfigurati in senso capacitivo i CME di BA, CZ, NA, PE e TN, mentre il CME Toscana verrà soppresso con contestuale transito di funzioni all’IGM di Firenze, in ordine al quale provvedimento abbiamo già espresso le nostre motivate perplessità (vds. Notiziario n. 168 del 6.12.2012). E’ inoltre prevista anche la riconfigurazione del CEDOC di Roma in “Centro Unico Gestione Archivi”. Per quanto invece riguarda l’attuale area infrastrutturale, nel 2013 è prevista la soppressione dei Nuclei tecnici di PE, CZ, ME, Solbiate, TV e LI e anche quella, più corposa in termini di personale coinvolto, della Sezione Staccata di Verona, che impiega attualmente 39 lavoratori.
Questi, in sintesi, i contenuti della illustrazione, cui è seguito l’intervento della nostra O.S. che:
– ha preso atto dei provvedimenti che per l’Esercito, come per la Marina e la Sanità militare, appaiono al di fuori dei percorsi previsti dalla L. 244 (Decreti Delegati) e delle indicazioni venute dal Parlamento (o.d.g. Cirielli) e in alcuni casi fortemente velocizzati;
– ha lamentato il mancato coinvolgimento preventivo delle OO.SS., ancora una volta oggetto solo di comunicazioni a valle di decisioni già assunte, e a tal riguardo ha richiesto: sul livello nazionale, l’apertura di tavoli tecnici per gli approfondimenti di tutti gli aspetti legati al riordino delle aree di maggior presenza del personale civile (logistica e territoriale/infrastrutturale), su cui RPGF-OO.FF. ha dato piena disponibilità, e che dovrà a nostro avviso essere accompagnata dall’avvio di tavoli di informazione/confronto con OO.SS./RSU in merito alle ricadute in loco e ai riflessi sul personale;
– ha preso positivamente atto delle rassicurazioni fornite dall’Amministrazione circa la completa tenuta degli attuali livelli occupazionali civili da qui al 2024, che però a nostro avviso dovrà essere accompagnata da uno “scatto” che attendiamo dalla F.A. nell’impiego e nella valorizzazione del personale civile all’interno del suo nuovo modello di organizzazione;
– ha segnalato la necessità che le OO.SS. vengano coinvolte sin da subito in ordine agli intendimenti della F.A. legati ai processi di riordino per gli anni successivi al 2013, e che si andranno ad iscrivere nelle scelte, per gran parte probabilmente già definite, di attuazione della spending review (al 2016) e della legge delega (al 2024), operazione questa che necessita di massima trasparenza nelle scelte, negli obiettivi e nei percorsi e che andrà auspicabilmente gestita attraverso il confronto con il Sindacato;
– ha rappresentato infine la necessità che le procedure di reimpiego vengano puntualmente attuate anche sotto il profilo della tempistica, non essendo ammissibile a nostro avviso, come è avvenuto qualche giorno fa, che venga comunicato ai lavoratori la soppressione del proprio Ente e, qualche ora dopo, venga loro richiesto in termini perentori l’espressione di desiderata, senza peraltro informarli preventivamente circa le collocabilità intra ed extra Difesa, come da regole e prassi consolidate.
Si è svolta oggi una riunione tra FLP DIFESA e SME–RPGF- Ufficio OO.FF. che ha riguardato i riordini che indichiamo di seguito, e di cui alla scheda qui allegata e alle slides pubblicate nel nostro sito:
Costituzione di un nuovo Comando – il COMFORDOT – collocato alle dirette dipendenze dello SME, che viene posto al vertice del riconfigurato e più unitario settore della Formazione, Specializzazione e Dottrina, scelta questa conseguente alle disposizioni contenute nell’art. 11 della Legge 135/2012 (“spending review”) che impone la riorganizzazione delle scuole pubbliche di formazione. Dal COMFORDOT dipenderanno gli Istituti deputati alla formazione di base degli Ufficiali, dei Sottufficiali e dei Graduati e Militari di Truppa, e i Comandi/Scuole che svolgono l’addestramento di specializzazione a favore del citato personale. Questi i provvedimenti di riordino più importanti: la soppressione, entro il 31 dicembre 2014, del Comando Raggruppamento Unità Addestrative (RUA) di CAPUA con transito di competenze al 17° RAV “Acqui” di CAPUA, riorganizzato su 2 battaglioni e che diventerà il polo addestrativo più importante; il transito di dipendenza, sempre entro la stessa data, del 17° RAV “Acqui” di CAPUA, dell’85° RAV “Verona” di MONTORIO VERONESE e del 235° RAV “Piceno” di ASCOLI PICENO dal RUA alla Scuola di Fanteria di CESANO.
Transito di dipendenza della Direzione di Amministrazione dell’Esercito (DAE) di Firenze dal Comando Logistico all’Ufficio Generale del Centro di Responsabilità Amministrativa dell’EI (CRAEI) che comporterà la revisione delle tabelle organiche di SME, COMLOG e DAE, e la ridefinizione dei compiti di DAE e COMLOG – Dip. Commissariato anche per evitare possibili conflitti di competenza. Entro il 15 dic. p.v., la Sz. Trattamento Economico Eventuale e accessorio della DAE passa alle dipendenze del Dipartimento di Commissariato, Uff. Logistico Amministrativo di ROMA; per il resto, viene mantenuto l’attuale assetto della DAE, ivi compresi i Nuclei di revisione di Napoli e di Padova.
Nel suo intervento, FLP DIFESA ha preso atto dei provvedimenti di cui sopra, che peraltro hanno scarso impatto sul personale civile. La nostra O.S. ha comunque ribadito per l’ennesima volta la necessità che, per il futuro, il coinvolgimento delle Forze Sociali avvenga non solo in termini di mera informazione successiva resa dalla Forza Armata a valle di decisioni già assunte e di scelte già operate, ma venga collocata a monte e in tempi che consentano un effettivo coinvolgimento delle OO.SS. e garantiscano alle stesse di fornire un contributo di idee e di proposte a seguito del confronto con il personale interessato. Una sollecitazione, questa, che la nostra O.S. e tutto il Sindacato ripropone ogni volta, ma rispetto alla quale non ci sembra che esista, allo stato, disponibilità della Forza Armata e consapevolezza del ruolo importante della Forze Sociali che rappresentano personale che è parte viva di questa Amministrazione.
Una sottovalutazione che è certamente figlia dei tempi che viviamo, ancora segnati dalle scelte distruttrici di Brunetta sul terreno delle relazioni sindacali, e in linea con le attuali scelte del Ministro Di Paola che sta disegnando una pesantissima ristrutturazione della Difesa al netto di qualsiasi confronto effettivo con le OO.SS. . E la cosa ovviamente preoccupa, se solo si pensa al pacchetto di provvedimenti già definiti da SMD e SGD, che attendono solo il varo oramai prossimo e certo della legge delega, salvo crisi di governo.
Anche in previsione di quello che verrà, la nostra O.S. ha sensibilizzato la F.A. in merito alla necessità, emersa a seguito delle risposte di Persociv a quesiti di Enti, che venga rapidamente chiarito se le procedure di reimpiego previste dal C.C.N. Integrativo Difesa 6.097.2000 mantengano tuttora piena efficacia, problema formalmente sollevato da FLP DIFESA con la nota allegata già inviata al SSS dr. Magri.
Giovedì 25 u.s., si è svolta una riunione tra la nostra O.S. e SME – RPGF (Reparto Programmazione Generale e Finanziaria) presieduta dal nuovo Capoufficio, col. Vespaziani, al quale FLP DIFESA ha formulato gli auguri di buon lavoro. All’o.d.g., il transito dell’ I.G.M. (Istituto Geografico Militare) di Firenze dall’area logistica all’area territoriale e dipendenza dal Comando Militare della Capitale, con contestuale depotenziamento del CME Toscana. Nell’illustrare il provvedimento, il Capo Ufficio RPGF ne ha ricondotto la scelta alle riduzioni ex art. 2 della L. 135/2012 (“spending review”, taglio min. 20 % Uffici dirigenziali).
Nel suo intervento, FLP DIFESA ha innanzitutto espresso grandissima preoccupazione per l’evidente caduta del livello di confronto con SME- RPGF che si è registrato in questi ultimi tempi e che in parecchie occasioni la nostra O.S. ha denunciato. A differenza di quanto avviene con altri Organi programmatori, lo SME-RPGF è uso da qualche tempo operare scelte al netto di ogni confronto preventivo e di merito con le OO.SS. nazionali. Ne costituisce ennesima conferma la mancanza di ogni confronto con le OO.SS. sulle scelte legate alla riduzione degli organici civili ex L. 148/2011, che FLP DIFESA aveva chiesto con lettera del 26 giugno 2012 e che SME-RPGF, a differenza di SMA e SMM, ha negato con motivazioni poco comprensibili (il carteggio con la nostra O.S. è pubblicato in allegato). Una preoccupante caduta delle relazioni sindacali, dunque, che oramai si concretizzano nel rituale della solita riunione di mezzora con ciascuna sigla utile a SME-RPGF per comunicare, ma solo a posteriori, le decisioni già assunte dalla F.A.
E’ proprio quello che si è verificato anche in questa circostanza, e che la nostra O.S. ha contestato. Il provvedimento che oggi ci è stato presentato interessa l’area territoriale della F.A. e più direttamente l’I.G.M. e il CME Toscana. Il riordino dell’area territoriale sta diventando una vera e propria telenovela: illustrato la prima volta alle OO.SS. il 16.12.2009 (vds. Notiziario n. 157 di pari data) e oggetto di successive sessioni informative (vds. Notiziari: n. 71 del 9.06.2012; n. 49 del 19.04.2011 e n. 48 del 9.03.2012), a tutt’oggi non ne è ancora chiaro l’effettivo ridisegno.
Da questo punto di vista, appare davvero emblematica la vicenda del CME Toscana: già posto al vertice dell’area territoriale (Cdo nazionale del territorio), poi riorganizzato in CME regionale, quindi elevato al rango di Cdo Interregionale e ora di nuovo retrocesso a Cdo regionale, addirittura alle dipendenze dell’IGM. Ce ne sfugge davvero il percorso logico! Per non parlare del preannunciato D.M. (comunicazione alle OO.SS e carteggio con FLP DIFESA) che reca anche la soppressione dei CE.DOC. insistenti nella sede dei sovraordinati CME (Padova, Napoli, etc.), di cui si sono perse le tracce. E’ probabile che quel decreto non sia mai esistito, o che sia stato cassato in itinere. Ma perché non lo si dice? Oltre un anno per emanare un D.M. è davvero un po’ troppo!
Ancor più incredibile appare la connessa vicenda dell’IGM. Riorganizzato nel 2009, con cancellazione di Uffici e forte riduzione di posti di lavoro (- 253 unità in organico, si veda il Notiziario n. 71 del 9.06.2010), viene oggi incredibilmente transitato dall’area logistica a quella territoriale. Che c’azzecca con l’area territoriale un Ente che ha attività tecniche e che oggi è giustamente collocato nell’area logistica, al pari dell’Ente gemello della Marina (Idrografico di Genova) che dipende da Ispelog MM. ? Una cosa che appare per noi priva di senso logico, come rimarcano peraltro le stesse RSU con la nota qui allegata che abbiamo ricevuto e consegnato in riunione a SME-RPGF.
Ma c’è un altro elemento che abbiamo segnalato: la risoluzione approvata il 18 lug. u.s. dalla Comm. Difesa Camera (allegato sul ns. sito) impegna il Governo a potenziare l’IGM e non a depotenziarlo, come ci sembra avvenga nei fatti con questa decisione. Ci auguriamo che la F.A. riveda la propria scelta nella direzione indicata dalla RSU o che quantomeno la riconsideri nel contesto delle scelte attuative della legge delega di riforma dello strumento militare.
In data 23 aprile u.s., la nostra O.S. inviò all’attenzione del Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa una lettera nella quale si chiedeva il rapido avvio delle consultazioni previste dal CCNL, sul livello decentrato nazionale e su quelli decentrati locali, in materia di revisione delle dotazioni organiche.
Come si ricorderà, la Legge 16.09.2011, n. 148 (conversione del D.L. 13.08.2011, n.138 – c.d. “manovra di ferragosto”), all’ art. 1, commi 3-5, ha disposto la “riduzione degli Uffici dirigenziali di livello non generale…..” e “la rideterminazione delle dotazioni organiche del personale non dirigenziale… apportando una ulteriore riduzione non inferiore al 10% della spesa complessiva risultante dalla applicazione del D.L 194/2009”. Si trattava del terzo taglio alle dotazioni organiche civili: dopo le sforbiciate disposte prima dal D.L. 112/2008 (successivamente convertito nella L. 133/2010) e poi dal D.L.194/2009 (successivamente convertito nella L. 25/2010), che avevano complessivamente prodotto nella nostra Amministrazione la soppressione di ben cinque DD.GG. (Teledife, Terrarm, Navarm, Armaereo e Difesan) e il taglio complessivo di ben 8.159 posizioni organiche, ci trovavamo di fronte ad una nuova e pesante riduzione degli organici che avrebbe dovuto essere attuata entro il 31 marzo 2012. Il provvedimento attuativo della Legge 148, che prevede la soppressione di Geniodife e il taglio di n. 1.636 posti in area 3^ e di n. 1.385 in area 2^, è stato approvato dal Consiglio dei Ministri in data 20 gennaio u.s.; trasmesso al Senato (Atto n. 472), ha già avuto il via libera della Commissione Difesa.
Per quanto a noi risulta, nelle more dell’approvazione del provvedimento da parte del Parlamento e della conclusione dell’iter legislativo, gli Enti di vertice delle due più importanti macroaree del nostro Ministero (SGD per l’area tecnico-amministrativa e SMD per quella tecnico-operativa) hanno già provveduto, al netto dei numeri delle altre macroaree, a distribuire la forza organica civile (3000 posizioni circa per SGD, il resto per SMD). A seguire, sempre per quanto a noi risulta, SMD, per l’area di competenza, avrebbe già definito la distribuzione dei contingenti tra le diverse Forze Armate fissandone i relativi numeri per le diverse aree professionali, operazione questa che fa da battistrada alla rideterminazione delle dotazioni organiche dei singoli Comandi/Enti di ciascuna Forza Armata.
Come abbiamo già ricordato in apertura, proprio in ragione di questa importante scadenza, la nostra O.S. inviò al Gabinetto una nota in data 23 u.s. (vds. Notiziario n. 57 di pari data), nella quale chiedevamo che, in ottemperanza alle norme contrattuali vigenti, venissero avviati dalle FF.AA. i tavoli di confronto, di livello nazionale e locale, a premessa del nuovo DPCM sulle dotazioni organiche.
Allo stato dei fatti, questo il punto di situazione sul livello nazionale:
– per quanto riguarda l’Aeronautica, vi è stato il recente incontro con lo SMA (Notiziario n. 76 del 30 u.s.) nel quale si è anche parlato, come noi abbiamo chiesto, delle nuove dotazioni organiche della F.A.;
– per quanto riguarda la Marina, ci è già pervenuta la convocazione di una riunione fissata per il 4 luglio p.v. con all’o.d.g. la questione organici e nella quale la F.A. farà il punto di situazione anche alla luce della ricognizione avviata con circolare Maristat n. 10024261 del 3.04.2012 allegata al Notiziario n. 57;
– per quanto riguarda invece l’Esercito, nessuna convocazione ci è ancora giunta e neanche alcun segnale al riguardo, e della cosa abbiamo fatto menzione nel corso del recente incontro con il SSS Magri.
Per quanto sopra, dando seguito a quanto da noi già anticipato, abbiamo inviato in data odierna allo Stato Maggiore Esercito la nota qui allegata, con la quale abbiamo sollecitato l’incontro sull’argomento.
NOSTRA INIZIATIVA PRESSO LO STATO MAGGIORE ESERCITO – R.P.G.F.
Il riordino dell’area territoriale dell’ Esercito è stato al centro delle ultime quattro sessioni informative che si sono tenute a Palazzo Esercito nelle date 29.07.2009, 16.12.2009, 9.06.2010 e 19.04.2011 (si vedano i Notiziari nn. 106, 175, 71 e 49 di rispettiva pari data) tra lo Stato Maggiore Esercito – Reparto Programmazione Generale Finanziaria (SME-RPGF) e le OO.SS. nazionali.
La c.d “area territoriale dell’Esercito” è quella dell’ex settore della “Leva, Reclutamento e Mobilitazione”, che è stata riorganizzata a seguito della sospensione della leva obbligatoria disposta con il D. Lgs. 8.05. 2001 n. 215, in ottemperanza ai criteri fissati dalla legge delega 14.11.2000, n. 331, sospensione poi anticipata di due anni (1.1.2005) dalla c.d. legge Martino (legge 23.08.2004, n. 226).
Il disegno ordinativo che ci era stato illustrato nell’ultima riunione prevedeva una configurazione dell’area così articolata: un comando di vertice (Comando Territoriale Esercito-Comando della Capitale, come previsto dal razionale del DM 30 novembre 2010); n. 4 Comandi Militari Esercito Interregionali (CME IR di Torino, Padova, Firenze e Palermo) per trasformazione dei Comandi CME esistenti; n. 1 Comando Militare Autonomo (Cagliari), già esistente; infine, n. 12 Distaccamenti Territoriali Esercito per riconfigurazione riduttiva dei restanti CME. Inoltre, in linea con il processo di accentramento degli archivi, era prevista la soppressione dei Centri Documentali (CEDOC) secondo la seguente tempistica:
– entro settembre 2011: soppressione dei CEDOC conviventi nella stessa infrastruttura del sovraordinato CME (e dunque i Centri Documentali di Trento, Padova, Perugia, Napoli, Potenza -Ufficio Documentale-, Bari e Catanzaro) che dunque ne assorbirà le competenze in materia documentale;
– entro il 2014: soppressione dei rimanenti Centri Documentali in armonia con il processo di accentramento degli archivi cartacei in quattro poli di riferimento nelle sedi di Bologna (Cas. “Ex Stamoto”), Caserta (Cas. “Tescione”), Palermo (Cas. “Bichelli”) e Cagliari (Cas. “Mereu”), soluzione questa in linea con quanto già previsto dal progetto di digitalizzazione degli archivi della Difesa gestito dall’Agenzia Industrie Difesa (si veda il Notiziario n. 96 del 28.11.2011) che prevede la realizzazione di un centro unico di conservazione cartacea presso lo Stabilimento Grafico Militare di Gaeta.
Dunque, entro il già trascorso mese di settembre era prevista la soppressione dei CEDOC insistenti nella stessa infrastruttura dei sovraordinati CME (ripetiamo: Trento; Padova; Perugia, Napoli, Potenza (Uf. Doc.), Bari e Catanzaro), che ne avrebbero pertanto assorbito le relative funzioni/competenze attraverso l’inserimento di un “Ufficio Documentale” nell’ambito dello proprio S.M. Deve in ultimo aggiungersi che i provvedimenti in questione non avrebbero arrecato particolari disagi al personale civile, essendo prevista la ricollocazione di tutto il personale civile nell’ambito del CME accorpante ed insistente nella stessa infrastruttura, con la sola eccezione del CEDOC di Bari per il quale era previsto il reimpiego di n. 12 unità in altri Enti della F.A., comunque ubicati nella stessa città.
Ebbene, per quanto a noi risulta, i provvedimenti in questione allo stato non sono stati resi ancora operativi. Perché, ci siamo chiesti? Per un ritardo burocratico, magari legato al mancato perfezionamento del provvedimento? O, invece, per una scelta precisa della F.A. originata da un ripensamento del disegno ordinativo che ci era stato illustrato nell’ultima riunione e dall’intendimento di procedere in modo diverso, e magari più radicale, rispetto alle modalità e alla tempistica a noi note?
Per quanto sopra, siamo già intervenuti presso lo SME-RPGF con la nota che segue al presente Notiziario, riservandoci successive comunicazioni dopo la risposta della F.A.
* * * * *
Prot. n. 122/CND Roma 9 dicembre 2011
Oggetto: riordino area territoriale.
A STATO MAGGIORE ESERCITO
RPGF-Ufficio Organizzazione delle Forze
c.a. sig. Capo Ufficio
(Trasmissione fax al n. 06. 47357841)
e, p.c.: GABINETTO DEL MINISTRO
c.a. sig. Capo di Gabinetto
(Trasmissione fax al n. 06. 47352406)
Nel corso della riunione del 19 aprile scorso, codesto Ufficio ha illustrato alle OO.SS. nazionali la nuova tappa del ridisegno ordinativo dell’Area Territoriale della Forza Armata, che aveva già visto tre precedenti riunioni informative sullo stesso argomento (29.07.2009; 16.12.2009 e 9.06.2010).
In particolare, i provvedimenti illustrati nella riunione del 19 aprile 2011 prevedevano, presumibilmente entro il 30 settembre 2011 e comunque a premessa dell’emanazione di un nuovo D.M.:
– la ridenominazione del Comando Militare della Capitale in Comando Territoriale Esercito/Comando Militare della Capitale anche in ragione di quanto già previsto dal razionale del DM 30 novembre 2010, che ne prefigurava un potenziamento funzionale;
– la revisione dell’organizzazione intermedia, alle dirette dipendenze del predetto Comando, mediante l’accentramento di talune competenze in 4 Comandi Militari Esercito Interregionali (TORINO, PADOVA, FIRENZE e PALERMO) ed il Comando Militare Autonomo Sardegna (CAGLIARI);
– inoltre, per quanto attiene agli organismi esecutivi, sempre entro settembre del corrente anno, la soppressione dei Centri Documentali che convivevano nella stessa infrastruttura del sovraordinato CME, ossia relativamente alle sedi di Trento, Padova, Perugia, Napoli, Potenza (Ufficio Documentale), Bari e Catanzaro,
in merito ai quali provvedimenti, sempre nel corso della stessa riunione, ci erano state illustrate le nuove previsioni organiche e gli effetti sul personale civile effettivo, anche con riferimento alle procedure di reimpiego (semplificata o contrattuale con le ipotesi di ricollocazione).
In relazione a quanto precede, tenuto anche conto che dalla F.A., e in particolare da codesto Ufficio, non sono pervenute a tutt’oggi alle OO.SS. nazionali comunicazioni relative a intervenute modifiche del quadro illustrato in precedenza mentre, di contro, ci sono giunte segnalazioni di segno diverso da parte di nostre strutture sindacali delle sedi interessate, si chiede di conoscere con cortese urgenza:
– se sia stata data attuazione ai provvedimenti di cui sopra e se sia stato emanato il D.M. relativo;
– in caso negativo, se il processo di riordino subirà delle modificazioni ed eventualmente quali, sia per quanto attiene alla tempistica sia per quanto riguarda il loro contenuto;
– se, in attesa di dare esecutività ai nuovi provvedimenti, la struttura ordinativa e funzionale continuerà ad essere, e con quale presumibile orizzonte temporale, quella in essere, anche con riferimento alle competenze e attribuzioni del personale civile e, in particolare, dei Vice Capi CEDOC.
Si resta in attesa di cortese riscontro, segnalando che la questione riveste per la scrivente particolare urgenza.
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