Notiziario n. 36 del 29 marzo 2016 –

La dr.ssa Anita Corrado, D.G. di PERSOCIV, firmataria della risposta negativa
La dr.ssa Anita Corrado, D.G. di PERSOCIV, firmataria della risposta negativa sulla riduzione della pausa

E te pareva !!!!!!!!!!!!!!!   Come immaginavamo pur senza possedere particolari doti divinatorie ma solo sulla scorta di una consolidata esperienza al riguardo che trova sempre conferma nonostante le stagioni anche diverse,  PERSOCIV con la nota n. 16747 del 14.03.2016 (vds. allegato 1 pubblicato su questa pagina) ha detto no alla possibilità da noi segnalata con nostra nota del 3 mar. u.s. “di prevedere una ridotta pausa equivalente a 10 minuti per il personale in particolari situazioni personali, sociali e familiari in quanto non prevista dalla normativa contrattuale in materia” (vds. allegato 2 pubblicato su questa stessa pagina).  Ma ricostruiamo la vicenda,  anche per trarne utili riflessioni.

Come noto, la normativa contrattuale (art. 7 CCNL 12.01.1996) prevede che, qualora la prestazione lavorativa giornaliera ecceda le sei ore continuative,  il lavoratore abbia diritto a beneficiare di una pausa di almeno trenta minuti per recuperare le energie psicofisiche,  ma dispone al contempo che una diversa durata della pausa psicofisica possa essere stabilita per particolari situazioni di carattere personale, sociale e familiare (congedi ex L. 151/2001; titolari L. 104; tossicodipendenze;  inserimento di figli in asili nido;  figli in età scolare; impegni in attività di volontariato; etc.). Questa, in sintesi, la normativa vigente.

Ebbene, all’interno di questo preciso quadro normativo, cosa ha fatto al riguardo il Ministero dei Beni Culturali  (MiBACT)?  Ha dato attuazione alle previsione contrattuale circa la possibilità di stabilire una diversa durata della pausa psicofisica,  e la competente Direzione Generale di quel Ministero, con propria circolare n. 146 0016962 del 17 giugno 2015  (vds allegato 3 pubblicato su questa stessa pagina),  ha espresso l’opinione che “al fine di garantire la tutela delle categorie”  di che trattasi, “al personale  come sopra indicato, che ne faccia formale richiesta, possa essere concessa, in deroga alla normativa contrattuale, una pausa ridotta, con corresponsione del buono pasto, pari a 10 termine minimo indicato dall’art.8 del Decreto Legislativo 8.04.2003, n. 66 ” (che recepisce direttive europee, vds. “Quaderno FLP DIFESA n. 1/2012”).

Una iniziativa lodevolissima,  quella del MiBACT,  evidentemente mossa dall’attenzione verso problematiche sociali e familiari, e tesa a costruire condizioni di maggior favore per il personale in peculiari situazioni di necessità. Dopo esserne venuta a conoscenza, FLP DIFESA ha chiesto a PERSOCIV, sin da settembre 2015, di verificarne la praticabilità  in ambito M.D.,  ottenendone risposta solo ora, dopo 6 mesi,  e solo dopo la nota formale da noi inviata il 3 u.s.,  proprio alla vigilia dell’ 8 marzo e fidando in un positivo riscontro per quella data.  E invece è arrivato il “no” secco e senza appello, con ragionamenti tutti in punta di diritto.  Che dire?

Una domanda sorge subito spontanea: se la nostra richiesta “non può trovare accoglimento perché non prevista dalla normativa contrattuale in materia”,  perché allora nel Ministero dei Beni Culturali la cosa è invece possibile e  praticata? PERSOCIV elude completamente questo aspetto nella sua risposta, ma noi omunque cla poniamo. Possibile che i ragionamenti in punta di CCNL si facciano solo in Difesa, e che in altre AA.CC. siano alquanto disinvolti in materia? Mah, a vedere quello che succede nel MD. anche in materia di orari di lavoro, il dubbio viene tutto… E allora?

La nostra opinione al riguardo è diversa.  Noi temiamo che, nella circostanza,  la differenza tra MD e MiBACT stia non tanto sulla diversa lettura del CCNL, ma nella diversa attenzione verso certe problematiche. C’è chi a certe situazioni socialmente rilevanti si mostra più attento e procede di conseguenza, anche assumendosene in proprio le relative responsabilità, e chi invece va per un’altra strada preferendo nascondersi dietro lo scudo del supposto rispetto del CCNL, che poi magari viene disatteso su tanti altri fronti e nessuno alza il ditino.

Dispiace comunque che letture così restrittive, che penalizzano in particolare le lavoratrici della Difesa, trovino posto all’interno di un Ministero che ha al suo vertice politico una donna e che ha visto in questi mesi a PERSOCIV ben due Direttori Generali donne. Così è se vi pare!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 14.03.2016 – La risposta di PERSOCIV

Allegato 2: 03.03.2016- La richiesta di FLP DIFESA

Allegato 3: Circolare MiBACT-17.06.2015-pausa pranzo ridotta e buono pasto

Notiziario n. 25 del 1 marzo 2016 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgNella mattinata di oggi, abbiamo sottoscritto  l’ipotesi  di  accordo  per la distribuzione del FUA 2015,  il cui testo integrale è pubblicato su questa stessa pagina in allegato 2.  Di seguito, i contenuti dell’accordo.

Le somme FUA 2015 messe a bilancio dal MEF, finalmente con i dati  di dettaglio forniti dalla nostra D.G.,   sono pari a €  58.964.991,00, al lordo oneri di AD.  Rispetto  al  2014,  la  dotazione  FUA  2015  mostra  un  buon incremento (+ 3.411.381,00 €), come noi avevamo ipotizzato sin dalla prima riunione del 30 luglio 2015 (si veda il Notiziario n. 84 di pari data),  ai quali dovranno essere aggiunte le “risorse ulteriori” non ancora quantificate, che saranno comunque oggetto di successivo accordo.

Da questa  disponibilità  iniziale,  debbono essere  detratti  gli accantonamenti  per  le    voci finanziate dal FUA, che sintetizziamo per punti mettendoli in raffronto con le somme 2014.

Ø  Fondo AID: è pari al 4% della dotazione del fondo (€ 2.358.599,64  lordo AID); inoltre, come sempre, è assicurata al personale AID la stessa quota pro capite FUS destinata al personale della Difesa.

Ø  Posizioni   Organizzative  (P.O.):  confermate   per   il   2015   sia   la   somma   accantonata   negli anni precedenti (2.525.281,00 lordo oneri AD) sia  il contingente  numerico (n. 1.723 unità).

Ø Particolari  posizioni  di  lavoro  (PPL),  turni  e  reperibilità: confermati, quasi al centesimo, gli accantonamenti  2014,  come da noi richiesto sin dal primo confronto di merito (vds. Notiziario n. 105 del 29.09.2015), a fronte del sostanzioso incremento inizialmente previsto dalla D.G. per il finanziamento di queste tipologie di lavoro. Per le PPL,  l’accantonamento è pari a € 2.380.000,00 € ;   per i turni,  €  5.480.000,00 ;  per la reperibilità,  € 2.763.062,91  e ricomprende anche lo stanziamento successivo di cui all’accordo del 22.09.2015 sulle “ulteriori risorse” (tutti gli importi sono al netto degli oneri datoriali).  Circa la loro disciplina, rimane invariata rispetto a quella dell’anno precedente che aveva visto l’introduzione  di  alcune novità per quanto attiene l’indennità di imbarco/lavorazione (quote maggiorate per il personale interessato con eliminazione della differenziazione tra  lavoro a bordo e quello a terra)  e l’indennità per distruzione armi chimiche prevista per il CETLI – Centro Tecnico Logistico Interforze NBC di Civitavecchia (allineamento delle indennità per ogni giornata di effettivo servizio in sede).

Ø Indennità di mobilità: la somma accantonata è pari a 370mila €, e dunque risulta uguale a quella 2014.

Ø   Fondo Unico di Sede (FUS): la quota pro capite 2015 risulta pari a € 1.101,20 al netto oneri dell’AD, tenuto conto  dei  dipendenti  in  servizio  al 1.01.2015 (n.  27.109),   e dunque fa  registrare  un buon  incremento  (+ € 138,20) rispetto  alla quota FUS 2014 che è stata pari a € 963,00.

Confermate anche le finalità del FUS nelle percentuali previste  dall’accordo 2014: fino al 10% per “remunerare situazioni e condizioni di lavoro caratterizzanti l’attività istituzionale dell’Ente”;  fino  al  15% per “remunerare i turni e le reperibilità, il cui fabbisogno ecceda l’assegnazione”;  fino al 3% per “compensare il lavoro straordinario qualora le risorse siano esaurite”;   la restante  parte,  infine,  in  quota  non  inferiore  al  72%,  andrà  a  finanziare  progetti  e programmi locali di produttività.

Sono gli stessi del 2014 anche i criteri per la distribuzione del FUS, non più recepiti all’interno dell’ipotesi di accordo in virtù del rilievo proveniente dalla F.P. (il sistema di valutazione non può essere contrattato),  ma analoghi a quelli dell’anno 2014 (coefficiente tra 1,0 e 1,5) in virtù della determina del Sottosegretario del 4.12.2015, venuta dopo l’azione legale intrapresa da FLP DIFESA.

Dunque, come si vede, l’ ipotesi di accordo  reca un impianto sostanzialmente fotocopia rispetto a quella del 2014, ancorchè fortunatamente diverso nelle somme in aumento relative al Fondo di Sede. Con una sola, rilevante novità: l’intesa programmatica  di cui all’art. 16, che prevede complessivamente n. 7.002 passaggi interni alle aree con decorrenza 1.01.2016, destinati a chi è rimasto tagliato fuori dai passaggi 2010 e dunque finalizzati a completare la prima tornata, senza alcuna concessione all’avvio, già dal corrente anno 2016, di una prima tranche di progressioni relative alla seconda tornata.

A tal proposito, riportiamo quanto già riferito nel precedente Notiziario n. 23 del 24 feb. 2016:  “L’obiettivo di assicurare in prima battuta il passaggio di fascia a chi nella tornata 2010 non ne ha usufruito è un obiettivo giusto e condivisibile, ma a nostro avviso non ci si può limitare a questo. La scelta dei 7.000 passaggi (7002, pardon) per assicurare a tutti i lavoratori civili il primo passaggio di fascia, era l’impegno assunto dalle Parti per il 2011.  Ma oggi siamo nel 2016, e in tutto questo periodo  abbiamo subito il vergognoso blocco dei contratti e delle retribuzioni, restando al palo per cinque lunghi anni. Per questo, a nostro avviso, oggi non può più essere sufficiente il solo completamento del primo giro di passaggi;  oggi  sarebbe stato necessario fare un ulteriore passo in avanti,  per lanciare il segnale che tutti i lavoratori attendevano: i passaggi economici riprendono, si completa il primo giro, ma si parte già da quest’anno con il secondo giro, con l’impegno di traguardare il secondo passaggio per tutti in 3 anni.  E, sulla base di questo ragionamento, abbiamo proposto alla dr.ssa Corrado di aumentare significativamente (intorno a 10mila) l’intesa programmatica per i passaggi con decorrenza 1.1.2016 e di aggiungervi anche un intesa programmatica per gli anni a venire 2017 e 2018.  Una proposta, la nostra, che muoveva nella direzione,  per la quale ci battiamo da tempo,  di progressiva storicizzazione del salario di produttività, finalizzata a stabilizzare in termini di  retribuzione fondamentale (certa) crescenti quote di retribuzione accessoria (incerta per definizione), con l’effetto indiretto,  ma per noi meritevolissimo, di sottrarre risorse alla performance individuale, che tanto sta preoccupando in questi giorni i colleghi. Ma, come era prevedibile, alla fine la dr.ssa Corrado non ha ritenuto di modificare la propria proposta, che, val a pena di segnalarlo, prevede passaggi per 7.002 lavoratori, escludendone però gli altri 20.000”.

I 7.002 lavoratori civili della Difesa che beneficeranno dei passaggi di fascia previsti per il 2016 rappresentano il 25,53 % del totale (7.002 passaggi rispetto ai 27.416 lavoratori presenti al 1.1.2016, dati PERSOCIV forniti su nostra richiesta, vds allegato 3 su questa stessa pagina). Davvero poca cosa rispetto alla percentuale realizzata nella precedente tornata 2010 quando la percentuale di copertura è stata del 69,82 % (n. 21.826 passaggi rispetto ai 31.260 lavoratori presenti).

E anche poca cosa rispetto alle percentuali di copertura realizzate in altre Amministrazioni Centrali con riferimento alle nuove progressioni: Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca con il 39% (2.328 progressioni rispetto ai 5.978 lavoratori presenti);  Ministero dello Sviluppo Economico con il 75% (2.060 progressioni rispetto ai 3.230 lavoratori presenti);  Agenzia delle Entrate con il 43 % (17.595 progressioni rispetto alle 41.000 presenze); Ministero dell’Economia e Finanze con il 69 % (6.584 progressioni rispetto alle 9.500 presenze), e la lista potrebbe continuare.

Da questi dati, emerge una verità crediamo non particolarmente entusiasmante, che si fa fatica a mandare giù.  Il Ministero della Difesa, sul piano dei numeri e delle possibilità di progressione economica offerti al proprio personale,  indossa la maglia nera.  Perché questo?  E menomale che l’A.D., consapevole della necessità di incrementare il basso trattamento economico del proprio personale civile, ha addirittura costituito un gruppo di lavoro (DM 16.06.2015) di cui peraltro si sono perse le tracce.  E ora che concretamente c’era la possibilità di un incremento delle retribuzioni, che cosa fa? Circoscrive al mimino i passaggi, così i differenziali medi con le altre AA.CC cresceranno. Quando si dice la coerenza….

Come i colleghi sanno,  non è nostro costume presentare “note a verbale” sugli accordi, ma in questo caso non abbiamo potuto fare a meno di differenziare la nostra posizione in merito all’intesa programmatica di cui all’art. 16, e abbiamo perciò presentato la “nota a verbale”  che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.

Ritorneremo a breve sulla vicenda passaggi 2016, anche perché non la consideriamo chiusa. L’intesa programmatica non è ancora un accordo,  e dunque c’è ancora tempo per un ripensamento. Ma c’è necessità che le lavoratrici e i lavoratori si facciano sentire questa volta, e gridino tutta la loro insoddisfazione.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1:  Nota a verbale FLP DIFESA ipotesi di accordo FUA 2015

Allegato 2:  Ipotesi di accordo FUA 2015 del 01.03.2016

Allegato 3: Presenze effettive all’interno delle fasce retributive alla data del 1.1.2016 – dati PERSOCIV)

Notiziario n. 24 del 29 febbraio 2016 –

La riunione del Consiglio Supremo Difesa del 25.02.2016
La riunione del CSD del 25.02.2016

La riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD), avvenuta al Quirinale il 25 u.s., è servita soprattutto a fare il punto di situazione sui teatri di crisi che si affacciano sul Mediterraneo, con particolare riferimento ai recenti sviluppi del conflitto in Siria e Iraq.  Si è anche parlato di Libro Bianco, ma in termini un po’ diversi dalle previsioni di partenza.  La riunione è stata come al solito presieduta dal Capo dello Stato Sergio Mattarella, ed ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Presidente Renzi, delle Ministre Pinotti e Guidi, dei Ministri Gentiloni, Alfano e Padoan  e del Capo di SMD, gen. Claudio Graziano. In allegato 1, il comunicato del Quirinale.

Su primo punto, il CSD ha esaminato “i contributi che le nostre Forze Armate garantiscono alle operazioni in corso in Iraq e gli ulteriori rinforzi che potranno essere forniti a supporto dell’addestramento delle forze della coalizione e delle attività di assistenza e di recupero del personale disperso…” e ha analizzato “l’impatto sugli scenari di crisi e sulla sicurezza energetica italiana ed europea dell’andamento dei mercati degli idrocarburi”.   Dunque, pare di capire, anche alla luce delle dichiarazioni rese dalla nostra Ministra Pinotti, che le nostre FF.AA. siano in preallerta per un possibile intervento militare in Libia e che, nel caso le autorità libiche dovessero richiederlo, l’Italia è pronta ad affiancare le truppe di Francia, USA e Regno Unito, che sono già in campo, inviando un proprio contingente militare.

La seconda parte della riunione è stata invece dedicata al processo di riforma disegnato nel Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa (LB), reso pubblico dal MD  il 30 aprile 2015 e che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 2.  Le previsioni della vigilia accreditavano l’idea che il CSD avrebbe esaminato e dato il via libera alle prime implementazioni, ma, a leggere il comunicato del Quirinale, l’impressione è che si sia ancora in mezzo al guado: “ll Consiglio ha messo in evidenza l’importanza del progetto e della sua rapida realizzazione per la sicurezza del Paese,…., ha espresso piena condivisione delle proposte presentate dal Ministro della Difesa ed ha manifestato il suo apprezzamento per la qualità dell’attività fin qui svolta….; inoltre, “ha ribadito la necessità di imprimere il massimo impulso al processo legislativo attraverso il quale dovranno trovare attuazione concreta i provvedimenti esecutivi di riorganizzazione e razionalizzazione individuati”.

Tutto qua… Ma quali sono le “proposte” della Ministra?  E dove stanno gli schemi di provvedimento, senza i quali diventa difficile dare “impulso al processo legislativo”? Sono già stati predisposti? Non è dato saperne di più… Vedremo nei prossimi  giorni, ma l’impressione è che si sia ancora in fase di discussione, in quanto le opinioni diverse tra i Vertici e le spaccature presenti (sul DNAL, per es.) non consentano ancora di chiudere il cerchio, a oltre quattro mesi di ritardo dai tempi fissati dagli artt. 297, 298 e 299 del Libro Bianco.

Con l’occasione, diamo notizia che il Consiglio dei Ministri, nella riunione di venerdì 26 u.s., ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive ai decreti legislativi del 28 gennaio 2014 nn. 7 e 8,  adottate ai sensi dell’articolo 1, c. 5, della legge 31 dicembre 2012, n. 244”. Detto schema di decreto, frettolosamente presentato alle OO.SS. nella riunione del 12.11.2015 (vds. Notiziario n. 123 di pari data) e dei cui contenuti non si è discusso con le OO.SS. né in quella sede né dopo, reca alcune modifiche rispetto all’assetto disegnato dal D. Lgs. n. 7 (in particolare: unificazione dei corpi Genio e Armi della MM e, per l’Esercito, creazione dei 3 COINT multifunzione in Padova, Napoli e Bolzano). Ma lo schema di decreto reca anche alcune correzioni al D. Lgs. n.8  (estensione dei pensionamenti a domanda dei militari, in ARQ e ausiliaria, di Ufficiali e Sottuff. che si trovino a non più di 5 anni dai limiti di età): incredibili queste scelte, nel Paese degli esodati e delle pensioni a 67 anni!

Ne riparleremo, quando il testo approvato, che pubblichiamo su questa stessa  pagina (allegato 3)  insieme alla relazione illustrativa (allegato 4), sarà oggetto di esame e di parere da parte delle Commissioni Difesa.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Comunicato del Quirinale 25.02.2016

Allegato 2: Libro Bianco – 30.04.2015

Allegato 3: Schema Decreto correttivo DD.LLgs 7 e 8 approvato dal CdM

Allegato 4: Relazione illustrativa schema Decreto correttivo DD.LLgs 7 e 8

Notiziario n. 23 del 24 febbraio 2016 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgOggi si è chiusa davvero la lunga e complessa trattativa per la distribuzione del FUA 2015, di cui pubblichiamo su questa stessa pagina in  allegato 1 il testo finale (articolato + allegati) predisposto da PERSOCIV.

Come si ricorderà  FLP DIFESA aveva ritenuto che, a fronte di quanto rappresentato dalla dr.ssa Corrado nella precedente riunione del 21 gennaio u.s. in ordine alla partita dei passaggi interni (vds. Notiziario n. 10 di pari data), ci fossero le condizioni per chiudere rapidamente l’accordo FUA 2015 e aprire, a seguire, la trattativa per definire non solo i numeri ma anche i criteri per le selezioni delle progressioni alle aree, secondo il modello positivamente sperimentato nel 2010.  Su questa nostra posizione, aveva inizialmente convenuto anche la dr.ssa Corrado, motivo per il quale l’accordo sembrava concluso.  Lo scenario è però rapidamente mutato nel giro di solo qualche ora, quando la stessa dr.ssa Corrado ha convenuto, su un altro tavolo,  sull’utilità di prevedere già nell’accordo 2015 i numeri dei passaggi da fascia a fascia retributiva con decorrenza 1.1.2016, disconnettendo la scelta dei numeri da qualsiasi ragionamento sui criteri per le selezioni.  E su questa strada si è andato avanti, perdendo oltre un mese nella conclusione della trattativa (dal 21 gennaio ad oggi 24 febbraio), che si tradurrà verosimilmente in un corrispondente ritardo nella corresponsione del FUS. Già un record l’abbiamo battuto quest’anno (per la prima volta l’ipotesi di accordo non viene sottoscritto nell’anno di riferimento), e ora siamo in buonissima posizione per traguardare il secondo dei record negativi, pagare il FUS del 2015 nell’anno 2017. Meglio di così….

L’ipotesi di accordo FUA 2015 predisposta dalla D.G., all’art. 16, prevede n. 7002 (peccato per quel 2…) passaggi da una fascia retributiva a quella immediatamente superiore, con i contingenti di cui al comma 4, e dovrebbe assicurare il passaggio alla posizione economica superiore di coloro che, nella precedente ed unica tornata del 2010,  non ne hanno beneficiato. Vedremo se attraverso i criteri che verranno fissati con specifico accordo il traguardo sarà raggiunto pienamente o ci sarà qualche falla.

L’obiettivo di assicurare in prima battuta il passaggio di fascia a chi nella tornata 2010 non ne ha usufruito è un obiettivo giusto e condivisibile, ma a nostro avviso non ci si può limitare a questo. La scelta dei 7.000 passaggi (7002, pardon) per assicurare a tutti i lavoratori civili il primo passaggio di fascia, era l’impegno assunto dalle Parti per il 2011.  Ma oggi siamo nel 2016, e in tutto questo periodo  abbiamo subito il vergognoso blocco dei contratti e delle retribuzioni, restando al palo per cinque lunghi anni. Per questo, a nostro avviso, oggi non può più essere sufficiente il solo completamento del primo giro di passaggi;  oggi  sarebbe stato necessario fare un ulteriore passo in avanti, per lanciare il segnale che tutti i lavoratori attendevano: i passaggi economici riprendono, si completa il primo giro, ma si parte già da quest’anno con il secondo giro, con l’impegno di traguardare il secondo passaggio di fascia per tutti in tre anni.

E, sulla base di questo ragionamento, abbiamo proposto alla dr.ssa Corrado di aumentare significativamente (intorno a 10mila) l’intesa programmatica per i passaggi con decorrenza 1.1.2016 e di aggiungervi anche un intesa programmatica per gli anni a venire 2017 e 2018.  Una proposta, la nostra, che muoveva nella direzione,  per la quale ci battiamo da tempo,  di progressiva storicizzazione del salario di produttività, finalizzata a stabilizzare in termini di  retribuzione fondamentale (certa) crescenti quote di retribuzione accessoria (incerta per definizione), con l’effetto indiretto,  ma per noi meritevolissimo, di sottrarre risorse alla performance individuale, che tanto sta preoccupando in questi giorni i colleghi.

Ma, come era prevedibile, alla fine la dr.ssa Corrado non ha ritenuto di modificare la propria proposta, che, val a pena di segnalarlo, prevede passaggi per 7000 lavoratori, escludendone però gli altri 20.000. Val la pena di ricordare molto sommessamente che, nel 2010, i passaggi di fascia erano stati ben 21.826…..

Ultima annotazione: ci sono volute sei riunioni, ma alla fine la nostra richiesta, formulata sin dalla prima riunione del 29 luglio, di ritornare agli accantonamenti 2014 per turni/reperibilità e PPL, è stata accolta.

In allegato 2 su questa stessa pagina, la tabella riepilogativa fornita da PERSOCIV sulla costituzione del FUA 2015 e, in allegato 3, la nota SMD sui numeri dei transiti dei militari inidonei e le risorse che transitano dal FUA al FESI

       (Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Ipotesi di accordo FUA 2015

Allegato 2: Tabella riepilogativa costituzione FUA 2015

Allegato 3: Nota SMD Transiti militari inidonei e risorse da FESI a FUA

Notiziario n. 22 del 23 febbraio 2016 –

Rino Di Meglio, Coord. Naz. GILDA e Segr. Confederale di CGS
Rino Di Meglio, Coord. Naz. GILDA e Segretario Generale CGS

Si riporta di seguito, in carattere corsivo colorato,  il comunicato stampa diffuso in data odierna dalla  CGS – Confederazione Generale Sindacale -, il nuovo soggetto confederale  del P.I. che nasce dalla confluenza, all’interno di un progetto comune,  di quattro delle Federazioni maggiormente rappresentative nei comparti più importanti del lavoro pubblico:  FGU (Federazione Gilda-Unams) nella Scuola; FLP (Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche) nei Ministeri, nelle Agenzie fiscali e nella Presidenza del Consiglio;  NURSIND (Sindacato delle Professioni Infermieristiche) nella Sanità  e Unione Artisti UNAMS negli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale, che con l’imminente rilevazione della rappresentatività all’Aran sarà una delle più grandi Confederazioni sindacali autonome. Prima iniziativa: la presentazione a Straburgo di un ricorso contro il Governo per ottenere un indennizzo in ordine al il blocco dei contratti.

”  La neo costituita Confederazione Generale Sindacale, composta da FLP (Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche), FGU (Federazione Gilda-Unams), NURSIND (Sindacato delle Professioni Infermieristiche) e Unione Artisti UNAMS, si rivolge alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per chiedere il risarcimento per i lavoratori gravemente danneggiati dal mancato rinnovo contrattuale che si protrae da oltre sei anni

Ottenere la condanna del Governo che non ha ottemperato alla sentenza con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il blocco del contratto del pubblico impiego e chiedere il risarcimento per i lavoratori gravemente danneggiati dal mancato rinnovo contrattuale che si protrae da oltre sei anni. Sono questi gli obiettivi del ricorso presentato alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) dalla CGS, Confederazione Generale Sindacale, composta da FLP (Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche), FGU (Federazione Gilda-Unams), NURSIND (Sindacato delle Professioni Infermieristiche) e Unione Artisti UNAMS.

L’iniziativa è stata illustrata oggi in conferenza stampa da Rino Di Meglio, coordinatore nazionale FGU e segretario generale CGS, e Marco Carlomagno, segretario generale FLP e vice segretario generale CGS.

“Il blocco dei contratti di 3 milioni e mezzo di lavoratori e lavoratrici del pubblico impiego – ha spiegato Carlomagno – ha provocato una perdita del potere d’acquisto che stimiamo in almeno 4 mila euro pro capite per il personale delle aree ed in quasi 8 mila euro per i dirigenti, oltre alle ricadute sui contributi pensionistici persi. Con questo ricorso, che sarà gratuito per gli iscritti ai quali chiederemo soltanto un piccolo contributo per le spese organizzative e gestionali, chiediamo alla CEDU il riconoscimento di un congruo indennizzo per i lavoratori e la condanna del Governo che, a distanza di 7 mesi, non solo ha stanziato una cifra irrisoria e provocatoria (5 euro lordi mensili), ma non ha neanche avviato la dovuta negoziazione all’Aran, ignorando la sentenza della Consulta.

Elaborando i dati della Ragioneria generale dello Stato e quelli dell’Istat basati sull’indice IPCA (Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato), la FLP ha calcolato che dal 2010 al 2015 l’incremento delle retribuzioni medie lorde non percepito a causa del blocco è del 10,3% (in allegato 1, in dettaglio i dati relativi ai vari comparti del pubblico impiego, ndr).

L’iniziativa giurisdizionale portata avanti dalla CGS prevede anche la presentazione di un ricorso al Tribunale di Roma per l’accertamento del diritto ai rinnovi contrattuali a far data non solo dal 30 luglio 2015 (giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della sentenza n. 178 della Corte Costituzionale), ma anche per i periodi precedenti durante i quali era stato disposto il blocco contrattuale.

“Il ricorso ai giudici di Strasburgo – ha dichiarato Di Meglio – segna l’esordio nel mondo sindacale della neo costituita Confederazione Generale Sindacale che raggruppa le organizzazioni rappresentative dei comparti più importanti del Pubblico Impiego: Scuola, Sanità, Ministeri, Agenzie fiscali e Afam.  Parallelamente all’istanza avanzata alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, la CGS e le quattro sigle sindacali che la compongono continueranno a incalzare il Governo affinché metta a disposizione risorse dignitose per rinnovare finalmente i contratti “. 

Seguiranno, a breve,   i dettagli organizzativi dell’iniziativa, che era stata già preannunciata dalla nostra Federazione e che trova oggi conferma in via ufficiale. Dunque, un impegno rispettato, a favore dei nostri iscritti, e più in generale di tutte le lavoratrici e i lavoratori del pubblico impiego

In allegato 1, la “scheda” della nuova Confederazione; in allegato 2,  le tabelle elaborate dalla GCS con la stima del danno subito a seguito del mancato rinnovo contrattuale; inoltre, il video della conferenza stampa di presentazione del ricorso a Strasburgo.

  FLP DIFESA – Coordinamento nazionale

Allegato 1: La “scheda” della nuova Confederazione CGS 

Allegato 2: Le tabelle elaborate da CGS

Il video della Conferenza Stampa di presentazione del ricorso

 

Notiziario n. 21 del 22 febbraio 2016 –

Lavoratori del Corso Forestale all'opera
Lavoratori del Corso Forestale all’opera

Nella riunione del 20 gennaio u.s., su proposta della Ministra alla Pubblica Amministrazione M. Madia, il Consiglio dei Ministri ha adottato in prima lettura i primi undici schemi di decreti attuativi della legge delega 7.8.2015, n. 124 recante “deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”,  la c.d. riforma delle riforme.  Il primo di questi decreti è quello recante “modifiche in materia di licenziamento disciplinare”  che inasprisce le regole nei confronti dei cosiddetti “furbetti del cartellino”.

Tra gli schemi di decreti adottati, c’è quello recante  “Razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato”, di cui pubblichiamo su questa pagina in allegato 2 il testo bollinato dalla Ragioneria Generale, le cui previsioni potrebbero avere importanti ricadute sulla componente civile del M.D.

Come si ricorderà, il Presidente Renzi ha in più circostanze richiamato la necessità di una razionalizzazione delle funzioni di polizia, e dunque anche di una riduzione dei diversi corpi che attualmente vi assolvono. Una necessità condivisibile, anche nell’ottica di una efficace ed efficiente spending review.  Ma, come spesso succede in epoca renziana, alla fine la montagna ha partorito il topolino, e nel frullatore c’è finito solo il piccolo“Corpo Forestale dello Stato”, mentre altri pezzi (per esempio la Guardia di Finanza, che rappresenta davvero un unicum sul piano internazionale) ne sono rimasti, allo stato, rigorosamente fuori.

La legge delega n. 124/2015 (che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 3), all’art. 8, comma 1, lettera a), dispone la riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato ed eventuale assorbimento del medesimo in altra Forza di polizia…” , sulla base della quale è stato predisposto dalla Ministra Madia lo schema di decreto attuativo in allegato 1 che, all’art. 18 (disposizioni transitorie e finali), comma 10, prevede che “il personale tecnico del Corpo Forestale (periti; revisori e operatori; collaboratori) transiti nei ruoli forestali dell’Arma dei Carabinieri”;  prevede inoltre che il personale che, durante la frequenza o al termine del corso di formazione militare non dovesse risultare idoneo al servizio nell’Arma dei Carabinieri, “transiti nei ruoli civili del Ministero della Difesa”, venendo così a confluire all’interno della componente civile del Ministero Difesa, unica destinazione allo stato prevista.

Diamo conto dei numeri, anche per comprender meglio dimensione ed effetti del problema: dovrebbero essere circa 7.000 i lavoratori tecnici interessati al transito; di questi, è presumibile che il personale transitabile nei ruoli dell’Arma, che avrà ottenuto la necessaria idoneità attraverso gli appositi corsi utili anche ai fini dell’abilitazione al porto e all’uso delle armi, dovrebbe aggirarsi intorno alle 3.000 unità; ergo, la restante parte, pari circa a 4.000 lavoratori, dovrebbe confluire nei ruoli civili della Difesa.  Che è poi quel Ministero, questo non va dimenticato,  che vive attualmente un profondo processo di riorganizzazione in chiave riduttiva innescato dalla L. 244/2012, che prevede una corposa riduzione di strutture (-30% al 31.12.2018) e di personale (dotazioni organiche civili fissate in n. 20.000 al 31.12.2024). 

Ebbene, al 1.01.2016, i civili presenti erano pari a 27.416 (dati PERSOCIV), e dunque oltre 7.000 posizioni dovranno essere cancellate da qui al 2024 con le modalità e i percorsi previsti dal D. Lgs. n.8/2014.  Ci chiediamo: se arriveranno migliaia di lavoratori forestali,  che effetti diretti o indiretti si produrranno sull’impiego civile nel MD e sulla gestione delle eccedenze civili? E ancora: i nuovi arrivati vi saranno tenuti al riparo attraverso un inquadramento particolare, per esempio in soprannumero o in un ruolo ad esaurimento?

Per saperne di più, abbiamo inviato al Sottosegretario on. Rossi la richiesta di incontro urgente che pubblichiamo su questa pagina in allegato 1. Nelle more delle risposte che verranno, ci poniamo però da subito altre domande: perché dovrebbe essere solo il M.D., e non anche altre Amministrazioni Pubbliche,  a sostenere il peso della ricollocazione degli ex forestali non transitati all’Arma? La nostra Ministra sarà stata d’accordo, in sede di Consiglio dei Ministri, su questo interessamento in esclusiva del nostro Ministero?  E’ stata d’accordo, e nel caso perché, o avrà invece subito il provvedimento?

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 18.02.16- lettera FLP DIFESA al Sottosegretario per transito personale corpo Forestale

Allegato 2: Schema decreto legislativo transito corpo forestale

Allegato 3: Legge 124/2015

Notiziario n. 20 del 18 febbraio 2016 –

La Ministra Pinotti, sinora tanti annunci e pochi fatti
La Ministra Pinotti, sinora tanti annunci e pochi fatti

In sede di commento dell’incontro che la Ministra ha avuto con le OO.SS. il 22.12.2015,  avvenuto pochi giorni dopo l’invio da parte del Gabinetto alle OO.SS. della “comunicazione” con gli impegni “strappati” da CGIL CISL UIL sulle problematiche in essere avevamo espresso il seguente giudizio: “La politica degli annunci renziani sbarca anche nel Ministero Difesa” (vds. Notiziario n. 136/2015). Proviamo ora a dimostrare l’assunto di cui sopra, partendo proprio dalla spinosissima vicenda degli “ausiliari”.

Iniziamo con il ricordare innanzitutto l’ “annuncio” della Ministra (vds. allegato 1 qui pubblicato) : “con riferimento  alle  progressioni  tra  le  aree funzionali,  verranno  effettuati  i necessari approfondimenti  e sarà adottata ogni praticabile  iniziativa  per sviluppare una soluzione che ne consenta l’attuazione (includendo  anche il personale della 1^ area), eventualmente con modalità progressive…..”,  prontamente ripresa da CGIL-CISL-UIL (verrà presentata una specifica norma di legge…”)  che è cosa comunque un po’ diversa da quanto comunicato dal Gabinetto. Ma vediamo come stanno le cose.

I colleghi conoscono bene il problema: riguarda i lavoratori di area 1^ (p.p. “ausiliario”, tutti in fascia retributiva F3 a seguito dei passaggi economici con decorrenza 1.1.2010), bloccati da oltre 15 anni nella posizione d’inquadramento che ne ha reso impossibile la progressione verso l’area superiore impedendone la partecipazione prima ai “corsi-concorsi” e poi alle “riqualificazioni” del 2008,  e questo a causa della situazione di incapienza che ha sempre contraddistinto, prima la ex pos. ec. B1 e sino ad oggi la posizione F1 di area 2^.  Proprio in ragione di questa condizione ostativa, e della scelta operata in sede di CCNL 2006/2009 (non condivisa da FLP) di mantenere in vita l’area 1^,  la nostra O.S. sollecitò e diede il proprio apporto alla presentazione  – primo firmatario l’on. L. Vico –  di un disegno di legge (DDL, che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 2)  che prevedeva il transito di tutto il personale di ex area A nella ex  pos. ec. B1  (oggi F1 di 2^ area), su cui la nostra O.S. sviluppò una forte iniziativa sindacale  (vds Notiziario n. 13/2010, che ripubblichiamo in allegato 3).  Come i lavoratori interessati ricorderanno dai nostri successivi Notiziari, il DDL si arenò a seguito del parere contrario espresso dal MEF. Sono poi intervenuti i tagli imposti dai DD.LL. 138/2011 e 95/2012, il reingresso in organico degli ausiliari e le eccedenza in area 2^durate anni.

Guardiamo ora alla situazione oggi esistente: a fronte di un organico in F1-area 2^pari a n. 204 posizioni previsto dal DM 19.11.2014 (vds allegato 4 su questa pagina), i dati sulle presenze effettive al 1.12.2016, che sono stati a noi forniti da PERSOCIV e che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 5, sono pari a n. 198, dunque allo stato le sedie disponibili sarebbero solo 6 rispetto agli “ausiliari” in servizio alla stessa data che – stessa fonte D.G. per la  F3 di Area 1^ –  sono n. 1.873.

Sappiamo bene che è in corso la revisione del DM con l’auspicato azzeramento dell’organico di fascia e, anche volendolo dare per acquisito, non è che la situazioni cambi poi molto con il riferimento all’organico di area: a fronte delle n. 23.202 posizioni in organico di area 2^, le effettive presenze al 1.1.2016 (dati sempre della D.G.) sono pari a n. 23.117, dunque solo 85 sarebbero le posizioni disponibili. Bazzecole, dunque, rispetto ai n. 1.873 ausiliari interessati al transito di area. Tutto questo solo  per dimostrare che, anche ottenendo le risorse per finanziare le progressioni d’area dal MEF il che non è affatto scontato, le “modalità progressive” di cui alla nota del Gabinetto significherebbero di fatto decenni per risolvere il problema, e molti colleghi arriverebbero alla pensione in area 1.

Ci sarebbe invece una possibilità di soluzione a breve, e anche radicale: la cancellazione dell’area 1^ in sede di revisione dell’ordinamento professionale da recepire nel prossimo CCNL, che verosimilmente vedrà la luce nel 2016, con il conseguente nuovo inquadramento del personale di area 1^ in F1 di area 2^.

Chiediamo: si impegna l’A.D. a premere in questo senso su FP? E le altre sigle si impegnano a inserire questa richiesta nelle proprie piattaforme per il CCNL?  FLP lo ha già fatto, vedremo le altre OO.SS.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 14.12.2015 – Nota Gabinetto su problematiche personale civile

Allegato 2: Testo disegno di legge Vico e altri 

Allegato 3: Notdif 013-29.01.10 ddl transito ex A1S

Allegato 4: D.M.-19.11.14-dotazioni-organiche-personale-civile-M.D.

Allegato 5: Presenze effettive all’interno delle fasce retributive alla data del 1.1.2016 – dati PERSOCIV

Notiziario n. 19 del 15 febbraio 2016 –

L'on. Domenico Rossi, Sottosegretario alla Difesa
L’on. Domenico Rossi, Sottosegretario alla Difesa

Che fine ha mai fatto il “Gruppo di lavoro” costituto con D.M. 16.06.2015? Non serve però andare a “Chi l’ha visto?”,  la vicenda è chiara ed è un esempio illuminante di come vengono gestite le cose nel M.D.

Siamo a primavera 2015, e sul territorio romano (e solo su quello) prende il via la vicenda legata alla c.d. “specificità”, che arriva in superficie attraverso un documento/verbale di una assemblea delle RSU dell’area romana, inviato a tutte le OO.SS. nazionali ma anche diffuso su più ampia scala, in cui si fa riferimento ad un incontro del Vice Segretario Generale con la RSU di un Ente,  nel quale il predetto Dirigente avrebbe parlato di  precise iniziative avviate dall’A.D. per il transito del personale civile nelle “categorie speciali”, il che avrebbe configurato di fatto un ritorno alla sfera pubblicistica del rapporto di lavoro e comportato l’uscita dal comparto dei Ministeri; in aggiunta, veniva segnalata l’intenzione di   reperire “200mil nel bilancio 2015 da destinare in prima opzione in parte preponderante nella quota fissa della retribuzione e la rimanenza al FUA”. Nel merito, FLP DIFESA ha già espresso le proprie opinioni al riguardo (si vedano, in particolare,  i Notiziari n. 108 del 6.10.2015  e  n. 121 del 10.11.2015),  ponendo solo alcune domande  (dove stanno i soldi? “se per il rinnovo del CCNL di 2,5 milioni di lavoratori il MEF ha stanziato solo 230 mln di €, è immaginabile che conceda 200 mln di € ai civili del M.D.?”),  ma al tempo stesso manifestando piena disponibilità e interesse a discutere del tema e ad un confronto tra tutte le OO.SS. sul da farsi (“organizziamo una bella assemblea pubblica, con la presenza di tutte le OO.SS. e le RSU interessate, in una grande sala di Roma,  di fronte ai lavoratori….”).  Attendiamo ancora la risposta, soprattutto da parte di chi grida “al lupo, al lupo” preferendo promuovere campagne demagogiche che non raccolgono molto (l’ultima: l’invito all’invio di mail attraverso una catena di S. Antonio non riuscita: ad oggi, meno di 160 mail  in 20 gg. a fronte di 27.000 civili, circa un quinto solo degli iscritti delle due OO.SS…).

In questo contesto storico si colloca la vicenda del “Gruppo di lavoro” costituito con il DM 16.06.2015. (testo in allegato 1 su questa stessa pagina). Di fronte alla dura realtà che ci portiamo dietro e che FLP DIFESA denuncia da anni e anni (retribuzioni vergognose e sottoimpieghi, con “le enormi, e proprio per questo inaccettabili, differenze  di trattamento, retributivo e normativo” tra civili e militari), rimaste purtroppo tali anche in questi due anni di ripetuti proclami del Vertice politico,  la Ministra ha deciso di costituire un “gruppo di lavoro”  presieduto dal Sottosegretario Rossi e con lo stesso Vice Segretario Generale in qualità di “coordinatore tecnico”, finalizzato a studiare il “trattamento economico del personale civile del Dicastero”, a raffrontarlo con quello in essere presso altre AA.CC., e a prospettare, “anche attraverso contatti con MEF, FP e ARAN”, le “occorrenti iniziative di carattere normativo/finanziario”  che tengano in debito conto “lo specifico contesto di impiego del personale civile della Difesa”,  volto a produrre “un incremento del detto trattamento economico”.   Sembrava la volta buona, ma ancora una volta le attese sono andate deluse.

Dalle informazioni in nostro possesso, il “Gruppo di lavoro”  ha fatto in sette mesi solo un paio di riunioni, da 4 mesi non si riunisce più, ed è dunque ben lontano dal traguardo nonostante con nota n. 42711 del 9.11.2015 (che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2) il Gabinetto del Ministro avesse preannunciato per la fine di novembre u.s. la messa a punto“delle ipotesi di soluzione possibili che potranno essere portate all’ attenzione di codeste OO.SS. per una proficua interlocuzione. Ciò, al fine di sottoporre al Ministro, le proposte percorribili”.   Zero assoluto, invece!

Non possiamo dunque che prendere atto che ancora una volta gli impegni del Vertice sono disattesi!

Questa è purtroppo la realtà,  al di là di chi cerca di raccontare una storia diversa. Se invece di dividersi, le OO.SS. si concentrassero tutte insieme sul da farsi, forse la storia potrebbe essere diversa. Oggi ne avvertiamo quanto mai l’urgenza, a fronte dei mesi non facili che ci attendono, con il Sottosegretario Rossi candidato alle primarie del centro-sinistra a Sindaco di Roma…

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: DM 16.06.2015 costituzione Gruppo di Lavoro

Allegato 2: 09.11.2015 – Nota del Gabinetto road map Gruppo Lavoro DM 16.06.2015

Notiziario n. 17 dell’8 febbraio 2016 –

La molto pensierosa Ministra alla P.A. Marianna Madia
La molto pensierosa Ministra alla P.A. Marianna Madia

Si riporta di seguito il testo integrale del Notiziario n. 6 diffuso in data 4 febbraio u.s. dalla nostra Federazione, con il quale la Segreteria Generale FLP dà conto ai colleghi degli esiti estremamente deludenti e delle risultanze negative dell’incontro che le OO.SS. del pubblico impiego hanno avuto in pari data con la Ministra alla Funzione Pubblica, Marianna Madia.

” Poteva e doveva essere una riunione importante.

Finalmente, dopo la sentenza della Consulta sull’incostituzionalità del blocco dei contratti e alla vigilia del varo dei decreti delegati di attuazione della riforma della pubblica amministrazione, il Ministro convocava le OO.SS. a Palazzo Vidoni.

E invece, come le altre ultime volte, la riunione si è dipanata su un copione ormai rituale.

Una mera consultazione “successiva” sulla predisposizione dello schema di decreto delegato sul “rito abbreviato” deciso dal Governo per dare soddisfazione all’onda mediatica montata ad arte, per licenziare in “48 ore” coloro che timbrano il cartellino e se ne vanno a spasso.

Nessun accenno agli altri Decreti delegati che pure ci risultano scritti e che dovrebbero riscrivere da capo a fondo il rapporto di lavoro e l’assetto della nostra pubblica amministrazione.

Nessun riferimento, se non nella brevissima replica finale, al rinnovo dei contratti e alla necessità di implementare il ridicolo stanziamento previsto dalla legge di stabilità 2016.

Diciamo subito, e l’abbiamo ribadito nel nostro intervento, che per noi chi viene meno ai doveri di pubblico dipendente e con il proprio comportamento infanga milioni di lavoratrici e lavoratori è il principale nemico di chi come noi vuole mettere il lavoro pubblico, i suoi addetti e le grandi professionalità presenti, al servizio della collettività e del bene del Paese.

In questi anni, in tempi anche diversi da questi, non ci siamo mai tirati indietro e  all’interno dei Contratti nazionali di lavoro abbiamo con coraggio disciplinato con severità tali fattispecie.

Oggi non solo i contratti, ma la stessa legge, prevede forti sanzioni nei confronti di chi non rispetta l’orario di lavoro o con mezzi fraudolenti falsifica le presenze.

Predisporre uno specifico decreto delegato su questo, individuando in modo raffazzonato e confuso nuovi termini per il dispiegarsi del procedimento disciplinare, non cambia la sostanza e contribuisce solo a dare l’idea che fino ad ora i lavoratori pubblici fossero dei privilegiati. Cosa assolutamente falsa.

Questo decreto cosi com’è non solo non serve, perché la materia è ampiamente regolamentata, ma, ironia della sorte, fa passare in secondo piano, perché non caratterizzati dal cosiddetto rito abbreviato, reati assolutamente devastanti per il buon funzionamento della Pa quali quelli della corruzione e della concussione che per il Governo evidentemente sono meno importanti di questo.

Una visione vecchia, quella che promana dallo sgangherato Decreto delegato, della macchina amministrativa (altro che amministrazione digitale) che fa della mera presenza in Ufficio il parametro principale per valutare la produttività e la qualità del lavoro, che rischia di creare problemi all’efficienza delle Amministrazioni ed ai lavoratori quando, in modo goffo, rischia di assimilare all’assenza fraudolenta dal lavoro anche attestazioni quali quelle certificate in occasione delle tante attività esterne svolte, in particolare nel calcolo della congruità del tempo di viaggio come tempo di lavoro.

Utilizzare lo strumento del Decreto delegato, sottoposto a un iter di approvazione abbastanza lungo, non risponde neanche all’esigenza di immediatezza che evidentemente il Governo voleva dare in pasto all’opinione pubblica. Ma l’effetto annuncio è ottenuto. Anche se poi la faccenda si complica solamente.

Eppure il rinnovo dei contratti era ed è l’occasione non solo per recuperare il potere d’acquisto falcidiato da un blocco ormai settennale, ma anche per mettere mano all’ordinamento, alla classificazione del personale, al rapporto di lavoro.

Invece la strada perseguita da Renzi e dalla Madia è purtroppo assolutamente in linea con la ricetta Brunetta.  Blocco dei contratti, smantellamento delle garanzie e delle tutele preesistenti tramite interventi unilaterali che rilegificano tutti gli istituti del rapporto di lavoro in senso punitivo.

Siamo stanchi di ascoltare generiche e stereotipate affermazioni sulla valorizzazione dei lavoro pubblico smentite immediatamente dopo da comportamenti diametralmente opposti.

Nella replica Marianna Madia ha detto che ora, con la ripresa economica, ci sarebbero le condizioni per riprendere il percorso contrattuale.

Sia coerente allora con tale assunto. Non si nasconda dietro l’alibi del mancato accordo sui comparti contrattazione. Si impegni ad emanare da subito l’atto di indirizzo per il rinnovo dei contratti che, vista l’eterogeneità delle nuove possibili aggregazioni, non può che essere orizzontale e trasversale. Rinunci a legificare su materie proprie della contrattazione e le inserisca negli atti di indirizzo. Chieda da subito l’integrazione delle risorse perché con 5 euro al mese non si fa nessun contratto. E apra un confronto serio, non limitato alle due ore canoniche, sui decreti di attuazione della riforma e sul modello organizzativo.

Altrimenti sono solo chiacchiere… svogliate e distratte tra un tweet e l’altro…

                                                               LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

Notiziario n. 16 del 4 febbraio 2016 –

L'ing. Anselmino parla all'evento CESMA a maggio 2015
L’ing. G.C. Anselmino all’evento CESMA a maggio 2015

A distanza di oltre quattro mesi dall’ultima riunione  (Notiziario n. 104 del 29.09.2015), il D.G. di Agenzia Industrie Difesa (AID) ha incontrato ieri le OO.SS. nazionali, e questa volta a tavoli separati come richiesto da GCIL-CISL-UIL (senza motivazione, come sempre). Così vanno le cose in Difesa, e AID non sfugge certo alle regole. L’incontro era stato da noi richiesto al D.G. (vds. Notiziario n. 3 del 9.01.2016).

In apertura di riunione, la delegazione AID presieduta dall’ing. Anselmino ha fornito, come da noi richiesto, i dati informativi in merito alla attività 2015 e al piano di attività previsto per il 2016.

Dai dati  forniti, parrebbero emergere alcuni elementi in positivo per quanto attiene il bilancio 2015.  Nella sede di Roma, sono stati avvicendati tutti i responsabili di funzioni centrali; avvicendati anche 7 degli 8 Direttori di Stabilimento; inoltre, sono state avviate 5 nuove strutture (“Business Unit”), formati 50 tirocinanti destinati a Fontana Liri, Baiano, Noceto e Firenze, e conseguito un risparmio di oltre 1 mld. nei contratti a tempo determinato. Si iscrive in questo ultimo contesto la vicenda dei licenziamenti di Messina, da noi denunciata e per la quale abbiamo sollecitato una soluzione registrando una qualche disponibilità del D.G.,  e il mancato rinnovo di una diecina di contratti  a tempo determinato, pare in ragione del disposto del comma 379, art. 1, L.190/2014,  che stanno creando, a detta dello stesso ing. Anselmino, evidenti sofferenze  e  per le quali la D.G. è impegnata a trovare una soluzione a breve termine.  Sotto il profilo commerciale, il 2015 ha registrato un andamento in positivo, con nuovi partner  e nuovi accordi, tra i quali vanno annoverati quelli con Marina Militare (demolizioni unita navali, Spezia);  General Dynamics (interessa Noceto); STK (interessa Baiano e Noceto); Otomelara (interessa Baiano); MBDA-Italia (interessa Torre A., Noceto e Baiano) e infine Magnaghi (interessa Castellammare). In ambito Difesa, permangono inoltre le convenzioni con Difesa Servizi SpA e SME. Nel complesso, il valore della produzione AID è cresciuto nel 2015, e la tendenza dovrebbe trovare conferma e consolidarsi anche nel triennio 2016-2018,  con un andamento, però, in crescita sul mercato esterno e in decrescita su quello interno (Difesa). Dunque, il 2015 ha portato complessivamente a una espansione del mercato, all’allargamento dell’offerta,  a nuovi partner industriali e anche ad un utile contenimento dei costi.  Su questa strada, a detta del D.G., occorrerà proseguire nel 2016, nel quale, proprio per poter meglio competere sul mercato, occorrerà risolvere in primis alcune problematiche relative all’assetto normativo, e in primo luogo la stabilizzazione dei contratti a tempo determinato e il reclutamento di nuove risorse produttive, ingegneristiche e manageriali “secondo un inquadramento normativo di tipo civilistico, sfruttando anche   il vantaggio competitivo che le nuove leggi come il Jobs Act mettono a disposizione”).  Sul fronte degli Stabilimenti,  per fine  2016 la previsione è la seguente: Baiano, Noceto, Firenze e Gaeta in economica gestione;  netto miglioramento per Messina e Fontana Liri con cassa positiva; infine, per Torre A. e Castellammare,  rilancio con nuove attività e nuovi partners (MBDA-Italia e Magnaghi).

Nel suo intervento, FLP DIFESA ha preso atto dei risultati 2015 che confermano il positivo rilancio in atto delle attività AID; per il 2016, ha espresso perplessità sull’ipotizzato riassetto normativo, ritenendo possibile la soluzione dei problemi anche a legislazione vigente, se solo la Difesa pesasse un po’ di più nelle scelte del Governo; infine, tenuto conto che a fine anno scade la proroga di cui alla L. 190/2014,  ha chiesto un costante monitoraggio degli Enti non ancora in economica gestione e il pieno coinvolgimento delle OO.SS./RSU..  Infine,  ha chiesto al D.G. la sua lettura in merito all’affermazione del Ministro che l’art. 280 del Libro bianco interessi solo AID, non ottenendo però alcuna risposta. Sul punto, nessuno dice nulla (SME;SMM; ora AID),  ma la cosa andrà chiarita e anche molto rapidamente.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziari FLP DIFESA


PERSOCIV dice no alla pausa pranzo ridotta e buono pasto per i lavoratori in peculiari situazioni personali, sociali e familiari. Perchè altrove il beneficio è riconosciuto? E’ la solita storia….

29 Mar 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 36 del 29 marzo 2016 – E te pareva !!!!!!!!!!!!!!!   Come immaginavamo pur senza possedere particolari doti divinatorie ma solo sulla scorta di una consolidata esperienza al riguardo che trova sempre conferma nonostante le stagioni anche diverse,  PERSOCIV con la nota n. 16747 del 14.03.2016 (vds. allegato 1 pubblicato su questa pagina) ha […]


Firmata l’ipotesi di accordo per la distribuzione del FUA 2015. Il testo firmato, l’analisi dei contenuti e la nota a verbale presentata da FLP DIFESA sulla questione passaggi interni

1 Mar 2016 - Flp Difesa

Firmata l’ipotesi di accordo per la distribuzione del FUA 2015. Il testo firmato,  l’analisi dei contenuti e la nota a verbale presentata da FLP DIFESA sulla questione passaggi interni

Notiziario n. 25 del 1 marzo 2016 – Nella mattinata di oggi, abbiamo sottoscritto  l’ipotesi  di  accordo  per la distribuzione del FUA 2015,  il cui testo integrale è pubblicato su questa stessa pagina in allegato 2.  Di seguito, i contenuti dell’accordo. Le somme FUA 2015 messe a bilancio dal MEF, finalmente con i dati  di dettaglio […]


La riunione del Consiglio Supremo di Difesa: sul Libro Bianco, poche le novità. E intanto il Consiglio dei Ministri vara il decreto correttivo dei DD. LL.gs. 7 e 8/2014, che pubblichiamo

29 Feb 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 24 del 29 febbraio 2016 – La riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD), avvenuta al Quirinale il 25 u.s., è servita soprattutto a fare il punto di situazione sui teatri di crisi che si affacciano sul Mediterraneo, con particolare riferimento ai recenti sviluppi del conflitto in Siria e Iraq.  Si è anche […]


Chiusa la trattativa sul FUA 2015. Previsti passaggi interni 2016 per 7.002 lavoratori, ma ne restano fuori in 20.000. Per noi, non è un gran risultato, nel 2010 i passaggi erano stati 21.826…

24 Feb 2016 - Flp Difesa

Chiusa la trattativa sul FUA 2015. Previsti passaggi interni 2016 per 7.002 lavoratori, ma ne restano fuori in 20.000. Per noi, non è un gran risultato, nel 2010 i passaggi erano stati 21.826…

Notiziario n. 23 del 24 febbraio 2016 – Oggi si è chiusa davvero la lunga e complessa trattativa per la distribuzione del FUA 2015, di cui pubblichiamo su questa stessa pagina in  allegato 1 il testo finale (articolato + allegati) predisposto da PERSOCIV. Come si ricorderà  FLP DIFESA aveva ritenuto che, a fronte di quanto rappresentato dalla […]


Nasce CGS, Confederazione Generale Sindacale, nuovo soggetto rappresentativo nel P.I. Prima iniziativa: ricorso a Straburgo per il risarcimento sul mancato rinnovo contrattuale

23 Feb 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 22 del 23 febbraio 2016 – Si riporta di seguito, in carattere corsivo colorato,  il comunicato stampa diffuso in data odierna dalla  CGS – Confederazione Generale Sindacale -, il nuovo soggetto confederale  del P.I. che nasce dalla confluenza, all’interno di un progetto comune,  di quattro delle Federazioni maggiormente rappresentative nei comparti più importanti […]


Schema di decreto attuativo della L.124/2015 sulla razionalizzazione delle forze di polizia. Migliaia di lavoratori forestali in arrivo nei ruoli civili della Difesa?

22 Feb 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 21 del 22 febbraio 2016 – Nella riunione del 20 gennaio u.s., su proposta della Ministra alla Pubblica Amministrazione M. Madia, il Consiglio dei Ministri ha adottato in prima lettura i primi undici schemi di decreti attuativi della legge delega 7.8.2015, n. 124 recante “deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni […]


Lo storico ed irrisolto problema del personale di area 1^. Gli annunci poco credibili della Ministra e la soluzione possibile a portata di mano

18 Feb 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 20 del 18 febbraio 2016 – In sede di commento dell’incontro che la Ministra ha avuto con le OO.SS. il 22.12.2015,  avvenuto pochi giorni dopo l’invio da parte del Gabinetto alle OO.SS. della “comunicazione” con gli impegni “strappati” da CGIL CISL UIL sulle problematiche in essere avevamo espresso il seguente giudizio: “La politica […]


Che fine ha fatto il “Gruppo di lavoro” sul trattamento economico del personale civile? Ma non serve andare a “Chi l’ha visto?”, si tratta purtroppo della solita storia…

15 Feb 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 19 del 15 febbraio 2016 – Che fine ha mai fatto il “Gruppo di lavoro” costituto con D.M. 16.06.2015? Non serve però andare a “Chi l’ha visto?”,  la vicenda è chiara ed è un esempio illuminante di come vengono gestite le cose nel M.D. Siamo a primavera 2015, e sul territorio romano (e […]


Incontro con la Ministra Madia.Un’occasione perduta, molta demagogia, azzeramento della contrattazione e di ogni confronto vero, e la tentazione di tornare alla legificazione

8 Feb 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 17 dell’8 febbraio 2016 – Si riporta di seguito il testo integrale del Notiziario n. 6 diffuso in data 4 febbraio u.s. dalla nostra Federazione, con il quale la Segreteria Generale FLP dà conto ai colleghi degli esiti estremamente deludenti e delle risultanze negative dell’incontro che le OO.SS. del pubblico impiego hanno avuto […]


Incontro con il D.G. di Agenzia Industrie Difesa. Risultati 2015 e piano attività 2016. Trend in positivo, ma qualche problema persiste. Nessuna risposta sull’art. 280 del Libro Bianco

4 Feb 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 16 del 4 febbraio 2016 – A distanza di oltre quattro mesi dall’ultima riunione  (Notiziario n. 104 del 29.09.2015), il D.G. di Agenzia Industrie Difesa (AID) ha incontrato ieri le OO.SS. nazionali, e questa volta a tavoli separati come richiesto da GCIL-CISL-UIL (senza motivazione, come sempre). Così vanno le cose in Difesa, e […]


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