In data odierna si è svolta presso Palazzo Esercito la prevista riunione informativa con SME RPGF e DIPE, con all’ordine del giorno alcuni provvedimenti relativi all’Area di Vertice e all’Area della Formazione e il punto di situazione sui reimpieghi in itinere, di cui alla scheda tecnica allegata, ed un aggiornamento relativo a problematiche rimaste in sospeso nella precedente riunione del 29 ott. u.s. e di cui al Notiziario n. 117 di pari data.
Di seguito, la sintesi e le risultanze della discussione, con le valutazioni espresse in riunione dalla FLP.
AREA DI VERTICE
SME-RPGF ha illustrato lo studio finalizzato alla implementazione di 6 unità di personale, 2 civili e 4 militari, all’interno della riorganizzata Sezione Produzione Carta Multiservizi Difesa del Centro Sistemi Informatici Esercito (CSIE), mentre nell’ambito del 1° Reparto Affari Giuridici ed economici del Personale (1 RAGEP) e’ attualmente allo studio una riorganizzazione del Reparto con la soppressione di due Uffici e la rilocazione delle Sezioni in altre unità organizzative.
Per quanto attiene ai Centri di Selezione VFP1, SME-RPGF ha comunicato che è allo studio una ipotesi di accentramento di tali attività, che sono attualmente svolte anche presso i Centri di Napoli e Palermo, nelle sedi di Foligno (Centro di Selezione e Reclutamento Nazionale-CSRNE) e Roma (Centro di Selezione VFP1-CESEL), operazioni queste che produrrebbero il reimpiego dei 29 lavoratori effettivi.
La nostra O.S., nel suo intervento, ha preso atto della parte relativa alla riorganizzazione degli Uffici di diretta dipendenza da SME, mentre per quanto riguarda le ipotesi di soppressione dei Centri di Selezione di Napoli e Palermo, ha espresso la propria contrarieta’, in primo luogo in ragione delle già difficili situazioni connesse ai riordini/reimpieghi che vedono coinvolti i territori di Napoli e Palermo, ma anche perché comporterebbe la perdita di professionalità sanitarie civili, difficilmente ricollocabili.
AREA DELLA FORMAZIONE
E’ stato comunicato da parte di RPGF l’intendimento di avviare uno studio sulla razionalizzazione del COMFORDOT (Comando per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito) e la riorganizzazione del RSC (Reggimento di Supporto Cecchignola) in Comando Comprensorio Cecchignola, con perdita rispettivamente di 19 e 55 posizioni organiche civili. Atteso che si tratta di attività afferenti alla formazione e al supporto, e quindi non di carattere strettamente operativo, abbiamo chiesto a SME-RPGF una maggiore connotazione civile degli organici, in linea con le previsioni del D. Lgs. n. 772014, che orienterebbero il riordino in una direzione diversa rispetto alle riduzioni proposte.
VARIE
Come da impegno assunto nel corso della precedente riunione, SME RPGF ha fornito alcune risposte in merito ad alcune problematiche sollevate dalla nostra O.S. nel corso della precedente riunione del 29 ottobre u.s. (si veda il Notiziario n. 117 di pari data).
Soppressione delle tre SAF (Sezioni Assistenza Fiscale) di TORINO, PALERMO e CAGLIARI e dei tre NAF (Nuclei Assistenze Fiscali) di PADOVA,FIRENZE, e NAPOLI.
L’intendimento espresso da SME–RPGF in merito alla soppressione al 31.12.2015 di questi importanti servizi, assolutamente inatteso rispetto a quanto preannunciato dallo stesso RPGF nella riunione del 29.10.2014 (vds. Notiziario n. 113 di pari data), era stato giudicato incomprensibile da parte della nostra O.S., che nel corso della stessa riunione aveva segnalato le importanti criticità che quella scelta avrebbe comportato e gli effetti in negativo che sarebbero ricaduti sul personale militare e civile beneficiario di quei servizi. In quella sede, FLP DIFESA ha anche avanzato una propria proposta, oggetto peraltro di una specifica nota indirizzata al Capo di SME, che prevede “il mantenimento degli attuali servizi decentrati di assistenza fiscale, funzionalmente dipendenti dal CUSE, ma ridislocati con il proprio personale all’interno degli AA.CC. TT. Di F.A. (Cdo RMN Torino; CMA Sicilia Palermo; CMA Sardegna Cagliari; COMFODIN Padova; IGM Firenze e COMFODIS Napoli”. Ebbene, rispetto a questa proposta, SME RPGF ha fatto presente che la stessa è tuttora all’attenzione del Capo di SME, ma che per il momento il provvedimento di soppressione resta comunque confermato. Ne prendiamo atto, in attesa della risposta di Capo di SME che attendiamo ovviamente prima del 31.12.2015.
Rivisitazione delle tabelle organiche dello SM del Comando Logistico Esercito.
Nella precedente riunione del 29 ottobre, preso atto della “pesante situazione che si è generata dunque nelle relazioni locali” e tenuto conto “delle previsioni contenute nel Libro Bianco sull’istituzione di una logistica interforze alle dirette dipendenze del DNAL” avevamo chiesto a RPGF di “fermare le bocce” e “di riavviare il percorso di confronto” sul riordino di che trattasi. Ebbene, RPGF ha accolto la nostra sollecitazione: a breve si riaprirà un tavolo di confronto locale per il riesame delle scelte, e le nuove proposte verranno poi riportate sul tavolo nazionale.
RIORDINI IN ITINERE
SME-DIPE ha fatto un punto di situazione sui riordini in itinere, che brevemente riportiamo.
8° CERIMANT ROMA: SMA ha dato un’ulteriore disponibilità d’impiego presso la Direzione di Commissariato di Guidonia, sono state ampliate le disponibilità presso l’11° Autogruppo di 6 unità, ma per quanto riguarda SEGREDIFESA (SGD) non è arrivata, a tutt’oggi, alcuna disponibilità per Centocelle, mentre ha dato invece disponibilità per UFODIFE. In ogni caso, ci è stata fornita assicurazione che le desiderata del personale verranno tutte recepite, ancorchè alcune in 2^ e 3^ opzione.
Da parte nostra abbiamo espresso perplessità in relazione alla netta chiusura di SGD su Centocelle, che appare poco comprensibile anche alla luce dell’indagine ricognitiva di Persociv sul personale civile interessato all’impiego presso quel sedime. Abbiamo altresì espresso dubbi sulla scelta di adottare da subito per l’8° CERIMANT i criteri previsti dalla nuova procedura di reimpiego di cui al protocollo del 29.09.2015, da utilizzare ai fini della graduatoria da redigere per coloro che hanno espresso la desiderata per l’11° Autogruppo, eccedenti rispetto alle attuali collocabilità. Abbiamo chiesto comunque di verificarne preliminarmente l’impatto, al fine di non vanificare le attese dei lavoratori. A breve, si riaprirà comunque il confronto sul livello locale per l’esame dell’ipotesi di reimpiego attualizzata alla luce delle intervenute nuove disponibilità.
Enti della sede di Napoli: in ordine alle criticità connesse al reimpiego del soppresso CERICO conseguente alla chiusura di SGD all’ipotesi UTT (solo 9 disponibilità a fronte delle 35 posizioni da reimpiegare), DIPE ha confermato che la proposta, emersa nel corso della nostra assemblea del 21 ott. u.s. e da noi poi portata all’attenzione di SME, e relativa alla costituzione all’interno della infrastruttura attualmente occupata da UTT di una Sezione/Magazzino posta alle dipendenze di CERICO Roma, è attualmente all’esame del Cdo Commissariato del Cdo Logistico, e se ne attendono gli esiti. Il 10 p.v., nuova riunione presso il CERICO sul reimpiego di quell’Ente con la partecipazione del DIPE.
Per il reimpiego del personale ex COMLOG SUD e COMFODIS, non esisterebbero invece allo stato particolari criticità; confermato comunque lo stralcio rispetto al reimpiego del CERICO, e il suo prossimo invio a SMD.
Per 10° Reparto Infrastrutture, infine, SME-DIPE presume che entro gennaio si potrà dara corso al trasferimento dell’Ente nella Caserma Minucci.
A conclusione della riunione, abbiamo consegnato a SME-RPGF e DIPE copia di una nota inviata in mattinata all’attenzione del Capo di SME e relativa alle persistenti criticità nelle relazioni sindacali in alcuni Enti della FA, che pubblichiamo su questa stessa pagina (allegato 2), sulla quale comunque ritorneremo a breve con uno specifico Notiziario.
Baldari (FLP), Angrisano (UIL), Caldaralo (CGIL), Ferri (CISL), l’on. Duranti e Bellangino (RSU) all’uscita dall’audizione alla Camera
Nuova puntata negli sviluppi della “vertenza Taranto”, che si iscrive nel contesto più generale della “vertenza Difesa” che, giorno dopo giorno, sta sempre di più marcando l’iniziativa nazionale: in data 24 u.s., si è tenuta l’audizione in Commissione Difesa della Camera delle Rappresentanze sindacali joniche.
Taranto è la città nella quale si intrecciano nodi storici irrisolti e problematiche più recenti (si pensi, per esempio, alla vicenda ILVA), e nella quale si trova la base della MM più importante d’Italia con 15.000 militari e 3.850 civili, con al suo interno lo storico Arsenale che vive da anni altissime criticità, da tempo denunciate dalle Rappresentanze sindacali locali e nazionali. Ma riepiloghiamo gli antefatti.
Dopo il deludente incontro del 27 luglio con la Ministra (vds. nostro Notiziario n. 82/2015), l’assemblea del 30 luglio con i lavoratori e la successiva riunione con l’Amministrazione Comunale (A.C.) del 10 agosto delle cui risultanze abbiamo dato conto con il Notiziario n. 88, le RSU dell’Arsenale e le OO.SS. territoriali – quelle del Ministero Difesa e quelle afferenti alle aziende private metalmeccaniche e dei servizi – hanno redatto un documento unitario datato 25.08.2015 (che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 3) nel quale, tra le altre cose, chiedevano che la discussione sulla “vertenza arsenale” fosse inserita nella discussione dell’istituito “tavolo istituzionale permanente”, vedesse anche la partecipazione delle Parti Sociali interessate, e che allo stesso tavolo venisse presentato il piano industriale dell’Arsenale in proiezione decennale, con la previsione di nuove attività lavorative e la conferma del suo ruolo pubblico. Dopo il Consiglio Comunale del 28 agosto, che ha recepito in toto le richieste delle Parti sociali, c’è stata il 10.09.2015 la visita a Taranto del Sottosegretario Rossi, di cui abbiamo riferito con il Notiziario n. 95, e l’impegno da lui assunto di fronte alle Rappresentanze locali di dare soluzione alle problematiche rappresentate, che però, ad oggi, non si è ancora concretizzato in nulla, come dimostrano ampiamente le scelte operate dal Governo con il DDL stabilità e dall’A.D. con gli schemi dei DD.LLgs. correttivi in attuazione della delega ex L.244.
In questo quadro ancora molto preoccupante di una lunga storia fatta di impegni disattesi e di crescenti criticità, si è celebrata martedì 24 u.s. l’ultima importante puntata: su espressa richiesta dell’on. Duranti, la Commissione Difesa della Camera ha audito le Rappresentanze sindacali locali (per noi, Pasquale Baldari, nella sua veste di Coordinatore Territoriale di Taranto) che hanno innanzitutto illustrato, e poi anche consegnato, il documento unitario appositamente redatto che pubblichiamo su questa pagina in allegato 1, e successivamente hanno risposto a tutte le domande dei parlamentari mettendo uno dietro l’altro le questioni che connotano e danno sostanza alla “vertenza Taranto”: l’esigenza di mettere a punto un piano industriale associato al riordino dell’Arsenale; la contestuale esigenza di accompagnarlo con un piano straordinario di assunzioni che assicurino il turnover e con piani di formazione ad hoc, in un contesto di concreta civilizzazione; la cronica carenza di risorse e la necessità inderogabile di reperirne di certe ai fini dell’auspicato riefficientamento dell’Ente e per sostenere le spese di esercizio, anche con riferimento all’indotto privato; l’urgenza di dare risposte chiare sul futuro dello Stabilimento, anche in relazione alle sollecitazioni venute dalla Corte dei Conti, risolvendo in primis l’insanabile contraddizione (internalizzazioni o esternalizzazioni di servizi e lavorazioni?) esplosa dopo la pubblicazione del Libro Bianco nel raffronto con le previsioni del D.Lgs. n. 8/2014; infine, le notevoli opportunità per l’A.D. assicurate dalla partecipazione attraverso lo stesso Sottosegretario Rossi al tavolo istituzionale. Argomentazioni e proposte tutte condivise dalla Commissione Difesa, che ha assicurato il proprio impegno by-partisan teso a ricercare le più idonee soluzioni, proprio a partire dalla legge di stabilità 2016. Lo speriamo davvero: per questo seguiremo gli sviluppi dell’iter parlamentare e ne riferiremo ai colleghi.
In allegato 2, la dettagliata nota in merito all’’audizione diffusa dal nostro Coordinamento Territoriale; in allegato 4, il resoconto del dibattito avvenuto nella Commissione Difesa del 25.11.2015 dopo l’audizione delle Rappresentanze di Taranto.
Si riporta di seguito il comunicato inviato dalla Segreteria Generale FLP a tutte le proprie articolazioni che reca i punti della piattaforma della manifestazione nazionale di sabato 28 novembre p.v. e alcuni dettagli organizzativi convenuti dalle sigle sindacali che prenderanno parte alla manifestazione.
” Rinnovare il contratto nazionale, scaduto da oltre sei anni.
Stanziare risorse adeguate nella legge di Stabilità per i contratti pubblici, ben oltre la ‘mancia’ proposta dal governo.
Liberare dai vincoli la contrattazione decentrata, la sola via per migliorare l’organizzazione del lavoro e la qualità dei servizi pubblici.
Valorizzare il lavoro pubblico e i servizi pubblici, contro le scelte sbagliate del governo e contro i tagli che riducono i diritti di tutti.
Rivendicare risposte per i precari e per l’occupazione tutta, a partire dal contrasto alle nuove e intollerabili misure che bloccano il turn over.
Per la pace, ovunque nel mondo, contro il terrorismo, la guerra e la paura.
Sono queste in sintesi le ragioni della manifestazione indetta dalle Federazioni sindacali di CGIL, CISL, UIL, CONFSAL e GILDA per sabato 28 novembre a Roma.
Oltre 20 sigle(*) in rappresentanza di scuola, sanità, funzioni centrali, servizi pubblici locali, sicurezza e soccorso, università, ricerca, AFAM e privato sociale, manifesteranno sabato da piazza della Repubblica a piazza Madonna di Loreto a Roma, dietro le parole “Pubblico6Tu, ContrattoSubito”.
Migliaia di lavoratori da tutto il paese sfileranno lungo le vie della Capitale a partire da Piazza della Repubblica, dove alle ore 12 è previsto il concentramento, fino a Piazza Venezia nelle cui vicinanze sarà allestito il palco per i comizi.
Una giornata di mobilitazione per lanciare un messaggio al governo: se davvero vuol cambiare il paese non può lasciare i settori e servizi pubblici a un destino di abbandono. Una tendenza da invertire attraverso il contratto, e non con le imposizioni legislative: la sola via per un cambiamento positivo.
Quindi, risposte sul lavoro attraverso il contratto e, per questa via, la garanzia di migliori servizi ai cittadini.
Sabato 28 novembre a Roma sarà una tappa della mobilitazione per il rinnovo dei contratti pubblici: si andrà avanti, infatti, fino a che non ci saranno le risposte che le lavoratrici e i lavoratori, così come le cittadine e i cittadini, si aspettano e meritano.
Percorso –Il percorso della manifestazione prevede la partenza da Piazza della Repubblica, dove alle ore 12 è previsto il concentramento, per poi proseguire verso Piazza dei Cinquecento, via Cavour, via dei Fori Imperiali, piazza Madonna di Loreto (adiacente piazza Venezia)
Web e social –La manifestazione sarà seguita in diretta da www.radioarticolo1.it a partire dalle ore 12, sui social (da Facebook a Twitter) gli hashtag di riferimento sono
#contrattosubito, #28nov e #pubblico6tu “
Questo il comunicato. Come si evince dalla sua lettura, l’iniziativa è partita dalle cinque OO.SS. della Scuola, e tra queste da GILDA che insieme a FLP e altre sigle ha dato vita alla nostra nuova Confederazione CGS, che entrerà ufficialmente in scena dopo la rideterminazione dei nuovi comparti e la rilevazione delle nuove rappresentatività per comparto. Successivamente, anche a seguito dell’appello lanciato da Marco Carlomagno Segretario Generale della nostra Federazione, l’iniziativa si è estesa alle Federazioni di altri comparti, e tra queste ovviamente anche alla FLP che opera nel comparto delle c.d. “funzioni centrali”: Ministeri; Agenzie Fiscali; Presidenza del Consiglio; Parastato; etc. etc.).
La manifestazione di sabato prossimo si annuncia come la più importante dell’ultimo decennio ed estremamente significativa sotto il profilo politico sindacale, in quanto presenta una forte e straordinaria connotazione unitaria in un momento decisivo, quello in cui il Parlamento sta esaminando il disegno di legge di stabilità 2016 e dovrà operare le proprie scelte di bilancio.
Noi auspichiamo che la manifestazione di sabato veda una straordinaria adesione di popolo, e invitiamo tutti i colleghi a parteciparvi. La nostra sollecitazione è diretta naturalmente, in primo luogo, alle lavoratrici e ai lavoratori del Ministero Difesa, che hanno solide ragioni, come dipendenti pubblici ma anche come lavoratori civili della Difesa, per gridare alta la propria rabbia ed elevare forte la propria protesta contro un Governo e una Ministra che non fanno nulla per noi.
A partire dalle ore 11.00 di sabato 28 p.v., saremo presenti con le nostre bandiere e con lo striscione di FLP DIFESA di fronte alla Chiesa di S. Maria degli Angeli, e da lì poi muoveremo verso Piazza Repubblica (nei pressi del gazebo di GILDA) per entrare in corteo.
Sappiamo già che arriveranno da diverse parti d’Italia anche lavoratori civili della Difesa, nostri iscritti e simpatizzanti, e non solo ovviamente: li invitiamo tutti a trovarsi insieme a noi di fronte alla Chiesa S. Maria degli Angeli in piazza Repubblica, per dare rappresentanza in corteo al popolo civile della Difesa che vive oggi una stagione di grave e colpevole disattenzione di un Vertice politico sempre più lontano dai reali bisogni della nostra gente: Ministra Pinotti, dove sei? Avevamo chiesto un incontro urgente, ma la Ministra notoriamente preferisce i salotti TV…..
E ALLORA TUTTI IN PIAZZA, PER IL CONTRATTO E PER LA NOSTRA DIGNITA’!
Si riporta di seguito il Notiziario n. 50 diffuso in data di ieri con il quale la nostra Federazione dà notizia che l’iniziativa avviata dal Segretario Generale FLP Marco Carlomagno nei confronti delle Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative del pubblico impiego e finalizzata a realizzare la massima unità sindacale in previsione della manifestazione del 28 novembre p.v. a Roma, ha avuto successo. Pertanto, la FLP, insieme ad altre Federazioni di categoria, entra tra i soggetti promotori della predetta manifestazione, inizialmente indetta anche da GILDA (O.S. rappresentativa nel comparto scuola), che insieme a FLP e NURSIND (comparto Sanità) hanno dato vita alla nuova Confederazione CGS, che scenderà in campo subito dopo la definizione di nuovi comparti di contrattazione e l’accertamento delle rappresentatività.
” Nei giorni scorsi con la lettera inviata dal Segretario generale FLP Marco Carlomagno ai Segretari generali delle OO.SS. maggiormente rappresentative nel pubblico impiego avevamo sollecitato la massima unità del fronte sindacale nelle mobilitazioni da mettere in campo prima dell’approvazione della legge di stabilità per contrastare le inaccettabili politiche del Governo in materia di lavoro pubblico e di rinnovo dei contratti,
Un’iniziativa, la nostra, fortemente voluta dalla base dei lavoratori, dai delegati, dalle RSU, che sempre più richiedono l’adozione di risposte adeguate e non frammentate agli attacchi subiti, e a cui abbiamo risposto e aderito con convinzione.
Consapevoli che in questa fase più che alimentare i motivi di divisione, vanno ricercati, con convinzione e coerenza, quelli possibili di unità.
In tale direzione come FLP (in rappresentanza delle Amministrazioni delle Funzioni centrali), insieme alla FGU GILDA (in rappresentanza dei lavoratori della Scuola e degli Istituti di alta formazione) e alla NURSIND (in rappresentanza dei lavoratori della Sanità) siamo tra i promotori, unitamente alle Federazioni di categoria di CGIL, CISL, UIL e CONFSAL, della grande manifestazione nazionale che si terrà a Roma il 28 novembre 2015 con concentramento a Piazza della Repubblica alle ore 12 e corteo fino a Piazza Venezia, dove è previsto il comizio finale.
Vi alleghiamo il manifesto dell’evento e a breve forniremo ulteriori dettagli organizzativi per la massima partecipazione all’iniziativa.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Invitiamo le lavoratrici e i lavoratori della Difesa a partecipare a quella che si annuncia come la più imponente e unitaria manifestazione degli ultimi 10 anni, per testimoniare la nostra rabbia e per gridare il nostro diritto a un dignitoso rinnovo contrattuale.
Alla manifestazione del 28, parteciperemo ovviamente anche come settore Difesa e dunque con lo striscione di FLP DIFESA, di cui forniremo a seguire i dettagli organizzativi.
In data 10 u.s., è stato emanato il Decreto del Segretario Generale, che pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato 1, che aggiorna il precedente decreto del 18/09/2015 di nomina del nuovo Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavoro e contro le discriminazioni del personale civile, dirigenziale e non, del Ministero della Difesa (in sigla, CUG) in sostituzione del precedente Comitato che aveva concluso il proprio mandato (pubblicato su questa pagina come allegato 2). Mercoledì 2 dic. p.v. riprenderanno i lavori del CUG (la convocazione è pubblicata su questa pagina come allegato 3), a partire dalle attività già avviate dal precedente Comitato.
A tal proposito, riportiamo la nota che ci ha inviato la nostra Maria Pia Bisogni, confermata membro effettivo FLP in seno al nuovo CUG, che opera una ricognizione sul lavoro già fatto, le partite ancora aperte e il lavoro da fare.
” 1.Il Codice del/la Consigliere/a di Fiducia : uno specifico Gruppo di Lavoro del Comitato aveva elaborato un testo utile ad una più compiuta ed adeguata disciplina del ruolo e del modus operandi del Consigliere di Fiducia, e degli Sportelli di Ascolto, da recepire nel Regolamento Interno del CUG. Nel corso della ultima riunione del 15 giugno u.s., alla presenza della prof.ssa Calafà della facoltà di Giurisprudenza di Verona, si era ragionato sulla figura della Consigliera Nazionale di Fiducia, e sull’elaborato in questione, che è stato oggetto di alcune osservazioni significative: è stata da questa rappresentata la necessità che la disciplina di dettaglio venisse realizzata al di fuori del Regolamento interno del CUG, e inoltre che dovesse assumere la connotazione di uno specifico Codice del/la Consigliere/a di Fiducia, da adottarsi da parte della A.D., che in tale modo l’avrebbe legittimata in modo più efficace ed inequivocabile. Si era pertanto deciso di dare mandato al Gruppo di Lavoro di procedere in tal senso.
Nel corso della stessa riunione, si era inoltre convenuto che il CUG dovesse esprimersi in merito al “Libro bianco sulla sicurezza nazionale e sulla Difesa” c on un proprio documento di valutazione, nel quale si riversassero le valutazioni dei singoli membri. A tal proposito il membro FLP ha fatto acquisire a verbale, come contributo della nostra OS ai fini del redigendo documento finale, il Notiziario FLP DIFESA n. 48 del 11 mag., al quale si fa rinvio per i rilievi e le osservazioni di merito sul Libro Bianco.
Rimangono comunque in campo altre questioni, frutto delle attività non completate del vecchio CUG:
– il Codice di Condotta per il contrasto al Mobbing, approvato dal Comitato Unico da tempo immemore, vaga sperduto in chissà quale meandro dei vertici della AD senza trovare definitiva consacrazione, per il quale sarebbe veramente opportuno comprendere perché non trovi ufficializzazione;
– non abbiamo notizie degli sviluppi di un bellissimo elaborato, già approvato dal CUG, in materia di Telelavoro, che potrebbe costituire una notevole opportunità per molti colleghe/i e dunque una “azione positiva” assolutamente innovativa, a nostro parere possibile e praticabile almeno in alcuni settori MD;
– si è fermato il “Questionario in materia di Pari Opportunità, Mobbing, Benessere Organizzativo” , che ha comportato un notevole impegno da parte del relativo Gruppo di Lavoro, e che pur essendo stato da tempo approvato dal CUG, si è arenato perché in concomitanza stava girando quello prodotto dall’OIV, benchè questo avesse ben altre motivazioni e obbiettivi (la valutazione di AD da parte OIV);
– si è anche fermata l’analisi dei dati statistici relativi al personale del Ministero della Difesa, ormai obsoleti, e rispetto ai quali si potrebbe ora richiedere un tempestivo aggiornamento;
– resta infine ancora da vedere come si potrà realizzare l’obbiettivo di dare vita a Sportelli di ascolto periferici, che presumibilmente saranno subordinati alle attività della Consigliera.
Da parte nostra, la volontà di contribuire fattivamente alla realizzazione degli obiettivi, in particolare quelli propri del Comitato, primariamente connessi alla lotta alle discriminazioni “.
Vi terremo come sempre puntualmente aggiornati sui lavori del nuovo Comitato.
Si riporta di seguito il Notiziario diffuso in data 12 novembre dalla nostra Federazione con il quale la Segreteria Generale FLP dà notizia dei contenuti e delle risultanze della riunione avvenuta il giorno prima in ARAN, nella quale l’Agenzia ha presentato la propria proposta per il ridefinizione dei comparti di contrattazione (max quattro, ex D.Lgs. 150/2009) considerata irricevibile dalla nostra Federazione.
Di fronte degli impegni disattesi dal Governo, alla stanziamento di risorse irrisorie per il rinnovo dei contratti dopo sei anni di blocco e al tentativo di cancellare la contrattazione nel pubblico impiego, il Segretario generale FLP, Marco Carlomagno, ha scritto alle altre sigle e lanciato un’ appello per una grande mobilitazione immediata e unitaria fino allo sciopero generale, e ha confermato l’intendimento della nostra O.S. di portare il Governo di fronte alla Corte di Giustizia Europea.
Questo il comunicato della nostra Federazione datato 12 novembre:
” Nella giornata di ieri, presso la sede Aran, si è svolta la prevista riunione fra la stessa Agenzia e le Confederazioni maggiormente rappresentative del Pubblico Impiego con all’ordine del giorno la problematica legata alla definizione dei comparti di contrattazione secondo le indicazioni previste dal dlgs 150/2009, la c.d. riforma Brunetta.
L’incontro trae le mosse da una precedente riunione nella quale l’Aran, dopo aver ricevuto dal Ministro Madia una scarna e generica direttiva, di fatto invitava le parti a comunicare i propri intendimenti al riguardo, ricevendo di contro una forte e coesa presa di posizione rispetto alla necessità primaria e ineludibile, dopo la sentenza della Corte Costituzionale, di rinnovare i contratti del Pubblico Impiego partendo dal 2015 (proprio come da sentenza) e traguardando un triennio contrattuale 2016/2018 caratterizzato da un deciso incremento contrattuale.
I giorni che sono seguiti da quella riunione ci parlano di una legge di stabilità che assegna al rinnovo contrattuale di più di tre milioni di pubblici dipendenti appena 230 milioni di euro o giù di li, al netto del possibile stanziamento per il comparto sicurezza e quindi una cifra irrisoria, offensiva, assolutamente inadeguata a riconoscere un dignitoso rinnovo contrattuale.
Il tutto mentre latitano sugli arretrati e sulle decorrenze che comunque derivano dalla pubblicazione della sentenza della Corte.
Infatti il Dipartimento della Funzione Pubblica, rispondendo alla diffida che la FLP ha notificato al Governo a fine settembre 2015 per l’apertura immediata delle trattative (documento che alleghiamo in copia), afferma che non verrà stanziata alcuna somma per il periodo pregresso al 1 gennaio 2016 in quanto le somme per finanziare la stagione contrattuale vengono previste dalla legge di Stabilità.
Come se nel frattempo tra il deposito della sentenza della Consulta e la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (luglio 2015) non fosse stata approvata la legge di assestamento 2015. L’ennesima provocazione che va rispedita al mittente.
E allora la riunione di ieri è scorsa intorno a questo grande nodo irrisolto, ovviamente senza risposte da parte dell’ARAN che, invece, ha iniziato a ragionare di comparti, compartoni etc..
In buona sostanza al di là della definizione di tre o quattro comparti, quella che è emersa è la volontà di parte governativa di ridurre non solo la contrattazione ma anche la specificità dei contratti e la possibilità per gli stessi di regolare in modo intelligente non solo il rapporto di lavoro ma anche la partecipazione e il contributo dei lavoratori ai processi di riforma delle PA.
Un progetto che per i prossimi mesi prevederebbe contratti nazionali di primo livello senza risorse, generici e di fatto appiattiti al ribasso, limitazione della contrattazione integrativa con sempre minori risorse a disposizione e con ripetute incursioni legislative tese unicamente alla limitazione dei diritti dei lavoratori.
L’intervento della delegazione CSE/FLP, nel denunciare la volontà governativa di voler eludere quanto statuito dalla Corte Costituzionale, ha rilanciato annunciando pubblicamente che porterà il governo di fronte alla Corte di giustizia europea a rispondere del mancato rinnovo contrattuale e chiedendo di riconoscere un risarcimento per gli anni di blocco pregresso.
Riteniamo che ci sia bisogno di un’azione unitaria di tutto il mondo sindacale presso la Corte di giustizia europea, così come per quanto riguarda le iniziative tese a sostenere un rinnovo contrattuale degno di questo nome e che non offendano la dignità dei lavoratori.
Nel nostro intervento abbiamo richiamato con forza la necessità che mai come in questo momento si debbano unire le forze concentrando le iniziative di livello nazionale e sui territori, per dare risposte forti e coese a quella che non può non essere definita una delle più ostili controparti che le rappresentanze del mondo del lavoro pubblico hanno fronteggiato in questi anni di confronto politico sindacale.
Valutazioni, le nostre, per la maggior parte condivise dal tavolo sindacale.
Adesso però occorre passare dalle parole ai fatti e quindi occorre perseguire un percorso di forte unità dei lavoratori, e in ragione di questo, come FLP abbiamo inviato una nota a tutti i Segretari Generali delle OO.SS. maggiormente rappresentative nel Pubblico Impiego.
Per questo riteniamo indispensabili e ci batteremo per iniziative unitarie di lotta, una grande manifestazione che veda tutti i lavoratori pubblici pretendere a gran voce il rinnovo del contratto, una unica, grande giornata di lotta e di sciopero generale come elemento di forte pressione e di impegno da parte di tutto il mondo del lavoro pubblico e di quella parte della politica che ancora difende e si impegna per i diritti chi lavora
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
In allegato, la risposta della Funzione Pubblica alla diffida della nostra O.S.
La Ministra Roberta Pinotti, a cui le OO.SS. hanno chiesto un incontro urgente
Mai, come oggi pomeriggio nell’incontro con il Sottosegretario Rossi, era avvenuto che le OO.SS. nazionali, nella circostanza convocate a tavoli uniti, avessero parlato all’A.D., ancorchè con una comunque irrilevante eccezione, la stessa lingua e di fatto a una sola voce. Un saggio davvero straordinario di unità.
All’o.d.g. della riunione, gli schemi dei decreti correttivi dei due decreti legislativi (nn. 7 e 8/2014) attuativi delle legge delega sul riassetto in chiave riduttiva delle FF.AA. (pubblichiamo su questa stessa pagina gli schemi in allegato 1 e la relazione illustrativa che li accompagna in allegato 2).Una circostanza, questa, certo non prevista dalle OO.SS., atteso che in più circostanze l’on. Rossi aveva giustificato i ritardi dell’AD e i ripetuti rinvii sulle questioni d’interesse del personale civile con la necessità di avere prima un quadro di situazione più definito attraverso le risultanze conclusive dei “gruppi di lavoro” e le scelte attuative del Libro Bianco.
Comprensibile, pertanto, la sorpresa dell’intero tavolo sindacale di fronte a questi schemi di decreti correttivi, la cui urgenza peraltro non è ci stata sufficientemente spiegata, atteso che sotto il profilo ordinamentale le modifiche vengono connotate come “marginali” dalla stessa relazione illustrativa (riguardano di fatto solo l’Esercito, con la creazione dei 3 COINT -Comandi IR- multifunzione in Padova, Napoli e Bolzano). E giustificata, dunque, conseguentemente, la richiesta forte e unitaria di posticipare ad altra e successiva data il confronto di merito su quegli schemi proposta dalle OO.SS., che invece hanno rappresentato la necessità, prima e inderogabile, che dal Vertice arrivino finalmente le risposte alle questioni che da tempo si trascinano insolute e che riguardano nell’ordine:
il Regolamento per l’attribuzione di funzioni e compiti al personalecivile (non c’è allo stato neanche una bozza, a distanza di oltre 18 mesi dal D. Lgs. n. 7/2014);
la tabella di corrispondenza tra gradi militari e inquadramenti civili (l’intesa sulla nuova tabella con l’allora Sottosegretaria Pinotti era stata raggiunta esattamente due anni fa – era il 12.11.2013 -, e tuttavia siamo ancora in attesa del relativo DPCM, mentre i transiti nei ruoli civili continuano attraverso la vecchia tabella di cui al D.I.M. 18.04.2002);
i ritardi sulla trattativa FUA 2015;
infine, i continui rinvii del confronto sulle proposte del “Gruppo di lavoro” di cui al DM 16.06.2015, che tardano ad arrivare (ci risultano due sole riunioni del “Gruppo” in 5 mesi……..), mentre nel frattempo qualcuno lascia strumentalmente circolare l’idea, non smentita sinora, di 200 mln di € destinati ad accrescere il trattamento economico dei civili (si vedano i nostri Notiziari n. 108 e n. 122).
Le risposte venute dall’on. Rossi sono state ancora una volta interlocutorie e non risolutive:
sul “Regolamento”, una nuova riunione tecnica il 25 p.v.;
sulla “tabella”, l’impegno ad ottenere il via libera dalla F.P. entro dicembre p.v. e una nota chiarificatrice nella prossima settimana;
sul “trattamento economico”, infine, l’impegno di presentare alle OO.SS. entro la prima decade di dicembre le risultanze del “Gruppo di lavoro”, e dunque già dieci giorni oltre rispetto alla “road map” fissata dal Gabinetto con nota del 9 u.s. che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3. L’on. Rossi ha però smentito le voci sui 200 milioni già disponibili.
Le risposte non hanno però convinto il tavolo sindacale che,unitariamente, ha chiesto una urgente riunione con la Ministra, che le OO.SS. non vedono dal lontano 17 aprile 2014, primo e sinora unico incontro nonostante le nostre ripetute richieste.
Sui decreti correttivi, di cui si dovrà comunque riparlare, l’on. Rossi ha comunque impegnato l’Ufficio Legislativo a valutare attentamente la proposta di FLP DIFESA sull’incremento della quota (dal 3/5 al 20%) e sull’anticipazione al 2016 dei tempi di destinazione al FUA dei risparmi derivanti dai riordini.
Infine, una buona notizia, anticipata oggi dall’on. Rossi: rientrano nella dotazione del FUA 2015 della Difesa 6,1 milioni di euro. Ne abbiamo avuto conferma dalla nostra Federazione, che ci ha informato che, in riunione al MEF, il Sottosegretario Baretta ha dato notizia alle OO.SS. che è stato firmato proprio oggi il DPCM che riassegna ai FUA le risorse scomparse dalle tabelle della legge di assestamento, e che scongiura anche analoghi rischi per il 2016 (i FUA dovranno essere in linea col 2015).
Il tavolo di Presidenza del Convegno “P.A., bene comune” con parlamentari di M5S, PD e FI
Si riporta di seguito il Notiziario n. 48 del 10 u.s. con il quale la nostra Federazione dà conto dei contenuti e degli esiti della 3^ Conferenza Nazionale Organizzativa che si è tenuta presso l’hotel Aequa di Vico Equense (Napoli) nelle giornate del 6, 7 e 8 novembre u.s.
” La Conferenza Nazionale Organizzativa della FLP tenutasi a Vico Equense (NA) dal 6 all’8 novembre 2015 è stata l’occasione per affrontare in modo analitico e propositivo alcuni fondamentali aspetti che riguardano il mondo del lavoro, le forme di rappresentanza, la crisi del cosiddetto sindacato confederale e di quello corporativo, le azioni da mettere in campo a difesa del lavoro pubblico e delle attività delle pubbliche amministrazioni.
A partire dal confronto a più voci avutosi nella riuscita tavola rotonda sul tema “LA P.A. bene comune”, proseguito con gli interventi e i contributi sul modello organizzativo interno e sul necessario rapporto sinergico tra strutture territoriali e strutture nazionali di amministrazione, fino al dibattito sulle modalità e le azioni da intraprendere per contrastare in modo significativo e non velleitario le azioni elusive e dilatorie del Governo rispetto alla Sentenza della Corte sul rinnovo dei contratti.
Dall’intenso dibattito sono emerse alcune linee guida che dovranno caratterizzare nell’immediato futuro l’azione della FLP che proviamo a sintetizzare:
Necessità di aprire sempre più il sindacato alle esigenze della base, della società civile e delle Associazioni, rimettendo al centro il lavoro pubblico e la pubblica amministrazione come fattore di coesione sociale, di crescita e di garanzia di diritti.
Ribadire come nel nostro paese ci sia sempre più bisogno di sindacato, di vero sindacato, e come il crescente scollamento dei vertici sindacali dalla base e dai lavoratori sia dovuto alla mutazione genetica dell’attuale sistema di rappresentanza delle ex confederazioni dei lavoratori, divenute ormai sempre più società di servizi e gigantesche macchine commerciali e sempre meno strutture partecipate di difesa dei lavoratori.
Tale situazione apre la strada ad un processo di rinnovamento e di ricostruzione che deve partire dal basso. In questo percorso noi della FLP intendiamo esserci e contribuire a mettere in rete e organizzare tutte le forze sane interessate ad opporsi alla rilegificazione del rapporto di lavoro, alla limitazione dei diritti, alla precarizzazione del lavoro, alla riduzione del salario, allo smantellamento dello stato sociale.
La lotta per il diritto al contratto che la FLP ha messo al centro della sua azione arrivando con il suo ricorso fino alla pronuncia della Corte che ha bollato come incostituzionale il comportamento del Governo non è solo un momento ineludibile per ridare fiato al potere d’acquisto di milioni di lavoratori, falcidiato da anni di blocco e di tagli al salario aziendale, ma è anche lo strumento per contrastare scelte autoritarie imposte per legge, per mantenere viva la democrazia e la partecipazione sui posti di lavoro, mettere le professionalità dei lavoratori e delle lavoratrici al servizio dei processi di riforma e dei cittadini.
A tale proposito, il Comitato Direttivo Nazionale di FLP ha approvato le linee generali della mozione che alleghiamo al notiziario nella quale vengono ribadite le principali linee di azione.
Attivazione della procedura di ricorso nei confronti del Governo Italiano presso la Corte di Giustizia Europea per vedere riconosciuto il risarcimento del danno per gli anni di blocco contrattuale pregresso e sanzionata l’incredibile azione elusiva messa in campo dal Governo con la legge di stabilità 2016 (stanziamento di soli 300 mln di euro) per la parte relativa al rinnovo dei contratti a decorrere dalla data di pubblicazione della sentenza (luglio 2015);
Manifestazioni su tutti i luoghi di lavoro, con il massimo coinvolgimento dei lavoratori pubblici, che mettano al centro il rinnovo dei contratti e una diversa e vera riforma della Pubblica Amministrazione che deve veramente diventare un bene comune per la cittadinanza e per il Paese;
La proposizione di ordini del giorno, documenti, comunicati delle forze sociali, da presentare in tutte le sedi e le istanze istituzionali e politiche anche attraverso l’utilizzo dei media e dei social;
La proposta fatta con una lettera inviata in data odierna dal nostro Segretario generale Marco Carlomagno a tutte le OO.SS. rappresentative nei comparti del pubblico impiego per definire insieme un percorso di mobilitazione e di lotta che partendo dalle iniziative già assunte arrivi però, prima dell’approvazione della Legge di stabilità, alla proclamazione di una giornata di sciopero generale nazionale unitario.
Siamo consapevoli delle differenze che permangono tra le varie OO.SS., ma il momento è così grave per il lavoro pubblico che non possiamo permetterci di continuare ad agire in modo separato con iniziative che sia accavallano e che portano sempre più disorientamento tra i lavoratori. Questa è una richiesta che proviene dal basso, dai posti di lavoro, da tanti delegati, dalle RSU.
Che segnalano una giusta esigenza che non può essere disattesa.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Pubblichiamo, di seguito, la mozione approvata dalla 3^ Conferenza Nazionale di Organizzazione.
Un tavolo di confronto tra A.D. e OO.SS. nazionali
Il Sottosegretario Rossi si è impegnato entro novembre a portare su un tavolo con le OO.SS. nazionali le proposte che verranno partorite dal “Gruppo di lavoro” costituito con D.M. 16.06.2015 (vds. allegato 2 su questa stessa pagina) e finalizzato a “prospettare le occorrenti iniziative di carattere normativo/finanziario finalizzate, nei limiti del possibile, ad un incremento del detto trattamento economico” (in allegato 1 pubblicato su questa pagina, la nota pervenuta ieri dal Gabinetto con la road map). Un fatto sicuramente nuovo e importante, che certo non nasce dal rinsavimento dell’A.D. da sempre matrigna nei confronti dei civili, ma che a nostro avviso risponde a precise esigenze della stessa A.D. nel contesto degli scenari futuri disegnati dal Libro Bianco e dal processo di riduzione di strutture e personale di cui ai decreti attuativi L. 244/2012. Esigenze che alimentano un progetto preciso di A.D.: avvicinare tra loro le due categorie di personale del M.D. (militari e civili) per ricondurne l’impiego ad una gestione il più possibile unitaria e con minori tutele.
Non è allora difficile immaginare sin da ora quale potrebbe essere l’approdo del “Gruppo di lavoro” in merito alle “occorrenti iniziative di carattere normativo/finanziario”: la proposta potrebbe essere quella del transito tra le categorie speciali ex art. 3 del D.Lgs. 165/2001. Lo aveva già anticipato il Vice Segretario Generale cons. Franco Massi (“..si prevede di implementare l’art. 3 del D.Lgs. 165/2001 di un paragrafo che riconosca il personale civile della Difesa tra le categorie speciali..” si legge a pg. 1, ultimo capoverso, del verbale della riunione RSU area T/A del 19.06.2015, che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 3), e non è un caso che proprio il dr. Massi sia stato nominato “coordinatore tecnico” del “Gruppo di lavoro”. Può essere allora proprio questa la direzione di marcia d’interesse dell’ A.D., e che ha visto nella circostanza anche qualche O.S. impegnata a spendersi a piene mani a favore dell’ “ipotesi Massi” e a diventarne di fatto il megafono, con iniziative sull’area romana, documenti vari mandati in giro e cambi di marcia in corso d’opera (per es., è stata abbandonata l’idea, inizialmente teorizzata, di coesistenza tra art. 3 D. Lgs. 165 e contratto collettivo, forse qualcuno avrà compreso che “il personale in regime di diritto pubblico” è fuori dalla contrattazione).
Ma quale è l’opinione di FLP DIFESA sull’ipotesi Massi? Abbiamo già espresso una prima riflessione sul tema nel nostro Notiziario n. 108 del 6.10.2015 al quale rinviamo, vi aggiungiamo ora una ulteriore considerazione. Uscire dal comparto Ministeri per entrare tra le categorie non contrattualizzate come i militari non appare certo per noi una operazione indolore: per es., in materia di mobilità/reimpieghi, le leve in mano al datore di lavoro sarebbero ben diverse e per noi meno tutelanti, come lo sono oggi per i militari. Ma non sarebbe certo utile alla nostra causa opporre un rifiuto pregiudiziale o ideologico: non servirebbe, e i lavoratori non lo capirebbero. Il nostro approccio dovrà essere invece molto pragmatico: se questa sarà la proposta dell’A.D., atteso che per noi civili non sarà certo a costo zero, dovremo capire quale è il “quantum finanziario” che accompagnerà l’operazione, quanti “soldi” in più andranno a finire nelle asfittiche tasche dei dipendenti civili, e questo al fine di valutare se il gioco valga davvero la candela. Ma dovrà trattarsi di soldi buoni, disponibili da subito ed esigibili già nel corso del 2016, formalmente stanziati dal MEF, e non certo soldi a babbo morto, sul tipo di quelli ipotizzati dai risparmi dei riordini. In materia di impegni disattesi, l’A.D. ha già dato ampia prova, si pensi solo all’accordo mai onorato del 13.02.2013 qui pubblicato in allegato 4 (doveva andare al FUA il 25% dei risparmi del riordino della sanità militare….). Ma non sarà facile, con i chiari di luna di oggi, spuntare dal MEF i “200mln pari al 30% circa della retribuzione media di un lavoratore della Difesa” (vds. pag. 2, 2° capoverso, verbale 19.06.2015 in allegato 3): se per il rinnovo del CCNL di 2,5 milioni di lavoratori il Governo ha stanziato solo 300 mln di €, è immaginabile che dia 200 mln di € ai civili del M.D.? Lo vedremo, sarà comunque questo lo snodo essenziale della vicenda.
Nell’attesa, riproponiamo un confronto pubblico, con tutte le OO.SS. naz., in una sala di Roma, di fronte ai lavoratori.
Dopo i diversi testi che si sono succeduti dopo il via libera del Consiglio dei Ministri del 15 u.s., che via via abbiamo pubblicato sul nostro sito, è formalmente approdato in Senato il DDL n. 2111 recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (c.d. Legge di stabilità 2016, che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1. Se ne sta occupando anche la Commissione Difesa del Senato, limitatamente alla “Tabella 11” che reca lo stato di previsione del MD. per l’esercizio 2016. Diamo allora uno sguardo più da vicino ai numeri relativi al 2016 che riguardano esclusivamente il M.D., lasciando in questa sede da parte tutti gli altri aspetti che ci riguardano come cittadini e lavoratori, in primis l’elemosina stanziata dal Governo per i rinnovi contrattuali.
Va detto subito che, a differenza degli anni precedenti, il DDL stabilità 2016 non opera più un’analisi degli aggregati (c.d. “funzioni”: difesa, sicurezza pubblica, etc.), al cui interno sarebbe poi stato possibile distinguere le spese per personale, esercizio ed investimento. Prima volta, dunque, in assoluto, nella direzione indicata dal Libro Bianco circa il superamento della storica tripartizione del bilancio del M.D.
Entrando nei numeri, il fatturato complessivo del M.D. previsto per il 2016 risulta di 19.424,1 mln di €, pari all’1,16 % del PIL previsto, con una riduzione di 567,8 mln rispetto alle risorse assestate 2015. Andando più nel dettaglio, il DDL Stabilità 2016 stanzia ai fini del c.d. “approntamento ed impiego delle forze”:per la F.A. Esercito € 4.690,7 mln (-24,5 mln rispetto 2015); per la Marina, € 1.958 mln (-59,6 mln rispetto 2015); per l’Aeronautica, € 2.440 miln (-82,8 mln rispetto 2015); infine, per i Carabinieri € 5.594,7 mln (+ 275,5 mln rispetto 2015). Per la pianificazione generale delle FF.AA. vengono stanziati € 3.144,3 mln (-971,6 mln rispetto 2015), e 460,3 mln per gli interventi non direttamente connessi con l’operatività dello strumento. Ammontano complessivamente a € 18.648,4 mln (-864,1 mln rispetto 2015) gli stanziamenti previsti per le spese del personale (militare e civile), per i consumi intermedi e per gli investimenti fissi lordi. Per la missione “ricerca ed innovazione” sono destinati € 58,1 mln come per il 2015; per il c.d. “indirizzo politico” € 24,1 mln, ed € 225, 4 mln per i servizi affari generali (-23 mln sul 2015).
In merito alla spesa per ammodernamento e rinnovamento degli armamenti, e con riferimento alla stato di previsione del Ministero Sviluppo Economico (MISE) come per le missioni internazionali finanziate nel 2016 con € 937,7 mln., nel 2016 vengono stanziati € 2.755 per il sostegno della nostra partecipazione alla NATO e ai programmi europei interforze (dentro i caccia Eurofighter e le fregate FREMM). Inoltre, è previsto lo stanziamento di € 472 mln. per il finanziamento della c.d. legge navale per l’acquisto di 10 unità. Altre misure per il M.D.: vengono stanziati € 376,5 mln per la c.d. “ausiliaria” ed € 688.285 per gli Enti vigilati; le assunzioni militari sono fuori dal blocco del 25% della spesa dei cessati 2015 imposto alle altre assunzioni nel P.I.; stanziati € 83 mln per le operazioni “strade sicure” e “terra dei fuochi” e € 5 mln per gli asili nido. Infine, in materia di spending review, c’è un taglio di 10 mln alla ricerca tecnologica, mentre 300 mln di € dovranno arrivare dalla dismissione degli immobili del M.D. e versati direttamente all’entrata del bilancio dello Stato.
Questi, in estrema sintesi, i numeri del DDL Stabilità 2016 che interessano il M.D.. Cosa dire? Non è poi andata così male, atteso che i tagli di bilancio annunciati da Padoan alla vigilia non parrebbero recepiti in toto. Va detto infatti che i decrementi sopra richiamati rispetto al 2015 sono riferiti alle somme assestate 2015, mentre, se il riferimento va ai previsionali, le risorse 2016 risultano circa 50 mln in più del 2015.
Ultima importante annotazione: nè norme migliorative nè risorse aggiuntive sono presenti nel DDL stabilità 2016 in materia di trattamento economico/normativo dei civili. Era già successo con la Legge 114/2014 (1^ riforma Madia della P.A.), quindi con la Legge di stabilità 2015 e infine con la Legge 125/2015 (legge delega per la riforma Madia della P.A.), succede ora di nuovo con il DDL stabilità 2016. Lo segnaliamo sommessamente al Vertice Politico, impegnato (si dice) su quel fronte.
Su questa stessa pagina, pubblichiamo in allegato 2 il resoconto del dibattito del 4 novembre u.s. in Commissione Difesa del Senato.
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