Pubblichiamo di seguito il testo del Notiziario n. 9/2024 del Dipartimento Formazione Universitaria CSE-FLP, con il quale si dà notizia della predisposizione di un corso di preparazione al concorso RIPAM per l’assunzione di 267 funzionari presso il Ministero della Difesa, pubblicato all’inizio di quest’anno, di cui non sono ancora note le date delle prove.
Il Dipartimento per la Formazione Universitaria della FLP comunica che, in relazione al bando di concorso pubblico, per titoli ed esami, per il reclutamento di un contingente complessivo di n. 267 unità di personale non dirigenziale, a tempo pieno e indeterminato, da inquadrare nell’Area Funzionari del Ministero della Difesa, ha attivato un corso di formazione di preparazione al concorso per 152 unità con competenze in materia giuridico amministrativa codice A.1.
LA PROVA
La prova scritta, consisterà in un test di n. 40 (quaranta) quesiti a risposta multipla da risolvere in 60 (sessanta) minuti, con un punteggio massimo attribuibile di 30 (trenta) punti e si articolerà come segue:
25 (venticinque) quesiti, volti a verificare le conoscenze afferenti alle materie del profilo Funzionario con competenze in materia giuridico amministrativa (Codice A.1);
8 (otto) quesiti volti a verificare la capacità logico-deduttiva e di ragionamento critico-verbale;
7 (sette) quesiti situazionali relativi a problematiche organizzative e gestionali ricadenti nell’ambito degli studi sul comportamento organizzativo. I quesiti descriveranno situazioni concrete di lavoro, rispetto alle quali si intende valutare la capacità di giudizio dei candidati, chiedendo loro di decidere, tra alternative predefinite di possibili corsi d’azione, quale ritengano più adeguata.
STRUTTURAZIONE DEI CORSO, ISCRIZIONI E RELATIVI COSTI
il corso si svolge on-line in modalità asincrona, fruibile in qualsiasi momento, sulle materie previste dal bando. La sezione asincrona sarà disponibile h 24 fino al giorno della prova preselettiva del concorso.
strutturazione del corso:
80 videolezioni
21 quiz / esercitazioni
28 slides e documenti
(*) di durata breve di circa 20 minuti ognuna
Il costo del corso in convenzione per gli iscritti e familiari della FLP e alla CSE-FILAI è di € 224,00, rispetto ai € 280,00 per i non iscritti. L’importo può essere pagato anche in 3 rate con PayPal o 10 rate con Pago light senza interessi.
Modalità di iscrizione:
per iscriversi al corso, è necessario compilare la scheda di iscrizione allegata al presente comunicato e inviarla all’indirizzo email laurea@flp.it.
Ai richiedenti sarà inviato un link e un relativo codice per sbloccare lo sconto riservato agli iscritti.
Il link inviato apre la pagina dedicata dal provider alle iscrizioni al corso effettuate dagli iscritti FLP o CSE-FILAI.
Aperta la pagina, cliccare su “Aggiungi al Carrello – Inserire Codice Promozionale inviato – Applica codice promozionale”, e Il sistema automaticamente applicherà lo sconto.
Per qualsiasi problematica o altra informazione, potete inviare una e-mail all’indirizzo laurea@flp.it.
IL DIPARTIMENTO FORMAZIONE UNIVERSITARIA CSE-FLP
Auguri a tutti i candidati, e cordialissimi saluti a tutti
Si è svolta in data odierna una riunione in videoconferenza dell’Organismo Paritetico per l’Innovazione della Difesa, istituito in forza dell’art. 6 del CCNL 2016-2018 per realizzare “una modalità relazionale finalizzata al coinvolgimento partecipativo delle organizzazioni sindacali su tutto ciò che abbia una dimensione progettuale, complessa e sperimentale, di carattere organizzativo dell’Amministrazione”, quindi su progetti di organizzazione e innovazione, miglioramento dei servizi, promozione della legalità, qualità del lavoro, politiche formative, benessere organizzativo, lavoro agile, conciliazione dei tempi vita-lavoro, prevenzione dello stress lavoro-correlato, col compito di formulare proposte all’Amministrazione anche per la contrattazione integrativa. Può svolgere analisi, indagini e studi, e monitorare l’attuazione dei piani di azioni positive, in collaborazione con il CUG.
Solo oggi finalmente si attiva il coinvolgimento partecipativo delle OO.SS., in materia di formazione, per un tavolo sul “Piano triennale della formazione del personale civile della Difesa” (allegato al presente notiziario”.
Questi i punti salienti del documento cui associamo le considerazioni e le considerazioni di FLP Difesa:
la emanazione del documento arriva in sintonia con la priorità politica dettata dal ministro Brunetta, di mirare al processo di innovazione e trasformazione digitale della PA attraverso il potenziamento delle conoscenze informatiche di TUTTI i dipendenti, e la Difesa infatti persegue in primis l’obbiettivo promuovendo a DIFEFORM la formazione digitale di 1^ e 2^ area in generale, in primis con corsi sugli applicativi “Office”, puntando alla massima flessibilità e adattabilità del personale, e all’aggiornamento delle alte specializzazioni tecniche.
Ma il dichiarato intento di coinvolgere TUTTI, dai neo assunti ai più anziani, si scontra con la scarsezza delle risorse destinate alla formazione, dimezzate dal 2011 col Dl 78/2010, e che hanno finora assicurato il proseguo delle attività sostanzialmente nelle materie della prevenzione della corruzione, dell’antinfortunistica, della protezione dei dati, come si evince dai grafici riportati nel Piano. Inoltre val la pena ricordare che mentre per la formazione del personale dirigente e di 3^ area, già dal 2013 si fa riferimento alla SNA, i cui oneri non gravano sulle Amministrazioni, per quello di 1^ e 2^ area la formazione si svolge a DIFEFORM, nata nel 2015 dalle morte ceneri di CEFODIFE, la cui mission attiene alle materie specialistiche della Difesa e all’antinfortunistica. In merito va detto che tale modello porta, per la periferia, il carico delle spese di missione, per cui spesso si rileva una autocensura degli Enti nei confronti del proprio personale, determinando una partecipazione a macchia di leopardo, foriera senz’altro di impari opportunità; e ciò nonostante che nell’area tecnico-operativa operi l’89% del personale. Ciò dovrà senz’altro indurre l’AD ad una pianificazione incentrata sulla formazione da remoto, in vdc e mediante webinar, come sperimentata durante la pandemia, economica e aperta a una platea molto ampia, col vantaggio di ottimizzare i tempi e l’efficacia dei corsi. Ma dovrebbe essere incentivato anche il ricorso al decentramento dei corsi, per agevolare la massima partecipazione in presenza nelle sedi periferiche. E dovrebbe essere avviata una politica di particolare attenzione alla formazione iniziale della componente ex militare transitata, che spesso fatica ad incardinarsi nel suo nuovo status giuridico.
Rispetto al ciclo della formazione, la nostra attenzione va anche alla totale assenza di relazioni sindacali locali per la pianificazione delle attività formative, un tempo praticate, che darebbero trasparenza, verificabilità, esaustività, e integrabilità alle segnalazioni delle esigenze formative; non a caso nulla è trapelato sulla mappatura delle esigenze formative avvenuta nello scorso mese di febbraio 2022 da parte dagli uffici sulla base dei Cataloghi corsi SNA e DIFEFORM. E questo mentre con il nuovo CCNL FC, la formazione sarà funzionale alla performance, ed entrambe saranno determinanti fra i titoli per le progressioni a venire.
Si è tenuto, il 30 marzo, un incontro in sede tecnica con il Capo del 1° Reparto, Gen. B.A. Fabio SARDONE, avente all’ordine del giorno, al primo punto, le linee di indirizzo e organici del personale Civile impiegato in A.M. e, al secondo punto, i criteri, le modalità di accesso e i consuntivi dei corsi di formazione effettuati.
Relativamente al primo punto (“organici personale civile AM”), l’Amministrazione ha rappresentato lo studio in atto che traguarda il “modello 2025” partendo dalla necessità prioritaria di contrazione, nel rispetto dei vincoli imposti dalla legge 244/12, delle posizioni organiche che erano 4211, come da D.M. del 29 giugno 2016, e che dovranno diventare nel 2025 in numero assai minore, previsto oggi in 3016 unità.
Partendo dalla consistenza effettiva attuale, 3240 dipendenti civili (comprensivo di circa 240 militari transitati) a cui sommare le 195 professionalità da stabilizzare provenienti dal Campalgenio, lo studio in atto si pone l’obiettivo di privilegiare le professionalità pregiate esistenti, di unificare ed eventualmente accentrare a Stato Maggiore alcune funzioni oggi residuali negli AA.CC., e valutare le posizioni organiche in stretta correlazione con le T.O. di singolo Ente, prevedendo anche una distribuzione del personale civile per aree di impiego (33% in area tecnico manutentiva, 21% nelle scuole di formazione, 17% negli Enti dell’area operativa, 17% in area supporti, ecc.).
Proprio su quest’ultimo punto, la previsione normativa di riduzione organica ha portato lo SMA ad elaborare un “modello” che stabilisce l’anemizzazione delle posizioni organiche oggi vacanti e non funzionali al progetto futuro e delle pp.oo. temporaneamente previste ma non incluse nel disegno ordinativo futuro e che verranno anemizzate nel momento in cui diventeranno vacanti. In questo contesto il modello allo studio prevede anche delle “posizioni quadro” ossia posizioni organiche oggi non alimentate in quanto carenti di personale ma che potranno essere attivate dallo SMA, una volta raggiunti i limiti imposti alle dotazioni organiche, e che rappresenteranno le carenze della Forza Armata…
Relativamente al secondo punto (“formazione”), l’Amministrazione ha fornito i dati del piano di formazione che ha visto ridursi il personale formato, essenzialmente come conseguenza delle difficoltà concretizzatesi con lo stato emergenziale in atto ma che ha comunque permesso di formare 395 dipendenti civili nel corso del 2020, la maggior parte, come nel 2019, con corsi Difeform (353). Inoltre ha evidenziato i criteri di segnalazione applicati sintetizzandoli nella congruenza tra profilo professionale e tipologia di corso, nell’accrescimento professionale del dipendente e la congruenza tra le esigenze funzionali dell’Ente e la tipologia di corso.
Nel proprio intervento, FLP Difesa ha sottolineato la carenza di informazione e confronto sia a livello centrale che territoriale, soprattutto nel corso dell’ultimo anno, ponendo l’accento sul fatto che, proprio in tema di revisione organica, la trasparenza e il confronto a tutti i livelli oltre ad essere un diritto delle Rappresentanze Sindacali può rappresentare un valore aggiunto nella definizione di un ”modello”che, se condiviso, eviterebbe eventuali frizioni in corso di attuazione ed ha sollecitato SMA affinché, la ridefinizione degli organici degli Enti, sia accompagnata da una attenta verifica sugli effetti prodotti sul personale dalla Direttiva di SMD-SGD del giugno 2017 (“attribuzione di funzioni e compiti al personale civile”) e dal coinvolgimento delle Parti sindacali a monte delle scelte. SMA ha dichiarato disponibilità al riguardo.
Abbiamo rappresentato, ancora una volta, la necessità di una revisione della legge 244/12 (agli obiettivi della quale, almeno in relazione alla riduzione degli organici del personale civile, la FA si è mostrata quasi rassegnata…) i cui effetti nefasti si stanno concretizzando anche in questa fase di revisione delle posizioni organiche, effetti che impediscono, tra l’altro, la possibilità di mobilità, che si presenta oggi bloccata nella fattispecie “ordinaria” (l’ultimo bando è del 23.01.2019!) e con evidenti criticità in quella “straordinaria”, con l’aggravante che il raggiungimento dei “numeri” previsti dalla L. 244/12 ha, infatti, evidenziato un atteggiamento di chiusura della F.A. nei confronti di istanze di mobilità, anche per gravi motivi, di personale proveniente dalle altre FF.AA.
Abbiamo chiesto le risultanze del progetto “personale civile in azzurro” che si prefiggeva l’obiettivo di riduzione del disallineamento nell’impiego del personale civile, ricevendo come risposta la necessità da parte dell’Amministrazione di rivedere gli obiettivi prefissati adeguandoli al nuovo modello, a nostro avviso sembra un cambio di rotta ed un ritorno ai già noti M.O.S. di singolo Ente. Il progetto da anni allo studio della F.A., sostanzialmente finalizzato a costruire dei “moduli organizzativi standard” destinati a diventare la struttura base, individuata anche attraverso accorpamenti di E.d.O, Il tutto in funzione dell’assetto futuro della Forza Armata
Relativamente al secondo punto all’OdG, abbiamo dato atto all’Amministrazione di aver sempre portato avanti un percorso virtuoso in tema di formazione, segnalando altresì la necessità di ampliare ulteriormente la formazione locale e decentrata e di sfruttare il più possibile la formazione e-learning. Per quanto attiene i criteri di segnalazione, in linea con la necessità di digitalizzazione e innovazione, anche formativa, della Pubblica Amministrazione indicata dal Governo, abbiamo rappresentato la necessità di aumentare le competenze dei dipendenti pubblici che devono essere, a nostro avviso, svincolate dal profilo professionale posseduto e tendere al raggiungimento di competenze trasversali e di accrescimento anche culturale.
Nel suo intervento Flp Difesa ha inoltre posto all’attenzione del Generale alcune questioni di particolare interesse per il personale Civile relativamente alle posizioni assicurative dei dipendenti, chiedendo se fossero risolte le criticità nel confronto con l’INPS. L’Amministrazione si è riservata ulteriori approfondimenti in merito in modo da darcene tempestiva e precisa informazione.
In ultimo, è stato chiesto lo stato dell’arte relativamente al reimpiego del personale civile in forza al S.G.S. di Padova, per il quale è prevista la chiusura al 31/12/2021 e che non ha ancora visto partire il confronto di livello territoriale originariamente programmato per la metà del mese di marzo. SMA ha rassicurato che il confronto territoriale verrà avviato in tempi brevi e che il ritardo è stato dovuto alla volontà di svolgerlo in presenza, vista l’importanza rivestita dai reimpieghi del personale, ma che con l’inasprimento delle misure di contenimento epidemiologico verrà probabilmente avviato in videoconferenza. Sul piano pratico SMA ha confermato il ricevimento delle collocabilità da parte delle altre F.A. che permetteranno il reimpiego complessivo su Padova con opzioni anche su Venezia e in minima parte su Vicenza.
In allegato su questa stessa pagina, le slide proiettate da SMA nel corso dell’incontro
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE– Maria Pia Bisogni e Ilio Bonomi
In data 4 giugno u.s., in modalità “conference-call”, si è svolta una riunione con il Comandante Logistico della Marina Militare, Amm. Serra, in accoglimento della richiesta della FLP DIFESA di cui al nostro notiziario FLP Difesa n. 9 del 27.01.2020, per la presentazione del Piano Industriale Integrato (PII) degli Arsenali 2020-2025 (che si pubblica in allegato su questa pagina), predisposto da Maricomlog nel mese di aprile u.s., ed approvato dallo SMM a maggio.
In premessa l’Amm. Serra ha precisato che il Piano è in linea con quanto già rappresentato ed agli atti della Commissione Difesa del Senato nell’audizione del 2 luglio 2019, e con la deliberazione n. 22-2014-G del 12.12.2014 della Corte dei Conti relativa alla verifica della spesa per il “Processo di razionalizzazione e valorizzazione degli Arsenali Militari gestiti dal Ministero della Difesa”. Queste le parti più salienti del Piano:
Confermata la missione degli Arsenali e l’attuale modello organizzativo cantieristico navale, basato sulle risorse umane specializzate, prevalentemente civili, sulle infrastrutture e gli impianti, di pregio e strategici, sulla autonomia di gestione di beni, lavori e servizi; i programmi di manutenzione e i carichi di lavoro sono calibrati sulle capacità e sui limiti degli Stabilimenti, tenendo anche conto delle potenzialità dell’indotto locale, e delle potenziali attività “complementari”;
Messa a sistema di un modello integrato: ciascun Arsenale contribuisce a soddisfare anche le esigenze degli altri, e viene salvaguardata la capacità di governance del personale militare e civile apicale;
Acquisizione delle capacità necessarie per garantire le attività core della manutenzione e supporto navale per tutte le UU.NN. di nuova generazione (le cosiddette manutenzioni preventive di 3° livello e concorso a preventive/correttive di livello 2B e 3); mantenimento della capacità d’intervento nei settori ritenuti strategici della manutenzione navale e delle attività ad alto contenuto tecnologico nei settori difficilmente esternalizzabili o collocabili sul mercato esterno o da assicurare per motivi di prontezza operativa della Flotta; internalizzazione delle attività in specifici settori di eccellenzaa medio contenuto tecnologicorisultanti vantaggiose, attraverso i contratti di supporto integrati; ricorso all’indotto locale per le attività a basso contenuto tecnologico, per la Marina non convenienti come costo-efficacia; esternalizzazione delle manutenzioni più complesse;
Sono rilevate le criticità e i ritardi nell’approntamento dello strumento operativo, conseguenti alla “spending review” (blocco del turn-over, aumento dei costi delle esternalizzazioni in via emergenziale, l’ammodernamento solo parziale di infrastrutture e impianti, realizzazione parziale del Piano Brin) nonché alle oggettive difficoltà di garantire adeguati livelli di efficienza e produttività conseguenti alla continua evoluzione della normativa sui Contratti Pubblici; e non aiuta la disciplina dei profili professionali del personale civile laddove non valorizza la peculiarità delle attività svolte nel Ministero della Difesa e soprattutto negli SS.LL.);
Il PII 2020-2025 di Forza Armata è la linea guida per l’individuazione delle esigenze di assunzioni e di formazione, per la individuazione degli interventi infrastrutturali e impiantistici di cui al Piano Brin e al Contratto istituzionale di sviluppo (CIS) da parte di ciascun Arsenale; e a livello di Arsenale dovrà essere elaborato un Piano Operativo Attuativo (POA) entro luglio-agosto 2020, soggetto a revisione/aggiornamento periodico, che dovrà essere presentato alle OO.SS. territoriali, ed implementato nel quadriennio 2021-2025.
Obbiettivi da raggiungerenel periodo 2020-2025 sono: lo sblocco del turn over, la formazione del personale civile neoassunto, il completamento dell’ammodernamento infrastrutturale/impiantistico, e la effettiva manutenzione; il tutto ovviamente previa disponibilità di adeguate risorse economiche;
LA PRESENZA DI PERSONALE CIVILE alla data del 31.12.2024 è stimata in circa il 60% dell’organico previsto per l’Arsenale di La Spezia, il 70% per l’Arsenale di Taranto e il 55% per l’Arsenale di Augusta; e la carenza è destinata a peggiorare sia per il progressivo massivo esodo da pensionamenti, sia per il mancato ripianamento delle vacanze organiche conseguente al blocco delle assunzioni e alla riduzione a 20.000 civili entro il 2024 di cui alla Legge 244/2012; da qui la prospettiva del “collasso” dell’attuale modello organizzativo alla fine del 2024, a dispetto degli investimenti già sostenuti o programmati:;
E’ previsto un PIANO DI ASSUNZIONI pari a n°1527 unità, da spalmare nell’arco di sei anni (2020-2025): n°893 nel 2020 (445 xTARANTO, 273xLA SPEZIA, 175xAUGUSTA), n°71 nel 2021 (47xTARANTO, 20xLA SPEZIA, 4xAUGUSTA), n°142 nel 2022 (98xTARANTO, 33xLA SPEZIA, 11xAUGUSTA), n°162 nel 2023 (105xTARANTO, 53xLA SPEZIA, 4xAUGUSTA), n°213 nel 2024 (142xTARANTO, 65xLA SPEZIA, 6 xAUGUSTA) e n°46 nel 2025 (24xTARANTO, 20xLA SPEZIA, 2xAUGUSTA).
I Costi per le assunzioni: per il ripianamento delle TOO circa 29,1 milioni di euro (a cui aggiungere 4,6 milioni di euro per la formazione) mentre per coprire i pensionamenti 2021-2025 circa 20,1 milioni di euro. Le nuove assunzioni comporteranno una riduzione della spesa del personale pari a circa il 17%, derivante dalla partenza stipendiale con una minore fascia retributiva rispetto al personale andato in quiescenza.
Si punta a valorizzare la Scuola Allievi Operai e formazione del personale nel periodo dal 2020-2025.
Le risorse economiche necessarie per completare il PIANO BRIN, sono valutate in circa130 milioni di euro.
L’attuazione del PII assicurerà le attività manutentive la cui eventuale esternalizzazione costerebbe circa 190 milioni di euro nel periodo 2020-2025; ciò in aggiunta ai costi della manutenzione navale da esternalizzare nel periodo 2020-2025 stimati in circa 861 milioni di euro.
Nel suo intervento FLP DIFESA ha innanzitutto rilevato la difficoltà di formulare proprie valutazioni in assenza di una preventiva visione del Piano, che è stato visto solo in corso di riunione, e dunque si è riservata di approfondire e di far pervenire successivamente eventuali note. In ogni modo, sulla base di quanto illustrato in riunione, abbiamo osservato che il PII appare in linea con quanto da noi sostenuto da decenni, e di cui all’audizione del 23 luglio 2019 davanti alla Commissione Permanente Difesa del Senato (vds Notdif n.73 del 5.8.2019): la necessità del mantenimento del ruolo pubblico degli Arsenali e della internalizzazione delle lavorazioni a media e alta tecnologia, con notevoli ricadute in termini di risparmio e di mantenimento di una elevata qualità, stante l’unicità e la peculiarità di alcune professionalità tecniche presenti solo negli Arsenali. Altresì a nostro parere nessun piano industriale di rilancio degli Arsenali può prescindere da tempestive assunzioni, dallaformazione specialistica, dal completamento del Piano Brin, e da finanziamenti certi.
Abbiamo Inoltre chiesto notizie in merito a:
lo stato dell’arte dei bandi di concorso per le assunzioni già autorizzate e delle iniziative assunte per la revisione della Legge 244/2012, contestata dalla ns. O.S. fin dalla prima stesura (Notdif n. 13 del 29 gennaio 2013). Sarebbe imminente sia l’emanazione dei bandi che la revisione della L.244/2012.
Quali professionalità a concorso: abbiamo chiesto di sapere se i profili corrispondono alle carenze organiche e se sono adeguati alle esigenze connesse con le moderne tecnologie delle nuove UU.NN.; infatti, senza l’assunzione di personale giovane e con formazione specialistica rispondente a queste esigenze, resterebbero non esternalizzabili solo le attività sulle vecchie UU.NN.; mentre per le nuove UU.NN., si dovrà ricorrere necessariamente alle stesse ditte costruttrici, attraverso i “service” attualmente compresi nei contratti quinquennali di costruzione; quando i contratti scadranno, non ci sarà più nessuno in grado, all’interno degli Arsenali, di riparare queste nuove Fremm, con un notevole aumento della spesa per le manutenzioni difficilmente sostenibile. In merito l’Amm. Serra ha asserito che tali esigenze sono recepite nel PII 2020-2025.
Avendo lo stesso lamentato la assenza di forme di riconoscimento economico per le professionalità tecniche, FLP Difesa ha rimarcato come sia da tempo in corso un confronto con i vertici politici, finalizzato alla compensazione del cosiddetto “gap economico” tra il personale civile della Difesa e quello delle altre Pubbliche Amministrazioni, attraverso il riconoscimento della peculiarità di impiego del personale civile; e dunque sarebbe anche nell’interesse della Amministrazione concorrere al buon esito del confronto politico, nel comune intento di raggiungere una maggiore e più adeguata retribuzione dei dipendenti, e una maggiore motivazione sia per il personale in forza che per quello che aspira ad entrarvi.
Abbiamo rappresentato inoltre la necessità di prevedere un piano industriale anche per i CC.TT. della Marina, e l’Amm. Serra ha asserito che la materia è già allo studio e che presto i Piani saranno presentati alle OO.SS. .
In merito ai contenuti del DL 34/2020, il cosiddetto “Decreto Rilancio”, con particolare riguardo all’art 211, laddove si dispone la possibilità “…di affidamento in affitto o la cessione di aree degli Enti della Difesa, compresi capannoni, officine, bacini etc,” rispetto al quale FLP DIFESA ha già chiesto di essere audita presso le Commissioni Difesa di Camera e Senato (Notdif n. 51 del 26.05.2020), chiedendone lo stralcio in sede di conversione in legge, o almeno la riformulazione dell’articolo in termini più vantaggiosi per la Difesa, in sede di riunione abbiamo chiesto di conoscere le ragioni per cui la Difesa, non abbia inserito fra le richieste di esigenze da inserire nel Decreto Rilancio le assunzioni di personale civile che il Ministro ci aveva promesso. L’Amm. Serra ha rappresentato che la F.A. non è stata coinvolta in tal senso, e che la stessa non è favorevole a tali scelte, che si pongono in controtendenza con gli obiettivi del PII, per cui sta chiedendo la rivisitazione, se non addirittura la cassazione dell’articolo, in totale sinergia, sembrerebbe, con la nostra richiesta alla Commissione Difesa.
In merito ai numeri del personale previsto dal PII, abbiamo chiesto di sapere se vi siano comprese le presenze e le previsioni di personale ex militare. La risposta é stata negativa, in ragione della complessità delle condizioni personali della categoria, che spesso presenta limitazioni di operatività. E sulle problematiche della categoria abbiamo chiesto aggiornamenti in merito alla ipotesi della costituzione di un tavolo tecnico, di cui già si era parlato lo scorso febbraio in sede di riunione con il CSMM Amm Cavo Dragone. La risposta è stata evasiva, rinviando ai lavori sul tavolo specificamente allestito presso SMD; dunque si è palesata l’opinione che al momento i tempi non siano maturi per un confronto sindacale.
In relazione alla conclamata necessità di un turn-over connesso alla avanzata età media del personale degli arsenali, abbiamo ribadito la necessità di dare attuazione a livello territoriale al protocollo difesa sulla sicurezza del 15 maggio u.s. . Abbiamo in quella sede avuto conferma della veridicità delle segnalazioni pervenute in merito al fatto che SMD non abbia provveduto alla diramazione del documento, e dunque si sono aggiunti ancor maggiori elementi a sostegno della fondatezza e della correttezza della nostra segnalazione in tal senso al Gabinetto del Ministro (nota del 3 giugno in allegato al notdif n. 53 stessa data), rispetto alla quale pare che qualcosa si possa muovere già nei prossimi giorni. Discutibile ritardo, ma in ogni caso almeno la nostra nota al Gabinetto del Ministro pare aver prodotto un qualche effetto.
L’ incontro ci sembra proficuo e costruttivo; speriamo che non rimanga una mera enunciazione di principi, e che si possa vederne gli sviluppi. Occorrerà vigilare, e noi ci saremo, sull’attuazione dello stesso attraverso il previsto confronto con le Rappresentanze Sindacali locali, e sulla determinazione della politica di destinare risorse economiche ed umane all’area industriale della Difesa.
Ci scusiamo per la lunghezza del notiziario, ma ci è sembrato importante dettagliarne i contenuti.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia Bisogni – Vincenza Teofili
Informiamo i colleghi che SEGREDIFESA (SGD) ha approvato in data 25 marzo u.s. il “Catalogo Generale dei corsi di formazione – Edizione anno 2019”, predisposto dall’Ufficio Formazione Specialistica e Didattica (DIFEFORM), che è poi stato pubblicato sul sito dello stesso Ufficio.
Detto “Catalogo” contiene l’insieme dell’offerta formativa fissa per l’anno 2019 gestita direttamente dalla Difesa e che pertanto riguarda anche il personale di area 2^ , e dunque al netto di quella organizzata da SNA (Scuola Nazionale dell’Amministrazione) che si occupa di formazione per dirigenti e funzionari.
L’offerta comprende corsi e seminari di formazione e aggiornamento, e risulta articolata in nove aree didattiche (Area posti a status internazionale; Area del bilancio e della contabilità; Area giuridica-amministrativa; Area della comunicazione; Area dei contratti, della logistica e del procurement; Area tecnico-specialistica dell’AD; Area informatica-telematica; Area linguistica; Area della sicurezza e dell’ambiente).
I corsi di formazione relativi alla sicurezza e all’ambiente, da sempre gestiti direttamente da SGD e oggetto delle circolari del 24.12.2018 e del 7.01.2019, entrano per la prima volta direttamente all’interno del Catalogo, dal quale invece, e sempre rispetto al precedente, viene cancellata l’ “Area formazione generale e per il personale neo assunto”, la cui esclusione francamente non comprendiamo nelle sue motivazioni. New entry invece l’ Area posti a status internazionale.
A fronte di questa offerta formativa, spetta ai diversi Organi Programmatori (Stati Maggiori di Forza Armata e Comando Generale Arma) di raccogliere le esigenze formative dei rispettivi Enti, di formare nominativamente le classi e di organizzare l’evento sotto l’aspetto logistico e didattico.
Per quanto attiene agli Enti dell’area di SEGREDIFESA, insieme al Catalogo 2019 sul sito di DIFEFORM sono pubblicate le “Istruzioni” che recano delle precise indicazioni per la corretta compilazione di tutti i campi dell’allegato file EXCEL denominato “Segnalazioni nominative 2019”, che dovranno essere inviati all’Ufficio Formazione Specialistica e Didattica improrogabilmente entro il 3 maggio 2019, e dunque tra solo pochi giorni.
Per gli Enti dell’area tecnico-operativa di competenza di STAMADIFESA, invece, la procedura e la tempistica saranno definite direttamente dagli OO.PP. (SS.MM. di FA e Cdo Gen. CC).
Sulla base delle segnalazioni che perverranno, come avvenuto negli anni precedenti,verrà redatto, e poi pubblicato, il “calendario dei corsi”, a seguito del quale, gli altri OO.PP. interessati (SS.MM. di FA e Cdo Generale dell’Arma dei Carabinieri) potranno inviare le richieste per il proprio personale di partecipazione ai corsi programmati, oppure richiedere corsi non ancora in programmazione, per i quali dovranno provvedere al relativo finanziamento.
A tal riguardo, invitiamo le nostre Rappresentanze locali ad assicurarsi che il personale venga informato del programma formativo 2019 e le segnalazioni raccolte dagli Enti e poi inviate al rispettivo O.P., auspicando in ogni caso che l’operazione sia accompagnata da informazione alle OO.SS. territoriali/RSU.
Diciamo questo pur essendo ben consapevoli che, tra gli straordinari regali che il CCNL 2016-2018 ha fatto ai lavoratori, c’è anche quello di aver cancellato la “formazione” dal novero delle materie oggetto di relazione sindacale.
Pur tuttavia, per come è già avvenuto sul tavolo politico a proposito del progetto nazionale di formazione messo a punto dal prof. Bonaccini su imput della Ministra Trenta, nulla vieta che le OO.SS. territoriali ed RSU possano essere informati e che si possa anche avviare un confronto. Noi lo auspichiamo vivamente.
Il Catalogo dei corsi di formazione 2019 è pubblicato come allegato sul questa stessa pagina
Notiziario FLP DIFESA n. 20 del 25 febbraio 2019 –
Il gen. Alberto Rosso, dal 20 settembre u.s. nuovo Capo di Stato Maggiore Aeronautica
Il gen. di sq. a. Alberto Rosso, già Capo di Gabinetto prima della Ministra Pinotti e poi anche della Ministra Trenta, e dal 20.09.2018 nuovo Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica in sostituzione del gen. Enzo Veciarelli divenuto Capo di SMD, ha incontrato per la prima volta le Rappresentanze sindacali nazionali.
Un confronto aperto ed estremamente cordiale, avviato in apertura dal gen. Rosso con l’apprezzato riconoscimento del ruolo che il personale civile svolge da sempre all’interno della F.A. (“una risorsa preziosa”) e con l’auspicio che si possa avviare tra A.M.. e OO.SS. un percorso di positiva collaborazione trovando sempre il giusto punto di equilibrio tra le esigenze della F.A. e la necessità di tutela del personale.
A seguire, gli interventi di tutte le OO.SS. presenti al tavolo e, tra queste, anche di FLP DIFESA.
La nostra O.S., a similitudine di quanto già fatto negli incontri con altri Vertici delle F.A., ha innanzitutto chiesto di dare cadenza periodica agli incontri delle OO.SS. nazionali con il Capo della F.A., con un orizzonte orientativamente semestrale, e su questo il gen. Rosso ha espresso subito piena disponibilità.
Abbiamo poi rappresentato alcune questioni di carattere generale, che proviamo così a sintetizzare:
REVISIONE LEGGE 244/2012: gli obiettivi fissati dalla legge delega di riduzione dello strumento militare sono in gran parte falliti: la spesa complessiva non è stata ridotta e il riequilibrio tra personale, e esercizio ed investimenti non è avvenuto, anzi è cresciuto il differenziale tra personale ed esercizio. Occorrerebbe pertanto, a nostro avviso, un intervento legislativo correttivo, anche per stoppare gli intendimenti di chi vorrebbe operare ulteriori tagli a quelli già fatti (vds. nostro precedente Notiziario n. 19), e su questo il gen. Rosso ha manifestato attenzione e anche condivisione, così come peraltro aveva già fatto il Capo di SME. Quelli che ancor oggi non conosciamo, sono gli intendimenti al riguardo della nostra Ministra.
In merito ai riordino degli Enti AM di Padova, su nostra richiesta il Capo di SMA ha confermato la chiusura degli Enti al 31.12.2019 senza ipotesi subordinate, e per questo abbiamo chiesto un punto di situazione sul reimpiego dei circa 70 lavoratori e sulla richiesta di ricollocazione in Sacrari e Arma CC.
CENTRI DI FORMAZIONE: nel ribadire come il Libro Bianco voluto dall’ex Ministra Pinotti appare oggi di fatto morto e sepolto, abbiamo detto che sarebbe utile recuperare l’emendamento predisposto dal Gabinetto al momento in cui il gen. Rosso ne era il Capo, che istituiva i “Centri di Formazione” attraverso l’auspicato recupero delle vecchie “scuole allievi operai” e con dei lavoratori civili come docenti, Centri che, oltre che nell’area industriale, sarebbero molto utili anche in alcuni Comandi e Reparti della F.A.
IL Capo SMA ha condiviso l’idea di recuperare quell’emendamento, nato dall’accordo del 5 aprile 2017.
DIRETTIVA SMD/SGD SULL’IMPIEGO CIVILE: analogamente a quanto già fatto per le altre due FF.AA., abbiamo chiesto e ottenuto che venga fatto, a breve, un punto di situazione sull’ implementazione della Direttiva in ambito A.M. e, al contempo, di poter conoscere i criteri che presiedono all’operazione, oggi in atto nella F.A., di allineamento degli organici di Ente a quelli fissati per A.M. dal DM 29.06.2016.
FORMAZIONE: dopo aver ricordato la storica sensibilità ed attenzione che la F.A. ha sempre dimostrato in materia di formazione e aggiornamento, abbiamo chiesto di conoscere lo storico dei corsi 2018 e la pianificazione delle attività didattiche per l’anno 2019 con le relative linee di indirizzo fissate dalla F.A., atteso che le ultime informazioni da noi ricevute riguardano le attività formative 2016 e 2017.
CONGUAGLI FISCALI: il Capo di SMA, a seguito di precisa richiesta, ha confermato quanto da noi già comunicato nei giorni scorsi alle nostre strutture sul problema tecnico intervenuto a proposito dell’iniziativa di AD per la rateizzazione del conguaglio di febbraio, che pertanto slitterà a marzo.
Facciamo presente comunque che, sul punto, il Gabinetto ha convocato domani le OO.SS. per informazioni al riguardo.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 37 del 10 aprile 2018 –
Quarta puntata relativa alle questioni d’interesse del personale civile anche in funzione del nostro programma RSU. Oggi parliamo di formazione o, meglio, della non formazione che si osserva in ambito M.D..
I CCNL Ministeri facevano tutti riferimento al principio della centralità della formazione come “leva strategica fondamentale per lo sviluppo professionale dei dipendenti e per il necessario sostegno ai processi di cambiamento”, concetti richiamati in più occasioni dalla stessa A.D.
Tuttavia, nonostante tale premessa, la formazione in ambito Difesa non è riuscita nel corso di questi anni a rispondere alle reali esigenze formative, e questo per molte ragioni tra le quali: progressiva e massiccia riduzione delle risorse disponibili, in particolare a seguito dei tagli disposti dal DL 78/2010; gestione finanziaria in capo ai diversi Organi Programmatori (OP) che operano di fatto in modo indipendente l’un l’altro; oggettiva maggior concentrazione delle attività formative nella sede romana, con effetti oggettivamente penalizzanti per il personale delle sedi periferiche; spesso, mancanza di coordinamento degli Enti di diverse area/F.A. sul livello territoriale.
La situazione è decisamente peggiorata a partire dal 2014, quando la legge 11.08.2014, n. 114 ha disposto la soppressione di ben cinque Scuole di formazione, tra le quali purtroppo CEFODIFE, le cui funzioni vennero trasferite alla Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA), con la contestuale ulteriore riduzione del 20% delle risorse destinate in origine alla stessa.
Un danno inizialmente temperato dall’accordo SGD-SNA del 6.08.2014, ma ben evidente soprattutto in proiezione futura, atteso che CEFODIFE gestiva formazione anche per il personale di aree diverse dalla 3^ (che come noto non rientrano nelle competenze di SNA) e formazione tecnico-specialistica per le nostre esigenze, e atteso altresì che sarebbe anche venuto meno quel ruolo che a CEFODIFE era stato assegnato in ordine all’”elevazione qualitativa delle professionalità “(art.3, comma 2, lett. a) e b) Legge 244/2012) e ai processi di formazione conseguenti alla riduzione delle FF.AA. di cui all’art. 12 <<2259-quater>> del D. Lgs. n. 8/2014.
In questo quadro di situazione di particolare sofferenza e criticità, è mancato in tutti questi anni sul versante della formazione un disegno generale, da definirsi anche attraverso un confronto permanente con le OO.SS. nazionali che non c’è mai stato. Solo nel 2013, ai tempi del Vice Segretario Generale dr. Di Palma, su nostra richiesta, si tennero due successive riunioni che ebbero per oggetto i piani annuali di formazione del personale civile (si vedano i Notiziari n. 79 dell’8 luglio e n. 111 del 9 ottobre 2013), poi più nulla nel tempo.
Venendo ad oggi, temiamo che, sul fronte delle relazioni sindacali, il nuovo CCNL delle Funzioni Centrali 2016-2018, non produca significative innovazioni.
Alla formazione, comunque ancora connotata come “leva strategica”, sono dedicati due articoli: il n. 52, che reca i principi generali e le finalità, e il n. 53 che prevede sì “piani di formazione del personale sulla base dell’analisi dei fabbisogni formativi rilevati nell’organizzazione”, ne individua le tipologie essenziali, afferma che la formazione deve riguardare ”tutto il personale” e indica l’obiettivo di una “formazione permanente e diffusa”. Ma lo stesso CCNL non dispone maggiori risorse (sempre l’1% del monte salari), e, soprattutto, non reca obblighi in materia di relazioni sindacali. Le OO.SS. possono solo “formulare proposte” nell’ambito dell’Organismo paritetico ex art. 6.
A nostro avviso, sulla formazione occorre una autentica rivoluzione copernicana, tenuto conto del suo valore strategico in una Amministrazione in permanente riorganizzazione come la nostra, e della sua centralità anche ai fini delle nostre carriere. Per quanto ci riguarda, già nel 2013 avevamo presentato delle proposte all’allora Sottosegretario Pinotti, che ripubblichiamo come allegato su questa stessa pagina, e che pensiamo mantengano ancora, per buona parte, piena validità.
Le riproporremo, naturalmente attualizzandole, al nuovo Vertice politico, al quale chiederemo che i piani formativi siano oggetto di informazione e confronto con le OO.SS. e che, sulla materia, siano fissate regole precise e vincolanti attraverso uno specifico protocollo d’intesa.
Il nuovo Capo del 1° Reparto di SMM CA Giacinto Ottaviani e il nuovo Capo del 3° Ufficio Rosario La Pira hanno incontrato oggi per la prima volta le OO.SS. nazionali.
Il CA Ottaviani ha introdotto la riunione ponendo l’accento sui problemi più importanti, segnalando in particolare l’impegno della FA per lo sblocco delle assunzioni relative agli Arsenali della MM, rispetto ai quali si è comunque detto disponibile a fare un punto della situazione sul riordino. Infine, disponibilità anche in materia di relazioni sindacali.
Ha preso poi la parola la delegazione della FLP DIFESA che ha posto le seguenti questioni:
Incontro con il Capo di SMM: la FLP ha segnalato che, a distanza di oltre sei mesi dal suo insediamento, il Capo di SMM non aveva ancora incontrato le Rappresentanze del personale civile e ha pertanto sollecitato l’incontro, che dovrebbe avvenire a breve per come ci ha assicurato il CA Ottaviani;
Sessioni informative periodiche: in analogia a quanto praticato in altre FFAA, abbiamo segnalato l’utilità di promuovere incontri periodici con le OO.SS. per monitorare riordini e relazioni sindacali;
Rideterminazione dotazioni organichedi Ente: FLP Difesa ha chiesto che vengano aperti confronti, sui livelli nazionale e territoriale, in ordine al necessario adeguamento degli organici di Ente alle dotazioni fissate dal DM 6.2016, anche per i loro riflessi in materia di compiti e funzioni da attribuire ai civili;
Riorganizzazione degli Arsenali e dei Centri Tecnici MM: dopo i confronti di livello nazionale e territoriale che hanno accompagnato il riordino di questi Enti, discendente dal D. Lgs. n. 8/2014, e generato in loco parecchie criticità, in relazione all’attuale fase di applicazione degli organigrammi funzionali definiti dai DD.MM. di struttura e dai provvedimenti a firma del Capo di SMM che hanno innescato un po’ di problemi, FLP DIFESA ha segnalato la necessità di fare una sorta di “tagliando”, Ente per Ente, per individuare le diverse criticità e i possibili adeguamenti e soluzioni, e in questo contesto operare anche una verifica puntuale degli impegni di MM in ordine alle necessità assunzionali finalizzate al turnover del personale e in ordine allo stanziamento dei fondi connessi con il Piano Brin;
Formazione: FLP DIFESA ha segnalato la necessità che la FA metta a punto, d’intesa con le Rappresentanze del personale, piani di formazione per il personale civile che vadano oltre quelli connessi alla antinfortunistica ed alla sicurezza, e che – analogamente a quanto praticato da altre FFAA e utilizzando le nuove tecnologie e i nuovi mezzi informatici – consentano di sviluppare processi formativi in materia amministrativa, contabile, logistica, giuridica e tecnica, da svolgersi a livello territoriale;
Transito degli ex militari nei ruoli del personale civile: analogamente a quanto avvenuto nel corso del recente incontro in sede SME, la nostra OS ha rappresentato la necessità di una maggiore attenzione nell’assegnazione dei profili professionali civili che, a tutela degli stessi interessati, debbono tenere primariamente conto della patologia che ha innescato l’inidoneità al servizio militare, e questo in particolare per quanto attiene l’attribuzione di profili tecnici destinati agli Enti dell’area industriale;
Relazioni Sindacali e trattative FUS: FLP DIFESA ha segnalato le criticità che stanno emergendo in alcuni Enti in ordine alle relazioni sindacali, per quanto concerne le modalità di svolgimento delle riunioni che in alcuni casi risultano disallineate rispetto agli accordi quadro in sede ARAN e alle conseguenti e connesse indicazioni degli Organi centrali del MD; ha poi evidenziato i problemi che stanno emergendo in questi giorni nelle trattative locali sul FUS 2016, frutto di un accordo nazionale mal fatto e ancor di più mal gestito, e anche quelli legati alla applicazione di alcune circolari PERSOCIV, segnatamente quella relativa a lavori insalubri/imbarchi e, più recentemente, quella concernente le turnazioni.
Il CA Ottaviani ha preso atto delle segnalazioni della nostra O.S., riservandosi di approfondirne i diversi aspetti. Ovviamente riprenderemo tutti questi temi in sede di incontro con il Capo di SMM.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 40 del 6 aprile 2016 –
Si riporta di seguito il testo integrale del Notiziario n. 16 diffuso in data 29 marzo 2016 dal Dipartimento Studi e Legislazione di FLP con il quale si dà notizia di alcune precisazioni rese dall’ARAN in materia di formazione del personale e che reca anche gli “orientamenti applicativi” dell’Agenzia.
” La FLP, informa che l’ARAN, con specifico parere, ha ribadito un principio di carattere generale che si deve applicare ai contratti collettivi nazionali di lavoro del pubblico impiego, nei quali viene previsto che almeno l’1% dell’orario debba essere destinato alla formazione, cui si aggiunge la possibilità di avere permessi.
Si tratta di una regola di carattere generale conforme alle regole di legge [D.Lgs. n. 66/2003], ferma restando la possibilità che il contratto collettivo nazionale di settore contenga regole specifiche sulla modalità di fruizione del riposo compensativo o di richiesta della differenza retributiva.
Nel particolare, l’Aran ha specificato che le ore dedicate alla partecipazione a corsi di formazione e aggiornamento professionale dei dipendenti pubblici organizzati dall’ente o comunque autorizzati dallo stesso presso altri soggetti pubblici o privati, devono essere considerate come servizio prestato a tutti gli effetti e, quindi, anche come orario di lavoro, ai fini del completamento del debito orario delle 36 ore settimanali.
Questa indicazione, che non può essere derogata dalle scelte delle singole amministrazioni, porta alla conseguenza che l’eventuale superamento del normale orario giornaliero deve essere equiparato alle prestazioni di lavoro straordinario, con la maturazione del diritto per il dipendente a percepire la differenza retributiva per lavoro straordinario o, in alternativa, su richiesta del lavoratore, ad usufruire di riposi compensativi commisurati alle ore extra effettuate; inoltre, venendo in considerazione che l’attività è resa in orario di lavoro, di queste ore si terrà conto a tutti gli effetti stabiliti dal DLvo n. 66/2003, ivi compresi la durata massima della prestazione lavorativa e i riposi.
L’Aran ha preso anche in considerazione l’ipotesi dei corsi di formazione svolti nella giornata di sabato, qualora l’orario ordinario di lavoro (36 ore) sia articolato dal lunedì al venerdì. In questo caso, stante l’equiparazione delle ore di partecipazione ai corsi di formazione e di aggiornamento professionale organizzati dall’ente ad orario di lavoro, i lavoratori interessati verrebbero sostanzialmente a rendere prestazioni lavorative aggiuntive rispetto al debito orario ordinario. Come previsto dal CCNL dipendenti delle Regioni e degli enti locali, l’attività prestata in giorno feriale non lavorativo (in questo caso il sabato), a seguito di articolazione di lavoro su cinque giorni, dà titolo, a richiesta del dipendente, a equivalente riposo compensativo o alla corresponsione del compenso per lavoro straordinario non festivo. Dunque, il dipendente che partecipa a corsi di formazione o di aggiornamento professionale nella giornata del sabato, può chiedere, in via opzionale, o il riposo compensativo di durata equivalente alle ore di lavoro rese o il riconoscimento, per le medesime ore, del compenso per lavoro straordinario.
AGF 076 Orientamenti Applicativi Aran del 3.3.2016
D. Qualora un corso di formazione, organizzato dall’Agenzia, si protragga al di là dell’orario d’obbligo giornaliero del dipendente, è possibile riconoscere a quest’ultimo il pagamento dello straordinario o un riposo compensativo corrispondente al numero effettivo di ore di corso eccedenti?
R. L’art. 63, comma 12, del CCNL del 28 maggio 2004. stabilisce che “Il personale che partecipa alle attività di formazione organizzate dall’Agenzia è considerato in servizio a tutti gli effetti.” e che “I corsi sono tenuti, di norma, durante l’orario di lavoro”. La norma, pertanto, in modo inequivocabile qualifica le ore in cui si attua l’iniziativa formativa come “lavorative”, con la conseguenza che la parte dei corsi che eccede l’orario d’obbligo giornaliero deve essere considerata come lavoro straordinario. Nulla vieta, però, che il lavoratore possa chiedere, in luogo dell’erogazione dei compensi per il lavoro straordinario, un riposo compensativo corrispondente al numero delle ore lavorate, da fruire secondo le modalità previste dai CCNL.
M 232 Orientamenti applicativi Aran del 27.04.2015
D. Qualora un corso di formazione, organizzato dall’amministrazione, si protragga al di là dell’orario d’obbligo giornaliero del dipendente, è possibile riconoscere a quest’ultimo il pagamento dello straordinario o un riposo compensativo corrispondente al numero effettivo di ore di corso eccedenti?R. L’art. 25, comma 7, del CCNL del 14 settembre 2007 stabilisce che “il personale che partecipa alle attività di formazione organizzate dall’amministrazione, è considerato in servizio a tutti gli effetti………” e “che i corsi sono tenuti, di norma, durante l’orario di lavoro”. La norma, pertanto, in modo inequivocabile qualifica le ore in cui si attua l’iniziativa formativa come “lavorative”, con la conseguenza che la parte dei corsi che eccede l’orario d’obbligo giornaliero deve essere considerata come lavoro straordinario. Nulla vieta, però, che il lavoratore possa chiedere, in luogo dell’erogazione dei compensi per il lavoro straordinario, un riposo compensativo corrispondente al numero delle ore lavorate, da fruire secondo le modalità previste dai CCNL.
EPNE 160 Orientamenti Applicativi Aran del 3.8.2012
D. Gli enti possono sostenere delle spese per riconoscere la formazione ai propri dipendenti?
R. Le pubbliche amministrazioni possono sostenere spese per la formazione dei dipendenti a condizione che:
le iniziative formative siano state preventivamente individuate nell’ambito di un piano di formazione del personale basato sui fabbisogni formativi rilevati e sulle esigenze gestionali (si vedano: art. 7-bis del D.Lgs.n.165/2001; circolari del Dipartimento Funzione pubblica emanate sulla materia consultabili sul sito funzionepubblica.it; art. 12 del CCNL enti pubblici non economici sottoscritto il 9/10/2003 consultabile sul nostro sito internet www.aranagenzia.it);
vi sia una correlazione tra le iniziative attivate e le competenze professionali richieste ai dipendenti partecipanti, per il più efficace espletamento dei compiti ed attività propri del ruolo organizzativo assegnato;
il piano della formazione sia finanziato con risorse stanziate nel bilancio dell’ente.
Si precisa che il piano della formazione è deciso unilateralmente dall’ente, sulla base di proprie valutazioni di convenienza economica e gestionale, in relazione ai costi previsti ed ai benefici attesi, tenendo conto delle linee di indirizzo generali eventualmente definite in sede di contrattazione integrativa, ai sensi dell’art. 4, comma 3, lett. A), primo alinea, del CCNL 16.2.1999.
Si ritiene, pertanto, che l’ente debba valutare, nella propria autonomia gestionale, la convenienza economica e gestionale a dare corso alla iniziativa ipotizzata e, in caso di valutazione positiva, assumere le conseguenti decisioni in materia di pianificazione dei fabbisogni formativi.
Una volta che l’iniziativa sia stata decisa, pianificata e finanziata dall’ente, al dipendente sarà richiesto di parteciparvi e, naturalmente, la partecipazione dovrà essere considerata, a tutti gli effetti, tempo di lavoro (e non “assenza” come ipotizzato nel quesito). Nel caso in cui i corsi si tengano fuori dalla sede di servizio, la partecipazione ad essi comporta, sussistendone i presupposti, il rimborso delle spese di viaggio (riguardo al trattamento di missione richiamiamo la vostra attenzione su quanto previsto dall’art. 1, commi 213 e 214 della legge 23/12/2005, n. 266 nonché quelle dell’art.6, comma 12, della legge n.122/2010).
Al di fuori della ipotesi di corsi decisi e finanziati dall’ente con le modalità sopra ricordate, vi precisiamo anche, per completezza di informazioni, che l’art. 9 del CCNL del 14.2.2001 riconosce ai dipendenti la possibilità di fruire di 150 ore individuali di permesso per diritto allo studio, anche per la partecipazione a corsi destinati al conseguimento di titoli di studio universitari e post-universitari. In tale diversa fattispecie, si configurerebbe invece un’assenza dal servizio, con la modalità del “permesso retribuito”.
D RAL 1446 Orientamenti Applicativi Aran dell’8.8.2012
D. Le ore di formazione o aggiornamento professionale devono essere considerate come rientranti nell’orario di lavoro anche ai fini del rispetto dei limiti in materia di orario di lavoro stabiliti dal D.Lgs.n.66/2003 ed in particolare di quello concernente i riposi giornalieri?
R. La scrivente Agenzia, nei propri orientamenti applicativi, ha già evidenziato che, secondo le regole generali, nel caso di corsi di formazione o di aggiornamento professionale organizzati dall’Ente o comunque autorizzati dal medesimo Ente presso altri soggetti pubblici o privati, le ore effettive di partecipazione alle attività formative devono essere considerate come servizio prestato a tutti gli effetti e, quindi, anche come orario di lavoro, ai fini del completamento del debito orario delle 36 ore settimanali.
Ciò comporta anche la conseguenza ulteriore che, per la parte eccedente l’orario d’obbligo giornaliero, devono essere considerate lavoro straordinario, con l’applicazione della specifica disciplina contenuta nell’art. 38 del CCNL del 14.9.2000.
Evidentemente, nei termini sopra descritti, venendo in considerazione attività rese in orario di lavoro, di esse si terrà conto a tutti gli effetti stabiliti dalla legge (D.Lgs.n.66/2003), ivi compresi la durata massima della prestazione lavorativa e i riposi.
SCU 081 Orientamenti Applicativi Aran del 4.11.2013
D. Le ore eccedenti l’orario di servizio prestate dal personale ata per partecipare ad un corso di formazione indetto dal MIUR, devono essere considerate come orario di lavoro da recuperare attraverso riposi compensativi?
R. Questa Agenzia ritiene utile chiarire che ai sensi dell’art. 64, comma 4, del CCNL del 29.11.2007 del comparto scuola, il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, previa autorizzazione del capo d’istituto, in relazione alle esigenze di funzionamento del servizio, può partecipare ad iniziative di aggiornamento organizzate dall’amministrazione o svolte dall’Università o da enti accreditati. La partecipazione avviene nel limite delle ore necessarie alla realizzazione del processo formativo, da utilizzare prioritariamente in relazione all’attuazione dei profili professionali.
Nel caso specifico, se rispettate tutte le condizioni previste, le ore eccedenti l’orario di servizio prestate dal personale ata per partecipare al corso per il conseguimento della patente europea, saranno considerate come orario di lavoro da recuperare attraverso riposi compensativi.
Dipartimento FLP Studi e Legislazione “
Notiziario n. 34 del 30 marzo 2015 –
Il nuovo Capo di SMD, gen. CA Claudio Graziano
Il nuovo Capo di Stato Maggiore della Difesa, gen. CA Claudio Graziano, ha incontrato a tavoli uniti nel pomeriggio di oggi le OO.SS. nazionali. Nell’intervento d’apertura, il Capo di SMD ha ricordato la fase complessa e difficile che vivono le FF.AA., chiamate a rivedere nei prossimi anni, in chiave fortemente riduttiva, il proprio assetto. Ha ricordato come la componente civile ne costituisca parte essenziale, in un rapporto di “interscambio attivo” con l’altra componente (i militari), e proprio per questo a Suo avviso le FF.AA. dovranno operare per valorizzarne al massimo gli apporti professionali e gli impieghi all’interno degli Enti, in particolare nella c.d. area industriale (Poli Esercito e Arsenali MM). Da qui il doveroso impegno in materia di formazione, alla quale le FF.AA. annettono una valenza strategica e, a tal proposito, il Generale ha dato notizia dell’avvio in ambito SMD di un gruppo di lavoro per la costituzione di un Ufficio ad hoc. Ha quindi ricordato le modalità – in primis, la mobilità verso altre PP.AA. – previste dal D. Lgs. n. 8/2014 per il progressivo taglio da qui al 2024 delle circa 8.000 posizioni organiche civili oggi eccedenti, ed ha concluso auspicando un rapporto di stretta collaborazione con le OO.SS., offrendo massima disponibilità al riguardo.
E’ poi seguito il consueto giro di tavolo, con gli interventi delle OO.SS., e dunque anche del nostro. In merito al riassetto dello strumento militare, FLP DIFESA ha ricordato la nostra vecchia sollecitazione ai Vertici politici e militari a chè l’operazione di riordino fosse colta dall’AD come occasione per un profondo ripensamento sul lavoro civile e per dare finalmente ai dipendenti civili ruolo, funzioni e prospettive, il tutto anche alla luce della previsione dell’art. 1 del D. Lgs. n. 7/2014 e degli intendimenti programmatici espressi dalla stessa Ministra. Purtroppo, la svolta che attendevano non è invece avvenuta, e ce ne accorgiamo quando, in occasione del riordino degli Enti, in primis gli Arsenali MM, vediamo come la riorganizzazione proceda secondo modelli che relegano ancora una volta il lavoro civile in ambiti ristretti e in ruoli secondari. Per invertire la tendenza, sarebbe stato necessario porre mano subito al Regolamento previsto dallo stesso art. 1 D. Lgs. n. 7, e invece non lo si è fatto. E oggi siamo alla vigilia dell’uscita del Libro Bianco…….. Appare allora fuorviante invocare turnover, nuove assunzioni e forme di apprendistato (tipo “scuola allievi operai”), se prima non si risolve a monte quel problema e non si chiariscono i compiti e le funzioni dei civili.
La seconda questione da noi posta riguarda le relazioni sindacali in ambito area operativa. Nel loro rapporto con le OO.SS, le FF.AA. operano sul livello centrale, a valle delle scelte di riordino, con differenti modalità: alcune, (ES e AM) con scrupolosa attenzione sul versante dell’ informazione preventiva e con rispetto del ruolo del Sindacato, altre (MM e CC), invece, solo a colpi di ordini del giorno calati dall’alto, al netto di qualsiasi coinvolgimento delle Parti sociali. Occorre, a nostro avviso, allineare verso l’alto queste differenti modalità. La nostra O.S. ha anche segnalato inoltre le permanenti criticità in materia di agibilità sindacali, che appaiono pesanti alla vigilia del via alla messe di provvedimenti previsti da qui al 2018. Una soluzione andrà trovata.
FLP DIFESA ha poi affrontato il tema del rapporto tra civili e militari, e denunciato l’inaccettabilità delle permanente diversità di trattamento, economico e normativo, in condizioni d’impiego simili o similari. Occorre riavvicinare le forbici, perché la situazione è prossima davvero al punto di rottura. Inoltre, nel segnalare che la FP incontrerà il 2 p.v. le Confederazioni sulle tabelle di corrispondenza (pubblichiamo su questa stessa pagina la lettera di convocazione), si è augurato che il DPCM di prossima emanazione rechi le tabelle di corrispondenza militari/civili convenute da AD e OO.SS. .
Sul tema del trattamento economico, ha poi segnalato la necessità di reperire risorse aggiuntive per il FUA.
Infine, in materia di formazione, ha chiesto un incontro tecnico specifico per comprendere come SMD ed SGD stiano procedendo e come intendano coordinarsi in ordine ai nascenti Uffici nei loro rispettivi ambiti.
In conclusione, un incontro certamente utile e positivo. Ora però aspettiamo fatti e azioni concrete.
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