Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 28 del 28.11.2012 relativo al secondo tavolo tecnico tenutosi presso il Dipartimento della Funzione Pubblica in ordine alle importantissime problematiche legate ai lavoratori precari che operano nell’ambito del Pubblico Impiego.
“Come preannunciato nel notiziario del 23 u.s., questa mattina si è svolto presso il Dipartimento della Funzione Pubblica un secondo incontro del tavolo tecnico con lo scopo di verificare le possibili disponibilità del Ministro Patroni Griffi in ordine alle diverse ed importantissime problematiche legate ai lavoratori precari che operano nell’ambito del Pubblico Impiego.
A tal proposito vale la pena di ricordare che nella precedente riunione la stessa Funzione Pubblica aveva fornito un primo tabulato con alcuni dati, parziali, che quantificavano il fenomeno del lavoro precario nella P.A. in circa 80 mila unità, mentre le Confederazioni Sindacali hanno rivendicato con forza una soluzione politica tesa a definire una proroga generale dei contratti in essere, al fine di evitare la drammaticità di situazioni occupazionali di fortissime dimensioni.
Ebbene, in apertura della riunione di oggi il Cons. Naddeo, Capo Dipartimento della Funzione Pubblica, ha fornito un nuovo dato numerico relativo al censimento dei lavoratori precari nel Pubblico Impiego suddiviso per Comparti (Autorità Centrali, Settore Scuola e Settore Regioni e Autonomie Locali), che definisce una dimensione del fenomeno superiore a 250 mila unità; in più, ed è la cosa per la quale ci siamo battuti, ha comunicato che nella prossima riunione del Consiglio dei Ministri, prevista per venerdì 30 novembre, il Ministro Patroni Griffi dovrebbe far approvare un emendamento al DL di Stabilità con il quale si prorogano di altri sei mesi i contratti in essere, di qualsiasi tipo essi siano.
A questo punto, una volta approvato l’emendamento e definito lo specifico atto di indirizzo, si potrà effettivamente far decollare il CCNQ sul Precariato da definirsi presso l’ARAN e che dovrebbe fissare gli strumenti normativi e le regole a fattor comune utili alle parti (Amministrazioni e forze sociali) per la stipula dei nuovi contratti. Una notizia positiva e per certi versi inaspettata visto le recenti dichiarazioni del Ministro, ma che fa rimanere inalterato il nostro convincimento sulla necessità di trovare soluzioni tese a definire un percorso di stabilizzazione dei contratti di lavoro in essere e sul quale ovviamente necessiterà un nuovo e maggiore impegno di carattere politico e, forse, di un nuovo esecutivo che ne prenda in carico la soluzione.
L’incontro in Funzione Pubblica è stato anche l’occasione per ribadire la necessità di definire in sede politica quelle problematiche ancora in sospeso e ritenute dalle forze sociali di assoluta importanza:
– prima e unica riunione e la consegna e la discussione su quelli ancora mancanti (Agenzie Fiscali, MEF, INPS, Giustizia, Interni, Esteri);
– la definizione di un accordo quadro sulle relazioni sindacali ed in particolare sulla mobilità;
– la riapertura del tavolo sulla spending review per l’esame congiunto e la valutazione sui dati consegnati nella definizione di un accordo quadro che recepisca i nuovi volumi delle prerogative sindacali connessi alla accertata rappresentatività.
Su queste problematiche il Cons. Naddeo, che ha presieduto la riunione, si è impegnato a riferire al Ministro Patroni Griffi che, ci auguriamo, nella giornata di lunedì 3 dicembre, data fissata per la prossima riunione sul tavolo del Precariato, possa individuare e proporre uno specifico calendario di incontri.
Si allega il tabulato fornito dalla Funzione Pubblica sul lavoro precario nel Pubblico Impiego con proiezioni dal 2007 al 2011 e si fa riserva di prossime comunicazioni al riguardo.
Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 27 del 23 novembre 2012 relativo alla riunione avvenuta in data 21 u.s. a Palazzo Vidoni con il Ministro della Funzione Pubblica Patroni Griffi nella quale sono stati forniti alle OO.SS. alcuni dati, in verità ancora molto parziali, rispetto all’attuale platea dei precari del Pubblico Impiego.
” Si è svolto l’altro ieri a Palazzo Vidoni, presso la Funzione Pubblica, un incontro del tavolo tecnico sul Precariato in relazione allo specifico impegno del Ministro Patroni Griffi assunto nelle precedente riunioni legate alla applicazione della “spending review” nel Pubblico Impiego.
La Funzione Pubblica ha consegnato alcuni dati riepilogativi suddivisi per Amministrazioni, molto parziali rispetto alla attuale platea dei precari del Pubblico Impiego, circa 80 mila unità fra Amministrazioni Centrali e decentrate, dati che individuano complessivamente 3.250 lavoratori precari a tempo determinato, 1.593 lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continua e 919 unità con rapporti lavorativi derivanti da contratti di somministrazione di lavoro.
In ragione di quanto sopra tutte le Confederazioni presenti alla riunione e la CSE in particolare nel suo intervento, hanno rappresentato la necessità, l’urgenza di trovare immediatamente soluzioni di carattere politico che consentano la proroga dei contratti in scadenza al 31.12.2012 e la sottoscrizione di un accordo quadro che individui gli strumenti di carattere normativo sia per le parti datoriali sia per le forze sociali.
La CSE ha sostenuto che tale scelta deve essere inquadrata nel più complesso ambito di applicazione della “spending review”, per il quale occorre immediatamente aprire quel tavolo tecnico su cui il Ministro Patroni Griffi si è impegnato, e questo anche al fine di correlare i processi di riorganizzazione con i rinnovi dei contratti in corso e tendere ad una loro stabilizzazione.
La riunione si è conclusa con l’impegno ad una nuova riunione fissata per mercoledì 28 novembre ed alla quale parteciperanno le delegazioni del MIUR e dell’AFAM in relazione alle problematiche del Comparto Scuola.
Si allega copia del materiale consegnato dalla Funzione Pubblica.”
Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 26 del 13 novembre 2012 relativo alla riunione avvenuta in pari data a Palazzo Vidoni con il Ministro della F.P. Patroni Griffi nella quale sono stati forniti alle OO.SS. i primi dati, parziali e controversi, su organici ed esuberi conseguenti alla Legge 135/2012 e nella quale è stato preannunciato per l’ennesima volta l’esame congiunto su DPCM organici/mobilità e l’apertura del confronto all’Aran su relazioni sindacali e precariato, che era stata la richiesta a suo tempo fatta dalla CSE e accolta dal Ministro.
” In data odierna si è svolta a Palazzo Vidoni un incontro fra il Ministro Patroni Griffi e le Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative, propedeutico all’esame congiunto che si dovrà tenere nelle prossime settimane, sempre al tavolo politico, per le valutazioni sul DPCM che recepisce le nuove dotazioni organiche del personale dei diversi comparti del Pubblico Impiego, ridotte nelle percentuali previste dal DL 95/2012, quello della c.d. spending review, e sui criteri connessi ai processi di mobilità del personale in soprannumero.
Il materiale che è stato consegnato dalla Funzione Pubblica comprende i dati relativi al personale dirigente e delle aree funzionali di alcune delle Amministrazioni Centrali del Comparto Ministeri, degli Enti Pubblici di ricerca, di alcuni degli Enti Pubblici non economici e della Autorità di Bacino; mancano ancora i numeri di diverse Amministrazioni, Agenzie ed Enti per poter avere un quadro di insieme che, mettendo in relazione le nuove dotazioni organiche con le presenze effettive, possa dare un primo segnale in ordine alle reali eccedenze numeriche del personale.
A un primo esame dobbiamo subito rilevare come appare assolutamente non condivisibile il metodo utilizzato che pone in molti casi il sindacato di fronte al fatto compiuto, considerato che i rappresentanti del Ministero della Funzione Pubblica hanno dichiarato di aver in qualche caso, e per alcune amministrazioni, già provveduto ad effettuare in modo assolutamente unilaterale compensazioni sulle dotazioni organiche.
Inoltre, lo stesso dato che emerge dalla documentazione, rilanciato pomposamente da dichiarazioni stampa del Ministro Patroni Griffi pari al momento a presunte 4.028 unità di personale in eccedenza, è calcolato non sul rapporto tra dotazioni organiche e presenti di singolo Ente o Amministrazione, ma per area funzionale, con il risultato che in parecchie amministrazioni, pur a fronte di notevoli carenze in alcune aree, viene dichiarato in eccedenza il personale dell’altra area.
Il tutto assume caratteristiche grottesche in alcune Amministrazioni (vedi Ministero dei Beni Culturali) dove viene rilevato un esubero di personale di seconda area che ha già superato le procedura di passaggio interno per la terza area e che è in attesa di stipulare il contratto.
Ricordiamo comunque che in ogni caso, e a voler tenere per buoni i “numeri” dati dal Ministro, deve essere ancora verificata l’applicazione di quanto previsto dall’art. 2 del già citato DL 95/2012 in ordine al pensionamento secondo il regime ordinario, ed alle previsioni di cui alla lettera a) comma 11 del già citato articolo 2 (l’applicazione delle norme ante Fornero).
L’altro punto affrontato nel corso della riunione è stato quello connesso alla emanazione da parte del Ministro Patroni Griffi di due direttive all’Aran che dovrebbero consentire alla stessa Agenzia, presente al tavolo odierno, di stipulare con le Confederazioni maggiormente rappresentative due veri e propri contratti riguardanti la problematica delle relazioni sindacali, di fatto congelate dopo l’accordo del maggio 2012 e le “prescrizioni” del DL 95, e quella del precariato nel Pubblico Impiego.
Si tratta dell’ennesimo annuncio rispetto agli impegni presi dal Ministro nelle precedenti riunioni. Rileviamo però come mancano all’appello, ancora, le parti salienti dell’accordo che noi come CSE abbiamo proposto e che riteniamo vadano inserite all’interno della direttiva all’Aran. Ci riferiamo in particolare alle modalità di utilizzo dei risparmi di gestione della PA ai fini del rilancio della contrattazione integrativa, un nuovo modello contrattuale e la possibile rivisitazione di alcune delle attuali norme sul lavoro pubblico, da noi considerate “vessatorie” e sulle quali riteniamo occorra un ripensamento anche di carattere politico.
In definitiva, resta inalterato il giudizio negativo della nostra Confederazione sull’impatto della spending review nella P.A. italiana, una legge, lo ricordiamo, votata purtroppo da tutto il Parlamento a larghissima maggioranza.
Per quanto riguarda gli effetti sui lavoratori pubblici riteniamo necessario avviare una serie di ulteriori approfondimenti con i Coordinamenti Nazionali di Settore che consentano di acquisire informazioni e indicazioni per la imminente trattativa in Funzione Pubblica, mentre sul versante delle singole Amministrazioni occorrerà aprire specifici tavoli tecnici per meglio comprendere le ricadute ed i riflessi legati alla applicazione della norma nelle sue diverse fasi attuative.
Si allega copia del materiale consegnato dalla Funzione Pubblica a carattere riepilogativo (dirigenti e personale delle aree funzionali) e si fa riserva di comunicare la data della riunione dei Coordinamenti Nazionali di Settore.
La Funzione Pubblica ha accolto in toto la proposta della A.D. sulla rideterminazione degli organici in applicazione dell’art. 2, c.1, L. n. 135(“spending review”), proposta messa a punto sulla base degli indirizzi contenuti nella Direttiva F.P. n. 10/2012 (vds. nostri Notiziari n. 129 del 2 e n. 136 del 17 ottobre 2012).
La norma sopra richiamata dispone il taglio del 20% degli Uffici dirigenziali (generali e non) e “la riduzione non inferiore al 10% della spesa complessiva relativa al numero dei posti in organico di tale personale” con riferimento al personale non dirigente. Rispetto alla dotazione organica attuale discendente dal D.L. 138/2011 ( n. 30.283, di cui: n. 63 in area 1; n. 26.590 in area 2^ e n. 3.630 in area 3^), il via libera della Funzione Pubblica attesta la nuova dotazione organica del personale civile non dirigente in complessive n.27.777 unità, così distribuite: n. 1.824 in area 1 (erano n. 63); n. 23.246 in area 2^ (erano n. 26.590); n. 2.681 in area 3^ (erano n. 3.630) e n. 26 professori. Per quanto riguarda il personale dirigente, la nuova dotazione organica è pari a n. 117 (erano n. 133 post DL 138).
Balza immediatamente agli occhi la vera, grande novità: il rientro in organico di 1.761 lavoratori di area 1^ (1824 – 63) , fino ad oggi tutti in eccedenza e sui quali pendeva maggiormente il “rischio esubero” al 1.07.2013 e di collocamento in disponibilità (trattamento complessivo al 65% per 24 mesi, e poi il licenziamento). Era stata, come i colleghi ricorderanno, la prima richiesta di FLP DIFESA, giudicata in un primo momento difficilmente praticabile dallo stesso Ministro Di Paola, e poi invece resa possibile dalle indicazioni venute dalla Direttiva FP n. 10/2012 che, in relazione alla c.d. “compensazione interna”, ha previsto che “.. il soprannumero di un’area/profilo è eventualmente possibile neutralizzarlo riducendo le disponibilità di posti nelle altre aree secondo una corrispondenza di valore finanziario”. Opportunità colta al volo dalla nostra Amministrazione, alla quale va dato atto, nella circostanza, del positivo lavoro fatto.
Ora parte la seconda fase di attuazione della “spending”.Le presenze effettive di personale stimate da Persociv al 31.10.2012 (si veda la tabella da noi messa a punto e allegata al Notiziario n.136) sono le seguenti: n. 2.046 in area 1^; n. 24.586 in area 2^ e n. 2.506 in area 3^. Rispetto alle nuove dotazioni organiche approvate dalla F.P., , emergerebbero dunque eccedenze in area 1^ per n. 222 unita e in area 2^ per n. 1.340, e invece carenze per n. 175 unità in area 3^.
Nel complesso, la “eccedenza assoluta”, come la definisce la F.P., , è pari a n. 1.562 unità, a fronte del quale il numero di personale in possesso dei requisiti ante riforma Fornero per l’accesso al pensionamento entro il 31.12.2014 sarebbe però di molto superiore (dai nostri calcoli, n. 232 in area 1^ e n. 2.560 in area 2^, per un totale di n. 2.792 posizioni soprannumerarie riassorbibili, in ragione della possibilità offerta dall’art. 2, comma 1, let. a) della Legge 135.
Una situazione, dunque, apparentemente tranquilla, che scongiurerebbe la possibilità di avere esuberi e collocamenti in disponibilità al 1 lug.2013, e che, a fronte di quanto previsto dal cronoprogramma di cui alla richiamata Direttiva FP n. 10, si dovrà tradurre entro il 31 dicembre p.v., tra le altre cose, nella predisposizione di “piani previsionali delle cessazioni di personale in servizio fino a tutto il 31.12.2014”; nella individuazione nominativa “del personale in possesso dei requisiti” per il pensionamento; nella comunicazione “al personale interessato della data di collocamento a riposo”; infine, nellaindividuazione “dei soprannumeri non riassorbibili entro due anni a decorrere dal 1° gen. 2013”.
Come si può capire, la strada da fare è ancora davvero molto lunga e complessa. Ne riparleremo a breve.
In allegato: – la tab. 1 dell’emanando DPCM, relativa alle nuove dotazioni organiche civili della Difesa.
L’Amministrazione della Difesa ha definito e già inviato alla Funzione Pubblica (FP) la proposta di riduzione degli organici civili in applicazione dell’art. 2 Legge 8.08.2012, n. 135 (“spending review”), che è stata messa a punto sulla base degli indirizzi contenuti nella Direttiva n. 10 a firma del Ministro Patroni Griffi. In allegato, la nota del Gabinetto con la relativa tabella che ricomprende sia i nuovi organici riferiti al personale non dirigente che quelli riferiti al personale non dirigente.
Con riferimento alle aree funzionali, rispetto a quanto anticipato alle OO.SS. nella riunione del 2 u.s. (si veda a tal riguardo il nostro Notiziario n. 129 di pari data e relativa tabella allegata), la proposta inviata alla F.P. mantiene lo stesso impianto e le stesse scelte di fondofinalizzate a scongiurare situazioni di esubero al 30 giugno 2013 che verrebbero collocate nelle “liste di disponibilità” (la c.d. “cassa integrazione degli statali”, con trattamento economico pari al 65% circa di quello complessivo attuale e per un massimo di 24 mesi, dopo i quali si aprirebbero le porte del licenziamento e dell’uscita dai ruoli). Cambiano solo alcuni numeri in conseguenza delle ultime verifiche effettuate dall’Amministrazione in ordine ai lavoratori che matureranno i requisiti per il collocamento in pensione al 31 ottobre p.v., ma il risultato finale appare addirittura più favorevole in quanto si riduce il numero dei soprannumeri (rispetto a quanto comunicato nella riunione del 2 u.s.: -10 in area 1^ e -153 in area 2^). Dunque, a fronte del numero di posizioni riassorbibili rilevate da Persociv e comunicate alle OO.SS. nella riunione del 2 u.s., si allarga il paracadute per evitare i rischi di collocamento in disponibilità e di perdita di posti di lavoro. In allegato, la tabella riassuntiva da noi rielaborata in base ai dati contenuti nella tabella del Gabinetto.
Rispetto agli organici attuali, derivanti dall’ ultimo taglio apportato in applicazione della Legge 148/2011 il cui DPR attuativo è ancora in corso di registrazione, il dato più significativo, val la pena di ribadirlo, riguarda la scelta di recuperare in dotazione organica il personale di area 1^ (al netto dei pensionamenti previsti fino al 2014), una operazione questa che oggi tutte le OO.SS. segnalano come frutto della propria iniziativa, anche chi a suo tempo (era la primavera del 2005) condivise la proposta e acconsentì alla cancellazione dagli organici di quasi tutto il personale di area 1^. FLP DIFESA assunse allora una posizione decisamente contraria, come è dimostrabile dalla lettura del nostro Notiziario n. 27 del 31.03.2005, che pubblichiamo in allegato sul nostro sito web a beneficio di quanti, e non sono pochi, hanno nel frattempo smarrito la memoria. Come sono altrettanto dimostrabili, attraverso l’ archivio storico della nostra O.S. accessibile dal nostro sito web, le tante iniziative avviate dalla nostra O.S. nel corso di questi ultimi anni per rimarginare quella ferita che altri, anche recentemente, hanno rivendicato come scelta di grande responsabilità!
La proposta messa a punto dall’Amministrazione dovrà ora passare al vaglio della Funzione Pubblica ed essere “valutata ed approvata nel quadro più generale relativo a tutte le pubbliche Amministrazioni”. Noi ovviamente speriamo che l’intelligente quadratura trovata dall’Amministrazione della Difesa non registri ostacoli di sorta a Palazzo Vidoni.
Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 20 del 4 settembre 2012 relativo alle risultanze della riunione avvenuta in pari data a Palazzo Vidoni tra il Ministro della Pubblica Amministrazione Giuseppe patroni Griffi e le Confederazioni Sindacali maggiormente rappresentative, e tra queste la CSE) in merito alle problematiche connesse con il provvedimento sulla c.d. “spending review”.
In data odierna si è svolta a Palazzo Vidoni un incontro fra il Ministro Patroni Griffi e le Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative, con all’ordine del giorno la ripresa del confronto – dopo la pausa per estiva – sulle problematiche legate al Pubblico Impiego.
Occorre ricordare come dopo gli esiti deludenti dei precedenti incontri e, soprattutto, dopo la conversione in legge del DL 95/2012, la riunione di oggi doveva essere l’occasione per avere il quadro ancora generale ma pur sempre significativo del dato numerico del personale in esubero nelle Amministrazioni Centrali.
Invece, niente di tutto questo e, ancora una volta, il Ministro non ha fornito alcun dato numerico ma ha snocciolato una ulteriore proposta di carattere operativo per affrontare il problema della mobilità del personale; in buona sostanza Patroni Griffi ha proposto di avviare un confronto preventivo in sede Aran per “sbozzare” le problematiche legate alla mobilità ed ai criteri ad essa connessi e solo successivamente, definire il tutto a livello Funzione Pubblica con uno specifico accordo fra le parti.
Su questa proposta si sono snodati gli interventi delle diverse Confederazioni Sindacali, ricalcando i percorsi delle precedenti riunioni, con posizioni che poco hanno aggiunto alla economia della discussione; infatti dalla indisponibilità della CGIL e della USB, alla disponibilità problematica della CISL, al pragmatismo cinico della UIL, nessun passo in avanti.
È chiaro che la CSE non è disponibile ad aprire un confronto che mira solo alla gestione degli esuberi individuati dal governo. Abbiamo siglato il 3 maggio un accordo che doveva disciplinare la riorganizzazione, la formazione, la revisione della odiosa Legge Brunetta e che doveva permettere il dispiegarsi pieno della contrattazione integrativa, a partire dai passaggi economici. Ci ritroviamo con una legge sulla falsa “spending review” che non recepisce nulla dell’accordo del 3 maggio se non un fumoso esame congiunto su alcune materie. Lo stesso Patroni Griffi ha ammesso che parti dell’accordo sottoscritto nemmeno 4 mesi fa non è stato possibile recepirle. Ma noi firmiamo contratti non generici impegni che permettano poi al governo di decidere cosa applicare e cosa no.
La CSE ha proposto una soluzione, l’unica possibile a parer nostro se davvero il ministro vuole mantenere un canale aperto e dimostrare di rispettare sindacati che rappresentano 3 milioni e mezzo di lavoratori pubblici: aprire una contrattazione a tutto campo all’ARAN, a partire da un piano industriale serio, sulla riorganizzazione della pubblica amministrazione, sulle relazioni sindacali, sulla formazione, sulla contrattazione integrativa e sulla valutazione delle prestazioni, diversa da quella prevista dalla Legge Brunetta.
Partendo da un CCNQ, e quindi da un vero e proprio contratto, si potrebbero scrivere anche nuove regole e percorsi al fine di dare risposte a problemi lasciati in sospeso dai precedenti contratti collettivi (pensiamo, ad esempio, quelli legati a un nuovo ordinamento professionale o alla formazione) e non certo affrontati positivamente con il decreto legislativo n.150/2009; si potrebbero, cioè, gettare le basi per l’avvio di una nuova fase contrattuale e, successivamente, di contrattazione integrativa che consenta anche di recuperare quella parte mancante del necessario confronto sull’intero processo di riorganizzazione della macchina pubblica.
Solo ed esclusivamente in quel caso siamo disponibili – qualora in base al piano industriale dovesse venir fuori che c’è bisogno di trasferire lavoratori da un’amministrazione all’altra per un miglior funzionamento – a parlare di mobilità del personale. Insomma, ci si concentri sugli accordi firmati e non sulla logica dei tagli lineari che non possono portare nessun aumento di produttività ma sono l’anticamera del taglio dei servizi alle fasce più deboli della popolazione.
Prima di iniziare questo percorso però, è necessario che il ministro la smetta di menare il can per l’aia e ci fornisca i dati in suo possesso sulla quantità di lavoratori che il governo intenderebbe tagliare invece di continuare a tenere nascosti numeri e tabelle da due mesi (salvo poi fornirle ai giornali e tv che continuano a pubblicare dati molto preoccupanti).
La settimana prossima è calendarizzata un’altra riunione con la Funzione Pubblica, almeno per noi ultimativa, che dovrebbe, in ogni caso fissare punti e disponibilità; alternativamente, per quanto ci riguarda, c’è solo la decisione di avviare azioni di lotta possibilmente unitarie e le loro modalità esecutive.
Si fa presente infine che su richiesta del sindacato il Ministro si è dichiarato favorevole ad aprire dei tavoli di confronto sui temi del precariato e della Scuola.
SEGRETERIA GENERALE CSE
Notiziario n. 104 del 26 luglio 2012 –
Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 18 del 25.07.2012, in cui si dà notizia del grande successo della giornata di mobilitazione generale indetta da CSE e da FLP nella giornata di ieri 25 luglio a difesa del lavoro pubblico e, nello stesso tempo, della mancata presenza del Ministro Patroni Griffi all’incontro con le OO.SS., che si doveva tenere ieri presso il Ministero della Funzione Pubblica.
Colpo di scena stamani alla riunione convocata presso il Ministero della Funzione Pubblica che doveva essere presieduta dal Ministro Patroni Griffi all’indomani dell’approvazione dei Decreti legge sulla spending review.
Il Ministro ha fatto sapere di non poter essere presente in quanto impegnato al Senato nella discussione dei provvedimenti in vista della loro approvazione in Commissione Bilancio ed ha comunicato per il tramite del Consigliere Naddeo, Capo del Dipartimento, la disponibilità a fissare una nuova riunione non prima di lunedì 30 luglio.
Riteniamo grave quanto avvenuto, poiché vi è il rischio fondato che il confronto si apra dopo la pronuncia del Senato, e quindi a cose fatte, su provvedimenti che in gran parte erano invece regolati dall’accordo sottoscritto lo scorso 3 maggio con il Ministro, e che sono stati ampiamente disattesi e stravolti nei provvedimenti Governativi.
Un segnale assolutamente sbagliato che purtroppo rafforza le preoccupazioni sulle voci ricorrenti circa l’imminente adozione di nuovi interventi punitivi nei confronti dei lavoratori pubblici, del loro potere d’acquisto e della tutela del posto di lavoro. Di tutto avvremmo bisogno in un momento così difficile tranne che di un Ministro che sfugge al confronto.
Una ragione di più per intensificare le iniziative decise dalla Segreteria generale della CSE, d’intesa con la FLP (Federazione lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche), contro le norme inique contenute nei Decreti sulla spending review, culminate nella giornata di mobilitazione generale che oggi ha visto, in mattinata, il presidio ed il volantinaggio presso le sedi centrali dei Ministeri e delle Agenzie fiscali, e l’attivazione di un “info-point” nei pressi di Piazza Colonna (Palazzo Chigi) durato tutta la giornata e che ha permesso alla nostra Organizzazione sindacale di portare tra la gente le nostre proposte a tutela del lavoro pubblico, per la difesa dei servizi pubblici come fattore di equità sociale e di democrazia..
Nel primo pomeriggio la protesta è proseguita con una partecipata manifestazione indetta da CSE ed FLP presso il Senato in concomitanza con le votazioni della Commissione.
Ma la nostra iniziativa non si ferma qui.
Nelle prossime ore la Segreteria generale, anche a seguito della riunione già prevista per il 30 luglio pv valuterà tutte le ulteriori iniziative di lotta da intraprendere che verranno tempestivamente comunicate a tutte le strutture.
LA SEGRETERIA GENERALE CSE
Notiziario n. 75 del 30 maggio 2012 –
Antonio Naddeo, Capo Dipartimento F.P.
Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 12 del 29 maggio 2012 con il quale la nostra Confederazione dà conto dell’avvio del confronto in merito al precariato nel settore pubblico.
Come previsto dal recente accordo sul lavoro pubblico, firmato lo scorso 11 maggio dalla CSE, si è aperto oggi il primo tavolo di confronto tra le confederazioni sindacali, il governo e gli altri datori di lavoro pubblici, che riguarda il lavoro precario nelle amministrazioni pubbliche.
Tirare dritti per la nostra strada di piccole ma significative riforme è la miglior risposta che si possa oggi dare alle dichiarazioni del ministro Fornero, che è intervenuta la scorsa settimana sul tema del licenziamento dei dipendenti pubblici.
Sono boutades che non ci interessano e non vogliamo nemmeno commentare, uscite di un ministro che sinora non ne ha azzeccata una, a cominciare alla cosiddetta riforma delle pensioni per finire con la “telenovela” degli esodati, che il ministro non è nemmeno in grado di quantificare; e la ministra sarà pure tecnica ma ha imparato presto i vizi della politica visto che per sviare l’attenzione dai suoi fallimenti ha fatto quello che tutti i peggiori politici hanno fatto prima di lei, ovvero prendersela con i dipendenti pubblici, cosa che probabilmente farà salire di qualche punto il suo gradimento da parte dell’elettorato meno avvertito ma certo non rende un buon servizio al Paese.
Noi invece, che come sempre, cerchiamo di dare il nostro contributo concreto per la risoluzione dei problemi, gli accordi li firmiamo con il governo nel suo complesso e rispondiamo con i fatti alle invasioni di campo della ministra. Era previsto il tavolo sul precariato entro il 30 maggio e oggi è iniziato puntuale il confronto.
Nel merito, la CSE ha chiesto di avere maggiori dati sul fenomeno del precariato nel pubblico impiego, soprattutto sulle tipologie contrattuali in uso presso le diverse amministrazioni, ha aderito alla proposta della Funzione Pubblica di aprire confronti tematici che affronteranno il precariato per gruppi di amministrazioni affini e ha segnalato come sia importante partire dalle emergenze, a iniziare dai 650 lavoratori precari del Ministero dell’Interno per i quali se non si interviene subito si rischia di non poter più intervenire.
Confidiamo che si possano trovare soluzioni positive sia per i lavoratori precari che per le amministrazioni in quanto la forza lavoro attualmente impiegata è certamente necessaria e non sono gli stipendi a dover essere tagliati bensì i costi dei consumi intermedi, totalmente fuori controllo.
La CSE ha chiesto inoltre di avere notizie sull’iter di attuazione dell’accordo sul pubblico impiego, a partire dai tempi di presentazione e dai contenuti del disegno di legge delega che dovrà recepirne le linee guida. La Funzione Pubblica ha assicurato che i tempi saranno brevi e i contenuti portati preventivamente a conoscenza delle confederazioni sindacali.
Il confronto sul precariato continuerà il prossimo 6 giugno, la CSE terrà tutti i lavoratori interessati costantemente informati sul suo andamento.
LA SEGRETERIA GENERALE CSE
Notiziario n. 69 del 17 maggio 2012 –
Il Brunetta deluso
Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 11 del 16 maggio 2012 con il quale la nostra Confederazione dà conto della conclusione del confronto con la Funzione Pubblica e della firma dell’accordo sul lavoro pubblico.
A seguito del via libera della Conferenza Stato–Regioni, la CSE, unitamente alle altre Organizzazioni Sindacali, ha firmato l’Accordo sul lavoro pubblico
Le modalità con le quali è avvenuta la firma sono state scelte dalla Funzione Pubblica. Non si è firmato quindi, attraverso una convocazione plenaria bensì alla spicciolata, su un testo già concordato in precedenza. Pur non condividendo la scelta della Funzione Pubblica, possiamo comprendere sia stata dettata dall’esigenza di tenere il basso profilo su una questione che all’indomani della condivisione del testo ha scatenato reazione politiche e degli organi di stampa, ideologiche e fantasiose nella maggior parte dei casi, così come sono fantasiosa e ideologiche le norme sul pubblico impiego partorite dal governo precedente.
Noi potremmo limitarci a dire che quando sono tutti scontenti, destra (Brunetta), sinistra (fratelli Ichino), Confindustria e organi di stampa, beh, vuol dire che abbiamo fatto qualcosa di positivo per i lavoratori e per il Paese.
Si è infatti parlato di ritorno ai veti sindacali e alla morte della meritocrazia.
Niente di più falso!! La verità è che ad essere contro la meritocrazia è proprio la Legge Brunetta, inutilmente punitiva e che anziché migliorare l’efficienza della macchina pubblica ha depresso le motivazioni di chi ci lavora, condannato all’insulto quotidiano. A ben vedere anche le aggressioni di questi giorni ai lavoratori del fisco possiamo ascriverle a quel clima di intolleranza che Brunetta ha creato nel paese contro i pubblici dipendenti.
Come è ampiamente noto invece, la CSE ha presentato una piattaforma scritta, accolta nelle sue parti salienti dall’Accordo con il governo firmato ieri. In particolare abbiamo chiesto:
– sblocco dei contratti nazionali e possibilità di svolgere la contrattazione integrativa senza vincoli legislativi che si stanno rivelando dannosi per tutti;
– partecipazione reale dei lavoratori alla vita dei propri uffici attraverso i propri rappresentanti locali, le RSU;
– riapertura delle possibilità di carriera attraverso la modifica di norme anacronistiche e contrarie alla valorizzazione del personale interno;
– lotta alle forme di precariato che ancora permangono nella Pubblica Amministrazione;
– superamento della falsa meritocrazia di Brunetta per sostituirla con sistemi di reale valutazione delle performance organizzativa e individuale alla costruzione dei quali anche i lavoratori devono poter partecipare;
– centralità della formazione come leva strategica per il miglioramento dei servizi;
– superamento dell’accordo del 4 febbraio 2011, non firmato dalla CSE, che invece recepiva e santificava in toto la Legge Brunetta e le sue ideologiche e punitive misure nei confronti dei dipendenti pubblici.
Come abbiamo già detto e scritto, quest’accordo non è la panacea di tutti i mali ma un punto di partenza per cambiare lo stato di cose che si è venuto a creare, per andare verso una pubblica amministrazione che migliori la sua efficacia insieme e non contro i lavoratori pubblici.
Da oggi parte quel percorso di vigilanza attenta che caratterizzerà la nostra azione per tutto il dispiegarsi dell’iter che, iniziando dalla legge delega, porti poi ai decreti attuativi che dovranno recepire le parti più importanti del nuovo accordo sul pubblico Impiego.
SEGRETERIA GENERALE CSE
In allegato, il testo dell’accordo.
Si prega di dare la massima diffusione tra i lavoratori al presente Notiziario.
Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 10 di data odierna con il quale la nostra Confederazione dà conto degli sviluppi della trattativa in corso con la Funzione Pubblica.
Si è concluso nella tarda serata di ieri il confronto tra il Ministro della Pubblica Amministrazione Patroni Griffi, le confederazioni sindacali maggiormente rappresentative e i rappresentanti degli enti territoriali.
Dall’incontro è scaturito un protocollo di intesa che, dopo il passaggio alla Conferenza Stato-regioni e la consultazione delle categorie interessate che alcuni sindacati (tra i quali la CSE) hanno annunciato di voler fare, dovrebbe portare ad un vero e proprio accordo che dovrebbe poi essere recepito in una legge–delega che il ministro dovrebbe presentare in tempi strettissimi.
Il protocollo di intesa sancisce il superamento definitivo dell’accordo firmato da governo e alcuni sindacati il 4 febbraio 2011, totalmente privo di contenuti se non l’avallo della pseudo-riforma Brunetta e dovrebbe riportare finalmente la contrattazione al centro di ogni cambiamento nel lavoro pubblico.
Ma andiamo con ordine: la CSE è stato l’unico sindacato a presentarsi al tavolo con una piattaforma scritta (allegata al presente notiziario) che, partendo dai dati che dimostrano chiaramente come la spesa per gli stipendi sia in Italia inferiore a quella media dei paesi europei, che il trend di crescita dei salari sia tra i più bassi in assoluto e che gli stipendi dei dipendenti pubblici italiani siano la metà di quelli tedeschi e sensibilmente inferiori a quelli di quasi tutti i paesi industrializzati, Grecia e Cipro compresi, ha contestato l’approccio che vedrebbe le riduzioni di spesa passare per il licenziamento di una parte dei dipendenti pubblici.
Le nostre richieste sono così sintetizzabili:
– ritorno alla contrattazione come strumento regolatore di salari e carriere;
– sblocco dei contratti nazionali;
– rimozione del blocco degli stipendi che non permette un pieno dispiegarsi della contrattazione integrativa;
– istituzione di una commissione congiunta sugli sprechi i cui risparmi devono, almeno in parte, andare a finanziare miglioramenti economici per il personale;
– superamento della falsa e ideologica meritocrazia disegnata da Brunetta per sostituirla con metodi e sistemi di valutazione seri e contrattati;
– certezza dei tempi e della qualificazione dei fondi di contrattazione integrativa;
– sblocco delle carriere con la rimozione del divieto, introdotto da Brunetta, di concorsi interni per l’accesso all’area dei funzionari ai quali è possibile partecipare solo se in possesso di laurea;
– accordo nazionale sulla formazione.
A fronte delle richieste puntuali e precise della CSE, la parte pubblica – in linea con quanto sin qui partorito dal tavolo – presentava un documento privo di contenuti, che si limitava solo a disciplinare la gestione degli esuberi, dava poche speranze alle nostre istanze di cambiamento e che, quindi, rendeva poco probabile una nostra condivisione.
Nonostante però alcune confederazioni (quelle, per capirci, che hanno firmato gli accordi interconfederali del 4 febbraio 2011), nel solco della loro subalternità a qualunque governo, si fossero rese disponibili a firmare il documento presentato dalla parte pubblica, la nostra azione e le proposte migliorative presentate da noi e da altre organizzazioni sindacali hanno trovato orecchie abbastanza attente nella controparte.
Al termine di una trattativa che è andata avanti per tutta la serata, la parte pubblica ha presentato un documento completamente cambiato, riempito di contenuti e nel quale molte delle proposte presentate dalla CSE sono state accolte
Il protocollo di intesa sul quale la Funzione Pubblica ha chiesto l’assenso di massima del sindacato contiene le seguenti modifiche
– l’inserimento, come primo punto sulle relazioni sindacali, che è la contrattazione (e non la legge) a determinare non solo l’assetto retributivo ma anche quello di valorizzazione dei lavoratori; questa affermazione, seppur di principio, mette le basi per il superamento del blocco dei salari a quelli percepiti nel 2010;
– superamento non solo delle fasce di merito ma dell’intero sistema di valutazione concepito da Brunetta e sin qui condiviso da una parte del sindacato (CISL, UIL, Confsal e UGL in primis);
– razionalizzazione dell’uso del lavoro flessibile e affermazione del contratto a tempo indeterminato come forma ordinaria di risposta al fabbisogno di personale;
– ruolo primario della contrattazione e della formazione in eventuali processi di mobilità;
– riappropriazione del ruolo di partecipazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti (RSU) sui luoghi di lavoro;
– rivisitazione del numero dei comparti di contrattazione nel pubblico impiego;
– riattribuzione di un ruolo primario alla contrattazione nazionale nelle procedure di licenziamento per motivi disciplinari.
Crediamo che bastino questi pochi punti per dimostrare come ci sia totale discontinuità tra le novità di quest’ipotesi di protocollo di intesa e gli accordi confederali stipulati dai sindacati con Brunetta nei passati tre anni e mezzo. Altro che continuità con l’accordo del 4 febbraio 2011.
Basta questo per ritenerci soddisfatti?? Certamente no!! Sappiamo che i denigratori del lavoro pubblico sono sempre dietro l’angolo e che bisognerà vigilare lungo tutto l’iter che porterà alla legge delega e poi ai decreti delegati attuativi, che dovranno essere emanati in tempi brevissimi, e dovremo tenere alta l’attenzione sulle dichiarazioni di esubero a mezzo stampa che i ministri si divertono ad annunciare tutti i giorni.
Quello che è certo però è che vi sono segnali di cambiamento e di disponibilità all’ascolto del governo.
Lo svolgimento della trattativa dimostra, inoltre, che il ruolo dei lavoratori nella vita dei propri uffici può ancora essere riconosciuto se rappresentato da quella parte di sindacato che non si è mai mostrata subalterna ai governi ma si è fatta spazio con la forza delle proprie idee di cambiamento, alternative al liberismo selvaggio e al taglio di personale come unica soluzione ai problemi di bilancio.
LA SEGRETERIA GENERALE CSE
In allegato, la piattaforma presentata da CSE
Si prega di dare la massima diffusione tra i lavoratori al presente Notiziario.
Notiziario n. 163 del 28 novembre 2012 – Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 28 del 28.11.2012 relativo al secondo tavolo tecnico tenutosi presso il Dipartimento della Funzione Pubblica in ordine alle importantissime problematiche legate ai lavoratori precari che operano nell’ambito del Pubblico Impiego. “Come preannunciato nel notiziario del 23 u.s., questa mattina si […]
Notiziario n. 161 del 26 novembre 2012 – Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 27 del 23 novembre 2012 relativo alla riunione avvenuta in data 21 u.s. a Palazzo Vidoni con il Ministro della Funzione Pubblica Patroni Griffi nella quale sono stati forniti alle OO.SS. alcuni dati, in verità ancora molto parziali, rispetto all’attuale […]
Notiziario n. 154 del 14 novembre 2012 – Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 26 del 13 novembre 2012 relativo alla riunione avvenuta in pari data a Palazzo Vidoni con il Ministro della F.P. Patroni Griffi nella quale sono stati forniti alle OO.SS. i primi dati, parziali e controversi, su organici ed esuberi conseguenti […]
Notiziario n. 152 del 13 novembre 2012 – La Funzione Pubblica ha accolto in toto la proposta della A.D. sulla rideterminazione degli organici in applicazione dell’art. 2, c.1, L. n. 135 (“spending review”), proposta messa a punto sulla base degli indirizzi contenuti nella Direttiva F.P. n. 10/2012 (vds. nostri Notiziari n. 129 del 2 e n. […]
Notiziario n. 136 del 17 ottobre 2012 – L’Amministrazione della Difesa ha definito e già inviato alla Funzione Pubblica (FP) la proposta di riduzione degli organici civili in applicazione dell’art. 2 Legge 8.08.2012, n. 135 (“spending review”), che è stata messa a punto sulla base degli indirizzi contenuti nella Direttiva n. 10 a firma del […]
Notiziario n. 118 del 5 settembre 2012 – Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 20 del 4 settembre 2012 relativo alle risultanze della riunione avvenuta in pari data a Palazzo Vidoni tra il Ministro della Pubblica Amministrazione Giuseppe patroni Griffi e le Confederazioni Sindacali maggiormente rappresentative, e tra queste la CSE) in merito alle […]
Notiziario n. 104 del 26 luglio 2012 – Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 18 del 25.07.2012, in cui si dà notizia del grande successo della giornata di mobilitazione generale indetta da CSE e da FLP nella giornata di ieri 25 luglio a difesa del lavoro pubblico e, nello stesso tempo, della mancata presenza […]
Notiziario n. 75 del 30 maggio 2012 – Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 12 del 29 maggio 2012 con il quale la nostra Confederazione dà conto dell’avvio del confronto in merito al precariato nel settore pubblico. Come previsto dal recente accordo sul lavoro pubblico, firmato lo scorso 11 maggio dalla CSE, si è […]
Notiziario n. 69 del 17 maggio 2012 – Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 11 del 16 maggio 2012 con il quale la nostra Confederazione dà conto della conclusione del confronto con la Funzione Pubblica e della firma dell’accordo sul lavoro pubblico. A seguito del via libera della Conferenza Stato–Regioni, la CSE, unitamente alle […]
Notiziario FLP DIFESA n. 62 del 04.05.2012 – Marco Carlomagno, segretario generale CSE Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 10 di data odierna con il quale la nostra Confederazione dà conto degli sviluppi della trattativa in corso con la Funzione Pubblica. Si è concluso nella tarda serata di ieri il confronto tra il Ministro […]