Notiziario n. 35 del 1 aprile 2015 –

La Ministra alla P.A., on. Marianna Madia
La Ministra alla P.A., on. Marianna Madia

Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n.  19  del 31 marzo 2015 che reca una prima riflessione della nostra Federazione sull’avvio del confronto politico sulla mobilità nel pubblico impiego, che partirà con la riunione in agenda per domani 2 aprile  sulle  c.d. “tabelle di equiparazione” o “di corrispondenza”.

” Dopo l’ incessante serie di articoli sulla stampa nazionale relativi alla  prossima uscita delle tabelle di equiparazione fra i comparti di contrattazione legate alla mobilità intercompartimentale nel Pubblico impiego è finalmente arrivata la convocazione per il 2 aprile p.v presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri  – Dipartimento della Funzione Pubblica.

Si tratta forse della sola riunione che la Ministra per la Pubblica Amministrazione, o molto più probabilmente  un suo delegato,  porrà in essere per informare ( bontà sua ),  su una materia che è invece specificatamente contrattuale,  le OO.SS. sull’equiparazione delle professionalità tra i diversi comparti della PA interessati ai processi di ristrutturazione e chiusura.           

Si ripete quindi il film  che abbiamo già visto  in occasione della “non riforma PA” Renzi Madia di cui al DL 90/2014 e al DDL delega ora in discussione al Senato, avviata senza alcun vero confronto con chi rappresenta i lavoratori pubblici italiani, mediante  la celebrazione di  una riunione (l’unica avutasi  con la Ministra) all’immediata vigilia dell’approvazione dei provvedimenti .

Le scelte del DL 90/2014 non hanno reso più fruibile la macchina pubblica agli utenti, non hanno limitato lo scempio delle corruttele, non hanno recuperato sul fronte delle esternalizzazione dei servizi, anzi in alcuni casi (esempio il Ministero dell’Ambiente) hanno confermato spese faraoniche per fantomatiche società in house che con il proprio personale si sostituisce in tutto e per tutto ai lavoratori pubblici con un evidente spreco di risorse.

Proprio per questo, e ancor prima della riunione del 2 aprile,  la FLP ribadisce innanzitutto il proprio NO, forte e deciso, a quel modello di  non “riforma della PA” basata sulla mobilità forzosa e il demansionamento del personale.

Siamo ancora di più convinti che un serio processo di riorganizzazione della macchina pubblica debba prevedere investimenti certi e processi di riorganizzazione finalizzati ad una pubblica amministrazione che recuperi competenze e attività; riteniamo assolutamente non più rinviabile l’apertura di una vera stagione contrattuale in cui si parli del lavoro pubblico e dei suoi dipendenti e del loro diritto ad un salario in linea con quello percepito dalla altre pubbliche amministrazioni europee.

I risultati delle recenti elezioni RSU 2015, le centinaia di assemblee svolte negli uffici, nelle direzioni, nelle scuole, nei ministeri, nelle agenzie fiscali, nelle sedi centrali e periferiche della pubblica amministrazione italiana, hanno consegnato la fotografia di un lavoratore pubblico che, anche premiando le liste della FLP su tutto il territorio nazionale,  ha condiviso la nostra scelta di fondo di batterci per la difesa ed il rispetto dei  diritti costituzionali, il diritto al lavoro e il diritto al salario.

E su questo continueremo la nostra battaglia e porteremo avanti il nostro impegno.

LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

Naturalmente,  vedremo se tra le tabelle che verranno presentate ci sarà anche quella relativa alla equiparazione tra gradi militari e posizioni civili, su cui c’è la nota proposta avanzata da A.D. e OO.SS

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato: Convocazione FP per tabelle di corrispondenza

Notiziario n. 131 del 16 dicembre 2014 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgE ti pareva!   Nonostante che l’ipotesi di accordo 2014 (qui ripubblicata) sulla distribuzione del FUA 2014 fosse di fatto copia conforme dell’accordo 2013 che era stato a suo tempo certificato dagli Organi di controllo,  la Funzione Pubblica e il MEF- Ragioneria Generale sono riusciti ancora una volta (oramai è un classico) a formulare dei rilievi sull’ipotesi sottoscritta in data 13 giugno 2014 (vds. Notiziario n. 66 del 17.06.2014).

Come noto, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 40-bis, comma 2, del D.Lgs. 165/2001 introdotto dal D.Lgs 150/2009 (c.d. legge Brunetta),  F.P. e MEF debbono accertare e certificare la compatibilità economico finanziaria (il MEF) e la rispondenza ai vincoli e ai limiti imposti dal CCNL e dalle norme di legge (la FP) dell’ipotesi di accordo per la distribuzione del FUA. Ebbene, a fronte di una ipotesi di distribuzione del FUA 2014 che – ribadiamo – riproduce pari pari l’accordo 2013,  con la nota del 13.11.2014 della FP che pubblichiamo su questa stessa pagina  vengono formulati in buona sostanza quattro rilievi:

Appare evidente come  i primi tre rilievi non creino di fatto alcun problema, nel senso che basterà integrare l’accordo definitivo;  per quanto invece riguarda l’ultimo rilievo, quello relativo al sistema di valutazione, il problema è davvero grande come una casa.  E spieghiamo subito il perché.

L’ “invito” della FP,  che ai fini della certificazione tale non è essendo nei fatti un obbligo, ad “applicare il sistema di valutazione”  e l’affermata sua “incontrattabilità”,  significano di fatto che nell’accordo definitivo non dovrà più essere presente il comma 1 dell’art. 12 dell’ipotesi di accordo, che  reca il sistema di valutazione contrattato dalle Parti firmatarie dell’ipotesi di accordo.

Una condizione assolutamente nuova, quella dettata da FP e MEF, e finanche incomprensibile, atteso che il predetto comma 1 ripropone alla lettera, nell’ipotesi FUA 2014,  il testo integrale già presente nell’accordo FUA 2013,  che non aveva dato luogo ad alcun rilievo o condizione da parte degli Organi certificatori.  E allora come mai, ci si chiede, a fronte di un immutato quadro normativo,  FP e MEF pretendono oggi una modifica non richiesta negli anni precedenti? Occorrerà approfondire la cosa…

Di fronte al “diktat” della FP,  la prima risposta dovrebbe essere quella di mostrare la schiena dritta, una risposta che però l’Amministrazione temiamo escluda in partenza, come dimostra ampiamente l’esperienza degli anni precedenti quando gli accordi definitivi sono stati tutti sottoscritti recependo in toto le raccomandazioni/indicazioni degli Organi certificatori.  E anche in questa circostanza, il copione si è ripetuto:  l’Amministrazione ci ha proposto di integrare/modificare l’ipotesi di accordo 13.06.2014.

No problem ovviamente per le integrazioni sui primi tre rilievi; sul quarto, quello indiscutibilmente più pesante, la proposta è stata quella di stralciare il comma 1 dell’art. 12 sostituendolo con la previsione che “la remunerazione della produttività progettuale (dunque dei progetti già fatti)  è operata sulla base delle risultanze del sistema di valutazione dell’Amministrazione”.

La soluzione, sul piano strettamente tecnico, ci è apparsa abbastanza ragionevole, tenuto conto:

Da qui, la nostra disponibilità ad accogliere la proposta dell’Amministrazione, tenuto conto che consentirebbe di sottoscrivere l’accordo definitivo, condizione questa ineludibile perché  PERSOCIV possa procedere alla richiesta al MEF di accreditamento  delle risorse FUA 2014 c.d. “fisse”,  mentre per le c.d. “variabili” occorrerà quest’anno sottoscrivere una nuova  e specifica ipotesi  accordo. Sul piano strettamente tecnico, perché questo è il tavolo di PERSOCIV,  la soluzione appare ragionevole e avrebbe il merito di chiudere la trattativa FUA 2014 per sbloccarne le risorse.

Ovviamente non ci sfuggono i possibili riflessi negativi sugli gestione del FUS 2014: ci potrebbero essere Dirigenti che, sulla base dello stralcio del comma 1 dell’art. 12 dell’ipotesi di accordo, potrebbero essere indotti a rimettere in discussione le modalità di misurazione e di valutazione dell’apporto partecipativo del dipendente sinora ricompreso nel range tra 1 e 1,5. E questo ovviamente creerebbe un enorme problema, tenuto conto del fatto che siamo praticamente ad anno concluso, a progetti già quasi tutti completati, e, in moltissimi casi, a valutazioni e misurazioni già operate.

E’ il motivo per il quale siamo già intervenuti presso il Sottosegretario Rossi con la lettera che alleghiamo al presente Notiziario: prima di chiudere l’accordo definitivo, serve l’assoluta garanzia – tutta e solo politica, con il seguito delle più adeguate iniziative di carattere operativo – che le modifiche ipotizzate in sede di accordo definitivo FUA 2014 non comportino la rimessa in discussione degli accordi locali sul FUS 2014 e la modifica delle modalità di misurazione e valutazione della  produttività  individuale rispetto a quelli adottate negli Enti, e peraltro a fronte di una norma, il comma 1 dell’art. 12 dell’ipotesi FUA 2014, presente negli accordi FUA degli anni precedenti e mai contestata da FP e MEF. Per questo abbiamo chiesto un incontro urgente al Sottosegretario Rossi: se questa assoluta garanzia ci sarà, bene;  altrimenti, occorrerà trovare un’altra soluzione e occorrerà  trovarla in ogni caso, atteso che le risorse FUA andranno ovviamente sbloccate e distribuite ai lavoratori,  che i loro progetti li hanno già fatti.

In attesa degli sviluppi di questa intricata vicenda, proponiamo ai colleghi un paio di riflessioni conclusive. La prima: alla luce dei recenti accadimenti, ultima quella di oggi, tra i quali in primis quelli conseguenti ai rilievi operati su accordi locali da ispettori,  appare evidente la necessità di ripensare l’impianto storico dell’accordo nazionale e le scelte di distribuzione delle risorse. Su questo, abbiamo ampiamente discusso nel nostro recente Congresso nazionale e avvieremo a breve alcune iniziative.

La seconda riflessione è invece la seguente: alla luce dei rilievi MEF/FP, crediamo che siamo oramai prossimi  alla riproposizione per il 2015 di un “sistema di valutazione della performance” nel Ministero Difesa, ancorchè rivisto e corretto rispetto a quello, indirigeribile  e da noi contrastato con il ricorso al Giudice,  adottato con le Direttive del 23.12.2010 e poi sospeso dal Sottosegretario  Magri. Ove così fosse,  è chiaro che nei prossimi giorni, anche prima della fine dell’anno, verremo a conoscenza delle scelte che l’A.D. intende operare sul nuovo sistema di valutazione,  attesa la sua  “incontrattabilità”.

Attendiamo di sapere. La nostra opinione al riguardo è chiara da molto tempo, e l’abbiamo anche riproposta nella riunione di oggi: per le condizioni date del MD e per quelle di prospettiva fino al 2018, appare  improponibile un sistema di valutazione del personale civile. Ne riparleremo, e molto, nel caso.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 16.12.14- lettera a SSS con richiesta di incontro per FUA 2014

Allegato 2: Nota FP n. 63712-13.11.2014 – rilievi su ipotesi FUA 2014

Allegato 3: Nota FP n. 50850-13.12.2012 – rilievi su ipotesi FUA 2012

Alleagto 4: Nota PdC n.25335-07.05.2014- centralinisti non vedenti

Allegato 5: 13.06.2014 – Ipotesi accordo distribuzione FUA 2014 con firme

News dell’ 11 dicembre 2014, h. 22.00 –

Facendo seguito ai  Notiziari n. 117 del 12 e n. 120 del 20 novembre 2014, entrambi pubblicati sul nostro sito,  nei quali  abbia dato notizia delle autorizzazioni  alla nostra Amministrazione da parte della Funzione Pubblica ad assumere  n. 108 funzionari amministrativi  (ex collaboratori amm. C1),  di cui 8 unità con successivo DPCM,  e n. 58 funzionari tecnici (5 ingegneri, 4 funzionari ex C2 e 49 collaboratori ex C1) – nel successivo DPCM, dovrebbero trovare posto anche n. 9 ex collaboratori bibliotecari-, assunzioni tutte relative a concorsi banditi del 2007 le cui graduatorie hanno visto la luce nel 2008 e 2009, informiamo che il Ministero dell’Economia e Finanze ha proceduto con esito positivo alla verifica della compatibilità economico-finanziaria delle predette assunzioni.

Per quanto sopra, si potrebbe procedere sin da subito all’assunzione dei vincitori, già comunque pre-avvertiti,  ma sarà ovviamente il Direttore Generale di PERSOCIV a stabilire  i tempi di ingresso e le relative destinazioni all’interno della nostra Amministrazione, compatibilmente con i tempi tecnici necessaria ad assolvere a tutte le incombenze legate alle predette assunzioni.

Nel segnalare come le predette assunzioni daranno certamente un pò di ossigeno ai nostri Enti, ribadiamo anche in questa circostanza il nostro convincimento sul fatto che  le stesse non potranno risolvere tutti  i problemi del MD, e per questo serve – lo ripetiamo da anni – un piano straordinario di assunzioni, per le quali si potrà utilmente attingere dalle graduatorie degli idonei.  Noi lo sosterremo.

A tutti i neo colleghi in arrivo, i nostri più sinceri auguri.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario n. 74 del 10 luglio 2014 –

La Ministra per la P.A., Marianna Madia
La Ministra per la P.A., Marianna Madia

Riportiamo di seguito il testo del Notiziario CSE n. 15 del 9 luglio 2014 nel quale la CSE dà notizia dell’audizione svoltasi presso la Commissione Lavoro della Camera Camera sul disegno di legge (d.d.l.)  di conversione in legge del Decreto Legge 24 giugno 2014, n. 90 recante “misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli Uffici giudiziari”.

Nella giornata odierna, presso la Camera dei Deputati, si è svolta la prevista audizione delle Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative nel Pubblico Impiego da parte della XI Commissione  (Lavoro Pubblico e Privato) nell’ambito dell’esame, in sede consultiva, del d.d.l di conversione in legge del Decreto Legge  24 giugno 2014, n. 90, recante misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari.

Nel corso dell’incontro la delegazione CSE/FLP ha presentato le linee direttrici di un documento di analisi, critiche e proposte sul Decreto Legge di che trattasi che successivamente è stato inviato alla attenzione del Presidente ed ai componenti della Commissione Lavoro della Camera.

Il documento, che viene allegato alla presente, unitamente alle dichiarazioni del Segretario Generale CSE, Marco Carlomagno rilasciate in un comunicato stampa a margine della riunione, si caratterizza per una critica forte e determinata sulle scelte sia di metodo sia di merito operate dal Governo e dalla Ministra Madia in ordine ad un processo di riorganizzazione della P.A. che ancora una volta colpisce il lavoro pubblico ed i lavoratori pubblici con provvedimenti che niente hanno a che vedere con quello che doveva essere un vero e proprio processo organico di riforma, altro che “cambiare verso” per la pubblica amministrazione italiana.

A questo si aggiunga un ricambio generazionale lanciato da annunci mirabolanti e che, invece, poco porta a casa in termini di assunzioni di personale vincitore/idoneo e di soluzioni per il personale precario della P.A.; una mobilità che può essere definita “coatta” per i termini utilizzati e che straccia tutti gli elementi a suo tempo previsti contrattualmente; un vero e proprio schiaffo alla dignità dei lavoratori pubblici con la norma che prevede il possibile demansionamento dei lavoratori in esubero, il tutto senza alcune previsione e potenziamento della macchina formativa anzi con l’accentramento su tale materia ad una unica Scuola di Formazione, guarda caso sotto l’egida della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Capitolo a parte deve essere dedicato alla questione legata alla nomina dei dirigenti per la quale, alla faccia della separazione fra politica e amministrazione, si è scelta la strada, anzi la possibilità, di nominare tra il personale di supporto agli organi di politica locale, personale con lo stipendio dirigenziale che non abbia i requisiti richiesti per l’accesso alla dirigenza (ad esempio la laurea).

Ovviamente tutto questo, accompagnato da un silenzio assordante sul fronte dell’impegno sul rinnovo dei contratti e lo sblocco delle retribuzioni ferme al 2010 mentre alle viste si prepara l’uscita del “famigerato” disegno di legge delega già approvato in Consiglio  dei Ministri ma di cui non si conosce il testo e che dovrebbe contenere tematiche pesantissime quali la riorganizzazione dell’amministrazione dello stato e il riordino della disciplina del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, ovviamente senza alcun coinvolgimento delle parti sociali.

In ragione di quanto sopra la Segreteria di CSE e di FLP avvierà una massiccia campagna di informazione fra i dipendenti pubblici ed i cittadini al fine di dare un segnale forte alla politica ed al Governo teso, ma veramente, a “cambiare verso” sulla Pubblica Amministrazione Italiana.

                                                                                                                                     LA SEGRETERIA GENERALE CSE

Ripubblichiamo su questa stessa pagina  il testo del DL 90, che è stato da noi pubblicato sin dalla prima mattina del 25 giugno u.s., facendo registrare a tutt’ oggi (si veda la parte inferiore della home page, settore “Articoli più letti del mese”)  un numero di accessi che ha superato l’incredibile numero di 15.000, un vero e proprio record per il nostro portale verosimilmente dovuto al fatto che per gran parte di quella  mattinata del 25 giugno il testo del Decreto Legge era disponibile di fatto solo sul nostro sito,  non essendo temporaneamente neanche accessibile attraverso il sito  della Gazzetta Ufficiale.

Su questa stessa pagina, pubblichiamo il documento CSE consegnato alla Vice Presidente della Commissione, Renata Polverini, e il comunicato stampa della nostra  Federazione.

                                                                                                                    IL COORDINAMENTO NAZIONALE  FLP DIFESA

Allegato 1: Documento CSE sul DL 90 consegnato alla Commissione

Allegato 2: Comunicato Stampa CSE

Allegato 3: Decreto Legge 24.06.14-n. 90

Notiziario n. 65 del 16 giugno 2014 –

Marco Carlomagno, Segretario generale CSE
Marco Carlomagno, Segretario generale FLP

Facendo seguito al nostro precedente Notiziario n. 35 del 5 aprile 2014,  riportiamo di seguito il testo del Notiziario FLP n. 22 del 13 giugno 2014 nel quale la nostra Federazione dà notizia di aver chiesto alla Ministra Madia, nel corso della riunione di giovedì 12 u.s.,  la sospensione della circolare della Funzione Pubblica n. 2 del 17 febbraio 2014, che pubblichiamo su questa stessa pagina,   a cui è seguito l’annuncio da parte della Ministra del prossimo avvio in sede ARAN di un confronto negoziale sulla a materia relativa al diritto alla salute.

 ” Come è ovvio, in queste ore l’attenzione è centrata sulla riforma della Pubblica Amministrazione approvata in Consiglio dei Ministri e i cui testi non sono ancora disponibili. La FLP se ne occupa e continuerà ad occuparsene, una volta che gli stessi saranno resi ufficiali provvedendo ad evidenziare le parti condivisibili e quelle assolutamente inutili o dannose per la Pubblica Amministrazione e per i lavoratori pubblici, come già avvenuto nella nostra nota sui 44 punti proposti da Renzi/Madia.

 Tuttavia, noi non dimentichiamo le altre importanti questioni sul tappeto, alcune delle quali hanno a che fare con i diritti costituzionali dei lavoratori quale è, ad esempio, il diritto alla salute, negato da una recente Circolare della Funzione Pubblica – la numero 2 del 17 febbraio 2014 – firmata dall’ex-Ministro D’Alia la quale prevede che in caso di visite, prestazioni specialistiche, terapie, esami diagnostici non si possa usufruire del cosiddetto trattamento malattia anche nel caso in cui non si abbiano più a disposizione i permessi retribuiti.

 Già nel primo incontro con il Ministro della Pubblica Amministrazione, avvenuto ai primi di aprile, la CSE aveva posto con forza la questione relativa al diritto di curarsi al meglio; ieri, nella riunione convocata sulla riforma, la nostra Confederazione ha nuovamente posto il problema alla Ministra, che ci ha risposto positivamente annunciando l’apertura di una sessione di contrattazione per affrontare la disciplina della tutela del diritto alla salute dei dipendenti pubblici (malattia, permessi retribuiti, congedi, ecc.) e di aver già predisposto un atto di indirizzo per l’ARAN a tale fine.

Abbiamo accolto la notizia con cauta soddisfazione e riteniamo certamente questo un passo avanti. Però è un fatto che tra contrattazione, eventuale accordo e passaggio agli organi di controllo, la soluzione non potrà aversi prima di qualche tempo. Per questo abbiamo in data odierna scritto al ministro chiedendo che, nelle more, vengano sospesi gli effetti della Circolare della Funzione Pubblica citata.

 Siamo fiduciosi che la nostra richiesta possa essere accolta e assicuriamo a tutti i lavoratori che, pur impegnati nella più ampia questione della riforma, non perderemo di vista quello che per noi è un importante conquista di civiltà.

                                                                                            LA SEGRETERIA GENERALE FLP”  

Allegato: 17.02.2014-Circolare-F.P.-n.-2-2014-–-assenze-per-visite-terapie-prestazioni-speialistiche-ed-esami-diagnostici

                                                                         IL COORDINASMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario n. 62 del 10 giugno 2014 –

Il Presidente Renzi e la Ministra  Madia
la Ministra della FP M. Madia e il Presidente M. Renzi

Riportiamo di seguito il testo del Notiziario FLP n. 19 del 9 giugno 2014  nel quale si dà notizia della convocazione delle  OO.SS.  alla vigilia del varo dei provvedimenti  di riforma della Pubblica Amministrazione.

” Le cronache di questi giorni ci consegnano un quadro desolante: gli arresti per corruzione sugli appalti dell’Expo a Milano e del Mose a Venezia e le carte della magistratura che parlano di politici, amministratori, dipendenti pubblici e persino controllori (è stato arrestato un ex-Consigliere della Corte dei Conti) descrivono una realtà negativa ma non certo sorprendente, almeno per quanto ci riguarda.

Da anni la FLP denuncia, inascoltata, i tre problemi principali che limitano la crescita della nostra economia: l’intreccio tra politica e amministrazione, mai sciolto; la corruzione e l’evasione fiscale che prosperano grazie all’assenza di norme paragonabili  ai processi e alla carenza di personale. Sono i tre fattori che impediscono di investire nel nostro Paese in un quadro di certezza del diritto.

Abbiamo sempre detto che una seria riforma della pubblica amministrazione dovrebbe partire dall’affrontare questi problemi, che permetterebbero all’attività economica di esplicarsi pienamente e di recuperare i soldi necessari a far fronte alla crisi e al rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici onesti.

Invece di risposte concrete in questa direzione, i lavoratori pubblici hanno avuto un sostanziale immobilismo governativo alternato ad annunci di riforme della PA oppure crono programmi che poco hanno a che vedere con i problemi che sono a monte e che abbiamo dianzi citato.

L’ultimo di questi annunci-programmi è quello firmato l’altro giorno dal Governo insieme a ANCI, UPI e Conferenza dei presidenti delle regioni (allegato al presente notiziario), ribattezzato pomposamente Italia Semplice e che riguarda, in massima parte, una diminuzione della presenza dello Stato sul territorio, il taglio di uffici pubblici e una possibile devoluzione di competenze soprattutto ai comuni, oltre al solito armamentario di valutazione delle performance, controlli e risparmi che non richiedono certamente norme e riforme per dispiegarsi.

Il Governo tratta con le altre istituzioni ma non coinvolge i rappresentanti di coloro che le riforme dovranno poi attuare ogni giorno, i dipendenti pubblici, convocati solo il giorno prima del Consiglio dei Ministri che dovrebbe varare questa ennesima “riforma epocale”.

A questo proposito Marco Carlomagno, Segretario Generale della FLP ha dichiarato: “I lavoratori pubblici meritano di essere soggetto del cambiamento e non oggetto, trattandoli alla stregua di scrivanie e computer. Quindi non si può prescindere dal loro coinvolgimento.

La politica sinora, per l’incapacità di riformare se stessa, ha rinunciato a recuperare risorse e funzionalità dell’amministrazione pubblica. Ora non può chiedere a cittadini e lavoratori di pagare il conto in termini di minore presenza dello Stato sul territorio, minori servizi e blocco dei contratti pubblici.

Il Governo dia prova di aver capito la lezione – conclude Carlomagno – e inizi a riformare l’agire della politica con norme anticorruzione degne di questo nome e lotta senza quartiere all’evasione fiscale. Noi siamo pronti a parlare della riforma della PA ma sia chiaro che questa deve necessariamente partire dal rinnovo dei contratti, fermi da quasi 5 anni. Questo è quanto chiederemo al Governo nella riunione fissata per giovedì mattina”.

                                                                        LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

Pubblichiamo di seguito:

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario n. 55 del 23 maggio 2014 –

forumPA 2014Riportiamo di seguito il testo del Notiziario CSE n. 10 del 21 maggio 2014  nel quale si segnala la partecipazione della CSE/FLP  con un proprio stand all’edizione 2014 di FORUM PA

” La CSE/FLP partecipa con un proprio stand all’edizione 2014 del Forum PA e porterà all’interno di questo importante momento di confronto sulla pubblica amministrazione le proposte del sindacato e dei lavoratori pubblici sulla situazione delle nostre amministrazioni, sulle condizioni lavorative, sulle professionalità presenti, per dimostrare come sia possibile e necessario riuscire a coniugare maggiore efficienza ed efficacia al servizio dello sviluppo del paese con il  riconoscimento e la valorizzazione delle risorse umane.

 I dipendenti pubblici  sono diventati il bersaglio preferito dell’azione dei governi con il blocco, ormai quinquennale, delle retribuzioni, il mancato riconoscimento delle professionalità, la riduzione costante degli organici, la chiusura di molti Uffici che pure garantivano servizi ai cittadini e presidio di legalità sul territorio.

 Invece di risparmiare sugli sprechi, le inefficienze, le esternalizzazioni, hanno usato il lavoro pubblico come un bancomat!

Per la CSE/FLP è necessario invece praticare un’altra strada che miri a razionalizzare senza smobilitare, reinternalizzare le funzioni decisive per il sistema Paese che, in questi anni di privatizzazioni selvagge, sono costate tanto e hanno prodotto poco e male, valorizzare le tante professionalità esistenti riconoscendo economicamente e professionalmente il merito e l’apporto individuale, ma soprattutto il lavoro di squadra  e il raggiungimento  collettivo degli obiettivi e dei programmi.

 Al Forum PA 2014 saremo presenti quindi con le nostre idee sulle nuove ipotesi di riforma della Pubblica amministrazione, rispondendo ai punti indicati dal  Presidente del Consiglio Renzi nella lettera ai dipendenti pubblici.  Presenteremo inoltre la nostra piattaforma per rinnovare finalmente  i contratti di lavoro e  le proposte sul nuovo ordinamento professionale che vogliamo.

Ogni anno questo evento vede Ministri, rappresentanti delle Amministrazioni, esperti, aziende, discutere e misurarsi sul lavoro pubblico e sulle misure per renderlo efficiente.  Ma la voce dei lavoratori, di chi ogni giorno opera in condizioni sempre più difficili, con minori risorse e stipendi da fame, non arriva nelle stanze ovattate dei Convegni e non circola nei documenti presentati o negli stand attrezzati.

La CSE/FLP con uno sforzo organizzativo non indifferente sarà presente anche in questa sede, oltre che negli Uffici e nelle piazze, per dimostrare che in questo Paese il sindacato non è scomparso, nascosto tra le contraddizioni di chi non vuole o non può disturbare il governo amico, o è zittito dai ripetuti e preannunciati interventi governativi di riduzione o soppressione degli enti paralleli, che hanno trasformato gran parte dei sindacati in caste o centri  incontrollati di potere economico.

E che il vero sindacato a cui guardiamo e  che intendiamo contribuire a costruire, quello nuovo, non corporativo ma confederale, aperto alla partecipazione e trasparente nelle scelte, serve ora più che mai per rappresentare in questa fase così complessa della vita del paese, il mondo del lavoro dei precari, dei non garantiti.

La Segreteria Generale invita quindi tutte le Organizzazioni sindacali aderenti e   tutte le strutture  a dare la massima diffusione alla nostra partecipazione al Forum PA 2014 ed ai motivi alla base di questa scelta, garantendo ai lavoratori degli enti e delle amministrazioni di appartenenza  la più ampia  e capillare informazione.

Quest’anno, con noi, i lavoratori al Forum PA  si potranno sentire a casa loro, e non  degli estranei. 

In allegato al presente notiziario troverete  il  primo dei documenti  predisposti  in questi giorni dalla Segreteria Generale.    Quello nel  quale diciamo la nostra su quale riforma della PA è veramente necessaria  e le nostre risposte ai 44 punti di Renzi.

                                                                                                  LA SEGRETERIA GENERALE CSE  ” 

Allegato 1: Le risposte di CSE-FLP a Renzi e Madia

Allegato 2: Locandina CSE-FLP per Forum PA

Informazioni utili:            *     la CSE  in  FORUM PA

                                       *     collegati con FORUM PA

                                       *     accredito on line per visitare FORUM  PA 

 

Notiziario n. 46 del 5 maggio 2014 –

Renzi e Madia illustrano le linee di  riforma P.A.
Renzi e Madia illustrano le linee di riforma

Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 6 diffuso in data odierna, con il testo del comunicato stampa nel quale il Segretario Generale Marco Carlomagno sintetizza la posizione della Confederazione sulla ventilata riforma della Pubblica Amministrazione.

” Al termine del Consiglio dei Ministri del 30 aprile, il Presidente del Consiglio Renzi ha comunicato che tra un mese il Governo emanerà un decreto di riforma della Pubblica Amministrazione. Poco dopo il Governo ha reso nota una lettera con la quale il Governo “notifica” le decisioni del Governo ai dipendenti pubblici e li invita a inviare proposte ad una casella di posta elettronica.

A questo proposito è intervenuto Marco Carlomagno, Segretario Generale della Confederazione Indipendente Sindacati Europei (CSE), Confederazione maggiormente rappresentativa nel pubblico impiego, che ha dichiarato: “Sono anni che chiediamo un cambio di rotta ai vari Governi nella lotta agli sprechi, alle consulenze, alla corruzione che gonfia appalti e acquisti. Abbiamo consegnato negli ultimi giorni ad alcuni ministri dossier precisi sugli sprechi. Ora aspettiamo che qualcosa cambi per davvero. Certo è che la vera rivoluzione nella pubblica amministrazione sarebbe il ritiro della politica dalla gestione ma le prime nomine del Presidente del Consiglio proprio a Palazzo Chigi non ci pare vadano in questo senso”. Per una amministrazione pubblica davvero al servizio del cittadino – continua Carlomagno – serve la semplificazione delle procedure amministrative, farraginose in ogni campo, e la riduzione dei livelli di Governo. Oggi ogni adempimento o autorizzazione diventa una via crucis perché le procedure sono studiate per una ristretta di iniziati. Si inizi a semplificare il codice degli appalti, modificato decine di volte negli ultimi due anni”.

“Riguardo ai lavoratori – conclude il Segretario Generale della CSE – non servono altre norme che persino gli organismi internazionali, l’OCSE in primis, sconsigliano. Piuttosto che fare altre leggi se ne cancelli qualcuna, più dannosa che inutile. Siamo favorevoli a forme maggiori di accountability e di valutazione delle performance, ma non basta smettere di insultare i lavoratori per restituire loro la motivazione che Brunetta e altri hanno portato ai minimi storici. Oltre alle pacche sulle spalle chiediamo che il Governo ci convochi subito per il rinnovo dei contratti. Ciò che invece sarebbe inaccettabile è una riforma fatta per decreto e senza nessun confronto con i legittimi rappresentanti dei lavoratori. Si creerebbe solo caos e si raggiungerebbero certamente risultati inferiori a quelli che un confronto con chi conosce bene la pubblica amministrazione potrebbe portare.

                                                                                                                                            L’UFFICIO STAMPA CSE  “

Allegato: Il testo della lettera di Renzi e Madia ai dipendenti pubblici

Notiziario n. 35 del 5 aprile 2014 –

L'ex Ministro D'Alia che ha firmato la circolare
L’ex Ministro D’Alia che ha firmato la circolare

Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 14 del 04.04.2014 relativo agli inaccettabili contenuti della circolare n. 2/2014 con la quale la Funzione Pubblica “chiarisce” che per visite diagnostiche e specialistiche o terapie bisognerà usare i permessi retribuiti oppure istituti ritenuti similari escludendo l’assenza per malattia.

 ” La nostra classe politica dimostra ancora una volta di disprezzare i lavoratori che assicurano ogni giorno i servizi alla collettività. Dopo il blocco dei contratti, degli stipendi e delle carriere, infatti, ora arriva anche la negazione del diritto alla salute.

Il decreto legge 101/2013, convertito nella legge 125/2013, ha introdotto disposizioni restrittive in materia di assenze per malattia dei dipendenti pubblici al fine di “contrastare il fenomeno dell’assenteismo nelle pubbliche amministrazioni”.  In particolare la legge ha modificato la normativa vigente in materia di assenze per visite, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici, prevedendo espressamente che, per effettuarli, non si possa più ricorrere all’assenza per malattia, nemmeno nel caso in cui siano già stati utilizzati i giorni di permesso retribuito per documentati motivi personali.

Ovviamente, non si è fatto attendere più di tanto l’intervento della Funzione Pubblica la quale con la Circolare n.2 del 17 febbraio scorso, a firma dell’ex-Ministro D’Alia, chiarisce che per visite diagnostiche e specialistiche o terapie bisogna usare i permessi retribuiti oppure istituti che la Funzione Pubblica ritiene similari ma che tali non sono e cioè permessi brevi per motivi personali o banca delle ore.

Una vera e propria aberrazione che vorrebbe cancellare diritti costituzionalmente garantiti come quello alla salute, previsto dall’articolo 32 della Costituzione, che recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.    Questa restrizione viene per di più imposta in una situazione generale di innalzamento progressivo dell’età media dei dipendenti pubblici conseguente anche all’impossibilità di accedere alla pensione per effetto della controriforma Fornero.

Ci chiediamo: cosa succederà se e quando il dipendente avrà terminato le ore di permesso per motivi personali e quelle di permesso breve (la cui durata giornaliera non può superare la metà dell’orario di lavoro ed è pari a 36 ore annue)? Dovrà utilizzare le giornate di ferie?

E cosa pensano i nostri governanti, che ci divertiamo a prendere giornate di malattia per poterci curare anche quando non ne abbiamo bisogno? Ricordiamo a costoro che oggi per chi si ammala c’è una decurtazione non solo del salario di produttività ma anche di parti del salario di base e che nessuno rinuncia volentieri a quote della propria retribuzione se non è necessario.

Ricordiamo invece ai lavoratori che comunque la visita specialistica, la prestazione diagnostica o la terapia possono essere concomitanti con una situazione di malattia, che in questi casi farà sempre fede il certificato di malattia del proprio medico curante e che l’attestazione dell’avvenuta visita (o terapia ecc.) servirà solo a giustificare l’assenza dal proprio domicilio in caso di visita fiscale.

Davvero non riusciamo a comprendere come chi ci governa sia arrivato a disprezzarci così tanto da non comprendere che misure come questa, lungi dal portare soldi nelle casse dello Stato, possono rivelarsi provvedimenti-boomerang non solo per l’effetto diretto ma per quello indiretto dal quale già cent’anni fa scienziati dell’organizzazione, pur di matrice conservatrice, mettevano in guardia.

Infatti, a forza di essere trattati come delinquenti abituali, i lavoratori perdono motivazione e mettono, anche non volontariamente, in atto forme di autodifesa che sono controproducenti anche per i “padroni”.

I sindacati servono a tutelare i lavoratori e ad incanalare le giuste rivendicazioni individuali in contratti e vertenze collettive che vedano i lavoratori prestare la propria opera più sereni e liberi dai bisogni e l’azienda (in questo caso lo Stato e la collettività) prosperare. Purtroppo, i governi che si sono succeduti dimostrano di non tenere in alcun conto i rappresentanti dei lavoratori (a meno che non siano disposti a scambi indicibili che pure sono avvenuti nel recente passato) ed hanno inoltre la convinzione di poter gestire un rapporto diretto con i lavoratori contraddistinto da minacce, insulti e tagli di salario.   È ora che i lavoratori facciano sentire la propria voce e che si organizzino, anche con misure di autodifesa, contro leggi o circolari che intendono tagliare anche i diritti elementari.

La FLP, sia chiaro, si opporrà con ogni mezzo a questo ennesimo attacco ai diritti (tutelati anche costituzionalmente) dei lavoratori pubblici.

Nell’incontro che la nostra confederazione avrà con il nuovo Ministro della Pubblica amministrazione, Madia, questo problema sarà certamente posto con forza. Stiamo inoltre valutando eventuali profili di illegittimità della norma in questione.

Stavolta davvero si è passata la misura e non abbiamo alcuna intenzione di stare fermi e aspettare                                                                                                  LA SEGRETERIA GENERALE FLP

Allegat0 1: 17.02.2014 – Circolare F.P. n. 2-2014 – assenze per visite, terapie, prestazioni speialistiche ed esami diagnostici

Allegato 2: Comunicato di PERSOCIV

N.B. :  A tal proposito, rendiamo noto che la questione è stata sottoposta dalla nostra Confederazione CSE direttamente alla attenzione della Ministra della FP Marianna  Madia nel corso dell’incontro avuto con la stessa proprio in data odierna a Palazzo Vidoni,  e che sarà oggetto di successivo e specifico Notiziario, al quale naturalmente rinviamo.

 

Notiziario n. 16 del 21 febbraio 2014 –

volantino_manifestaz_28feb14_Palazzo_VidoniRiportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 6 del 20.02.2014 relativo alla manifestazione promossa dalla nostra Federazione per venerdì 28 p.v. e alle motivazioni che la supportano.

A breve si insedierà il nuovo Governo Renzi, il quarto Governo negli ultimi 4 anni, cioè da quando la coppia Tremonti-Brunetta varò il blocco degli stipendi e delle carriere dei dipendenti pubblici, confermato dal Governo Letta per tutto il 2014. In questi anni i nostri salari si sono sensibilmente ridotti, sia come potere d’acquisto sia sul piano nominale. Il risultato è che le “spending review” si sono tradotte quasi esclusivamente in risparmi sul personale, che negli ultimi 3 anni ha lasciato all’erario all’incirca 20 miliardi di euro e quasi mezzo milione di posti di lavoro ma ha anche consegnato al Paese una Pubblica Amministrazione più anziana (quasi il 50% di over 50), meno formata e tra le peggio pagate di tutta Europa, con ovvie ripercussioni sulla motivazione del personale.

La FLP vuole, pretende, di difendere il ruolo della pubblica amministrazione, a tutela dei valori costituzionali e quindi ha deciso di convocare un’assemblea cittadina con manifestazione nazionale per il 28 febbraio a Roma, a Palazzo Vidoni, sede della Funzione Pubblica.

Rinnovo dei contratti, sblocco delle carriere e miglioramento dei servizi pubblici sono le nostre rivendicazioni. A tutti i Governi che si sono succeduti abbiamo tentato di spiegare che una Pubblica Amministrazione efficiente e motivata è condizione necessaria per creare valore  aggiunto per le imprese e per erogare servizi  adeguati ai cittadini, soprattutto alle fasce più deboli.

Non siamo pregiudizialmente contro nessun Governo e quindi a maggior ragione non possiamo esserlo contro un Governo che non si è ancora formato. Il Presidente del Consiglio incaricato ha però già parlato di riforma della pubblica amministrazione da fare entro maggio.  Ebbene, la nostra manifestazione serve anche a chiarire da subito la nostra idea di riforma.

La Pubblica Amministrazione non può essere oggetto dell’ennesima operazione di smantellamento per fare “cassa”, ma deve vedere, invece, pur in un quadro di razionalizzazione e semplificazione dei livelli di governo, confermata ed anzi rafforzata la sua presenza di presidio e di servizio sul territorio. Lo dicevamo sopra e lo ribadiamo. Per garantire livelli adeguati di equità fiscale, di  sicurezza, di funzionamento della giustizia, un istruzione ed una sanità pubblica di qualità, migliori e più efficaci servizi alle imprese ed ai cittadini,  bisogna valorizzare e  coinvolgere il personale, anziché criminalizzarlo come è avvenuto negli ultimi anni con l’adozione di normative penalizzanti, il blocco reiterato dei contratti ed il taglio delle retribuzioni.

Insomma, vogliamo da subito essere coinvolti, dimostrare la bontà delle nostre idee, cambiare l’approccio e le leggi  punitive sul lavoro pubblico approvate colpevolmente in questi anni. Per questo manifesteremo in modo deciso, fermo e propositivo il 28 febbraio

LOTTA AGLI SPRECHI E ALLE CASTE, SBLOCCO DEI CONTRATTI E DELLE CARRIERE.

 PARTIAMO DA QUESTI OBIETTIVI PER ARRIVARE A UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE SANA, PRODUTTIVA ED EFFICIENTE!

                                                                                LA SEGRETERIA GENERALE FLP 

Locandina-volantino della manifestazione

 

 

Funzione Pubblica




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