Notiziario n. 4 dell’11 gennaio 2016 –

images bonusL’anno 2015 potrebbe passare alle cronache del Ministero della Difesa come l’anno in cui il Vertice del Dicastero pareva avesse finalmente preso coscienza e consapevolezza della posizione di fanalino di coda  nella quale decenni e decenni di politiche disattente e penalizzanti hanno posto il personale civile, sia nel raffronto con il personale contrattualizzato di altre Amministrazioni Centrali (si veda a tal proposito la tabella allegata al Notiziario n. 133 del 133 del 14.12.2015) sia soprattutto nel raffronto con il personale militare operante in Difesa, che è cosa ben nota e per la quale non c’è bisogno di alcuna tabella esplicativa.

Anche per questo, è stato costituito con DM 16.06.2015 uno specifico Gruppo di lavoro presieduto dal Sottosegretario Rossi  finalizzato a “prospettare le occorrenti iniziative di carattere normativo/finanziario finalizzate, nei limiti del possibile, ad un incremento del detto trattamento economico”,  i cui  lavori procedono però molto a rilento (in sei mesi, due sole riunioni) e i tempi per conoscerne gli approdi finali si allungano di molto, stracciando la stessa road map fissata dal Sottosegretario (vds. fg. Gabinetto 09.11.2015 – Road map Gruppo Lavoro DM 16.06.2015).

Ma mentre gli annunci si sprecano e gli impegni buonisti vengono ribaditi a ogni favorevole occasione, i fatti purtroppo vanno in tutt’altra direzione, e cioè verso l’allargamento ulteriore della forbice retributiva nei confronti dei lavoratori militari.   Ci riferiamo al “bonus” di 80 € mensili netto IRPEF previsto dal comma 972 della Legge 28.12.2015, n. 208 (“legge di stabilità 2016”), che pubblichiamo in allegato su questa stessa pagina, che dispone che “nelle more dell’attuazione della delega sulla revisione dei ruoli delle Forze di polizia, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e delle Forze armate e per il riconoscimento dell’impegno profuso al fine di fronteggiare le eccezionali esigenze di sicurezza nazionale”,  venga attribuito per il 2016 al personale militare “un contributo straordinario pari a 960 euro su base annua da corrispondere in quote di pari importo a partire dalla prima retribuzione utile..”,  autorizzando per questo “la spesa di 510,5 milioni di euro per l’anno 2016” . Il predetto “bonus”,  attribuito ai militari,  fa parte integrante di quel pacchetto sicurezza-cultura”  da 2,6 mld voluto dal Premier Renzi, che ha fatto lievitare la manovra  a oltre 32 miliardi,  e le cui coperture sono state trovate aumentando il deficit dal 2,2 al 2,4%, e dunque attraverso una crescita del debito. Cosa dirà a tal proposito l’Europa?

Tornando al “bonus” in argomento, va preliminarmente osservato che esso viene destinato a tutti (dicesi tutti) i militari in servizio e dunque non solo a chi è impiegato in particolari attività operative: basterà avere le stellette, dunque, per percepirlo, e dunque è di fatto configurabile come una sorta di “bonus ad categoriam”.  Osserviamo poi che il predetto “bonus” viene attribuito “per il riconoscimento dell’impegno profuso al fine di fronteggiare le eccezionali esigenze di sicurezza nazionale”.  Parrebbe anche una buona cosa,  ma allora ci chiediamo: perché la categoria dei civili ne è esclusa?  E ancora:  i lavoratori civili quotidianamente impegnati (poniamo) in un Arsenale militare nelle operazioni manutentive delle Unità Navali che presidiano il Mediterraneo,  contribuiscono anch’essi con il loro quotidiano lavoro a “fronteggiare le eccezionali esigenze di sicurezza nazionale”, o no? Perché i militari impegnati all’interno di quell’Arsenale nelle medesime attività manutentive  percepiranno il “bonus” mentre i civili no?  C’è logica in questo?

No, è evidente che di logica in queste sceltece ne sia poca, per non dire nulla…. Con un risultato finale preciso: che la forbice retributiva tra civili e militari si andrà ancor più ad allargare, con buona pace del nostro Vertice politico che, come si vede, predica bene ma poi razzola davvero molto male. Da una parte insedia gruppi di lavoro che poi non vengono neanche convocati, dall’altra continua ad elargire bonus ad altri.

Il nostro malessere dentro questo Ministero cresce giorno dopo giorno, e dovremo essere capaci di trasformare questo malessere in  iniziative forti e in mobilitazione! Invece di legittimare gli annunci buonisti senza fondamento,  il Sindacato torni a fare il proprio mestiere.

Noi di FLP DIFFESA ci proviamo!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Testo del comma 942, art 1, Legge di stabilità 2016

Notiziario n. 3 del 9 gennaio 2016 –

L'ingresso nel porto di Messina, dove ha sede l'Arsenale Militare
L’ingresso nel porto di Messina, dove ha sede l’Arsenale Militare di Agenzia Industrie Difesa

Come  già riferito nel Notiziario n. 136 del 22 dicembre u.s.,   nel corso dell’incontro con le OO.SS. nazionali,  la Ministra Pinotti ebbe a precisare “che l’art. 280 del Libro Bianco (che, lo ricordiamo,  prevede venga esplorata la possibilità che l’industria possa assorbire alcune strutture tecnico-industriali della Difesa e, grazie a specifiche norme, il relativo personale…) riguarda Agenzia Industrie Difesa”  e non già gli Stabilimenti industriali del Ministero Difesa.  Nello stesso Notiziario, noi aggiungevamo però a commento:  “Ci si chiede: che significa questo?  E come mai lo si dice solo ora?”  

Trattasi di domande del tutto naturali che, stante anche il clima nel quale si è svolto quell’incontro e di cui abbiamo riferito all’interno dello stesso Notiziario,   non abbiamo potuto porre in quelle sede alla Ministra.  Domande che appaiono comunque anche del tutto legittime e alle quali il l’Amministrazione della Difesa non può sfuggire,   anche perché se è vero che le precisazioni della sen. Pinotti sono state mosse da evidenti intenti rassicuranti nei confronti del personale impiegato negli Stabilimenti della Difesa,  è del tutto ovvio e naturale che comincino ora a montare le preoccupazioni dei lavoratori degli Stabilimenti di Agenzia Industri Difesa (AID)  e delle loro rappresentanze sindacali.  E sono domande che necessitano dunque di risposte urgenti ed esaustive, anche se pare che la precisazione della Ministra non incuta particolari preoccupazioni, stante l’assenza di riferimenti e commenti nei comunicati di altre OO.SS.

In ogni caso, se l’art. 280 del Libro Bianco riguarda gli Stabilimenti di Agenzia Industrie Difesa, significa che è per essi che andrà esplorata la possibilità che l’industria possa assorbire alcune strutture tecnico-industriali della Difesa e, grazie a specifiche norme, il relativo personale..” .  E questo cambia in modo alquanto significativo il quadro di situazione che lo stesso Direttore Generale AID ebbe a rappresentarci nell’ultimo incontro con le OO.SS. Nazionali del 28 settembre 2015 (si veda a tal riguardo il Notiziario n. 104 di pari data), nel quale è stata rappresentata alle Parti sociali una situazione degli Stabilimenti industriali AID complessivamente non negativa sotto il profilo gestionale e produttivo, rispetto ai quali,  ci disse l’ing. Anselmino,  era in via di elaborazione un “Piano di rilancio delle attività” che prima di fine 2015 sarebbe stato illustrato alle OO.SS. nazionali, cosa però non ancora avvenuta.

Non si può allora non chiedersi in quale modo  verrebbero a coniugarsi tra loro  il piano di rilancio delle attività AID voluto dal Direttore Generale e la previsione di cui all’art. 280 del Libro Bianco, che la Ministra Pinotti nella riunione del 22 dicembre ha espressamente riferito ad Agenzia Industrie Difesa.

Una domanda, questa, che trova ulteriore fondamento e sostanza anche alla luce di alcuni recenti accadimenti.  Il primo, gravissimo a nostro giudizio, si è consumato presso l’Arsenale Militare di Messina, dove ci risulta siano stati di fatto “licenziati”, dopo dieci anni di onorato servizio, tre lavoratori di una società interinale che fornisce manodopera all’Ente.  Un “licenziamento” di cui gli interessati hanno avuto notizia alle ore 14.00 del 24 dicembre 2015, dunque proprio alla vigilia di Natale, gettando così nello sconforto più totale le famiglie che certo non dimenticheranno questo straordinario regalo natalizio.  Un fatto, questo, che cfarebbe poi il paio con altri “licenziamenti” che pare sarebbero stati decisi nei confronti di altri lavoratori AID con contratti a tempo determinato, evidentemente non rinnovati.  Cosa sta succedendo dunque in Agenzia Industrie Difesa? E’ questa la strada che si intende percorrere per rilanciare le attività degli Enti AID?  I lavoratori cominciano a chiederselo, e noi con loro.

Di fronte a questi accadimenti, abbiamo ritenuto doveroso e necessario inviare all’ing. Anselmino la nota che ad ogni buon conto  pubblichiamo in allegato su questa stessa pagina. E ora attendiamo urgenti risposte su Messina, e con altrettanto urgenza l’incontro che abbiamo richiesto al Direttore Generale.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: 08 01 2016- Lettera di FLP DIFESA al Direttore Generale  AID 

Notiziario n. 2 del 5 gennaio 2015 –

La Ministra della Difesa, Roberta Pinotti
La Ministra della Difesa, Roberta Pinotti

La Ministra della Difesa, sen. Roberta Pinotti, ha inviato in data 1 gennaio agli “uomini e donne della Difesa” (testuale)  il tradizionale messaggio augurale, che riportiamo di seguito in forma integrale.

” UN ANNO IMPORTANTE PER LA DIFESA E LA SICUREZZA                          

Quello che si avvicina alla conclusione è stato un anno difficile, segnato, soprattutto negli ultimi mesi, da una escalation di violenza che ha profondamente scosso le nostre coscienze e minato il nostro primario bisogno di sicurezza.
L’eco degli ultimi attentati terroristici non si è ancora spenta ed è ancora vivo il dolore per le tante vite che sono state spezzate; questo ha rafforzato in tutti noi la consapevolezza che dovremo impegnarci, ancora a lungo e ancora a fondo, per sconfiggere chi sta tentando di mettere in discussione i valori fondamentali sui quali si fonda la nostra società e la nostra identità.
Il 2015 è stato un anno fondamentale sul piano del rafforzamento di quella necessaria collaborazione tra Paesi che, come l’Italia, credono fermamente che la pace e la stabilità regionale e mondiale siano obiettivi concretamente realizzabili.
Il 2015 è stato un anno importantissimo anche per la Difesa, perché sono state prese decisioni importanti, sono state compiute scelte necessarie ed è stata finalmente tracciata, grazie alla redazione del “Libro Bianco per la Difesa e la Sicurezza internazionale”, la strada che riteniamo più giusta per affrontare, con concrete prospettive di successo, l’incerto futuro che ci attende.
Oggi voglio cogliere l’occasione per evidenziare, ancora una volta, l’importanza che in questo ambizioso progetto rivestite Voi, donne e uomini della Difesa, e ringraziarvi, a nome di tutti gli italiani, per lo straordinario impegno che sostenete con abnegazione, in Italia e nei teatri operativi all’estero, per garantire la nostra sicurezza e la stabilità internazionale.
Un impegno che, allo scadere di quest’anno, vede più di 11mila militari italiani operare quotidianamente non solo in Patria ma anche all’estero, nell’ambito di 25 missioni in 18 differenti Paesi, tra cui quella anti ISIS “Prima Parthica”.
Negli anni a venire ci attendono grandi sfide, ma sono certa che la grande famiglia della Difesa, unita dal giuramento di difendere e servire il nostro Paese libero, democratico e sovrano, saprà dare il suo fondamentale contributo per affrontare e superare qualunque difficoltà.
Desidero rivolgere un pensiero commosso a tutti coloro che sono Caduti nell’adempimento del dovere, ai loro familiari, ai loro colleghi e a tutte le donne e agli uomini in uniforme che con il loro operato quotidiano, al servizio della gente, danno testimonianza di forza e virtù, militari ed umane.
A tal proposito, il nostro pensiero va anche ai nostri due Fucilieri Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, che la stessa forza e le stesse virtù stanno dimostrando quotidianamente.
Uomini e donne della Difesa,  rivolgo a tutti Voi, ai vostri familiari, a i vostri cari, il più fervido augurio di un Buon Anno 2016, in particolar modo a coloro che, nell’adempimento del servizio, lo festeggeranno lontano dai propri affetti.          
Auguri a tutti “

A parte lo scontato richiamo alle potenzialità taumaturgiche del  “Libro Bianco”,  colpisce il fatto che, al positivo richiamo in ordine all’operato dei lavoratori “in uniforme”,  non segua alcun minimo accenno all’operato dei civili.  Nel messaggio per il 2015 (che ripubblichiamo sul nostro sito) eravamo almeno presenti nel titolo, quest’anno invece neanche in quello. Come inizio non c’è male!

Cosi vanno le cose nell’era Pinotti.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Il precedente messaggio della Ministra Pinotti per l’anno 2015

 

Notiziario n. 1 del 4 gennaio 2016 –

Immagine legge stabilitàNella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 30 dicembre 2015 sono state pubblicate:

che pubblichiamo entrambe su questa stessa pagina, rispettivamente in allegato 1 e allegato 2.

Sui contenuti generali e sulle scelte di fondo che hanno ispirato la manovra finanziaria 2016, la nostra Federazione ha diffuso il Notiziario n. 53/2015, che riportiamo di seguito in forma integrale.

” Il 22 dicembre scorso, con il voto di fiducia ottenuto al Senato, è stata approvata definitivamente la Legge di stabilità 2016, piena di mance più che una Finanziaria anni ’80, di tagli lineari e di regali agli evasori, in cui brilla per assenza qualsiasi disegno strategico.

La prima conclusione che possiamo trarre è che ha fatto bene la FLP a proporre il ricorso alla Corte Costituzionale contro il blocco dei contratti. Ricorderete, infatti, che a giugno, all’indomani della sentenza che dichiarava incostituzionale il blocco contrattuale, il Ministro Madia (e purtroppo anche molti sindacati) si affrettava a dire che era una sentenza inutile poiché il Governo aveva già deciso di rinnovare i contratti dal 2016. Ebbene, lo stanziamento di circa 200 milioni nella Legge di stabilità, ovvero meno di 5 euro di aumento dopo sei anni di blocco, è la prova che il Governo non ha mai avuto nessuna intenzione di rinnovare i contratti e, se non ci fosse stata la sentenza della Corte Costituzionale, avrebbe prorogato il blocco.

Solo grazie alla FLP si è riaperto un dibattito che però rischia, anche a causa della timidezza del fronte sindacale, di finire di nuovo dinanzi ai giudici, stavolta europei, giacché la FLP di fronte alle chiusure governative ha già deliberato di rivolgersi alla Corte Europea di Giustizia.

Come se non bastasse, altri tagli lineari si abbattono sul lavoro pubblico, a partire da un nuovo blocco del salario accessorio, che nel 2016 non potrà essere maggiore del 2015, e del turn over, ridotto pesantemente rispetto a quanto previsto nelle norme precedenti.

Ma ciò che è peggio è che manca totalmente un progetto strategico sulla pubblica amministrazione e non solo sulla valorizzazione del personale. Continua a non essere chiaro quali debbano essere i livelli di servizio ai cittadini o la presenza dello Stato sul territorio mentre la stessa Riforma della Pubblica Amministrazione resta il solito cumulo di deleghe in bianco al quale questo Governo ci ha abituati. Anche in settori strategici come la Sanità, di certo ci sono solo le rassicurazioni del Premier Renzi le quali, come vedremo, sono ampiamente smentite dai fatti.

La logica di questa legge di stabilità riguardo al lavoro e ai diritti di cittadinanza è che non ci sono più garanzie ma solo concessioni del “principe”: anche laddove gli stipendi avranno una minima crescita – ad esempio per le forze dell’ordine – non vi è il riconoscimento di un diritto al giusto salario, alla contrattazione, al ruolo di servitori dello Stato ma solo un’elargizione “ad settores” per la quale gli interessati dovrebbero essere grati e ringraziare, semmai nelle urne.

Per il resto, c’è tutto l’armamentario di mance e regali, avviati con norme precedenti e che proseguono con la Legge di stabilità: alla decontribuzione, destinata non solo a chi aumenta i posti di lavoro ma anche a chi licenzia lavoratori con diritti per assumerne altri senza diritti, si aggiungono misure direttamente o indirettamente destinate ad aumentare l’evasione fiscale o a favore di chi non ha bisogno di ulteriori sconti fiscali.

L’abrogazione dell’obbligo di pagamento degli affitti con sistemi tracciabili aumenterà sicuramente il fenomeno dei pagamenti in nero sottraendo fondi alla collettività e l’aumento delle soglie d’uso del contante da 1.000 a 3.000 euro di per sé non è detto che produca evasione diretta ma è un segnale forte dell’inversione di tendenza nella lotta ai furbi del fisco. Gli evasori votano e vanno coccolati anche a scapito della parte sana di questo Paese. Stesso discorso vale per l’abolizione delle imposte sulla prima casa, non legata al reddito o al valore dell’immobile, con la conseguenza che l’abolizione non riguarderà solo i ceti medio-bassi ma si regaleranno soldi a persone anche molto ricche mentre gli stessi miliardi di euro impegnati a tal fine si sarebbero potuti impiegare, ad esempio, per diminuire le tasse sul lavoro, aumentare le pensioni minime o gli investimenti che producono lavoro.

Di contro, si peggiorano le condizioni delle fasce deboli della popolazione: basta esaminare ciò che avviene sulla spesa sanitaria, che nelle parole di Renzi non è stata tagliata mentre invece, dai dati ufficiali, si è passati dalla spesa prevista di 113,1 miliardi ai 111 stanziati.

E badate bene, non si tratta di lottare contro gli sprechi giacché della spending review non si parla più e delle numerose denunce che la stessa FLP ha prodotto nel corso degli anni, nessuna è stata presa in seria considerazione. Parliamo invece del fatto che l’Italia continua a spendere complessivamente meno della media dei Paesi industrializzati e che lo stesso Ufficio Parlamentare di Bilancio nutre molti dubbi sul fatto che con la diminuzione delle risorse prevista in stabilità si riusciranno a mantenere i livelli essenziali di assistenza (LEA), se non attraverso tagli lineari le cui scelte saranno delegate alle regioni e che difficilmente lasceranno inalterate le prestazioni sanitarie, in un Paese che già oggi conta negli ospedali poco più di 3 posti letto per mille abitanti contro gli oltre 5 della media europea.

Ma di questo il Governo non si cura, tutto concentrato a dare messaggi di ottimismo, il quale sembra l’unica strategia per sostenere una crescita affidata alla congiuntura internazionale e che già mostra la propria debolezza. Lo 0,8 per cento di crescita del 2015 sbandierato dal Governo (che in realtà è lo 0,7 se lo depuriamo dai tre giorni in più lavorativi rispetto all’anno precedente), è in realtà concentrato maggiormente nei primi due trimestri rispetto agli ultimi due, segno che la ripresa rischia di essere già alle nostre spalle, anche perché ormai la produzione langue e i consumi leggermente cresciuti si stanno traducendo in un aumento delle importazioni.

In conclusione, quella approvata in questi giorni è una manovra che non investe nell’economia reale, non ha strategia di medio periodo, non rinnova i contratti pubblici, non combatte gli sprechi e l’evasione fiscale, peggiora le condizioni delle fasce deboli della popolazione. Inoltre, la situazione rischia di aggravarsi in corso d’anno attraverso una nuova stangata fiscale sotto forma di manovra correttiva, che si renderà necessaria se non verrà rispettato l’ambizioso ed immotivatamente ottimista obiettivo che fissa all’uno virgola sei per cento la crescita del PIL per il 2016.

Una Legge di stabilità che non può essere in alcun modo condivisa dalla FLP che, anzi, farà di tutto anche durante il prossimo anno affinché venga abbandonata la politica degli annunci in favore di una nuova svolta economica basata su investimenti e maggiore giustizia sociale.

                               IL DIPARTIMENTO POLITICHE ECONOMICHE E FISCALI FLP “

Avremo modo, nei prossimi giorni, di sofffermarci, attraverso specifici Notiziari, sugli aspetti di maggior importanza della manovra che ci interessano come cittadini e come dipendenti pubblici, e in particolare quelli che toccano più da vicino la Pubblica Amministrazione, il Ministero della Difesa e il suo personale civile e militare.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1: Legge 28.12.15 n.209 – Legge di stabilità 2016

Allegato 2: G.U. n. 302-30.12.15-Legge 28.12.15 n.209 – Bilancio Stato 2016 e bilancio pluriennale 2016-2018

Notiziario n. 136 del 22 dicembre 2015 –

La Ministra della Difesa, Roberta Pinotti
La Ministra della Difesa, Roberta Pinotti

La politica degli annunci, che ha contraddistinto l’operato del Governo Renzi  negli oltre venti mesi di sua attività e che è stata aspramente contestata e contrastata in altre sedi da gran parte del Sindacato, sbarca anche nel Ministero Difesa. E’ questo, in estrema sintesi, il succo conclusivo della riunione odierna, nella quale la sen. Pinotti ha proposto la propria narrazione sulle problematiche del personale civile a distanza di 20 mesi già trascorsi dalla sua nomina e illustrato gli “indicatori di lavoro” (così li ha definiti) per il 2016.  Il tutto, di fronte ad un uditorio sindacale attento e disposto a crederle, con un’unica e sola voce stonata, la nostra,  che per questo è stata visibilmente contrastata dalla stessa Pinotti.

L’intervento iniziale della Ministra è stato dedicato ad illustrare i diversi punti della “comunicazione” datata 14.12.2015, qui allegata, inviata a tutte le OO.SS. nazionali:  risparmi dai riordini destinati al FUA;  protocollo d’intesa in materia di funzioni civili; conferma della tabella di equiparazione tra militari e civili; impegni su sviluppi economici e progressioni tra le aree; sessione informativa sul Libro Bianco.

E’ poi partito il consueto giro del tavolo sindacale, che ha espresso, nella quasi generalità, un sostanziale  apprezzamento  per le parole della Ministra  ed una sostanziale fiducia negli impegni 2016.  Con un’unica voce dissonante, quella di FLP DIFESA, che ha opposto una diversa narrazione degli accadimenti di questi venti mesi, accadimenti peraltro documentati e documentabili e che a nostro avviso occorrerebbe tenere in debita considerazione per  verificare la coerenza e la fondatezza degli annunci e degli impegni.

E questa voce dissonante, nel mare calmo e placido della riunione odierna, non è piaciuta evidentemente molto alla nostra Ministra che, capita l’antifona,  ha subito richiamato lo scrivente Coordinatore Generale alla brevità: erano passati meno di 30 secondi dall’inizio dell’intervento….   Ma con che cosa di così dirompente avevamo iniziato il nostro intervento, tale da suscitare la così forte ed immediata reazione della Ministra?  Molto semplicemente,  avevamo fatto presente alla sen. Pinotti che la riunione odierna era stata preceduta da una riunione separata solo con CGIL-CISL-UIL avvenuta in data 14 dicembre u.s.,  i cui contenuti e i cui approdi conclusivi erano stati oggetto di ovvia pubblicizzazione da parte di quelle sigle (della serie: il Ministro parla solo con noi) e successivamente oggetto di mera “comunicazione” alle altre OO.SS.  (vds seconda riga nota del Gabinetto di pari data, qui allegata).  Con quale rispetto per il principio di pari dignità ed opportunità di tutte le OO.SS. rappresentative e firmatarie dei contratti sancito dalle leggi vigenti e degli stessi CC.CC.NN.LL., lo lasciamo alla libera valutazione dei lavoratori.  La nostra Ministra sarà anche renziana doc e andrà anche alla Leopolda,  ma in questa circostanza ha rispolverato pratiche da prima Repubblica, che non vedevamo da anni in questo Ministero e che pensavamo appartenessero ad un’epoca ormai superata dalla storia: non è così, evidentemente.  La denuncia da parte nostra, avvenuta nell’incredibile silenzio delle altre OO.SS. che questa vicenda pure l’ hanno subito come noi,  ha sortito la visibilissima reazione negativa della Ministra, che peraltro non ha dedicato una sola parola in sede di replica per spiegare quanto avvenuto. Immaginiamo perché non c’era davvero nulla da spiegare rispetto ad una scelta che oggettivamente appare ingiustificata e ingiustificabile. E che noi, per nostra dignità, non potevamo tacere di fronte alla Ministra, che quella scelta aveva fatto.

Ci chiediamo solo se rimarrà un episodio a sé senza seguito, oppure se in epoca Pinotti si riapriranno nel Ministero Difesa tavoli di confronto riservati con le OO.SS., caminetti e sale più o meno verdi. Vedremo!

L’intervento di FLP DIFESA è poi entrato nel merito degli annunci della Ministra e degli impegni per il 2016.

FONDO UNICO DI AMMINISTRAZIONE

Va bene, ovviamente, l’anticipo al 2016 di destinazione al FUA dei risparmi dai riordini: è stata una nostra precisa proposta, presentata nella riunione con il Sottosegretario del 12 nov. u.s. (vds Notiziario n. 123 di pari data). Il raddoppio delle percentuali (dal 2-5% al 4-10%) ci sta però un po’ stretto, francamente pensavamo a qualcosa di più,  atteso che è la base iniziale della nuova forbice è sotto il 5%.  Rimangono comunque due problemi insoluti: la dotazione esigua del nostro FUA anche rispetto agli altri Ministeri e la forbice che si allarga nei confronti delle retribuzioni del personale militare, che godranno quest’anno non solo degli 80 € previsti in L. di stabilità  “per il riconoscimento dell’impegno profuso al fine di fronteggiare le eccezionali esigenze di sicurezza nazionale”  (esclusi i civili: avranno impegnato il loro tempo al mare?) ma anche di un incremento del loro fondo d (FESI) di 74 mln. (dichiarazioni COCER).

TABELLA DI CORRISPONDENZA MILITARI CIVILI.

La Ministra ha confermato la propria scelta sulla tabella convenuta con le OO.SS. il 22.11.2013, e di questo le siamo grati. Ma non ha sciolto la riserva circa i tempi di emanazione del DPCM di recepimento, per cui è quasi sicuro che i tempi indicati di recente dal Sottosegretario Rossi (entro fine anno) slitteranno. Possibile, abbiamo chiesto alla Ministra, che a oltre due anni questa benedetta tabella non veda la luce? Delle due, l’una: o la F.P. (che ha emanato tutte le altre tabelle) segue poco le sollecitazioni del M.D., o una manina nascosta ne ostacola l’entrata in vigore. Una manina evidentemente interessata, perché nel frattempo i transiti proseguono con la vecchia tabella che porta all’inquadramento in area 3^ di ex marescialli e luogotenenti. Zero risposte al riguardo…

FUNZIONI E COMPITI DEL PERSONALE CIVILE

L’annuncio/impegno della Ministra è per un “protocollo d’intesa” da siglare entro il primo trimestre 2016. A oltre due anni dall’entrata in vigore dell’art. 1 del D.Lgs. n. 7/2014 (“attribuzione di funzioni e compiti al personale civile” da recepire in apposito “Regolamento”), trascorsi invano nonostante le ripetute sollecitazione  di FLP DIFESA e ultimamente di tutte le sigle, è di tutta evidenza che il “protocollo”, peraltro tutto ancora da costruire, non può ovviamente soddisfarci e pone evidenti interrogativi sulla sua reale efficacia. Inoltre, non va sottaciuto che in questi due anni in cui non si è fatto nulla, i riordini sono comunque andati avanti nel segno di una marcata militarizzazione  (si pensi solo a quelli di Poli e Arsenali). Zero risposte da parte della Ministra, che di impegni in materia di civilizzazione ne aveva presi e tanti.

PASSAGGI ECONOMICI DENTRO LE AREE E PROGRESSIONI TRA LE AREE

Il numero di passaggi complessivi previsto dall’AD è pari a 1.095, un numero irricevibile atteso che dalla prima tornata (21.826 passaggi realizzati) è stato escluso un terzo del personale, poi bloccato per anni. Il problema nasce dall’organico di fascia poco opportunamente inserito in un DM firmato dalla stessa Ministra, ne abbiamo ampiamente riferito nel nostro recente Notiziario n. 134 del 15.u.s. : proprio per questo, ci si aspettava un preciso impegno politico, anche in sede  MEF e FP,  volto ad elevare e di molto il numero dei passaggi 2015.  Invece ci troviamo di fronte ad un semplice “mandato a PERSOCIV”  che  non si comprende bene cosa possa fare nel quadro esistente. Zero risposte anche qui.

In merito alla progressioni verticali tra le aree, a noi pare che l’effetto annuncio abbia raggiunto in questo caso la vetta massima. Abbiamo rappresentato i non facili ostacoli connessi alla fattibilità dell’operazione all’interno del vigente quadro normativo, abbiamo chiesto alla Ministra cosa intende fare per superare quegli ostacoli, ma anche qui zero risposte da parte della sen. Pinotti.

LIBRO BIANCO

La Ministra ha preannunciato una sessione informativa sulle questioni civili, e ci ha chiesto dei contributi. Ci siamo permessi di ricordarle che i contributi sono già stati offerti dalle OO.SS. (per quanto ci riguarda, ben 12 pagine A4 di analisi e proposte – vds. Notiziario n. 130 dell’11.12.2014), e che da quel momento è trascorso invano un anno. Zero risposte anche qui.  Va anche detto che la Ministra ha precisato che l’art. 280 del Libro Bianco (passaggio all’industria privata di strutture tecnico-industriali del MD) “riguarda Agenzia Industrie Difesa”.  Ci si chiede: che significa questo? E come mai lo si dice solo ora?

Questi gli esiti della riunione con la Ministra, che ha incontrato le OO.SS. dopo ben 20 mesi dal primo e unico incontro (17.04.2014).  Quando la nostra O.S. le ha ricordato questo, la Ministra ci ha detto in modo deciso che c’è un Sottosegretario delegato, circostanza però poco valutata ai fini dell’incontro del 14 u.s.

La riunione si è chiusa con un appello da libro cuore della Ministra (“rassicurate i lavoratori che ci preoccupiamo di loro”).  Lo facciamo davvero molto volentieri,  ma ricordando al contempo che i lavoratori si sentiranno rassicurati solo dai fatti e dai risultati concreti.  Di parole, ne abbiamo sentite tante, forse troppe!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: 14.12.2015 – Nota Gabinetto su problematiche personale civile 

Notiziario n. 135 del 21 dicembre 2015 –

Il tavolo istituzionale su Taranto 19.10.2015
Il tavolo istituzionale su Taranto con i SS.SS.SS. De Vincenti e Rossi 19.10.2015

E menomale che la Ministra Pinotti, nel fuggevolissimo incontro avuto con le Rappresentanze del personale civile il 27 luglio u.s. (si veda il nostro Notiziario n. 82/2015), aveva detto che non c’erano risorse per il completamento del piano Brin dell’Arsenale di Taranto, promettendo per il corrente anno solo 1 milione di euro…. E, invece, arriveranno a Taranto tutti i 37 milioni ancora mancanti: lo ha deciso il CIPE (Comitato Interministeriale Programmazione Economica) che, nella riunione preparatoria del 10 u.s., ha deliberato di rendere disponibili le predette risorse per le necessità produttive dell’Arsenale ionico.

Quanto sopra all’interno del “contratto istituzionale di sviluppo per Taranto”, del valore complessivo di 800 mln di € in fase attuale di sottoscrizione,  che inizialmente non prevedeva risorse per l’Arsenale.  E’ stata la straordinaria battaglia  unitaria delle OO.SS. locali e delle RSU dello Stabilimento a traguardare questo importantissimo risultato, prima “imponendo” all’attenzione del Tavolo istituzionale le criticità dell’Arsenale,  e poi ottenendo, in seno allo stesso, che una parte degli 800 mln. per Taranto fossero destinati all’ulteriore finanziamento del piano Brin e al rilancio produttivo.  Una straordinaria battaglia unitaria condotta da OO.SS/RSU, che ha visto la mobilitazione dei lavoratori e il sostegno delle Istituzioni locali,  a partire dal Comune e dai parlamentari locali (si legga in allegato 3 la nota unitaria).  E i risultati continuano ad arrivare: un emendamento al DDL stabilità (comma 261 ter) dell’on. Duranti, già approvato alla Camera, porterà a Taranto 1,5 mlm di €  per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, da destinare ai servizi di pulizie e manovalanza.

Unità sindacale, costruzione di un fronte largo e coinvolgimento delle Istituzioni: sono le pietre sulle quali è stato costruito questo straordinario successo. Un esempio davvero, che speriamo non rimanga isolato.

A la Spezia ed Augusta, le sedi degli altri due Arsenali, non si registrano accadimenti altrettanto positivi. Non c’è notizia di risorse in arrivo per i due Arsenali, uno dei quali (La Spezia) è situato in terra di Liguria, così cara (anche elettoralmente) alla nostra Ministra Pinotti. Si sperava nella legge di stabilità, ma la speranza sembra essere proprio andata vana, e d’altronde i soldi a Taranto sono arrivati via CIPE e non via Ministero Difesa: abbiamo già ricordato le parole della Ministra Pinotti a Taranto a luglio scorso….

A La Spezia, prosegue la discussione  sul ruolo e sul futuro dello Stabilimento locale nel contesto della più generale riorganizzazione degli Arsenali e dei Centri Tecnici della MM, che per la città spezzina, in senso allargato, significa anche il CSSN di San Bartolomeo ed il CIMA di Aulla.  In aggiunta, cosa altrettanto importante,  è in corso il dibattito relativo alla possibile scelta di Spezia e del suo Arsenale come sede per la demolizione delle unita navali della MM una volta dismesse, che intreccia tra di loro le problematiche produttive dello Stabilimento e quelle ambientali, giustamente attenzionate dai cittadini.  Una scelta su cui la FLP DIFESA spezzina  ha espresso la propria forte contrarietà,  esternandola peraltro in una assemblea del personale, anche in ragione dell’idea a suo tempo prospettate proprio dal Capo di SMM  di fare di Spezia e della sua base navale un centro di ricerca, sviluppo e formazione. E in città  è oggi in corso una raccolta di firme su una petizione diretta al Sindacao Federici che chiede lo stop del “progetto demolizioni”.

Ad Augusta, invece, l’attenzione è stata attratta dalla notizia che il bacino GO59, l’unico funzionante,  verrà trasferito a MARISTANAV Brindisi”, con le immaginabili negative ricadute in loco.

Il tutto, mentre il riordino dei tre Arsenali e dei Centri Tecnici di MM procede al buio, in assenza di informazioni e di confronto vero con le Parti sociali, come abbiamo avuto modo di denunciare nel nostro Notiziario n. 131 del 9 dic. u.s., che recava in allegato la lettera inviata da FLP DIFESA al Capo di SMM che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.

Una denuncia forte, la nostra, che ha già avuto qualche seguito, tra cui la nota unitaria di OO.SS./RSU Arsenale di Taranto che conferma la nostra denuncia (vds. allegato 2 su questa stessa pagina).

Urge un incontro nazionale, lo ripetiamo, per parlare del riordino Arsenali  e di quanto annesso e connesso: piani industriali; assunzioni; risorse; etc..

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 09.12.2015 Lettera a Capo di SMM su riordino Arsenali 

Allegato 2: 18.12.2015-Nota unitaria OO.SS./RSU Taranto rordino Arsenale

Allegato 3: 12.12.2015 – Comunicato stampa unitario OO.SS./RSU 35 milioni CIPE

Aggiornamento 23.12.2015: Delibera per risorse Arsenale Taranto – Comunicato Stampa CIPE

Notiziario n. 134 del 15 dicembre 2015 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgDopo quelle del 20 luglio  (vds. Notiziario n. 84 di pari data)  e  del 29 settembre (vds. Notiziario n. 105 di pari data),  si è tenuta oggi pomeriggio la terza riunione negoziale con l’Amministrazione sulla distribuzione del FUA 2015,  la prima presieduta dal nuovo Direttore Generale di PERSOCIV in veste di delegata dalla Ministra Pinotti “a presiedere la delegazione trattante di parte pubblica per la contrattazione integrativa”.  In apertura della quale, ci è stata consegnata la nuova bozza di ipotesi di accordo predisposta dalla DG che pubblichiamo in questa stessa pagina come allegato 1, che ripropone lo stesso impianto di quella precedente, ovviamente attualizzata nei numeri e nella parte relativa alla distribuzione del FUS.

Partiamo innanzitutto dalla nuova dotazione del FUA 2015:  le somme certe e disponibili del FUA 2015 sono pari quest’anno a € 58.964.991,00 al lordo oneri a carico dell’A.D., e dunque con un incremento di oltre 6 mln di € (per la precisione: 6.104.074 €) rispetto alle somme previste nella bozza precedente (52.860.917 €), come avevamo scritto nel Notiziario n. 84 relativo alla prima riunione del 29 luglio (“la dotazione di partenza del FUA dovrebbe godere di una successiva implementazione che allo stato viene stimata in circa 6 milioni di euro derivanti dall’applicazione della circolare MEF n. 20/2015”,  portando di conseguenza la dotazione definitiva del FUA “all’interno di una forbice compresa tra 58 e 59 mln. di euro”)  e ribadito anche nel successivo Notiziario del 29 luglio. Previsioni assolutamente azzeccate entrambe, atteso che l’implementazione è di quell’ordine di grandezza e che la dotazione definitiva del FUA (somme certe e disponibili) si colloca proprio in quella forchetta.  Rispetto all’analoga dotazione  del FUA 2014, che è stata pari a 55.553.610,00 €, ci sono quest’anno circa 3,5 mln in più.

In merito alla dotazione del FUA 2015, al pari di quanto avvenuto negli anni precedenti sin dal 2013, la nostra O.S. ha sollecitato la  D.G. a richiedere al MEF il dettaglio relativo alla provenienza delle voci che compongono il  FUA Difesa 2015,  che il MEF ha sempre negato in questi ultimi anni alla faccia della tanto esibita, ma mai praticata, trasparenza.  La dr.ssa Corrado ci ha assicurato il proprio interessamento al riguardo, per cui attendiamo fiduciosi: certo è che non è accettabile che si possa discutere di distribuzione del FUA senza che se ne conoscano le somme che contribuiscono a determinarlo.

Per quanto riguarda turni, reperibilità e PPL, gli accantonamenti prospettati prevedono incrementi rispetto al 2014 per tutte le fattispecie, essendo state recepite tutte le esigenze segnalate dagli Organi Programmatori,  al netto delle decurtazioni operate negli anni precedente (-16% reperibilità, -8% per PPL e -6% per turni).  Colpisce in particolare l’incremento dell’assegnazione alla “reperibilità”  di ben oltre il 25% (€ 4.530.497,39 €  rispetto ai 3.582.900,00 €  del 2014), che pare in gran parte dovuto alle richieste di SMM,  e di cui francamente non comprendiamo le ragioni atteso l’utilizzo eccessivo che di questo istituto si fa in ambito MD.  A tal riguardo,  la nostra O.S. ha espresso le proprie riserve, atteso che ogni incremento di somme per la reperibilità comporta una corrispondente riduzione del FUS. In aggiunta, abbiamo chiesto che ci venga fornito l’elenco dettagliato delle assegnazioni attribuite agli Enti in materia di turni/reperibilità/PPL, atteso che a tutt’oggi le Parti sociali, anche locali, non conoscono gli esiti della ricognizione delle esigenze avviata da PERSOCIV con la circolare n. 21105 del 24.03.2015  e le somme conseguentemente attribuite a ciascun Ente: anche per comprendere meglio le ragioni del sostanzioso incremento di spesa per queste fattispecie lavorative.

Confermata, anche in questa seconda bozza, la previsione di una seconda tornata dei passaggi interni alle aree con decorrenza 1.1.2015,  per un numero complessivo di 1095  (di cui n. 614 in area 2 e il resto in area 3^; in area 1^, come noto, non è possibile prevedere passaggi, atteso che tutto il personale ausiliario occupa la fascia apicale),  con una  spesa complessiva pari a € 2.025.112,64 anch’essa al lordo degli oneri datoriali.  Un numero complessivo manifestamente sottodimensionato rispetto alle attese dei colleghi,  tenuto anche conto che la prima ed unica tornata di passaggi interni (decorrenza 1.1.2010) ha visto la realizzazione di un numero infinitamente superiore (ben 21.826) e che la parte di lavoratori che a suo tempo non ne ha beneficiato ha dovuto poi subire ben 4 anni di blocco (2011-2014).

Va a tal riguardo precisato che la quantificazione dei passaggi, di cui al prospetto contenuto nell’art. 10 della bozza di ipotesi, trae origine dalle attuali disponibilità di fascia derivanti dal rapporto al 1.01.2015 tra organici di cui al DM 19.11.2014 e presenze effettive,  ricomprendendo nel calcolo anche gli ipotizzati transiti dalla fascia inferiore.  Si dimostra dunque, ancora una volta, quanto fosse giustificato l’allarme a suo tempo lanciato dalla nostra O.S. sul modo con il quale è stato costruito quel decreto, che ha introdotto enormi  rigidità nel sistema attraverso le diverse ripartizioni degli organici assegnati dal DPCM 22.01.2013, e tra queste anche la ripartizione per fasce retributive.  Sta tutto qua il problema, e siccome detto problema è stato in un qualche modo generato dalle scelte dell’Amministrazione, dovrà essere ora l’Amministrazione a risolverlo, anche se dovesse avvenire attraverso la modifica anticipata del DM. Noi abbiamo fatto questa proposta precisa, peraltro già avanzata sul tavolo politico nella riunione del 14.10.2015 con il Sottosegretario (vds. Notiziario n. 112 di pari data): attribuire una connotazione meramente ricognitoria  ai numeri di fascia contenuti nel DM 19.11.2014  affinché  la contrattazione nazionale possa fissare un numero di passaggi superiori con decorrenza 1.1.2015, accantonando le occorrenti relative somme, nel quadro di un processo complessivo che, come abbiamo scritto alla Ministra nella lettera allegata al Notiziario n. 8 del 19.01.2015, assicuri “a partire da quest’anno e per ogni anno a venire” che i passaggi interni vengano effettuati “sistematicamente con cadenza annuale, destinando all’uopo le necessarie risorse FUA,  con l’obiettivo di assicurare  uno sviluppo economico all’interno dell’area  a tutto il personale del MD e di AID in possesso dei requisiti richiesti, nel rispetto dei limiti minimi di permanenza nella fascia fissati dal CCNL 2006/2009.”, e con priorità per i lavoratori non ricompresi tra quelli che ne hanno beneficiato con la prima ed unica tornata 2010.  Comprendiamo bene che le risposte a questa  proposta dovranno venire dal tavolo politico.

Per quanto attiene al Fondo di Sede (FUS),  va immediatamente ricordato che il problema legato alla mancanza del sistema di valutazione ai fini della distribuzione 2015, che abbiamo (praticamente da soli) segnalato da luglio in avanti, sui diversi tavoli e anche con la nota al Sottosegretario allegata  al Notiziario n. 119 del 4.11.2015,  è stato finalmente risolto. C’è voluta una nostra iniziativa molto forte, l’atto di diffida predisposto dal nostro legale e di cui abbiamo dato notizia con il Notiziario n. 130 del 4 dicembre 2015,  e nella stessa data del 4 dicembre il Sottosegretario Rossi ha provveduto a firmare la “determina”  (pubblicata su questa stessa pagina come allegato 2) che, con riferimento al comma 1  (si conferma per il 2015 la valutazione con coefficiente compreso tra 1 e 1,5), sblocca finalmente lo stallo che durava da mesi e consente finalmente la chiusura degli accordi nazionale e locali. Con la speranza che la situazione che si è venuta a determinare a causa dell’empasse di questi mesi,  non registri code problematiche nella distribuzione del FUS 2015.  Gli accordi vanno chiusi e rapidamente, e il Sindacato farà certamente la sua parte. Sperando – lo abbiamo detto alla dr.ssa Corrado – che il 2016 (dove dovremo peraltro fare i conti con la performance..…) veda un percorso molto accelerato di definizione dell’accordo nazionale anche allo scopo di dare un quadro di riferimento ben preciso alla contrattazione locale, che quest’anno appare mortificata: se i progetti locali li determina di fatto il Dirigente, atteso che in molti Enti quest’anno sono stati avviati senza confronto con le OO.SS/RSU, e che lo stesso ne determinerà a conclusione il pagamento con il FUS,  appare di tutta evidenza la natura quasi notarile del coinvolgimento delle OO.SS./RSU, e che è l’esatto opposto della modalità di relazione prevista dal CCNL per la distribuzione FUS, che è la contrattazione di sede.

Concludiamo,  segnalando che, in virtù dell’incremento degli oltre 6 mln nella dotazione del FUA, la quota pro capite di FUS sarà pari nel 2015 a 1000,44 € netto oneri A.D. (nel 2014, è stata di € 989,45).

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Bozza nuova ipotesi di accordo per la riunione 15.12.2015

Allegato 2: 04.12.2015 – Determina del Sottosegretario distribuzione FUS 2015

Notiziario n. 133 del 14 dicembre 2014 –

Il dr. F. Massi, Vice S.G. e Coord. Tecn. del Gruppo di lavoro
Il dr. F. Massi, Vice S.G. e Coordinatore Tecnico del Gruppo di lavoro, ai tempi del CNEL

Mentre  l’attività del “Gruppo di lavoro”, costituito con D.M. 16.06.2015 (che pubblichiamo su questa pagina come allegato 2) e finalizzato a “prospettare le occorrenti iniziative di carattere normativo/finanziario finalizzate, nei limiti del possibile, ad un incremento del detto trattamento economico”,  procede molto a rilento (in sei mesi, due sole riunioni, di cui la prima d’insediamento…) e i tempi per il confronto con AD si allungano di molto facendo carta straccia dell’ultima road map (fg. Gabinetto 42711 del 9.11.2015, qui pubblicata in allegato 3),  qualcosa di positivo comincia invece a muoversi sul fronte sindacale, ed in maniera pure convergente.

La settimana si apre con due buone notizie:

La tabella, elaborata e pubblicata sul sito del MEF e che ad ogni buon conto pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato 1,  dà corpo e sostanza a quella che è, allo stato, la misera condizione retributiva dei civili del MD, che vestono inesorabilmente la maglia nera nella classifica delle retribuzioni del comparto Ministeri, con differenze in negativo che balzano evidenti agli occhi di tutti (con riferimento al 2013, rispetto alle 26.451 € della nostra retribuzione media, il personale dell’Ambiente ha percepito € 36.619,  quello del MEF € 37.055,  quello del MISE € 38.645 e quello del Ministero della Salute, la maglia rosa del comparto, addirittura € 47.362).

Attenzione, però: questa tabella riporta le differenze retributive che stanno dentro il comparto Ministeri. Viene allora alla mente una considerazione banalissima: se  il Ministero della Salute è riuscito ad ottenere per i propri dipendenti più del doppio della retribuzione media del personale civile della Difesa, significa allora che l’operazione è praticabile anche rimanendo all’interno del comparto, e non necessariamente uscendoci per approdare alla “categorie speciali” di cui all’art. 3 del D. Lgs. 165.  Questo è il vero punto politico della questione. Il Ministero della Salute, al pari di altri Ministeri,  è stato negli anni molto più attento al proprio personale, lo ha maggiormente garantito sotto il profilo retributivo, e lo ha fatto attraverso iniziative politiche ad hoc che hanno avuto positivi effetti economici sul proprio personale, che sono invece mancate in tutti questi anni nel M.D., dove i Vertici politici e militari si sono solo ed esclusivamente occupati di far crescere le retribuzioni dei militari, dimenticandosi di quelle dei civili. Altro che rincorrere le “categorie speciali”, un’idea venuta all’Amministrazione Difesa per obiettivi di altra natura, e per noi certo non indolore.

Di questo, sembra accorgersene finalmente anche l’O.S. che ne ha fatto sinora da sponda, che per la prima volta pone giustamente il problema e chiama alle proprie responsabilità l’AD, senza più parlare di articoli 3 e di treni da non perdere, che peraltro non sono mai partiti dalle stazioni del MD.

Noi (lo abbiamo già detto) non rifiutiamo in partenza alcun confronto, anche sull’art. 3 se del caso, a condizione però che il contrappeso economico sia congruo e subito esigibile;  pur tuttavia,  siamo pienamente convinti che alzare le retribuzioni civili sia un’operazione comunque possibile all’interno del vigente quadro normativo e senza ipotizzare pericolose uscite dal comparto.  Come hanno fatto altri Ministeri, appunto!

Dobbiamo solo unitariamente chiamare i Vertici alle loro responsabilità, ed esigere fatti senza fornire alibi.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Tabella MEF dati 2013 retribuzione media personale comparto Ministeri

Allegato 2: DM 16.06.2015 costituzione Gruppo di lavoro 

Allegato 3: 09.11.2015 – Nota del Gabinetto road map Gruppo Lavoro DM 16.06.2015

Notiziario n. 132 dell’11 dicembre 2015 –

Il gen. Errico, Capo di SME, con il SSS Rossi
Il gen. D. Errico, Capo di SME, con il Sottosegretario  D. Rossi

Ma cosa sta succedendo in alcuni Enti dell’Esercito? Continuano ad essere parte di una Organizzazione fortemente gerarchizzata e piramidale, dove l’indicazione impartita dall’alto o anche solo la moral suasion  posta in essere dall’Autorità centrale continuano ad esercitare un rilievo importante o, viceversa, alcuni Enti vivono e operano all’interno di quell’organizzazione come pezzi a sé stanti, di fatto autonomi e indipendenti? La domanda, magari anche un po’ provocatoria, vien del tutto naturale guardando ad alcuni recenti accadimenti che toccano le relazioni sindacali di livello locale di Enti dell’Esercito. Ma vediamo il perché.

Nel corso dell’incontro con il Capo di SME  avvenuto in data 29 luglio u.s. (vds. Notiziario n. 83 di pari data),  le OO.SS. nazionali segnalarono una serie di forti criticità delle relazioni sindacali in alcuni Enti, che si ponevano in assoluta controtendenza rispetto alla correttezza che registriamo nelle relazioni nazionali con SME-RPGF e DIPE. Per quanto ci riguarda, segnalammo le problematiche relative a CME di POTENZA,  CERIMANT di MILANO e 1° Rgt. Corazzato di TEULADA (CA), altre OO.SS. ne segnalarono di altri Enti. Inoltre,  la nostra O.S. richiamò al Capo di SME la necessità di un attento monitoraggio in ordine agli orari delle riunioni sindacali. E, a conclusione, tutte le OO.SS. nazionali chiesero al gen. Errico di avviare ogni più utile iniziativa e di esercitare un’azione permanente di monitoraggio perché fossero azzerati i contenziosi locali.

Dobbiamo dare atto al gen. Errico di aver dato immediato seguito agli impegni assunti in quella circostanza con le OO.SS. Nazionali.  Gli atti emanati ne forniscono un’ampia e probante documentazione:

Più di questo, riconosciamolo, SME non poteva fare rispetto alle questioni poste dalle OO.SS. nazionali. Ma, ed è proprio questo il punto, purtroppo l’azione di SME allo stato non è sostanzialmente servita quasi a nulla.  Come al CERIMANT Milano (nota gravissima delle RSU, che pubblichiamo in allegato 5 su questa stessa pagina) o in Enti di Torino, dove vengono puntualmente disattese le disposizioni di SME sulla convocazioni delle riunioni sindacali, con evidenti profili di antisindacalità e di danno nei confronti di alcune OO.SS., FLP in primis, che ci porterà a chiedere il conto ai Responsabili, e non sarà da poco… Siamo inoltre  a conoscenza delle risposte fornite a DIPE da alcuni dei cinque Enti attenzionati dallo S.M., palesemente incongruenti.

Ci chiediamo: è’ normale, questo? Esiste ancora in tutti gli Enti dell’Esercito una dipendenza gerarchica strutturata e correttamente gestita? E’ con questi approcci che si intende affrontare la complicata operazione di riordino della FA da qui al 2018?

Abbiamo denunciato questi fatti, a nostro avviso gravissimi sul piano del metodo prima che del merito, direttamente al Capo di SME con la lettera che pubblichaimo come allegato 1 su questa stessa pagina, nella quale abbiamo anche sollecitato il secondo incontro con le OO.SS. nazionali, già programmato per metà ottobre e ancora non calendarizzato.

Alla prossima puntata sull’argomento.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 30.11.2015-Lettera FLP DIFESA a Ca SME per problematiche Enti Esercito

Allegato 2: Lettera Capo SME a Vertici area n. 6861 del 10.09.2015 – relazioni sindacali locali

Allegato 3:  Lettera del DIPE a Enti n. 76751 del 5.11.2015 – relazioni sindacali locali 

Allegato 4: Disposizioni SME-DIPE per orari riunioni sindacali n. 45601 del 23.07.2015

Allegato 5: 4.12.2015- Nota RSU CERIMANT Milano

Notiziario n. 131 del 9.12.2015 –

Il Capo di SMM, amm. G. De Giorgi
Il Capo di SMM, amm. G. De Giorgi

Tra i provvedimenti di riordino in chiave riduttiva discendenti dai Decreti Legislativi nn. 7 e 8 del 28 gennaio 2014, attuativi della L. 244/2012, una posizione di primissimo rilievo è certamente occupata dalle riorganizzazione degli Stabilimenti industriali del MD, Poli Esercito e Arsenali MM in primis,  una volta autentico vanto dell’A.D. e oggi, a causa delle scelte miopi e suicide operate in passato, in grandissima sofferenza e con crescenti criticità in ragione soprattutto della limitatezza delle risorse e del turnover. Fu anche per questo motivo che, in sede di confronto con A.D. sugli schemi dei decreti attuativi (luglio 2013), le OO.SS. posero in particolare l’accento sul riordino degli Stabilimenti industriali, e non a caso la norma che ne derivò (art. 2259-sexies COM, come introdotta dal D.Lgs n. 8/2014), fortemente voluta dalle Parti sociali,  era sostanzialmente incentrata su due operazioni: “internalizzazioni” e “civilizzazione”.

Oggi, a distanza di oltre due anni da quel confronto, possiamo dire che il riordino degli Stabilimenti industriali del MD,  sicuramente i più in vista sotto il profilo della presenza civile, sta procedendo in una direzione opposta a quella prevista dal D. Lgs. n. 8: invece di “internalizzazioni” e “civilizzazione”, assistiamo sistematicamente a persistenti e crescenti “esternalizzazioni”  e a massicce iniezioni di personale militare collocato in posizioni apicali e al posto dei nostri funzionari.  Una situazione davvero inaccettabile, che gli Stati Maggiori hanno giorno dopo giorno costruito ad arte,  e alla quale hanno indirettamente contribuito anche CGIL-CISL-UIL che oggi chiedono a gran voce il “Regolamento” sulle funzioni del personale civile (art. 1 D.Lgs n. 7/2014), ma dopo un anno abbondante di colpevole disattenzione e anche di sorrisini ai tavoli ogni qual volta FLP DIFESA ne denunciava la non attuazione.  Un obiettivo, quello perseguito dagli SS.MM., che di certo guarda anche alla previsione dell’art. 280 del Libro Bianco , che afferma che sarà esplorata la possibilità che l’industria possa assorbire alcune strutture tecnico-industriali del MD e, grazie a specifiche norme, il relativo personale”.  E il cerchio così si chiude!

In questo quadro a tinte fosche e con prospettive per noi civili assolutamente allarmanti, posto che la soluzione finale sembra essere proprio la fine degli Stabilimenti industriali per come sinora l’abbiamo conosciuti,  onestà intellettuale ci impone comunque di differenziare tra loro l’operato degli SS.MM.  Per quanto attiene il riordino degli Stabilimenti industriali dell’Esercito,  già avvenuto attraverso i DD.MM. 31.12.2014 registrati alla Corte dei Conti il 24.03.2015,  va detto che le non internalizzazioni e la militarizzazione delle posizioni di lavoro, in particolare nel settore delle lavorazioni,  ne hanno costituito certamente i connotati essenziali, come sta avvenendo oggi nel riordino degli Arsenali della Marina. E noi questo lo abbiamo detto con forza, basta leggere il nostro documento sul riordino dei Poli che abbiamo consegnato a SME e che riporta il nostro giudizio conclusivo (vds. il Notiziario n. 81 del 27.07.2015). Abbiamo però riconosciuto, all’interno dello stesso documento, che Stato Maggiore Esercito aveva aperto un confronto vero con il Sindacato,  sul piano nazionale prima e sul piano locale poi,  presentando le proprie proposte di organigrammi e incarichi nei singoli Poli e gli schemi di provvedimento. Dunque, almeno sul piano del metodo, va riconosciuto a SME trasparenza e coinvolgimento pieno delle Parti sociali.

Esattamente l’opposto di quanto sta avvenendo in ambito Marina, dove il tratto essenziale del riordino di Arsenali e Centri tecnici è costituito dalla poca trasparenza delle scelte di riorganizzazione e dalla esclusione di fatto del Sindacato, sul piano nazionale e ancor di più sul piano locale. Scelte tutte di SMM, nel merito peraltro poco condivise dalla stessa Dirigenza degli Stabilimenti, che si è trovata un riordino di fatto imposto, senza alcun legame con le situazioni e con le esigenze reali degli Stabilimenti.

Con queste premesse, e anche alla luce dei più recenti accadimenti,  abbiamo scritto l’allegata lettera all’amm.  G. De Giorgi, Capo di SMM,  nella quale denunciamo i fatti e chiediamo un incontro.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 09.12.2015 Lettera a CaSMM su riordino Arsenali e CC.TT. e probl. Augusta

Allegato 2: Nota 21.09.15 OO.SS.-RSU CIMA Aulla

Allegato 2: 09.09.2015 Lettera a SMM-1° Rep su sch. DM Arsenali MM

Notiziari FLP DIFESA


Legge di stabilità 2016. Perchè il “bonus sicurezza” è attribuito solo ai militari? Ma i civili non contribuiscono anch’essi a fronteggiare le esigenze di sicurezza?

11 Gen 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 4 dell’11 gennaio 2016 – L’anno 2015 potrebbe passare alle cronache del Ministero della Difesa come l’anno in cui il Vertice del Dicastero pareva avesse finalmente preso coscienza e consapevolezza della posizione di fanalino di coda  nella quale decenni e decenni di politiche disattente e penalizzanti hanno posto il personale civile, sia nel […]


Agenzia Industrie Difesa. Come si coniugano il piano di rilancio delle attività e la previsione del Libro Bianco? E intanto a Messina tre lavoratori perdono il posto…

9 Gen 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 3 del 9 gennaio 2016 – Come  già riferito nel Notiziario n. 136 del 22 dicembre u.s.,   nel corso dell’incontro con le OO.SS. nazionali,  la Ministra Pinotti ebbe a precisare “che l’art. 280 del Libro Bianco (che, lo ricordiamo,  prevede venga esplorata la possibilità che l’industria possa assorbire alcune strutture tecnico-industriali della Difesa […]


Il messaggio augurale della Ministra Pinotti per il 2016. Richiamo positivo all’operato del personale in uniforme, nessuno invece a quello del personale civile. Come inizio, non c’è male…

5 Gen 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 2 del 5 gennaio 2015 – La Ministra della Difesa, sen. Roberta Pinotti, ha inviato in data 1 gennaio agli “uomini e donne della Difesa” (testuale)  il tradizionale messaggio augurale, che riportiamo di seguito in forma integrale. ” UN ANNO IMPORTANTE PER LA DIFESA E LA SICUREZZA             […]


Il testo della legge di stabilità 2016. Mance, tagli lineari, segnali positivi per gli evasori e problemi per le fasce deboli. E, in materia di P.A., niente soldi e nessun disegno strategico

4 Gen 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 1 del 4 gennaio 2016 – Nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 30 dicembre 2015 sono state pubblicate: la legge 28 dicembre 2015, n. 208 recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” d. “legge di stabilità 2016” (supplemento ordinario n. 70/L); la legge 28 dicembre 2015, n. 209 […]


Incontro con la Ministra Pinotti. La politica degli annunci sbarca anche nel Ministero della Difesa. Solo FLP DIFESA esprime dubbi e perplessità, e la cosa non piace….

22 Dic 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 136 del 22 dicembre 2015 – La politica degli annunci, che ha contraddistinto l’operato del Governo Renzi  negli oltre venti mesi di sua attività e che è stata aspramente contestata e contrastata in altre sedi da gran parte del Sindacato, sbarca anche nel Ministero Difesa. E’ questo, in estrema sintesi, il succo conclusivo […]


All’Arsenale di Taranto, 37 milioni di euro via CIPE. Vince la mobilitazione unitaria del Sindacato. E per gli altri Arsenali cosa si fa? Prosegue intanto il riordino al buio degli Stabilimenti MM

21 Dic 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 135 del 21 dicembre 2015 – E menomale che la Ministra Pinotti, nel fuggevolissimo incontro avuto con le Rappresentanze del personale civile il 27 luglio u.s. (si veda il nostro Notiziario n. 82/2015), aveva detto che non c’erano risorse per il completamento del piano Brin dell’Arsenale di Taranto, promettendo per il corrente anno […]


Riunione a PERSOCIV sul FUA 2015. C’è la determina per il FUS 2015, accordo vicino. Ma il numero dei passaggi economici deve aumentare

15 Dic 2015 - Flp Difesa

Riunione a PERSOCIV sul FUA 2015. C’è la determina per il FUS 2015, accordo vicino. Ma il numero dei passaggi economici deve aumentare

Notiziario n. 134 del 15 dicembre 2015 – Dopo quelle del 20 luglio  (vds. Notiziario n. 84 di pari data)  e  del 29 settembre (vds. Notiziario n. 105 di pari data),  si è tenuta oggi pomeriggio la terza riunione negoziale con l’Amministrazione sulla distribuzione del FUA 2015,  la prima presieduta dal nuovo Direttore Generale di […]


E’ possibile ridurre la forbice e incrementare le retribuzioni civili senza pericolose uscite dal comparto e senza rincorrere ipotesi buone solo per l’Amministrazione

14 Dic 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 133 del 14 dicembre 2014 – Mentre  l’attività del “Gruppo di lavoro”, costituito con D.M. 16.06.2015 (che pubblichiamo su questa pagina come allegato 2) e finalizzato a “prospettare le occorrenti iniziative di carattere normativo/finanziario finalizzate, nei limiti del possibile, ad un incremento del detto trattamento economico”,  procede molto a rilento (in sei mesi, […]


Ma cosa sta succedendo in alcuni Enti dell’Esercito? Nonostante gli interventi di SME, relazioni sindacali locali sempre in sofferenza. Lettera di FLP DIFESA al Capo di SME

11 Dic 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 132 dell’11 dicembre 2015 – Ma cosa sta succedendo in alcuni Enti dell’Esercito? Continuano ad essere parte di una Organizzazione fortemente gerarchizzata e piramidale, dove l’indicazione impartita dall’alto o anche solo la moral suasion  posta in essere dall’Autorità centrale continuano ad esercitare un rilievo importante o, viceversa, alcuni Enti vivono e operano all’interno […]


Il riordino praticamente al buio degli Arsenali e dei Centri tecnici della Marina. Lettera di FLP DIFESA al Capo di SMM amm. De Giorgi e richiesta di incontro

9 Dic 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 131 del 9.12.2015 – Tra i provvedimenti di riordino in chiave riduttiva discendenti dai Decreti Legislativi nn. 7 e 8 del 28 gennaio 2014, attuativi della L. 244/2012, una posizione di primissimo rilievo è certamente occupata dalle riorganizzazione degli Stabilimenti industriali del MD, Poli Esercito e Arsenali MM in primis,  una volta autentico […]


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