Notiziario n. 117 del 23 ottobre 2018 –

Nella mattinata di oggi,  abbiamo sottoscritto l’Ipotesi di accordo stralcio sulle progressioni economiche con decorrenza 1.1.2018 del personale non dirigente di Agenzia Industrie Difesa.

Rispetto alla bozza fatta pervenire dalla Direzione Generale AID, e che abbiamo a suo tempo inviato a tutte le nostre strutture e pubblicata sul nostro sito, il numero delle progressioni rimangono complessivamente fissate in n. 230,  a fronte di un accantonamento sostanzialmente confermato (€ 440.936,44) rispetto a una dotazione complessiva del Fondo Risorse Decentrate (FRD) 2018 a disposizione dell’Agenzia pari a € 2.332.896,93 €, somma da intendersi ovviamente al lordo degli oneri datoriali.

Cambia però, rispetto alla bozza iniziale predisposta da AID, la distribuzione dei passaggi all’interno delle aree: vengono raddoppiate di numero quelli in area 3^ (da 4 a 8) e diminuite invece quelle in area 2^ (-7 da F3 a F4 e -1 da F2 a F3, mentre passano da 0 a 4 i passaggi da F5 a F6).

Cambiano comunque anche alcuni punteggi relativi ai criteri per l’attribuzione delle progressioni 2018, e la cosa risulta di grande interesse anche per il personale civile del Ministero della Difesa destinatario delle progressioni di cui all’Ipotesi di accordo 31.07.2018. Un cambiamento, questo, sostanzialmente imposto dagli Organi Certificatori (MEF e FP)  attraverso i rilievi operati ai contenuti della predetta Ipotesi di accordo, da cui a suo tempo FLP DIFESA è stata esclusa in quanto non firmataria del CCNL.

I rilievi di cui trattasi, per come rappresentati dagli Organi Certificatori, sarebbero questi:

Come si può veder, trattasi di banalissimi errori di calcolo, ma comunque da matita blu, in quanto non colti sia da chi ha predisposto l’Ipotesi (Persociv) sia da tutte e cinque le Parti firmatarie. No comment.

Le modifiche apportate, e di cui all’Ipotesi di accordo oggi sottoscritta in AID,  sono quelle matematicamente e logicamente conseguenti:

Appare verosimile che analoghi interventi correttivi vengano operati anche sull’Ipotesi di accordo 31.07.2018 sulle progressioni interne 2018 che interessano il personale civile della Difesa, e che lo si faccia in sede di sottoscrizione dell’accordo definitivo, che è conditio sine qua  perchè PERSOCIV possa emanare il bando. E occorrerà anche fare anche presto perché siamo già a fine ottobre, e, per mantenere la decorrenza degli incrementi economici dal 1.1.2018, le graduatorie provvisorie dovranno essere improrogabilmente pubblicate entro il 31.12.2018.

L’Ipotesi di accordo AID ora dovrà passare al vaglio di FP e MEF, ma non ci saranno problemi.

Ultima notizia: dovrebbe essere arrivato a PERSOCIV il responso degli Organi certificatori anche per quanto attiene l’Ipotesi di accordo 3.08.2018 relativa al Fondo Risorse Decentrato (FRD), dentro il quale era prevista la distribuzione dei 21 milioni di € 2018 frutto, dell’accordo del 5 aprile 2017. Nuvole all’orizzonte, a quanto pare pare……: ne riparleremo!

In allegato su questa stessa pagina, i numeri e i criteri e punteggi delle progressioni AID di cui all’Ipotesi di accordo oggi sottoscritta, nelle more di pubblicare su questa stessa pagina  il testo con le firme di tutte le Parti non appena sarà pervenuto dalla Direzione Generale AID.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Numeri e criteri con punteggi delle progressioni AID 2018

Notiziario n. 116 del 22 ottobre 2018 –

Si è fatto un gran parlare, nelle ultime settimane, della c.d. NADEF (Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza), il cui testo definitivo pubblichiamo in forma integrale su questa stessa pagina in allegato 1.

Come noto, il Documento di economia e finanza (DEF)  costituisce il più importante strumento di programmazione economica  e riporta gli obiettivi di politica economica del paese (il Programma di stabilità), le stime sull’andamento delle finanze pubbliche e dell’economia (Sezione analisi e tendenze della finanza pubblica), e le riforme che il Governo intende attuare (Programma nazionale di riforme). Il DEF 2018 è stato predisposto dal Governo Gentiloni, ma si era limitato (ad elezioni avvenute, e dunque alla vigilia delle sue dimissioni) ad aggiornare le stime senza introdurre nuovi obiettivi di bilancio, ed è stato poi approvato dal precedente Parlamento.

La NADEF,  che ha il compito di aggiornare le previsioni del DEF, è stata approvata dal Consiglio dei Ministri il 23 settembre u.s., ed è stata poi votata dal Parlamento in data 11 ottobre.  Essa è costruita su una previsione di crescita dell’economia dell’1,5% in termini reali, una stima superiore rispetto a tutte le altre previsioni interne e internazionali, anche se il Governo si dice convinto che la realizzazione del programma di Governo ( in primis: reddito e pensioni di cittadinanza; superamento legge Fornero e “quota 100”; flat tax per ricavi fino a 65.000 €) consentirà  di raggiungere gli obiettivi di crescita fissati. Infine, alla NADEF saranno collegati diversi DDL, il primo dei quali (il c.d. “decreto fiscale”) ha generato i ben noti problemi di questi giorni.

Precedentemente al voto del Parlamento, la NADEF è stata oggetto di esame e parere da parte delle Commissioni competenti, e, per i contenuti d’interesse della Difesa, da parte delle IV Commissioni (al Senato, relatore il sen. Massimo Candura della Lega; alla Camera, invece, l’on. Alessandra Ermellino del M5S).

Queste le previsioni  a nostro avviso più importanti della NADEF, tratte dalla relazione del sen. Candura:

Il Governo procederà ad anche una graduale trasformazione dello strumento militare, razionalizzando i sistemi di difesa (ad esclusione dei settori di ricerca e di utilizzo a scopi duali). A tal fine si procederà all’ottimizzazione delle risorse, eliminando sprechi ed inutili duplicazioni. Viene sottolineata, poi, l’importanza delle cooperazioni, sia nell’ambito della NATO, sia nel contesto dell’UE. Analogo sostegno sarà assicurato al Programma Europeo di Sviluppo Industriale per la Difesa”.

Di grande interesse, per noi, soprattutto la parte relativa alle nuove assunzioni: “Le nuove assunzioni saranno sia in ambito operativo che tecnico-industriale, cercando, sotto questo ultimo profilo, di valorizzare l’opportunità di sviluppo per il territorio offerta da arsenali, stabilimenti, poli di mantenimento ed enti militari a carattere industriale”. Parrebbe dunque la volta buona per quel “piano straordinario di assunzioni” che chiediamo da tanti anni (ora lo chiedono anche altre sigle), viste anche le sollecitazioni venute dalla Ministra Bongiorno che ha suggerito ad Amministrazione Difesa di integrare il P.T.F.P., attesa l’insufficienza della piano originariamente messo a punto da PERSOCIV (vds. Notiziario n. 83 del 30.08.2018).

Per quanto attiene alle spese, “verrà assicurata l’ulteriore razionalizzazione delle strutture militari, eliminando quelle non più necessarie e accorpando, ove possibile, quelle che svolgono funzioni similari, in un’ottica di aggregazione interforze ed internazionale” (nuovi provvedimenti di riordino alle porte?); inoltre,viene denunciato come “le risorse disponibili nel triennio 2018-2020 per le attività programmate non sembrano sufficienti a coprire l’onere necessario” e segnalata “l’incoerenza delle risorse stanziate con la sostenibilità industriale dei programmi afferenti al settore dell’alta tecnologia e,  proprio per questo, “vengono proposti dei rifinanziamenti, definanziamenti e riprogrammazioni”.

Infine, di grande interesse per la Difesa appaiono gli investimenti del MISE (MInistero dello Sviluppo Economico) che assicureranno l’“attuazione del programma navale per la tutela della capacità marittima della Difesa, c.d. “legge navale”), mentre qualche criticità emerge per i programmi aeronautici.

Scontato ovviamente il voto favorevole delle due Commissioni (in allegati 2 e 3 su questa pagina, rispettivamente, i “pareri” di Camera e Senato).

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza  (NADEF 2018)

Allegato 2: 9.10.18- parere Commissione Difesa del Senato su NADEF 2018

Allegato 3: 10.10.2018 – Parere della Commissione Difesa della Camera su NADEF 2018

Notiziario n. 114 del 17 ottobre 2018 –

L’amm. F. Gregori parla a bordo della fregata Fasan nel dicembre u.s.

Si è svolto, nel pomeriggio di ieri, a Palazzo Marina la riunione tra le delegazioni di M.M. (SMM e COMLOG)  ed FLP DIFESA, presieduta dal nuovo Capo del 1° Reparto, amm. F. Gregori, e che ha riguardato due riorganizzazioni: quella dei tre Arsenali (Taranto, La Spezia e Augusta) e dei Centri Tecnici (CC.TT.) CIMA di AULLA, CISAM di S.Piero a G. e CSSN di La Spezia),  e quella del settore infrastrutturale.

Riorganizzazione Arsenali MM e Centri Tecnici

La riunione di oggi ha concluso la prima parte del percorso avviato dalla SMM con la nota n. 44956 del 5 giugno u.s..

Come si ricorderà, la nostra O.S. pose in più occasioni, ultima con il Notiziario n. 45 del 2.05.2018, la necessità di dar seguito all’impegno assunto dal Capo di SMM nei confronti delle OO.SS. (Notiziario n. 30 del 9.03.2017) di avviare uno specifico tavolo tecnico sulle problematiche dell’area industriale che servisse anche a operare una verifica rispetto al processo di riordino avviato con i DD.MM 31.12.2015, che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 2. Richiesta ribadita anche nel corso del nostro ultimo incontro col 1° Reparto del 1 giugno u.s (vds. Notiziario n. 60 del 4.06.2018), cui è seguita l’invio della sopra richiamata nota SMM-1° Rep del 1.06.2018.

Dobbiamo dire che, a differenza di quanto avvenuto in precedenza, i confronti locali in ordine alle risultanze della sperimentazione avviata nel 2016 e alle proposte di modifica degli organigrammi, sia per quanto riguarda la parte a monte dei Reparti oggetto dei DD.MM. sia quella a valle oggetto dei Decreti Dirigenziali, si sono svolti in tutti gli Enti e tutte le posizioni sono state registrate nei verbali poi inviati al 1° Reparto

Sulla base di quanto pervenuto, lo SMM – di concerto con COMLOG – ha messo a punto le bozza dei nuovi organigrammi (al netto organici) per ciascuno degli Arsenali e CC.TT., che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 e che entreranno, anche con modifiche,  negli schemi dei nuovi DD.MM. di struttura che saranno posti all’attenzione e alla firma della Ministra.

I criteri che hanno orientato la sintesi operata dalla F.A. sono stati chiariti su nostra richiesta dall’amm. Gregori: sostanzialmente recepite le proposte condivise da Direzione e RSU/OO.SS., mentre non recepite le proposte di parte sindacale che non hanno trovato condivisione da parte della Direzione.

E questo naturalmente obbligherà alla ripresa dei confronti locali, che abbiamo segnalato allo SMM come esigenza per noi indifferibile e sulla quale abbiamo registrato la disponibilità e l’impegno da parte dello SMM,  al fine di poter definire, in modo auspicabilmente condiviso tra Direzioni e Parti sociali,  la parte di organigramma a valle dei Reparti che, al pari di quanto è successo nel 2016, verranno varati con decreti dirigenziali. Saranno invece oggetto dei DD.MM.: le mission (confermate); la parte di organigramma fino al livello di Reparto; infine, gli organici, che dovranno essere in linea con gli organici regionali della F.A. di cui al DM 29.06.2016 o con quello che verrà, essendo il D.M. in fase di revisione.

Il punto essenziale del nostro ragionamento conclusivo è stato che, per pervenire ad una davvero efficace ed efficiente riorganizzazione, occorrerà risolvere a monte alcuni nodi di fondo, che peraltro hanno trovato spazio anche nelle parole del Capo SMM in sede di audizione parlamentare: piano straordinario di assunzioni; maggiori risorse per esercizio e parco infrastrutturale; internalizzazioni; formazione e centri di formazione (ex scuole allievi operai) per la trasmissione dei saperi lavorativi, questioni, queste, tutte “politiche” e da noi già rappresentate alla Ministra. Inoltre, l’applicazione della Direttiva SGD/SMD sull’impiego civile, che a suo tempo ritenemmo soddisfacente nella parte relativa all’area industriale, e l’urgente punto di situazione  sui colleghi ex militari transitati all’impiego civile (e molti in Enti MM).

Riorganizzazione settore infrastrutturale.

Abbiamo preso atto del processo di riorganizzazione in via sperimentale varato con OdG n. 174 del 30.07.2018 che riarticola il settore infrastrutturale (tutti i documenti pubblicati su questa stessa pagina ain allegato 3) operando un ritorno all’indietro rispetto al modello “per prodotto” voluto dall’ex Capo di SMM, amm. De Giorgi, abbiamo chiesto la parte mancante (organici/incarichi/funzioni)il completamento dei confronti locali e poi  un conclusivo confronto nazionale prima del 1 dicembre 2018 data di entrata in vuigore del nuovo modello

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 16.10.2018 – Bozze nuovi organigrammi Arsenali e CC.TT. predisposti da SMM  (cartella compressa)

Allegato 2: 31.12.2015 – Decreti di struttura di Arsenali e Centri tecnici oggi vigenti  (cartella compressa)

Allegato 3: 12.10.2018 – Documenti SMM su riordino settore Infrastrutturale M.M. (cartella compressa)

Notiziario n. 113 del 15 ottobre 2018 –

Il gen. F. Sellani, Direttore del CUSE

Il caso degli errori e delle errate imputazioni nei cedolini paga del personale militare e civile dell’Esercito sta crescendo giorno dopo giorno e si sta imponendo sempre più all’attenzione dei media.

Ultimo, un articolo comparso su Money.it  giovedì 11 u.s., che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, che riferisce degli errati CUD che hanno interessato il 20% degli amministrati e anche della vicenda che ha toccato un  “corposo numero di caporal maggiori”, ai quali è stata applicata una tassazione errata in sede di  inserimento degli arretrati relativi ad una promozione, con conseguente perdita degli 80 € (bonus Renzi).

Ebbene, come i colleghi ricorderanno, la questione ha occupato molta parte delle oltre tre ore dell’incontro che, su nostra richiesta, il Capo di SME ha avuto mercoledì 10 u.s. con le OO.SS.. Come riferito nel precedente Notiziario n. 112 dell’11 u.s., FLP DIFESA ha posto subito e con forza, le problematiche del trattamento economico (errori nei cedolini; ritardati pagamenti; improprie decurtazioni; assegni familiari non corrisposti; etc.), che interessano parecchi lavoratori dell’Esercito, militari e civili.

Nel suo intervento, FLP DIFESA ha rimarcato come i problemi di cui sopra, pur all’interno di  un contesto ancora non certo ottimale  nel rapporto tra Difesa e NoiPA, sia oggi essenzialmente in capo all’Esercito, nonostante il tentativo operato dal Comandante del CUSE, gen. F. Sellani, presente all’incontro, di accumunare nella problematica, e di chiamare in causa, anche le altre Forze Armate, in questo accompagnato anche da un incredibile intervento di una O.S., prontamente stoppato dallo stesso Capo di SME che ha responsabilmente riconosciuto la paternità (“il problema c’è, è nostro, e va risolto rapidamente”).

FLP DIFESA ha anche affermato come  il problema di oggi nasca da lontano, e segnatamente da un operazione   verosimilmente molto accelerata di centralizzazione sul CUSE (Centro Unico Stipendiale Esercito) delle attività matricolari e di quelle relative al trattamento economico, con conseguente smantellamento degli Uffici/Sezioni periferici del trattamento economico (ultimi, in ordine di tempo, quelli delle Direzioni di Intendenza) che sino ad allora avevano gestito la procedura e si erano interfacciati direttamente  con la BDUS per il riversamento dei dati, che invece oggi viene operato direttamente dal CUSE che ha il compito di “validarli”.

Ha quindi segnalato altre questioni di carattere organizzativo certo non secondarie: i problemi sofferti dall’applicativo SIGE (acronimo di Sistema Informativo Gestionale dell’Esercito) prodotto da S3log, consorzio formato da Leonardo-Finmeccanica S.p.A. e Vitrociset S.p.A., e soprattutto il fatto che la struttura operativa del CUSE appariva in un qualche modo impenetrabile al personale periferico addetto e anche ai lavoratori direttamente interessati, che spesso non ottenevano risposte da quel Centro, che appariva silente e introvabile (“il CUSE non risponde”, era diventato un mantra). Da qui la nostra richiesta al Capo di SME “che il CUSE torni a rispondere”.

Dobbiamo dare atto alla F.A. che qualcosa si è positivamente già mosso sul piano delle soluzioni da mettere in campo: il giorno successivo all’incontro del Capo di SME con le OO.SS., dal CUSE è partito il messaggio per gli Enti, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2,  avente per oggetto “servizio di assistenza agli amministrati” che reca informazioni sugli orari del call center,  sui numeri verdi dedicati, sul fronte office e sui contatti di posta elettronica.

Dalle prime verifiche operate, sembrerebbe che finalmente il CUSE sia “tornato a rispondere”, e questo ci appare come  il primo, confortante  passo per risolvere i problemi.

Nel dare atto di questo alla F.A.,  dobbiamo però segnalare una iniziativa dello stesso CUSE, di cui non eravamo a conoscenza e che ci ha lasciati sorpresi.

Siamo venuti in possesso di una sorta di vademecum per leggere la “busta paga”, predisposto proprio dal CUSE, certamente utile ma incredibilmente  riferito solo a quella dei militari. Delle 32 pagine che compongono il vademecum, non una sola riguarda la busta paga dei civili.

Quando si dice, figli e figliastri.

Approfondiremo i termini della questione e ne riparleremo.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 11.10.2018 – Articolo de Money sul problema CUSE

Allegato 2: 11.10.2018 – Msg CUSE sui servizi di assistenza

Notiziario n. 112 dell’ 11 ottobre 2018 –

Il Capo di Stato Maggiore Esercito, gen. Salvatore Farina

Un incontro sicuramente positivo quello di ieri pomeriggio con il Capo di SME, gen. Salvatore Farina, il primo dall’assunzione dell’alto incarico, e che è stato fissato in agenda a seguito della richiesta avanzata da FLP DIFESA con la lettera del 6 settembre u.s. (vds allegato 4 su questa stessa pagina e Notiziario n. 96 di pari data). Un incontro nel quale il Generale ha manifestato grande attenzione e grande apertura in ordine alle questioni da noi poste.

Dopo il breve intervento introduttivo del Capo di SME, che ha ricordato il ruolo importante delle professionalità civili all’interno della F.A. e la sua piena disponibilità al confronto con le OO.SS.,  è partito il consueto giro di tavolo. Inutile dire che l’argomento che ha occupato il maggior spazio della riunione, oggetto di intervento anche di altre sigle oltre la nostra, e ancor oggi purtroppo di stretta attualità, è quello relativo alle problematiche del trattamento economico (errori nei cedolini; ritardati pagamenti; improprie decurtazioni; assegni familiari non corrisposti; etc.) che sta diventando quasi un caso nazionale toccando anche il personale militare, come dimostra l’attenzione riservata in questi giorni da alcuni media (pubblichiamo in allegato 1 l’articolo comparso su IL FATTO QUIOTIDIANO.IT di ieri).

Nel suo intervento, FLP DIFESA ha segnalato come il problema nasca essenzialmente dalla centralizzazione sul CUSE (Centro Unico Stipendiale Esercito), con contestuale smantellamento degli Uffici periferici del trattamento economico (ultimi, quelli delle Direzioni di Intendenza) sino ad allora interfaccia di BDUS, una centralizzazione verosimilmente operata in modo molto affrettato (lo avevamo detto a suo tempo…),  con gli effetti negativi che oggi si osservano. Un problema, ha rimarcato la nostra O.S., che oggi interessa essenzialmente il personale dell’Esercito.  A ciò si devono aggiungere le carenze di carattere organizzativo (“il CUSE non risponde”, è oramai diventato un mantra) e quelle legate all’applicativo SIGE e alla sua interfaccia con gli applicativi BDUS, che è il tramite ultimo di riversamento dei dati a NoiPA ai fini della formazione del cedolino paga.

Di fronte a questo quadro, oggi a tinte un po’ fosche, FLP DIFESA ha rappresentato la necessità di interventi risolutivi di carattere strutturale, ma anche che alcune problematiche possono e debbono essere risolte con urgenza. In primis, che il CUSE “torni a rispondere”  agli Enti e anche ai diretti interessati, e si attrezzi per fare il mestiere per il quale è nato: essere collettore dei dati stipendiali,  validarli correttamente,  e poi rapidamente riversarli a BDUS.

A seguito del nostro intervento, il Capo di SME ha invitato il Direttore del CUSE, Brig. Gen. Fabrizio Sellani non certo casualmente presente all’incontro, a fornire delle risposte. La prima delle quali è stato l’affermazione che il problema interessa tutte le Forze Armate (a noi non risulta, francamente, e non solo a noi per la verità, avendo letto in questi mesi di denunce del problema da parte di altri soggetti, anche il COCER, e di incontri sindacali solo per le problematiche CUSE).  Ha poi riferito di un workshop con tutte le FF.AA. al quale sarebbe mancato il Direttore della Direzione per i Sistemi Informativi e dell’Innovazione di NoiPA, dr. F.P. Schiavo, il che appare alquanto preoccupante in quanto denota scarsa attenzione per le questioni che ci riguardano. Infine ha assicurato che il CUSE potenzierà il proprio livello di interlocuzione  (più linee telefoniche; FAQ nei “pacchetti d’ordine”; etc.), e dunque tornerà in un qualche modo a rispondere.

A tal riguardo, abbiamo particolarmente apprezzato l’intervento conclusivo del Capo di SME, pragmatico e responsabile, che ha dato la giusta dimensione al problema senza pericolose sottovalutazioni o chiamate in causa di altri soggetti (“il problema c’è, è nostro, e va risolto rapidamente”). Ci ha poi  informato di avere già investito del problema la Ministra della Difesa, e che nei prossimi giorni ne riproporrà l’urgenza, anche alla luce del fruttuoso interscambio avvenuto oggi con le OO.SS.. Ha infine affermato di comprendere l’impatto e le ricadute di questi problemi sui lavoratori e sulle loro famiglie, e anche per questo ha assicurato che seguirà personalmente il problema ai fini della sua più rapida soluzione.

L’incontro con le OO.SS. ha trattato ovviamente anche di altre ed importanti questioni poste dalle OO.SS. Per quanto ci riguarda, abbiamo proposto i seguenti temi, anche alle luce di alcuni importanti documenti che abbiamo avuto occasione di leggere (“Linee di indirizzo” del Capo SME, datato 26.03.2018 e “Punto di situazione sui provvedimenti disposti dal Capo di SME” nel primo semestre di mandato, datato 28.08.2018, che pubblichiamo in allegato 2 e 3 sempre su questa pagina) e alla linee programmatiche illustrate alle Commissioni Difesa di Camera e Senato il 20 u.s., di cui abbiamo già riferito nel Notiziario n. 110 del 9 u.s. .

Impiego del personale civile negli Enti Esercito: FLP DIFESA ha segnalato come, a seguito di nostra specifica richiesta, era stata calendarizzata per il 30 gen u.s. un riunione con SME-RGF che prevedeva l’illustrazione della policy di F.A. circa l’implementazione della Direttiva SMD-SGD del giugno 2017 sui criteri d’impiego del personale civile e, alla luce di tale policy, i criteri ispiratori della rimodulazione degli organici degli Enti. Un appuntamento importante, in particolare per chi, come noi, crede che quella Direttiva non abbiamo introdotto alcun significativo elemento di novità in area operativa, anche in abbinata alla fine ingloriosa  che ha fatto la tabella di corrispondenza concordata con l’allora SSS Pinotti nel n2013.  Preso atto che, sul punto, nessuna direttiva/indicazioni è stata emanata dal Capo di SME, abbiamo  chiesto la ri-calendarizzazione della riunione già prevista per il 30 gennaio u.s..

Provvedimenti di riordino: preso atto che l’Esercito ha portato a termine i provvedimenti di soppressione e riorganizzazione che i DD. LLgs. 7 e 8/2014 assegnavano alla F.A., come affermato dal Capo di SME in sede di audizione parlamentare, appare evidente come l’obiettivo fondamentale di riduzione della spesa (strutture e uomini) fissato dalla L. 244 non sia stato centrato appieno, soprattutto sul fronte della spesa per il personale che continua a lievitare, e anzi cominciano ad emergere criticità sotto diversi profili (risorse scarse; esercizio; parco infrastrutturale; addestramento; etc.). Per questo, sarebbe quanto mai utile una riflessione a tutto tondo per introdurre utili correttivi. Preso atto che il gen. Farina ha proposto in audizione di alzare il numero degli organici militari previsti al 31.12.2024, un operazione analoga si imporrebbe, a nostro avviso, anche  per la componente civile, ripopolandola  con una piano straordinario di assunzioni in buona parte indirizzato verso professionalità tecniche e verso Enti dell’area T/I, e valorizzandole concretamente nell’impiego.

Strategici, al tal riguardo, appaiono il tema della formazione e dell’allevamento della forza di lavoro civile, rispetto al quale abbiamo sollecitato l’avvio di una forte iniziativa affinchè venga recuperato e riavviato con il primo veicolo normativo utile (legge di bilancio 2019?)  l’emendamento messo a punto insieme al Gabinetto nel quadro dell’accordo del 5 aprile, sui Centri di formazione (ex Scuole allievi operai) con l’utilizzo di lavoratori civili titolati in qualità di docenti, decaduto con il D.D.L. attuativo del Libro Bianco.

Relazioni sindacali: preso atto linee di indirizzo del Capo di SME (punto 2, let a.: “sono da censurare e stigmatizzare gli atteggiamenti presuntuosi e altezzosi da c.d. satrapi tipici di chi si fa forte con i deboli e debole con i forti”, abbiamo rappresentato le criticità a tutto tondo che ancora si osservano nelle relazioni sindacali territoriali di alcuni Enti. Ultimo esempio, una recente nota del Cte Logistico dell’Esercito che, da una parte non risponde alle diverse richieste delle RSU, e dall’altra raccomanda “di evitare la promiscua presenza nello stesso locale di personale appartenente ad unità organizzative diverse, seppur inquadrate all’interno delle stesso Ufficio” (vedere sul nostro sito per credere). A tal riguardo,  la nostra O.S. ha auspicato l’emanazione di una apposita direttiva da parte del Capo di SME, a similitudine di quanto fatto a suo tempo dal predecessore gen. Errico, che produsse buoni effetti.

Infine, abbiamo chiesto che gli incontri tra OO.SS. e Capo di SME assumano una cadenza periodica.

Nella sua risposta, il gen. Farina, ha innanzitutto accolto il nostro invito a periodici incontri con le OO.SS. (il prossimo incontro sarà ad inizio 2019);  ha accolto poi  la nostra richiesta per una riunione specifica sulla policy di F.A. in materia di impego civile  e sui criteri per gli organici, che sarà calendarizzata a breve da RGF; ha dichiarato di condividere l’idea di un piano straordinario di assunzioni e dell’avvio dei Centri di formazione, che porrà all’attenzione della Ministra e anche del Capo di SMD; infine, in materia di relazioni sindacali, approfondirà il tema e avvierà nel caso idonee iniziative al riguardo.

Dunque, un incontro per noi estremamente soddisfacente, auspicabilmente nel segno di una reciproca, permanente e fattiva collaborazione, nell’interesse del personale e in quello dell’Istituzione.

In allegato 5, pubblichiamomo  il messaggio del CUSE del 9.u.s. sui pagamenti FUS (saldo 2016 e 2017) e performance (2017).

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 10.10.2018 – articolo de IL FATTO QUOTIDIANO sulle problematiche del trattamento economico

Allegato 2: 26.03.2018-Linee di indirizzo del Capo di SME

Allegato 3: 28.08.2018 -Punto di situazione provvedimenti Ca.SME

Allegato 4: 06.09.18-Lettera-a-Capo-SME-richiesta-incontro

 

Notizario n. 111 del 9 ottobre 2018 –

L’aula della Commissione Difesa del Senato

In accoglimento della richiesta avanzata da FLP DIFESA con la lettera del 6 settembre u.s. (si veda il Notiziario n. 96 di pari data), che ad ogni buon conto ripubblichiamo in  allegato 2 su questa stessa pagina, il Capo di SME, gen. Salvatore Farina, incontrerà domani per la prima volta le OO.SS.

A tal proposito, riteniamo utile dar conto dell’ audizione dello stesso Ufficiale avvenuta in data 20 settembre u.s.  di fronte alle Commissioni Difesa di Camera e Senato (pubblichiamo il video integrale su questa stessa pagina in allegato 1).

Il gen. Farina ha esordito ricordando le quattro missioni della F.A.: la difesa dello Stato; la difesa degli spazi euro-atlantici ed euro-mediterranei; il contributo alla difesa della pace e della sicurezza internazionale; i concorsi e compiti specifici per la salvaguardia delle istituzioni e per fronteggiare le calamità naturali.  A tal riguardo, ha segnalato come oggi siano 3.400 gli uomini e le donne dell’Esercito impegnati in missioni internazionali e 7.300 in operazioni in Patria, di cui circa 7.000 nell’ “operazione strade sicure”, mentre altre 8.100 operano in forze di pronto impiego. Dunque, in totale, sono 18.800 gli “operativi”.

Ha quindi tracciato le cinque linee programmatiche della F.A.

La prima è relativa al processo di razionalizzazione avviato dalla legge 135/2012  e poi dai decreti legislativi nn. 7 e 8/2014, che è stato portato avanti salvaguardando al massimo la componente operativa, che oggi rappresenta il 75% della F.A..

Già attuate  n. 63 delle 83 soppressioni e n. 110 delle 124 riorganizzazioni previste, che si tradurranno in una riduzione strutturale pari al 31% entro il 2024.  Ha quindi lamentato l’insufficienza dell’organico militare previsto al 31.12.2024 (89.440, taglio del 20%) a fronte degli attuali 94.000 effettivi (di cui 7% donne), auspicando l’incremento a 99.000. Il Generale ha anche affermato che lo “snellimento organizzativo” proseguirà attraverso l’”alleggerimento dei comandi divisionali” e delle stazioni appaltanti” (da 260 a 70).

La seconda linea programmatica del Capo di SME riguarda il personale “che rappresenta la componente centrale della F.A.” e che dovrà essere valorizzato ponendo molta attenzione al benessere, alla sicurezza dell’ambiente di lavoro e ai bisogni familiari, e coniugando tra loro meritocrazia, trasparenza e partecipazione, nel quadro di una operazione di necessario ringiovanimento a fronte del progressivo invecchiamento che si sta registrando. Ha quindi parlato del personale civile dell’Esercito definendolo “una componente che garantisce un contributo prezioso e soprattutto specialistico nell’area T/I” (Poli, in primis), denunciando da una parte le criticità legate al mancato turnover di questi anni che ha determinato “la perdita progressiva di capacità”, ma dall’altra prospettando uno scenario futuro alquanto ottimistico determinato dai bandi di concorso già pubblicati (ma trattasi in tutto di 30 assistenti tecnici……..) e di 450 assunzioni nel prossimo triennio (dati questi che ci sembra non corrispondano alle previsioni di cui al Piano del Fabbisogno (PTFP) di PERSOCIV (si veda il Notiziario n. 93 del 30.08.2018), peraltro oggi già in revisione. A nostro avviso, le gravi carenze non sono solo quelle tecniche e quelle dell‘area industriale, ed ad esse si potrà far fronte solo tramite un piano straordinario di assunzioni in deroga alle attuali capacità assunzionali.

Il gen. Farina poi accennato al grave problema del taglio delle risorse per l’esercizio (dai 1149 mln del 2002 ai 255 mln del 2018!), che inducono enormi criticità in primis ai fini dell’addestramento. Servono più risorse anche per ridurre l’attuale gap capacitivo con le altre FF.AA., e da qui la richiesta, che il Capo SME ha già avanzato in ambito IF, che vengano destinate all’Esercito gran parte delle risorse assegnate al M.D.

Ultimo argomento, il parco infrastrutturale (2.700 immobili complessivi di varia tipologia, di cui 470 caserme, solo 6 quelle edificate negli ultimi 30 anni. Trattasi dunque di strutture vetuste e poco funzionali, senza  adeguata manutenzione, e che pertanto sono anche portatori di situazioni di rischio per il personale. Per questo, occorrerà un piano di ammodernamento e la costruzione di nuove infrastrutture (le “caserme verdi”, anche aperte alla cittadinanza, di cui è partita a Roma Cecchignola una prima e positiva esperienza pilota).

Un’audizione interessante, e su alcuni dei temi proposti torneremo certamente nel corso dell’incontro di domani con il gen. Farina.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: il video integrale dell’audizione del Capo di SME, gen. Farina

Allegato 2: 06.09.18 – Lettera FLP DIFESA a Capo SME richiesta incontro

Notiziario n. 110 dell’ 8 ottobre 2018 –

Il gen. Claudio Graziano, Capo di SMD, che lascerà a breve l’incarico

E’ noto a tutti (ne abbiamo accennato nel Notiziario n. 89 del 20 agosto u.s.) che l’attuale Capo di Stato Maggiore Difesa (SMD), gen. C. Graziano, già in proroga, lascerà a novembre p.v. l’incarico di Comandante delle nostre FF. AA.  e andrà a presiedere il Comitato Militare dell’Unione Europea. C’era dunque da attendersi, come sempre avvenuto, che il Governo, su proposta della Ministra, provvedesse a nominare per tempo il suo successore.

E’ accaduto invece una cosa  un po’ strana, e anche alquanto irrituale, nel Consiglio dei Ministri (C.d.M.) di giovedì 4 ottobre u.s., come si legge nel comunicato stampa di Palazzo Chigi pubblicato su questa stessa pagina in allegato 1: il C.d.M., su proposta della Ministra Trenta,  ha sì “deliberato la cessazione, dal prossimo 6 novembre, dall’incarico di Capo di Stato Maggiore della Difesa del generale Claudio GRAZIANO, ai fini dell’assunzione dell’incarico di Presidente del Comitato Militare dell’Unione europea”, ma non ha provveduto al contempo a nominare il suo successore,  pur a fronte del fatto che manca meno di un mese al 6 novembre.

Per quale motivo il Consiglio dei Ministri ritarda nella nomina del prossimo Comandante in capo delle nostre Forze Armate?

Due le ipotesi in campo, verosimilmente concorrenti.

La prima, è che il Governo non abbia ancora le idee chiare sul nome del successore al vertice di SMD. Dopo lo “sgarbo” subito dall’Aeronautica al momento della nomina del generale Graziano, che venne nominato al vertice di SMD la vigilia di Natale del 2014 (si veda il nostro Notiziario n. 135 del 29.12.2014) rompendo la tradizione di rotazione tra le tre Forze Armate sin ad allora seguita che avrebbe portato alla scelta dell’allora Capo di SMA gen. P. Preziosa, tutte le previsioni additavano nell’attuale Capo di SMA, gen. E. Veciarelli, il successore quasi certo del gen. Graziano. Scelta evidentemente non ancora acquisita, se non la si formalizza e se nel frattempo girano altri nomi, come quello del gen. F. Giancotti, già Capo 1° Reparto di SMA e nostra antica conoscenza.

La seconda ipotesi potrebbe essere ricondotta all’intenzione da parte del Governo, di cui si è letto in questi giorni su diversi giornali, di tornare agli incarichi biennali (con possibilità di un secondo mandato) per gli incarichi di vertice, come era sempre avvenuto fino al 2017, anno in cui gli incarichi divennero triennali e non rinnovabili/prorogabili.

Vedremo cosa succederà, può però darsi che la decisione arrivi a breve e dunque già nel prossimo Consiglio dei Ministri, e comunque, in ogni caso, dovrebbe riguardare un uomo dell’Aeronautica.

Certo è che la nuova maggioranza parlamentare e il nuovo governo giallo-verde guardano con grandissima attenzione agli Uomini delle Forze Armate per incarichi anche non strettamente militari, ed è un dato di fatto che, molto più che in passato, vengano scelti dei militari per diverse e importanti poltrone.

Dopo che al vertice del Dicastero è stata chiamata una “riservista” dell’Esercito ed esperta in geopolitica, la prof. E. Trenta, sono intervenute altre nomine di militari: il generale dei Carabinieri (ex Forestale) S. Costa è diventato Ministro dell’Ambiente del Governo Conte; al vertice dell’importantissima Agenzie delle Entrate (inclusa la “Riscossione”) è stato nominato il generale di divisione dalla Guardia di Finanza, A. Maggiore, che aveva già guidato le Fiamme gialle in Veneto; infine, il generale dell’Arma dei Carabinieri, L. Alestra,  anche se vicino al pensionamento, è stato scelto dal Ministro Di Maio alla guida dell’Ispettorato Generale del Lavoro, per dare “un importante segnale contro lavoro nero e caporalato”.  Mai come ora, poltrone di vertice nelle Amministrazioni Pubbliche sono occupate da Uomini con le stellette, che pare suscitino molto l’interesse del Governo. Bene.

Quello che va meno bene sono invece alcune operazioni portate avanti nel frattempo e che faranno lievitare ulteriormente la spesa per il personale militare, come il Decreto Interministeriale 9.08.2018  a firma dei Ministri Trenta e Tria, legato al riordino di ruoli e carriere, che attribuisce un “compenso forfetario d’impiego”  agli Ufficiali da Maggiore a Generale di tutti i gradi, che siano impegnati in attività operative/addestrative caratterizzate da impieghi prolungati e continuativi (su questa pagina, il testo del DI e un articolo apparso il 7 settembre u.s. su Money.it , rispettivamente allegati 2 e 3).  “Ed io pago…”, avrebbe detto il grande Totò…

Pubblichiamo infine,  sempre su questa stessa pagina e in allegato 4, l’articolo del 4 ottobre u.s. de IL FATTO QUOTIDIANO  sulle missioni all’estero.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 04.10.2018 – Comunicato stampa Consiglio dei Ministri

Allegato 2:   Decreto Interministeriale  9.08.2018 – compenso forfetario d’impiego

Allegato 3: 07.09.2018 – Articolo di Money.it su compenso forfetario d’impiego

Allegato 4: 4.10.2018 – Articolo de IL FATTO QUOTIDIANO sulle missioni all’estero

Notiziario n. 109 del 5 ottobre 2018 –

La Commissione Difesa del Senato, in data 26 u.s., ha esaminato favorevolmente, per la parte di propria competenza, due provvedimenti legislativi particolarmente importanti, il primo (A.S. 803) concernente il “Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2017” , e il secondo (A.S. 804) recante “Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2018”,  entrambi divenuti leggi dello Stato dopo solo due giorni (rispettivamente, le leggi n. 110 e 111 del 28.09.2018, che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina).

Per quanto riguarda il conto consuntivo 2017, al quale fanno da sfondo le valutazioni della Corte dei Conti in sede di relazione annuale sul bilancio (che pubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina), va detto che a fronte di un bilancio previsionale 2017 pari a 20,269 mld di € (legge n. 232 del 2016) e di quello assestato (legge n. 157 del 2017) pari a 22,971 mld €,  si è registrato un aumento complessivo di oltre 2, 7 mld di €, di cui quasi 2,50 in spese correnti e 240 milioni circa in spese in conto capitale, che hanno determinato di incremento complessivo pari al 13,32%.

Il consuntivo registra altresì un incremento delle spese del personale (+237 mln di €), dovuto anche agli oneri sostenuti per effetto del riordino delle carriere in attuazione dei DD. LLgs. nn. 94 e 95/2017 (rispettivamente Arma CC e altre FF.AA.),  pur in presenza di una riduzione di personale pari a n. 1498 unità tra 2017 e 2016.

Per quanto attiene alla spesa per investimenti, la relazione della Corte dei Conti fa rilevare come il 70 per cento circa delle spese per l’approvvigionamento e la manutenzione dei sistemi d’arma gravino sui fondi del MISE (MInistero dello Sviluppo Economico), e come i pagamenti per i programmi d’armamento ammontino complessivamente a 3,885 mld €, di cui  2,321 mld circa destinati all’A.M.,  1,71 alla M.M., e solo 314,68 mln di € risultino le somme destinate all’Esercito.

Per quanto invece riguarda l’ assestamento del bilancio 2018, rispetto alla dotazione complessiva iniziale (legge n. 205 del 2017) pari a 20,969 mld di €, la legge di assestamento interviene sia a copertura di atti amministrativi intervenuti nel periodo gennaio-maggio 2018 – già introdotti in bilancio con un aumento complessivo di 1.055,6 mln € , di cui la grandissima parte destinati alla missione 5 “sicurezza e difesa del territorio” -, sia per le variazioni nuove previste dalla stessa legge di assestamento. Complessivamente, le previsioni assestate 2018 ammontano a 22,339 mld € rispetto alle previsioni iniziali, con un più 1,37 mld €.

In sede di relazione, la Presidente della Commissione Difesa del Senato ha anche segnalato alcune criticità relative all’assestamento.

In primis, il fatto che A.D., da una parte non sia “riuscita a ottenere, in sede di assestamento, la copertura dei cosiddetti «oneri ineludibili» connessi alle utenze di servizio (acqua, gas e luce), aggravate da spese di mora e di contenzioso in atto”  e, dall’altra, che tuttora “vanta inoltre crediti in materia di rimborso dei voli di Stato e per ragioni d’urgenza ed umanitarie, effettuati con mezzi delle FF.AA.”.

La seconda criticità segnalata è che “il Ministero si trova in difficoltà – sempre per mancanza di fondi – anche nel provvedere alla remunerazione delle licenze non fruite dal personale militare marittimo transitato, per infermità, nei ruoli del personale civile”  (dunque, una ragione in più per fare quel “punto di situazione” sugli ex militari transiti nei ruoli civili che FLP DIFESA chiede invano da due anni!).

Infine, la terza criticità è relativa al fatto che “A.D. non è attualmente nelle condizioni di proseguire il proprio programma di realizzazione di asili nido per i figli del personale”. Dunque, anche quel poco di welfare che esiste attualmente nel M.D., rischia di sbriciolare. Ci chiediamo: con gli incrementi concessi ai militari in conseguenza del riordino dei ruoli e delle carriere (237 mln di €), quanti asili nido o altri servizi si sarebbero potuti attivare?

Dunque, la spesa del M.D. cresce nel 2018, interrompendo così il seppur lieve trend positivo alla decrescita degli ultimi anni (vds Notiziario n. 88 del 14.09.2017), e cresce anche la spesa del personale che rappresenta più dei due terzi del bilancio complessivo, davvero una enormità (negli altri Paesi l’incidenza delle spese del personale sul bilancio incide per  circa il 50%).

Ne riparleremo, anche a fronte di alcune recenti iniziative che faranno lievitare ulteriormente la spesa per il personale militare.

           (Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Leggi nn. 110 e 111 del 28.09.2018 – rendiconto 2017 e assestamento 2018

Allegato 2: Relazione della Corte dei Conti  (notazioni relative al Ministero Difesa da pg. 233 a pg. 258)

Notiziario n 108 del 3 ottobre 2018 –

La Ministra della Difesa, prof. Elisabetta Trenta

Martedi 25 settembre u.s.,  il Ministero Difesa ha inviato sulla mail istituzionale di ciascun dipendente alcuni documenti, che pubblichiamo in allegati 1, 2 e 3 su questa stessa pagina: “Linee programmatiche del Dicastero” e l’“Atto di Indirizzo per l’avvio del ciclo integrato di programmazione della performance e di formazione del bilancio di previsione per l’E.F. 2019 e la programmazione pluriennale 2020-2021” (DM 19.09.2018)  Si tratta di importanti e complessi documenti, che delineano gli obiettivi del M.D. nei prossimi anni e le direttrici per traguardarli.

Come si ricorderà, il 26 luglio scorso la Ministra Trenta aveva illustrato le proprie “linee programmatiche” nel corso della sua prima audizione parlamentare, delineando in quella sede gli indirizzi programmatici e indicando al contempo le due parole chiave che avrebbero caratterizzato l’azione di governo dei prossimi 5 anni, ovvero “resilienza” e “dual use” (si veda il Notiziario n. 86 del 9.08.2018).

Ebbene, l’ Atto di Indirizzo  emanato il 19 u.s. si propone di integrare quelle linee programmatiche con gli strumenti operativi e finanziari ritenuti funzionali allo scopo, indicando le priorità politiche sulle quali dovrà essere sviluppato il ciclo della performance, declinata in entrambe le componenti organizzativa e individuale,  a cui sono legati, per effetto del CCNL 2016-18, l’erogazione della parte più cospicua del salario accessorio dei lavoratori civili. Al suo interno (“annesso”), si trovano le linee di indirizzo metodologiche ed indicazioni per la traduzione delle priorità politiche in obiettivi, ovvero il percorso che porta a tradurre le Priorità Politiche (PP) in Piani Operativi (PO), cioè le Performance Organizzative, che, guardando a come vengono declinate, continuano purtroppo a restare il grande punto interrogativo nell’organizzazione di A.D.

Questi, altri contenuti d’interesse del personale civile. In tema di “risorse umane”,  vengono enunciate in dettaglio le linee di azioni riguardo alla progressione di carriera, alle dinamiche salariali, al riconoscimento dei titoli e delle capacità, ma tutte ancora una volta proposte solo sul versante del personale militare, mentre per i lavoratori civili, come al solito,  si parla genericamente di rilancio e valorizzazione e della necessità di “misurarci e valutarci per promuovere il merito(!)”,  evitando però accuratamente di esplicitare in che modo e con che cosa il merito vada premiato, atteso che di soldi e di sviluppi di carriera i civili ne vedono notoriamente ben pochi. Progressioni di carriera inesistenti, retribuzioni e passaggi economici al limite della beffa anche nel raffronto ad altre AA.CC., riconoscimento delle competenze e delle funzioni sempre e solo a parole. Almeno sino ad ora, di discontinuità ne abbiamo visto davvero ben poca!

Grande enfasi anche per la questione formazione, presentata come elemento fondamentale di crescita del personale civile, anche in prospettiva delle “nuove e più complesse responsabilità che i dipendenti civili potranno assumere”.  Ci chiediamo: quando? in che modo ? dove? Trattasi, allo stato,  di mere enunciazioni, anche condivisibili ovviamente, che aspettano però di trovare riscontri nella realtà.

Infine un cenno a due interessanti paragrafi del terzo capitolo: il 16), relativo agli alloggi di servizio previsti indistintamente per il personale in servizio del M.D., e il 24) ove si esprime la necessità di sostenere il benessere del personale attraverso l’accesso ai servizi e alla promozione di programmi tesi all’acquisto di alloggi a riscatto, anche mediante individuazione di aree da destinare all’edilizia cooperativa. Un tema, quello della accessibilità alla proprietà della casa, che interessa una larga fascia di lavoratori.

Su queste questioni e su molte altre,  attendiamo ora che si apra il confronto con la Ministra Trenta, che molto meritoriamente ha riservato a sé le relazioni sindacali. A breve, dovremmo essere convocati.

FLP DIFESA ha idee chiare in proposito,  e anche alcune proposte che abbiamo già portato all’attenzione della Ministra (vds Notdif n 98 del 10 settembre 2018).

Il personale civile aspetta da anni una svolta decisa e noi siamo pronti, sin da subito, a fare la nostra parte e a lavorare per farla decollare, offrendo il nostro apporto all’Amministrazione “del cambiamento”,  se davvero i Vertici di A.D. vorranno procedere speditamente in questa direzione.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Linee programmatiche della Ministra della Difesa illustrate al Parlamento

Allegato 2: Integrazione linee programmatiche su “resilienza” e “dual use”

Allegato 3: Atto di Indirizzo – programmazione ciclo performance + bilancio previsionale 2019 e pluriennale 2020-2021

Notiziario n. 106 del 26 settembre 2018 –

Il ge. Nicolò Falsaperna, prossimo SGD/DNA

Il generale C.A. Nicolo Falsaperna sarà, a partire dal 9 ottobre p.v., alla guida del Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti (SGD/DNA),  in sostituzione dell’attuale Segretario Generale gen. C. Magrassi,  del quale è attualmente  il Vice, incarico che riveste da ottobre 2015. Aria nuova dunque in area Segretariato, dopo il già avvenuto ricambio del D.G. di PERSOMIL (l’amm. P.L. Ricca ha preso in data 18 luglio u.s. il posto del gen. Gerometta) e quello probabile a fine corrente anno del D.G. di PERSOCIV.

La decisione, su proposta della Ministra Trenta,  è arrivata dal Consiglio dei Ministri del 13 settembre u.s., ancorchè il comunicato stampa diffuso da Palazzo Chigi a fine riunione non ne rechi traccia. Ne siamo comunque venuti a conoscenza dalla comunicazione comparsa il 14 u.s. sul sito del Ministero, accompagnata nell’occasione dagli auguri della Ministra (buon lavoro in questo incarico di grande rilievo per la Difesa”), e poi anche dalla viva voce dello stesso gen. Magrassi, che ne ha dato notizia e lo ha anche presentato, alle OO.SS. Territoriali/RSU nel corso della riunione del 18 u.s. finalizzata a fare  “un punto di situazione sulla sistemazione del personale del Segretariato nel sedime di Centocelle”.

Il gen. Falsaperna è nato ad Ancona il 14 dicembre 1958, ed ha frequentato il 159° Corso dell’Accademia Militare di Modena tra il 1977 ed il 1979.  Dopo aver frequentato la Scuola di Applicazione di Torino, ha rivestito, in successione, importanti incarichi presso il RALOCE prima e poi presso l’Ufficio Generale del Capo di SME. Successivamente, è stato, Comandante del 1° Battaglione Genio Ferrovieri e poi, del  6° Reggimento Genio Pionieri, e quindi, da generale, della Brigata meccanizzata “Aosta” impiegata in Kossovo.  Dal 2008 al 2011 è stato Vice Capo del IV Reparto Logistico dello SME, poi, da generale di divisione, ha assolto all’incarico di Vice Capo di Gabinetto, e quindi di Direttore di GENIODIFE. Promosso generale di C.A. nel luglio 2015, dal successivo mese di ottobre ha assunto l’incarico di Vice Segretario Generale.

Dunque, dal 9 ottobre avremo un nuovo SGD/DNA, in una fase nella quale saranno molte le sfide per tenere alta la competitività del nostro sistema difesa, di fronte all’attivismo di Germania e Francia.

Il gen. Carlo Magrassi, che riveste attualmente quell’incarico, pare abbia perso la “battaglia” per alzare a 65 anni il limite d’età per i generali e ammiragli a tre o quattro stelle con allineamento all’Arma dei C.C. e ai corpi tecnici della M.M., il che gli avrebbe potuto consentire di arrivare al vertice delle FF. AA. in sostituzione dell’attuale Capo di SMD, gen. C. Graziano, che a novembre p.v. dovrà comunque lasciare l’incarico e che dovrebbe verosimilmente essere sostituito dall’attuale Capo di SMA, gen. Enzo Veciarelli.

Al gen. Magrassi, che sembrerebbe aver ispirato alcune delle sue prime scelte, la Ministra Trenta affiderà l’incarico di  consigliere del Ministro della Difesa per la politica industriale”, un incarico verosimilmente  pensato su misura, perché nell’organigramma della Difesa quell’incarico non esiste. Così continuano purtroppo ad andare le cose in casa Difesa, la discontinuità non appare ancora la cifra del nuovo corso.

Prima di concludere, un breve cenno alle altre importanti questioni trattate dal gen. Magrassi nell’incontro con le OO.SS. Territoriali e le RSU dell’Ente, avvenuta martedì 18 settembre u.s..

In primis, è arrivata la conferma che, dopo il faticoso lavoro legato al trasferimento di Segredifesa a Roma Centocelle, non sono previsti al momento movimentazioni di altri Enti in quel sedime.

Il Gen. Magrassi ha poi  toccato il tema della formazione, rispetto al quale ha confermato che  l’Amministrazione., su imput della Ministra, sta lavorando a  un progetto triennale che dovrebbe essere presentato alle OO.SS. in ottobre p.v.. A tal proposito,  nel sottolinearne il ruolo importantissimo, il SGD ha invitato le OO.SS. a vigilare affinché DIFEFORM rimanga in ambito Segretariato.

Infine, il SGD ha confermato che il progetto Libro Bianco ha subito una evidente battuta d’arresto. Lo davamo per scontato, e la cosa non ci dispiace neanche un pò.

(Giancarlo Pittelli)

 

giancarlo pittelli


Agenzia Industrie Difesa. Sottoscritta l’Ipotesi di accordo per le progressioni economiche. Rispetto all’Ipotesi di accordo 31.07.2018 per le progressioni del personale Difesa, introdotte delle modifiche nei punteggi a seguito dei rilievi venuti dagli Organi che hanno certificato quell’accordo. Modifiche che, a seguire, dovranno essere introdotte anche nell’accordo definitivo Difesa. Rilievi, pare, anche sull’accordo 3.8.2018 per la distribuzione del FRD (ex FUA). Nuvole cariche di pioggia all’orizzonte?

23 Ott 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 117 del 23 ottobre 2018 – Nella mattinata di oggi,  abbiamo sottoscritto l’Ipotesi di accordo stralcio sulle progressioni economiche con decorrenza 1.1.2018 del personale non dirigente di Agenzia Industrie Difesa. Rispetto alla bozza fatta pervenire dalla Direzione Generale AID, e che abbiamo a suo tempo inviato a tutte le nostre strutture e pubblicata […]


Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (NADEF) 2018. Le previsioni per la Difesa e i “pareri” delle Commissioni Difesa di Camera e Senato. Risorse finanziarie insufficienti, in vista ulteriori razionalizzazioni delle strutture militari, ma anche “nuove assunzioni per Arsenali, Stabilimenti, Poli di mantenimento ed Enti militari a carattere industriale”. Il MISE conferma i finanziamenti della “legge navale”, mentre qualche problema per i programmi aeronautici.

22 Ott 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 116 del 22 ottobre 2018 – Si è fatto un gran parlare, nelle ultime settimane, della c.d. NADEF (Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza), il cui testo definitivo pubblichiamo in forma integrale su questa stessa pagina in allegato 1. Come noto, il Documento di economia e finanza (DEF)  costituisce il […]


La riorganizzazione di Arsenali e Centri Tecnici e del settore infrastrutturale della Marina. Incontro con lo SMM per l’esame dei nuovi organigrammi messi a punto dalla F.A. a seguito dei confronti locali. Recepite solo le proposte di RSU e OO.SS. condivise dalle Direzioni degli Stabilimenti. Entro l’anno gli schemi dei nuovi decreti di struttura. Per la parte a valle dei Reparti, oggetto dei successivi decreti dirigenziali, dovranno proseguire i confronti locali.

17 Ott 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 114 del 17 ottobre 2018 – Si è svolto, nel pomeriggio di ieri, a Palazzo Marina la riunione tra le delegazioni di M.M. (SMM e COMLOG)  ed FLP DIFESA, presieduta dal nuovo Capo del 1° Reparto, amm. F. Gregori, e che ha riguardato due riorganizzazioni: quella dei tre Arsenali (Taranto, La Spezia e […]


Dopo l’incontro con il Capo di SME, si muove qualcosa sul fronte della soluzione dei problemi da noi denunciati e relativi al trattamento economico del personale militare e civile dell’Esercito. Pubblichiamo il messaggio partito dal CUSE per fornire assistenza a operatori, lavoratori e pensionati interessati: numeri telefonici dedicati, orari del call center, front-office. Perchè una pubblicazione CUSE sulla busta paga del solo personale militare e non anche di quello civile?

16 Ott 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 113 del 15 ottobre 2018 – Il caso degli errori e delle errate imputazioni nei cedolini paga del personale militare e civile dell’Esercito sta crescendo giorno dopo giorno e si sta imponendo sempre più all’attenzione dei media. Ultimo, un articolo comparso su Money.it  giovedì 11 u.s., che pubblichiamo su questa stessa pagina in […]


Primo e positivo incontro con il Capo di SME. In primo piano, le gravi problematiche in materia di trattamento economico, con gli errori in busta paga e le mancate risposte. Poi anche la policy dell’ impiego civile, il processo di riordino, le problematiche dell’area industriale e le relazioni sindacali. Attenzione e disponibilità da parte del Capo dell’Esercito, accolte le nostre richieste. Pubblichiamo anche il messaggio CUSE sui pagamenti FUS (2016 e 2017) e Performance (2017).

11 Ott 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 112 dell’ 11 ottobre 2018 – Un incontro sicuramente positivo quello di ieri pomeriggio con il Capo di SME, gen. Salvatore Farina, il primo dall’assunzione dell’alto incarico, e che è stato fissato in agenda a seguito della richiesta avanzata da FLP DIFESA con la lettera del 6 settembre u.s. (vds allegato 4 su […]


L’audizione presso le Commissioni Difesa di Camera e Senato del Capo di SME, gen. S. Farina. Punto di situazione sul processo di riordino della F.A., le problematiche del personale; la preoccupante carenza di risorse finanziarie e le criticità in materia di esercizio e stato delle infrastrutture. Grido di allarme sugli organici militari previsti al 2024 (n. 89940), ne servirebbero almeno altri 10.000. E domani 10 ottobre il primo incontro, da noi richiesto, con le OO.SS.

10 Ott 2018 - Flp Difesa

Notizario n. 111 del 9 ottobre 2018 – In accoglimento della richiesta avanzata da FLP DIFESA con la lettera del 6 settembre u.s. (si veda il Notiziario n. 96 di pari data), che ad ogni buon conto ripubblichiamo in  allegato 2 su questa stessa pagina, il Capo di SME, gen. Salvatore Farina, incontrerà domani per […]


Il Consiglio dei Ministri del 4 u.s. ha deliberato la cessazione dal 6 novembre dall’incarico di Capo di SMD del gen. Graziano, ma non ha anche nominato il suo successore. Dubbi sulla scelta, ma forse anche il tentativo di prendere tempo per riportare a due anni il mandato. Quanti incarichi dal Governo per i generali! E intanto altri soldi agli Ufficiali delle FF.AA. con il decreto sul compenso forfettario d’impiego, che farà crescere ulteriormente la spesa per il personale militare

8 Ott 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 110 dell’ 8 ottobre 2018 – E’ noto a tutti (ne abbiamo accennato nel Notiziario n. 89 del 20 agosto u.s.) che l’attuale Capo di Stato Maggiore Difesa (SMD), gen. C. Graziano, già in proroga, lascerà a novembre p.v. l’incarico di Comandante delle nostre FF. AA.  e andrà a presiedere il Comitato Militare […]


I numeri del bilancio consuntivo 2017, con i relativi rilievi della Corte dei Conti, e quelli del bilancio assestato 2018, che evidenziano una crescita della spesa (+ 1,37 miliardi di €) rispetto alle previsioni iniziali del bilancio della Difesa. Cresce ancora la spesa per il personale militare in ragione del riordino di ruoli e carriere (+ 239 milioni nel consuntivo 2017). La spesa per armamenti per il 70% in capo al MISE. Le criticità segnalate dalle Commissioni Difesa.

5 Ott 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 109 del 5 ottobre 2018 – La Commissione Difesa del Senato, in data 26 u.s., ha esaminato favorevolmente, per la parte di propria competenza, due provvedimenti legislativi particolarmente importanti, il primo (A.S. 803) concernente il “Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2017” , e il secondo (A.S. 804) recante “Disposizioni per […]


Pubblichiamo il testo delle “linee programmatiche” illustrate dalla Ministra Trenta in Parlamento il 26 luglio u.s. con alcune successive integrazioni in materia di “resilienza” e “dual use”, e l’ “atto di indirizzo” per l’avvio del ciclo integrato di programmazione della performance e di formazione del bilancio 2019 e pluriennale 2020-2021. La centralità della formazione e le “nuove e più complesse responsabilità del personale civile”. Attendiamo, a breve, la convocazione del Gabinetto

3 Ott 2018 - Flp Difesa

Notiziario n 108 del 3 ottobre 2018 – Martedi 25 settembre u.s.,  il Ministero Difesa ha inviato sulla mail istituzionale di ciascun dipendente alcuni documenti, che pubblichiamo in allegati 1, 2 e 3 su questa stessa pagina: “Linee programmatiche del Dicastero” e l’“Atto di Indirizzo per l’avvio del ciclo integrato di programmazione della performance e […]


Dal 9 ottobre p.v., il gen. Falsaperna assumerà l’incarico di Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti. L’attuale Segretario Generale, gen. Magrassi, nominato dalla Ministra Trenta “consigliere del Ministro della Difesa per la politica industriale”. L’incontro di saluto del gen. Magrassi con le rappresentanze locali: confermato il progetto formazione voluto dalla Ministra e lo stop di fatto al progetto Libro Bianco

26 Set 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 106 del 26 settembre 2018 – Il generale C.A. Nicolo Falsaperna sarà, a partire dal 9 ottobre p.v., alla guida del Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti (SGD/DNA),  in sostituzione dell’attuale Segretario Generale gen. C. Magrassi,  del quale è attualmente  il Vice, incarico che riveste da ottobre 2015. Aria nuova […]


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