Diamo subito la bella notizia, e solo dopo il commento. La bella notizia è che il problema relativo all’accordo FUA 2014, che aveva generato così tanta preoccupazione tra i colleghi, è definitivamente risolto con la sottoscrizione dell’accordo definitivo che è avvenuta oggi, al Gabinetto, a conclusione della riunione con il Sottosegretario Rossi, che vogliamo subito qui ringraziare per aver risposto con grande prontezza e sensibilità alla sollecitazione contenuta nell’ultimo capoverso della nota a Lui inviata dalla nostra O.S. il 31 gen. u.s., che ripubblichiamo su questa stessa pagina, nella quale sollecitavamo appunto la riunione. Se questa è la notizia, il commento relativo è presto fatto: siccome i termini veri della questione sono rimasti di fatto gli stessi che erano in campo nella precedente riunione del 22 dicembre u.s., è di tutta evidenza che, grazie a CGIL-CISL-UIL, abbiamo perso due mesi, il cui costo si scaricherà tutto sui lavoratori che verosimilmente percepiranno FUA e FUS 2014 con ulteriori due mesi di ritardorispetto ai tempi già abbondantemente ritardati a cui ci siamo dovuti abituare negli ultimi anni. Davvero un bel risultato!
Ricostruiamo la vicenda dall’inizio: dei quattro rilievi sull’ipotesi di accordo FUA 2014 operati dalla Funzione Pubblica (FP) con la nota del 13.11.2014 (che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 4), tre non comportavano particolari problemi mentre l’ultimo sì in quanto, in ordine all’affermata “incontrattabilità” del sistema di valutazione, viste le norme vigenti, si obbligava di fatto le Parti alla espunzione nell’accordo definitivo del comma 1 dell’art. 12 dell’Ipotesi. La modifica prospetta dal D.G. di PERSOCIV nel corso della riunione del 16 dicembre u.s. (si veda il Notiziario n. 131 di pari data) ci era apparsa sin da subito ragionevole, in quanto avrebbe garantito “l’ulteriore corso del contratto” e, conseguentemente, lo sblocco dei quattrini ancora bloccati. C’era un problema, però, e grande: quella modifica avrebbe potuto avere effetti distruttivi sugli accordi locali per la distribuzione del FUS e, proprio per questo, con la nostra lettera inviata il 16.12.2014 al Sottosegretario e che ripubblichiamo anch’essa su questa stessa pagina come allegato 5, avevamo chiesto che fosse fornita una garanzia politica piena sulla validità e sull’ attuazione degli accordi locali per la distribuzione del FUS 2014.
E questa garanzia politica era arrivata proprio dallo stesso Sottosegretario il quale, nel corso della riunione del 22 dicembre u.s. (vds. Notiziario n. 133 di pari data), si era detto disposto a firmare una “determina” con la quale, in via straordinaria per il solo 2014, veniva disposto il recupero quasi integrale del testo del comma 1 dell’art. 12 dell’ipotesi di accordo. Il cui effetto pratico sarebbe stato quello di confermare l’impianto di distribuzione del FUS 2014 nei termini presenti nell’ipotesi di accordo e con esso, a cascata, gli accordi locali e le risultanze delle valutazioni effettuate in loco. Una soluzione ragionevole, lo ripetiamo, rispetto alla quale CGIL-CISL-UIL si sono allora dichiarati indisponibili chiedendo ulteriore tempo per approfondire il problema e per firmare l’accordo FUA, un supplemento di riflessione che è costato due mesi di ritardo e che si tradurrà verosimilmente in un pari ritardo nei pagamenti FUA-FUS.
Per comprendere meglio il problema, invitiamo i lavoratori a operare una verifica prendendo in esame i due testi, mettendo a confronto tra loro la proposta di determina venuta dal Sottosegretario il 22 dicembre u.s. e allora respinta da CGIL-CISL-UIL (si legga l’allegato 1 pubblicato su questa pagina) e quella che ha avuto oggi invece il pieno assenso delle tre sigle (si legga l’allegato 2 anch’esso pubblicato su questa pagina). In quest’ultima determina, la polpa vera, quella finalizzata a recuperare il sistema di valutazione contenuto nell’Ipotesi e poi cassato dalla F.P. e a salvare le risultanze degli accordi locali sul FUS, è rappresentata dal contenuto del comma 1, che recepisce integralmente il testo del comma unico della prima determina, e dunque non aggiunge né sottrae nulla in quanto il testo è proprio lo stesso. Ci si deve allora chiedere: perché ci sono voluti due mesi di riflessione per dare l’assenso ad un testo che presenta contenuti perfettamente analoghi a quelli del 22 dicembre 2014? Mistero non chiarito!
Attenzione, però: rispetto alla prima determina, c’è un secondo comma in quella firmata oggi dal Sottosegretario, e qualcuno potrebbe anche giustificare il ritardo di due mesi con questa novità. Una balla colossale, nel caso, perché il comma n. 2 per una parte afferma cose del tutto scontate e, per l’altra, introduce addirittura un elemento peggiorativo. Infatti, per una parte dice cose del tutto ovvie e scontate, in quanto già acclarate dalle norme legislative e contrattuali vigenti: riconosce “il valore della contrattazione decentrata di posto di lavoro” (ma è non è già prevista dal D. Lgs 165/2001 e dai CC.CC.NN.LL. vigenti?) e quindi afferma che sarà l’accordo FUA a determinare la “quota parte” di risorse destinate a finanziare i progetti locali (ma non è sempre avvenuto così? negli accordi FUA non si definisce l’entità del finanziamento del Fondo di sede con la relativa quota pro capite?). C’era allora proprio bisogno della determina del Sottosegretario per garantirci, per il 2015, cose che le Parti sindacali hanno sempre ottenuto, contratto alla mano, nel Ministero della Difesa come in qualsiasi altra Amministrazione Pubblica? Non è avvilente che attribuzioni contrattualmente esigibili siano oggetto addirittura di una determina? Sin qui, dunque, aria fritta, solo e semplice aria fritta, che i lavoratori certamente valuteranno per quella che è.
La novità vera, però, quella che va addirittura a peggiorare la situazione, è invece un’altra, e sta nella parte iniziale di questo comma 2, laddove si afferma “che è in corso di aggiornamento il sistema di valutazione della performance individuale per il personale civile delle aree funzionali del Ministero della Difesa”. Questo, a ben vedere, costituisce, di fatto, la “certificazione” (lo stesso Sottosegretario ha convenuto con questo tipo di lettura) che il 2015 vedrà il varo del nuovo sistema di valutazione della performance individuale del personale non dirigente del M.D., che – lo ricordiamo- trae origine dalle innovazioni introdotte dall’ ex Ministro della F.P. Brunetta con il titolo III del D. Lgs. 27.10.2009, n. 150.
Questo è allora, in soldoni, il clamoroso risultato ottenuto oggi da CGIL-CISL-UIL dopo la pausa di riflessione chiesta il 22 dicembre e durata quasi due mesi, e la cosa appare quantomeno paradossale per almeno una delle tre sigle che, insieme a noi in quegli anni difficili, combattè in prima linea e meritoriamente contro Brunetta e le sue ossessioni premiali, d’impronta falsamente meritocratica e di ispirazione simil-poliziesca.
Emerge allora, in tutta evidenza, il risultato finale di questa partita giocata davvero male, a tutto vantaggio dell’Amministrazione, che ha così portato a casa il suo obiettivo principale: il nuovo sistema di valutazione, la cui entrata in vigore viene certificata dalla determina di oggi. Potevamo chiudere la partita a dicembre 2014; la si è invece voluta rinviare, e oggi la si è certamente chiusa, ma con risultati peggiori.
Per quanto ci riguarda, FLP DIFESA aveva già dato il suo assenso il 22 dic. in quanto la determina offriva già allora le garanzie richieste sull’attuazione degli accordi FUS 2014, e coerentemente lo ha riconfermato anche oggi a fronte della nuova determina che traguarda uguale risultato. Ma lo ha fatto, dopo aver espresso all’on. Rossi le valutazioni di cui al presente Notiziario e segnalando il ritardo di due mesi nella sottoscrizione dell’accordo, che si tradurrà verosimilmente in una corrispondente ritardo nei pagamenti.
Si chiude dunque qui, e a nostro giudizio con non grande onore, la partita relativa all’accordo per la distribuzione del FUA 2014, in quanto a fine riunione è stato firmato l’accordo con la modifica dell’art.12 (si veda l’allegato 3 pubblicato su questa stessa pagina). Dunque, anche se con ritardo, PERSOCIV potrà ora avviare la richiesta al MEF per la messa in disponibilità delle risorse, quelle c.d. “fisse”, che ipotizziamo verranno accreditate nella seconda metà dell’anno in corso. Invece, per quelle c.d. “variabili”, se emergeranno, occorrerà sottoscrivere una seconda ipotesi di accordo, il cui percorso speriamo sia meno travagliato di quella sottoscritta il 13 giugno.
In merito al sistema di valutazione, la cui proposta per il 2015 ci è stata consegnata dall’Amministrazione nella riunione del 22 dicembre u.s. e che ripubblichiamo su questa stessa pagina (vds allegato 6), CGIL-CISL-UIL hanno chiesto di avere più tempo per fornire i contributi richiesti dal Sottosegretario. E, molto casualmente, hanno chiesto che il termine slitti a dopo le RSU……. Non ci vuole poi molto a capire il perché……..
La FLP DIFESA, invece, ha già provveduto a fornire all’on. Rossi le proprie considerazioni – molto negative -sul sistema di valutazione che l’AD propone per il 2015 (vds nota allegato 7 che ripubblichiamo su questa stessa pagina). E lo abbiamo fatto subito, alla luce del sole e nel pieno della campagna elettorale RSU, perché i lavoratori sappiano come la pensiamo e possano giudicarci anche attraverso il voto.
Molti colleghi sono alle prese in questi giorni con le domande di ammissione alla procedura di mobilità esterna volontaria promossa dal Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria del Personale e dei Servizi del Ministero della Giustizia, con l’“avviso” ai sensi dell’art. 30 del D.Lgs 165/2001 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 5 del 20.01.2015, IV serie speciale concorsi ed esami. Trattasi di un bando relativo a complessivi 1031 posti a tempo indeterminato e pieno, riferiti a diversi profili dell’ordinamento professionale di quel Ministero, di cui ben 835 di area III e solo n. 196 di area II, e per le sedi di cui all’allegato A dell’avviso ( pubblichiamo tutti i documenti dell‘avviso su questa stessa pagina).
I problemi nascono tutti dalla documentazione che l’art. 4 dell’avviso di mobilità chiede di allegare alla domanda da inoltrare al Ministero della Giustizia. Due, in particolare, i documenti richiesti:
“espressa dichiarazione che l’Amministrazione è soggetta a regime di limitazione delle assunzioni e non può sostituire il personale ceduto per mobilità con nuove unità di personale”;
“copia della richiesta all’Amministrazione di appartenenza di nulla osta non condizionato al trasferimento ovvero, laddove già in possesso, copia dell’assenso in data non anteriore a 6 (sei) mesi dalla data di scadenza del presente avviso di mobilità”.
A tal riguardo, si pongono alcuni problemi che brevemente vogliamo qui richiamare.
Con riferimento all’ “espressa dichiarazione” sul regime di limitazione delle assunzioni in atto nell’Amministrazione di appartenenza e sulla non sostituibilità del personale ceduto, in considerazione degli aspetti tecnici e normativi sottesi a questo documento, è comprensibile come il lavoratore interessato si rivolga al proprio Ente per ottenere chiarimenti e attestazioni che ovviamente non arrivano, stante la mancanza di indicazioni dai livelli centrali o da quelli gerarchicamente superiori.
Con riferimento alla richiesta di nulla osta, invece, il problema che si pone nasce dal fatto che non esistono allo stato nell’AD criteri concordati che regolano la mobilità esterna volontaria, atteso che tutte le richieste del Sindacato per ridefinire le regole per la gestione dell’istituto in argomento (ma anche di altri istituti, in primis la mobilità interna volontaria), pur approdati a specifici tavoli di confronto con l’AD, sono miseramente naufragati sulla spinosa questione relativa ai “pareri” – che si vogliono vincolanti – degli Organi Programmatori, che l’Amministrazione ha posto praticamente in forma pregiudiziale facendo di fatto fallire ogni tentativo di pervenire ad un accordo. Con il risultato che, allo stato, non esistono criteri e regole codificate per la gestione della mobilità volontaria. Appare allora evidente come, in questo contesto, il lavoratore chieda di conoscere i criteri attraverso i quali l’AD perverrà ai suoi “si” o ai suoi “no”, affinchè sia eliminata o ridotta al minimo ogni possibile discrezionalità da parte dell’AD, ancorando così il rilascio dei nulla osta a elementi certi assicurando anche la massima trasparenza a tutta l’operazione.
Infine, si pongono alcuni interrogativi in relazione alle istruzioni recentemente emanate sulla ricollocazione del personale delle Province, oggetto proprio oggi di risposte del Governo (si veda l’allegato 5 su questa stessa pagina).
Se questi sono i problemi che fanno da sfondo all’avviso di mobilità del Ministero della Giustizia, non comprendiamo come mai la nostra Amministrazione centrale non abbia dato segni di vita in una circostanza che sta suscitando grande attenzione ed interesse da parte di moltissimi lavoratori. Per la verità, siamo a conoscenza che alcuni Organi Programmatori hanno sollecitato PERSOCIV a fornire indicazioni al riguardo, però senza alcun risultato, come emerge chiaramente dal messaggio di SME DIPE che pubblichiamo su questa stessa pagina.
Per questo motivo, siamo intervenuti direttamente presso il Sottosegretario on. Rossi con la nota qui pubblicata, in merito agli sviluppi della quale facciamo riserva di ulteriori informazioni ai colleghi.
Al momento in cui ci accingiamo a scrivere questo Notiziario, non è ancora arrivata la convocazione, che il Sottosegretario Rossi aveva preannunciato indicativamente per la seconda settimana di gennaio, per risolvere il problema innescato dai rilievi dalla Funzione Pubblica (FP) sull’ipotesi di accordo sul FUA 2014.
Ricordiamo brevemente il problema: dei quattro rilievi operati dalla FP con la nota datata 13.11.2014, resa nota alle OO.SS. solo un mese più tardi, tre non comportano particolari problemi, mentre l’ultimo sì in quanto, in ordine alla affermata “incontrattabilità” del sistema di valutazione, obbligherà alla espunzione nell’accordo definitivo del comma 1 dell’art. 12 dell’Ipotesi. La modifica prospetta dal D.G. di PERSOCIV nel corso della riunione del 16 dic. u.s. (si veda il Notiziario n. 131 di pari data) ci era apparsa da subito ragionevole, in quanto avrebbe garantito “l’ulteriore corso del contratto” e, conseguentemente, lo sblocco dei quattrini oggi bloccati, e inoltre non avrebbe creato alcun problema in ordine all’attuazione degli accordi locali FUS, a condizione che, come avevamo chiesto nella nota del 16 dicembre al Sottosegretario, venisse assicurata una totale garanzia al riguardo, evidentemente tutta e solo politica, con una idonea iniziativa di carattere operativo. E questa garanzia politica è arrivata proprio dallo stesso Sottosegretario il quale, nel corso della riunione da noi richiesta del 22 dicembre u.s. (si veda il Notiziario di pari data n. 133), si era detto disposto a firmare una “determina” con la quale, in via straordinaria per il solo 2014, si disponeva il recupero quasi integrale del testo del comma 1 dell’art. 12 dell’ipotesi di accordo, il cui effetto sarebbe stato quello di confermare in toto l’impianto di distribuzione del FUS 2014 nei termini concordati nell’ipotesi di accordo e, con esso, tutti gli accordi locali e le risultanze delle valutazioni effettuate in loco. Una soluzione ragionevole, lo ripetiamo, rispetto alla quale altre sigle hanno sospeso il giudizio, chiedendo ulteriore tempo per approfondire il problema e per firmare l’accordo FUA. Un supplemento di riflessione che ci è già costata un mese di ritardo, e che si tradurrà in un ritardo pari nell’arrivo delle risorse FUA.
Nell’attesa della convocazione, che comunque risollecitiamo attraverso questo nostro Notiziario, e nelle more della soluzione che le Parti riterranno di adottare, ci sembra però necessaria, anche sulla base di quanto avvenuto negli ultimi anni, una riflessione a tutto tondo sulle questioni che fanno capo al FUA.
E’ indiscutibile che la gestione del FUA viva oggi nel MD, ma non solo, una stagione fortemente critica. Risorse che si riducono anno dopo anno, fissate a insindacabile scelta del MEF e senza alcuna trasparenza sul calcolo; tempi di corresponsione di FUA e FUS che si allungano di anno in anno; ipotesi di accordo sistematicamente messe in discussione dal duo delle meraviglie FP/MEF, spesso con pretesti incomprensibili e molto spesso contraddittori, che comunque obbligano le Parti a riscrivere gli accordi di fatto sotto dettatura; accordi FUS messi in discussione, non solo per i riflessi conseguenti ai rilievi degli Organi certificatori, ma anche per le entrate a gamba tesa di molti Ispettori, che, in sede di controllo, contestano la legittimità degli accordi locali rimettendoli in discussione, con il rischio reale che i lavoratori possano essere costretti a restituire il FUS già percepito, magari con interessi e rivalutazione. Non se ne può davvero più, soprattutto quando si pensa che, alla fin fine, si tratta solo di poche centinaia di euro: se MEF e FP impegnassero più utilmente il loro tempo, forse lo Stato ne trarrebbe maggiori utilità!
Appare allora non più rinviabile, a nostro avviso, una riflessione a 360° sulle criticità attuali in merito alla distribuzione di FUA e FUS, e noi di FLP DIFESA l’abbiamo già fatto, scrivendo alla Ministra Pinotti la nota che pubblichiamo su questa stessa pagina con le nostre proposte per il FUA 2015, che recano in particolare la richiesta di dar subito il via alla trattativa con le OO.SS. per la definizione dell’accordo sui passaggi economici interni con decorrenza 1.1.2015, posto che la Legge di Stabilità 2015 ne ha di fatto decretato lo sblocco.
L’on. Domenico Rossi, Sottosegretario di Stato alla Difesa
Riunione ancora interlocutoria, ma che è probabilmente servita a gettare le basi per la soluzione del problema legato all’accordo per la distribuzione del FUA 2014. Potrebbe essere questa, in estrema sintesi, il succo dell’incontro di oggi pomeriggio, a tavoli uniti, con il Sottosegretario on. Domenico Rossi.
Sulla natura del problema, ne abbiamo diffusamente parlato nel Notiziario n. 131 del 16 u.s.: a fronte di una ipotesi di distribuzione del FUA 2014 che è copia conforme degli accordi definitivi 2012 e 2013, F.P. ha formulato quattro rilievi, tre dei quali non comportano particolari problemi mentre l’ultimo sì in quanto, in ordine alla dichiarata “incontrattabilità” del sistema di valutazione, obbligherà alla espunzione in sede di accordo definitivo del comma 1 dell’art. 12 dell’ipotesi di accordo, che reca appunto il sistema di valutazione contrattato dalle Parti firmatarie, rilievo pesantissimo e comunque non operato dalla stessa FP in ordine agli accordi degli anni precedenti che recavano lo stesso testo. Davvero molto strano e contraddittorio!
Nella riunione del 16 u.s. (si veda il Notiziario n. 131 di pari data), l’Amministrazione ha proposto lo stralcio del comma 1 dell’art. 12 e la sua sostituzione con il seguente nuovo comma: “la remunerazione della produttività progettuale (dunque dei progetti già fatti) è operata sulla base delle risultanze del sistema di valutazione dell’Amministrazione” . Una soluzione che, sul piano tecnico, ci è apparsa ragionevole, e lo abbiamo detto chiaramente in riunione e anche nel Notiziario, per i due buoni motivi che qui ribadiamo:
perché garantirebbe “l’ulteriore corso del contratto” e, conseguentemente, lo sblocco delle risorse economiche afferenti al FUA, altrimenti bloccate in virtù delle norme vigenti in mancanza di accordo certificato o rivisitato alla luce delle condizioni e raccomandazioni venute dalla FP;
perchè il riferimento, per la remunerazione dei progetti di produttività, al “sistema di valutazione dell’Amministrazione” sarebbe compatibile con gli approdi dei tavoli locali, tenuto conto che il citato sistema di valutazione dell’Amministrazione non può che essere quello adottato a livello locale a seguito degli accordi FUS sottoscritti dalle Parti, atteso che attualmente non opera all’interno dell’a Difesa alcun sistema di valutazione della performance che, come noto, è stato sospeso con lettera n. 500565 del 16.02.2012 a firma dell’allora Sottosegretario dr. G. Magri
Da qui, la nostra disponibilità ad accogliere la proposta tecnica dell’Amministrazione, tenuto conto che consentirebbe di sottoscrivere l’accordo definitivo FUA 2014 e conseguentemente di sbloccarne le risorse. C’era, e c‘è, un solo problema: i possibili riflessi negativi sulla distribuzione del FUS 2014, in quanto potrebbe avvenire che i Dirigenti degli Enti, sulla base dello stralcio del comma 1 dell’art. 12 dell’ipotesi di accordo, fossero indotti a rimettere in discussione le modalità di misurazione e di valutazione dell’apporto partecipativo del dipendente sinora ricompreso nel range tra 1 e 1,5. E questo ovviamente creerebbe un enorme problema, tenuto conto che siamo praticamente a fine anno 2014, e dunque a progetti già quasi tutti completati, e, in moltissimi casi, a valutazioni e misurazioni già operate.
E’ il motivo per il quale siamo già intervenuti presso il Sottosegretario Rossi con la lettera che ripubblichiamo sul nostro sito: prima di chiudere l’accordo definitivo, serve l’assoluta garanzia – tutta e solo politica, con il seguito delle più adeguate iniziative di carattere operativo – che le modifiche ipotizzate in sede di accordo definitivo FUA 2014 non comportino la rimessa in discussione degli accordi locali sul FUS 2014 e la modifica delle modalità di misurazione e valutazione della produttività progettuale individuale rispetto a quelli adottati negli Enti sulla base del comma 1 dell’art. 12 dell’ipotesi FUA 2014.
Ebbene, a nostro avviso, questa garanzia politica oggi ci è stata offerta: il Sottosegretario si è detto disposto a firmare una “determina” (atto amministrativo monocratico, attraverso il quale si esplica, in questo caso, la precisa volontà del Vertice politico), che verrebbe trasmessa a tutti gli Enti del M.D., con la quale, “in via transitoria ed eccezionale per l’anno 2014”, dispone che i Dirigenti degli Enti distribuiscano le risorse del FUS “nell’ambito di specifici progetti, programmi e/o piani di lavoro di miglioramento o di mantenimento di apprezzabili livelli di servizio”, che lo facciano “a conclusione dei processi di misurazione e di valutazione della produttività, con esclusione di ogni meccanismo di erogazione automatica”, e sulla base “del livello di conseguimento degli obiettivi predefiniti ed al grado di adeguatezza dell’effettivo apporto del dipendente, espressi, purché positivi, con un coefficiente compreso tra 1 e 1,5”, e, infine, che la distribuzione avvenga “previa comunicazione partecipativa al dipendente della verifica effettuata“.
A ben leggere, trattasi, in buona sostanza, del testo del comma 1 dell’art. 12 dell’ipotesi di accordo che la FP ci ha “invitato” (eufemismo evidente) ad espungere dal testo dell’accordo definitivo, ma che viene interamente recuperato all’interno della “determina“ del Sottosegretario Rossi, il cui effetto sarà quello di confermare in toto l’impianto della distribuzione del FUS 2014 nei termini concordati nell’ipotesi di accordo e, con esso, tutti gli accordi locali e le risultanze delle valutazioni effettuate in loco.
Dobbiamo dare atto al Sottosegretario della Sua disponibilità a fornire quella “garanzia politica” che avevamo richiesto nella nostra lettera del 16 u.s., e per questo abbiamo espresso la nostra valutazione positiva e la disponibilità a sottoscrivere l’accordo definitivo sul FUA 2014 nei termini di cui sopra, anche per non perdere ulteriore tempo che avrebbe il solo effetto di far slittare in avanti la richiesta delle somme del FUA 2014 al MEF e, conseguentemente e prevedibilmente, anche i pagamenti FUA e FUS.
Lo stesso non hanno fatto altre sigle che, dopo quello che è apparso un sostanziale via libera iniziale da parte di alcune di esse, hanno chiesto ulteriore tempo per approfondire il problema e per firmare l’accordo FUA. Come FLP DIFESA ne abbiamo responsabilmente preso atto, senza chiedere alcuna forzatura, nel pieno rispetto delle altrui valutazioni e al solo fine di non spaccare il fronte delle sigle firmatarie dell’ipotesi di accordo. Il tempo di riflessione non potrà comunque andare oltre la prima metà di gennaio, entro la quale il Sottosegretario ha già anticipato che convocherà le Parti per la scelta definitiva.
Dunque, come dicevamo in apertura di Notiziario, la riunione di oggi non è stata risolutiva del problema FUA 2014, ma ha gettato le basi affinché la soluzione ipotizzata (non ci pare esistano alternative) vada in porto.
Nel corso della stessa riunione, sono stati toccati gli altri due argomenti previsti dall’o.d.g..
Contributi delle OO.SS. sul tema della civilizzazione e avvio del confronto
Nel ringraziare dei contributi sollecitati dallo stesso on. Rossi ma venuti però solo da alcune OO.SS., il Sottosegretario ha indicato nella seconda decade di gennaio il momento di avvio del confronto con le OO.SS., finalizzato comunque al redigendo “Libro Bianco”. A tal riguardo, abbiamo riproposto uno dei temi conduttori del “contributo” dato da FLP DIFESA (si veda il “documento” allegato al Notiziario n. 130), quello di avviare presto il percorso che porterà al “Regolamento” previsto dall’art 1 D. Lgs. 7, che dovrà fissare i “criteri” per l’“attribuzione di compiti e funzioni” ai civili, senza i quali temiamo che la c.d. “civilizzazione” resti solo una enunciazione di facciata, come è avvenuto in questi 10 mesi post D. Lgs. 7.
Sistema di valutazione della performance individuale per l’anno 2015
Eravamo stati facili profeti (si veda il Notiziario n. 131 del 16 u.s.) a immaginare che, sulla scorta dei rilievi venuti dal MEF sull’ipotesi di accordo FUA 2014, l’Amministrazione potesse cogliere la palla al balzo per lanciare il nuovo sistema di valutazione della performance individuale per l’anno 2015. Così in effetti è avvenuto e, nel corso della riunione, ci è stata consegnata la bozza messa a punto dall’A.D. (che pubblichiamo su questa stessa pagina) e sui contenuti della quale le OO.SS. sono state invitate, entro un mese, a produrre osservazioni e contributi, che solo questo potranno fare a causa della sua“incontrattabilità”. Nel prenderne atto, la nostra O.S. si è riservata di esprimere le proprie valutazioni sulla bozza dell’A.D. solo dopo un’attenta lettura e dopo averla messa a confronto con la vecchia “direttiva” del 23.12.2010, nei confronti della quale FLP DIFESA espresse a suo tempo un giudizio radicalmente negativo e contro la quale ricorse in giudizio, poi interrotto a seguito della sospensione intervenuta con la nota del SSS Magri.
Abbiamo in ogni caso riproposto il nostro pensiero sul fatto che, per le condizioni date del MD e per quelle di prospettiva fino al 2018, appare scarsamente sostenibile un sistema di valutazione dei civili.
Nel corso della riunione pomeridiana di ieri – rigorosamente a tavoli separati per volere di CGIL-CISL-UIL – il Sottosegretario Rossi ha fornito alcune risposte, ancorché ancora interlocutorie, in merito alle questioni da noi sollevate in precedenza. Non è invece arrivata la più importante delle risposte che attendevamo, quella sull’avvio del confronto sul redigendo Regolamento ex art. 1 del D. Lgs. n. 7/2014, e la cosa comincia davvero ad insospettirci e anche a preoccuparci parecchio, anche perché siamo di fronte ad un impegno politico preciso assunto dalla attuale Ministra Pinotti e allo stato totalmente disatteso.
Ma partiamo innanzitutto dalle risposte fornite dall’on. Rossi, accompagnandole con le nostre considerazioni.
TABELLA DI EQUIPARAZIONE MILITARI-CIVILI
L’ esigenza di una profonda rivisitazione della vigente tabella di equiparazione tra gradi militari ed inquadramenti civili, quella allegata al Decreto IM 18.04.2002 che regola ancora oggi i transiti nei ruoli civili dei militari inidonei al servizio per motivi di salute, è cosa che FLP DIFESA, che contro quella tabella organizzò dieci anni fa una forte azione di contrasto culminata con la grande manifestazione del 6 luglio 2002, ha da tempo immemore segnalato all’attenzione dei Ministri che si sono succeduti in questi anni. Una esigenza riemersa più di recente a causa del crescente numero di transiti nei ruoli civili: dopo i 1.300 circa nel periodo tra 2002/2012, già inseriti nei ruoli civili come da comunicazione SMD su cui abbiamo in corso degli approfondimenti, quelli operati nel 2013 sono stati pari a n. 202 unità mentre nel 2014 (e sino al 30 set.) sono stati in numero di n. 184, dati questi forniti in riunione dal DG di PERSOCIV). Ultimamente, la questione è tornata di forte attualità in relazione a quanto previsto dall’art 4 D. Lgs. 8/2014 (COM art. 2209-quinquies, comma 5) che prevede il transito anche ordinario (e non solo dunque per motivi di salute) dei militari nei ruoli civili delle AA.PP. sulla base di una tabella adottata con DPCM su proposta della F.P. di concerto con il MEF, tabella che una volta entrata in vigore regolerà tutti i transiti dei militari, idonei e non idonei per salute, verso i ruoli civili del Ministero Difesa
La proposta iniziale di nuova tabella dell’AD prevedeva l’inquadramento dei Sottufficiali in area 2^ e quello degli Ufficiali in area 3^, nelle diverse fasce retributive a secondo del grado di provenienza, fatta eccezione, e qui stava il punto, per il grado apicale dei Sottufficiali (1° Maresciallo, anche con qualifica di Luogotenente) per i quali era previsto – vds. note in calce- il transito in area 3^-F1 qualora “in possesso del diploma di laurea specialistica o quadriennale vecchio ordinamento o dall’aver svolto, con valutazione positiva, un incarico che l’ordinamento attribuisce agli Ufficiali” . Praticamente, un’autostrada aperta per il transito massiccio di Luogotenenti e Marescialli in area 3^, rispetto alla quale si saldò successivamente, pur partendo da posizioni diverse (CGIl-CISL-UIL) e attraverso i tavoli di luglio (Notiziario n. 87 del 29.07.2013), una posizione unitaria di tutte le OO.SS., che di fatto chiedevano il transito secco dei SU. in area 2^ e degli U. in area 3^. Una posizione, questa, che, dopo ampia discussione, l’allora Sottosegretaria sen. Pinotti fece propria nella riunione del 22.11.2013 (si veda a tal proposito il Notiziario n. 122 di pari data), impegnandosi a inviare all’attenzione della FP, come proposta congiunta AD-OO.SS, la tabella predisposta dall’A.D. con lo stralcio delle note in calce.
Ebbene, nel corso della riunione odierna, il Sottosegretario Rossi ci ha detto che si è ancora in attesa delle scelte di MEF e FP, alla quale comunque è stato comunque inviato un sollecito in data 27 ott. u.s..
Dunque, a distanza di oltre un anno, la FP non ha ancora deciso nulla. Quando si dice la tempestività… Come FLP DIFESA, preso atto delle comunicazioni dell’on. Rossi, abbiamo chiesto un autorevole intervento della Ministra teso a sollecitare l’emanazione del DPCM con la tabella proposta dall’ A.D..
PERMESSI DI SERVIZIO
Ricordiamo innanzitutto il problema: con nota prot. n. 35237 del 20 maggio 2014, il D.G. di PERSOCIV
ha invitato tutti gli Organi Programmatori (SMD, SGD, SS.MM. di F.A., Cdo Gen. CC) a informare gli Enti dipendenti sulla cessazione di efficacia del CCNI, titolo 2°, capo V°, art. 3, rendendo così inagibili i “permessi di servizio” per la partecipazione alle riunioni sindacali. Il problema era noto da tempo, e l’A.D. non l’ha voluto affrontare come noi avevamo richiesto. Poi, di colpo, “l’incredibile fendente del D.G. di PERSOCIV che segna, a nostro avviso, il punto più basso nelle relazioni sindacali dell’ultimo ventennio” (Notiziario n. 68 ) , atteso che è stato operato senza neanche uno straccio d’informazione alle OO.SS., né preventiva né successiva, e contestualmente al preannuncio del dimezzamento delle agibilità sindacali, poi avvenuto con l’art. 7 DL 90. Un colpo davvero al buio e micidiale!
Immediata la nostra reazione, la lettera al Vertice politico e il tavolo tecnico dell’8 luglio (vedasi il Notiziario n. 73). In quella sede abbiamo formalizzato la nostra proposta: recepire in ambito Difesa l’art. 11 del CCNI Ministero Giustizia del 29.07.2010, dunque successivo al D.Lgs. n. 150/2009, e già certificato da MEF e FP) che recita testualmente così: “Le trattative per la contrattazione integrativa decentrata si svolgono di norma al di fuori dell’orario di lavoro. Qualora non sia possibile, i componenti delle delegazioni di parte sindacale, precisamente i componenti delle RSU e, nel limite di due componenti per ciascuna sigla, gli appartenenti alle OO.SS. di categoria firmatari e del CCNL, non sono tenuti al recupero delle ore ivi impiegate”. Ma la nostra proposta si è spinta anche oltre: uno, e non due, i componenti per sigla; il “non recupero” limitato alle sole ore di partecipazione alla riunione, attestate dall’Ente che ne è sede; infine, nessun onere a carico dell’A.D. Una proposta, che il Sottosegretario ha tenuto inizialmente ferma, preferendo inviare alla FP una richiesta di deroga rispetto ai contenuti del CCNQ del 1998 in materia di agibilità sindacali , proposta che ha avuto il riscontro negativo della FP.
La novità di oggi sta in questo: preso atto della risposta negativa della FP, l’A.D. si attiverà per la presentazione di un emendamento ad hoc al DDL di stabilità 2015 ora all’esame del Senato (AS n. 1698, già pubblicato sul nostro sito), finalizzato ad estendere alla Difesa la norma del CCNI Giustizia sopra richiamata per consentire le riunioni con le Parti sociali durante l’orario di lavoro, con la variante di un solo rappresentante sindacale per ogni sigla. Nell’attesa di conoscere gli esiti dell’iniziativa del Sottosegretario, ci è comunque stato comunicato in riunione che PERSOCIV sta approntando una nota con la quale verrà chiarito agli Enti che le riunioni con le OO.SS. vanno fatte fuori dell’orario di lavoro.
La nostra O.S., dopo aver ricordato le criticità attuali presenti su tutti i tavoli locali, ha preso positivamente atto dell’iniziativa del Sottosegretario, che recepisce di fatto la nostra proposta sul tavolo tecnico dell’8 luglio u.s., che però, per avere possibilità di successo, dovrà ovviamente essere fortemente sostenuta in sede politica dalla Ministra, soprattutto presso FP e MEF, e anche per assicurare il parere positivo del Governo. Speriamo che la questione si possa risolvere per questa strada, in caso contrario occorrerà trovare soluzioni di carattere interno, atteso che, anche in relazione agli impegni legati al riassetto delle FF.AA., esiste la necessità di dare agibilità ai tavoli locali.
ECCEDENZE E PENSIONAMENTI SOPRANNUMERI
Il Sottosegretario ha fornito i numeri relativi al raffronto tra gli organici fissati dal DPCM 22.01.2013 e le consistenze effettive di personale civile, ma lo ha fatto con riferimento al 31.12.2013: eccedenze in area 1^ per n. 164 unità e in area 2^ per n. 663 unità; carenza in area 3^ per n. 258 unità. I dati non si discostano molto, ovviamente, da quelli rilevati da PERSOCIV a seguito dell’indagine disposta con la circolare n. 55028 del 6.09.2013 e forniti dalla dr.ssa Preti nel corso della riunione del 23 ottobre 2013 (si veda il Notiziario n. 116 di pari data). E’ ben strano che non siano stati forniti numeri più aggiornati, di cui l’Amministrazione è sicuramente in possesso a seguito delle rilevazione disposta dal Gabinetto con con foglio n. 31927 dell’11.08. 2014 (si veda il Notiziario n. 96 del 15 settembre), e che è servita per la messa a punto del piano di riassorbimento delle eccedenze inviato alla FP e che di fatto ha sbloccato le assunzioni dei vincitori di concorso. A quanto ne sappiamo noi (ne abbiamo già riferito in altro Notiziario), le eccedenze attuali di area 1^ assommerebbero a circa 130/50 unità, mentre quelle di area 2^ sarebbero pari a circa 450/500. Dette eccedenze dovranno essere assorbite entro il 31.12.2016, e per quella data le eccedenze di area 2^ verrebbero tutte assorbite attraverso i pensionamenti con regole Fornero, mentre quelle di area 1^ anche attraverso l’utilizzo delle regole pre Fornero per un centinaio circa di posizioni (quest’ultimo dato è stato fornito dallo stesso Sottosegretario in riunione).
Per quanto riguarda invece le carenze di area 3^, esse dovrebbero essere per gran parte ripianate attraverso l’assunzione di tutti i vincitori dei concorsi banditi nel 2007 (si veda il nostro Notiziario n. 120 del 20.11.2014), già autorizzati dalla FP ma non ancora dal MEF ai fini della copertura economica.
A tal riguardo, abbiamo risegnalato ancora una volta al Sottosegretario le necessità di avviare con urgenza un piano straordinario di assunzioni per gli Enti dell’area industriale, attingendo alle graduatorie degli idonei, questione questa che l’on. Rossi ha confermato essere all’attenzione della Ministra.
ESTERNALIZZAZIONI
Il SSS ha comunicato che sono in atto studi da parte delle quattro FF.AA. per verificare la possibilità di ridurre le esternalizzazioni ancora in atto: alcune FF.AA sono più avanti di altre per proprie caratteristiche legate alla maggiore presenza di personale civile (Marina Militare e Esercito), e potrebbero fare da battistrada nel confronto con le OO.SS. nazionali legando il tutto alla attuale fase di riorganizzazione, fatta salva la necessità di una riunione sul tavolo politico su tutta la materia.
Al riguardo, FLP DIFESA ha ricordato le importantissime novità di cui all’art. 12 del D. Lgs. n. 8 (art. 2259-sexies), tutte originate da precise richieste del Sindacato nel corso dei confronti di luglio 2013 sugli schemi di decreti attuativi della delega: individuazione dei settori di spesa improduttiva e riqualificazione della spesa; ricognizione dei servizi e lavori esternalizzati e operazioni crescenti di reinternalizzazione; risparmi destinati al sostegno della produzione e all’ efficientamento degli Enti. Trattasi di impegni precisi fissati dalla legge, rispetto ai quali la nostra O.S. ne ha chiesto l’attuazione a premessa delle operazioni di riordino dei Poli dell’Esercito e degli Arsenali MM., che ovviamente non potranno non essere connessi all’ attribuzione di compiti e funzioni al personale civile ( art. 1, comma 2-bis, let e D.Lgs n. 7/2014) e ad una formazione specialistica mirata a potenziare i saperi lavorativi .
Questi contenuti e le risultanze della riunione di ieri con il Sottosegretario Rossi. Come dicevamo in apertura di Notiziario, nessuna risposta è invece arrivata dall’on Rossi rispetto all’avvio del confronto sui contenuti del redigendo Regolamento ex art. 1 del D. Lgs. n. 7/2014, che chiediamo da tempo ma che (si veda a tal proposito il Notiziario n. 122 del 22 ottobre 2014) il Sottosegretario vorrebbe posporre all’uscita del “Libro Bianco”. E una scelta che francamente non condividiamo apparendo incomprensibile alla luce degli impegni a suo tempo assunti dall’allora Sottosegretaria sen. Pinotti al momento della chiusura del confronto con le OO.SS. nazionali sui decreti attuativi della delega, e che molto probabilmente è dovuta ai problemi legati alla ripartizione di competenze tra SMD e SGD, nodo evidentemente non ancora risolto. Sta dentro questo Regolamento la questione “civilizzazione”… Sembrava, questa, anche l’opinione di altre sigle (vds. comunicati di CGIL e UIL sulla riunione precedente con il Sottosegretario); a leggere invece il comunicato unitario di CGIL-CISL-UIL sulla riunione di ieri con il Sottosegretario, si leggono però cose diverse…. Mah! Davvero si comincia a ragionare? Ci riserviamo di ritornare sull’argomento a breve.
Il Sottosegretario Rossi ci ha chiesto nel corso dell’ultima riunione un “contributo” ai fini della redazione del “Libro Bianco”. Non ci sottrarremo certo a questa sollecitazione, ed entro i termini indicati dallo stesso Sottosegretario (10 dicembre p.v.) presenteremo un documento dettagliato con il nostro contributo, che cercherà di dimostrare la necessità di procedere rapidamente alla scrittura del Regolamento e la non dipendenza di questa incombenza prevista dalla legge dalla redazione del “Libro Bianco”, che origina da una scelta tutta politica della Ministra Pinotti e prima ancora del Suo predecessore sen. Mauro, ancorchè condivisibile e condivisa dalle Parti sociali.
Vedremo poi il seguito che avrà questo nostro contributo (e supponiamo quello delle altre OO.SS. nazionali che risponderanno certamente all’appello del Sottosegretario), e su questo misureremo l’operato e verificheremo le reali intenzioni dell’attuale Vertice politico. E ne riferiremo puntualmente ai lavoratori.
I colleghi perdoneranno l’eccessiva lunghezza di questo Notiziario, ma l’importanza degli argomenti e l’interesse dei colleghi meritavano elementi di maggior dettaglio per una più agevole lettura della riunione.
Il S.G. Enzo Stefanini (a dx) con il Capo di SME e l’attuale SSS on. Rossi (a sx), già Sottocapo SME
Il Segretario Generale e DNA, gen. E. Stefanini, ha convocato in data 17 settembre, ore 14.30, una riunione con le OO.SS. territoriali di Roma e senza le RSU, che avrà per oggetto il “Centro di formazione della Difesa (CEFODIFE)” soppresso in virtù di quanto disposto dall’art. 21 D.L. 24.06.2014.
Appare alquanto strana questa convocazione di livello territoriale (peraltro senza le RSU) rispetto alla dimensione, assolutamente nazionale, del problema, soprattutto se si tiene conto che, nonostante le richieste nostre (vds Notiziario n. 89 del 25.08.2014) e di altre OO.SS. e nonostante gli impegni assunti nella riunione del 24 giugno 2014, l’A.D. non ha ancora trovato il tempo per discutere un solo minuto con le OO.SS. nazionali di questa tristissima vicenda, che avrà fortissime ripercussioni in negativo, nel breve e ancor di più nel lungo periodo, per tutti. Un errore di valutazione, sempre possibile, o il tentativo di territorializzare, limitandone così la portata, un problema invece di portata nazionale che tocca tutti?
Il dubbio sorge per diversi motivi. Innanzitutto per l’irritualità della convocazione, atteso che , di norma, i Vertici della Difesa (tra i quali è iscritto anche il Segretario Generale/DNA) incontrano le OO.SS. nazionali; in secondo luogo perché, pur volendo limitare la riunione ai soli aspetti legati alle problematiche locali innescate dal provvedimento di soppressione della Scuola, è prassi ampiamente consolidata in Difesa, da decenni, che il confronto con le Parti Sociali venga avviato sul livello nazionale: è in questo contesto che si collocano tutte le riunioni tecniche presso gli SS.MM. in ordine ai provvedimenti di riordino delle FF.AA., che precedono sempre i confronti locali e gli eventuali piani di reimpiego.
Per la verità, non è la prima volta che il gen. Stefanini ci sorprende. Ricordiamo ancora (vds Notiziario n. 124 del 18.11.2013) la sua risposta al sen. Pegorer sulla dipendenza dalle direttive del Capo di SMD per quanto attiene l’acquisto degli armamenti che stupì allora anche il Presidente La Torre (“Beh, insomma…”) o il suo silenzio di fronte alle posizioni espresse dal Capo di SMD in audizione parlamentare (“Serve una diversa ripartizione di compiti tra SMD e SGD. …… la <<governance>> del personale va gestita dalle FF.AA. e posta alle dirette competenze dei Capi di S.M., eliminando l’accentramento che c’è stato sinora su SGD e l’approccio burocratico (sic!) che l’ha caratterizzata in questi anni” (si veda il Notiziario n. 126 del 23.11.2013): detto dal Segretario Generale, posto al vertice dell’area che ricomprende PERSOMIL e PREVIMIL, fa davvero impressione. Viene allora il dubbio che questa soppressione della Scuola possa rappresentare un altro tassello nello spostamento di competenze da SGD ad SMD, che nel frattempo sta costruendo il Centro di Formazione Interforze. Ma il S.G. non aveva promesso fuoco e fiamme per impedire la sottrazione di CEFODIFE, oggi gestita a mò di pratica locale? Per non dire dell’accordo fatto con SNA in data 6 agosto u.s.., di cui si è data subito notizia sul sito, ma che risulta ancora non pubblicato pur a fronte di quanto previsto dall’art.11. Quando si dice la trasparenza!
Noi continuiamo a pensare che sulla vicenda CEFODIFE sia quanto mai urgente e necessario un confronto di livello nazionale rispetto ad una partita che è primariamente una questione nazionale. Attendiamo dunque la riunione nazionale che abbiamo richiesto, che ovviamente tarda… purtroppo sta diventando un classico, in questi ultimi mesi, e una riflessione attenta ad un certo punto si imporrà.
Quando verremo convocati sulla vicenda CEFODIFE, chiederemo un po’ di cose, in particolare sull’accordo fatto con SNA e sul rassicurante avviso pubblicato sul sito istituzionale. Per esempio: le attività formative che continueranno riguardano tutti i corsi pianificati o solo una parte? Gli SS.MM. di F.A. hanno “liberato” le risorse che gestivano sulla formazione? Siamo certi che sia possibile rilasciare gli attestati di partecipazione che hanno valore certificativo, in particolare in materia antinfortunistica?
Facciamo riserva di pubblicare sul nostro sito il testo dell’accordo SNA e SGD. Ne riparleremo!
29.01.2013, il Ministro Di Paola inaugura CEFODIFE
La c.d. “riforma” della Pubblica Amministrazione targata Renzi-Madia colpisce, e pesantemente, anche il Ministero della Difesa e il suo personale civile. Ci riferiamo, in particolare, agli artt. 4 (“Mobilità obbligatoria e volontaria”) e 21 (“Unificazione delle Scuole di Formazione”) del DL 24.06.2014, n. 90.
Con l’art. 4, viene di fatto introdotta la “mobilità d’ufficio” nel raggio di 50 Km dall’attuale Ente d’impiego, entro il quale tutti gli Uffici Pubblici in esso presenti, della Difesa ma anche di altre AA.PP., costituiscono una “medesima unità produttiva”, dunque un ente virtuale all’interno del quale la mobilità potrà essere disposta d’ufficio, e dunque prescindendo dalla volontà del lavoratore. Più oltre, lo stesso art. 4 stabilisce che, con decreto del Ministro per la P.A., possono essere fissati criteri per agevolare questo processo “anche con passaggi diretti di personale tra amministrazioni senza preventivo accordo…”. C’è dunque un motivo in più, oltre a quello relativo alle necessità assunzionali del M.D. (vds. Notiziario n. 75 del 14 u.s.), per richiedere l’uscita, e anche molto rapidamente, dall’attuale condizione di eccedenza nelle aree 1^ e 2^, che si può realizzare attraverso i c.d. “pensionamenti in soprannumero” previsti dal D.L. 95/2012 (spending review), che l’A.D. sinora ha tenuto infruttuosamente in stand by.
Con l’art. 21, invece, viene disposta la soppressione di cinque scuole di formazione, tra le quali purtroppo anche CEFODIFE, le cui funzioni verranno attribuite alla Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA), scelta questa che si accompagna anche ad una vergognosa riduzione del 20% di risorse destinate alla formazione. Questa soppressione, certo inattesa anche alla luce del rilievo che la nostra Scuola sembrava aver assunto a seguito del DPR 16.04.2013, n. 70, reca un danno davvero enorme alla Difesa, sia nel breve che nel lungo termine. Sicuramente nel breve termine: dopo la positiva esperienza dello scorso anno, quando, dopo anni e anni di vane richieste da parte della nostra O.S., le OO.SS. erano state chiamate da SEGREDIFESA per il confronto di merito sul piano di formazione 2013 (si vedano i nostri Notiziari n. 79 dell’8 lug. e n. 111 del 9 ott. 2014), eravamo in attesa della convocazione per discutere il piano di formazione triennale 2014-2016, una volta che il Comitato Scientifico avesse deliberato al riguardo. Di che cosa andremo a discutere ora con l’Amministrazione? Ma c’è un altro e più grande problema: CEFODIFE gestisce formazione anche per il personale di aree diverse dalla 3^ e, soprattutto, gestisce formazione tecnico-specialistica per le esigenze del M.D., che ora non sappiamo proprio che fine faranno. Difficile davvero immaginare che SNA possa caricarsi anche di questi due versanti formativi (sarebbe attrezzata per farlo?), e dunque occorrerà trovare delle soluzioni che consentano al M.D. di continuare a curare in proprio sia la formazione per le due prime aree sia quella più strettamente tecnico-specialistica. E di questo, vorremmo discutere e presto con il Sottosegretario. Ma il danno prodotto dalla soppressione di CEFODIFE si produrrà anche nel lungo termine, atteso che verrà meno il ruolo che alla nostra Scuola era stato assegnato sul fronte dell’”elevazione qualitativa delle professionalità “ (art.3, comma 2, lett. a) e b) L. 244/2014) e dei processi di formazione legati al riordino in chiave riduttiva delle FF.AA., di cui all’art. 12 <<2259-quater>> del D. Lgs. n. 8/2014. Ci si chiede, allora: che fine farà ora la formazione del personale nel M.D.? Problemi enormi, dunque, e tra questi, in primo luogo, ovviamente, il destino degli attuali 36 lavoratori civili della Scuola, verosimilmente destinati al reimpiego in ambito M.D., atteso che l’art. 21 non pare recare opzioni diverse al riguardo.
Il DL 90 andrà convertito in legge entro il 23 agosto; sono stati presentati oltre 1500 emendamenti, di cui 98 interessano l’art. 4 e 40 l’art. 21. Nell’esame in Commissione Difesa della Camera, il relatore ha espresso un “orientamento favorevole” sul DL 90, mentre il SSS Rossi ritiene opportuno un “approfondimento” anche in ordine alla soppressione di CEFODIFE (si veda il resoconto della seduta pubblicato su questa stessa pagina).
Grande partecipazione dei lavoratori di PERSOMIL e PREVIMIL all’assemblea interna indetta dalle due RSU, e questo nonostante il periodo estivo e i tanti assenti. Al centro del confronto, le ben note problematiche relative al grave tentativo, apertamente dichiarato dal Capo di SMD (si veda il nostro Notiziario n. 126 del 23.11.2013) nel corso di una audizione parlamentare, di sottrarre competenze alle due DD.GG. per farle transitare agli SS.MM. di F.A. e, purtroppo, tuttora all’esame di gruppi di studio, nonostante l’esplicito parere avverso delle Commissioni Difesa (“garantire il mantenimento di tutti gli atti amministrativi relativi allo stato giuridico e al trattamento economico e normativo del personale militare presso la D.G. del personale militare”, vds. Notiziario n. 134/2013). Quando si dice la priorità della Politica!
Alla predetta assemblea, che peraltro è servita anche a discutere dei punti più preoccupanti della c.d. riforma Renzi-Madia (DL 90 e DDL), erano state invitate, dalle due RSU, tutte le OO.SS., nazionali e territoriali, ma solo due (FLP DIFESA e CONFSAL-UNSA DIFESA) vi hanno partecipato. Forse, le altre sigle sono tuttora in attesa di convocazione, da parte di SEGREDIFESA, della riunione richiesta con nota del nov. 2013, che pare proprio tardi un po’ ad arrivare…… Ognuno sceglie la strada che crede, ovviamente.
L’assemblea, aperta dagli interventi precisi e puntuali dei due Coordinatori RSU, ha messo in luce la piena consapevolezza dei lavoratori, da un lato che le iniziative di contrasto e di sensibilizzazione poste in essere hanno sortito degli effetti in positivo (la prima stesura dello schema di D. Lgs. ordinamentale, che prevedeva il depotenziamento tout-court delle due DD.GG., è stata abbandonata e sostituita con il rinvio al Regolamento ex art. 1 D. Lgs n.7/2014), e, dall’altra, che il rischio che l’operazione possa ancora andare in porto permane tutto, anche alla luce della denuncia che la FLP DIFESA ha fatto al Sottosegretario Rossi nel corso dell’ultima riunione del 24 giugno 2014 (vds. Notiziario n. 69) circa il fatto che il Comitato dei Capi di SM di marzo 2014 avesse “disposto” entro il 2014 la costituzione del Centro Unico Stipendiale Interforze (CUSI), “con graduale passaggio di competenze delle Direzioni Generali del personale (Persomil e Previmil)”, stabilendo in aggiunta la tempistica che prevede, in particolare, entro il 2015, l’ “acquisizione delle competenze PERSOMIL/PREVIMIL in materia T.E. e finanziarie”. Un fatto che abbiamo giudicato grave, atteso che Organi tecnici non dovrebbero decidere su scelte che il D. Lgs. 7 demanda al Regolamento, e su cui ci sono stati precisi impegni della sen. Pinotti al confronto con le OO.SS. nazionali, motivo per cui abbiamo chiesto in riunione l’urgente apertura del tavolo tecnico proposto dall’on. Rossi.
La piena consapevolezza sul rischio che è tuttora in atto, ha indotto le due RSU a decidere sin da ora la loro riconvocazione subito dopo le ferie, per decidere l’avvio di nuove iniziative a difesa delle due DD. GG. .
Come FLP DIFESA, abbiamo ribadito la valenza nazionale della vertenza PERSOMIL-PREVIMIL, atteso il legame evidente con la nostra rivendicazione di una maggiore e più incisiva civilizzazione in ambito Difesa.
A proposito di rischio… Mentre scriviamo, siamo venuti a conoscenza che il “Gruppo di progetto” insediato da SMD, in sede di relazione finale e “in via conclusiva”, ha raccomandato “il passaggio di PREVIMIl-PERSOMIL alle dirette dipendenze del Capo di SMD…….. per giungere poi al successivo decentramento delle funzioni alle FF.AA.” . Dunque, il progetto è già bello e confezionato. Incredibile!
Sorgono, a tal riguardo, alcune domande: quale è l’opinione in proposito del Segretario Generale della Difesa all’ipotesi di sottrazione di un pezzo fondamentale dell’area tecnico-amministrativa a Lui affidata? E, soprattutto, quale è l’opinione della Ministra Pinotti e del Sottosegretario sulla palese volontà di SMD di annettersi due delle attuali quattro Direzioni Generali? E a quando l’annessione anche di PERSOCIV?
Pubblichiamo, di seguito, la nota già inviata all’attenzione della Ministra Pinotti e del Sottosegretario Rossi.
FLP DIFESA ha inviato al Sottosegretario on. D. Rossi la nota pubblicata su questa stessa pagina che reca osservazioni e proposte della nostra O.S. in merito allo schema di Decreto Ministeriale (DM) di ripartizione delle dotazioni organiche del personale civile in applicazione del DL n. 95/2012 (c.d. “spending review”).
Come si ricorderà, il DL sopra richiamato aveva disposto il taglio del 20% degli Uffici dirigenziali (generali e non) e “la riduzione non inferiore al 10% della spesa complessiva relativa al numero dei posti in organico ..” del personale non dirigente. Rispetto ai precedenti organici di area discendenti dal DL n. 138/2011, il DPCM 22.01.2013, attuativo del DL 95/2012 (pubblicato su questa stessa pagina), ha così fissato le nuove dotazioni: n. 1.824 in area 1 (erano n. 63); n. 23.246 in area 2^ (erano n. 26.590); n. 2.681 in area 3^ (erano n. 3.630) e n. 26 professori etc. La nuova dotazione dei dirigenti è stata invece fissata in n. 117 unità (la precedente post DL 138 era di n. 133 di 2^ fascia e n. 11 di 1^ fascia). Come si ricorderà, il DPCM 22.01.2013 aveva recepito in toto la proposta messa a punto dall’A.D. a seguito del confronto con le OO.SS. (vds. Notiziario n. 136 del 17.10.2012) e recava una novità positiva: il “rientro” in organico di 1.761 lavoratori (1.824 – 63) di area 1^, dal 2005 tutti in eccedenza, e sui quali pendeva maggiormente il “rischio esubero” e di collocamento in “disponibilità”. Se questa è stata la prima tappa di attuazione del DL 95/2012, va ricordato che rimane ancora da attuare, entro il 31.12.2015, la seconda fase, e cioèi c.d. “pensionamenti in soprannumero” del personale in “eccedenza assoluta” che ad oggi, nel rapporto tra organici e effettivi, dovrebbe attestarsi intorno alle 700/800 unità (prevalentemente di area 2^, ma anche di area 1^), ma a fronte di una molto superiore platea potenziale di lavoratori con i requisiti c.d. “pre-Fornero” alla data del 31.12.2016. A tal riguardo, ricordiamo che FLP DIFESA, anche di recente, ha chiesto un incontro per fare un punto di situazione.
Tornando ai nuovi organici, la tappa successiva al DPCM 22.01.2013 consiste nella distribuzione tra i diversi profili professionali del N.S.C. delle dotazioni di area in esso indicate, e nella contestuale ripartizione tra i diversi “pezzi” che compongono la nostra Amministrazione (SMD; SGD; SS.MM. di F.A., etc.), e dunque divisi per Organo Programmatore (O.P.), operazione questa da perfezionare attraverso apposito DM.. Ebbene, detta operazione ha richiesto molto più tempo di quello che in partenza era lecito immaginare, e i ritardi accumulati sono stati da noi più volte denunciati, per ultimo anche nella riunione con Ministra e Sottosegretario del 17 apr. u.s. (vds. Notiziario n. 41, primo punto del nostro intervento). Il seguito è di questi giorni: nel corso dell’ultima riunione con l’on. Rossi (si veda il Notiziario n. 69), l’Amm. ha consegnato alle OO.SS. nazionali lo schema di DM di ripartizione (che ripubblichiamo su questa stessa pagina) con l’invito alle stesse di far pervenire eventuali osservazioni. Cosa che FLP DIFESA ha puntualmente fatto, avendo già inviato al SSS on. Rossi la nota che alleghiamo al presente Notiziario.
Le osservazioni di FLP DIFESA non entrano nel merito dei criteri con i quali é stata operata la ripartizione tra OO.PP. e dei numeri/profili a ciascuno attribuiti, dando per scontato che quei criteri e quei numeri rispondano in pieno alle esigenze di ogni O.P. nel contesto delle più generali esigenze dell’A.D. Le nostre osservazioni, invece, traggono origine a fronte di tre esigenze che riteniamo assolutamente prioritarie: la prima, quella di evitare il più possibile il consolidamento di pericolose situazioni di eccedenza, che con i tempi che corrono non si sa proprio quali sbocchi potrebbero avere in futuro; la seconda, quella di assicurare condizioni di massima flessibilità alla gestione di partite molto importanti e che peraltro toccano da vicino i lavoratori (mobilità; reimpieghi; riconversioni; nuove assunzioni; etc.); la terza, che a valle del DM si operi coerentemente e rapidamente per dare concreta attuazione alle previsioni in materia di impiego civile del D. Lgs. n. 7/2014 e agli intendimenti politici della Ministra.
L’on. D. Rossi, Sottosegretario di Stato alla Difesa
Dopo la prima riunione del 17 aprile u.s. (si veda il Notiziario n. 41 di pari data), nel pomeriggio di ieri l’on. Domenico Rossi ha incontrato le OO.SS., ancora una volta a tavoli uniti, anche se la cosa potrebbe avere prossimamente sviluppi diversi, dei quali comunque provvederemo a informare subito i lavoratori.
Come si ricorderà, in quella riunione del 17 aprile tutte le OO.SS. avevano rappresentato, ciascuno a partire dalle proprie valutazioni, le questioni ancora aperte e sulle quali sviluppare il successivo confronto con l’A.D.. In quella circostanza, FLP DIFESA aveva richiamato l’attenzione del Vertice politico su alcuni punti (DM sugli organici; Regolamento ex art. 1 D. Lgs. n. 8, con particolare riferimento alla c.d. “civilizzazione “ e alla connessa riorganizzazione dell’area centrale; riordini FF.AA., e in particolare quelli di Poli e Arsenali;formazione; mobilità e reimpieghi), dei quali abbiamo ampiamente riferito nel Notiziario n. 41 di pari data. In ordine a tutte queste questioni e anche su altre da noi poste in tempi successivi, sono venute dal Sottosegretario le prime risposte, di cui diamo dettagliatamente qui conto ai colleghi.
1. DM sugli organici: l’avevamo messo al primo punto del nostro intervento nella riunione del 17 aprile, e la risposta è puntualmente arrivata, e di questo diamo atto all’on. Rossi. Ci è stato consegnato in riunione lo schema di D.M. (che pubblichiamo su questa stessa pagina), che ripartisce tra gli Organi Programmatori e distribuisce per profili professionali e per regioni, le dotazioni civili fissate dal DPCM 22.01.2013. E’ questo un passaggio nodale: a seguire, gli OO.PP. dovranno a loro volta distribuire al loro interno i numeri ad essi assegnati, rideterminando organici e organigrammi degli Enti, con relative funzioni e incarichi. Sarà quello il momento di dar corpo e sostanza alle linee della Ministra e alle previsioni normative del D. Lgs n. 7/2014 che prevede ”l’attribuzione di funzioni e compiti tecnico amministrativi al personale civile” . Entro la prossima settimana, faremo pervenire al Sottosegretario le nostre osservazioni al riguardo, e pertanto invitiamo i colleghi interessati a inviarci entro e non oltre il 2 luglio p.v. eventuali proposte e contributi.
2. Regolamento ex art.1 D. Lgs. 7/2014: l’on. Rossi ha dato la propria disponibilità ad un confronto specifico sul tema, da noi fortemente sollecitato nel primo incontro e riproposto nell’odierna riunione anche a seguito di alcuni fatti di cui siamo a conoscenza e dei quali abbiamo informato il Sottosegretario. Come noto, a mente di quanto previsto dall’art. 1 comma 2-bis del D. Lgs. n. 7, si dovrà redigere a breve il Regolamento per la ripartizione di compiti e funzioni tra le due aree del nostro Ministero, e in quella sede si dovranno definire gli ambiti precisi riservati ai lavoratori civili e i vincoli per l’attribuzione delle funzioni. Quel Regolamento incorporerà verosimilmente anche la riorganizzazione dell’area centrale conseguente al DL 95/2012, e dunque la nuova struttura di SGD, DD.GG. e UU.CC., ed è di tutta evidenza che se l’orizzonte è quello di una marcata civilizzazione del Ministero – dicemmo al Vertice politico nell’incontro del 17 aprile – occorrerà allora “aggiungere” e non “togliere”, e dunque andrebbero decisamente accantonati gli intendimenti di chi vorrebbe sottrarre competenze a PERSOMIL e PREVIMIL per trasferirle agli Stati Maggiori. La direttrice di marcia, purtroppo, allo stato, non sembra però questa: siamo infatti a conoscenza, e lo abbiamo riferito all’on. Rossi, che il Comitato dei Capi di SM di marzo 2014 ha “disposto” entro il 2014 la costituzione del Centro Unico Stipendiale Interforze (CUSI), “con graduale passaggio di competenze delle Direzioni Generali del personale (Persomil e Previmil)”, stabilendo in aggiunta la tempistica che prevede, in particolare, entro il 2015 l’ “acquisizione delle competenze PERSOMIL/PREVIMIL in materia T.E. e finanziarie”. Un fatto che riteniamo grave, atteso che appare evidente come organi tecnici non possano decidere su cose che il D. Lgs. 7 rinvia al Regolamento, su cui ci sono stati precisi impegni del Vertice politico al confronto con le OO.SS. Stante questa situazione, abbiamo chiesto che si apra rapidamente il tavolo tecnico proposto dall’on. Rossi.
3. Riordini Enti area industriale: il Sottosegretario ha promesso un impegno in prima persona per lo sblocco delle assunzioni da parte della F.P., dal quale Poli e Stabilimenti trarrebbero naturalmente un po’ di ossigeno. La nostra O.S. ha segnalato che restano altri nodi, e in primis l’attuazione di quanto previsto dall’art.12 <<art.2259-sexies>> del D.Lgs. n. 8/2014 (reinternalizzazioni) e la revisione dei piani industriali, di cui ancora non c’è traccia.
4. Mobilità: l’impegno del Sottosegretario è quello di avviare uno specifico confronto sia sul fronte della mobilità interna che di quella esterna, rispetto alla quale dovremo però prima leggere bene il DL Renzi-Madia. FLP DIFESA ha risegnalato la necessità di rivedere la procedura di reimpiego, operazione questa resa urgente non solo dai riordini in arrivo, ma anche dalla ravvisata inefficacia da parte del DG di PERSOCIV (vedi sotto “blocco permessi servizio”) delle norme del CCNI Difesa 6.07.2000. Collegata in qualche modo a mobilità e reimpieghi, c’è poi la spinosa questione legata al destino delle attuali posizioni soprannumerarie (aree 1^ e 2^) conseguenti al DL 95/2012, in ordine alle quali FLP DIFESA ha evidenziato la necessità di operare una nuova verifica sui numeri e di decidere il da farsi.
5. Formazione: se, come avevamo detto nella riunione del 17 aprile,”una nuova idea e una diversa pratica della formazione potrà diventare la leva attraverso la quale si dà sostanza ad un impiego nuovo e diverso del personale civile, nel segno indicato dalla Ministra”, è di tutta evidenza che la scelta contenuta nell’art. 21 del D.L. 90 (Renzi-Madia) di sopprimere CEFODIFE, attribuendone le competenze alla Scuola Naz. Amm., con conseguenti effetti su personale, corsi in programma, risorse, strumenti e prospettive legate al D. Lgs. 8, va in tutt’altra direzione e costituisce una perdita notevolissima per il MD, su cui occorrerà ragionare e presto. Abbiamo perciò chiesto all’on. Rossi che con la massima urgenza si promuova un incontro al riguardo, nel contesto del più generale confronto sugli effetti del DL, al quale il Sottosegretario ha attribuito assoluta priorità e che sicuramente porterà ad un prima riunione, già entro 1-2 settimane.
Questi gli argomenti introdotti dal Sottosegretario, con le relative considerazioni successivamente svolte dalla nostra O.S. al tavolo di riunione. Dobbiamo però dare conto ai colleghi anche delle risposte fornite dall’on. Rossi su alcune questioni emerse recentemente e da noi poste alla Sua attenzione.
6. Blocco “permessi di servizio” per la partecipazione a riunioni sindacali: in merito alla nota del D.G. di PERSOCIV di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 68 del 23.06.2014, il Sottosegretario si è impegnato a promuovere una specifica riunione per l’approfondimento e la ricerca di soluzioni possibili e praticabili. Diamo atto al Sottosegretario per l’attenzione riservata a questo problema che rischia di bloccare i tavoli locali e lo ringraziamo del suo impegno, segno evidente della consapevolezza maturata al riguardo, e confidiamo che, nell’agenda degli incontri a venire, questa questione occupi uno dei primi posti. A fronte di questa consapevolezza dell’Amministrazione, resa evidente anche dalla considerazione presente nella stessa nota del D.G. agli OO.PP. (“…il rilievo che la questione assume in materia di relazioni sindacali”), è apparso davvero incomprensibile il silenzio assordante al tavolo da parte di alcune sigle, reso evidente anche dall’assenza di ogni riferimento nei comunicati diffusi dopo la riunione. Bene, ne prendiamo atto, il problema comunque deflagrerà sui tavoli locali (è un po’ la convinzione di tutti), come peraltro è già avvenuto a Roma a seguito di una convocazione proprio di PERSOCIV sul FUS 2014, che ha portato tutte le OO.SS. territoriali a inviare al Vice D.G. la nota unitaria, che pubblichiamo su questa stessa pagina.
7. Comparto Sicurezza e Difesa: il Sottosegretario ha smentito in modo netto l’intendimento, che una O.S. gli aveva attribuito, a impegnarsi per il transito del personale civile nel comparto sicurezza e difesa (si veda il nostro Notiziario n. 60 del 6.05.2014). Ha precisato invece che la sua intenzione è quella di lavorare per il riconoscimento di una qualche specificità della categoria, che possa consentire in futuro di ridurre la forbice enorme che divide oggi il trattamento economico civile da quello militare. Una posizione che condividiamo in pieno, e che era poi quella rappresentata nella parte conclusiva del Notiziario di cui sopra.
8. Libro bianco: abbiamo segnalatola necessità, da noi già evidenziata nel Notiziario n. 67 del 19.06.2014, che, oltre alla consultazione on line dei cittadini, vengano coinvolte anche le Parti Sociali nella riflessione e successiva progettazione del nuovo modello difesa. L’on. Rossi ha preso atto e ne riferirà alla Ministra.
A conclusione della riunione, vista la densità delle questioni oggetto di prossimi confronti con l’A.D., su nostra richiesta, l’on. Rossi ha convenuto sulla utilità di definire una agenda specifica, che ora aspettiamo.
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Notiziario n. 72 del 7 luglio 2014 – FLP DIFESA ha inviato al Sottosegretario on. D. Rossi la nota pubblicata su questa stessa pagina che reca osservazioni e proposte della nostra O.S. in merito allo schema di Decreto Ministeriale (DM) di ripartizione delle dotazioni organiche del personale civile in applicazione del DL n. 95/2012 (c.d. “spending […]
Notiziario n. 69 del 25 giugno 2014 – Dopo la prima riunione del 17 aprile u.s. (si veda il Notiziario n. 41 di pari data), nel pomeriggio di ieri l’on. Domenico Rossi ha incontrato le OO.SS., ancora una volta a tavoli uniti, anche se la cosa potrebbe avere prossimamente sviluppi diversi, dei quali comunque provvederemo […]