Notiziario n. 15 del 29 gennaio 2016 –

Il gen. Carlo Magrassi, da ottobre nuovo Segr. Gen. e DNA
Il gen. Carlo Magrassi, da ottobre nuovo Segretario Generale e Direttore Nazionale Armamenti.

Cibernetica (“la quinta dimensione”) e industria della Difesa,  nel quadro di una totale adesione al progetto di cui è portatore il Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa, sono state al centro della audizione del nuovo Segretario Generale  e Direttore nazionale degli Armamenti (SG/DNA), il gen. Carlo Magrassi, avvenuta di fronte alle Commissioni Difesa di Camera e Senato il 14 gen. u.s., della quale purtroppo non sono ancora disponibili né il testo della relazione né il resoconto stenografico, ma che è possibile ascoltare per intero (relazione iniziale; interventi; replica conclusiva) sul nostro sito web. Il gen. Carlo Magrassi è stato chiamato al vertice del Segretariato dal Consiglio dei Ministri del 25.09.2015 su proposta della Ministra Pinotti.  Una “poltrona d’oro”, importantissima, atteso che “chi la occupa ogni anno mette la firma su contratti che valgono più di cinque miliardi di euro, forse l’incarico che controlla più fondi di tutta la pubblica amministrazione (L’Espresso). Una poltrona conquistata dal gen. Magrassi anche in virtù dei pregressi incarichi (Capo Gabinetto MD e poi Consigliere Militare di Renzi). Nella sua relazione introduttiva, il SG/DNA è partito innanzitutto dalla centralità dell’industria della Difesa (dati 2013: 5 mld d’investimenti; 10,5 mld di valore aggiunto; 156mila lavoratori occupati; dati in crescita nel 2014 e 2015), che è un vero e proprio volano dell’economia nazionale attesi i sempre maggiori impieghi civili dei prodotti sperimentati in ambito Difesa, e, in secondo luogo, dalla valenza strategica che la cibernetica sta sempre più assumendo nel processo di crescita del sistema, pur a fronte di rischi comunque presenti. Per questo, il peso del MD nel settore dovrà crescere, e rendersi utile all’industria nazionale e al Paese. A tal riguardo, il SG ha fatto riferimento alle grandi capacità del MD sul fronte della “sperimentazione” e della “certificazione”, che vanno messe a disposizione del Paese all’interno di un processo virtuoso che coinvolga Università e ricerca scientifico-tecnologica. Ma per il gen. Magrassi crescere, nell’attuale contesto internazionale, significa innanzitutto “specializzarsi”, e per questo ha anticipato che è in elaborazione, di concerto con gli altri Ministeri interessati, un documento sulla scelte strategiche in materia tecnologica e industriale, che saranno poi valutate in sede politica.  Un altro elemento emerso in sede d’audizione è la totale adesione del nuovo SG/DNA al progetto di nuova organizzazione del MD e ai connessi obiettivi disegnati dal Libro Bianco. Va dunque bene sottrarre la parte “armamenti”  a SEGREDIFESA e affidarla a STAMADIFESA; va dunque bene la nuova logistica interforze in capo al nuovo soggetto DNAL posto alle dipendenze del Capo di SMD; va infine bene il ridimensionamento del Segretariato e il mantenimento in esso di competenze solo amministrative (perderà tutte le DD.TT. e resterà al vertice delle sole DD.GG. e UU.CC., avendo a capo un Dirigente civile). Noi notoriamente la pensiamo in modo diverso. Dunque, per il SG la nuova struttura di SGD dovrà essere più snella e funzionale, anche tramite accorpamenti, con un modello organizzativo “a matrice” e lavorando“ in rete” e valorizzando il personale attraverso processi di formazione/aggiornamento continui. A ben vedere, si tratta di indicazioni di carattere general-generico,  che mai sono entrate nello specifico delle scelte che si dovranno operare, sia dal punto di vista della nuova configurazione (siamo ancora in attesa del nuovo DM di riorganizzazione dell’area di SGD, in attuazione dei tagli ex DL 95/2012)  sia dal punto di vista logistico: il SG/DNA non ha neanche accennato alle problematiche e criticità legate all’annunciato trasferimento di SGD e DD. Tecniche  a CENTOCELLE,  e nulla anche sugli altri aspetti comunque legati a detto trasferimento (tempistica; trasferimenti del personale; igiene e sicurezza; etc.).             Problematiche e criticità  però ben presenti al nostro Coordinamento Territoriale, che in data 25 u.s.  ha chiesto un incontro al SG/DNA,  che molto opportunamente ha subito accolto la  richiesta di FLP DIFESA e fissato (nota SGD 28 gen. u.s.)  la riunione per il 5 febbraio p.v. (i due documenti sul ns. sito).

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 14 del 28 gennaio 2016 –

Un dipendente civile "anziano" con il SSS Rossi
Un dipendente civile “anziano” con il Sottosegretario alla Difesa D. Rossi

E’ proseguito, in data odierna, il confronto con l’Amministrazione  in materia di attribuzione di funzioni e compiti al personale civile, dirigente e non, del Ministero della Difesa.  Si è trattato di una riunione a tavoli uniti molto breve,  che è servita alla delegazione di parte pubblica, guidata dalla Vice Capo di Gabinetto dr. Fava e che ha visto anche in questa circostanza la presenza al tavolo di esponenti di SMD, SGD e PERSOCIV,  a consegnare alle OO.SS. un documento di lavoro licenziato solo qualche ora prima, che la dr.ssa Fava ha presentato come punto di sintesi della discussione sin qui fatta e  delle posizioni sin qui emerse al tavolo,  a partire naturalmente dai contributi iniziali offerti dalle Parti sociali e, per FLP DIFESA, espresse nel  documento titolato “Idee e proposte per una effettiva ed efficace civilizzazione” che è stato inviato all’attenzione del Sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi nel lontano dicembre 2014 (si veda il Notiziario n. 130 dell’11.12.2014), al quale naturalmente rinviamo i colleghi interessati.

A puro titolo di cronaca, ricordiamo che la riunione di oggi è la quarta in ordine di tempo, dopo le   tre precedenti, la prima in data 16.07.2015 (vds Notiziario 79 di pari data) nella quale l’A.D. aveva presentato la fotografia attuale della situazione d’impiego del personale civile,  la seconda del 22.10.2015 (vds Notiziario 114 di pari data) che aveva avviato la discussione di merito e la terza, quella avvenuta in data 19 u.s.,  dedicata all’esame delle “attività” e ai “settori” d’impiego del personale civile (vds. Notiziario n. 8 di pari data), una riunione che abbiamo giudicato in modo positivo (“forse si è innestata la marcia giusta”).

Nel merito del documento di lavoro presentato dall’Amministrazione,  le Parti sociali si sono riservate di approfondirne i contenuti e di presentare, entro il 2 febbraio p.v., eventuali osservazione e proposte modificative o/e integrative, che saranno poi oggetto di approfondimento nel corso degli incontri bilaterali già fissati per il giorno successivo.  La prossima riunione a tavolo unito è già stata fissata per il 9 febbraio.

Nel suo intervento, la nostra O.S. ha ribadito la propria condivisione,  gia’ espressa nella  precedente riunione, in ordine all’impostazione “areale” nell’individuazione dei settori d’impiego del personale civile,  attesa la storica e consolidata tripartizione esistente in ambito Difesa (area tecnico-amministrativa al cui vertice è posta SGD;  area tecnico-operativa al cui vertice è posto SMD;  area c.d. “industriale”, posta sotto i Cdi Logistici di FA, che ha peculiarità tutte proprie), che presentano caratteristiche in alcuni casi anche molto diverse l’una dall’altra, e di conseguenza anche problematiche diverse. Abbiamo detto di condividere anche l’individuazione degli impieghi per macro settori, che avevamo sollecitato nella precedente riunione di fronte di una elencazione troppo parcellizzata di una realtà d’impiego molto complessa e composita, che è a nostro avviso utile ricomporre in una quadro più  unificante.  Naturalmente, nel merito del documento presentato, anche FLP DIFESA si è riservata di presentare proprie osservazioni e proposte.

La seconda parte della breve riunione di oggi è stata impegnata a discutere sulla finalizzazione di questo lavoro. La posizione dell’Amministrazione è apparsa molto chiara: lo sbocco conclusivo di questo lavoro deve essere un “protocollo d’intesa”, così come “comunicato” alle OO.SS. dal Gabinetto con nota 47764 del 14.12.2015, che seguiva a stretto giro di tempo un comunicato di analogo contenuto di CGIL-CISL-UIL successivo all’incontro del 14.12.2015 con la Ministra.  A tal riguardo, FLP DIFESA ha ribadito una posizione molto ferma:  siccome c’è una norma legislativa (art. 1 del D.Lgs. n. 7/2014) che prevede che l’attribuzione di compiti e funzioni al personale civile debba essere attuato attraverso un “Regolamento”, non si comprende per quale arcano motivo detto strumento normativo, sempre esigibile dal lavoratore, debba lasciare il posto a un atto sostanzialmente politico, per sua natura difficilmente esigibile, anche alle luce delle esperienze nel tempo maturate in Difesa.

Un ripensamento si impone, e noi pensiamo che ci sarà.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 12 del 25 gennaio 2016 –

TAR Lazio

La nostra O.S. ha notificato il 18 u.s. all’A.D. l’ atto di motivi aggiunti (che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina) predisposto dai nostri legali in merito al “sistema di misurazione e valutazione della performance individuale del personale civile delle aree funzionali”  adottato dal MD e in vigore dal 1.1.2016. Dunque, in continuità con quanto avvenne nel 2011, riporteremo l’Amministrazione Difesa in Tribunale, chiedendo l’annullamento di questo nuovo atto.

Prima di entrare nel merito, vale la pena di fare un po’ il riassunto delle puntate precedenti,  pur lontane nel tempo.  Come è noto,  il D.Lgs. 27.10.2009, n. 150  (“legge Brunetta”)   prevede che tutte le attività delle PP.AA. – quelle generali di Amministrazione, quelle specifiche di Ente (“performance organizzativa”)  e quelle  di ciascun lavoratore (“performance individuale”) – siano soggette a misurazione e valutazione.   Lo stesso D. Lgs. 150  prevede inoltre che la parte prevalente del FUA  venga distribuita con criteri premiali,  nella misura e con le destinazioni per fascia fissate dalla contrattazione  (le tre fasce 25 – 50 – 25 %,  cui devono corrispondere premi differenziati, con zero € per l’ultima),  la cui applicazione, però, l’art. 6 del D. Lgs. 141/2011 ha poi differito a dopo il rinnovo e l’entrata in vigore del prossimo CCNL.

In relazione alle disposizioni contenute nella c.d. legge Brunetta, l’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV) del MD emanò in data 23.12.2010 due diverse direttive, la prima delle quali concerneva il sistema di misurazione e di valutazione della performance individuale,  poi entrato in vigore dal 1 gennaio 2011.  Ebbene, FLP DIFESA cercò allora in tutti i modi di segnalare  l’improponibilità di quel sistema di valutazione della performance nelle condizioni date del M.D.,  senza però alcun risultato pratico, atteso che l’AD adottò quel sistema,  rigettando inizialmente le nostre reiterate richieste di una sospensione pro tempore. Questo anche perché, in data 4.02.2011, invece di battersi come fecero CSE/FLP, CGIL ed RDB per cancellare definitivamente l’assurdo sistema premiale voluto da Brunetta,  altre sigle  – CISL, UIL, CONFSAL e UGL – firmarono con  Brunetta un documento (“Intesa del 4 febbraio 2011”)  che di fatto allontanava ogni ipotesi di modifica delle legge e con essa di sospensione della Direttiva del Ministero Difesa.  Ma mentre tutto questo avveniva, le criticità connesse alla sua applicazione si resero evidenti a tutti,  e dai lavoratori venne allora al Sindacato una forte richiesta di fare qualcosa per sospenderne l’applicazione.  FLP DIFESA decise allora di impugnare presso il TAR Lazio la direttiva OIV del 23.12.2010 sulla performance individuale e chiese al Giudice Amministrativo il suo annullamento previa sospensiva: il ricorso messo a punto dai nostri legali,  venne depositato in data 11 marzo 2011.

La prima udienza si tenne il 4 maggio 2011, e in quella sede il Collegio ritenne opportuno rinviare al  merito l’esame delle censure formulate con il ricorso e  il Presidente della Sezione I bis del TAR fissò dunque l’udienza di discussione del merito per il giorno 24 aprile 2012.  Quell’udienza però non si tenne, in quanto, in virtù delle enormi criticità emerse in sede di applicazione delle direttiva ma primariamente a causa del nostro ricorso, l’A.D. decise  di sospendere l’applicazione del sistema di valutazione  con la nota n. 500565 del 16.02. 2012 a firma del Sottosegretario on. Magri. Una sospensione durata di fatto cinque anni,  e che oggi l’A.D. ha rimosso riproponendo un nuovo sistema di valutazione della performance individuale in vigore da quest’anno, che ripubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina.

A seguire, abbiamo avuto il “comunicato” on line di PERSOCIV con l’invito a tutti gli Enti a notificare il documento a ciascun dipendente (ma non tutti l’hanno fatto…) e le comunicazioni diverse operate dagli Organi Programmatori, tra i quali vogliamo segnalare quella di SEGREDIFESA che reca una utile sintesi dei punti salienti e degli adempimenti previsti nel sistema di valutazione, che pure pubblichiamo sul nostro sito.

In merito al nuovo sistema di valutazione, rimane innanzitutto fermo il nostro storico dissenso sul sistema premiale così come concepito dal Ministro Brunetta  e definito dal Titolo II del D. Lgs. 150/2009,  un dissenso che trova poi ulteriore linfa e ragioni allorquando lo si cala nell’attuale quadro di situazione del M.D che evidenzia, a nostro avviso, tutta una serie di condizioni ostative. Proviamo a indicarne qualcuna.

  1. L’A.D. ha una organizzazione estremamente complessa e articolata, coesistendo in essa Enti con migliaia di lavoratori ed Enti con solo qualche unità, che poco si presta ad un sistema unico di performance. Inoltre, il processo di riduzione delle FF.AA., discendente dalla L. 244/2012 e che di fatto si estende anche all’area T/A, non offre le condizioni necessarie per una corretta misurazione della performance individuale.
  2. La compresenza di personale militare, spesso impiegato nello stessa articolazione organizzativa dell’A.D. a fianco del personale civile, seppure fisiologica, resta fonte di serie criticità, attesa la sottrazione di tale personale all’ambito di applicazione del sistema di valutazione della performance individuale, palesandosi fonte di  potenziali effetti  negativi in ordine alla valutazione del personale civile, per il quale la valutazione è invece funzionale alla erogazione del salario accessorio.
  3. Permangono inoltre forti riserve sulla corretta attribuzione della funzione di valutazione del personale civile delle aree funzionali ad un Dirigente militare, escluso da valutazioni della propria performance.

Proprio per questo, con nota datata 31.01.2015 indirizzata al Sottosegretario Rossi, avevamo chiesto all’Amministrazione di astenersi dal dare impulso al sistema di valutazione ex D.Lgs. 150/2011  e di avviare le opportune iniziative atte ad ottenere una “deroga”  per la Difesa al pari di quanto avvenuto per altre AA.PP. Una richiesta di deroga che continuiamo a sollecitare al nostro Vertice, sinora indisponibile, che invece, dopo la sospensione del 2012, ha di nuovo rispolverato la performanceCosa è cambiato rispetto ad allora? Nulla, an nostro avviso; anzi, con l’avvio del riordino ex L.244 e con le previsioni del Libro Bianco, il quadro appare certamente più critico.

Abbiamo letto e riletto attentamente i contenuti del nuovo sistema di valutazione, e abbiamo chiesto di farlo anche ai nostri legali, estensori del ricorso con il quale nel 2011 FLP DIFESA impugnò la direttiva OIV. Ebbene, dobbiamo prendere positivamente atto dell’introduzione di alcune importanti modifiche  rispetto al sistema di valutazione varato da OIV con la direttiva prot. n. 1132 del 23.10.2010 e poi sospeso.  Ci riferiamo alla corretta non previsione delle fasce ex D. Lgs. 150 del 25/50/25%,  alla semplificazione della procedura, alla cancellazione della figura del “validatore”  e, in particolare, all’attribuzione ai soli dirigenti del compito di effettuare la valutazione della performance individuale,  a differenza di quanto previsto dalla direttiva del 23.10.2010 che attribuiva tale funzione anche a personale non dirigente civile e militare,  in difformità da quanto previsto dal D. Lgs. 165/2001 così come modificato dal D. Lgs. 150/2009,  aspetto questo che ha rappresentato un punto centrale del ricorso a suo tempo presentato da FLP DIFESA.

Ciò detto,  permangono però, allo stato,  riserve e perplessità in ordine alla  corretta  praticabilità  di un sistema di valutazione della performance individuale nel Ministero Difesa, in parte per i motivi già richiamati, ma in particolare perché  la valutazione della performance individuale del dipendente appare ancora una volta avulsa dal contesto delle missions  delle articolazioni organizzative dell’A.D. e appare pertanto scollegata dalla  performance organizzativa, che ne dovrebbe rappresentare la premessa indispensabile e ineludibile.  Per la verità, l’AD ha in atto un “piano della performance 2014-2016” (che pubblichiamo su questa pagina in allegato 4) che definisce n. 319 obiettivi strategici (OBS) degli Enti, ma senza rendere noti e conoscibili, per ciascuno di essi, obiettivi e programmi operativi che dovrebbero costituire il parametro di riferimento per la misurazione della performance individuale. In buona sostanza, il sistema, per come è congegnato,  rinvia ad una valutazione del tutto svincolata dagli obiettivi degli Enti e, nelle misura in cui non consente di misurare l’apporto individuale e di valutarlo in ordine al perseguimento degli obiettivi dell’ organizzazione in cui sono inseriti, finisce per tradire lo stesso spirito sotteso alla procedura di valutazione della performance individuale, traducendosi in una qual sorta di valutazione delle attitudini dei lavoratori.

Per questo, in data 18 gennaio u.s.  abbiamo notificato all’A.D. l’atto per motivi aggiunti, che riavvia di fatto il nostro ricorso sulla performance  e ridarà la parola al Tribunale.  In pari data (ma sarà solo una coincidenza) SME, con msg n. 3353 che pubblichiamo in allegato 5 su questa stessa pagina, ha dato notizia di “linee guida”  in arrivo (da SMD) e invitato i propri Enti “ad astenersi dal dare attuazione alle successive attivita’ previste secondo la timeline del predetto documento”.  Immaginiamo che lo stesso abbiano fatto o stiano facendo gli altri SS.MM. e le altre Aree Organizzative.

Aspettiamo dunque dette “linee guida”  anche per individuare eventuali ulteriori “motivi aggiunti”.

  (Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 18.01.2016-Ricorso FLP DIFESA motivo aggiunto performance individuale 

Allegato 2: Sistema valutazione performance individuale aree funzionali M.D. dal 1.1.2016

Allegato 3: Circolare SEGREDIFESA sul sistema di misurazione e valutazione della performance individuale

Allegato 4: Piano performance organizzativa M.D. triennio 2014-2016

Allegato 5: 18.01.2016 – Messaggio SME su performance 2016

Notiziario n 11 del 23 gennaio 2016 –

imagesSi riporta di seguito il Notiziario n. 3 diffuso in data 21 gennaio dalla nostra Federazione con il quale la Segreteria Generale FLP fa il punto di situazione sullo spinoso problema legato al rinnovo contrattuale e  preannuncia i propri intendimenti al riguardo.

 “La sentenza con la quale la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il blocco dei contratti pubblici, perpetrato dai vari governi che si sono succeduti negli ultimi 6 anni, sarebbe di volta in volta merito di CGIL, CISL e UIL, di qualche sindacato autonomo salito all’ultimo momento sul carro o, perché no, di qualche associazione di consumatori.

Ma qual è la verità? Facciamo parlare i fatti.

La Corte Costituzionale, il 23 giugno 2015, ha dichiarato illegittimo il blocco dei contratti pubblici in seguito alla remissione effettuata, alla stessa Corte, dal giudice Ileana Fedele sul ricorso denominato “un euro per fare giustizia”, presentato dalla FLP contro il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici, ravvisando la possibile violazione degli articoli 2, 3, 35, 36 39 e 53 della nostra Carta Costituzionale.

Nel 2011, infatti, la FLP decise di mettere in campo l’iniziativa denominata “un euro per fare giustizia” che coinvolse migliaia di lavoratori nel proporre un ricorso, tramite il giudice del lavoro, per vedere riconosciuta l’incostituzionalità della norma che bloccava sine die i contratti del pubblico impiego.

A tale percorso CGIL, CISL e UIL non diedero alcun contributo. Anzi fin dall’inizio bollarono quel ricorso come “azione puramente propagandistica e priva di ogni possibilità di riuscita” paventando anche in caso di non accettazione del ricorso pesantissime spese di soccombenza processuale.

Poi però, il 27 novembre 2013, il giudice che doveva esaminare il nostro ricorso, accogliendo le eccezioni di illegittimità costituzionale, decise di rimettere lo stesso alla suprema Corte affinché si pronunciasse sulla questione sollevata.

A quel punto la FLP rivolse un invito a tutti gli altri sindacati rappresentativi del pubblico impiego chiedendo loro di costituirsi nel giudizio pendente alla Consulta e avviare così un percorso comune per la salvaguardia dei diritti dei lavoratori.

Quell’appello fu però ignorato da CGIL, CISL e UIL, come anche da altri.

Qualcuno di loro si affannò a predisporre piattaforme contrattuali generiche e prive di ogni reale riferimento economico, invitando il governo a rinnovare subito i contratti anche solo per la parte normativa, con l’evidente fine di sottrarre alla Corte la materia su cui doveva pronunciarsi.

Non solo: tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015 (durante la campagna elettorale per il rinnovo delle RSU), qualche dirigente nazionale dei tre sindacati, incominciò a rilasciare pompose interviste con le quali magnificava “la novità e l’importanza” di una iniziativa giurisdizionale (identica a quella precedentemente da noi attuata) assunta da quei sindacati e di una udienza che ci sarebbe stata di li a poco su un loro ricorso contro il blocco dei contratti… il tutto mentre attendevamo che la Corte Costituzionale si pronunciasse sul ricorso FLP… con il rischio che se il Giudice de quo avesse malauguratamente rigettato il loro ricorso, anche le nostre giuste tesi a difesa dei diritti e delle retribuzioni dei lavoratori pubblici si sarebbero indebolite.

Ma così fortunatamente non è stato, anche se è indubbio che la sentenza della Consulta ha subito i condizionamenti del momento e le isterie del Governo che, tramite l’Avvocatura, ha preconizzato sfracelli per la finanza pubblica in caso di pronuncia favorevole della Corte.

La dichiarata illegittimità sopravvenuta, pur essendo uno straordinario risultato visto lo scenario di riferimento, rende ovviamente più difficile la battaglia per vedere riconosciuto il danno subito in termini di perdita del potere d’acquisto per i 6 anni di blocco; e il continuo richiamo ai vincoli di bilancio rischia contestualmente di rendere puramente virtuale lo sblocco, atteso che il Governo ha stanziato una somma assolutamente ridicola, messa lì nella legge di stabilità per attuare un recepimento della sentenza puramente di facciata, offensivo nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici del pubblico impiego.

La strada è quindi ancora in salita ed è necessario mettere in campo azioni le più unitarie possibili:

 GIA’ LO ABBIAMO ANNUNCIATO E ORA LO RIAFFERMIAMO

 Metteremo in campo una serie di iniziative capaci di contrastare ancora con efficacia e successo la nuova scellerata e violenta azione di delegittimazione dei lavoratori pubblici ripresa con grande enfasi in questi giorni per oscurare i ritardi colpevoli del Governo sul rinnovo dei contratti e per dare una copertura mediatica all’ennesima controriforma della pubblica amministrazione

Essere riusciti a mettere in corto circuito il piano di chi aveva già messo per sempre una pietra tombale sul diritto alla contrattazione per i dipendenti pubblici è un risultato di assoluta rilevanza che non ci lasceremo scippare.

Perché dovranno sempre fare i conti con la FLP il sindacato non degli annunci, ma  dei fatti, che non scende a compromessi e che quello che promette poi realizza.

                                      LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

Invitiamo i colleghi e gli amici visitatori di partecipare al sondaggio che abbiamo attivato sulla home page del nostro sito in merito allo schema di decreto legislativo adottato dal Governo che prevede il licenziamento dei dipendenti pubblici che attestato false presenze in servizio.

In allegato, lo schema di decreto legislativo sul licenziamento per falsa attestazione della presenza in servizio, adottato nella scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri e che sarà sottoposto all’ora al parere non vincolante delle Commissioni parlamentari competenti.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato: Schema decreto legislativo Madia sul licenziamento per falsa attestazione della presenza in servizio

Notiziario n. 10 del 21 gennaio 2016 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgLa quinta riunione negoziale non è servita, purtroppo, a chiudere la trattativa FUA 2015. C’erano a nostro avviso le condizioni per farlo, tenuto anche conto che siamo già nel 2016 e che ogni settimana in più di ritardo lo sconteremo in un corrispondente ritardo nell’avvio del confronto sulla partita che più conta, gli sviluppi economici 2016, oltre che in altrettanto ritardo nei pagamenti FUA/FUS 2015.  Ma la trattativa non si è chiusa in quanto altre sigle hanno ritenuto di allungare il brodo, non si capisce bene il perché.

Partiamo dalle risultanze  della precedente riunione del 12 gennaio u.s. (vds Notiziario n. 5 di pari data).  Preso atto della non percorribilità e della non utilità di avviare sviluppi economici con decorrenza 1.1.2015, e individuato il problema nelle forche caudine di cui al DM 14.11.2014 (organici di fascia) che l’AD ha voluto inserire nonostante i ripetuti allarmi da noi lanciati,  si era convenuto con la dr.ssa Corrado di concentrarsi sugli “sviluppi 1.1.2016″,  a due sole condizioni però: che l’AD si impegnasse a modificare preliminarmente il DM eliminando ogni riferimento all’organico di fascia;  che le Parti si impegnassero “ad avviare un numero di passaggi con decorrenza 1.1.2016 congruo alle attese dei colleghi”, come da noi richiesto nel Notiziario del 12 gennaio.  Ebbene, dalla relazione introduttiva della dr.ssa Corrado, ci è parso che le due condizioni fossero ambedue soddisfatte. Per quanto attiene alla modifica del DM sugli organici,  la dr.ssa Corrado ci ha detto che SMD sta già lavorando in questa direzione, atteso peraltro che il provvedimento andava comunque rivisto nel 2016 in base al D. Lgs. n. 8.   Per quanto invece riguarda l’impegno sul numero di “sviluppi 1.1.2016” da avviare, la risposta è contenuta nella formulazione del secondo dei due nuovi articoli dell’ipotesi di accordo, che qui pubblichiamo insieme al nuovo dettaglio delle somme (vds. allegati 1 e 2),  che prevede l’avvio nel 2016 di “un congruo numero di passaggi da una fascia retributiva a quella immediatamente superiore all’interno delle aree”.  Va anche aggiunto che la dr.ssa Corrado ci ha informato che, in ordine ad ambedue gli impegni, ne è stata positivamente verificata la praticabilità in sede FP e MEF, che sono gli Organi che dovranno poi certificare i relativi accordi.  

Dunque, un buon lavoro, non c’è dubbio, quello fatto da PERSOCIV, e peraltro in tempi estremamente ristretti, di cui abbiamo dato atto alla dr.ssa Corrado.  Che peraltro si è mossa anche sulla scorta del “mandato” direttamente venuto dalla Ministra per individuare  un  percorso  per  definire  le occorrenti  soluzioni  volte a svolgere,  anche  in modo  graduale,  le predette  progressioni” (vds nota Gabinetto n. 47764 del 14.12.2015), mandato apprezzato proprio da quelle sigle che ora frenano..…Mah!

Sembrava, quello degli “sviluppi 2016”, l’unico vero nodo, sciolto il quale si sarebbe potuto procedere speditamente a chiudere la trattativa 2015.  Anche perché da A.D. sono arrivate le altre risposte attese:

C’erano le condizioni per chiudere l’accordo 2015?  A nostro avviso, si.  Giudichino i lavoratori!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 21.01.2016 – Integrazioni bozza ipotesi di accordo FUA 2015 proposte da AD 

Allegato 2: 21.01.2016 – il nuovo dettaglio delle somme

 

 

Notiziario n. 9 del 20 gennaio 2016 –

L'amm. P.L. Ricca, Capo del 1° Reparto di SMM
L’amm. P.L. Ricca, Capo del 1° Reparto di SMM

A distanza di oltre sei mesi dal precedente incontro del 6 luglio 2015 (vds Notiziario n. 73 di pari data),  si è tenuta in mattinata a palazzo Marina una riunione,  presieduta dal Capo del 1° Reparto amm. P.L. Ricca e con  la presenza al tavolo anche di esponenti di COM LOG MM,  che è servita fare il “punto di situazione” sul riordino di strutture tra le più importanti del MD, gli Arsenali e i Centri Tecnici (CT) MM.

Come si ricorderà, la riunione era stata richiesta dalla nostra O.S. con lettera al Capo di SMM del 9 dicembre u.s. (vds Notiziario n.131 di pari data) nella quale, sulla base delle informazioni e sollecitazioni pervenute dalle Sedi interessate (Spezia, Augusta, Aulla, Pisa e, ultima, Taranto con la nota unitaria che denunciava “il mancato coinvolgimento delle OO.SS./RSU sulla discussione dell’organigramma”), avevamo chiesto un incontro nazionale “finalizzato a fare il punto di situazione sulle scelte, sui percorsi e sulla tempistica dei riordini all’oggetto”. L’incontro c’è stato oggi, e a nostro avviso è stato anche produttivo.

Su nostra richiesta, l’amm. Ricca ci ha innanzitutto informati sullo stato dell’arte: gli schemi di DM con l’organigramma degli Enti sino a livello di Reparto  sono in firma dalla Ministra, dopodichè dovranno essere registrati in Corte dei Conti; per quanto attiene la configurazione degli elementi di organizzazione, anche a valle dei Reparti, ridefinita da COM LOG e comunicata alle OO.SS. nazionali da SMM con i fogli che ad ogni buon conto ripubblichiamo sul questa pagina (allegati 1, 2 e 3), è stata oggetto di informazione agli Enti interessati per la successiva partecipazione e relativo confronto con le OO.SS./RSU.  Ed è su questo fronte che si sono evidenziate le criticità sia nel merito (lamentata una marcata “militarizzazione”, soprattutto nel “settore lavorazioni”, e collocazioni non adeguate, in particolare sul versante della 3^area)  sia soprattutto nel metodo (confronti ridotti al lumicino, in alcuni casi addirittura assenti).   A tal proposito,  l’amm. Ricca ha preso atto delle criticità di cui sopra e, tenuto anche conto che la struttura a valle dei Reparti verrà formalmente definita con provvedimento del Capo di SMM solo dopo l’entrata in vigore dei DM di riordino e dunque di tempo ce n’è,  ha espresso piena disponibilità in merito alla nostra richiesta di  ripresa dei confronti locali su tutti gli Enti interessati, il che ci sembra un approdo molto positivo e significativo del tavolo nazionale di oggi.  Come da noi sollecitato,  COM LOG ne darà formale comunicazione agli Enti interessati, precisando che, fatti salvi la struttura sino a livello Reparto e i numeri già fissati nell’emanando DM, saranno possibili integrazioni e modifiche negli elementi a valle laddove proposti in sede locale.  A conclusione di questi confronti, e comunque dopo l’entrata in vigore del DM di riordino degli Arsennali e CC.TT. , la struttura a valle dei Reparti verrà recepita in apposito provvedimento a firma del Capo di SMM. Ma, come già precisato in occasione dei riordini dei Poli dell’Esercito,  la parte a valle dei Reparti potrà comunque essere in qualsiasi momento modificata, con analogo provvedimento del Capo della F.A. Anche per questo, abbiamo fatto presente la necessità di una rivisitazione degli organigrammi in conseguenza del varo del “Regolamento” su funzioni e compiti dei lavoratori  civili, e di cui al precedente Notiziario di ieri.

Abbiamo inoltre chiesto a SMM che  vengano avviati tavoli locali di confronto per l’individuazione delle priorità legate al riefficientamento infrastrutturale e tecnologico, di cui al Piano Brin.  Questo in considerazione delle risorse già deliberate per Taranto (37 mln) e di quelle promesse dalla Ministra Pinotti per la Spezia (30 mln, vds. agenzia in allegato 4 su questa pagina) e annunciate dal SSS Rossi nella visita alla Spezia del 18 u.s. (vds comunicato stampa e documento FLP Spezia in allegato 5 su questa stessa pagina). Ma mentre per Taranto le risorse sono certe perché deliberate dal CIPE,  per La Spezia qualche interrogativo è d’obbligo, atteso che la stessa Ministra a Taranto a luglio scorso aveva detto che c’erano pochissime risorse. E poi, per Augusta, perchè nulla?

Infine, abbiamo segnalato le problematiche innescate in ambito MM dal “Disciplinare sull’utilizzo dei servizi di p.e. e Internet” che pubblichiamo su questa pagina in allegato 6, e che stiamo attentamente esaminando.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 03.09.2015- Schemi-DD.MM Arsenali e CC.TT. MM. (non CISAM)

Allegato 2: 22.05.2015 Organigrammi completi Arsenali MM

Allegato 3: 30.09.2015 – Schema DM CISAM S.Piero A.

Allegato 4: 19.01.2016- Agenzia su Ministra risorse per Arsenale La Spezia

Allegato 5: 18.01.2016 – Il comunicato stampa e il documento di FLP DIFESA di La Spezia consegnato al Sottosegretario Rossi

Allegato 6: Nuovo disciplinare SMM per accessi internet e posta elettronica in MM

Notiziario n. 8 del 19 gennaio 2016 –

Il gen. U. Baldi, Capo 1° Rep. SMD presente alla riunione
Il gen. U. Baldi, Capo 1° Rep. SMD che ha preso parte alla riunione

Terza riunione, nella “sala quadri” del Gabinetto del Ministro e di nuovo a tavoli uniti, del “Gruppo di lavoro” per la definizione del Regolamento previsto dall’art. 1 del D. Lgs. n. 7/2014 sull’attribuzione di compiti e funzioni al personale civile, dirigente e non.

La predetta riunione seguiva le due precedenti,  la prima in data 16.07.2015 (vds Notiziario 79 di pari data) nella quale l’A.D. aveva presentato la fotografia attuale della situazione d’impiego del personale civile,  e la seconda del 22.10.2015 (vds Notiziario 114 di pari data) che aveva avviato la discussione di merito anche in ordine alle proposte formulate da alcune OO.SS.,  e tra queste FLP DIFESA (si veda il documento datato 10.12.2014, che ripubblichiamo su questa stessa pagina). Una riunione, quest’ultima, i cui esiti avevamo condensato nel titolo del Notiziario (“siamo ancora nel vago”).

Ebbene, gli esiti della riunione di oggi ci sono apparsi invece confortanti, e l’impressione che ne abbiamo ricavato è che questa volta forse si sia innestata la marcia giusta per andare ad un’accelerazione del confronto e pervenire rapidamente alla conclusione dei lavori.  Con un solo grande neo, che riguarda la finalizzazione di questo lavoro, che a nostro avviso non può approdare a un semplice “protocollo d’intesa”.

La prima parte della riunione è stata dedicata all’esame delle “attività” e ai “settori” d’impiego del personale civile con riferimento alle diverse aree in cui è articolato il Dicastero (tecnico amministrativa al cui vertice è posta SGD; tecnico operativa al cui vertice è posto SMD;  quella c.d. “industriale”, posta sotto i Cdi Logistici di FA, che ha caratteristiche e specificità sue proprie). Rispetto all’elenco predisposto dall’A.D e di cui alla “Bozza di lavoro” inviata a dicembre alle OO.SS., sono state operate in riunione alcune aggiunte: gestione patrimoniale; formazione; attività idrografiche e geotopocartografiche; supporto generale e  servizi lavorazioni Arsenali; altre.  L’AD rimodulerà ora questo elenco (abbiamo segnalato, a tal riguardo, l’utilità di ripartire le“attività” e i “settori”  in due categorie, quelle a fattore comune tra le tre aree e quelle specialistico/specifiche in capo a ciascuna area), e lo invierà alle OO.SS. per eventuali ulteriori contributi anche ai fini della prossima riunione che dovrebbe portare (si spera) alla sua definizione.

La seconda parte della riunione è servita invece ad avviare il fondamentale confronto con la Delegazione di A.D., presieduta nell’occasione dalla Vice Capo di Gabinetto e composta anche dai Capi 1° Reparto di SMD e SGD,  su come si debba procedere in merito al nodo legato all’attribuzione di funzioni, compiti e  posizioni di responsabilità all’interno dei diversi elementi di organizzazione degli Enti MD.  A tal riguardo, è emersa nel tavolo una posizione sindacale sostanzialmente unitaria:  in merito alla attribuzione di compiti e funzioni al personale civile,  una volta definito  l’elenco di “attività” e “settori”,  occorrerà individuare quelle da affidare ai civili, anche con riferimento alle posizioni di responsabilità nei diversi elementi di organizzazione  (Servizi/Sezioni/Reparti/Nuclei/ etc.),  e dunque non solo afferenti all’area 3^, ma anche alle altre aree.  Ne vedremo gli sviluppi nei prossimi tavoli, ma è chiaro che sul punto la discussione è ancora tutta da fare.

Come FLP DIFESA, abbiamo posto altre due questioni: la necessità di stringere al massimo i tempi  di  lavoro del Gruppo,  atteso il molto tempo finora trascorso dall’entrata in vigore del D. Lgs. 7  e tenuto conto che da luglio ad oggi ci sono state due sole riunioni dello stesso. A tal riguardo, è stata decisa una cadenza di norma settimanale dei lavori (prossime riunioni, il 28 gennaio e il 3 febbraio).

La seconda questione, più politica che tecnica e per noi essenziale, è che non condividiamo nel modo più assoluto l’idea che lo sbocco finale di questo percorso sia non un “Regolamento”, ma un “protocollo d’intesa”, come “comunicato” alle OO.SS. dal Gabinetto con nota 47764 del 14.12.2015.  C’è una differenza abbissale: il “Regolamento” è un atto normativo sempre esigibile; il “protocollo d’intesa” è invece un atto politico, non poche volte disatteso (es. quello sui risparmi del riordino della Sanità Militare). Il Regolamento è previsto dal D. Lgs. 7: perché rinunciarvi?

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: 10.12.2014 il documento di FLP DIFESA con le proposte sulla c.d. civilizzazione

Notiziario n. 7 del 18 gennaio 2016 –

Alloggi di servizio per il personale del MD
Alloggi di servizio per il personale del Ministero della Difesa

Mentre il Governo è impegnato a introdurre misure drastiche (sospensione entro 48 ore, poi il licenziamento) contro i dipendenti pubblici c.d. assenteisti e fannulloni che verranno adottate dal prossimo Consiglio dei Ministri, una trovata davvero intelligente per allontanare il dibattito dai temi più caldi (Banca Etruria, in primis), il Governo pare non accorgersi di altre irregolarità invece tranquillamente tollerate.

Ne ha dato notizia qualche giorno fa il periodico L’Espresso, che ha raccontato di un recente pronunciamento della Corte dei Conti  che ha intimato all’A.D. di recuperare entro sei mesi i tantissimi alloggi abusivamente occupati da persone che non ne hanno più titolo.  Rispetto al patrimonio alloggiativo disponibile per le necessità di servizio del personale Difesa, che ammonterebbe complessivamente a n. 16.812 appartamenti,  il 25% di essi, pari a n. 4190 unità,  sono attualmente occupate da chi non ne avrebbe alcun diritto (perché collocati in pensione; perché trasferiti; perché in uso ad eredi privi di titoli; etc.),  che dunque vivrebbe abusivamente in quegli immobili sottraendoli ad altro personale che ne avrebbe  invece diritto. Di questi 4190 alloggi, 2.871 sarebbero in gestione all’Esercito, 408 alla Marina e 911 all’Aeronautica

Ne hanno ovvie responsabilità  i diversi Ministri che si sono via via succeduti nel corso di questi anni, e tra questi l’attuale Ministra, che ha firmato in data 14.05.2014 un decreto con il quale è stata addirittura ampliata la categoria degli “intoccabili” allargando le fasce protette e includendovi, oltre alle vedove e alle famiglie a basso reddito, anche figli e nipoti. Una scelta giudicata “paradossale” dalla stessa Corte dei Conti.

Ebbene, dopo aver rilevato questo incredibile stato di cose, la Magistratura contabile ha inviato una relazione dettagliata  ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente del Consiglio e ai Ministri della Difesa e dell’Economia e Finanze, sollecitando  l’A.D. a recuperare gli alloggi occupati abusivamente entro sei mesi.  Recita la relazione dei Magistrati contabili: “Pur tenendo presenti eventuali situazioni particolari contingenti, è necessario riaffermare l’esigenza di recuperare tali alloggi e procedere di conseguenza”.  Come si vede, una censura non lieve, nei confronti dell’operato del Ministero e del suo Vertice politico.

Ci chiediamo come questa situazione denunciata dalla Magistratura contabile si inquadri all’interno di quell’affermazione che la Ministra fece a giugno scorso all’atto della presentazione del progetto di dismissione di alcuni pezzi straordinari di storia della Difesa, i Fari,  realizzato di concerto con l’Agenzia del Demanio. In quella circostanza, la Ministra ebbe ad affermare che “come indicato nelle linee programmatiche del mio dicastero, al momento del mio insediamento, considero un dovere patriottico riutilizzare in modo proficuo il patrimonio immobiliare militare non più in uso”.   Vien da chiedersi se non sia un “dovere patriottico”  anche quello di impedire a soggetti che non ne abbiano più titolo di utilizzare alloggi del MD, con il pessimo risultato di negarli ad altri che ne avrebbero titolo e non ne possono beneficiare.

Di questa censura della Corte dei Conti in merito alla gestione del patrimonio alloggiativo della Difesa non abbiamo letto commenti da parte dei Vertici,  mentre abbiamo letto commenti entusiastici sul successo della prima gara relativa ai Fari, presentata a giugno scorso e messa online dal 12 ott. 2015 al 12 gen. scorso,  che aveva l’obiettivo di dare in concessione 11 fari per un periodo fino a 50 anni.  Erano interessati, tra gli altri,  i Fari di Capo d’Orso a Maiori (Salerno), quello di Murro di Porco a Siracusa e il faro di Punta Imperatore a Forio d’Ischia (Napoli), che sono risultati i più richiesti. Inizia ora la valutazione delle offerte, e a marzo si conosceranno i vincitori. Intanto, Demanio e MD starebbero predisponendo un secondo elenco.…

In ogni caso, l’Amministrazione Difesa dovrà ora rispondere all’imput della Corte dei Conti, e vedremo cosa metterà in campo per risolvere definitivamente il problema relativo all’utilizzo improprio degli alloggi.

(Giancarlo Pittelli)

19.02.2016 – Riceviamo e pubblichiamo:

Spett.le O.S. FLP,
vi inoltriamo il comunicato stampa del Sen. Aldo Di Biagio in merito alla questione degli alloggi da voi prontamente segnalata.  Di seguito il comunicato:

DIFESA – DI BIAGIO (AP), SU UTENTI ALLOGGI BASTA VERGOGNOSE GENERALIZZAZIONI ANIMATE DA SENSAZIONALISMO

Roma, 19 febbraio 2016 – “Ciclicamente ritorna alla ribalta la questione degli utenti considerati sine titulo della difesa, con tanto di ondata mediatica diffamatoria che tende ad accostare questi lavoratori della difesa – a cui è stata riconosciuta la conduzione di alloggi ma che con il tempo il valzer di norme mutate e confusionarie hanno poi rimodulato lo status – ai beneficiari di affittopoli, gettando fango su una problema che coinvolge ben altri scenari e che merita rispetto ed attenzione da parte delle istituzioni e del mondo dell’informazione”. Lo ha dichiarato Aldo Di Biagio senatore di Ap a margine di un incontro avuto in mattinata al Senato con una delegazione di rappresentati di Casadiritto in rappresentanza degli utenti c.d. sine titulo della difesa. “Sicuramente le determinazioni a cui è giunta la relazione della Corte dei Conti concernente “gli alloggi di servizio del Ministero della Difesa” dello scorso ottobre hanno riacceso il dibattito in materia, prestando il fianco a facili e comode generalizzazioni tendenti ad inquadrare la categoria dei suddetti utenti come “abusivi”. “Malgrado l’allarme che qualcuno ha voluto lanciare, – continua – vale la pena segnalare che – invece – risulta che il numero degli utenti c.d. sine titulo, nel corso degli ultimi anni sia addirittura diminuito, e che di contro il numero degli alloggi vuoti/liberi sia incrementato. Emerge in maniera palese che qualsiasi ragionamento ai fini delle revisione delle modalità gestionali del patrimonio abitativo debba riguardare in maniera prioritaria proprio quest’ultimo versante, su cui la stessa Corte sembra aver dato un risalto maggiore”. “Circa poi il modus di gestione dei suddetti utenti, alla luce di quanto previsto dalla Delibera della Corte dei Conti in ragione del coinvolgimento di Difesa Servizi Spa, – sottolinea – sarà mia premura adoperarmi nelle opportune sedi al fine di una salvaguardia delle tutele delle garanzie di cui ai decreti ministeriali finora emanati e al fine di rivedere in termini di sostenibilità e di rispondenza alle dinamiche di mercato, quei canoni al momento, ingiustificatamente, ancora insostenibili”. Di Biagio conclude: “In un momento storico in cui alle difficoltà di una porzione ampia della società civile si contrappongono le coste e gli illeciti, segnatamente sul versante immobiliare, di pochi ritengo sia doveroso e prioritario operare i giusti distinguo affinché una categoria meritoria ed onesta non venga trascinata nel calderone della facile demagogia particolarmente di moda in questi ultimi tempi”.

Ufficio Stampa Sen. Aldo Di Biagio
Senato della Repubblica
Istituto Santa Maria in Aquiro
Piazza Capranica, 72
00186 Roma

Notiziario n. 6 del 14 gennaio 2016 –

Il Capo di SME, gen. D. Errico, tra due soldati
Il Capo di SME, gen. D. Errico, tra due soldati

Il Capo di SME, gen. Danilo Errico, ha incontrato questa mattina le OO.SS. nazionali, mantenendo fede ad un impegno assunto nei nostri confronti nella precedente riunione del 29 luglio 2015.  E’ stato un incontro cordiale e che giudichiamo molto positivamente atteso che, anche in questa circostanza, la terza dall’inizio del mandato,  sono emerse la capacità di ascolto e l’attenzione del Generale nei confronti delle questioni poste dalle OO.SS., e che speriamo segni un ulteriore scatto nelle relazioni sindacali nazionali.

L’incontro è stato aperto da una brevissima introduzione del Vice Capo RPGF, gen. Ignazio Gamba, e subito dopo la parola è passata alle OO.SS., che hanno affrontato le diverse problematiche in campo.

Nel suo intervento, FLP DIFESA è partita dalla precedente riunione del 29 luglio (si veda il Notiziario n. 83 di pari data) nella quale le OO.SS. nazionali rappresentarono al Capo di SME  tutta una serie di criticità presenti nelle relazioni sindacali di livello locale. Per quanto ci riguarda,  segnalammo alla Sua attenzione le problematiche relative a CME Basilicata POTENZA, CERIMANT MILANO e 1° Reggimento Corazzato di TEULADA (CA) e  la necessità di un attento monitoraggio in ordine agli “orari delle riunioni sindacali”, oggetto qualche giorno prima di apposita nota del DIPE (prot. 32462 del 23.07.2015, qui pubblicata in allegato 2).  Abbiamo dato pienamente  atto, e ringraziato,  il gen. Errico per avere dato seguito agli impegni assunti per comporre le vertenze in atto:  innanzitutto la nota prot. n. 6861 del 10.09.2015 inviata ai Vertici di settore (che pubblichiamo su questa pagina in allegato 3) con la quale ha chiesto Loro di sensibilizzare i Comandanti degli Enti perché “instaurino con la compagine sindacale relazioni improntate alla reciproca fiducia e collaborazione, in linea con l’approccio adottato a livello centrale”,  cui ha poi fatto seguito più recentemente una seconda nota, datata 22.12.2015, nella quale, dopo aver precisato che eventuali studi di riorganizzazione degli Enti debbono essere autorizzati da SME ed essere in linea con il riassetto ordinamentale previsto dal D.Lgs. n. 7/2014,  ha ribadito i concetti di cui sopra in merito alle relazioni sindacali locali.  A ciò si aggiungano le iniziative poste in essere dal DIPE,  che ha richiesto agli Enti oggetto delle segnalazioni delle OO.SS. un “sintetico punto di situazione sull’attuale stato delle relazioni sindacali”  (che pubblichiamo in allegato 4 su questa pagina) e ha svolto pure videoconferenze. Va dato atto a SME di aver colto le criticità segnalate e di averne dato seguito con le iniziative richiamate.

Ciò premesso, abbiamo però fatto presente che le positive iniziative avviate dal Centro non hanno purtroppo registrato sinora effetti risolutivi in ordine a quelle criticità, che permangono quasi tutte e in alcuni casi (CapoTeulada, per esempio) si sono intensificate. Addirittura incredibile appare quanto avvenuto a Milano dove, nonostante il lodevolissimo e diretto intervento del gen. Puri che aveva portato al ritiro dell’auto sospensione della RSU, il Cte del CERIMANT ha di fatto riaperto il fronte con una non opportuna nota di precisazione recante passaggi ancora una volta virulenti nei confronti di rappresentanti sindacali.   Sembrerebbe proprio che, in alcuni Dirigenti locali,  le raccomandazioni/indicazioni che vengono dal Capo della F.A. e dai Suoi Uffici non trovino adeguata attenzione e corrispondente riscontro, e la circostanza non può non preoccupare. O come nel caso del Cdo RMN TORINO dove, a fronte delle precise indicazioni del DIPE,  le riunioni sindacali continuano ad essere convocate in orario di lavoro, perché (pare sia questa l’opinione del Cte) la nota DIPE si presterebbe ad altre e diverse letture. L’italiano è ostico si sa, ma in questo caso proprio no!  Il gen. Errico ha comunque prestato molto ascolto alle cose dette e anche alle carte da noi esibite (alcune anche consegnate), e ha promesso che, dopo i necessari approfondimenti, agirà rapidamente e in profondità.

Queste criticità nelle relazioni sindacali locali stanno diventando purtroppo un gran problema, che appesantisce enormemente il quadro di situazione in un momento di profonda trasformazione della F.A. che reca in sè naturali elementi di tensione, che occorrerebbe limitare al massimo e non invece appesantire. Come è avvenuto al CEDOC di Lecce, con iniziative in materia di controlli del personale che ledono la privacy e il diritto all’informazione preventiva,  fatti che, in assenza delle risposte che pur avevamo sollecitato alla F.A., abbiamo già portato all’attenzione  del Garante per i provvedimenti del caso. O come è avvenuto nel caso del Comando Logistico EI, con atteggiamenti fortemente penalizzanti il lavoro civile.  O come ancora nel caso dell’ Istituto Geografico Militare (IGM),  dove il Cte aveva avviato in autonomia uno studio per una nuova riorganizzazione, poi stoppato, dopo l’intervento sindacale, dalla nota del Capo SME del 22.12.2015. O come infine sta avvenendo a CEPOLISPE di Montelibretti, dove RSU e OO.SS. UIL, CGIL ed FLP hanno messo a punto una nota di forte denuncia che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina, e che abbiamo già consegnato a SME.  Dunque, come si vede, le vertenze locali non solo non vengono superate, ma tendono addirittura a crescere.

Venendo al piano più generale e nazionale, la nostra O.S. ha messo in luce alcuni recenti accadimenti in ambito F.A. che sembrerebbero divergere dal modello nazionale sinora positivamente sperimentato. Ci riferiamo alla già avvenuta soppressione di SAF e NAF e, ancor di più, al “riordino dei servizi amministrativi dell’Esercito”,  operazioni ambedue  avviate senza la benchè minima informazione alle OO.SS. nazionali.

In merito alla soppressione di SAF e NAF, il Capo di SME ha risposto alla nostra nota del 28.10.2015, giustificandone la chiusura con la scarsa domanda (solo il 36% del personale del MD ne ha utilizzato i servizi). Si pone ora il problema del “reimpiego” del personale , su cui per il momento tutto tace.

Ancor più clamorosa appare la vicenda che riguarda il riordino dei servizi amministrativi dell’Esercito che, dopo due anni di studio, è approdato a un modello,  del tutto ancora sconosciuto alle OO.SS.,  che è comunque già in via di sperimentazione dal 1 gennaio u.s. in tre Enti (COMFODIN Padova; Brigata Aosta Messina e Brigata Julia Udine).  Da quanto ne sappiamo, e ne abbiamo riferito in riunione,  il modello prevede la costituzione a livello di Brigata, CME IR e nel Lazio (Ente ancora non definito) di “Direzioni di Intendenza (DI)” che accentrerebbe le funzioni amministrative a supporto degli Enti dipendenti,   e di “Nuclei di Coordinamento Amministrativo (NCA)”   a livello di Rgt  (CME; Enti anche importanti come IGM e Accademia M.; etc.) che non saranno più in possesso di fondi e materiali propri e non svolgeranno più la gestione finanziaria e patrimoniale, ma opereranno solo a supporto della DI.   I Reparti Infrastrutture sarebbero fuori da questo riordino. Incredibile a dirsi, parrebbe che le dotazioni organiche dei DI non prevedano personale civile…. Già operativo, invece, dal 1 gennaio u.s., il cambio di supporto amministrativo per le Basi logistiche. Nel quadro del riordino dei servizi Amministrativi, infine, è anche previsto che il CUSE accentrerà a Roma le funzioni del trattamento economico e la matricola di tutti gli Organismi dell’Esercito,  che pertanto non saranno più di competenza dei Servizi amministrativi.  Una rivoluzione, non c’è dubbio, che sconvolgerebbe l’attuale assetto di tanti Enti facendo saltare di fatto gli Uffici Amministrativi, e cioè quelli del settore di maggior impiego del personale civile. Incredibile a dirsi, detto progetto di riordino è già operativo in via sperimentale, senza che alle OO.SS. sia mai stata resa alcuna informazione al riguardo. Motivo per il quale abbiamo chiesto al gen. Errico che RPGF convochi rapidissimamente una specifica riunione sull’argomento.

A conclusione degli interventi delle OO.SS., ha preso la parola il Capo di SME. Che, in merito alle criticità locali, ha posto domande, chiesto chiarimenti, e ha assicurato monitoraggio e anche azioni concrete  e risolutive. Sulla vicenda SAF/NAF abbiamo già detto. In merito invece al pesantissimo riordino dei Servizi amministrativi, il gen. Errico ne ha confermato l’avvio in forma per ora sperimentale, un riordino che muoverebbe dalla contrazione dei numeri della FA in ragione del riassetto in chiave riduttiva ex L. 244/2014 e sarebbe giustificato da necessità di accentramento/razionalizzazione. Il Capo SME ha però accolto la nostra richiesta di fissare a breve una specifica riunione per l’illustrazione alle OO.SS. del riordino in argomento.

Ci sono stati altri passaggi estremamente interessanti nell’intervento conclusivo del gen. Errico. Il primo, è che i numeri di personale civile della FA sono in equilibrio con le previsione del D.Lgs. n. 8/2014. Il secondo, molto più interessante, è che, in ragione della scarsità di risorse e del turnover, le manutenzioni degli Stabilimenti saranno affidate all’industria privata con contratti decennali. In alternativa, o magari anche solo come tappa intermedia, il gen. Errico ha prospettato la possibilità di un transito dei Poli dentro Agenzia Industrie Difesa, ipotesi su cui sarebbero in corso i primi approfondimenti con il D.G. di AID, ing. Anselmino. Al quale FLP DIFESA non a caso ha già chiesto un incontro (vds Notiziario n. 3 del 9 u.s.).

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 12.01.2016 – Nota UIL-CIGL-FLP ed RSU CEPOLISPE

Allegato 2: 23.07.2015 – disposizioni-SME-DIPE-orari-riunioni-sindacali

Allegato 3: 10.09.2015 – Lettera-Capo SME a Vertici su relazioni sindacali

Allegato 4: 05.11.2015 – Lettera DIPE a Enti segnalati dalle OO.SS.

Notiziario n. 5 del 12 gennaio 2016 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgQuarta riunione negoziale, oggi pomeriggio a Persociv,  per la distribuzione del FUA 2015, che ha fatto segnare un deciso passo in  avanti verso la chiusura dell’accordo nazionale, posto che sul nodo dei “passaggi economici” si è verosimilmente trovata la quadra. Ma andiamo con ordine.

In apertura,  il Direttore Generale di Persociv che ha presieduto la riunione ci ha comunicato che l’Ispettorato Generale per gli ordinamenti del personale e l’analisi dei costi del lavoro pubblico (IGOP)   ha fatto presente alla D.G. per le vie brevi l’improponibilità di progressioni economiche con decorrenza 1.1.2015,  atteso che il relativo accordo non è stato sottoscritto entro lo stesso anno 2015,  e che pertanto non avrebbe certificato alcuna ipotesi di accordo sottoscritta nel 2016 recante il finanziamento di passaggi economici con decorrenza 1.1.2015.  Nel merito della posizione IGOP,  è ben vero che c’è un precedente al riguardo (la tornata di passaggi con decorrenza 1.1.2010 è stata avviata con ipotesi di accordo A.D.-OO.SS. sottoscritto in data 4.11.2010), ma è anche vero che non se ne comprende il fondamento normativo (le finalità appaiono invece ben chiare: lasciare le risorse ancora per un anno nel FUA).  A nostro giudizio, però, e lo abbiamo detto al tavolo, questa interpretazione restrittiva di IGOP, che in altre Amministrazioni è stata contestata dal fronte sindacale,  può paradossalmente farci comodo in questa  circostanza, facendoci uscire dalle secche nelle quali siamo scivolati a seguito delle improvvide scelte (da noi allora contestate) che l’AD ha operato nella messa a punto del DM 19.11.2014 sulle ripartizione degli organici attribuiti dal DPCM 22.01.2013.

Si deve infatti ricordare che quel DM fissa anche gli organici ripartiti per fasce retributive, che pertanto verrebbero a costituire un punto di riferimento obbligato per la determinazione del numero dei passaggi, che andrebbero fissati sulla base della differenza tra organici di fascia e presenze effettive ricomprendendosi nel calcolo anche gli ipotizzati transiti dalla fascia inferiore. Questo anche in ragione del fatto che l’Amministrazione non ha inteso recepire la proposta della nostra O.S. (vds. Notiziario n. 112 di pari data) e solo della nostra O.S., di attribuire una connotazione meramente ricognitoria  ai numeri di fascia contenuti nel DM 19.11.2014 .   Con i numeri del 2015,  allora,  l’approdo finale sarebbero i 1.095 passaggi previsti dalla bozza di ipotesi di accordo predisposta dall’A.D. che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 1,  che FLP DIFESA ha sin da subito (si veda il Notiziario n. 105 del 29 set. 2015)  giudicato comunque irricevibili anche in relazione alle attese dei colleghi,  tenuto conto che la prima ed unica tornata di passaggi interni (decorrenza 1.1.2010)  ha visto la realizzazione di un numero infinitamente superiore (ben 21.826) e che la parte di lavoratori che a suo tempo non ne ha beneficiato ha dovuto poi subire ben 4 anni di blocco (2011-2014). Dunque,  gran parte dei lavoratori  oggi verrebbero esclusi dai passaggi economici, dovendosi rispettare  quei limiti numerici. Meglio allora star fermi un giro.

Abbiamo però proposto che, all’interno dell’ipotesi di accordo FUA 2015 o anche con accordo separato, le Parti si impegnino ad avviare un numero di passaggi con decorrenza 1.1.2016 congruo alle attese dei colleghi e che l’AD si impegni, espressamente e preliminarmente, a modificare il DM 19.11.2014, ridefinendo la ripartizione degli organici in termini meno vincolanti e comunque senza alcun riferimento alle fasce retributive, come hanno intelligentemente fatto altre AA.CC.  Per esempio il MIUR (si veda il DM che pubblichiamo su questa pagina in allegato 2),  che ha ripartito i propri organici solo su base regionale, consentendo così che in quella Amministrazione sia già stata sottoscritta una ipotesi di accordo che, rispetto alle 5.978 posizioni in organico, prevede n. 2328 passaggi (il 38%).  Con il DM attualmente vigente, invece, la percentuale nel MD sarebbe stata ben diversa (il 3,9 %, 1095 passaggi rispetto ai 27.894 in organico).

Ecco perché ci vuole subito un nuovo DM sugli organici del MD.   Su questo tipo d’impostazione, la delegazione di parte pubblica si è dichiarata d’accordo.  Proprio per questo,  possiamo considerare sostanzialmente chiusa la trattativa sul FUA 2015, con lo stralcio dell’art. 10 della bozza predisposta dall’AD qui pubblicata (passaggi 2015) e l’inserimento degli impegni di cui sopra sui passaggi 2016, rispetto ai quali  pubblichiamo su questa stessa pagina l’allegato 3 con i dati, da noi richiesti e ottenuti dalla DG, relativi alle presenze nelle diverse fasce al 1.1.2016. La prossima riunione, quella immaginiamo conclusiva, è già stata fissata per il 21 p.v. .

Proseguiamo allora questo Notiziario informando i colleghi sugli altri aspetti affrontati in riunione.

Partiamo innanzitutto dalla conferma definitiva della riassegnazione al FUA 2015 del Ministero della Difesa  di 6.104.074 euro,  che avevamo in un qualche modo anticipato sin dalla prima riunione di luglio (si veda il Notiziario n. 84 del 30.07.2015) e confermato nella successiva (si veda il Notiziario n. 105 del 29.09.2015).  La conferma ufficiale viene dal DPCM 12.11.2015 pubblicato nella G.U n. 303 del 31.12.2015, che ad ogni buon conto pubblichiamo anche su questa stessa pagina in allegato 4.  Va comunque rilevato che, a seguito dello stralcio dei passaggi economici 2015, i 2.025.112,64 euro lordo oneri AD che avrebbero dovuto finanziarli porteranno ad un incremento dei Fondi di sede (FUS), con conseguente crescita della quota media pro capite di circa una ottantina di euro sempre al lordo oneri AD. Un modestissimo incremento (6 € circa) della quota pro capite FUS ci sarà inoltre per i circa 140.000 €  transitati  dal FESI al FUA ex art. 1805/bis del C.O.M. introdotto dal D.Lgs. n. 8/2014 (nel 2015, ai sensi al D.I.M. 18.04.2002, sono transitati nei ruoli civili n. 186 ex militari, di cui  36 dall’Arma dei Carabinieri).

Una novità certamente positiva emersa in riunione riguarda il fatto che finalmente l’ipotesi di accordo FUA 2015 sarà accompagnata dal dettaglio delle somme che alimentano il  FUA 2015.  Trattasi di una richiesta antica della nostra O.S.,  avanzata invano negli ultimi due anni e non accolta con la scusante che il MEF non forniva i dati,  e che quest’anno invece la dr.ssa Corrado ha deciso di soddisfare impegnando i propri Uffici a tal proposito. Gliene diamo ampiamente atto, atteso che appariva illogico, oltre che poco trasparente, il dover distribuire somme sulla base di dati non noti e verificabili.

Novità di un certo interesse anche per quanto riguarda turni, reperibilità e Particolari Posizioni di lavoro (PPL). Come si ricorderà, gli accantonamenti presenti nella bozza della ipotesi predisposta dall’AD per la riunione del 29 set. u.s. prevedono incrementi rispetto al 2014 per tutte le fattispecie, essendo state recepite tutte le esigenze segnalate dagli Organi Programmatori, e al netto delle decurtazioni operate negli anni precedente (-16% reperibilità, -8% per PPL e -6% per turni).  Colpisce in particolare l’incremento dell’assegnazione alla “reperibilità”  di ben oltre il 25% (€ 4.530.497,39 €  rispetto ai 3.582.900,00 €  del 2014),  che pare quasi tutto dovuto alle richieste di SMM (peraltro contestate dallo stesso COM LOG MM, si veda il foglio che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 5),  e di cui francamente non comprendiamo le ragioni atteso l’utilizzo eccessivo che di questo istituto si fa in ambito MD.  A tal riguardo,  la nostra O.S. aveva espresso sin dalla prima riunione le proprie riserve, posto che ogni incremento di somme per la reperibilità comporti una corrispondente riduzione del FUS.

Ora, però, dobbiamo responsabilmente fare i conti con il ritardo (siamo già nel 2016) con cui vengono assegnate i finanziamenti per queste fattispecie lavorative, trattandosi di attività di lavoro già effettuate negli Enti del MD che andranno necessariamente pagate (ove non lo si facesse, bisognerebbe pescare nei FUS entro i  limiti previsti, che potrebbero anche non essere sufficienti, con danno evidente per i lavoratori).  E dunque: per il 2015, le somme assegnate al finanziamento di PPL, turni e reperibilità dovrebbero rimanere le stesse (forse, una riduzione potrebbe riguardare il finanziamento della sola reperibilità). Ma per il 2016 la musica dovrebbe cambiare: abbiamo infatti chiesto e ottenuto dalla dr.ssa Corrado un impegno preciso dell’Amministrazione affinché, prima della solita ricognizione annuale delle esigenze avviata dalla D.G. (nel 2015, con la circolare n. 21105 del 24.03.2015), vengano definite in apposito tavolo nazionale delle linee guida e fissati dei paletti precisi, con particolare riferimento all’istituto della reperibilità, con l’obiettivo di ridurne il finanziamento 2016 rendendo così disponibili le somme risparmiate per altri impieghi, in primis per passaggi economici e FUS (si ricordi che nel 2016 ci sarà pure la performance…….).

In ogni caso, prima della sottoscrizione dell’ipotesi di accordo FUA 2015, avremo i dati da noi richiesti nelle precedenti riunioni sulle somme assegnate agli Enti del MD per PPL, turni e reperibilità relativi all’anno 2015.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Bozza ipotesi di accordo FUA 2015 – Versione per la riunione del 29-09.2015

Allegato 2: DM di ripartizione degli organici del MIUR

Allegato 3: Presenze effettive all’interno delle fasce retributive alla data del 1.1.2016

Allegato 4: DPCM 12 11 15-Incremento disponibilità FUA Ministeri

Allegato 5: Foglio COM LOG MM del 3.07.2015 su teruni e reperibilità 2015

Notiziari FLP DIFESA


L’audizione del S.G./D.N.A. Industria difesa, cibernetica e totale adesione al Libro Bianco. Nessun cenno alla riorganizzazione in atto. Su richiesta FLP, il SG/DNA incontrerà le OO.SS.

29 Gen 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 15 del 29 gennaio 2016 – Cibernetica (“la quinta dimensione”) e industria della Difesa,  nel quadro di una totale adesione al progetto di cui è portatore il Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa, sono state al centro della audizione del nuovo Segretario Generale  e Direttore nazionale degli Armamenti (SG/DNA), il […]


Proseguono i lavori del tavolo tecnico sull’attribuzione di funzioni e compiti al personale civile. Si è discusso molto del nodo “protocollo d’intesa”

28 Gen 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 14 del 28 gennaio 2016 – E’ proseguito, in data odierna, il confronto con l’Amministrazione  in materia di attribuzione di funzioni e compiti al personale civile, dirigente e non, del Ministero della Difesa.  Si è trattato di una riunione a tavoli uniti molto breve,  che è servita alla delegazione di parte pubblica, guidata […]


FLP DIFESA riavvia il ricorso al TAR Lazio contro il sistema di misurazione e valutazione della performance individuale del personale civile non dirigente

25 Gen 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 12 del 25 gennaio 2016 – La nostra O.S. ha notificato il 18 u.s. all’A.D. l’ atto di motivi aggiunti (che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina) predisposto dai nostri legali in merito al “sistema di misurazione e valutazione della performance individuale del personale civile delle aree funzionali”  adottato dal MD e in vigore […]


Rinnovo contrattuale senza ulteriori ritardi e azione legale per il riconoscimento di un congruo indennizzo. Il testo dello schema di decreto sul licenziamento per falsa attestazione della presenza in servizio

23 Gen 2016 - Flp Difesa

Notiziario n 11 del 23 gennaio 2016 – Si riporta di seguito il Notiziario n. 3 diffuso in data 21 gennaio dalla nostra Federazione con il quale la Segreteria Generale FLP fa il punto di situazione sullo spinoso problema legato al rinnovo contrattuale e  preannuncia i propri intendimenti al riguardo.  “La sentenza con la quale […]


FUA 2015. Confermati gli impegni di AD sugli sviluppi economici 2016 e su altri aspetti, ma la trattativa non si chiude per volontà di altre OO.SS.. E non si capisce davvero il perchè….

21 Gen 2016 - Flp Difesa

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Notiziario n. 10 del 21 gennaio 2016 – La quinta riunione negoziale non è servita, purtroppo, a chiudere la trattativa FUA 2015. C’erano a nostro avviso le condizioni per farlo, tenuto anche conto che siamo già nel 2016 e che ogni settimana in più di ritardo lo sconteremo in un corrispondente ritardo nell’avvio del confronto […]


Riordino Arsenali e Centri Tecnici della Marina. Punto di situazione e ripresa dei confronti locali. FLP DIFESA segnala le problematiche relative a posta elettronica e accessi internet

20 Gen 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 9 del 20 gennaio 2016 – A distanza di oltre sei mesi dal precedente incontro del 6 luglio 2015 (vds Notiziario n. 73 di pari data),  si è tenuta in mattinata a palazzo Marina una riunione,  presieduta dal Capo del 1° Reparto amm. P.L. Ricca e con  la presenza al tavolo anche di […]


Attribuzione di funzione e compiti al personale civile, terza riunione del “Gruppo di lavoro”. Forse innestata la marcia giusta, ma resta il nodo “protocollo d’intesa”

19 Gen 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 8 del 19 gennaio 2016 – Terza riunione, nella “sala quadri” del Gabinetto del Ministro e di nuovo a tavoli uniti, del “Gruppo di lavoro” per la definizione del Regolamento previsto dall’art. 1 del D. Lgs. n. 7/2014 sull’attribuzione di compiti e funzioni al personale civile, dirigente e non. La predetta riunione seguiva […]


Il 25% degli alloggi Difesa occupati abusivamente. La Corte dei Conti sollecita l’Amministrazione Difesa a recuperarli entro 6 mesi.

18 Gen 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 7 del 18 gennaio 2016 – Mentre il Governo è impegnato a introdurre misure drastiche (sospensione entro 48 ore, poi il licenziamento) contro i dipendenti pubblici c.d. assenteisti e fannulloni che verranno adottate dal prossimo Consiglio dei Ministri, una trovata davvero intelligente per allontanare il dibattito dai temi più caldi (Banca Etruria, in […]


Incontro con il Capo di SME. Criticità locali e riorganizzazione della F.A. Su nostra richiesta, a breve il confronto nazionale sul riordino già avviato dei servizi amministrativi dell’Esercito

14 Gen 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 6 del 14 gennaio 2016 – Il Capo di SME, gen. Danilo Errico, ha incontrato questa mattina le OO.SS. nazionali, mantenendo fede ad un impegno assunto nei nostri confronti nella precedente riunione del 29 luglio 2015.  E’ stato un incontro cordiale e che giudichiamo molto positivamente atteso che, anche in questa circostanza, la […]


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12 Gen 2016 - Flp Difesa

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Notiziario n. 5 del 12 gennaio 2016 – Quarta riunione negoziale, oggi pomeriggio a Persociv,  per la distribuzione del FUA 2015, che ha fatto segnare un deciso passo in  avanti verso la chiusura dell’accordo nazionale, posto che sul nodo dei “passaggi economici” si è verosimilmente trovata la quadra. Ma andiamo con ordine. In apertura,  il […]


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