Notiziario n. 105 del 13 settembre 2016 –

Il Sottosegretario alla Difesa. on. Domenico Rossi
Il Sottosegretario alla Difesa. on. Domenico Rossi

La riunione di oggi con il Sottosegretario Rossi è servita in primo luogo a fare un punto di situazione in merito alle scelte e alle iniziative  avviate dal Vertice politico per dare risposta all’annoso problema legato all’inadeguato trattamento economico del personale civile; ma è anche servita a discutere di altre questioni e a calendarizzare una serie di incontri su alcune partite importanti tuttora aperte.  E’ questo, in estrema sintesi, il succo della riunione odierna.  Ma andiamo con ordine.

TRATTAMENTO ECONOMICO PERSONALE CIVILE

Come si ricorderà, le risultanze conclusive dello studio (riferito all’anno 2013) condotto dal “Gruppo di lavoro”  di cui al  DM 16.06.2015 avevano evidenziato il notevole gap esistente tra i trattamenti economici in essere nella Difesa e quelli di altre AA.PP.  Nel settore pubblico contrattualizzato, il trattamento nel MD presentava un differenziale medio di -9% sui dirigenti e di -15% sui non dirigenti, e le differenze riguardavano in misura minore il trattamento stipendiale (differenze intorno a -3/4%) e in modo molto più corposo l’accessorio (per il personale delle aree funzionali, il differenziale negativo si attestava  sul –34%), mentre  sul fronte dei dirigenti, invece, il differenziale risultava addirittura positivo (+ 11%).

Delle quattro soluzioni ipotizzate dallo stesso on. Rossi nel corso della riunione del 20 aprile u.s. (vds. Notiziario n. 47 di pari data),  la scelta finale operata dalla Ministra, come avevamo immaginato e scritto nel Notiziario, è caduta sulla costituzione di un “fondo integrativo”, aggiuntivo rispetto al FUA, sul tipo di quello in essere nel Ministero della Salute, alimentato da risorse provenienti in parte dal MD e in parte dal MEF.

A tal riguardo, la nostra Amministrazione ha già avanzato una proposta formale alla Funzione Pubblica (competente per gli aspetti normativi) e al MEF (competente per gli aspetti finanziari), che è già stata oggetto di un primo incontro trilaterale di approfondimento nei giorni scorsi, e altri ne seguiranno. Il Sottosegretario ci ha detto che A.D. intende accelerare al massimo questi confronti e completarli in tempi che consentano di sfruttare il veicolo offerto dalla legge di stabilità 2017,  e proprio nella giornata di domani l’on. Rossi avrà un incontro sul tema con il Sottosegretario alla P.A. Rughetti.  Lo stesso Sottosegretario ha anche preannunciato una nuova riunione con le OO.SS. in data 28 settembre p.v., nella quale verremo informati delle risultanze di quegli incontri e degli eventuali sviluppi operativi.

Nel suo intervento, FLP DIFESA ha preso atto delle comunicazioni venute dall’on. Rossi, che lascerebbero immaginare un impegno straordinario su questa partita da parte del nostro Vertice politico, che è certo ben consapevole che tanto tempo è trascorso invano e che oggi c’è, in aggiunta, un problema di credibilità della stessa Amministrazione, innescato dalle scelte suicide operate sui passaggi economici 2016 (si è scelto di negare a 10.000 lavoratori civili il passaggio di fascia dal 1 gennaio c.a., con un danno medio di circa 1000 €).  Un’Amministrazione che nega consapevolmente questa opportunità ai propri dipendenti non può non apparire poco credibile in ordine alle reali intenzioni di accrescere il loro trattamento ec.

La nostra O.S. ha comunque chiesto di avere copia, per la riunione del 28 p.v., del documento conclusivo prodotto dal “Gruppo di Lavoro”  ad aprile u.s.  e della proposta formale che l’Amministrazione ha inviato a FP e MEF. Abbiamo anche chiesto quale dotazione finanziaria sia ipotizzabile per codesto Fondo e quali le modalità/criteri previsti per la sua distribuzione ai lavoratori civili. Atteso quanto previsto dalla Direttiva della Ministra del 10.11.2015  e confermata dall’Ipotesi FUA 2016, che prevede che la distribuzione del FUA avvenga con gli stessi criteri adottati per la remunerazione della performance individuale, spereremmo in modalità di distribuzione francamente diverse (tipo FESI?)

Attendiamo dunque le risposte che l’on. Rossi ci darà nella riunione del 28 p.v., e allora saranno più chiare a tutti la serietà, la sostenibilità e la reale praticabilità dell’operazione. Vedremo, dunque!

Nella seconda parte della riunione, abbiamo discusso con l’on. Rossi delle altre questioni ancora inevase,  da noi segnalate con lettera del 7 giugno u.s. (vds Notiziario n. 70 del 9.06.2015). Ne forniamo una sintesi per argomento,  accompagnandola con le considerazioni/richieste avanzate dalla nostra O.S..

Infine, abbiamo segnalato all’on. Rossi la necessita di prevedere, anche con una certa sollecitudine, specifici incontri dedicati: alle problematiche innescate dal previsto ingresso nei ruoli civili del personale del Corpo Forestale  (D.Lgs. n. 177/2016);  a quelle legate alla sottrazione di competenze a PREVIMIL (D.M. 22.06.2016);  infine, a quelle legate alle ben nota, difficile agibilità attuale dei tavoli locali.  

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 74 del 16 giugno 2016 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgInformiamo tutti i lavoratori che, nel pomeriggio di oggi, abbiamo ricevuto dalla Direzione Generale per il personale civile la bozza dell’ipotesi di accordo per la distribuzione del FUA 2016, che propone alle Parti sindacali le seguenti scelte di distribuzione del  Fondo di produttività dell’anno in corso:

Evitiamo allo stato qualsiasi commento, anche se i numeri parlano chiaro. Ci riserviamo ovviamente di farlo in sede di riunione anche attraverso la presentazione delle nostre proposte modificative e, a conclusione,  ne daremo, come al solito, sollecita ed esaustiva informazione a tutti attraverso lo specifico Notiziario che pubblicheremo su questo sito.

Per intanto, informiamo i nostri iscritti che è stata  convocata per lunedì 20 p.v., presso la nostra sede di via Aniene, una riunione d’urgenza della Direzione Nazionale FLP DIFESA per le conseguenti determinazioni al riguardo.

Informiamo altresì  che, come avevamo preannunciato nel precedente Notiziario n. 72 del 14.06.2016, PERSOCIV ha inviato alle OO.SS. anche il testo dell’accordo definitivo sulla distribuzione del FUA 2015, modificato nei termini da noi anticipati nel predetto Notiziario, che sarà sottoscritto martedì prossimo in occasione della prima riunione sul FUA 2016.

In allegato 1 e 2 , rispettivamente, i documenti pervenuti da PERSOCIV.

Mentre stiamo scrivendo, riceviamo una nota del Gabinetto che pubblichiamo in allegato 3,  con la quale ci viene comunicato che, a seguito delle osservazioni proposte al tavolo di confronto di ieri in ordine all’emanando 1° Bando di mobilità volontaria (si veda il Notiziario n. 73 del 15.06.2016), il Sottosegretario Rossi “ha disposto lo svolgimento di ulteriori approfondimenti”, motivo per il quale la sua pubblicazione slitta al 30 giugno p.v.

Ringraziamo l’on. Rossi per l’attenzione manifestata anche in questa circostanza.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Bozza PERSOCIV Ipotesi di Accordo  FUA 2016 con allegati

Allegato 2: Accordo definitivo FUA 2015 con allegati per la firma delle Parti

Allegato 3: 16.06.2016 – Lettera Gabinetto su approfondimenti bando mobilità

Notiziario n. 42 dell’ 11 aprile 2016 –

a Ministra Pinotti con il Capo di SMM amm. De Giorgi
La Ministra Pinotti con l’attuale Capo di SMM amm. De Giorgi

Nel commento all’incontro che la Ministra Pinotti ha avuto con le OO.SS. il 22.12.2015, pochi giorni dopo l’invio da parte del Gabinetto alle OO.SS. della “comunicazione”  con gli impegni “strappati”  da CGIL CISL UIL sulle problematiche in essere,  avevamo espresso il seguente giudizio: “La politica degli annunci renziani sbarca anche nel Ministero Difesa(vds. Notiziario n. 136/2015).

Ebbene, dopo la prima puntata sul problema ausiliari (vds. Notiziario 20 del 18.02.2016), proponiamo oggi la seconda sulla “tabella di equiparazione”

Iniziamo con il ricordare innanzitutto l’ “annuncio” della Ministra: “Si conferma  altresì il contenuto  della tabella  di equiparazione  tra gradi militari  e qualifiche funzionali civili, inviata nel dicembre 2013 al Dipartimento  della F.P. (in tal senso interlocuzione  in corso con il medesimo Dipartimento per la finalizzazione del provvedimento, si veda l’allegato 4 pubblicato su questa pagina)  Va benissimo ovviamente la conferma autorevole da parte della Ministra,  ma perché allora da F.P. non esce ancora il DPCM con la nuova tabella di equiparazione?

Proviamo ad abbozzare qualche risposta. Come si ricorderà, la Legge 244/2012 prevede che il personale militare transiti anche in via ordinaria (e non più solo per inidoneità fisica ex D.I.M. 18.04.2002) nei ruoli civili, e rende  pertanto necessaria, anche alla luce delle intervenute modifiche dell’ordinamento professionale (NSC 2010), la ridefinizione della tabella. La prima proposta di A.D. (Notiziario n. 45 del  18.04.2013)  prevedeva  per il grado apicale dei Sottufficiali (Luogotenenti e Primi marescialli) la possibilità di inquadramento in area 3^anche senza laurea o in virtù di incarichi attribuiti dall’ordinamento agli U., peraltro senza limiti temporali minimi. Rispetto a quella proposta, si saldò allora una posizione sindacale unitaria che prevedeva, come FLP DIFESA chiedeva da sempre, il transito secco dei SU. in area 2^ e degli U. in area 3^, una posizione successivamente fatta propria dall’allora Sottosegretario Pinotti nella riunione del 12.11.2013 (Notiziario n. 122 di pari data), e conseguentemente A.D. inoltrò alla F.P. una proposta di tabella con quelle previsioni secche,  con lo stralcio delle due note asteriscate in calce (si veda l’allegato 2 pubblicato su questa pagina).

Ebbene, da quel lontano novembre 2013 sono già passati invano ben 2 anni e mezzo, e in merito alla tabella di equiparazione tra gradi militari e inquadramenti civili non è giunto alcun segnale dalla F.P. .  Nel frattempo, ha visto la luce il D.P.C.M. 26.06.2015  recante le “tabelle di equiparazione”  che dovranno regolare la mobilità dei lavoratori pubblici tra i diversi comparti,  che sono state pubblicate nella Gazzetta Ufficiale  n. 216 del 17.09.2015 e che ripubblichiamo su questa pagina come allegato 3.  E, più recentemente, il Presidente Renzi  ha firmato, su proposta del Ministro della Salute di concerto con MEF,  Ministero Difesa e Funzione Pubblica., il DPCM in cui vengono stabiliti “i criteri e le modalita’ di equiparazione fra i livelli di inquadramento previsti dal contratto collettivo relativo al personale civile con contratto a tempo indeterminato della Croce Rossa Italiana  (CRI) e quelli del personale appartenente al Corpo militare,  nonche’ tra i livelli delle due predette categorie di personale e quelli previsti dai contratti collettivi dei diversi comparti della P.A.”,  di cui al D. Lgs. 28.09.2012, n. 178 relativo alla riorganizzazione della Croce Rossa Italiana.

Dunque,  mentre gli altri DPCM vengono adottati,  quello relativo alla tabella di equiparazione tra militari e civili non vede mai la luce, a distanza di oltre 2 anni e mezzo dall’invio della proposta a F.P. La cosa, a nostro avviso, comincia a puzzare un po’.

Perché questo ritardo? E’ la Difesa che ha scarsa udienza presso FP e MEF oppure c’è dell’altro?  Per esempio, un ripensamento in ambito Amministrazione Difesa  alla luce delle previsioni del Libro Bianco (art. 217, incarichi di responsabilità per i Marescialli). O magari che il ritardo sia voluto dalla stessa A.D. per sfruttare ancora la vecchia tabella  (D.I.M 18.04.2002) con i tantissimi ingressi di SU in area 3^.

Quale che sia il motivo vero,  servono però risposte urgenti e per questo abbiamo inviato al Sottosegretario Rossi la lettera qui pubblicata come allegato 1, che chiede notizie anche in merito al  lavoro del Gruppo costituito con DM 16.06.2015 (si veda a tal riguardo la nota del Gabinetto inviata alle OO.SS. in data 9.11.2015, che qui ripubblichaimo in allegato 5).

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 11.04.16- la lettera  inviata al SSS Rossi per tabella Gruppo ex DM 16.06.2015

Allegato 2: Proposta-A.D. -tabella corrispondenza gradi qualifiche

Allegato 3: G.U. 216-17.09.15-  DPCM 26.06.15 – tabelle equiparazione tra comparti P.I.

Allegato 4: 14.12.2015 – Nota Gabinetto su problematiche personale civile

Allegato 5: 09.11.2015 – Nota  Gabinetto road map Gruppo Lavoro DM 16.06.2015

Notiziario n. 39 del 5 aprile 2016 –

MobilitaIn questi giorni, abbiamo ricevuto tantissime richieste di informazioni in merito al bando di mobilità che doveva essere pubblicato entro il 28 febbraio u.s. e che invece, a tutt’oggi, non ha ancora visto la luce.

Proviamo, come al solito, a delineare il quadro all’interno del quale si colloca questa vicenda.

Dopo un confronto durato oltre quattro anni,  e in tutto quel periodo sempre arenatosi sul nodo dei “pareri” degli Organi programmatori, in data 29.09.2015 è stato sottoscritto dal Sottosegretario Rossi e dalle OO.SS. nazionali il Protocollo d’intesa tra l’amministrazione della difesa e le organizzazioni sindacali rappresentative del personale civile non dirigente”, che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2,  che reca le nuove procedure per i reimpieghi (all. A), per la mobilità volontaria ordinaria (all. B) e  straordinaria (all. C), e il prospetto con criteri e punteggi per la formazione delle graduatorie (all. D), e di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 106 del 1.10.2015.

L’ intesa del 29.09.2015 ha costituito un evento storico per il M.D., atteso che per la prima volta i lavoratori civili avrebbero avuto procedure di mobilità con regole chiare e definite,  per come avviene da sempre nelle altre AA.PP., e non sarebbero stati più soggetti ai pareri discrezionali degli Organi Programmatori (O.P.), come avvenuto da sempre. Un evento salutato allora in modo molto positivo da FLP DIFESA,  che ha invece espresso qualche perplessità sulla nuova procedura di reimpiego.

La nuova procedura per la mobilità interna volontaria prevedeva, in sede di prima applicazione e dunque con riferimento all’anno in corso,  la comunicazione da parte degli O.P. a PERSOCIV entro il 31 gennaio u.s. delle “esigenze funzionali suddivise per aree, profili professionali ed Enti/Reparti con eventuali requisiti aggiuntivi – che saranno specificati nel bando – comunicando contestualmente il grado di scopertura organica massima per ciascun Ente o per singolo profilo professionali”,  e, successivamente, la pubblicazione delle predette esigenze funzionali sul sito di PERSOCIV “entro il 28 febbraio 2016”.

Ebbene, è noto a tutti che le scadenze fissate per il 2016 dal “protocollo”  del 29.09.2015 non siano state per nulla rispettate.  Siamo ad aprile, e a tutt’oggi le “esigenze” di che trattasi, che ci risulta essere state comunque comunicate in tempo utile dagli O.P. a PERSOCIV,  non sono state ancora pubblicate sul sito.

Il ritardo, trattandosi della prima uscita del bando,  ci può anche stare; quello che invece non ci può stare assolutamente, è che il mancato rispetto dei tempi non sia stato preceduto o quantomeno accompagnato dalla benchè minima informazione alle OO.SS. e ai lavoratori interessati.

I quali lavoratori, peraltro, e la circostanza non è per nulla peregrina, dal 1 gennaio u.s. non hanno più potuto presentare istanze di mobilità,  in quanto la vecchia procedura è stata azzerata al 31.12.2015  e la nuova non è ancora avviata.  Dunque, una situazione di blocco totale della mobilità interna volontaria che ha oramai superato i tre mesi,  che crea parecchi problemi a molti nostri colleghi interessati al trasferimento, e che vede al danno aggiungersi anche la beffa di una mancanza totale di informazioni sullo stato della vicenda.

Intorno alla metà del mese di marzo u.s., avevamo avuto notizia che il ritardo fosse imputabile a problemi tecnici legati all’approntamento della piattaforma informatica per la gestione della nuova procedura, problemi la cui risoluzione non appariva comunque imminente. Avevamo allora sollecitato, seppur informalmente, la pubblicazione di una “news” sul sito della D.G., che spiegasse ai lavoratori interessati le ragioni del ritardo e indicasse i tempi di pubblicazione del bando o rinviasse ad altra info.

Ovviamente, nulla di questo è successo, e la cosa non sorprende poi molto in questi ultimi tempi: a ben oltre trenta giorni dai tempi fissati dal protocollo, manca qualsiasi informazione al riguardo e i lavoratori  interessati brancolano nel buio, e con essi anche le OO.SS. che risposte a tal proposito non hanno da darne.

Con queste premesse, abbiamo inviato in data di ieri al Sottosegretario Rossi la nota qui pubblicata in allegato 1.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 04.04.16- let. SSS per bando mobilità non avviato

Allegato 2: Protocollo 29.09.2015 mobilità e rempieghi con firme

Notiziario n. 19 del 15 febbraio 2016 –

L'on. Domenico Rossi, Sottosegretario alla Difesa
L’on. Domenico Rossi, Sottosegretario alla Difesa

Che fine ha mai fatto il “Gruppo di lavoro” costituto con D.M. 16.06.2015? Non serve però andare a “Chi l’ha visto?”,  la vicenda è chiara ed è un esempio illuminante di come vengono gestite le cose nel M.D.

Siamo a primavera 2015, e sul territorio romano (e solo su quello) prende il via la vicenda legata alla c.d. “specificità”, che arriva in superficie attraverso un documento/verbale di una assemblea delle RSU dell’area romana, inviato a tutte le OO.SS. nazionali ma anche diffuso su più ampia scala, in cui si fa riferimento ad un incontro del Vice Segretario Generale con la RSU di un Ente,  nel quale il predetto Dirigente avrebbe parlato di  precise iniziative avviate dall’A.D. per il transito del personale civile nelle “categorie speciali”, il che avrebbe configurato di fatto un ritorno alla sfera pubblicistica del rapporto di lavoro e comportato l’uscita dal comparto dei Ministeri; in aggiunta, veniva segnalata l’intenzione di   reperire “200mil nel bilancio 2015 da destinare in prima opzione in parte preponderante nella quota fissa della retribuzione e la rimanenza al FUA”. Nel merito, FLP DIFESA ha già espresso le proprie opinioni al riguardo (si vedano, in particolare,  i Notiziari n. 108 del 6.10.2015  e  n. 121 del 10.11.2015),  ponendo solo alcune domande  (dove stanno i soldi? “se per il rinnovo del CCNL di 2,5 milioni di lavoratori il MEF ha stanziato solo 230 mln di €, è immaginabile che conceda 200 mln di € ai civili del M.D.?”),  ma al tempo stesso manifestando piena disponibilità e interesse a discutere del tema e ad un confronto tra tutte le OO.SS. sul da farsi (“organizziamo una bella assemblea pubblica, con la presenza di tutte le OO.SS. e le RSU interessate, in una grande sala di Roma,  di fronte ai lavoratori….”).  Attendiamo ancora la risposta, soprattutto da parte di chi grida “al lupo, al lupo” preferendo promuovere campagne demagogiche che non raccolgono molto (l’ultima: l’invito all’invio di mail attraverso una catena di S. Antonio non riuscita: ad oggi, meno di 160 mail  in 20 gg. a fronte di 27.000 civili, circa un quinto solo degli iscritti delle due OO.SS…).

In questo contesto storico si colloca la vicenda del “Gruppo di lavoro” costituito con il DM 16.06.2015. (testo in allegato 1 su questa stessa pagina). Di fronte alla dura realtà che ci portiamo dietro e che FLP DIFESA denuncia da anni e anni (retribuzioni vergognose e sottoimpieghi, con “le enormi, e proprio per questo inaccettabili, differenze  di trattamento, retributivo e normativo” tra civili e militari), rimaste purtroppo tali anche in questi due anni di ripetuti proclami del Vertice politico,  la Ministra ha deciso di costituire un “gruppo di lavoro”  presieduto dal Sottosegretario Rossi e con lo stesso Vice Segretario Generale in qualità di “coordinatore tecnico”, finalizzato a studiare il “trattamento economico del personale civile del Dicastero”, a raffrontarlo con quello in essere presso altre AA.CC., e a prospettare, “anche attraverso contatti con MEF, FP e ARAN”, le “occorrenti iniziative di carattere normativo/finanziario”  che tengano in debito conto “lo specifico contesto di impiego del personale civile della Difesa”,  volto a produrre “un incremento del detto trattamento economico”.   Sembrava la volta buona, ma ancora una volta le attese sono andate deluse.

Dalle informazioni in nostro possesso, il “Gruppo di lavoro”  ha fatto in sette mesi solo un paio di riunioni, da 4 mesi non si riunisce più, ed è dunque ben lontano dal traguardo nonostante con nota n. 42711 del 9.11.2015 (che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2) il Gabinetto del Ministro avesse preannunciato per la fine di novembre u.s. la messa a punto“delle ipotesi di soluzione possibili che potranno essere portate all’ attenzione di codeste OO.SS. per una proficua interlocuzione. Ciò, al fine di sottoporre al Ministro, le proposte percorribili”.   Zero assoluto, invece!

Non possiamo dunque che prendere atto che ancora una volta gli impegni del Vertice sono disattesi!

Questa è purtroppo la realtà,  al di là di chi cerca di raccontare una storia diversa. Se invece di dividersi, le OO.SS. si concentrassero tutte insieme sul da farsi, forse la storia potrebbe essere diversa. Oggi ne avvertiamo quanto mai l’urgenza, a fronte dei mesi non facili che ci attendono, con il Sottosegretario Rossi candidato alle primarie del centro-sinistra a Sindaco di Roma…

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: DM 16.06.2015 costituzione Gruppo di Lavoro

Allegato 2: 09.11.2015 – Nota del Gabinetto road map Gruppo Lavoro DM 16.06.2015

News del 7 dicembre 2015, h. 12.00 –

Il Sottosegretario Rossi ha firmata la determina sul FUS 2015
Il Sottosegretario Rossi ha firmato finalmente la determina sul FUS 2015

Con Notiziario FLP DIFESA n. 130 del 4.12.2015, inviato da questo Coordinamento Nazionale a  tutti i nostri iscritti e dirigenti e reso pubblico attraverso il nostro sito solo mezz’ora dopo e dunque alle h. 8.00 dello stesso giorno,  abbiamo dato notizia ai colleghi dell’iniziativa assunta dalla nostra O.S. di notificare un atto di diffida, appositamente predisposto dal nostro legale, alla Ministra Pinotti e al Sottosegretario delegato Rossi “affinché procedano senza ulteriore indugio alla formulazione della direttiva relativa al sistema di valutazione per la distribuzione del FUS, atto  preliminare alla definizione dell’accordo nazionale,  in conseguenza del quale, da una parte,  si potrà dar corso all’avvio delle progressioni economiche interne alle aree di cui all’articolo 10 della bozza di ipotesi di accordo per il 2015 predisposta da PERSOCIV e, dall’altra, procedere alla definizione  degli accordi locali per la erogazione della retribuzione incentivante a valere sulle risorse del FUS per il corrente anno 2015, al fine di consentire lo svolgimento della autonomia negoziale e di procedere, di conserva, alla erogazione dei  compensi accessori, legati alle progressioni ed alla produttività”. La diffida di FLP DIFESA è pubblicata in allegato 4.

Ebbene, a seguire,  nella stessa mattinata del 4 dicembre u.s., ci sono pervenuti i seguenti documenti, che pubblichiamo su questa pagina:

Nota del Gabinetto prot. n. 46573 del 4.12.2015 avente per oggetto la delega attribuita al nuovo Direttore Generale di Persociv di presiedere la contrattazione integrativa, e dunque anche quella relativa alla distribuzione del FUA (vds allegato 1)

Lettera di convocazione di PERSOCIV prot. n. 1010/SP del 4.12.2015 per la ripresa negoziale già fissata per il 15 dicembre p.v. sulla distribuzione del FUA 2015 (vds allegato 2);

Nella mattinata di oggi 7 dicembre 2015, infine, è pervenuta la nota Gabinetto prot. n. 46806 del 7.12.2015 con la quale viene comunicato alle OO.SS. che, nella stessa data del 4 dicembre u.s, il Sottosegretario Rossi ha firmato la determina che aspettavamo (vds. allegato 3), che in buona sostanza allarga all’anno 2015 il sistema di valutazione per la distribuzione del FUS in essere nella nostra Amministrazione sino all’anno 2014, prima frutto dell’accordo tra le Parti e poi oggetto di determina del Sottosegretario (13.02.2015) a seguito del rilievo della F.P., colmando così finalmente quel buco che, ad oggi, ha impedito la chiusura dell’ipotesi di accordo nazionale e degli accordi locali, impedendo in aggiunta – e questo ci è sempre apparso l’effetto più grave – l’avvio dei passaggi interni alle aree dopo ben sei anni di blocco delle nostre retribuzioni.

Dunque, parrebbe proprio che il problema da noi invano segnalato da mesi e oggetto infine della nostra diffida, sia ora finalmente avviato a soluzione, anzi a rapida soluzione.

Diamo atto con piacere della rapidità con la quale si è mossa l’Amministrazione a seguito della nostra iniziativa, che ci consente di poter affermare oggi che la situazione di blocco che durava da mesi, e da noi ripetutamente denunciata, sembra ora avviata a rapida soluzione.

La riunione a PERSOCIV già in agenda per il 15 p.v. potrebbe costituire l’occasione per una rapida chiusura dell’accordo nazionale FUA 2015, con conseguenti effetti positivi sia sulla definizione delle trattative locali sia sul finanziamento della nuova fase delle progressioni interne alle aree (c.d. “sviluppi economici”), per le quali si potrà successivamente aprire, e rapidamente noi penseremmo, il confronto tra Amministraziomne e OO.SS. nazionali per la definizione dei criteri di attribuzione.

Facciamo riserva di uno specifico Notiziario al riguardo, che diffonderemo a breve, con alcune riflessioni in merito a tutta questa vicenda.

FLP DIFESA – Coordinamento Nazionale

Allegato 1Nota Gabinetto n. 46573 del 4.12.2015 -delega al DG PERSOCIV per la contrattazione integrativa

Allegato 2Lettera di convocazione di PERSOCIV per riunione del 15 dicembre 2015 sulla distribuzione del FUA 2015 

Allegato 3Nota Gabinetto 46807-7.12.2015-determina Sottosegretario FUS 2915 

Allegato 4: Atto di diffida FLP DIFESA per FUA-FUS 2015

 

Notiziario n. 130 del 4 dicembre 2015 –

Roberta Pinotti (Ministro Difesa), Domenico Rossi (Sottosegretario Difesa) e Debora Serracchiani (Presidente Regione Friuli Venezia Giulia) alla celebrazione del Ministra e Sottosegretario all'esibizione delle Frecce Tricolori a Rivolto a settembre scorso
La Ministra e Sottosegretario all’esibizione delle Frecce Tricolori a Rivolto a settembre scorso

E’ in via di notifica alla Ministra della Difesa R. Pinotti e al Sottosegretario delegato D. Rossi l’atto predisposto dal nostro legale con il quale, visto che siamo oramai arrivati a fine anno,  la nostra O.S. diffida Ministra e Sottosegretario “affinché procedano senza ulteriore indugio alla formulazione della direttiva relativa al sistema di valutazione per la distribuzione del FUS, atto  preliminare alla definizione dell’accordo nazionale,  in conseguenza del quale, da una parte,  si potrà dar corso all’avvio delle progressioni economiche interne alle aree di cui all’articolo 10 della bozza di ipotesi di accordo per il 2015 predisposta da PERSOCIV e, dall’altra, procedere alla definizione  degli accordi locali per la erogazione della retribuzione incentivante a valere sulle risorse del FUS per il corrente anno 2015, al fine di consentire lo svolgimento della autonomia negoziale e di procedere, di conserva, alla erogazione dei  compensi accessori, legati alle progressioni ed alla produttività”.  Vedremo dunque, ora, se la determina mancante vedrà finalmente la luce.

Riprendiamo i fili di una vicenda preoccupante e anche pericolosa, che dimostra la disattenzione del Vertice politico verso le questioni che riguardano i civili.  Come è maturata questa incredibile situazione?

Sino al 2014, i criteri per la distribuzione del FUA/FUS  apparivano sostanzialmente consolidati, e conseguentemente consolidati erano anche i percorsi locali per la messa a punto dei progetti di produttività, la loro realizzazione e  la valutazione dell’’apporto partecipativo del dipendente.  Il modello è entrato in crisi a fine 2014 a seguito del rilievo mosso dalla F.P. in sede di certificazione dell’accordo FUA 2014 con la nota n. 50850 del 13.12.2014, con la quale F.P. ha dichiarato non contrattabile il sistema di valutazione fissato negli accordi FUA.  Eravamo a fine 2014, e dunque del tutto giustificata era apparsa la “soluzione ponte”, poi concretizzatasi nella determina del Sottosegretario Rossi datata 13.02.2015, che recuperava, “in via transitoria per il 2014” , il sistema di misurazione e di valutazione dell’apporto partecipativo del singolo dipendente (“coefficiente compreso tra 1 e 1,5”) previsto dagli accordi FUA precedenti, nelle more dell’ ”aggiornamento in corso del sistema di valutazione della performance individuale”.   Da allora sono passati più di dieci mesi, e nel frattempo l’A.D.: da una parte non ha varato il nuovo sistema di valutazione (quello recentemente pubblicato entrerà in vigore dal 1.1.2016,  per il 2015 permane ancora la sospensione del 2012) e, dall’altra, non ha prodotto alcuna iniziativa tesa a fissare, anche solo in via provvisoria, il sistema di valutazione  per il FUS 2015. Con questo straordinario risultato: che, a meno di 25 giorni dalla fine dell’anno, comprensivi del periodo natalizio, i Dirigenti degli Enti del MD non conoscono ancora i criteri con i quali dovranno valutare l’apporto partecipativo del dipendente ai progetti locali  e i lavoratori non sanno ancora con quali criteri verranno valutati, e, cosa ancor ben più importante, il buco sul sistema valutativo 2015 non consente la chiusura dell’accordo nazionale che è la precondizione per l’avvio delle progressioni interne,  le cui ipotesi di accordo in altre Amministrazioni (per esempio, nel Ministero dei Beni Culturali) sono già siglate. Una inadempienza grave,  gravida di possibili problemi in prospettiva (ci sono molti Enti che ancora non hanno convocato OO.SS./RSU per i progetti, PERSOCIV in primis), che peraltro lede anche l’autonomia negoziale delle Parti sociali e, sul fronte “progressioni”, determina uno stato di dannoso ritardo nell’avvio della procedura.

Da mesi denunciavamo questo incredibile stato di cose, ma invano: il Sottosegretario non ha mantenuto gli impegni con noi assunti (vds. Notiziario n. 112 del 14.10.2015) e nessun riscontro è sinora pervenuto alla nostra nota del 3.11.2015 (che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 2). Comportamenti davvero incomprensibili da parte del Vertice politico, viste anche le ripetute sollecitazioni al riguardo venute dagli OO.PP., rimaste anch’esse lettera morta. Disattenzioni gravi e potenzialmente pericolose, come capita sempre più spesso sulle questioni civili.

Da qui la nostra diffida, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 per l’opportuna conoscenza di tutti i lavoratori.  Ed ora vediamo un po’ cosa succederà.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Atto di diffida FLP DIFESA a Ministra e Sottosegretario per FUA-FUS 2015

Allegato 2: 03.11.15- lettera FLP DIFESA a Sottosegretario  per la distribuzione FUA-FUS 2015

Notiziario n. 115 del 26 ottobre 2015 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgCome già anticipato nel precedente Notiziario n. 114 dedicato ai contenuti  (per la verità molto scarsi) del tavolo tecnico del 22 u.s. sul Regolamento ex art. 1 del D. Lgs. n. 7/2014 per l’attribuzione di funzioni e compiti al personale civile,  la nostra O.S. ha chiesto  in quella sede, e dunque direttamente al Vice Capo di Gabinetto dr.ssa Antonietta Fava che presiedeva la riunione,  se fossero maturati degli sviluppi, ed eventualmente di quale tipo,  in ordine  alle problematiche FUA/FUS  da noi (e pare solo da noi) poste nell’ultima riunione con il Sottosegretario Rossi del 14 u.s. (vedi Notiziario di pari data n. 112).

La risposta, alquanto disarmante, venuta dall’Amministrazione è che è già stata messa in agenda per questa settimana, una riunione (non si sa a quale livello) finalizzata a ricercare soluzioni al problema. Un problema  aperto sin da febbraio scorso e che non ha trovato sinora alcuna soluzione,  e che è alla base del fatto che, per la prima volta nella storia della nostra Amministrazione, a ottobre inoltrato non sia stata ancora sottoscritta l’ipotesi di accordo per la distribuzione del FUA. Una circostanza, questa,  che sta producendo la paralisi dei tavoli locali, in alcuni dei quali (per es., proprio a PERSOCIV) non sono ancora state convocate le OO.OO./RSU per l’esame dei progetti e dei criteri di distribuzione del FUS.

Proviamo allora a guardare da vicino questa incredibile storia, come ci hanno richiesto molti colleghi.

La storia prende il via dal 13 febbraio 2015, data nella quale il  Sottosegretario Rossi ha firmato una determina (pubblicata su questa pagina come allegato 2)  il cui comma 1  recuperava, “in via transitoria per il 2014” , il sistema di misurazione e di valutazione dell’apporto partecipativo del singolo dipendente (“coefficiente compreso tra 1 e 1,5”) già fissato nell’ipotesi di accordo 2014 (e negli accordi precedenti), ma incredibilmente cassato dalla F.P.

E’ di tutta evidenza che, proprio perché fissato “in via transitoria”,  l’AD avrebbe dovuto predisporre per il 2015 un nuovo e definitivo sistema di misurazione e valutazione. Era quello che l’AD aveva detto di voler fare e anche presto, e a tal proposito aveva chiesto alle OO.SS. i propri contributi al riguardo, che sono stati puntualmente forniti ed anche nei tempi richiesti (si veda il nostro Notiziario n. 14 del 2.02.2015).

Da allora, però, non è maturato assolutamente nulla: il nuovo sistema di valutazione della performance individuale, la cui bozza ci era stata consegnata nella riunione con il Sottosegretario  del 13.02.2015  (vds. Notiziario n. 19 di pari data) e rispetto a cui le OO.SS. nazionali avevano fornito i loro contributi, è rimasto in tutti questi mesi fermo sul tavolo della Ministra, e non si è ancora capito bene il perché. Con questo effetto pratico: che la mancanza nella nostra  Amministrazione di un sistema di valutazione della performance individuale a seguito della sospensione intervenuta nel 2012 con la determina del 16 febbraio a firma dell’allora Sottosegretario Magri,  unita al rilievo messo dalla F.P. con la nota n. 50850 del 13.12.2012 che ha dichiarato non contrattabile il sistema di valutazione fissato negli accordi FUA,  hanno determinato nella nostra Amministrazione, allo stato attuale, la non esistenza di un sistema di misurazione e di valutazione dell’apporto partecipativo del dipendente ai progetti locali remunerati con il FUS. Producendo di conseguenza questi due effetti: sul livello nazionale,  l’impossibilità di chiudere l’ipotesi di accordo FUA 2015 in quanto la determina firmata in data 1.08.2015 dal Sottosegretario Rossi (che ripubblichiamo come allegato 3 su questa stessa pagina) nulla reca al riguardo delle modalità di distribuzione del FUS 2015 da recepire nell’accordo nazionale, e pertanto non si sa bene cosa scrivere nell’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA (prova ne siano i  puntini sospensivi e la mancanza della data che chiude l’art. 12, comma 2, della bozza predisposta dalla D.G. per l’ultima riunione del 29 u.s.);  sul piano locale, poi, l’impossibilità di avviare il confronto o di chiudere gli accordi a causa della impossibilità attuale di dare risposta a questa semplice domanda: con quali criteri il Dirigente dovrà valutare l’apporto partecipativo del dipendente al progetto locale?

Una questione enorme, a ben vedere, che sta creando molta preoccupazione nei Dirigenti e anche nelle OO.SS./RSU, e che sta alla base dei ripetuti quesiti posti dagli Enti Difesa alla nostra D.G., ai quali la stessa D.G. ha ritenuto qualche giorno fa di rispondere con la NEWS datata 21 u.s., che pubblichiamo su questa pagina come allegato 1, ma che serve solo ad aggiunge una piccola toppa alla falla,  ma certo non la chiude  (la NEWS di PERSOCIV conferma comunque l’indicazione che FLP DIFESA aveva dato alle proprie strutture con il Notiziario n. 105 del 29 u.s., parte conclusiva del terzultimo capoverso).

Quale debba essere il sistema di misurazione e valutazione dell’apporto partecipativo del dipendente alla progettualità locale, attesa la sua non contrattabilità affermata dalla F.P.,  è cosa di tutta evidenza riconducibile alle decisioni del Vertice politico. Ma la Ministra Pinotti non lo ha ancora fatto fino ad oggi, chissà poi perché,  e questo ha generato l’enorme problema che sta bloccando la definizione degli accordi FUA e FUS.  Sappiamo che la D.G.  e gli Organi Programmatori da tempo avevano posto questo problema all’attenzione del Gabinetto, rimasto però sinora senza risposta. Anche FLP DIFESA, e a più riprese, ha segnalato questo problema (si vedano i nostri Notiziari nn. 84, 105 e 112); non parrebbe invece lo abbiano fatto anche altre OO.SS., come si evince dalla lettura dei loro comunicati.  Anche questo stiamo forse un po’ pagando.  Ma ora, finalmente, il problema sembra essere deflagrato.

Possiamo comprendere la sostanza vera del problema: non è facile trovare una soluzione oggi, a distanza di otto mesi dalla determina a firma Rossi del 13.02.2015, che sono trascorsi invano senza che uno straccio di soluzione fosse stato trovato per sbloccare la trattativa FUA.  Comprendiamo bene come non sia facile, per il FUS 2015, individuare una soluzione straordinaria, dopo quella anch’essa straordinaria adottata per il FUS 2014.   Ma deve essere anche chiaro, però,  che più il tempo passa più il problema si acuisce, e pertanto occorre agire molto rapidamente.

Ci chiediamo dunque: sarà dunque quella che si apre oggi la settimana decisiva, quella nella quale vedrà la luce una nuova determina del Sottosegretario con il recupero del comma 1 della vecchia determina del 13.02.2015, incredibilmente dimenticato nella nuova determina del 1.08.2015? O sarà adottata qualche altra iniziativa, comunque finalizzata a risolvere definitivamente il problema?  Il Vice Capo di Gabinetto ci ha detto in riunione che in questa settimana si troverà la soluzione. Vedremo…..

Deve essere chiaro a tutti gli attori, comunque,  che se non si fa qualcosa,  i tavoli nazionale e locali continueranno ad essere bloccati,  mentre continuano a passare pericolosamente i giorni che ci separano dalla fine di questo anno.  I progetti locali vanno indiscutibilmente avviati e conclusi entro l’anno in corso, non esistono soluzioni che ne differiscano la realizzazione al prossimo anno, e dunque occorre fare presto. Abbiano già perso dieci mesi, e il rischio vero è che più il tempo passa e più qualcuno (qualche Ispettore del Tesoro, per esempio) potrebbe mettere in discussione il corretto dimensionamento temporale e la corretta realizzazione dei progetti locali 2015. Con gli effetti nefasti che si possono immaginare…

Una grandissima responsabilità, dunque, che pesa tutta intera sul Vertice politico, e che il Vertice politico è chiamato a risolvere rapidamente e bene. Tempi supplementari non ce ne sono….

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: NEWS PERSOCIV del 21 ottobre 2015

Allegato 2: Determina firmata dal Sottosegretario il 13.02.2015 su FUA 2014 

Allegato 3: Determina firmata dal Sottosegretario il 1.08.2015 su FUA 2015

Notiziario n. 108 del 6 ottobre 2015 –

Il dr. Franco Massi, Vice Segretario Generale Civile
Il dr. Franco Massi, Vice Segretario Generale Civile

C’è una parola che in queste settimane circola tanto tra i palazzoni romani del Ministero della Difesa: il suo nome è “specificità”, e il progetto che ne è alla base, è il dichiarato tentativo di far riconoscere la particolare condizione d’impiego del personale civile, che si porterebbe dietro più retribuzione e più diritti. Ci sembra però che, allo stato, il progetto viaggi essenzialmente (per non dire: esclusivamente) negli Enti maggiori di Roma (appunto, i “palazzi”), visti gli scarsi risultati di diffonderlo nei molto più vasti territori periferici, e, in secondo luogo, che venga  sospinto a piene mani da pezzi importanti (e interessati) dall’A.D. .

Cosa sta succedendo? Se lo chiedono in molti a Roma, e allora proviamo a dire la nostra ai colleghi.

Innanzitutto cerchiamo di dare sostanza e significato alla parola “specificità”,  che è entrata nel vocabolario del Ministero della Difesa nel lontano 2010 (erano i tempi di Berlusconi, Tremonti, Brunetta e compagnia cantando) attraverso l’art. 19 della Legge 4.11.2010, n. 183, che ha appunto riconosciuto la “specificità” d’impiego del personale del comparto sicurezza e difesa, e al suo interno, ovviamente,  anche dei militari appartenenti alle FF.AA.  Una caratterizzazione fortemente voluta dai Vertici e dalle Rappresentanze militari, al fine di circoscrivere una sorta di “area protetta” nell’ambito del P.I., poi venuta utile in innumerevoli circostanze (pensiamo, per es., alla deroga introdotta dalla Legge Fornero).

La cosa non poteva passare inosservata, e certo non lo fu agli occhi di FLP DIFESA che rivendicò (da subito, apertamente e ripetutamente) l’urgenza di dare risposta alla non più rinviabile  necessità di ridurre le forbici, normative e retributive, tra lavoratori civili e militari, che apparivano sempre più divaricate anche in ragione di quell’ intervenuto riconoscimento di “specificità”. FLP DIFESA lo rivendicò nelle piazze (manifestazione nazionale indetta dalla nostra O.S. in data 6.07.2012),  su tutti i tavoli (ne fanno fede i resoconti delle riunioni), in tutte le circostanze e in tutte le sedi anche istituzionali: ripubblichiamo su questa stessa pagina il documento che consegnammo il 16.05.2012, in sede di audizione in Senato sul disegno di legge delega per il riassetto in chiave riduttiva delle FF.AA (allegato 1),  e quello consegnato alla  Commissione Difesa della Camera nel corso dell’audizione del 22.10.2013 sugli schemi dei DD. LLgs. attuativi della L. 244, di cui riportiamo quanto scritto al punto n. 2, let H: ”Infine, abbiamo ritenuto grave l’assenza di qualsiasi richiamo alla specificità del ruolo del personale civile della Difesa…… e la mancanza di qualsiasi correttivo sul fronte delle problematiche che più stanno a cuore ai dipendenti civili: le enormi, e proprio per questo inaccettabili,  differenze  di trattamento, retributivo e normativo, tra la componente civile e militare nelle medesime condizioni di impiego” (allegato 2). Sarebbe davvero interessante comprendere dov’erano allora, e dove sono stati in tutti questi anni, i crociati di oggi.

Arriviamo così ai giorni nostri: dopo i tempi della disattenzione, arriva oggi il tempo del rilancio. Ma a rilanciare la questione è stranamente la stessa Amministrazione, che da storica matrigna dei lavoratori civili ne diventa per la prima volta mamma amorevole. Se ne fa carico, in particolare,  il Vice Segretario Generale,  che si dice sia rimasto colpito dalla “miseria” delle retribuzioni del personale civile. E cosa fa? Incontra la RSU di un Ente di Palazzo Esercito in data 18 giugno u.s., e parla di  precise iniziative avviate dall’A.D. per il transito del personale civile nelle “categorie speciali”  (da far recepire nell’allora DDL delega Madia, poi diventato legge ma senza risultato alcuno sotto questo profilo), il che configurerebbe di fatto un ritorno alla sfera pubblicistica del rapporto di lavoro e l’uscita dal comparto Ministeri;  in aggiunta, legata al predetto ritorno, il Vice Segr. Generale avrebbe parlato anche della volontà di A.D. di reperire “200mil nel bilancio 2015 da destinare in prima opzione ed in parte preponderante nella quota fissa della retribuzione, e la rimanenza al FUA”. Di questi intendimenti dell’Amministrazione riferiti dal Vice Segretario Generale, c’è traccia scritta nel “verbale della riunione delle RSU dell’area amministrativa del Ministero della Difesa” (una diecina, le RSU rappresentate), che pubblichiamo su questa pagina (allegato 3).  Certo, appare strano che di dette intenzioni l’A.D. non ne avesse mai fatto menzione negli incontri con le OO.SS. nazionali, come altrettanto strano appare il fatto che, a conclusione di quella riunione delle RSU dell’area T/A, sia stato deciso “un incontro con le OO.SS. per un tavolo tecnico riguardante la specificità del personale civile” mai avvenuto sinora: noi siamo stati invano in questi mesi in attesa di una chiamata per l’utile confronto…

E mentre langue il confronto vero sul fronte sindacale e si fa strada la demagogia, fervono invece le iniziative: l’AD promuove un “gruppo di lavoro” (Presidente il Sottosegretario Rossi; Coordinatore Tecnico il Vice Segretario Generale) per esaminare la tematica del trattamento economico e normativo del personale civile e prospettare soluzioni volte a “un incremento dei trattamenti economici”  e alla messa a punto “di proposte, anche innovative, tenuto conto dello specifico contesto d’ impiego”.  Di questo gruppo di lavoro, costituito con DM 16.06.2015, il Sottosegretario Rossi ne ha riferito alle OO.SS. solo il 6 agosto 2015.  Perché?

C’è allora qualcosa di ancora poco chiaro in questa storia! Iniziamo a parlarne, dunque, in attesa dei futuri sviluppi.

  1. L’ “operazione specificità” nasce da una iniziativa in prima persona della stessa A.D., e cioè del soggetto che sinora ha sempre fatto orecchie da mercante, e ancora di più in questo anno e mezzo di governo Pinotti, avendo la Ministra sinora tradito i suoi stessi proclami (audizione parlamentare del 15.03.2014). L’ultimo segnale: il Libro Bianco che, a detta di tutti, è scandalosamente privo di attenzione verso i civili. Ci chiediamo: ravvedimento operoso da parte dei Vertici politici e dell’Amministrazione, o c’è dell’altro?
  1. L’ “altro” parrebbe emergere proprio dagli intendimenti manifestati dal Vice Segretario Generale e di cui c’è traccia nel verbale già richiamato della riunione del 19 giugno u.s. delle RSU dell’area T/A, laddove si parla di “implementare l’art. 3 del D. Lgs. tra le categorie speciali” .  Attenzione, però:  l’art. 3 del D. Lgs. 165 ha per titolo “personale in regime di diritto pubblico”, e riguarda dunque tutte le categorie  non contrattualizzate (magistrati, avvocati/procuratori dello Stato, diplomatici, prefettizi, e infine  il personale delle FF.AA. e delle Forze di polizia). Allora il disegno vero dell’A.D. potrebbe consistere nel far rientrare il personale civile nella sfera pubblicistica, cosa questa che sarebbe funzionale al quadro di prospettiva che abbiamo di fronte da qui al 2024, con centinaia di Enti da sopprimere/riordinare e migliaia di posti da cancellare, civili e militari (31.000, quanti di loro da transitare nei ruoli civili?). Riportarci nella sfera di diritto pubblico, potrebbe servire allo scopo, in quanto il nuovo status assicura mano libera all’A.D. E per raggiungere lo scopo, l’A.D è disponibile a trovare un po’ di soldi, anche se i 200 mln cui fa riferimento il verbale RSU appaiono di questi tempi una chimera. La cassa è in mano al MEF……. Sul tema, ci siamo trovati di fronte in questi giorni a raccolte di firme (ma perché, c’è qualcuno tra di noi che non vorrebbe più soldi o più diritti?) e improbabili comunicati sindacali in cui si afferma che il transito nelle categorie speciali ex art. 3 D.Lgs. 165 sarebbe compatibile con il permanere nel comparto contrattuale dei Ministeri, e che potremmo fare come i Vigili del Fuoco i quali invece, guarda caso, sono entrati nell’art. 3 proprio abbandonando il comparto di contrattazione! A Roma dicono: “o ce fanno o ce so’”. Scelgano loro la fattispecie più pertinente, ma non offendano la logica e l’intelligenza dei colleghi!
  1. Al di la, comunque, di ogni strumentalizzazione, demagogia e del tentativo di dare sponda alle iniziative ancora così poco chiare (nei contenuti, ma soprattutto nei veri obiettivi) dell’A.D., noi di FLP DIFESA la pensiamo così:

attenderemo serenamente le risultanze del “gruppo di lavoro”, preannunciate per la fine di questo mese, anche se –lo ridiciamo– non comprendiamo perché non anche una presenza sindacale al suo interno;

parteciperemo in modo molto attivo e propositivo al successivo confronto con l’A.D. già preannunciato dal Sottosegretario, che intenderebbe chiudere entro novembre p.v.. per poter poi dar corso agli approfondimenti con MEF e FP.  Solo in quella sede avremo modo di scoprire le carte vere (con le relative pezze giustificative, che esigeremo!) e i reali intendimenti di AD., e solo allora potremo farci un’idea sui pro e i contro dell’operazione proposta, dire la nostra,  e assumere le idonee iniziative.

– nel frattempo, chiariamoci noi le idee e costruiamo una piattaforma unitaria. Facciamolo presto quel confronto chiesto dalle RSU area T/A: una bella assemblea pubblica,  con la presenza di tutte le OO.SS. e le RSU interessate, in una grande sala di Roma,  di fronte ai lavoratori.  Facciamolo!  Noi siamo pronti.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1:16.12.2012 -Documento-FLP-DIFESA-consegnato-alla-Commissione-Difesa-del-Senato

Allegato 2: 22.10.2013 – Il documento presentato da FLP DIFESA in audizione alla Camera

Allegato 3: Verbale riunione RSU Area Tecnico-Amm.va 19.06.2015

Notiziario n. 105 del 29 settembre 2015 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgSeconda riunione, ancora del tutto interlocutoria e per nulla conclusiva, con la delegazione dell’AD presieduta dal Direttore Generale di PERSOCIV per la definizione dell’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2115,  operazione questa, mai come quest’anno difficile e complessa, anche in ragione della compresenza di alcuni nodi, tutt’oggi non risolti.  Come i colleghi ricorderanno, la prima riunione, tenutasi il 29 luglio u.s.,  era servita solo a fare un primo punto di situazione sulle somme disponibili e a fornire una prima ipotesi di distribuzione delle somme.  Nella riunione di oggi  si è entrati più nel vivo, e la più importante novità da noi fortemente sollecitata da tempo e attesa dai colleghi, è la previsione di una seconda fase di passaggi interni alle aree dopo la prima tornata con decorrenza 1.1.2010,  che non aveva avuto sinora repliche a causa del blocco delle retribuzioni introdotte dal 2011 da Berlusconi e poi confermato  sino al 31.12.2014 dai Governi che sono succeduti. Ma andiamo con ordine.

Partiamo innanzitutto dalla dotazione del FUA 2015:  le somme certe e disponibili del FUA 2015 sono pari quest’anno a € 52.860.917,00  al lordo oneri a carico dell’A.D., e dunque con una significativa differenza in negativo di € 3.821.531,00 rispetto al 2014.  Rispetto a questa dotazione del FUA 2015,  la distribuzione delle somme prevista dal prospetto allegato 12 della bozza di ipotesi pervenuta da PERSOCIV, che pubblichiamo come allegati 1 e 2 su questa stessa pagina, ripropone il modello consolidato di ripartizione, con una riconferma degli stanziamenti 2014 per posizioni organizzative (€ 2.525.281,00) e indennità di mobilità (€ 370.000) e una crescita di PPL, turni e reperibilità (soprattutto) in ragione delle esigenze comunicate a PERSOCIV  dagli Organi Programmatori (SGD, SS.MM., etc.).  La dotazione del Fondo per Agenzia Industrie Difesa è quest’anno pari a € 2.114.436, pari al solito 4% delle somme FUA disponibili per l’anno in corso.  Per i passaggi interni con decorrenza 1.1.2015, l’accantonamento previsto è pari a € 2.025.112,64. Dunque,  in ragione degli importi residuati a valle degli accantonamenti, la quota pro capite FUS 2015 si attesterebbe quest’anno a 837,54 € al lordo oneri AD., a fronte di  € 963 (somme certe) + € 26,45 (somme variabili) nel 2014. Dunque quota FUS minore rispetto all’anno scorso.

Questo il quadro complessivo della proposta di distribuzione illustrata dalla dr.ssa Preti, rispetto ai cui contenuti abbiamo espresso come FLP DIFESA le seguenti osservazioni e proposte.

In merito alla dotazione del FUA 2015, al pari di quanto avvenuto negli anni precedenti sin dal 2013 (si veda il Notiziario n. 71 del 20 giugno),  la nostra O.S. ha sollecitato la  D.G. a richiedere al MEF il dettaglio relativo alla provenienza delle voci che compongono il  FUA Difesa 2015,  che il MEF ha sempre negato in questi ultimi anni alla faccia della tanto esibita, ma mai praticata, trasparenza.  La dr.ssa Preti ci ha allora ricordato che, a seguito delle nostre sollecitazioni ripetute negli anni, ha richiesto sistematicamente il prospetto delle somme che alimentano il FUA,  ma che il MEF li ha sempre altrettanto sistematicamente negati.  Riproporremo il problema sul tavolo politico,  atteso che mai quest’anno, a fronte del possibile taglio delle risorse variabili, è necessario avere piena conoscenza delle somme disponibili, e lo faremo nella già programmata riunione con il Vertice politico del 7 ottobre p.v..

Secondo problema sulla dotazione FUA 2015, ci sono quasi 4 mln in meno rispetto al 2014. Innanzitutto corre l’obbligo di segnalare che, su nostra richiesta, l’Amministrazione ha precisato che gli attuali € 52.860.917 al lordo oneri AD rappresentano la dotazione di partenza del FUA 2015, che potrebbe godere di una successiva  implementazione, allo stato stimata in circa 6 milioni di € ulteriori.  Che deriverebbero anche dall’applicazione dalla circolare MEF n. 20 dell’8.05.2015 recante istruzioni applicative circa il ricalcolo, a partire dal 2015, dei fondi della contrattazione integrativa in applicazione dell’art. 9 – comma 2 bis – del DL 78/2010 così come modificata dalla legge di stabilità 2014, al fine, attraverso la stabilizzazione delle decurtazioni intervenute, di conferire in futuro alla dotazione dei FUA una connotazione di maggiore stabilità.  Come già da noi riferito in precedenza, ipotizzando il sopra richiamato incremento di circa 6 mln di €,  la dotazione definitiva del FUA 2015 potrebbe allora stare all’interno di una forbice compresa tra 58 e 59 mln di €,  ma su di essa pesa oggi, in ogni caso,  la tagliola determinata dalla legge di assestamento del bilancio 2015,  già votata dal Senato e oggi all’esame della Camera  (A.C. 3305),  che non prevede le somme c.d. “variabili” del FUA 2015,  che nel 2014 erano state pari nel M.D. a € 1.128.838,00.  Rappresenteremo il problema sul tavolo del 7 ottobre p.v., chiedendo un impegno del Vertice politico affinché  lo scippo (perché tale appare) delle somme variabili  non venga consumato. Resta però il problema antico: è necessario per quanto possibile irrobustire la dotazione del FUA.  La dr.ssa Preti ha fornito nella riunione di oggi le risposte da noi sollecitate nella precedente del 29 luglio: le risorse derivanti dai recuperi relativi allo svolgimento di attività extra lavorative ex art. 1 L. 662/1996, che il D.Lgs 165/2001 destina al FUA, per ISPEDIFE sarebbero pari  solo a 22mila €, mentre per quanto attiene l’accordo del 13.02.2013 A.D./OO.SS.  sulla destinazione al FUA del 25% dei risparmi derivanti dal riordino in chiave interforze della Sanità militare, non sarebbe risultato alcun risparmio.  Però!  Porremo pure questa questione sul tavolo politico del 7 p.v.,  e vedremo le risposte del Vertice. Rimane comunque ferma la nostra convinzione sulla possibilità di implementazione delle risorse FUA attraverso l’anticipazione sin a partire da quest’anno delle risorse derivanti dai riordini delle FF.AA. di cui ai DD.LLgs. n. 7 e 8/2014, attuativi della legge delega 244/2012.

Per quanto riguarda turni, reperibilità e PPL, gli accantonamenti prospettati prevedono incrementi rispetto al 2014 per tutte le fattispecie, essendo state recepite tutte le esigenze segnalate dagli Organi Programmatori,  al netto delle decurtazioni operate negli anni precedente (-16% reperibilità, -8% per PPL e -6% per turni).  Colpisce in particolare l’incremento dell’assegnazione alla “reperibilità” (€ 4.530.497,39 €  rispetto ai 3.582.900,00 €  del 2014, ben oltre il 25%, che pare in gran parte dovuto alle richieste di SMM),  di cui francamente non comprendiamo le ragioni atteso l’utilizzo eccessivo che di questo istituto si fa in ambito MD.  A tal riguardo,  la nostra O.S. ha detto alla dr.ssa Preti di non essere assolutamente d’accordo, atteso che ogni incremento di somme per la reperibilità comporta una corrispondente riduzione del FUS, e pertanto abbiamo chiesto di confermare l’accantonamento 2014.

La novità positiva del FUA 2015, invece,  come già detto, potrebbe essere data dalla seconda tornata dei passaggi interni alle aree con decorrenza 1.1.2015,  per i quali è confermata nella bozza di ipotesi di accordo predisposta dalla D.G. l’ipotesi più favorevole legata all’attuale consistenza nelle diverse fasce retributive di personale:  n. 481 in area 3^ e n. 614 in area 2^, per un numero complessivo di 1095 (in area 1^, come noto, non è possibile prevedere passaggi, atteso che tutto il personale ausiliario occupa la fascia apicale), con una  spesa complessiva pari a € 2.025.112,64 anch’essa al lordo oneri datoriali.  Va a tal riguardo precisato che la quantificazione dei passaggi, di cui al prospetto contenuto nell’art. 10 della bozza di ipotesi, originano dalla attuali disponibilità di fascia derivanti al 1.01.2015 dal rapporto tra organici e presenze effettive, ricomprendendo nel calcolo anche gli ipotizzati transiti dalla fascia inferiore.  L’A.D. ha dunque fatta propria  la nostra richiesta su nuovi passaggi entro l’area non appena fuori dal blocco delle retribuzioni,  e di questo diamo ampiamente  atto alla dr.ssa Preti  per aver onorato l’impegno assunto (vds. nota congiunta AD-FLP di luglio 2013, che pubblichiamo questa pagina come allegato 3).

Con separato accordo integrativo, come già avvenuto nel 2010, saranno individuati criteri e punteggi per la formazione della graduatorie, trattandosi di selezione sulla base di requisiti e titoli posseduti.

La novità invece molto negativa, allo stato dell’arte, e che blocca l’accordo FUA 2015,  è data dal vuoto cosmico che tuttora pervade la questione relativa al sistema di valutazione da adottare per la distribuzione del FUS. Cassata dai rilievi della FP la norma contenuta nell’accordo 2014 (valutazione da 1 a 1,5), ma anche nei precedenti, e non ancora varato a tutt’oggi dall’A.D. il nuovo sistema di valutazione della performance individuale (e non si sa ancora il perché),  non esiste allo stato nella nostra Amministrazione un sistema di valutazione ai fini della distribuzione del FUS.  Per il FUS 2014, la determina  in data 15.02.2015 (vds allegato 4 su questa stessa pagina) a firma del Sottosegretario Rossi aveva salvato la situazione, recuperando i vecchi parametri di valutazione.  Per il FUS 2015, invece, non c’è ancora nulla, atteso che la determina datata 1 agosto 2015 (vds. allegato 5 su questa pagina),  anch’essa firmata dal Sottosegretario Rossi e resa nota alle OO.SS. nella riunione del 6 agosto c.a. (si veda il Notiziario di pari data n. 86),  nulla dice al riguardo del FUS 2015, come avevamo già segnalato ai colleghi in quel Notiziario.  Questo buco, evidente e clamoroso di cui non si comprendono ancora le ragioni,  e che potrebbe produrre effetti negativi anche per quanto attiene i “passaggi interni”, impedisce di fatto la chiusura dell’accordo FUA, mentre il tempo passa e la fine dell’anno è sempre più vicina.   Ma  impedisce indirettamente anche il varo dei progetti locali (in molti Enti, in particolare a Roma, PERSOCIV in primis, non sono stati varati progetti locali di produttività in mancanza dell’accordo nazionale, cosa del tutto naturale in condizioni normali),  e in ogni caso la sottoscrizione degli accordi per la distribuzione del FUS 2015. Una situazione incredibile, mai avvenuta negli anni precedenti, dunque di natura assolutamente straordinaria, rispetto alla quale occorre porre in essere accorgimenti straordinari, tenuto conto che siamo oramai all’ultimo trimestre dell’anno.  Invitiamo  pertanto le nostre strutture territoriali ed RSDU a prendere in esame l’utilità di sollecitare gli Enti a convocare urgentemente le OO.SS/RSU per il varo dei progetti locali 2015, laddove non ancora varati.  Per quanto ci riguarda, nella riunione del 7 p.v., porremo con forza questa questione al Vertice politico, chiedendo innanzitutto spiegazioni e richiamando l’Amministrazione alle proprie responsabilità, che appaiono allo stato ben evidenti, facendo riserva sin da ora di azioni di tutela nelle opportune sedi.

Proseguiamo questo Notiziario con un rapido  aggiornamento sui tempi di  corresponsione delle somme FUA/FUS in arrivo, che peraltro conferma quanto da noi già anticipato in precedenti Notiziari. Già corrisposto il FUS 2014 e i saldi FUS 2012 e 2013 con il cedolino di agosto,  rimangono da corrispondere Posizioni Organizzative e  i 2/12 residui di turni, reperibilità e PPL 2014, che verranno corrisposte con il cedolino di ottobre.  Per quanto invece riguarda turni, reperibilità e PPL 2015,  verranno corrisposte con il cedolino di novembre p.v. ulteriori sei/dodicesimi (e non cinque, come in un primo tempo sembrava),  e dunque comprenderanno le indennità fino a tutto il corrente mese di  settembre. Le relative segnalazioni da parte degli Enti dovranno pervenire a BDUS improrogabilmente entro e non oltre il 14 p.v. (le nostre strutture territoriali sono invitate a vigilare affichè questa scadenza venga rispettata).  Per quanto riguarda invece le ulteriori somme (c.d “variabili” del FUA 2014 pari a € 26,45 lordo lav., vds Notiziario n. 102 del 25.09.2015),  se ne parlerà sicuramente nel 2016.

Concludiamo infine con il segnalare alle lavoratrici e ai lavoratori interessati che abbiamo consegnato alla dr.ssa Preti la circolare n. 161601 datata 17 giugno 2015 della competente Direzione Generale del Ministero dei Beni Culturali,  che pubblichiamo come allegato 6 su questa stessa pagina, segnalando la necessità che anche il personale civile della Difesa “in peculiari situazioni personali sociali e familiari” possa usufruirne della possibilità  riconosciuta ai nostri colleghi dei Beni Culturali ai quali, a domanda,  può essere concessa “una pausa ridotta, con corresponsione del buono pasto, pari a 10 minuti,  termine minimo indicato dall’art. 8 del Decreto Legislativo 8 aprile 2003, n. 66, recante << attuazione delle direttive 93/104/CE concernenti taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro >>”. IL D.G. si  è riservato  un approfondimento al riguardo,  e una risposta a breve.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Bozza accordo FUA 2015 – Versione per la riunione del 29-09

Allegato 2: Allegati Accordo FUA 2015 – Versione per la riunione del 29-09

Allegato 3: Nota congiunta A.D. – FLP 22.07.2013

Allegato 4: Determina 13.02.2015 su FUA 2014

Allegato 5: Determina 1.08.2015 su FUA 2016

Allegato 6: Circolare BAC pausa orario

sottosegretario rossi


Incontro con il Sottosegretario Rossi. Ipotesi Fondo integrativo, aggiuntivo rispetto al FUA, per incrementare le retribuzioni civili. Il 28 settembre p.v., ne sapremo di più. Le altre questioni ancora sul tappeto e gli incontri in agenda

13 Set 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 105 del 13 settembre 2016 – La riunione di oggi con il Sottosegretario Rossi è servita in primo luogo a fare un punto di situazione in merito alle scelte e alle iniziative  avviate dal Vertice politico per dare risposta all’annoso problema legato all’inadeguato trattamento economico del personale civile; ma è anche servita a […]


Le proposte di PERSOCIV sul FUA 2016: confermati 7.002 passaggi economici e cospicuo finanziamento per la performance individuale. E, intanto, il Sottosegretario dispone “ulteriori accertamenti” sul bando di mobilità.

16 Giu 2016 - Flp Difesa

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Notiziario n. 74 del 16 giugno 2016 – Informiamo tutti i lavoratori che, nel pomeriggio di oggi, abbiamo ricevuto dalla Direzione Generale per il personale civile la bozza dell’ipotesi di accordo per la distribuzione del FUA 2016, che propone alle Parti sindacali le seguenti scelte di distribuzione del  Fondo di produttività dell’anno in corso: 7.002 passaggi economici […]


Ma che fine ha fatto la tabella di equiparazione militari civili? E il “Gruppo di lavoro” costituito con D.M. 16.06.2015 sul trattamento economico? FLP DIFESA scrive al Sottosegretario Rossi

11 Apr 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 42 dell’ 11 aprile 2016 – Nel commento all’incontro che la Ministra Pinotti ha avuto con le OO.SS. il 22.12.2015, pochi giorni dopo l’invio da parte del Gabinetto alle OO.SS. della “comunicazione”  con gli impegni “strappati”  da CGIL CISL UIL sulle problematiche in essere,  avevamo espresso il seguente giudizio: “La politica degli annunci […]


Ma che fine ha fatto il bando di mobilità? Tutto tace, incredibilmente….. FLP DIFESA scrive al Sottosegretario Rossi: o si avvia subito il bando o serve una soluzione ponte

5 Apr 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 39 del 5 aprile 2016 – In questi giorni, abbiamo ricevuto tantissime richieste di informazioni in merito al bando di mobilità che doveva essere pubblicato entro il 28 febbraio u.s. e che invece, a tutt’oggi, non ha ancora visto la luce. Proviamo, come al solito, a delineare il quadro all’interno del quale si […]


Che fine ha fatto il “Gruppo di lavoro” sul trattamento economico del personale civile? Ma non serve andare a “Chi l’ha visto?”, si tratta purtroppo della solita storia…

15 Feb 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 19 del 15 febbraio 2016 – Che fine ha mai fatto il “Gruppo di lavoro” costituto con D.M. 16.06.2015? Non serve però andare a “Chi l’ha visto?”,  la vicenda è chiara ed è un esempio illuminante di come vengono gestite le cose nel M.D. Siamo a primavera 2015, e sul territorio romano (e […]


Finalmente sbloccata la situazione su FUA e FUS 2015. Il Sottosegretario ha firmato la determina che attendevamo. Il 15 dicembre p.v. riprende la trattativa a PERSOCIV

7 Dic 2015 - Flp Difesa

News del 7 dicembre 2015, h. 12.00 – Con Notiziario FLP DIFESA n. 130 del 4.12.2015, inviato da questo Coordinamento Nazionale a  tutti i nostri iscritti e dirigenti e reso pubblico attraverso il nostro sito solo mezz’ora dopo e dunque alle h. 8.00 dello stesso giorno,  abbiamo dato notizia ai colleghi dell’iniziativa assunta dalla nostra […]


E’ in via di notifica a Ministra e Sottosegretario l’atto di diffida di FLP DIFESA per il buco relativo al sistema di valutazione per il FUS 2015

4 Dic 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 130 del 4 dicembre 2015 – E’ in via di notifica alla Ministra della Difesa R. Pinotti e al Sottosegretario delegato D. Rossi l’atto predisposto dal nostro legale con il quale, visto che siamo oramai arrivati a fine anno,  la nostra O.S. diffida Ministra e Sottosegretario “affinché procedano senza ulteriore indugio alla formulazione […]


Sblocco delle trattative per la distribuzione del FUA e FUS 2015: la soluzione pronta in settimana? Altro tempo non se ne può più perdere…….

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Seconda riunione FUA 2015. Prevista una seconda tornata di passaggi interni, ma accordo ancora lontano per mancanza della determina sul FUS

29 Set 2015 - Flp Difesa

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Notiziario n. 105 del 29 settembre 2015 – Seconda riunione, ancora del tutto interlocutoria e per nulla conclusiva, con la delegazione dell’AD presieduta dal Direttore Generale di PERSOCIV per la definizione dell’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2115,  operazione questa, mai come quest’anno difficile e complessa, anche in ragione della compresenza di alcuni nodi, tutt’oggi […]


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