Notiziario n. 119 del 4 novembre 2015 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgLa telenovela sulla distribuzione del FUA/FUS 2015 non è ancora arrivata alla sua ultima puntata. L’impegno assunto dal Sottosegretario Rossi di approfondire il problema e di dare urgente e risolutiva risposta (si veda il nostro Notiziario n. 112 del 14 ottobre u.s.),  impegno successivamente riconfermato dalla Vice Capo di Gabinetto nella seconda riunione tecnica sul Regolamento ex art. 1 del D.Lgs. 7/2014 (si veda il nostro Notiziario n. 114 del 22 u.s.), è stato totalmente disatteso sino a oggi e pertanto, in materia di distribuzione del trattamento di produttività dell’anno in corso, permane una situazione davvero kafkiana, attesa l’incomprensibilità dei comportamenti posti in essere dall’Amministrazione. Comportamenti che, giunti a meno di 60 giorni dalla fine dell’anno, presentano versanti anche potenzialmente pericolosi ai fini della distribuzione del FUA/FUS, di cui, nel caso,  dovrà rispondere in prima persona la stessa A.D. Se questa è la tanto affermata attenzione nei confronti del personale civile, campa cavallo che l’erba cresce!

Gli antefatti sono già abbondantemente noti da tempo ai colleghi: sino al 2014, i criteri per la distribuzione del FUA/FUS  erano sostanzialmente consolidati, e conseguentemente consolidati erano anche i percorsi locali per la messa a punto dei progetti di produttività, la loro realizzazione e  la valutazione dell’’apporto partecipativo del dipendente.  Il modello è entrato in crisi a fine 2014 a seguito del rilievo mosso dalla F.P. in sede di certificazione dell’accordo FUA 2014 con la nota n. 50850 del 13.12.2014, con la quale ha dichiarato non contrattabile il sistema di valutazione fissato negli accordi FUA. Eravamo a fine anno, e dunque del tutto giustificata era apparsa la “soluzione ponte”, poi concretizzatasi nella determina del Sottosegretario Rossi datata 13.02.2015, che recuperava, “in via transitoria per il 2014” , il sistema di misurazione e di valutazione dell’apporto partecipativo del singolo dipendente (“coefficiente compreso tra 1 e 1,5”) previsto dagli accordi FUA degli anni precedenti, nelle more dell’ ”aggiornamento in corso del sistema di valutazione della performance individuale”.   

Da allora sono passati quasi nove mesi, e nel frattempo l’A.D., da una parte non ha varato il nuovo sistema di valutazione e, dall’altra, non ha prodotto alcuna iniziativa tesa a fissare, anche solo in via provvisoria, il sistema di valutazione  per il FUS 2015. Con questo straordinario risultato: che, a meno di 60 giorni dalla fine dell’anno, i Dirigenti degli Enti del MD non conoscono ancora i criteri con i quali dovranno valutare l’apporto del dipendente e i lavoratori non sanno ancora con quali criteri verranno valutati, per il semplice motivo che, allo stato dell’arte, non esiste nel M.D. un sistema di valutazione formalmente adottato. Mirabile esempio di straordinaria trasparenza e certezza delle regole.

Noi pensiamo che su questa vicenda il Vertice politico si sia incartato:  inizialmente ha sottovalutato il problema, come spesso gli succede in materia di personale civile, dimenticando che la soluzione ponte 2014 dovesse essere necessariamente seguita nel 2015 da una soluzione rapida e di carattere strutturale;  e, quando se ne è reso finalmente conto,  è entrato in  confusione, anche perché non è facile trovare una soluzione praticabile, sostenibile ed efficace all’undicesimo mese dell’anno e, al punto in cui siamo giunti, forse sta attendendo la fine dell’anno per giustificare (chissà come) una nuova (ma ardua) soluzione ponte.

Sappiamo che il problema è attenzionato da tempo dagli OO.PP. e dalla stessa PERSOCIV, che hanno segnalato a più riprese lo stallo della situazione che impedisce l’avvio e/o la chiusura dei tavoli negoziali, nazionale e locali,  ma senza risultati a tutt’oggi.  L’unica cosa prodotta, anche a seguito del grido di allarme da noi lanciato,  è stata la “news” del 21 u.s. della D.G. che ripubblichiamo su questa pagina, che forse non convince neppure PERSOCIV  stessa atteso che, ad oggi, non sono state ancora convocate le Parti per la definizione dei progetti locali per la distribuzione del FUS 2015.

Alla luce di questo quadro di situazione,  abbiamo inviato al Sottosegretario Rossi la nota, pubblicata su questa stessa pagina in allegato 1,  con la quale segnaliamo formalmente il problema, nelle more di successive iniziative che stiamo attentamente valutando.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 02.11.15- let. a Sottosegretario per distribusione FUA-FUS 2015

Allegato 2: NEWS PERSOCIV del 21 ottobre 2015

Notiziario n. 118 del 3 novembre 2015 –

imagesSi riporta di seguito il Notiziario n. 46 diffuso in data 30 ottobre dalla nostra Federazione con il quale la Segreteria Generale FLP, a fronte degli impegni disattesi dal Governo, alla  stanziamento di risorse irrisorie per il rinnovo dei contratti dopo sei anni di blocco e al taglio delle risorse variabili dei Fondi Unici di Amministrazione, avvia la mobilitazione immediata fino allo sciopero generale e preannuncia il proprio intendimento di portare il Governo di fronte alla Corte di Giustizia Europea.

” L’avevamo ampiamente previsto.  Il DDL di stabilità, presentato nei giorni scorsi in Senato, stanzia somme irrisorie per il rinnovo dei contratti (pochi euro al mese…) e contemporaneamente taglia le risorse destinate ai Fondi di amministrazione mediante la solita operazione ragionieristica di fissare un tetto massimo, questo volta calcolato sul 2015, anno nel quale, guarda caso, il Governo con la legge di assestamento non ha riassegnato alle singole Amministrazioni le risorse variabili, operando una riduzione sul 2015 in molti casi vicina al 30% della consistenza totale dei fondi.

Continua la logica dei tagli non sugli sprechi e le esternalizzazioni, ma sul salario dei lavoratori e delle lavoratrici, che si vedono ancora una volta negare il diritto al contratto e ridurre il potere d’acquisto con una forte riduzione della retribuzione complessiva percepita.

Non ci sono più parole per commentare quanto sta avvenendo.

Ad un Governo che elude una sentenza della Corte Costituzionale, che come FLP siamo riusciti a strappare con un’iniziativa senza precedenti nel panorama sindacale, e bara sui conti, non rispettando neanche le insufficienti regole vigenti sul calcolo dei benefici economici, risponderemo portandoli sul banco degli accusati di fronte alla Corte di Giustizia Europea per vedere riconosciuta la ripetuta violazione dei diritti contrattuali, il mancato adeguamento alla sentenza della Consulta e la quantificazione immediata del danno economico subito in questi sette anni.

Rilanceremo le iniziative nelle diverse Amministrazioni, negli Uffici, nelle grandi aree metropolitane mettendo insieme le buone ragioni dei lavoratori pubblici per il diritto al contratto, alla giusta retribuzione, alla valorizzazione delle professionalità con i bisogni e le attese dei cittadini e della società civile di avere una pubblica amministrazione che funzioni.

Cose che abbiamo detto ormai più di 1 anno e mezzo fa, quando abbiamo messo in mora Governo e Aran presentando, anche su questo da soli e per primi, la Piattaforma per il rinnovo dei contratti.  Senza fermarci.

Decisi a batterci per una giornata di sciopero generale nazionale che metta  finalmente insieme tutti i lavoratori, senza divisioni di sorta o manifestazioni di facciata, che sarebbero non solo incomprensibili ma anche dannose.

                                                              LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario n. 117 del 29 ottobre 2015 –

Suggestiva immagine notturna di Palazzo Esercito
Una suggestiva immagine notturna di Palazzo Esercito

Si è tenuta oggi la consueta sessione informativa a palazzo Esercito con l’Ufficio Organizzazione delle Forze di SME-RPGF (Reparto Programmazione Generale Finanziaria), la prima presieduta dal nuovo Capo dell’Ufficio col Fabrizio Argiolas, e che, come di consueto,  ha visto la presenza al tavolo anche del DIPE (Dipartimento Impiego Personale Esercito).  Solo tre i punti all’o.d.g.,  ma  pesanti, rispetto ai quali offriamo ai colleghi una breve sintesi della discussione e delle risultanze.

AREA DI VERTICE

Nella riunione con RPGF del 29.10.2014 (vds. Notiziario n. 113 di pari data), si era parlato della riconfigurazione del CUSE (Centro Unico Stipendiale Esercito) a seguito della soppressione di PERVAMILES  e anche della riconfigurazione delle esistenti SAF (Sezioni Assistenza Fiscale)  in NAF (Nuclei Assistenze Fiscali) nelle sedi di PADOVA,TORINO,FIRENZE, PALERMO, CAGLIARI e NAPOLI.

Nessun preannuncio dunque, in quella sede, di provvedimenti di soppressione in vista. Pur tuttavia, nei mesi scorsi, siamo stati informati da alcune nostre strutture di voci crescenti, in loco, di chiusura al prossimo 31 dic. dei servizi di assistenza fiscale, voci che però non avevano trovato conferma in RPGF.

Anche per questo, è giunto inatteso l’intendimento presente nella scheda tecnica predisposta da RPGF per la riunione odierna (vds allegato 1 su questa pagina) che, in ragione del supposto superamento della “gestione periferizzata”  e  della “necessità di operare una razionalizzazione organizzativa sfruttando le maggiori possibilità offerte dai sistemi di data management”, ipotizza l’eliminazione delle sei strutture attuali (tre SAF e tre NAF).

Nei giorni scorsi abbiamo operato delle verifiche in alcune delle sedi interessate, a seguito delle quali, con nota inviata alla diretta attenzione del Capo di SME gen. Errico che alleghiamo al presente Notiziario come allegato 2, abbiamo espresso le nostre motivate riserve sia sul piano del metodo che su quello del metodo, evidenziando in particolare le importanti criticità che quella scelta avrebbe comportato e gli effetti in negativo che ricadrebbero sul personale militare e civile che ha usufruito sinora di quei servizi.  Nella stessa nota, abbiamo quindi formulato una proposta, che non confligge con le previsioni del D. Lgs. n. 7/2014, e che prevede “il mantenimento degli attuali servizi decentrati di assistenza fiscale, funzionalmente dipendenti dal CUSE, ma ridislocati con il proprio personale all’interno degli AA.CC. TT. Di F.A. (Cdo RMN Torino; CMA Sicilia Palermo; CMA Sardegna Cagliari; COMFODIN Padova; IGM Firenze e COMFODIS Napoli”.  Considerazioni e proposta, le nostre, che abbiamo rappresentato  a RPGF in riunione sollecitandone l’accoglimento, rispetto alle quali il col. Argiolas ha tenuto a precisare che la questione è ancora in fase di  studio e che la nostra proposta verrà attentamente esaminata.

AREA LOGISTICA

Il provvedimento illustrato riguarda la rivisitazione delle tabelle organiche dello SM del Comando Logistico Esercito, dettagliate nell’allegata scheda tecnica predisposta da RPGF, che evidenzia il taglio di due posizioni amministrative di area 2^, che però verranno ricostituite nella redigenda nuova dotazione organica del Comando Commissariato (ex Dipartimento). Posto in questi termini, sembrerebbe un provvedimento di scarso rilievo, ma così non appare nella realtà, tenuto conto del confronto di livello locale tra COMLOG e OO.SS./RSU che lo ha preceduto e di cui c’è ampia traccia nei verbali (riunione locale dell’8 set u.s.; tavoli tecnici con le RSU; riunione del 7 ott. u.s.), che evidenziano una totale chiusura del Cte Logistico a recepire le richieste unitarie venute dal tavolo sindacale per una maggiore civilizzazione degli incarichi apicali, ridotti in dotazione organica -in un Ente di quel livello- a soli due, “di cui una ricoperta da un Ufficiale”.  La dichiarazione unitaria di parte sindacale, recepita nel verbale del 7 ottobre, rende evidente la presa di distanza e il dissenso delle OO.SS. territoriali e delle RSU rispetto alla chiusura del Cte Logistico, che pare muovere in una direzione di marcia diversa  rispetto alle previsioni contenute nel D. Lgs. n. 7/2014  (art.1: “incarichi e funzioni al personale civile”). Una chiusura così malamente avvertita in loco, che il nostro Coordinamento Territoriale di Roma ha ritenuto opportuno scrivere, nostro tramite, una nota a SME, che ci è apparso non a piena conoscenza degli antefatti  e della vertenza in atto peraltro documentata dai verbali, atteso che gli elementi di conoscenza in possesso di RPGF pareva evidenziassero condivisione da parte RSU al progetto di riordino

C’è pero dell’altro nella nota del nostro Coordinamento Territoriale che pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato 3: la denuncia  delle palesi diseconomie organizzative di riunioni, necessariamente fuori orario di lavoro a seguito della disapplicazione del CCNI, ma con una presenza sovradimensionata della parte pubblica, verosimilmente pagata con “straordinario”  e dunque molto costosa. Emergono qui in tutta evidenza le contraddizioni del modus operandi di questa Amministrazione,  che da una parte taglia i permessi di servizio e dall’altra consente situazioni di questo tipo,  che producono diseconomie ben maggiori, anche e soprattutto di carattere economico. Ne riparleremo su altri e superiori tavoli di questo problema.

A seguito della pesante situazione che si è generata dunque nelle relazioni locali, con evidenti riflessi anche di carattere  politico,  e tenuto pure conto dell’opportunità di differire il presente riordino in considerazione delle previsioni contenute nel Libro Bianco sull’istituzione di una logistica interforze alle dirette dipendenze del DNAL (Direttore Nazionale degli Armamenti e della Logistica) , abbiamo chiesto a RPGF di “fermare le bocce” e, nelle more delle determinazioni operative in materia di riorganizzazione della logistica in chiave interforze, abbiamo chiesto di  riavviare il percorso di confronto partendo, come da prassi ampiamente consolidata, dal confronto nazionale a cui far poi seguire quello locale.

Il col. Argiolas ha preso atto delle nostre considerazioni e richieste, e si è riservato una risposta a breve, dopo avere sentito gli altri tavoli e doverosamente approfondito i termini del problema.

AREA OPERATIVA

Siamo stati informati della costituzione, in ambito COMFODIN Padova, di una Sezione di Rappresentanza Militare inquadrata nell’Ufficio Personale,  che configura di fatto l’istituzione di un quinto COIR presso quell’Alto Comando (il sesto sarà verosimilmente costituito presso COMFODIS Napoli),  al fine di dotarlo (si legge testualmente nella scheda tecnica) di “specifiche risorse”.

La nostra O.S. ha preso atto della comunicazione, non mancando però di evidenziare la forte e stridente  contraddizione che esiste proprio sul versante delle risorse attribuite alle diverse rappresentanze, atteso i benefit concessi a quella militare (risorse economiche, umane, strumentali e logistiche) e invece i ripetuti tagli (distacchi, permessi sindacali, permessi di servizio, etc.) subiti dalle OO.SS..

Nella parte conclusiva della riunione, avvenuta su tavoli separati rispetto alle altre sigle, abbiamo posto alcune questioni relativi ad alcuni Enti della sede di Napoli, anche a seguito della sollecitazioni che ci sono arrivate dai lavoratori nel corso delle assemblee indette dalla nostra sigla nella passata settimana.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Scheda tecnica predisposta da SME-RPGF

Allegato 2: 13.10.2015-Nota FLPDIFESA Roma su riordino COMLOG ES

Allegato 3: 13.10.2015-Nota FLPDIFESA Terr. di Roma su riordino COMLOG ES

Notiziario n. 116 del 27 ottobre 2015 –

La riunione del Consiglio Supremo di Difesa
La riunione del Consiglio Supremo di Difesa

Il 21 ottobre u.s. si è tenuta,  al Quirinale,  la riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD)  che è stata come al solito presieduta dal Capo dello Stato e alla quale  hanno partecipato, tra gli altri,  il Presidente Renzi,  le Ministre Pinotti e Guidi, i Ministri Gentiloni, Alfano e Padoan e  il Capo SMD, gen. Claudio Graziano. All’o.d.g., l’esame della situazione internazionale e l’attuazione del Libro Bianco.

In avvio dei lavori, il CSD ha esaminato la situazione internazionale sulla base delle relazioni presentate dai Ministri degli Esteri Gentiloni e della Difesa Pinotti, concentrandosi in particolare sulle crescenti criticità presenti nella sempre più instabile regione mediterranea, che vede il moltiplicarsi dei conflitti e ondate migratorie in aumento,  che la Comunità Internazionale cerca di fronteggiare con sempre maggiori difficoltà.  In questo difficile contesto, a giudizio del CSD, l’Italia deve concentrare i propri sforzi “sulle situazioni e sulle esigenze di più immediato e diretto interesse per la sicurezza nazionale, con realismo e concretezza”,  e operare in primis “per la pacificazione e la stabilizzazione della Libia e, nello stesso tempo, per concorrere alla sconfitta dell’offensiva terroristica..”

La seconda parte della riunione è stata invece dedicata al processo di riforma in corso nel Ministero della Difesa.  A tal riguardo, riportiamo uno stralcio del comunicato diffuso dalla Presidenza della Repubblica a conclusione della riunione: “In merito al processo di riforma delle Forze Armate, illustrato dal Ministro della Difesa, il Consiglio ha evidenziato l’importanza delle attività che stanno svolgendo in questa fase gli Stati Maggiori e il Segretariato Generale della Difesa, attraverso i comitati e i gruppi di lavoro istituiti, per tradurre in proposte tecniche concrete, da sottoporre al vaglio del Ministro, i principi e gli orientamenti generali enunciati nel Libro Bianco.  In un quadro di generale qualificazione e riduzione della spesa pubblica, il processo di razionalizzazione originato dal Libro Bianco dovrà conferire il massimo impulso allo sviluppo delle componenti operative, umane e tecniche, dello strumento militare, finalizzandole attentamente al contrasto dei rischi e delle minacce che gli scenari di crisi e di conflittualità prospettano al nostro Paese e all’Europa. Occorrono scelte chiare sul piano tecnico e organizzativo come anche flessibilità e prontezza di risposte in campo normativo.  Il Consiglio condivide il Libro Bianco e sostiene il perseguimento dei suoi obiettivi. Il progetto di riorganizzazione delle Forze Armate in corso riveste grande importanza e urgenza per il nostro Paese. La sua sollecita attuazione, con il sostegno del Parlamento e del Governo, potrà garantire all’Italia e all’Europa uno strumento essenziale ed efficace, al passo con i tempi”. In allegato 2 che pubblichiamo su questa stessa pagina, il testo del Libro Bianco.

Questi i passaggi del comunicato del Quirinale,  che pubblichiamo su questa pagina come allegato 1, rispetto ai quali proponiamo un paio di riflessioni. La prima: il CSD evidenzia “l’importanza delle attività dei comitati e dei gruppi di lavoro di lavoro costituiti” che hanno il compito di formulare “proposte tecniche concrete da sottoporre al vaglio del Ministro”.  Preso atto del sigillo del CSD, va però ricordato che, negli interventi in Commissione Difesa, quasi tutti i parlamentari hanno rivendicato il diritto-dovere delle Camere di pronunciarsi sulle scelte di riorganizzazione  delle FF.AA. e sulla riforma del MD. Non è davvero una cosa di poco conto. Tutt’altro.

La seconda riflessione che proponiamo riguarda  invece l’affermazione, evidentemente tutta politica,  che  “il Consiglio condivide il Libro Bianco e sostiene il perseguimento dei suoi obiettivi”.  Se il CSD ha ritenuto necessario, a sei mesi dall’uscita del Libro Bianco e mentre ferve il lavoro dei “comitati e gruppi di lavoro”, procedere alla riaffermazione della propria condivisione, potrebbe essere questo il segnale dell’emergere di  posizioni di dissenso dalle indicazioni del Libro Bianco,  in particolare in settori (pensiamo a SGD o ad alcuni SS.MM.) che a quelle scelte pagano un tributo molto grande in termini di autonomia.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Il comunicato del Quirinale

Allegato 2: Libro Bianco – 30.04.2015, versione definitiva pubblicata sul sito MD

Notiziario n. 111 del 12 ottobre 2015 –

I genn. Magrassi ( a sx) e Stefanini nella cerimonia di avvicendamento
I genn. Magrassi (a sx) e Stefanini si salutano durante la cerimonia di avvicendamento

Il gen. Carlo Magrassi è il nuovo Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti (DNA), e forse sarà l’ultimo Dirigente a fregiarsi di ambedue questi titoli (Segretario Generale e Direttore Nazionale degli Armamenti).  Come  si ricorderà (vds. nostro Notiziario n. 103/2015),  è stato nominato, su proposta della Ministra Pinotti, nella riunione del Consiglio dei Ministri del 25 settembre u.s., che ha inoltre conferito l’incarico di Vice Segretario Generale Militare al gen. Nicolò Falsaperna,  permanendo nell’incarico di Vice Segretario Generale civile il dr. Franco Massi.

Il gen. Carlo Magrassi è persona ben conosciuta,  anche da parte delle OO.SS. nazionali,  avendo rivestito l’incarico di Capo di Gabinetto dei Ministri Mauro prima e Pinotti dopo, e di Consigliere militare di Palazzo Chigi,  prima con il Presidente Enrico Letta e ultimamente con il Presidente Matteo Renzi.  Sarà quasi sicuramente l’ultimo Segretario Generale con l’incarico di Direttore Nazionale degli Armamenti,  atteso che il Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa  ne sottrae le competenze al Segretariato Generale, attribuendole alla costituendo figura del DNAL (Direttore Nazionale degli Armamenti e della Logistica),  posto direttamente alle dipendenze del Capo di SMD.

La cerimonia di avvicendamento  con il predecessore gen. Enzo Stefanini si è svolta il 9 ottobre u.s. nella Caserma “Amione” di Roma, alla presenza della Ministra Roberta Pinotti, del Sottosegretario Domenico Rossi, del Capo di SMD gen. Claudio Graziano e dei Vertici di tutte le FF.AA.e del Cdo Gen. CC.

Nel suo intervento, la Ministra ha sottolineato il ruolo di SGD nel processo di innovazione e di ricerca collegata ai materiali d’armamento, nell’approvvigionamento di mezzi, materiali e sistemi d’arma per le Forze armate e nel supporto all’industria italiana della Difesa,  ed ha ringraziato i “militari e civili che quotidianamente lavorano insieme per la ricerca e lo sviluppo delle eccellenze del paese”,  segnalando le regole trasparenti e di garanzia nei rapporti del MD con il delicato settore dell’industria della Difesa. Non poteva la Ministra, nella circostanza, non accennare anche alle novità (pesanti, a nostro avviso) che emergono dai nuovi scenari prospettati dal Libro Bianco in merito all’organizzazione futura del Segretariato Generale,  ma lo ha fatto in modo un pò soft e ottimistico: il nuovo Segretariato,  ha detto la sen. Pinotti, si concentrerà sulle responsabilità amministrative e di gestione e vedrà una ulteriore valorizzazione delle professionalità civili”.  “Ulteriore”?  E quando è avvenuta la precedente valorizzazione? Mah……

La sostanza vera che emerge dalle scelte del Libro Bianco è invece un’altra: il forte depotenziamento del nuovo Segretariato e, dunque, dell’intera area T/A,  che perderà le attuali e corpose competenze in materia di armamenti e logistica, che  verranno poste alle dipendenze di SMD (“forte collegamento con il Capo di SMD”, ha detto la sen. Pinotti…).  Passa, infatti, innanzitutto per questa strada,  la creazione di quell’ “uomo forte“  nel MD nel segno del modello renziano,  che a noi proprio non piace, essendo convinti da sempre dell’importanza degli equilibri in democrazia. Soprattutto in un’organizzazione militare, come venne disegnato a suo tempo dalla legge dei Vertici (Legge 2.12.1962, n. 25) che oggi le scelte del Libro Bianco andranno a stravolgere, come da FLP DIFESA già denunciato da tempo.

Il depotenziamento di SGD rappresenta, a nostro avviso, l’operazione strategica nella creazione dell’ “uomo forte”,   ma viaggia anche su altri fronti, come il tentativo da noi denunciato (Notiziario n. 99 del 21 settembre) di inserire nel D.L. di proroga delle missioni l’istituzione della “Commissione unica interforze” presieduta dal Capo di SMD per l’ avanzamento della Dirigenza militare di tutte le FF.AA. (Carabinieri compresi), un tentativo poi abortito. O come quello, attualmente in corso, di accelerare al massimo i tempi di attuazione delle previsioni del Libro Bianco,  su cui pare si debba pronunciare a breve il Consiglio Supremo di Difesa.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziari FLP DIFESA


Permane lo stallo sui livelli nazionale e locali sul fronte della distribuzione FUA e FUS 2015. Lettera di FLP DIFESA al Sottosegretario Rossi

4 Nov 2015 - Flp Difesa

Permane lo stallo sui livelli nazionale e locali sul fronte della distribuzione FUA e FUS 2015. Lettera di FLP DIFESA al Sottosegretario Rossi

Notiziario n. 119 del 4 novembre 2015 – La telenovela sulla distribuzione del FUA/FUS 2015 non è ancora arrivata alla sua ultima puntata. L’impegno assunto dal Sottosegretario Rossi di approfondire il problema e di dare urgente e risolutiva risposta (si veda il nostro Notiziario n. 112 del 14 ottobre u.s.),  impegno successivamente riconfermato dalla Vice […]


FLP avvia la mobilitazione dei lavoratori pubblici fino alla sciopero generale e preannuncia un ricorso contro il Governo presso la Corte di Giustizia Europea.

3 Nov 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 118 del 3 novembre 2015 – Si riporta di seguito il Notiziario n. 46 diffuso in data 30 ottobre dalla nostra Federazione con il quale la Segreteria Generale FLP, a fronte degli impegni disattesi dal Governo, alla  stanziamento di risorse irrisorie per il rinnovo dei contratti dopo sei anni di blocco e al […]


Riunione a SME sui riordini dell’Esercito. Il nostro no alla soppressione dei servizi decentrati di assistenza fiscale. La vertenza COMLOG

30 Ott 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 117 del 29 ottobre 2015 – Si è tenuta oggi la consueta sessione informativa a palazzo Esercito con l’Ufficio Organizzazione delle Forze di SME-RPGF (Reparto Programmazione Generale Finanziaria), la prima presieduta dal nuovo Capo dell’Ufficio col Fabrizio Argiolas, e che, come di consueto,  ha visto la presenza al tavolo anche del DIPE (Dipartimento […]


Il Consiglio Supremo di Difesa riafferma piena condivisione rispetto ai contenuti e alle scelte del Libro Bianco. E la cosa fa un pò pensare…

27 Ott 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 116 del 27 ottobre 2015 – Il 21 ottobre u.s. si è tenuta,  al Quirinale,  la riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD)  che è stata come al solito presieduta dal Capo dello Stato e alla quale  hanno partecipato, tra gli altri,  il Presidente Renzi,  le Ministre Pinotti e Guidi, i Ministri Gentiloni, […]


Il gen. Carlo Magrassi è il nuovo Segretario Generale e Direttore Nazionale degli armamenti. L’ultimo, probabilmente, con entrambi gli incarichi.

12 Ott 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 111 del 12 ottobre 2015 – Il gen. Carlo Magrassi è il nuovo Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti (DNA), e forse sarà l’ultimo Dirigente a fregiarsi di ambedue questi titoli (Segretario Generale e Direttore Nazionale degli Armamenti).  Come  si ricorderà (vds. nostro Notiziario n. 103/2015),  è stato nominato, su […]


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