E’ stato sottoscritto in data odierna il “protocollo d’intesa” che reca le nuove procedure in materia di mobilità volontaria (ordinaria e straordinaria) e reimpieghi del personale civile non dirigente del Ministero della Difesa.
L’intesa raggiunta conclude una vicenda difficile, lunga e complessa, partita nel lontano aprile 2011 e che solo oggi si chiude, a distanza di oltre quattro anni. Diamo atto pubblicamente al Sottosegretario Rossi dell’attenzione riservata a questa vicenda e del notevole impegno profuso per il raggiungimento di un risultato certamente storico all’interno della nostra Amministrazione
Esprimiamo grande soddisfazione per la nuova procedura di mobilità, che traguarda gli obiettivi che ci eravamo prefissi, in primis la cancellazione dei pareri di fatto sempre vincolanti degli Organi Programmatori; minore soddisfazione esprimiamo invece sul fronte della nuova procedura di reimpiego, modificata rispetto a quella prevista dal CCNI Difesa 6.07.2000 sulla base del quadro normativo intervenuto successivamente.
Pubblichiamo di seguito il testo del “protocollo d’intesa” e i quattro allegati con le nuove procedure in materia di reimpiego (allegato A), di mobilità volontaria ordinaria (allegato B), di mobilità volontaria straordinaria (allegato C) e con i nuovi criteri e punteggi per la formazione delle graduatorie (allegato D).
Appena pervenuti dal Gabinetto, pubblicheremo tutti i documenti con le firme di sottoscrizione accompagnandoli con uno specifico Notiziario, nel quale daremo conto ai lavoratori delle risultanze della lunga trattativa e, naturalmente, anche delle nostre valutazioni e dei nostri giudizi al riguardo.
Concludiamo infine questa “News” informando i colleghi che oggi si è svolta la seconda riunione negoziale a PERSOCIV sulla distribuzione del FUA 2015, purtroppo ancora interlocutoria e non conclusiva, sulla quale daremo conto domattina con uno specifico Notiziario.
Come promesso dalla Ministra Pinotti nel brevissimo incontro con le OO.SS./RSU dell’Arsenale che ha poco felicemente concluso la sua trasferta a Taranto del 27 luglio u.s. (si veda il nostro Notiziario n. 82/2015), il vertice politico del Ministero è tornato nella città jonica per uno specifico incontro con le Rappresentanze del personale arsenalizio. Lo ha fatto, in questa circostanza, il Sottosegretario delegato, l’on. Domenico Rossi, che aveva accompagnato la Ministra nella trasferta precedente, che ha avuto un confronto diretto con le Rappresentanze dei lavoratori, che ne hanno dato un giudizio positivo.
Ma riprendiamo, seppur sinteticamente, il filo della vicenda vertenziale di Taranto. Dopo il deludente incontro del 27 luglio con la Ministra, le RSU dell’Arsenale e le OO.SS. territoriali di Taranto avevano redatto un duro documento unitario e convocato un’assemblea dei lavoratori nella zona antistante lo Stabilimento il 30 successivo. A seguito del confronto assembleare, e dopo la riunione con l’Amministrazione Comunale (A.C.) del 10 agosto, delle cui risultanze abbiamo dato conto con il Notiziario n. 88 (impegno dell’A.C. a convocare un Consiglio Comunale ad hoc sulle problematiche dell’Arsenale, e più in generale degli Enti Difesa di Taranto), le RSU dell’Arsenale e le OO.SS. territoriali – quelle del Ministero Difesa e quelle afferenti alle aziende private metalmeccaniche e dei servizi – hanno redatto un documento unitario datato 25.08.2015 nel quale, tra le altre cose, chiedevano che la discussione sulla “vertenza arsenale” fosse inserita nella discussione dell’istituito“tavolo istituzionale permanente”, vedesse la partecipazione delle Parti Sociali interessate, e che allo stesso tavolo venisse presentato il piano industriale dell’Arsenale, con proiezione nei prossimi 10 anni, previsione di nuove attività lavorative, e conferma del suo ruolo pubblico. Il Consiglio Comunale del 28 agosto ha recepito tutte le richieste delle Parti sociali, impegnando il Sindaco e chiedendo il coinvolgimento di altri soggetti istituzionali, con una mozione approvata all’unanimità (i due documenti sono pubblicati su questa stessa pagina, allegato 1).
Questi gli antefatti della visita a Taranto del 10 settembre dell’on. Rossi e del confronto con le OO.SS./RSU, che l’A.D. ha voluto in Arsenale e non come richiesto dall’A.C in Municipio, e che – come chiarito in avvio dallo stesso on. Rossi – era teso a individuare le problematiche, con relative priorità, da portare e sostenere in sede di tavolo istituzionale. E’ poi seguito il consueto giro di interventi del tavolo sindacale. La FLP DIFESA Territoriale di Taranto ha richiamato le parti più significative del documento unitario del 15 agosto ed ha espresso posizioni molto chiare, che fanno peraltro storicamente parte della analisi e della piattaforma nazionale di FLP DIFESA: l’esigenza di mettere a punto un piano industriale associato al riordino dell’Ente; la contestuale esigenza di accompagnarlo con un piano straordinario di assunzioni che assicurino il turnover e con piani di formazione ad hoc, in un contesto di concreta civilizzazione, che rappresenta la prima operazione di spending review del M.D.; la cronica carenza di risorse, elemento comune alla prima riorganizzazione del duo Andreatta-Saragoza, e la necessità inderogabile di reperirne di certe ai fini dell’auspicato riefficientamento dell’Ente e per sostenere le spese di esercizio, anche con riferimento all’indotto privato; l’urgenza di dare risposte chiare sul futuro dello Stabilimento, anche in relazione alle sollecitazioni venute dalla Corte dei Conti, risolvendo in primis l’insanabile contraddizione (internalizzazioni o esternalizzazioni di servizi e lavorazioni?) esplosa dopo la pubblicazione del Libro Bianco nel raffronto con le previsioni del D.Lgs. n. 8; le opportunità per la Difesa da non disperdere, che sono assicurate dalla partecipazione attraverso lo stesso Sottosegretario Rossi al tavolo istituzionale.
A conclusione, l’on Rossi si è impegnato a rappresentare le predette problematiche al tavolo istituzionale già convocato per il 23 p.v., e a riferirne degli esiti in un nuovo incontro con OO.SS./RSU.
A tal riguardo, le OO.SS./RSU hanno diffuso in data odierna il “comunicato stampa” che pubblichiamo in allegato 2.
Infine, in allegato 3, il filmato del servizio del telegiornale di Telenorba sul’incontro di Taranto, con le interviste al Sottosegretario Rossi e al Coordinatore Territoriale FLP DIFESA di Taranto.
Riunione al Gabinetto del Ministro tra Vertici politici e OO.SS. nazionali
In data 17 agosto u.s., la Corte dei Conti ha registrato il D.P.C.M. 26.06.2015 recante le “tabelle di equiparazione” che dovranno regolare la mobilità dei lavoratori pubblici tra i diversi comparti, e qualche giorno fa la F.P. ha pubblicato il testo integrale, che rendiamo disponibile anche su questa stessa pagina (allegato 1)
Il provvedimento, come noto, era stato concepito in ragione delle esigenze di ricollocazione del personale dipendente delle Province soppresse. Come si ricorderà, sullo schema di DPCM presentato dalla Ministra Madia, si era tenuta il 2 aprile u.s. una riunione tecnica tra le Confederazioni Sindacali (per noi, la CSE) e la Funzione Pubblica (F.P.) per l’esame dello schema di provvedimento e delle c.d. “tabelle di equiparazione” o “di corrispondenza” tra i livelli economici di inquadramento, che serviranno a regolare i transiti tra i diversi comparti della P.A. partendo dal livello d’inquadramento nell’Amministrazione cedente e individuando il corrispondente livello di inquadramento nell’Amministrazione ricevente. Dunque, uno strumento fondamentale per regolare i processi di mobilità, in primis quelli che interessano il personale delle ex Province alleggerite di molte funzioni a seguito della Legge Del Rio. Il punto più critico ed importante stava allora nella ricerca di precise garanzie ai fini del mantenimento da parte del personale in mobilità dei livelli retributivi in godimento nell’Amministrazione cedente (vds. Notiziario n. 36 del 7.04.2015), che però l’art. 3 del DPCM certo non risolve in quanto dispone sì la conferma dei trattamenti, ma “limitatamente alle voci con carattere di generalità e natura fissa e continuativa”, che certo non garantiscono in toto.
Venendo ora alle questioni di casa nostra, dobbiamo dire che il DPCM 26.06.2015 non reca alcuna tabella di equiparazione tra gradi militari e inquadramenti civili, cosa che invece interessa molto chi lavora nel M.D. Non se ne era parlato nella riunione in F.P. del 2 aprile, si pensò allora perché le tabelle esaminate erano quelle relative al personale contrattualizzato e i militari non lo sono, ma ora abbiamo la conferma che il DPCM non reca nulla al riguardo, e la circostanza rafforza i dubbi da noi avanzati in precedenza.
Come si ricorderà, la Legge 244/2012 prevede per il personale militare transiti anche in via ordinaria (e non più solo per inidoneità fisica ex D.I.M. 18.04.2002) nei ruoli civili, e rende pertanto necessaria, anche alla luce delle intervenute modifiche dell’ordinamento professionale, la ridefinizione della tabella. La prima proposta venuta da A.D. (Notiziario n. 45 del 18.04.2013, la tabella proposta da A.D. è ripubblicata su questa stessa pagina, allegato 3) prevedeva per il grado apicale dei SU. la possibilità di inquadramento in area 3^ anche senza laurea o in virtù di incarichi attribuiti dall’ordinamento agli U., peraltro senza limiti temporali minimi. Rispetto a questa proposta iniziale, si saldò poi una posizione unitaria di tutte le OO.SS. che prevedeva il transito secco dei SU. in area 2^ e degli U. in area 3^, una posizione successivamente fatta propria dall’allora Sottosegretaria Pinotti nella riunione del 12.11.2013 (Notiziario n. 122 di pari data), e conseguentemente fu inoltrata alla F.P. una proposta di tabella con quelle previsioni secche, priva dei due asterischi in calce (vds. allegato 3)
Ebbene, da quel lontano novembre 2013 sono già passati invano 22 mesi, sviluppi non ce ne sono stati sinora e l’A.D. è apparsa sempre evasiva al riguardo. A nostro avviso, la cosa comincia a puzzare un po’ e, dopo aver letto il Libro Bianco, anche di più. Come già detto (Notiziario n. 86 del 6.08.2015, ultima riunione con il Sottosegretario), non ci sorprenderebbe molto se, alla luce delle previsioni del D. Lgs. 8/2014 sulla gestione delle eccedenze militari e del Libro Bianco (art. 217, incarichi di responsabilità per i Marescialli), sia in atto un deciso ripensamento da parte dell’AD e che domani ci si possa magari trovare davanti, già bella e confezionata, una tabella diversa. O magari siamo di fronte a un tentativo di prendere tempo per sfruttare al massimo la vecchia tabella del D.I.M 18.04.2002 con centinaia di ingressi in area 3^. In ogni caso, a nostro avviso, servono risposte urgenti, e in virtù di questa esigenza abbiamo inviato in data odierna al Sottosegretario Rossi la lettera che pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato 2
Nel corso della riunione del 6 agosto u.s. con il Sottosegretario on. D. Rossi (si veda il Notiziario n. 86 di pari data) , l’A.D. ha consegnato alle OO.SS. nazionali nuovi schemi recanti la procedura e i criteri per la mobilità volontaria e i reimpieghi (allegato 2 su questa stessa pagina), rimodulati sulla scorta delle proposte avanzate dalle stesse OO.SS. rispetto alla prima bozza pervenuta in data 22 giugno u.s. (FLP DIFESA ha inviato al Sottosegretario le proprie “osservazioni e proposte” in data 8 luglio u.s., che ripubblichiamo in allegato 3 su questa stessa pagina). In ordine ai nuovi schemi, ci eravamo riservati – prima della prossima riunione originariamente prevista per l’11 p.v. ma che forse slitterà – “una valutazione e anche eventuali ulteriori contributi”, che abbiamo evidenziato in una nota già inviata nella scorsa settimana al Sottosegretario Rossi e qui pubblicata in allegato 1.
Nel merito della nuova proposta dell’AD, dobbiamo innanzitutto segnalare ai colleghi che i nodi sui quali questa trattativa si è sempre avvitata dal 2011 (prime due riunioni a PERSOCIV, 6 e 7 aprile di quell’anno) ad oggi, non sembra abbiamo ancora trovato riscontro positivo da parte dell’A.D. Ci riferiamo in primo luogo, al “nodo pareri”, rispetto al quale i nuovi schemi mantengono la previsione iniziale (“Gli Organi programmatori esprimono il parere ai sensi degli artt. 95 e 106 del TUOM – parere favorevole, favorevole con sostituzione indicando eventuali requisiti professionali – e trasmettono le istanze a PERSOCIV”), ancorchè condita nella circostanza dalla precisazione che la questione è ancora “in corso di approfondimento”. Nella riunione del 6 agosto, l’on. Rossi ci aveva detto di aver dato disposizioni a SMD per l’eliminazione dei “pareri” e la loro sostituzione con “criteri oggettivi” non meglio precisati, che l’Ente dovrà comunicare in sede di trasmissione delle istanze. Dunque, pareva accolta la sostanza della nostra richiesta sull’abolizione dei “pareri”, anche se, come osservammo allora, ci sarebbe stato comunque da “comprendere bene in cosa consistano di fatto questi <<criteri oggettivi>>”. Ma evidentemente così non è.
In secondo luogo, appare ancora non risolto anche il “nodo consenso” delle OO.SS. in materia di piani di reimpiego, anche se osserviamo con piacere che l’Amministrazione, a seguito della nostra forte e (pare) solitaria sollecitazione, ha operato un passetto in avanti passando dalla “partecipazione alle OO.SS. nazionali dei piani di reimpiego” alla “acquisizione dell’avviso” delle stesse OO.SS., che però è cosa palesemente diversa dal “consenso” che tutt’ora il Gabinetto raccoglie dalle OO.SS. nazionali in ordine a tutti i piani di reimpiego discussi a livello locale, prima di “dar corso ai successivi adempimenti finalizzati all’adozione dei provvedimenti di reimpiego da parte della competente Direzione Generale per il personale civile”. Non è questione di lana caprina, come si può ben comprendere, ma di autentica sostanza sindacale, in quanto tocca decisamente il ruolo delle OO.SS. nella definizione dei piani di reimpiego conseguenti ai riordini.
Di questi due “nodi” se ne sono accorti in molti tra i lavoratori civili, atteso che nel sondaggio pubblicato sul nostro sito (parte alta a destra della home) e a cui hanno risposto davvero tanti colleghi, oltre il 65% esprime un deciso “NO” rispetto agli intendimenti dell’A.D. di “gestire la mobilità volontaria attraverso i pareri degli O.P. e di definire anche da sola i reimpieghi”. Qualche cosa vorrà pure dire, o no?
In ogni caso, abbiamo provveduto a predisporre una nota di osservazioni alla nuova proposta dell’AD già inviata all’attenzione del Sottosegretario, che alleghiamo ad ogni buon conto al presente Notiziario.
Restiamo per ora in attesa di convocazione da parte del Gabinetto della nuova riunione con il Sottosegretario e – soprattutto – degli esiti conclusivi dell’approfondimento in corso da parte dell’A.D.
L’incontro in sala consiliare a Taranto tra A.C. e OO.SS.-RSU
Nel contesto delle previsioni contenute nel “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa” che ha visto la luce il 30.04. 2015, quella relativa alle possibilità di esternalizzazioni di servizi e lavorazioni degli Enti della c.d. “area industriale” del M.D. (Arsenali MM; Poli Esercito; etc.) rappresenta di certo la previsione che ha più messo in allarme le Rappresentanze sindacali, e in primis le OO.SS. nazionali. La preoccupazione per il futuro degli Stabilimenti industriali è emersa in modo particolare negli Arsenali della Marina Militare (Taranto; La Spezia ed Augusta-SR), in quanto l’uscita del Libro Bianco è avvenuta quasi contestualmente all’avvio della fase più importante del confronto tra Marina Militare e Parti sociali sul riordino delle strutture arsenalizie, secondo le linee tracciate dall’art. 2259-sexies del D. Lgs n. 8/2014, attuativo della legge 244/2012 per il riordino in chiave riduttiva della FF.AA.. E proprio qui è emersa la contraddizione più grande, quella tra la previsione contenuta nel D.Lgs. n. 8 (internalizzazione di servizi e lavorazioni) e quella di segno opposto presente nel Libro Bianco(art. 280: “assorbimento da parte dell’industria di strutture tecnico-industriali della Difesa e del relativo personale”), una contraddizione enorme che le rassicurazioni del Sottosegretario Rossi nella riunione del 1 luglio con le OO.SS. nazionali non hanno certo cancellato.
La venuta a Taranto della Ministra Pinotti del 27 luglio scorso (peraltro accompagnata nella circostanza proprio dal Sottosegretario on. Rossi) per l’appuntamento istituzionale presso la Prefettura di Taranto che ha avuto al centro le disponibilità e le iniziative del M.D. per la città jonica, poteva e doveva servire anche per rasserenare i lavoratori e le loro Rappresentanze sul futuro dell’Arsenale, e anche per questo era molto atteso l’incontro in agenda tra la Ministra Pinotti e le OO.SS. territoriali e le RSU arsenalizie.
Sappiamo tutti come poi è andata a finire (si veda il Notiziario n. 82 del 28.07.2015): la Ministra è arrivata molto in ritardo, ha pronunciato poche parole di circostanza, ha salutato tutti i presenti e se ne è andata di corsa: dunque, si è molto renzianamente sottratta ad un confronto con le Parti sociali, circostanza questa denunciata dalle stesse OO.SS/RSU in una nota unitaria e nella conferenza stampa del 30 luglio davanti ai cancelli dell’Arsenale.
Un atteggiamento completamente diverso è venuto invece dalle Istituzioni locali: nel giro di poche settimane, prima una lettera del Sindaco di Taranto che esprimeva la sua “più convinta adesione” al documento unitario di OO.SS./RSU del 22 giugno u.s. (entrambi sono pubblicati su questa stessa pagina, in allegato 2 e 3); poi, più recentemente in data 10 u.s., vi è stato un incontro preliminare tra Amministrazione Comunale e Parti sociali (OO.SS. della Difesa e quelle di altre categorie interessate) finalizzato ad approfondire tutti gli argomenti facenti parte della “vertenza arsenale”, e questo anche in previsione di una specifica riunione del Consiglio Comunale che l’Amministrazione della città jonica intende fissare a breve in agosto, anche prima del ritorno a Taranto dell’on. Rossi per l’incontro con OO.SS./RSU previsto per il 10 settembre.
Sui contenuti dell’intervento di FLP DIFESA di Taranto, aggiuntivi a quelli unitariamente condivisi con le altre OO.SS., e sulle risultanze conclusive della riunione del 10 u.s. tra Amministrazione Comunale e Parti sociali, il nostro Coordinamento Territoriale ha redatto una nota che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.
A tal proposito, come Sindacato nazionale proponiamo ai lavoratori un paio di brevissime considerazioni:
in primo luogo, valutiamo in modo molto positivo la gestione unitaria della “vertenza”, con tutte le OO.SS. interessate e le RSU dell’Arsenale schierate a sostegno di una precisa piattaforma unitaria;
inoltre, cogliamo la capacità delle stesse Parti sociali di farsi sentire dalle Istituzioni locali, creando con esse momenti sinergici di iniziativa comune al fine di richiamare l’A.D. alle proprie responsabilità.
L’azione unitaria locale sta proseguendo anche in questi giorni: è in via di definizione un documento sindacale riepilogativo delle problematiche in essere, che verrà allegato alla lettera che tempestivamente il Sindaco invierà ai Ministri competenti ed alle Autorità politiche, a sostegno delle proposte convenute.
L’on. Domenico Rossi, SSS delegato alle relazioni sindacali
Vari gli argomenti trattati nell’incontro di oggi con il Sottosegretario Rossi. Proviamo a darne come al solito una sintesi completa, seguendo l’ordine di trattazione svolto nel corso della riunione.
MOBILITA’ E REMPIEGHI: l’AD, sulla base delle osservazioni e proposte avanzate dalla nostra O.S. (vds documento allegato al Notiziario n. 76 dell’11.07.2015) e da altre sigle, ha predisposto, e consegnato in riunione, un nuovo testo con la procedura e i criteri per la mobilità e i reimpieghi, che pubblicghaimo su questa pagina in allegato 1, rispetto al quale ci siamo riservati una valutazione e anche eventuali ulteriori contributi. Il Sottosegretario ci ha comunque detto di aver dato disposizioni a SMD per l’eliminazione dei “pareri” e la loro sostituzione con “criteri oggettivi” non meglio definiti, che l’Ente dovrà comunicare a PERSOCIV. Dunque, parrebbe accolta la sostanza della nostra richiesta, ma dovremo comprendere bene in cosa consistano di fatto questi “criteri oggettivi”. La prossima riunione con l’n. Rossi è già in agenda per l’ 11 settembre p.v., e potrebbe anche essere quella conclusiva.
LIBRO BIANCO: l’on. Rossi ha confermato l’intendimento di dar vita al confronto con le OO.SS. sulle scelte di carattere operativo, che andranno a modificare l’attuale assetto del Dicastero e delle FF.AA. Nel prenderne atto, la nostra O.S. ha ribadito le proprie posizioni critiche sulle scelte generali del Libro Bianco.
SPECIFICITA’ DEL PERSONALE CIVILE DEL M.D.: è stato indiscutibilmente il piatto forte della giornata la questione relativa al riconoscimento della c.d. “specificità” dei civili del MD, rispetto alla quale sono venute dall’on. Rossi parole e documenti che da una parte contribuiscono certo a chiarire alcuni aspetti e a riportarli nella loro giusta dimensione, ma dall’altra pongono alcuni interrogativi di non poco conto.
Partiamo innanzitutto dall’antefatto. Come già riferito nell’ultima parte del Notiziario n. 72 del 1.07.2015, ci è pervenuto in data 1 luglio u.s. un documento/verbale di una assemblea RSU, inviato a tutte le OO.SS. nazionali ma anche diffuso su più ampia scala, nel quale si fa riferimento ad un incontro del Vice Segretario Generale con la RSU di un Ente, nel quale il predetto Dirigente avrebbe parlato di precise iniziative avviate dall’A.D. per il transito del personale civile nelle “categorie speciali” (da far recepire nel DDL delega Madia, allora all’esame della 1^ Commissione Camera) il che configurerebbe di fatto un ritorno alla sfera pubblicistica del rapporto di lavoro e l’uscita dal comparto dei Ministeri; in aggiunta, legata a detto transito, il Vice Segretario Generale avrebbe parlato anche della volontà di A.D. di reperire “200mil nel bilancio 2015 da destinare in prima opzione in parte preponderante nella quota fissa della retribuzione e la rimanenza al FUA”..
Appariva ben strano che di detti intendimenti non si fosse mai fatto menzione negli incontri con le OO.SS. nazionali e pertanto, vista la enorme rilevanza politica di entrambe le questioni, abbiamo inviato in data 1 luglio alla Ministra una richiesta di incontro per “comprendere gli esatti termini di una vicenda i cui contorni e le cui finalità non appaiono ancora ben evidenti e rispetto ai quali è doveroso fare chiarezza”.
Ebbene, l’incontro con la Ministra non c’è stato, ma alcune risposte oggi sono in ogni caso arrivate. La più importante è la seguente: con DM datato 16.06.2015, che pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato 2, è stato costituito un “gruppo di lavoro” presieduto dal Sottosegretario Rossi (privo comunque di una rappresentanza dei lavoratori civili) finalizzato a studiare il “trattamento economico del personale civile del Dicastero”, a raffrontarlo con quello in essere presso altre AA.CC., e anche a prospettare, “anche attraverso contatti con MEF, FP e ARAN”, le “occorrenti iniziative di carattere normativo/finanziario” che tengano in debito conto “lo specifico contesto di impiego del personale civile della Difesa” e siano comunque volte a produrre “un incremento del detto trattamento economico”. Questo è, in buona sostanza, il contenuto del DM., che alleghiamo al presente Notiziario.
A tal riguardo, abbiamo innanzitutto espresso all’on. Rossi l’apprezzamento di FLP DIFESA per l’iniziativa assunta dalla Ministra Pinotti, che va nella direzione da anni sollecitata dalla nostra O.S. E’ utile ricordare, in particolare a quanti oggi si ergono a paladini di questa battaglia, quanto FLP DIFESA ha scritto nel documento (punto n. 2, let H del testo che ripubblichiamo su questa pagina come allegato 4) consegnato alla Commissione Difesa nel corso dell’audizione del 22.10.2013 sugli schemi dei DD. LLgs. ex L.244: ”Infine, abbiamo ritenuto grave l’assenza di qualsiasi richiamo alla specificità del ruolo del personale civile della Difesa, riconosciuta invece, e giustamente, al personale militare (art. 19 legge 4.11.2010, n. 183), e la mancanza di qualsiasi correttivo sul fronte delle problematiche che più stanno a cuore ai dipendenti civili: le enormi, e proprio per questo inaccettabili, differenze di trattamento, retributivo e normativo, tra la componente civile e militare nelle medesime condizioni di impiego”. Concetti, questi, che FLP DIFESA ha sempre riproposto in tutti questi anni e – va detto – spesso in solitudine. Con queste premesse, è di tutta evidenza che non possiamo che accogliere favorevolmente il varo del predetto “gruppo di lavoro”.
Ciò detto, appare però altrettanto evidente come ilDM avvii oggi un percorso tutto però ancora da verificare e da costruire, rispetto al quale non trovano la benchè minima conferma gli annunci del Vice Segretario Generale, e dunque né il transito nelle “categorie speciali” ex art. 3 D. Lgs. 165/2001 (che peraltro avrebbe dovuto concretizzarsi attraverso il DDL delega Madia, ora già approvato dalle Camere senza alcuna norma al riguardo) e neppure i fantasiosi “200mil nel bilancio 2015 da destinare in prima opzione in parte preponderante nella quota fissa della retribuzione e la rimanenza al FUA”. Sul punto, il Sottosegretario in precedente riunione ha affermato di non essere a conoscenza di quanto riferito dal Vice Segr. Gen.: ma come è possibile, allora, che pezzi importanti dell’A.D. pongano in essere iniziative politicamente molto pesanti senza che il Vertice politico ne sia a conoscenza, e peraltro ne diano anche notizia in sedi inappropriate (riunione con RSU)? Ancora: il DM è del 16 giugno, come mai non se ne è fatto alcun cenno alle OO.SS. nella riunione del 1 luglio? Cosa c’è sotto? Sono le domande che abbiamo fatto all’on. Rossi, ma che non hanno trovato precise risposte chiarificatrici. C’è indiscutibilmente, su questa questione, un quadro ancora molto nebuloso, che andrà rapidamente chiarito anche per non ingenerare attese improprie e strumentalizzazioni inopportune.
A conclusione, il Sottosegretario si è comunque impegnato al confronto con le OO.SS. non appena il gruppo di lavoro avrà concluso la fase di studio e sarà pervernuto a ipotesi concrete e praticabili. Ne riparleremo presto, dunque.
FUA E PERFORMANCE INDIVIDUALE: come avevamo immaginato e riferito in precedenti Notiziari, l’AD si sta orientando a rinviare l’esordio del nuovo sistema di valutazione della performance individuale al 2016. Il Sottosegretario ci ha detto che per il 2015 nulla cambierà rispetto al 2014 in materia di FUS. Ma la “determina” che ha già firmato e che qui pubblichaimo in allegato 3, è diversa nel contenuto rispetto a quella del 2014, e non chiarisce che cosa succederà nel 2015 e a quali regole i tavoli locali dovranno riferirsi per il FUS. Immaginiamo una caterva di “quesiti” a PERSOCIV, che allungheranno ulteriormente i tempi di definizione dei progetti locali. A settembre, sarà dunque necessario riparlarne subito nel prosieguo della trattativa FUA. Francamente non comprendiamo la logica di tutto questo, il perché sia trascorso quasi un anno invano e il perché dei ripetuti ripensamenti dell’A.D. (peraltro sembra tuttora in corso), che potrebbero produrre un danno ai lavoratori se è vero, come sostenuto dalla dr.ssa Preti nella riunione del 30 u.s. sul FUA 2015, che sono anche a rischio i passaggi interni. Riguardo alla performance, la nostra opinione è ben chiara e espressa da tempo immemore: nelle condizioni date, non c’è spazio per valutazioni della performance individuale nel MD, occorre una deroga sul tipo di quella già ottenuta da altre AA.PP.
Abbiamo infine sollecitato una decisa iniziativa politica per scongiurare il taglio delle risorse FUA c.d. “variabili” non stanziate nella legge di assestamento 2015 (vds Notiziario n. 84 del 30.07.2015), risorse che nel 2014 sono state pari a ca. 1.129 mln di €.
TABELLA DI CORRISPONDENZA MILITARI CIVILI: nulla di nuovo sotto il sole, vien da dire: la proposta, convenuta e condivisa con l’AD in data 22.11.2013 (allora Sottosegretario Pinotti) e che prevede il transito dei Sottufficiali in area 2^ e degli Ufficiali in area 3^, risulta tuttora dispersa al fronte (leggi F.P.). Da quel lontano novembre 2013 sono passati 20 mesi, e come già detto la cosa comincia francamente a puzzare un po’ e dopo aver letto il Libro Bianco anche di più. Non ci sorprenderebbe molto se, alla luce delle previsioni del D. Lgs. 8/2014 sulla gestione eccedenze militari e del Libro Bianco (art. 217, dove si parla di incarichi di responsabilità per i Marescialli), sia in atto un deciso ripensamento da parte dell’AD e che domani ci si possa magari trovare impacchettata una tabella diversa. A nostro avviso, servono risposte urgenti e definitive, e a settembre sarà nostra cura portarle sul tavolo.
L’incontro a Taranto della Ministra con le OO.SS.-RSU di appena cinque minuti.
La Ministra Roberta Pinotti e il Sottosegretario Delegato on. Domenico Rossi sono stati nella giornata di ieri a Taranto. L’appuntamento aveva una connotazione istituzionale di partenza, ma nel programma della Ministra ci sarebbe dovuto anche essere un incontro con le OO.SS/RSU dell’Arsenale di Taranto, che alla fine non c’è stato o, meglio, non c’è stato nei termini preannunciati ed attesi.
La Ministra (noi continuiamo a chiamarla al femminile secondo antica consuetudine, Lei invece preferisce il maschile) ha incontrato nella sede della Prefettura di Taranto il Prefetto, il Presidente della Provincia, della Regione, il Sindaco di Taranto, il Commissario Straordinario dell’Autorità portuale e i Vertici di Camera di Commercio e di Confindustria. Al centro dell’incontro, la disponibilità e le iniziative del MD per il rilancio della Città (è stata annunciata la cessione da MM al Demanio e all’Autorità portuale della banchina della stazione torpediniere su Mar Piccolo per riconvertirla a fini turistici), città che – come noto – vive da anni enormi criticità (pensiamo solo alla vicenda ILVA) e nella quale la presenza della Difesa è storicamente centrale. In questa sede, la Ministra la ribadito la strategicità degli Arsenali in generale, e di quello di Taranto in particolare, ha negato qualsiasi ipotesi di privatizzazione e/o di riduzione degli attuali assetti (gira voce che il Capo di SMD ne abbia ipotizzato la riduzione da tre a uno) e ha anche escluso il blocco delle risorse per il completamento dei “piani Brin” (anche qui gira voce che il Capo di SMD avrebbe questa intenzione). Dopo aver affermato che 70 mln. sono già stati spesi, e a fronte dei 36 ancora da spendere per completare i lavori, la sen. Pinotti ha promesso l’arrivo a Taranto per quest’anno di un altro milione e di ulteriori 6 nel 2016: poca cosa, comunque, possiamo dirlo? In materia di personale, la Ministra ha poi ricordato le recenti assunzioni in deroga, che erano a suo avviso il massimo oggi ottenibile (mah..). Infine, sulle esternalizzazioni previste dal Libro Bianco, ne ha di fatto confermato la possibilità, aggiungendo però che non è il caso di “agitare paure che non esistono”. Gli agitatori sarebbero ovviamente le OO.SS. …..
Dunque, affermazioni e precisazioni magari anche importanti, che sarebbe stato proprio il caso di ribadire de visu alle Rappresentanze sindacali convocate dalla Prefettura per un incontro con la Ministra (si veda la lettera di convocazione pubblicata su questa stessa pagina, allegato 2), accettando magari anche un confronto con le stesse per chiarire ogni dubbio. Ma la Ministra ha scelto diversamente: all’incontro con le OO.SS./RSU ha inviato il Sottosegretario Rossi, notoriamente esperto di Arsenali della Marina essendo un Generale dell’Esercito in pensione, che ovviamente è apparso in difficolta e ad un certo punto ha dovuto sorbirsi le ovvie rimostranze delle Rappresentanze sindacali, che giustamente erano state convocate per un incontro con la Ministra e con Lei volevano discutere. Cosa che la Ministra molto renzianamente ha accuratamente evitato, preferendo discutere con Confindustria, e poi arrivando finalmente in Arsenale con grandissimo ritardo e solo per un brevissimo intervento di saluto di cinque minuti. Ogni commento appare superfluo.
Ovviamente, quanto accaduto a Taranto costituisce l’ultima dimostrazione dell’attenzione della Ministra nei confronti dei civili e delle questioni di loro primo interesse (e gli Arsenali lo sono). Le RSU/OO.SS. Taranto hanno predisposto una dura nota unitaria che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, ed è anche annunciata una conferenza stampa per giovedì di fronte la Porta Principale dell’Arsenale.
Avremo modo di ritornare sul fatto: ma è nostra convinzione che questi comportamenti della Ministra non siano affatto casuali ma voluti, avendo Ella ben chiari i segnali che si vogliono lanciare e i loro destinatari.
In allegato 3, pubblichiamo infine la nota della parlamentare tarantina, on. Donatella Duranti in merito alla visita a Taranto della Ministra e delle dichiarazione da Lei rese.
Mercoledì 8 luglio u.s., e dunque dentro i tempi stabiliti nel corso dell’ultima riunione del 1 luglio u.s. al Gabinetto del Ministro (vds. Notiziario n. 72 di pari data), abbiamo inviato al Sottosegretario delegato on. Domenico Rossi le nostre osservazioni e proposte in ordine agli intendimenti espressi dall’A.D. nei documenti inviati alle OO.SS. nazionali in data 22 u.s. in materia di mobilità volontaria e collettiva (c.d. “reimpieghi”).
Come è a tutti noto, l’argomento “mobilità” è da lungo tempo nell’agenda delle relazioni sindacali, essendo parte importante delle piattaforme presentate nel 2008 da noi e da CGIL-CISL-UIL per la ridefinizione del 2° C.C.N. Integrativo del personale non dirigente. Il momento buono sembrava essere arrivato ad aprile 2011, con le riunioni tecniche a PERSOCIV del 6 e 7 di quel mese, ma poi non se ne fece nulla, anche perché quelle proposte della D.G. pare non fossero piaciute molto agli Organi Programmatori (O.P.), che (si disse allora) in un qualche modo le stopparono; in ogni caso, la “questione mobilità” fu riposta in un cassetto, dove poi è rimasta per oltre un anno e mezzo. La ripresa del confronto avvenne a PERSOCIV solo nell’autunno 2012 con i tavoli tecnici dell’ 11 settembre (vds. Notiziario n. 120 di pari data) e del 17 ottobre (vds. Notiziario n. 137 di pari data), ma poi anche allora non se ne fece più nulla per tutta una serie di punti controversi (pareri O.P.; trasferimenti funzionali, è cioè d’ufficio, in ambito regionale; graduatorie dei dipendenti in esubero; etc.). L’ultimo confronto, in ordine di tempo, fu quello avvenuto sul tavolo politico, presieduto dall’allora Sottosegretaria R. Pinotti, il 20 gennaio 2014, che ancora una volta non approdò ad alcun risultato e non ebbe alcun seguito a causa del nodo irrisolto dei pareri dell’O.P. in materia di mobilità volontaria (nella circostanza, la formulazione proposta da AD era: “parere vincolante d’impiego in relazione alle esigenze funzionali di F.A. nel profilo professionale”), al quale si aggiunse però, nell’occasione, anche un nodo legato al palese ridimensionamento del ruolo delle Parti sociali nella definizione dei piani di reimpiego, oggetto di “esame congiunto” a livello locale e di “partecipazione” a livello nazionale, dunque fuffa o quasi. Un tentativo di ridimensionamento che faceva il paio con quanto avvenuto qualche mese prima, quando, in sede di esame degli schemi dei DD. LLgs. attuativi L. 244/2012, l’AD rigettò ogni nostra proposta di inserire all’interno del decreto sul personale un richiamo anche indiretto alla contrattazione in materia di reimpieghi.
Questa ricostruzione storica del lungo, ancorchè discontinuo, difficile e tuttora incompiuto confronto con l’AD che dura oramai da quattro lunghi anni, serve a dimostrare la profondità e la sostanza vera del contrasto tra le Parti, atteso che l’Amministrazione vorrebbe continuare ad avere mano libera sulle istanze di mobilità volontaria attraverso i “pareri” (che non esistono nelle altre AA.CC.) e, in ultima istanza, decidere in proprio anche in materia di reimpiego del personale a seguito dei provvedimenti di riordino, ricorrendo a formule tipo “partecipazione alle OO.SS.” che le consentirebbero un’amplissima gestibilità.
Dunque, al di là degli aspetti più tecnici legati alla procedura e ai criteri/punteggi, sono due i nodi politici sottesi al confronto con A.D. in materia di mobilità: il primo, è quello dei “pareri” sulle istanze di mobilità volontaria; il secondo, è il ruolo delle Parti sociali nella definizione dei piani di reimpiego. E non si tratta certamente, come si può ben comprendere, di questioncine di poco conto o scarsamente rilevanti.
E proprio perché i nodi, prima che tecnici, sono di natura politica, abbiamo volutamente anteposto alle nostre osservazioni e proposte tecniche la messa a fuoco dei due nodi, e lo abbiamo fatto nella parte relativa alle “Osservazioni generali”, pagine 2 e 3 del documento inviato all’attenzione del Sottosegretario, che pubblichiamo su questa stessa pagina, dove sono anche pubblicati i documenti predisposti dall’Amministrazione.
Invitiamo tutti i colleghi a partecipare al sondaggio on line che abbiamo predisposto in materia e che si trova nella parte alta a sinistra della home page.
A parte qualche accenno isolato, apparso a tutti davvero molto stonato sulla presunta “opportunità” offerta dalla riforma in arrivo, mai come questa volta, di fronte al Sottosegretario on. Domenico Rossi, le OO.SS. della Difesa hanno mostrato la schiena dritta, parlato lo stesso linguaggio ed espresso i medesimi giudizi negativi sul “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa” (LB), che è stato partorito come noto da professoroni ed “esperti” ben pagati e nel chiuso delle stanze del Ministero, i quali hanno disegnato la difesa dei prossimi 15 anni senza però aver mai ascoltato coloro che nel Ministero della Difesa ci vivono e ci operano dalla mattina alla sera. Così si fa nell’epoca del renzismo dilagante, che trova nella nostra Ministra, e non da oggi, una convinta estimatrice e sostenitrice.
Il Sottosegretario ha parlato per oltre 40 minuti, un fatto per Lui alquanto inusuale dal momento che l’essenzialità è sempre stato uno dei tratti essenziali nel suo rapporto con le OO.SS.. Evidentemente, l’on. Rossi era ben conscio dell’impatto estremamente negativo che la pubblicazione del LB aveva generato nei lavoratori civili (nel sondaggio attivo sulla home page del nostro sito, al momento in cui scriviamo, oltre il 60% lo giudica “pessimo” e un altro 7% “insufficiente”) e nelle loro Rappresentanze. Ed allora, essendo evidentemente Egli stesso ben conscio dell’inadeguatezza complessiva – di analisi, ma soprattutto di proposta – del LB sui temi del personale civile, ha cercato di esaltarne le grandi potenzialità in prospettiva futura, nel cui orizzonte sta scritta a Suo dire una presenza civile fortemente valorizzata nelle professionalità che esprime, e finalmente liberata dai tantissimi lacci e lacciuoli che sinora l’hanno imprigionata e subordinata alla componente militare. E, naturalmente, non poteva mancare in questo quadro il riferimento alle misere retribuzioni del personale civile (una grande scoperta dei professoroni ed esperti che hanno messo a punto il LB ?), rispetto alle quali l’on Rossi pensa si possa aprire ora una stagione nuova segnata dall’impegno dell’AD a ridurne le forbici con i militari e anche con altri pezzi della P.A.. Dunque, nella rappresentazione che ne ha fatto il Sottosegretario, sembra proprio che il LB possa essere la panacea di tutti i nostri mali. Ad un certo punto, l’on Rossi si è accorto dei dubbi generati nell’altra parte del tavolo, e allora si è chiesto: << Non vorrei che qualcuno pensasse alla canzone di Mina “parole, parole, parole”>>, riferendosi verosimilmente al richiamo del nostro Notiziario n. 48 dell’11 u.s.
Nel suo intervento, FLP DIFESA ha riproposto il giudizio fortemente negativo sul LB già espresso in precedenza, e più dettagliatamente nel Notiziario sopra richiamato. Negativo innanzitutto sul piano del metodo, atteso che le Parti Sociali sono state escluse da ogni confronto: il Sottosegretario ci ha chiesto a dicembre scorso un contributo, lo abbiamo anche dato, e pure dettagliato (12 le pagine del nostro “contributo”, che ripubblichiamo sul questa stessa pagina), ma non ce n’è traccia nel LB, neanche infinitesimale: probabilmente, non è stato neanche letto dai professoroni ed esperti che l’hanno redatto! Troppo sforzo, per lor signori. Ma giudichiamo il LB in modo complessivamente negativo anche e soprattutto sul piano dei contenuti: il mancato coinvolgimento del Parlamento e la sua temuta estromissione dalle scelte di riforma definite nel LB già “direttiva ministeriale”; il preoccupante depotenziamento del ruolo del Segr. Gen. che perde la pesantissima funzione di Direttore Nazionale degli Armamenti a vantaggio del Capo di SMD (per questo da oggi potrà essere un civile!) e con essa verosimilmente le DD.GG. tecniche; l’annunciata privatizzazione (sinonimo di liquidazione) dell’area industriale del MD, e in particolare di Poli ed Arsenali, che nel question time in Parlamento del 21 u.s. (qui pubblicato) la Ministra ha esteso anche agli Stabilimenti AID, con quello che si porterà dietro in termini di effetti sulla presenza civile (e menomale che il D.Lgs. n. 8/2014 prevedeva un’operazione diffusa di reinternalizzazioni!); la crescita enorme ed abnorme della governance del Capo di SMD che diventa il vero “padrone” della Difesa (le leve effettive di riforma sono più in mano sua che del Ministro, lo hanno capito tutti) con il conseguente depotenziamento delle singole FF.AA. (pensiamo solo agli effetti prodotti nel loro ambito dalla costituzione del Comando Logistico Difesa), su cui si è espresso in modo preoccupato anche l’ex Capo di SMM amm. Luigi Binelli Mantelli; il non chiarito rapporto con il riassetto in atto delle FF.AA., innescato dalla L. 244/2012 e regolato dai due decreti attuativi n. 7 e n. 8/2014, semplicemente dimenticati dai professoroni ed esperti nei 10 capitoli del LB che hanno scritto; l’altrettanto non chiarito argomento relativo al “chi paga” il costo finanziario di questa ennesima riforma, con i chiari di luna che oggi vivono le casse dello Stato; e, infine, il forte legame che viene disegnato dal LB tra Difesa e industria privata, che diventerà in futuro l’asse centrale e strategico. Sono questi, a nostro giudizio, i punti più critici del LB, che comunque – lo abbiamo detto – presenta anche aspetti positivi e interessanti: gli intendimenti in materia di formazione; la previsione di una legge pluriennale sugli investimenti; l’idea che occorra far crescere nel Paese l’attenzione e la cultura sui grandi temi della Difesa. Ma certo, alla fine, il nostro giudizio è, e resta, complessivamente negativo.
Sulle problematiche legate alle scelte del LB in materia di lavoro civile, c’è stato un giudizio unanime e molto negativo da parte di tutte (o quasi) le OO.SS. presenti. La nostra O.S. ha ricordato al Sottosegretario come il LB, al riguardo, non dica assolutamente nulla di nuovo, tradendo le promesse di chi aveva parlato del LB come una sorta di “carta dei diritti” della componente civile. Solo una mezza paginetta in un testo di 68 pagine e 6 miseri paragrafi rispetto ai 300 totali del LB (lo stesso on. Rossi ha parlato freudianamente in riunione di “capitoletto”); 4 righe e mezzo nella relazione di oltre 22 pagine della Ministra nell’audizione alle Commissioni Esteri e Difesa del 14 u.s. (si veda il resoconto stenografico della seduta che pubblichiamo su questa stessa pagina): sono i segni del rilievo che hanno nel LB i lavoratori civili. Solo forma ed apparenza, ha detto l’on. Rossi… ma in questi casi la forma diventa sostanza! Se poi leggiamo quei 6 paragrafi del LB, ha proseguito la nostra O.S., a parte i positivi intendimenti in materia di formazione, lo sconforto è evidente: si parla di introdurre il precariato nel MD (il “riequilibrio” di cui al paragrafo 233) e si ricorre (paragrafi nn. 231 e 234) al solito armamentario, oramai trito e ritrito, sulla “valorizzazione” del personale civile e sulla necessita di superare gli “steccati” che storicamente hanno circoscritto i civili in ruoli inadeguati rispetto ai militari. Queste cose le abbiamo sentite già parecchie volte, in particolare dalla Ministra Pinotti. La domanda è: cosa si è fatto in questi 14 mesi? Nulla!
In tutto questo tempo, FLP DIFESA ha continuamente posto e riproposto, sino a un paio di mesi fa da sola e ora fortunatamente in ottima compagnia di altre sigle, l’urgenza prioritaria di avviare il tavolo per la scrittura del “Regolamento” previsto dall’art. 1 del D.Lgs. n. 7/2014 allo scopo di fissare una volta per tutte i criteri per l’attribuzione di compiti e funzioni ai lavoratori civili, dirigenti e non. Nell’impegno dell’allora Sottosegretaria Pinotti, sembrava dovesse essere il primo appuntamento in agenda: in questi 14 mesi non se ne è fatto invece niente, zero assoluto. E, nel frattempo, in sede di definizione degli organigrammi e incarichi degli Enti riorganizzati nel quadro del riassetto delle FF.AA. previsto dal D.Lgs. n. 7/2014, il peso complessivo dei lavoratori civili è rimasto lo stesso, se non anche peggiorato: altro che civilizzazione!
Se questa è la storia, diventa allora davvero poco credibile riparlare di “valorizzazione” e di “superamento degli steccati”, dal momento che in questi mesi non si fatto nulla, e questa è una responsabilità precisa dell’attuale Vertice politico. Le parole della Ministra Pinotti avevano generato tanta speranza, ed anche per questo oggi la delusione è più cocente e la rabbia è montata enormemente. Ad avviso dell’on. Rossi, l’ “inadempienza” sarebbe stata causata essenzialmente dalla necessità di mettere a punto le strategie con il Libro Bianco prima di agire concretamente. Bene, abbiamo replicato noi, se così è, allora non c’è più ragione oggi di rimanere fermi al palo, e dunque ci sono le condizioni per cominciare a smontare da subito, uno ad uno, gli “steccati”. Per questo, la nostra O.S. ha proposto al Sottosegretario di avviare rapidamente, da subito, il tavolo di confronto tra OO.SS. e AD sul “Regolamento”. L’on. Rossi, però, ci ha detto di aver ancora bisogno di qualche giorno per darci risposta sui tempi di avvio del tavolo. Siamo ovviamente, e comprensibilmente, un po’ perplessi (ancora approfondimenti dopo 13 mesi di ripetute nostre richieste?), ma – si sa – la pazienza è la virtù dei forti.
Martedì 26 p.v. rivedremo l’on. Rossi, e non potremmo non chiedergli qualcosa di più preciso al riguardo.
La Ministra Roberta Pinotti a Porta a Porta di Vespa
La sen. Roberta Pinotti ha festeggiato da poco il Suo primo compleanno da Ministra della Difesa. Un Ministero, il nostro, da sempre complesso e complicato, e che tale oggi ancor di più appare per l’ampliarsi e l’acuirsi dei teatri di crisi internazionale, che proprio per questo ha bisogno di una guida esperta ed autorevole. E la sen. Pinotti sembrava avere proprio il profilo giusto: più volte componente delle Commissioni Difesa di Camera e Senato, durante il Governo Letta è stata Sottosegretario alla Difesa con delega alle relazioni sindacali. Un incarico durato solo 10 mesi (mag 2013/feb 2014), ma in un periodo nodale nella vita dell’AD, durante il quale furono definiti i decreti attuativi della L. 244/2012.
In quella fase, dopo gli anni davvero bui nelle relazioni sindacali al tempo dei Ministri La Russa e Di Paola, il Sottosegretario Pinotti volle recuperare il confronto con le Parti sociali, e fu attraverso questo confronto che furono riscritte intere parti dei decreti attuativi. Particolarmente importante appariva il contenuto dell’art. 1, comma 2-bis, let. e) del D. Lgs. 28.10.2014, n.7, che prevede l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale”, che più oltre rinvia al “Regolamento”, previsto dallo stesso comma 2-bis, per la definizione dei “criteri” che assicurino l’attribuzione di quei compiti. Appare evidente la centralità di questo passaggio, e la successiva nomina a Ministro della sen. Pinotti lo rendeva finalmente quasi a portata di mano.
Una speranza divenuta quasi certezza dopo la prima uscita da Ministro in Parlamento – 15 marzo 2014, Commissioni Difesa di Camera e Senato, illustrazione linee programmatiche del Dicastero – nella quale la sen Pinotti pronunciò parole nuove, mai sentite da altri Ministri, nei confronti del lavoro civile. Ne riportiamo alcuni passaggi all’attenzione dei colleghi: ”La Difesa ha bisogno di personale ancor più qualificato…. E mi riferisco, tra gli altri, al personale degli Stabilimenti, degli Arsenali e dei Centri di manutenzione, il cui lavoro è cruciale per garantire l’efficienza dello Strumento Militare in un settore di “eccellenza” nazionale, garantendo che venga assicurato il “travaso” di competenze tra “anziani” e “giovani”, per non disperderne il prezioso bagaglio professionale. …. In primo luogo, dobbiamo superare definitivamente quegli “steccati” che hanno circoscritto tradizionalmente i civili della Difesa a specifici compiti e funzioni, escludendoli da altre riservate di norma al personale militare. Con la ovvia eccezione dei compiti operativi, propri delle FF.AA., questo genere di differenziazione oggi non ha più alcun senso e, anzi, si tramuta in una penalizzazione per la stessa A.D. che, così facendo, rischia di sprecare l’opportunità di valorizzare le eccellenze sicuramente presenti anche tra il personale civile. In secondo luogo, dobbiamo sostenere adeguatamente questa trasformazione, assicurando ai civili una formazione costante e progressiva nell’arco della carriera…”. Parole sante e benedette, mai sentite in passato.
E’ trascorso poco più di un anno da quel 15 marzo 2014. E, nel mezzo, non è successo nulla: nonostante le richieste quasi ossessive della nostra O.S. sulla necessità di scrivere quel Regolamento, non si è fatto niente. E la gente se ne è accorta: vi invitiamo a leggere i risultati e a partecipare al sondaggio che abbiamo attivato sulla home page – parte alta sinistra – del nostro sito. Forse ha pesato il fatto che FLP DIFESA è stata sinora sempre sola in questa richiesta (e anche in piazza). Anche per questo abbiamo letto con piacere la nota di CISL DIFESA inviata il 12 u.s. all’on. Rossi nel quale chiede di “riprendere il confronto di merito sul Regolamento” (a dire il vero, non ci eravamo accorti che il confronto era già cominciato…. quando?). Va bene lo stesso, comunque.
La questione va affrontata e subito, questo è certo, abbiamo perso già troppo tempo, occorre aprire subito il confronto di merito sul Regolamento e chiarirne preliminarmente il quadro di fondo. Per questo, abbiamo scritto alla Ministra Pinotti la nota qui allegata, che reca la richiesta di incontro.
Pubblichiamo, su questa stessa pagina, una interrogazione del M5S, attendiamo ora di conoscere le risposte della Ministra.
News del 29 settembre 2015 – ore 19.00 E’ stato sottoscritto in data odierna il “protocollo d’intesa” che reca le nuove procedure in materia di mobilità volontaria (ordinaria e straordinaria) e reimpieghi del personale civile non dirigente del Ministero della Difesa. L’intesa raggiunta conclude una vicenda difficile, lunga e complessa, partita nel lontano aprile 2011 […]
Notiziario n. 96 del 16 settembre 2015 – Come promesso dalla Ministra Pinotti nel brevissimo incontro con le OO.SS./RSU dell’Arsenale che ha poco felicemente concluso la sua trasferta a Taranto del 27 luglio u.s. (si veda il nostro Notiziario n. 82/2015), il vertice politico del Ministero è tornato nella città jonica per uno specifico incontro […]
Notiziario n. 95 del 14 settembre 2015 – In data 17 agosto u.s., la Corte dei Conti ha registrato il D.P.C.M. 26.06.2015 recante le “tabelle di equiparazione” che dovranno regolare la mobilità dei lavoratori pubblici tra i diversi comparti, e qualche giorno fa la F.P. ha pubblicato il testo integrale, che rendiamo disponibile anche su […]
Notiziario n. 93 dell’8 settembre 2015 – Nel corso della riunione del 6 agosto u.s. con il Sottosegretario on. D. Rossi (si veda il Notiziario n. 86 di pari data) , l’A.D. ha consegnato alle OO.SS. nazionali nuovi schemi recanti la procedura e i criteri per la mobilità volontaria e i reimpieghi (allegato 2 su […]
Notiziario n. 88 del 17 agosto 2015 – Nel contesto delle previsioni contenute nel “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa” che ha visto la luce il 30.04. 2015, quella relativa alle possibilità di esternalizzazioni di servizi e lavorazioni degli Enti della c.d. “area industriale” del M.D. (Arsenali MM; Poli Esercito; etc.) rappresenta […]
Notiziario n. 86 del 6 agosto 2015 – Vari gli argomenti trattati nell’incontro di oggi con il Sottosegretario Rossi. Proviamo a darne come al solito una sintesi completa, seguendo l’ordine di trattazione svolto nel corso della riunione. MOBILITA’ E REMPIEGHI: l’AD, sulla base delle osservazioni e proposte avanzate dalla nostra O.S. (vds documento allegato al […]
Notiziario n. 82 del 28 luglio 2015 – La Ministra Roberta Pinotti e il Sottosegretario Delegato on. Domenico Rossi sono stati nella giornata di ieri a Taranto. L’appuntamento aveva una connotazione istituzionale di partenza, ma nel programma della Ministra ci sarebbe dovuto anche essere un incontro con le OO.SS/RSU dell’Arsenale di Taranto, che alla fine […]
Notiziario n. 76 dell’11 luglio 2015 – Mercoledì 8 luglio u.s., e dunque dentro i tempi stabiliti nel corso dell’ultima riunione del 1 luglio u.s. al Gabinetto del Ministro (vds. Notiziario n. 72 di pari data), abbiamo inviato al Sottosegretario delegato on. Domenico Rossi le nostre osservazioni e proposte in ordine agli intendimenti espressi dall’A.D. […]
Notiziario n. 53 del 22 maggio 2015 – A parte qualche accenno isolato, apparso a tutti davvero molto stonato sulla presunta “opportunità” offerta dalla riforma in arrivo, mai come questa volta, di fronte al Sottosegretario on. Domenico Rossi, le OO.SS. della Difesa hanno mostrato la schiena dritta, parlato lo stesso linguaggio ed espresso i medesimi […]
Notiziario n. 33 del 26 marzo 2015 – La sen. Roberta Pinotti ha festeggiato da poco il Suo primo compleanno da Ministra della Difesa. Un Ministero, il nostro, da sempre complesso e complicato, e che tale oggi ancor di più appare per l’ampliarsi e l’acuirsi dei teatri di crisi internazionale, che proprio per questo ha […]